Il provvedimento prevede la somministrazione dei farmaci cannabinoidi presso le strutture del servizio sanitario regionale, le Asl, e le strutture private. Per garantire la continuita’ terapeutica, previsto anche il trattamento domiciliare, dopo la dimissione del paziente
OBIETTIVI
Il Master affronta sistematicamente e in un’ottica interdisciplinare gli argomenti topici delle Cure Palliative, individua i contenuti professionali e culturali che permettono agli operatori di dare la miglior risposta assistenziale ai pazienti morenti e alle loro famiglie. Il programma vuole sviluppare competenze che permettano la formazione di figure professionali specializzate, in grado di operare nelle equipe multidisciplinari proprie dei servizi di cure domiciliari e degli hospice.
Accanto alle lezioni frontali vengono proposti percorsi di formazione sul campo attraverso periodi di stage in hospice o nella rete di cure domiciliari.
DESTINATARI
Figure professionali sanitarie (sul bando saranno definite nello specifico)
La relazione al Parlamento su accesso cure palliative e terapia del dolore … Si rafforza la rete delle cure palliative anche se ancora non è pienamente sviluppata e funzionante in tutto il territorio nazionale.
un ritratto iperbolico delle solitudini e incomprensioni di una famiglia, dei silenzi che sostituiscono la parola, si appropiano della tavola, del telefono, degli amori. Una storia narrata da un medico di provincia, il cui mestiere è quello di ascoltare, storie che non riescono ad essere raccontate ad altri, e che lui non può sperare di invertire, di curare, facendosi moderno sciamano di un paese tagliato in due dalla statale. Si limita a registrarle nella sua testa. Stanco di questo, lascerà il tranquillo paese di provincia per ritrovare il senso del suo mestiere in Africa (da CassiopeaTeatro)
Partirà a Cesena venerdì 23 marzo 2012 un ciclo di 7 incontri pubblici per spiegare la malattia di Alzheimer.
Gli incontri hanno lo scopo di coinvolgere tutte le famiglie che convivono con malato e che hanno difficoltà a gestire la malattia, che vivono forti momenti di stress e che hanno bisogno di confrontarsi con altri per capire che non sono soli e che esistono servizi che li possono aiutare.
8 professionisti, di varie tipologie (psicologo, assistente sociale, avvocato) si alterneranno per dare spiegazioni, sciogliere dubbi e aiutare le famiglie in difficoltà.
Le serate sono organizzate da C.A.I.M.A. (associazione di familiari di malati di Alzheimer) e realizzate anche col contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena, Fondazione Romagna Solidale e grazie alla collaborazione con il Comune di Cesena.
Si svolgeranno presso la sala riunioni di Assiprov, in via Serraglio,18 a Cesena.
Per informazioni associazione CAIMA via Gadda,120 Cesena – tel 0547/646583, associazione.caima@virgilio.it
Mi chiamo … , ho 40 anni, un bimbo di 2 e sono una di quelle donne su 8 che si ammalano oggi in Italia di cancro al seno.
Fino a quando non ho saputo di essere ammalata, non mi ero mai accorta di quante siamo.
E inoltre, fino a quando non sono entrata in terapia presso lo IOV, ero convinta di essere una delle poche sfortunate ad avere un problema del genere a questa età.
E invece, ho scoperto che siamo un esercito. Un esercito di donne giovani, magari con bimbi piccoli, che si trovano ad affrontare una battaglia pesantissima.
Ho deciso di chiamare questo blog “L’esercito delle amazzoni” per due motivi:
Nicola Ferrari, psicopedagogista, formatore, svolge attività di supporto alle persone in lutto nell’Associazione Maria Bianchi.
Ha ideato il servizio Cor-rispondenze per il sostegno nella perdita tramite mail e la metodologia della narrazione guidata per i gruppi di auto mutuo aiuto.
Giovanni Bertin, Laura M. Carpenter, Wendy Christiaens, Adele E. Clarke, Rossella Ghigi, Paolo P. Guzzo, Allan V. Horwitz, Donald W. Light, Lia Lombardi, Linda Lombi, Marco Marzano, Andy Miah, Luca Mori, Joshua Murray, Janet K. Shim, Stefano Tomelleri, Edwin van Teijlingen, Jerome C. Wakefield
pp. 320, 2a ristampa 2011, 1a edizione 2009 (Cod.1341.28)
Tipologia: Edizione a stampa Prezzo: € 24,50 Disponibilità: Buona
Codice ISBN: 9788856813166
In breve
In molti Paesi ricchi si assiste a una crescente medicalizzazione della vita quotidiana. Alcune condizioni umane, una volta assunte come normali, sono ora considerate patologiche. Inoltre, si registra un incredibile aumento dei disturbi mentali (ansia sociale, ADHD, depressione, disturbo bipolare) che induce sospetti circa i criteri diagnostici adottati. Il volume cerca di rispondere, in termini sociologici, ai principali interrogativi che emergono da questa crescente medicalizzazione della vita.
Utili Link
Natural Style Sei falsi mali da non curare (di Luisa Taliento)… Leggi tutto
Presentazione del volume
Un bambino molto vivace e rumoroso è un bambino malato? Sentirsi un po’ in imbarazzo quando si conoscono persone nuove è sintomo di depressione? Alternare giorni gioiosi ad altri nei quali si è più riflessivi significa essere bipolari? Il seno piccolo deve essere “curato”? A settanta anni si dovrebbe avere la sessualità di un ventenne? Per concentrarci meglio dovremmo comprarci delle amfetamine?
In molti paesi ricchi, in special modo gli Stati Uniti, si assiste ad una crescente medicalizzazione della vita quotidiana. Alcune condizioni umane, una volta assunte come normali, ora sono considerate patologiche. Inoltre, in molti Paesi occidentali, si registra un incredibile aumento dei disturbi mentali (quali l’ansia sociale, l’ADHD, la depressione, il disturbo bipolare) che induce sospetti circa i criteri diagnostici adottati. Ci sono anche le malattie “oggettive”: i livelli al di sopra dei quali le persone vengono diagnosticate a rischio di ipertensione e colesterolo sono stati abbassati. Per questo, aumentano i “pre-malati” (medicalizzazione della prevenzione). Va inoltre menzionato come parte del complesso biomedico abbia spostato la propria attenzione dalla cura all’ottimizzazione. La possibilità di intervenire a livello genetico, inoltre, contribuisce ad offuscare i confini tra normale e patologico.
Questo volume vuole rispondere, in termini sociologici, ai principali interrogativi che emergono dalla crescente medicalizzazione della vita.
Antonio Maturo, ricercatore, insegna Sociologia della salute presso la Facoltà di Scienze Politiche “Roberto Ruffilli” dell’Università di Bologna. Per i nostri tipi ha recentemente pubblicato Sociologia della malattia (2007) e (con C. Cipolla, a cura di ) Scienze sociali e salute nel XXI secolo (2008). È stato titolare dell’insegnamento di Medical Sociology presso la Brown University e Visiting Scientist presso Harvard e New York University. Ha tenuto conferenze presso Boston University, Umeå Universiteit, Katholieke Universiteit Leuven e altre. Peter Conrad è Harry Coplan, Professor of Social Sciences alla Brandeis University. È stato direttore del Dipartimento di Sociologia per nove anni ed è attualmente il direttore del progetto interdisciplinare “Health: Science, Society and Policy”. Autore di oltre cento articoli scientifici e nove libri, tra cui il premiato Deviance and Medicalization: From Badness to Sickness (conJoseph W. Schneider), e il più recente The Medicalization of Society (2007) – entrambi editi da Johns Hopkins.U.P.
Indice
Donald W. Light, Editoriale Antonio Maturo, Peter Conrad, Introduzione Saggi Antonio Maturo, I mutevoli confini della medicalizzazione: prospettive e dilemmi del miglioramento umano Peter Conrad, Le mutevoli spinte della medicalizzazione Allan V. Horwitz, Jerome C. Wakefield, La medicalizzazione della tristezza: come la psichiatria ha trasformato una semplice emozione in un disturbo mentale Rossella Ghigi, La medicalizzazione della bruttezza Luca Mori, Al centro della vita. La medicalizzazione della società secondo Michel Foucault Confronti Antonio Maturo, Medicalizzazione, moltiplicazione delle malattie e miglioramento umano Esperienze Wendy Christiaens, Edwin van Teijlingen, Quattro significati della medicalizzazione: il caso del parto Laura M. Carpenter, Demedicalizzazione e rimedicalizzazione della circoncisione maschile in Gran Bretagna e Stati Uniti Lia Lombardi, La medicalizzazione della riproduzione umana: il corpo e il genere Joshua Murray, La pubblicità per i farmaci con obbligo di prescrizione in un contesto globale: un confronto tra la Nuova Zelanda e gli Stati Uniti Prospettive internazionali Adele E. Clarke, Janet K. Shim, Medicalizzazione e biomedicalizzazione rivisitate: tecno-scienze e trasformazioni di salute, malattia e biomedicine Commenti Marco Marzano, Vecchi concetti e nuovi paradigmi: la biomedicalizzazione in Italia Andy Miah, Medicalizzazione, biomedicalizzazione oppure biotecnolocizzazione? Capitale bioculturale e nuovo ordine sociale Adele E. Clarke, Janet K. Shim, Una replica a Marco Marzano e Andy Miah Note Linda Lombi, I giovani e le droghe nelle ricerche Eurobarometro: un’inversione di rotta? P. Paolo Guzzo, La giuri-medicalizzazione come inter-mentalité in Tarde
Giovanni Bertin, Il cambiamento dei sistemi di welfare nella società post moderna.
Incontri Centro Donatori del Tempo
Martedì 8 febbraio – Como
Ciclo di incontri collettivi per i familiari di malati di Alzheimer. IDonatori del Tempo organizzano il corso a partire da mercoledì 8 febbraio, per dieci mercoledì consecutivi dalle 18 alle 19.30, nel Centro Diurno Comunale in via Volta 83 a Como. Responsabile del ciclo è la psicologa Luciana Quaia.
La partecipazione agli incontri è gratuita, previa iscrizione.
Luciana Quaia
Mnemosine Esercizi per la memoria – manuale per i familiari Mnemosine è un compendio di esercizi di stimolazione della memoria atti ad essere inseriti in programmi individuali o di gruppo di riattivazione cognitiva. Si tratta di un eserciziario pensato e realizzato in seguito alle sollecitazioni mosse dai familiari incontrati nei gruppi di reciproco aiuto: chi si occupa dell’assistenza di persone affette da importanti deficit cognitivi ha infatti la preoccupazione, nelle prime fasi della malattia, di mantenere al più a lungo possibile l’autonomia e l’identità personale del congiunto.
Como, 2010
Edizione: NodoLibri seconda edizione
Pp. 80, F.to cm. 29,7×21
Confezione: Brossura filo refe
ISBN: 978-88-7185-179-2
Sono aperte le iscrizioni per il ciclo di incontri collettivi 2012, di sostegno e di auto-mutuo-aiuto che anche quest’anno i Donatori del Tempo organizzano per i familiari di malati di Alzheimer, a partire da Mercoledi 8 Febbraio, per dieci Mercoledi consecutivi dalle ore 18.00 alle 19.30 circa, presso il Centro Diurno Comunale a Como, in Via Volta, 83 (sede dell’Università Popolare).
Obiettivo dell’iniziativa è quello di trasmettere informazioni e competenze alle famiglie che si trovano a dover fronteggiare il complesso problema della demenza, con interventi condotti da un gruppo multidisciplinare di professionisti, specialisti del settore.
Responsabile del Ciclo è la psicologa dottoressa Luciana Quaia.
Interverranno inoltre :
il neurologo dottor Simone Vidale, responsabile dell’U.V.A. (Unità Valutativa Alzheimer) di Neurologia e il geriatra Dott. Alessandro Antonelli, responsabile dell’U.V.A. di Geriatria , dell’Azienda Ospedaliera S. Anna di Como; lo psicologo dottor Marco Orsenigo, responsabile dell’Unità Operativa Anziani e Disabili della A.S.L. di Como.
La partecipazione al ciclo di 10 incontri è gratuita.
Il ciclo 2012 e’ riservato a nuovi partecipanti.
E’ indispensabile fare pervenire l’iscrizione entro il 25 Gennaio 2012, alla sede del Centro, in Piazza Mazzini 9 a Como, aperta al Martedì e Giovedì dalle 16.30 alle 18.30 (telefono e fax 031270231).
Costi dell’assistenza e bisogni delle famiglie nella Regione Campania
Il I Rapporto dell’AIMA Campana nasce per fare il punto della situazione sull’Alzheimer in Campania, per una ricognizione della normativa e di dati specifici, nel tentativo di colmare il vuoto epidemiologico della nostra Regione nei confronti delle Persone con demenza e della non autosufficienza in generale, per rendere visibili i reali bisogni di chi assiste: la Famiglia e il Caregiver.
Nasce in un momento di profonda crisi sociale, culturale, politica sia a livello nazionale che regionale; crisi legata soprattutto alla ristrettezza delle risorse, causata da un improprio utilizzo delle stesse che sta coinvolgendo vari settori, compreso quello dei servizi alla Persona fragile, anziana, non autosufficiente, in particolare affetta da patologie cronico degenerative come l’Alzheimer.
Nasce in un momento di profonda crisi sociale, culturale, politica sia a livello nazionale che regionale; crisi legata soprattutto alla ristrettezza delle risorse, causata da un improprio utilizzo delle stesse che sta coinvolgendo vari settori, compreso quello dei servizi alla Persona fragile, anziana, non autosufficiente, in particolare affetta da patologie cronico degenerative come l’Alzheimer.
In Campania attualmente si stimano dai 60.000 agli 80.000 casi, e più di 200.000 familiari coinvolti, gli unici ad assisterli. Ma chi si prenderà cura, domani, di loro ? Da chi saranno assistiti e in che modo, con quali risorse, con quali competenze?
Questi i temi affrontati nel I rapporto di AIMA campana e durante l’incontro del 30 gennaio 2012 ore 15.30 c/o la sede di Oltre il Chiostro sita in Piazza Santa Maria La Nova, 44 durante il quale verrà comunicata la data di apertura della I Casa AIMA.
C’è bisogno di un diario nelle situazioni di smarrimento. Chicca, insegnante di Filologia medievale, ha bisogno di registrare il presente e il futuro perché Lino, il critico sportivo cui è sposata da venticinque anni, è malato di Alzheimer e questo cambierà la vita di entrambi.
A tavola, mentre stanno pranzando, già intuiamo i primi segnali di anomia, cui Chicca tenta di intervenire, cercando di aiutare Lino a recuperare la parola che manca. “Come si chiamano queste? Me.. Me …”“melanzane”. “E’ importante che ti sforzi, questo fa bene alla memoria”.
E se Chicca dovrà, giorno per giorno, adattarsi alle amnesie e ai mutanti disturbi di Lino, questi sarà alle prese con le pagine di un diario particolare, quello della memoria del passato che continua ad affiorare nelle nebbie dell’oggi.
Nel malato di Alzheimer ritornano le immagini più remote e Lino costantemente si trova di fronte a ricordi che probabilmente vorrebbe evitare: quello della morte dei genitori avvenuta per incidente di macchina, quello dei ragazzini che non subito lo accolgono bene quando arriva in campagna a casa degli zii, quello dei primi approcci sessuali con una giovane adolescente che “muore” dopo un contatto ravvicinato con lui, quello di doversi separare dal cane Perché quando lascia la campagna e va studiare in città.
Veniamo a conoscenza della sua storia progressivamente, con delle retrospettive narrate che si incastrano nella vita del presente, dove la vita fluisce con imprevisti e colpi di scena.
La famiglia di Chicca è ricca e agiata. Suo fratello, neurologo, si accorge che qualcosa non va, ma rispetta il silenzio della sorella. Durante un pranzo di Natale, mentre soddisfatto per l’elevato numero dei componenti augura una buona continuazione della progenie, Lino mormora: “Vai a fare un culo”. Lui e Chicca non sono riusciti ad avere figli “in una famiglia in cui tutti figliano come conigli”.
Durante una trasmissione sportiva, Lino inizia i suoi commenti ma improvvisamente si blocca, si alza e se ne va. Nello studio dello specialista apprendiamo che: “Nella prima fase la terapia ha dato ottimi risultati, ma ora sta perdendo efficacia”. Ora i problemi iniziano anche presso il giornale con cui Lino collabora. “Lino inizia con la sua bella scrittura, ma poi divaga e parla della sua adolescenza” spiega il caporedattore. Chicca piange:
“Se smette di lavorare è morto. Dagli almeno l’illusione di continuare”.
Mentre si organizza una festa per i 40 anni di lavoro di Lino, succede un evento imbarazzante. Quando Lino, desiderando ringraziare anche Chicca per la sua presenza di moglie premurosa, perde i freni inibitori e approfondisce le sue avances in modo scurrile, la festa degenera e Lino, a casa, aggredisce e picchia Chicca accusandola di essere gelosa. Poi si accorge del suo comportamento e se ne duole, ma ormai è sopraggiunto anche il cognato: “La violenza è una manifestazione della malattia. Deve passare questa fase. Lascia questa casa”. Lasciamo Lino qui, ma tu che sei la sola in pericolo devi venire via con me. Devi anche sapere che farà di tutto per trattenerti, ma tu devi venire via”.
Il distacco è straziante. Lino: “Lo so che cosa ti ho fatto. Ti prego non te ne andare”. Non voglio che vai via”.
Arriva comunque il tempo del ritorno.
Una notte Chicca si sveglia e vede che Lino non è a letto con lei. Si alza e lo cerca. E’ alzato che ripassa le tabelline. Iniziano a dire la tabellina del due. Dopo qualche titubanza Lino risponde correttamente e riceve i complimenti.
Chicca al diario: “Lino sta diventando il bambino che non ho mai avuto. Oggi è mio e devo essere la sua mamma almeno fin quando non sarà scappato via”.
In un negozio di giocattoli compra un gioco semplice per la playstation, per bambini di 6 anni, eppure Lino non riesce a giocarci. “Giochiamo alla pista?” e insieme tirano fuori i tappi di bottiglia. Si divertono tantissimo, giocando per terra rannicchiati dentro la pista. Un gioco che ha accompagnato Lino bambino.
Ancora uno spaccato del passato. Invitato da Ida ad appartarsi in una stanza, Lino teme di averla uccisa perché ad un certo punto si lascia cadere a terra e non risponde più. Lino scende i gradini della scala urlando che Ida è morta e quindi chiama l’amico che dice di essere capace di resuscitare i morti. L’amico accetta ma gli chiede in cambio il cane. Giungono al compromesso che Lino glielo presta. L’amico si chiude in camera con la ragazza e dopo un certo periodo escono insieme.
Questo episodio ha un’importanza centrale nel presente che si svolge.
Perché Chicca, uscendo di casa di malavoglia per andare ad assistere a un concerto del nipote che ha recentemente preso la patente, ha un incidente molto grave e viene portata via con l’autoambulanza – in cui sale anche Lino – a sirene spiegate.
Il grave infortunio di Chicca sconvolgerà ulteriormente la già precaria esistenza di Lino che, per affrontare l’accaduto, tenta disperatamente di porvi l’unico rimedio che la memoria dell’adolescenza gli propone: trovare l’amico che sa resuscitare i morti. Nelle vie tortuose della mente che si dissolve l’ancora di salvezza è la sopravvivenza di Chicca.
Lino parte per il paese dell’infanzia. Il taxista che dalla stazione lo porta davanti ad una casa di campagna reputa corretto intascare la grossa somma che Lino gli dà e mentre si intrattiene con la portinaia, Lino sale le scale.
Nerio è a letto disteso. Lino non lo riconosce, ma l’amico gli fornisce una serie di particolari tali per cui Lino si convince che è lui. Gli chiede del fratello Leo. Il taxista che lo ha raggiunto dice che Lino vuole uno che resuscita i morti. Per tutta risposta, Nerio accompagna Lino al cimitero e si fermano davanti alla tomba di Leo, che nel frattempo è morto.
Gli dice anche che da ragazzo Leo gli aveva fatto lo scherzo con Ida perché voleva il cane. In realtà Ida aveva fatto finta di cadere e di morire.
“Come faccio adesso?, chiede Lino “E il mio cane?”
“E’ morto anche lui. E’ andato sotto un camion”.
“Non è vero. Perché è un cane immortale”.
Se ne va mormorando “mi doveva ridare il cane. Lo vado a cercare”. Il taxista tenta di fermarlo. Fa freddo e fra un po’ diventa buio. Visto che Lino non lo ascolta prende il taxi e se ne va.
Qualche tempo dopo un’altra macchina si ferma davanti alla stessa casa di campagna. C’è Chicca col fratello. Ce l’ha fatta a salvarsi. Ma di Lino con c’è traccia.
In quel tempo senza tempo, dov’è Lino, scaraventato in un passato temporalmente irreale? Ma in quel passato che ritorna bisogna anche occuparsi dell’amato cane Perché.
“Perché. Vieni! Sono io, sono tornato a prenderti. Dai non avere paura. Vieni. E’ quasi notte. Vieni.” Fischia. “Non aver paura. Sono io”.
Il taxista spiega che l’hanno cercato per tre giorni, senza trovarlo. Chicca è sulla macchina. “Aspetta solo un attimo”. Scende e va verso la campagna. Poi torna alla macchina.
“C’è un bambino che scappa e la sua mamma si dispera perché non riesce a trovarlo. Dove vanno i bambini che scappano. Perché è così segreto e irraggiungibile quel luogo? E perché le loro mamme non sanno trovarli?”.
Da questo romanzo l’omonimo film con Fabrizio Bentivoglio e Francesca Neri
Alzheimer : le attività del CENTRO DONATORI DEL TEMPO,
Piazza Mazzini 9, 22100 Como
EMail: donatorideltempocomo@gmail.com
Al Poliambulatorio 2 stanza A33 del Nuovo Ospedale S.Anna, è attivo presso l’ U.V.A. di Neurologia (Unità ValutativaAlzheimer)un nostro “ punto d‘incontro ”peri malati di Alzheimered i loro familiari. Al nostro volontario potrete chiedere ascolto, consigli e informazioni utili sui diritti, sui servizi del territorio e sulle nostre attività di sostegno e di animazione, nei seguenti orari :
Venerdi dalle ore 9.30 alle 12
***
Il “Filo Diretto”: per i familiari che desiderassero una consulenza psicologica individuale, segnaliamo la possibilità di un colloquio telefonico con la nostra Psicologa, dottoressa Luciana Quaia, allo
031/27.02.31 ogni 1° e 3° Mercoledì del mese dalle17.00 alle 19.00
***
Il “Caffè del Lunedì”:dal Novembre 2001, siamo ospiti nel bellissimo salone a lago, a Como in Viale Puecher 8 , sede dello Yacht Club-Mila-Circolo della Vela.
E’ un punto d’incontro, di ascolto e di mutuo-aiuto per i familiari; un luogo piacevole e stimolante per i malati, dove poter fare con i volontari una chiacchierata, qualche gioco dimemoria e…..bere un caffè in compagnia al: Lunedì pomeriggio dalle 15.00 alle 17.00
***
Il “ Venerdi – insieme”: dal 18 Marzo 2005 ci ritroviamo presso il C.D.Comunale, sede dei Corsi dell’ Università Popolare, a Como in Via Volta,83 per fare “ insieme ” qualche gioco di stimolazione della memoria, un po’di bricolage, una cantatina….…ma anche incontri con amici, con medici e consulenti specialisti del settore,
al : Venerdi pomeriggio dalle 15.00 alle 17.00
***
N.B.Per avere informazioni o per donare il proprio tempo :
Martedì e Giovedì ore 16.30 / 18.30 - Tel. e fax: 031/27.02.31
CICLO INCONTRI COLLETTIVI 2012 PER I FAMILIARI DI MALATI DI ALZHEIMER : COMUNICATO STAMPA
Sono aperte le iscrizioni
per il ciclo di incontri collettivi 2012 , di sostegno e di auto-mutuo-aiuto che anche quest’anno i Donatori del Tempo organizzano per i familiari di malati di Alzheimer, a partire da Mercoledi 8 Febbraio, per dieciMercoledi consecutivi dalle ore 18.00 alle 19.30 circa, presso il Centro Diurno Comunale a Como, in Via Volta, 83 (sede Universita’ Popolare ).
Obiettivo dell’iniziativa è quello di trasmettere informazioni e competenze alle famiglie che si trovano a dover fronteggiare il complesso problema della demenza, con interventi condotti da un gruppo multidisciplinare di professionisti, specialisti del settore.
Responsabile del Ciclo è la psicologa Dott.ssa Luciana Quaia.
Interverranno inoltre :
il neurologo Dott. Simone Vidale, responsabile dell’U.V.A., (Unita’ Valutativa Alzheimer) di Neurologia e il geriatra Dott. Alessandro Antonelli, resp.dell’U.V.A.di Geriatria , dell’Az.Osp.S.Anna di Como; lo psicologo Dott.Marco Orsenigo, responsabile dell’U.O. Anziani e disabili della A.S.L. di Como.
La partecipazione al ciclo di 10 incontri è gratuita.
Il ciclo 2012 e’ riservato a nuovi partecipanti.
E’ indispensabile fare pervenirel’iscrizione entro il25 Gennaio 2012, alla sede del Centro, in Piazza Mazzini,9 a Como, aperta al Martedi e Giovedi dalle 16.30 alle 18.30 tel.e fax 031/270231
Al Poliambulatorio 2 stanza A33 del Nuovo Ospedale S.Anna, è attivo presso l’ U.V.A. di Neurologia (Unità ValutativaAlzheimer)un nostro “ punto d‘incontro ”peri malati di Alzheimered i loro familiari. Al nostro volontario potrete chiedere ascolto, consigli e informazioni utili sui diritti, sui servizi del territorio e sulle nostre attività di sostegno e di animazione, nei seguenti orari :
Venerdi dalle ore 9.30 alle 12
***
Il “Filo Diretto”: per i familiari che desiderassero una consulenza psicologica individuale, segnaliamo la possibilità di un colloquio telefonico con la nostra Psicologa, dottoressa Luciana Quaia, allo
031/27.02.31 ogni 1° e 3° Mercoledì del mese dalle17.00 alle 19.00
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Il “Caffè del Lunedì”:dal Novembre 2001, siamo ospiti nel bellissimo salone a lago, a Como in Viale Puecher 8 , sede dello Yacht Club-Mila-Circolo della Vela.
E’ un punto d’incontro, di ascolto e di mutuo-aiuto per i familiari; un luogo piacevole e stimolante per i malati, dove poter fare con i volontari una chiacchierata, qualche gioco dimemoria e…..bere un caffè in compagnia al: Lunedì pomeriggio dalle 15.00 alle 17.00
***
Il “ Venerdi – insieme”: dal 18 Marzo 2005 ci ritroviamo presso il C.D.Comunale, sede dei Corsi dell’ Università Popolare, a Como in Via Volta,83 per fare “ insieme ” qualche gioco di stimolazione della memoria, un po’di bricolage, una cantatina….…ma anche incontri con amici, con medici e consulenti specialisti del settore,
al : Venerdi pomeriggio dalle 15.00 alle 17.00
***
N.B.Per avere informazioni o per donare il proprio tempo :
Martedì e Giovedì ore 16.30 / 18.30 - Tel. e fax: 031/27.02.31
Asl Como – News – ALZHEIMER: INCONTRI PER I FAMILIARI DI …
… con interventi condotti da un gruppo multidisciplinare di
professionisti, specialisti del settore. Responsabile del Ciclo è la
psicologa dottoressa Luciana Quaia.
<http://www.asl.como.it/news.asp?cont=651>
Documento di valore strategico al fine di rendere concreti ed attuabili le indicazioni normative emerse dalla recente approvazione della legge 15 marzo 2010 n.38 – Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore
Pubblicato il Quaderno n 7 dell’ AGENAS – Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, suirisultati dell’indagine nazionale sul “Sistema delle cure palliative domiciliari” – realizzata dall’Agenas e dal Ministero della Salute in collaborazione con la Società italiana cure palliative (Sicp), la Società italiana di medicina generale (Simg), la Fondazione Floriani, la Federazione cure palliative (Fcp) e tutte le Regioni italiane - presentata oggi nell’ambito del congresso nazionale delle Simg in corso a Firenze.
Le fratture dell’estremo prossimale del femore nelle persone anziane sono in costante aumento e richiedono un notevole impegno di risorse per il trattamento chirurgico e la riabilitazione post-operatoria. Sono tra le più frequenti cause di ospedalizzazione per patologia ortopedica negli anziani. Ne parliamo con il nostro geriatra Massimo Tanzi.
Questa è una foto vera, come è vera la storia di quest’uomo ricoverato in ospedale in stato terminale, che ha chiesto ed ottenuto di avere accanto a sè
l’unico vero amico a cui importava davvero della sua vita!
Show di Fiorello ieri serasu Rai Uno. “Ma è vero, esordisce l’artista rivolgendosi al direttore di Rai Uno Mario Mazza, che una circolare Rai ha vietato l’uso della parola profilattico?”.
E da lì un coinvolgente show nello show.
Che però non è piaciuto al settimanale cattolico Famiglia Cristiana
Titolo originale: “Palliative Care: An Evolving Field in Medicine” Autori: Serife Eti Rivista e Riferimenti di pubblicazione:Prim Care Clin Office Pract 38 (2011) 159–171 Recensione a cura di: Irene Noè
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Storia L’uso del termine “palliativo” applicato all’area medica si ebbeall’inizio del 1975, quando fu istituito il primo Servizio di Cura Palliativaall’ospedale del “Royal Victoria Hospital”. Lo sviluppo dell’hospice iniziò nel 1960 ed ebbe subito una rapida diffusione. Fu il lavoro pionieristico di Cicely Sanders a Londra e di Florence Wald nel New Haven a porre le basi per lo sviluppo del moderno hospice e delle cure palliative, ed evidenziò quelli che sono i bisogni di cura dei pazienti con gravi malattie in fase avanzata. Ilvantaggio del Medicare per l’hospice (hospice all’interno del servizio sanitario statale) fu quello di limitare l’accesso ai pazienti morenti per una malattia terminale; ciò portò a tardi rinvii e ad una riduzione di accesso alle cure dell’hospice per pazienti con malattie croniche avanzate (Fig. 1).
…. Oggi, più che nel passato, nutriamo speranze nei rimedi che la scienza ci propone per ritardare la morte e già questo conforto si manifesta con l’allungamento dell’età media della vita, elemento che associa il passaggio finale alla naturalità del processo di vecchiaia. Ma esistono circostanze in cui misurarsi con l’imminenza di una situazione del tutto sconosciuta diventa necessità: scoprirsi affetti da una malattia a prognosi infausta ci obbliga a guardare la morte negli occhi e a cercare il miglior modo per affrontare questo appuntamento improvvisamente prossimo.
La malattia inguaribile da subito impone una frattura tra ciò che il nostro corpo percepisce e ciò che invece è rappresentato dal nostro ideale di immagine corporea, un’inequivocabile minaccia che costringe a separarsi dal corpo di prima, quel corpo sano ed efficiente che ormai non esiste più, lasciando il posto alle limitazioni imposte dalla patologia e alle paure fondamentali ad essa connesse: solitudine, isolamento, angoscia, mutilazioni, menomazioni, dolore fisico e psichico.
Dal suo primo manifestarsi, la malattia costringe chi ne è colpito a doversi ricostruire una nuova identità personale ….
È stata condotta presso l’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Milano una ricerca in grado di proporre una strategia terapeutica innovativa per il trattamento della malattia di Alzheimer . L’Alzheimer è la forma più comune di demenza neurodegenerativa: fra gli ottantenni, uno su tre ne è affetto e si calcola che nel mondo siano oltre 26 milioni le persone malate. La patologia è oggi la quinta causa di morte nella popolazione anziana ed è al terzo posto, dopo le cardiopatie e il cancro, nella classifica dei maggiori costi sanitari. L’incidenza della malattia di Alzheimer rappresenta una vera e propria emergenza sanitaria destinata a crescere nei prossimi anni con l’incremento della vita media della popolazione. L’attuale mancanza di terapie e gli elevati costi socio-sanitari necessari per l’assistenza dei pazienti hanno reso prioritario lo sviluppo di efficaci strategie farmacologiche per combattere la malattia. Al raggiungimento di questo obiettivo si è indirizzata la ricerca condotta dal laboratorio diretto da Tiziana Borsello, neuroscienziata impegnata da anni nella scoperta di nuove metodiche capaci di bloccare la degenerazione neuronale.
A Tiziana Borsello ed al suo laboratorio, in particolare, si deve la recente scoperta del ruolo chiave dell’enzima JNK.
16 NOV - Il ministero della Salute individua requisiti minimi, modalità organizzative, elementi strutturali, quantitativi e qualitativi delle strutture per le cure palliative e la terapia del dolore. La legge 38 potrà finalmente partire. Regioni permettendo.
Sintesi della legge su terapia del dolore e cure palliative
Tra le misure previste, l’obbligo per i medici di monitorare il dolore di ogni paziente ricoverato e la valutazione dovrà essere inserita nella cartella clinica.
Le Cure palliative, destinate ai malati terminali, con le nuove regole, diventano un diritto per tutti e la prescrizione dei farmaci antidolore diventa più semplice, non ci sarà più bisogno di ricettario speciale, ma solo l’obbligo per il farmacista di conservare la ricetta.
Le tariffe delle cure palliative nelle strutture pubbliche e convenzionate, che oggi variano notevolmente da regione a regione, dovranno essere omogenee su tutto il territorio nazionale.
La legge intende tutelare e garantire l’accesso alle cure palliative e alle terapie del dolore da parte del malato, nell’ambito dei livelli essenziali di assistenza.
Le strutture sanitarie che erogano cure palliative e terapie del dolore devono assicurare un programma di cura individuale per il malato e per la sua famiglia, nel rispetto dei princìpi fondamentali della tutela della dignità e dell’autonomia del malato, senza alcuna discriminazione; della tutela e promozione della qualità della vita in ogni fase della malattia, in particolare in quella terminale, e di un adeguato sostegno sanitario e socio-assistenziale della persona malata e della famiglia.
Il Ministero della salute promuove nel triennio 2010- 2012 la realizzazione di campagne istituzionali di comunicazione destinate a informare i cittadini sulle modalità e sui criteri di accesso alle prestazioni e ai programmi di assistenza in materia di cure palliative e di terapia del dolore connesso alle malattie neoplastiche e a patologie croniche e degenerative, anche attraverso il coinvolgimento e la collaborazione dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, delle farmacie pubbliche e private nonché delle organizzazioni private senza scopo di lucro impegnate nella tutela dei diritti in ambito sanitario ovvero operanti sul territorio nella lotta contro il dolore e nell’assistenza nel settore delle cure palliative.
Con accordo stipulato entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge sono individuate le figure professionali con specifiche competenze ed esperienza nel campo delle cure palliative e della terapia del dolore, anche per l’età pediatrica, con particolare riferimento ai medici di medicina generale e ai medici specialisti in anestesia e rianimazione, geriatria, neurologia, oncologia, radioterapia, pediatria, ai medici con esperienza almeno triennale nel campo delle cure palliative e della terapia del dolore, agli infermieri, agli psicologi e agli assistenti sociali nonché alle altre figure professionali ritenute essenziali.
Inoltre, sono definiti i requisiti minimi e le modalità organizzative necessari per l’accreditamento delle
strutture di assistenza ai malati in fase terminale
e delle unità di cure palliative e della terapia del dolore domiciliari.
Presso il Ministero della salute è attivato, eventualmente anche attraverso l’istituzione di una commissione nazionale il monitoraggio per le cure palliative e per la terapia del dolore connesso alle malattie neoplastiche e a patologie croniche e degenerative.
Il Ministero provvede a monitorare, in particolare: a) i dati relativi alla prescrizione e all’utilizzazione di farmaci nella terapia del dolore, e in particolare dei farmaci analgesici oppiacei; b) lo sviluppo delle due reti, con particolare riferimento alla verifica del rispetto degli indicatori e dei criteri nazionali previsti dalla normativa vigente; c) lo stato di avanzamento delle due reti, anche con riferimento al livello di integrazione delle strutture che ne fanno parte; d) le prestazioni erogate e gli esiti delle stesse, anche attraverso l’analisi qualitativa e quantitativa dell’attivita` delle strutture delle due reti; e) le attivita` di formazione a livello nazionale e regionale; f) le campagne di informazione a livello nazionale e regionale; g) le attivita` di ricerca; h) gli aspetti economici relativi alla realizzazione e allo sviluppo delle due reti.
IL TEMPO DEL MORIRE Morte, speranza, emozioni, vita Riflessioni su come accogliere e accompagnare
la persona morente alla fine della vita
“Sono ormai numerosi i libri che affrontano con finalità cliniche, narrative, esperienziali o pedagogiche le vicende della fase finale della vita.
Questa opera a più mani aggiunge agli aspetti più informativi e formativi l’apporto vivido e partecipato degli operatori che con il finire della vita si misurano quotidianamente.
Lo schema di trattazione assai opportunamente distingue, dopo una visione di quadro, i setting assistenziali della fase terminale della vita dando a ciascuno di essi (hospice, casa, ospedale, residenza sanitaria assistita) una precisa connotazione, e mette a fuoco le peculiarità, le risorse, i problemi che malati, famiglie e operatori si trovano ad affrontare in questi diversi luoghi.
Al di là dell’aspetto puramente logistico, infatti, la scelta o la necessità di un setting piuttosto che un altro, sottintende una condizione esistenziale e una rete di rapporti, presente o assente, che connota fortemente non solo i bisogni di assistenza ma anche le reazioni e i sentimenti degli operatori che si confrontano con scenari assai diversi e con aspettative a volte contraddittorie da parte di malati e famiglie.
Saper ricondurre queste diverse situazioni a una omogeneità di risposta non certo come stereotipo assistenziale, ma come livello di qualità e di attenzione, è certamente un obiettivo fondamentale.
Leggere questo libro rappresenta dunque, sia per i lettori “laici” sia per chi è coinvolto quale operatore nel campo delle cure palliative, un’utile palestra per confrontarsi a più livelli, grazie anche alla varietà dei contributi, con quanto di preoccupante e problematico ma anche di rassicurante e costruttivo attraversa il movimento delle cure palliative e offre una mano (non solo metaforica) a chi affronta l’ultimo tempo della vita, perché non si perda nella disperazione, ma sappia costruire un senso anche a una stagione tanto difficile.
Solo in questo modo le cure palliative potranno presentarsi come sostegno e rimedio efficace e portatore di cambiamento nella medicina ma, soprattutto, nella vita di tutti.”Prefazione di Giovanni Zaninetta.
Questa la struttura dell’opera:
1.
CONTESTO SOCIO-CULTURALE
La morte nella nostra cultura.
Epoche diverse una stessa angoscia: la morte.
Cosa racchiude in sè il morire.
Perché tanta paura della morte nella nostra società?
Morire per malattia.
L’impatto della malattia grave e della morte in un contesto familiare.
Le cure palliative.
Fede e spiritualità… quale spazio vicino alla morte?
2.
MORIRE NELLA PROPRIA CASA
Quando morire è “finire la vita”: l’età involutiva.
La casa: un luogo dove poter nascere e dove poter morire.
Cosa mette in scena il morire a domicilio.
3.
MORIRE IN HOSPICE
Dove morire? Quando la struttura diventa casa.
L’arte di saper “vivere” gli ultimi giorni.
La morte e l’équipe curante. Aiutarsi per aiutare.
Mi voglio bene! Ti voglio bene! Non ti abbandono.
4.
MORIRE IN RESIDENZA
Lo spettro della casa di riposo.
5.
MORIRE IN OSPEDALE
Cura, guarigione e fine vita.
Morire in ospedale.
6.
ESPERIENZE
Alcune esperienze di familiari.
Alcune esperienze della Pastorale della salute di Alessandria.
M. Roncaglia, R. Biancat, L. Bidogia, F. Bordin, M. Martucci.
L’11 novembre, dalle ore 9 alle 13,30 presso la Sala Conferenze della Facoltà di Scienze della Formazione in Piazzale S. Agostino 2 a Bergamo, si terra’ il convegno “OSPEDALE E TERRITORIO VERSO LA CONTINUITA’ TERAPEUTICA ED ASSISTENZIALE: tra Governance e fiducia”.
Il convegno è organizzato da Associazione Cure Palliative, Universita’ degli Studi di Bergamo, USC Cure Palliative Hospice di Bergamo e Dipartimento Interazienda Provinciale Oncologico (DIPO).
Questo convegno si inserisce fra le iniziative della ”XII Giornata Nazionale contro la sofferenza inutile della persona inguaribile” promossa dalla Federazione Cure Palliative.
Per iscriversi compilare la scheda di iscrizione che si trova nel pieghevole allegato oppure inviare una email a segreteria@associazionecurepalliative.it
bozza del PROGRAMMA
Ore 9,00-9,30 Saluto delle autorità
Ore 9,30-9,45 Dr. Arnaldo Minetti,“Introduzione”
Ore 9,45-10,00 Prof. Ivo Lizzola, “Apertura dei lavori”
Ore 10,00-10,15 Dr. Luca Moroni, “Le cure palliative e la legge38, l’occasione di un welfare del territorio.”
Ore 10,15-10,45 Dr Paolo Ferrario, “Istituzioni di servizio e malattie terminali”
Ore 10,45-11,00 Dr Marco Zanchi
……….
Ore 11,00-11,15 Pausa Lavori
Ore 11,15-11,30 Prof. Roberto Labianca
…………
Ore 11,30-11,45 Dr Emilio Pozzi, “Rapporto fiduciario e gestione integrata”
Ore 11,45-12,00 Dr Antonio Brucato, Dr Michele Fortis, “Il progetto SE.RE.NA nel secondo anno di attività: breve dialogo su reciproca formazione, criticità e nuove prospettive”
Ore 12,00-12,15 Dr Simeone Liguori, “Ruolo della USC Cure Palliative nel rapporto tra Ospedale e Territorio”
Ore 12,15-12,30 Dr Marco Pesenti, “Lo spazio della domanda”
Ore 12,30-12,45 Dr Claudio Bulla, “Curare e prendersi cura del malato oncologico al termine della vita”
Ore 12,45-13,00 Dr Benigno Carrara, “Erogazione delle cure palliative domiciliari sul territorio della Provincia di Bergamo: luci ed ombre”
Ore 13,00-13,15 Dssa Aurora Minetti, Sig.ra Mariagrazia Capello, Presentazione del nuovo Vademecum “Orientarsi nel percorso della malattia”
Ore 13,15-13,30 Prof. Stefano Tomelleri, “Conclusioni”
RELATORI
Brucato Antonio – Direttore Medico della USC Medicina Interna OORR di Bergamo
Bulla Claudio – Medico di assistenza primaria
Capello Mariagrazia – …………….
Carrara Benigno – Coordinatore Sistema Cure Domiciliari ASL della provincia di Bergamo
Ferrario Paolo – Docente a contratto di politiche sociali presso l’Università di Milano Bicocca
Fortis Michele – Dirigente Medico della USC Cure Palliative – Terapia del Dolore – Hospice OORR di Bergamo
Labianca Roberto – Direttore, Dipartimento Interaziendale Provinciale Oncologico – DIPO
Liguori Simeone – Medico della USC Cure Palliative – Terapia del Dolore – Hospice OORR di Bergamo
Lizzola Ivo – Preside, facoltà di Scienze della Formazione, Università degli Studi di Bergamo
Minetti Arnaldo – Presidente Associazione Cure Palliative – ONLUS
Minetti Aurora – Dottore di ricerca e assegnista di ricerca c/o Università degli Studi di Bergamo
Moroni Luca – Presidente Federazione Cure Palliative – FCP
Pesenti Marco – Psicologo, Psicoterapeura USSD Psicologia Clinica OORR Bergamo.
Pozzi Emilio – Presidente Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Bergamo
Tomelleri Stefano – Docente di Sociologia Generale, Facoltà di Scienze della Formazione c/o Università degli Studi di Bergamo
Zanchi Marco – Dottorando di ricerca c/o Università degli Studi di Bergamo
Sono il trattamento attivo globale e multidisciplinare dei pazienti affetti da malattia che non risponde più a trattamenti specifici.
Il controllo del dolore, degli altri sintomi e dei problemi psicologici, sociali e spirituali del paziente costituisce lo scopo delle cure palliative.
La finalità delle cure palliative è il raggiungimento della miglior qualità di vita possibile per il paziente e i suoi familiari.
Il termine palliativo deriva dal latino pallium che indicava il mantello con cui la persona che lo indossava si avvolgeva completamente. Allo stesso modo le cure palliative si propongono di prendersi carico del paziente nella sua globalità.
Le cure palliative si rivolgono prevalentemente a pazienti nella fase terminale della loro vita. Non sono riservate solo a malati oncologici, ma indubbiamente i pazienti oncologici sono i maggiori fruitori del servizio.
Per avere un’idea di quanto siano numerose le persone che necessitano di trattamenti palliativi si pensi che il cancro è la seconda causa di morte in occidente e che l’80% dei malati di cancro lamenta, durante la malattia e soprattutto nella sua fase terminale, il sintomo dolore.
In Italia la terapia del dolore non è ancora condotta in modo adeguato: ne è prova il basso consumo di morfina e di oppiacei in generale che ci colloca agli ultimi posti della classifica europea per uso di stupefacenti a scopo terapeutico.
Tuttavia negli ultimi anni si è verificato un deciso miglioramento della situazione con un notevole aumento dell’attenzione da parte delle autorità politiche e sanitarie per i problemi dei pazienti con malattia avanzata.
In Lombardia sono stati creati reparti ospedalieri di cure palliative, sono sorti Hospice e sta iniziando a realizzarsi la cosiddetta ospedalizzazione domiciliare. Inoltre si sta diffondendo la cultura della terapia del dolore per cui i Medici ospedalieri e di Medicina Generale sono più propensi di un tempo a somministrare terapia con oppiacei.
Luciana Quaia, Relazione e comunicazione con la persona colpita da demenza, parte 1°
Il 21 settembre anche quest’anno ci ricorda una malattia drammatica su cui la ricerca scientifica, pur compiendo notevoli progressi, non ha ancora raggiunto un rimedio risolutivo.L’Alzheimer è la forma più diffusa di demenza ed è caratterizzata dal progressivo degrado delle cellule cerebrali che determina, col trascorrere del tempo, l’incapacità di un soggetto di portare a termine le più semplici attività quotidiane. Il globale declino delle funzioni intellettive incide anche sul deterioramento della vita di relazione, dovuto alla difficoltà di riuscire a controllare le proprie reazioni emotive e comportamentali.
Sapere che la stranezza delcomportamento della persona che ci vive accanto è causata dallamalattia è solo l’inizio di unlungo processo di accettazionee di costante adattamento a una personalità continuamente mutevole e a difficoltà legate soprattutto aidisturbi della comunicazione.
Luciana Quaia,Relazione e comunicazione con la persona colpita da demenza, parte 2°
Sia pure con dolente rassegnazione, spesso nei colloqui dei familiari caregiver di malati di demenza emergono frasi come: “Non capisce ciò che gli dico”; “Non sa più prendere decisioni”; “E’ diventato pigro”; “Non sa fare più niente”.Tali convinzioni sono determinate dalle inconfutabili manifestazioni della progressione della malattia che implica la perdita di molte capacità, fra cui costruire un ragionamento, pianificare le azioni della vita quotidiana, saper utilizzare correttamente gli oggetti più banali. Quanto basta per infantilizzare chi ci vive accanto da anni, assumendo nei suoi confronti un tono paternalistico e di costante correzione, improntato dall’impotenza di un recupero del passato.
Ma, come spiegavamo nel precedente articolo, un atteggiamento di questo tipo non passa inosservato al malato, assai ricettivo ai toni della voce ed espressioni del volto. Con l’espressione “psicologia sociale maligna” Tom Kitwood spiega …..
Anziani da slegare Affido e Domiciliarità: una proposta di legge
In collaborazione con Associazione Anziani a Casa Propria dall’Utopia alla Realtà Onlus
La tecnologia e la persona Modelli a confronto per una tecnologia innovativa a favore delle persone non autosufficienti
In collaborazione con Provincia di Roma
Sanità integrativa, ecco la sfida del III millennio: vivere a lungo ma con più qualità La Fondazione Don Gnocchi, attore in prima linea del welfare nazionale, stipula da alcuni anni convenzioni con numerose assicurazioni ed intende sviluppare e consolidare accordi con fondi e società di mutuo soccorso per la gestione di innovativi pacchetti di prestazioni in ordine al problema della non autosufficienza, della domiciliarità e della bassa e media intensità di cura, oltre alle tradizionali prestazioni ambulatoriali, diagnostiche ed alle degenze riabilitative
L’11 novembre, dalle ore 9 alle 13,30 presso la Sala Conferenze della Facoltà di Scienze della Formazione in Piazzale S. Agostino 2 a Bergamo, si terra’ il convegno “OSPEDALE E TERRITORIO VERSO LA CONTINUITA’ TERAPEUTICA ED ASSISTENZIALE: tra Governance e fiducia”.
Il convegno è organizzato da Associazione Cure Palliative, Universita’ degli Studi di Bergamo, USC Cure Palliative Hospice di Bergamo e Dipartimento Interazienda Provinciale Oncologico (DIPO).
Questo convegno si inserisce fra le iniziative della ”XII Giornata Nazionale contro la sofferenza inutile della persona inguaribile” promossa dalla Federazione Cure Palliative.
Per iscriversi compilare la scheda di iscrizione che si trova nel pieghevole allegato oppure inviare una email a segreteria@associazionecurepalliative.it
bozza del PROGRAMMA
Ore 9,00-9,30 Saluto delle autorità
Ore 9,30-9,45 Dr. Arnaldo Minetti,“Introduzione”
Ore 9,45-10,00 Prof. Ivo Lizzola, “Apertura dei lavori”
Ore 10,00-10,15 Dr. Luca Moroni, “Le cure palliative e la legge38, l’occasione di un welfare del territorio.”
Ore 10,15-10,45 Dr Paolo Ferrario, “Istituzioni di servizio e malattie terminali”
Ore 10,45-11,00 Dr Marco Zanchi
……….
Ore 11,00-11,15 Pausa Lavori
Ore 11,15-11,30 Prof. Roberto Labianca
…………
Ore 11,30-11,45 Dr Emilio Pozzi, “Rapporto fiduciario e gestione integrata”
Ore 11,45-12,00 Dr Antonio Brucato, Dr Michele Fortis, “Il progetto SE.RE.NA nel secondo anno di attività: breve dialogo su reciproca formazione, criticità e nuove prospettive”
Ore 12,00-12,15 Dr Simeone Liguori, “Ruolo della USC Cure Palliative nel rapporto tra Ospedale e Territorio”
Ore 12,15-12,30 Dr Marco Pesenti, “Lo spazio della domanda”
Ore 12,30-12,45 Dr Claudio Bulla, “Curare e prendersi cura del malato oncologico al termine della vita”
Ore 12,45-13,00 Dr Benigno Carrara, “Erogazione delle cure palliative domiciliari sul territorio della Provincia di Bergamo: luci ed ombre”
Ore 13,00-13,15 Dssa Aurora Minetti, Sig.ra Mariagrazia Capello, Presentazione del nuovo Vademecum “Orientarsi nel percorso della malattia”
Ore 13,15-13,30 Prof. Stefano Tomelleri, “Conclusioni”
RELATORI
Brucato Antonio – Direttore Medico della USC Medicina Interna OORR di Bergamo
Bulla Claudio – Medico di assistenza primaria
Capello Mariagrazia – …………….
Carrara Benigno – Coordinatore Sistema Cure Domiciliari ASL della provincia di Bergamo
Ferrario Paolo – Docente a contratto di politiche sociali presso l’Università di Milano Bicocca
Fortis Michele – Dirigente Medico della USC Cure Palliative – Terapia del Dolore – Hospice OORR di Bergamo
Labianca Roberto – Direttore, Dipartimento Interaziendale Provinciale Oncologico – DIPO
Liguori Simeone – Medico della USC Cure Palliative – Terapia del Dolore – Hospice OORR di Bergamo
Lizzola Ivo – Preside, facoltà di Scienze della Formazione, Università degli Studi di Bergamo
Minetti Arnaldo – Presidente Associazione Cure Palliative – ONLUS
Minetti Aurora – Dottore di ricerca e assegnista di ricerca c/o Università degli Studi di Bergamo
Moroni Luca – Presidente Federazione Cure Palliative – FCP
Pesenti Marco – Psicologo, Psicoterapeura USSD Psicologia Clinica OORR Bergamo.
Pozzi Emilio – Presidente Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Bergamo
Tomelleri Stefano – Docente di Sociologia Generale, Facoltà di Scienze della Formazione c/o Università degli Studi di Bergamo
Zanchi Marco – Dottorando di ricerca c/o Università degli Studi di Bergamo
Gli incontri si svolgeranno il 5 e 12 novembre all’AloisCaffè di Mirabello (Como) il 19 e 26 novembre alla sala civica in via San Giuseppe a Vighizzolo, dalle 14,30 alle 17,30
Sia pure con dolente rassegnazione, spesso nei colloqui dei familiari caregiver di malati di demenza emergono frasi come: “Non capisce ciò che gli dico”; “Non sa più prendere decisioni”; “E’ diventato pigro”; “Non sa fare più niente”.
Tali convinzioni sono determinate dalle inconfutabili manifestazioni della progressione della malattia che implica la perdita di molte capacità, fra cui costruire un ragionamento, pianificare le azioni della vita quotidiana, saper utilizzare correttamente gli oggetti più banali. Quanto basta per infantilizzare chi ci vive accanto da anni, assumendo nei suoi confronti un tono paternalistico e di costante correzione, improntato dall’impotenza di un recupero del passato.
Suggerimenti e indicazioni per prendersi cura
di una persona malata
nel suo domicilio
Volume di pagine 156 illustrato con 73 figure
ASSISTERE A CASA
Nuova per semplicità di linguaggio e facilità di comprensione di contenuti scientificamente rigorosi,questa Guida pratica scaturisce dall’esperienza di sanitari al lavoro ogni giorno con persone malate nei loro contesti familiari, affrontando tutto quello che può accadere all’interno delle case durante l’assistenza domiciliare. Con il supporto di figure esplicative, il volume illustra in dettaglio le particolari situazioni con cui la famiglia e il malato stesso devono confrontarsie gli accorgimenti da adottare in base allo stato del paziente che necessita sia di cure mediche sia di un’assistenza di tipo operativo anche attraverso l’utilizzo di appositi presidi.
Nella trattazione dei seguenti argomenti, il testo pone l’attenzione sulle necessità più importanti, sui dubbi più comuni, sulle possibili situazioni “difficili” che a volte diventano vere urgenze, senza dimenticare i piccoli interrogativi che spesso sono motivo di forte ansia non solo per il paziente ma anche per i familiari:
1.
LA RETE DEI SERVIZI TERRITORIALI E LA CONTINUITA’ ASSISTENZIALE La continuità assistenziale.
I servizi sociali.
Il coordinamento dei servizi.
2.
IL PAZIENTE A CASA Come organizzare la casa.
Come muovere il malato.
L’igiene.
Cambio degli indumenti.
Disinfezione-sterilizzazione.
3.
ALIMENTAZIONE E MALATTIA Diabete.
Ipertensione/Insufficienza cardiaca.
Insufficienza renale.
Disidratazione.
Presenza di lesioni da pressione.
Nutrizione artificiale.
4.
LA GESTIONE DEL DOLORE Il dolore.
La terapia del dolore.
5.
TECNICHE DI ASSISTENZA Controllo generale del paziente.
Gestione dei farmaci a domicilio.
Sostegno respiratorio.
Sostegno nutrizionale.
Sostegno nell’eliminazione urinaria e intestinale.
Cura della cute.
6.
SITUAZIONI PER LE QUALI BISOGNA AVVERTIRE IL MEDICO E L’INFERMIERE Alterazioni dello stato mentale.
Vomito.
Alterazioni dell’alvo.
Dolore.
Febbre.
Convulsioni-Attacco epilettico.
Emorragia-Perdita di sangue.
Affanno-Respira male-Dispnea.
7.
LA RIABILITAZIONE Paziente con problemi ortopedici.
Paziente con problemi neurologici.
Riabilitazione respiratoria.
Gli ausilii.
8.
IL RUOLO DEL VOLONTARIO.
9.
DIRITTI DEL MALATO E DELLA FAMIGLIA: COME MUOVERSI NELLA RETE DEI SERVIZI.
G. Casale, specialista oncologo e gastroenterologo, fondatore dell’Associazione, Unità Operativa di Cure Palliative ANTEA, di cui è anche coordinatore sanitario e scientifico, membro di molte Commissioni del Ministero della Sanità in ‘Cure Palliative’, autore di diverse pubblicazioni, docente in numerosi Master Universitari. C. Mastroianni, infermiera esperta in cure palliative, presidente di Antea Formad (scuola di formazione e ricerca di Antea Associazione), membro del comitato scientifico
dei Master per infermieri e medici in cure palliative dell’ Università degli studi di Roma Tor Vergata.
iniziativa “Conversando d’Alzheimer” organizzata gratuitamente da A.I.M.A. Milano Onlus.
E’ un laboratorio per la formazione dei caregiver di malati di Alzheimer, ma è anche un’occasione pensata per far conoscere alla cittadinanza un problema sempre più diffuso.
Prevede la partecipazione di specialisti, un aperitivo e la possibilità di confrontarsi in un clima di scambio di conoscenze e di esperienze.
Per comprendere meglio l’iniziativa e il programma invitiamo a leggere la locandina allegata.
ALZHEIMER e lavoro di cura: sono possibili nuove proposte? 25 ottobre 2011, Auditorium Conservatorio Cantelli, Via Collegio Gallarini, 1 Novara.
L’evento è organizzato dalla Provincia di Novara in collaborazione con il Centro Maderna, ASL 13 Novara e CSV Novara.
Durante il convegno verranno presentati i risultati del progetto “Ridisegnare la relazione di cura con i pazienti affetti da demenza e Alzheimer” che ha consentito il confronto e lo scambio sulle diverse azioni di cura messe in atto nell’ambito di servizi residenziali, semiresidenziali e domiciliari. Dal percorso è emersa la necessità di favorire un ulteriore e più ampio scambio tra operatori rispetto alle buone pratiche in campo assistenziale per prevenire il senso di impotenza che talvolta pervade coloro che sono a stretto contatto quotidiano con una malattia degenerativa.Il convegno darà spazio all’esposizione di strumenti, tecniche e metodi utilizzati nell’azione di cura con uno sguardo attento anche al benessere degli operatori dell’assistenza.
Per maggiori informazioni può scaricare il programma dettagliato cliccando qui.
Nella speranza di poterla incontrare in tale occasione, le invio i miei saluti più cordiali.