Hiv/Aids. Il virus è sempre più “maschile”. Il 75% dei nuovi contagi tra gli uomini


Hiv/Aids. Il virus è sempre più “maschile”.  Il 75% dei nuovi contagi tra gli uomini 
29 NOV - Sono per lo più maschi, di età media vicina ai 40 anni, residenti al Nord: ecco la fotografia dei nuovi pazienti sieropositivi che emerge dai dati 2011 dell’Iss. A ridosso della Giornata Mondiale di sabato, il Centro Operativo Aids dell’Iss diffonde un 

lleggi allegato.pdf

 con tutti i risultati della sorveglianza della malattia: l’incidenza in Italia è pari a 1,3 casi ogni 100 mila residenti.

 Leggi…

Aids. Approvate nuove linee guida su farmaci e gestione diagnostico-clinica dei pazienti


Aids. Approvate nuove linee guida su farmaci e gestione diagnostico-clinica dei pazienti 
18 LUG - Le ha messe a punto il Centro nazionale Aids dell’Istituto superiore di sanità. L’obiettivo è di fornire elementi di guida per la prescrizione della terapia antiretrovirale e per la gestione dei pazienti HIV-positivi agli infettivologi, agli altri specialisti coinvolti nella gestione multidisciplinare del paziente in trattamento. Leggi…

Fiorello parla di preservativi e profilattici e così contribuisce alla prevenzione delle gravidanze indesiderate e delle malattie sessualmente trasmissibili


Di nuovo i religiosi scendono in campo ad impedire di usare perfino la parola “profilattico”  o, meglio ancora “preservativo”.

Però ….

Show di Fiorello ieri serasu Rai Uno. “Ma è vero, esordisce l’artista rivolgendosi al direttore di Rai Uno Mario Mazza, che una circolare Rai ha vietato l’uso della parola profilattico?”.

E da lì un coinvolgente show nello show.

Che però non è piaciuto al settimanale cattolico Famiglia Cristiana

da: E Fiorello sdogana il profilattico in Rai. Polemica Famiglia Cristiana – Quotidiano Sanità

Aids. Dati 2010: 157 mila casi. Diminuisce l’incidenza. Ma diagnosi ancora tardive


Aids. Ecco i dati 2010: 157 mila casi. Diminuisce l’incidenza. Ma diagnosi ancora tardive 
30 NOV - Nel 2010 il tasso d’incidenza si è attestato al 5,5 ogni 100.000 residenti rispetto al 6,7 del 2009. Un sieropositivo su quattro non sa di esserlo e oltre un terzo lo scopre troppo tardi. Domani la Giornata mondiale Aids del 1 dicembre Ecco gli ultimi numeri sul virus HIV  presentati oggi dal Coa dell’Iss. Leggi…

Approfondimenti
:: Iardino (Nps): “Assurdo che si abbia ancora paura a parlare di preservativo”
:: Balduzzi: “Lotta ad Aids sarà inserita nel prossimo Psn”
:: Forum Hiv/Aids: “Organi istituzionali paralizzati: vigileremo su attuazione progetti”
:: Ensoli (Iss): “Al via sperimentazione per vaccino preventivo. Grandi risultati anche per terapie su malati”
:: Campagna di comunicazione. Maratona ministero-RadioRai contro l’Aids

Aids, 30 anni fa si scoprono primi casi – Scienza e Medicina – ANSA.it


L’Aids 30 anni fa nasceva così: uno scarno comunicato di tre paginette sull’Mmwr (morbility and morbidity weekly report) l’agile opuscolo diffuso dal quartier generale del centro per le malattie degli Stati Uniti di Atlanta, segnalava ai centri sentinella americani alcune inusuali malattie in 5 giovani omosessuali maschi. Risiedevano nelle grandi aree urbane di Los Angeles e di New York e presentavano una polmonite e un raro tumore della pelle. Era il 5 giugno del 1981. Dopo due mesi i casi da 5 arrivarono a 41.

Quelle segnalazioni dei Cdc sono considerate l’inizio ufficiale dell’epidemia di Aids, una malattia che ha cambiato la vita di milioni di persone, che continua dilagare nel pianeta e che ha mutato la storia della medicina. Secondo l’ultimo rapporto dell’Unaids sono più di 33 mln le persone che vivono con il virus Hiv , quasi 3 mln i bambini, mentre nel 2009 si calcola che si siano infettate 2,6 mln di persone e morte 2 mln. In Italia il virus Hiv infetta una persona ogni due ore; negli ultimi 20 anni è aumentata l’età media nella quale si contrae l’infezione (39 anni per gli uomini e 35 per le donne) e in 8 casi su 10 il virus Hiv si trasmette per via sessuale. Gli eterosessuali sono i più colpiti (65,4%) e il 25,3% non presenta fattori di rischio.

Aids, 30 anni fa si scoprono primi casi – Scienza e Medicina – ANSA.it.

Aids: prevenire il contagio con un farmaco?


….

era già usato nella terapia di malati di AIDS, ma ora è stato testato su soggetti omosessuali sani, a rischio di contagio AIDS per via sessuale. La sperimentazione internazionale, condotta fra il 2007 e il 2009 ha coinvolto 11 centri di  ricerca in 6 paesi del mondo (Sudafrica, Thailandia, Perù Brasile, Stati Uniti) e ha dimostrato che Trouvada, se assunto quotidianamente da adulti sessualmente attivi, è capace di ridurre il rischio di infezioni fino al 70%.

Gli esperti italiani interpellati sull’uso preventivo del farmaco, sollevano però obiezioni: Stefano Vella, direttore del Dipartimento del Farmaco dell’Iss, l’istituto Superiore di Sanità esclude che il Trouvada possa essere somministrato in maniera generalizzata, inoltre il farmaco andrebbe assunto cronicamente e finirebbe per dare effetti collaterali al rene e al fegato, inoltre ha un notevole costo. Vella ribadisce che la strada maestra per battere l’AIDS è il vaccino, che la virologa italiana Barbara Ensoli sta sviluppando con la seconda fase del protocollo di sperimentazione sull’uomo, assistita da lauti finanziamenti governativi.

Gianni Rezza epidemiologo dell’Iss ritiene che Trouvada non possa essere usato come unico  “profilattico” farmacologico, perché sarebbe come dare la patente per avere rapporti sessuali non protetti, disinvolti e di conseguenza rischiosissimi, soprattutto per i giovani e le categorie più a rischio di AIDS.

vai all’intero articolo qui:

Aids: prevenire il contagio con un farmaco?.

1 dicembre, Giornata mondiale per la lotta contro l’Aids


1 dicembre 2010

GIORNATA MONDIALE DI LOTTA ALL’AIDS

Ogni anno il 1° dicembre si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale per la lotta contro l’AIDS, istituita nel 1998 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, allo scopo di ricordare i progressi compiuti nella cura, nella prevenzione e nell’informazione dell’HIV/AIDS e al contempo di sensibilizzare la comunità internazionale e i singoli individui all’impegno verso le nuove sfide che l’epidemia ci pone e gli obiettivi non ancora raggiunti.

La data del 1° dicembre è stata scelta perché il primo caso di AIDS è stato diagnosticato il 1° dicembre 1981 negli USA. In questi 30 anni l’AIDS ha ucciso oltre 25 milioni di persone, diventando una delle epidemie più distruttive che la storia ricordi.

Nonostante l’efficacia dei nuovi farmaci non è ancora possibile guarire dall’Aids, e la curva dei nuovi casi non ha mai smesso di crescere. In particolare, si sono registrati negli ultimi mesi dei veri e propri allarmi nel milanese e nel varesotto con medie di due infezioni al giorno, riguardanti in buona parte ragazzi molto giovani che hanno contratto il virus durante rapporti eterosessuali.

Contorno Viola e Arcigay sono due associazioni da anni impegnate nel territorio sul tema della prevenzione Aids:

Da oltre dieci anni l’Associazione Contorno Viola, in collaborazione con l’Asl VCO, ha promosso momenti formativi in tutte le scuole superiori della provincia, avvalendosi della tecnica della peer education e raggiungendo diverse migliaia di studenti.

Arcigay da oltre 26 anni si occupa in tutta Italia di prevenzione all’HIV e a tutte le malattie sessualmente trasmissibili.

La nuova campagna per il primo dicembre “Fate l’Amore. E la guerra all’AIDS” ci ricorda l’importanza fondamentale della prevenzione nei rapporti sessuali.

Arcigay Nuovi Colori e Contorno Viola saranno presenti con un gazebodomenica 5 dicembre a Verbania Intra in via baiettini dalle ore 11:00 alle ore 17:00 per la distribuzione gratuita di materiale informativo e preservativi.

Anche in futuro, con l’aiuto delle Istituzioni, continueremo ad impegnarci per contrastare questo grave, e mediaticamente sottovalutato, fenomeno.

Per ulteriori informazioni

Arcigay Nuovi Colori Verbania 3383108399 | www.arcigayverbania.it
Contorno Viola 346 9780665 | www.peer-education.it

Info: Ambulatorio malattie infettive Verbania, Via Crocetta – 0323 541329


Volpari Sarah, Affidamento al servizio sociale di soggetti in AIDS conclamata, in Assistentisociali.org


La L. n. 354/75, vuole consentire ai soggetti affetti da AIDS conclamata o da grave deficienza immunitaria o da altra malattia particolarmente grave, la possibilità di iniziare o proseguire un programma di cure idonee in apposite strutture, evitando i danni derivanti dalla condizione di privazione della libertà e dall’ambiente penitenziario. Tali soggetti possono accedere alle misure alternative dell’affidamento in prova al servizio sociale e della detenzione domiciliare.

Ne possono fruire i condannati affetti da AIDS conclamata

….

l’intero articolo qui:

Moises Naim, “Un gel antimicrobico messo a punto di recente proteggerà milioni di donne e di adolescenti in Africa e altrove, impedendo che contraggano l’Hiv.”


….

Gel vaginali. Un gel antimicrobico messo a punto di recente proteggerà milioni di donne e di adolescenti in Africa e altrove, impedendo che contraggano l’Hiv. Questo è il progresso più importante e risolutivo nella lotta contro la pandemia Hiv/Aids da decenni a questa parte. Anche se il prodotto in questione – a base di tenofovir, un antiretrovirale – non è ancora disponibile al pubblico e potranno essere necessari alcuni anni prima che sia distribuito ovunque, ha già innescato un grande entusiasmo e ricevuto il plauso della comunità scientifica e delle autorità deputate alla salute pubblica. “Per la prima volta è stato messo a punto uno strumento che le donne potranno utilizzare per difendersi dal contagio”, ha detto Bruce Walker, uno scienziato di Harvard. Di sicuro questa notizia dovrebbe essere considerata più importante per le donne – e gli uomini – di ogni latitudine, più dell’ultima mise di Lady Gaga.

….


Ecco quattro grandi notizie – L’espresso.

Guy Brown, Una vita senza fine? invecchiamento, morte, immortalità (The Living End, 2008), edizione italiana a cura di Edoardo Boncinelli, traduzione di Gianbruno Guerrerio, Raffaello Cortina, Milano 2009


La ricerca di Guy Brown, con una potente griglia argomentativa che spazia  fra biologia cellulare e incursioni nella statistica e ancora nelle mitologie della storia umana, va oltre ciascuno di questi approcci. E ci indica i problemi: con le piccole dita della mano ci fa vedere le immensità.
Sono certo che potrà costituire un ottimo aiuto all’esercizio di compiti professionali di chi si occupa di persone anziane o disabili, ma anche un libro da comodino per chi sta invecchiando e verifica sul proprio corpo e sulla propria psiche i processi transizionali che sfumano dalla vita a quel territorio che ciascuno avrà la ventura di attraversare.
Un testo miliare e originale che va al cuore della questione:
la medicina è stata efficace nell’allontanare la morte, ma poco sa o può fare per le patologia gravemente invalidanti che – dunque – riverberano il loro peso su tipi di servizio o su famiglie non più allenate a sostenerne la quotidianità ed il passare dei giorni

Paolo Ferrario


dalla prefazione di Edoardo Boncinelli:

Ogni essere vivente è come una bolla di ordine che si genera e si sostiene per qualche tempo in un mare di disordine.
Quando parte è piccola e incerta; poi cresce e si stabilizza. Dopo una breve permanenza nel suo optimum – e dopo aver dato inizio, se tutto va bene, a qualche altra avventura vitale – la bolla comincia a dare segni di instabilità ed entra in contrazione, funzionale se non strutturale. Infine finisce, progressivamente o di schianto. Nei secoli, senza remissione.
Questa potrebbe essere la parabola della vita e della morte, una parabola con il pregio della lucidità, se non della poeticità. E senza indulgenze e ammiccamenti.
Se la bolla rappresenta un animale, è tutto qui. Poiché quello non sa che finirà e non sa nemmeno che è vivo. Che alternativa esiste infatti per lui all’essere vivo? Essere vivo è l’unico suo stato possibile. Essere vivo ed essere impegnato a mantenersi tale, sempre e comunque. In barba alla morte, che è estranea alla vita vissuta.
Diverso è il caso nostro, perché noi possiamo “vivere” la morte. Se la bolla corrisponde a un essere umano, essa si anima allora di aspettative, di speranze e di timori. E qui casca l’asino! Tutti sappiamo che gli uomini muoiono, ma a nessuno appare chiarissimo che anche lui morirà. Soprattutto perché non sa quando. Perché anche noi un po’ animali siamo e l’unico stato concepibile è quello di vivente, e magari impegnatissimo. Ciononostante, “sappiamo” che prima o poi dovremo morire, con la spiacevole complicazione che dovremo invecchiare.


Che se ne parli ogni giorno o che non se ne parli mai, il pensiero della morte, e dell’invecchiamento, non ci abbandona mai, non fosse altro che perché siamo circondati da tanti altri esseri umani con i quali interagiamo a vario titolo. Forse, allora, è meglio affrontarlo direttamente l’argomento, in forma mitica, in forma poetica o dal punto di vista scientifico.
La nostra è l’epoca della scienza e della tecnologia, e anche di un certo grado di pianificazione sociale. E’ naturale, quindi, che anche della morte, dei suoi prodromi e delle sue conseguenze se ne parli scientificamente e con un occhio al sociale. Senza mai dimenticare il versante poetico e mitologico, immaginati dalla fragile bolla.
E quello che fa questo libro dove non manca nulla. Ognuno potrà trovarvi quello a cui è più interessato, dalle parole del Libro dei Morti dell’antico Egitto alle insidie della malattia di Alzheimer, dal mito di Aurora e Titone ai meccanismi dell’invecchiamento cellulare, dalla saga di Gilgames alle ragioni dell’incredibile allungamento della vita che stiamo tutti vivendo.
Eccezionalmente aggiornato dal punto di vista scientifico, dotto e ben documentato, è il libro su tutti gli aspetti della morte, almeno di quelli che si possono concepire in vita. La morte e l’invecchiamento sono girati e rigirati da tutti i lati e guardati con occhio attento e appassionato. Come dire che si tratta del meglio che si possa fare, con questo come con molti altri argomenti. Chi cerca l’”essenza” della morte, o magari della vita o di tutte le altre cose che interessano i vivi, dovrà però rinunciare. O cercarsela da sé.
Il bello della vita è che la si vive una volta sola, non ha antecedenti e va in scena senza un’ora di prove. “La morte si sconta vivendo“, ha detto Ungaretti.


INDICE


Prefazione {Edoardo Boncinelli)


1. Inizi e fini
Interludio 1
Breve storia della morte e della dannazione


2. La faccia mutevole della morte
Interludio 2
Il significato della morte


3. Un calcio al secchio
Interludio 3
La ricerca dell’immortalità


4. La morte si frantuma
Interludio 4
Gli immortali di Luggnagg


5. Perdere il senno
Interludio 3
L’anima mortale


6. L’Io digitale
Interludio 6
La paura della morte


7. La morte cellulare
Interludio 7
Quando diventiamo vecchi?


8. Invecchiamento
Interludio 8
Dobbiamo resistere alla morte?


9. Immortalità
Poscritto
Come dovremmo morire?

da Antologia del tempo che resta: Guy Brown, Una vita senza fine? invecchiamento, morte, immortalità (The Living End, 2008), edizione italiana a cura di Edoardo Boncinelli, traduzione di Gianbruno Guerrerio, Raffaello Cortina, Milano 2009

Blogged with the Flock Browser

Sesso sicuro: lo spot televisivo a cura di QuietGlover, per AIDES, association française de lutte contre le VIH/sida et les hépatites virales


Blogged with the Flock Browser

Domenico Quirico, Malati di Aids, l’epidemia dei sessantenni, La Stampa


Alle statistiche la dimensione del fenomeno. Alla loro lettura, invece, il cammino dell’Aids che scivola come acqua o olio tra le fessure di una difesa debole. Era la «peste» dei drogati, non lo è più. Era l’inferno dei gay, lo è meno. È contagio che si sparge fra eterosessuali dai venticinque ai quarant’anni, ma pure tra i giovanissimi e i cinquanta-sessantenni che hanno ritrovato una vita sessuale con i farmaci che risvegliano vigore.

l’intero articolo è qui:

Blogged with the Flock Browser

AIDS:AUMENTANO SIEROPOSITIVI,SONO 180.000 MA 1 SU 4 NON SA


Aumenta il numero di sieropositivi nel nostro paese: attualmente sono 180.000 le persone Hiv positive, di cui circa 22.000 con Aids conclamato, ma un sieropositivo su quattro non sa di essere infetto. Un aumento dovuto a due fattori: da un lato le nuove terapie che garantiscono una sopravvivenza notevolmente piu’ elevata (mentre in termini assoluti si infetta un numero minore di persone rispetto a 20 anni fa, circa 4.000 l’anno), dall’altro l’incremento inquietante dei malati che non sanno di esserlo, frutto di un progressivo (e pericoloso) calo di attenzione verso il virus. Un dato parla chiaro: dei 22.000 malati di Aids conclamato in Italia, addirittura il 60 per cento ha scoperto di essere sieropositivo troppo tardi, cioe’ ha fatto il test quando ormai la malattia era divenuta effettiva, vanificando di fatto i progressi terapeutici dei farmaci antiretrovirali che possono impedire per lunghi anni il passaggio dalla sieropositivita’ all’Aids conclamato. Sono i dati dell’Istituto Superiore di Sanita’ presentati oggi al Ministero della Salute in concomitanza con il varo di una nuova campagna informativa. “In Italia – ha spiegato il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio – abbiamo un’incidenza medio-alta: nel 2008 sono stati diagnosticati 6,7 nuovi casi di Hiv positivita’ ogni 100.000 residenti. Ma dal 1996 a oggi e’ calata moltissimo la percezione del rischio, tanto che nel ‘96 solo il 21 per cento dei malati erano ‘inconsapevoli’, oggi siamo al 60″. E negli anni e’ cambiato notevolmente anche l’identikit del sieropositivo: “Oggi l’eta’ media si e’ alzata – sottolinea Fazio – arrivando a 38 anni per gli uomini e 34 per le donne, e sono aumentati notevolmente i casi di contagio per trasmissione sessuale, mentre diminuiscono i contagi legati alla tossicodipendenza”. Proprio per contrastare il calo di attenzione il Ministero ha messo a punto la campagna informativa “Aids-la sua forza finisce dove comincia la tua. Fai il test!” con uno spot con protagonista Valerio Mastrandrea e la regia di Ferzan Ozpetek, che dal primo dicembre sara’ su tv, radio e periodici. (AGI) Pgi


http://www.medici-oggi.it/archives/0007655.html

Blogged with the Flock Browser

Centro Studi Gruppo Abele – newsletter


Sul  sito 
http://centrostudi.gruppoabele.org
) è pubblicata e scaricabile la Newsletter n. 9 (pdf 354 kb).

Sommario:
-       News
-       Contromafie a Roma, ottobre ?09
-       La prevenzione dell’HIV negli Stati Uniti: un rapporto dei CDC
(Centers for Disease Control)
-       Monografie dall’estero
-       Alcune novità in Biblioteca
-       Anticipo sommario di Narcomafie n. 9/2009
-       Spogli da periodici
-       Sommario di Animazione sociale 8-9/09
-       Ultime tesi in Biblioteca
——————————

———
Centro Studi, Documentazione e Ricerche
Gruppo Abele
corso Trapani 91/b – 95
I 10141 Torino
tel. +39 011 3841053
fax  +39 011 3841055
e-mail: docum.cs@gruppoabele.org

http://centrostudi.gruppoabele.org

Bibliografie tematiche | Centro Studi, Documentazione e Ricerche del Gruppo Abele


Bibliografie tematiche

È possibile consultare i testi presso la nostra biblioteca oppure richiederne fotocopie, scrivendo a: segr.cs@gruppoabele.org. I materiali indicati non esauriscono quanto contenuto nel catalogo bibliografico relativamente al tema in elenco.

Bibliografie tematiche | Centro Studi, Documentazione e Ricerche

Blogged with the Flock Browser