Istat, Noi Italia 2012


La casa era silenzio e il mondo era calma, di Stevens Wallace, letta da Domenico Pelini

—>La casa era silenzio e il mondo era calma Lettura di Domenico Pelini<—

LA CASA ERA SILENZIO, di Stevens Wallace

La casa era silenzio e il mondo era calma
Il lettore divenne il libro; e la notte estiva

Era il sentire del libro
La casa era silenzio e il mondo era calma

Le parole furono dette come se il libro non ci fosse
Se non che il lettore era chino sulla pagina,

Voleva stare chino, voleva molto tanto essere
Lo studioso a cui il suo libro dice il vero, a cui

La notte estiva è come una perfezione del pensiero.
La casa era silenzio perchè così doveva essere.

Il silenzio era parte del senso, parte della mente:
Il passaggio che conduce la perfezione alla pagina.

E il mondo era calmo. La verità in un mondo calmo.
In cui non c’è altro senso,essa stessa

E’ calma, essa stessa è estate e notte, essa stessa
E’ il lettore che a tarda ora chino legge.


Università di Milano Bicocca, Facoltà di servizio sociale, Servizio sociale e sviluppo sostenibile, 2011


Alessandra Cicalini, Anziani amici dell’Italia, meno i giovani: il rapporto Eurispes | Muoversi Insieme

Vivere in Italia? Un piacere ancora diffuso, soprattutto tra gli anziani. È il risultato di uno dei sondaggi effettuati dall’Eurispes, contenuto nel suo Rapporto Italia 2011. Nel complesso, il giudizio sul presente e sul futuro prossimo della Penisola è in ribasso, ma la libertà di opinione, le bellezze storico-artistiche, il cibo e il clima alleviano l’aumento del senso di precarietà e la preoccupazione per le giovani generazioni. Ad avvertirla, sono innanzitutto queste ultime, in misura spiccata quelle che si collocano nella fascia d’età tra i 18 e i 24 anni, ma anche il 27,4% dei pensionati ultra-sessantacinquenni si sente in ansia per il futuro dei propri nipoti, veri o metaforici.

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Anziani amici dell’Italia, meno i giovani: il rapporto Eurispes | Muoversi Insieme.


STRINGHE COLORATE presenta VERSO L’ATELIER DELLA SALUTE, presso la sede di Confcooperative e sono gratuite. A Como in via Martino Anzi 8

STRINGHE COLORATE presenta

VERSO L’ATELIER DELLA SALUTE

Percorso di consapevolezza e di riappropriazione del ruolo di regista della propria vita e di artista che può scegliere in un originale Atelier le migliori metodologie per guarire e star bene.

Il mondo della salute è in fervido cambiamento e a fianco della medicina occidentale si sono fatte strada altre discipline che stanno dando un contributo interessante sul tema della guarigione. La sottovalutazione delle emozioni sia nella formazione delle malattie che nella promozione della salute non è più procrastinabile e questo percorso intende mostrare nuove esperienze che aprono nuove possibilità di cura.

Abbiamo pensato di offrire una serie di assaggi su pratiche già ampiamente sperimentate e che possono essere prese in considerazione come discipline che integrano il ruolo della medicina tradizionale.

La caratteristica che verrà mantenuta in ciascuno incontro è la ricerca del benessere, pertanto non immaginatevi le classiche conferenze ex cattedra, ma occasioni di dialogo e di esperienza dove, in ogni serata, si conosceranno nuovi approcci, ma si gusteranno anche momenti di benessere personale.

Una serata speciale sarà anche dedicata all’Acqua, bene primario dell’umanità sulla quale è aperto un dibattito cruciale. Oltre a scoprire il valore di questa risorsa per l’uomo verrà presentata una proposta di rigenerazione da sottoporre ai cittadini che sceglieranno di valorizzare l’acqua del rubinetto, garantita dall’ente pubblico.

Iniziamo con 4 conferenze interattive che hanno il compito di stimolare gli eventuali approfondimenti. I partecipanti che intendessero proseguire saranno indirizzati ai percorsi di formazione specifici e certificati.

Le conferenze si tengono presso la sede di Confcooperative e sono gratuite.

A Como in via Martino Anzi 8

Per informazioni: www.stringhecolorate.com tel. 3484765852

QUATTRO INCONTRI SUL BENESSERE

27 gennaio ore 20.45 Andrea Fredi presenta EFT (Emotional Freedom Technique) di Gary Craig e SET (Simply Energy Techinque) di David Lake e Steve Wells.

4 Febbraio ore 20.45 Andrea Magrin presenta “l’Acqua che ti cambia la vita”, una proposta concreta per stare meglio con l’acqua migliore al mondo. L’acqua Kangen di origine giapponese.

10 febbraio ore 20.45 Paola Eleonora Raschellà presenta Le Nuove Tecniche energetiche. Percorsi di consapevolezza per il ritorno al naturale equilibrio dei livelli fisico, emotivo, mentale e spirituale strettamente correlati tra loro nel nostro essere.

17 febbraio ore 20.45 Alberto Terzi presenta The Journey” il metodo di guarigione emozionale di Brandon Bays

I PRIMI PERCORSI DI APPROFONDIMENTO

Per aderire ai percorsi è obbligatoria l’iscrizione scrivendo asede@stringhecolorate.com

20 febbraio 2010 per la prima volta a Como Corso di formazione introduttivo – Primo grado – di

EFT E SET condotto da Andrea Fredi dalle ore 10 alle ore 18.

Il 14 e 15 maggio per la prima volta in zona  Tutta un’altra vita” corso di formazione di due giorni condotto da Lucia Giovannini.

Il progetto è a cura di Alberto Terzi e Paola Eleonora Raschellà

Alberto Terzi è sociologo e practictioner in life coach di PNL e Neurosemantica, EFT, The Journey e The reconnection.

Paola Eleonora Raschellà è operatrice olistica, Theta Healer, The Reconnection Practitioner e Diksha Giver.


Paolo Ferrario, Riflessioni sullo spirito del dono, dal Natale al volontariato e alle banche del Tempo | Muoversi Insieme

Le festività natalizie si nutrono del mito del massimo dono possibile (un Dio che nasce per sacrificare la sua vita agli uomini) e sono anche il periodo dell’anno in cui lo “spirito del dono”emerge con forza nelle nostre individuali vite e sulla scena pubblica.
Indipendentemente dal credo religioso, siamo tutti pervasi dall’atmosfera generale di intimità e socialità, in cui la psiche interagisce intensamente con la cultura e con le tradizioni. Questo è proprio il momento più propizio per osservare quello che ci accade intorno e per interrogarci sul concetto e sull’esperienza del dono, centrale, nei tempi moderni, per il bambino.
Perché gli adulti sono così propensi a far sì che i bambini credano che sia Babbo Natale a portare i regali? E perché noi individui moderni accettiamo così volentieri l’immagine di questa figura che arriva su una slitta volante trainata dalle renne?

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Rapporto sulla “Qualità della vita 2010” realizzato da Italia Oggi e dall’Università La Sapienza di Roma

Secondo il Rapporto sulla

“Qualità della vita 2010”

realizzato da Italia Oggi e dall’Università La Sapienza di Roma, Trento risulta essere la città in cui si vive meglio e Napoli invece la si trova in fondo alla classifica.

Dai dati in generale le migliori “eccellenze urbane” sono in Veneto.

Migliora la vita nella maggior parte delle grandi città e le cose sembrano peggiorate nelle province del Sud e nelle isole.

Trento, mai scesa sotto al settimo posto viene premiata per le performance nell’ambito affari e lavoro, ambiente, popolazione e servizi finanziari e scolastici. Nella top ten del vivere bene troviamo anche Mantova, Belluno, Bolzano, Pordenone, Siena, Cuneo, Sondrio, Aosta e Parma. Secondo il Rapporto, l’ambiente rappresenta uno dei principali elementi di criticità condivisa per la qualità della vita nelle metropoli.


ISTAT La soddisfazione dei cittadini per le condizioni di vita




Osservatorio Ipsos – Anci Lombardia, I cittadini lombardi e il Comune, la percezione della qualità della vita e della crisi economica

Osservatorio Ipsos – Anci Lombardia
I cittadini lombardi e il Comune, la percezione della qualità della vita e della crisi economica.
Ricerca IPSOS


Paolo Ferrario, Riparare, Riusare, Ridurre per vivere meglio: comportamenti individuali e politiche ambientali, pubblicato in Muoversi Insieme di Stannah

Gli over 60, nati attorno alla metà del Novecento, hanno vissuto tempi di trasformazione storica profonda che ha inciso sui comportamenti quotidiani: sono cambiati i beni e i servizi, gli alimenti, le case, i modi di muoversi in città. Il riflesso condizionato delle persone in procinto di percorrere la prevecchiaia e la vecchiaia è quello di resistere, almeno con la psiche, ai mutamenti sociali. Ma il processo è ineluttabile e allora vale la pena di vederne anche gli aspetti positivi e divertenti.
Prendiamo gli oggetti che ci circondano e, visto che ne abbiamo memoria, guardiamoli (anzi: ri-guardiamoli) e riflettiamo su come essi si sono intrecciati alle nostre storie individuali …

segue su questi punti :

  • il riemergere della“cultura del riuso”
  • la ricerca di Guido Viale, La civiltà del riuso e di altri autori (Latouche, Attali, Fabris, Rampini)
  • Ridare vita agli oggetti usati
  • vantaggi (e si potrebbe dire anche la bellezza, il gusto e la gioia) di elaborare strategie del “riuso”
  • tipologie dei “riutilizzatori”
  • gli effetti sulle politiche ambientali

Vai all’intero articolo qui:


Luciana Quaia, Vacanze, alla ricerca del tempo perduto, in Blog di Stannah | Muoversi Insieme

Di recente un’agenzia di stampa ha rivelato che le vacanze “mordi e fuggi” non fanno bene all’anima. Purtroppo, non tutti possono concedersi lunghe ferie, però sarebbe importante approfittarne per recuperare un ritmo di vita più rilassato, buttando via l’orologio. Pensate che lo suggerivano già gli antichi greci, come racconta Luciana Quaia nell’articolo che pubblichiamo oggi nell’area Magazine, settore “Tempo libero”. La nostra psicologa prende proprio spunto dalla doppia etimologia della parola “tempo” secondo i padri del pensiero filosofico d’Occidente. Il tempo degli impegni e del lavoro per loro era Chronos, quello interiore e dello stare con gli altri Kairos. L’esperta illustra quindi come puntare su quest’ultimo a seconda delle diverse tipologie umane che incarniamo, dal tipo pigro al tipo naturalista, passando per quello meditativo. A ben guardare, i consigli che elargisce sono adatti comunque apersone che hanno voglia di rallentare. Imparare a farlo è però sempre possibile:provate a leggere i suoi suggerimenti e diteci se su di voi hanno funzionato. E buone vacanze, di vero cuore, a tutti!

Leggi l’articolo di Luciana Quaia


Guy Brown, Una vita senza fine? invecchiamento, morte, immortalità (The Living End, 2008), edizione italiana a cura di Edoardo Boncinelli, traduzione di Gianbruno Guerrerio, Raffaello Cortina, Milano 2009

La ricerca di Guy Brown, con una potente griglia argomentativa che spazia  fra biologia cellulare e incursioni nella statistica e ancora nelle mitologie della storia umana, va oltre ciascuno di questi approcci. E ci indica i problemi: con le piccole dita della mano ci fa vedere le immensità.
Sono certo che potrà costituire un ottimo aiuto all’esercizio di compiti professionali di chi si occupa di persone anziane o disabili, ma anche un libro da comodino per chi sta invecchiando e verifica sul proprio corpo e sulla propria psiche i processi transizionali che sfumano dalla vita a quel territorio che ciascuno avrà la ventura di attraversare.
Un testo miliare e originale che va al cuore della questione:
la medicina è stata efficace nell’allontanare la morte, ma poco sa o può fare per le patologia gravemente invalidanti che – dunque – riverberano il loro peso su tipi di servizio o su famiglie non più allenate a sostenerne la quotidianità ed il passare dei giorni

Paolo Ferrario


dalla prefazione di Edoardo Boncinelli:

Ogni essere vivente è come una bolla di ordine che si genera e si sostiene per qualche tempo in un mare di disordine.
Quando parte è piccola e incerta; poi cresce e si stabilizza. Dopo una breve permanenza nel suo optimum – e dopo aver dato inizio, se tutto va bene, a qualche altra avventura vitale – la bolla comincia a dare segni di instabilità ed entra in contrazione, funzionale se non strutturale. Infine finisce, progressivamente o di schianto. Nei secoli, senza remissione.
Questa potrebbe essere la parabola della vita e della morte, una parabola con il pregio della lucidità, se non della poeticità. E senza indulgenze e ammiccamenti.
Se la bolla rappresenta un animale, è tutto qui. Poiché quello non sa che finirà e non sa nemmeno che è vivo. Che alternativa esiste infatti per lui all’essere vivo? Essere vivo è l’unico suo stato possibile. Essere vivo ed essere impegnato a mantenersi tale, sempre e comunque. In barba alla morte, che è estranea alla vita vissuta.
Diverso è il caso nostro, perché noi possiamo “vivere” la morte. Se la bolla corrisponde a un essere umano, essa si anima allora di aspettative, di speranze e di timori. E qui casca l’asino! Tutti sappiamo che gli uomini muoiono, ma a nessuno appare chiarissimo che anche lui morirà. Soprattutto perché non sa quando. Perché anche noi un po’ animali siamo e l’unico stato concepibile è quello di vivente, e magari impegnatissimo. Ciononostante, “sappiamo” che prima o poi dovremo morire, con la spiacevole complicazione che dovremo invecchiare.


Che se ne parli ogni giorno o che non se ne parli mai, il pensiero della morte, e dell’invecchiamento, non ci abbandona mai, non fosse altro che perché siamo circondati da tanti altri esseri umani con i quali interagiamo a vario titolo. Forse, allora, è meglio affrontarlo direttamente l’argomento, in forma mitica, in forma poetica o dal punto di vista scientifico.
La nostra è l’epoca della scienza e della tecnologia, e anche di un certo grado di pianificazione sociale. E’ naturale, quindi, che anche della morte, dei suoi prodromi e delle sue conseguenze se ne parli scientificamente e con un occhio al sociale. Senza mai dimenticare il versante poetico e mitologico, immaginati dalla fragile bolla.
E quello che fa questo libro dove non manca nulla. Ognuno potrà trovarvi quello a cui è più interessato, dalle parole del Libro dei Morti dell’antico Egitto alle insidie della malattia di Alzheimer, dal mito di Aurora e Titone ai meccanismi dell’invecchiamento cellulare, dalla saga di Gilgames alle ragioni dell’incredibile allungamento della vita che stiamo tutti vivendo.
Eccezionalmente aggiornato dal punto di vista scientifico, dotto e ben documentato, è il libro su tutti gli aspetti della morte, almeno di quelli che si possono concepire in vita. La morte e l’invecchiamento sono girati e rigirati da tutti i lati e guardati con occhio attento e appassionato. Come dire che si tratta del meglio che si possa fare, con questo come con molti altri argomenti. Chi cerca l’”essenza” della morte, o magari della vita o di tutte le altre cose che interessano i vivi, dovrà però rinunciare. O cercarsela da sé.
Il bello della vita è che la si vive una volta sola, non ha antecedenti e va in scena senza un’ora di prove. “La morte si sconta vivendo“, ha detto Ungaretti.


INDICE


Prefazione {Edoardo Boncinelli)


1. Inizi e fini
Interludio 1
Breve storia della morte e della dannazione


2. La faccia mutevole della morte
Interludio 2
Il significato della morte


3. Un calcio al secchio
Interludio 3
La ricerca dell’immortalità


4. La morte si frantuma
Interludio 4
Gli immortali di Luggnagg


5. Perdere il senno
Interludio 3
L’anima mortale


6. L’Io digitale
Interludio 6
La paura della morte


7. La morte cellulare
Interludio 7
Quando diventiamo vecchi?


8. Invecchiamento
Interludio 8
Dobbiamo resistere alla morte?


9. Immortalità
Poscritto
Come dovremmo morire?

da Antologia del tempo che resta: Guy Brown, Una vita senza fine? invecchiamento, morte, immortalità (The Living End, 2008), edizione italiana a cura di Edoardo Boncinelli, traduzione di Gianbruno Guerrerio, Raffaello Cortina, Milano 2009

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Contro il Partito dei Suvisti


Del Zanna Giovanni, Casalinghi “furbi” per l’economia articolare – Blog di Stannah | Muoversi Insieme

Vi siete messi in testa di preparare un tortino di patate, ma vi pesa il pensiero di doverle sbucciare una per una con il coltello. Un rimedio c’è. Fate un salto al supermercato: di sicuro troverete un aggeggio piccolo, in genere colorato, che vi renderà questa operazione molto più agevole. Del pelapatate, ma anche dello schiaccianoci e degli apri-bottiglia intelligenti, parla Giovanni Del Zanna nell’articolo che pubblichiamo oggi nell’area Magazine, settore Tecnologia e domotica.
Con questo articolo, il nostro architetto prosegue così nel viaggio tra gli utensili da cucina che ci semplificano la vita, soprattutto se abbiamo problemi alle articolazioni, ma non solo in questo caso. In fondo, dice l’esperto, perché fare uno sforzo in più quando potremmo farne uno in meno? Meno fatica ci occorre per svolgere incombenze pratiche più tempo avremo per quelle più piacevoli… SEGUE

L’ARTICOLO E’ QUI: Se sbucciare le patate vi pesa troppo… – Blog di Stannah | Muoversi Insieme

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Anna Maria Messina, Sana alimentazione: la parola alle “Linee guida” | Muoversi Insieme

Le Linee guida per una sana alimentazione italiana, stilate e diffuse dall’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (in sigla, Inran), raccolgono informazioni e raccomandazioni nutrizionali destinate ai consumatori. Rivedute e aggiornate nel 2003, tengono conto delle ultime scoperte in campo scientifico sugli alimenti e dei mutamenti delle abitudini alimentari, dei consumi e degli stili di vita degli italiani.Da questo mese iniziamo a presentarle una per una:

Sana alimentazione: la parola alle “Linee guida” | Muoversi Insieme

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Angela Maria Messina, Più pane, pasta, verdure e frutta: così la dieta equilibrata | Muoversi Insieme

Continuiamo questo mese con le Linee guida per una sana alimentazione italiana presentando una indicazione che non è così difficile da mettere in pratica, almeno per gli italiani:
“Più cereali, legumi, frutta e verdura”, uno slogan che significa, in soldoni, più pane e pasta che, insieme ai legumi e alle verdure, sono alimenti già presenti spesso sulla nostra tavola.
Perché è così importante che nella nostra alimentazione quotidiana siano sempre presenti questi cibi?

Più pane, pasta, verdure e frutta: così la dieta equilibrata | Muoversi Insieme

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Del Zanna Giovanni, Oggetti utili, ma anche gradevoli | Muoversi Insieme, Stannah

Spesso siamo portati a distinguere tra oggetti decorativi (belli) e oggetti funzionali (utili), quasi non sia possibile coniugare i due aspetti. Cosa ancora più evidente quando consideriamo gli “ausili”, quegli oggetti che ci aiutano e ci supportano nella vita quotidiana. Anzi, quando parliamo di “ausili” scatta subito una sorta di repulsione, nel nostro immaginario vediamo oggetti brutti, dall’aspetto ospedaliero; oggetti che riteniamo debbano essere utilizzati da chi non può farne a meno, da chi “è messo male”.Quale distinzione poniamo tra utensili e ausili? Il significato della parola ausilio (dal latino auxilium) è quello di oggetto che aumenta e rafforza le nostre capacità

per l’intero articolo vai a:
Oggetti utili, ma anche gradevoli | Muoversi Insieme

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Verso il Cohousing , incontri formativi a Como, Gennaio-Marzo 2010

A partire dal grande interesse riscontrato durante l’ultima Fiera e nelle richieste di approfondimento pervenuteci, L’isola che c’è – con il progetto LuoghiCOmuni – e DES Varese – con il progetto CoVabito – ha avviato un percorso formativo Verso il Cohousing con l’obiettivo di stimolare la formazione di gruppi per la realizzazione di futuri progetti di coabitazione sostenibile.
I prossimi appuntamenti:
* Sabato 23 gennaio, ore 10-17 (pranzo autogestito): Il metodo del consenso: la maggioranza esprime la migliore delle soluzioni possibili?
Presso: casa dei Padri Comboniani a Como – Rebbio (Via Varesina, all’altezza di Via Lissi)
I processi decisionali nella progettazione partecipata: il metodo del consenso
Conduce e facilita: Anna Fazi, Rete Lilliput
* Sabato 6 febbraio, ore 10-17 (pranzo autogestito): La progettazione partecipata come processo sociale inclusivo
Un’esperienza concreta di progettazione partecipata con… un risultato finale!
Conduce e facilita: Architetto Rossella Bearzatto, consulente in progettazione partecipata
* Sabato 27 febbraio, ore 16 (cena autogestita): La casa ecologica
Autocostruzione e autorecupero, utilizzo di materiali innovativi, pannelli solari e geotermia, sono solo alcune delle tematiche che verranno trattate in questo brainstorming sulla casa ecologica.
Conducono: professionisti del tavolo Bioedilizia (DES Varese), Ing. Marco Tornaghi (Thermogea) e Ing. Francesco Tampellini (Rete Solare per l’Autocostruzione)
* Sabato 20 marzo: Gita a Castelmerlino (BO)
Visita al cohousing in costruzione di Castelmerlino (BO) e incontro con l’associazione E’-cohousing.
Il luogo e gli orari degli incontri saranno comunicati di volta in volta. Per i pranzi o le cene in autogestione ognuno è invitato a portare qualcosa da condividere. È richiesto un contributo di €30 a testa per l’intero ciclo di incontri (€50 per le coppie)

vai a:

http://www.lisolachece.org/index.php?option=com_content&task=blogcategory&id=137&Itemid=615

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Giovanni Del Zanna, Oggetti utili, ma anche gradevoli | Muoversi Insieme

Spesso siamo portati a distinguere tra oggetti decorativi (belli) e oggetti funzionali (utili), quasi non sia possibile coniugare i due aspetti. Cosa ancora più evidente quando consideriamo gli “ausili”, quegli oggetti che ci aiutano e ci supportano nella vita quotidiana. Anzi, quando parliamo di “ausili” scatta subito una sorta di repulsione, nel nostro immaginario vediamo oggetti brutti, dall’aspetto ospedaliero; oggetti che riteniamo debbano essere utilizzati da chi non può farne a meno, da chi “è messo male”.Quale distinzione poniamo tra utensili e ausili?

l’intero articolo qui:
Oggetti utili, ma anche gradevoli | Muoversi Insieme

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Giovanni Del Zanna, Un letto… non solo per dormire | Muoversi Insieme

Il letto però non viene utilizzato solo di notte, ma è utile anche per la pennichella pomeridiana o, nel corso della giornata, per assumere una posizione che permetta di distendere la schiena.
Possiamo passare a letto lunghi periodi per una malattia, o per delicate condizioni di salute.
Non solo, ma spesso, prima di dormire, ci troviamo sdraiati a guardare la tv, sentire la musica, leggere un libro, parlare al telefono con un amico.
Ripensare al letto in quest’ottica ci porta a prestare più attenzione a questo arredo basilare, utilizzato da tutti.

vai a:
Un letto… non solo per dormire | Muoversi Insieme

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ISTAT, “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo”

“Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo” offre un quadro d’insieme dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del nostro Paese, della sua collocazione nel contesto europeo e delle differenze regionali che lo caratterizzano.

Il prodotto arricchisce l’ampia e articolata produzione dell’Istat attraverso la proposta di indicatori, aggiornati e puntuali, che spaziano dall’economia alla cultura, al mercato del lavoro, alla qualità della vita, alle infrastrutture, alla finanza pubblica, all’ambiente, alle tecnologie e all’innovazione.

Gli indicatori, raccolti in 112 schede e distribuiti su 18 settori di interesse, si possono consultare in modo ragionato per settori e per singole schede, scaricare su un foglio elettronico, approfondire con i link presenti in ogni pagina.

noi italia

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Qualità della vita 2009: Pagella finale – Il Sole 24 ORE

Il dossier realizzato dal Sole-24 Ore misura da vent’anni la vivibilità delle 107 province italiane attraverso una serie di dati statistici elaborati in 36 classifiche.Dal reddito all’occupazione, dalla natalità alla sanità, dai reati alle opportunità per il tempo libero, ecco il nostro ritratto dell’Italia. Nel 2009 sale sul podio Trieste che già nel 2005 era stata selezionata come la regina delle province.

Qualità della vita 2009: Pagella finale – Il Sole 24 ORE

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ISTAT, La soddisfazione dei cittadini per le condizioni di vita nel 2009

La soddisfazione dei cittadini per le condizioni di vita nel 2009

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Giovanni del Zanna scrive di Oliver Sacks, Un antropologo su Marte, in Blogzine Muoversi Insieme, Stannah

Durante la mia formazione, ho perciò approfondito gli aspetti di ergonomia, l’attenzione alla psicologia ambientale, il rapporto tra l’utente e l’ambiente, spingendomi in ambiti lontani dalla professione di architetto per capire e scoprire sempre più le molteplici e affascinanti dimensioni della diversità dell’uomo.Su questa strada ho incontrato i libri di Oliver Sacks, neurologo e scrittore. Letture interessanti, piacevoli sul versante narrativo e stimolanti per la riflessione sulla realtà dell’uomo e le sue diverse “condizioni”.In “Un antropologo su Marte” (1995) la protagonista di un capitolo del libro, una persona autistica, racconta di sentirsi come “un antropologo su Marte” per esprimere la sua difficoltà di capire i sentimenti e le relazioni tra le persone. Sacks riprende quest’espressione – tanto da usarla nel titolo – sentendosi anche lui un antropologo (studioso dell’uomo) che esplora mondi diversi: le diverse esperienze di uomini (e donne) che a seguito di disturbi neurologici vivono secondo …

l’intero articolo è qui:

Un architetto… su Marte | Muoversi Insieme

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BlogZine di Muoversi Insieme, Stannah

Cover Rassegna Stannah – Powered by Google Documenti

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Jugo: l’autostop che funziona.

Jugo: l’autostop che funziona.

In questa newsletter siamo felici di parlarvi di Jungo, il nuovo sistema di mobilità urbana ed extraurbana agile che “sfrutta” il flusso naturale di automobili già in movimento (diversamente dal car-sharing e dal carpooling che invece sfruttano auto precedentemente ‘prenotate’).  È oggi  allo studio un  primo esperimento pilota, che si spera dia il via al vero movimento. La mission di Jungo: ridurre le auto creando un mezzo ‘open source’, a diffusione generale, autoregolato, eco-sostenibile. E anche allegro!
La strategia è quella “della pulce” (che salta da un’auto all’altra, utilizzando a proprio favore le direzioni dell’automobilsta che dà il passaggio)… questa strategia libera la “solidarietà latente” insita in molte persone, ed è adatta a menti spigliate. Il movimento conta già quasi mille aderenti, e ha referenti locali in 11 città del Nord Italia.
L’utente quindi, come una pulce, ‘salta’ da una macchina all’altra; tutti gli utenti registrati sono abilitati all’imbarco reciproco estemporaneo (cioè ‘a vista’); il sistema funziona quindi apparentemente come un autostop, ma non è un autostop perché non ne ha le controindicazioni.
Quando l’utente si presenta su una direttrice viaria, esibendo la ‘card’ nominativa, questo significa per tutti tre cose: “chiedo un passaggio su questa direzione; voglio pagare; sono tranquillo”.
Il rilascio della ‘card’ al richiedente è infatti subordinato al superamento di una precisa procedura di controllo sulla persona, rigorosa ma standardizzabile. Il concorso di ulteriori accortezze aumenta esponenzialmente la sicurezza reciproca del passaggio.
Al termine della tratta il passeggero rimborsa il pilota con un ticket, prefissato da Jungo: quindi il vantaggio
economico è bilaterale. Con uno o più passaggi in stile ‘Jungo’, l’utente può ridurre l’utilizzo della propria auto, i costi e i tempi connessi alla ricerca di un parcheggio,il fastidio di guidare… e fare ogni giorno nuove conoscenze!
Benvenute le buone idee!!!
Per informazioni, visitate il portale www.jungo.it


www.jungo.it

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SESTO PUNTO IL PRATO IN VERTICALE – TECOLOGY

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Giovanni Gasperini, Tempi e ritmi nella società del Duemila, FrancoAngeli

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Tempi e ritmi nella società del Duemila  
Autori e curatori: Giovanni Gasparini
Collana: La società – Saggi
Argomenti: Sociologia dei processi culturali
Livello: Saggi, scenari, interventi
Dati: pp. 144,     1a edizione  2009  (Cod.1420.1.105)
 
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Tempi e ritmi nella società del Duemila

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Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 17,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856811438
 
Tipologia: E-book
Prezzo: € 13,50
Possibilità di stampa:  No
Possibilità di copia:  No
Codice ISBN 13: 9788856819960
Formato: Adobe Acrobat
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Informazioni sugli e-book
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Non ancora disponibile
  <!–if disponibilita = "Nulla" and idTipologia=1 then%> ATTENZIONE: Disponibilità nulla end if–>
In breve Il volume condensa il lavoro ininterrotto dell’Autore (che dura da oltre 25 anni) sulla problematica del tempo, e dell’accelerazione indotta più di recente da internet e dai nuovi media, e affronta problematiche trasversali e cruciali della nostra modernità.
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Presentazione
del volume:
La problematica del tempo, che è stata “scoperta” con entusiasmo dai sociologi italiani ed europei attorno agli anni ’80 del Novecento, non ha ancora cessato di generare interesse, riflessioni e applicazioni ad ambiti della vita sociale che vanno dal lavoro al tempo libero, dalle problematiche delle donne a quelle degli anziani, dalla condizione urbana all’accelerazione indotta da internet e dai nuovi media.
Questo volume, frutto di un lavoro ininterrotto sui tempi sociali che dura da oltre 25 anni, si offre al lettore con due caratteristiche specifiche. In primo luogo, date le dimensioni volutamente contenute e il taglio agile, non ha pretese di esaustività sull’inesauribile fenomeno del tempo: l’autore, senza trascurare riferimenti e citazioni essenziali, ha deciso di decantare e offrire il proprio personale contributo al dibattito in corso. In secondo luogo, non si limita a una trattazione dell’organizzazione sociale del tempo, ma allarga il discorso a problematiche trasversali e cruciali della modernità in cui il tempo entra ma non è il solo referente.
Il libro, concepito con la metafora della sinfonia musicale, contempla all’inizio (Ouverture) e in conclusione (Finale) i due termini-concetti ritenuti basilari per l’approccio adottato: non solo “tempo” ma anche “ritmo”, affiancando a una rappresentazione statica una dinamica. Il nucleo del volume è rappresentato da quattro Movimenti dedicati alle risonanze della problematica della temporalità in altrettante issues: la globalizzazione con i fenomeni correlati fra cui quello dell’”agglutinamento”, la velocità considerata in rapporto alla lentezza e all’accelerazione, la natura nelle sue relazioni con la cultura, i valori individuali e collettivi.

Giovanni Gasparini, professore ordinario di Sociologia nell’Università Cattolica di Milano, ai rapporti tra tempo e società ha dedicato 5 volumi (l’ultimo dei quali, Tempo e vita quotidiana, edito da Laterza nel 2001), la voce Tempo redatta per l’Enciclopedia Treccani delle Scienze Sociali (2001) e oltre un centinaio di altre pubblicazioni scientifiche in Italia e all’estero. A partire dall’analisi dei tempi sociali “interstiziali” ha elaborato, dalla fine degli anni ’90, una “Sociologia degli interstizi” che rientra nell’alveo dell’analisi sociologica della vita quotidiana (Interstizi e universi paralleli, Apogeo 2007).

Indice:
Giovanni Gasparini, Premessa
Ouverture
Tempo
(Studiare il tempo; Dai classici ad oggi; Mutamenti e perturbazioni nella società del Duemila; I nodi problematici attuali)
Movimenti
Globalizzazione
(Una lunga deriva; Tra rivoluzione industriale e società contemporanea; Agglutinamento)
Velocità
(La cultura temporale; Tra accelerazione e lentezza; Un percorso metropolitano; Suggestioni letterarie: Pinocchio e il Piccolo principe)
Natura
(Natura come tempo dell’universo; Natura come dimensione biologica; Natura come ambiente naturale)
Valori
(Valori e giudizi; Tempo e valori: ritorno alla filosofia; Una prospettiva laterale: gli interstizi della vita quotidiana; La morsa della network society)
Finale
Ritmo
(Musica e poesia; Ritmi cosmici, biologici, sociali; Dal tempo al ritmo)
Coda
I tempi urbani: un calendario per Milano
(La costruzione sociale del tempo e i calendari; I presupposti e il progetto di un Calendario di Milano; Problemi e prospettive)
Tempo e società mondiale dopo l’11 Settembre
(Sorpresa e cultura temporale; I valori coinvolti; Il bosco come metafora della società mondiale)
Bibliografia
(Bibliografia di riferimento; Autobibliografia).

Tempi e ritmi nella società del Duemila

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conferenza stampa di presentazione del“Manuale illustrato per la domotica ad uso sociale”.di Giovanni Del Zanna, Massimiliano Malavasi, Giulio Vaccari

conferenza stampa di presentazione del“Manuale illustrato per la domotica ad uso sociale”.di Giovanni Del Zanna, Massimiliano Malavasi, Giulio Vaccari
Il Manuale promuove in maniera diffusa la realizzazione di impianti elettrici innovativi in grado di rendere più semplice la vita nella casa e aumentare l’autonomia delle persone anziane o con disabilità.Per l’alta valenza sociale dell’iniziativa il “Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali” ha concesso il patrocinio al manuale, accordato anche da Confartigianato, Consiglio Nazionale dei Periti e AEIT.Programma della Conferenza Stampa12.30 – Buffet13.30 – Registrazione14.00L’impegno di GEWISS per il socialeStefano Dionigi, Resp. Formazione Tecnico Commerciale GEWISS14.20Esperienze di progettazione fruibile: dalle esigenze della persona al manuale socialeGiovanni Del Zanna – Studio gdz14.40Le tecnologie al servizio della persona e le iniziative per i professionistiNicola Perico, Resp. Promozione Tecnica GEWISS15.00Politiche per l’autonomia e la vita indipendente delle persone disabili in LombardiaGiulio Boscagli, Assessore alla Famiglia e Solidarietà Sociale REGIONE LOMBARDIA15.20Iniziative ed incentivi per l’utenza deboleRosella Petrali, Direzione Famiglia e solidarietà sociale di REGIONE LOMBARDIA15.40 – Dibattito16.00 – Chiusura lavoriR.S.V.P.Ufficio stampa GEWISS: communication@gewiss.com – tel. 035 946 111Ai partecipanti verrà data una copia omaggio del Manuale

gdz4all – Newsletter 29 ottobre 2009

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Marco Santarelli, Casa: storie di social housing, Radio 3 Scienza 30 marzo 2009

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Dossier “Rapporto sulle “Condizioni ed il Pensiero degli Anziani”

Una società diversa, il Rapporto anziani 2009

È stato presentato a Roma l’11 novembre 2009 presso la Camera dei Deputati, alla presenza del Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, il “Rapporto Nazionale 2009 sulle Condizioni ed il Pensiero degli Anziani: una società diversa”.
Il Rapporto evidenzia gli aspetti demografici del fenomeno invecchiamento in Italia e nel mondo, ma soprattutto analizza gli aspetti legati al rapporto tra anziani e condizioni di salute, assistenza dentro e fuori la famiglia, invecchiamento e attività lavorativa. Il Rapporto nasce da una collaborazione fra Federsanità ANCI, Ageing Society-Osservatorio Terza Età e IRCCS INRCA – Agenzia Nazionale per l’Invecchiamento, si tratta di uno strumento aggiornato a 360 gradi sulle condizioni della popolazione anziana, un’analisi scientifica di dati ma anche una visione ragionata dei problemi e delle strategie per risolverli. Vengono presi in considerazione tutti gli aspetti della vita di una fascia di popolazione che in Italia diventa sempre più importante per il numero e il peso che ha sui servizi sanitari e sociali. 
Ma non solo, poiché l’allungamento della vita unito al miglioramento della qualità della stessa produce effetti nuovi anche sul lavoro, sui consumi, sulle condizioni abitative, sul turismo, ecc. del Paese. In Italia il 20% della popolazione è rappresentata da individui con più di 65 anni, ma in ben 12 capoluoghi di regione, tale percentuale è ampiamente superata fino a raggiungere punte che vanno dal 26% di Venezia al 28% di Trieste. Altro elemento significativo è rappresentato dalla percentuale della componente femminile nel contesto degli over 65. Il dato nazionale distingue i generi in 41,8% di maschi e 58,2% di femmine con un delta di 16,4% di donne in più rispetto alla componente maschile.

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Alessandra Cicalini,Riscaldare la casa, consigli pratici per non battere i denti | Muoversi Insieme, Stannah

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Giovanni Del Zanna, Accessibilità Universale, ovvero per tutti | Muoversi Insieme, Stannah

Si sente parlare spesso di “Accessibilità”, ma nello specifico cosa intendiamo con questo termine?
Accessibilità economica, dell’informazione, dei siti web… tante possono esserne le accezioni. Quando però ci riferiamo al tema della casa, della città, individuiamo nella Accessibilità quella qualità dell’ambiente costruito che permette a tutti

il resto dell’articolo qui:

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Said Edward W., “Sullo stile tardo”, Il Saggiatore, Milano, 2009, pp. 164, € 19,00.

Come cambiano le opere degli autori che invecchiano? (Centro Maderna)
“Mi concentrerò su alcuni grandi artisti e sul modo in cui, alla fine della vita, la loro opera e il loro pensiero abbiano acquisito un nuovo linguaggio che vorrei definire stile tardo.” Edward Said descriveva così il progetto al quale aveva dedicato oltre vent’anni di studio, diversi cicli di conferenze e lezioni universitarie, e che lo impegnava ancora al momento della morte. Adorno, Beethoven, Richard Strauss, Benjamin Britten, Tornasi di Lampedusa, Luchino Visconti, Glenn Gould, Jean Genet, come pure Mozart, Euripide, Kavafis, Thomas Mann. Nelle loro ultime prove – a differenza di quanto accade, per esempio, con Rembrandt, Matisse, Sofocle, Shakespeare, Verdi – non si avverte una pacifica risoluzione delle contraddizioni, una serena compiutezza, bensì “intransigenza”, “difficoltà”, “disgregazione”, a tratti una “feroce militanza contro il proprio tempo”, un anacronismo perseguito con ostinazione. È proprio questa “tardività inconciliata” ad attrarre maggiormente l’interesse di Said, che la esplora in quanto cifra stilistica più che per le implicazioni biografiche e autobiografiche, alle quali pure non era e non poteva essere insensibile, non da ultimo per la consapevolezza della propria malattia e dunque della mancanza di tempo. Lo scandaglio critico insiste sul linguaggio con cui il tema viene declinato nelle opere originali e, in alcuni casi privilegiati, nelle riletture e riscritture successive, talvolta realizzate con mezzi differenti.

(da: www.libreriauniversitaria.it)
Said Edward W., “Sullo stile tardo”, Il Saggiatore, Milano, 2009, pp. 164, € 19,00.

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La qualità della vita dell’anziano, in Difesa sociale n. 8 2009

Focus – La qualità della vita dell’anziano

■ La qualità della vita dell’anziano: gli aspetti demografici

Giuseppe Gesano

■ Reti sociali e stato di salute degli anziani. Analisi dei dati dell’indagine Multiscopo

ISTAT 27 Maria Avolio ■ Aldo Rosario – Antonio Giulio de Belvis – Amedeo Spagnolo ■ Elide Latini

■ Indagine nazionale sui determinanti sociali e lo stato di salute degli anziani in Italia

/ risultati dell’indagine campionaria 2008 IAS-UCSC 35 Antonio Giulio de Belvis ■ Maria Avolio – Aldo Rosane ■ Amedeo Spagnolo ■ Elide Latini

• Le esperienze di promozione delle reti sociali in Italia: una rassegna documentale 47 Anna Maria Melloni

■ Il quadro delle politiche sociali per gli anziani a livello nazionale e locale in Italia  53

Patrizia Torchia


Montascale Stannah – Scegli il leader mondiale

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Casa alla Fontana – Home Page

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Vita in comune, è boom dei condomini solidali

A Milano nascono nuove comunità in cascine o edifici ristrutturati. Una formula per condividere spazi abitativi, stipendi e problemi

Vivere in comunità: è il sogno del Terzo Millennio di tante famiglie milanesi,

Vivimilano.it – Vita in comune, è boom dei condomini solidali

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Friendly – Almanacco della società italiana, a cura di Laura Balbo,Anabasi, Milano 1993

Friendly – Almanacco della società italiana, a cura di Laura Balbo, Anabasi, Milano 1993


Il progetto

Abbiamo messo insieme un album di tracce e immagini friendly. Ci interessava capire se attraverso notizie di cui leggiamo sulla stampa, o qualche informazione più approfondita che ci arriva, in qualche modo si intuisca e si tematizzi la dimensione friendly. Sono frammenti, accenni, flash, raccolti nell’arco dell’anno che è passato, e che proponiamo all’inizio del 1993.

La pubblicazione che presentiamo è un numero zero. La riproporremo negli anni a venire, pur consapevoli del fatto che friendly, la nostra parola chiave, e l’idea stessa di questo progetto possono sembrare paradossali, fuori luogo, sbagliate. Nel corso dell’anno in effetti ci siamo chiesti – man mano che, con drammaticità imprevista, il quadro si faceva più negativo – se aveva senso mantenere la prospettiva che ci eravamo dati. Ma non pensiamo si possa continuare a vivere senza uno scenario in avanti. Al presente nessuna proposta viene avanzata, non ci sono progetti collettivi, che mirino a costruire, inventare, innovare, appunto rispetto alle condizioni della vita quotidiana.

E un progetto, dunque, su cui vogliamo continuare a lavorare; dandogli, se sarà possibile, respiro comparativo a livello europeo.

L’obbiettivo è di svolgere una funzione di tematizzazione; forse, di anticipazione. Questa idea, di cui cogliamo frammenti e tracce, vogliamo che se ne ragioni, che trovi spazio nel dibattito sul sociale, che sia messa in circolazione nelle teste e nei discorsi.

Tracce di vivere friendly ne abbiamo trovate: sono esempi di strategie individuali e di organizzazione dal basso e di autorganizzazione; sono ‘ idee innovative, sperimentazioni, applicazioni di ‘ tecnologie e progetti significativi. Quelle di cui ci occupiamo sono in genere notizie che non stanno nei titoli ne nelle prime pagine: sono confinate nella cronaca, spesso liquidate in pò- . che righe. Tuttavia ce ne sono: non sempre facili da interpretare; alcune, in verità, assai ambigue. Abbiamo incluso anche il falso friendly. E ci sono fatti che paiono andare nella direzio- i ne friendly, ma informazioni successive mettono in forse che siano davvero tali; iniziative che sono state bloccate o che comunque non sono andate avanti; indizi apparentemente friendly, ma non ne eravamo del tutto sicuri.

‘ Seguendo questo filo di ragionamento, abbiamo, molto semplicemente, selezionato e raccolto, dalla stampa quotidiana del 1992, notizie che in qualche modo alludessero a una dimensione , friendly di rapporti o regole sociali. Queste immagini e tracce – esili, frammentate – le proponiamo, e proponiamo di rifletterci su.

Riguardano attività e luoghi del vivere quotidiano: l’abitare, lo spostarsi, il sentirsi sicuri, lo stare bene, quanto si aspetta e che aria si respira e che acqua si beve. Dunque, non gli eventi pubblici, la politica e l’economia, le guerre e le relazioni internazionali: ciò che soprattutto riempie i giornali. Neppure riprendiamo previsioni di difficoltà, disfunzioni, inefficienze, disastri: è prevalentemente in questa chiave che ci vengono presentati i dati dell’esperienza quotidiana, mentre assai minore è l’attenzione prestata a dati e fatti del vivere “normale” e quotidiano. Quando qualcuno se ne occupa, è per drammatizzare il “caso umano” e giocare su aspetti di sensazionalismo o di scandalo. Notizie che magari ci colpiscono, ma che non parlano di “noi”. Aggiungiamo che il peso delle informazioni un-friendly sul totale raggiunge probabilmente il novantanove percento di tutte quelle pubblicate, tanto che anche a noi, nel fare questa rassegna, è stato diffìcile non farci assorbire dai fatti disastrosi della quotidianità italiana, onnipresenti e tanto drammatici; dalle innumerevoli vittime di violenza, sopruso, abbandono; dai segnali di impotenza e sfiducia. Ne è piena, non solo l’informazione, anche la nostra vita.

‘ Sommersi come siamo da un flusso di informa-, zioni tarate in modo diverso, noi stessi siamo ; orientali al “peggio”; segnati in questo senso nell’immaginario cosi come nella memoria. I segnali friendly vale allora la pena di farceli tornare all’attenzióne.

Il libro presenta queste notizie, spesso ignorate i o dimenticate. Esplora, mette insieme, propone:  è a un tempo una mappa, un catalogo, una vetrina dell’offerta che è possibile trovare: fatti segnalati, iniziative, idee, programmi, prodotti, i contesti organizzativi, sperimentazioni in atto. Ciò che offre il mercato, o che viene sperimentato in istituzioni del sociale, o ancora, pratiche e “invenzioni” individuali.

E probabile che a coloro che si occupano specificamente, o magari professionalmente, dell’uno o dell’altro aspetto,quel che abbiamo da dire sia ben noto; e che dispongano di molte altre informazioni. La ricomposizione che abbiamo tentato, se si guarda a specifici settori o temi, apparirà parziale, forse inutile. Ma il quadro complessivo, con ogni probabilità, in questo momento non lo ha nessuno.

Abbiamo cercato di descrivere i dati e le condizioni propri della nostra società cosi come si presentano a chi ci vive. Abbiamo dato grande spazio alla dimensione fìsica e simbolica dei contesti locali, concreti, del vivere quotidiano. Però ci guardiamo anche intorno, viaggiamo, leggiamo giornali stranieri, abbiamo contatti, occasioni di lavoro in giro per il mondo. Dunque, il quotidiano corrisponde a una dimensione locale che però è dentro-l’Italia-dentro-l’Europa-dentro-il-mondo. Per usare una categoria più generale, corrisponde all’esperienza del vivere nella tarda modernità, nel senso che Anthony Giddens e Ulrich Beck danno a questo termine.

Operativamente, si è proceduto in questo modo: il comitato scientifico ha impostato le scelte di concettualizzazione e le ipotesi complessive. Il gruppo di lavoro ha messo a punto i criteri metodologici relativi alle fonti da utilizzare, a come selezionare ” il materiale e a come organizzarlo. Lo spoglio della stampa è stato fatto su diciotto quotidiani nazionali, scelti per assicurare la pluralità delle voci e una soddisfacente varietà territoriale, nel periodo dal gennaio al dicembre 1992, e su alcuni settimanali. Non facciamo invece riferimento a pubblicazioni specializzate, mentre, occasionalmente, abbiamo ripreso notizie da pubblicazioni straniere e mensili.’ Nel riportare i dati2  abbiamo scelto in base all’efficacia della presentazione, al fine di richiamare alla memoria informazioni o, anche, emozioni: è per questo motivo che i quotidiani a ‘ carattere nazionale sono i più presenti. Rileggendo i ritagli e guardando le immagini ci si sente sollecitati, si ricorda, si riflette a quanto nel corso di un anno ci ha raggiunto, senza che ci sia stato tempo per elaborare questi stimoli. Ritroviamo eventi di un passato vicino, poi mai sviluppati. Ci domandiamo, per esempio: che ricadute hanno avuto, che cosa è successo dopo, si riproporranno in futuro? E soprattutto: possono servirci in qualche modo per cogliere linee di tendenza, per individuare l’agire secondo rapporti e regole friendly, o anche solo il desiderio di qualcosa che vada in quella direzione?

Qualche cenno sull’organizzazione del testo. Abbiamo lavorato su nove aree, che corrispondono ad attività e ambiti centrali del vivere. Sono:

Abitare, Aspettare, Essere consumatori e utenti, Natura-aria-acqua, Sentirsi sicuri, Starbene, Sposarsi, Tempo-per-sé, Vivere-con. Per ciascuna vengono presentati i ritagli di stampa che abbiamo selezionato (proposti in modo breve, con le stesse parole dei giornali da cui li abbiamo tratti, e senza commenti) e immagini: alcune di cronaca, , che si riferiscono agli stessi avvenimenti, alcune evocative; per illustrare la dimensione friendly, ma, altre, per ricordarci il contesto unfriendly in cui quotidianamente si vive.

Segue un commento, che è lo spazio in cui si cerca di ricollegare i fili del ragionamento. A questo fine, abbiamo chiesto ad alcuni studiosi della società italiana – che consideriamo sensibili a una proposta di lavoro in questa direzione, e in grado di fornire un contributo sia critico sia di arricchimento -, di interpretare con noi i dati. Soprattutto abbiamo provato a ragionare insieme sulle tracce raccolte (come leggerle, che implicazioni potrebbero avere) e sull’ipotesi complessiva. Ha senso, abbiamo chiesto -sulla base delle conoscenze e delle idee che ciascuno ha per il proprio settore di lavoro – mettere la dimensione friendly al centro di una analisi e di una proposta? Quali nodi emergono, alcuni dei quali riusciamo ad approfondire, mentre altri li segnaliamo soltanto?

I principali ambiti disciplinari e teorici di riferimento sono gli studi sulla “modernità”, sull’”innovazione sociale”, e sulla “vita quotidiana”. Ci sono stati suggeriti riferimenti alla letteratura e al dibattito, non soltanto sociologici; ci sono state fornite conferme, ma anche manifestate perplessità. Abbiamo dato spazio a proposte di integrazione, e a idee per ricerche da fare in futuro, e anche ad (apparenti) divagazioni.

‘ Per integrare e approfondire, ma soprattutto per andare oltre, abbiamo incluso un certo numero di tabelle e grafici (il testo non ha note; e soltanto pochi riferimenti bibliografici, relativi a contributi recenti). E per ogni voce presentiamo alcune schede, intese a definire un concetto, a illustrare con un esempio un’ipotesi innovativa, e in molti casi ad aprire un passaggio ulteriore. Infine c’è un breve glossario: sarebbe utile costruire, su questi temi, un linguaggio comune.

Una precisazione va fatta: le nove aree coprono solo parzialmente le attività e gli ambiti che con

sideriamo rilevanti (avevamo inizialmente previsto di elaborare anche comunicare, denaro, e lavorare). Ci sembra comunque che il materiale che presentiamo basti per cogliere il senso dell’esperimento che con questa pubblicazione abbiamo voluto fare. Completare e arricchire il lavoro avviato è ciò che ci proponiamo per il futuro.

(L’anno che è passato, è anche il caso di osservare, sembra corrispondere ad un momento particolare per la società italiana: si notano forti indicazioni di discontinuità, anticipazioni di qualcosa che potrebbe essere diverso, anche e forse i soprattutto nel contesto della vita quotidiana. Tutto questo andrà tenuto sotto osservazione.

Va detto infine che per l’una o l’altra area emergono connotazioni che caratterizzano l’Italia nel confronto con altri paesi, o che suggeriscono interrogativi su possibili sviluppi futuri. Una fonte !, che abbiamo trovato utile per ragionare sul “caso italiano” è la serie di pubblicazioni intitolate Recent Social Trends^ apparse nell’autunno 1992 come risultato di un progetto di ricerca internazionale. Non esiste uno studio “gemello” per l’Italia; tuttavia questo costituisce un riferimento e uno stimolo per dei ragionamenti compa-’ rativi, che abbiamo qualche volta suggerito^

Nel futuro intendiamo rendere questo progetto più interdisciplinare. Andrà raccolta una maggiore quantità e gamma di informazioni, utilizzando altre possibili antenne per cogliere la dimensione friendly, dovunque la si riesca ad individuare. Sarà forse adottata una metodologia diversa.

E vogliamo fare comunicazione su questi temi. Il progetto, la forma grafica, il linguaggio, mirano a far si che non si rimanga nell’ambito di interesse di qualche “specialista del sociale”. Sulla dimensione friendly, ci sembra utile che si sia in molti a interrogarsi.

; E osserviamo infine che, nel corso di un anno ; straordinariamente unfriendly, lavorare in que-i sta prospettiva ci ha fatto riflettere; e anche, un ‘ poco sollevato.

‘ I quotidiani sono: Corriere della sera, la Repubblica, La Stampa, II Sole-24 Ore, L’Indipendente, II Giorno, II Giornale, II Messaggero, II Resto del Carlino, La Nazione, II Mattino, II Secolo XIX, Roma, II Gazzettino, l’Unità, il Manifesto, Italia Oggi. I settimanali sono [‘Espresso, Panorama, I/Europeo, Epoca, Mondo Economico, Donna Moderna, il Salvagente.

2 Non abbiamo considerato notizie nel senso che qui interessa, e quindi non sono stati ripresi, dati tratti da sondaggi e ricerche, che spesso i mezzi di informazione viceversa presentano come dati di fatto.

“‘ Si tratta delle quattro pubblicazioni parallele, Recent Social Trends, 1960-1990, frutto di un progetto di ricerca comune, relative a Stati Uniti, Germania, Francia e Quebec, pubblicate congiuntamente da Campus Verlag e McGill-Queen’s University Press, 1992. I dati relativi alla Francia sono stati pubblicati in lingua francese (LOUIS DIRN, La So-cieté Francaise en Tendances, Paris, Presses Universitaires de France, 1990).

4 Per i dati sull’Italia sono stati utilizzati in particolare:

CENSIS, XXV Rapporto/1991 sulla situazione sociale del Paese, Milano/Angeli, 1991; CENSIS, Rapporto/1992 sulla situazione sociale del Paese, Milano, Angeli, 1992; ISPES, Rapporto Italia 1992, Koinè Edizioni.

Per altri dati di confronto si è fatto riferimento a fonti Eurostat, OCDE e CEE. In particolare:

OCDE, Employment Outiook, 1991; OCDE, Migration. The Demo-graphic Aspects, 1991; OCDE, Economie Outiook. Historical Sta-tistics, 1992; EUROSTAT, L’Europa in Cifre, 1992. ‘Inoltre: JOHN NAISBITT & PATRICIA ABURDENE, Megatrends 2000, New York, Avon, 1990; Megatrends for Women, New York, Villard Books, 1992.

(pagg. 11-14)