BANDO DI GARA PER LA GESTIONE DI SERVIZI RIVOLTI A MINORI – SERVIZIO DI SEGRETARIATO SOCIALE Comuni di Castellanza – Gorla Maggiore – Gorla Minore – Marnate – Olgiate Olona – Solbiate Olona – Fagnano Olona


Alessandra Augelli, Erranze. Attraversare la preadolescenza, vince la prima edizione del Premio Riccardo Massa

Alessandra Augelli, giovane pedagogista lombarda, vince la prima edizione del Premio Riccardo Massa. Il saggio, Erranze. Attraversare la preadolescenza, affronta il tema della preadolescenza con uno sguardo fenomenologico-esistenziale.

Stamattina, alla presenza, tra gli altri, della preside della Facoltà di Scienze della Formazione, Silvia Kanizsa, del direttore del Dipartimento di Scienze Umane, Mario Barenghi, del prorettore Susanna Mantovani e dei pedagogisti Duccio Demetrio,Mariangela GiustiAnna RezzaraStefania Ulivieri e Franco Cambi, si è tenuta la cerimonia di premiazione.

 «Augelli unisce un ottimo rigore scientifico a una trattazione accattivante che rinnova temi conosciuti in letteratura con la freschezza delle parole degli stessi preadolescenti incontrati durante vari laboratori – si legge nelle motivazioni del Premio -. Il periodo preadolescenziale è paragonato a un viaggio di cui il viaggiatore conosce la meta (l’età adulta) ma non il percorso; non sa a quali cambiamenti andrà incontro, quali prove dovrà affrontare per arrivarci, non sa quale sarà il risultato finale. Un altro elemento d’interesse è costituito dall’analisi di come il preadolescente vive questo periodo della vita emotiva e sociale e del confronto coi pari, nel quale è importante avere amicizie, ma anche scandagliare, analizzare, riflettere su aspetti della vita per prendere decisioni e affermare se stessi. Da qui la necessità di avere spazi e tempi che gli permettano di riflettere su di sé (oltre che con gli amici anche in solitudine) e la richiesta non sempre esplicitata, ma presente, di confrontarsi con figure adulte. Il testo termina con un capitolo denso sulla figura dell’adulto che è stimolato a porsi in ascolto e in cammino insieme al giovane così da poterlo sorreggere e aiutare nei momenti di difficoltà. Un’opera che si distingue per originalità e chiarezza e che si colloca a pieno titolo, per altro, nella scia delle ricerche di Riccardo Massa sulla condizione adolescenziale e giovanile». 

Alessandra Augelli, docente di Laboratorio “Lavoro di rete” e cultore di Pedagogia generale, Pedagogia sociale e Pedagogia della Famiglia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Sede di Piacenza, svolge attività di formazione sui temi dell’affettività e della relazionalità, privilegiando le metodologie narrative ed autobiografiche.

Pedagogia, l’Università di Milano-Bicocca ha assegnato il Premio Riccardo Massa – Università degli Studi di Milano-Bicocca.


Perchè raccontare le fiabe ai bambini | di Luciana Quaia in Muoversi Insieme, dicembre 2011

“Tanto, tanto tempo fa …”, la fiaba era di tutti.
Intere generazioni di adulti hanno amato e sono state affascinate dalla magia dei racconti fantastici che, tramandati a voce, hanno diffuso fino ai nostri giorni il patrimonio della tradizione e i contenuti dell’immaginario collettivo costruiti in secoli di narrazione.
Quando la fiaba diventa dei bambini? E perchè è altrettanto importante per la psiche adulta?

leggi l’intero articolo qui: Perchè raccontare le fiabe ai bambini | Muoversi Insieme.


Il Servizio Spazio Neutro di Palermo

Il Servizio Spazio Neutro è preposto a garantire “il diritto di visita e di relazione”.

A partire dal dicembre 2000, con l’utilizzo dei fondi provenienti dalla legge 285/97

“per l’infanzia e l’adolescenza”, nel Comune di Palermo è stato istituito un servizio

Spazio Neutro con la finalità di garantire tale diritto.

Tale azione, è elettivamente diretta alle famiglie, poiché rappresenta uno strumento

atto a realizzare la cura e il potenziamento delle relazioni intra – familiari in situazioni

in cui la famiglia attraversa uno stadio del proprio ciclo di vita fortemente

condizionato dall’evento separativo, tanto da attivare modalità comunicative e

relazionali improntate ad un elevato livello di conflittualità.

segue qui: http://www.attivitasociali.palermo.it/document/bandi/ptia14/all3_spazio_neutro_int_19A.pdf


Minori stranieri non accompagnati, Cittalia-Anci presentano i numeri del rapporto 2011

Nel Rapporto emerge il dato secondo cui i comuni con minori contattati o presi in carico sono 845 su 5951, ovvero il 14,2 per cento. Nel 2010 i minori assistiti per più di un mese sono stati il 59 per cento mentre diminuisce il dato sugli allontanamenti. Se infatti nel 2006 sei minori su dieci si sono allontanati, nel 2010 il dato scende: solo tre su dieci. La prima settimana di accoglienza si rivela essere quella più problematica, per questo motivo – sottolineano gli esperti intervenuti alla presentazione del Rapporto – è nella prima fase dell’accoglienza che bisogna intervenire con maggiore efficacia. Nell’accoglienza dei minori un ruolo decisivo è svolto anche dal Programma nazionale di protezione dei minori stranieri non accompagnati, finanziato dal Ministero del lavoro e realizzato dall’Anci, attivo dal 2008. Infatti nei 32 comuni coinvolti nel Programma sono 351 i posti disponibili, mentre 2652 sono stati i minori accolti e 140 quelli affidati a famiglie sia straniere che italiane. Se nel 2008 solo il 36 per cento dei minori sono stati affidati, nel 2010 la percentuale cresce arrivando fino al 65 per cento. Questo significa che è necessario puntare non solo sulla prima fase dell’accoglienza per ridurre gli abbandoni ma anche sul sistema dell’affido una modalità qualificata di accoglienza e integrazione. A tal proposito è interessante notare il dato secondo cui il 64 per cento dei minori è stato affidato a famiglie provenienti dallo stesso paese del minore.

da: Minori stranieri non accompagnati, Cittalia-Anci presentano i numeri del rapporto 2011.


IL NIDO FA BENE. AI GENITORI E AI FIGLI, in LaVoce.Info

IL NIDO FA BENE. AI GENITORI E AI FIGLI*

In Italia, si investono poche risorse pubbliche nella prima fase del ciclo di vita dei bambini, con un’offerta di nidi tra le più basse d’Europa. Insoddisfacenti sono anche i risultati ottenuti dai ragazzi italiani nelle rilevazioni internazionali su apprendimenti e competenze. C’è un legame tra i due fatti? I bambini che hanno avuto una probabilità più alta di frequentare l’asilo nido, hanno punteggi migliori. Perché socializzazione precoce, rapporto educativo con personale specializzato, stimoli offerti da nidi di qualità sono fondamentali per lo sviluppo

IL MINORE AUTORE E VITTIMA DI REATO, Gilda Scardaccione (a cura di) , FrancoAngeli

Gilda Scardaccione (a cura di) 
IL MINORE AUTORE E VITTIMA DI REATO Competenze professionali, principi di tutela e nuovi spazi operativi


CRESCERE BENE CRESCERE INSIEME PRIMA CONFERENZA NAZIONALE PD PER LE POLITICHE EDUCATIVE 0-6 ANNI, TORINO CENTRO CONGRESSI LINGOTTO 20 NOVEMBRE 2011

CRESCERE BENE
CRESCERE INSIEME

 

PRIMA CONFERENZA
NAZIONALE PD
PER LE POLITICHE
EDUCATIVE 0-6 ANNI

 

TORINO
CENTRO CONGRESSI
LINGOTTO
20 NOVEMBRE 2011

Audiovideo dell’evento
  • saluto di Paola Bragantini, Segretaria provinciale PD 
  • saluto di Piero Fassino, Sindaco di Torino 
  • introduzione di Francesca Puglisi, Respons. Scuola Segreteria Naz. PD 

     

    Tavola rotonda:

    Investire in educazione di qualità:
    un’alleanza per il futuro dell’Italia

    Intervento di apertura di Giovanni Bachelet, Presidente Forum Politiche dell’Istruzione PD, moderatore della tavola rotondainterventi:

      -

Marco Gioannini

    , Fondazione Giovanni Agnelli
    -

Mariangela Bastico

    , Senatrice PD
    -

Clotilde Pontecorvo

    , Psicologia dello sviluppo e dell’educazione
    -

Redi Sante Di Pol

    , Presidente Federazione Italiana Scuole Materne
    -

Maria Grazia Pellerino

    , Assessore Istruzione Edil. Scol. Comune Torino
    -

Roberta Agostini

    , Responsabile Donne, Segreteria Nazionale PD
    -

Stella Targetti

    , Coordinatrice Istruzione e Ricerca Confer. Regioni

 

 

Gruppi di lavoro

 

Definizione dei livelli essenziali dei servizi e buone prassi

prima parte

     -

seconda parte 

Servizi educativi per l’infanzia e modelli di governance pubblica

prima parte

     -

seconda parte
 

  • Conclusioni di Anna Serafini, Presidente Forum Infanzia e Adolescenza PD
  •  

    Fotografie di Ruggero Passeri



    Come prevenire l’allontanamento dei minori: il nuovo numero di Studi Zancan (5/2011)

    Come prevenire l’allontanamento dei minori: il nuovo numero di Studi Zancan (5/2011)

     

    È disponibile il nuovo numero della rivista Studi Zancan (n. 5/2011). La sezione monografica presenta le esperienze di alcuni degli oltre 100 operatori, di diverse regioni d’Italia, che hanno partecipato allo studio Risc – Rischio per l’infanzia e soluzioni per contrastarlo, commissionato alla Fondazione Zancan dal ministero per il Lavoro e le Politiche sociali (il rapporto finale è pubblicato in www.lavoro.gov.it nella sezione Studi e statistiche).

    Il contributo introduttivo è a cura di Cinzia Canali e Tiziano Vecchiato, che riferiscono di come è nato e si è sviluppato Risc e riassumono i risultati dell’analisi della normativa e della spesa sociale destinata ai minori e alle famiglie. Nella parte finale, dedicano particolare attenzione alla sperimentazione e ai risultati ottenuti. Antonella Caprioglio e Beppe Taddeo riassumono l’esperienza in Regione Piemonte e precisamente a Torino. Sono quattro gli aspetti su cui si concentrano: l’area della pre-valutazione del rischio, la rete dei soggetti chiamati a intervenire, l’aspetto della tempistica degli interventi e gli strumenti a disposizione. Andrea Barani parla della Toscana e propone alcune riflessioni sulla prospettiva di un utilizzo sistematico del protocollo Risc. Tra i punti di forza del protocollo individua la possibilità di una presa in carico personalizzata non solo del minore ma anche del genitore, per poter agire in maniera preventiva e di mantenere per quanto possibile il bambino nella famiglia di origine.

    A Cesena si svolge invece l’esperienza di Gaia Di Bartolomeo e Francesco Lucchi, mentre Simona Sardini Di Febo riferisce della spe­ri­men­ta­zio­ne avviata nell’ambito 33 pescarese, in cui sono state coinvolte 10 famiglie multiproblematiche con figli a rischio istituzionalizzazione. In chiusura, Veronica Lucchina e Michela Memeo descrivono l’appl­icazione appropriata del protocollo in un contesto reale e quotidiano, portando il caso di un sedicenne in carico ai servizi.

    Il nuovo numero di “Studi Zancan” propone anche una ricca sezione di “Politiche e servizi”, aperta dalla presentazione dell’undicesimo Rapporto povertà Caritas-Zancan «Poveri di diritti», a cura di Giuseppe Benvegnù-Pasini, Maria Bezze e Tiziano Vecchiato. Di seguito viene proposto il testo dell’intervento di monsignor Mariano Crociata, segretario generale della Cei, che riflette sui “nuovi poveri”: i giovani, le famiglie, gli immigrati che risiedono da tempo nel paese.

    Giovani e adolescenti sono al centro del contributo di Elisabetta Crocetti e Augusto Polmonari, che riferiscono di come l’immagine negativa delle giovani generazioni veicolata dai media non trovi conferma nella ricerca scientifica. Infatti, emerge una realtà adolescenziale e giovanile variegata, al cui interno è possibile individuare molteplici percorsi evolutivi. Il volontariato e la sua funzione di advocacy sono il perno della riflessione di Fabio Ragaini, che mette in discussione la retorica che accompagna la riflessione sul ruolo delle organizzazioni di volontariato. Infine, Antonio Prezioso propone considerazioni molto stimolanti su cosa vuol dire essere «vecchi» oggi, ironizzando sui luoghi comuni e ragionando sul rapporto dell’anziano con le persone presenti nei suoi spazi di vita.

     


    Regione Lombardia: NORME per la FAMIGLIA E I MINORI

    Normativa nazionale

    Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternita' e della paternita' (dlgs. 151 del 26 marzo 2001)Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternita’ e della paternita’ (dlgs. 151 del 26 marzo 2001) (137 KB)
    Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città (art. 15 della legge 53 dell'8 marzo 2000)Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città (art. 15 della legge 53 dell’8 marzo 2000) (228 KB)
    Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza (legge 194 del 22 maggio 1978)Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza (legge 194 del 22 maggio 1978) (36 KB)
    Istituzione dei consultori familiari (legge 405 del 29 luglio 1975) Istituzione dei consultori familiari (legge 405 del 29 luglio 1975) (25 KB)
    Immagine redazionaleinizio pagina

    Normativa regionale

    Politiche regionali per la famiglia (legge regionale 23 del 6 dicembre 1999)Politiche regionali per la famiglia (legge regionale 23 del 6 dicembre 1999) (79 KB)
    La tutela della partoriente e la tutela del bambino in ospedale (legge regionale 16 dell'8 maggio 1987)La tutela della partoriente e la tutela del bambino in ospedale (legge regionale 16 dell’8 maggio 1987) (16 KB)
    Istituzione del servizio per l'educazione sessuale, per la procreazione libera e consapevole, per l'assistenza alla maternità, all'infanzia e alla famiglia (legge regionale 44 del 6 settembre 1976)Istituzione del servizio per l’educazione sessuale, per la procreazione libera e consapevole, per l’assistenza alla maternità, all’infanzia e alla famiglia (legge regionale 44 del 6 settembre 1976) (22 KB)
    Aggiornamento delle modalità e delle procedure per l'iscrizione, il mantenimento e la cancellazione del registro regionale delle associazioni di solidarietà familiare (delibera 3518 del 15 novembre 2006)Aggiornamento delle modalità e delle procedure per l’iscrizione, il mantenimento e la cancellazione del registro regionale delle associazioni di solidarietà familiare (d.g.r. 3518 del 15 novembre 2006) (210 KB)
    Decreto sulle modalità, procedure e specifica documentazione per l'iscrizione, il mantenimento e la cancellazione del registro regionale delle associazioni di solidarietà familiare (decreto 13006 del 20 novembre 2006)Decreto sulle modalità, procedure e specifica documentazione per l’iscrizione, il mantenimento e la cancellazione del registro regionale delle associazioni di solidarietà familiare (decreto 13006 del 20 novembre 2006) (171 KB)
    Indirizzi per la sperimentazione di titoli sociali finalizzati al sostegno della famiglia ed in via principale delle famiglie numerose (circolare 31 del 18 dicembre 2006)Indirizzi per la sperimentazione di titoli sociali finalizzati al sostegno della famiglia ed in via principale delle famiglie numerose (circolare 31 del 18 dicembre 2006) (172 KB)
    Qualificazione della rete dell'assistenza domiciliare integrata (dgr 1746 del 18 maggio 2011)Qualificazione della rete dell’assistenza domiciliare integrata (delibera 1746 del 18 maggio 2011) (149 KB)

    vai a: Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale :: Normativa.


    Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Avviso pubblico per la presentazione di progetti sperimentali da parte dei Comuni nei settori dell’’inclusione sociale e del contrasto alla povertà, della tutela dell’infanzia, dell’invecchiamento attivo, della non autosufficienza

    Emanato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali un Avviso pubblico per la presentazione di progetti sperimentali da parte dei Comuni nei settori dell’’inclusione sociale e del contrasto alla povertà, della tutela dell’infanzia, dell’invecchiamento attivo, della non autosufficienza. Le risorse destinate al finanziamento dei progetti ammontano a 450.000 euro. I Comuni potranno presentare domanda, sia in forma singola che associata, con le modalità descritte nello stesso Avviso, entro le ore 12.00 del 30 novembre 2011; i progetti dovranno prevedere il coinvolgimento di Enti appartenenti al terzo settore ed essere sperimentali ed i Comuni dovranno co-finanziare almeno il 20% dell’ammontare del progetto.


    Prima Conferenza Nazionale per le Politiche educative 0-6 anni, Partito Democratico promuove domenica 20 novembre, al Centro Congressi Lingotto di TORINO

    CRESCERE BENE
    CRESCERE INSIEME

     

    PRIMA CONFERENZA
    NAZIONALE PD
    PER LE POLITICHE
    EDUCATIVE 0-6 ANNI

    TORINO
    CENTRO CONGRESSI
    LINGOTTO
    20 NOVEMBRE 2011
    Carissima, Carissimo,la Giornata Mondiale per i Diritti dell’Infanzia è vicina e, come sai già, il Partito Democratico promuove domenica 20 novembre, al Centro Congressi Lingotto di TORINO, la prima Conferenza Nazionale per le Politiche educative 0-6 anni “Crescere bene, crescere insieme”.

    La Conferenza avrà inizio alle ore 9,30 con l’accredito dei partecipanti. Alle ore 10 aprirà i lavori l’intervento del Sindaco di Torino, Piero Fassino. Dopo un primo momento di discussione plenaria, potrai partecipare ad uno dei due gruppi di lavoro sulla “Definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni e buone prassi” e “La Governance pubblica del sistema integrato dei servizi educativi per l’Infanzia“.
    Ti preghiamo di registrarti da subito attraverso il modulo on line, scegliendo il gruppo di lavoro a cui desideri partecipare. La conclusione dei lavori è prevista per le ore 18. Nei prossimi giorni, riceverai il Programma definitivo della conferenza nazionale.

    Per quanto riguarda l’ospitalità alberghiera, il PD, al fine di ottenere i prezzi più vantaggiosi, ha concluso una convenzione con tre Hotel: uno in centro storico, Hotel Best Western Genova *** e due in zona Lingotto: NH Hotel Lingotto**** e NH Hotel Lingotto Tech*****. I costi per una notte vanno da 57 euro a 114 euro. Le informazioni e le prenotazioni vanno richieste quanto prima all’agenzia di viaggi Tour Point (tel. 06.87179241; tel. 06.87194585; info@scstourpoint.net).

    Per gli intervenuti (ad eccezione dei parlamentari e dei consiglieri regionali) sono previste forme di rimborso per ospitalità e viaggio nei seguenti termini:

    • Ospitalità: per i partecipanti che risiedono fuori regione Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e Lombardia, è previsto un rimborso di 50 euro per l’ospitalità alberghiera. 
    • Viaggio: per tutti i partecipanti è previsto un rimborso forfettario delle spese di viaggio.

    Nella pagina
    http://beta.partitodemocratico.it/doc/225774/crescere-bene-crescere-insieme.htm
    è pubblicato il modulo di iscrizione on-line: ti chiediamo di compilarlo, inserendo i tuoi dati e scegliendo il gruppo di lavoro cui partecipare.Per favorire un reale dibattito e approfondimento sulle politiche educative 0-6 anni, ti chiediamo di inviare un contributo scritto o audiovideo indirizzandolo a: scuola@partitodemocratico.it eforum.infanzia@partitodemocratico.it per la pubblicazione sul sito del Pd Scuola e dei Forum.

    Per le informazioni logistiche ed organizzative, puoi fare riferimento ad Alessandra Costa (a.costa@partitodemocratico.it - tel. 0667064222 – cell. 3206196557).

    Ti ringraziamo per l’attenzione e ti inviamo i nostri più cordiali saluti.

    Roma, 4 novembre 2011

    Anna Serafini
    Presidente
    Forum Infanzia
    Francesca Puglisi
    Responsabile Scuola
    Segreteria nazionale
    Giovanni Bachelet
    Presidente
    Forum Istruzione

    Sen. Anna Serafini – Torino – Prima Conferenza Nazionale per le Politiche educative 0-6 anni.


    1a Conferenza Nazionale PD per le politiche educative 0-6 anni Domenica 20 Novembre 2011 Lingotto Fiere – TORINO Roma, 24 Ottobre 2011

    1a Conferenza Nazionale PD per
    le politiche educative 0-6 anni
    Domenica 20 Novembre 2011
    Lingotto Fiere – TORINO

    Roma, 24 Ottobre 2011

    Carissimo/a,
    Domenica 20 Novembre al Lingotto di Torino, nella Giornata mondiale per i diritti dell’infanzia, si svolgerà la prima Conferenza Nazionale del PD per le politiche educative 0-6 anni.
    Siamo convinti che solo un grande investimento sulla prima infanzia possa aiutare le giovani generazioni a recuperare gli svantaggi di partenza, offrendo pari opportunità a tutti e a tutte. Vogliamo una scuola che sappia praticare l’incontro tra le culture e l’inclusione sociale e che rappresenti la spina dorsale di un percorso per garantire ai bambini, agli adolescenti, ai giovani un pieno diritto di cittadinanza. 
    Dobbiamo contrastare le politiche del Governo, che tagliando i bilanci degli Enti Locali e ponendo vincoli sempre più stringenti con il Patto di Stabilità interno, mettono a serio rischio la sostenibilità delle politiche educative per la prima infanzia e nulla fanno per estendere le risposte ai bisogni dei bambini, delle bambine e delle loro famiglie. 
    Vogliamo rilanciare l’educazione 0-6, perché fornire servizi di buona qualità educativa è la risposta giusta per creare benessere e sviluppo integrale di ogni bambino, per sostenere la genitorialità, per favorire l’occupazione femminile e la conciliazione tra tempi di vita e lavoro.
    La Conferenza dopo l’apertura plenaria, si organizzerà in due gruppi di lavoro: “Definizione dei Livelli Essenziali dei Servizi” e “Servizi educativi per l’Infanzia e modelli di Governance pubblica“, per poi tornare alla discussione plenaria dei documenti. 
    Per questo, per arrivare pronti a questo appuntamento, ti chiedo di convocare un incontro territoriale di confronto aperto con amministratori locali, educatori e associazioni, arrivando alla definizione di un contributo della tua realtà territoriale da portare alla Conferenza.

    Allego alla presente un primo documento nazionale che può essere la base della Vostra discussione.


    La famiglia dell’adolescente. Il ritorno degli antenati, di Alberto Eiguer

    La famiglia dell’adolescente. Il ritorno degli antenati
    Autori e curatori: Alberto Eiguer
    Contributi: Olga Cellentani
    Collana: Conoscenze psicoanalitiche e lavoro sociale
    Argomenti: Psicologia e psicoterapia della famiglia e della coppia, sistemica e relazionale - Adolescenza: psicologia, psicopatologia e clinica - Infanzia, adolescenza
    Livello: Testi per psicologi clinici, psicoterapeuti
    Dati: pp. 176,     1a edizione  2011  (Cod.1056.12)
    La famiglia dell'adolescente. Il ritorno degli antenati
    Tipologia: Edizione a stampa 
    Prezzo: € 23,50
    Disponibilità: Buona
    Codice ISBN 13: 9788856833225 
    Tipologia: E-book
    Prezzo: € 19,00
    Possibilità di stampa:  No 
    Possibilità di copia:  No 
    Possibilità di annotazione:  Si 
    Portabilità:  Si 
    Ottimizzazione:  per PC Windows e Mac 
    Codice ISBN 13: 9788856866759 
    Formato: PDF per Digital Editions
    Dimensione: 1496 KB
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    In breve Un testo di facile consultazione e un utile strumento per quanti – psicoterapeuti, educatori, insegnanti – interagiscono e si relazionano con il mondo complesso dell’adolescenza. La prospettiva di Eiguer è transgenerazionale (in quanto coinvolge tutto il gruppo familiare dell’adolescente) ed è supportata da una complessa e articolata esperienza clinica con adolescenti psicotici, suicidari, tossicodipendenti, anoressici.
     
    Presentazione: Supportata da una complessa e articolata esperienza clinica con adolescenti psicotici, suicidari, tossicodipendenti e anoressici, la prospettiva trans generazionale di Eiguer non presuppone soltanto l’importante indicazione tecnica di coinvolgere nel percorso terapeutico tutto il gruppo familiare dell’adolescente. Ma sottolinea piuttosto l’importanza e la necessità di ricercare nella storia di “quella famiglia” il nucleo relazionale patologico, sul terreno del quale germoglia e si sviluppa, da una generazione all’altra, la sofferenza dell’adolescente e della sua famiglia. In queste famiglie c’è sempre un “fantasma” da ricercare, o meglio, dice Eiguer, un antenato(nonno/a, zio…) che non lascia in pace i vivi. Il suo ritorno significa che “…reclama il dovuto… s’insinua nei comportamenti… non sopporta la gioia di vivere del giovane… gioia necessaria per rassicurarsi e credere nelle proprie capacità…”
    L’adolescenza è il momento privilegiato nel quale le contraddizioni della storia transgenerazionale emergono e si propongono come responsabili dei disturbi individuali e collettivi. E ciò ha a che fare con la potente richiesta di identità di cui l’adolescenza è sempre portatrice. Tutta la famiglia è coinvolta in questo processo. Tutti si interrogano sul loro futuro e sulla loro identità. E quando ci si interroga sull’identità e sull’origine dell’individuo e poi su quella delle genealogie, si invocano gli antenati .
    Le riflessioni dell’autore fanno di questo testo un utile strumento per quanti – psicoterapeuti, educatori, insegnanti, famiglie – interagiscono e si relazionano con il complesso, ma anche tanto ricco e stimolante, mondo dell’adolescenza.

    Alberto Eiguer é psichiatra, psicoanalista, membro della Società Psicoanalitica di Parigi (SPP), ex-presidente della Società di Terapia Psicoanalitica dell’Ile-de-France. Tra le sue pubblicazioni:Il perverso narcisistico e il suo complice , Dunod, 2003; Il buon utilizzo del narcisismo, Bayard, 1999; Dalle perversioni sessuali alle perversioni morali , Odile Jacob, 2001 e l’opera collettiva La festa di famiglia , In Press, 1998.

    Indice:
    Olga Cellentani, Prefazione all’edizione italiana
    Alberto Eiguer, Introduzione. Una questione tabù
    Parte I. L’adolescente pone domande alla famiglia
    Adolescente familiare
    (Non vidit; Non tangere; I tre lutti; Trovare la parola)
    Alla ricerca dei modelli aviti. Il concetto di trans generazionale
    (Quattro varianti di oggetti trans generazionali; Dell’identificazione alienante; Da un segreto all’altro; La scelta del coniuge e il transgenerazionale; Vignetta clinica: Henri. Segreti e attaccamenti patologici agli antenati; Rapporti tra il transgenerazionale, i fantasmi originari e la funzione paterna; Una famiglia e lo spettro del vuoto e dell’irrapresentabile; Gli antenati e i loro burattini. Trilogia della voluttà)
    Indicazioni della terapia familiare psicoanalitica in adolescenza
    (Il protocollo; Funzionamenti individuali e collettivi; Gli assi; I colloqui preparatori; Una malattia del riconoscimento)
    Parte II. Le basi teorico-pratiche della terapia familiare psicoanalitica
    Psicoanalisi di gruppo e antropologia della genitorialità
    (Ovunque sul pianeta: sorprendente somiglianza; Matrimonio d’amore o di interesse?)
    I legami familiari
    (La teoria del legame; Al di là del pulsionale; Narciso direttore dei lavori?; Che cosa muove i gruppi; Vignetta clinica: famiglia “N”. Alla ricerca dello spazio filiale; I figli agenti della trasmissione; L’adolescente frantumatore della relazione. Trovare le radici sradicandosi; Legami narcisistici e oggettuali: funzionalità e disfunzionalità)
    Il legame fraterno in adolescenza
    (Alle origini della teoria; I tre livelli della gruppalità fraterna; La funzione del narcisismo costruttivo o trofico (che favorisce la crescita; Cementare il legame fraterno; L’effetto magico; Mutazioni nella fratria)
    Parte III, Clinica specialistica
    L’impostura nella famiglia dei tossicomani
    (Imbrogliare. Ovvero come il delitto non (sempre) paga; Il lavoro della finzione; Sogni menzogneri; Una seduta familiare “ingannatrice”; Dalla protezione di sé all’abuso di altri; Impostori e impostura)
    Anoressia, feticismo e stratagemma
    (Apparenze; Tre tempi nella genesi del disturbo; Rapporti con e nella Istituzione; Anoressia come crisi del “consumo”)
    Il gesto suicidio e la sua cura in famiglia
    (Adolescenza e suicidio; Vignetta clinica: famiglia “Dryades”. All’ombra del grand’uomo; Spiriti che ritornano; Vignetta clinica: Serge Manipolazione e mistificazione; Alla ricerca della tenerezza)
    Famiglie di adolescenti psicotici
    (Immaginario e transegenerazionale; Fantasmi e sentimenti in rapporto con la procreazione; Mediazione perverse; Nel cuore delle terapie; Valutazione dei risultati terapeutici)
    Parte IV Problemi di tecnica
    Il negativismo: una indicazione per la terapia psicoanalitica di coppia
    (La coppia genitoriale; Tre ordini di disordini; Una adolescente “dannata”; Precisazione sulla tecnica; Vignetta clinica: Eccentricità; Articolazioni coppia-filiazione; Prospettive)
    Gruppale e transgenerazionale nell’azione terapeutica dell’istituzione
    (Somiglianze e differenze fra Istituzione e famiglia; Azione gruppale delle équipe; Difficoltà e scogli; Ruolo dei miti fondatori; Fra i generi: L’ignoto; Vignetta clinica: famiglia “V”;La rabbia generazionale: fuochi incrociati; Gli antenati istituzionali)
    Conclusioni
    Bibliografia.

    Asili nido. Buone prassi e ritorno sociale. giovedi 20 ottobre 2011, ore 9.15 – 12.45 presso Fondazione “aiutare i bambini” * Via Ronchi 17, Milano

    SEMINARIO

    Asili nido. Buone prassi e ritorno sociale.

    giovedi 20 ottobre 2011, ore 9.15 – 12.45

    presso Fondazione “aiutare i bambini” *
    Via Ronchi 17, Milano

    Fondazione 'aiutare i bambini' - Seminario: Asili nido. Buone prassi e ritorno sociale

    Perché un seminario sugli asili nido
    Per il secondo anno consecutivo la Fondazione ”aiutare i bambini”, impegnata dal 2006 nel sostegno ai servizi alla prima infanzia in Italia, promuove un seminario sugli asili nido come momento di confronto e scambio di buone prassi tra gli operatori di settore. Un confronto sempre piu’ importante a fronte di una contrazione dei fondi pubblici e di una situazione che vede il nostro Paese ancora lontano dall’obiettivo di copertura dei servizi alla prima infanzia fissato dall’Unione Europea.

    Programma
    Ore 09.15 - Accoglienza e registrazione partecipanti

    Ore 09.30 - Apertura dei lavori

    Cristiano Gori, Docente di Politiche sociali, Università Cattolica di Milano; Direttore Welfare Oggi, Editorialista il Sole24Ore

     

    Ore 09.45 - L’impegno della Fondazione “aiutare i bambini” a favore degli asili nido in Italia

    Goffredo Modena, Presidente Fondazione “aiutare i bambini”

    Ore 10.15 – Saluti istituzionali

    Fondazione CON IL SUD (relatore da definire)

    Giuseppe Ambrosio, Responsabile Desk Italia, UniCredit Foundation

    Ore 10.45 - TAVOLA ROTONDA

    1o intervento: “Il servizio come agente di prevenzione e promozione del benessere del quartiere: un’esperienza possibile?”

    Presenta: Dott.ssa Giuliana Gianino, coordinatrice spazio gioco “Macari i Picciriddi”, Catania

    2o intervento: “Volontari e sostenibilità, come il volontario lega il territorio al progetto: limiti e virtù”

    Presentano: Dott.ssa Laura Rocco, cooperativa “Fraternità giovani”, spazio gioco “Sbirulino”, Ospitaletto (BS); Dott.ssa Sonia Pedretti, cooperativa “Fraternità Impronta”, Marcheno (BS)

     

    3o intervento: “Arredo e spazio: bellezza e pedagogia, come lo spazio educa”

    Presenta: Dott.ssa Luisa Salanti, coordinatrice asilo nido “Na casa pe’ tutt’e piccirelli…’nzist”, Maddaloni (CE)

    Moderatore:
    Cristiano Gori

    Ore 11.45 - Coffee break
    Ore 12.00 - Discussione e domande ai relatori
    Ore 12.45 - Conclusioni finali e chiusura lavori

    Ore 13.00 – Buffet offerto dalla Fondazione “aiutare i bambini”

    Per informazioni e iscrizioni contattare:
    Martina Busi, martina.busi@aiutareibambini.it, Tel 02 70.60.35.30

    Dato il numero limitato di posti e’ consigliabile iscriversi entro il 10 ottobre.

    * Il seminario si terrà presso la sede della Fondazione “aiutare i bambini”, diversamente da quanto comunicato in precedenza.

     


    Augusto Palmonari (a cura di), Psicologia dell’adolescenza

    A. PALMONARI (a cura di)

    Psicologia dell’adolescenza

    Collana “Strumenti”

    pp. 432, DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE
    978-88-15-23259-5
    anno di pubblicazione 2011

    in libreria dal 22/09/2011

    Note: nuova edizione corredata da sito web

    Copertina 23259


    Questo volume fornisce un quadro complessivo delle conoscenze sull’adolescenza così come sono state elaborate dalla ricerca più avanzata. Ormai considerata un momento specifico e autonomo nello sviluppo psicosociale oltre che fisico e biologico dell’essere umano, l’età adolescenziale si caratterizza per una serie di problematiche fondamentali, relative sia ai compiti di sviluppo sia ai contesti sociali in cui l’adolescente si trova a vivere e a operare.

    All’indirizzo www.mulino.it/aulaweb docenti e studenti troveranno materiale utile alla didattica e all’apprendimento.

    Indice: Introduzione, di A. Palmonari. – Parte prima: I compiti di sviluppo. – I. L’adolescenza secondo gli approcci classici, di A. Palmonari. – II. Sviluppi degli studi sull’adolescenza, di A. Palmonari ed E. Crocetti. – III. Le fasi adolescenziali e giovanili nello sviluppo psicosociale, di E. Crocetti e A. Palmonari. – IV. Identità e concetto di sé, di A. Palmonari ed E. Crocetti. – V. Pubertà e sviluppo fisico, di G. Speltini. – VI. Logica, ragionamento, regole, di F. Carugati e P. Selleri. – VII. Lo sviluppo morale, di A.R. Graziani. – VIII. Gli orientamenti religiosi, di E. Crocetti e A. Palmonari. – IX. Organizzare la vita quotidiana e progettare il futuro, di P.E. Ricci Bitti e M. Zambianchi. – Parte seconda: I contesti sociali. – X. Le relazioni familiari, di B. Zani. – XI. I gruppi di coetanei, di A. Palmonari. – XII. Le relazioni affettive e sessuali, di B. Zani. – XIII. Il contesto scolastico, di L. Molinari e G. Speltini. – XIV. I rapporti con le istituzioni, di M. Rubini e S. Moscatelli. – XV. L’incontro con il lavoro, di G. Sarchielli. – XVI. La devianza, di C. Berti. – XVII. L’uso di sostanze psicoattive, di P.P. Pani. – XVIII. Diritti/doveri degli adolescenti, di L. Fadiga. – Riferimenti bibliografici. – Indice analitico.

    Augusto Palmonari, professore emerito di Psicologia sociale, ha insegnato nella Facoltà di Psicologia dell’Università di Bologna. Tra le sue numerose pubblicazioni con il Mulino: “Gli adolescenti” (2001), “Psicologia sociale” (con N. Cavazza e M. Rubini, 2002), “La socializzazione flessibile. Identità e trasmissione dei valori tra i giovani” (con F. Garelli e L. Sciolla, 2006) e “Paradigmi delle rappresen-tazioni sociali. Sviluppo e prospettive teoriche” (curato con F. Emiliani, 2009).

    Volumi – A. PALMONARI (a cura di), Psicologia dell’adolescenza.


    Progetti a favore dei minori vittime di abusi, avviso per la concessione di contributi

    Il Dipartimento per le pari opportunità, ha emanato un Avviso pubblico per la concessione di contributi a progetti pilota per promuovere interventi a favore di minori, vittime di abuso e sfruttamento sessuale. L’Avviso, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.208 del 7 settembre 2011, precisa destinatari e contenuto degli interventi.


    SCUOLA OLTRE 670 MILA ALUNNI STRANIERI IN ITALIA, da Asca.it

     

    da SCUOLA OLTRE 670 MILA ALUNNI STRANIERI IN ITALIA.


    Governo, Piano in tre punti per garantire i diritti della famiglia

    Cittadinanza sociale, equità fiscale, sostegno nelle relazioni. Il piano del governo verso la famiglia non solo riconosce – ma vuole anche sostenere – il ruolo della famiglia, che oggi più che mai, è chiamata a svolgere nei confronti dei suoi membri, specie di quelli in condizioni di maggior fragilità (bambini, anziani, disabili). Il Piano, illustrato dal sottosegretario Giovanardi e condiviso dal Consiglio dei ministri, costituisce il quadro conoscitivo, promozionale e orientativo degli interventi da attuare per garantire i diritti della famiglia.


    Chiara A. Ripamonti, La devianza in adolescenza

    La devianza in adolescenza
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    La devianza in adolescenza

    Autore: Chiara A. Ripamonti
    Editore: Il Mulino
    Anno: 2011 
    Pagine: 319
    ISBN: 9788815149541


    Prezzo di copertina: € 24,00

    Disponibile - E’ possibile ordinare

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    La devianza minorile è certamente un tema al centro dell’attenzione non solo di psicologi e operatori, ma anche di diversi attori sociali a partire dalle famiglie fino ad arrivare alla scuola e alla società nel suo insieme. Molti sono al riguardo i modelli che hanno cercato di spiegare la devianza adolescenziale, non sempre supportati da solide basi teoriche e scientifiche. Questo volume offre una visione della devianza minorile secondo un’ottica integrata che considera le variabili biopsicosociali implicate nel fenomeno. Dopo un’analisi delle origini del comportamento antisociale e dei fattori di rischio e protezione, vengono presentate le diverse manifestazioni del comportamento deviante, dal bullismo all’antisocialità conclamata, e una serie di modelli d’intervento che, sostenuti dai risultati delle ricerche empiriche, offrono un valido aiuto rispetto alla prevenzione e alla gestione delle situazioni di crisi. Un testo utile a tutti coloro che a vario titolo (psicologi scolastici, psicoterapeuti, insegnanti, genitori, educatori psicosociali) sono in contatto e operano con gli 


    G. B. Camerini, L. Volpini, G. Lopez, MANUALE DI VALUTAZIONE DELLE CAPACITA’ GENITORIALI, maggioli

    Novità luglio 2011
    Per le applicazioni operative nelle condizioni di pregiudizio e di abbandono dei figli
    MANUALE DI VALUTAZIONE DELLE CAPACITA’ GENITORIALI
    Per gli interventi psicosociali, anche in sede di CTU e nei servizi sociosanitari
    MANUALE DI VALUTAZIONE
    DELLE CAPACITA’ GENITORIALI
    APS-I: Assessment of Parental Skills-Interwiew

    Composto di una serie di domande, il Protocollo APS-I è uno strumento d’indagine applicabile ai genitori di figli con età compresa tra i 4 e i 14 anni, per valutare i comportamenti specifici che definiscono le funzioni di base legate all’esercizio concreto della genitorialità.

    Lo schema d’intervista, che prevede specifici punteggi per i vari tipi di risposte, serve a indirizzare chi effettua la valutazione verso le aree maggiormente significative emerse nel corso del colloquio, rivelandosi particolarmente utile nelle situazioni:
     di pregiudizio rispetto alla salute psicofisica del minore e di rischio di abuso/trascuratezza,
     di abbandono e di decisioni in merito alla perdita della potestà e alla messa in adozione,
     di separazione dei genitori e di valutazione dei criteri inerenti l’affidamento e la custodia dei figli.

    La corretta analisi dei risultati conseguibili con l’applicazione del Protocollo APS-I,al fine di assumere decisioni in ambito giudiziario o indirizzare gli interventi di sostegno alla genitorialità in funzione dei punti di forza e di debolezza individuati,viene illustrata in questo nuovo Manuale nel dettaglio della seguente trattazione:

    1.
    Criteri e strumenti di valutazione delle capacità genitoriali
     Premesse in tema di capacità e di funzioni genitoriali.
    › Criteri generali di assessment.
    › Metodi e strumenti di valutazione della genitorialità.
    › Genitorialità e rischio di abuso.
    › Genitorialità e promozione della salute nei figli.

    2.
    Protocollo di valutazione APS-I (Assessment Parental Skills-Interwiew)
    › Descrizione dello strumento.
    › Formulazione delle domande e valutazione delle risposte.
    › Criteri di assegnazione del punteggio.
    Protocollo APS-I e guida all’assegnazione dei punteggi
    › Scheda di valutazione nelle situazioni di pregiudizio rispetto alla salute psicofisica del minore e di rischio di abuso/trascuratezza.
    › Scheda di valutazione nelle situazioni di abbandono e nelle decisioni in merito alla perdita della potestà e alla messa in adozione.
    › Scheda di valutazione nelle situazioni di separazione dei genitori per l’affidamento e la collocazione dei figli.
    › Guida all’assegnazione dei punteggi.

    3.
    Valutazioni complementari.

    4.
    Un’indagine sociale sulle competenze genitoriali rilevate attraverso l’APS-I, come rispondono genitori maltrattanti e non-maltrattanti
    › Metodologia della ricerca.
    › Analisi dei dati e risultati.


    G. B. Camerini, Neuropsichiatra infantile e psichiatra.
    L. Volpini, Psicologa clinica e giuridica, psicoterapeuta.
    G. Lopez, Psicologo e psicoterapeuta presso un centro specialistico per la protezione e la cura di bambini e adolescenti in situazione di maltrattamento.


    Per ricevere
    MANUALE DI VALUTAZIONE DELLE CAPACITA’ GENITORIALI
    Maggioli Editore – Novità luglio 2011

    S. Ciccarello, D. Marinelli, IL TRIBUNALE PER I MINORENNI, Maggioli

    Novità luglio 2011
    L’esame dettagliato
    dei singoli procedimenti
    di competenza
    IL TRIBUNALE PER I MINORENNI
    Volume di pagine 188
    con  Cd-Rom contenente
    il Formulario
    IL TRIBUNALE PER I MINORENNI
    LE COMPETENZE CIVILI

    Caratterizzato dalla contestuale disponibilità di sentenze di riferimento (106 massime scelte della Cassazione), di mappe (16 comodi schemi dei vari procedimenti) e di formule (15 fac-simile di atti giudiziali) – suddivise fra i singoli capitoli - questo agile volume di commento operativo consente di applicare con sicurezza la normativa che disciplina i giudizi civili avanti il Tribunale per i minorenni.

    Dopo aver delineato la struttura di tale organo giudicante, il volume illustra gli aspetti di rilevanza processuale dei numerosi e particolari riti civili dei quali è competente, contenziosi e non contenziosi, nonchè le figure del curatore speciale, del consulente tecnico e dei servizi sociali, coinvolti di frequente nei processi riguardanti soggetti di minore età.

    Una trattazione essenziale, coerente ed esauriente nel risolvere sul piano pratico questioni peculiari, affrontate e sviluppate nel seguente dettaglio:  

    Capitolo primo
    Struttura del Tribunale per i minorenni
    1. Istituzione, composizione e funzione.
    2. La composizione.
    3. La formazione dei magistrati togati.
    4. I magistrati onorari: nomina, incompatibilità, durata dell’incarico.
    5. Giudici onorari: indennità e formazione.
    6. Il pubblico ministero e il giusto processo.
    Con 5 sentenze, 2 mappe
    .

    Capitolo secondo
    Competenze del Tribunale per i minorenni
    1. La forma del procedimento minorile.
    2. Il procedimento di volontaria giurisdizione.
    3. Il procedimento camerale.
    4. Il giudice relatore.
    5. Procedimento camerale e suddivisione delle competenze tra gli organi giudiziari.
    6. Il rito camerale nei procedimenti contenziosi.
    7. I procedimenti contenziosi presso il Tribunale per i minorenni.
    8. I singoli procedimenti per: a) il riconoscimento del figlio naturale, b) per la dichiarazione giudiziale di paternità e maternità, c) di legittimazione giudiziale dei figli naturali, d) per l’ottenimento dell’interdizione e inabilitazione nell’ultimo anno di età.
    9. I procedimenti non contenziosi.
    10. I procedimenti di controllo e verifica sulla potestà dei genitori.
    11. Il procedimento di adottabilità.
    12. Il procedimento per l’autorizzazione al matrimonio.
    13. Il procedimento per il cambio di cognome del figlio naturale.
    14. Il pubblico ministero.
    15. La suddivisione delle competenze.
    16. Tribunale per i minorenni e Tribunale ordinario: limiti delle competenze.
    17. Tribunale per i minorenni e Giudice tutelare: ipotesi di collaborazione.
    18. Figli naturali: bipartizione di competenze.
    19. La Legge 54/2006.
    20. L’Ordinanza 8362/2007.
    21. Affido condiviso ed affido esclusivo: riflessioni sull’applicazione degli istituti.
    22. L’ascolto del minore.
    Con 58 sentenze, 10 mappe, 5 formule.

    Capitolo terzo
    Il curatore, il consulente, i servizi
    1. La rappresentanza del minore nel processo.
    2. Difesa tecnica e rappresentanza.
    3. Difesa e rappresentanza del minore nei procedimenti di adottabilità.
    4. La normativa.
    5. Il conflitto di interessi ex art. 320 c.c.
    6. La nomina di curatore speciale ex art. 321 c.c.
    7. La nomina di curatore speciale ex artt. 78, 79, 80 c.p.c.
    8. Il soggetto chiamato a ricoprire il ruolo di curatore speciale.
    10. Il giudice tutelare.
    11. Il consulente tecnico.
    12. I servizi sociali e l’interazione con il Tribunale per i minorenni.
    13. Relazioni e valutazioni intersoggettive.
    14. L’assistente sociale e il suo ruolo nel sistema delle prestazioni socio-assistenziali.
    15. Servizi sociali e magistratura: forme di comunicazione.
    16. Rapporti tra magistratura e servizi.
    Con 43 sentenze, 4 mappe, 10 formule. 


    S. Ciccarello, Cultore universitario di diritto privato, mediatore professionista.
    D. Marinelli, Avvocato, docente universitario di diritto privato.

    Per ricevere
    IL TRIBUNALE PER I MINORENNI
    Maggioli Editore – Novità luglio 2011

    Piercing. Pediatri: “Poco igiene, complicanze per un ragazzo su 3”


    29 GIU - Si rivolgono a personale non qualificato, addirittura se lo fanno da soli, anche a scuola, con aghi sterilizzati male o con graffette. A lanciare l’allarme sui rischi di infezioni legati ai piercing e sul modo in cui i giovani li sottovalutano è la Società italiana di Pediatria (Sip). Tra le consulenze di un piercing mal fatto o mal curato, sanguinamenti, infezioni, cheloidi e nei casi più gravi persino endocardite. Leggi…


    Dossier ”Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza”

    Il 22 giugno 2011 il Senato ha approvato definitivamente all’unanimità la legge che istituisce l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. La nascita della figura del garante dà attuazione all’articolo 31 della Costituzione oltre che a una serie di convenzioni e atti internazionali, fra i quali quella sui diritti del fanciullo di New York, la Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e quella europea sull’esercizio dei diritti dei fanciulli. Al Garante sono assegnate una serie di funzioni di promozione, collaborazione, garanzia, oltre a competenze consultive. Può anche esprimere pareri sui disegni di legge e sugli atti normativi del Governo in tema di tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, promuovere sinergie con la Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza. L’Autorità garante promuove, inoltre, a livello nazionale, studi e ricerche sull’attuazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, avvalendosi dei dati e delle informazioni dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia. Chiunque può rivolgersi all’Autorità garante anche attraverso il numero telefonico di emergenza gratuito 114, ovvero attraverso altri numeri telefonici di pubblica utilità gratuiti, per la segnalazione di violazioni ovvero di situazioni di rischio di violazione dei diritti dei minori.


    Difesa dei minori sui social network: c’è da lavorare

     

    relazione della Commissione Europea sul livello di attuazione dei principi stabiliti nel 2009 dall’Unione per un utilizzo più sicuro dei social network da parte dei minori e al momento sottoscritto da 21 aziende.

    La Commissione ha analizzato 14 siti di social networking, Arto, Bebo, Facebook, Giovani.it, Hyves, Myspace, Nasza-klaza.pl, Netlog, One.lt, Rate.ee, SchülerVZ, IRC Galleria, Tuenti e Zap.lu., constatando che su quasi tutti i siti oggetto di questa relazione, sono presenti informazioni sulla sicurezza, punti di accesso ai servizi di assistenza, materiale informativo indirizzato ai minori e presentati con un linguaggio adeguato alla giovane età dell’utenza. Parimenti, gli stessi servizi di assistenza in 10 casi su 14 rispondono alle richieste degli tenti in tempi anche inferiori a un giorno.
    Dati positivi e migliorativi rispetto alla situazione di un anno fa.
    Positivo è anche il fatto che 9 dei 14 siti esaminati (Arto, Bebo, Facebook, Giovani, Hyves, Netlog, One, Rate e SchuelerVZ) hanno sviluppato una versione semplificata e più comprensibile delle condizioni di uso o del codice di condotta.

    I nodi vengono al pettine quando si arriva ai profili e alla privacy.
    Perché se è vero che la maggior parte dei siti impedisce l’accesso ai profili di minori da motori di ricerca esterni, ben dieci siti su 14 consentono agli “amici degli amici” di entrare in contatto con i minori, sia via messaggi personali, sia commentando le foto nelle quali sono taggati.

    Proprio l’aspetto legato alla possibilità di taggare le immagini è quello che maggiormente impensierisce Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea responsabile dell’Agenda digitale: questa opzione rende semplice la ricerca delle immagini online e, in assenza di filtri specifici per i minori, li espone a rischi di adescamento o cyber bullismo.

    da:IlSoftware.it – Difesa dei minori sui social network: c’è da lavorare.


    QUANDO I VIOLENTATORI SONO DEI RAGAZZINI (Anna Oliverio Ferraris, Il Corriere della sera) – Zero Violenza Donne

    Stupro di tre minorenni su una quindicenne a Fano. Stupri continuati a Napoli su due ragazzine di 12 e 14 anni. [...] Ma perché adolescenti apparentemente normali si lasciano andare ad atti del genere? Certo, c’è la sessualità prorompente dell’età, ma c’è anche una totale mancanza di preparazione all’uso di questa sessualità, a cui spesso si aggiunge l’iperstimolazione degli spettacoli porno [...] La sessualità di un adolescente va incanalata attraverso una educazione sentimentale che inizia negli anni infantili e una educazione sessuale che inizia nella preadolescenza e che va a fondersi con la prima. 

    » Leggi tutto: QUANDO I VIOLENTATORI SONO DEI RAGAZZINI

    da: QUANDO I VIOLENTATORI SONO DEI RAGAZZINI (Anna Oliverio Ferraris, Il Corriere della sera) – Zero Violenza Donne.


    Approvata la legge sul Garante per l’Infanzia


    CGIL – Infanzia: report del seminario ‘I livelli essenziali per l’infanzia e l’adolescenza’

    Infanzia: report del seminario ‘I livelli essenziali per l’infanzia e l’adolescenza’
    09/06/2011  | Welfare Condividi su:  condividi su Facebook condividi su Twitter

    Si è tenuto ieri a Roma nella sede dell’UNICEF il Seminario di lavoro “I Livelli Essenziali per l’infanzia e l’adolescenza” promosso da “Batti il cinque”.

    “Batti il cinque” nasce a novembre 2009 in occasione della Conferenza nazionale sull’infanzia e l’adolescenza a Napoli per esprimere una preoccupazione e lanciare un grido di allarme per il disimpegno del governo circa i diritti dei minori.Infatti, nonostante le promesse, non era ancora stato presentato il Piano per l’infanzia.“Batti il cinque” si costituisce su iniziativa di 7 organizzazioni promotrici: Agesci, Arciragazzi, Cgil, CNCA, Consiglio nazionale ordine Assistenti sociali, Save The Children Italia e Unicef Italia e si dà lo scopo di ricordare quanto sancito dalla CRC (Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza) riguardo i principi fondamentali nell’attuazione dei diritti dell’infanzia. Individua 5 Diritti essenziali su cui incardinare le proprie azioni a favore dei bambini: diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo; al rispetto del loro superiore interesse; alla non discriminazione; all’ascolto delle loro opinioni.Il documento di Batti il cinque “Perché i colori dell’Infanzia parlino alla Conferenza” (Napoli novembre 2009) riceve nel corso della conferenza stessa 200 adesioni.
    “Batti il cinque” ha continuato il proprio impegno di mantenere viva l’ attenzione sui diritti dell’infanzia, oltre che di elaborazione e studio (Seminario nazionale “Le priorità per il Piano d’azione” 22 gennaio 2010 ) e ha formulato precise proposte e richieste a Governo, Commissione Bicamerale Infanzia, Anci, Regioni, focalizzando l’attenzione su: – l’adozione del Piano nazionale infanzia rispettando i tempi e gli impegni finanziari, – la valorizzazione delle elaborazioni fatte dall’Osservatorio Infanzia, – il rispetto delle indicazioni del Comitato Onu, – la valorizzazione delle proposte delle Associazioni, – la leale collaborazione, – la predisposizione di piani regionali infanzia;

    - il monitoraggio delle azioni.

    Il “Piano nazionale d’azione per l’Infanzia e l’adolescenza” dopo un lungo e travagliato iter e senza allocazione di risorse finanziarie, è stato emanato con il DPR del 21-1-2011 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 9- 5- 2011. “Batti il cinque” tuttavia non ritiene esaurito il proprio compito, anzi rinnova, con senso di responsabilità, la volontà di continuare ad impegnarsi perché i Diritti non basta scriverli sui documenti, non basta che diventino leggi, occorre farli vivere nella realtà, occorre renderli reali ed esigibili per tutte le bambine e i bambini, per tutte le/gli adolescenti. Per far sì che ciò possa accadere occorre che siano individuate le indispensabili risorse finanziarie e siano individuati, come prevede la legge 42 del 2009, i Livelli essenziali delle prestazioni.

    Il seminario di ieri 8 giugno 2011 si proponeva proprio di dare avvio ad un processo di definizione dei livelli essenziali per rendere esigibili i diritti delle persone di minore età in Italia. Compito questo di specifica competenza del Governo. Batti il cinque intende contribuire con responsabilità a questo lavoro ed ha cosi individuato 7 ambiti di approfondimento e per ognuno, a partire dagli articoli della CRC, ha iniziato ad individuare livelli essenziali da garantire e azioni da mettere in campo affinchè il diritto in questione sia reso esigibile. Gli ambiti di approfondimento presi in considerazione sono: principi generali della CRC, ambito dei diritti civili e libertà, salute e servizi di base, ambiente familiare e assistenza alternativa, diritto all’educazione e all’istruzione, misure generali per l’attuazione dei diritti previsti dalla CRC, misure speciali per la tutela dei minori ed in particolare per i minori stranieri.

    Il lavoro è stato supportato da contributi di esperti quali: Luigi Fadiga, Maria Giovanna Ruo, Francesco Paolo Occhiogrosso, Francesco Alvaro, Liliana Leone, L.orenzo Campioni, Oliviero Forte, che continueranno a lavorare anche per i prossimi appuntamenti.

    da CGIL – Infanzia: report del seminario ‘I livelli essenziali per l’infanzia e l’adolescenza’.


    Gustavo Pietropolli Charmet Il rifiuto del corpo in adolescenza, Dialoghi sull’uomo, Pistoia, audio

    Gustavo Pietropolli Charmet


    Paolo Ferrario, Le POLITICHE PER LE FAMIGLIE E I MINORI, Audio Lezione a commento della Dispensa didattica n. 19


    Bimbi dimenticati in auto: quali spiegazioni? Padri e madri di fronte alle responsabilità | Anna Oliverio Ferraris

    …. Entrambi questi padri erano molto affezionati ai loro bambini eppure per alcune ore si sono dimenticati di loro con conseguenze tragiche in entrambi i casi. Due fatti simili a così breve distanza di tempo colpiscono anche se, ovviamente, non si può generalizzare. Una causa possibile è il sovraccarico di impegni, lo stress, gli orari del lavoro, gli appuntamenti, la fretta che possono far passare in secondo piano alcuni impegni rispetto ad altri. A differenza di quella del computer, la memoria umana ha delle défaillance specialmente quando è sovraccaricata.
    La domanda che molti si fanno è se potrebbe capitare una cosa del genere anche ad una madre. I meccanismi della memoria sono complessi – consapevoli e inconsci -  e’ possibile che nel subconscio di una persona ci siano scale di priorità diverse: è più facile che per una donna, i bambini, specie se piccoli, vengano prima di tutto. Per un uomo, soprattutto se stressato e pressato dagli impegni, il lavoro può prendere il sopravvento.

    ….

    leggi tutto qui: Bimbi dimenticati in auto: quali spiegazioni? Padri e madri di fronte alle responsabilità | Anna Oliverio Ferraris.


    Nella tempesta dell’adolescenza. I consigli di un terapeuta della famiglia per superare conflitti e tensioni

    Nella tempesta dell’adolescenza. I consigli di un terapeuta della famiglia per superare conflitti e tensioni.
    Autori e curatori: Daniel Sampaio
    Contributi: Maurizio Andolfi
    Collana: Le Comete
    Argomenti: Psicologia e psicoterapia della famiglia e della coppia, sistemica e relazionaleAdolescenza
    Livello: Guide di autoformazione e autoaiuto
    Dati: pp. 160,     1a edizione  2011  (Cod.239.222)
    Nella tempesta dell'adolescenza. I consigli di un terapeuta della famiglia per superare conflitti e tensioni.
    Tipologia: Edizione a stampa
    Prezzo: € 19,00
    Disponibilità: Buona
    Codice ISBN 13: 9788856836523
    In breve Scritto da uno dei promotori della terapia familiare in Europa, il volume è uno strumento indispensabile per i genitori, gli educatori e chiunque abbia a che fare con i “giovani adulti”.
    Presentazione
    del volume:
    Figli adolescenti che nemmeno ti ascoltano, o, peggio, che ti ascoltano e ti rispondono male. Ragazzi che fanno finta di essere figli modello e poi scopri che è solo una maschera che nasconde mille insicurezze. Tredicenni persi in Internet o che tornano stralunati alle 5 del mattino… I conflitti sono continui e più o meno gravi: denaro, premi, punizioni, internet, sesso, alcool, droghe…
    Che fare? Continuare, sulla scia dei movimenti del ’68, a pensare che i figli sono esseri indipendenti in grado di sentire ed esprimere opinioni diverse da quelle dei propri familiari? Oppure ritornare ai metodi rigidi ed autoritari dei nostri nonni? O, ancora, considerare il proprio figlio come un caso disperato, un malato da curare, e quindi dargli una bella medicina che gli faccia passare tutto?
    La soluzione, sostiene Daniel Sampaio, uno dei promotori della terapia familiare in Europa, non è nel recupero delle misure autoritarie del passato, né nel lasciare crescere i figli per conto loro. Il primo passo fondamentale è smettere di considerare gli adolescenti come esseri in transizione e trattarli come giovani adulti con diritti e doveri. Solo così si potranno superare preoccupazioni e insicurezze.
    L’adolescenza è l’ultima opportunità che il genitore ha di ri-agganciare i propri figli. Deve quindi fare di tutto per riprendere il rapporto: deve promuovere una vera e propria rivoluzione comunicazionale. Deve imparare a sviluppare una empatia calorosa, in cui siano comunque sempre presenti la disciplina e il senso del prossimo. E in caso di difficoltà nella negoziazione o in questioni importanti per la salute e la sicurezza dei più giovani, deve essere il genitore a prendere le decisioni più opportune. Una famiglia democratica non è quella in cui la gerarchia si è rovesciata, ma è quella che è formata da un gruppo di persone in cui i più esperti hanno comunque l’ultima parola. 
    Scritto in modo chiaro e accessibile, ricco di esempi e di suggerimenti, questo è un lavoro indispensabile per i genitori, gli educatori e chiunque abbia a che fare con i “giovani adulti”.

    Daniel Sampaio medico psichiatra, è professore di Psichiatria presso la Facoltà di Medicina di Lisbona. Responsabile del Servizio di Psichiatria dell’Ospedale Santa Maria di Lisbona, si è occupato principalmente di giovani a rischio. Allievo di Carl Whitaker, è uno dei promotori della terapia familiare in Portogallo.

    Indice
    Maurizio Andolfi, Presentazione
    Introduzione
    Il concetto di adolescenza
    I genitori degli adolescenti
    Le origini
    Conflitti quotidiani
    Amore e sesso nell’adolescenza
    Giochi pericolosi: alcol e droghe
    Genitori e figli nell’adolescenza: una nuova idea per gestire il loro rapporto
    Nota finale.

    da: Nella tempesta dell’adolescenza. I consigli di un terapeuta della famiglia per superare conflitti e tensioni..


    Approfondimento sui provvedimenti di diritto civile a tutela dei minorenni, di Dario Vinci in http://www.assistentisociali.org

    vai a: Tutela dei minori


    C. Faliva, TRA NORMALITA’ E RISCHIO Manuale di psicologia dello sviluppo e dell’adolescenza

    NOVITA’ APRILE
    2011
    TRA NORMALITA' E RISCHIO
    Manuale di psicologia
    dello sviluppo
    e dell’adolescenza

    TRA NORMALITA’ E RISCHIO

    Spesso enigmatico e sconcertante, il comportamento trasgressivo degli adolescenti colpisce profondamente anche per la loro apparente incapacità di prevedere le conseguenze delle azioni.

    Giocare con il pericolo è qualcosa che si lega indissolubilmente con l’adolescenza.

    Solo facendo i conti con questa realtà si possono dare risposte ai quesiti che l’adolescente si pone: Chi sono? Dove vado? Perché vivo?

    Per rispondere a queste domande come operatori sanitari non è sufficiente ricorrere alla propria cultura scientifica ma bisogna dare spazio alla creatività terapeutica, che permette di andare oltre il pensiero cognitivo, assunto spesso come unico riferimento scientifico.

    Nato da un preciso confronto di linee e aspetti teorici di riferimento, questo nuovo volume, valido strumento di studio e di lavoro per l’approfondimento della preparazione professionale, affronta il tema dell’adolescenza oggi, esaminando disturbi del comportamento alimentare (DCA) e dipendenze (alcol, tabacco e droghe), e presenta il counselling, strumento e tecnica di relazione tra l’operatore sanitario e l’adolescente:

    1.
    Lo sviluppo dell’individuo
    Cenni storici.
    Le teorie dello sviluppo.
    Definizione sistemica dello sviluppo.
    Le caratteristiche dello sviluppo.
    I più grandi studiosi del XX secolo.
    Jean Piaget.
    Lev Semënovič Vygotskij.
    Jerome Seymour Bruner.
    John Bowlby.
    Donald Woods Winnicott.

    2.
    I tre ambiti dello sviluppo
    Lo sviluppo cognitivo.
    Lo sviluppo affettivo.
    Lo sviluppo sociale.

    3.
    Lo sviluppo nell’infanzia
    Accrescimento e sviluppo nel bambino.
    Le tappe principali della crescita.
    La valutazione dell’accrescimento in età pediatrica.
    Sviluppo e scelte alimentari.

    4.
    Lo sviluppo nell’adolescenza
    Cenni storici.
    L’età del cambiamento.
    Adolescenza: evoluzione o crisi?
    Adolescenza e identità.
    La nuova adolescenza.

    5.
    L’adolescenza e il rischio
    Emotività e trasgressione.
    Atteggiamenti e comportamenti.
    I fattori di protezione e i fattori di rischio in adolescenza.
    La sindrome dei comportamenti rischiosi.
    Comunicare con gli adolescenti.

    6.
    L’adolescenza e la sessualità
    La pubertà.
    Sessualità e comportamenti rischiosi.
    La salute sessuale e riproduttiva: i servizi adolescent-friendly.

    7.
    L’adolescenza e i disturbi del comportamento alimentare (DCA)
    I disturbi del comportamento alimentare: cenni introduttivi.
    Il quadro diagnostico dei disturbi del comportamento alimentare.
    I disturbi dell’alimentazione ad esordio infantile.
    I disturbi alimentari atipici.
    I DCA “in rete”.

    8.
    L’adolescenza e l’alcol
    L’alcol etilico: cenni introduttivi.
    Assorbimento ed eliminazione dell’alcol.
    L’alcolemia.
    Gli effetti dannosi dell’alcol.
    L’alcolismo: diagnosi e tipologie alcoliche.
    L’alcol, i giovani e le nuove tendenze.
    Alcol e guida: aspetti normativi.
    Alcol: falsi miti… e luoghi comuni.

    9.
    L’adolescenza e l’uso di sostanze
    Tossicodipendenza: diagnosi e personalità.
    Le sostanze: classificazione ed effetti.
    Tossicodipendenza e aspetti normativi.
    L’uso di sostanze in adolescenza: il gruppo dei pari e la famiglia.

    10.
    L’adolescenza e il tabagismo
    E pidemiologia.
    Tabacco e dipendenza.
    Polidipendenza e tabagismo: elementi diagnostici.
    Tabacco e comorbilità psichiatrica.
    I rischi per la salute.
    Tutela dei non fumatori e della salute pubblica: il quadro normativo.

    11.
    L’adolescenza e le nuove dipendenze
    Dipendenze e nuove dipendenze: sviluppo in termini psicosociali.
    Dipendenza da gioco d’azzardo.
    Dipendenza da nuove tecnologie.
    Dipendenza da shopping.
    Dipendenza da sport (exercise addiction).

    12.
    Le competenze di base del counselling nella relazione con gli adolescenti in ambito sanitario
    Le competenze relazionali.
    L’intervento di counselling in ambito sanitario.
    Le competenze di base del counselling nella relazione professionale tra operatore sanitario e adolescente.
    Schema processuale dell’intervento di counselling in ambito sanitario.
    La formazione dell’operatore sanitario sulle competenze di base del counselling.

    A cura di C. Faliva, Psicologa e psicoterapeuta, insegna presso Università Tor Vergata, Roma, responsabile della U.O.S.D. Educazione alla salute ASL Rm C, collabora con numerosi enti tra cui ISS, ASP Lazio e MIUR, docente e direttore di corsi per la promozione della salute.


    10° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza, 2009

    L’Eurispes e il Telefono Azzurro presentano il 10° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza (2009).

    Dal 2000, attraverso le dieci edizioni pubblicate con cadenza annuale, il Rapporto si pone come un valido strumento di conoscenza delle principali trasformazioni, delle linee di tendenza, delle potenzialità e dei rischi che caratterizzano l’età evolutiva nel nostro Paese. La presentazione dei risultati del Rapportorappresenta la prima di una serie di iniziative, organizzate dall’Eurispes e dal Telefono Azzurro in occasione del ventennale della Convezione ONU sui diritti dell’infanzia, volte non solo a stimolare la riflessione sui diritti dei bambini e degli adolescenti e sullo stato di attuazione di questa importante Convenzione, ma anche a promuovere una sempre maggiore diffusione della cultura dei diritti all’interno della nostra società.

    Le 40 schede che compongono il Rapporto approfondiscono macro-tematiche che vanno dall’abuso e disagio alla salute, dall’utilizzo dei nuovi media ai principali cambiamenti intervenuti a modificare taluni comportamenti delle agenzie di senso e di orientamento come la famiglia e la scuola, ma anche i luoghi della cultura e della fruizione del tempo libero.

    Le due grandi indagini svolte all’interno del mondo scolastico hanno interessato circa 2.500 bambini e ragazzi in 33 scuole di ogni ordine e grado. L’Identikit del bambino è stato tracciato attraverso un questionario somministrato a bambini con un’età compresa tra i 7 e gli 11 anni, frequentanti la terza, quarta e quinta classe della scuola primaria e la prima classe della scuola secondaria di primo grado. L’Identikit dell’adolescente, invece, ha raccolto gli orientamenti dei ragazzi dai 12 ai 19 anni, frequentanti la seconda e la terza classe della scuola secondaria di primo grado o una delle cinque classi della scuola secondaria di II grado. I questionari analizzati sono stati 1.090 per quanto riguarda l’infanzia e 1.373 per l’adolescenza.

    da: 10° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza.


    Terzo Piano biennale nazionale per l’infanzia, Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio 2011

    È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio 2011 il terzo Piano biennale nazionale per l’infanzia, che contiene le linee strategiche fondamentali e gli impegni concreti che il Governo intende perseguire per sviluppare un’adeguata politica per l’infanzia e l’adolescenza e stabilisce le priorità fra i programmi riferiti ai minori, rafforza la cooperazione per lo sviluppo dell’infanzia nel mondo, le forme di potenziamento e di coordinamento fra le pubbliche amministrazioni, le regioni e gli enti locali, individua le modalità di finanziamento degli interventi previsti. Questo Terzo Piano di azione per l’infanzia viene emanato nel ventesimo anno di vigenza della Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo, punto di arrivo di un cammino iniziato agli inizi del secolo scorso con i primi riconoscimenti dei diritti umani e di cittadinanza al bambino. La novità del Piano riguarda principalmente due dimensioni: rispetto all’approccio: pur non affrontando tutto il complesso delle politiche e dei servizi per l’infanzia e l’adolescenza, identifica alcune direttrici di intervento su cui sviluppare proposte di azioni coordinate rispetto al metodo: adotta un processo partecipato nella fase della costruzione e della sua attuazione attraverso la programmazione di un percorso di accompagnamento e monitoraggio permanenti. Queste le direttrici che rendono più agile il percorso di attuazione del Piano: consolidare la rete integrata dei servizi e il contrasto all’esclusione sociale; rafforzare la tutela dei diritti; favorire la partecipazione per lo costruzione di un patto intergenerazionale; promuovere l’integrazione delle persone immigrate (i minori stranieri ed i minori rom).


    Baby mamme in aumento: 10 mila ragazze madri ogni anno

    Avere un figlio a 16 anni. Quando vai ancora a scuola, e il tuo massimo problema dovrebbe essere come conquistare l’attenzione del compagno di banco ed essere invitata alla festa di fine anno scolastico da qualcuno. È quello che succede in Italia a 10 mila ragazze ogni anno. A rivelarlo è la ricerca “Piccole Mamme” contenuta nel 12esimo rapporto diffuso dalla Onlus “Save the Children”. I dati sono stati raccolti incrociando varie realtà (Caf, Onlus e simili) presenti a Milano, Roma e Napoli, e il quadro che ne emerge è preoccupante.

    Di queste babymamme, il 74% ha solo la licenza media. E il babypapà? Nel 68% dei casi riconosce il bambino, ma solo nel 47% se ne occupa realmente. Solo nel 18% dei casi la coppia decide di sposarsi. Ma perchè tutte queste giovanissime mettono al mondo un bambino? Per la psicologa Anna Oliverio Ferraris «la causa principale è la scarsa educazione sessuale». E neanche telefilm espliciti come Sex & the City o alcuni programmi di Mtv in cui il sesso è l’argomento preponderante servono a creare maggior consapevolezza nelle ragazzine:

    «Queste trasmissioni – ha aggiunto la psicologa – sono vissute dalle giovani spettatrici come divertissement, intrattenimento, un mondo “altro” che loro consumano da osservatrici esterne ma non vivono sulla loro pelle, con cui non si immedesimano. Tutt’altra questione è quando viene una psicologa o una sessuologa a scuola a parlare della responsabilità che comporta mettere al mondo un figlio. Con una persona estranea ma esperta si sentono anche più disposte a parlare delle loro paure e ansie in merito all’argomento».

    Lo sviluppo di queste adolescenti naturalmente risente molto dellagravidanza inaspettata. «È importante che abbiano una famiglia alle spalle che le sostenga in questo periodo della loro vita, perchè psicologicamente sono ancora più figlie che madri. È vero che i bambini tendenzialmente sono contenti di avere un genitore che non abbia moltissimi anni in più di loro, ma è importante che queste mamme abbiano la disponibilità mentale ad accudire un bambino, non basta l’entusiasmo» conclude la dottoressa Ferraris.

    Di tutt’altra idea è il dottor Alessandro Meluzzi: «Le donne hanno nel cuore la tensione a donare la vita, anche le giovanissime. Se trovano un compagno che non se ne va e la loro famiglia di origine è accogliente, può essere anche che questa gravidanza porti loro la felicità ». Ed essere una mamma giovane può anche avere i suoi vantaggi: «Queste ragazze hanno più freschezza, più energia, e la possibilità di essere madri ancora molte volte. Ci sono servizi sociali e strutture di volontariato che si occupano di loro, in Italia non sono abbandonate a loro stesse» osserva Meluzzi.

    11 maggio 2011 | 08:18

    da: Baby mamme in aumento: 10 mila ragazze madri ogni anno.


    Accreditamento sociale strutture residenziali e semiresidenziali per minori e interventi alternativi. Criteri per gli inserimenti. Aggiornamento rette e corrispettivi. Proroga accordi, a cura di Comune di Torino Divisione Servizi Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie – Settore Minori

    Deliberazione della Giunta Comunale n° 02403/019 del 3 maggio 2011 formato pdf, 39 KB
    Oggetto: Accreditamento sociale strutture residenziali e semiresidenziali per minori e interventi alternativi. Criteri per gli inserimenti. Aggiornamento rette e corrispettivi. Proroga accordi.

    da: Divisione Servizi Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie – Settore Minori.


    Minori – Seconde generazioni – Famiglia, bibliografia a cura di http://www.cestim.it/

    Minori – Seconde generazioni – Famiglia

    >Visita la Bibliografia ragionata dalla scheda “Le seconde generazioni” di Cestim on line

    2010

    Figli di migranti in Italia. Identificazioni, relazioni, pratiche, di Enzo Colombo, Utet Università, 2010, pp. 352, € 23,00

    Italiani a metà. Giovani stranieri crescono, Roberta Ricucci, Il mulino, collana “Progetto Alfieri”, 2010, pp. 232, € 18,00

    2008

    Seconde generazioni all’appello. Studenti stranieri e istruzione secondaria superiore a Bologna, di Debora Mantovani, Istituto Carlo , Misure / Materiali di Ricerca dell’Istituto n° 29, 2008

    Minori al lavoro. Il caso dei minori migranti, Ires, Save the Children; presentazioni di Agostino Megale e Agostino Neri, Ediesse, Collana Studi e Ricerche, 2008

    Straniero a chi?, un CD con tredici brani di artisti nati in Italia o all’estero. In distribuzione gratuita, finanziato dal Ministero della Solidarioetà Soiciale, ideato dalla rete G2Recensione da Il Manifesto del 29 marzo 2008

    Dall’Atlante agli Appennini, di Maria Attanasio, Orecchio Acerbo, pp. 108, € 14,50. Recensione di Francesca Lazzarato da Il Manifesto del 29/06/2008

    2007

    Fuori dalla linearità delle cose semplici. Migranti albanesi di prima e seconda generazione, di Ennio Pattarin, Franco Angeli, collana Politiche Migratorie, 2007

    Famiglie migranti. Primo Rapporto nazionale sui processi d’integrazione sociale delle famiglie immigrate in Italia, Marta Simoni, Gianfranco Zucca, Milano, Franco Angeli, collana “Atmosfere sociali” a cura dell’Iref, 2007

    Una generazione in movimento. Gli adolescenti e i giovani immigrati. Atti del Convegno Nazionale dei Centri Interculturali. Reggio Emilia, 20-21 ottobre 2005, Gloria Cacciavillani, Emma Leonardi, Franco Angeli, 2007, pp. 320, € 21,00Vai all’ archivio


    Sono qui da una vita. Tre lezioni dai figli dell’immigrazione, di Anna Granata, inneodemos.it

    Nati o cresciuti nel nostro paese, i giovani di origine straniera costituiscono una presenza sempre più numerosa e una componente significativa dell’universo giovanile italiano. Se ancora non sono riconosciuti come cittadini, parlano, pensano e sognano in italiano e con lo stesso grado di incertezza dei loro coetanei autoctoni immaginano di costruire qui il proprio futuro.

    Allo stesso tempo, e spesso senza contraddizione, sono legati alle terre dei propri padri, e non di rado anche alla lingua e alla cultura di quei paesi di cui seguono con partecipazione le vicende politiche e i mutamenti sociali. Non sono e non si sentono “immigrati”, sebbene vengano spesso assimilati alla condizione dei loro padri, ma nemmeno “italiani e basta”, come qualcuno di loro specifica. Dalla loro esperienza (pioneristica in Italia) possiamo trarre almeno tre lezioni importanti.

    Italiani e molto altro

    Lacerati tra due culture, ibridi in perenne crisi di identità: una analisi affrettata porta spesso a immaginare così questi giovani, che appaiono piuttosto come dei “traduttori di mondi” chiamati a svolgere un prezioso ruolo di mediazione linguistica e culturale tra le proprie comunità e la società italiana. Custodire le origini e inserirsi positivamente nella realtà italiana non sono due sfide contrastanti, ma strategie complementari nella formazione di identità plurali e interculturali. Ci si può sentire italiani e allo stesso tempo cinesi, turchi o egiziani: una condizione che caratterizzerà un numero sempre crescente di cittadini anche nel nostro paese (Fornari, Molina, 2010). Questa, dunque, la prima lezione che ci può giungere dai giovani di secondagenerazione.

    Una ragazza di origine etiope racconta di sentirsi come una «noce di cocco», nera fuori e bianca dentro, continuamente obbligata a dichiarare la propria famigliarità a un paese che la vede ancora come straniera. Se la sua apparenza è “nera”, la sua cultura, la sua mentalità, la sua lingua sono “bianche”, italiane, senza che ci sia in questo nessuna contraddizione. Per le stesse ragioni, un ragazzo di origine cinese dice, con ironia, di sentirsi come una «banana», giallo fuori e bianco dentro, giudicato straniero «a motivo del proprio involucro cutaneo»[1]. E’ lo sguardo di chi li incontra per strada, in università, sul luogo di lavoro, che deve cambiare.

    Dissonanze generazionali

    In Maghreb la giovane e numerosa generazione manda a casa i propri dittatori e tenta, anche grazie alle straordinarie capacità propulsive dei social network, di prendere in mano le sorti dei propri paesi. In Italia, invece, i giovani vedono gradualmente erodersi le proprie prerogative in quasi tutti i contesti di potere e affermazione professionale, di fronte a una generazione di padri per nulla intenzionata a fare un passo indietro (Balduzzi, Rosina, 2009). Una dinamica che caratterizza in genere la società italiana, ma che coinvolge a un livello più micro anche genitori e figli all’interno di famiglie sempre meno conflittuali (Pietropolli Charmet, 2008).

    Accostandosi all’esperienza delle famiglie immigrate si può osservare qualcosa di diverso. Appaiono non di rado segnate da quella che Zhou chiama “dissonanza generazionale” (1997), la distanza culturale tra genitori e figli in immigrazione che genera conflitti di visioni e dialoghi accesi all’interno delle famiglie stesse. I figli dell’immigrazione riportano in Italia, volenti o nolenti, l’importanza e la fecondità di un confronto aperto tra le generazioni. E lo fanno con modalità e strategie che sono da leggersi con attenzione.

    Quando si trovano ad assumere un atteggiamento critico nei confronti della comunità religiosa, dell’amministrazione locale, del governo nel paese d’origine, sembrano esercitare, in qualche modo, il delicato ruolo di «critici interni», con l’espressione di Michael Walzer (2004), mossi da un desiderio di rinnovamento piuttosto che dall’intenzione sterile di provocare o prendere le distanze.

    Se muovono critiche alla società italiana è perché ne sono figli, se esprimono giudizi verso la comunità etnica o religiosa di minoranza è perché in essa sono cresciuti assieme ai loro genitori, se esprimono disapprovazione verso le politiche del paese d’origine il loro sguardo è nutrito allo stesso tempo di stima e rispetto per la terra dei nonni, di cui si sentono fieramente i più diretti eredi.

    Un sano conflitto tra padri e figli, ci mostra concretamente l’esperienza dei giovani di seconda generazione, potrebbe riportare anche nel nostro paese un equilibrio tra i ruoli che competono alle diverse generazioni e nuove opportunità di crescita per l’intera comunità (seconda lezione).

    Cittadini a pieni voti

    «Non potremo diventare gli Obama italiani», scrive un ragazzo sul forum della Rete G2, ma nemmeno diventare insegnanti, avvocati, magistrati, ingegneri, architetti, poliziotti e qualsiasi altra attività che preveda l’accesso alla professione attraverso un concorso pubblico. Rischiamo una perdita enorme di giovani energie e talenti per l’anziana società italiana.

    Siamo di fronte, infatti, a circa 900.000 giovani italiani che “sono qui da una vita” (Granata 2011) e che devono ancora sottoporsi alle estenuanti pratiche burocratiche per ottenere il permesso di soggiorno, con uno spirito di sacrificio molto meno sviluppato (e molto meno giustificato) rispetto a quello dei propri genitori.

    Che sarà di queste giovani energie che il nostro paese fatica a liberare? I giovani delle seconde generazioni potranno ribellarsi e diventare, come paventa qualcuno, una “bomba sociale”, oppure potranno lasciare il nostro paese in cerca di una vita migliore e di luoghi nei quali le proprie competenze interculturali e plurilingui possano essere degnamente riconosciute e valorizzate. Oppure, potremo (tutti noi) decidere di accoglierli come cittadini a pieno titolo, facendo nostra una terza lezione: la cittadinanza, oggi, è più legata a un futuro da costruire che a un passato da custodire gelosamente. Proiettiamoci sul futuro e diamo ancora speranza al nostro paese.


    [1] Le due espressioni sono tratte da discussioni nei forum virtuali delle due associazioni:http://www.secondegenerazioni.ithttp://www.associna.com

    Riferimenti

    Balduzzi P., Rosina A. (2009) I giovani italiani: allegri, ma non troppo”, Neodemos, 13 maggio 2009

    Fornari R., Molina S. (2010) I figli dell’immigrazione sui banchi di scuola: una previsione e tre congetture”,Neodemos, 6 ottobre 2010

    Granata A. (2011) Sono qui da una vita. Dialogo aperto con le seconde generazioni, Carocci,

    Roma

    Pietropolli Charmet G. (2008) Fragili e spavaldi. Ritratto dell’adolescente di oggi, Laterza, Roma-Bari

    Walzer M. (2004) L’intellettuale militante. Critica sociale e impegno politico nel Novecento, Il Mulino, Bologna

    Zhou M. (1997) “Growing up American: the challenge confronting immigrant children and children of immigrants”, Annual review of sociology, (23), pp. 63-95

    http://www.secondegenerazioni.it

    http://www.associna.com


    © neodemos.it la riproduzione di questo testo è autorizzata a condizione che sia citata la fonte: www.neodemos.it

    da: neodemos.it.


    Politiche sociali e tutela dei minori: richiesta consulenza bibliografica

    Gentile Professore,
    sono una studentessa iscritta al   ……

    L’anno scorso ho seguito con interesse il suo corso …. e tuttora consulto il suo sito www.segnalo.it e il suo blog, che ritengo utili strumenti di informazione e conoscenza per la nostra professione.

    Le scrivo, in quanto esperto di politiche sociali,  per una consulenza per una ricerca bibliografica, che si sta rivelando più difficile del previsto.
    Ho da poco iniziato il mio lavoro di tesi, nel quale affronterò anche i servizi  Tutela Minori.

    Ho trovato facilmente testi sulle politiche sociali (a partire dal suo manuale e dalle dispense del suo corso) e sui servizi sociali in generale (testi di natura sociologica e altri più pedagogici, tra cui il testo di Laura Villa).
    Fatico però a trovare testi specifici sulle Tutele Minori, in cui ricavare informazioni circa la costituzione di questo servizio, le funzioni e finalità specifiche, gli operatori impiegati e la formazione loro richiesta.
    Potrebbe segnalarmi qualche testo o legge specifica sull’argomento?
    La ringrazio molto per l’aiuto
    e mi scuso per il disturbo,
    cordiali saluti.
    ….

    gentile dottoressa
    la “tutela minori” non è una funzione organizzativa a se stante. essa è parte delle funzioni complessive che riguardano le politiche a protezione dei minori.
    si tratta di funzioni che riguardano il rapporto fra magistratura e – in particolare la magistratura minorile – e  i servizi socioeducativi che fanno capo a comuni (e parziali connessioni con le asl). è , dunque, questione propriamente  di diritto minorile
    sull’argomento è appena uscito un ottimo libro presso laterza:
    per comprendere poi gli aspetti organizzativi le consiglio di analizzare qualche servizio comunale (soprattutto comuni medi e grandi), vedendone struttura operativa, operatori  e funzioni.
    colgo l’occasione per augurarle buon fine studio e buon futuro personale e professionale
    cordiali saluti
    paolo ferrario


    La Fondazione “aiutare i bambini” cerca Referenti Volontari in tutta Italia

    La Fondazione “aiutare i bambini” cerca

    Referenti Volontari in tutta Italia

    Per coordinare e sviluppare progetti di sensibilizzazione, informazione e fund raising a sostegno dell’infanzia, la Fondazione “aiutare i bambini” Onlus sta cercando in 16 provincie italiane volontari con una comprovata esperienza manageriale e una forte motivazione ad impegnarsi nel sociale, a sostegno dell’infanzia. Per maggiori informazioni e raccogliere le candidature è online il sito www.ioreferente.it.

    Milano, 13 aprile 2011. Hai una spiccata attitudine alla leadership e al problem solving, sei abituato a relazionarti con ogni tipo di pubblico e a motivare le persone?

    La Fondazione “aiutare i bambini” (www.aiutareibambini.it) sta cercando in tutta Italia referenti volontari provinciali disponibili, a titolo gratuito, a mettere le proprie capacità manageriali al servizio della solidarietà e dell’infanzia.

    Le provincie coinvolte in questa fase di recruiting sono attualmente sedici: Salerno, Modena, Genova, Bergamo, Brescia, Como, Pavia, Varese, Pesaro-Urbino, Alessandria, Firenze, Pisa, Perugia, Venezia, Verona e Foggia.

    Il Referente Volontario di “aiutare i bambini” rappresenterà a livello provinciale la Fondazione e sarà chiamato a svolgere azioni di sensibilizzazione, informazione e iniziative di fund raising, coordinando i volontari presenti sul territorio di Salerno.

    Un ruolo di responsabilità che richiede al candidato ideale, uomo o donna tra i 40 e i 65 anni, una comprovata esperienza a livello manageriale o con un background da libero professionista, una forte sensibilità alle problematiche legate all’infanzia e una sincera motivazione ad impegnarsi in ambito sociale.

    “Il referente volontario provinciale – spiega l’ing. Goffredo Modena, Presidente e fondatore di “aiutare i bambini” – è una figura chiave e indispensabile per la nostra Fondazione e ad oggi è presente già in numerose città distribuite sul territorio nazionale. In questi giorni abbiamo lanciato una campagna di recruiting che ha l’obiettivo di incrementare la nostra presenza su tutto il territorio italiano. Lavorare per la Fondazione sul proprio territorio provinciale, significa far parte di una grande realtà che aiuta a crescere ovunque tante piccole e grandi iniziative in tutto il mondo”.

    Per maggiori informazioni ed inviare la propria candidatura, è possibile consultare online il sito dedicato <www.ioreferente.it>, telefonare in orario di ufficio al numero 02.70603530, oppure scrivere una email all’indirizzo referenti@aiutareibambini.it.

    “aiutare i bambini” (<www.aiutareibambini.it>) è una Fondazione Onlus laica e indipendente nata a Milano nel 1999 che in soli 11 anni di lavoro ha aiutato più di 770.000 bambini, finanziando 816 progetti in tutto il mondo. Molti di essi sono stati sviluppati in Italia, dalla Lombardia alla Sicilia.

    La mission della Fondazione è quella di aiutare e sostenere i bambini poveri, ammalati, senza istruzione o che hanno subito violenze fisiche o morali per dare loro l’opportunità e la speranza di una vita degna di una persona.

    Ufficio Stampa Fondazione “aiutare i bambini” Onlus:

    Now Available – Alessandro Turchi – tel. 02.36538140 – alessandro.turchi@nowavailable.it


    CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO PER L’AFFIDAMENTO DI SERVIZI PER MINORI, Comune di Trezzo sull’Adda

    tratto da: http://www.comune.trezzosulladda.mi.it/upload/Microsoft_Word_-_Capitolato_2011_servizi_per_minori.pdf>

    Dario Vinci, Scheda sulla Procura della Repubblica ordinaria e presso il Tribunale per i Minorenni, in www.assistentisociali.org


    Usare le prove di efficacia nei servizi per l’infanzia e la famiglia: cosa ci insegnano gli altri paesi -Integrating Evidence-Based Practices in Child & Family Services: Lessons learned from different countries, Fondazione «E. Zancan» in collaborazione con l’International Association for Outcome-based Evaluation and Research on Family and Children’s Services, la Libera Università di Bolzano e il Comune di Bolzano, e con il patrocinio della EASSW European Association of Schools of Social Work e della Provincia Autonoma di Bolzano, Bolzano 29 giugno 2011

    La Fondazione «E. Zancan» in collaborazione con l’International Association for Outcome-based Evaluation and Research on Family and Children’s Services, la Libera Università di Bolzano e il Comune di Bolzano, e con il patrocinio della EASSW European Association of Schools of Social Work e della Provincia Autonoma di Bolzano, organizza un convegno internazionale sul tema «Usare le prove di efficacia nei servizi per l’infanzia e la famiglia: cosa ci insegnano gli altri paesi -Integrating Evidence-Based Practices in Child & Family Services: Lessons learned from different countries» (Bolzano, 29 giugno 2011).

    Il convegno è organizzato in due sessioni
    Mattino – La valutazione di esito: ruolo, funzioni e condizioni per fare valutazione di esito nell’area dei servizi per l’infanzia e la famiglia (coordina Annamaria Campanini, Professore associato, Università di Milano Bicocca e Presidente EASSW European Association of Schools of Social Work)
    Interventi di:

    • Il servizio sociale basato sulle prove di efficacia in Europa e il suo ruolo nel miglioramento dei servizi per l’infanzia e la famiglia (Walter August Lorenz, rettore, Libera Università di Bolzano)
    • Il valore aggiunto derivante dalla misurazione e valutazione dei servizi per bambini e famiglie a rischio: l’esperienza di Bolzano (Mauro Randi, Comune di Bolzano)
    • Valutare gli esiti e utilizzare le evidenze nei servizi per l’infanzia e la famiglia: sfide e opportunità delle collaborazioni transnazionali (Jim Whittaker, Professore Emerito, University of Washington School of Social Work, Usa)
    • Risultati da un ambiente di ricerca su servizi, esiti e valutazione dei bisogni (Cinzia Canali, Fondazione «E. Zancan», Padova)
    • Come costruire pratiche evidence-based: suggerimenti da altri paesi (Marianne Berry, Direttore, Australian Centre for Child Protection, University of South Australia)

    Pomeriggio – Strumenti e metodi per condividere prassi evidence-based (coordina Tiziano Vecchiato, direttore Fondazione «E. Zancan», Padova)

    • Risultati dall’Inghilterra (Nina Biehal, Direttore, Children and Young People’s Social Work Team, SPRU, University of York, England)
    • Risultati da Israele (Anat Zeira, professore associato, School of Social Work and Social Welfare at the Hebrew University of Jerusalem, Israel)
    • Risultati dall’Irlanda (Colette McAuley, Professore, School of Applied Social Science at University College Dublin, Ireland)

    È prevista la traduzione simultanea (Italiano, Inglese e Tedesco).
    La quota d’iscrizione è di 50€  per enti pubblici e per i privati; 30€  per studenti Libera Università di Bolzano; 40€  per studenti di altre università. Il modulo per l’iscrizione, in allegato, va spedito entro il 20 giugno a ingridberto@fondazionezancan.it.

    Alla conclusione della giornata è prevista la valutazione degli apprendimenti, per il riconoscimento dei crediti formativi per psicologi, educatori, assistenti sociali.
    La quota d’iscrizione comprende: cartella con i materiali del convegno, pubblicazione sui temi trattati, buffet.

    da: Ricerca sociale >> Fondazione Emanuela Zancan Onlus – Centro Studi e Ricerca Sociale.


    C. Faliva, Tra normalità e rischio: il nuovo Manuale di psicologia dello sviluppo e dell’adolescenza

    Novità aprile 2011
    in offerta speciale on line
    Manuale di psicologia dello sviluppo
    e dell’adolescenza
    TRA NORMALITA' E RISCHIO A cura di C. Faliva, Psicologa e psicoterapeuta,
    insegna presso Università Tor Vergata, Roma, responsabile della U.O.S.D. Educazione alla salute ASL Rm C, collabora con numerosi enti tra cui ISS, ASP Lazio e MIUR, docente e direttore di corsi per la promozione della salute.
    TRA NORMALITA’
    E RISCHIO

    Spesso enigmatico e sconcertante, il comportamento trasgressivo degli adolescenti colpisce profondamente anche per la loro apparente incapacità di prevedere le conseguenze delle azioni.

    Giocare con il pericolo è qualcosa che si lega indissolubilmente con l’adolescenza.

    Solo facendo i conti con questa realtà si possono dare risposte ai quesiti che l’adolescente si pone: Chi sono? Dove vado? Perché vivo?

    Per rispondere a queste domande come operatori sanitari non è sufficiente ricorrere alla propria cultura scientifica ma bisogna dare spazio alla creatività terapeutica, che permette di andare oltre il pensiero cognitivo, assunto spesso come unico riferimento scientifico.

    Nato da un preciso confronto di linee e aspetti teorici di riferimento, questo nuovo volume, valido strumento di studio e di lavoro per l’approfondimento della preparazione professionale, affronta il tema dell’adolescenza oggi, esaminando disturbi del comportamento alimentare (DCA) e dipendenze (alcol, tabacco e droghe), e presenta il counselling, strumento e tecnica di relazione tra l’operatore sanitario e l’adolescente:

    1.
    Lo sviluppo dell’individuo
    Cenni storici.
    Le teorie dello sviluppo.
    Definizione sistemica dello sviluppo.
    Le caratteristiche dello sviluppo.
    I più grandi studiosi del XX secolo.
    Jean Piaget.
    Lev Semënovič Vygotskij.
    Jerome Seymour Bruner.
    John Bowlby.
    Donald Woods Winnicott.

    2.
    I tre ambiti dello sviluppo
    Lo sviluppo cognitivo.
    Lo sviluppo affettivo.
    Lo sviluppo sociale.

    3.
    Lo sviluppo nell’infanzia
    Accrescimento e sviluppo nel bambino.
    Le tappe principali della crescita.
    La valutazione dell’accrescimento in età pediatrica.
    Sviluppo e scelte alimentari.

    4.
    Lo sviluppo nell’adolescenza
    Cenni storici.
    L’età del cambiamento.
    Adolescenza: evoluzione o crisi?
    Adolescenza e identità.
    La nuova adolescenza.

    5.
    L’adolescenza e il rischio
    Emotività e trasgressione.
    Atteggiamenti e comportamenti.
    I fattori di protezione e i fattori di rischio in adolescenza.
    La sindrome dei comportamenti rischiosi.
    Comunicare con gli adolescenti.

    6.
    L’adolescenza e la sessualità
    La pubertà.
    Sessualità e comportamenti rischiosi.
    La salute sessuale e riproduttiva: i servizi adolescent-friendly.

    7.
    L’adolescenza e i disturbi del comportamento alimentare (DCA)
    I disturbi del comportamento alimentare: cenni introduttivi.
    Il quadro diagnostico dei disturbi del comportamento alimentare.
    I disturbi dell’alimentazione ad esordio infantile.
    I disturbi alimentari atipici.
    I DCA “in rete”.

    8.
    L’adolescenza e l’alcol
    L’alcol etilico: cenni introduttivi.
    Assorbimento ed eliminazione dell’alcol.
    L’alcolemia.
    Gli effetti dannosi dell’alcol.
    L’alcolismo: diagnosi e tipologie alcoliche.
    L’alcol, i giovani e le nuove tendenze.
    Alcol e guida: aspetti normativi.
    Alcol: falsi miti… e luoghi comuni.

    9.
    L’adolescenza e l’uso di sostanze
    Tossicodipendenza: diagnosi e personalità.
    Le sostanze: classificazione ed effetti.
    Tossicodipendenza e aspetti normativi.
    L’uso di sostanze in adolescenza: il gruppo dei pari e la famiglia.

    10.
    L’adolescenza e il tabagismo
    E pidemiologia.
    Tabacco e dipendenza.
    Polidipendenza e tabagismo: elementi diagnostici.
    Tabacco e comorbilità psichiatrica.
    I rischi per la salute.
    Tutela dei non fumatori e della salute pubblica: il quadro normativo.

    11.
    L’adolescenza e le nuove dipendenze
    Dipendenze e nuove dipendenze: sviluppo in termini psicosociali.
    Dipendenza da gioco d’azzardo.
    Dipendenza da nuove tecnologie.
    Dipendenza da shopping.
    Dipendenza da sport (exercise addiction).

    12.
    Le competenze di base del counselling nella relazione con gli adolescenti in ambito sanitario
    Le competenze relazionali.
    L’intervento di counselling in ambito sanitario.
    Le competenze di base del counselling nella relazione professionale tra operatore sanitario e adolescente.
    Schema processuale dell’intervento di counselling in ambito sanitario.
    La formazione dell’operatore sanitario sulle competenze di base del counselling.

    Per ricevere
    TRA NORMALITA’ E RISCHIO
    Maggioli Editore – Novità aprile 2011
    Pagine 232 – F.to cm. 17×24 – ISBN 6625.8

    Dario Vinci, il Giudice Tutelare, in www.assistentisociali.org


    Deliberazione di Consiglio comunale Città di Sesto San Giovanni, Accreditamento delle unità d’offerta sociali per la prima infanzia. Approvazione dei requisiti e delle procedure


    La tutela dei minori di fronte ai “media”: criticità e proposte. Bologna, 22 marzo 2011 – ore 9.45 -17.00 SP.I.S.A. – via Belmeloro, 10

    SP.I.S.A. (Scuola di specializzazione in studi sulla pubblica amministrazione) -Co.re.com. Emilia-Romagna
    La tutela dei minori di fronte ai “media”: criticità e proposte.
    Bologna, 22 marzo 2011 – ore 9.45 -17.00 SP.I.S.A. – via Belmeloro, 10

    Coordinamento organizzativo:

    Rossella Tirotta, CORECOM Emilia-Romagna

    rtirotta@regione.emilia-romagna.it


    Mix generation. Gli adolescenti di origine straniera tra globale e locale

    Mix generation. Gli adolescenti di origine straniera tra globale e locale
    Autori e curatori: Elena Caneva
    Contributi: Maurizio Ambrosini
    Collana: Politiche Migratorie – Ricerche
    Argomenti: Emigrazione, immigrazione
    Livello: Studi, ricerche
    Dati: pp. 272,     1a edizione  2011  (Cod.1144.1.20)
    Mix generation. Gli adolescenti di origine straniera tra globale e locale
    Tipologia: Edizione a stampa
    Prezzo: € 28,00
    Disponibilità: Buona
    Codice ISBN 13: 9788856834628
    Tipologia: E-book
    Prezzo: € 22,00
    Possibilità di stampa: No
    Possibilità di copia: No
    Possibilità di annotazione: Si
    Portabilità: Si
    Ottimizzazione: per PC, Mac, NoteBook, NetBook
    Codice ISBN 13: 9788856842937
    Formato: PDF per Digital Editions
    Dimensione: 880 KB
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    In breve Una panoramica sulle situazioni di vita dei giovani di origine straniera, che evidenzia le difficoltà di inserimento degli adolescenti in un contesto diverso e mette in luce somiglianze e differenze con l’universo giovanile italiano, proponendo alcune direttive d’azione a favore delle future generazioni. Un testo per quanti si occupano di immigrazione o lavorano in ambito sociale ed educativo.
    Presentazione
    del volume:
    I minori di origine straniera sono ormai una presenza strutturale della società italiana e l’espressione più evidente del passaggio da un’immigrazione da lavoro a una da popolamento. La composizione di questa popolazione è molto variegata per età, provenienze, storie di vita, condizioni famigliari. Un particolare interesse è rivolto agli adolescenti, che nei compiti evolutivi tipici di questa fase di vita possono fare riferimento a una pluralità di universi simbolici e culturali, provenienti dai paesi d’origine – propri o dei genitori -, dal contesto di ricezione, dalle culture globali. Quali sono gli esiti delle negoziazioni tra questi molteplici riferimenti identitari? Quale ruolo rivestono la famiglia e i pari in questo processo? Come si concilia la definizione di una certa identità con l’inserimento in società?
    Il libro, frutto di alcuni anni di ricerca, tenta di rispondere a questi interrogativi dedicando una parte consistente ai giovani ricongiunti, per i quali i cambiamenti e le tensioni identitarie adolescenziali sono amplificate dalla loro condizione di migranti. Dai racconti emergono con forza le difficoltà dell’inserimento: l’impatto iniziale con un nuovo contesto, la ricostruzione delle relazioni con i genitori, l’elaborazione del distacco dal paese d’origine e dagli affetti lasciati là. La seconda parte è dedicata alla vita quotidiana delle seconde generazioni: le relazioni amicali, la gestione del tempo libero, le prime esperienze lavorative, i rapporti con i genitori, la definizione del sé. L’obiettivo finale è quello di fornire al lettore una panoramica sulle situazioni di vita dei giovani di origine straniera, mettendo in luce somiglianze e differenze con l’universo giovanile italiano e proponendo alcune direttive d’azione a favore delle future generazioni.
    Il libro si rivolge a studiosi e accademici, insegnanti e operatori sociali, a personale che a vario titolo si occupa di migrazioni, famiglie e adolescenti, ma anche a un pubblico più vasto interessato a queste tematiche.Elena Caneva è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Studi sociali e politici dell’Università di Milano. I suoi temi di ricerca riguardano lo studio dei giovani di origine straniera, i processi di identificazione, le relazioni intergenerazionali, le società multiculturali. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo, con M. Ambrosini e P. Bonizzoni, Ritrovarsi altrove. Famiglie ricongiunte e adolescenti di origine immigrata, Fondazione Ismu, Milano, 2010.
    Indice:
    Maurizio Ambrosini, Prefazione
    Introduzione
    Le seconde generazioni tra problemi di definizione e modelli di inclusione
    (Una categoria concettuale controversa; L’assimilazione come processo inevitabile: Un destino già segnato di esclusione economica e sociale; Oltre l’assimilazione; Migrazione e seconde generazioni in un mondo globalizzato; Assimilazionismo, strutturalismo, transnazionalismo: quanto sono utili per l’Italia?)
    I giovani di origine straniera tra adolescenza e migrazione
    (Minori stranieri in Italia: chi sono? Quanti sono? E altre questioni: Essere adolescenti; Essere adolescenti (e) stranieri; Giovani di origine straniera e contesti sociali: famiglia, scuola e coetanei; Adolescenza e migrazione: una doppia tensione?)
    L’esperienza del ricongiungimento e l’impatto con il nuovo contesto
    (I protagonisti. Metodologia e modalità di reperimento; La dolorosa esperienza della partenza; Arrivare, ritrovarsi a vivere assieme; Muovere i primi passi nel nuovo ambiente)
    La vita in Italia
    (Le relazioni di amicizia a scuola e nel tempo libero; Responsabilità famigliare e prime esperienze lavorative; I rapporti con i genitori tra esigenza adolescenziali e trasmissione culturale; Italiani o stranieri? La percezione dell’identità e il ruolo giocato dalla discriminazione)
    Conclusioni
    Riferimenti bibliografici.

    da: Mix generation. Gli adolescenti di origine straniera tra globale e locale.