Madri, padri e figli maschi, secondo Concita De Gregorio
Pubblicato: 9 febbraio 2012 Filed under: Famiglie, madri, Maschile/Femminile, padri 1 Commento »
Afghanistan, la sposa bambina Sahar Gul torturata dal marito e dalla sua famiglia, da un articolo di Monica Ricci Sargentini
Pubblicato: 8 gennaio 2012 Filed under: Culture, differenze di genere, Familismo amorale, islamismo, Maschile/Femminile, multiculturalismo 1 Commento »
Afghanistan, la sposa bambina torturata dal marito diventa un simbolo dei diritti umani
Sahar Gul è una ragazzina afghana di 15 anni che ha quasi rischiato di essere uccisa dal marito perché non voleva prostituirsi. La scorsa settimana è arrivata in un ospedale di Kabul nelle condizioni che vedete nella foto qui sopra. Gli occhi talmente gonfi di botte da essere semi-chiusi, il collo tumefatto, un orecchio bruciato da un ferro da stiro, il corpo così debilitato da essere costretto su una sedia a rotelle, le mani ricoperte di croste nere al posto delle unghie strappate dai suoi torturatori. Sahar era stata data in sposa sette mesi fa al soldato Gulam Sakhi che, con la complicità della sua famiglia, ha reso la sua vita un inferno. Quattro mesi fa la sposa-bambina era riuscita a fuggireed aveva chiesto aiuto a dei vicini di casa: “Se siete dei musulmani dovete dire alle autorità quello che mi sta succedendo – aveva detto disperata -, vogliono farmi prostituire”. La polizia di Puli Khumri, la città nella provincia di Baghlan dove è avvenuto il fatto, è stata avvisata ma non ha fatto altro che restituire la povera ragazza alla famiglia torturatrice dietro la promessa che gli abusi non sarebbero più continuati. Invece, come da copione, è accaduto l’esatto contrario. Sahar è stata chiusa in un seminterrato dove è stata picchiata e affamata per altri tre mesi finché un parente lontano arrivato a far visita non ha fatto scoppiare lo scandalo. Ma anche allora le autorità hanno cercato di trovare un accordo con il marito per evitare che la vicenda finisse sulla stampa. Un comportamento che, purtroppo, non è una novità in Afghanistan
LETTERE DAL SILENZIO Storie di accoglienza e assistenza sanitaria di donne che hanno subito violenza, Massimo M. Greco (a cura di) ,FrancoAngeli
Pubblicato: 14 dicembre 2011 Filed under: differenze di genere, FrancoAngeli, LIBRI NEWS, violenza Lascia un commento »| Massimo M. Greco (a cura di) LETTERE DAL SILENZIO Storie di accoglienza e assistenza sanitaria di donne che hanno subito violenza pp. 208, Euro 20,00; E-book Euro 16,00, Cod. 1049.7, Collana: Laboratorio sociologico – diretta da C. Cipolla |
Maltrattamenti in famiglia, ovvero il sottile confine tra piacere e reato
Pubblicato: 9 novembre 2011 Filed under: Diritto Penale, Maschile/Femminile, sessualità Lascia un commento »….
Coppie di tutto il mondo, d’ora in avanti, attenzione ai rapporti sadomaso: dal piacere al reato, il passo è breve.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione (sentenzan. 39228 del 2011) specificando che in questo genere di rapporti la donna, anche se non è in un atteggiamento di remissione nei confronti del partner, e’ sempre “in una situazione di debolezza e fragilità” rispetto a lui.
Pertanto, per l’uomo, può configurarsi il reato di maltrattamenti in famiglia di cui all’art. 572 codice penale.
La suprema Corte ha così confermato una condanna inflitta a un 60enne che aveva costretto sua moglie a “rapporti di tipo sadomasochista con molteplici inversioni di ruolo“. La donna aveva inizialmente accettato quel tipo di rapporti, ma poi aveva denunciato il marito, accusandolo di maltrattamenti continui, non condivisi e mai accettati dalla stessa.
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intera scheda qui: Maltrattamenti in famiglia, ovvero il sottile confine tra piacere e reato.
Il mistero delle bambine mai nate nelle comunità cinesi e indiane: il sospetto è che si tratti di aborto selettivo, di Antonio Polito, in Il Corriere della sera 6 novembre 2011
Pubblicato: 8 novembre 2011 Filed under: aborto selettivo, Maschile/Femminile, Migrazioni Lascia un commento »“Il colpevole silenzio”, una conferenza di presentazione del progetto contro la violenza nei confronti delle donne anziane e dei risultati della ricerca realizzata a livello nazionale ed europeo, a cura dell’ Auser Regionale Lombardia lunedì, 21 novembre 2011, ore 10-14 Dove: Sala delle Colonne, Banca Popolare di Milano – Via San Paolo, 12 – Milano
Pubblicato: 2 novembre 2011 Filed under: Anziani, CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Maschile/Femminile Lascia un commento »Il colpevole silenzio
Auser Regionale Lombardia presenta “Il colpevole silenzio”, una conferenza di presentazione del progetto contro la violenza nei confronti delle donne anziane e dei risultati della ricerca realizzata a livello nazionale ed europeo.
In tutta Europa la violenza di genere ha assunto dimensioni e caratteristiche allarmanti, ma rimane un fenomeno occulto e sommerso, che affonda le sue radici in una cultura che nega l’integrità del corpo femminile e ne svilisce il diritto all’uguaglianza e all’autonomia. Milioni di donne di tutte le età e classi sociali subiscono ogni giorno abusi di tipo sessuale, fisico, psicologico ed economico che si consumano non solo in contesti esterni ma soprattutto in ambito domestico ad opera di partner, familiari e conoscenti.
Tra queste, molte sono donne anziane che, a causa della loro maggiore dipendenza e fragilità individuale e sociale, sono sempre più esposte ai rischi di maltrattamento e negligenza, ricatto e abbandono, insicurezza e costrizione, sia in famiglia che nelle strutture di ricovero.
Queste sono le premesse da cui nasce STOP VI.E.W, un progetto a carattere europeo, di cui Auser è capofila, che indirizza i suoi obiettivi e il suo intervento verso il tema della violenza nei confronti delle donne anziane.
La conferenza, promossa da Auser Regionale Lombardia e da Regione Lombardia – Direzione Generale Famiglia – si pone l’obiettivo di far conoscere il progetto attraverso il tema specifico della violenza nei confronti delle donne anziane over 65.
L’incontro sarà inoltre l’occasione per presentare i risultati della ricerca realizzata a livello nazionale ed europeo e favorire un primo confronto con esperienze ed interlocutori qualificati che possono contribuire ad individuare possibili percorsi di intervento, mirato a comprendere e contrastare il fenomeno.
Quando: lunedì, 21 novembre 2011, ore 10-14
Dove: Sala delle Colonne, Banca Popolare di Milano – Via San Paolo, 12 – Milano
Per informazioni:
Auser Lombardia – Tel. 02/26113524
e-mail: rosa.romano@auser.lombardia.it o giuseppina.romano@auser.lombardia.it omilena.micheli@auser.lombardia.it
R.W. CONNELL, Questioni di genere
Pubblicato: 24 ottobre 2011 Filed under: differenze di genere, Il Mulino, LIBRI NEWS Lascia un commento »|
R.W. CONNELL Questioni di genere Collana “Itinerari”
pp. 280, € 22,00 in libreria dal 13/10/2011 Note: Nuova edizione |
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Come si sviluppano la femminilità e la maschilità? Come si definiscono i confini tra maschile e femminile? Quali sono e come funzionano i modelli di genere nella società contemporanea? Le identità di genere sono stabili? Come cambiano i ruoli di genere nell’era della globalizzazione? Sgomberato il campo dai molti pregiudizi, miti, silenzi, nonché dalle falsità vere e proprie che infestano questo terreno, il volume offre un’informazione accurata e una riflessione aperta sulle tematiche della sessualità e del genere, in particolare là dove intersecano problemi di identità, pari opportunità, giustizia sociale. Indice: Presentazione. Uno sguardo di genere, di R. Sassatelli. – Prefazione. – I. La questione del genere. – II. La ricerca sul genere: cinque esempi. – III. Teorie e teorici di genere. – IV. Differenze sessuali e genere dei corpi. – V. Relazioni di genere. – VI. Il genere nella vita personale. – VII. Il genere su vasta scala. – VIII. Politica di genere. – Riferimenti bibliografici. – Indice dei nomi. Raewyn Connell ha insegnato Sociologia nell’Università della California a Santa Cruz ed è docente di Education nell’Università di Sidney. Tra le sue pubblicazioni “Maschilità. Identità e trasformazioni del maschio occidentale” (Feltrinelli, 1996).
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Volumi – R.W. CONNELL, Questioni di genere.
Paolo Ferrario recensisce: Duccio Demetrio, L’interiorità maschile. Le solitudini degli uomini, Raffaello Cortina editore, 2010
Pubblicato: 17 luglio 2011 Filed under: Demetrio Duccio, Ferrario Paolo, Maschile/Femminile Lascia un commento »- Il libro letto da Paolo Ferrario:
Riflessioni seguite alla lettura di: Duccio Demetrio, L’interiorità maschile. Le solitudini degli uomini, Raffaello Cortina, Milano 2010, p. 280
La scrittura di Duccio Demetrio è “eccentrica”, nel senso che parte dal bordo delle onde determinate dal sasso gettato nello stagno e procede per gradazioni e continui riverberi a una serie di centri. Il suo è un linguaggio per certi versi affabulatorio, e anche piuttosto seduttivo, che arriva ai punti nodali attraverso processi leggeri di avvicinamento che partono dall’esterno.
Qui si parla ancora di “maschile” in rapporto al “femminile”. Sappiamo che è un tema che ha una storia lunga, se la riferiamo a quella dell’umanità, ma recente se la riferiamo ai vissuti di tutti noi che siamo viventi del mondo contemporaneo, e in particolare dalla seconda metà del 900.
Distinguo in questa storia una serie di fasi. La prima è quella collettiva, “estroversa” e movimentista del femminismo, anche con le sue ineluttabili traduzioni estremistiche, degli anni ‘70. C’è poi una fase “reattiva”, nella quale alcune psicologie (in Italia Claudio Risè) ripropongono un ritorno del maschile e ai suoi valori psichici, sia pure ridefiniti nel nuovo quadro culturale. Parte di questa ricerca proveniva da un letterato americano (Robert Bly) che parlava della necessità umana di “recuperare le nostre zone d’Ombra”. C’è ora una fase riflessiva e “introversa” a cui questo libro fornisce un contributo piuttosto importante e di solide fondamenta.
Tre fasi quindi, tre momenti di accentuazione delle problematiche che si dipanano attorno allo sviluppo del maschile e del femminile e quindi, inevitabilmente, anche dei rapporti intersoggettivi tra queste due dimensioni dell’esistere.
Dentro questa storia ciascuno estrae gli oggetti che più hanno influenzato la propria esperienza. La lettura di questo libro mi ha fatto andare allo scaffale della memoria per mettere di nuovo sotto la lampada un testo che è cruciale sia per la mia biografia che per i miei studi. Si tratta di La donna e la sua ombra, maschile e femminile nella donna d’oggi (Emme edizioni, 1980, poi ripubblicato da Liguori) di Silvia Di Lorenzo, una grande psicanalista italiana. Da questo libro estraggo due citazioni di estrema attualità anche rispetto alla ricerca di Demetrio:
“Mi pare che il principale conflitto della donna di oggi consista nella sua esigenza di realizzare il proprio maschile interiore senza per questo perdere o svalutare il femminile nella sua vita cosciente” (p. 13)
e poche righe dopo aggiunge:
“Il maschile e il femminile sono, da sempre, le due polarità dialettiche essenziali della vita sia all’esterno nel rapporto tra uomo e donna dalla cui fecondità dipende la conservazione della specie, che all’interno come tensione dinamica tra gli opposti, il Logos e l’Eros che determina lo sviluppo trasformativo della personalità attraverso la nascita di una sintesi nuova”
A me questi due passaggi sembrano piuttosto cruciali e di significato durevole. Quando la De Lorenzo parla del conflitto della donna si potrebbe dire in modo speculare, come in uno specchio, che “il principale conflitto dell’uomo di oggi consiste nel realizzare il proprio femminile interiore senza per questo perdere o svalutare il maschile della sua vita cosciente”.
Mi sembra ci sia una simmetria tra la storia delle donne che in questi ultimi quaranta anni hanno sviluppato una propria strada sociale e psicologica talvolta a detrimento della propria funzione femminile, diventando in alcune professioni persone che si comportano “come uomini” nelle relazioni pubbliche, e quella degli uomini che sono diventati incerti e “morbidi” perdendo alcuni tratti di carattere maschili indispensabili anche per “stare bene” nella vita familiare e sociale. Il percorso da fare sta, forse, nella sintesi interpersonale tra queste due visioni: stare nel mondo con stili psicologici derivanti dalla elaborazione culturale dei due generi. E questo lo si fa costruendo giorno per giorno la relazione, facendola diventare sempre di più intersoggettiva.
Ma quale è il contributo originale e fecondo che Demetrio suggerisce per queste situazioni problematiche?
Il suo sguardo è quello di chi propone il compito di educare se stessi in tutte le fasi del ciclo di vita. Ed è piuttosto interessante il fatto che usa la stessa parola-chiave che Silvia De Lorenzo utilizzava nel 1980: “interiorità”.
Questo è il concetto che sta al centro della sua riflessione e viene riproposto in moltissimi modi e con diverse strategie argomentative e testuali. Un esempio:
“Interiorità è pensare, custodire intimità è avere una memoria alla quale poniamo domande, è tutto quanto non può sfuggire alla coscienza” (p. 15)
Qui l’interiorità viene connotata come capacità di guardarsi dentro e valorizzare il proprio ricordo, ossia il proprio tempo di essere vivente.
In un altro punto il tema dell’interiorità è raccontato in questo modo:
“è l’infinito dentro di noi e per andare verso l’infinito si deve avere il mondo dentro di sé. Bisogna essere fatti di mondo per poter ispezionare con qualche successo e speranza il mondo” (p. 55/56)
E queste parole Demetrio le dice in modo corale con il filosofo Giovanni Reale. Qui la prospettiva è quella di elaborare una interiorità che unisca la finitezza e l’infinito.
Un altro elemento estremamente interessante e coinvolgente di questo libro è il percorso analitico attraverso cui arriva a costellare il tema dell’ educarsi alla interiorità. Mi riferisco alla parte in cui vengono esposte al lettore immagini pittoriche corredate da testi letterari e elaborazioni sotto traccia dello stesso Demetrio: sono bambini, adolescenti, uomini adulti. Percorriamo qui una varietà di profili biografici: l’indocile, un bambino che si ribella all’educazione, il predestinato, l’innocente, la sentinella, lo scriba, il sognatore, il poeta dal colletto bianco, l’eremita, il pilota di alianti, il canonico libertino, il padre taciturno, il seduttore svogliato, il mendicante, lo schiavo d’amore, l’invitto. Sono figure rappresentative di modi di essere che per Demetrio diventano tipi di persone attraverso cui meditare e rafforzare con prove il suo ragionamento sul processo di coltivazione della propria interiorità. E la stessa operazione analitica viene effettuata con alcuni miti greci particolarmente pertinenti per la sua proposta: Perseo, Orfeo, Chirone sono figure mitologiche rappresentative di modi diversi attraverso cui l’uomo perviene a curare, coltivare, elaborare una propria interiorità. Rappresentazioni pittoriche e personaggi mitici vanno a comporre sottili e raffinate tipologie umane e riverberano attorno a loro suggestioni e significati che portano Demetrio a sostenere con passione esistenziale la proposta educativa di concentrarsi sul tema dello sviluppo dell’interiorità come compito dell’uomo di oggi.
Un elemento che mi sembra interessante sottolineare è che questa elaborazione Demetrio la sta facendo da più di 10 anni. Basta scorrere alcuni titoli dei suoi libri: L’educazione interiore del 2000, ancora prima L’elogio dell’immaturitàdel1998, La filosofia del camminare del 2005; La vita schiva del 2007; L’ascetismo metropolitano del 2009. Può non colpire in un autore così prolifico questa coincidenza temporale? La collego al fatto che essendo tra l’altro noi quasi della stessa generazione, siamo entrambi entrati in quella fase del ciclo di vita che chiamo della prevecchiaia, ossia quella età in cui si ha la possibilità di guardarsi indietro e si ha anche uno sguardo sul nostro presente più pacato, più sopito, più meticoloso nel vedere le zone inespresse della personalità , nell’autocriticare alcuni comportamenti in modo leggero. Trovo estremamente densa di potenzialità la prospettiva di guardarsi dentro per ritrovare tracce rimosse e continuare a crescere sotto il profilo psicologico e formativo.
L’ altro elemento rilevante di questa ricerca è la distinzione che Demetrio fa tra il “maschio” e l’”uomo”: in questo scarto fra le due configurazioni esistenziali c’è un compito evolutivo da percorrere. Il maschio deve farsi uomo attraverso un percorso di interiorità, cioè di introversione, come direbbe Carl Gustav Jung: la strada è quella di un ritorno dentro di sé, pur senza perdere il contatto con il mondo esterno.
Gli attributi caratteriali del maschio sono così rappresentati:
maschi che si uccidono fra di loro, maschi che si misurano in base alla forza e alla debolezza, maschi che abbandonano chi un istante prima idolatravano, maschi che si vantano di imprese cruente, maschi che rinascono dalle proprie ceneri già in armi, maschi che usano il bene comune delle libertà per asservire e concedersi licenze, maschi che non possono stare senza sconfitti, vittime e clientele, maschi che non sanno cosa sia il senso di colpa (p.26)
e così via tutta una serie di aspetti , connotazioni negative degli attributi del maschile.
Viceversa il percorso verso la vita interiore, il passaggio dal maschio all’uomo è così rappresentato:
Uomini che salgono e scendono le scale più impervie contandone i gradini in silenzio, uomini che a testa alta pongono a se stessi domande sensate, uomini che non cessano di riprodursi ogni volta in controcorrente, uomini che conoscono il sapore della libertà come segreta ricchezza, uomini che vogliono essere soli per sentirsi maschi diversi, uomini che non sono tentati dall’istinto di opprimere chicchessia (p. 45/46)
Questi in sintesi mi sembrano essere i valori di questo libro: un forte punto di vista che parte dal paradigma educativo, cioè quello attraverso cui la persona modifica se stessa attraverso processi di apprendimento. Trovo che il paradigma educativo sia molto tangenziale con quello psicologico però occorre riconoscere che in quello educativo è molto presente un lavoro di apprendimento. Ed è per questi motivi che Demetrio propone alla fine del testo una serie di “esercizi autoeducativi” orientati alla ricerca di una propria personalissima “centratura” interiore per trovare le strade più adatte a definire meglio il proprio profilo esistenziale di essere uomini dentro questa modernità che ci mette al confronto con il mondo psicologico e relazionale delle donne.
I percorsi suggeriti sono questi. Avvicinarsi al linguaggio poetico, facendosi coinvolgere dalla musicalità delle parola e lasciandosi andare alla poesia come linguaggio autonomo capace esso stesso, attraverso la sola forza delle immagini, di creare nuovi effetti di senso, nuovi significati.
Il secondo esercizio consiste in un lavorio di autocoscienza alla vita interiore dedicandosi agli interrogativi che costellano i dilemmi dell’esistere, la morale, la consapevolezza delle proprie azioni e le relative conseguenze. Il suggerimento è quello di usare il silenzio assieme al piacere della conversazione intersoggettiva.
Giova a questa azione autoeducante praticare i gesti del camminare all’aria aperta (e questo è il terzo esercizio), ma con un taccuino ed una matita. La proposta è chiara e concreta: scrivere un diario, raccontarsi senza avere paura di raccontarsi.
Sono suggerimenti che vengono da lontano. Vengono dalla riattualizzazione matura di quando eravamo bambini sognanti e desiderosi di crescere.
Cosa sta succedendo agli uomini? Riflessioni sulla fenomenologia dei “maschi dolci” Una intervista di Keith Thompson a Robert Bly
Pubblicato: 27 giugno 2011 Filed under: Maschile/Femminile, padri Lascia un commento »|
vai a: Pensarecolcorpo…. |
L’INTERIORITÀ MASCHILE: LE SOLITUDINI DEGLI UOMINI, Audio e testo dell’intervento di Duccio Demetrio al Festival Biblico di Vicenza
Pubblicato: 16 giugno 2011 Filed under: Demetrio Duccio, Maschile/Femminile Lascia un commento »L’INTERIORITÀ MASCHILE:
LE SOLITUDINI DEGLI UOMINI
ha moderato Antonio Zulato che ci ha mandato il file audio della presentazione. (Clicca per sentire)
Inoltre vi offriamo la sbobinatura dell’intervento.
Vicenza 4 giugno 2011

Sono qui per parlarvi del mio ultimo libro “L’interiorità maschile. La solitudine degli uomini” da me riaperto dopo alcuni mesi dalla sua uscita per rintracciare, nelle pagine di questo mio lavoro, alcuni spunti che potessero collocarsi all’interno di questa importante manifestazione. Mi sono chiesto: “Sì, l’interiorità, una nelle parole più sfuggenti, più enigmatiche della nostra esistenza”.
Bimbi dimenticati in auto: quali spiegazioni? Padri e madri di fronte alle responsabilità | Anna Oliverio Ferraris
Pubblicato: 30 maggio 2011 Filed under: Famiglie, Maschile/Femminile, Minori, Salute mentale Lascia un commento »…. Entrambi questi padri erano molto affezionati ai loro bambini eppure per alcune ore si sono dimenticati di loro con conseguenze tragiche in entrambi i casi. Due fatti simili a così breve distanza di tempo colpiscono anche se, ovviamente, non si può generalizzare. Una causa possibile è il sovraccarico di impegni, lo stress, gli orari del lavoro, gli appuntamenti, la fretta che possono far passare in secondo piano alcuni impegni rispetto ad altri. A differenza di quella del computer, la memoria umana ha delle défaillance specialmente quando è sovraccaricata.
La domanda che molti si fanno è se potrebbe capitare una cosa del genere anche ad una madre. I meccanismi della memoria sono complessi – consapevoli e inconsci - e’ possibile che nel subconscio di una persona ci siano scale di priorità diverse: è più facile che per una donna, i bambini, specie se piccoli, vengano prima di tutto. Per un uomo, soprattutto se stressato e pressato dagli impegni, il lavoro può prendere il sopravvento.….
leggi tutto qui: Bimbi dimenticati in auto: quali spiegazioni? Padri e madri di fronte alle responsabilità | Anna Oliverio Ferraris.
USCIRE DAL BOZZOLO Negli anni ’60 e ’70 le donne sono protagoniste di una rivoluzione di genere. Oggi si raccontano in un testo, frutto di una lunga ricerca Ad Anghiari, il 7 e l’8 Maggio, LIBERA UNIVERSITA’ DELL’AUTOBIOGRAFIA
Pubblicato: 2 maggio 2011 Filed under: biografie, Ciclo di vita, Maschile/Femminile Lascia un commento »
USCIRE DAL BOZZOLO
Negli anni ’60 e ’70 le donne sono protagoniste di una rivoluzione di genere.
Oggi si raccontano in un testo, frutto di una lunga ricerca
Ad Anghiari, il 7 e l’8 Maggio
Negli anni Sessanta e Settanta, in un Paese che fino ad allora aveva sancito rigidamente ruoli sessuali e sociali ponendo vincoli alla loro libertà, le donne divengono protagoniste di una straordinaria rivoluzione di genere vissuta nelle più diverse dimensioni, dalla politica al rapporto di coppia, dalla cultura al lavoro, frantumando il “bozzolo” in cui le loro vite erano state rinchiuse.
Come li vedono oggi quelle giovani donne di allora?
Se ne parla ad Anghiari, in un convegno organizzato dalla Libera Università dell’Autobiografia, sabato 7 e domenica 8 Maggio al Teatro di Anghiari.
L’evento sarà aperto dall’onorevole Donella Mattesini, e da Stefania Bollettie sarà l’occasione per conoscere da vicino un lavoro di ricerca durato più di un anno.
Sono 126 le donne che in 10 città italiane, da Milano a Palermo, per un annohanno scritto e discusso su come stanno attraversando la loro “età matura”, e su come, e se, la ribellione di quegli anni possa gettare luce ancora oggi su una età da inventare, oltre nuovi copioni sociali.
Hanno scritto 900 testi autobiografici, un giacimento di storie, vissuti, riflessioni, sentimenti e scambi collettivi diventato una vera ricerca con le donne e sulle donne italiane che hanno cambiato le loro vite e con esse questo paese.
Attraverso la scrittura le donne hanno narrato cosa vuol dire per loro, adesso, autodeterminazione, liberazione, desiderio e quale responsabilità generazionale sentono verso le giovani di oggi.
La ricerca “ Re-inventare l’Età Matura” è stata sostenuta da enti pubblici, dallo SPI-CGIL, dalle stesse donne partecipanti ed è ora un libro, Molti modi di essere uniche, a cura di Barbara Mapelli, Lucia Portis, Susanna Ronconi, Stripes edizioni, Milano, che verrà presentato all’incontro.
Il 7 e 8 maggio, dunque, ad Anghiari, le donne ( e non solo!) si incontrano per rilanciare il loro presente, aprire al futuro e spiazzare ancora una volta nuovi e vecchi luoghi comuni.
Discutono con le donne presenti Anna Maria Crispino, Alba Orti, Marina Piazza, Grazia Zuffa.
Alle 18.30 per le strade e le piazze di Anghiari le donne dell’Associazione Donne di Carta daranno voce alle scritture delle protagoniste della ricerca.
Informazioni sul convegno: www.lua.it - segreteria@lua.it – tel. 0575 788847
Informazioni sulla ricerca: susanna.ronconi1@virgilio.it - tel. 339 4155985
dibattito in studio sulle famiglie italiane, eterosessuali e omosessuali, tra la deputata del Pd Paola Concia e il sottosegretario alle Politiche della Famiglia del Pdl Carlo Giovanardi, a partire dalle polemiche scatenate dal manifesto di Ikea raffigurante una coppia gay, in “Coffee Break”
Pubblicato: 29 aprile 2011 Filed under: Coppie omosessuali, differenze di genere, Famiglie Lascia un commento »Ugo Albano, “love supermarket” , dedicato alle strategie per trovare l’anima gemella
Pubblicato: 27 aprile 2011 Filed under: Albano Ugo, Ciclo di vita, Maschile/Femminile Lascia un commento »8 marzo: giovani donne in cifre
Pubblicato: 22 aprile 2011 Filed under: Lavoro, Maschile/Femminile Lascia un commento »In occasione della giornata internazionale della donna, l’Istat diffonde un approfondimento sulla condizione delle giovani donne italiane: livello di istruzione, tipologia di occupazione, uso del tempo, stili di vita e altre informazioni sulla vita quotidiana delle donne tra i 18 e i 29 anni.
I dati fanno riferimento al 2009 e al 2010.
Le informazioni su istruzione, mercato del lavoro e ruolo in famiglia sono tratte dalla media dei primi tre trimestri dell’indagine Forze di lavoro 2010.
Le motivazioni della permanenza nella famiglia di origine si riferiscono all’indagine multiscopo Famiglia e soggetti sociali, del dicembre 2009.
Il tempo dedicato al lavoro familiare si riferisce all’indagine multiscopo Uso del tempo svolta tra il 2008 e il 2009.
Gli altri dati si riferiscono all’indagine multiscopo Aspetti della vita quotidiana del 2010.
da: 8 marzo: giovani donne in cifre.
MASSAGGI CINESI – in LE INVASIONI BARBARICHE – 16/04/2011, LA7.it
Pubblicato: 16 aprile 2011 Filed under: corpo e psiche, Culture, Maschile/Femminile, prostituzione, sessualità Lascia un commento »
Uomini e donne. Istruzioni per l’uso, Uomini e donne Istruzioni per l’uso 12 e 19 aprile 2011 – ore 18 Sala Buzzati Via Balzan 3, angolo Via San Marco 21, Milano
Pubblicato: 6 aprile 2011 Filed under: Maschile/Femminile Lascia un commento »
| Uomini e donne Istruzioni per l’uso 12 e 19 aprile 2011 – ore 18 Prendendo ispirazione dal titolo di un film di Claude Lelouch del 1996, la Fondazione Corriere della Sera organizza un nuovo ciclo di incontri dedicato all’analisi del rapporto tra uomo e donna nel terzo millennio. Grazie al contributo di studiosi, intellettuali e linguisti si cercherà di compiere una prima riflessione su fatti e parole di un tema quanto mai attuale nella cronaca italiana. 12 aprile 2011 Franco La Cecla coordina 19 aprile 2011 coordina L’iniziativa fa parte di una serie di appuntamenti, I Martedì del Corriere della Sera, tavolo di discussione e di approfondimento su questioni che ogni giorno si propongono sulle pagine del quotidiano. Ingresso libero, solo con prenotazione (posti limitati) allo 02.87387707 oppure rsvp@fondazionecorriere.it |
Patrizia Romito, La violenza di genere su donne e minori. Un’introduzione, FrancoAngeli
Pubblicato: 4 marzo 2011 Filed under: differenze di genere, Violenza, Maltrattamento, Vittime e crimini Lascia un commento »| La violenza di genere su donne e minori. Un’introduzione | |||||||||
| Autori e curatori: | Patrizia Romito | ||||||||
| Contributi: | Micaela Crisma, Margherita De Marchi, Daniela Gerin | ||||||||
| Collana: | Politiche e servizi sociali | ||||||||
| Argomenti: | Infanzia, adolescenza - Donne, politiche di genere - Studi di genere | ||||||||
| Livello: | Studi, ricerche | ||||||||
| Dati: | pp. 192, 3a edizione, ampliata 2011 (Cod.1130.83) | ||||||||
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| In breve | Uno strumento di informazione o di aggiornamento per quei professionisti – medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali, magistrati, amministratori, operatrici delle Case e dei Centri anti-violenza – che lavorano in contatto con donne e minori che sono o sono stati vittime di violenze. | ||||||||
| Presentazione del volume: |
Dal 2000, anno in cui è stata pubblicata la prima edizione, questo libro è stato utilizzato per la formazione da centinaia di operatori socio-sanitari e delle forze dell’ordine, operatrici dei Centri anti-violenza e studenti e studentesse, contribuendo ad una miglior conoscenza delle violenze sulle donne e sui minori e delle strategie per contrastare le violenze e aiutare le vittime. Questa versione, integrata con alcuni nuovi capitoli, fornisce uno strumento aggiornato e flessibile, che unisce attenzione ai risultati delle ricerche più recenti, discussione delle questioni controverse e chiarezza nell’esposizione. Scritto in uno stile semplice, il libro è accessibile anche a chi, pur non essendo uno specialista, voglia informarsi, riflettere e agire in proposito. Patrizia Romito è professore associato di Psicologia sociale presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Trieste, dove insegna Metodologia della ricerca e Psicologia di comunità. Tiene anche un corso su “Violenza alle donne e ai minori: una questione di salute pubblica”, presso la Facoltà di Medicina. Ha fatto ricerca e insegnato in vari paesi europei, in Canada e negli Stati Uniti sui temi della maternità, della salute delle donne, e delle violenze. Oltre a numerosi articoli, ha pubblicato La depressione dopo il parto (Il Mulino, 1992), Violenza alle donne e risposta delle istituzioni (a cura di, FrancoAngeli, 2000), e Un silenzio assordante. La violenza occultata su donne e minori (FrancoAngeli, 2005), tradotto in numerose lingue. |
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| Indice: | Una premessa e molti ringraziamenti Introduzione (La violenza sessuale: le parole per dirla e i metodi per studiarla) La violenza sessuale (Stupro e aggressioni sessuali; La violenza su bambine e bambini; La reazione sociale alla violenza sessuale; Le leggi sulla violenza sessuale in Italia; Il ruolo della pornografia; La violenza contro le donne sul luogo di lavoro: le molestie sessuali) La violenza domestica (Cos’è la violenza domestica; Il coinvolgimento dei figli; Le violenze in gravidanza; Le violenze dopo la separazione; Ma perché non lo lascia? Psicologia femminile e risposta delle istituzioni; La forza delle donne; Gli strumenti legislativi per contrastare i maltrattamenti domestici; Una controversia: le donne sono altrettanto violente dei loro mariti?) I costi della violenza maschile (I costi economici e sociali; Le conseguenze della violenza sul benessere delle donne; Il ciclo della violenza; La storia di Maria) Gli uomini: resistenza e cambiamento (I programmi per partner violenti; Resistenze e cambiamento; Una nota di ottimismo) Cosa si sta facendo: misure per contrastare la violenza maschile (Centri anti-violenza, Case delle donne e Rifugi; Collaborazione tra Case delle donne e diverse agenzie; I progetti di uscita dalla prostituzione; Le iniziative che riguardano le forze dell’ordine) Conclusioni Referenze bibliografiche Prefazione alla nuova edizione 2000-2010: Cosa è cambiato? Micaela Crisma, Patrizia Romito, Il caso della Sindrome da Alienazione Parentale Patrizia Romito, Margherita de Marchi, Daniela Gerin, Le conseguenze della violenza sulla salute delle donne Patrizia Romito, Il silenzio e il rumore, L’occultamento delle violenze maschili contro le donne. |
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da: La violenza di genere su donne e minori. Un’introduzione.
Lella Costa, Ragazze nelle lande scoperchiate del fuori, Associazione Silvano Saladino, Teatro sociale di Como, 13 marzo 2011 ore 18
Pubblicato: 9 febbraio 2011 Filed under: Como, differenze di genere, Maschile/Femminile, Teatro Lascia un commento »Bilancio di genere, di Maria Adelasia Divona, Aggiornamenti Sociali n. 2, 2011
Pubblicato: 3 febbraio 2011 Filed under: Bilancio dello Stato, differenze di genere Lascia un commento »| Bilancio di genere | |
| Maria Adelasia Divona Sociologa, esperta in Pari opportunità dell’Agenzia regionale del lavoro del Friuli-Venezia Giulia |
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| Il bilancio di genere (BDG) è un’analisi che consente la rilettura dei bilanci degli enti pubblici in una prospettiva di genere. Ciò significa tenere conto delle differenze tra uomini e donne all’interno di un determinato contesto socioculturale, assumendo che i due generi ricoprono ruoli e responsabilità diversi, e che quello femminile sopporta una condizione di svantaggio soprattutto in funzione dei molteplici ruoli (moglie, madre, lavoratrice) e degli obblighi che tradizionalmente gli sono ascritti (i compiti di cura). È quindi necessario perequare le risorse in base al principio di pari opportunità per tutti in tutti gli ambiti della vita. | |
l’intero articolo in: Aggiornamenti Sociali.
Marco Inghilleri , Elisabetta Ruspini, Sessualità narrate. Esperienze di intimità a confronto
Pubblicato: 1 febbraio 2011 Filed under: FrancoAngeli, LIBRI NEWS, Maschile/Femminile, sessualità Lascia un commento »| Sessualità narrate. Esperienze di intimità a confronto | |||||||||||||||
| Autori e curatori: | Marco Inghilleri , Elisabetta Ruspini | ||||||||||||||
| Contributi: | Marco Alberio, Elisa A.G. Arfini, Costantino Cipolla, Sveva Magaraggia, Stefania Operto, Manuela Rossi, Luca Trappolin, Carla Turolla | ||||||||||||||
| Collana: | Generi, culture, sessualità – Saggi | ||||||||||||||
| Argomenti: | Sociologia dei processi culturali - Studi di genere | ||||||||||||||
| Livello: | Studi, ricerche | ||||||||||||||
| Dati: | pp. 176, 1a edizione 2011 (Cod.590.1.1) | ||||||||||||||
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| In breve | Di sessualità sappiamo (forse) molto ma anche molto poco. Questo volume vuole contribuire alla “rottura del silenzio” in tema di espressione della sessualità, proponendo suggestive riflessioni orientate a mostrare come la sessualità umana, prima di essere un fatto meramente biologico, sia soprattutto un canale di comunicazione con l’altro. | ||||||||||||||
| Presentazione del volume: |
Di sessualità sappiamo (forse) molto ma anche molto poco. Da un lato, di sessualità si parla troppo, sovente superficialmente. Pensiamo, ad esempio, al mondo mediatico, impregnato di discorsi, consigli, divieti, allusioni, metafore, immagini di taglio “sessuale”. Dall’altro lato, la sessualità è una tematica ancora insufficientemente indagata a livello scientifico, ad esclusione di “problemi” e stati “patologici” ad essa culturalmente associati. Questo volume vuole contribuire alla “rottura del silenzio” in tema di espressione della sessualità, proponendo suggestive riflessioni orientate a mostrare come la sessualità umana, prima di essere un fatto meramente biologico, sia soprattutto “qualcosa per qualcuno”, un canale di comunicazione, un correlato intenzionale di una soggettività conoscente. E, in questa accezione, non può essere concepita se non a partire dall’esperienza vissuta, che va interpretata e valorizzata. Le nostre esplorazioni, oltre a cercare di ridare voce a chi, in prima persona, è quotidianamente coinvolto in relazioni sessuate e sessuali (al di là di quanto le narrazioni istituzionali, pubbliche, mediatiche prescrivano), hanno come fine la lettura della relazione (pienamente, parzialmente oppure non percepita) tra soggettività e identità sociale, per comprendere come il mondo interiore si strutturi nella dialettica con il mondo esteriore, creando una circolarità dinamica fra individui, corpi, desiderio e cultura. Marco Inghilleri, psicologo psicoterapeuta e libero professionista, esercita in Padova. È presidente dell’Associazione Italiana di Psicologia e Sociologia Interattivo-costruttivista. È autore di vari contributi sulla costruzione dell’identità sessuale, personale e sociale. Tra le sue pubblicazioni: (con E. Ruspini, a cura di) Transessualità e scienze sociali. Identità di genere nella postmodernità (Napoli, 2008). |
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| Indice: | Costantino Cipolla, Prefazione Elisabetta Ruspini, Marco Inghilleri, Introduzione. I confini della sessualità tra pratiche discorsive stabilizzanti ed esperienze individuali (Norme, regole, dicotomie; Riempire, narrando, lo spazio tra amore e sesso; Bibliografia di riferimento) Parte I. Narrazioni istituzionali Stefania Operato, L’osservazione indiscreta. Uno sguardo sulle ricerche sociologiche riguardanti la sessualità e le sue trasformazioni (Introduzione. Scienze sociali e sessualità; “Così fan tutti”. Questioni di metodo della ricerca sociologica sulla sessualità; Dimmi come lo fai e ti dirò chi sei. La diffusione di dati e ricerche sulla sessualità tra scientificità e gossip; Le sessualità osservate e le sessualità negate: dimensioni e indicatori disponibili; Bibliografia di riferimento) Manuela Rossi, Elisabetta Ruspini, Sessualità e corso di vita. Narrazioni e prescrizioni mediatiche (Introduzione: sessualità come diretto (e piacere) adulto; Bambini sessuati e genitori preoccupati; Adolescenti tra trasgressione e controllo; Adulti: sesso a volontà, ma…; Anziani: l’amore non invecchia mai; Alcune conclusioni; Bibliografia di riferimento) Marco Alberio, Sveva Magaraggia, Dietro le quinte dell’eterosessualità (Introduzione; Il dibattito femminista; Il regime eterosessuale; L’azione performante dell’eterosessualità tra continuità e cambiamento; Raccontare e raccontarsi l’orientamento sessuale; Conclusioni; Bibliografia di riferimento) Parte II. Sessualità preferite, stigmatizzazione, “impossibili” Elisa A.G. Arfini, Corpi che non contano? Processi di desessualizzazione dei disabili e narrazioni personali (Introduzione: corpi che non contano?; Tra teoria e metodologia; Embodiment sessuale nelle disabilità fisiche; De-sessualizzazione dei corpi disabili; Conclusioni: sessualità alimentative, capitale corporeo e limiti della riflessività; Bibliografia di riferimento) Marco Inghilleri, Ritratti psicoterapeutici di “ordinarie sessualità estreme” (Introduzione; Premesse teoriche e metodologia; La semantica Bdsm; Ritratti di “ordinaria sessualità estrema”; Conclusioni; Bibliografia di riferimento) Luca Trappolin, Narrare l’orientamento omosessuale (Introduzione; Il coming out come struttura cardine del racconto di sé; La tipizzazione del racconto di coming out: la rappresentazione del closet; La tipizzazione del racconto di coming out: l’uscita del closet; Narrazioni alternative: le storie femminili; Narrazioni alternative: le nuove generazioni e l’omosessualità dei migranti; Conclusioni; Bibliografia di riferimento) Elisabetta Ruspini, Carla Turolla, A journej to wondersexland? Attraversare le sessualità trans (Introduzione. Il viaggio ha inizio; Prima tappa. Sessualità, sesso, genere; Seconda tappa. Sessualità e stereotipi; Terza tappa. Pudori e insicurezze; Per concludere; Bibliografia di riferimento) Notizie su autrici e autori. |
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da: Sessualità narrate. Esperienze di intimità a confronto.
MILANO IN PIAZZA SABATO 29 GENNAIO PER RACCONTARE UN’ALTRA STORIA ITALIANA
Pubblicato: 26 gennaio 2011 Filed under: ciclo politico 1994-2011, Culture politiche, differenze di genere, Milano Lascia un commento »
Claudio Risè, La tecnica al servizio della regressione
Pubblicato: 9 dicembre 2010 Filed under: aspirazioni, Bioetica e Biopolitica, Famiglie, Familismo amorale, Maschile/Femminile, Risè Claudio 1 Commento »Una messicana cinquantenne ha partorito la settimana scorsa un bambino concepito col seme del proprio figlio. Non si tratta però, tecnicamente, di incesto, ma delle possibilità dell’ingegneria genetica di realizzare i desideri. Il figlio della madre-nonna, infatti, è un imprenditore trentunenne omosessuale, e il bimbo è stato concepito in provetta con il suo seme e con un ovocita donato da un’amica. La donna ha offerto il proprio utero per farlo nascere. Una storia di dono e generosità.
La nonna voleva un nipotino, e l’ha avuto. L’uomo voleva un figlio, ed è accontentato. L’amica ha donato il suo uovo con piacere. Lo scenario, molto postmoderno, è quello di una molteplicità di desideri in sé difficili, realizzati attraverso la cooperazione di persone che si vogliono bene e della sapiente ingegneria riproduttiva.
In questa fiaba tecnoscientifica, che la nonna-mamma ha detto di essere ansiosa di poter raccontare al bambino per mostrargli questa sua storia così speciale e meravigliosa, c’è però un furto. Inequivocabile, sicuro, per certi versi autonomo delle variegate obiezioni morali che molti muoveranno a questo evento, e ai suoi protagonisti. Si tratta del furto della madre.
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segue qui:
Trailer italiano del film “Precious” di Lee Daniels, con Gabourey Sidibe, Mo’Nique, Paula Patton, Mariah Carey, Sherri Shepherd e Lenny Kravitz
Pubblicato: 25 novembre 2010 Filed under: Cinema e Film, Maschile/Femminile, Violenza, Maltrattamento Lascia un commento »Vai anche a:
GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE, nota e link di Haddouch Hafida
Pubblicato: 25 novembre 2010 Filed under: Culture, Maschile/Femminile, Violenza, Maltrattamento Lascia un commento »
Buongiorno,
volevo ricordare questa importante giornata e allego alcuni documenti che ho trovato,navigando su internet, che trovo particolarmente chiari ed interessanti al fine da capire la portata del fenomeno.
La ringrazio molto per la sua attenzione.
Buona giornata.
Haddouch Hafida.
25 novembre – GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
Questa giornata commemorativa risale alla morte delle tre sorelle dominicane MIRABAL, che il 25 novembre 1960 furono torturate,stuprate,e poi ammazzate dai servizi segreti militari.
In ricordo a queste tre donne,il 25 novembre si celebra la giornata internazionale contro le vittime della violenza su donne e bambini.
IL 25 novembre non bisogna ricordare solamente le tre sorelle assassinate ma anche le innumerevoli donne che sono vittime ogni anno della violenza maschile.
La violenza maschile nei confronti delle donne č ,a livello mondiale,la LESIONE PIU’ FREQUENTE DEI DIRITTI UMANI.
Link:
Uomini che non aiutano le donne
Pubblicato: 24 novembre 2010 Filed under: Famiglie, Maschile/Femminile Lascia un commento »….
CONFRONTI Il 98,9% delle donne con partner svolge ogni giorno un’attività legata alla famiglia, il 24,1% degli uomini non vi dedica neanche dieci minuti (la percentuale sale al 31% nelle coppie con donne non lavoratrici). Se si sommano lavoro a casa e lavoro d’ufficio, l’impegno complessivo della donna è di 9 ore e 10 minuti al giorno contro le 8 ore e 10 minuti dell’uomo. In presenza di figli il divario cresce: 9 ore e 28 minuti per le madri e 8 ore e 17 minuti per i padri (peggio al Sud: 9 e 55 contro 7 e 57).
SOLO Solo l’8% degli uomini svedesi e il 19% dei francesi non fa nulla in casa.
CUCINA Oltre il 90% delle donne lavoratrici cucina (tra le non occupate la percentuale è del 97,8%). Tra le occupate, l’82% ha l’incombenza delle pulizie di casa. Che spettano al 95% delle non occupate.
ITALIANI Uno studio Eurostat dimostra che gli uomini italiani in Europa sono quelli che in casa aiutano di meno.
VoceArancio » Blog Archive » Uomini che non aiutano le donne.
Istat, La divisione dei ruoli nelle coppie
Pubblicato: 24 novembre 2010 Filed under: Famiglie, Maschile/Femminile Lascia un commento »Nel 2008-2009 il 76,2% del lavoro familiare delle coppie è ancora a carico delle donne, valore di poco più basso di quello registrato nel 2002-2003 (77,6%).
Persiste dunque una forte disuguaglianza di genere nella divisione del carico di lavoro familiare tra i partner. L’asimmetria nella divisione del lavoro familiare è trasversale a tutto il Paese, anche se nel Nord raggiunge sempre livelli più bassi.
Le differenze territoriali sono più marcate nelle coppie in cui lei non lavora. L’indice assume valori inferiori al 70% solo nelle coppie settentrionali in cui lei lavora e non ci sono figli, e nelle coppie in cui la donna è una lavoratrice laureata (67,6%).
download qui:
Bonifacio Teresa, ANCHE DA VECCHIE Le donne nella Terza e Quarta Eta’, FrancoAngeli
Pubblicato: 24 novembre 2010 Filed under: Anziani, FrancoAngeli, LIBRI NEWS, Maschile/Femminile, Trieste 1 Commento »
ANCHE DA VECCHIE
Le donne nella Terza e Quarta Eta’
di Teresa Bonifacio
edito da FrancoAngeli
Interverrano Patrizia Romito, professore di Psicologia Sociale, Rita Siligato, critico letterario, Maria Tersa Squarcina, vicepresidente Associazione de Banfield
Mercoledì 1 dicembre, 17.30
Libreria Minerva, Via San Nicolo’ 20
Trieste
“Mai come nel nuovo millennio la donna è stata vista come giovane, giovane, giovane. Eppure,la maggior parte della popolazione femminile che abita il pianeta giovane non è. La tendenza a parificare la bellezza e la salute alla giovinezza è un fenomeno del nostro tempo, amplificato dai media e dalla ricerca scientifica che ci promettono l’eterna adolescenza. Come nelle favole, però, esiste la donna vecchia, con la sua vita già vissuta e quella ancora da vivere. Il sessismo e l’ageism (la discriminazione in base all’età) ne fanno un oggetto sgradevole, forse pericoloso, comunque imbarazzante. Anche da vecchie analizza in modo appassionato e appassionante tutte le sfaccettature della collocazione sociale delle donne anziane, con particolare attenzione ai fenomeni psicologici e sociali legati all’età. Il volume è frutto di un paziente lavoro di ricerca nelle principali banche dati della letteratura psicosociale, ma prende in esame anche i contributi di altre discipline, le rilevazioni statistiche e le più recenti relazioni dei principali organismi nazionali ed internazionali. L’obiettivo è quello di documentare la specificità della condizione anziana femminile, per come si presenta oggi e per come potrebbe presentarsi domani. È uno studio approfondito, chiaro
e positivo, che getta una nuova luce su un fatto naturale: tutti invecchiamo. Ma, come sempre, c’è chi invecchia più degli altri…”
Associazione Goffredo de Banfield
Via Fabio Filzi, 21/1
34132 Trieste
tel 040 362766
fax 040 774938
Roberto Saviano racconta Piergiorgio Welby e Mina Welby
Pubblicato: 16 novembre 2010 Filed under: Disabilità e Handicap, distrofia muscolare, Maschile/Femminile, Salute e Malattia, Televisione, Video 2 Commenti »L’INTERIORITA’ MASCHILE, LE SOLITUDINI DEGLI UOMINI, intervista a Duccio Demetrio, in Siamo Donne
Pubblicato: 14 novembre 2010 Filed under: Culture, Demetrio Duccio, LIBRI NEWS, Maschile/Femminile Lascia un commento »Intervista a Duccio Demetrio, professore ordinario di Filosofia dell’educazione e di Teorie e pratiche della narrazione all’Università degli studi di Milano-Bicocca, per l’uscita del suo nuovo libro edito da Raffaello Cortina:
L’INTERIORITA’ MASCHILE, LE SOLITUDINI DEGLI UOMINI
segue qui:
Vai a: L’INTERIORITA’ MASCHILE, LE SOLITUDINI DEGLI UOMINI | Siamo Donne.
Niki Vendola e Roberto Saviano sulla denigrazione morale della omosessualità
Pubblicato: 8 novembre 2010 Filed under: Maschile/Femminile, sessualità 6 Commenti »Televisione di cultura a VieniViaCoMe:
Niki Vendola e Roberto Saviano recitano gli elenchi della denigrazione morale della omosessualità e la violenza praticata sulle differenze:
- vai all’audio (e fai download per conservarlo nel corso del tempo: NVendola-VieniViaConMe-9nov10 – Playlist – DivShare.
LA MATERNITÀ ALL’EUROPEA RESPONSABILIZZA I PADRI di Daniela Del Boca e Silvia Pasqua, in LAVOCE.INFO
Pubblicato: 26 ottobre 2010 Filed under: Famiglie, Maschile/Femminile Lascia un commento »
Alessandra Cicalini, La “vecchiaia” difficile delle donne italiane – Blog di Stannah | Muoversi Insieme
Pubblicato: 18 ottobre 2010 Filed under: Cicalini Alessandra, Maschile/Femminile, Muoversi Insieme Stannah, Vecchiaia Invecchiamento Lascia un commento »…
Loredana Lipperini nella presentazione del suo Non è un paese per vecchie, uscito per Feltrinelli lo scorso settembre (nella foto a sinistra, la copertina del libro). Dopo essersi occupata delle bambine, un’altra categoria a suo giudizio piuttosto discriminata nella Penisola, la scrittrice e giornalista esamina la condizione riservata alle donne italiane una volta varcati i cinquant’anni. All’altra metà del cielo non è concesso mostrare le rughe né le valgono gli attributi di saggezza ed esperienza di solito associati alla fase matura dell’esistenza: solo i maschi anziani sono saggi, le donne tutt’al più sono nonne o velone. L’autrice, naturalmente, non si limita a lanciare aforismi provocatori, ma spiega quali sono le ragioni che renderebbero l’invecchiamento delle donne più duro di quello degli uomini.
segue
in: La “vecchiaia” difficile delle donne italiane – Blog di Stannah | Muoversi Insieme.
Duccio Demetrio, L’interiorità maschile. Le solitudini degli uomini, Raffaello Cortina editore, 2010, p. 280. Scheda di presentazione e recensioni di Paolo Ferrario, Ada Ascari, Giorgio Macario, Gabriele De Ritis
Pubblicato: 2 ottobre 2010 Filed under: Culture, Educatori professionali, Ferrario Paolo, Formazione Permanente, Laurea Sc. pedag., LIBRI NEWS, LUA Lib. Univ. Autobiogr., Maschile/Femminile, Raffaello Cortina, Saggi e Articoli, Servizi educativi 10 Commenti »Indice
Con sguardo preoccupato: Cronaca di un ‘idea
1. Maschi e uomini: Una specie interiore?
2. In un corpo di donna: Miti e storie
3. Figure d’uomo nel tempo: Quando Narciso è triste
4. La tragicità maschile: Nel labirinto, non si estingue l’eroe
5. In fuga da se stessi: L’epica della solitudine
6. Ritratti virili: Nobili d’animo e di silenzi
7. A scuola dalle donne: Esercizi per maschi affaticati
8. Un commiato incruento: Per dimenticare Giuditta
Prima pagina/Esordio:
Sembriamo non pensare: rivaleggiamo sempre
Lo sguardo è il mio. Osservo le persone affluire in biblioteca. Mi hanno invitato a parlare di maturità e immaturità. Le donne presenti sono una trentina, di età diverse. Gli uomini due o tre. Oltre i quaranta, mi pare. So già, ci scommetto, che tra costoro qualcuno poi alzerà la mano. Mi farà una domanda, tra il provocatorio e il saccente. I maschi non ammettono volentieri di assomigliare a Peter Pan. Segretamente, sanno però coltivarne con cura il mito. Il copione che mi si prepara è il consueto. Se saranno gli uomini a prendere la parola, ciò accadrà per ammiccare alle signore presenti che le loro battute meritano un applauso. Non le tesi del relatore. Mormoro tra me e me, intuendo l’imminente rituale: “Non c’è scampo, non cambieremo mai” …..
| dalla scheda dell’editore Raffaello Cortina: |
| In cosa consiste la vita interiore? Ed è davvero destituito di senso il luogo comune secondo cui gli uomini rifuggono ogni confronto con la propria interiorità? Che i maschi, nella grande maggioranza, siano poco disponibili alla riflessività, più protesi verso l’“esterno”, pare incontestabile. Evitano di porsi le domande più ineludibili, di confrontarsi con la sensibilità femminile, che include l’ascolto e la cura, temendo una crisi di immagine o di identità. L’importanza di riscoprire il valore antico della solitudine degli uomini, condizione senza la quale non si educa la propria interiorità, è il tema di questo libro, che suggerisce come perseguire una forma di virilità più problematica e profonda, e al tempo stesso più generosa ed eroica.Duccio Demetrio insegna Filosofia dell’educazione all’Università di Milano Bicocca. Nella collana Minima ha pubblicato, tra gli altri, Filosofia del camminare (2005), La vita schiva (2007) eL’educazione non è finita (2009 |
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Commenti alla lettura del libro:
- Il libro letto da Giorgio Macario:
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- Il libro letto da Ada Ascari:
- Il libro letto da Paolo Ferrario:
Riflessioni seguite alla lettura di: Duccio Demetrio, L’interiorità maschile. Le solitudini degli uomini, Raffaello Cortina, Milano 2010, p. 280
La scrittura di Duccio Demetrio è “eccentrica”, nel senso che parte dal bordo delle onde determinate dal sasso gettato nello stagno e procede per gradazioni e continui riverberi a una serie di centri. Il suo è un linguaggio per certi versi affabulatorio, e anche piuttosto seduttivo, che arriva ai punti nodali attraverso processi leggeri di avvicinamento che partono dall’esterno.
Qui si parla ancora di “maschile” in rapporto al “femminile”. Sappiamo che è un tema che ha una storia lunga, se la riferiamo a quella dell’umanità, ma recente se la riferiamo ai vissuti di tutti noi che siamo viventi del mondo contemporaneo, e in particolare dalla seconda metà del 900. Distinguo in questa storia una serie di fasi. La prima è quella collettiva, “estroversa” e movimentista del femminismo, anche con le sue ineluttabili traduzioni estremistiche, degli anni ‘70. C’è poi una fase “reattiva”, nella quale alcune psicologie (in Italia Claudio Risè) ripropongono un ritorno del maschile e ai suoi valori psichici, sia pure ridefiniti nel nuovo quadro culturale. Parte di questa ricerca proveniva da un letterato americano (Robert Bly) che parlava della necessità umana di “recuperare le nostre zone d’Ombra”. C’è ora una fase riflessiva e “introversa” a cui questo libro fornisce un contributo piuttosto importante e di solide fondamenta.
Tre fasi quindi, tre momenti di accentuazione delle problematiche che si dipanano attorno allo sviluppo del maschile e del femminile e quindi, inevitabilmente, anche dei rapporti intersoggettivi tra queste due dimensioni dell’esistere. Dentro questa storia ciascuno estrae gli oggetti che più hanno influenzato la propria esperienza. La lettura di questo libro mi ha fatto andare allo scaffale della memoria per mettere di nuovo sotto la lampada un testo che è cruciale sia per la mia biografia che per i miei studi. Si tratta di La donna e la sua ombra, maschile e femminile nella donna d’oggi (Emme edizioni, 1980, poi ripubblicato da Liguori) di Silvia Di Lorenzo, una grande psicanalista italiana. Da questo libro estraggo due citazioni di estrema attualità anche rispetto alla ricerca di Demetrio:
“Mi pare che il principale conflitto della donna di oggi consista nella sua esigenza di realizzare il proprio maschile interiore senza per questo perdere o svalutare il femminile nella sua vita cosciente” (p. 13)
e poche righe dopo aggiunge:
“Il maschile e il femminile sono, da sempre, le due polarità dialettiche essenziali della vita sia all’esterno nel rapporto tra uomo e donna dalla cui fecondità dipende la conservazione della specie, che all’interno come tensione dinamica tra gli opposti, il Logos e l’Eros che determina lo sviluppo trasformativo della personalità attraverso la nascita di una sintesi nuova”
A me questi due passaggi sembrano piuttosto cruciali e di significato durevole. Quando la De Lorenzo parla del conflitto della donna si potrebbe dire in modo speculare, come in uno specchio, che “il principale conflitto dell’uomo di oggi consiste nel realizzare il proprio femminile interiore senza per questo perdere o svalutare il maschile della sua vita cosciente”.
Mi sembra ci sia una simmetria tra la storia delle donne che in questi ultimi quaranta anni hanno sviluppato una propria strada sociale e psicologica talvolta a detrimento della propria funzione femminile, diventando in alcune professioni persone che si comportano “come uomini” nelle relazioni pubbliche, e quella degli uomini che sono diventati incerti e “morbidi” perdendo alcuni tratti di carattere maschili indispensabili anche per “stare bene” nella vita familiare e sociale. Il percorso da fare sta, forse, nella sintesi interpersonale tra queste due visioni: stare nel mondo con stili psicologici derivanti dalla elaborazione culturale dei due generi. E questo lo si fa costruendo giorno per giorno la relazione, facendola diventare sempre di più intersoggettiva.
Ma quale è il contributo originale e fecondo che Demetrio suggerisce per queste situazioni problematiche?
Il suo sguardo è quello di chi propone il compito di educare se stessi in tutte le fasi del ciclo di vita. Ed è piuttosto interessante il fatto che usa la stessa parola-chiave che Silvia De Lorenzo utilizzava nel 1980: “interiorità”.
Questo è il concetto che sta al centro della sua riflessione e viene riproposto in moltissimi modi e con diverse strategie argomentative e testuali. Un esempio:
“Interiorità è pensare, custodire intimità è avere una memoria alla quale poniamo domande, è tutto quanto non può sfuggire alla coscienza” (p. 15)
Qui l’interiorità viene connotata come capacità di guardarsi dentro e valorizzare il proprio ricordo, ossia il proprio tempo di essere vivente.
In un altro punto il tema dell’interiorità è raccontato in questo modo:
“è l’infinito dentro di noi e per andare verso l’infinito si deve avere il mondo dentro di sé. Bisogna essere fatti di mondo per poter ispezionare con qualche successo e speranza il mondo” (p. 55/56)
E queste parole Demetrio le dice in modo corale con il filosofo Giovanni Reale. Qui la prospettiva è quella di elaborare una interiorità che unisca la finitezza e l’infinito.
Un altro elemento estremamente interessante e coinvolgente di questo libro è il percorso analitico attraverso cui arriva a costellare il tema dell’ educarsi alla interiorità. Mi riferisco alla parte in cui vengono esposte al lettore immagini pittoriche corredate da testi letterari e elaborazioni sotto traccia dello stesso Demetrio: sono bambini, adolescenti, uomini adulti. Percorriamo qui una varietà di profili biografici: l’indocile, un bambino che si ribella all’educazione, il predestinato, l’innocente, la sentinella, lo scriba, il sognatore, il poeta dal colletto bianco, l’eremita, il pilota di alianti, il canonico libertino, il padre taciturno, il seduttore svogliato, il mendicante, lo schiavo d’amore, l’invitto. Sono figure rappresentative di modi di essere che per Demetrio diventano tipi di persone attraverso cui meditare e rafforzare con prove il suo ragionamento sul processo di coltivazione della propria interiorità. E la stessa operazione analitica viene effettuata con alcuni miti greci particolarmente pertinenti per la sua proposta: Perseo, Orfeo, Chirone sono figure mitologiche rappresentative di modi diversi attraverso cui l’uomo perviene a curare, coltivare, elaborare una propria interiorità. Rappresentazioni pittoriche e personaggi mitici vanno a comporre sottili e raffinate tipologie umane e riverberano attorno a loro suggestioni e significati che portano Demetrio a sostenere con passione esistenziale la proposta educativa di concentrarsi sul tema dello sviluppo dell’interiorità come compito dell’uomo di oggi.
Un elemento che mi sembra interessante sottolineare è che questa elaborazione Demetrio la sta facendo da più di 10 anni. Basta scorrere alcuni titoli dei suoi libri: L’educazione interiore del 2000, ancora prima L’elogio dell’immaturità del1998, La filosofia del camminare del 2005; La vita schiva del 2007; L’ascetismo metropolitano del 2009. Può non colpire in un autore così prolifico questa coincidenza temporale? La collego al fatto che essendo tra l’altro noi quasi della stessa generazione, siamo entrambi entrati in quella fase del ciclo di vita che chiamo della prevecchiaia, ossia quella età in cui si ha la possibilità di guardarsi indietro e si ha anche uno sguardo sul nostro presente più pacato, più sopito, più meticoloso nel vedere le zone inespresse della personalità , nell’autocriticare alcuni comportamenti in modo leggero. Trovo estremamente densa di potenzialità la prospettiva di guardarsi dentro per ritrovare tracce rimosse e continuare a crescere sotto il profilo psicologico e formativo.
L’ altro elemento rilevante di questa ricerca è la distinzione che Demetrio fa tra il “maschio” e l’”uomo”: in questo scarto fra le due configurazioni esistenziali c’è un compito evolutivo da percorrere. Il maschio deve farsi uomo attraverso un percorso di interiorità, cioè di introversione, come direbbe Carl Gustav Jung: la strada è quella di un ritorno dentro di sé, pur senza perdere il contatto con il mondo esterno.
Gli attributi caratteriali del maschio sono così rappresentati:
maschi che si uccidono fra di loro, maschi che si misurano in base alla forza e alla debolezza, maschi che abbandonano chi un istante prima idolatravano, maschi che si vantano di imprese cruente, maschi che rinascono dalle proprie ceneri già in armi, maschi che usano il bene comune delle libertà per asservire e concedersi licenze, maschi che non possono stare senza sconfitti, vittime e clientele, maschi che non sanno cosa sia il senso di colpa (p.26)
e così via tutta una serie di aspetti , connotazioni negative degli attributi del maschile.
Viceversa il percorso verso la vita interiore, il passaggio dal maschio all’uomo è così rappresentato:
Uomini che salgono e scendono le scale più impervie contandone i gradini in silenzio, uomini che a testa alta pongono a se stessi domande sensate, uomini che non cessano di riprodursi ogni volta in controcorrente, uomini che conoscono il sapore della libertà come segreta ricchezza, uomini che vogliono essere soli per sentirsi maschi diversi, uomini che non sono tentati dall’istinto di opprimere chicchessia (p. 45/46)
Questi in sintesi mi sembrano essere i valori di questo libro: un forte punto di vista che parte dal paradigma educativo, cioè quello attraverso cui la persona modifica se stessa attraverso processi di apprendimento. Trovo che il paradigma educativo sia molto tangenziale con quello psicologico però occorre riconoscere che in quello educativo è molto presente un lavoro di apprendimento. Ed è per questi motivi che Demetrio propone alla fine del testo una serie di “esercizi autoeducativi” orientati alla ricerca di una propria personalissima “centratura” interiore per trovare le strade più adatte a definire meglio il proprio profilo esistenziale di essere uomini dentro questa modernità che ci mette al confronto con il mondo psicologico e relazionale delle donne.
I percorsi suggeriti sono questi. Avvicinarsi al linguaggio poetico, facendosi coinvolgere dalla musicalità delle parola e lasciandosi andare alla poesia come linguaggio autonomo capace esso stesso, attraverso la sola forza delle immagini, di creare nuovi effetti di senso, nuovi significati.
Il secondo esercizio consiste in un lavorio di autocoscienza alla vita interiore dedicandosi agli interrogativi che costellano i dilemmi dell’esistere, la morale, la consapevolezza delle proprie azioni e le relative conseguenze. Il suggerimento è quello di usare il silenzio assieme al piacere della conversazione intersoggettiva.
Giova a questa azione autoeducante praticare i gesti del camminare all’aria aperta (e questo è il terzo esercizio), ma con un taccuino ed una matita. La proposta è chiara e concreta: scrivere un diario, raccontarsi senza avere paura di raccontarsi.
Sono suggerimenti che vengono da lontano. Vengono dalla riattualizzazione matura di quando eravamo bambini sognanti e desiderosi di crescere.
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Gabriele De Ritis, Ciò che sono diventato. Al di là e oltre ciò che credevo di essere.
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opere esemplari a dire in breve di cosa io stia parlando. Mi limiterò, per brevità, ad elencarle: ad esse ho affidato la mia riflessione negli ultimi dieci anni. Grazie ad esse, ho potuto pensare la mia esperienza e verificare cosa io stessi diventando, ma soprattutto cosa sono stato, al di là di quello che credevo di essere:
ROBERTA DE MONTICELLI, L’ordine del cuore. Etica e teoria del sentire, GARZANTI 2003
ROBERTA DE MONTICELLI, La novità di ognuno. Persona e libertà, GARZANTI 2009
VITO MANCUSO, La vita autentica, RAFFAELLO CORTINA EDITORE 2009
DUCCIO DEMETRIO, L’interiorità maschile. Le solitudini maschili, RAFFAELLO CORTINA EDITORE 2010
Soprattutto Duccio Demetrio mi porta a pensare di non essere mai diventato – e di non poter essere – un ‘maschio selvatico’: io credevo di esserlo, che lo sarei diventato, addirittura che al fondo della mia coscienza quello ero stato. In realtà, la mia invincibile timidezza mi ha portato a condurre una vita schiva, per cui i limiti e le debolezze proprie della timidezza si sono tradotte con il tempo in sentimenti e virtù riconducibili alla vita schiva.
in: http://www.gabrielederitis.it/?p=8939
Zoja, L. Centauri. Mito e violenza maschile, Editori Laterza
Pubblicato: 9 settembre 2010 Filed under: LIBRI NEWS, Maschile/Femminile Lascia un commento »Zoja, L.
Centauri. Mito e violenza maschile
Argomento: Attualità, Psicologia
Centauri: esseri duali. Non solo uomo e cavallo, ma anche una doppia natura: saggi e guaritori, violenti e stupratori. L’identità maschile è scissa fra un’anima animale e una civilizzata, ben più di quanto lo sia quella femminile. È una identità precaria e recente, frutto di una breve evoluzione. Nel pieno della postmodernità, è quel lato ‘rimosso’ a riemergere, quella natura animale, simboleggiata dal cavallo. Come nel mito, irrompono le patologie sopite quale lo stupro di gruppo, sconosciuto alle specie animali, testimone di una incapacità di relazione risolta spesso con aggressività. Luigi Zoja, psicoanalista di fama internazionale, si confronta con i temi ineludibili della violenza e della duplicità maschile e scopre negli archetipi i segni dell’oggi.
Gianna Schelotto (2010) Un uomo purchè sia, Mondadori | TartaRugosa
Pubblicato: 1 settembre 2010 Filed under: Maschile/Femminile, sessualità Lascia un commento »….
Donne “girasole” è la bella definizione adottata da Gianna Schelotto per descrivere quelle ”amanti eternamente deluse … non soltanto perché girano da sole, ma anche perché hanno fatto degli uomini gli astri intorno ai quali ruotare, svalutando tutto il resto”.
La nota psicologa specializzata in terapia della coppia e collaboratrice per numerosi quotidiani e settimanali, presenta in questo libro alcune storie di donne e dei loro amori infelici, della ostinata pervicacia con cui inseguono progetti amorosi destinati al fallimento e l’immancabile coazione ad iniziare storie nuove con epiloghi già tristemente conosciuti.
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l’intero articolo qui:
Claudio Risè, Ronaldo, papà solo. O solo papà? :: July :: 2010
Pubblicato: 20 luglio 2010 Filed under: Famiglie, Maschile/Femminile, padri, PMA Procr Med Ass, Risè Claudio, sessualità Lascia un commento »Nel dibattito pubblico sembra che non sia necessaria la presenza di un padre e di una madre, per educare. Sono considerati come dei ruoli.
È in atto da anni una massiccia campagna di persuasione sull’inutilità della coppia genitoriale. La sua funzione può essere svolta, secondo questa tesi, da una o più persone, non importa di quale sesso, e non necessariamente legate al processo che ha portato alla generazione del bimbo. La tesi è essenzialmente funzionale all’avvento della società post-naturale, con elementi sempre più spesso ed ampiamente “fabbricati” (anche riferiti all’essere umano), e organizzata sempre più secondo dispositivi burocratici (autorizzazioni amministrative, legislative, o giudiziarie). Piuttosto che secondo i processi naturali e simbolici, che hanno tradizionalmente ed universalmente presieduto alla trasmissione della vita e della crescita dell’essere umano.
Diario di bordo :: Ronaldo, papà solo. O solo papà?
Dossier “Donne pubblico impiego: equiparazione età pensionabile”
Pubblicato: 15 giugno 2010 Filed under: Maschile/Femminile, Pensioni, Pubblica Amministrazione Lascia un commento »A seguito della sentenza della Corte europea che condanna l’Italia per discriminazione tra uomo donna in materia di età pensionabile, il Consiglio dei Ministri del 10 giugno scorso ha approvato una norma che innalza l’età pensionabile delle donne del pubblico impiego a 65 anni a partire dal 1° gennaio 2012.
La norma prende la forma di un emendamento da presentare in sede di conversione del decreto- legge sulla manovra finanziaria anti-crisi attualmente all’esame del Senato. Il sacrificio che l’Europa chiede alle dipendenti statali italiane sarà compensato da un investimento nei servizi alla famiglia, nelle strutture per l’infanzia e nella non-autosufficienza. Ho chiesto e ottenuto – ha dichiarato il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri – che i risparmi liberati dall’innalzamento dell’età pensionabile siano destinati a interventi reali che permettano alle lavoratrici di conciliare con meno difficoltà la vita professionale con quella familiare. L’equiparazione – ha tenuto a precisare il ministro del Lavoro e delle politiche sociali Maurizio Sacconi – riguarda unicamente le dipendenti del settore pubblico. Da qui al 2019 saranno, secondo i calcoli del Ministro del Lavoro, circa 25 mila le donne interessate.
Dossier “Donne pubblico impiego: equiparazione età pensionabile”
spetta al Parlamento, nell’esercizio della sua piena discrezionalità, individuare le forme di garanzia e di riconoscimento per le unioni fra persone dello stesso sesso, Sentenza della Corte costituzionale n. 138, 2010
Pubblicato: 17 aprile 2010 Filed under: diritto famiglia, Maschile/Femminile, sessualità, Unioni civili Lascia un commento »
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Vietare il velo per legge può dare buoni risultati di Khaled Fouad Allam, in Il Sole 24 Ore» del 7 aprile 2010
Pubblicato: 7 aprile 2010 Filed under: Culture, Culture politiche, Europa, islamismo, Maschile/Femminile 1 Commento »Molti paesi europei si apprestano a legiferare sulla questione del velo islamico; tra questi il Belgio, che ha già votato per il divieto di indossarlo in pubblico. Il governo francese, che è stato il primo a porre il problema del velo integrale (burqa), si è visto rispondere dal Consiglio di stato di affrontare il problema con più prudenza e di non vietarlo totalmente. Il Italia la questione approderà tra poco in Parlamento.La disparità nel trattamento giuridico della questione del velo tra i diversi paesi europei dimostra la complessità e la difficoltà di trovare una soluzione definitiva alla questione. In effetti, il trattamento giuridico del velo – nella sua ipotetica accezione di simbolo religioso dell’islam – pone in contraddizione libertà pubblica e libertà religiosa: come non far apparire il divieto del velo come una legge contro l’islam e le popolazioni musulmane? Sul piano dei protagonisti, il paesaggio è molto diviso: alcuni, come ad esempio Tarek Ramadan, affermano che una legge in proposito sarebbe controproducente, e che la migliore soluzione sia quella di un lavoro sociale e pedagogico presso le popolazioni musulmane. Ma il lavoro pedagogico è lento, richiede tempo, un’organizzazione capillare e la formazione del personale di culto che oggi è quasi inesistente in Europa; mentre la questione è urgente, perché si assiste alla crescita esponenziale dell’uso del burqa nelle grandi agglomerazioni urbane europee.
Il velo suscita dunque una grande questione per l’Europa, perché pone il problema della riformulazione dell’assetto democratico; ed è su questa base che si deve ragionare. Perché la democrazia non consiste soltanto nel diritto di voto e nell’alternanza tra i diversi segmenti politici: uno dei fondamenti della democrazia moderna è l’eguaglianza, non limitata alla sfera economica ma estesa ai rapporti di genere. Almeno su questo punto gli esperti sono d’accordo: il velo non è un simbolo religioso. Il corpus dei testi dell’islam – il Corano e la Sunna (tradizione profetica) – non lo menziona mai in tal senso.
Quello del velo è un codice culturale che ho vissuto personalmente: a casa di mio nonno uomini e donne mangiavano in luoghi separati; e quando le donne dovevano uscire, quasi come un riflesso condizionato, indossavano un velo bianco chiamato hayk. Da bambino non capivo il significato di tutto ciò, lo accettavo passivamente perché è proprio di una tradizione culturale il fatto di ripetersi inesorabilmente nel tempo. Solo in seguito, con gli anni, capii che il velo rappresentava una frontiera: non solo una frontiera tra pubblico e privato, ma anche una frontiera che incarnava un rapporto di dominazione, il potere degli uomini sulle donne.
Nella cultura patriarcale, come ci ha insegnato Germaine Tillion nel suo saggio L’harem et les cousins, i rapporti di dominazione si basano sulla paura, e il contatto con il mondo esterno rappresenta la possibilità di perdere il controllo sull’universo femminile. Il controllo sulla sessualità è dunque di primaria importanza: la donna deve nascondersi per non suscitare il desiderio. Mantenere l’uso del velo significa dunque riprodurre la catena perversa di un rapporto di dominazione, un rapporto che spezza il fondamento della democrazia, vale a dire l’eguaglianza tra gli esseri umani al di là del sesso e dell’origine etnica.
In alcuni casi il diritto può avere una virtù pedagogica, può aiutare i popoli a cambiare, ad adattarsi alle condizioni socioculturali di un altro luogo: perché la democrazia richiede il vivere insieme, e il diritto è uno strumento per costruire il vivere insieme. Operò in questo senso, oltre cinquant’anni fa, un politico tunisino: nel 1956 l’allora presidente Habib Burghiba, richiamandosi ad un principio e dovere del l’islam – l’igtihad – vietò il matrimonio poligamico promulgando un legge in tal senso. All’epoca egli infranse un tabù, aprendo alle donne del suo paese uno spazio di libertà e una nuova condizione di eguaglianza.«Il Sole 24 Ore» del 7 aprile 2010
Editoriali & altro …: Vietare il velo per legge può dare buoni risultati
Come reagire all’ideologia del «genere» ? di Paola Ricci Sindoni, in Avvenire» del 23 marzo 2010
Pubblicato: 23 marzo 2010 Filed under: Maschile/Femminile Lascia un commento »Per un paradosso culturale e storico il femminismo radicale di marca anglosassone (ma non solo), che ereditava dal suo glorioso passato la rivendicazione orgogliosa della differenza tra i sessi, ha ormai accolto l’idea dell’uguaglianza di genere, vista come definitivo affrancamento dal peso della biologia (che determina naturalmente chi è femmina e chi è maschio), in nome di una vittoria della libertà individuale che può decidere di volta in volta il suo orientamento sessuale. Dal canto suo la Chiesa, da sempre bersagliata come portatrice di pratiche maschiliste e di utilizzazione generica dell’uguaglianza come strumento di potere del più forte, è oggi la voce più forte della differenza tra i sessi, come risorsa antropologica ed etica. Come è potuto accadere tutto questo? Chi voglia chiarirsi le idee di questo complicato intreccio, che ha degli inquietanti risvolti sul piano dei costumi e del senso comune, prenda in mano un agile libro a firma di una giovane storica, Giulia Galeotti (Gender- Genere. Chi vuole negare la differenza tra maschio- femmina? L’alleanza tra femminismo e Chiesa cattolica, edizioni Viverein), che con linguaggio chiaro e convincente ci conduce dentro i complicati meandri di questa strana avventura culturale del ‘gender’,
segue qui:
Editoriali & altro …: Come reagire all’ideologia del «genere» ?
Antonio d’Aloia, La tormentata ipotesi del matrimonio tra persone dello stesso sesso davanti alla Corte Costituzionale, in Forum di Quaderni costituzionali
Pubblicato: 22 marzo 2010 Filed under: Diritto Costituzionale, diritto famiglia, Maschile/Femminile, sessualità Lascia un commento »Stalking, crescono le denunce – Il blog ufficiale di Moduli.it – Moduli.it
Pubblicato: 10 marzo 2010 Filed under: Famiglie, Maschile/Femminile, Violenza, Maltrattamento Lascia un commento »Ad un anno dall’entrata in vigore del D.L. 23 febbraio 2009, n.11 (cd decreto “antistupri”), che ha istituito nel nostro ordinamento il reato di stalking, sono 5.200 le denunce (+25%) e oltre 1.000 gli arresti effettuati; un quarto delle vittime sono uomini. Lo rende noto il Ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna.Ricordiamo che il decreto legge n.11/2009 (convertito nella legge 23 aprile 2009, n.38) ha introdotto la “reclusione da sei mesi a quattro anni per chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”.Contro il reato si procede d’ufficio solo se commesso nei confronti di minori o di persone disabili, in tutti gli altri casi è necessario che la vittima sporga querela entro 6 mesi dai fatti.
L’INTERA SCHEDA QUI: talking, crescono le denunce – Il blog ufficiale di Moduli.it – Moduli.it
Gendercide, il genocidio di genere: Cina e India responsabili di un genocidio di genere, denuncia l’«Economist» di Pierluigi Battista
Pubblicato: 10 marzo 2010 Filed under: Culture, Culture politiche, Maschile/Femminile Lascia un commento »Sarà indelicato, tra le mimose dell’ 8 marzo, cercare almeno per un giorno di riflettere sulle cifre sconvolgenti del Gendercide, il genocidio di genere denunciato dall’ ultima copertina dell’Economist? E sarebbe anche il caso di ripetere la stessa domanda che, ricorda il Foglio, venne formulata già sette anni fa sull’organo di stampa più autorevole dell’establishment anglosassone, il Financial Times: «Dove sono andate a finire tutte le ragazze?». Scomparse, inghiottite nel nulla, costrette a non nascere con le procedure di sterminio dell’aborto selettivo e dell’eugenetica di Stato. Cento milioni di bambine sacrificate. «163 milioni di bambine mancanti in Asia», secondo i dati della Conferenza asiatica sui diritti riproduttivi. Se non è genocidio di genere, come altrimenti definire questa ecatombe di dimensioni apocalittiche? Si dice che in Cina e nell’India del Nord per ogni 120 maschi nascono solo 100 femmine, mentre la media mondiale è di 103-106 maschi ogni 100 femmine. Se non è il destino, il caso, la sorte, la coincidenza, come mai mancano all’ appello almeno 15 femmine per ogni centinaio di nati maschi in quella parte del mondo? E se è aborto eugenetico di massa, quale altra violazione di diritti umani fondamentali è paragonabile a questo massacro silenzioso, a questa emergenza umanitaria trascurata o misconosciuta se non da tutti, da molti di noi (chi scrive compreso)? Non è nemmeno una tragedia della povertà, un orrore dell’ arretratezza. A Taiwan e Singapore non si muore di fame e l’Economist nota che «in Cina e in India le aree con le peggiori statistiche demografiche sono quelle più ricche e istruite».
SEGUE QUI: Editoriali & altro …: Quei cento milioni di bambine scomparse
Stalking, la legge compie un anno, Ministero Dell’Interno – Notizie
Pubblicato: 26 febbraio 2010 Filed under: Famiglie, Maschile/Femminile, sessualità, Violenza, Maltrattamento Lascia un commento »Stalking, la legge compie un anno
Sono 5.200 le denunce e oltre 1.000 gli arresti effettuati secondo i dati riferiti dal ministero per le Pari opportunità: ancora le donne i soggetti più esposti
Compie un anno il cosiddetto decreto antistupri (decreto legge 23 febbraio 2009, n.11), che ha istituito nel nostro ordinamento il reato di stalking. E i dati forniti dal ministero della Giustizia – riferiti dal ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna che ha voluto fare il punto della situazione – parlano di una forte crescita (25%) delle denunce, che ammontano a 5200 a fronte di oltre 1000 arresti effettuati.
Le donne, che secondo i dati della Polizia criminale dell’ottobre 2009 erano l’80% delle vittime di stalking, rimangono i soggetti più colpiti, ma c’è da notare che circa il 25% delle segnalazioni e delle denunce provengono da uomini, che risultavano nell’ottobre scorso l’87,14% degli autori delle molestie.
Ad un anno dalla loro entrata in vigore le norme, ha sottolineato il ministro Carfagna, si sono rivelate non soltanto uno strumento di difesa da comportamenti persecutori, ma, soprattutto, uno strumento di prevenzione, consentendo di intervenire anche contro semplici minacce reiterate, prima che possano sfociare in reati più gravi.
Il decreto legge n.11/2009 (convertito nella legge 23 aprile 2009, n.38) ha introdotto, infatti, accanto a nuove misure in tema di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, una disciplina organica in materia di atti persecutori, lo stalking, appunto, reato che si configura in ogni atteggiamento violento e persecutorio, insistente, che costringe la vittima a cambiare la propria condotta di vita.Perchè è importante denunciare
Per il reato di stalking è prevista anche la reclusione da 6 mesi a 4 anni. Contro il reato si procede d’ufficio solo se commesso nei confronti di minori o di persone disabili, in tutti gli altri casi è necessario che la vittima sporga querela entro 6 mesi dai fatti. È possibile, inoltre, prima di querelare, chiedere un provvedimento di ‘ammonimento’ da parte del questore.
Ministero Dell’Interno – Notizie









