Centro Donatori del Tempo Martedì 8 febbraio – Como Ciclo di incontri collettivi per i familiari di malati di Alzheimer. IDonatori del Tempo organizzano il corso a partire da mercoledì 8 febbraio, per dieci mercoledì consecutivi dalle 18 alle 19.30, nel Centro Diurno Comunale in via Volta 83 a Como. Responsabile del ciclo è la psicologa Luciana Quaia, da NodoLibri

 

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Incontri Centro Donatori del Tempo
Martedì 8 febbraio – Como

Ciclo di incontri collettivi per i familiari di malati di Alzheimer. IDonatori del Tempo organizzano il corso a partire da mercoledì 8 febbraio, per dieci mercoledì consecutivi dalle 18 alle 19.30, nel Centro Diurno Comunale in via Volta 83 a Como. Responsabile del ciclo è la psicologa Luciana Quaia.
La partecipazione agli incontri è gratuita, previa iscrizione.
 

 

 

 

 


Luciana Quaia, Mnemosine Esercizi per la memoria – manuale per i familiari, NodoLibri

Mnemosine

Luciana Quaia
Mnemosine
Esercizi per la memoria – manuale per i familiari Mnemosine è un compendio di esercizi di stimolazione della memoria atti ad essere inseriti in programmi individuali o di gruppo di riattivazione cognitiva. Si tratta di un eserciziario pensato e realizzato in seguito alle sollecitazioni mosse dai familiari incontrati nei gruppi di reciproco aiuto: chi si occupa dell’assistenza di persone affette da importanti deficit cognitivi ha infatti la preoccupazione, nelle prime fasi della malattia, di mantenere al più a lungo possibile l’autonomia e l’identità personale del congiunto....

Como, 2010
Edizione: NodoLibri seconda edizione
Pp. 80, F.to cm. 29,7×21
Confezione: Brossura filo refe
ISBN: 978-88-7185-179-2

Euro: 12.00

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LIBRI DI QUESTO AUTORE
Mnemosine (Luciana Quaia)
Mnemosine (Luciana Quaia)

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Alzheimer

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ALZHEIMER: INCONTRI PER I FAMILIARI DI MALATI, a cura di Luciana Quaia e organizzato dal CENTRO DONATORI DEL TEMPO di Como

ALZHEIMER: INCONTRI PER I FAMILIARI DI MALATI

la locandina ( PDF)

Sono aperte le iscrizioni per  il ciclo di incontri collettivi 2012, di sostegno e di auto-mutuo-aiuto che anche quest’anno i Donatori del Tempo  organizzano  per i familiari di malati di Alzheimer, a partire da Mercoledi 8 Febbraio, per dieci Mercoledi consecutivi dalle ore 18.00 alle 19.30 circa, presso il Centro Diurno Comunale a Como, in Via Volta, 83 (sede dell’Università Popolare).

Obiettivo dell’iniziativa è quello di trasmettere informazioni e competenze alle famiglie che si trovano a dover fronteggiare il complesso problema della demenza, con interventi condotti da un gruppo multidisciplinare di professionisti, specialisti del settore.

Responsabile del Ciclo è la psicologa dottoressa Luciana Quaia.
Interverranno inoltre :
il neurologo dottor  Simone Vidale, responsabile dell’U.V.A. (Unità Valutativa Alzheimer) di Neurologia e il geriatra Dott. Alessandro Antonelli, responsabile dell’U.V.A. di Geriatria , dell’Azienda Ospedaliera S. Anna di Como; lo psicologo dottor Marco Orsenigo, responsabile dell’Unità Operativa  Anziani e Disabili della A.S.L. di Como.

La partecipazione al ciclo di 10 incontri è gratuita.
Il ciclo 2012 e’ riservato a nuovi partecipanti.

E’ indispensabile fare pervenire l’iscrizione entro il 25 Gennaio 2012, alla sede del Centro, in Piazza Mazzini 9 a Como, aperta al Martedì e Giovedì dalle 16.30 alle 18.30  (telefono e fax 031270231).

e-mail: donatorideltempocomo@gmail.com

da: Asl Como – News – ALZHEIMER: INCONTRI PER I FAMILIARI DI MALATI.


Costi dell’assistenza e bisogni delle famiglie nella Regione Campania, AIMA Napoli

I Rapporto di AIMA Campania

Costi dell’assistenza e bisogni delle famiglie nella Regione Campania

Costi dell'assistenza e bisogni delle famiglie nella Regione CampaniaIl I Rapporto dell’AIMA Campana nasce per fare il punto della situazione sull’Alzheimer in Campania, per una ricognizione della normativa e di dati specifici, nel tentativo di colmare il vuoto epidemiologico della nostra Regione nei confronti delle Persone con demenza e della non autosufficienza in generale, per rendere visibili i reali bisogni di chi assiste: la Famiglia e il Caregiver.
Nasce in un momento di profonda crisi sociale, culturale, politica sia a livello nazionale che regionale; crisi legata soprattutto alla ristrettezza delle risorse, causata da un improprio utilizzo delle stesse che sta coinvolgendo vari settori, compreso quello dei servizi alla Persona fragile, anziana, non autosufficiente, in particolare affetta da patologie cronico degenerative come l’Alzheimer.

Nasce in un momento di profonda crisi sociale, culturale, politica sia a livello nazionale che regionale; crisi legata soprattutto alla ristrettezza delle risorse, causata da un improprio utilizzo delle stesse che sta coinvolgendo vari settori, compreso quello dei servizi alla Persona fragile, anziana, non autosufficiente, in particolare affetta da patologie cronico degenerative come l’Alzheimer.

In Campania attualmente si stimano dai 60.000 agli 80.000 casi, e più di 200.000 familiari coinvolti, gli unici ad assisterli. Ma chi si prenderà cura, domani, di loro ? Da chi saranno assistiti e in che modo, con quali risorse, con quali competenze?

Questi i temi affrontati nel I rapporto di AIMA campana e durante l’incontro del 30 gennaio 2012 ore 15.30 c/o la sede di Oltre il Chiostro sita in Piazza Santa Maria La Nova, 44 durante il quale verrà comunicata la data di apertura della I Casa AIMA.

da AIMA Napoli ONLUS.


TartaRugosa ha letto e scritto di Pupi Avati (2010), Una sconfinata giovinezza, Garzanti, Milano « Il Cinema Racconta …

TartaRugosa ha letto e scritto di:

Pupi Avati (2010)

Una sconfinata giovinezza

Garzanti, Milano

C’è bisogno di un diario nelle situazioni  di smarrimento. Chicca, insegnante di Filologia medievale, ha bisogno di registrare il presente e il futuro perché Lino, il critico sportivo cui è sposata da venticinque anni, è malato di Alzheimer e questo cambierà la vita di entrambi.

A tavola, mentre stanno pranzando, già intuiamo i primi segnali di anomia, cui Chicca tenta di intervenire, cercando di aiutare Lino a recuperare la parola che manca. “Come si chiamano queste? Me.. Me …”“melanzane”. “E’ importante che ti sforzi, questo fa bene alla memoria”.

E se Chicca dovrà, giorno per giorno, adattarsi alle amnesie e ai mutanti disturbi di Lino, questi sarà alle prese con le pagine di un diario particolare, quello della memoria del passato che continua ad affiorare nelle nebbie dell’oggi.

Nel malato di Alzheimer ritornano le immagini più remote e Lino costantemente si trova di fronte a ricordi che probabilmente vorrebbe evitare: quello della morte dei genitori avvenuta per incidente di macchina, quello dei ragazzini che non subito lo accolgono bene quando arriva in campagna  a casa degli zii, quello dei primi approcci sessuali con una giovane adolescente che “muore” dopo un contatto ravvicinato con lui, quello di doversi separare dal cane Perché quando lascia la campagna e va studiare in città.

Veniamo a conoscenza della sua storia progressivamente, con delle retrospettive narrate che si incastrano nella vita del presente, dove la vita fluisce con imprevisti e colpi di scena.

La famiglia di Chicca è ricca e agiata. Suo fratello, neurologo, si accorge che qualcosa non va, ma rispetta il silenzio della sorella. Durante un pranzo di Natale, mentre soddisfatto per l’elevato numero dei componenti augura una buona continuazione della progenie, Lino mormora: “Vai a fare un culo”. Lui e Chicca non sono riusciti ad avere figli “in una famiglia in cui tutti figliano come conigli”.

Durante una trasmissione sportiva, Lino inizia i suoi commenti ma improvvisamente si blocca, si alza e se ne va. Nello studio dello specialista apprendiamo che: “Nella prima fase la terapia ha dato ottimi risultati, ma ora sta perdendo efficacia”. Ora i problemi iniziano anche presso il giornale con cui Lino collabora. “Lino inizia con la sua bella scrittura, ma poi divaga e parla della sua adolescenza” spiega il caporedattore. Chicca piange:

“Se smette di lavorare è morto. Dagli almeno l’illusione di continuare”.

Mentre si organizza una festa per i 40 anni di lavoro di Lino, succede un evento imbarazzante. Quando Lino, desiderando ringraziare anche Chicca per la sua presenza di moglie premurosa, perde i freni inibitori e approfondisce le sue avances in modo scurrile, la festa degenera e Lino, a casa, aggredisce e picchia Chicca accusandola di essere gelosa. Poi si accorge del suo comportamento e se ne duole, ma ormai è sopraggiunto anche il cognato: “La violenza è una manifestazione della malattia. Deve passare questa fase. Lascia questa casa”. Lasciamo Lino qui, ma tu che sei la sola in pericolo devi venire via con me. Devi anche sapere che farà di tutto per trattenerti, ma tu devi venire via”.

Il distacco è straziante. Lino: “Lo so che cosa ti ho fatto. Ti prego non te ne andare”. Non voglio che vai via”.

Arriva comunque il tempo del ritorno.

Una notte Chicca si sveglia e vede che Lino non è a letto con lei. Si alza e lo cerca. E’ alzato che ripassa le tabelline. Iniziano a dire la tabellina del due. Dopo qualche titubanza Lino risponde correttamente e riceve i complimenti.

Chicca al diario: “Lino sta diventando il bambino che non ho mai avuto. Oggi è mio e devo essere la sua mamma almeno fin quando non sarà scappato via”.

In un negozio di giocattoli compra un gioco semplice per la playstation, per bambini di 6 anni, eppure Lino non riesce a giocarci. “Giochiamo alla pista?” e insieme tirano fuori i tappi di bottiglia. Si divertono tantissimo, giocando per terra rannicchiati dentro la pista. Un gioco che ha accompagnato Lino bambino.

Ancora uno spaccato del passato. Invitato da Ida ad appartarsi in una stanza, Lino teme di averla uccisa perché ad un certo punto si lascia cadere a terra e non risponde più.  Lino scende i gradini della scala urlando che Ida è morta e quindi chiama l’amico che dice di essere capace di resuscitare i morti. L’amico accetta ma gli chiede in cambio il cane. Giungono al compromesso che Lino glielo presta. L’amico si chiude in camera con la ragazza e dopo un certo periodo escono insieme.

Questo episodio ha un’importanza centrale nel presente che si svolge.

Perché Chicca, uscendo di casa di malavoglia per andare ad assistere a un concerto del nipote che ha recentemente preso la patente, ha un incidente molto grave e viene portata via con l’autoambulanza – in cui sale anche Lino – a sirene spiegate.

Il grave infortunio di Chicca sconvolgerà ulteriormente la già precaria esistenza di Lino che, per affrontare l’accaduto, tenta disperatamente di porvi l’unico rimedio che la memoria dell’adolescenza gli propone: trovare l’amico che sa resuscitare i morti. Nelle vie tortuose della mente che si dissolve l’ancora di salvezza è la sopravvivenza di Chicca.

Lino parte per il paese dell’infanzia. Il taxista che dalla stazione lo porta davanti ad una casa di campagna reputa corretto intascare la grossa somma che Lino gli dà e mentre si intrattiene con la portinaia, Lino sale le scale.

Nerio è a letto disteso. Lino non lo riconosce, ma l’amico gli fornisce una serie di particolari tali per cui Lino si convince che è lui. Gli chiede del fratello Leo. Il taxista che lo ha raggiunto dice che Lino vuole uno che resuscita i morti. Per tutta risposta, Nerio accompagna Lino al cimitero e si fermano davanti alla tomba di Leo, che nel frattempo è morto.

Gli dice anche che da ragazzo Leo gli aveva fatto lo scherzo con Ida perché voleva il cane. In realtà Ida aveva fatto finta di cadere e di morire.

“Come faccio adesso?, chiede Lino “E il mio cane?”

“E’ morto anche lui. E’ andato sotto un camion”.

“Non è vero. Perché è un cane immortale”.

Se ne va mormorando “mi doveva ridare il cane. Lo vado a cercare”. Il taxista tenta di fermarlo. Fa freddo e fra un po’ diventa buio. Visto che Lino non lo ascolta prende il taxi e se ne va.

Qualche tempo dopo un’altra macchina si ferma davanti alla stessa casa di campagna. C’è Chicca col fratello. Ce l’ha fatta a salvarsi. Ma di Lino con c’è traccia.

In quel tempo senza tempo, dov’è Lino, scaraventato in un passato temporalmente irreale? Ma in quel passato che ritorna bisogna anche occuparsi dell’amato cane Perché.

“Perché. Vieni! Sono io, sono tornato a prenderti. Dai non avere paura. Vieni. E’ quasi notte. Vieni.” Fischia. “Non aver paura. Sono io”.

Il taxista spiega che l’hanno cercato per tre giorni, senza trovarlo. Chicca è sulla macchina. “Aspetta solo un attimo”. Scende e va verso la campagna. Poi torna alla macchina.

“C’è un bambino che scappa e la sua mamma si dispera perché non riesce a trovarlo. Dove vanno i bambini che scappano. Perché è così segreto e irraggiungibile quel luogo? E perché le loro mamme non sanno trovarli?”.

Da questo romanzo l’omonimo film con Fabrizio Bentivoglio e Francesca Neri


Alzheimer : le attività del CENTRO DONATORI DEL TEMPO, Piazza Mazzini 9, 22100 Como, EMail: donatorideltempocomo@gmail.com

Alzheimer : le attività del CENTRO DONATORI DEL TEMPO,

Piazza Mazzini 9, 22100 Como

EMail: donatorideltempocomo@gmail.com 

Al   Poliambulatorio  2  stanza  A33    del Nuovo Ospedale S.Anna, è attivo presso l’ U.V.A. di Neurologia (Unità Valutativa Alzheimer) un nostro “ punto  d‘incontro ” per i malati di Alzheimer ed i loro familiari. Al nostro volontario potrete chiedere ascolto, consigli e informazioni utili sui diritti, sui servizi del territorio e sulle nostre attività di sostegno e di animazione,  nei seguenti orari :

Venerdi dalle ore 9.30  alle 12    

***

Il Filo Diretto: per i familiari che desiderassero una consulenza psicologica individuale, segnaliamo la possibilità di un colloquio telefonico con la nostra Psicologa, dottoressa Luciana Quaia,  allo

031/27.02.31 ogni 1° e  3° Mercoledì del mese dalle 17.00 alle 19.00 

***

Il Caffè del Lunedì”:  dal Novembre 2001, siamo ospiti nel bellissimo salone a lago, a Como in Viale Puecher 8 , sede dello Yacht Club-Mila-Circolo della Vela.

E’ un punto d’incontro, di ascolto e di mutuo-aiuto per i familiari; un luogo piacevole e stimolante per i malati, dove poter fare con i volontari una chiacchierata, qualche gioco di memoria  e…..bere un caffè  in compagnia al:  Lunedì  pomeriggio  dalle 15.00  alle  17.00 

***

IlVenerdi – insieme”:  dal 18 Marzo 2005  ci ritroviamo presso il C.D.Comunale, sede dei Corsi dell’ Università Popolare,  a  Como  in Via Volta,83 per fare “ insieme ” qualche gioco di stimolazione della memoria, un po’di bricolage, una cantatina….…ma anche incontri con amici, con  medici  e  consulenti specialisti del settore,

al :   Venerdi  pomeriggio  dalle  15.00  alle  17.00 

***

N.B.     Per avere informazioni o per donare il proprio tempo :

Martedì e Giovedì ore 16.30 / 18.30     -     Tel. e fax: 031/27.02.31 

 Como, Piazza Mazzini, 9  / e-mail : donatorideltempocomo@gmail.com  


CENTRO DONATORI DEL TEMPO, CICLO INCONTRI COLLETTIVI 2012 PER I FAMILIARI DI MALATI DI ALZHEIMER: COMUNICATO STAMPA, Piazza Mazzini 9, 22100 Como, EMail donatorideltempocomo@gmail.com,

CICLO   INCONTRI   COLLETTIVI   2012  PER  I  FAMILIARI  DI MALATI DI ALZHEIMER  :   COMUNICATO STAMPA

 

Sono aperte le iscrizioni

 per  il ciclo di incontri collettivi 2012 , di sostegno e di auto-mutuo-aiuto che anche quest’anno i Donatori del Tempo  organizzano  per i familiari di malati di Alzheimer, a partire da Mercoledi  8 Febbraio, per dieci Mercoledi consecutivi dalle ore 18.00 alle 19.30 circa , presso il Centro Diurno Comunale  a Como, in Via Volta, 83 (sede Universita’ Popolare ).

Obiettivo dell’iniziativa è quello di trasmettere informazioni e competenze alle famiglie che si trovano a dover fronteggiare il complesso problema della demenza, con interventi condotti da un gruppo multidisciplinare di professionisti, specialisti del settore.

Responsabile del Ciclo è la psicologa Dott.ssa Luciana Quaia.

 Interverranno inoltre :

il neurologo Dott. Simone Vidale, responsabile dell’U.V.A., (Unita’ Valutativa Alzheimer) di Neurologia e il geriatra Dott. Alessandro Antonelli, resp.dell’U.V.A.di Geriatria , dell’Az.Osp.S.Anna di Como; lo psicologo Dott.Marco Orsenigo, responsabile dell’U.O. Anziani e disabili della A.S.L. di Como.

 

La partecipazione al ciclo di 10 incontri è gratuita.

Il ciclo 2012 e’ riservato a nuovi partecipanti.

 

E’ indispensabile fare pervenire l’iscrizione  entro il 25 Gennaio 2012, alla sede del Centro, in Piazza Mazzini,9  a Como, aperta al Martedi e Giovedi dalle 16.30 alle 18.30  tel.e fax 031/270231  

e-mail : donatorideltempocomo@gmail.com

 

I Donatori del Tempo 

 

 Como, 18  Gennaio 2012

 

Le altre attivita del CENTRO DONATORI DEL TEMPO:

Alzheimer : le attività deiDonatori del Tempo

 

Al   Poliambulatorio  2  stanza  A33    del Nuovo Ospedale S.Anna, è attivo presso l’ U.V.A. di Neurologia (Unità Valutativa Alzheimer) un nostro “ punto  d‘incontro ” per i malati di Alzheimer ed i loro familiari. Al nostro volontario potrete chiedere ascolto, consigli e informazioni utili sui diritti, sui servizi del territorio e sulle nostre attività di sostegno e di animazione,  nei seguenti orari :

Venerdi dalle ore 9.30  alle 12    

***

Il Filo Diretto: per i familiari che desiderassero una consulenza psicologica individuale, segnaliamo la possibilità di un colloquio telefonico con la nostra Psicologa, dottoressa Luciana Quaia,  allo

031/27.02.31 ogni 1° e  3° Mercoledì del mese dalle 17.00 alle 19.00

 

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Il Caffè del Lunedì”:  dal Novembre 2001, siamo ospiti nel bellissimo salone a lago, a Como in Viale Puecher 8 , sede dello Yacht Club-Mila-Circolo della Vela.

E’ un punto d’incontro, di ascolto e di mutuo-aiuto per i familiari; un luogo piacevole e stimolante per i malati, dove poter fare con i volontari una chiacchierata, qualche gioco di memoria  e…..bere un caffè  in compagnia al:  Lunedì  pomeriggio  dalle 15.00  alle  17.00

 

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IlVenerdi – insieme”:  dal 18 Marzo 2005  ci ritroviamo presso il C.D.Comunale, sede dei Corsi dell’ Università Popolare,  a  Como  in Via Volta,83 per fare “ insieme ” qualche gioco di stimolazione della memoria, un po’di bricolage, una cantatina….…ma anche incontri con amici, con  medici  e  consulenti specialisti del settore,

al :   Venerdi  pomeriggio  dalle  15.00  alle  17.00

 

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N.B.     Per avere informazioni o per donare il proprio tempo :

Martedì e Giovedì ore 16.30 / 18.30     -     Tel. e fax: 031/27.02.31

 

 Como, Piazza Mazzini, 9  / e-mail : donatorideltempocomo@gmail.com  

 


ALZHEIMER: INCONTRI PER I FAMILIARI, condotti da un gruppo multidisciplinare di professionisti, specialisti del settore. Responsabile del Ciclo è la psicologa dottoressa Luciana Quaia

Asl Como – News – ALZHEIMER: INCONTRI PER I FAMILIARI DI …
… con interventi condotti da un gruppo multidisciplinare di
professionisti, specialisti del settore. Responsabile del Ciclo è la
psicologa dottoressa Luciana Quaia.
<http://www.asl.como.it/news.asp?cont=651>


Nuove speranze per il trattamento della malattia di Alzheimer, Mario Negri – News

È stata condotta presso l’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Milano una ricerca in grado di proporre una strategia terapeutica innovativa per il trattamento della malattia di Alzheimer . 
L’Alzheimer è la forma più comune di demenza neurodegenerativa: fra gli ottantenni, uno su tre ne è affetto e si calcola che nel mondo siano oltre 26 milioni le persone malate. La patologia è oggi la quinta causa di morte nella popolazione anziana ed è al terzo posto, dopo le cardiopatie e il cancro, nella classifica dei maggiori costi sanitari. L’incidenza della malattia di Alzheimer rappresenta una vera e propria emergenza sanitaria destinata a crescere nei prossimi anni con l’incremento della vita media della popolazione. 
L’attuale mancanza di terapie e gli elevati costi socio-sanitari necessari per l’assistenza dei pazienti hanno reso prioritario lo sviluppo di efficaci strategie farmacologiche per combattere la malattia. Al raggiungimento di questo obiettivo si è indirizzata la ricerca condotta dal laboratorio diretto da Tiziana Borsello, neuroscienziata impegnata da anni nella scoperta di nuove metodiche capaci di bloccare la degenerazione neuronale. 

A Tiziana Borsello ed al suo laboratorio, in particolare, si deve la recente scoperta del ruolo chiave dell’enzima JNK.

segue qui: Mario Negri – News – Nuove speranze per il trattamento della malattia di Alzheimer.


Le demenze e la malattia di Alzheimer Guida per la sopravvivenza Salvatore Varia Giovanni Fioriti – 2008

Le demenze e la malattia di Alzheimer
Guida per la sopravvivenza
Salvatore Varia
Giovanni Fioriti – 2008

Luciana Quaia, Relazione e comunicazione con la persona colpita da demenza Alzheimer, parte prima e seconda| in Muoversi Insieme di Stannah, 2011

Luciana Quaia, Relazione e comunicazione con la persona colpita da demenza, parte 1°

Il 21 settembre anche quest’anno ci ricorda una malattia drammatica su cui  la ricerca scientifica, pur compiendo notevoli progressi, non ha ancora raggiunto un rimedio risolutivo.L’Alzheimer è la forma più diffusa di demenza ed è caratterizzata dal progressivo degrado delle cellule cerebrali che determina, col trascorrere del tempo, l’incapacità di un soggetto di portare a termine le più semplici attività quotidiane. Il globale declino delle funzioni intellettive incide anche sul deterioramento della vita di relazione, dovuto alla difficoltà di riuscire a controllare le proprie reazioni emotive e comportamentali.

Sapere che la stranezza del comportamento della persona che ci vive accanto è causata dalla malattia è solo l’inizio di un lungo processo di accettazione e di costante adattamento a una personalità continuamente mutevole e a difficoltà legate soprattutto ai disturbi della comunicazione.

segue qui:  XVIII Giornata Mondiale Alzheimer – Relazione e comunicazione con la persona colpita da demenza (parte prima) | Muoversi Insieme

Luciana Quaia, Relazione e comunicazione con la persona colpita da demenza, parte 2°

Sia pure con dolente rassegnazione, spesso nei colloqui dei familiari caregiver di malati di demenza emergono frasi come: “Non capisce ciò che gli dico”; “Non sa più prendere decisioni”; “E’ diventato pigro”; “Non sa fare più niente”.Tali convinzioni sono determinate dalle inconfutabili manifestazioni della progressione della malattia che implica la perdita di molte capacità, fra cui costruire un ragionamento, pianificare le azioni della vita quotidiana, saper utilizzare correttamente gli oggetti più banali. Quanto basta per infantilizzare chi ci vive accanto da anni, assumendo nei suoi confronti un tono paternalistico e di costante correzione, improntato dall’impotenza di un recupero del passato.
Ma, come spiegavamo nel precedente articolo, un atteggiamento di questo tipo non passa inosservato al malato, assai ricettivo ai toni della voce ed espressioni del volto. Con l’espressione “psicologia sociale maligna” Tom Kitwood spiega  …..

segue qui: http://www.muoversinsieme.it/magazine/salute-e-benessere/psicologia/4548/relazione-e-comunicazione-con-la-persona-colpita-da-demenza-parte-seconda.html


Laboratorio “PAROLE PER ME” condotto da Luciana Quaia e rivolto ai familiari che si prendono cura del malati di Alzheimer

Gli incontri si svolgeranno il 5 e 12 novembre all’AloisCaffè di Mirabello (Como) il 19 e 26 novembre alla sala civica in via San Giuseppe a Vighizzolo, dalle 14,30 alle 17,30


Luciana Quaia, Relazione e comunicazione con la persona colpita da demenza (parte seconda) | Muoversi Insieme di Stannah

Sia pure con dolente rassegnazione, spesso nei colloqui dei familiari caregiver di malati di demenza emergono frasi come: “Non capisce ciò che gli dico”; “Non sa più prendere decisioni”; “E’ diventato pigro”; “Non sa fare più niente”.

Tali convinzioni sono determinate dalle inconfutabili manifestazioni della progressione della malattia che implica la perdita di molte capacità, fra cui costruire un ragionamento, pianificare le azioni della vita quotidiana, saper utilizzare correttamente gli oggetti più banali. Quanto basta per infantilizzare chi ci vive accanto da anni, assumendo nei suoi confronti un tono paternalistico e di costante correzione, improntato dall’impotenza di un recupero del passato.

Ma, come spiegavamo …..

l’intero articolo è qui: Relazione e comunicazione con la persona colpita da demenza (parte seconda) | Muoversi Insieme.

Vai al Primo articolo:

 


“Conversando d’Alzheimer” incontri organizzati da A.I.M.A. Milano Onlus (Associazione Italiana Malattia di Alzheimer)

iniziativa “Conversando d’Alzheimer” organizzata gratuitamente da A.I.M.A. Milano Onlus.

E’ un laboratorio per la formazione dei caregiver di malati di Alzheimer, ma è anche un’occasione pensata per far conoscere alla cittadinanza un problema sempre più diffuso.

Prevede la partecipazione di specialisti, un aperitivo e la possibilità di confrontarsi in un clima di scambio di conoscenze e di esperienze.

 

Per comprendere meglio l’iniziativa e il programma invitiamo a leggere la locandina allegata.

 


 

AIMA Milano Onlus

via Francesco Soave 24
20135 Milano
tel. 0283241385
aimamilano@libero.it
www.aimamilano.org


ALZHEIMER e lavoro di cura: sono possibili nuove proposte? 25 ottobre 2011, Auditorium Conservatorio Cantelli, Via Collegio Gallarini, 1 Novara

ALZHEIMER e lavoro di cura: sono possibili nuove proposte?
25 ottobre 2011, Auditorium Conservatorio Cantelli, Via Collegio Gallarini, 1 Novara.


L’evento è organizzato dalla Provincia di Novara in collaborazione con il Centro Maderna, ASL 13 Novara e CSV Novara.

Durante il convegno verranno presentati i risultati del progetto “Ridisegnare la relazione di cura con i pazienti affetti da demenza e Alzheimer” che ha consentito il confronto e lo scambio sulle diverse azioni di cura messe in atto nell’ambito di servizi residenziali, semiresidenziali e domiciliari. Dal percorso è emersa la necessità di favorire un ulteriore e più ampio scambio tra operatori rispetto alle buone pratiche in campo assistenziale per prevenire il senso di impotenza che talvolta pervade coloro che sono a stretto contatto quotidiano con una malattia degenerativa.Il convegno darà spazio all’esposizione di strumenti, tecniche e metodi utilizzati nell’azione di cura con uno sguardo attento anche al benessere degli operatori dell’assistenza.

Per maggiori informazioni può scaricare il programma dettagliato cliccando qui.

Nella speranza di poterla incontrare in tale occasione, le invio i miei saluti più cordiali.


Anna Maria Melloni
Direttore Centro Maderna


Segreteria organizzativa

Cristina Del Piano – Tel. 0321 374566 – E-mail: osru.nov@asl.novara.it


Luciana Quaia, XVIII Giornata Mondiale Alzheimer – Relazione e comunicazione con la persona colpita da demenza (parte prima) | in Stannah Muoversi Insieme, 2011

Il 21 settembre anche quest’anno ci ricorda una malattia drammatica su cui  la ricerca scientifica, pur compiendo notevoli progressi, non ha ancora raggiunto un rimedio risolutivo.
L’Alzheimer è la forma più diffusa di demenza ed è caratterizzata dal progressivo degrado delle cellule cerebrali che determina, col trascorrere del tempo, l’incapacità di un soggetto di portare a termine le più semplici attività quotidiane. Il globale declino delle funzioni intellettive incide anche sul deterioramento della vita di relazione, dovuto alla difficoltà di riuscire a controllare le proprie reazioni emotive e comportamentali.
Sapere che la stranezza del comportamento della persona che ci vive accanto è causata dalla malattia è solo l’inizio di un lungo processo di accettazione e di costante adattamento a una personalità continuamente mutevole e a difficoltà legate soprattutto ai disturbi della comunicazione
Il peggioramento rilevato nel farsi capire o capire gli altri è una delle conseguenze più devastanti che malato e familiare devono affrontare.

Comunicare è infatti per l’essere umano, come per tutti gli esseri viventi, un bisogno fondamentale

se gue qui XVIII Giornata Mondiale Alzheimer – Relazione e comunicazione con la persona colpita da demenza (parte prima) | Muoversi Insieme.


Nicoletta Bocca, … L’ortoterapia è usata in vari ambiti come complemento alla cura, prevenzione e sollievo dellostress sia del malato che di chi cura, www.nonautosufficienza.it

L’ortoterapia, stimolo ai ricordi ed alla “protezione delle piccole cose”

Un progetto attuale e funzionale per le persone affette da Alzheimer: obiettivo del lavoro è il miglioramento della qualità di vita del malato attraverso la promozione di momenti di benessere a contatto con il verde nelle sue varie forme


L’aria aperta fa bene…
L’ortoterapia è usata in vari ambiti come complemento alla cura, prevenzione e sollievo dellostress sia del malato che di chi cura.
Recenti studi hanno dimostrato che gruppi di anziani compresi fra i 69 e 90 anni di età che praticano almeno tre ore di giardinaggio alla settimana beneficiano di una diminuzione della frequenza cardiaca e di un aumento del colesterolo protettivo, inoltre l’ortoterapia agisce positivamente sulla sick building sindrome (disturbo da ambiente chiuso). È utile inoltre ricordare autori quali Kaplan che mettono in evidenza il risanamento dell’attenzione e nello stesso tempo l’effetto distrazione (prendere cioè distanza dal problema e dal malessere) di chi frequenta giardini o ambienti naturali. Un interessante studio di Felicia Hupper mette in evidenza ….

http://www.nonautosufficienza.it/2011/09/14/8871/Lortoterapia-stimolo-ai-ricordi-ed-alla-protezione-delle-piccole-cose

segue


XVIII Giornata Mondiale Alzheimer Federazione Alzheimer Italia Conferenza Stampa, Martedì 13 settembre 2011 ore 12.30 Assessorato alle Politiche sociali e Servizi per la salute del Comune di Milano Largo Treves, 1

XVIII Giornata Mondiale Alzheimer
Federazione Alzheimer Italia
Conferenza Stampa

La Federazione Alzheimer Italia presenta a Milano, in contemporanea con New York e Londra, il Rapporto Mondiale Alzheimer 2011 con i nuovi dati sulla malattia. Numerose le iniziative in Italia, tra cui un’applicazione Smartphone/iPhone darà informazioni e suggerimenti alle famiglie

Martedì 13 settembre 2011 ore 12.30

Assessorato alle Politiche sociali e Servizi per la salute del Comune di Milano
Largo Treves, 1

Saluto di benvenuto:
Pierfrancesco Majorino
, Assessore alle Politiche sociali e Servizi per la salute del Comune di Milano

Intervengono:
Gabriella Salvini Porro
Presidente Federazione Alzheimer Italia
Claudio MarianiProfessore ordinario di Neurologia presso l’Università degli Studi di Milano
Francesco BrancatiPresidente UNAMSI – Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione
Maurizio RattiDirettore creativo Enfants Terribles

I Donatori del Tempo saranno a disposizione presso la sede, a Como in Piazza Mazzini, 9 Mercoledi 21 Settembre 2011 dalle ore 15 alle 19 per dare informazioni e documentazioni sulla malattia di Alzheimer e sulle attività del G.R.A.AL. (Gruppo reciproco aiuto malattia di Alzheimer)

In occasione della 18a  GIORNATA MONDIALE ALZHEIMER
I Donatori del Tempo saranno a disposizione presso la sede, a Como in Piazza Mazzini, 9
Mercoledi 21  Settembre 2011 dalle ore 15 alle 19
per dare informazioni e documentazioni sulla malattia di Alzheimer e sulle attività del G.R.A.AL. (Gruppo reciproco aiuto  malattia di Alzheimer) e contemporaneamente, presso il Centro Diurno Comunale, a Como in Via Volta, 83, su appuntamento saranno presenti per consulenze individuali di carattere legale e psicologico: la dottoressa Anna Cardinali, avvocato e la dottoressa Luciana Quaia, psicologa.
Carla Bignami, Centro Donatori del Tempo
Info: Centro Donatori Del Tempo | Piazza Giuseppe Mazzini, 9 | 22100 – COMO | TEL.031 270231

FESTIVAL ANGHIARI, AUTOBIOGRAFIA DIVENTA PROTAGONISTA | II FENDENTE

 Nessuno si alza. Le emozioni suscitate dallo spettacolo ‘Non mi ricordo‘ di Ginetta e Pino Maineri arrivano nel profondo dell’anima, e’ come se nessuno volesse lasciarle scendere, alzandosi. Sul palco Ginetta e Pino hanno raccontato la loro storia, quella della loro vita insieme, della loro vita cambiata dopo l’incidente che ha 

colpito Pino nel 1996, e gli ha portato via tutta la memoria, lasciando Ginetta a viverla per entrambi, a recuperarla, a ricostruirla. Poi Ginetta scende dal palco, per salutare, parlare e raccontare e il pubblico si alza, per andarle incontro. Si e’ chiusa cosi’ la prima giornata del Festival dell’Autobiografia, evento che prosegue fino a domenica ad Anghiari.

da  CULTURA: FESTIVAL ANGHIARI, AUTOBIOGRAFIA DIVENTA PROTAGONISTA | II FENDENTE.


LE DEMENZE: I LUOGHI DELLE CURE E LA SFIDA ORGANIZZATIVA, Convegno 25 maggio, alle 9.00 alla Sala della Cooperazione

Convegno domani, mercoledì 25 maggio, alle 9.00 alla Sala della Cooperazione

LE DEMENZE: I LUOGHI DELLE CURE E LA SFIDA ORGANIZZATIVA

Le demenze, in particolare la malattia di Alzheimer, per la dimensione epidemiologica e la lunga durata della malattia, rappresentano un’importante sfida per la società, la famiglia, il sistema sanitario e il sistema assistenziale sociosanitario. E’ necessario un approccio che faccia della multidisciplinarietà e della multidimensionalità la sua caratteristica centrale. La Legge provinciale n. 8 del 22 luglio 2009 si fa carico di stimolare la gestione e il sostegno alle famiglie nell’ambito delle malattie neuro degenerative. Il convegno si propone di aumentare le conoscenze riguardo queste malattie e individuare gli strumenti organizzativi ed operativi più idonei per conquistare piccoli, ma significativi, spazi di salute per l’ammalato e la sua famiglia.

Il convegno è rivolto a medici, infermieri, fisioterapisti, terapisti della riabilitazione psichiatrica, psicologi, educatori professionali, assistenti sociali, dietisti, OSS, nonché ai famigliari di persone con diagnosi di demenza/Alzheimer. E’ anche aperto ai cittadini che vogliono approfondire il tema.

PROGRAMMA

9.00 Saluti e introduzione

Ugo Rossi

Paola Maccani

Direttore della Direzione per l’integrazione sociosanitaria dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari

9.30 Saluti

Silvia Oswald

Presidente Associazione AIMA di Rovereto

Marco Brazzali

Presidente Associazione Alzheimer Trento

Moderatori: Paola Maccani, Massimo Giordani

10.00 Gli scenari del futuro

Marco Trabucchi

Presidente Associazione Italiana di Psicogeriatria

e Direttore scientifico del Gruppo di ricerca geriatrica

10.30 Modelli organizzativi e linguaggi

nelle situazioni complesse

Franca Olivetti Manoukian

Studio Analisi Psico Sociologica e autrice di parecchie

pubblicazioni sui servizi per anziani e sulla cronicità – Milano

11.00 La famiglia come luogo naturale di cura

Sebastiano Porcu

Sociologo, docente presso l’Università di Macerata

11.30 Pausa caffè

Moderatori: Gabriele Noro, Gabriele Miceli

11.45 La rete dei servizi: motivazioni e strutture

Stefano Boffelli

Responsabile della Sezione di Riabilitazione Generale Geriatrica dell’Ospedale S.Orsola di Brescia

12.15 Una prospettiva concreta:

dal domicilio alle residenze

Antonio Guaita

Medico geriatra e direttore della “Fondazione Golgi Cenci

per la ricerca sull’invecchiamento” di Abbiategrasso

12.45 I costi della rete

Ketty Vaccaro

Responsabile settore Welfare della Fondazione Censis

13.15 Conclusioni

Franca Olivetti Manoukian, Marco Trabucchi


Il Centro Donatori del Tempo di Como: scheda storica e piano di attività 2011

CHI SIAMO

Il Centro Donatori del Tempo nasce a Como nel 1977 con lo scopo di contribuire, con le forze volontarie alla soluzione dei problemi derivanti dall’handicap, handicap inteso come “difficoltà”. Dopo 15 anni di attività sul territorio il C.D.T. incontra il problema “Alzheimer” e nel 1992 i Donatori del Tempo costituiscono a Como il G.R.A.AL. – “ Gruppo di reciproco Aiuto per la malattia di Alzheimer “ ,  per coordinare e sostenere i famigliari che tendono ad isolarsi nella propria emarginazione, rischiando di essere travolti dallo stress di una assistenza a tempo pieno, 24 ore su 24.

COSA PROPONIAMO NEL 2011

Oltre alle attività-base che organizziamo ogni anno per i malati di Alzheimer ed i loro familiari da Ottobre a Giugno (ved.dettaglio sul retro del volantino) proponiamo:

Per i familiari di malati di Alzheimer :  il ciclo di INCONTRI COLLETTIVI, a partire da  Mercoledi

9 Febbraio, per dieci Mercoledi consecutivi dalle ore 18.00 alle 19.30, presso il Centro Diurno Comunale  a Como , in Via Volta,83 .

Obiettivo dell’iniziativa è quello di trasmettere informazioni e competenze alle famiglie che si trovano a dover fronteggiare il complesso problema della demenza con interventi condotti da un gruppo multidisciplinare di professionisti ( psicologa, neurologo, dietista, avvocato) Responsabile è la psicologa Dott.ssa Luciana Quaia.

La partecipazione al Ciclo di Incontri è gratuita.

Inoltre: un ciclo di quattro incontri (i quattro Sabati di maggio dalle 9.30 alle 12.00), basati su una particolare tecnica di conduzione, quella della scrittura autobiografica, un’ulteriore occasione di approfondimento centrata esclusivamente sulla persona che cura. Sara’ una esperienza guidata dalla psicologa Dott.ssa Luciana Quaia , per aiutare i care-givers a conoscere meglio se stessi e a rinforzare le loro capacita’ di affrontare la sofferenza e la fatica.

E ancora: un incontro di  “ aggiornamento “ per i familiari partecipanti ai gruppi A.M.A. 2009 e 2010 (gruppi di auto-mutuo-aiuto ) Mercoledi 27 Aprile alle ore 18.00, condotto dalla psicologa Dott.ssa Luciana Quaia, sempre presso il C.D. Comunale di Via Volta,83.

Per i malati di Alzheimer :  Il laboratorio di ARTETERAPIA, a partire da Giovedi  24 Marzo, per 10 Giovedi consecutivi, dalle ore 15.00 alle ore 16.30 circa, a Como in Piazzale Montesanto, ospiti  presso la storica Caserma De’ Cristoforis. Responsabile del Laboratorio è l’arteterapeuta Chiara Salza.

L’arteterapia promuove nel malato di Alzheimer benessere psico-fisico e offre un percorso di integrazione sociale e di stimolazione della memoria remota.

La partecipazione al laboratorio è gratuita.

Inoltre: un laboratorio sperimentale condotto da Chiara Salza, per quattro incontri di arteterapia per i familiari dei malati di Alzheimer che frequentano il nostro pomeriggio di animazione “Venerdi-insieme”

( nei quattro Venerdi di Febbraio , nel locale accanto, nello stesso giorno e orario) con l’obiettivo di creare loro uno spazio di rilassamento e ascolto di sé stessi e di utilizzare un codice di comunicazione non verbale per favorire nuove esperienze d’incontro tra care-givers .

NB: Per informazioni e iscrizioni la sede è aperta Martedi e Giovedi 16.30/18.30

Tel.e fax : 031/27.02.31    e-mail :  donatorideltempocomo@virgilio.it


Livorno. “Demenza senile e Alzheimer: come prendersene cura” — Settimanale di informazione della Toscana Ovest

Livorno. “Demenza senile e Alzheimer: come prendersene cura”

Nuovo incontro del ciclo organizzato da Azienda USL 6 di Livorno e Unione donne italiane (Udi) di Stagno. Interverrà il neurologo Claudio Paoli

Si svolgerà giovedì prossimo, 7 aprile, alle 15.30 nella sede del Centro Civico di Stagno il secondo incontro organizzato daAzienda USL 6 di Livorno e Unione donne italiane (Udi) di Stagno con il patrocinio del Comune di Collesalvetti. Tema dell’incontro sarà “Demenza senile e Alzheimer: prendersi cura di chi si occupava di te”.

«Questo secondo appuntamento – spiega Monica Bontà, referente della Educazione alla Salute dell’Azienda Usl 6 che modererà l’incontro – riguarderà una delle nuove problematiche emergenti a livello sanitario e sociale ovvero la necessità di far fronte a un crescente numero di anziani con problemi di demenza o di Alzheimer. Davanti a questi problemi molte famiglie non sanno come muoversi, ma i percorsi e le offerte messe a disposizioni sono molte, è necessario però conoscerli al meglio. Anche per questo abbiamo accolto con entusiasmo l’invito proposto da Rita Anichini, coordinatrice del circolo Udi “Giulia Nocchi” di Stagno, ad affrontare l’argomento in questo ciclo di incontri rivolti non solo alle associate, ma a tutta la cittadinanza».

L’appuntamento è così fissato per giovedì 7 aprile al Centro Civico di Stagno (accanto alla Conad) alle ore 15,30. Presenti alla iniziativa oltre a Monica Bontà anche Claudio Paoli, dirigente medico dell’Unità Operativa di Neurologia dell’Azienda USL 6. «Questi incontri – dice Paoli – possono costituire occasioni preziose per parlare di argomento di sicuro interesse, fare chiarezza sulle offerte messe a disposizione dall’Azienda e dai servizi pubblici oltre a dare indicazioni semplici, ma mai banali, nella gestione di un anziano con problemi di demenza o di un malato di Alzheimer».

Le date degli incontri successivi verranno rese note prossimamente.

da: Livorno. “Demenza senile e Alzheimer: come prendersene cura” — Settimanale di informazione della Toscana Ovest.


Il Mito dell’Alzheimer. Quello che non sai sulla malattia più temuta del nostro tempo, Peter Whitehouse con Daniel George, Ediz. Italiana a cura di Tiziano Lucchi, Cairo Editore, 2011

E’ questo il titolo del nuovo libro di Peter Whitehouse, neurologo americano considerato uno dei massimi esperti mondiali dell’Alzheimer, malattia che, interessando circa 25 milioni di persone nel mondo, sta diventando una delle più temute della nostra epoca. Partendo da alcune nozioni fondamentali sul funzionamento del cervello umano, l’autore presenta gli studi e le teorie più accreditati su questa malattia, nonché i farmaci e le terapie alternative e i consigli per capire quando è ora di rivolgersi ad uno specialista. E tutto questo partendo da una tesi che sgretola il “mito” dell’Alzheimer come patologia unica. Leggiamo infatti nella presentazione dell’opera che”una singola e specifica malattia chiamata Alzheimer non esiste. Esiste piuttosto un processo dinamico di invecchiamento cerebrale che culmina negli inevitabili sintomi cognitivi dell’età avanzata, lungo traiettorie tanto diverse quanto lo sono le persone coinvolte.” Un approccio dunque, quello di Whitehouse, che abbandonando l’”etichetta” della patologia si concentra invece sul malato come individuo, con la sua storia, il suo ambiente e la sua famiglia.

“Il Mito dell’Alzheimer. Quello che non sai sulla malattia più temuta del nostro tempo”, Peter Whitehouse con Daniel George, Ediz. Italiana a cura di Tiziano Lucchi, Cairo Editore, 2011


Incontri per i familiari di malati di Alzheimer | a cura dei Donatori del tempo, Como

I Donatori del Tempo:

incontri collettivi 2011

Sono aperte le iscrizioni per il ciclo di incontri collettivi 2011, di sostegno e di auto-mutuo-aiuto che anche quest’anno i Donatori del Tempo  organizzano  per i familiari di malati di Alzheimer, a partire da Mercoledi  9 Febbraio, per dieci Mercoledi consecutivi dalle ore 18.00 alle 19.30 circa , presso il Centro Diurno Comunale  a Como, in Via Volta, 83 (sede Universita’ Popolare ).

Obiettivo dell’iniziativa è quello di trasmettere informazioni e competenze alle famiglie che si trovano a dover fronteggiare il complesso problema della demenza, con interventi condotti da un gruppo multidisciplinare di professionisti.

Responsabile del Ciclo è la psicologa Dott.ssa Luciana Quaia.

Interverranno inoltre: il neurologo Dott. Leonardo Sacco, responsabile U.V.A., Unita’ Valutativa Alzheimer dell’Ospedale S.Anna, l’arteterapeuta Chiara Salza, responsabile dei Laboratori di Arteterapia dei Donatori del Tempo, lo psicologo Dott. Marco Orsenigo, responsabile del Servizio Anziani della A.S.L. di Como, l’avvocato Anna Cardinali e la dietista Lilia Farias della A.S.L. di Como.

Il ciclo 2011 e’ riservato a nuovi partecipanti. E’ indispensabile fare pervenire l’iscrizione  entro il 25 Gennaio 2011, alla sede del Centro, in Piazza Mazzini,9  Como, aperta al Martedi e Giovedi dalle 16.30 alle 18.30  tel. e fax 031/270231  e-mail : donatorideltempocomo@virgilio.it


Incontri per i familiari di malati di Alzheimer, a cura dei Donatori del tempo di Como

Incontri per i familiari di malati di Alzheimer

Ciclo di incontri collettivi 2011 di sostegno e di auto-mutuo-aiuto che anche quest’anno i Donatori del Tempo organizzano per i familiari di malati di Alzheimer, a partire da mercoledì 9 febbraio, per dieci mercoledì consecutivi dalle ore 18.00 alle 19.30 circa, al Centro Diurno Comunale  a Como, in Via Volta, 83 (sede Università Popolare ).

Obiettivo dell’iniziativa è quello di trasmettere informazioni e competenze alle famiglie che si trovano a dover fronteggiare il complesso problema della demenza, con interventi condotti da un gruppo multidisciplinare di professionisti.


ELENCO DATE INCONTRI COLLETTIVI 2011

 

 

LUOGO = COMO ,VIA VOLTA, 83 – C. DIURNO COMUNALE ( sede Universita’ Popolare )

 

ORARIO = MERCOLEDI , DALLE ORE 18.00 ALLE 19.30 ca.

 

DATE RELATORI

 

09.02 Dottoressa Luciana Quaia , psicologa (consulente C.D.T.)

16.02 Dott.Leonardo Sacco, neurologo ( resp. U.V.A. Osp.S.Anna )

23.02 Dottoressa Luciana Quaia

02.03 Chiara Salza , arteterapeuta ( resp. Laboratori di arteterapia del C.D.T.)

09.03 Dottoressa Luciana Quaia

16.03 Dott.Orsenigo , psicologo ( resp. Servizio Anziani – A.S.L. di Como )

23.03 Dottoressa Luciana Quaia

30.03 Dottoressa Luciana Quaia

06.04 Proiezione Video Film sull’Alzheimer , con discussione (*)

13.04 Dottoressa Luciana Quaia

***

Durante o alla fine del ciclo verra’ organizzato un pomeriggio per incontri individuali su appuntamento con la Dottoressa Anna Cardinali – Avvocato, e con la Dottoressa Lilia Farias – dietologa.

***

(*) Nota : Per poter avere il tempo minimo necessario per la discussione con la Dottoressa Quaia dopo la visione del film, raccomandiamo ai partecipanti al ciclo, di anticipare il loro arrivo in Via Volta,83 eccezionalmente alle ore 17.45.


Pietro Vigorelli, contributi di Duccio Demetrio, Egidio A. Moja, Marco Trabucchi, L’approccio capacitante. Come prendersi cura degli anziani fragili e delle persone malate di Alzheimer

L’approccio capacitante. Come prendersi cura degli anziani fragili e delle persone malate di Alzheimer
Autori e curatori: Pietro Vigorelli
Contributi: Duccio Demetrio, Egidio A. Moja, Marco Trabucchi
Collana: Strumenti per il lavoro psico-sociale ed educativo
Argomenti: Età senile: psicologia, psicopatologia e clinicaValutazione, sostegno e riabilitazione nell’adulto e nell’anziano
Livello: Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari
Dati: pp. 224,     1a edizione  2011  (Cod.1305.136)
L'approccio capacitante. Come prendersi cura degli anziani fragili e delle persone malate di Alzheimer
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 24,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856833133
Tipologia: E-book
Prezzo: € 19,00
Possibilità di stampa: No
Possibilità di copia: No
Possibilità di annotazione: Si
Portabilità: Si
Ottimizzazione: per PC, Mac, NoteBook, NetBook
Codice ISBN 13: 9788856842616
Formato: PDF per Digital Editions
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In breve Il testo si rivolge a tutti coloro che a vario titolo si occupano di cura delle persone anziane affinché ciascuno possa adottare l’Approccio capacitante integrandolo con la propria specifica competenza professionale. L’Approccio capacitante cerca di creare le condizioni per una vita dignitosa e felice nelle Residenze Sanitarie Assistenziali.
Presentazione
del volume:
Come è possibile evitare le conseguenze negative del ricovero e prevenire i disturbi psichiatrici e comportamentali dell’anziano? L’Approccio capacitante intende rispondere a queste domande cercando di creare le condizioni per una vita dignitosa e felice nelle Residenze Sanitarie Assistenziali. L’Approccio proposto dall’autore non si occupa di programmi e di attività, ma suggerisce di partire dall’osservazione e dall’ascolto dell’anziano per creare una relazione in cui l’ospite sia riconosciuto come il protagonista e ogni attività venga considerata dal suo punto di vista.
Il libro parte dall’Approccio conversazionale con il malato Alzheimer, già descritto dall’Autore nel 2004, per approfondire e ampliare la proposta, considerando tutti gli anziani fragili, anche quelli senza deficit cognitivi.
Nato dall’incontro tra l’esperienza dell’Autore e quella delle centinaia di allievi dei seminari e dei corsi di formazione tenuti in tutta Italia, il volume è diviso in tre parti.
Nella prima parte si espongono alcune riflessioni sulle capacità delle persone anziane e si presentano alcuni concetti innovativi che possono essere considerati le fondamenta dell’Approccio capacitante.
Nella seconda parte vengono descritte le idee forti che sono alla base del libro: la voicedell’ospite, del curante e del terzo; le Competenze elementari; le Identità molteplici, l’io deficitario e l’io funzionale; i Mondi possibili; l’Effettività e il Riconoscimento. Ogni idea è anche riesaminata partendo da esempi di vita quotidiana nelle RSA per verificarne l’applicabilità in contesti differenti, da parte di operatori con diversa formazione. La varietà delle esperienze citate riflette quella delle RSA e delle persone che ci vivono e ci lavorano.
Nella terza parte vengono discusse le intersezioni dell’Approccio capacitante con altri approcci già noti e diffusi in Italia e il contributo che l’Approccio capacitante può fornire al personale curante, tenendo conto della formazione e del ruolo di ciascuno.
Il testo si rivolge quindi a tutti coloro che a vario titolo si occupano di cura delle persone anziane affinché ciascuno possa adottare l’Approccio capacitante integrandolo con la propria specifica competenza professionale.

Pietro Vigorelli è medico, psicoterapeuta e fondatore del Gruppo Anchise, Associazione per la ricerca, la formazione e la cura della persona anziana basata sull’Approccio capacitante (www.gruppoanchise.it). Docente nel Corso di laurea in Terapia Occupazionale della Facoltà di medicina dell’Università degli Studi di Milano, tiene anche corsi di formazione in tutta Italia rivolti ai professionisti della cura degli anziani e ai loro familiari. Sull’argomento ha già pubblicato La conversazione possibile con il malato Alzheimer (FrancoAngeli, 2004); Alzheimer senza paura. Perché parlare, come parlare (Rizzoli, 2008) e Il Gruppo ABC. Un metodo di autoaiuto per familiari di malati Alzheimer (FrancoAngeli, 2010).

Indice: Marco Trabucchi, Presentazione
Egidio A. Moja, Presentazione
Duccio Demetrio, Oltre le parole dell’istante, la scrittura le trattiene
Introduzione
Parte I. Innovazione nella continuità
Deficit e capacità
Dall’Approccio assistenziale all’Approccio capacitante
Riabilitazione e autonomia
L’Alleanza terapeutica con la persona malata di Alzheimer
Riconoscere o negare la malattia di Alzheimer?
L’evidenza delle parole
Approccio capacitante, terapia e psicoterapia
Parte II. L’Approccio capacitante
Dall’Approccio conversazionale all’Approccio capacitante
La voice
Il punto d’incontro Felice tra voice contrastanti
Le Competenze elementari
Il Riconoscimento delle Competenze elementari
L’Effettività
Le Identità molteplici
I Mondi possibili
La Terapia del Riconoscimento
Parte III. Dalla teoria alla pratica
Radici e intersezioni
Approccio capacitante e ruoli professionali
(Il terapista occupazionale; L’Educatore; L’Animatore; L’Operatore Socio Sanitario; Il Fisioterapista; Il Logopedista; L’Infermiere; L’Assistenza sociale; Il Medico; Lo Psicologo; L’Operatore di Arte Terapia e terapie non farmacologiche; Il Volontario; Il Familiare; L’Assistenza familiare (Badante))
Conclusione
Riferimenti bibliografici
Il Gruppo Anchise
L’Autore.

da: L’approccio capacitante. Come prendersi cura degli anziani fragili e delle persone malate di Alzheimer.


Incontri per i familiari di malati di Alzheimer

Incontri per i familiari di malati di Alzheimer

Sono aperte le iscrizioni per il ciclo di incontri collettivi 2011 di sostegno e di auto-mutuo-aiuto che anche quest’anno i Donatori del Tempo organizzano per i familiari di malati di Alzheimer, a partire da mercoledì 9 febbraio, per dieci mercoledì consecutivi dalle ore 18.00 alle 19.30 circa, al Centro Diurno Comunale  a Como, in Via Volta, 83 (sede Università Popolare ).
Obiettivo dell’iniziativa è quello di trasmettere informazioni e competenze alle famiglie che si trovano a dover fronteggiare il complesso problema della demenza, con interventi condotti da un gruppo multidisciplinare di professionisti.
Responsabile del Ciclo è la psicologa Dott.ssa Luciana Quaia. Interverranno inoltre il neurologo Dott. Leonardo Sacco, responsabile dell’ U.V.A., Unita’ Valutativa Alzheimer dell’Ospedale S. Anna, l’arteterapeuta Chiara Salza, responsabile dei Laboratori di Arteterapia dei Donatori del Tempo, lo psicologo Dott. Marco Orsenigo, responsabile del Servizio Anziani della A.S.L. di Como, l’avvocato Anna Cardinali e la dietista Lilia Farias della A.S.L. di Como.
Il ciclo 2011 è riservato a nuovi partecipanti.
E’ indispensabile fare pervenire l’iscrizione  entro il 25 gennaio 2011, alla sede del Centro, in Piazza Mazzini, 9  a Como, aperta al martedì e giovedì dalle 16.30 alle 18.30  tel./fax 031.270231 -  e-mail: donatorideltempocomo@virgilio.it

da: CSV Como – Incontri per i familiari di malati di Alzheimer.


Ciclo di incontri di sostegno e mutuo aiuto per familiari di malati Alzheimer, a cura cel Centro Donatori del tempo, Como, 2001


“Pagine strappate”: venerdì 28 e sabato 29 gennaio 2011

A tutti coloro che sono venuti in contatto con la malattia di Alzheimer, a tutti coloro che ne hanno solo sentito parlare e si fanno molte domande, a  tutti quelli che forse ne allontanano anche solo il pensiero…

A tutti un caldo invito ad assistere a  “Pagine strappate”.

Patrizia Taccani




Perilli Gianni, “Gestire l’Alzheimer – Modelli Internazionali, metodologie e strumenti di caregiver”, Il Sole 24 Ore Pirola, 2010., da Newsletter (22-12-10) Centro Maderna – pamalteo@gmail.com – Gmail

“Gestire l’Alzheimer – Modelli Internazionali, metodologie e strumenti di caregiver” è il titolo con cui il dottor Gianni Perilli, studioso di tecniche manageriali delle organizzazioni sanitarie e cofondatore della Fondazione Alzheimer Gianni Perilli Onlus, ha riproposto in Italia il volume nato negli USA e noto in inglese come “Dementia Diary”. Il volume riporta più di 350 problemi realmente accaduti ai pazienti incontrati dall’autore e si propone di fornire ai familiari caregiver un supporto pratico fatto di consigli ed indicazioni utili e attuabili.
“Nel testo,” riporta la presentazione dell’opera, “l’autore contorna questo utile strumento di sostegno con capitoli che, caratterizzati dall’imperativo metodologico della misurazione di qualità, suggeriscono alcune buone pratiche gestionali di assistenza domiciliare del paziente, tratteggiano con dovizia di particolari il ruolo delle associazioni di pazienti e familiari, valorizzando il ruolo di questi ultimi. L’autore interpreta l’assistenza domiciliare sia come virtuosa eticamente sia conveniente economicamente: in questa forma di assistenza, «economia ed etica» si stringerebbero la mano, non giocando un rapporto a somma zero, ma intrecciandosi perfettamente. Nel testo sono proposti concreti espedienti per bandire l’uso improprio dell’assistenza ospedaliera e per garantire assistenza residenziale appropriata, in modo puntuale e qualificato; inoltre si riportano esperienze di assistenza a domicilio di pazienti poco abbienti della città di Ne w York, in zone come il Bronx.”



Rapporto Censis: familiari-badanti, se i costi dell’assistenza sono «un affare di famiglia» – Salute24 – Il Sole 24 Ore

Il costo diretto a carico delle famiglie che assistono un malato di Alzheimerè pari a 10.627 euro all’anno, a cui possono essere sommati i circa 46.000 euro di costi indiretti, per un costo medio annuo complessivo per paziente di 56.646 euro. Sono alcuni dei dati presentati dal Censis nel suo 44esimo Rapporto sulla situazione sociale del Paese, dai quali emerge, ad esempio, che sulle famiglie pesano spese per 11.250 euro all’anno per costi diretti e indiretti per ogni paziente affetto da artrite reumatoide, che salgono fino ai circa 15.000 euro all’anno di costi sociali per i pazienti affetti da insufficienza renale cronica in dialisi.

Disabili, 4 milioni in Italia – Come sei legge nel rapporto “si tratta di carenze nell’offerta sanitaria e socio-assistenziale tanto più gravi quanto più si considera il significativo numero di famiglie coinvolte, ad esempio, in una situazione particolarmente grave come quella della disabilità”. La stima del Censis fa riferimento a 4,1 milioni di persone, pari al 6,7% della popolazione, definite disabili a partire da una percezione degli intervistati.

“Familiari-badanti” - Le famiglie sono chiamate in causa molto più di quanto creda, anche nell’assistenza “domestica”. Infatti, se il fenomeno delle badanti ha numeri importanti, e riguarda il 10,7% dei casi, la stragrande maggioranza dei casi rimane in carico ai caregiver in famiglia, madri, coniugi e figli.

Crisi si riflette su comportamenti - “L’andamento della spesa sanitaria privata segnala una pur lieve riduzione della sua incidenza sulla spesa totale e già lo scorso anno i comportamenti sanitari delle famiglie hanno fatto registrare un ritorno alla sponda pubblica”, continua il rapporto del Censis. Il 35,1% delle famiglie ha dichiarato di essersi rassegnate alla lunghezza delle liste d’attesa senza poter optare per la sanità privata: quota che raggiunge il 51,9% per i livelli economici bassi e il 42,8% per i ceti medio-bassi.

Il valore del volontariato – In un momento temporaneo o permanente di disagio, il volontariato rappresenta una risorsa fondamentale. Secondo una recente indagine del Censis, circa 1 italiano su 4 (il 26,2%) svolge una qualche forma di volontariato, anche informale, e si tratta soprattutto di persone adulte (il 31,1% ha tra i 30 e i 44 anni). In un terzo dei casi (33%) gli italiani offrono il proprio tempo proprio nel settore della sanità.

Giornata disabilità - “Più attenzione alle necessità quotidiane delle persone disabili, mantenere i diritti acquisiti, soprattutto quelli che riguardano l’inserimento lavorativo”, nella speranza che la Giornata Internazionale delle persone con disabilità “non resti un momento celebrativo”. A dirlo Anna Contardi, coordinatrice nazionale dell’Associazione Italiana Persone Down (Aipd): “Le ultime finanziarie hanno ridotto le risorse complessive – ricorda Contardi -, molti Comuni sono stati costretti a ridurre i servizi socio-sanitari e l’assistenza”. Preoccupano anche i familiari delle persone con sindrome di Down i provvedimenti legislativi che rischiano di intaccare “la riserva di posti per le persone con disabilità, estendendola ad altre categorie e rischiando di penalizzare chi la disabilità ce l’ha davvero”.  Infine il capitolo scuola “che ha visto le associazioni impegnate nel chiedere il mantenimento del sostegno agli studenti disabili a livelli accettabili -conclude Contardi -, accanto agli altri bisogni, come la casa e il lavoro”.

(Aggiornato 03-12-2010)

di Cosimo Colasanto (03/12/2010)

da: Rapporto Censis: familiari-badanti, se i costi dell’assistenza sono «un affare di famiglia» – Salute24 – Il Sole 24 Ore.


Gaetano De Luca, Badanti, sportelli e servizi ad hoc per reclutarle | Muoversi Insieme

Scegliere un’assistente familiare per i propri bisogni o per quelli di un nostro familiare non costituisce un’operazione semplice. Chi cerca una badante, infatti, spesso non sa a chi rivolgersi e soprattutto non ha alcuna garanzia sulle capacità professionali e sulla qualifica di chi dovrà assumere alle proprie dipendenze.
Lo strumento più utilizzato sino a poco tempo fa è stato quindi il semplice passaparola. Si è così andata creando una situazione di grande confusione e dispersione, sicuramente lesiva degli interessi delle famiglie e delle stesse badanti

oggi il settore si trova ancora privo di una normativa nazionale di riferimento che imponga determinati requisiti finalizzati a garantire una certa qualità e adeguatezza dell’assistenza.
Per colmare questo vuoto, con lo scopo di qualificare e supportare il profilo professionale dell’assistente familiare, nonché di favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro tra famiglie e lavoratrici, a livello territoriale regionale, provinciale o comunale, sono stati creati dei veri e propri albi/registri pubblici e sono stati costituiti degli appositi servizi di supporto, ovvero una rete di Sportelli ad hoc.

vai all’intero articolo qui:

Badanti, sportelli e servizi ad hoc per reclutarle | Muoversi Insieme.


Open days 2010 del Centro dei Donatori del Tempo nei pomeriggi di sabato 27 e domenica 28 novembre, dalle ore 15.00 alle 19.00 , da CSV Como

Open days 2010 del Centro dei Donatori del Tempo nei pomeriggi di sabato 27 e domenica 28 novembre, dalle ore 15.00 alle 19.00 a Como in Via Volta 83 al Centro Diurno Comunale, sede dei corsi dell’Università Popolare.
In questa occasione si possono ricevere tutte le informazioni sulle attività che da anni sono organizzate per i malati di Alzheimer nei due pomeriggi settimanali di animazione a Como, ossia il “Caffè del Lunedì” nella sede dello Yacht Club e il “Venerdi-insieme” al C.D. Comunale, in Via Volta 83, Como.
Sarà illustrato anche il ciclo di dieci incontri collettivi di formazione e di auto-mutuo-aiuto per i familiari condotto dalla psicologa Dottoressa Luciana Quaia, che avrà inizio mercoledì 9 febbraio 2011, alle ore 18.00 sempre in Via Volta 83, Como. Verrà anche proposto il corso di arteterapia per i malati di Alzheimer condotto dall’arteterapeuta Chiara Salza, aprendo le pre-iscrizioni al laboratorio che inizierà giovedì 24 marzo 2011 alle ore 15.00.
Infine si avvicina il Natale… e, come ormai è tradizione, le volontarie e amici del C.D.T. hanno donato il loro tempo per preparare la “Mostra – Mercatino di Natale 2010 “: qualche idea originale per dei regalini, per gli auguri di Natale, per ornare la tavola di Natale, a sostegno delle attività del Centro.


Corso di formazione per Conduttori di Gruppi di Autoaiuto per familiari di malati Alzheimer (Gruppi ABC)

Corso di formazione

per Conduttori di Gruppi di Autoaiuto

per familiari di malati Alzheimer (Gruppi ABC)

Il Corso ha per obiettivo di formare nuovi conduttori di Gruppi ABC, gruppi di autoaiuto che si propongono di aiutare i familiari di malati Alzheimer ad uscire dal tunnel dell’impotenza e a diventare curanti esperti nell’uso della parola. Il riferimento culturale del Corso è l’Approccio capacitante così come si è sviluppato nell’ambito del Gruppo Anchise.

DestinatariIl corso è multiprofessionale (massimo 20 partecipanti). Il candidato ideale è un laureato con formazione psicologica che già svolga attività professionale con persone malate di Alzheimer e che abbia esperienza di conduzione di gruppo.

Responsabile didattico: Pietro Vigorelli (medico e psicoterapeuta, Gruppo Anchise).

Sede: ASP IMMeS e Pio Albergo Trivulzio (aula Beata Gianna), via Trivulzio 15 (stazione metropolitana 1 Gambara), Milano.

Metodologia: Ogni seminario richiede una partecipazione attiva ed è strutturato in tre parti. Nella prima parte vengono presentati e discussi i fondamenti del metodo; nella seconda parte i corsisti fanno l’esperienza di un Gruppo ABC didattico, mettendo in gioco la propria esperienza di professionisti coinvolti nella cura di malati Alzheimer; nella terza parte i partecipanti riflettono sull’esperienza vissuta nel gruppo. Negli ultimi seminari verrà fornita la supervisione dell’iniziale attività di Conduttore dei partecipanti.

Durata e date: 9 incontri di 3 ore per un totale di 27 ore formative. I Seminari si tengono al martedì pomeriggio(ore 15-18) nei giorni 8 febbraio, 1 marzo, 5 aprile, 3 maggio, 7 giugno, 27 settembre, 18 ottobre, 15 novembre, 13 dicembre 2011.

Parallelamente al Corso gli iscritti devono partecipare gratuitamente ad almeno due Seminari Multiprofessionali Anchise, anche questi al mercoledì pomeriggio (ore 15-18), presso l’Ospedale San Carlo Borromeo, nei giorni 26 gennaio, 30 marzo, 25 maggio, 5 ottobre, 23 novembre 2011. La frequenza è obbligatoria.

Quota d’iscrizione: euro 500. La quota è da versare in tre rate (euro 50 all’atto dell’iscrizione, euro 150 all’inizio del Corso, euro 300 entro il 4 maggio). IBAN:IT81E0504801797000000034385. Destinatario: Ass. Gruppo Anchise. La quota comprende l’iscrizione all’Associazione.

Crediti formativi: chiesto accreditamento per le professioni sanitarie (ECM-CPD) e per gli Assistenti sociali (Ordine degli Assistenti sociali della Regione Lombardia).

Domanda di ammissione: le persone interessate sono invitate a inviare il Curriculum  pietro.vigorelli@formalzheimer.it ) e verranno contattate per un colloquio.

Segreteria organizzativa, preiscrizioni:www.gruppoanchise.itinfo@gruppoanchise.it


Una sconfinata giovinezza – Avati Pupi – Garzanti Libri

Avati Pupi
Una sconfinata giovinezza
Da questo romanzo il film con Fabrizio Bentivoglio e Francesca Neri

Narratori Moderni

160 pagine
€ 14.00
ISBN 978881168198-4

«Un grande narratore anche con le parole oltre che con le immagini.»
Antonio D’Orrico, «Sette – Corriere della Sera»

«Avati sembra a volte l’erede di Piero Chiara, il narratore nato che fra ricordi e invenzioni scrive beato come un rubinetto aperto.»
Tullio Kezich, «Corriere della Sera»

«È un maestro nel restituirci con limpida tenerezza le emozioni più minute.»
Brunella Schisa, «Il Venerdì di Repubblica»

Sono passati molti anni dal momento in cui si sono innamorati, ma Lino Settembre e sua moglie Chicca continuano ad amarsi. Anche se in apparenza sono persone molto diverse: lei insegna filologia medievale all’università, lui è un popolare giornalista sportivo che parla spesso di calcio in televisione. Non hanno avuto figli, ma proprio questa mancanza ha finito per rendere ancora più solido e sereno il loro legame.
Finché un’ombra non inizia a offuscare la mente di Lino. All’inizio solo momentanei cali d’attenzione, poi vuoti di memoria sempre più ampi e preoccupanti. È a quel punto che inizia la seconda vita di Chicca e Lino, un nuovo amore.
Con le sue storie e i suoi personaggi, Pupi Avati sta tracciando uno straordinario autoritratto del nostro paese e del nostro tempo, rivelatore e commovente, tra costume e sentimenti, tra attualità e memoria. Il protagonista di Una sconfinata giovinezza, Lino, perde il contatto con il mondo che lo circonda ma trova rifugio nella lontana memoria dell’infanzia, nelle sue emozioni e nei suoi profumi. E Pupi Avati, nel raccontare una vicenda che affronta temi di drammatica urgenza, ci sa emozionare e sorprendere.

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Altri libri di Avati Pupi:


L’Università Cattolica del Sacro Cuore, Facoltà di Medicina e Chirurgia “A.Gemelli” – Dipartimento di Scienze Gerontologiche, Geriatriche e Fisiatriche – organizza, nell’ambito del progetto Europeo “RING – Supports for Caregivers”, il convegno nazionale: Il malato di Alzheimer e il suo caregiver – La sinergia ottimizza la cura

Convegno nazionale: Il malato di Alzheimer e il suo caregiver
L’Università Cattolica del Sacro Cuore, Facoltà di Medicina e Chirurgia “A.Gemelli” – Dipartimento di Scienze Gerontologiche, Geriatriche e Fisiatriche – organizza, nell’ambito del progetto Europeo “RING – Supports for Caregivers”, il convegno nazionale: Il malato di Alzheimer e il suo caregiver – La sinergia ottimizza la cura

15 ottobre 2010, Sala delle Colonne – Palazzo Marini – Roma

Il convegno vuole diffondere e promuovere l’importanza del lavoro svolto dai caregiver, che si trova a svolgere un compito difficile e faticoso, tanto che l’impegno di cura richiesto è stato definito come “un giorno di 36 ore”.

L’obiettivo assistenziale, pertanto, dovrebbe soddisfare le diverse dimensioni della qualità di vita sia della persona assistita, che di chi assiste. Ne consegue l’importanza fondamentale di progetti formativi rivolti sia ai familiari, che agli operatori, nella prospettiva di costituire una “sinergia terapeutica”. A tal fine, il caregiver, formale e informale, deve acquisire competenze specifiche sugli aspetti di cura e condividere strategie mirate al “prendersi cura” di tutte le dimensioni della persona.

Il Centro Maderna, in qualità di partner del progetto, sarà presente al convegno con una relazione su: “La rete in comunicazione”, tenuta dalla Dott.ssa Anna Maria Melloni, direttore del Centro Maderna.

E’ possibile scaricare il programma completo dalla nostra sezione “Agenda-eventi”


Il malato di Alzheimer e il suo caregiver – La sinergia ottimizza la cura 15 ottobre 2010, Sala delle Colonne – Palazzo Marini – Roma

L’Università Cattolica del Sacro Cuore, Facoltà di Medicina e Chirurgia “A.Gemelli” – Dipartimento di Scienze Gerontologiche, Geriatriche e Fisiatriche – organizza, nell’ambito del progetto Europeo “RING – Supports for Caregivers”,QQQ il convegno nazionale: Il malato di Alzheimer e il suo caregiver – La sinergia ottimizza la cura

15 ottobre 2010, Sala delle Colonne – Palazzo Marini – Roma

Il convegno vuole diffondere e promuovere l’importanza del lavoro svolto dai caregiver, che si trova a svolgere un compito difficile e faticoso, tanto che l’impegno di cura richiesto è stato definito come “un giorno di 36 ore”.

L’obiettivo assistenziale, pertanto, dovrebbe soddisfare le diverse dimensioni della qualità di vita sia della persona assistita, che di chi assiste. Ne consegue l’importanza fondamentale di progetti formativi rivolti sia ai familiari, che agli operatori, nella prospettiva di costituire una “sinergia terapeutica”. A tal fine, il caregiver, formale e informale, deve acquisire competenze specifiche sugli aspetti di cura e condividere strategie mirate al “prendersi cura” di tutte le dimensioni della persona.

Il Centro Maderna, in qualità di partner del progetto, sarà presente al convegno con una relazione su: “La rete in comunicazione”, tenuta dalla Dott.ssa Anna Maria Melloni, direttore del Centro Maderna.



Il Centro Donatori del Tempo e NodoLibri hanno il piacere di informarvi che è disponibile a grande richiesta la seconda edizione del volume Mnemosine. Esercizi per la memoria di Luciana Quaia, ormai da tempo andato esaurito

http://www.nodolibri.it/
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MNEMOSINE, SECONDA EDIZIONE
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Il Centro Donatori del TempoNodoLibri hanno il piacere di informarvi che è disponibile a grande richiesta la seconda edizione del volume Mnemosine. Esercizi per la memoria di Luciana Quaia, ormai da tempo andato esaurito.

Trascorsi nove anni dalla prima pioneristica edizione del 2001, i volontari del Centro Donatori del Tempoerano convinti che la fruibilità di uno strumento illustrato e agevole da usare potesse aiutare familiari e operatori nel sostenere una relazione di cura con soggetti colpiti da disturbi della memoria. Il manuale è stato utilizzato all’interno di piccoli gruppi di persone in fase lieve o media di declino cognitivo, che si sono allenate e divertite con le varie proposte contenute nel testo.

La memoria fuggente è tuttora al centro di studi e ricerche: Mnemosine resta un tassello significativo per dare impulso e vitalità a momenti di relazione con chi di questa fuga è vittima. Il favore che ha incontrato ha reso opportuna questa nuova edizione con l’auspicio e la speranza di fare cosa utile a tutti: operatori, volontari, familiari e soprattutto utenti.

Con l’occasione vi ricordiamo il libro Arteterapia e Alzheimer di Chiara Salza, edito in occasione dei 30 anni del Centro Donatori del Tempo.

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Nodo Snc
Via Volta, 38 – 22100 Como, Italia
Tel: +39031 243113 :: Fax: +39 031 273163
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MNEMOSINE – ESERCIZI PER LA MEMORIA, di LUCIANA QUAIA, NODO LIBRI – COMO; ARTETERAPIA E ALZHEIMER DI CHIARA SALZA, NODO LIBRI – COMO, EDITO IN OCCASIONE DEI 30 ANNI DEL CENTRO DONATORI DEL TEMPO

ABBIAMO IL PIACERE DI INFORMARVI CHE , A GRANDE RICHIESTA DI FAMILIARI E DI OPERATORI,  ABBIAMO REALIZZATO LA RISTAMPA DEL NOSTRO MITICO“MNEMOSINE – ESERCIZI PER LA MEMORIA“, DI LUCIANA QUAIANODO LIBRI – COMO, ORMAI  DA TEMPO  ANDATO ESAURITO. CON L’OCCASIONE  VI RICORDIAMO IL NOSTRO LIBRO “ARTETERAPIA E ALZHEIMER“ DI CHIARA SALZANODO LIBRI – COMO, EDITO IN OCCASIONE DEI 30 ANNI DEL NOSTRO CENTRO DONATORI DEL TEMPO, DI CUI PURE ALLEGHIAMO COPERTINA E PRESENTAZIONE.
MNEMOSINE – esercizi per la memoria
“E’ il tempo che tu dedichi alla rosa che fa la rosa importante“
(da “Il piccolo Principe”  di Antoine de St.Exupéry)
Premessa alla ristampa di: MNEMOSINE – esercizi per la memoria di  Luciana Quaia,  Centro Donatori del Tempo – NODOlibri COMO – 2001
Sono ormai trascorsi nove anni dalla prima pioneristica edizione di “ Mnemosine”. Noi Donatori del Tempo eravamo convinti che la creazione di uno strumento illustrato e agevole da usare potesse aiutare familiari, operatori socio-sanitari e noi volontari, nel sostenere una relazione di cura con una persona colpita da disturbi della memoria. Nel 2001, da subito, con entusiasmo  (e “ gratitudine “ per l’autrice) lo abbiamo utilizzato all’interno di piccoli gruppi di soggetti, in fase lieve o media di declino cognitivo, che insieme a noi si sono allenati e divertiti con le varie proposte contenute nel testo. E continuiamo ad utilizzarlo nei nostri due pomeriggi settimanali di animazione ludica e sollecitazione della memoria : il “ Caffè del Lunedi “,  ospiti  dal 2001 presso lo Yacht Club di  Como e il “ Venerdi-insieme “ , ospiti dal 2005 presso il Centro Diurno Comunale in Via Volta, 83; due straordinarie occasioni per trascorrere momenti sereni e “ leggeri” a dispetto dei ricordi che si “dileguano“. La memoria fuggente è tuttora al centro di studi e ricerche. “Mnemosine” resta ancora a nostro parere un piccolo tassello significativo per dare impulso e vitalità a momenti di relazione con chi di questa fuga è vittima. Nonostante oggi altri testi ci abbiano imitato e siano quindi disponibili con lo stesso spirito con cui noi l’abbiamo ideato, il favore che ha incontrato questa nostra pubblicazione  – esaurita ormai da tempo -  ci ha impegnati a  realizzarne  una seconda edizione, pur di andare incontro alle richieste dei “ nuovi “ care-givers che entrano ogni anno in contatto con il nostro Centro. L’auspicio e la speranza, nel momento in cui ci accingiamo alla ristampa, sono quelli di fare cosa utile a tutti : operatori, volontari, familiari e soprattutto utenti, che sono i soggetti  a noi più cari.

ARTETERAPIA E ALZHEIMER
di Chiara Salza
Nodo Libri – Como
UNA NOVITA’ EDITORIALE DEL CENTRO DONATORI DEL TEMPO
Il testo tratta il tema dell’arteterapia come una delle terapie integrative nel trattamento delle persone colpite dalla malattia di Alzheimer. Attraverso il racconto dell’esperienza vissuta nell’atelier del Centro Donatori del Tempo di Como, definisce quali sono le peculiarità di questo nuovo approccio alla malattia. L’obiettivo è quello di offrire un’immagine chiara e precisa di cosa sia l’arteterapia e di come essa possa affiancarsi ad altri percorsi terapeutici e riabilitativi già in uso. Scritto con un linguaggio semplice e comprensibile da chiunque, stimola la curiosità e il desiderio di approfondire gli argomenti trattati. Si rivolge: ai familiari “care-givers”  che potranno scegliere di accompagnare il proprio parente presso quelle strutture che offrono questo tipo d’intervento; agli operatori professionali che svolgono la propria attività in case di riposo, centri diurni o associazioni rivolte agli anziani; agli studenti in formazione o arteterapeuti in attività.
Indice: Presentazione, Prefazione, Alzheimer: nozioni base – sintomi e caratteristiche della malattia, Arteterapia: cenni storici e linee generali, Organizzazione del visibile: dall’ancora al già e dal già all’ancora- parallelismi con il disegno infantile, Una storia: William Utermohlen, Arti figurative e Alzheimer: l’esperienza con il Centro Donatori del Tempo, Il setting – luogo dell’incontro, Informale e Alzheimer – arte sganciata dalla patologia, Bibliografia,  1977 – 2007: 30 anni di presenza del Centro Donatori del Tempo sul territorio comasco. Chiara Salza, arteterapista, nata a Torino, si è formata presso la “ Scuola d’Arte Applicata” di Torino e il “Centro di Formazione delle Artiterapie” di Lecco. Gestisce laboratori di arteterapia dal 1994 con diverse utenze. Dal 2003 si è dedicata in modo particolare alla malattia di Alzheimer. (chiarasalza@tin.it ) Nodo Libri, Como, Via Volta 38 (nodo.como@libero.it ). Arteterapia e Alzheimer di Chiara Salza  – edito da NodoLibri Como – pp.96, 53 imm. a colori- cm.24 , euro 16,00
Info:
CENTRO DONATORI DEL TEMPO-ONLUS
Piazza Mazzini,9- COMO
Tel.e fax:031/27.02.31
e-mail:
donatorideltempocomo@virgilio.it
Pubblicato su:
http://www.articolionline.net/2010/09/mnemosine-e-arteterapia.html

Luciana Quaia, carteggio fra psicologi in tema di formazione permanente nelle RSA

Gent.ma Dr.ssa Quaia,
sono una Psicologa, formata in Neuropsicologia, e collaboro come consulente in una casa di riposo per poche ore alla settimana. Lavorare con gli anziani è sempre stata la mia passione; passione che si è concretizzata in itinere con la mia formazione universitaria e professionale.
Date le poche ore alla settimana (6 ore), sto cercando di gestire al meglio le mie competenze all’interno della RSA. Mi occupo di valutazione neuropsicologica, anche se limitata alla somministrazione di Mini Mental e GDS, e sto attivando gruppi di riabilitazione cognitiva per alcuni ospiti.
Allo stesso tempo cerco di contattare periodicamente i familiari, supportandoli non solo all’ingresso dell’ospite in struttura, ma anche per tutto il periodo di permanenza… ma, mi creda, non è affatto facile!
Mi è stato proposto anche di condurre corsi di formazione per gli operatori della casa di riposo dove lavoro, in quanto emerge una notevole difficoltà di questi ultimi sia di lavorare assieme in èquipe sia di comunicare e relazionarsi in maniera adeguata all’ospite ed alla famiglia.
Data la Sua esperienza, Le chiederei gentilmente, se potesse darmi qualche suggerimento, anche bibliografico e, soprattutto pratico, rispetto a come impostare tali corsi. Inoltre, Le vorrei chiedere se esistono dei protocolli di riferimento a cui posso attingere per compilare una sorta di scheda dell’ospite e monitorare il funzionamento cognitivo e non solo nel corso della sua permanenza in struttura. Infatti, le informazioni richieste in una casa di riposo non sono le stesse raccolte in un ambulatorio di Neuropsicologia piuttosto che in ambito privato.
La ringrazio per la Sua disponibilità ed attenzione.
In attesa di un Suo gentile riscontro, Le porgo i miei più cordiali saluti.
In fede,
(lettera firmata)
Gentile Federica, mi scuso per il ritardo con cui rispondo alla sua comunicazione. Sono lieta della passione che la spinge in un lavoro così complesso e delicato quale è l’anziano istituzionalizzato. Direi che per il risicato monte ore settimanale si sta già muovendo con destrezza e professionalità.
E’ vero che i familiari richiedono una grande disponibilità all’ascolto e all’incoraggiamento continuo, soprattutto nei casi più difficili e laddove i loro congiunti non possiedono più sufficienti abilità cognitive per sostenere una valida comunicazione. D’altro canto se la casa di riposo diventa la nuova abitazione dell’anziano, è inevitabile farsi carico anche dei suoi affetti più vicini.
Il quesito che mi pone sul come impostare la formazione è, per certi versi, più semplice da farsi che da spiegarsi. Esiste una letteratura molto corposa su tale argomento e in particolare sulla formazione agli adulti in servizio. Rispetto a ciò che mi racconta della sua esperienza, vale la pena di gettarsi nella conduzione di gruppi di discussione, piuttosto che in programmi formativi di cui peraltro c’è un’offerta mastodontica proprio sui temi da lei citati.
Lei è già una presenza e conosce gli ospiti, le famiglie, gli operatori … Potrebbe proporre una serie di argomenti da elaborare all’interno di ogni incontro di gruppo con il personale, per raccogliere i loro punti di vista, la lettura dei punti di forza e di debolezza del loro lavoro, le difficoltà che percepiscono a contatto con l’anziano, la loro personale visione della vecchiaia, le eventuali paure di misurarsi con la cronicità, l’inguaribilità, la morte.
Nell’ascolto dei loro elaborati (raccolti per esempio in forma scritta dietro una presentazione di domande aperte) può intervenire anche con dei concetti teorici o delle letture specifiche scelte da lei a priori.
Posso affermare che in tanti anni di lavoro e in sedi diverse,, ho sempre notato che agli operatori piace raccontarsi e ascoltarsi, piuttosto che assistere a lezioni frontali teoriche o di troppi contenuti.
Un esempio tradotto in libro da una nostra collega è:  Sulla nostra pelle. Il corpo dell’operatore nel lavoro di cura, di Giovanna Perucci ed. CarocciFaber, dove appunto l’oggetto è la riflessione sul corpo. Giusto per fornirle con concretezza il risultato di un percorso formativo in cui viene adottato tale metodo.
Sui temi da trattare, potrebbe essere già un’indagine preliminare da condurre con il coinvolgimento degli operatori: una lista di argomenti sul piano organizzativo, relazionale, emotivo in cui si chiede di scegliere quello ritenuto più adeguato.
Rispetto ai protocolli di riferimento, non mi dice in quale casa di riposo lavora. Se è qui in Lombardia, le schede sono già “preconfezionate” dalla Regione con idee molto chiare circa i parametri di riferimento e frequenza di compilazione.
Sono schede molto tecniche. Io in genere mi costruisco mie personali schede di osservazione, nelle quali la valutazione cognitiva passa, ahimé, solo attraverso il MMSE. Cerco di monitorare altri indicatori che poi confronto col personale educativo rispetto alle modalità di partecipazione dell’ospite alla vita della casa, al gradimento delle attività proposte, al tipo di relazione che presenta con gli altri ospiti, all’umore.
Oggigiorno, purtroppo, la maggior parte degli utenti sono persone assai compromesse, molte delle quali con gravi disturbi cognitivi, per cui diventa ancor più necessario porsi domande sulle scelte delle attività e sulle finalità che si vorrebbero ottenere rispetto la qualità di vita dei propri ospiti. Anche in questo caso il rapporto coi familiari può rivelarsi di aiuto per il “riassemblaggio” della storia dei nostri anziani: una scheda biografica – che quindi non sia solo lo specchio anamnestico o clinico – è uno strumento di grande interesse per tutti, visto e considerato che la vicinanza alla cronicità e al disagio pone limiti nel considerare il vecchio malato come una persona che ha avuto un passato.
Non so se ho risposto alle sue domande. Credo che in questo settore ogni operatore può costruire sue griglie di lettura del contesto in cui lavora.
Un pizzico di creatività e voglia di costruire reti di connessione sono un ulteriore incentivo a rendere il lavoro di équipe qualcosa di  gravoso certamente, ma anche indispensabile per sentirsi efficaci a tutto tondo.
Le invio un caro augurio di buona continuazione e la saluto cordialmente
Luciana Quaia
p.s. non so come sia arrivata a me, comunque se mi cerca su google troverà il mio curriculum dove sono indicati gli argomenti che nel corso di questi anni ho trattato con le varie figure professionali che si occupano di anziani
Gent.ma
Dr.ssa Quaia,
La ringrazio per aver risposto alla mail, così come per l’attenzione dimostratatami.
I Suoi consigli sono davvero preziosi, sia rispetto alla relazione con i familiari dell’anziano istituzionalizzato sia rispetto alla formazione del personale.
In questo ultimo caso, ho trovato molto interessante la Sua proposta di affrontare con il personale della struttura presso la quale lavoro una serie di argomenti all’interno di gruppi di discussione, piuttosto che condurre dei corsi di formazione veri e propri. Infatti, essendo io stessa una consulente della casa di riposo, non so quanto questi corsi da me condotti potrebbero essere efficaci. Ho letto la sintesi del libro da Lei citato e ritengo possa essermi utile in questo senso.
Per quanto riguarda la costruzione di una scheda “psicologica” dell’anziano istituzionalizzato, La ringrazio per i suggerimenti dati. Io lavoro in  (…) che ospita (…). Sulla base delle Sue indicazioni sto costruendo una scheda adatta alle esigenze della casa di riposo, così come una griglia per il monitoraggio delle attività condotte.
Mi sono permessa di conttatarLa in quanto letti i Suoi libri e osservando nel Suo curriculum i corsi da Lei tenuti (come ad esempio il corso di Riabilitazione Cognitiva), ho supposto che data la Sua esperienza e formazione professionale potesse rispondere ai miei quesiti. E così è stato.
Colgo l’occasione per ringraziarLa ancora dell’aiuto datomi e nella speranza di poter seguire qualche corso che sarà da Lei tenuto, Le porgo i miei più cordiali saluti.
In fede,
(lettera firmata)

BIANCHETTI A., TRABUCCHI M., Alzheimer

BIANCHETTI A., TRABUCCHI M.

Alzheimer

Collana “Farsi un’idea”

pp. 128, € 9,80
978-88-15-13697-8
anno di pubblicazione 2010

in libreria dal 25/03/2010

Copertina 13697

Una forma di demenza senile che altera le funzioni cognitive più preziose per l’uomo – pensare, progettare, ricordare – con effetti devastanti sulla qualità della vita del malato e dei suoi familiari. Nel volume le caratteristiche cliniche dell’Alzheimer – sintomi, possibili cause, terapie, ipotesi sulla prevenzione – ma anche le indicazioni necessarie per affrontare i problemi assistenziali quotidiani, e le informazioni utili sui servizi per la diagnosi, la cura e l’assistenza in Italia.

Angelo Bianchetti, primario dell’Unità operativa di medicina dell’Istituto Clinico S. Anna di Brescia, Gruppo San Donato, è responsabile dell’Unità di Valutazione Alzheimer e del day hospital di neuroriabilitazione. Marco Trabucchi insegna Neuropsicofarmacologia nell’Università di Roma Tor Vergata. Direttore scientifico del Gruppo di ricerca geriatrica (Grg) di Brescia, è anche responsabile dell’area Politiche sociali e sanitarie della Fondazione Smith Kline. Pubblica su riviste internazionali, prevalentemente in ambito psicogeriatrico e di clinica geriatrica.

Volumi – BIANCHETTI A., TRABUCCHI M., Alzheimer.


Luciana Quaia, Giornata dell’Alzheimer, mano tesa a chi aiuta, da Blog di Stannah | Muoversi Insieme

Nei momenti più difficili non si dovrebbe restare da soli. Purtroppo, però, ai familiari degli anziani colpiti da Alzheimer o da altre forme di demenza senile capita non di rado di sperimentare la solitudine. Per questo motivo, la XVII Giornata mondiale dell’Alzheimer che torna come ogni anno il 21 settembre, domani per voi che leggete, è stata dedicata proprio ai bisogni di chi cura. Del delicato tema parla Luciana Quaia, nell’articolo che pubblichiamo oggi nell’area Magazine, settore Psicologia. La nostra esperta si sofferma suigruppi di auto-mutuo aiuto, giudicandoli come il principale sostegno alle famiglie alle prese con la difficile riorganizzazione della vita quotidiana imposta dalle nuove esigenze del malato.
Prendere coscienza di aver bisogno di una mano non è sempre così scontato: ce l’aveva detto anche Luigi Bergamaschini, il geriatra milanese che si occupa dei familiari degli anziani con diagnosi di decadimento cognitivo. I gruppi di auto-mutuo aiuto possono essere un valido supporto perché al loro interno le relazioni tra i membri sono alla pari. In Italia c’è voluto più tempo che in altri Paesi per la loro affermazione, ma adesso gli esempi positivi sono numerosi.
Voi che cosa ne pensate? Vi piacerebbe raccontare le vostre esperienze ad altre persone che vivono situazioni simili o vi sentite a disagio nei gruppi? Leggete l’articolo e diteci la vostra: magari potreste sperimentare innanzitutto qui la vostra capacità dimettervi in dialogo con gli altri. Vi aspettiamo.


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Malattia di Alzheimer, dare aiuto a chi aiuta – Blog di Stannah | Muoversi Insieme.


Luciana Quaia, Mnemosine, NodoLibri, ristampa 2010

Una buona notizia per tutti: a grande richiesta abbiamo realizzato la ristampa del nostro mitico “Mnemosine”, esercizi per la memoria, manuale per i familiari – di Luciana Quaia – NodoLibri (la prima edizione e’ andata ormai da tempo esaurita) e uscirà  in occasione della Giornata Mondiale Alzheimer 2010

Luciana Quaia
Mnemosine
Esercizi per la memoria manuale per familiari

Realizzato in due differenti versioni, per familiari e per operatori, il volume è un eserciziario realizzato in seguito alle sollecitazioni raccolte nei gruppi di reciproco aiuto per la malattia di Alzheimer, utile in programmi individuali o di gruppo di riattivazione cognitiva.

Mnemosine

in: http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=94


RSA Ca’ Prina di Erba (Como): Obiettivi e Carta dei servizi 2011

La missione aziendale prevede che l’accoglienza delle persone anziane non sia limitata al semplice assistenzialismo, ma orientata all’applicazione di prestazioni sanitarie, infermieristiche e riabilitative efficaci, accompagnate da una forte azione di integrazione e promozione umana.

Gli strumenti per raggiungere tale scopo sono:

  • la formazione continua del personale, al fine di sostenere, negli Operatori, la motivazione nel “lavoro di cura” ed il continuo aggiornamento della preparazione professionale;
  • l’apertura della Casa al territorio, al fine di instaurare forme di collaborazione con le Istituzioni presenti nel tessuto civile e sociale e, in particolare, con le organizzazioni di volontariato;
  • la ricerca di indicatori per monitorare la qualità del servizio erogato determinata dai seguenti fattori: economicità del costo del servizio,  efficienza, efficacia, appropriatezza, continuità, privacy;
  • l’effettuazione di indagini sulla soddisfazione del Cliente: Ospiti, familiari, ma anche operatori, mediante la somministrazione di idonei questionari;

L’Equipe di Direzione del Sistema di Qualità, composta da tutte le figure professionali che operano all’interno della R.S.A., ha individuato i seguenti obiettivi primari per la Qualità:

  • Miglioramento della Qualità della vita finalizzata alla soddisfazione degli Ospiti, dei loro familiari e di tutti gli operatori che prestano servizio presso la Residenza Sanitario Assistenziale  “Giuseppina Prina”.
    • Orientamento costante al benessere, al soddisfacimento dei bisogni espressi ed impliciti degli Ospiti, dei loro parenti e del personale.
    • Erogazione di un servizio all’Ospite strutturato su due dimensioni:
      -  alta competenza tecnico/professionale, legata alle conoscenze scientifiche ed all’esperienza degli operatori;
      -
      -  alta competenza relazionale, che mette in rilievo il carattere empatico nel rapporto con l’Ospite e la Sua famiglia;
  • Etica al centro della Qualità: consideriamo i valori etici come elementi integrati nel Sistema Qualità, che si fonda sul rispetto della dignità umana dell’Ospite in qualunque condizione di fragilità si trovi.
  • Corresponsabilità: la Qualità è per tutti gli operatori della Struttura un approccio spontaneo, che si fonda sulla responsabilità individuale di ogni singolo collaboratore.
  • Il lavoro in rete: intendiamo perseguire progetti di ulteriore inserimento della RSA nella rete dei servizi a favore dell’Anziano.
  • Definizione dei livelli di servizio tramite l’individuazione di indicatori di efficienza/inefficienza.
  • Rispetto delle normative in vigore (legate ai servizi e/o prodotti forniti).
  • Perseguimento del miglioramento continuo della Qualità.
    • Correzione e prevenzione delle situazioni non conformi, attraverso l’analisi e l’eliminazione delle cause che hanno determinato scostamenti fra i risultati prefissati e quelli ottenuti.
    • Coinvolgimento di tutto il personale impiegato nella Residenza Sanitario Assistenziale  “G.Prina”, il quale deve essere perfettamente al corrente della necessità qualitativa legata alla propria attività.
    • Verifica e riesame sistematico del Sistema Qualità.
    • Ricerca e sviluppo di tecnologie/cure sempre nuove.
    • Riduzione dei costi dovuti a sprechi e ad inefficienze nella conduzione delle attività.

Per il raggiungimento degli obiettivi aziendali, la R.S.A. mette a disposizione metodi di lavoro e infrastrutture di supporto adeguate per favorire il coinvolgimento del personale ed il miglioramento dell’ambiente di lavoro.

Periodicamente è valutata l’adeguatezza delle infrastrutture, quali ad esempio strumenti, attrezzature e presidi sanitari, computer, software di sviluppo, collegamenti di rete e tutti gli altri strumenti necessari a garantire il buon andamento dei servizi.

Particolare attenzione viene posta al rispetto delle normative di sicurezza ed a tutte le normative riguardanti l’igiene ambientale e degli alimenti. Le attività, gli ambienti e le attrezzature di lavoro sono infatti oggetto di costante manutenzione eseguita e registrata secondo quanto previsto dal Sistema Qualità aziendale


21 settembre 2010 Giornata Mondiale Alzheimer “Esculapio e Calliope: contributi scientifici e letterari nella lotta all’Alzheimer” Ore 17.30 Libreria Lovat Viale XX Settembre, 20, Trieste

21 settembre 2010

Giornata Mondiale Alzheimer

“Esculapio e Calliope: contributi scientifici e letterari nella lotta all’Alzheimer”

Ore 17.30 Libreria Lovat

Viale XX Settembre, 20

Interverranno:

Gabriele Toigo, Direttore della Struttura Complessa di Geriatria

Cinzia Omiciuolo, Geriatra

Rita Siligato, Critico letterario

Modererà l’incontro Maria Teresa Squarcina, Psicologa, vicepresidente Associazione Goffredo de Banfield

Introdurrà l’incontro Anna Illy, Presidente Associazione Goffredo de Banfield

L’attrice Tina Sosič leggerà brani tratti dai più recenti testi letterari dedicati alla malattia di Alzheimer

Non esiste ancora una cura contro la malattia di Alzheimer. Al momento è possibile solo “prendersi cura” dei malati di Alzheimer e dei loro familiari prestando a questo drammatico problema una costante attenzione: è perciò essenziale fornire un sostegno regolare, ottimizzare l’efficacia dei servizi, premurarsi di attivare una rete di solidarietà.

Ogni strumento può rivelarsi utile al conseguimento di questo obiettivo, a fornire elementi di conoscenza, di comprensione e di accettazione della malattia.

In occasione di questo 21 settembre abbiamo scelto di provarci attraverso l’organizzazione di un momento di dialogo tra Scienza e Letteratura.

La Scienza da anni sta cercando di affrontare questo indifferibile problema, da un lato affinando le sue capacità nella ricerca e dall’altro sperimentando servizi sempre più adeguati. La Letteratura ha dato, soprattutto negli ultimi tempi, il suo fondamentale contributo affrontando il tema Alzheimer senza paure, facendolo scivolare nel racconto o rendendolo protagonista, provando ad utilizzare forme narrative diverse (il romanzo, il poliziesco, il fumetto, il diario, il libro fotografico).

L’Associazione Goffredo de Banfield offre dunque la possibilità a Esculapio e Calliope di incontrarsi e di iniziare una conversazione a più voci rivolgendosi proprio a chi è direttamente coinvolto nel problema.

Ore 9.30 – 17.00 Piazza della Borsa

Banchetto informativo

I nostri volontari saranno a disposizione tutto il giorno per fornire indicazioni e materiale informativo sulla malattia.


Approccio capacitante con malati Alzheimer, a cura del Gruppo Anchise e la LUAGmail

Il Gruppo Anchise, in collaborazione con  la  Libera Università dell’Autobiografia, organizza un corso intensivo e residenziale per conoscere L’APPROCCIO CAPACITANTE.
Dal 15 al 17 ottobre, nella splendida sede della LUA, ad Anghiari (Arezzo):
LA CURA DELLA PERSONA MALATA DI ALZHEIMER BASATA SULLA PAROLA.
Docente: Pietro Vigorelli
www.lua.itsegreteria@lua.it
www.gruppoanchise.itinfo@gruppoanchise.it


COMO: 17° GIORNATA MONDIALE ALZHEIMER, Sabato 18 Settembre 2010 dalle ore 15 alle 19


In occasione della 17a GIORNATA MONDIALE ALZHEIMER
Donatori del Tempo saranno a disposizione  presso la sede, a Como in Piazza Mazzini, 9

Sabato 18 Settembre 2010 dalle ore 15 alle 19

per dare informazioni e documentazioni
sulla malattia di Alzheimer e sulle attività del G.R.A.AL. (Gruppo reciproco aiuto  malattia di Alzheimer) e, contemporaneamente, presso il Centro Diurno Comunale, a Como, in Via Volta, 83. S
aranno presenti, su appuntamento, per consulenze individuali di carattere legale e psicologico:
la dottoressa Anna Cardinali, avvocato e la dottoressa Luciana Quaia, psicologa


CENTRO DONATORI DEL TEMPO  Onlus – Piazza Mazzini,9 – COMO
NEWSLETTER per la  “17a GIORNATA MONDIALE ALZHEIMER“
(Con preghiera di divulgazione, Grazie)
La “ GIORNATA MONDIALE ALZHEIMER ” segna la ripresa delle attività del CENTRO DONATORI DEL TEMPO per i malati di Alzheimer ed i loro familiari, dopo la pausa estiva. Per dare la possibilita’ anche a chi lavora di accedere alla nostra sede per informazioni o di avere un appuntamento con le consulenti del C.D.T., abbiamo anticipato al Sabato 18.09.09 la ”nostra” Giornata Mondiale Alzheimer, (la data ufficiale è il: 21 Settembre ).
SABATO 18 Settembre ore 15/19 :  la nostra Giornata Mondiale Alzheimer, come da programma.
E,  subito dopo,  la ripresa di tutte le nostre  ormai “tradizionali” attivita’ :
Lunedì 4 Ottobre dalle 15.00 alle 17.00 = riprende il pomeriggio di animazione per i malati di Alzheimer e di incontro con i loro familiari,  il nostro “ CAFFE’ DEL LUNEDI”, ospiti  allo Yacht  Club ( Circolo della Vela) a Como in Viale Puecher,8.
Mercoledì  6 Ottobre dalle 17 alle 19 = riprende il “ FILO DIRETTO” consulenza telefonica diretta  con la nostra psicologa Dottoressa Luciana Quaia, per i familiari dei malati di Alzheimer, sempre il primo e terzo Mercoledì del mese: 031/27.02.31
Venerdi  8 Ottobre dalle 15.00 alle 17.00 = riprende il secondo pomeriggio di animazione, il nostro  “VENERDI-INSIEME” a Como,  in Via Volta, 83, presso il Centro Diurno Comunale,  sede dell’Università Popolare.
Inoltre una proposta speciale  dei Donatori del Tempo per i  familiari di malati di Alzheimer:
Lunedi 11 Ottobre alle ore 18 (orario per i familiari che lavorano) presso lo Yacht Club organizziamo un importante incontro informativo sull’Amministratore di sostegno con il Dott.Francesco Sbarbaro dell’Ufficio per la promozione delle tutele e dell’Amministratore di sostegno della A.S.L. di Como.
Vi ricordiamo che la nostra sede di Piazza Mazzini,9 a Como è aperta al Martedì e Giovedì dalle ore 16.30 alle 18.30, tel. e fax : 031/27.02.31,  per informazioni, documentazioni, prestito ausilii e prestito libri dalla ns. vasta biblioteca specialistica, in particolare sulla malattia di Alzheimer.
La nostra e-mail è: donatorideltempocomo@virgilio.it
  • Una buona notizia per tutti: a grande richiesta abbiamo realizzato la ristampa del nostro mitico “Mnemosine”, esercizi per la memoria, manuale per i familiari – di Luciana Quaia – NodoLibri (la prima edizione e’ andata ormai da tempo esaurita) e uscirà  in occasione della Giornata Mondiale Alzheimer 2010.
  • Vi ricordiamo che è ancora disponibile in sede il nostro libro: “Arteterapia e Alzheimer“ di Chiara Salza (la responsabile dei nostri Laboratori di Arteterapia) – NodoLibri


Vi ringraziamo per la collaborazione  alla divulgazione di queste informazioni e con stima Vi salutiamo.
I Donatori del Tempo
Como, Settembre 2010


SANITA’, ASSISTENZA e Non Autosufficienza, Le proposte di CGIL, CISL e UIL della Lombardia, 26 luglio 2010

SANITA’ e ASSISTENZA

Le proposte di CGIL, CISL e UIL della Lombardia

Il 26 luglio 2010  si e’ tenuto un incontro, chiesto dalle confederazioni regionali

sindacali CGIL CISL UIL insieme al sindacato unitario dei pensionati e della

sanità, con l’Assessore alla sanità della Regione Lombardia

Le  scelte  che  Regione  Lombardia  opererà  a  seguito  della  riduzione  dei  trasferimenti  di

risorse  alle  Regioni  a  partire  dal  2011  contenuta  tra  gli  interventi  previsti  dalla  recente

manovra economica del Governo, non devono compromettere la funzionalità del sistema

sanitario  regionale  e  la  capacità  di  rispondere  ai  bisogni  di  prestazioni  e  cure  richieste

dalla  popolazione  della  nostra  Regione,  tanto  più  in  considerazione  delle  modifiche

apportate  dal  maxi  emendamento  che  ha  già  incassato  l’approvazione  al  Senato,  che

indirizza  la  definizione  dei  criteri  di  riparto  e  allocazione  delle  riduzioni,  da  adottarsi  in

Conferenza  Stato-Regioni,  anche  con  espresso  riferimento  al  contenimento  della  spesa

sanitaria.

A questo proposito riteniamo che si debba invece proseguire il percorso di qualificazione

dei servizi ed attività sanitarie e socio sanitarie, sia in termini di quantità che qualità dei

servizi offerti, al fine di promuovere la tutela della salute e benessere sociale dei cittadini,

confermando innanzitutto le risorse oggi garantite dal FSR.

L’accordo Stato-Regioni sulla riduzione dei posti letto ospedalieri  prevede in Lombardia la

chiusura entro il 2012 di ben 5400 posti letto; tale prospettiva interroga profondamente sul

modello  futuro  a  cui  dovrà  tendere  la  sanità  lombarda,  in  primis  riducendo  la  parte  di

risorse  destinate  alla  cura  in  struttura  ospedaliera   per  indirizzarle  sulla  fase  di  intercetto

delle  patologie  e  sulla  loro  prevenzione  e,  in  parallelo,  per  la  diffusa  implementazione  di

servizi di cura e assistenza sanitaria in un più ampio contesto di domiciliarietà.

Attualmente in Lombardia vi sono più di 900.000 ultra-settantacinquenni; la previsione, per

i prossimi anni, è di un incremento annuo di circa 28.000 persone.

Non  solo  gli  anziani  sono  in  aumento,  ma  è  anche  notevolmente  cambiata  la  loro

condizione  di  vita.  Sul  piano  sociale  queste  trasformazioni  demografiche  hanno  prodotto

una  conseguente  rivoluzione  della  domanda  e  la  necessità  di  ripensare  le  politiche  del

welfare  socio-sanitario;  si  è  verificato  un  cambiamento  nella  richiesta  di  cure:  dalle  cure

intensive  necessarie  nelle  fasi  acute  delle  patologie,  alle  cure  continuative  nelle  diverse

condizioni di fragilità.

Occorre  una  “rivoluzione”  complessiva  del  sistema  dell’offerta  sanitaria,  sociosanitaria  e

sociale  a  supporto  della  non  autosufficienza,  così  come  una  maggiore  attenzione  a

realizzare  una  presa  in  carico  “globale”  delle  persone,  di  diverse  età,  in  condizione  di

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disabilità. Certamente, all’interno di una revisione strutturale dell’intero sistema di welfare,

questo è uno tra i settori più delicati e strategici.

Nel  momento  storico  che  stiamo  attraversando  è  indispensabile  qualificare  ulteriormente

l’area  sociosanitaria  che  si  occupa  di  “long  term  care”,  prevedere  interventi  per  dare

maggior appropriatezza all’offerta, puntare sull’integrazione delle risorse, sia economiche

che professionali, a livello territoriale e su un nuovo coinvolgimento dell’associazionismo,

del volontariato e del terzo settore, che faccia perno su un ruolo di integrazione tra servizi

con  un  forte  ruolo  del  pubblico  nel  coordinamento  e  controllo  dei  servizi  offerti,  non

rinunciare definitivamente anche alla gestione diretta.

Occorre individuare modalità diverse di risposta alla cronicità, tenendo sempre al centro la

persona,  la  famiglia  e  la  qualità  delle  cure  erogate,  riaffermare  la  centralità  del  territorio

nella  cura  e  nell’assistenza  della  non  autosufficienza  e  delle  patologie  cronico

degenerative, riconoscendone tutta l’importanza anche attraverso la messa a disposizione

di risorse sanitarie adeguate.

Di fatto è da rivedere in termini di efficacia, efficienza e appropriatezza quanto sino ad ora

realizzato in funzione di una domanda emergente e in continua evoluzione ed espansione,

ripensando l’assistenza sanitaria nell’ottica dei percorsi di cura in grado di garantire quelle

cure continue che stanno alla base di ogni bisogno della persona fragile.

In  tal  senso,  il  sistema  sanitario  non  può  che  essere  partner  indispensabile  del

sistema sociale e socio-sanitario per la costruzione di questi percorsi.

Qualsiasi scelta non potrà generare  un ulteriore peso economico per le famiglie, che, alla

luce  dei  dati  attuali  sulla  crescita  della  compartecipazione  in  capo alle  famiglie  lombarde

nei costi dei servizi, risulta essere più elevata che in altri contesti regionali. A nostro avviso

va invertita la tendenza.

A tale proposito è necessaria una verifica sull’evoluzione numerica e territoriale dei posti

letto  di  medicina  generale  e  di  geriatria  negli  ospedali  lombardi,  al  fine  di  una  compiuta

analisi  sulla  necessità/opportunità  di  aumentarne  il  numero  e  la  diffusione  territoriale,

invertendo  la  tendenza  messa  in  atto  negli  scorsi  anni,  dove  di  ogni  due  posti-letto  di

geriatria è avvenuta la conversione in un posto-letto di specialistica.

E’  sempre  più  urgente  la  necessità  di  sviluppare  una  fase  intermedia  delle  cure  tra

ospedale e territorio dedicata alla valutazione delle situazioni più complesse e ad orientare

la persona e la famiglia nei successivi percorsi assistenziali, attraverso la conversione di

posti letto per la realizzazione di strutture intermedie finalizzate:

  • alla riabilitazione, settore oggi non di rado utilizzato impropriamente e mal distribuito

tra diversi territori con alcuni significativi sotto dimensionamenti

  • degli attuali 7500 p.l. ospedalieri di riabilitazione 6500 sono di specialistica, dove la

durata del ricovero si attesta sui 20/23 gg., mentre è circa il doppio nei 1000 posti di

riabilitazione geriatrica

  • occorre  intraprendere  il  percorso  per  invertire  il  rapporto  tra  riabilitazione

specialistica  e  geriatria,  mirando  a  compensare  una  riduzione  di  posti-letto  nella

specialistica con un significativo innalzamento di quelli in geriatria;

2/7

  • alla  stabilizzazione  del  quadro  clinico  con  la  prosecuzione  delle  cure

mediche/infermieristiche  nella  fase  di  convalescenza  e  all’orientamento

assistenziale  che  preveda,  a  seguire,  il  rientro  a  domicilio  o  in  strutture  adeguate,

anche  mediante  una  diffusa  riconversione  dei  piccoli  ospedali  inseriti  nei  diversi

contesti territoriali

  • Al  “buon  morire”  per  le  persone  la  cui  prognosi  prevede  un  breve  tratto  di  vita

successiva alla dimissione ospedaliera, potenziando gli hospice e prevedendo posti

letto in RSA senza carico economico sulla persona e i suoi familiari.

L’obiettivo del 2011 per realizzare una diffusa e efficace implementazione delle cure

intermedie su tutto il territorio regionale non è procastinabile

A tal fine, essendo in atto da tempo la sperimentazione di alcuni posti di cure intermedie,

è indispensabile una approfondita analisi degli esiti ad oggi prodotti, che tenda, tra l’altro,

ad accertare:

  • Numero di posti letto sperimentati
  • Luogo di sperimentazione: territorio, RSA, aziende ospedaliere
  • Organizzazione, con particolare riferimento a:

o  Numero di posti in ogni territorio

o  Personale addetto

o  Tipologie professionali

o  Responsabile della gestione

  • Figure/strutture invianti presso il servizio di cure intermedie (primario, MMG, RSA)
  • Durata media della degenza in p.l. cure intermedie
  • Prevalenti tipologie dei pazienti (in rapporto alle problematiche presentate)
  • Età media dei ricoverati in p.l. cure intermedie
  • Destinazione post-dimissione da p.l. di cure intermedie: domicilio, RSA, Ospice,

Azienda ospedaliera, Centro riabilitativo

  • Percentuale di decessi (in posti letto di cure intermedie, entro un periodo pre-

determinato da dimissioni in cure intermedie)

  • Diffusione dell’informazione sull’esistenza e il servizio di p.l. cure intermedie (da

MMG, da RSA, da ospedali riabilitativi)

  • Analisi della sinergia in essere tra M.M.G, Ospedali, R.S.A.. e responsabili p.l. cure

intermedie (protocolli operativi, ecc.)

  • Spesa sostenuta per le cure intermedie

Se una persona fragile, ricoverata in una struttura ospedaliera, terminata la fase di acuzie,

o  il  periodo  di  permanenza  in  cure  intermedie  o  riabilitative,  necessita  ancora  di  cura  ed

assistenza continuativa,  deve SEMPRE essere possibile richiedere le dimissioni protette,

ossia una serie di interventi di prossimità in rete che consentono di preparare e sostenere

il tessuto familiare  prima che il paziente rientri  al proprio domicilio.

Oltre  al  medico  ospedaliero,  che  ha  in  cura  la  persona,  il  personale  infermieristico

responsabile deve essere tenuto -e perciò adeguatamente formato- per dare informazioni

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corrette  e  complete  e  spiegare  compiutamente  la  procedura.  In  ogni  struttura  deve

funzionare  efficacemente  un  servizio  sociale  ospedaliero,  anche  in  collegamento  con  la

rete territoriale.

I  protocolli  devono  rendere  obbligatorio,  dando  informazioni  tempestive            alla  famiglia,  la

probabile data di dimissione  per organizzare anticipatamente e con tempestività la ricerca

di  servizi  territoriali  che  siano  in  grado  di  dare  sostegno  ed  assistenza  appropriati  e

continuativi a domicilio quando la persona ricoverata verrà dimessa.

In caso contrario i protocolli e la prassi devono garantire il diritto della persona e della sua

famiglia  ad  essere  dimessa  dall’ospedale  solo  quando  si  sia  potuto  organizzare

efficacemente l’insieme di azioni che caratterizzano le c.d. dimissioni protette.

Va  resa  pertanto  effettiva  per  tutte  le  strutture  sanitarie  l’obbligatorietà  dei  protocolli  di

dimissione  protetta  al  fine  di  garantire  la  continuità  delle  cure,  soprattutto  in  fase  di

dimissione ospedaliera, sia dai reparti che dal Pronto Soccorso, così come, per garantire

la continuità delle cure nel sistema socio-sanitario e sociale, occorre rendere obbligatori i

protocolli di trasferimento tra le diverse unità d’offerta.

A tal fine è evidente la necessità di “mettere in rete” i diversi soggetti del sistema sanitario,

socio-sanitario  e  sociale  per  sviluppare  un  sistema  informativo  che  favorisca  un

“linguaggio  omogeneo”  tra  i  diversi  soggetti  della  rete  e  una  raccolta  uniforme  dei  dati;

sistema  alla  cui  realizzazione  il  sindacato  confederale  è  ben  disponibile  a  dare  il  proprio

contributo.

Per garantire la continuità delle cure e della presa in carico occorre che i CeAD, istituiti per

coordinare l’impiego di tutte le risorse e tutti gli interventi sociosanitari e sociali in ambito

domiciliare,  diventino  pienamente  operativi  in  tutti  i  distretti  delle  Asl.  E’  un  importante

servizio che consente alle persone di evitare il disagio del peregrinare da un ente all’altro

offrendo  loro  direttamente  tutte  le  risposte  necessarie  e  organizzate.    Un  luogo  dunque

dove  trovare  operatori  e  professionisti  che  sappiano  accompagnare  e  sostenere  nelle

diverse e numerose problematiche le persone e le famiglie nel prendersi cura dell’altro.

E’  perciò  indispensabile  che  anche  l’Assessorato  alla  Sanità,  attraverso  le  ASL,

investa su maggiori, nuove e appropriate professionalità e sulla qualità del servizio

dei CeAD, per realizzare una vera, costante e completa presa in carico della persona

e della famiglia.

E’ necessario operare con sollecitudine per mettere il CEAD davvero al centro della rete

di  servizi  presenti  e  operanti  nel  distretto  (M.M.G.,  Ospedale,  servizi  in  capo  all’ASL,

servizi  in  capo  ai  Comuni,  RSA,  CDI,  CDD,  P.L.di  sollievo),  investire  su  una  efficiente  e

moderna rete informatica dialogante e strutturata tra i vari attori di cui sopra, che coinvolga

pienamente  tutte  le  strutture  e  figure  sanitarie,  realizzare  momenti  di  formazione  e

aggiornamento a favore dei soggetti che costituiscono la rete per educare e migliorare la

relazione  e  il  flusso  di  informazioni,  migliorare  notevolmente  diffusione,  ricezione,

accessibilità,  comprensibilità,  concretezza  e  semplicità  dell’  informazione  alle  famiglie,

partendo  dalla  esemplificazione  della  più  ricorrente  casistica  “vissuta”  realmente  nel

quotidiano.

4/7

L’evoluzione  dei  CeAD  deve  essere  accompagnata  da  un  costante  monitoraggio

congiunto dei due assessorati interessati, tendente ad accertare la progressiva e costante

implementazione della presenza e del buon funzionamento di CeAD in ogni distretto.

In particolare per ogni struttura di CeAD è necessario che siano definiti:

  • Orari di attività
  • Orari di accesso del pubblico
  • Figura/e del Responsabile/i  e relativi Enti di provenienza
  • Accessibilità   al/i   Responsabile/i   da parte del pubblico (orari di presenza)
  • Personale  amministrativo  operante  presso  il  CeAD,  loro  tipologia  (coadiutore,

assistente,  centralinista,  impiegato,  ecc.),  tempi  giornalieri/settimanali  di  presenza

ed  Ente di  appartenenza

  • Figure professionali sanitarie e sociali operanti nel CeAD, loro tipologia (assistente

sociale,        ausiliaria,        infermiere,        o.s.s.,       medico,        psicologo,ecc),         tempi

giornalieri/settimanali di presenza e relativo Ente di appartenenza

  • La figura professionale che prende in carico ogni persona seguita dal CeAD
  • La predisposizione, per ogni persona presa in carico, di una cartella personale con

indicazione  dei  diversi  fattori  di  bisogno,  dei  suggerimenti  forniti,  dei  servizi  ed

interventi  attivati,  delle  figure  professionali  coinvolte,  dei  report  sul  grado  di

soddisfacimento dei bisogni e della loro evoluzione (“diario della presa in carico”)

  • Predisporre modalità per informare la popolazione di riferimento sull’esistenza del

servizio CeAD, nonché le modalità utilizzate (per via cartacea, attraverso manifesti,

volantini,  opuscoli,ecc),  la  distribuzione  alle  famiglie,  ambulatori,  ospedali,  Rsa,

consultori,ecc.,  su  stampa  locale  (quotidiani,  periodici  dei  Comuni,  delle

parrocchie,delle  associazioni,  ecc.),  per  via  radiofonica  o  televisiva  e  con  quale

frequenza.

L’RSA si configura sempre più come un contenitore che fatica ad offrire servizi appropriati

(il  25%  degli  ospiti  presenta  bassi  livelli  di  complessità  assistenziale  mentre  più  del  30%

degli anziani ricoverati presenta livelli di complessità sanitaria molto elevata, così come si

evidenzia sempre più la minor durata di ricovero delle persone).

Da  tempo  le  RSA  denunciano  una  difficoltà  di  sistema  che  deriva  dal  mancato  pieno

riconoscimento della quota a carico del SSN; è necessario pensare a un diverso modello

di  valutazione  della  spesa  sanitaria  nelle  RSA  per  una  sua  diversa  remunerazione,  così

come  il  tema  del  dumping  contrattuale  presente  nel  settore,  determina  condizioni  di

disparità significative con ricadute anche sulla qualità dei servizi.

La Regione è intervenuta a sostegno di alcune patologie, quali COMI e SLA, riconoscendo

la natura prettamente sanitaria della patologia; è necessario  riconoscere questo status ad

altre patologie altrettanto gravi anche attraverso la diversificazione della risposta ai bisogni

complessi  (malattie  neurologiche  degenerative,  stati  vegetativi…)  con  la  riconversione  di

posti letto dedicati e possibile revisione degli standard di assistenza;

Occorre un ulteriore sforzo di riduzione delle LISTE DI ATTESA: tra gli interventi urgenti vi

è  quello  di  pensare  ed  organizzare  una  capillare  ed  efficace  azione  informativa  alla

cittadinanza  al  fine  di  rendere  gli  utenti  pienamente  consapevoli  degli  attuali  tempi  di

attesa massimi previsti da legge e delibere, al fine di garantire la effettiva e consapevole

scelta delle diverse opzioni possibili tra pubblico e privato.

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Un’efficace  azione  di  qualificazione  del  sistema  dei  servizi  sanitari  e  socio–sanitari  è

correlata  ad  una  politica  ampia  e  complessiva  di    qualificazione  progressiva  di  tutto  il

personale coinvolto.

Negli  ultimi  anni  in  Lombardia,  nonostante  le  domande  per  accedere  al  corso  di  laurea

infermieristica siano in crescita, le Università programmano meno posti di quelli richiesti

dalla Regione, problematica che rischia di mandare in grave sofferenza il sistema e che è

presente anche per altre qualifiche, come i tecnici di radiologia e i medici anestesisti.

La  grave  e  cronica  carenza  di  infermieri  nelle  strutture  sanitarie  e  socio  sanitarie

lombarde evidenzia la necessità di una nuova e più incisiva attenzione alla pianificazione

dei  percorsi  universitari,  la  cui  programmazione  va  correlata  all’analisi  e  richiesta  del

fabbisogno delle professioni sanitarie espresse dal sistema.

Per questo crediamo sia necessario un ruolo più incisivo della Regione nei confronti del

sistema universitario.

Uguale  attenzione,  nell’ambito  della  revisione  dei  modelli  assistenziali,  va  dedicata  alla

valutazione del fabbisogno delle qualifiche di supporto all’assistenza (OSS), da collegare

ai percorsi formativi e di riqualificazione, in relazione alle specifiche competenze

Se  gli  indici  di  virtuosità  del  sistema  sanitario  regionale  con  riferimento  al  personale,

presentano  una  performance  superiore  alla  media  nazionale,  poiché  nel  tempo  si  è

sempre più considerata la risorsa umana non solamente  un costo da contenere ma una

leva  strategica  da  utilizzare  e  di  cui  avvalersi,  allora  a  maggior  ragione,  occorre

proseguire e rafforzare il percorso di valorizzazione del personale e delle professionalità

che operano nel sistema, contribuendo al perseguimento di obiettivi di efficienza e qualità

del SSR, anche attraverso il riconoscimento e l’incremento delle risorse regionali dedicate

e collegate alla realizzazione di progetti riferiti a macro indicatori di sistema.

Sono  inoltre  da  favorire  i  percorsi  di  riorganizzazione  del  sistema  delle  cure  e  del

“prendersi  cura”  delineati  dai  punti  contenuti  nel  presente  documento,  integrando  la

valorizzazione del personale pubblico sanitario e socio-sanitario con quella del personale

operante nelle unità d’offerta sanitarie e sociosanitarie accreditate gestite dal privato.

Regione Lombardia dovrà verificare e favorire la piena applicazione dei CCNL, ponendola

quale condizione di accreditamento, tra le altre, per i soggetti privati e del privato sociale.

Ciò anche in considerazione del fatto che, in un sistema sanitario in cui operano aziende

accreditate  sia  pubbliche  che  private,  sulla  base  del  possesso  di  requisiti  definiti  da

norme  regionali  e  nazionali,  percependo  identiche  tariffe  per  le  diverse  tipologie  di

prestazioni  rese  ai  cittadini,  si  deve   evitare  una  competizione  fondata  sul  risparmio  del

costo del lavoro  e il dumping contrattuale; piuttosto favorire la competizione svolta sulla

capacità  di  valorizzare  competenze  e  definire  modelli  organizzativi  capaci  di  rispondere

efficacemente e con qualità alle esigenze e ai bisogni di salute dei cittadini.

In tale prospettiva è necessario che Regione Lombardia favorisca, l’avvio di  un percorso

tendente  a  recuperare  il  cronico  ritardo  con  cui  si  rinnovano  i  Ccnl  della  sanità  privata,

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riallineando  in  tal  modo  le  retribuzioni  di  tutti  lavoratori  che  contribuiscono  al

funzionamento del SSR.

La  miglior  espressione  delle  competenze  e   della  professionalità  del  personale  di  un

settore  ad  alta  specializzazione  qual  è  quello  sanitario  e  socio-sanitario  si  realizza  a

partire  dalla  stabilità  e  continuità  del  rapporto  di  lavoro,  fattori  questi  di  rafforzamento  e

miglioramento della qualità dei servizi.

E’   pertanto  necessario  completare  il  processo  di  stabilizzazione  del  personale  precario

del comparto e della dirigenza degli enti del servizio sanitario regionale, anche per dare

una  risposta  di  garanzia  occupazionale  in  una  fase  caratterizzata  da  grandi  difficoltà  di

tenuta  del  mercato  del  lavoro  nella  nostra  regione,  nell’ottica  di  una  concreta

valorizzazione di tutte le risorse umane operanti nel sistema.

Infine, in un’ottica di verifica dell’ottimizzazione delle risorse, in termini di qualità, efficacia

ed  efficienza  dei  servizi  erogati,  si  pone  oggi  la  necessità  di  fare  il  punto  sulle

sperimentazioni gestionali in atto per valutarne gli esiti.

Milano, 26 luglio 2010