Progetti a favore dei minori vittime di abusi, avviso per la concessione di contributi

Il Dipartimento per le pari opportunità, ha emanato un Avviso pubblico per la concessione di contributi a progetti pilota per promuovere interventi a favore di minori, vittime di abuso e sfruttamento sessuale. L’Avviso, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.208 del 7 settembre 2011, precisa destinatari e contenuto degli interventi.


Massimo Cacciari sui comportamenti privati e pubblici di Silvio Berlusconi (Otto e Mezzo, 17 gennaio 201) e Monica Guerritore che legge Veronica Lario

Massimo Cacciari:

… un Presidente del Consiglio non può fare questi festini

… ma è evidente che non può farlo, che non esiste al mondo un  Presidente del Consiglio che fa queste cose …

un Presidente del Consiglio non si può mettere in queste condizioni ….  un Presidente del Consiglio non si può mettere in queste condizioni …. punto!

nessuno di noi può fare della sua vita quello che vuole perchè la nostra vita è responsabile se è una vita degna di essere vissuta …

è responsabile e quindi RISPONDE AGLI ALTRI e a maggior ragione un Presidente del Consiglio

… e sto parlando di comportamenti accertati, non di reati, il cui compito è della magistratura …

… a lei piace un Presidente del consiglio che si comporta così? .. le piace ? … le sembra un comportamento consono alla carica che ricopre? …

In questa accorata voce che Monica Guerritore ha dato a Veronica Lario c’è tutta la vicenda umana e politica che si consuma in questi giorni (abbiate pazienza con l’incipit della pubblicità Rai, che dura poco):

Veronica Lario e Silvio Berlusconi

Egregio Direttore,

con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso dei 27 anni trascorsi accanto ad un uomo pubblico, imprenditore prima e politico illustre poi, qual è mio marito. Ho ritenuto che il mio ruolo dovesse essere circoscritto prevalentemente alla dimensione privata, con lo scopo di portare serenità ed equilibrio nella mia famiglia. Ho affrontato gli inevitabili contrasti e i momenti più dolorosi che un lungo rapporto coniugale comporta con rispetto e discrezione. Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da mio marito nel corso della cena di gala che ha seguito la consegna dei Telegatti, dove, rivolgendosi ad alcune delle signore presenti, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: ” … se non fossi già sposato la sposerei subito” “con te andrei ovunque”.

Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità, affermazioni che per l´età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare (due figli da un primo matrimonio e tre figli dal secondo) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni. A mio marito ed all´uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l´occasione chiedo anche se, come il personaggio di Catherine Dunne, debba considerarmi “La metà di niente”. Nel corso del rapporto con mio marito ho scelto di non lasciare spazio al conflitto coniugale, anche quando i suoi comportamenti ne hanno creato i presupposti. Questo per vari motivi: per la serietà e la convinzione con la quale mi sono accostata a un progetto familiare stabile, per la consapevolezza che, in parallelo alla modifica di alcuni equilibri di coppia che il tempo produce, è cresciuta la dimensione pubblica di mio marito, circostanza che ritengo debba incidere sulle scelte individuali, anche con il ridimensionamento, ove necessario, dei desideri personali. Ho sempre considerato le conseguenze che le mie eventuali prese di posizione avrebbero potuto generare a carico di mio marito nella sua dimensione extra familiare e le ricadute che avrebbero potuto esserci sui miei figli.
Questa linea di condotta incontra un unico limite, la mia dignità di donna che deve costituire anche un esempio per i propri figli, diverso in ragione della loro età e del loro sesso. Oggi nei confronti delle mie figlie femmine, ormai adulte, l´esempio di donna capace di tutelare la propria dignità nei rapporti con gli uomini assume un´importanza particolarmente pregnante, almeno tanto quanto l´esempio di madre capace di amore materno che mi dicono rappresento per loro; la difesa della mia dignità di donna ritengo possa aiutare mio figlio maschio a non dimenticare mai di porre tra i suoi valori fondamentali il rispetto per le donne, così che egli possa instaurare con loro rapporti sempre sani ed equilibrati.

RingraziandoLa per avermi consentito attraverso questo spazio di esprimere il mio pensiero, La saluto cordialmente.

La Repubblica 31 gennaio 2007

Questa volta, Veronica Lario ha deciso di mettere per iscritto in una mail – in risposta ad alcune domande poste dall’Ansa sul dibattito aperto dall’articolo pubblicato ieri dalla Fondazione Farefuturo – il suo stato d’animo di fronte a ciò che hanno scritto oggi i giornali sulle possibili candidate del Pdl alle europee. “Voglio che sia chiaro – spiega – che io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione. Dobbiamo subirla e ci fa soffrire”.

Alla domanda su cosa pensa del ruolo delle donne in politica, alla luce delle polemiche di queste ore, Veronica Lario risponde: “Per fortuna da tempo c’è un futuro al femminile sia nell’imprenditoria che nella politica e questa è una realtà globale. C’è stata la Thatcher e oggi abbiamo la Merkel, giusto per citare alcune donne, per potere dire che esiste una carriera politica al femminile”.

“In Italia – aggiunge la moglie del presidente del Consiglio – la storia va da Nilde Jotti e prosegue con la Prestigiacomo. Le donne oggi sono e possono essere più belle; e che ci siano belle donne anche nella politica non è un merito nè un demerito. Ma quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti”.
“Qualcuno – osserva Veronica Lario – ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell’imperatore. Condivido: quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere”.

La signora Berlusconi prende anche l’iniziativa di parlare della notizia, pubblicata oggi da la Repubblica, secondo cui il premier sarebbe stato domenica notte in una discoteca di Napoli a una festa di compleanno d’una ragazza di 18 anni: “Che cosa ne penso? La cosa mi ha sorpreso molto, anche perchè non è mai venuto a nessun diciottesimo dei suoi figli pur essendo stato invitato”.

Bibliografia:



Di che cosa è accusato Berlusconi? I reati ipotizzati sono due. Il primo è la violazione della legge numero 38 del 2006: «Chiunque compie atti sessuali con un minore di età compresa tra i quattordici e i diciotto anni, in cambio di denaro o di altra utilità economica, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a euro 5.164», in – L’espresso

Esclusivo

Intercettazioni, ecco i dettagli del ‘bunga bunga’

di Primo Di Nicola


Vai a: Intercettazioni, ecco i dettagli del ‘bunga bunga’ – L’espresso

1. Di che cosa è accusato Berlusconi?
I reati ipotizzati sono due. Il primo è la violazione della legge numero 38 del 2006: «Chiunque compie atti sessuali con un minore di età compresa tra i quattordici e i diciotto anni, in cambio di denaro o di altra utilità economica, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a euro 5.164».

Non dunque “favoreggiamento” né “sfruttamento” della prostituzione minorile, come alcuni giornali hanno scritto, ma semplicemente atti sessuali “prezzolati” con minori. Si tratta di una legge bipartisan, voluta quindi anche dai berlusconiani, che al tempo della sua approvazione erano maggioranza di governo. In particolare, l’articolo in questione fu rivendicato durante la discussione parlamentare, il 3 maggio 2005, dall’allora ministro per le Pari Opportunità Stefania Prestigiacomo: «Particolarmente significativo è l’articolo 1 che prevede l’incriminazione di colui che compie atti sessuali con un minore di età compresa tra i 14 e i 18 anni in cambio di danaro o di altra utilità economica. Si tratta di una disposizione contenuta originariamente in un altro disegno di legge governativo, quello contenente misure contro la prostituzione, che ha costituito oggetto di un emendamento governativo al presente provvedimento». 

Il secondo reato di cui è accusato Berlusconi è concussione, articolo 317 del codice penale nella sua formulazione approvata con la legge 26 aprile 1990: «Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che, abusando della sua qualità e dei suoi poteri costringe o induce taluno a dare o promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro od altra utilità, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni».

Nel caso dell’inchiesta in questione, si riferisce alla telefonata alla Questura di Milano del 27 maggio scorso con cui, secondo l’accusa, la polizia sarebbe stata indotta a liberare Ruby prima che fosse conclusa la procedura di identificazione e ad affidarla immediatamente a un “delegato” di Berlusconi (Nicole Minetti) in contrasto con quanto stabilito dal giudice dei minori che ne aveva stabilimento l’inserimento in una comunità.

La concussione contestata sarebbe “per induzione” e non “per costrizione”: Berlusconi non avrebbe ordinato formalmente di rilasciare la minore e di affidarla alla Minetti ma avrebbe fatto leva sul proprio ruolo e sulla propria qualità di Presidente del consiglio per influenzare indebitamente le forze dell’ordine, anche mentendo sull’identità della ragazza («è la nipote di Mubarak»).

2. Su che cosa si basa l’accusa?
Le circa 300 pagine scritte dai tre Pm che conducono l’indagine (Boccassini, Forno e Sangermano) sono, nella loro interezza, a disposizione soltanto della procura stessa e della difesa del premier.

da Otto e Mezzo di La7 del 17 gennaio 2011


20 novembre 2010, Giornata Mondiale per la prevenzione dell’abuso all’infanzia. Giornata Mondiale dei diritti dei bambini, Contributo di Pescialli Giorgia

20 novembre 2010, Giornata Mondiale per la prevenzione dell’abuso all’infanzia. Giornata Mondiale dei diritti dei bambini.

Questi sono stati i titoli altisonanti che per alcuni giorni si sono trovati spesso sulle riviste o sulle grandi stampe. Il mondo si ferma per ricordare la sacralità delle piccole creature che popolano tutto il globo. Eppure non per tutti è così.. Andando a spulciare sui vari giornali e sui siti internet, sono spaventosi i dati relativi agli abusi sui minori.

L’Istituto Superiore di Sanità sostiene che su 5 milioni di accessi ai pronto soccorso pediatrici il 2% (100mila bambini) è collegato ad un maltrattamento. A livello mondiale, prendendo in considerazione la Prima analisi comparata degli abusi subiti dai bambini nei paesi ricchi, svolta dall’UNICEF, si evince che ogni anno nei paesi industrializzati 3500 bambini al di sotto dei 15 anni muoiono a causa di abusi. La piccola buona notizia sembra essere caratterizzata da una diminuzione dei decessi negli ultimi anni. Ma questo non basta. All’interno del comunicato si afferma infatti un’ulteriore problematica caratterizzata della mancanza di una definizione comune del termine “abuso” e ciò rende difficile una comparazione dei dati esistenti.

Nel tentativo di correggere le divergenze nei criteri di classificazione delle morti, i ricercatori

dell’UNICEF hanno compilato una classifica nella quale, per ogni paese, il numero totale di

morti di bambini sicuramente dovute ai maltrattamenti è messo in relazione con il

numero di morti infantili registrate come dovute a “causa indeterminata”. Il presupposto è che quando

non possono essere individuate altre cause, la morte è probabilmente dovuta a maltrattamenti non

dimostrabili in un tribunale. Dal calcolo riveduto con tale criterio risultano tassi di mortalità che per

alcuni paesi sono più che doppi rispetto a quelli ufficiali.

In questo panorama di complessità e molto spesso di impotenza, viene delineandosi l’importanza della figura professionale dell’assistente sociale, la quale attraverso una metodologia ed un piano di intervento può essere d’aiuto per risollevare o anche solo comprendere, una situazione complessa quale quella dell’abuso. Proprio in questa prospettiva mi ha molto colpito la lettera scritta proprio da un operatore relativa al “Colloquio con il minore vittima di abuso”.

Egli afferma:”Oggi ci troviamo in una società dove la parola del più piccolo è ritenuta solo una parola piena di sogni, mentre la parola dell’adulto è realtà e verità. La “cecità” dell’ascoltare tante volte colpisce anche figure professionali come la nostra. Indispensabile è capire ed utilizzare al meglio quello strumento che rappresenta la figura dell’assistente sociale e che consente di interagire e comunicare attivamente con il minore; uno strumento che contiene in sé: ascolto, fiducia e rispetto dell’altro. Il colloquio.

Il bisogno dell’essere umano ma soprattutto del minore vittima di abuso è di cominciare oltre che con le parole anche attraverso i silenzi, i gesti, la presenza. E’ allora importante interpretare quei segnali non verbali che vengono alla luce durante il colloquio con il minore, perché in questo modo si dà voce a chi non ne ha.”

Credo che queste parole non abbiano bisogno né di essere spiegate né tantomeno corrette. Lascio solo al lettore una riflessione..Che cosa faresti tu se al suo posto ci fosse un tuo amico, o addirittura tu. Staresti in silenzio? Fermo ad aspettare una ricorrenza per ricordare?


L’abuso sessuale nei bambini prepuberi – Il Pensiero Scientifico Editore

L’abuso sessuale nei bambini prepuberi
Anno: 2010
Pagine: 94
n.d.
Dell’abuso sessuale sui bambini non esiste a tutt’oggi una definizione condivisa. Inoltre la complessità del fenomeno, che coinvolge l’area sociale, psicologica, legale e medica, porta spesso a letture interpretative molto differenziate. Segni e sintomi psicologici, comportamentali e fisici devono essere quindi valutati da operatori con adeguata formazione e competenza tecnica. Un approccio da subito adeguato, con corretta stesura di una relazione, può evitare ulteriori inutili se non traumatiche visite. Questa breve guida è nata dall’esperienza del “Gruppo di lavoro per l’abuso e il maltrattamento dell’infanzia”, che ha coinvolto professionisti italiani afferenti all’area ginecologica, medico-legale e pediatrica, e dal confronto con la letteratura internazionale e con i colleghi di molte società mediche che si occupano della tematica. Il suo utilizzo può essere di aiuto sia al medico che deve affrontare per la prima volta una situazione di sospetto abuso sessuale, sia agli operatori più esperti che in essa possono trovare un sintetico compendio di tutti gli elementi necessari per una corretta semeiotica medica.

Edizione fuori commercio riservata al Ministero della Salute.


DA: L’abuso sessuale nei bambini prepuberi – Il Pensiero Scientifico Editore.


Gianna Schelotto, LA BARRIERA DI SILENZIO CHE NASCONDE IL MOSTRO TRA LE MURA DOMESTICHE, Corriere della Sera

Vai a: http://www.zeroviolenzadonne.it/rassegna/pdfs/825cecf4e1a1f05c9e0063f98a359970.pdf


Fernando Giogino, Il colloquio con il minore vittima di abuso sessuale. Strategie di intervento, Akàdemos, 2010 | AssistentiSociali.org

Vai a:

Chi coltiva (davvero) la pedofilia: da Gilles de Rais alla gender theory si è fatta molta strada, di Francesco Agnoli, in Il Foglio» del 16 marzo 2010

[...]  Il Corriere della sera on line dell’11 marzo ricorda: “Cinquecento siti web pedofili con violenze sessuali su bambini dai 3 ai 12 anni sono stati segnalati oggi in meno di un’ora e 20 minuti alla Polizia postale dai volontari dell’associazione Meter onlus di don Di Noto: “è un orrore senza fine, un fenomeno inarrestabile – commenta il sacerdote – che coinvolge milioni di bambini e tutte le classi sociali”.
Don Di Noto è un sacerdote; un eroe quasi solitario: la sua battaglia di ogni giorno ha certamente una grande efficacia, ma non argina certo la diffusione sempre maggiore di quel materiale pedopornografico che è sicuramente all’origine di molte azioni criminali, in quanto spinge all’emulazione, e influenza molte menti deboli. Foto raccapriccianti di bambini violentati, su cui degli adulti compiono le più svariate efferatezze, circolano sulla rete e fanno “cultura”. Eppure questo non interessa affatto ai nemici della pedofilia a senso unico. Non interessa, diciamo la verità, neppure a molti politici e giornalisti, quasi a nessuno.
Così come nessuno si è veramente indignato allorché in Olanda, alcuni anni orsono, nacque il partito pedofilo. L’Olanda, si sa, è paese estremamente libero, estremamente laicizzato, forse per questo gli si può perdonare tutto: dall’invasione islamica, alla droga libera, al divorzio lampo, alla perversione sessuale diffusa … Eppure la nascita dell’NVD (“Amore del prossimo, libertà, diversità”), avrebbe dovuto far riflettere di più. Tale partito infatti rivendica la diffusione in tv di pornografia (infantile e non) anche durante il giorno, e la liceità del sesso con i bambini e con gli animali, come “semplici varianti” dei gusti sessuali. Della serie: a te piace così, a me cosà!
Non è forse lo stesso messaggio veicolato, più o meno, da molti sostenitori, politicamente correttissimi, della teoria del gender? Non è quello che si sente dire sempre più spesso? Cioè che nessuno ha il diritto di affermare cosa sia l’amore vero, cosa sia la famiglia, cosa sia morale e cosa no? Non si dice sempre più spesso che nessuno ha il diritto di limitare la libera sessualità di chicchessia? Il relativismo trionfante odierno afferma proprio questo, spesso contro la “sessuofobia cattolica”. Non facciamo finta di non capirlo.
Pochi anni fa i radicali – che non cessano di indignarsi selettivamente per le malvagità dei preti, e che arrivano a manifestare, come è accaduto qualche giorno fa a Bologna, “contro la pedofilia clericale e per sostenere l’istituzione di un’apposita commissione d’inchiesta sui numerosi casi di abuso, perpetrati da ecclesiastici su minori”-, ebbero a sostenere in un pubblico e ben pubblicizzato convegno a favore della libertà in internet, e in parte contro le richieste giustamente severe di don Di Noto, che la pedofilia come gusto sessuale è lecita, basta che non diventi azione criminale!

INTERO ARTICOLO QUI: Editoriali & altro …: Chi coltiva (davvero) la pedofilia

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CRUCIANI CESIRA, Dati statistici delle violenze in famiglia, in Altalex

… Sono 6 milioni 734.000, pari al 31,9% le donne tra i 16 ed i 70 anni che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita: * 18,8% le vittime di violenze fisiche, * 23,7% le vittime di violenze sessuali, * 4,8% le vittime di stupri o tentativi di stupri …

segue qui: Dati statistici delle violenze in famiglia

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Anna Maria Nicolò, Adolescenza e violenza – Il Pensiero Scientifico Editore

 
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Adolescenza e violenza

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Anno: 2009
Autore/Curatore: Anna Maria Nicolò
Pagine: 258
Libro del mese: Luglio 2009
ISBN: 978-88-490-0275-1
Prezzo: € 22,00
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Come accade nei paesi più avanzati, anche in Italia i problemi dell’adolescenza costituiscono una delle principali “emergenze” contemporanee, e la violenza ne rappresenta l’aspetto più eclatante. Il ricorso alla spiegazione sociologica, pur necessaria, si rivela del tutto insufficiente. È necessario coniugare questi studi con gli strumenti psicoanalitici che risultano i mezzi più adeguati a comprendere il problema, grazie ai grandi progressi compiuti nell’individuazione dei meccanismi intrapsichici e interpersonali alla base della violenza e del suo perdurare e organizzarsi. Adolescenza e violenza fornisce un quadro molto articolato dal punto di vista dello specialista, con riferimenti teorici e concettuali di notevole ricchezza grazie anche agli autori che vantano una indiscussa autorevolezza internazionale nel settore. Accanto ad articoli classici che offrono ipotesi convincenti e approfondite sul funzionamento del mondo interno del paziente, altri lavori spaziano sul funzionamento della famiglia e della coppia con problemi di violenza, in un felice rimando tra l’uno e l’altro di questi mondi fantasmatici. Il libro inoltre integra efficacemente un abbondante materiale clinico e di osservazione e soprattutto una documentazione del reale lavoro clinico, rivelandosi uno strumento prezioso per psicoterapeuti, psicoanalisti, psichiatri, psicologi e tutti gli operatori che si occupano dell’età adolescenziale.

Adolescenza e violenza – Il Pensiero Scientifico Editore

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GLI ORDINI DI PROTEZIONE CONTRO GLI ABUSI FAMILIARI Avv. Walter Giacardi

Diritto penale, procedura penale, diritto della famiglia e delle successioni:
GLI ORDINI DI PROTEZIONE CONTRO GLI ABUSI FAMILIARI
Avv. Walter Giacardi

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Il caso di incesto che scuote gli Usa – Corriere della Sera

Più di dieci anni fa diede uno dei suoi figli in adozione e ne perse presto le tracce. Dopo due lustri, grazie al web, è riuscita a ritrovarlo e l’ha immediatamente avvicinato. Quella che all’apparenza sembrerebbe una vicenda a lieto fine, è invece una tremenda storia che sta inquietando Waterford, piccola cittadina americana a circa 50 km da Detroit. Aimee Louise Sword è accusata di aver avuto rapporti sessuali con il figlio biologico e il prossimo 21 settembre dovrà comparire davanti al giudice per la prima udienza del processo

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Violenza sessuale Pedofilia Stalking – Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori.Commento organico al D.L. 23 febbraio 2009, n. 11. – Casa Editrice: Edizioni Simone

Violenza sessuale Pedofilia Stalking – Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori.
Commento organico al D.L. 23 febbraio 2009, n. 11. – Casa Editrice: Edizioni Simone

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Violenze e maltrattamenti in famiglia: problemi e rimedi possibili

Titolo: Violenze e maltrattamenti in famiglia: problemi e rimedi possibili
Descrizione: Il 15 gennaio 2007, alla presenza dell’onorevole Ministro Rosy Bindi, è stato presentato il primo rapporto Approfondimenti n. 1 su Violenze e maltrattamenti in famiglia. Il lavoro tenta di fare il punto sui metodi e gli strumenti di prevenzione delle violenze, maltrattamenti e abusi in famiglia, sperimentati a livello nazionale e internazionale nonché di offrire uno spaccato della realtà trentina attraverso da un lato l’analisi dei fascicoli giudiziari riguardanti i reati in materia di violenza e maltrattamenti in famiglia denunciati e perseguiti in provincia di Trento tra il 2001 e il 2005, e dall’altro le testimonianze degli operatori professionali focalizzandosi sulla problematica del numero oscuro di questo fenomeno.
Data: 04/01/07
Visualizza: rapporto violenze.pdf
Allegati: Sintesi_interventi.doc
Brochure-Rapporto Violenze 15 gen 07.pdf
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