Alessandro Russo, “l’immagine della nave reclinata sui bassi fondali del Giglio è destinata a rimanere a lungo nell’immaginario collettivo “, in Ponza Racconta
Pubblicato: 27 gennaio 2012 Filed under: Culture, emozioni, Intersoggettività, Simboli 1 Commento »….
Ma a parte lo specifico isolano, l’immagine della nave reclinata sui bassi fondali del Giglio è destinata a rimanere a lungo nell’immaginario collettivo come, in diversi contesti, le immagini dell’attentato alle Torri Gemelle (11 sett. 2001), quelle dello Tsunami in Asia del 24 dicembre 2004 e di quello più recente del Giappone (marzo 2011).
E come il più emblematico e metaforico di tutti i naufragi: quello delTitanic del 15 aprile 1912 (1523 vittime dei 2223 inbarcati).
Molto si è letto in questi giorni dei correlati profondi del naufragio di una nave con la condizione umana, e di come un evento del genere scateni interesse ed emozioni al di là del fatto in sé. Tutti coloro che hanno seguito la vicenda si sono sentiti naufraghi nella notte; come tutti hanno sentito il peso della responsabilità del comando e — al di là delle manifestazioni di cattivo gusto — vissuto dentro di sé il profondo dramma dei responsabili, scampati al naufragio, ma con il carico di una colpa non espiabile.
Il pensiero di molti sarà andato a quel capolavoro della letteratura marinara che è Lord Jim di Joseph Conrad (1900),
“Lord Jim”: il romanzo di Joseph Conrad (1899-1900) e il film di Richard Brooks (1965)
Nel romanzo, Lord Jim è ….
l’intero articolo è qui: Naufragi di uomini « Ponza Racconta.
ACTING OUT, scheda di Paolo Ferrario
Pubblicato: 18 gennaio 2012 Filed under: emozioni, GLOSSARIO di PolSer, Intersoggettività, resilienza 5 Commenti »Termine usato in psicanalisi per designare le azioni che provocano una “rottura” del sistema motivazionale abituale della persona.
Gli psicanalisti (che hanno la psiche “incastrata” nel paradigma del rapporto fra “normale” e “patologico”) vedono in questi comportamenti prevalentemente le forme auto- o etero-aggressive ed i segni dell’”emergere del rimosso”.
In ulteriore prospettiva, si può anche argomentare che il campo applicativo di questo “concetto significante” è più ampio.
Nella mia esperienza psicologica l’acting out si è manifestato come un comportamento attivo e, quindi, capace di contrapporsi alla statica del blocco nevrotico (lieve o grave che sia).
E, pertanto, un “fare acting out” si è dimostrato capace di innovare la vita psichica interna e, di conseguenza, anche quella relazionale.
La mattinata del pellegrinaggio “risarcitorio” per Noelle ne è un esempio concreto: queste tre ore in riva al lago sono state come una seduta di analisi o un sogno attivo. Immaginazione attiva, direbbe Jung, anche se questa volta mi sono giovato della forza del luogo.
Insomma: voglio dire che si può tenere lo sguardo più ampio ed aperto.
Interrogando il linguaggio arrivo a una definizione maggiormente integrata alla mia esperienza psicologica.
To act appartiene al campo del teatro: “to act a play“= recitare un testo teatrale; “to act a part“= recitare una parte.
La parola out apporta qualche ulteriore sfumatura: esteriorizzare, esibire ciò che si è tenuto finora per sè. Con tutto quello che di positivo ciò può comportare nei suoi risultati.
Diciamolo alla lombarda: acting out=tirar fuori. Senza implicite allusioni sessuali.
(mia libera e personale rielaborazione della voce contenuta in Laplanche e Pontalis, Enciclopedia della psicanalisi, Editori Laterza, 1968, pag. 3-4)
La sindrome rancorosa del beneficato – di Parsi M. Rita – Mondadori
Pubblicato: 15 agosto 2011 Filed under: Bisogni, emozioni, Intersoggettività, LIBRI NEWS, Salute mentale Lascia un commento »La “sindrome rancorosa del beneficato” è, allora, quel sordo, ingiustificato rancore (il più delle volte covato inconsapevolmente; altre volte, invece, cosciente) che coglie come una autentica malattia chi ha ricevuto un beneficio, poiché tale condizione lo pone in evidente “debito di riconoscenza” nei confronti del suo benefattore. Un beneficio che egli “dovrebbe” spontaneamente riconoscere ma che non riesce, fino in fondo, ad accettare di aver ricevuto. Al punto di arrivare, perfino, a dimenticarlo o a negarlo o a sminuirlo o, addirittura, a trasformarlo in un peso dal quale liberarsi e a trasformare il benefattore stesso in una persona da dimenticare se non, addirittura, da penalizzare e calunniare.
Platinette a La7 – Niente di personale, 26 aprile 2001
Pubblicato: 29 aprile 2011 Filed under: Famiglie, Intersoggettività, Transessualità Lascia un commento »Persona “unica” e molto soggettiva (all’opposto di coloro che si riconoscono negli eccessi di cultura gregaria):
Fino al 22 marzo Incontri con la filosofia a Modena
Pubblicato: 25 febbraio 2011 Filed under: educazione degli adulti, Formazione Permanente, Intersoggettività Lascia un commento » Da molti anni il prof. Lorenzo Barani tiene a Modena, presso il quartiere Villaggio Giardino, incontri per parlare di filosofia.Il ciclo del 2011 è intitolato ALL’ASCOLTO DELL’ALTROGli incontri sono iniziati l’11 gennaio ma proseguono fino al 22 marzo ogni martedì presso il centro civico Villaggio Giardino, Via M.Curie, 22/a – ore 21.00. Questo il calendario: Gli incontri precedenti dell’11 e 18 gennaio sono reperibili sul sito “nuke.alkemia.com” allapagina dedicata agli incontri. |
da: Libera Universita’ Autobiografia – Fino al 22 marzo Incontri con la filosofia a Modena.
PAOLO FERRARIO, Il Genius Loci come angelo del luogo, Pubblicato in: Angelicamente, a cura di Baldo Lami, Zephyro edizioni, 2010, pagg. 45-57
Pubblicato: 10 settembre 2010 Filed under: angeli, biografie, Bisogni, casa, Cinema e Film, Ferrario Paolo, Intersoggettività, LIBRI NEWS, luoghi, Prevecchiaia, Psicologia e Psicanalisi, Saggi e Articoli, Simboli 2 Commenti »
PAOLO FERRARIO, Il Genius loci come angelo del luogo
pubblicato in : angelicamente, a cura di Baldo Lami, Zephyro edizioni, 2010
INDICE DEL SAGGIO:
1. L’evento
2. Relazioni fra gli angeli e gli uomini
3. Il Genius loci
4. I luoghi concreti
5. Gli elementi dei luoghi
6. Ritorno a casa
Bibliografia:
Amman R., Il giardino come spazio interiore, Bollati Boringhieri, Torino 2008
Bachelard G., La terra e il riposo, le immagini della intimità (1948), Red Edizioni, Como 1994
Benjamin W., Il viaggiatore solitario e il flâneur, Il Nuovo Melangolo, Genova 1988
Berger P. L., Il brusio degli angeli, Il Mulino, Bologna 1969
Bevilacqua F., Genius Loci. Il dio dei luoghi perduti, Rubbettino, Catanzaro 2010
Calvino I., Lezioni americane, Mondadori, Milano 2000
Demetrio D., Filosofia del camminare. Esercizi di meditazione mediterranea, Raffaello Cortina, Milano 2005
Demetrio D., Ascetismo metropolitano. L’inquieta religiosità dei non credenti, Ponte alle Grazie, Firenze 2009
Galli M., Edgar Reitz, Il Castoro Cinema, Milano 2006
Guardini R., Rainer Maria Rilke: le Elegie duinesi come interpretazione dell’esistenza (1953), Morcelliana, Brescia 1974
Hillman J., Il piacere di pensare, conversazione con Silvia Ronchey, Rizzoli, Milano 2001
Hillman J., L’anima dei luoghi, conversazioni con Carlo Truppi, Rizzoli, Milano 2004
Jonas H, Memorie. Conversazioni con Rachel Salamander, Il Melangolo, Genova 2009
Michael J., Il giardino allo specchio. Percorsi tra pittura, cinema e fotografia, Bollati Boringhieri, Torino 2009
Moore T., L’incanto quotidiano, Sonzogno, Milano 1997
Peregalli R., I luoghi e la polvere. Sulla bellezza dell’imperfezione, Bompiani, Milano 2010
Rilke R.M., Elegie Duinesi, (1922), Le Lettere, Scandicci 1992
Stevens W., L’angelo necessario, SE/ES, Milano 2000
Wenders W., Stanotte vorrei parlare con l’angelo. Scritti 1968-1988, Ubulibri, Milano 1988
Paolo Ferrario è sociologo e formatore in tema di politica dei servizi sociali. Attraversa il suo Destino nell’ultimo tratto di vita tra partecipazione alla Polis e necessità esistenziale di ancorarsi in un Luogo, che si è concretizzato a Coatesa sul Lario. Ha scritto solo libri tecnici e questa è la sua prima escursione nella ricerca simbolica. Tiene un “diario reticolare” sul Blog Segni di Paolo del 1948. Pubblica articoli sul BlogZine Muoversi Insieme di Stannah. In Tracce e sentieri. Luogo Tempo Eros Polis Destino si trovano altri segni del suo percorso individuativo.
Leonora Cupane – Racconti poetici di luoghi interiori
Pubblicato: 2 settembre 2010 Filed under: Educazione e formazione, Intersoggettività, luoghi, Servizi educativi | Tags: Tempo, Tuscany 1 Commento »15 – 17 ottobre 2010 seminario a cura di Leonora Cupane
RACCONTI POETICI DI LUOGHI INTERIORI
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Baldo Lami, SILVIA MONTEFOSCHI e VITO MANCUSO. Una psicoanalista e un teologo “eretici” a confronto
Pubblicato: 20 aprile 2009 Filed under: Erving Goffman (1922-1982), Intersoggettività Lascia un commento »SILVIA MONTEFOSCHI & VITO MANCUSO.Una psicoanalista e un teologo “eretici” a confronto, Dott. Baldo Lami, Psicologo, psicoanalista e psicosomatologo, Studioso dei rapporti cinema-psiche e mente-cuore
Alcuni estratti:
[..] Sorprendentemente molto simile, nonostante le differenze di formazione, background e percorso di ricerca,(3) è la narrazione dell’origine del mondo e del suo sviluppo.
Per Vito Mancuso il cosmo è un trattato su Dio al pari delle Sacre Scritture. Grazie ai contributi della scienza, l’uomo è in grado di rintracciare il Principio Ordinatore, il Logos che regge la natura secondo una logica di incremento della complessità e dell’informazione, l’ordine che dà forma all’energia alla base dell’essere, secondo una linea evolutiva che dal punto cosmico iniziale conduce alla vita e man mano alla comparsa degli esseri intelligenti e allo sviluppo della spiritualità. Questa sapienza basata sull’osservazione della natura ci conferma il messaggio di Cristo, perché il principio fondamentale dell’essere come energia non è altro che la relazione, che produce armonia e contrasta la deriva entropica dell’universo. Il Logos, quindi, è relazione, ordine relazionale, che attraverso i legami crea forme e sostanze nuove, in un incessante riprodursi di energia su livelli qualitativi sempre superiori. Ma se il Logos è relazione, allora è l’amore l’attuazione perfetta del Logos, in quanto relazione perfetta tra gli esseri.(4)
[...]
Per Silvia Montefoschi l’essere è l’essere del pensiero, l’essere come logos, concepito come unità duale maschile-femminile eternamente dialogante; l’essere come coniunctio primigenia, in cui la soggettività coincide con l’intersoggettività che la sostanzia; logos, inoltre, che è anche eros, in quanto tensione erotico-conoscitiva. Questo essere-pensiero, infinitamente sapiente e inconscio nello stesso tempo, per conoscersi pose sé fuori di sé, oggettivandosi, e attuando in questa sua straordinaria estrinsecazione (la creazione del mondo) la potenzialità femminile che portava in seno, immanente e incalzante, nelle forme concrete del reale in cui consiste, si compone e si sviluppa il suo dialogo interiore
[. ..]
LEGGI L’INTERO SAGGIO QUI: SILVIA MONTEFOSCHI & VITO MANCUSO. Una psicoanalista e un teologo “eretici” a confronto
in http://www.libridipsicoanalisi.com
CAMMINARSI DENTRO (52): Da quando noi siamo un colloquio. : le mie Pratiche filosofiche
Pubblicato: 3 aprile 2009 Filed under: Educatori professionali, educazione degli adulti, Intersoggettività Lascia un commento »La relazione educativa è per noi l’espressione più alta della condizione umana: c’è qualcuno che favorisce nell’altro la conoscenza e la crescita personale, lo sviluppo della consapevolezza di sé e l’apertura al mondo. Un’attitudine educativa dovrebbe essere presente in tutte le attività umane. C’è sempre un uomo che non sa e che attende risposte
vai a: CAMMINARSI DENTRO (52): Da quando noi siamo un colloquio. : le mie Pratiche filosofiche
PENSARE E SCRIVERE (1): Prima della scrittura : le mie Pratiche filosofiche
Pubblicato: 6 febbraio 2009 Filed under: Culture, Intersoggettività, metodologie professionali Lascia un commento »tutte le esperienze emozionali si affrontano e si ’superano’ con la riflessione: i processi riparativi e ricostruttivi, la trasformazione e la (ri)costruzione del Sé, l’empowerment e il coping non sono possibili senza un lavoro metodico del pensiero. Per uscire dal fosso, occorre tirarsene fuori prendendosi per i capelli. Occorre farsi guidare da principi
PENSARE E SCRIVERE (1): Prima della scrittura : le mie Pratiche filosofiche
Caterina Resta, L’Estraneo, Il Nuovo Melangolo
Pubblicato: 25 gennaio 2009 Filed under: Intersoggettività, LIBRI NEWS, Migrazioni Lascia un commento »Caterina Resta, L’Estraneo, Il Nuovo Melangolo € 15,00
Nemico (hostis) e ospite (hospes) provengono dalla stessa radice, il cui significato originario era quello di straniero. Questa figura, dunque, può costantemente oscillare tra ostilità e ospitalità, tra il nemico da rifiutare e combattere o l’estraneo da ricevere e accogliere. Proprio in questa oscillazione, più evidente appare il carattere perturbante dello straniero e di ciò che è estraneo, mostrando come il confronto con l’altro sia sempre la messa in questione di una identità presupposta, che si sente minacciata. A partire dai pensatori più radicali del Novecento: Schmitt, Heidegger, Lévinas, Derrida, Nancy, i saggi raccolti in questo volume provano a scandagliare non solo l’origine della paura che proviene dall’estraneo, ma anche a indicare i presupposti teoretici per superarla. Se il rifiuto e l’esclusione dell’altro sono funzionali alla ricerca di un’identità pensata come appropriazione di sé e chiusura in sé, secondo una logica difensiva e immunitaria, d’altra parte questo paradigma, sottoposto a un paziente lavoro di decostruzione, mostra tutta la sua fragilità e debolezza, sia ontologica, che etica e politica. Se l’altro è costitutivo per la mia identità, ciò va inteso non nel senso di una logica dell’esclusione e della chiusura nei suoi confronti – le quali generano solo ostilità – ma nel senso dell’apertura e dell’ospitalità verso chi, già da sempre, mi ha reso e mi rivela straniero a me stesso.




Da molti anni il prof. Lorenzo Barani tiene a Modena, presso il quartiere Villaggio Giardino, incontri per parlare di filosofia.
