FORMARE LA CRISI di Nicola Ferrari, segnalato da SOS servizi sociali online
Pubblicato: 10 marzo 2012 Filed under: Cure palliative, LIBRI NEWS, lutto Lascia un commento »Libro di grande interesse del nostro articolista psicopedagogista e formatore Dr. Nicola Ferrari dal titolo “Formare la crisi”.
Potete scaricare la scheda del libro alla pagina http://www.servizisocialionline.it/formare-la-crisi.htm
segnalato da SOS servizi sociali online
Nicola Ferrari, psicopedagogista, formatore, svolge attività di supporto alle persone in lutto nell’Associazione Maria Bianchi.
Ha ideato il servizio Cor-rispondenze per il sostegno nella perdita tramite mail e la metodologia della narrazione guidata per i gruppi di auto mutuo aiuto.
Ferdinando Camon su: Diego De Leo, Alberta Cimitan, Lutto traumatico: l’aiuto ai sopravvissuti
Pubblicato: 6 marzo 2012 Filed under: LIBRI NEWS, lutto Lascia un commento »Diego De Leo, Alberta Cimitan, Kari Dyregrov, Onja Grad e Karl Andriessen, Lutto traumatico: l’aiuto ai sopravvissuti, Alpes editore, Roma 2011, pagg. XVIII-202, euro 23,00
L’angoscia più grande: perdere un figlio. Come sopravvivere
Non c’è situazione più angosciata di chi perde un figlio. Specialmente se lo perde d’improvviso, non per malattia ma per incidente stradale. I genitori passano di colpo dalla felicità alla disperazione, e dalla disperazione non escono più com’erano prima. Se escono. Perché non tutti ce la fanno: la perdita di un figlio apre una voragine nella famiglia, e in quella voragine può essere inghiottito qualche altro famigliare. Il sopravvivere non è continuare a vivere, perché niente continua come prima. Il non-sopravvivere, il farla finita, è anche un tornaconto, un interesse: condensa in un attimo la sofferenza che altrimenti sarebbe diluita per anni o decenni. E poi, ateo o credente che sia il genitore che la fa finita, c’è sempre in lui l’illusione, la speranza, di andare dov’è il figlio: la fine come un ricongiungimento, un nuovo inizio. Perciò la perdita di un figlio è un grande tema letterario e artistico. Malick ne fa lo spunto di partenza per il suo film The tree of life, Palma d’oro 2011: il film comincia dolce ed elegiaco, vita di campagna, paesaggi stupendi, improvvisamente una lettera informa che un figlio è morto, e subito una voce chiede ai cielo: “Cosa siamo noi per te?” e dall’alto scende una risposta raggelante: “Dov’eri tu, quand’io creavo le galassie e gli abissi?”. Come dire: sei un niente, non hai diritto di fare domande. È il tema del film La stanza del figliodi Nanni Moretti, Palma d’Oro del 2001 (ma dunque Cannes ama il lutto?). È il tema del libro luttuoso per eccellenza, Tutti i bambini tranne uno, di Philippe Forest, scritto per la morte della figlia, per la quale il padre pensò e pensa ancora ogni tanto al suicidio. A questo dolore che non ha rimedio ora un gruppo di psichiatri offre un vademecum per cercare di uscirne, una guida per ridare senso alla vita. L’idea di mettere insieme questo gruppetto di studiosi è di uno psichiatra italiano che ha patito in prima persona la perdita non di un figlio ma di due: nello stesso incidente. Precipitando così da una vita stracolma e un’esistenza deserta. I figli di Diego De Leo avevano 19 e 17 anni, erano due maschi. Se c’è un’età in cui si amano i figli di un amore privo di ambivalenza, è quella. Da genitori, si con-vive la loro vita presente e si pre-vive la loro vita futura. E questo riempie il presente e il futuro. Persi i figli, lo psichiatra Diego De Leo ha avuto una reazione umanamente sublime: fare di quella sventura una forza per l’umanità, registrare le tappe di una via d’uscita e metterle a disposizione di tutti coloro che ne hanno bisogno. Anzitutto ha sentito, insieme con la moglie Cristina, che il lutto non cancella, ma rafforza la genitorialità. E che i figli perduti continuano a vivere con te, se tu vivi per loro, e per salvare gli altri genitori che han perso figli come i tuoi. I coniugi De Leo han cercato e trovato nel mondo psichiatri che lavorano sul lutto, si son messi insieme per sommare le esperienze, e ora stampano insieme Lutto traumatico, l’aiuto ai sopravvissuti. È una miniera di insegnamenti. Il primo insegnamento è che si può lavorare per i figli anche se non ci sono più, risolvere all’umanità il problema che la loro morte ha lasciato. L’umanità è un cerchio, che si stringe a te con gli amici: gli amici diventano la tua nuova famiglia. È una famiglia che sa, e tutto quello che dice dipende da questo sapere: non ti può ingannare o mentire, perché nel grande dolore funzionano solo le parole autentiche. Il dolore è un crivello, che separa le parole vere da quelle false. Uscire dal lutto si può esprimendolo: l’espressione è liberatoria se rivela, se nasconde è repressiva. Il lutto porta a scartare le persone infide, a cercare quelle amiche. A volte, non di rado, porta al divorzio, perché se c’era un solco tra marito e moglie, diventa un abisso. Il lutto comprende la protesta, la ricerca, la disperazione, la depressione, si riduce quando comincia la riorganizzazione, e la riorganizzazione va insieme col senso (difficile a dirsi) di un guadagno: una più completa verità.
potenziare la capacità di facilitare un gruppo di auto aiuto a supporto delle persone in lutto, Suzzara (MN), 10 e 11 marzo 2012, a cura di www.mariabianchi.it
Pubblicato: 16 febbraio 2012 Filed under: Famiglie, Formazione Permanente, Gruppi di mutuo aiuto, lutto, Mantova Lascia un commento »Per potenziare la capacità di facilitare un gruppo di auto aiuto a supporto delle persone in lutto, è organizzato il percorso formativo di secondo livello che si terrà a Suzzara (MN) presso la nostra sede nei giorni Sabato 10 e Domenica 11 Marzo 2012.
- Il programma dettagliato è visibile direttamente tramite il link http://www.mariabianchi.it/?q=node/228
o nel sito
- www.mariabianchi.it, sezione ‘novità’).
Il percorso, riservato a facilitatori già attivi o a chi ha vissuto precedenti esperienze formative sul tema, prevede la possibilità di implementare le competenze del facilitatore secondo il nostro approccio della ‘narrazione guidata’.
Alessandra Cicalini, Hospice, per stare insieme fino alla fine – Blog di Stannah | Muoversi Insieme
Pubblicato: 20 novembre 2010 Filed under: Cicalini Alessandra, hospice, lutto, Muoversi Insieme Stannah, Salute e Malattia, Vita/Morte Lascia un commento »
Alessandra Cicalini, 2 novembre, ricordiamo i nostri cari defunti – Blog di Stannah | Muoversi Insieme
Pubblicato: 2 novembre 2010 Filed under: Cicalini Alessandra, lutto, Muoversi Insieme Stannah 1 Commento »…. il lutto è uno stato personale privatissimo davanti al quale molto spesso è meglio tacere. Per questo preferiamo lasciarvi alle parole scritte l’anno scorso per Muoversi Insieme in analoga occasione dalla nostra Luciana Quaia.
Da parte nostra, vi auguriamo una giornata della memoria più lieve possibile.
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da: 2 novembre, ricordiamo i nostri cari defunti – Blog di Stannah | Muoversi Insieme.
Anne Ancelin Schützenberger e Evelyne Bissone Jeufroy Uscire dal lutto, Di Renzo Editore
Pubblicato: 21 gennaio 2010 Filed under: lutto, Psicologia e Psicanalisi, Vita/Morte Lascia un commento »
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La vita è fatta di cambiamenti e di perdite di ogni tipo, per i quali dobbiamo elaborare il lutto: morte, storie d’amore finite, licenziamento o pensionamento, esilio, traslochi… Spesso non abbiamo né l’energia, né la libertà di spirito, né la capacità di prendere decisioni positive e passiamo il nostro tempo a “ruminare”. Superare la propria tristezza e imparare a vivere di nuovo, ritrovare la pace interiore, la serenità, dare un altro senso alla propria vita: questa è la ragion d’essere di questo libro.
Per uscire dal lutto, è necessario – vitale – ridarsi la carica, lasciare la presa, perdonare, accettare la perdita. Per farlo esistono delle tecniche e tutte passano per lo stesso cammino: circondarsi di amici, concedersi qualche piacere, ricostituire una scorta di “vitamine” emozionali…
Anne Ancelin Schützenberger, psicoterapista di fama internazionale è professore emerito di Psicologia all’Università di Nizza e co-fondatrice del “International Association of Group Psicotherapy”.
Evelyne Bissone Jeufroy, psicologa, è specializzata nell’accompagnamento individuale dei quadri aziendali
Di Renzo Editore
Giuseppe Marcenaro CIMITERI Storie di rimpianti e di follie, Bruno Mondadori 2008
Pubblicato: 19 gennaio 2010 Filed under: luoghi, lutto, Vita/Morte Lascia un commento »
Giuseppe Marcenaro CIMITERI Storie di rimpianti e di follie Non luogo per eccellenza, il cimitero è una realtà vitalissima. Per definizione è un territorio “oltre”, destinato ad accogliere i defunti che, espurghi dell’esistente, vengono ammucchiati a parte, fuori dal consesso dei viventi.
Il cimitero, spazio fisico e mentale dove sono messe in gioco le angosce suscitate dal rimpianto per qualcuno che se ne è andato (o finalmente toltosi dai piedi), è il controtipo lucido e inconscio della più aulica follia umana: la sopravvivenza di se stessi.
Nei cimiteri tutto si svolge sotto mentite spoglie, giacché sono soltanto i viventi che conferiscono senso al luogo più inverosimile mai inventato dall’uomo. I morti sono inerti. Possono tuttavia permettersi periodici ritorni nella mente di coloro che stanno ancora fuori dei funebri recinti: vicende che riguardano lembi di esistenza, storie di transiti, di salme, ossa, ceneri, materiali trafficati dai vivi nell’insistenza strenua, quanto inutile, di conferire ordine a quegli strani oggetti, fisici e mentali, che sono l’avanzo dei viventi di ieri.
Sotto forma di culto dei morti, nel vacuo fasto delle tombe, gli ancora non estinti tentano di esorcizzare il molesto terrore di non essere più. D’altra parte il cimitero è un affare che riguarda sempre e soltanto chi non vi è ancora andato a finire. Vale.
INDICE Tobol
Così muore la carne
Pellegrinaggio
Chausseestrasse
Krasnaja Ploscad
Enciclopedia russa
Invalides
Calendario
Flânerie
Gonards
Loculo 563
Beth-Hachajim
Sotto una piramide
Restaurant Russe
Monte Vaea
Cimetière marin
Tallahassee
Orto lapidario
Nevermore
John Martin
Polveri
Genius loci
Eroici resti
Fort Sumner
La mano del morto
Saint-Louis de Dreux
Il prato di Melaten
Memorial Romanov
Highgate
British War Cemetery
Qaytbay
Exit
Ricordo di Giovanni Jervis
Pubblicato: 28 ottobre 2009 Filed under: "autori Classici", lutto Lascia un commento »Ricordo di Giovanni Jervis
E’ morto a Roma Giovanni Jervis, grande intellettuale del 900 che iniziò la sua carriera con Ernesto De Martino e passò poi a lavorare con Basaglia diventando uno dei padri dell’antipsichiatria. Lo ricordiamo ascoltando alcuni dei suoi ultimi interventi a Fahrenheit scelti dall’archivio. La puntata del 25 agosto 2008, quando presentò il libro Un filo tenace, e quella del 18 aprile 2008, una puntata speciale che mandammo in onda in occasione dei 30 anni dalla Legge Basaglia ( prima parte della puntata sulla 180, seconda parte della puntata sulla 180).


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