09/02/2012 Secondo il rapporto pubblicato da Eurostat l’8 febbraio 2012 la popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale in Italia è pari al 24,5% (nel 2010 sono più di 14,7 milioni gli italiani in questa condizione). Si tratta di un’incidenza superiore al caso di Francia (19,3%), Germania (19,7%), Regno Unito (23,1%) e al dato medio dell’Unione Europea (23,4%). Nettamente peggiore la situazione di Spagna e Grecia laddove il rischio di povertà o di esclusione sociale interessa rispettivamente il 25,5% e il 27,7% della popolazione.
la popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale in Italia è pari al 24,5% (nel 2010 sono più di 14,7 milioni gli italiani in questa condizione) | Centro Studi Sintesi
Pubblicato: 9 febbraio 2012 Filed under: Povertà 1 Commento »RISCHIO DI POVERTA’ O DI ESCLUSIONE SOCIALE
da RISCHIO DI POVERTA’ O DI ESCLUSIONE SOCIALE | Centro Studi Sintesi.
Théo Angelopoulos: come vivere dentro la crisi, intervista a Rai-Ballarò, 10 gennaio 2012
Pubblicato: 12 gennaio 2012 Filed under: Citazioni, consumi, crisi speculativo-finanziaria agosto 2011, decrescita, Povertà, Redditi 12 Commenti »
Vedi anche:
Serge Latouche e la crisi economica del 2008 ed anni seguenti, da Rai 3 Ballarò, 31 gennaio 2012
Ministero del lavoro, I servizi alle persone senza dimora
Pubblicato: 9 novembre 2011 Filed under: Povertà Lascia un commento »CARITAS ITALIANA , E. ZANCAN FONDAZIONE, Poveri di diritti
Pubblicato: 24 ottobre 2011 Filed under: Il Mulino, LIBRI NEWS, Povertà Lascia un commento »|
CARITAS ITALIANA , E. ZANCAN FONDAZIONE Poveri di diritti Rapporto 2011 su povertà ed esclusione sociale in Italia Collana “Fuori collana”
pp. 272, € 22,00 in libreria dal 20/10/2011 |
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Nel 1860, in un’Italia da costruire, Giuseppe Mazzini si interrogava sull’efficacia delle politiche di lotta alla povertà visto “l’accrescimento annuo delle emigrazioni di paese in paese, e d’Europa alle altre parti del mondo, e la cifra crescente degli istituti di beneficenza, delle tasse pei poveri, dei provvedimenti per la mendicità, bastano a provarlo. … la loro inefficacia a diminuire visibilmente quei mali, dimostra un aumento egualmente progressivo di miseria nelle classi alle quali tentano provvedere”. Accadeva 150 anni fa e accade anche oggi, con similitudini impressionanti: i diritti separati dai doveri, l’aiuto senza reciprocità e fraternità. Il povero ha anzitutto diritto di essere trattato come persona, non soltanto come individuo. La persona è relazioni, legami, spazio di vita. Senza la persona la lotta alla povertà finisce per essere cura che riduce il dolore ma non affronta il problema, è risposta senza soluzione. Il volume si articola in due parti. Nella prima vengono approfonditi i diritti dei poveri previsti dalla Costituzione e a livello internazionale. Molti sono ancora disattesi, anche perché non privilegiano l’incontro tra diritti e doveri, non valorizzano le capacità, non coinvolgono e promuovono la partecipazione dei poveri. Come nei precedenti Rapporti viene aggiornato e arricchito il quadro comparativo delle regioni, con parametri di spesa e di risposta. Seguono approfondimenti specifici, che evidenziano come fare e cosa non fare, se si vuole dare speranza alle persone e alle famiglie in difficoltà. La prima parte si chiude con proposte per far meglio fruttare gli investimenti, ottenere migliori indici di efficacia, superare il cronico sottoutilizzo delle risorse. La seconda parte si sofferma sul ruolo svolto dalla Chiesa nel contrasto della povertà economica. Tale ruolo si sviluppa attraverso azioni di studio, animazione, promozione e assistenza alle persone e famiglie in difficoltà. Vengono inoltre descritte, con dati aggiornati, le nuove tendenze di impoverimento della società italiana, secondo l’esperienza della Caritas. Approfondimenti specifici riguardano la condizione degli immigrati, la situazione delle aree montane e l’attività svolta dalle mense socio-assistenziali. La Caritas Italiana è l’organismo pastorale della Chiesa italiana che opera dal 1971 per promuovere la testimonianza della carità e l’amore preferenziale per gli ultimi. Ciò si traduce in iniziative di educazione alla solidarietà, alla mondialità, all’interculturalità e alla pace; azioni di ricerca, sensibilizzazione e stimolo delle istituzioni e, se necessario, denuncia delle ingiustizie; interventi concreti di solidarietà locale o internazionale in situazioni di emergenza o sottosviluppo. La Fondazione “Emanuela Zancan” è una onlus di ricerca scientifica di rilevante interesse sociale. In questa veste realizza dal 1964 studi, ricerche e sperimentazioni nell’ambito delle politiche sociali, sanitarie, educative, dei sistemi di welfare e dei servizi alla persona. Svolge le sue attività grazie al contributo di molti studiosi ed esperti italiani e stranieri. Collabora con enti statali, regioni, province, aziende sanitarie, comuni, università, centri di studio italiani e internazionali e con soggetti privati operanti nell’area dei servizi alle persone.
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Volumi – CARITAS ITALIANA , E. ZANCAN FONDAZIONE, Poveri di diritti.
Caritas Italiana – Fondazione Zancan XI rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia Poveri di diritti – Sintesi
Pubblicato: 24 ottobre 2011 Filed under: Fondazione Zancan, Povertà Lascia un commento »Sono davvero in aumento le povertà urbane in Italia? Un mito da sfatare secondo Giovanni Sgritta
Pubblicato: 3 giugno 2011 Filed under: Povertà 1 Commento »Sono davvero in aumento le povertà urbane in Italia? Un mito da sfatare secondo Giovanni Sgritta, professore di sociologia alla Sapienza di Roma e già componente della Commissione di indagine sull’esclusione sociale.
Partendo dai temi affrontati dai Quaderni del Welfare, Cittalia avvia una riflessione con i principali esperti italiani di povertà urbane, housing sociale e servizi locali per analizzare la risposta data dai vari livelli istituzionali alle principali istanze sociali e confrontarle con quanto realizzato negli altri paesi europei.
Da quali indicatori è possibile notare un aumento della povertà familiare in Italia negli ultimi anni?
In realtà non c’è stato un aumento. È un tema che va sfatato, purtroppo. La povertà in Italia è relativamente stabile e ciò indica che le misure di contrasto non hanno funzionato. Uno dei caratteri della povertà in Italia è la sua ciclicità, il suo trasmettersi di generazione in generazione. Secondo l’indice di elasticità di trasmissione dell’ineguaglianza calcolato dall’Ocse, che misura la differenza di reddito fra genitori e figli, si rileva che in Italia per il 50% le diseguaglianze vengono ereditate da generazione a generazione, cosa che in altri paesi non succede o che avviene in misura minore che in Italia. In Italia la diseguaglianza è alta, permanente e si trasmette lungo le generazioni. Oltre che per questi elementi, il modello italiano di povertà si contraddistingue per il fatto che la povertà passa attraverso la famiglia.
Per quale ragione?
La povertà passa attraverso la famiglia perché aumenta con l’aumentare del numero dei figli e aumenta in situazioni specifiche come nelle famiglie numerose, in quelle monoparentali o anziane. In particolare, per quanto riguarda i figli minori, che vedono aumentare in maniera esponenziale la povertà con l’aumento numero dei figli, ciò non dipende dal fatto che i figli non lavorano ma dalla mancanza di efficaci politiche di sostegno. Nascere in famiglie povere significa condividere in solido la condizione di povertà del capofamiglia, uno stato che si trasmette ai figli soprattutto in famiglia monoreddito. In termini di povertà minorile, in Europa l’Italia è superata solo da Bulgaria, Romania e Lettonia.
Solo di recente si è fatto il punto sull’emergere delle nuove povertà ma nonostante sia un fenomeno sempre più visibile spesso lo si lascia a margine soprattutto nella programmazione degli interventi.
A quali ragioni adduce questa ondivaga attenzione sul tema?
Anche questo delle nuove povertà è stato un tema utilizzato per giustificare la mancanza di interventi in materia. La povertà è sempre la stessa ma in realtà sta aggredendo nuove categorie: abbiamo nuovi poveri non nuove povertà. La crisi in particolare ha messo in condizioni di povertà fasce di popolazione che prima erano protette. Gli effetti della crisi sul mercato del lavoro sono stati molto pesante perché si sono persi molti posti di lavoro, è aumentato il precariato e i precari hanno perso quel poco di lavoro che svolgevano. Qui è intervenuta un’altra funzione della famiglia, quella di fare da argine alla povertà: moltissimi posti di lavoro sono stati persi soprattutto dai figli e senza l’intervento delle famiglie la situazione sarebbe sfociata in un forte aumento dei livelli di povertà. Dice bene il direttore della Caritas torinese in un libro uscito poco tempo fa, “vino nuovi in otri vecchi”. Siamo di fronti a nuovi poveri e vecchie povertà.
Cosa non ha funzionato nelle strategie di intervento di sostegno alle famiglie?
L’elemento mancante continua a mancare ed è una misura di intervento di reddito minimo o di garanzia. Questa misura in Italia, unico paese in Europa assieme all’Ungheria, non esiste. Non è una misura contributiva ma è l’unica misura che potrebbe arginare la povertà in un soggetto che si trova di punto in bianco in una situazione di difficoltà. I vari libri bianchi e verdi del Ministero del Lavoro escludono che si possa metter mano ad una misura del genere.
Perché?
I motivi sono due. La valutazione della sperimentazione del reddito minimo d’inserimento, attuato quando Livia Turco era ministro degli affari sociali, lasciò perplessi per le modalità in cui venne gestita. C’erano state molte inefficienze, i comuni dimostrarono di essere incapaci di gestire questa misura, solo in poche realtà si realizzò un vero e proprio accompagnamento al lavoro che si unisse all’elargizione di denaro. Non aiutò il fatto che molti di questi comuni sperimentali si trovassero al sud e non erano in grado di compiere questo tipo di lavoro. Il secondo motivo è che in una fase di crisi i soldi non ci sono e questa è una misura molto costosa, che oggi viene sostituita da misure come pensioni di invalidità assegnate un po’ alla cieca in molte parti d’Italia. Poi si ha paura di una sorta di arrembaggio che potrebbe venire da situazioni di tipo assistenzialistico o parassitario pronte a mettere le mani su questo intervento e farlo diventare patologico. Il paese forse non è ancora pronto per questo tipo di interventi perché c’è bisogno di un forte senso civico per attuare misure simili.
Quali altri interventi sono stati lanciati in favore delle famiglie? E con quali risultati?
Una misura che ebbe una certa efficacia fu quella per il terzo figlio, che ha dato buoni risultati ma ora rimane solo la carta acquisti, un obolo di 40 euro sempre positivo perché sono soldi che entrano nelle tasche di chi non ha niente ma è una misura che è andata solo al 18 per cento delle famiglie in povertà assoluta, che equivale a circa il 2,3 per cento delle famiglie in assoluto, quindi cifre modeste. Il Bonus famiglia ha invece un vizio di forma, poiché va solo a bambini sotto ai tre anni e agli anziani sopra ai 65, lasciando fuori tutte le famiglie con bambini tra i tre anni e l’età maggiore, quindi una buona parte dei soggetti che sono entrati in difficoltà. Il resto è rappresentato da misure piccole e lo si vede dalla quota di spesa sociale che l’Italia devolve alla famiglia rispetto agli altri paesi. Siamo il paese che si vanta di essere più attento alla sue famiglie, ma solo a chiacchiere. Paesi come la Svezia fanno molto di più di quanto faccia l’Italia.
In che modo differiscono gli interventi adottati in Italia con quanto realizzato nel resto d’Europa?
Molti paesi sono legati ad una certa visione di società e del cittadino. Un piccolo esempio: da noi i figli sono figli e non cittadini, dipendono dalla famiglia e dai genitori e condividono la loro condizione. In altri paesi sono considerati cittadini e come tali non sarebbe giusto far pagare loro la condizione dei genitori, con un principio di carattere universalistico. Il secondo elemento è dovuto al fatto che in alcuni paesi negli anni Sessanta, con l’ingresso della donna nel mercato del lavoro, si è reagito immediatamente all’abbassamento della natalità con misure molto drastiche, che hanno creato una piattaforma di politiche sociali efficiente e adeguata (soprattutto nei paesi del Nord Europa). In questo modo sono riusciti ad evitare quel piccolo dramma del calo delle nascite che in Italia ci siamo creati da soli. Ora questi paesi presentano un alto tasso di occupazione femminile e un alto livello di natalità, l’esatto contrario di quanto avviene da noi.
Quali sono gli interventi più significativi che possono essere adottati per ridurre la pressione esistente sui nuclei familiari?
In questo momento è un po’ difficile perché bisognerebbe recuperare risorse dalla lotta all’evasione e cercare di destinarle alle fasce più deboli con interventi a favore dei poveri e dell’infanzia ma anche per realizzare azioni maggiori che riguardino la variabile virtuosa del fattore femminile. Se riuscissimo ad aumentare in maniera notevole l’occupazione femminile, come suggeriscono anche i parametri di Lisbona, avremmo un volano virtuoso di rilancio dell’economia della crescita. Questo vuol dire far aumentare le risorse disponibili in famiglia e al contempo una significativa riduzione dei rischi della povertà. Inoltre porterebbe alla nascita di un numero maggiore dei servizi, attivando così un circolo virtuoso che ha dato ottimi risultati in tutti i paesi in cui è stato adottato.
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RISCHIO POVERTA’: I REDDITI NELLE CITTA’ ITALIANE | Centro Studi Sintesi
Pubblicato: 1 giugno 2011 Filed under: Povertà 1 Commento »….
L’indice del rischio di povertà locale esprime la percentuale di contribuenti che dichiarano un reddito inferiore ad una determinata soglia critica: tale soglia è variabile da comune a comune, in quanto dipende sostanzialmente dai differenti livelli di spesa per consumi delle famiglie, dalla dimensione media familiare e dal numero medio di percettori di reddito per ciascun nucleo familiare (ulteriori informazioni metodologiche sono disponibili nello studio in allegato).Considerando i 117 comuni capoluogo di provincia, si nota che nel 2008 circa il 12,2% dei contribuenti (1,2 milioni di individui) dichiara un reddito inferiore alla soglia media di povertà locale pari a 9.893 euro annui, a fronte del quale il reddito medio è di 26.434 euro.
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leggi tutto qui:
RISCHIO POVERTA’: I REDDITI NELLE CITTA’ ITALIANE | Centro Studi Sintesi.
Le strategie urbane di lotta alla povertà: Cittalia presenta i Quaderni del welfare
Pubblicato: 7 maggio 2011 Filed under: Politica locale, Povertà, Rom e Sinti Lascia un commento »
Le strategie urbane di lotta alla povertà: Cittalia presenta i Quaderni del welfare
Povertà familiare, welfare locale, abitare sociale e integrazione dei rom sono i temi dei quattro Quaderni del Welfare realizzati da Cittalia nell’ambito del progetto “Strategie locali di lotta alla povertà: città a confronto”, realizzato in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali in occasione dell’Anno Europeo di lotta alla povertà e all’esclusione sociale.
PER UN PIANO NAZIONALE CONTRO LA POVERTÀ, di Cristiano Gori, LAVOCE.INFO
Pubblicato: 25 febbraio 2011 Filed under: Gori Cristiano, Povertà Lascia un commento »
La povertà oltre la crisi, Convegno Acli, Roma 22 febbraio 2011
Pubblicato: 15 febbraio 2011 Filed under: CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Povertà, Roma Lascia un commento »| La povertà oltre la crisi | ![]() |
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L’anno europeo appena trascorso, dedicato proprio alla lotta alla povertà e all’esclusione sociale, ha visto l’Associazione fortemente impegnata nel promuovere azioni, un pensiero condiviso e una proposta politica volta a prevenire e a combattere le situzioni di povertà, impoverimento ed esclusione sociale. Nell’ambito del convegno, le varie sessioni approfondiranno l’azione sociale delle Acli sul fronte “povertà”. Il Piano è l’esito di un lavoro di ricerca elaborato dalle Acli in collaborazione con un gruppo di ricercatori coordinati da Cristiano Gori, docente di politiche sociali alla Cattolica di Milano. I primi risultati della ricerca furono anticipati in occasione della Conferenza organizzativa e programmatica, tenutasi a Milano nell’aprile del 2010. Nel corso del pomeriggio, saranno inoltre presentate le altre sperimentazioni delle Acli contro le nuove povertà. In particolare, verranno esposti obiettivi e risultati del progetto “Circolazione – Informazioni e reti per l’inclusione sociale degli immigrati”. Il convegno è realizzato nell’ambito del “Programma nazionale per il 2010 – Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale” del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali – Direzione generale per l’Inclusione, i diritti sociali e la responsabilità sociale delle imprese.
vai al Il programma |
DA: La povertà oltre la crisi.
Tre modi per aiutare i senzatetto questo Natale | E-blogs Italia
Pubblicato: 19 dicembre 2010 Filed under: Povertà Lascia un commento »
Durante le feste, diverse persone si accorgono che le loro vite sono fortunate se paragonate ad altre e così scelgono di aiutare diverse istituzioni benefiche e i meno fortunati.
I rifugi per senzatetto e gli individui in generale assistono alle più grandi dimostrazioni di amore in questo periodo, sebbene io preferirei che questa fosse una costante tutto l’anno.
Così a diverse persone viene in mente di distribuire doni ai senzatetto, specialmente ai bambini.
Ho sentito dire da Mark Horvath qualche tempo fa che non ha senso regalare un mucchio di giocattoli ai bambini senzatetto nei rifugi. Sebbene possa essere un bel gesto, la maggior parte dei giocattoli finisce per essere gettata via perché non si ha il posto per tenerli.
Proseguo quindi la mia lista precedente su come aiutare i senzatetto:
- Donare soldi ai rifugi locali
Come ho detto prima, sono le persone che sanno cosa fare, che hanno l’accesso diretto e sono il primo punto di contatto con chiunque viva per strada.
- Donare cibo in scatola
A organizzazioni diverse, in quanto avere del cibo aiuta davvero a tenere bassi i loro costi e permette loro di aiutare più persone.
- Parlare con qualcuno
Natale è il momento in cui la maggior parte della gente si sente sola. Così, ora più che mai, le persone hanno bisogno di sentire che c’è uno scopo nella vita e che non sono sole.
Cambia la vita di qualcuno questo Natale.
vai a: Tre modi per aiutare i senzatetto questo Natale | E-blogs Italia.
Concluso a Padova il ciclo di seminari tematici “Strategie locali di lotta alla povertà, città a confronto”, Cittali@news n. 61-2010
Pubblicato: 18 novembre 2010 Filed under: Gori Cristiano, Povertà Lascia un commento »
Concluso a Padova il ciclo di seminari tematici “Strategie locali di lotta alla povertà, città a confronto”
Con un incontro dedicato al tema “Lotta alla povertà: contributi economici o servizi?”, il 12 novembre scorso, nella cornice dell’Assemblea nazionale dell’ANCI, si è concluso il ciclo di seminari realizzato dalla Fondazione Cittalia ANCI Ricerche per l’Anno Europeo di Lotta alla Povertà e all’Esclusione sociale. L’incontro è stato introdotto da una relazione di Cristiano Gori, esperto di politiche di welfare. Il ciclo di seminari è stato promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dall’ANCI per favorire l’incontro tra responsabili delle politiche sociali di grandi e medie città italiane. Complessivamente, hanno partecipato ai seminari rappresentanti di 20 città. I temi degli incontri hanno allargato la visuale al di là dei confini strettamente socio assistenziali, trattando dunque delle politiche abitative (social housing, recupero immobili dismessi, riqualificazione dei quartieri degradati); politiche familiari (è noto che in Italia proprio le famiglie numerose e i minori sono le fasce più a rischio di povertà); l’integrazione delle comunità immigrate e rom.
Per approfondimenti
povertà ed esclusione sociale
Pubblicato: 30 ottobre 2010 Filed under: Povertà 2 Commenti »
RAPPORTO SULLE POLITICHE CONTRO LA POVERTÁ E L’ESCLUSIONE SOCIALE, 2009
Pubblicato: 30 ottobre 2010 Filed under: Povertà Lascia un commento »
In caduta libera. Rapporto 2010 su povertà ed esclusione sociale in Italia
Pubblicato: 13 ottobre 2010 Filed under: Fondazione Zancan, Povertà 1 Commento »
In caduta libera. Rapporto 2010 su povertà ed esclusione sociale in Italia
- anno: 2010
- autore: Caritas Italiana e Fondazione «E. Zancan» onlus
- prezzo: 24,00 €
- pagine: 350
- editore: Il Mulino
Il Rapporto 2010 Caritas Italiana – Fondazione «E. Zancan» guarda alla povertà delle famiglie in Italia e in Europa, ai volti attuali della povertà, a come si è modificata, alle emergenze e urgenze, mentre continua la crisi. La famiglia è la chiave di lettura: quanto sono impoverite le famiglie e come, malgrado le difficoltà, sono proprio le famiglie che contribuiscono ad arginarla e contrastarla. Le proposte nascono da alcune domande. Come viene affrontata la condizione delle famiglie povere dalle istituzioni e dal mondo delle Caritas? Ci sono soluzioni? Come si stanno muovendo le regioni? Quale quadro emerge dai Centri di ascolto?
L’analisi guarda all’Europa, come spazio comune di iniziativa e confronto, per individuare elementi positivi e innovativi, in grado di qualificare le risposte nelle politiche sociali.
Il Rapporto è diviso in due parti. La prima parte, curata dalla Fondazione Zancan, considera le dimensioni territoriali della povertà, le capacità di risposta delle regioni, guardando ad alcuni stati europei. Propone una lettura della povertà familiare, delle politiche per contrastarla, degli strumenti di solidarietà per lottare in modo più efficace, in un quadro istituzionale di decentramento delle responsabilità, delle risorse, dallo stato alle regioni e agli enti locali.
La seconda parte, curata da Caritas Italiana, approfondisce il legame tra comunità ecclesiale e povertà. Sono analizzate le conseguenze della crisi economica sulle famiglie, i dati sugli utenti dei Centri di ascolto. Le analisi sono integrate con proposte di riflessione teologica-pastorale, di accompagnamento e animazione territoriale. Sono descritte anche numerose azioni di Caritas nazionali, programmate per la campagna «Zero Poverty», promossa per il 2010 da Caritas Europa.
Contenuti del volume:
PRESENTAZIONE (Giuseppe Benvegnù-Pasini)
PARTE PRIMA: UNA DERIVA DA CONTRASTARE A PARTIRE DALLE FAMIGLIE (Giuseppe Benvegnù-Pasini, Maria Bezze, Cinzia Canali, Elena Innocenti e Tiziano Vecchiato)
1. La povertà: un problema non risolto perché non affrontato
2. Le dimensioni regionali del problema e la capacità di risposta
3. Uno sguardo all’Europa
4. Povertà familiare e politiche per contrastarla
5. Alla ricerca di nuovi strumenti di solidarietà e di lotta alla povertà
6. Per giustizia e per solidarietà
PARTE SECONDA: COMUNITÀ ECCLESIALE E POVERTÀ IN ITALIA E IN EUROPA: RIFLESSIONE, ACCOMPAGNAMENTO, ANIMAZIONE (Andrea La Regina, Renato Marinaro, Walter Nanni, Giancarlo Perego, Marcello Pietrobon e Laura Stopponi)
La situazione italiana
7. Uno sguardo complessivo alla povertà e al disagio sociale nelle regioni caso-studio
8. L’accoglienza delle situazioni di povertà nei Centri di ascolto: i dati del 2008
9. La povertà secondo l’esperienza della Caritas: evoluzione e tendenze di mutamento nel biennio 2008-2009
10. La valutazione delle misure governative anti-crisi economica: il parere di Caritas Italiana, Cisl e Acli
11. La Chiesa e i poveri: una riflessione teologico pastorale che continua e si rinnova
12. La presa in carico delle situazioni di povertà economica da parte della Chiesa locale e nazionale
La situazione europea
13. Povertà e nuovo welfare in Europa: ruolo e presenza della Caritas
14. Modelli di Caritas nazionali a confronto: i risultati di una ricerca su cinque casi-studio
15. Riflessioni conclusive e prospettive Caritas per il futuro europeo
PROSPETTIVE DI LAVORO E DI IMPEGNO (Vittorio Nozza)
I precedenti rapporti Caritas Italiana e Fondazione «E. Zancan» su emarginazione ed esclusione sociale in Italia sono:
- I bisogni dimenticati. Rapporto 1996
- Gli ultimi della fila. Rapporto 1997
- La rete spezzata. Rapporto 2000
- Cittadini invisibili. Rapporto 2002
- Vuoti a perdere. Rapporto 2004
- Vite fragili. Rapporto 2006
- Rassegnarsi alla povertà? Rapporto 2007
- Ripartire dai poveri. Rapporto 2008
- Famiglie in salita. Rapporto 2009
Standards de vie (realizzata dall’Insee nel 2006) e Eurobarometer 67.1, Come francesi ed europei rappresentano la povertà e le sue privazioni.
Pubblicato: 31 marzo 2010 Filed under: Povertà, Redditi Lascia un commento »
La povertà non è solo questione di reddito. Una ricerca di Jérôme Accardo e Thibaut de Saint Pol basata sui dati di due precedenti inchieste, Standards de vie (realizzata dall’Insee nel 2006) e da Eurobarometer 67.1(voluta dalla Commissione europea del 2007), affronta la questione di come francesi ed europei rappresentano la povertà e le sue privazioni. La trovate qui. (via pratichesociali.org)
POVERTA’, MOBILITA’ SOCIALE, PERCORSI IDENTITARI, TAVOLA ROTONDA, Giovedì 25 febbraio 2010, ore 16.00 – 19.00 I Stazione Marittima, Sala Vulcania 1 – Trieste
Pubblicato: 18 febbraio 2010 Filed under: CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Povertà, Trieste Lascia un commento »
TAVOLA ROTONDA
POVERTA’, MOBILITA’ SOCIALE,
PERCORSI IDENTITARI
POVERTA’, MOBILITA’ SOCIALE, PPOVERTA’, MOBILITA’ SOCIALE, PERCORSI IDENTITARIERCPOPOVERTA’VERTA’, MOBILITA’ SOCIALE, PERCORSI IDENTITARIORSI Giovedì 25 febbraio 2010, ore 16.00 – 19.00
I Stazione Marittima, Sala Vulcania 1 – Trieste
Interverranno:
- Marco Aliotta, referente Centro d’Ascolto della Caritas di Trieste
- Gabriella Totolo, assistente sociale, Responsabile del Servizio sociale dei Comuni di Cividale
- Francesca Pedron, psicologa sociale, Dipartimento di psicologia della Università degli Studi di Trieste
- Augusto Salvador, sindacalista CISL – Udine
- Marina Urti, funzionario Servizio Lavoro della Provincia di Trieste
Le importanti trasformazioni della società attuale propongono nuove forme di stratificazione sociale, nuove geografie territoriali e nuove mobilità. Lo status sociale, un tempo dato per certo, oggi può essere messo in discussione da un improvviso ribaltamento di sorti, mentre appaiono sempre più incerti i percorsi di mobilità verticale soprattutto da parte di chi occupa le posizioni sociali meno elevate.
L’improvviso impoverimento di una persona o di un nucleo familiare generalmente determina situazioni di importante disorientamento e, specie nelle situazioni in cui l’identità personale è fortemente ancorata all’immagine sociale, crisi identitarie difficilmente ricomponibili.
L’importante connessione tra impoverimento, mobilità sociale e identità impone una riflessione che investe aspetti salienti del lavoro sociale con prospettive di significative influenze sulle sue caratteristiche.
Esperti e testimoni privilegiati dei processi sociali in atto e delle risposte fino ad ora approntate si confronteranno su queste tematiche, offrendo uno spaccato che è al tempo stesso teorico e riflesso della realtà operativa quotidiana.
Via dei Falchi, 2 – 34138 Trieste, Italy
www.irsses.it - tel. 040 309968
Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale
Pubblicato: 28 gennaio 2010 Filed under: Povertà 1 Commento »Lo scorso 21 gennaio, la Commissione europea e la Presidenza spagnola dell’UE hanno inaugurato a Madrid l’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale (2010)nel corso di una manifestazione a cui sono intervenuti il primo ministro spagnolo José Luis Zapatero e il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso. All’insegna dello slogan “Stop alla povertà”, l’iniziativa intende porre, nel corso dell’anno, la lotta alla povertà al centro dell’attenzione dell’UE. La Direttiva specifica inoltre che sarà data priorità ai progetti innovativi, caratterizzati da una spiccata valenza sociale, che mettano a punto modelli di intervento da utilizzare in altri contesti territoriali e che creino sinergie fra soggetti del volontariato, del Terzo Settore, enti locali e pubblici, soggetti privati, imprese e sindacati.
Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale
Il Italia sono previsti 500mila euro di finanziamenti per le azioni progettuali finalizzate alla realizzazione del Programma nazionale per il 2010. Termine ultimo per la presentazione delle proposte è il 1 febbraio. A stabilirlo è la Direttiva del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, emanata lo scorso 22 dicembre, che traccia le linee di indirizzo inerenti i contenuti dei progetti, le modalità e i termini per la presentazione.
Nella Direttiva si ricorda che i progetti dovranno riferirsi alla realizzazione di una o più delle seguenti azioni:
Caritas Italiana, Forndazione E. Zancan, Famiglie in salita. Rapporto 2009 su povertà ed esclusione sociale in Italia, Il Mulino, Bologna, 2009
Pubblicato: 19 gennaio 2010 Filed under: Famiglie, LIBRI NEWS, Povertà 1 Commento »Caritas Italiana, Forndazione E. Zancan, Famiglie in salita. Rapporto 2009 su povertà ed esclusione sociale in Italia, Il Mulino, Bologna, 2009
Famiglie in salita. Rapporto 2009 su povertà ed esclusione sociale in Italia – Synergia srl – Milano
2010 Anno Europeo della Lotta alla Povertà e all’Esclusione Sociale: alcuni spunti di riflessione – Synergia srl – Milano
Pubblicato: 19 gennaio 2010 Filed under: Povertà, Synergia 1 Commento »2010 Anno Europeo della Lotta alla Povertà e all’Esclusione Sociale: alcuni spunti di riflessione di Gloria Pessina
Mappa delle diseguaglianze d’Italia. A Le Storie – Diario Italiano, Corrado Augias incontra la sociologa Chiara Saraceno
Pubblicato: 17 gennaio 2010 Filed under: Famiglie, Povertà, sociologia Lascia un commento »Mappa delle diseguaglianze d’Italia. A Le Storie – Diario Italiano, Corrado Augias incontra la sociologa Chiara Saraceno
vai qui:
Video Rai.TV – Le storie – Chiara Saraceno
Dossier “2010 – Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale
Pubblicato: 8 gennaio 2010 Filed under: Povertà 6 Commenti »2010 – Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale
La Commissione europea ha designato il 2010 Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale al fine di riaffermare e rafforzare l’iniziale impegno politico dell’UE formulato all’avvio della strategia di Lisbona a “imprimere una svolta decisiva alla lotta contro la povertà”. Obiettivi e principi guida: riconoscere il diritto fondamentale delle persone in condizioni di povertà e di esclusione sociale di vivere dignitosamente e di far parte a pieno titolo della società; aumentare la partecipazione pubblica alle politiche e alle azioni di inclusione sociale sottolineando la responsabilità collettiva e individuale nella lotta alla povertà e all’esclusione sociale; promuovere una società più coesa, sensibilizzando i cittadini sui vantaggi offerti a tutti da una società senza povertà, che consente l’equità distributiva e nella quale nessuno è emarginato; riaffermare il fermo impegno politico dell’Unione europea e degli Stati membri ad attivarsi con determinazione per eliminare la povertà e l’esclusione sociale e promuovere tale impegno con azioni a tutti i livelli del potere. L’Anno europeo promuoverà una società che sostiene e sviluppa la qualità della vita, compresa la qualità delle competenze e dell’occupazione, il benessere sociale, compreso il benessere dei bambini e la parità di opportunità per tutti. Tale società garantirà inoltre lo sviluppo sostenibile e la solidarietà intergenerazionale e intragenerazionale nonché la coerenza politica dell’azione intrapresa dall’Unione europea su scala mondiale. L’Anno europeo rafforzerà l’impegno politico, richiamando l’attenzione politica e mobilitando tutte le parti interessate, a favore della prevenzione della povertà e dell’esclusione sociale e della lotta alle medesime e imprimerà un nuovo slancio all’azione dell’Unione europea e degli Stati membri in questo campo.
Rapporto sulle politiche contro la povertà e l’esclusione sociale 2008-2009 della Commissione di indagine sull’esclusione sociale (Cies) del Ministero del Lavoro
Pubblicato: 23 dicembre 2009 Filed under: Povertà Lascia un commento »Rischi, criticità e risorse: una fotografia del nostro Paese rispetto alla crisi economica
E’ stato presentato a Roma lo scorso 18 dicembre il Rapporto sulle politiche contro la povertà e l’esclusione sociale 2008-2009 della Commissione di indagine sull’esclusione sociale (Cies) del Ministero del Lavoro.
Giuseppe Benvegnù-Pasini e Tiziano Vecchiato, Famiglie in salita. Rapporto 2009 su povertà ed esclusione sociale in Italia, Fondazione Zancan
Pubblicato: 12 dicembre 2009 Filed under: Famiglie, Povertà Lascia un commento »POVERTA’: Tre milioni di italiani sono sotto la soglia di povertà alimentare
Pubblicato: 8 ottobre 2009 Filed under: Povertà Lascia un commento »Il 4,4% delle famiglie residenti in Italia vive sotto la soglia di poverta’ alimentare. Lo rileva una ricerca della Fondazione per la Sussidarieta’ con le Universita’ Cattolica e Milano-Bicocca, che traccia il profilo del milione e mezzo di famiglie che ‘soffre la fame’: operai e disoccupati, con un titolo di studio basso e famiglia numerosa.
Poverta – Treccani Portale
Pubblicato: 21 agosto 2009 Filed under: Povertà Lascia un commento »COMPRENDERE LA POVERTA’ Maggioli Editore – Novità luglio 2009 Pagine 226 – F.to cm. 17×24 – ISBN 4997.3 – Euro 20,00
Pubblicato: 24 luglio 2009 Filed under: LIBRI NEWS, Maggioli editore, Povertà Lascia un commento »L’odierna crisi economica impone una riflessione attenta sul fenomeno dell’esclusione.
La giustizia sociale è una condizione inderogabile alla base degli interventi della maggior parte delle organizzazioni istituzionali o non governative, al punto che il 2010 – termine ultimo della strategia decennale di Lisbona per la crescita e l’occupazione – sarà l’anno che l’Europa dedicherà alla lotta alla povertà e all’esclusione.
Dall’esperienza di due associazioni profondamente diverse tra loro ma legate dall’unico obiettivo della solidarietà, la Caritas Italiana (Organismo pastorale della CEI per l’animazione alla carità) e l’Isfol (Ente pubblico di ricerca specializzato nelle politiche di welfare), nasce questo nuovo volume che analizza i diversi aspetti del disagio sociale e traccia tutti i possibili percorsi per contrastarlo:
| PARTE PRIMA |
DESCRIVERE LA POVERTÀ. UN VIAGGIO TRA CONCETTI, FENOMENI E MISURE
1. Diversi approcci per la costruzione delle misure di povertà. 2. Gli indicatori di esclusione sociale e povertà utilizzati in Ue. 3. Dall’indagine sui consumi a Eu-Silc. 4. La “riscoperta” della qualità negli studi sulla povertà nel mondo Caritas. |
| PARTE SECONDA |
DALL’ANALISI ALLE POLITICHE DI CONTRASTO: TERRITORI A CONFRONTO
5. L’attuazione in Italia della strategia europea di contrasto all’esclusione, il quadro normativo e l’intervento delle Regioni. 6. Disagio sociale e dinamiche territoriali. 7. L’esperienza del Progetto Rete: una rilettura dei dossier regionali. 8. Lo strumento del microcredito: storie di responsabilità sociale. |
| PARTE TERZA |
SOGGETTI A RISCHIO DI MARGINALITA’ ED INTERVENTI POSSIBILI |
UNA NUOVA POVERTA’ ASSOLUTA di Linda Laura Sabbadini
Pubblicato: 5 maggio 2009 Filed under: Povertà Lascia un commento »ISTAT, La povertà assoluta in Italia nel 2007
Pubblicato: 29 aprile 2009 Filed under: ISTAT, Popolazione, Povertà Lascia un commento »Istat, Rapporto sulla “povertà assoluta in Italia riferito al 2007”
Pubblicato: 24 aprile 2009 Filed under: ISTAT, Povertà Lascia un commento »È stato presentato ieri dall’Istat il rapporto sulla “povertà assoluta in Italia riferito al 2007”.In base alla nuova metodologia di stima definita da un Commissione si studio, l’Istat ha ripreso la pubblicazione dei dati sulla povertà assoluta che nel 2007, nelle città e nei territori italiani vedeva 975 mila famiglie in condizioni di indigenza (il 4,1% delle famiglie residenti).La stima dell’incidenza della povertà assoluta è stata calcolata sulla base di una soglia di povertà che corrisponde alla spesa mensile minima necessaria per acquisire un determinato paniere di beni e servizi. Questa soglia varia in base alla dimensione della famiglia, alla sua composizione per età, alla ripartizione geografica ed alla dimensione del comune di residenza.
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Il giorno 22 febbraio 2011 le Acli promuovono un convegno nazionale sul tema “La povertà oltre la crisi”.
Scarica il Rapporto sulle politiche contro la povertà e l’esclusione sociale 2008-2009