BELLA ADDORMENTATA (Italia / Francia, 2012) di Marco Bellocchio con Toni Servillo, Alba Rohrwacher,Pier Giorgio Bellocchio, Maya Sansa, Michele Riondino,Fabrizio Falco, Isabelle Huppert, Gianmarco Tognazzi,Brenno Placido e Roberto Herlitzka, da il cinema racconta …


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Bella addormentata (Italia / Francia, 2012, 115 minuti) di Marco Bellocchio con Toni ServilloAlba Rohrwacher,Pier Giorgio BellocchioMaya SansaMichele Riondino,Fabrizio FalcoIsabelle HuppertGianmarco Tognazzi,Brenno Placido e Roberto Herlitzka
Il film si svolge durante gli ultimi sei giorni di vita di Eluana Englaro e racconta le storie di alcuni personaggi direttamente o indirettamente coinvolti nella faccenda e nel tema dell’eutanasia. Mentre la vicenda Englaro rimane costantemente sullo sfondo della narrazione, richiamata da spezzoni di notiziari televisivi e immagini di contestazioni di piazza, si intrecciano le quattro storie al centro del film. La storia di Rossa una eroinomane che ha scelto di morire e di Pallido, il medico che vuole salvarla. La storia di una famiglia di attori sconvolta dal coma della figlia, in cui la madre, una ex attrice di grande talento, si è ritirata per assistere la figlia in coma e per seguire una vita di preghiera e devozione, nella speranza del risveglio della figlia, ma ha sacrificato a questo sia sé stessa, sia anche il marito e il figlio. La storia di Uliano Beffardi, un senatore del Popolo della libertà che proprio duranti gli ultimi giorni di vi ta di Eluana vorrebbe agire secondo coscienza e non secondo la disciplina di partito, votando contro la legge proposta dal Governo Berlusconi e dalla maggioranza di cui egli stesso fa parte che impone che l’alimentazione e l’idratazione non possano in alcun caso essere sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi. Beffardi subisce fortissime pressioni dai suoi colleghi di partito, per votare conformemente alla maggioranza, in un momento di grande difficoltà politica del Governo. Nello stesso tempo, vive un rapporto in crisi con la figlia Maria, incrinatosi dopo la morte della madre in seguito a una grave malattia, divenuta una attivista del Movimento per la vita. La storia di Roberto che accompagna il proprio fratello minore, un psicotico bipolare con reazioni violente, a manifestare a Udine favore dell’interruzione del trattamento di idratazione e alimentazione forzata a Eluana Englaro e che vivrà una storia d’amore con Maria, conosci uta mentre si trova anche lei a Udine a manifestare sul versante opposto assieme alle associazioni cattoliche che protestano contro l’interruzione del trattamento. Alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia premio Brian a Marco Bellocchio e Premio Marcello Mastroianni a Fabrizio Falco.

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  1. Bella Addormentata – Il senatore e lo psichiatra

    Clip da film Bella Addormentata, di Marco Bellocchio Bella Addormentata è in

  2. Venezia69. Bella addormentata di Marco Bellocchio

  3. Bella Addormentata Clip “Incontro in Autogrill”

  4. BELLA ADDORMENTATA di Bellocchio – Il Filmaniaco

  5. Intervista: il regista Marco Bellocchio parla del film “Bella Addormentata”

  6. R101 ospita Marco Bellocchio e il cast di “Bella addormentata”

  7. Venezia 2012 – Bella Addormentata di Marco Bellocchio

  8. Bella Addormentata – Marco Bellocchio: il personaggio di Maya Sansa

  9. Bella Addormentata – Il voto

  10. BELLA ADDORMENTATA – La posizione laica di MARCO BELLOCCHIO

  11. Bella Addormentata – Michele Riondino – L’incontro con Marco Bellocchio

LA “ZONA GRIGIA” DELLA LEGALITA’, Convegno alla Università di Milano Bicocca, 7 febbraio 2013, ore 8.30 Edificio U6, Aula 4 – Piazza dell’Ateneo Nuovo 1, Milano, Evento organizzato da Centro Studi SAO – Saveria Antiochia Omicron


1. Il confine pedagogico fra legalità e illegalità — intervento di Sergio Tramma (Docente di pedagogia generale e sociale, Università degli Studi di Milano-Bicocca):

2. Collusione, corruzione, indifferenza, “zona grigia” — intervento di Nando Dalla Chiesa (Docente di Sociologia della Criminalità organizzata, Università degli Studi di Milano):

3. intervento di don Luigi Ciotti (Presidente di Libera):

4. Stefania Pellegrini (Docente di ‘Mafie e Antimafia’, Facoltà di Giurisprudenza, Università di Bologna)

5. Modelli pedagogici che favoriscono o contrastano la corruzione — intervento di Piergiorgio Reggio (Docente di Scienze pedagogiche, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano)

6. La cultura della legalità e della responsabilità nel mondo della scuola — intervento di Alessandro Cavalli (Presidente Centre for Study and Research on Higher Education Systems, Pavia)

7. I diritti dei cittadini e i difficili rapporti tra politica e magistratura nell’Italia repubblicana — intervento di Armando Spataro (Procuratore aggiunto presso il Tribunale di Milano)

8. La cultura della legalità e della responsabilità nel mondo del lavoro — intervento di Graziano Gorla (Direttore Osservatorio contro le mafie, Milano)

 

Giovedì 7 febbraio 2013, ore 8.30

Edificio U6, Aula 4 – Piazza dell’Ateneo Nuovo 1, Milano

follaEsiste nella società una “zona grigia” che viola i diritti dei cittadini e contribuisce a creare un clima di rassegnazione e di indifferenza, favorendo la mafia.

Obiettivi del seminario:

  • Informare sulla presenza e sulle caratteristiche della “zona grigia” nell’attuale contesto sociale, in Italia e in Lombardia.
  • Analizzare gli elementi della pedagogia paramafiosa o premafiosa nella famiglia e nella società e presentare i necessari antidoti.
  • Riflettere sul rispetto dei valori della convivenza civile e sulle modalità di una pedagogia alternativa alle mafie.

Partecipano:

  • Susanna Mantovani - Prorettore
  • Silvia Kanisza - Direttore del Dipartimento di Scienze Umane della Formazione
  • Jole Garuti - Direttrice Centro Studi SAO
  • Sergio Tramma - Docente di pedagogia generale e sociale, Università degli Studi di Milano Bicocca
  • Nando Dalla Chiesa - Docente di Sociologia della Criminalità organizzata, Università degli Studi di Milano
  • Armando Spataro – Procuratore aggiunto presso il Tribunale di Milano
  • don Luigi Ciotti - Presidente di Libera
  • Vincenzo Viola - Cons Direttivo SAO, Coordinatore de L’Indice della scuola
  • Piergiorgio Reggio - Docente di Scienze pedagogiche, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano
  • Alessandro Cavalli - Presidente Centre for Study and Research on Higher Education Systems, Pavia
  • Girolamo Lo Verso - Docente di psicoterapia e psicologia del fenomeno mafioso’, Università di  Palermo
  • Stefania Pellegrini - Docente di ‘Mafie e Antimafia’, Facoltà di Giurisprudenza, Università di  Bologna
  • Graziano Gorla - Direttore Osservatorio contro le mafie, Milano

La partecipazione è gratuita e al termine verrà rilasciato un attestato

Le iscrizioni devono essere inviate entro giovedì 31 gennaio 2013 a info@centrostudisao.org oppure al fax 02 36563480

Per ulteriori informazioni consultare il sito internet www.centrostudisao.org Immagine Link Esterno

Allegati:

 

Seminario “I ricordi della felicità nella mente smarrita”, Torino 4 Aprile 2013


programma dettagliato del seminario, facente parte del nostro programma annuale “La Borsa degli Attrezzi”, dal titolo “I ricordi della felicità nella mente smarrita”, che si svolgerà il prossimo

 

4 Aprile a Torino presso TORINO INCONTRA – sala Giolitti – Via Nino Costa 8,

 

coordinato dal nostro socio Emanuele Fontana, psichiatra, da anni relatore di nostri seminari.

Tutti i nostri momenti di incontro sono pensati e voluti con la mente e con il cuore, ma questo, in particolare, avrà l’effetto di far incontrare tanti brillanti professionisti, tra cui l’emerito

Prof. Eugenio Borgna,

psichiatra, uno degli attuatori della L. 180/78 che, se non lo conoscete, vale la pena di venire per apprezzarlo direttamente.

Anche l’esperienza del libro intitolato “L’elogio della depressione”, scritto a due mani dal Prof. Borgna e da Aldo Bonomi, sociologo, Direttore Consorzio AASTER di Milano, ricercatore sul tema dello sviluppo del territorio, vale la pena di essere conosciuta, insieme a quella di Domenico Nano, psicanalista, che nel suo parlare “avvolge” l’uditore  procurando emozioni e riflessioni, anche rispetto alle “menti smarrite”.

 

Incontrereste anche:

Ÿ Guido Barberis, geriatra nostro socio, portatore di una lunga esperienza ospedaliera e territoriale in campo geriatrico e della disabilità.

Ÿ Rabih Chattat, di origine libanese, psicologo clinico (collaboratore del nostro socio pedagogista illustre, Andrea Canevaro) che ci coinvolgerà, anche, in un incontro tra culture, con un approccio che arricchirà certamente i presenti.

L’evento, oltre che di alto livello culturale, offrirà anche modalità di intervento per accompagnare le persone con la “mente smarrita” insieme ai familiari, agli operatori sociali e sanitari, ai volontari.

 

Al seminario sono stati riconosciuti n° 4 crediti ECM (cod. 13411).

Le iscrizioni si dovranno effettuare sul sito ecmpiemonte.it

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Paolo Ferrario, Festival di Sanremo: Chi l’ha detto che “sono solo canzonette”? | in Muoversi Insieme


Chi l’ha detto che “sono solo canzonette”?
La domanda si riproporrà anche quest’anno, in occasione del Festival di Sanremo. Eppure Marcel Proust aveva già provato ad avvertirci: “Non disprezzate la cattiva musica. Il suo posto è nullo nella storia dell’arte, ma immenso nella storia sentimentale della società”. E, qualche tempo dopo, anche Enzo Jannacci sosteneva un’altra tesi: “Questa è la canzone intelligente che farà cantar tutta la gente, questa è la canzone intelligente che farà ballar che farà ballar …”.

Il festival di Sanremo, nonostante i suoi 60 anni, continua a rimanere un pezzo della cultura italiana ed è quasi un rito popolare. 

leggi tutto l’articolo qui: Aspettando Sanremo: divagazioni musicali | Muoversi Insieme.

Paolo Ferrario, Dall’arte della motocicletta alla manutenzione di se stessi | in Muoversi Insieme


Sono due i motivi per riproporre l’attenzione su“Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”, un libro di 35 anni fa. 
Il primo è biografico e riguarda la mia professione. Occuparsi di formazione con persone adulte impegnate nei servizi sociali vuol dire non solo trasferire conoscenze, ma soprattutto elaborare metodi ed atteggiamenti per vedere in modo diverso il proprio lavoro e la sua relazione con il mondo esterno.
Il secondo motivo è attuale e può anche interessare i nostri lettori.

In Miserabili, io e Margaret Thatcher l’attore Marco Paolini esortava il suo pubblico a “fare manutenzione”, ossia ad occuparsi umilmente di cambiare qualcosa nella propria concreta vita attuale, invece che fantasticare su grandi cambiamenti generali e, quindi, inevitabilmente astratti ed esterni alla più immediata esperienza personale. 

leggi tutto l’articolo qui: Dall’arte della motocicletta alla manutenzione di se stessi | Muoversi Insieme.

Michela Marzano, AVERE FIDUCIA, Mondadori, da Radio 3 Fahrenheit


Avere fiducia, con Michela Marzano


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“In una famosa storiella ebraica, un padre chiede al figlio di saltare dalla finestra. All’inizio il ragazzo, spaventato, esita. ‘Non ti fidi di tuo padre?’ gli chiede quest’ultimo per rassicurarlo. E il ragazzo si decide a saltare. Cadendo, si ferisce. ‘Ecco, adesso lo sai,’ dice il padre al figlio in lacrime ‘non devi fidarti di nessuno. Nemmeno di tuo padre!” Nella società contemporanea, fra paure globali e sospetti locali, è possibile, se non addirittura necessario, credere negli altri? Prova a rispondere Michela Marzano, professore ordinario all’università di Parigi (Université Paris Descartes), con il suo Avere fiducia, Mondadori.

da http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-87ad651a-27ab-404b-a327-8f96b3589078.html

qui una splendida Roberto Esposito sula fiducia nel tempo della crisi: recensione

L’altro volto delle città d’agosto, da Diario di bordo di Claudio Risè


Quando le grandi città sotto il sole rovente d’agosto vengono abbandonate, svuotandosi cambiano volto e carattere. Nei grandi quartieri dove tutti correvano a far soldi in un modo o nell’altro, rimangono quelli che soldi non possono farne affatto, o per vocazione o per necessità. I vecchi, i bimbi che non hanno chi gli badi, gli sbandati, quelli un po’ strani. Gente che non è più (o non è mai stata) una “ruota del ciclo produttivo”. Ma dà un’importante lezione ai produttori in vacanza.
Quale? Quella di badarsi l’un l’altro, invece di correre come dei disperati. E, prima ancora, di guardarsi, parlarsi, raccontarsi, ascoltare.

L’altro, infatti, è interessante, se solo ci fermiamo a guardarlo. Come dimostra l’arte, quella buona, vera, che è poi sempre un raccontare, descrivere, dipingere, mettere in musica l’altro. Il quale a sua volta si rivela sempre (lo si scopre se si smette di correre e ci si ascolta reciprocamente), essere in fondo una parte di noi, quella che non corre sui percorsi di tutti. 

segue   …..

tutto l’articolo qui: L’altro volto delle città d’agosto « Diario di bordo.

Costruire partecipazione nel tempo della vulnerabilità, organizzato a Lucca il 24 e 25 febbraio scorsi da Spazio Comune, Video registrazione


siamo riusciti a rendere fruibili le videoregistrazioni dei vari momenti e dei vari contributi del convegno Costruire partecipazione nel tempo della vulnerabilità che, come Spazio Comune, abbiamo organizzato a Lucca il 24 e 25 febbraio scorsi.

 

Pensando di farvi piacere ve li giro.

E’ così eventualmente è possibile vedere, utilizzare, far girare anche delle parti in modo specifico.

 

Un saluto e una buona estate.

Valter Tarchini

 

 

http://www.spaziocomune.eu/?p=629

qui gli atti  video del convegno ordinati

http://spazio-comune.blogspot.it/

qui il blog

Atti video del convegno di Lucca (24-25 febbraio) 2012

 

#spaziocomune

Costruire partecipazione nel tempo della vulnerabilità

Lucca, 24-25 Febbraio 2012

 clicca sui link per visualizzare i video

VENERDÌ 24 FEBBRAIO 2012

MATTINA

INTRODUZIONE AI LAVORI Riccardo Guidi, Fondazione Volontariato e partecipazione, Lucca

LE IPOTESI DI FONDO DI SPAZIOCOMUNE  parte 1 e parte 2  Gino Mazzoli, Studio Praxis, Reggio Emilia

NOTIZIE DAI LABORATORI DI SPAZIO COMUNE  

Elisabetta Dodi formatrice, Milano;

Chiara Daperno e Silvia Brena (formatrice, Torino) (formatrice, Bergamo)

Boris Zobel (Laboratorio Spazio comune Piemonte)

Gianfranco Masper (Sindaco di Treviolo -BG-)

SPAZIO PUBBLICO, SPAZIO COMUNE, SPAZIO PRIVATO Francesco Indovina, IUAV, Venezia

VERSO UNA GEOGRAFIA DEI CETI SOCIALI. CRITICITA’ IMPREVISTE E RISORSE INATTESE

Intervista a Giuseppe De Rita, Presidente Censis

interventi di

Giulio Caio (Università di Bergamo)

Michele Filippi (Bologna)

Vincenza Pellegrino (Università di Parma)

Ebe Quintavalla (Parma)

Adriana Nannicini, Psicologa, Milano

POMERIGGIO

Introduzione ai lavori          Franco Floris, Direttore di Animazione sociale

PRIMA SESSIONE

GENERARE NUOVE RISORSE SOCIALI

IL DIRITTO E IL DOVERE DI COSTRUIRE SPAZIO PUBBLICO: LA SCARSITA’ COME OPPORTUNITA’

PER UN’ EVOLUZIONE DEI TERRITORI MIGUEL BENASAYAG (filosofo e psicanalista, Parigi )

INTRODUZIONE ALLE ESPERIENZE (Valter Tarchini, Studio APS) Michele Testolina (Comune di Venezia) 

Daniela Scrittore (Servizio minori, Comune Reggio Emilia) Lorena Rambaudi (Assessore al Welfare, Regione Liguria); Ugo Baldini, CAIRE

Giovanni Teneggi, Confcooperative

Nicoletta Spadoni (Comune di Castellarano –RE-) Gianfranco Bergamin (Cascina Roccafranca –Torino) Lucia Pieratelli (Ancescao)

Michele Marmo, Cooperativa Vedogiovane, Borgomanero

SECONDA SESSIONE

NUOVE FORME PARTECIPATIVE CRESCONO

COMITATI, FAMIGLIE ASSOCIATIVE, WEB 2.0 (E MOLTO ALTRO) TRA POTENZIALITA’ E LIMITI

Vincenza Pellegrino (Università di Parma)

Tom Arnkil (Istituto nazionale di ricerca sul welfare – Finlandia)

Francesco indovina (Iuav, Venezia)

Dario Ciapetti, Sindaco di Berlingo (BS)

Marilena Durante (Regione Emilia Romagna )

SABATO 25 FEBBRAIO 2012

INTRODUZIONE AI LAVORI Augusta Nicoli (Regione Emilia-Romagna)

Lezione – IL DISAGIO NELLA SOCIETA’: ipotesi di lettura Alain Ehrenberg, CNRS, Parigi

interventi di Fiorella Capasso (Studio APS), Adriana Nannicini (psicologa, Milano), Marilena Durante(Regione Emilia-Romagna)

INCERTI LEGAMI         Ivo Lizzola, Università di Bergamo

COSA ABBIAMO CAPITO CHE SIA SPAZIO COMUNE

BILANCIO DELL’INCONTRO COI PARTECIPANTI

INTRODUZIONEPatrizio Roversi, Attore e conduttore televisivo

Marianella Sclavi, Politecnico di Milano

 DISCUSSIONE COI PARTECIPANTI condotta da Patrizio Roversi:

Luca Benecchi (Distretto di  Scandiano –RE-) ;

Patrizia Vaccari (Servizio minori comune di Parma);

Nicoletta Poppi (mediatrice di conflitti, Modena);

Gino Mazzoli (Studio Praxis);

Rosario Iaccarino (FIM-Cisl nazionale);

Anna Rebecchi (Presidente Cooperativa “Ai confini” – MN-);

Francesco Maltese (Assessore Comune Moncalieri);

Giovanni Fosti (Università Bocconi);

Augusta Nicoli (Regione Emilia-Romagna)

CONCLUSIONI Gino Mazzoli ( Studio Praxis, Reggio Emilia)

Libro intervista di Sara Bignotti a Emanuele Severino – Editrice La Scuola


Libro intervista di Sara Bignotti a Emanuele Severino – Editrice La Scuola.

(La Scuola, Brescia 2012, pp. 160, euro 9) 

In questo nuovo libro di Emanuele Severino, da domani in libreria, il filosofo della “necessità” si confronta con la “possibilità” di “educare al pensiero”. Non è un libro in più nel lungo elenco delle sue opere, ma un libro nel quale si possono cogliere aspetti inediti della riflessione di un pensatore che si interroga sui limiti e le possibilità del pensiero stesso. Il pensiero è qui ciò che ci trascende e al contempo ci avvolge: è perciò una sfida parlarne. Qui Severino lo fa rammentando la sua esperienza di discente e di insegnante e le sue più significative discussioni teoretiche. Ma allora come si pone l’esperienza vissuta dal filosofo rispetto alla necessità della verità (quale emerge dal suo discorso)? C’è condizionamento reciproco?

Severino, grande maestro di filosofia, che ha interloquito con i maggiori del pensiero contemporaneo italiano e internazionale, e che vanta più generazioni di allievi che diversamente hanno proseguito il suo discorso, prendendo sul serio la tradizione pedagogica, riesce qui a mostrare  i paradossi dell’educare. Educare significa letteralmente trarre fuori (la forma, l’humanitas) da qualcosa, quindi essenzialmente “ trasformare”. Ma l’intento di trasformare, oltre ad essere violento – perché vuol dire snaturare qualcosa -  occulta una volontà impossibile: vorrebbe dire che qualcosa che non è viene ad essere. Il filosofo mostra così la natura inconsapevolmente nichilista dell’educare, che aiuterebbe le cose nel loro assurdo oscillare fra il niente e l’essere, presupposto dall’intera tradizione occidentale.

Nel confronto con i classici, da Aristotele, Kant, gli analitici, e poi con la pedagogia di Giovanni Gentile – dal quale prende le distanze, riconoscendone però la grandezza – Severino delinea i tratti di un’esperienza educativa totalmente altra: quella che si dà nel rapporto con la verità – ed eternità – che noi stessi siamo.

Fra i temi toccati c’è anche lo Stato democratico come modello in cui la scuola è inserita e che riflette dunque i suoi stessi paradossi: si parla di laicità, pluralismo, secolarizzazione, teismo/ateismo…

Leggi l’articolo sul Corriere della Sera. 

Emanuele Severino, Educare al pensiero
Libro intervista di Sara Bignotti

Il mito di Narciso e la ricerca della visibilità, di  Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 19 marzo 2007


Una delle passioni del nostro tempo è quella della visibilità. La prova del tuo valore non viene tanto da ciò che tu sei, dal tuo modo di comportarti, ma dalla tua popolarità. Dal fatto che gli altri ti conoscano. Una passione, tuttavia, accompagnata dalla paura, altro tratto distintivo della nostra società avanzata, ma anche insicura. In questo caso, la paura è sia quella di perdere la visibilità ottenuta, sia quella di essere visto “troppo”, anche quando, dove, e con chi non vorresti.

Il bisogno di visibilità deriva dal tratto narcisistico del nostro modello di cultura: è dall’approvazione degli altri (lo specchio in cui Narciso ricerca la propria immagine), 

tutto l’articolo qui;  POLITICHE DEI SERVIZI SOCIALI – ricerche bilbiografiche, www.segnalo.it.

Paolo Ferrario, Camminare e fare cultura in… diecimila passi | in Muoversi Insieme


Che camminare faccia bene alla salute sono in molti a dirlo e a saperlo. Non è invece usuale l’idea che a questa azione si possano associare processi di conoscenza e cultura adatti per i tempi lenti della pre-vecchiaia e della vecchiaia. E’ quello che faremo in questo articolo.

L’antropologo Leroi-Gourhan ci ha insegnato che la specie umana inizia con la stazione eretta e dunque ha “inizio con i piedi”. Ce lo dice con estrema precisione anche il linguaggio: nascendo diciamo che “il cammino è iniziato”. Uscendo di scena diciamo che “la strada si è avviata al suo naturale tramonto”.

L’atto del camminare è un’esperienza che tende a cambiarci, perché ci rende più inclini a godere del nostro tempo e a non sottometterci alla fretta che governa l’attuale vita sociale.

Per rendere più attraente la gestualità del camminare, abbiamo bisogno di allargare il campo dei nostri pensieri, di dare più spessore culturale e di caricare di significati queste azioni. 

leggi tutto l’articolo qui: Stimolare corpo e conoscenza in… diecimila passi | Muoversi Insieme.

SOS GENITORI: GLI SPAESAMENTI DELLA CONTEMPORANEITA’, Convegno alla Università di Nilano Bicocca / Scienze della formazione, 2012


1. ”Dal bambino competente al genitore competente?” – Jesper Juul (Familylab International)

2 I media, “grandi narratori” della famiglia contemporanea – Emanuela Mancino (Bicocca)

3. Tavola rotonda coordinata da Susanna Mantovani (Bicocca)
Partecipano: Simona Capria (Consulente pedagogica TV e Radio), Claudia De Lillo alias Elasti (D di Repubblica) Renata Maderna (Famiglia Cristiana), Fabrizio Pini (Politecnico Milano) Manuela Trinci (L’Unità), Giorgio Vignali (Produttore televisivo), Mariagrazia Contini (Università di Bologna)

La visione della maternità nelle donne immigrate e i suoi effetti socio-culturali”, Tesi di laurea di Grazia Giannetto – Facoltà di Scienze Politiche Corso di laurea in scienze del servizio sociale Cattedra di Sociologia dei processi culturali e comunicativi UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MESSINA anno accademico: 2010 – 2011, segnalata da SOS Servizi sociali online


La D.ssa Grazia Giannetto ci invia la sua Tesi di Laurea di servizio sociale dal titolo

“La visione della maternità nelle donne immigrate e i suoi effetti socio-culturali” Tesi di laurea

- Facoltà di Scienze Politiche Corso di laurea in scienze del servizio sociale Cattedra di Sociologia dei processi culturali e comunicativi UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MESSINA anno accademico: 2010 – 2011.

Per scaricare la tesi di laurea della D.ssa Giannetto, accedere alla pagina 

Audio dell’Intervista a Edgar Morin su LA VIA PER L’AVVENIRE DELL’UMANITA’, Raffaello Cortina 2012, Rai3 Che tempo che fa, 21 aprile


Vai a: Audio dell’Intervista a Edgar Morin

 

Edgar Morin, filosofo e antropologo, Direttore di ricerca emerito presso il CNRS – Centre Nationale De La Recherche Scientifique e Presidente del Consiglio Scientifico dell’Istituto di Scienze della Comunicazione, il 3 aprile scorso e’ tornato in libreria, a 91 anni, con il suo nuovo saggio, La via – Per l’avvenire dell’umanita’; da L’industria culturale, saggio sulla cultura di massa edito in Italia nel 1963, ha pubblicato decine di saggi sulla natura e l’identita’ umana, sul metodo e l’etica.

Le tradizioni e le nostre personalità nel tempo attuale | di Paolo Ferrario, in Muoversi Insieme, 2012


Ogni innovazione è una tradizione ben riuscita”. In questa incisiva frase di Carlo Petrini, il fondatore dell’associazione “Slow Food” e poi promotore dei meeting di Terra Madre, è contenuto in modo efficace il dilemma entro cui si sviluppano i cambiamenti dell’epoca in cui stanno vivendo le giovani e vecchie generazioni. In quest’articolo prenderemo in esame il tema della coppiatradizione/innovazione nelle loro conseguenze sulla vita quotidiana delle persone. E’ proprio in tempi di crisi come quelli che stiamo attraversando noi abitatori della vecchia Europa che si fanno più vive le domande “chi siamo ?” e “dove stiamo andando ?”   … segue

tutto l’articolo qui: Le tradizioni e le nostre personalità nel tempo attuale | Muoversi Insieme.

Individuazione: processo di differenziazione che ha per meta lo sviluppo della personalità individuale


“ L’individuazione è in generale il processo di formazione e di caratterizzazione dei singoli individui, e in particolare lo sviluppo dell’individuo psicologico come essere distinto dalla generalità, dalla psicologia collettiva.
L’individuazione è quindi un processo di differenziazione’ che ha per meta lo sviluppo della personalità individuale”

CARL GUSTAV JUNG (1875 – 1961), “ Tipi psicologici “ (“Psychologische Typen”, Rascher, Zurich 1921), trad. it. di Cesare Musatti e Luigi Aurigemma, Boringhieri, Torino 1969, pp. 463 – 465

da C. G. Jung. Individuazione, formazione e norma collettiva.

STORIE DEL CINEMA CHE CURANO | di Luciana Quaia in Muoversi Insieme, 2012


…. il tema della potenza delle storie e delle narrazioni, sia riferendoci all’uso delle fiabe per risolvere i conflitti del bambino, sia al racconto autobiografico nei diversi passaggi dei cicli di vita, sia come possibilità di rispecchiamento e di identificazione in momenti cruciali della propria esistenza, quando diventa urgente ridefinire visioni, convinzioni e strategie operative per il futuro.
…. qui di seguito si parlerà della funzione di cura rappresentata dal grande schermo.
Il cinema, con le sue innumerevoli storie, riproduce e continua a mettere in scena tutte le potenzialità dell’essere vivente e le sue modalità di esprimerle, permettendo allo spettatore, in una durata limitata di tempo, di rivivere nella storia raccontata la propria vicenda umana …

vai all’intero articolo qui: Cinema che cura | Muoversi Insieme.

Disturbi del linguaggio scritto e orale in bambini monolingue e multilingue, Università di Milano Bicocca, 2012


1. Il progetto europeo CLAD (Crosslinguistic Language Diagnosis.). Alcuni risultati
Maria Teresa Guasti (Docente, Università degli Studi di Milano-Bicocca)

2. Plurilinguismo e multiculturalità, dalla clinica alla società
Tiziana Rossetto (Presidente della Federazione Logopedisti Italiani, Venezia)

3. Misure della scrittura
Natale Stucchi (Docente, Università degli Studi di Milano-Bicocca)

Luciana Quaia, LE EMOZIONI: cosa sono | in Muoversi Insieme


Inattese e impreviste, fugaci e mutevoli nelle loro variabili sfumature, fonti di impaccio o di ispirazione, nel buio degli abissi o nel celeste del sublime … stiamo parlando di emozioni, vita e colore della nostra esistenza.
E’ complicato spiegare razionalmente che cosa sono le emozioni, essendo le stesse ambivalenti per definizione. 
Se prendiamo in considerazione la radice etimologica (dal latino emovère), avremo una prima conoscenza di questa esperienza, che accanto al “sentire” affianca  lo smuovere, il trasportare fuori, lo scuotere.

Il Ventesimo secolo ha visto le varie scuole psicologiche impegnate nella costruzione di teorizzazioni idonee a spiegare che cosa accade quando ci emozioniamo …

segue ….

VAI ALL’INTERO ARTICOLO: Vivere le emozioni | Muoversi Insieme.

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Giorgio Napolitano, sogni di ventenne, da Napoli – Repubblica.it


Noi acquistammo coscienza di noi stessi quando già si era in piena guerra, e sin dal primo giorno vedemmo le nostre possibilità ridotte al minimo, la nostra attività frenata da cento ostacoli. Iniziammo i nostri studi e il nostro lavoro quando già cominciava a diventare difficile, in Italia, trovare tutti i libri di cui si poteva avere bisogno, quando già erano soppressi gli scambi con l’estero, quando i giovani più avanzati ed esperti di noi, che avrebbero potuto guidarci illuminarci aiutare la nostra formazione, erano lontani, dispersi sui campi di battaglia, quando l’attività culturale e letteraria italiana diventava sempre più ristretta e la stampa e l’editoria sempre più limitate ed oppresse. La vita si faceva poi sempre più dura: alle privazioni materiali, col passare del tempo, si aggiunse l’orrore di mesi e mesi di bombardamento.

Non conoscemmo più calma, divenne impossibile trovare la serenità necessaria per prendere un libro tra le mani, per studiare. 

Ma questo mio racconto sarà certamente incompleto se non ricorderò l’atteggiamento da noi preso di fronte alla più complessa ed importante delle questioni che noi avemmo da affrontare: la nostra situazione nazionale. In tanto sbandamento e in tanta incertezza, sentimmo nondimeno il bisogno di prender posizione di fronte ai fatti in mezzo a cui vivevamo, di fronte agli avvenimenti che andavano decidendo della sorte del Paese e di noi tutti.

Pur non avendo allora alcun interesse per i problemi politici né alcuna preparazione specifica, tuttavia non mi fu difficile giungere alla conclusione (e a questa intelligenza della situazione mi portarono tanto la mia educazione culturale quanto gli scambi di idee con amici, giovani e non giovani, più maturi e preparati di me) che la sconfitta, la disfatta completa era l’unico mezzo che ormai ci restava per liberarci dall’oppressione volgare e spietata che aveva privato il Paese della sua dignità, che teneva l’Italia lontana da ogni forma di progresso politico sociale culturale, che l’aveva precipitata in un vergognoso abisso morale. La sconfitta, la disfatta: questa l’unica salvezza, che ci sarebbe costata — lo sapevamo — sangue, rovine, umiliazioni senza nome. … segue

tutta la lettera qui: Giorgio Napolitano, sogni di ventenne – Napoli – Repubblica.it.

Gilbert Simondon L’INDIVIDUAZIONE ALLA LUCE DELLE NOZIONI DI FORMA E D’INFORMAZIONE


PREZZO: €48,00 €40,80

PAGINE:1014

DATA PUBBLICAZIONE: 2011

ISBN:9788857502663

A CURA DI:Giovanni Carrozzini

PREFAZIONE DI: Jacques Garelli

Gilbert Simondon

L’INDIVIDUAZIONE

ALLA LUCE DELLE NOZIONI DI FORMA E D’INFORMAZIONE

Vol. 1: G. Simondon, L’individuazione;

Vol. 2: G. Carrozzini, Simondoniana.

Questo testo costituisce la prima traduzione italiana integrale del capolavoro di Gilbert Simondon (1924-1989): la tesi di dottorato principale. In questo saggio fondamentale, l’Autore promuove una puntuale critica alle classiche concezioni filosofiche delle nozioni di individuo e soggetto, ripensandone le definizioni a partire dal processo che sottende alla loro costituzione ed elaborazione. A tale scopo, Simondon sviluppa alcune significative suggestioni provenienti dalla tradizione della fenomenologia francese, dalla Gestaltpsychologie, dalla Teoria dell’Informazione e dalla Fisica quantistica, articolando, al contempo, una riflessione autonoma e sistematica, atta a ripensare l’individualità alla luce dei contributi delle più recenti teorie scientifiche. Il primo volume di quest’opera consta della traduzione italiana del monumentale saggio simondoniano, con Prefazione di Jacques Garelli; questa edizione ripresenta nella sua unitarietà complessiva l’opera simondoniana. Il secondo volume raccoglie l’Introduzione, le note, l’apparato al testo e il commento storico-critico-analitico di Giovanni Carrozzini, curatore della presente edizione italiana.

Gilbert Simondon (Saint-Étienne, 1924-Palaiseau, 1989) è il massimo filosofo della tecnologia del ‘900. Nella sua opera, ha articolato un’originale interpretazione filosofica del processo ontogenetico che sottende alla costituzione dell’individualità, sviluppando un interesse scientificamente documentato per la dimensione culturale delle tecniche e delle tecnologie. Docente di Psychologie générale alla Sorbona dal 1964 al 1984, fondatore e direttore del Laboratoire de Psychologie générale et Technologie, è autore, oltre che de L’individuation à la lumière des notions de forme et d’information, del saggio Du mode d’existence des objets techniques(Aubier, 1958).

Giovanni Carrozzini (Lecce, 1981), Dottore di ricerca in discipline storico-filosofiche all’Università del Salento, è uno dei maggiori studiosi del pensiero simondoniano. Si occupa di epistemologia e di storia e filosofia delle scienze e delle tecniche. Oltre ai volumi Gilbert Simondon: per un’assiomatica dei saperi. Dall’“ontologia dell’individuo” alla filosofia della tecnologia (2006) e Gilbert Simondon filosofo della mentalité technique (Mimesis, 2011), ha curato un numero monografico della rivista «Il Protagora» (di cui è segretario di redazione), Gilbert Simondon filosofo delle tecniche (2008). È collaboratore scientifico del Centro Internazionale Insubrico “Carlo Cattaneo” e “Giulio Preti”.

da L’individuazione | Centro Internazionale Insubrico | Collane | Mim-Edizioni S.r.L..


Meglio dimenticare il fanciullo, di cadavrexquis


non ho nessuna voglia e nessun bisogno di rivedere quei relitti in carne e ossa della mia infanzia. Se non li ho più cercati, ci sarà ben stato un motivo, e non intendo di certo recuperare ora. Questa operazione mi fa pensare a come tutti noi, pur vivendo nello stesso tempo e uno di fianco all’altro, in effetti viviamo in tempi diversi, incapsulati in realtà che coincidono solo in maniera imprecisa e che, anche quando lo fanno, creano solo l’illusione di condividere la medesima realtà. La memoria, poi, fa il resto. (Poi, forse, dovrei aggiungere che della mia infanzia non ho ricordi particolarmente felici. Non ne ho nemmeno di tragici o di infelici, si badi bene, ma non trasfiguro niente. Preferisco lasciare che quei fantasmi riposino in pace lì dove stanno).

tutto l’articolo (straordinario per il tema della “memoria e il ricordo”: cadavrexquis: Meglio dimenticare il fanciullo.

Per il GIORNO DELLA MEMORIA: Carlo Rivolta legge I SOMMERSI E I SALVATI di Primo Levi


Carlo Rivolta legge I SOMMERSI E I SALVATI di Primo Levi.

Per ascoltare ed eventualmente conservare gli Audio MP3 vai a:

Qui i miei ricordi di Carlo Rivolta:

Alessandro Russo, “l’immagine della nave reclinata sui bassi fondali del Giglio è destinata a rimanere a lungo nell’immaginario collettivo “, in Ponza Racconta


….

Ma a parte lo specifico isolano, l’immagine della nave reclinata sui bassi fondali del Giglio è destinata a rimanere a lungo nell’immaginario collettivo come, in diversi contesti, le immagini dell’attentato alle Torri Gemelle (11 sett. 2001), quelle dello Tsunami in Asia del 24 dicembre 2004 e di quello più recente del Giappone (marzo 2011).

E come il più emblematico e metaforico di tutti i naufragi: quello delTitanic del 15 aprile 1912 (1523 vittime dei 2223 inbarcati).

Molto si è letto in questi giorni dei  correlati profondi del naufragio di una nave con la condizione umana, e di come un evento del genere scateni interesse ed emozioni al di là del fatto in sé. Tutti coloro che hanno seguito la vicenda si sono sentiti naufraghi nella notte; come tutti hanno sentito il peso della responsabilità  del comando e — al di là delle manifestazioni di cattivo gusto — vissuto dentro di sé il profondo dramma dei responsabili, scampati al naufragio, ma con il carico di una colpa non espiabile.

Il pensiero di molti sarà andato a quel capolavoro della letteratura marinara che è Lord Jim di Joseph Conrad (1900),

“Lord Jim”: il romanzo di Joseph Conrad (1899-1900) e il film di Richard Brooks (1965)

Nel romanzo, Lord Jim è ….

l’intero articolo è qui: Naufragi di uomini « Ponza Racconta.

Luciana Quaia, Ricordo e memoria attraverso la fotografia | in Muoversi Insieme


Le fotografie sono la storia delle nostre radici e servono, nel corso del tempo, a definire i diversi centri di gravità del nostro stare al mondo.
Edgar Reitz nel suo famoso film Heimat racconta la saga di una famiglia tedesca nel corso del Novecento. A partire dal secondo degli undici episodi, il regista utilizza l’espediente fotografico per riassumere le puntate precedenti e dare inizio a quella successiva. In ogni apertura capitolo compaiono quindi le fotografie dei personaggi fino lì raccontati mentre una voce sintetizza i fatti accaduti, nominando la gente raffigurata in istantanee ingiallite tipiche dei vecchi album di fotografia di inizio secolo scorso, che, oltre a ricordare i volti dei protagonisti, mostrano, attraverso il succedersi del tempo e dei luoghi, le vicende e i cambiamenti storico-politici dell’epoca.

In un altro celebre film, Smoke di Wayne Wang, assistiamo, all’opposto, a una scelta fotografica apparentemente statica …. segue

l’intero articolo è quiRicordo e memoria attraverso la fotografia | Muoversi Insieme.

ACTING OUT, scheda di Paolo Ferrario


Termine usato in psicanalisi per designare le azioni che provocano una “rottura” del sistema motivazionale abituale della persona.

Gli psicanalisti (che hanno la psiche “incastrata” nel paradigma del rapporto fra “normale” e “patologico”) vedono in questi comportamenti prevalentemente le forme auto- o etero-aggressive ed i segni dell’”emergere del rimosso”.

In ulteriore prospettiva, si può anche argomentare che il campo applicativo di questo “concetto significante” è più ampio.

Nella mia esperienza psicologica l’acting out si è manifestato come un comportamento attivo e, quindi, capace di contrapporsi alla statica del blocco nevrotico (lieve o grave che sia).

E, pertanto, un “fare acting out” si è dimostrato capace di innovare la vita psichica interna e, di conseguenza, anche quella relazionale.

La mattinata del pellegrinaggio “risarcitorio”  per Noelle ne è un esempio concreto: queste tre ore in riva al lago sono state come una seduta di analisi o un sogno attivo. Immaginazione attiva, direbbe Jung, anche se questa volta mi sono giovato della forza del luogo.

Insomma: voglio dire che si può tenere lo sguardo più ampio ed aperto.

Interrogando il linguaggio arrivo a una definizione maggiormente integrata alla mia esperienza psicologica.

To act appartiene al campo del teatro: “to act a play“= recitare un testo teatrale; “to act a part“= recitare una parte.

La parola out apporta qualche ulteriore sfumatura: esteriorizzare, esibire ciò che si è tenuto finora per sè. Con tutto quello che di positivo ciò può comportare nei suoi risultati.

Diciamolo alla lombarda: acting out=tirar fuori. Senza implicite allusioni sessuali.

(mia libera e personale rielaborazione della voce contenuta in Laplanche e Pontalis, Enciclopedia della psicanalisi, Editori Laterza, 1968, pag. 3-4)