Storia della contraccezione, di Carlo Flamigni, Baldini Castoldi Dalai editore

Storia della contraccezione

Nella storia dell’uomo le conoscenze sui meccanismi del concepimento sono andate di pari passo con l’evoluzione dei metodi per impedirlo. Quello del controllo delle nascite – spesso determinato dalla miseria, ma anche da convinzioni religiose e culturali – è tuttavia un ambito poco conosciuto della ricerca scientifica.
Questo excursus dei metodi contraccettivi dal-l’antichità ai giorni nostri unisce sapientemente dati storici, medicina e antropologia facendo luce su uno dei temi bioetici più controversi. Non di rado i metodi per impedire la procreazione sono infatti diventati il pretesto per uno scontro fra opposte posizioni etiche e giuridiche che divide tuttora la nostra società. Carlo Flamigni, uno dei più autorevoli esperti italiani dell’argomento, ne sottolinea con rigore i principali aspetti, non rinunciando però a denunciare la colpevole arroganza di religione e scienza che, in nome della morale e del progresso, hanno sacrificato la dignità di generazioni di madri.

Carlo Flamigni (1933) si occupa di Fisiopatologia della riproduzione e di Endocrinologia ginecologica. Ha diretto il servizio di Fisiopatologia della riproduzione e l’Istituto di Ostetricia e Ginecologia dell’Università di Bologna, dove ha insegnato Ginecologia e Ostetricia fino al 2008. È stato presidente della Sifes e Mr (Società Italiana di Fertilità e Sterilità e Medicina della Riproduzione), è membro del Comitato Nazionale per la Bioetica e presidente onorario dell’Aied (Associazione Italiana per l’Educazione Demografica). Autore di un migliaio di pubblicazioni scientifiche e di numerosi testi divulgativi, per Dalai editore ha pubblicato Casanova e l’invidia del grembo (2008) e La questione dell’embrione (2010).

Storia della contraccezione :: Carlo Flamigni :: Baldini Castoldi Dalai editore.


Renato Farina (Pdl): “I gay non dovrebbero fare sesso, è contro natura"

Reblogged from Intoccabili:

“Due gay non devono fare sesso, è contro natura. Un disordine rispetto all’ordine stabilito dalla natura, una pratica che fa male. I gay hanno un certo tipo di sensibilità, ma non devono praticare l’omosessualità, trasformarla in atti concreti. Devono astenersi”. Lo dice Renato Farina, deputato del Pdl, alla Zanzara su Radio 24.

“Gli impulsi – risponde Farina ai conduttori della Zanzara, Cruciani e Parenzo su Radio 24 – vanno governati con la ragione, altrimenti dovremmo sempre cedere.

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La visione della sessualità e, in particolare della omosessualità, per gli ideologi di COMUNIONE E LIBERAZIONE la domanda è: QUANDO ARRIVA LA LIBERAZIONE?

LA MALAEDUCAXXXION dal 17 aprile 2012 alle 23:10 su LA7d

LA MALAEDUCAXXXION dal 17 aprile 2012 alle 23:10 su LA7d
Il 17/04/2012 parte su La7d la nuova edizione del programma condotto da Elena Di Cioccio. Ogni settimana Elena racconterà storie di sesso ed eros senza tabù.
Rispetto alla scorsa edizione, il programma consolida la sua formula, ma si propone di inoltrarsi ancora più in profondità nell’universo erotico, per cercare di coglierne le molteplici sfaccettature. Con il linguaggio esplicito, ma mai volgare che è stata la cifra vincente della prima edizione, si parlerà infatti di sesso a tre, sex toys, sesso anale, pornografia, scambismo, feticismo e bondage, esibizionismo, posizioni e omosessualità, tentando di esplorare le emozioni più autentiche che può vivere chi pratica queste esperienze, anche all’interno della coppia.

“Noi, le famiglie senza diritti”, di Tommaso Cerno – l’Espresso

Conviventi. Gay. Divorziati: le unioni di fatto aumentano anche nel nostro Paese, eppure lo stato continua a non riconoscerle, mentre le leggi su Pacs e i matrimoni omosessuali vengono rinviate da oltre vent’anni

tutto l’articolo qui: “Noi, le famiglie senza diritti” – l’Espresso.


Arriva anche in Italia la pillola dei cinque giorni dopo, da Rainews24.it

Arriva anche in Italia la pillola dei cinque giorni dopo, efficace, a differenza della classica pillola del giorno dopo, entro i primi cinque giorni dal rapporto. Sarà disponibile nelle farmacie dal 2 aprile. Per ottenere il farmaco occorre una ricetta medica non ripetibile e, prima della prescrizione, il medico è tenuto a verificare l’assenza di una gravidanza preesistente attraverso l’esito negativo di un test a base di beta Hcg.

da Rainews24.it.


17 RAGAZZE, opera prima di Delphine e Muriel Coulin: un gruppo di ragazze diciassettenni restano volontariamente incinte, tutte insieme, come forma di ribellione contro il mondo degli adulti

La locandina del film. (Foto by COMO)

Arriverà nelle sale venerdì 23 marzo, con il divieto ai 14 anni, “17 ragazze”, opera prima di Delphine e Muriel Coulin ispirata a una storia vera, quella che nel 2008 ha visto un gruppo di ragazze diciassettenni del Massachussetts restare volontariamente incinta, tutte insieme, come forma di ribellione contro il mondo degli adulti. La pellicola, già passata al Festival di Cannes, racconta come in una piccola città francese sull’Atlantico una ragazzina leader, Camille,  si ritrovi improvvisamente incinta e comunichi questo suo stato alle amiche come un forte atto di ribellione. Il film è stato accusato di apologia di “gravidanze collettive”. Per le registe, invece, è soprattutto un atto d’accusa giovanile nei confronti della pressione degli “adulti”, genitori ed educatori.

(Leggi l’intervista alle registe nell’edizione cartacea de “La Provincia” del 23 marzo)

da Adolescenti con il pancione Divieto sul film “scandalo” – Cultura e Spettacoli – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia.


ex fascisti e sessualità: Romano La Russa: ”I gay sono malati, ma possono curarsi”

Romano La Russa: ”I gay sono malati ma possono curarsi”.
Il commento omofobo dell’assessore alla sicurezza della regione Lombardia indagato per finanziamento illecito ai partiti nell’inchiesta Aler. Ecco l’intervista ai microfoni del programma radiofonico ”La zanzara”
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la Mussolini (Alessandra) “fine” come suo nonno (Benito): “Un figlio che vede due uomini che si rotolano nel letto…”

la Mussolini (Alessandra) “fine” come suo nonno (Benito)

Mussolini sulle adozioni ai gay: “Un figlio che vede due uomini che si rotolano nel letto…”
Alessandra Mussolini si scontra con Paola Concia sui diritti alle coppie gay. L’onorevole Mussolini ha sempre dichiarato la sua contrarietà all’adozione dei bambini da parte delle coppie gay. Guarda tutti i video su:
http://www.rai.tv altro

condannato Dharun Ravi, lo studente indiano che riprese con la webcam due incontri omosessuali dello studente con cui divideva la stanza – l’italoamericano Tyler Clementi (che poi si suicidò) – e mise le immagini su Internet

la condanna di Dharun Ravi: lo studente indiano della Rutgers University, un ateneo del New Jersey, che un anno e mezzo fa riprese con la «webcam» del suo computer due incontri omosessuali dello studente diciottenne col quale divideva la stanza – l’italoamericano Tyler Clementi – e poi mise le immagini su Internet. Tre giorni dopo il secondo episodio, Tyler si suicidò lanciandosi nel fiume Hudson dal Washington Bridge, il gigantesco ponte che collega il New Jersey a Manhattan.
Nell’ottobre del 2010 il caso creò grande scalpore: tutti condannarono Dharun per il suo atto di «cyberbullismo». Il ragazzo, nato in India, ma trasferitosi con la famiglia negli Stati Uniti quando aveva due anni, venne subito incriminato. Ma non era giuridicamente possibile accusarlo della morte di Tyler. Oltre tutto il ragazzo, una persona sensibilissima (era anche un virtuoso del violino) con una personalità molto vulnerabile, era già in crisi: aveva confessato la sua omosessualità ai genitori e, mentre il padre aveva mostrato di comprendere, la madre aveva reagito malissimo.

Dharun, che non solo aveva acceso la telecamera ma aveva invitato con più messaggi messi su Twitter gli altri compagni a una specie di raccapricciante «video party», venne incriminato con ben 15 capi di imputazione sulla base della legge che punisce gli «hate crimes», i crimini di odio basati su vari tipi di discriminazione: razziale, religiosa ed etnica ma anche quella relativa alle tendenze sessuali. Quest’ultima fattispecie è prevista solo in 30 dei 45 Stati Usa che puniscono l’«hate crime»

da DUE COMPAGNI DI STANZA, UNA WEBCAM. UCCIDERSI PER UNA “BRAVATA”.


LEGGE SULL’ABORTO E MEDICI OBIETTORI. IN CORSIA ORMAI ARRIVA IL MAGISTRATO (Mario Pappagallo, Corriere della Sera)

Obiettori di coscienza in crescita. ginecologi e personale sanitario che rifiutano di prestare la loro opera a donne che richiedono di poter abortire. Così una legge dello Stato rischia un’attuazione parziale. Incompleta. 

 

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Censis. Italiani vogliono norme più severe su droga, alcol, cibo, fumo, guida e prostituzione

Censis. Italiani vogliono norme più severe su droga, alcol, cibo, fumo, guida e prostituzione 
13 MAR - Tra i vari aspetti dell’identikit degli italiani tracciato dal Censis, spunta un approccio decisamente “punitivo” e “repressivo” verso comportamenti considerati dannosi o pericolosi per sé e gli altri. Prevale la delega all’autorità rispetto a meccanismi autoregolatori del comportamento. 

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La coppia omosessuale è “titolare del diritto alla vita familiare” come qualsiasi altra coppia coniugata, sentenza della Corte di Cassazione 4184

La coppia omosessuale è “titolare del diritto alla vita familiare” come qualsiasi altra coppia coniugata formata da marito e moglie. A dirlo non è un’associazione gay ma addirittura la Cassazione, che si è trovata a decidere sulla richiesta di una coppia gay romana che si è sposata all’Aja e che adesso chiede la trascrizione del contratto di matrimonio anche nel nostro Paese.

La prima sezione civile con la sentenza 4184 ha detto no alla trascrizione delle nozze celebrate all’estero ma ha stabilito che anche per le coppie gay devono valere gli stessi diritti assicurati dalla legge a qualsiasi coppia etero. In particolare, la suprema Corte spiega che “i componenti della coppia omosessuale, conviventi in stabile relazione di fatto, se secondo la legislazione italiana non possono far valere nè il diritto a contrarre matrimonio nè il diritto alla trascrizione del matrimonio contratto all’estero, tuttavia -a prescindere dall’intervento del legislatore in materia- quali titolari del diritto alla ‘vita familiare’ e nell’esercizio del diritto inviolabile di vivere liberamente una condizione di coppia e del diritto alla tutela giurisdizionale di specifiche situazioni, segnatamente alla tutela di altri diritti fondamentali, possono adire i giudici comuni per far valere, in presenza di specifiche situazioni, il diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata”.

Quanto al fatto che il matrimonio gay celebrato all’estero non può avere validità nel nostro paese, la suprema Corte chiarisce che “è stata radicalmente superata la concezione secondo cui la diversità di sesso dei nubendi è presupposto indispensabile, per cosi’ dire naturalistico, della stessa esistenza del matrimonio”.

Il no alla trascrizione delle nozze gay nel nostro Paese, dunque, chiarisce la Cassazione “non dipende più dalla loro inesistenza e neppure dalla loro invalidità, semplicemente dalla loro inidoneità a produrre, quali atti di matrimonio, qualsiasi effetto giuridico nell’ordinamento italiano”.

La Cassazione ‘apre’ alle coppie gay “Hanno diritto a una vita familiare” – Quotidiano Net.


Contraccezione. Le donne preferiscono la pillola ma usano il preservativo – da Quotidiano Sanità

 Il 78,3% delle donne italiane ha una buona opinione della pillola anticoncezionale, ma sono poche quelle che la usano. Questo perché la vorrebbero più naturale (55,9%), più facile da utilizzare (42%) e con meno effetti collaterali (72,2%). E così, anche se il 73% la preferirebbe al preservativo, solo il 36,7% la sceglie come contraccettivo. Al contrario, il preservativo conquista solo il 14,1% delle preferenze, ma è il metodo di contraccezione utilizzato da oltre il 48% delle donne.

Sono i dati dell’indagine Doxa condotta su mille donne tra i 18 e i 50, con un buon livello di istruzione e inserimento sociale, presentata oggi al Senato nell’ambito di un convegno sulla contraccezione

tutto l’articolo qui: Contraccezione. Le donne preferiscono la pillola ma usano il preservativo – Quotidiano Sanità.


cadavrexquis analizza la condizione soggettivo-culturale e comunicativa dell’omosessuale, usando (magari anche in modo non esplicito) il metodo di Erving Goffman

in questo articolo cadavrexquis analizza la condizione soggettivo- culturale e comunicativa dell’omosessuale, usando (magari anche in modo non esplicito) il metodo di Erving Goffman

questo è un piccolo testo letterario e scientifico, come di consueto magistralmente scritto

PFerrario

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Una cosa che, per esempio, distingue l’omosessuale medio dall’eterosessuale medio – entrambi, cioè, spogliati da qualsiasi orpello che differenzi individuo da individuo – è che il secondo non si preoccupa mai, né saprebbe porsi il problema, dell’effetto che fa in quanto eterosessuale, cioè in quanto appartenente a una categoria. L’omosessuale, invece, lo fa sempre e se anche non lo fa esplicitamente (o cerca di non farlo esplicitamente, saltando al di là della propria ombra per ribadire il concetto, corretto in astratto, che ognuno di noi è un individuo a sé stante in cui si amalgamano diverse caratteristiche che rendono inutile una qualsiasi etichetta) di fatto ha sempre l’atteggiamento guardingo di chi non soltanto vive, ma ha ben presente l’immagine rispecchiata di sé nell’altro.

tutto l’articolo qui: cadavrexquis: Non vedere l’effetto che si fa.


Il sesso dei disabili e l’abbraccio di una madre | di Simone Fanti, in Invisibili

di Simone Fanti

Ho una confessione da fare… anche i disabili fanno sesso. Eh eh l’ho messa sul ridere, ma la sessualità e la disabilità sono un tabù per la società (Leggete il bel racconto autobiografico di Franco Bomprezzi). Questa volta non scriverò io (ne avevo già parlato qui), lascerò, com’è giusto che sia in un blog, la parola ad Ann,una mamma coraggio e alla sua lettera.

VAI A: Il sesso dei disabili e l’abbraccio di una madre | Invisibili.


Preservativo/ Vademecum per l’uso

5 Marzo 2012

Preservativo

Arriva il Vademecum per l’uso

a cura della Redazione Salute

Il preservativo, o condom come lo si vuol chiamare, non è molto amato dagli italiani. Il suo uso è spesso contraddistinto, come si legge in una ricerca degli studiosi del Curt (che fa capo al Kinsey Institute) da un modo sbagliato di approcciarvi e da utilizzi erronei, causati da non conoscenza. Il che può causare danni gravissimi, pari a quelli che vorrebbe evitare. Ecco dagli Usa un vademecum sul come usarlo e su cosa fare o non fare mentre lo si indossa:

PRIMA DEL RAPPORTO SESSUALE - assicurarsi di avere a disposizione un numero congruo di preservativi di lattice o di poliuretano e di lubrificanti a base acquosa e non oleosa. Controllare la data di scadenza.

DURANTE IL RAPPORTO - Strappare la parte dell’involucro avendo cura di evitare il preservativo, che non deve entrare in contatto con unghie o altri oggetti appuntiti. Verificarne l’integrità e indossarlo prima di qualsiasi contatto con il partner. Posizionare il condom sulla punta del pene eretto e verificare che si srotoli dall’esterno. Se il preservativo si trova al contrario, usarne un altro perché anche il liquido pre-eiaculatorio può infettare o ingravidare la partner. Tenere premuta la punta del preservativo per evitare bolle d’aria e srotolarlo fino alla base del pene. È consigliato l’uso di lubrificanti a base acquosa. Conservare il preservativo per tutta la durata del rapporto e cambiarlo se si cambia il tipo di rapporto.

DOPO IL RAPPORTO - Una volta concluso il rapporto, togliere il preservativo tenendolo fermo alla base per evitare la fuoriuscita dello sperma. In caso di rottura o di scivolamento del profilattico prima dell’eiaculazione, fermarsi e utilizzarne uno nuovo.

da Preservativo/ Arriva il Vademecum per l’uso « Salute « Italiaglobale.it.

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manifestazione a Modena dove vive il senatore del Pdl che aveva detto in una trasmissione alla radio: “Vedere due persone dello stesso sesso che si baciano è come vedere qualcuno che fa pipì in strada”


lungo bacio collettivo delle coppie omossessuali (e non) contro l’affermazione anti-gay di Carlo Giovanardi (secondo il quale vedere due donne che si baciano per strada equivale a vedere qualcuno che fa pipì in pubblico)

Bologna, bacio collettivo in piazza contro l’omofobia
Un lungo bacio collettivo al centro di Piazza Nettuno, a Bologna. È questa la risposta di decine di coppie omossessuali e non alle affermazioni anti-gay di Carlo Giovanardi, secondo il quale vedere due donne che si baciano per strada equivale a vedere qualcuno che fa pipì in pubblico. Un flash mob organizzato nel giorno di San Valentino per rivendicare i diritti civili delle coppie gay, a cui erano invitati t tutti, a prescindere dall’orientamento sessuale e, perché no, dallo status sentimentale (“coppie, single o troppie”). Con buona pace del senatore del Pdl
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La Chiesa e la contraccezione | in Il Post

una rapida scheda sulla storia del PRESERVATIVO e delle strategie di controllo della sessualità da parte della chiesa cattolica (e ancor più, anche se non trattato, dal “musulmanianesimo” prossimo venturo)

Lode al preservativo

Paolo Ferrario

Nel 1918 i preservativi divennero legali negli Stati Uniti proprio perché usati e importati dai soldati durante la Prima guerra mondiale. Stranamente la Chiesa intervenne sull’uso del preservativo molto tardi. Nel 1930 Pio XI lo vietò nell’enciclica Casti Connubii, insieme a qualsiasi altro metodo di contraccezione. Anche le confessioni protestanti condivisero una simile visione, che però andarono ammorbidendo negli anni successivi mentre la posizione della Chiesa cattolica rimase invariata e venne ribadita nel 1968 da Paolo VI nell’enciclica Humanae vitae. L’ultimo cambiamento significativo nella storia della contraccezione risale agli anni Sessanta, con l’invenzione della pillola contraccettiva: da allora si è perfezionata sempre di più ed è diventata il principale strumento per il controllo delle nascite, mentre il preservativo rimane al secondo posto. La Chiesa si dice contraria anche alla pillola contraccettiva, naturalmente.

tutto l’articolo qui: La Chiesa e la contraccezione | Il Post

al mercato dei PRESERVATIVI: http://www.preservativi.it/

il progetto “For Loving Me” 

Le malattie sessualmente trasmissibili flagellano il pianeta. Anche nei paesi dell’ area più evoluta le malattie a trasmissione sessuale attaccano giovanissimi, giovani , ed adulti portando gravi patologie e morte.

L’ utilizzo del PRESERVATIVO è l’ unico modo per “tentare” di combattere queste gravi malattie e preservare la nostra vita !

Il preservativo oggi non è gratis, ma da domani con il Vostro aiuto ed il Vostro sostegno…

FOR LOVING ME DISTRIBUIRA’ IN TUTTO IL MONDO PRESERVATIVI GRATIS !


Laura Conti, Come nascono i bambini. da Edizioni del Gallo, anni ’70


“Spacco tutto”, l’elaborazione della violenza, Convegno alla Università di Milano Bicocca, Facoltà di Scienze della Formazione, 2011

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LETTERE DAL SILENZIO Storie di accoglienza e assistenza sanitaria di donne che hanno subito violenza, Massimo M. Greco (a cura di) ,FrancoAngeli

Massimo M. Greco (a cura di) 
LETTERE DAL SILENZIO
Storie di accoglienza e assistenza sanitaria di donne che hanno subito violenza
pp. 208, Euro 20,00; E-book Euro 16,00, Cod. 1049.7, Collana: Laboratorio sociologico – diretta da C. Cipolla

Fiorello parla di preservativi e profilattici e così contribuisce alla prevenzione delle gravidanze indesiderate e delle malattie sessualmente trasmissibili

Di nuovo i religiosi scendono in campo ad impedire di usare perfino la parola “profilattico”  o, meglio ancora “preservativo”.

Però ….

Show di Fiorello ieri serasu Rai Uno. “Ma è vero, esordisce l’artista rivolgendosi al direttore di Rai Uno Mario Mazza, che una circolare Rai ha vietato l’uso della parola profilattico?”.

E da lì un coinvolgente show nello show.

Che però non è piaciuto al settimanale cattolico Famiglia Cristiana

da: E Fiorello sdogana il profilattico in Rai. Polemica Famiglia Cristiana – Quotidiano Sanità


Daniel Harris: la morte della cultura gay?, da cadavrexquis

sul libro: Daniel Harris, intitolato The Rise and Fall of Gay Culture

Quando si parla di omosessualità – e, in particolare, di cultura omosessuale -, ci si muove sempre un po’ tra due poli: a un’estremità la subcultura gay, all’altra ilmainstream (che, in quanto tale, minaccia – o promette, a seconda dei punti di vista – di assorbire in sé la prima, annullandola). C’è chi ritiene valga la pena preservare la subcultura (elevata allo status di “cultura gay” tout court) in quanto tale e chi invece ritiene che il superamento di questo stato e la fusione nella cultura di massa sia il segno auspicabile di un’avvenuta “normalizzazione” dell’omosessualità, che finirebbe per essere una caratteristica tra tante. E c’è anche chi pensa che questo sia, in larga parte, già avvenuto e che ciò che oggi sopravvive come “cultura gay” non sia altro che una forma esteriore di nostalgia per quel passato in cui essere gay significava essere partecipi di un’alterità assoluta rispetto ai valori della maggioranza. Una nostalgia che si nutre di riti e involucri privi di sostanza che, proprio per questo motivo, non avrebbero più lo stesso valore della “cosa originaria”, cioè di quella subcultura dei tempi passati. ….  segue

da cadavrexquis: Daniel Harris: la morte della cultura gay?.


Maltrattamenti in famiglia, ovvero il sottile confine tra piacere e reato

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Coppie di tutto il mondo, d’ora in avanti, attenzione ai rapporti sadomaso: dal piacere al reato, il passo è breve.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione (sentenzan. 39228 del 2011) specificando che in questo genere di rapporti la donna, anche se non è in un atteggiamento di remissione nei confronti del partner, e’ sempre “in una situazione di debolezza e fragilità” rispetto a lui.

Pertanto, per l’uomo, può configurarsi il reato di maltrattamenti in famiglia di cui all’art. 572 codice penale.

La suprema Corte ha così confermato una condanna inflitta a un 60enne che aveva costretto sua moglie a “rapporti di tipo sadomasochista con molteplici inversioni di ruolo“. La donna aveva inizialmente accettato quel tipo di rapporti, ma poi aveva denunciato il marito, accusandolo di maltrattamenti continui, non condivisi e mai accettati dalla stessa.

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intera scheda qui: Maltrattamenti in famiglia, ovvero il sottile confine tra piacere e reato.


Il mistero delle bambine mai nate nelle comunità cinesi e indiane: il sospetto è che si tratti di aborto selettivo, di Antonio Polito, in Il Corriere della sera 6 novembre 2011


Tra cinque anni in Italia non si potrà più abortire | Blitz quotidiano

Nel 2016 in Italia non si potrà più abortite. Cinque anni e i medici non obiettori non ci saranno più. Oggi sono 150 in tutta Italia, spesso emarginati dagli altri colleghi, e quando andranno in pensione non ci saranno sufficienti nuove leve. Una fotografia drammatica che vede sempre meno applicata la legge 194, quella che regolamenta l’aborto in Italia, varata nel 1978 e confermata nel 1981 con apposito referendum.

Sempre più difficile l’aborto entro il terzo mese, quasi impossibile quello terapeutico, che si effettua fino alla ventesima settimana in caso di malformazione del feto. Questi ultimi sono gli interventi più complessi  e dolorosi. E se per le prime interruzioni di gravidanza gli ospedali possono ricorrere a personale esterno, per gli aborti terapeutici non è possibile, servono medici “strutturati”. Ecco perché questi interventi sono (e saranno) sempre più difficili.

L’obiezione di coscienza è aumentata a dismisura negli ultimi anni. I ginecologi obiettori nel 2005 erano il 59,7%, nel 2009 erano ben il 70,7.  Gli anestesisti, negli stessi anni, sono passati dal 45,7 al 51,7%. I paramedici dal 38,6 al 44,9%. Allo stesso tempo il tasso di abortività, dal 1980 a oggi, si è pressoché dimezzato, passando dal 15,3 di 30 anni fa al 8,2 del 2010.

Il fatto è che i medici non obiettori sono spesso emarginati, vessati, costretti a turni massacranti e a fare solo aborti. Una dottoressa di un ospedale pubblico delle Marche ha raccontato a Repubblica: “Otto anni senza ferie, senza potermi occupare né di parti né di altri interventi, solo e soltanto aborti. Nel gelo e nel disprezzo degli altri colleghi, come fossi una ladra. Ho avuto un esaurimento, ho detto basta. Adesso il servizio di interruzione della gravidanza è chiuso”. E le nuove leve, per paura di un trattamento simile, dichiarano subito l’obiezione per non avere intoppi di carriera e non finire “al confino”.

20 ottobre 2011 | 11:28

da Tra cinque anni in Italia non si potrà più abortire | Blitz quotidiano.


Sesso dei giovani in vacanza: solo un terzo usa le precauzioni – Società e Costume – La Provincia di Como

Giovani sempre più promiscui: ad agosto sale l`allerta sui rapporti sessuali non protetti. Il 64% spera di avere un`avventura occasionale in vacanza ma solo uno su 3 ha dichiarato di portare con sé i contraccettivi.

I giovani italiani, “fotografati” dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) con un sondaggio su 1.131 maturandi sono precoci (il 32% inizia l`attività sessuale prima dei 15 anni, nella metà dei casi d`estate) e cambiano spesso partner (il 42% ne ha già avuti da 2 a 5, il 10% da 6 a 10 e il 9% più di 10). Ma solo un`esigua minoranza (12%) utilizza abitualmente la doppia protezione (pillola più preservativo), il più efficace strumento contro gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili e ben una teenager su 4 ha fatto ricorso almeno una volta alla contraccezione di emergenza.

Per rispondere a questa situazione, che diventa “allarme rosso” nei mesi caldi, la Società scientifica lancia l`iniziativa “Parti sicuro con Travelsex”, che questa settimana arriva nell`aeroporto di Firenze. Fino al 27 agosto nella libreria Giunti dello scalo toscano, sarà disponibile per tutti i giovani gratuitamente il “Passaporto dell`amore”, un documento che riepiloga tutte le principali informazioni in tema di contraccezione e protezione da conoscere prima di mettersi in viaggio.

La campagna estiva è attiva anche online su www.sceglitu.it con il concorso “scrivi il tuo SMS per la prevenzione”: i migliori verranno premiati in occasione della giornata mondiale della contraccezione (26 settembre 2011).

 

I dati sull`utilizzo degli anticoncezionali nel nostro Paese sono sconfortanti, ma la Toscana si colloca al di sopra della media nazionale: la pillola è utilizzata dal 18% delle donne. “Non si può mandare in ferie il cervello – commenta il prof. Herbert Valensise, segretario nazionale SIGO -. Le minorenni sono responsabili da sole del 3,4% del totale di tutte le interruzioni volontarie di gravidanza e 3 volte su 4 chi contrae un`infezione a causa di rapporti non protetti è un giovane tra i 15 e i 24 anni. Il nostro obiettivo – continua – è sensibilizzare i giovani sull`importanza della prevenzione e dell`informazione. I mesi estivi sono quelli di massima allerta: lo riscontriamo a settembre nei nostri ambulatori dove si verifica un boom di accessi (+30%), per tentare di risolvere situazioni di crisi che si sono determinate nei mesi precedenti”.

Sesso dei giovani in vacanza: solo un terzo usa le precauzioni – Società e Costume – La Provincia di Como.


il “pensiero” di Umberto Bossi sulla sessualità: “Omofobi? Persone normali, ingiusto essere severi” | Blitz quotidiano

”Non era giusto aumentare le pene per quelli che si sentono anche un po’ disturbati da certe manifestazioni, persone normali che a volte si lasciano scappare qualche parola, anche in senso anche bonario”.
Cosi’ Umberto Bossi ha commentato la bocciatura dell’aggravante dell’omofobia, avvenuta nei giorni scorsi alla Camera anche con i voti della Lega Nord.

”Meno male – ha detto Bossi – che non è passata l’aggravante dell’omofobia, tutti sperano di avere figli che stanno dalla parte giusta, questo è un augurio che facciamo a tutti. Meno male che ci siamo opposti a questa legge, perché non era giusta”.

Bossi: “Omofobi? Persone normali, ingiusto essere severi” | Blitz quotidiano.


Aborto. E’ polemica su sepoltura feti. Medici della Fp Cgil: “Fermare questa violenza psicologica sulla donna”

27 LUG - L’Azienda ospedaliera S. Anna e San Sebastiano di Caserta e l’Associazione “Difendere la vita con Maria” hanno siglato un accordo per “assicurare una degna sepoltura a quelli che sono definiti tecnicamente ‘prodotti abortivi’”. Un accordo simile a quello già siglato a Cremona dal 2010. Per i medici della Fp Cgil “il servizio pubblico non dovrebbe compiere scelte ideologiche di natura religiosa a danno della salute della donna e in conflitto con la deontologia professionalità dei medici e degli operatori”. Leggi…

ANTEPRIMA. Superticket. Un decreto del ministero ricalcola gli effetti nelle regioni. E bufera – pamalteo@gmail.com – Gmail.


il PDL, la LEGA e l’UDC affossano la legge sulla omofobia che prevedeva l’aggravante per i reati di odio commessi nei confronti di gay, lesbiche e trans

 L’Aula della Camera “affossa” il provvedimento sul contrasto dell’omofobia. L’Assemblea di Montecitorio ha infatti approvato le pregiudiziali di costituzionalità sul testo, presentate da Udc, Lega e Pdl, che ha presentato a sua volta una questione sospensiva dell’esame. Le pregiudiziali sono passate con 293 sì, 250 no e 21 astenuti.

Il testo di legge sull’omofobia e’ stato messo a punto dalla deputata del Pd, Paola Concia e aveva gia’ subito uno stop in Commissione Giustizia a maggio, per i voti del centrodestra che hanno bloccato l’esame del testo. In quell’occasione, il ministro per le Paro Opportunita’, Mara Carfagna che oggi si e’ astenuta alla votazione alla Camera, ha parlato di ”occasione persa per il Pdl”.In seguito ad un secondo stop, a distanza di pochi giorni, Paola Concia si e’ dimessa da relatrice del provvedimento.

Il provvedimento prevedeva l’aggravante per i reati di odio commessi nei confronti di gay, lesbiche e trans. Ha ora inizio l’esame delle pregiudiziali di costituzionalità. Il 17 maggio scorso, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Omofobia, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano aveva testualmente dichiarato che ‘l’ostentazione in pubblico di atteggiamenti di irrisione nei confronti di omosessuali e’ inammissibile in societa’ democraticamente adulte’..

Contro le pregiudiziali hanno votato il Pd, l’Idv e Fli; nel Pdl si sono viste, in dissenso dalla posizione del gruppo, l’astensione anche di Claudio Scajola ed altri colleghi ed il no di Santo Versace. In base al regolamento di Montecitorio, come ha spiegato il presidente Gianfranco Fini, una volta approvate le pregiudiziali, “la proposta di legge si intende respinta”.

FINI, AVREI VOTATO CONTRO PREGIUDIZIALI - “Se fossi stato un semplice deputato che può votare e non il presidente, avrei votato convintamente contro le pregiudiziale” alla legge sull’omofobia. Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, commentando l’approvazione delle pregiudiziali che “affossano” la legge per contrastare l’omofobia. “D’altro canto – ha aggiunto – avete visto con quanti voti é passata”.

BERSANI, E’ UNA VERGOGNA - ”E’ una vergogna che spero non passi inosservata, perché è una pagina brutta. Quando hanno approvato il reato di immigrazione clandestina non si sono fatti sofisticazioni, ora su una norma che è contro tutte le discriminazioni si sollevano argomenti inaccettabili”. Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, lasciando l’aula della Camera dopo l’approvazione delle pregiudiziali sul ddl omofobia, è indignato per il comportamento della maggioranza. “Dopo tante dichiarazioni – ricorda Bersani – mi sarei aspettato che ci fosse una certa coscienza in più”.

CARFAGNA ASTENUTA, RIPRENDA DIALOGO - “Mi sono astenuta perché, pur non condividendo alcuni passaggi della proposta di legge presentata dal Pd, avrei preferito che si arrivasse alla discussione nel merito del provvedimento, per migliorarlo”. Così il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, commenta l’esito delle votazioni della Camera dei Deputati sul testo di legge volto ad introdurre aggravanti per reati connessi all’orientamento sessuale della vittima. “Ho sempre pensato che sia utile per il Paese una legge di stampo europeo che introduca aggravanti per i reati commessi in nome di tutte le discriminazioni e, tra queste, quella per orientamento sessuale. Il Parlamento si è espresso chiaramente, sollevando pregiudiziali di costituzionalità sul testo messo ai voti. Mi auguro che si possa ricreare al più presto il clima necessario per la ripresa del dialogo tra maggioranza e opposizione e che, dal confronto, possa nascere una proposta capace di trovare il consenso del Parlamento”, conclude il ministro.

ARCIGAY, DA PARLAMENTO DERIVA PERICOLOSISSIMA - ”L’approvazione delle pregiudiziali di costituzionalità è l’ultimo oltraggio che una maggioranza fatta da uomini mediocri e di bassissimo profilo umano, politico e culturale ha voluto consapevolmente rivolgere alle persone lgbt e a tutto il Paese”. Lo afferma Paolo Patané, presidente nazionale Arcigay. “L’Italia è stata spremuta senza pietà da questi mentecatti senza rispetto per la vita e i diritti della gente. Denunciamo all’ Europa ed al mondo civile che in Italia esiste un’autentica emergenza democratica e che in questo Paese una legge che tuteli le vittime dell’omofobia è definita dal Parlamento incostituzionale, mentre esponenti di primo piano di questa stessa maggioranza definiscono giuste e condivisibili le idee del mostro Breivik, l’assassino di Utoya”, prosegue Patané. “Questo Parlamento ha tradito la civiltà e la giustizia ed ha deciso di sostenere i violenti. Noi lo denunciamo all’opinione pubblica e chiediamo che l’Unione ci aiuti a fronteggiare questa pericolosissima avanzata di omofobia, xenofobia, razzismo che il Parlamento italiano ha deciso di legittimare ancora una volta, dicendoci di fatto che la violenza deve essere sopportata e che la discriminazione è il metro della convivenza nel nostro Paese”, conclude la nota.

Naufraga testo omofobia – Politica – ANSA.it.


QUANDO I VIOLENTATORI SONO DEI RAGAZZINI (Anna Oliverio Ferraris, Il Corriere della sera) – Zero Violenza Donne

Stupro di tre minorenni su una quindicenne a Fano. Stupri continuati a Napoli su due ragazzine di 12 e 14 anni. [...] Ma perché adolescenti apparentemente normali si lasciano andare ad atti del genere? Certo, c’è la sessualità prorompente dell’età, ma c’è anche una totale mancanza di preparazione all’uso di questa sessualità, a cui spesso si aggiunge l’iperstimolazione degli spettacoli porno [...] La sessualità di un adolescente va incanalata attraverso una educazione sentimentale che inizia negli anni infantili e una educazione sessuale che inizia nella preadolescenza e che va a fondersi con la prima. 

» Leggi tutto: QUANDO I VIOLENTATORI SONO DEI RAGAZZINI

da: QUANDO I VIOLENTATORI SONO DEI RAGAZZINI (Anna Oliverio Ferraris, Il Corriere della sera) – Zero Violenza Donne.


La Società italiana della contraccezione (Sic) e la Società medica italiana della contraccezione (Smic) hanno elaborato un documento scientifico condiviso su cosa è la contraccezione di emergenza

La Società italiana della contraccezione (Sic) e la Società medica italiana della contraccezione (Smic) hanno elaborato un documento scientifico condiviso su cosa è la contraccezione di emergenza, quali sono le metodiche disponibili, il meccanismo di azione e le implicazioni medico-legali della prescrizione. Il documento è rivolto alla classe medica per fornire informazioni corrette da trasferire al paziente. 

Leggi…


il Consiglio superiore di sanità ha espresso il suo parere sul farmaco EllaOne: è un contraccettivo d’emergenza non un abortivo e quindi ok alla commercializzaione

il Consiglio superiore di sanità ha espresso il suo parere sul farmaco EllaOne: è un contraccettivo d’emergenza non un abortivo e quindi ok alla commercializzaione. Unico limite, l’obbligo per la donna di fare prima un test di gravidanza per escludere una gravidanza in atto

da QS – Quotidiano Sanità: Scienza e Farmaci – Ok del Css  alla “pillola dei 5 giorni dopo”.


Paolo Ferrario, BIOPOLITICHE E INIZIO VITA: contraccezione e interruzione volontaria della gravidanza, Audio Lezione a commento della Dispensa didattica n. 19


anche tra le donne immigrate comincia a calare il tasso di abortività e questo soprattutto in quelle regioni dove sono più avanzati i programmi e le politiche di integrazione, compresi quelli interni al sistema sanitario che prevedono precisi interventi di mediazione linguistica e culturale

“Negli ultimi anni abbiamo assistito alla progressiva diminuzione del tasso di abortività tra le donne italiane a fronte della crescita del ricorso all’IVG tra le straniere. Ebbene i dati più recenti ci mostrano che anche tra le donne immigrate comincia a calare il tasso di abortività e questo soprattutto in quelle regioni dove sono più avanzati i programmi e le politiche di integrazione, compresi quelli interni al sistema sanitario che prevedono precisi interventi di mediazione linguistica e culturale”.  E’ Angela Spinelli, il direttore del Reparto salute della donna dell’Istituto superiore di sanità, a fornire il dato che conferma come il lavoro di queste figure professionali vada ben oltre quella visione volontaristica e ancellare che in molti si ostinano ad avere nei confronti dei circa 4.000 operatori della mediazione sanitaria che operano nel nostro Paese.

da: QS – Quotidiano Sanità: Regioni e Asl – Immigrazione e salute. Con il “mediatore” calano gli aborti tra le donne straniere.


ANTONIO FILICE, Rapporto Annuale IVG 2010 all’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza

DI GRAVIDANZA
-Indagine socio-demografica tra le utenti del Servizio IVG dell’Ospedale Annunziata nell’anno 2010″.
Ritenendo utile far conoscere i dati relativi al fenomeno IVG, sia pure
limitatamente alle ivg effettuate
presso l’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza, porgo cordiali saluti.


Baby mamme in aumento: 10 mila ragazze madri ogni anno

Avere un figlio a 16 anni. Quando vai ancora a scuola, e il tuo massimo problema dovrebbe essere come conquistare l’attenzione del compagno di banco ed essere invitata alla festa di fine anno scolastico da qualcuno. È quello che succede in Italia a 10 mila ragazze ogni anno. A rivelarlo è la ricerca “Piccole Mamme” contenuta nel 12esimo rapporto diffuso dalla Onlus “Save the Children”. I dati sono stati raccolti incrociando varie realtà (Caf, Onlus e simili) presenti a Milano, Roma e Napoli, e il quadro che ne emerge è preoccupante.

Di queste babymamme, il 74% ha solo la licenza media. E il babypapà? Nel 68% dei casi riconosce il bambino, ma solo nel 47% se ne occupa realmente. Solo nel 18% dei casi la coppia decide di sposarsi. Ma perchè tutte queste giovanissime mettono al mondo un bambino? Per la psicologa Anna Oliverio Ferraris «la causa principale è la scarsa educazione sessuale». E neanche telefilm espliciti come Sex & the City o alcuni programmi di Mtv in cui il sesso è l’argomento preponderante servono a creare maggior consapevolezza nelle ragazzine:

«Queste trasmissioni – ha aggiunto la psicologa – sono vissute dalle giovani spettatrici come divertissement, intrattenimento, un mondo “altro” che loro consumano da osservatrici esterne ma non vivono sulla loro pelle, con cui non si immedesimano. Tutt’altra questione è quando viene una psicologa o una sessuologa a scuola a parlare della responsabilità che comporta mettere al mondo un figlio. Con una persona estranea ma esperta si sentono anche più disposte a parlare delle loro paure e ansie in merito all’argomento».

Lo sviluppo di queste adolescenti naturalmente risente molto dellagravidanza inaspettata. «È importante che abbiano una famiglia alle spalle che le sostenga in questo periodo della loro vita, perchè psicologicamente sono ancora più figlie che madri. È vero che i bambini tendenzialmente sono contenti di avere un genitore che non abbia moltissimi anni in più di loro, ma è importante che queste mamme abbiano la disponibilità mentale ad accudire un bambino, non basta l’entusiasmo» conclude la dottoressa Ferraris.

Di tutt’altra idea è il dottor Alessandro Meluzzi: «Le donne hanno nel cuore la tensione a donare la vita, anche le giovanissime. Se trovano un compagno che non se ne va e la loro famiglia di origine è accogliente, può essere anche che questa gravidanza porti loro la felicità ». Ed essere una mamma giovane può anche avere i suoi vantaggi: «Queste ragazze hanno più freschezza, più energia, e la possibilità di essere madri ancora molte volte. Ci sono servizi sociali e strutture di volontariato che si occupano di loro, in Italia non sono abbandonate a loro stesse» osserva Meluzzi.

11 maggio 2011 | 08:18

da: Baby mamme in aumento: 10 mila ragazze madri ogni anno.


Platinette a La7 – Niente di personale, 26 aprile 2001

Persona “unica” e molto  soggettiva (all’opposto di coloro che si riconoscono negli eccessi di cultura gregaria):


dibattito in studio sulle famiglie italiane, eterosessuali e omosessuali, tra la deputata del Pd Paola Concia e il sottosegretario alle Politiche della Famiglia del Pdl Carlo Giovanardi, a partire dalle polemiche scatenate dal manifesto di Ikea raffigurante una coppia gay, in “Coffee Break”


MASSAGGI CINESI – in LE INVASIONI BARBARICHE – 16/04/2011, LA7.it

LE INVASIONI BARBARICHE – 16/04/2011 : MASSAGGI…, posted with vodpod

Nexplanon: il contraccettivo che dura 3 anni – IL SALVAGENTE – quotidiano on-line dei consumatori

Anche in Italia sta per arrivare “Nexplanon” (qui il sito dedicato, in inglese): una nuova tipologia di contraccettivo proveniente dal Regno Unito.
A differenza dei metodi “tradizionali”, il farmaco si impianta sotto la cute. Un “affarino” lungo 4 cm e largo 2 millimetri – più o meno della grandezza di un capello – da posizionare nella parte interna del braccio.
La novità principale è nella durata: a differenza dell’abituale pillola, da assumere quotidianamente e proprio per questo a rischio dimenticanza, Nexplanon una volta impiantato dura fino a 3 anni.

Un periodo evidentemente lungo, ma non irreversibile. Una volta deciso di interrompere la contraccezione, infatti, si può rimuovere in ogni momento.

Niente “fai da te”, comunque. Tanto l’innesto quanto la rimozione deve farla un ginecologo, in anestesia locale

da: Nexplanon: il contraccettivo che dura 3 anni – IL SALVAGENTE – quotidiano on-line dei consumatori.


“Cos’è l’informazione corretta? … per esempio dire che succede ai gay nell’islam”, intervista a Angelo Pezzana | l’Occidentale

Quest’anno Informazione Corretta festeggia dieci anni e noi, che a certe rappresentazioni mediatiche siamo particolarmente allergici, abbiamo chiesto al suo fondatore, Angelo Pezzana, di raccontarci com’è andata quest’esperienza. Con verve da polemista e grande educazione, Pezzana mette in guardia dall’antisemitismo travestito da antisionismo e dalla insorgenza islamica in Europa. Denunciando la questione gay nel mondo arabo-musulmano, lui che nel ’71 fu tra gli animatori del “Fuori”, il fronte unitario omosessuale rivoluzionario italiano. Oggi quella battaglia civile si è spostata su altri fronti.

Pezzana, un bilancio e delle prospettive su Informazione Corretta

In questi dieci anni siamo diventati un punto di riferimento per i giornalisti italiani che si occupano di esteri. Arriva un nuovo corrispondente a Gerusalemme e pubblichiamo la sua foto, sbagliata. Subito una email ci segnala l’errore. Significa che veniamo letti, sia da chi ci condivide sia da quelli che criticano. Il nostro obiettivo è sempre stato portare acqua al mulino della buona informazione.

5.000 abbonati, 30.000 pezzi all’anno; ci crede al giornalismo partecipativo sul web?

Abbiamo un grande archivio per parole chiave aperto ai lettori, è un altro punto di forza. Del giornalismo su Internet penso che la Rete sia spesso un paravento anonimo per pubblicare delle oscenità politiche, ma al tempo stesso non si può negare l’accelerazione impressa dal web al sistema dell’informazione, come pure la condivisione delle notizie. Pensi alle “lettere dei lettori”, nel cartaceo vengono quasi sempre cestinate, i direttori dei grandi giornali sono degli intoccabili. Per noi è diverso.

Perché c’era bisogno di un osservatorio su Israele e il Medio Oriente?

L’odio contro Israele ha semplicemente sostituito l’odio contro gli ebrei. Dopo la Shoah non si può più essere contro gli ebrei ma contro Israele sì, lo si può attaccare, delegittimare, se ne può mettere in discussione l’esistenza, con la scusa di criticare questo o quel governo in carica. Il presidente Napolitano è stato molto netto spiegando che l’antisionismo è solo una forma di antisemitismo.

E’ più pericoloso l’antisemitismo di destra o quello di sinistra?

Il primo è fascista, rozzo, ignorante, violento. L’antisemitismo di sinistra è più pericoloso perché si esprime nella forma dell’odio verso il sionismo, usando sempre come premessa la memoria della shoah… i moderni antisemiti di sinistra festeggiano la Giornata della Memoria. Li fa godere ricordare lo sterminio degli ebrei. E’ una specie di sadismo realizzato.

La stampa di sinistra in Italia si è accorta dell’antisemitismo nel mondo arabo?

Si guardano bene dal dire che una brigata nazista palestinese ha combattuto nell’esercito di Hitler. Ma sappiamo che il nuovo razzismo è l’antisemitismo arabo.

Indymedia descrive Informazione Corretta come uno “spin di origini israeliane con finanziamenti americani e delle lobby evangeliche”. Si citano come fonti l’americano LaRouche e l’italiano Moffa. I cospirazionisti sono pericolosi? E quanto?

Sono pericolosi anche per colpa della magistratura italiana. Penso al professor Moffa che ha denunciato per diffamazione il Centro di Documentazione Ebraica solo perché si erano permessi di spiegare quali sono le sue attività.

Claudio Moffa ha una cattedra universitaria a Teramo

I professori vanno dalle fondazioni bancarie e gli propongono un bel festival della Storia, tanto utile quanto mistificatorio; i docenti sono al riparo del loro ruolo, le banche sganciano migliaia di euro. Pensi al professor Angelo D’Orsi, insegna storia contemporanea a Torino…

Ne abbiamo scritto sull’Occidentale. Si usano strumentalmente scrittori e giornalisti israeliani dissenzienti per alimentare la palestinolatria

Sono israeliani compiacenti, che hanno tutto il diritto di criticare Israele e che magari fanno anche bene il loro lavoro quando sono in Patria – una democrazia che non si sognerebbe mai di metterli a tacere. Quando vengono in Italia invece li accogliamo come dei santi.

Qualche altro esempio?

Paolo Mieli che sul Corriere della Sera dedica due pagine al libro di Shlomo Sand sulla “invenzione del popolo ebraico”. Mieli può anche recitare la parte dell’ebreo italiano critico verso Israele ma quando sei in guerra – e Israele lo è sempre stato fin dalla sua fondazione – certe raffinatezze lasciano il tempo che trovano.

Lei negli anni settanta ha militato nel movimento omosessuale. Nel ’77 denunciava le condizioni di vita dei gay in Unione Sovietica. Oggi che succede nell’islam?

Mi sforzo di essere un buon liberale. Sono antinazista, antifascista, anticomunista. Alla fine degli anni Settanta sono andato nel paradiso dei lavoratori, che era una prigione a cielo aperto, per denunciare la prigionia del regista Paradzanov. Fu un lavoro che ebbe buona eco in America e Gran Bretagna, meno in Italia. Oggi c’è una recrudescenza di omofobia nell’islam e le ONG che operano nel mondo arabo e musulmano si guardano bene dal denunciarla. Fino a quando gli operatori umanitari stanno al caldo nei resort di Gerusalemme possono sparare a zero sullo stato ebraico, ma provate a raccontare la vita dei gay iraniani scrivendo una corrispondenza da Teheran.

In Iraq i gay vengono ammazzati per strada a bastonate

Almeno Saddam era un dittatore laico, ora avanza la dittatura della teocrazia, la sharia. David Kato Kisule era venuto in Italia a parlare di questi temi con l’associazione radicale “Certi Diritti”, poi è tornato in Uganda e l’hanno ammazzato. Era uno dei leader del Sexual Minorities Uganda. Un paio di pezzi su Repubblica e la Stampa ed è finito tutto.

Vale solo per i paesi islamici?

Anche per quei paesi europei dove si sono radicate vaste comunità islamiche. Essere omosessuali riconoscibili, non sto dicendo travestiti, parlo semplicemente di girare mano nella mano, vuol dire venire aggrediti per strada. Si faccia un giro ad Amsterdam. In Olanda, in Danimarca, Svezia.

E in Italia? I gay vengono perseguitati solo dai musulmani?

Se vuole inquadrarla in termini più generali, la questione dell’omofobia in Italia può essere assimilata alla categoria della delinquenza, si tratta di episodi isolati, serve il codice penale non una legge speciale. Abbiamo bisogno di vere campagne culturali, maggiore comunicazione e informazioni. Il ministro Carfagna su questo ha fatto un buon lavoro.

L’Egitto incombe. Ci crede all’islam moderato e alla twitter revolution?

Se esiste un islam moderato mi sembra che sia in silenzio. Panebianco sbaglia quando parla di islamici democratici, nell’islam non c’è alcuna differenza fra religione e stato. Per quanto riguarda la twitter revolution, va da sé che i giovani arabi sono stufi di vivere in paesi senza libertà, ma non hanno alternative, e soprattutto la democrazia non nasce da un giorno all’altro, è una conquista.

In tv la rivoluzione del Nilo è stata raccontata un po’ diversamente

Piazza Tahrir è stata governata da Al Jazeera. Mentre i reporter e i corrispondenti occidentali guardavano cosa stava accadendo dai balconi degli alberghi, l’emittente del Qatar istruiva la piazza sulle prossime mosse: ”Ecco che si stanno dirigendo verso il palazzo presidenziale”, e la gente si muoveva verso la residenza di Mubarak. La folla, i feriti con i volti coperti di sangue, El Baradei il coraggioso…

Una specie di orientalismo di marca orientale…

Al Jazeera si fa strumento di Hamas e Hamas è una costola dei Fratelli Musulmani. La fratellanza ha tenuto un basso profilo in piazza, non ha bisogno di gridare. Sanno che la conquista avverrà “attraverso l’utero”, come dicono a Gaza.

La rivolta in Tunisia ha riproposto il problema dello sbarco di immigrati clandestini sulle nostre coste. L’islam italiano deve preoccuparci?

In Italia il nome più diffuso fra i bambini appena nati è Mohammad. Se nel 2011 nascono più bambini musulmani che italiani, tra vent’anni la maggioranza dei giovani avrà origine arabe. Nel 2050, non è così lontano, l’Italia avrà 35 milioni di abitanti, la metà di adesso. Se penso che Rotterdam ha già un sindaco musulmano posso dire che le previsioni di Bat Ye’Or sono più che realistiche.

Come mai nessuno ne parla?

Il professor Sartori ha scritto due o tre editoriali sull’argomento ed è l’unico a dire quello che succede. E’ un liberal, un progressista. Un’altra voce nel deserto.

da: “Cos’è l’informazione corretta? Dire che succede ai gay nell’islam” | l’Occidentale.


Il gip del tribunale di Milano Cristina Di Censo ha disposto il giudizio immediato per il premier Silvio Berlusconi per entrambi i capi di imputazione: concussione e prostituzione minorile. Pro memoria: Massimo Cacciari sui comportamenti privati e pubblici di Silvio Berlusconi e Monica Guerritore che legge Veronica Lario

A processo il 6 aprile. Il gip del tribunale di Milano Cristina Di Censo ha disposto il giudizio immediato per il premier Silvio Berlusconi per entrambi i capi di imputazione: concussione e prostituzione minorile.

Il Gip, nel disporre il rinvio a giudizio per il premier, ha valutato tutte le “premesse processuali”, come la questione della connessione dei reati di prostituzione minorile e concussione, e quella della competenza della procura di Milano ad indagare.

Inoltre nel decreto, che è motivato, il Gip ha indicato che sussistono i presupposti per il rito immediato tra cui l’evidenza delle prove a carico di Berlusconi.

Saranno i giudici Carmen D’Elia, Orsolina De Cristofaro e Giulia Turri i giudici della quarta sezione del tribunale di Milano che comporranno il collegio che giudicherà il premier il 6 aprile prossimo.

Risultano parti lese Karima El Mahroug, in arte Ruby Rubacuori, e il ministero dell’Interno. La prima perché avrebbe preso parte a rapporti sessuali, in cambio di denaro, quando era ancora minorenne e il ministero per il reato di concussione, in relazione alla telefonata che il premier avrebbe fatto la notte tra il 27 e il 28 maggio scorso alla Questura di Milano.

Massimo Cacciari:

… un Presidente del Consiglio non può fare questi festini

… ma è evidente che non può farlo, che non esiste al mondo un  Presidente del Consiglio che fa queste cose …

un Presidente del Consiglio non si può mettere in queste condizioni ….  un Presidente del Consiglio non si può mettere in queste condizioni …. punto!

nessuno di noi può fare della sua vita quello che vuole perchè la nostra vita è responsabile se è una vita degna di essere vissuta …

è responsabile e quindi RISPONDE AGLI ALTRI e a maggior ragione un Presidente del Consiglio

… e sto parlando di comportamenti accertati, non di reati, il cui compito è della magistratura …

… a lei piace un Presidente del consiglio che si comporta così? .. le piace ? … le sembra un comportamento consono alla carica che ricopre? …

In questa accorata voce che Monica Guerritore ha dato a Veronica Lario c’è tutta la vicenda umana e politica che si consuma in questi giorni (abbiate pazienza con l’incipit della pubblicità Rai, che dura poco):

Veronica Lario e Silvio Berlusconi

Egregio Direttore,

con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso dei 27 anni trascorsi accanto ad un uomo pubblico, imprenditore prima e politico illustre poi, qual è mio marito. Ho ritenuto che il mio ruolo dovesse essere circoscritto prevalentemente alla dimensione privata, con lo scopo di portare serenità ed equilibrio nella mia famiglia. Ho affrontato gli inevitabili contrasti e i momenti più dolorosi che un lungo rapporto coniugale comporta con rispetto e discrezione. Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da mio marito nel corso della cena di gala che ha seguito la consegna dei Telegatti, dove, rivolgendosi ad alcune delle signore presenti, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: ” … se non fossi già sposato la sposerei subito” “con te andrei ovunque”.

Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità, affermazioni che per l´età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare (due figli da un primo matrimonio e tre figli dal secondo) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni. A mio marito ed all´uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l´occasione chiedo anche se, come il personaggio di Catherine Dunne, debba considerarmi “La metà di niente”. Nel corso del rapporto con mio marito ho scelto di non lasciare spazio al conflitto coniugale, anche quando i suoi comportamenti ne hanno creato i presupposti. Questo per vari motivi: per la serietà e la convinzione con la quale mi sono accostata a un progetto familiare stabile, per la consapevolezza che, in parallelo alla modifica di alcuni equilibri di coppia che il tempo produce, è cresciuta la dimensione pubblica di mio marito, circostanza che ritengo debba incidere sulle scelte individuali, anche con il ridimensionamento, ove necessario, dei desideri personali. Ho sempre considerato le conseguenze che le mie eventuali prese di posizione avrebbero potuto generare a carico di mio marito nella sua dimensione extra familiare e le ricadute che avrebbero potuto esserci sui miei figli.
Questa linea di condotta incontra un unico limite, la mia dignità di donna che deve costituire anche un esempio per i propri figli, diverso in ragione della loro età e del loro sesso. Oggi nei confronti delle mie figlie femmine, ormai adulte, l´esempio di donna capace di tutelare la propria dignità nei rapporti con gli uomini assume un´importanza particolarmente pregnante, almeno tanto quanto l´esempio di madre capace di amore materno che mi dicono rappresento per loro; la difesa della mia dignità di donna ritengo possa aiutare mio figlio maschio a non dimenticare mai di porre tra i suoi valori fondamentali il rispetto per le donne, così che egli possa instaurare con loro rapporti sempre sani ed equilibrati.

RingraziandoLa per avermi consentito attraverso questo spazio di esprimere il mio pensiero, La saluto cordialmente.

La Repubblica 31 gennaio 2007

Questa volta, Veronica Lario ha deciso di mettere per iscritto in una mail – in risposta ad alcune domande poste dall’Ansa sul dibattito aperto dall’articolo pubblicato ieri dalla Fondazione Farefuturo– il suo stato d’animo di fronte a ciò che hanno scritto oggi i giornali sulle possibili candidate del Pdl alle europee. “Voglio che sia chiaro – spiega – che io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione. Dobbiamo subirla e ci fa soffrire”.

Alla domanda su cosa pensa del ruolo delle donne in politica, alla luce delle polemiche di queste ore, Veronica Lario risponde: “Per fortuna da tempo c’è un futuro al femminile sia nell’imprenditoria che nella politica e questa è una realtà globale. C’è stata la Thatcher e oggi abbiamo la Merkel, giusto per citare alcune donne, per potere dire che esiste una carriera politica al femminile”.

“In Italia – aggiunge la moglie del presidente del Consiglio – la storia va da Nilde Jotti e prosegue con la Prestigiacomo. Le donne oggi sono e possono essere più belle; e che ci siano belle donne anche nella politica non è un merito nè un demerito. Ma quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti”.
“Qualcuno – osserva Veronica Lario – ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell’imperatore. Condivido: quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere”.

La signora Berlusconi prende anche l’iniziativa di parlare della notizia, pubblicata oggi da la Repubblica, secondo cui il premier sarebbe stato domenica notte in una discoteca di Napoli a una festa di compleanno d’una ragazza di 18 anni: “Che cosa ne penso? La cosa mi ha sorpreso molto, anche perchè non è mai venuto a nessun diciottesimo dei suoi figli pur essendo stato invitato”.

Bibliografia:


Luciana Quaia, Sesso e amore in prevecchiaia e vecchiaia | Muoversi Insieme

in tema di sesso, permane nell’opinione corrente il tabù che la sessualità in età avanzata sia atto sconveniente e riprovevole, mentre il desiderio corrisponda ad una manifestazione del vecchio sporcaccione teso a compensare l’impotenza senile con comportamenti lascivi e pruriginosi.

Si tratta di una convinzione così diffusa che persino la coppia anziana può arrivare a considerare la sessualità un tema non più così importante, qualcosa cui si può rinunciare senza particolare sacrificio.

Dal punto di vista sociale, infatti, alcuni miti sostengono le tesi che il sesso, in questa fase della vita, non ha rilevanza; che gli anziani dovrebbero essere asessuati e che l’interesse per l’attività sessuale è indice di anormalità.

Vai all’intero articolo qui:


Pier Giorgio Crosignani, La contraccezione. Quando, perché e come

La contraccezione. Quando, perché e come
Autori e curatori: Pier Giorgio Crosignani
Collana: Self-help
Argomenti: Testi per medici, infermieri, operatori sanitariPrevenzioneDonne, politiche di genereMedicina e prevenzione
Livello: Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari. Guide di autoformazione e autoaiuto
Dati: pp. 104,     1a edizione  2011  (Cod.1411.63)
La contraccezione. Quando, perché e come
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 14,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856833089
Tipologia: E-book
Prezzo: € 11,00
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Codice ISBN 13: 9788856842173
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In breve Scritto con un linguaggio chiaro e semplice, il libro ha lo scopo non solo di illustrare i principali aspetti della contraccezione, ma anche di fornire risposte esaurienti alle domande più comuni, che ancora oggi le persone, giovani e meno giovani, continuano a porsi.
Presentazione
del volume:
A dispetto del largo uso che se ne fa, poco si discute di contraccezione e molti suoi aspetti rimangono ancora in ombra.
Dal “sogno” di Freud che nel 1898 si augurava “…la scoperta di tecniche capaci di elevare a livello di scelta volontaria e responsabile l’atto procreativo, distinguendolo così dall’imperativa urgenza di soddisfare un naturale bisogno”, alla proclamata definizione della “salute riproduttiva” del 1964 da parte delle Nazioni Unite, il mondo ha identificato uno dei cardini di tale salute nella contraccezione.
Eppure:
- nel mondo iniziano ogni anno 200 milioni di gravidanze e per le loro complicazioni mezzo milione di donne perde la vita; di queste, 8 donne ogni ora muoiono a seguito di aborti indotti senza adeguata assistenza.
- universalmente condannata e volutamente ignorata, l’attività sessuale inizia negli adolescenti prima di quanto si pensi e la nuova esperienza trova spesso giovani poco preparati.
Invece:
- negli Stati Uniti una migliore informazione “contraccettiva” fornita tra il 1995 e il 2002 ha ridotto in modo significativo il numero di gravidanze indesiderate nelle adolescenti.
- l’uso prolungato della pillola, come in passato le numerose maternità e i prolungati allattamenti, riduce il numero totale di omlazioni diminuendo in molti casi l’insorgenza di malattie legate al ciclo.

Scritto con un linguaggio chiaro e semplice, il libro ha lo scopo non solo di illustrare i principali aspetti della contraccezione, ma anche di fornire risposte esaurienti alle domande più comuni, che ancora oggi le persone, giovani e meno giovani, continuano a porsi.

Pier Giorgio Crosignani, già professore di Clinica Ginecologica presso l’Università degli studi di Milano, ha coordinato le ricerche CNR sulla contraccezione ed è stato uno dei fondatori della Società Europea di Riproduzione Umana (ESHRE). Attualmente è Deputy Editor di Human Reproduction (Oxford).

Indice:
Prefazione
Quando era ancora un sogno
(Il controllo delle nascite; L’esplosiva crescita della popolazione)
Lo sviluppo di metodi efficaci
(La contraccezione moderna; La contraccezione endouterina; Le alternative alla contraccezione)
Rapporti sessuali più consapevoli
(La riscoperta sessualità e i suoi rischi; Le scelte contraccettive; La contraccezione nell’adolescente; La contraccezione dopo i 40 anni; La contraccezione in donne alle prese con particolari problemi)
La contraccezione ha cambiato il mondo
(Impiego della contraccezione ormonale per curare sintomi e prevenire rischi; I vistosi mutamenti; La salute riproduttiva e i suoi drammatici malanni; Suggerimenti pratici in tema di contraccezione)
Rilievi conclusivi
Bibliografia.

da: La contraccezione. Quando, perché e come.


Marco Inghilleri , Elisabetta Ruspini, Sessualità narrate. Esperienze di intimità a confronto

Sessualità narrate. Esperienze di intimità a confronto
Autori e curatori: Marco Inghilleri Elisabetta Ruspini
Contributi: Marco Alberio, Elisa A.G. Arfini, Costantino Cipolla, Sveva Magaraggia, Stefania Operto, Manuela Rossi, Luca Trappolin, Carla Turolla
Collana: Generi, culture, sessualità – Saggi
Argomenti: Sociologia dei processi culturaliStudi di genere
Livello: Studi, ricerche
Dati: pp. 176,     1a edizione  2011  (Cod.590.1.1)
Sessualità narrate. Esperienze di intimità a confronto
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 20,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856834062
Tipologia: E-book
Prezzo: € 16,00
Possibilità di stampa: No
Possibilità di copia: No
Possibilità di annotazione: Si
Portabilità: Si
Ottimizzazione: per PC, Mac, NoteBook, NetBook
Codice ISBN 13: 9788856842531
Formato: PDF per Digital Editions
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In breve Di sessualità sappiamo (forse) molto ma anche molto poco. Questo volume vuole contribuire alla “rottura del silenzio” in tema di espressione della sessualità, proponendo suggestive riflessioni orientate a mostrare come la sessualità umana, prima di essere un fatto meramente biologico, sia soprattutto un canale di comunicazione con l’altro.
Presentazione
del volume:
Di sessualità sappiamo (forse) molto ma anche molto poco.
Da un lato, di sessualità si parla troppo, sovente superficialmente. Pensiamo, ad esempio, al mondo mediatico, impregnato di discorsi, consigli, divieti, allusioni, metafore, immagini di taglio “sessuale”. Dall’altro lato, la sessualità è una tematica ancora insufficientemente indagata a livello scientifico, ad esclusione di “problemi” e stati “patologici” ad essa culturalmente associati.
Questo volume vuole contribuire alla “rottura del silenzio” in tema di espressione della sessualità, proponendo suggestive riflessioni orientate a mostrare come la sessualità umana, prima di essere un fatto meramente biologico, sia soprattutto “qualcosa per qualcuno”, un canale di comunicazione, un correlato intenzionale di una soggettività conoscente. E, in questa accezione, non può essere concepita se non a partire dall’esperienza vissuta, che va interpretata e valorizzata.
Le nostre esplorazioni, oltre a cercare di ridare voce a chi, in prima persona, è quotidianamente coinvolto in relazioni sessuate e sessuali (al di là di quanto le narrazioni istituzionali, pubbliche, mediatiche prescrivano), hanno come fine la lettura della relazione (pienamente, parzialmente oppure non percepita) tra soggettività e identità sociale, per comprendere come il mondo interiore si strutturi nella dialettica con il mondo esteriore, creando una circolarità dinamica fra individui, corpi, desiderio e cultura.

Marco Inghilleri, psicologo psicoterapeuta e libero professionista, esercita in Padova. È presidente dell’Associazione Italiana di Psicologia e Sociologia Interattivo-costruttivista. È autore di vari contributi sulla costruzione dell’identità sessuale, personale e sociale. Tra le sue pubblicazioni: (con E. Ruspini, a cura di) Transessualità e scienze sociali. Identità di genere nella postmodernità (Napoli, 2008).
Elisabetta Ruspini è docente di Sociologia presso l’Università di Milano-Bicocca. Ha recentemente pubblicato: (a cura di), Uomini e corpi. Una riflessione sui rivestimenti della mascolinità (Milano, 2009); (con S. Capecchi, a cura di) Media. Corpi, sessualità. Dai corpi esibiti al cybersex (Milano, 2009); Le identità di genere – II edizione (Roma, 2009).

Indice:
Costantino Cipolla, Prefazione
Elisabetta Ruspini, Marco Inghilleri, Introduzione. I confini della sessualità tra pratiche discorsive stabilizzanti ed esperienze individuali
(Norme, regole, dicotomie; Riempire, narrando, lo spazio tra amore e sesso; Bibliografia di riferimento)
Parte I. Narrazioni istituzionali
Stefania Operato, L’osservazione indiscreta. Uno sguardo sulle ricerche sociologiche riguardanti la sessualità e le sue trasformazioni
(Introduzione. Scienze sociali e sessualità; “Così fan tutti”. Questioni di metodo della ricerca sociologica sulla sessualità; Dimmi come lo fai e ti dirò chi sei. La diffusione di dati e ricerche sulla sessualità tra scientificità e gossip; Le sessualità osservate e le sessualità negate: dimensioni e indicatori disponibili; Bibliografia di riferimento)
Manuela Rossi, Elisabetta Ruspini, Sessualità e corso di vita. Narrazioni e prescrizioni mediatiche
(Introduzione: sessualità come diretto (e piacere) adulto; Bambini sessuati e genitori preoccupati; Adolescenti tra trasgressione e controllo; Adulti: sesso a volontà, ma…; Anziani: l’amore non invecchia mai; Alcune conclusioni; Bibliografia di riferimento)
Marco Alberio, Sveva Magaraggia, Dietro le quinte dell’eterosessualità
(Introduzione; Il dibattito femminista; Il regime eterosessuale; L’azione performante dell’eterosessualità tra continuità e cambiamento; Raccontare e raccontarsi l’orientamento sessuale; Conclusioni; Bibliografia di riferimento)
Parte II. Sessualità preferite, stigmatizzazione, “impossibili”
Elisa A.G. Arfini, Corpi che non contano? Processi di desessualizzazione dei disabili e narrazioni personali
(Introduzione: corpi che non contano?; Tra teoria e metodologia; Embodiment sessuale nelle disabilità fisiche; De-sessualizzazione dei corpi disabili; Conclusioni: sessualità alimentative, capitale corporeo e limiti della riflessività; Bibliografia di riferimento)
Marco Inghilleri, Ritratti psicoterapeutici di “ordinarie sessualità estreme”
(Introduzione; Premesse teoriche e metodologia; La semantica Bdsm; Ritratti di “ordinaria sessualità estrema”; Conclusioni; Bibliografia di riferimento)
Luca Trappolin, Narrare l’orientamento omosessuale
(Introduzione; Il coming out come struttura cardine del racconto di sé; La tipizzazione del racconto di coming out: la rappresentazione del closet; La tipizzazione del racconto di coming out: l’uscita del closet; Narrazioni alternative: le storie femminili; Narrazioni alternative: le nuove generazioni e l’omosessualità dei migranti; Conclusioni; Bibliografia di riferimento)
Elisabetta Ruspini, Carla Turolla, A journej to wondersexland? Attraversare le sessualità trans
(Introduzione. Il viaggio ha inizio; Prima tappa. Sessualità, sesso, genere; Seconda tappa. Sessualità e stereotipi; Terza tappa. Pudori e insicurezze; Per concludere; Bibliografia di riferimento)
Notizie su autrici e autori.

da: Sessualità narrate. Esperienze di intimità a confronto.


Beppe Severgnini, Umana e italiana la debolezza del premier – Corriere della Sera

Combattuto tra curiosità e fastidio, il pubblico domanda: come, dove, quanto? I magistrati chiedono: chi e quando? La sesta domanda, invece, non arriva: perché?
Perché Silvio B. si comporta così? Perché un uomo così importante, un capo di governo, si circonda di cortigiani e ancelle? La risposta più semplice potrebbe essere: gli piace. Non tanto il sesso, che a una certa età presenta le sfide dell’alpinismo, quanto l’approvazione e le sue tre sorelle: ammirazione, adulazione, adorazione.

….
La debolezza di B. è umana e italiana: non per questo veniale, considerate le modalità, il ruolo e le caratteristiche – anche anagrafiche – delle protagoniste. Ma c’è qualcosa di familiare in questa spasmodica ricerca di approvazione, i cui sintomi – ben noti in azienda e nel partito, dove Silvio B. è rispettivamente «il dottore» e «il presidente» – sono diventati di dominio pubblico due anni fa. Non per colpe dei magistrati o dei giornalisti: ma di un’imprudenza, clamorosa e rivelatrice.

La partecipazione alla festa del diciottesimo compleanno di Noemi Letizia, nella periferia di Napoli, mostrava i segni di un esibizionismo parossistico. Lo stupore negli occhi dei presenti: ecco a cosa non ha saputo resistere, l’uomo ricco e potente, quella sera. La proiezione dei viaggi, degli incontri e dei successi del padrone di casa – ad Arcore, a Palazzo Grazioli – è un’altra prova dello stesso fenomeno. Alcuni uomini hanno bisogno di un pubblico per funzionare. Se non lo trovano, lo acquistano.

Famiglie, interessi e successi professionali non bastano più. Occorrono adulatori, ammiratrici, cantanti e una scenografia insieme spettacolare e malinconica, soprattutto perché studiata per sconfiggere la malinconia. Silvio B. è un uomo solo. Lo capirà appena perderà il potere: i prezzi aumenteranno, gli amici diminuiranno. Chi gli vuole bene dovrebbe dirglielo: ma forse è tardi.

da: Umana e italiana la debolezza del premier – Corriere della Sera.


SUD AFRICA: METTI FINE ALLO “STUPRO CORRETTIVO”, da: Avaaz

Lo “stupro correttivo”, l’orrenda pratica di stupro delle lesbiche nel tentativo di “curare” la loro omosessualità, sta diventando una vera e propria emergenza in Sud Africa

Millicent Gaika, nella foto sopra, è stata legata, strangolata, torturata e stuprata ripetutamente in un attacco lo scorso anno. Ma alcunicoraggiosi attivisti sudafricani stanno rischiando la loro vita per far sì che il caso di Millicent sia la miccia per il cambiamento. Il loro appello al Ministro della giustizia è esploso fino a raggiungere le 130.000 firme, costringendolo così a difendersi in tv.

Se saremo in tanti per amplificare e far crescere esponenzialmente questa campagna, potremo aiutare a mettere fine allo “stupro correttivo”. Chiediamo al Presidente Zuma e al Ministro della giustizia di condannare pubblicamente lo “stupro correttivo”, penalizzare i crimini d’odio e guidare un cambiamento radicale contro lo stupro e l’omofobia. Firma la petizione ora e condividila con tutti.

da: Avaaz – SUD AFRICA: METTI FINE ALLO “STUPRO CORRETTIVO”.


Massimo Cacciari sui comportamenti privati e pubblici di Silvio Berlusconi (Otto e Mezzo, 17 gennaio 201) e Monica Guerritore che legge Veronica Lario

Massimo Cacciari:

… un Presidente del Consiglio non può fare questi festini

… ma è evidente che non può farlo, che non esiste al mondo un  Presidente del Consiglio che fa queste cose …

un Presidente del Consiglio non si può mettere in queste condizioni ….  un Presidente del Consiglio non si può mettere in queste condizioni …. punto!

nessuno di noi può fare della sua vita quello che vuole perchè la nostra vita è responsabile se è una vita degna di essere vissuta …

è responsabile e quindi RISPONDE AGLI ALTRI e a maggior ragione un Presidente del Consiglio

… e sto parlando di comportamenti accertati, non di reati, il cui compito è della magistratura …

… a lei piace un Presidente del consiglio che si comporta così? .. le piace ? … le sembra un comportamento consono alla carica che ricopre? …

In questa accorata voce che Monica Guerritore ha dato a Veronica Lario c’è tutta la vicenda umana e politica che si consuma in questi giorni (abbiate pazienza con l’incipit della pubblicità Rai, che dura poco):

Veronica Lario e Silvio Berlusconi

Egregio Direttore,

con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso dei 27 anni trascorsi accanto ad un uomo pubblico, imprenditore prima e politico illustre poi, qual è mio marito. Ho ritenuto che il mio ruolo dovesse essere circoscritto prevalentemente alla dimensione privata, con lo scopo di portare serenità ed equilibrio nella mia famiglia. Ho affrontato gli inevitabili contrasti e i momenti più dolorosi che un lungo rapporto coniugale comporta con rispetto e discrezione. Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da mio marito nel corso della cena di gala che ha seguito la consegna dei Telegatti, dove, rivolgendosi ad alcune delle signore presenti, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: ” … se non fossi già sposato la sposerei subito” “con te andrei ovunque”.

Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità, affermazioni che per l´età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare (due figli da un primo matrimonio e tre figli dal secondo) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni. A mio marito ed all´uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l´occasione chiedo anche se, come il personaggio di Catherine Dunne, debba considerarmi “La metà di niente”. Nel corso del rapporto con mio marito ho scelto di non lasciare spazio al conflitto coniugale, anche quando i suoi comportamenti ne hanno creato i presupposti. Questo per vari motivi: per la serietà e la convinzione con la quale mi sono accostata a un progetto familiare stabile, per la consapevolezza che, in parallelo alla modifica di alcuni equilibri di coppia che il tempo produce, è cresciuta la dimensione pubblica di mio marito, circostanza che ritengo debba incidere sulle scelte individuali, anche con il ridimensionamento, ove necessario, dei desideri personali. Ho sempre considerato le conseguenze che le mie eventuali prese di posizione avrebbero potuto generare a carico di mio marito nella sua dimensione extra familiare e le ricadute che avrebbero potuto esserci sui miei figli.
Questa linea di condotta incontra un unico limite, la mia dignità di donna che deve costituire anche un esempio per i propri figli, diverso in ragione della loro età e del loro sesso. Oggi nei confronti delle mie figlie femmine, ormai adulte, l´esempio di donna capace di tutelare la propria dignità nei rapporti con gli uomini assume un´importanza particolarmente pregnante, almeno tanto quanto l´esempio di madre capace di amore materno che mi dicono rappresento per loro; la difesa della mia dignità di donna ritengo possa aiutare mio figlio maschio a non dimenticare mai di porre tra i suoi valori fondamentali il rispetto per le donne, così che egli possa instaurare con loro rapporti sempre sani ed equilibrati.

RingraziandoLa per avermi consentito attraverso questo spazio di esprimere il mio pensiero, La saluto cordialmente.

La Repubblica 31 gennaio 2007

Questa volta, Veronica Lario ha deciso di mettere per iscritto in una mail – in risposta ad alcune domande poste dall’Ansa sul dibattito aperto dall’articolo pubblicato ieri dalla Fondazione Farefuturo – il suo stato d’animo di fronte a ciò che hanno scritto oggi i giornali sulle possibili candidate del Pdl alle europee. “Voglio che sia chiaro – spiega – che io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione. Dobbiamo subirla e ci fa soffrire”.

Alla domanda su cosa pensa del ruolo delle donne in politica, alla luce delle polemiche di queste ore, Veronica Lario risponde: “Per fortuna da tempo c’è un futuro al femminile sia nell’imprenditoria che nella politica e questa è una realtà globale. C’è stata la Thatcher e oggi abbiamo la Merkel, giusto per citare alcune donne, per potere dire che esiste una carriera politica al femminile”.

“In Italia – aggiunge la moglie del presidente del Consiglio – la storia va da Nilde Jotti e prosegue con la Prestigiacomo. Le donne oggi sono e possono essere più belle; e che ci siano belle donne anche nella politica non è un merito nè un demerito. Ma quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti”.
“Qualcuno – osserva Veronica Lario – ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell’imperatore. Condivido: quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere”.

La signora Berlusconi prende anche l’iniziativa di parlare della notizia, pubblicata oggi da la Repubblica, secondo cui il premier sarebbe stato domenica notte in una discoteca di Napoli a una festa di compleanno d’una ragazza di 18 anni: “Che cosa ne penso? La cosa mi ha sorpreso molto, anche perchè non è mai venuto a nessun diciottesimo dei suoi figli pur essendo stato invitato”.

Bibliografia: