dinamiche dell’affido familiare in: IN FUGA PER LA LIBERTA’, di Eva Gardos, 2001, con Scarlett Johanssen, da Il Cinema Racconta …

pur essendo fuori contesto rispetto alle regole del diritto di famiglia italiano, il film fa molto riflettere sulle dinamiche affettive che si manifestano negli affidi.

PFerrario

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Nel 1950, una coppia ungherese decide di lasciare il Paese oppresso dal regime comunista, per emigrare negli Stati Uniti. Partono insieme alla figlia maggiore, ma sono costretti a lasciare in patria la neonata Suzanne, affidandola a una coppia di amorevoli tutori. Sei anni dopo, la piccola si ricongiunge con i genitori a Los Angeles, dove, a causa del trauma subito, cresce sviluppando una personalità ribelle e insofferente.

Amata, paradossalmente, da quattro genitori e dalla nonna, riallaccerà tutti i suoi legami affettivi

IN FUGA PER LA LIBERTA’, di Eva Gardos, 2001, con Scarlett Johanssen « Il Cinema Racconta ….


COMUNE DI MILANO – progetto “Promuovere e sostenere reti per l’affido nel Comune di Milano”

Affido Familiare

L’affido familiare è un intervento di aiuto a favore di un minore la cui famiglia di origine si trova temporaneamente in difficoltà.
E’ un intervento a tempo determinato, finalizzato al raggiungimento del benessere del minore e al superamento della situazione di crisi della sua famiglia.

L’Assessorato alle Politiche Sociali e Cultura della Salute del Comune di Milano, in collaborazione con le organizzazioni del Terzo Settore che da anni si occupano dei bambini/e e ragazzi/e, promuovono la costituzione ed il consolidamento di un modello di intervento che, attraverso il potenziamento della rete dei servizi per l’affido e l’accoglienza nel territorio di Milano, fornisca l’opportunità ad ogni famiglia che vive situazioni di fragilità di ritrovare serenità in un contesto accogliente.
Dalle esperienze degli enti coinvolti nasce il progetto “Promuovere e sostenere reti per l’affido nel Comune di Milano” finanziato dalla Fondazione Cariplo:  un modello che integra intervento pubblico e privato per diffondere una nuova cultura della solidarietà tra famiglie, allargata e partecipata, e promuovere le esperienze concrete di accoglienza familiare nella nostra città.
Il modello prevede una rete con il Comune di Milano capofila in relazione diretta con sei enti partner e dodici enti collaboratori. L’obiettivo è volto a migliorare qualitativamente e quantitativamente gli attuali servizi per l’affido e le diverse forme di accoglienza familiare.

Per saperne di più sull’affido e le diverse forme  di accoglienza familiare è possibile visitare sito Affido Milano (vedi tra i siti utili), nato dalla co-progettazione tra il Comune di Milano e le organizzazioni del Terzo Settore che partecipano al Progetto.

Il Coordinamento Affidi del Comune di Milano è disponibile per ogni informazione e chiarimento ai numeri 02 88463012 e 02 88463013

CALENDARIO INCONTRI INFORMATIVI SULL’ AFFIDO

periodo: settembre – dicembre 2011

Giuvedì 8 Settembre  ore 18,15 – 20,00
Mercoledì 5 Ottobre ore 18,15 – 20,00
Mercoledì 9 Novembre ore 18,15 – 20,00
Mercoledì 30 Novembre ore 18,15 – 20,00
Mercoledì 14 Dicembre ore 18,15 – 20,00

Gli incontri si svolgono in Via De Amicis, 10  – salone piano terra

Si chiede cortesemente di confermare la propria presenza al Coordinamento Centrale Affidi: tel. 02 88463012 / 3

logo affido

Allegati


CRESCERE I FIGLI DEGLI ALTRI Milano, 12-26 Ottobre 2011, FormAzione

Il 5 Ottobre scadono i termini per l’iscrizione al  corso
CRESCERE I FIGLI DEGLI ALTRI
Milano, 12-26 Ottobre 2011

Il corso tratta i temi dell’affido, adozione e accoglienza in comunità dal punto di vista degli adulti che si occupano di bambini e adolescenti.  
Il corso è stato accreditato con 12 crediti per assistenti sociali e 11 crediti ECM per psicologi
Sul sito
http://www.formazionesocialeclinica.it/index.php
troverete tutte le informazioni e la scheda per l’iscrizione.

Margherita Gallina


Lombardia. Linee guida affidamento familiare

vai a: Lombardia. Linee guida affidamento familiare


Comune di Canzo (Co) Regolamento distrettuale sull’affidamento familiare di minori 2005

 
  
 
 
 
  
 

   

     


Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA): “È infamante dire che le comunità sono strutture che lucrano sulla pelle di migliaia di bambini e adolescenti in condizioni difficili (in relazione all’articolo Bambini in casa-famiglia business da un miliardo all’anno di Paolo Berizzi in La Repubblica 29 aprile 2011), da www.socialnet.it

“L’articolo sulle case famiglia per minori apparso oggi sul quotidiano ‘la Repubblica’ è inaccettabile”, dichiara don Armando Zappolini, presidente del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA).


“Il pezzo è presentato come ‘un’inchiesta’, ma chi lo ha scritto, evidentemente, non conosce la realtà di cui parla. Siamo indignati.”

“È infamante dire che le comunità sono strutture che lucrano sulla pelle di migliaia di bambini e adolescenti in condizioni difficili, una nebulosa dove le cause nobili lasciano il posto al business e agli interessi di bottega”, rimarca Zappolini.

“I gruppi del CNCA hanno costruito negli anni una cultura dell’accoglienza al cui centro c’è proprio il ragazzo, il suo benessere, il ritorno nella sua famiglia di origine, se possibile. Non abbiamo creato ‘parcheggi’ in cui tratteniamo i ragazzi per fare i soldi, ma luoghi in cui si sperimenta una vita di tipo familiare, si elabora un progetto calibrato sul singolo minore, si lavora costantemente sulle relazioni personali e familiari, sul disagio che si è vissuto e sul modo per affrontarlo. Questo facciamo da diversi decenni e questo continuiamo a fare oggi, anche quando gli Enti pubblici si sottraggono agli impegni presi, ritardando oltre ogni limite i pagamenti dovuti, costringendo le organizzazioni sociali a contrarre nuovi debiti con le banche e a sospendere il pagamento degli stipendi agli operatori. In Campania e in Sicilia ci sono realtà dove i ragazzi sono accolti a totale carico delle comunità anche per due anni. Altro che approfittatori!”

“Il giornalista che ha firmato il pezzo”, continua il presidente del CNCA, “non sa, evidentemente, che gli istituti in Italia non ci sono più, o almeno non dovrebbero esserci, anche perché tante organizzazioni come il CNCA e moltissimi operatori si sono battuti negli anni contro forme di accoglienza non adeguate allo sviluppo dei bambini. Così come non ha capito che la stragrande maggioranza dei ragazzi che sono in comunità non è ‘senza famiglia’, come si dice erroneamente più volte nell’articolo, e che l’entità delle rette è calcolata su standard di qualità a cui le strutture debbono obbligatoriamente attenersi, sia riguardo al personale che all’abitazione, determinando costi di gestione facilmente quantificabili: non c’è nessuna ‘nebulosa’, ma costi documentati e trasparenti, in cui l’80% della retta va al personale educativo (che guadagna assai meno di un redattore ordinario, tanto per essere chiari). Né il giornalista dice alcunché del fatto che in diverse regioni è stato istituito un osservatorio ad hoc, presso il quale è obbligatorio inviare, semestralmente, una scheda su ogni ragazzo preso in carico; anche in questo caso i dati ci sono e sono accessibili. Infine, l’inviato di ‘Repubblica’ delinea una contrapposizione tra affido familiare e comunità che non ha senso: la scelta va fatta caso per caso. Per questo il CNCA, accanto alle comunità, ha promosso tante reti di famiglie disponibili all’affido.”

“Ci pare, perciò, che con questo articolo si sia puntato più che altro a uno scoop, facendo invece un clamoroso buco nell’acqua”, conclude Zappolini. “I problemi ci sono, ma riguardano la continua riduzione delle risorse economiche e degli organici dei servizi di tutela, questioni appena accennate nel pezzo, che mettono in crisi tutto il sistema di accoglienza e accompagnamento. Invitiamo, perciò, l’autore dell’articolo a venirci a trovare in una delle nostre comunità per minori. Ne abbiamo in tutta Italia. Ne verrebbe fuori un articolo molto diverso.”

Tratto da: http://www.socialnet.it/notizia.php?id_new=1375

l’articolo cui si riferisce il testo è qui:

http://www.repubblica.it/cronaca/2011/04/29/news/inchiesta_italiana-15507476/index.html?ref=search


Regione Lombardia, Una nuova regia regionale per gestire gli affidi Lombardia

Una nuova regia regionale per gestire gli affidi
Un ‘sistema lombardo’ degli affidi, una sorta di regia in grado di coordinare, con il coinvolgimento delle diverse realtà che se ne occupano, la gestione dei minori in affido. Questo l’obiettivo delle linee guida per l’affido familiare, presentate al Tavolo del Terzo Settore

>>Leggi

il Servizio Affido professionale, promosso dalla Provincia di Milano

Dal 25 al 27 marzo si rinnova l’appuntamento annuale alla fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili “Fa’ la cosa giusta”.

Quest’anno in occasione dell’Anno europeo del volontariato, grande attenzione sarà data al Terzo settore con le sezioni Pace e partecipazione, Commercio equo e solidale, Sprigioniamoci, tematiche per quali l’amministrazione provinciale e il nostro Assessorato hanno sempre mostrato spiccata sensibilità e attenzione.

In quest’area sarà presente il Servizio Affido professionale, promosso dalla Provincia di Milano in collaborazione con quattro cooperative sociali, che propone l’accoglienza in famiglia di minori provenienti da situazioni familiari particolarmente complesse… un’ulteriore opportunità  di accoglienza familiare accanto all’affido “classico”.

Gli affidi professionali avviati sinora sono 40. Di questi 25 si sono conclusi nel rispetto dei tempi previsti dal progetto (2-3 anni) e per 16 minori è stato possibile il rientro nella propria famiglia. Le famiglie che sono state selezionate e formate in questi sette anni di attività sono 60; diverse di queste collaborano con il Servizio dalla sua nascita e hanno realizzato fino a 3 affidi.

I minori in affido familiare, presso parenti o altre famiglie, in Lombardia a fine 2008 sono 2427, di questi 342 solo nel capoluogo e circa 800-900 nella Provincia (dati Osservatorio Minori Regionale).

È importante sottolineare che nel 2008 in due casi su tre i minori sono stati affidati a soggetti esterni alla rete familiare, 1617 minori in affido eterofamiliare, un trend in costante crescita dal 1997.

Un numero importante, che dà conto ancora una volta della sensibilità e della generosità del territorio. Eppure il bisogno è superiore a questa disponibilità, è necessario che altre famiglie si mettano in gioco.

FA’ LA COSA GIUSTA “ALLARGA LA TUA FAMIGLIA!!”

Per ulteriori informazioni visita l’area Minori e Famiglia della Provincia di Milano

Per la fiera nazionale: www.falacosagiusta.org/milano/


Diritto di famiglia e servizi sociali, di Leonardo Lenti e Joelle Long, Laterza editori, 2011, p. 358


A Babele non si parla di affido. Costruzione e gestione dei progetti individualizzati di affidamento familiare di minori, Autori e curatori: Associazione Progetto Famiglia , Fondazione Affido , Gesco , Marco Giordano , Mariano Iavarone ,Carolina Rossi Contributi: Dora Artico, Elena Carotenuto, Paola Cuccurullo, Franca Dente, Marianna Giordano, Gennaro Izzo, Carmela Memoli, Francesca Russo, Leopoldo Spinosa, Mario Terracciano, Donatella Volpe

A Babele non si parla di affido. Costruzione e gestione dei progetti individualizzati di affidamento familiare di minori
Autori e curatori: Associazione Progetto Famiglia Fondazione Affido Gesco Marco Giordano Mariano Iavarone ,Carolina Rossi
Contributi: Dora Artico, Elena Carotenuto, Paola Cuccurullo, Franca Dente, Marianna Giordano, Gennaro Izzo, Carmela Memoli, Francesca Russo, Leopoldo Spinosa, Mario Terracciano, Donatella Volpe
Collana: Politiche e servizi sociali
Argomenti: Politiche e servizi socialiInfanzia, adolescenza
Livello: Studi, ricerche
Dati: pp. 256,     1a edizione  2011  (Cod.1130.281)
A Babele non si parla di affido. Costruzione e gestione dei progetti individualizzati di affidamento familiare di minori
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 26,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856833881
Tipologia: E-book
Prezzo: € 21,00
Possibilità di stampa: No
Possibilità di copia: No
Possibilità di annotazione: Si
Portabilità: Si
Ottimizzazione: per PC, Mac, NoteBook, NetBook
Codice ISBN 13: 9788856842319
Formato: PDF per Digital Editions
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In breve È possibile promuovere un linguaggio condiviso tra i diversi attori implicati nei percorsi di affido familiare? Partendo da riflessioni generali sul senso della protezione e dell’allontanamento, il testo propone agli operatori un modello di presa in carico incentrato sulla valorizzazione della complementarietà degli approcci, per poter pensare-progettare-fare-valutare quanto si mette in atto in favore di minori che necessitano di esperienze familiari integrative.
Presentazione
del volume:
È possibile promuovere un linguaggio condiviso tra i diversi attori implicati nei percorsi di affido familiare? La “fatica della complessità”, insita nella gestione degli interventi di affido, genera sovente diffidenze e frammentazione: una “babele” in cui si fa fatica a co-progettare e pregiudica la rete di protezione del bambino.
La capacità di governare il progetto di gestione è ciò che determina la qualità di un affido, a partire dalla valutazione preliminare di fattibilità (assessment) e dalla tessitura della rete; essa è la metacompetenza attraverso la quale si attuano, secondo modalità condivise in équipe, i vari interventi specifici. Iniziando con riflessioni generali sul senso della protezione e dell’allontanamento, il testo propone agli operatori un modello di presa in carico incentrato sulla valorizzazione della complementarietà degli approcci per poter pensare-progettare-fare-valutarequanto si mette in atto in favore di bambini che necessitano di esperienze familiari integrative.

Progetto Famiglia (www.progettofamiglia.org) è una federazione di enti no-profit impegnati dal 1991 per la famiglia e i minori. Promuove l’affido familiare in Italia e nell’Europa dell’Est, in collaborazione con enti pubblici, no-profit ed ecclesiastici. Vi aderiscono centinaia di famiglie e volontari, organizzati in numerosi gruppi locali.
Gesco (www.gescosociale.it) è un’agenzia di promozione e sviluppo sociale costituita nel 1991. Riunisce trentaquattro cooperative sociali. Promuove e realizza servizi finalizzati alla qualità della vita ed al superamento del disagio sociale. Con Progetto Famiglia nel 2006 ha promosso la nascita della Fondazione Affido (www.fondazioneaffido.it), con sede a Napoli, per promuovere attività di sensibilizzazione, formazione degli operatori e sperimentazione di interventi innovativi.

Marco Giordano, affidatario, esperto di servizi sociali, vicepresidente della Fondazione Affido, dal 1998 guida la rete di famiglie affidatarie del Progetto Famiglia in Italia e in Ucraina. È coautore di testi sulla solidarietà familiare, tra cui Dove va l’accoglienza familiare dei minori, FrancoAngeli (2009), Costruire reti di vicinanza, Rosso Fisso (2009), Affido: una scelta d’amore, Elledici (2008).
Mariano Iavarone è assistente sociale, consulente familiare e counsellor ad orientamento analitico-transazionale. Membro del Cismai, dal 2000 lavora nel campo dell’affido familiare e del contrasto agli abusi sui minori. Dal 2006 opera nell’équipe Affidi del Progetto Famiglia e dal 2010 è direttore della Fondazione Affido. È animatore di un gruppo di famiglie solidali in provincia di Napoli.
Carolina Rossi è psicologa e psicoterapeuta relazionale ad indirizzo sistemico-familiare, mediatore familiare, esperta in affido familiare. Dal 2002 coordina l’équipe Affidi del Progetto Famiglia. Formatrice di operatori sociali e famiglie affidatarie, coordina la Banca Dati degli affidatari promossa dalla Fondazione Affido. Cura la rubrica Mondo adolescenza sulla rivista “Punto Famiglia”.

Indice:
Franca Dente, Presentazione
Marco Giordano, Mariano Iavarone, Carolina Rossi, Introduzione
Parte I. Orientamenti
Mariano Iavarone, Se non ragioniamo in termini progettuali non stiamo facendo affido
(L’emergenza progettuale; Influenza delle carenze politico-organizzative sul fallimento degli affidi; Il progetto di affido nei riferimenti normativi; Alla ricerca di un significato di senso: a cosa serve un affido?; Alla ricerca di strategie di governance; Tra autoreferenzialità e capacità di affidarsi: chi governa il processo?)
Marco Giordano, L’integrazione tra i servizi affido pubblici e le reti di famiglie affidatarie
(La babele nella rete inter-istituzionale; Una buona base di partenza; Non solo “servizi”. Specificità della rete nell’affidamento; Per parlare la stessa lingua; Uno per tutti e tutti per uno. Le responsabilità reciproche tra servizi ed associazionismo; Pensare il cammino comune; Una rete più promozional-preventiva che specialistico-riparativa; Una rete tra persone; Esigibilità del diritto alla famiglia; Definire le responsabilità per favorire il confronto sui ruoli operativi)
Elena Carotenuto, Mariano Iavarone, La sfida della prospettiva comunitaria per le istituzioni coinvolte nell’affido
(Premessa; Necessità del lavoro di rete aldilà del lavoro in rete; Fare incontrare ed integrare le competenze: il case-management; Implicazioni operative dell’approccio comunitario all’affido; Il ruolo delle istituzioni coinvolte nell’affido familiare)
Marianna Giordano, Il significato dell’allontanamento nel processo di protezione del minore e della “cura sociale” della famiglia di origine
(La protezione del bambino è un tema conflittuale; I significati protettivi della separazione; Le funzioni dell’allontanamento; Il contesto coatto; Tipologie di collocazione fuori dalla famiglia; L’allontanamento ed il progetto di cura; L’équipe)
Mariano Iavarone, Carolina Rossi, L’assessment e lo studio di fattibilità nell’intervento di affido. Implicazioni psicologiche e metodologiche
(La valutazione iniziale dell’intervento è parte integrante del progetto di affido; Tenere conto del carico psicologico e sociale dei principali soggetti in causa; Proteggere la qualità delle relazioni nei processi di affidamento del bambino e nei percorsi di sostegno ed accompagnamento alla famiglia di origine; Lo studio della richiesta di affidamento rapportato alla prognosi di rientro: la valutazione della genitorialità come criterio tecnico di fattibilità di un affido; L’abbinamento minore-famiglia affidataria: ad ogni bambino quale famiglia?)
Marco Giordano, Mariano Iavarone, Francesca Russo, Quando e perché preferire l’affido o la comunità
(Premessa; Le diverse forme di affidamento familiare; Il ruolo delle comunità educative fra bisogno di cura e desiderio di autonomia; Riflessioni per la ricerca di criteri orientativi; Conclusioni)
Parte II. Strumenti
Mariano Iavarone, Stesura del progetto di affido e del provvedimento amministrativo
(Natura contrattuale, fasi e temporaneità del progetto di affido; Il modello di lavoro del Progetto Famiglia-Affido; La fase del pre-abbinamento; La fase dell’abbinamento; La fase del contratto. Elaborazione del piano operativo ed individuazione dei ruoli per la sua realizzazione; La fase di preparazione dei soggetti; La fase di redazione degli atti amministrativi; La fase di accoglienza nella famiglia affidataria; Le verifiche in itinere; La verifica finale e l’inizio del post-affido; Modulistica)
Leopoldo Spinosa, La fase del pre-affido: la preparazione del bambino e l’avvicinamento tra le famiglie
(Chi è il bambino affidato; Tra protezione e senso di colpa: cosa ne sa il bambino del suo allontanamento e chi lo ha deciso?; La preparazione del bambino: “per un periodo avrai due famiglie!”; L’ascolto del bambino: “Almeno li voglio conoscere per vedere se sono buoni o cattivi”; L’avvicinamento tra la famiglia di origine e la famiglia affidataria. La creazione dell’”alleanza per la genitorialità” è sempre possibile?; Il saluto alla famiglia di origine e l’accoglienza nella famiglia affidataria: la preparazione del ponte tra il vecchio conosciuto ed il nuovo sconosciuto; Una buona prassi di avvicinamento)
Carolina Rossi, Mario Terracciano, Ingresso del bambino in famiglia e gestione delle fasi critiche
(La conoscenza dei bisogni del bambino da parte degli affidatari; Il monitoraggio iniziale ed in itinere dell’inserimento; “Io ti guardo, tu mi guardi”: i tempi dell’avvicinamento e della conoscenza. Le prime modalità relazionali del bambino e della famiglia affidataria; Dinamiche relazionali, emozionali e rappresentazioni mentali del sistema familiare di accoglienza; Il sostegno alla famiglia affidataria prima, durante e dopo l’affido)
Dora Artiaco, Marianna Giordano, “Offrire una stella a chi non è nato sotto una buona stella”. Il lavoro con la famiglia di origine durante il progetto di affido
(Premesse teoriche; La letteratura sugli interventi precoci di sostegno alla genitorialità; La letteratura sugli interventi di riparazione della genitorialità; Il lavoro di sostegno alla genitorialità vulnerabile; Tra intervento precoce di sostegno alla genitorialità e tutela del bambino; Il progetto Ce.S.T.A. – Centro Sostegno e Tutela dell’Affido)
Paola Cuccurullo, Gennaro Izzo, Criteri per il monitoraggio e la valutazione in itinere del progetto di affido
(Premessa; Specificità e criticità nella valutazione dell’affido familiare; Possibili dimensioni qualitative, indicatori e strumenti di valutazione… nonché esiti)
Marco Giordano, Mariano Iavarone, Carolina Rossi, La conclusione dell’affido: possibili esiti e proposte operative per evitare affidi mal-trattati
(Il rientro del bambino in famiglia; Le possibili evoluzioni dell’impossibilità del rientro; Il rischio di un facile varco tra affido e adorazione; Affidi “ad esito incerto”. Necessità di potenziare i servizi per la valutazione delle capacità genitoriali e per la valutazione degli affidatari; Ridurre la durata degli affidamenti a rischio giuridico; Promuovere affidi a lungo termine “consapevoli”; Il caso di Andrea. Storia di un affido mal-trattato)
Marco Giordano, Carmela Memoli, La promozione della solidarietà comunitaria quale strumento per la prevenzione primaria del disagio familiare. L’esperienza dell’Associazione Progetto Famiglia-Affido
(Che cosa si fa per le famiglie di origine? Alcuni indicatori; La difficoltà nel rapporto tra la famiglia affidataria e la famiglia di origine; Ripensare l’accoglienza. Non aiutare ma incontrare; Ripensare l’accoglienza. Non fare i “salvatori” ; Ripensare l’accoglienza. Essere “famiglie comunitarie” ; Ripensare l’accoglienza. Essere “famiglie bisognose”)
Donatella Volpe, Riflessioni per nuove sperimentazioni nell’affido familiare
(Come promuovere personalità, potenzialità e talenti: il coaching applicato alla formazione degli affidatari; Il sostegno a partire dalla conoscenza della rete; La forza del gruppo: “come rattoppare il cuore e ricomporre lo spirito”. Gli atelier di formazione permanente per famiglie solidali e affidatarie; “Conosci te stesso”. La famiglia affidataria dotata della più importante caratteristica: l’intelligenza emotiva; “Ai bambini non promettere e ai santi non fare voti”: il laboratorio di intelligenza emotiva dedicato ai grandi assenti; La costruzione del gruppo di lavoro basato sul compito: la facilitazione del lavoro di rete dei Gruppi Integrati di Lavoro Socio Sanitari)
Appendice. Estratto del 2° Rapporto supplementare alle Nazioni Unite sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia
Bibliografia
Gli autori.

da: A Babele non si parla di affido. Costruzione e gestione dei progetti individualizzati di affidamento familiare di minori.


Associazione Le Vele : Laboratorio di Meccanico Ciclista, festa di presentazione che si terrà sabato 25 settembre 2010 alle ore 10.00 presso la Cascina Solidale in via Rugacesio 9, a Pioltello (Milano)

È gradita la conferma della partecipazione: info@levele.org


L’affidamento condiviso alla ricerca del riordino – Il Sole 24 ORE

Parte la riforma dell’affido condiviso. Oggi la commissione Giustizia del Senato inizierà la discussione sul disegno di legge che interviene a modificare alcuni aspetti della disciplina approvata nel 2006. Un voto che allora fu bipartisan e un esame che anche adesso parte con la convinzione nella possibilità di un largo accordo.
Il provvedimento, che si fonda sul monitoraggio compiuto sull’attuazione della legga da parte dell’associazione «Crescere insieme», ha come obiettivo quello di eliminare i problemi più rilevanti emersi in questi primi anni. Tra questi, quella che la relazione al testo qualifica come «la più insidiosa forma di non applicazione della legge n. 54 del 2006» e cioè il proliferare di sentenze in cui a un formale riconoscimento di affidamento condiviso si accompagnano invece modalità e contenuti di fatto identici a quelli di un affidamento esclusivo.
Per questo il disegno di legge rafforza il diritto del minore a un rapporto equilibrato con entrambi i genitori, prevedendo la pariteticità di questi in materia di cura, educazione e istruzione. Un diritto all’affidamento condiviso che non può essere influenzato dall’età dei figli, dalla distanza tra le abitazioni dei genitori e il tenore dei loro rapporti. Toccherà poi al giudice determinare i tempi e le modalità della permanenza dei figli presso ciascun genitore «stabilendone il domicilio presso entrambi, salvi accordi diversi dei genitori, e tenendo conto della capacità di ciascun genitore di rispettare la figura e il ruolo dell’altro».
Quanto al mantenimento, il disegno di legge si preoccupa di chiarire che ciascuno dei genitori dovrà contribuire in maniera diretta, tenendo conto che il costo dei figli dovrà essere calcolato con riferimento da una parte alle sua attuali esigenze, dall’altra alle attuali risorse economiche complessive dei genitori (senza più riferimenti al tenore di vita passato, ormai sconvolto dalla separazione). Come contributo diretto il giudice deve valutare anche il valore economico dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore.
Inoltre, il disegno di legge sottolinea come non è facoltà del giudice scegliere a sua discrezione fra affidamento condiviso e esclusivo, ma solo proteggere il minore da uno dei genitori se l’affidamento condiviso potesse provocargli un pregiudizio. Ancora, si stabilisce che il cessato uso della casa familiare come abitazione o l’introduzione in essa di un soggetto estraneo fa venire meno quei requisiti di habitat naturale dei figli che permettono di superare le normali regole di godimento dei beni immobili. Tra le proposte di riforma c’è spazio anche per l’intervento del giudice sugli atti compiuti da uno dei genitori in pregiudizio all’altro (decisioni da condividere e invece prese unilateralmente come il cambio di residenza o l’iscrizione a istituti scolastici): l’autorità giudiziaria dovrà muoversi non tanto in una prospettiva punitiva o risarcitoria, ma con l’obiettivo di ripristinare nei limiti del possibile la situazione precedente.

L’affidamento condiviso alla ricerca del riordino – Il Sole 24 ORE

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programma di un ciclo di seminari sui temi dell’affido all’ Ente locale da parte della Magistratura, fonte: Progettazione Cooperativa Sociale

Cari colleghi, vi inoltro il programma per conoscenza con invito a divugarlo tra i possibili interessati.
Cordiali saluti


Margherita Gallina
cell.335300768


Nel quadro dei servizi formativi proposti da Progettazione alleghiamo alla presente il programma di un ciclo di seminari sui temi dell’affido all’ Ente locale da parte della Magistratura.
I servizi territoriali che si occupano di famiglie in difficoltà, sempre più spesso intervengono su mandato dell’Autorità Giudiziaria Minorile e, in minor misura, della Sezione Famiglia dei Tribunali Ordinari.
I dispositivi della Magistratura sono sempre più orientati ad interventi di carattere riparativo e asalvaguardia della famiglia d’origine. La stessa legge sull’adozione agli articoli 1, 2 e 3 ribadiscela priorità dell’aiuto dovuto alle famiglie d’origine.
Nello stesso tempo in molte situazioni si rendono necessarie misure di tutela del minore e, a volte, di limitazione alla potestà.
Gli operatori intervengono pertanto a seguito di provvedimenti a norma del codice civile che in molti casi prevedono anche l’affido all’Ente Locale.
I tre seminari si propongono di illustrare i problemi di natura giuridica, psicologica e sociale che gli operatori debbono affrontare, sia attraverso contributi teorici, sia con l’esemplificazione di casi concreti.
I docenti vantano una lunga esperienza sul campo ed appartengono a diverse dottrine poiché la materia richiede, per sua natura, contributi multidisciplinari.
Le modalità di iscrizione sono indicate nell’allegato
Progettazione Cooperativa Sociale
335.646.6346



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