manifestazione a Modena dove vive il senatore del Pdl che aveva detto in una trasmissione alla radio: “Vedere due persone dello stesso sesso che si baciano è come vedere qualcuno che fa pipì in strada”


lungo bacio collettivo delle coppie omossessuali (e non) contro l’affermazione anti-gay di Carlo Giovanardi (secondo il quale vedere due donne che si baciano per strada equivale a vedere qualcuno che fa pipì in pubblico)

Bologna, bacio collettivo in piazza contro l’omofobia
Un lungo bacio collettivo al centro di Piazza Nettuno, a Bologna. È questa la risposta di decine di coppie omossessuali e non alle affermazioni anti-gay di Carlo Giovanardi, secondo il quale vedere due donne che si baciano per strada equivale a vedere qualcuno che fa pipì in pubblico. Un flash mob organizzato nel giorno di San Valentino per rivendicare i diritti civili delle coppie gay, a cui erano invitati t tutti, a prescindere dall’orientamento sessuale e, perché no, dallo status sentimentale (“coppie, single o troppie”). Con buona pace del senatore del Pdl
altro

La Chiesa e la contraccezione | in Il Post

una rapida scheda sulla storia del PRESERVATIVO e delle strategie di controllo della sessualità da parte della chiesa cattolica (e ancor più, anche se non trattato, dal “musulmanianesimo” prossimo venturo)

Lode al preservativo

Paolo Ferrario

Nel 1918 i preservativi divennero legali negli Stati Uniti proprio perché usati e importati dai soldati durante la Prima guerra mondiale. Stranamente la Chiesa intervenne sull’uso del preservativo molto tardi. Nel 1930 Pio XI lo vietò nell’enciclica Casti Connubii, insieme a qualsiasi altro metodo di contraccezione. Anche le confessioni protestanti condivisero una simile visione, che però andarono ammorbidendo negli anni successivi mentre la posizione della Chiesa cattolica rimase invariata e venne ribadita nel 1968 da Paolo VI nell’enciclica Humanae vitae. L’ultimo cambiamento significativo nella storia della contraccezione risale agli anni Sessanta, con l’invenzione della pillola contraccettiva: da allora si è perfezionata sempre di più ed è diventata il principale strumento per il controllo delle nascite, mentre il preservativo rimane al secondo posto. La Chiesa si dice contraria anche alla pillola contraccettiva, naturalmente.

tutto l’articolo qui: La Chiesa e la contraccezione | Il Post

al mercato dei PRESERVATIVI: http://www.preservativi.it/

il progetto “For Loving Me” 

Le malattie sessualmente trasmissibili flagellano il pianeta. Anche nei paesi dell’ area più evoluta le malattie a trasmissione sessuale attaccano giovanissimi, giovani , ed adulti portando gravi patologie e morte.

L’ utilizzo del PRESERVATIVO è l’ unico modo per “tentare” di combattere queste gravi malattie e preservare la nostra vita !

Il preservativo oggi non è gratis, ma da domani con il Vostro aiuto ed il Vostro sostegno…

FOR LOVING ME DISTRIBUIRA’ IN TUTTO IL MONDO PRESERVATIVI GRATIS !


Laura Conti, Come nascono i bambini. da Edizioni del Gallo, anni ’70


“Spacco tutto”, l’elaborazione della violenza, Convegno alla Università di Milano Bicocca, Facoltà di Scienze della Formazione, 2011

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LETTERE DAL SILENZIO Storie di accoglienza e assistenza sanitaria di donne che hanno subito violenza, Massimo M. Greco (a cura di) ,FrancoAngeli

Massimo M. Greco (a cura di) 
LETTERE DAL SILENZIO
Storie di accoglienza e assistenza sanitaria di donne che hanno subito violenza
pp. 208, Euro 20,00; E-book Euro 16,00, Cod. 1049.7, Collana: Laboratorio sociologico – diretta da C. Cipolla

Fiorello parla di preservativi e profilattici e così contribuisce alla prevenzione delle gravidanze indesiderate e delle malattie sessualmente trasmissibili

Di nuovo i religiosi scendono in campo ad impedire di usare perfino la parola “profilattico”  o, meglio ancora “preservativo”.

Però ….

Show di Fiorello ieri serasu Rai Uno. “Ma è vero, esordisce l’artista rivolgendosi al direttore di Rai Uno Mario Mazza, che una circolare Rai ha vietato l’uso della parola profilattico?”.

E da lì un coinvolgente show nello show.

Che però non è piaciuto al settimanale cattolico Famiglia Cristiana

da: E Fiorello sdogana il profilattico in Rai. Polemica Famiglia Cristiana – Quotidiano Sanità


Daniel Harris: la morte della cultura gay?, da cadavrexquis

sul libro: Daniel Harris, intitolato The Rise and Fall of Gay Culture

Quando si parla di omosessualità – e, in particolare, di cultura omosessuale -, ci si muove sempre un po’ tra due poli: a un’estremità la subcultura gay, all’altra ilmainstream (che, in quanto tale, minaccia – o promette, a seconda dei punti di vista – di assorbire in sé la prima, annullandola). C’è chi ritiene valga la pena preservare la subcultura (elevata allo status di “cultura gay” tout court) in quanto tale e chi invece ritiene che il superamento di questo stato e la fusione nella cultura di massa sia il segno auspicabile di un’avvenuta “normalizzazione” dell’omosessualità, che finirebbe per essere una caratteristica tra tante. E c’è anche chi pensa che questo sia, in larga parte, già avvenuto e che ciò che oggi sopravvive come “cultura gay” non sia altro che una forma esteriore di nostalgia per quel passato in cui essere gay significava essere partecipi di un’alterità assoluta rispetto ai valori della maggioranza. Una nostalgia che si nutre di riti e involucri privi di sostanza che, proprio per questo motivo, non avrebbero più lo stesso valore della “cosa originaria”, cioè di quella subcultura dei tempi passati. ….  segue

da cadavrexquis: Daniel Harris: la morte della cultura gay?.


Maltrattamenti in famiglia, ovvero il sottile confine tra piacere e reato

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Coppie di tutto il mondo, d’ora in avanti, attenzione ai rapporti sadomaso: dal piacere al reato, il passo è breve.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione (sentenzan. 39228 del 2011) specificando che in questo genere di rapporti la donna, anche se non è in un atteggiamento di remissione nei confronti del partner, e’ sempre “in una situazione di debolezza e fragilità” rispetto a lui.

Pertanto, per l’uomo, può configurarsi il reato di maltrattamenti in famiglia di cui all’art. 572 codice penale.

La suprema Corte ha così confermato una condanna inflitta a un 60enne che aveva costretto sua moglie a “rapporti di tipo sadomasochista con molteplici inversioni di ruolo“. La donna aveva inizialmente accettato quel tipo di rapporti, ma poi aveva denunciato il marito, accusandolo di maltrattamenti continui, non condivisi e mai accettati dalla stessa.

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intera scheda qui: Maltrattamenti in famiglia, ovvero il sottile confine tra piacere e reato.


Il mistero delle bambine mai nate nelle comunità cinesi e indiane: il sospetto è che si tratti di aborto selettivo, di Antonio Polito, in Il Corriere della sera 6 novembre 2011


Tra cinque anni in Italia non si potrà più abortire | Blitz quotidiano

Nel 2016 in Italia non si potrà più abortite. Cinque anni e i medici non obiettori non ci saranno più. Oggi sono 150 in tutta Italia, spesso emarginati dagli altri colleghi, e quando andranno in pensione non ci saranno sufficienti nuove leve. Una fotografia drammatica che vede sempre meno applicata la legge 194, quella che regolamenta l’aborto in Italia, varata nel 1978 e confermata nel 1981 con apposito referendum.

Sempre più difficile l’aborto entro il terzo mese, quasi impossibile quello terapeutico, che si effettua fino alla ventesima settimana in caso di malformazione del feto. Questi ultimi sono gli interventi più complessi  e dolorosi. E se per le prime interruzioni di gravidanza gli ospedali possono ricorrere a personale esterno, per gli aborti terapeutici non è possibile, servono medici “strutturati”. Ecco perché questi interventi sono (e saranno) sempre più difficili.

L’obiezione di coscienza è aumentata a dismisura negli ultimi anni. I ginecologi obiettori nel 2005 erano il 59,7%, nel 2009 erano ben il 70,7.  Gli anestesisti, negli stessi anni, sono passati dal 45,7 al 51,7%. I paramedici dal 38,6 al 44,9%. Allo stesso tempo il tasso di abortività, dal 1980 a oggi, si è pressoché dimezzato, passando dal 15,3 di 30 anni fa al 8,2 del 2010.

Il fatto è che i medici non obiettori sono spesso emarginati, vessati, costretti a turni massacranti e a fare solo aborti. Una dottoressa di un ospedale pubblico delle Marche ha raccontato a Repubblica: “Otto anni senza ferie, senza potermi occupare né di parti né di altri interventi, solo e soltanto aborti. Nel gelo e nel disprezzo degli altri colleghi, come fossi una ladra. Ho avuto un esaurimento, ho detto basta. Adesso il servizio di interruzione della gravidanza è chiuso”. E le nuove leve, per paura di un trattamento simile, dichiarano subito l’obiezione per non avere intoppi di carriera e non finire “al confino”.

20 ottobre 2011 | 11:28

da Tra cinque anni in Italia non si potrà più abortire | Blitz quotidiano.


Sesso dei giovani in vacanza: solo un terzo usa le precauzioni – Società e Costume – La Provincia di Como

Giovani sempre più promiscui: ad agosto sale l`allerta sui rapporti sessuali non protetti. Il 64% spera di avere un`avventura occasionale in vacanza ma solo uno su 3 ha dichiarato di portare con sé i contraccettivi.

I giovani italiani, “fotografati” dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) con un sondaggio su 1.131 maturandi sono precoci (il 32% inizia l`attività sessuale prima dei 15 anni, nella metà dei casi d`estate) e cambiano spesso partner (il 42% ne ha già avuti da 2 a 5, il 10% da 6 a 10 e il 9% più di 10). Ma solo un`esigua minoranza (12%) utilizza abitualmente la doppia protezione (pillola più preservativo), il più efficace strumento contro gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili e ben una teenager su 4 ha fatto ricorso almeno una volta alla contraccezione di emergenza.

Per rispondere a questa situazione, che diventa “allarme rosso” nei mesi caldi, la Società scientifica lancia l`iniziativa “Parti sicuro con Travelsex”, che questa settimana arriva nell`aeroporto di Firenze. Fino al 27 agosto nella libreria Giunti dello scalo toscano, sarà disponibile per tutti i giovani gratuitamente il “Passaporto dell`amore”, un documento che riepiloga tutte le principali informazioni in tema di contraccezione e protezione da conoscere prima di mettersi in viaggio.

La campagna estiva è attiva anche online su www.sceglitu.it con il concorso “scrivi il tuo SMS per la prevenzione”: i migliori verranno premiati in occasione della giornata mondiale della contraccezione (26 settembre 2011).

 

I dati sull`utilizzo degli anticoncezionali nel nostro Paese sono sconfortanti, ma la Toscana si colloca al di sopra della media nazionale: la pillola è utilizzata dal 18% delle donne. “Non si può mandare in ferie il cervello – commenta il prof. Herbert Valensise, segretario nazionale SIGO -. Le minorenni sono responsabili da sole del 3,4% del totale di tutte le interruzioni volontarie di gravidanza e 3 volte su 4 chi contrae un`infezione a causa di rapporti non protetti è un giovane tra i 15 e i 24 anni. Il nostro obiettivo – continua – è sensibilizzare i giovani sull`importanza della prevenzione e dell`informazione. I mesi estivi sono quelli di massima allerta: lo riscontriamo a settembre nei nostri ambulatori dove si verifica un boom di accessi (+30%), per tentare di risolvere situazioni di crisi che si sono determinate nei mesi precedenti”.

Sesso dei giovani in vacanza: solo un terzo usa le precauzioni – Società e Costume – La Provincia di Como.


il “pensiero” di Umberto Bossi sulla sessualità: “Omofobi? Persone normali, ingiusto essere severi” | Blitz quotidiano

”Non era giusto aumentare le pene per quelli che si sentono anche un po’ disturbati da certe manifestazioni, persone normali che a volte si lasciano scappare qualche parola, anche in senso anche bonario”.
Cosi’ Umberto Bossi ha commentato la bocciatura dell’aggravante dell’omofobia, avvenuta nei giorni scorsi alla Camera anche con i voti della Lega Nord.

”Meno male – ha detto Bossi – che non è passata l’aggravante dell’omofobia, tutti sperano di avere figli che stanno dalla parte giusta, questo è un augurio che facciamo a tutti. Meno male che ci siamo opposti a questa legge, perché non era giusta”.

Bossi: “Omofobi? Persone normali, ingiusto essere severi” | Blitz quotidiano.


Aborto. E’ polemica su sepoltura feti. Medici della Fp Cgil: “Fermare questa violenza psicologica sulla donna”

27 LUG - L’Azienda ospedaliera S. Anna e San Sebastiano di Caserta e l’Associazione “Difendere la vita con Maria” hanno siglato un accordo per “assicurare una degna sepoltura a quelli che sono definiti tecnicamente ‘prodotti abortivi’”. Un accordo simile a quello già siglato a Cremona dal 2010. Per i medici della Fp Cgil “il servizio pubblico non dovrebbe compiere scelte ideologiche di natura religiosa a danno della salute della donna e in conflitto con la deontologia professionalità dei medici e degli operatori”. Leggi…

ANTEPRIMA. Superticket. Un decreto del ministero ricalcola gli effetti nelle regioni. E bufera – pamalteo@gmail.com – Gmail.


il PDL, la LEGA e l’UDC affossano la legge sulla omofobia che prevedeva l’aggravante per i reati di odio commessi nei confronti di gay, lesbiche e trans

 L’Aula della Camera “affossa” il provvedimento sul contrasto dell’omofobia. L’Assemblea di Montecitorio ha infatti approvato le pregiudiziali di costituzionalità sul testo, presentate da Udc, Lega e Pdl, che ha presentato a sua volta una questione sospensiva dell’esame. Le pregiudiziali sono passate con 293 sì, 250 no e 21 astenuti.

Il testo di legge sull’omofobia e’ stato messo a punto dalla deputata del Pd, Paola Concia e aveva gia’ subito uno stop in Commissione Giustizia a maggio, per i voti del centrodestra che hanno bloccato l’esame del testo. In quell’occasione, il ministro per le Paro Opportunita’, Mara Carfagna che oggi si e’ astenuta alla votazione alla Camera, ha parlato di ”occasione persa per il Pdl”.In seguito ad un secondo stop, a distanza di pochi giorni, Paola Concia si e’ dimessa da relatrice del provvedimento.

Il provvedimento prevedeva l’aggravante per i reati di odio commessi nei confronti di gay, lesbiche e trans. Ha ora inizio l’esame delle pregiudiziali di costituzionalità. Il 17 maggio scorso, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Omofobia, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano aveva testualmente dichiarato che ‘l’ostentazione in pubblico di atteggiamenti di irrisione nei confronti di omosessuali e’ inammissibile in societa’ democraticamente adulte’..

Contro le pregiudiziali hanno votato il Pd, l’Idv e Fli; nel Pdl si sono viste, in dissenso dalla posizione del gruppo, l’astensione anche di Claudio Scajola ed altri colleghi ed il no di Santo Versace. In base al regolamento di Montecitorio, come ha spiegato il presidente Gianfranco Fini, una volta approvate le pregiudiziali, “la proposta di legge si intende respinta”.

FINI, AVREI VOTATO CONTRO PREGIUDIZIALI - “Se fossi stato un semplice deputato che può votare e non il presidente, avrei votato convintamente contro le pregiudiziale” alla legge sull’omofobia. Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, commentando l’approvazione delle pregiudiziali che “affossano” la legge per contrastare l’omofobia. “D’altro canto – ha aggiunto – avete visto con quanti voti é passata”.

BERSANI, E’ UNA VERGOGNA - ”E’ una vergogna che spero non passi inosservata, perché è una pagina brutta. Quando hanno approvato il reato di immigrazione clandestina non si sono fatti sofisticazioni, ora su una norma che è contro tutte le discriminazioni si sollevano argomenti inaccettabili”. Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, lasciando l’aula della Camera dopo l’approvazione delle pregiudiziali sul ddl omofobia, è indignato per il comportamento della maggioranza. “Dopo tante dichiarazioni – ricorda Bersani – mi sarei aspettato che ci fosse una certa coscienza in più”.

CARFAGNA ASTENUTA, RIPRENDA DIALOGO - “Mi sono astenuta perché, pur non condividendo alcuni passaggi della proposta di legge presentata dal Pd, avrei preferito che si arrivasse alla discussione nel merito del provvedimento, per migliorarlo”. Così il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, commenta l’esito delle votazioni della Camera dei Deputati sul testo di legge volto ad introdurre aggravanti per reati connessi all’orientamento sessuale della vittima. “Ho sempre pensato che sia utile per il Paese una legge di stampo europeo che introduca aggravanti per i reati commessi in nome di tutte le discriminazioni e, tra queste, quella per orientamento sessuale. Il Parlamento si è espresso chiaramente, sollevando pregiudiziali di costituzionalità sul testo messo ai voti. Mi auguro che si possa ricreare al più presto il clima necessario per la ripresa del dialogo tra maggioranza e opposizione e che, dal confronto, possa nascere una proposta capace di trovare il consenso del Parlamento”, conclude il ministro.

ARCIGAY, DA PARLAMENTO DERIVA PERICOLOSISSIMA - ”L’approvazione delle pregiudiziali di costituzionalità è l’ultimo oltraggio che una maggioranza fatta da uomini mediocri e di bassissimo profilo umano, politico e culturale ha voluto consapevolmente rivolgere alle persone lgbt e a tutto il Paese”. Lo afferma Paolo Patané, presidente nazionale Arcigay. “L’Italia è stata spremuta senza pietà da questi mentecatti senza rispetto per la vita e i diritti della gente. Denunciamo all’ Europa ed al mondo civile che in Italia esiste un’autentica emergenza democratica e che in questo Paese una legge che tuteli le vittime dell’omofobia è definita dal Parlamento incostituzionale, mentre esponenti di primo piano di questa stessa maggioranza definiscono giuste e condivisibili le idee del mostro Breivik, l’assassino di Utoya”, prosegue Patané. “Questo Parlamento ha tradito la civiltà e la giustizia ed ha deciso di sostenere i violenti. Noi lo denunciamo all’opinione pubblica e chiediamo che l’Unione ci aiuti a fronteggiare questa pericolosissima avanzata di omofobia, xenofobia, razzismo che il Parlamento italiano ha deciso di legittimare ancora una volta, dicendoci di fatto che la violenza deve essere sopportata e che la discriminazione è il metro della convivenza nel nostro Paese”, conclude la nota.

Naufraga testo omofobia – Politica – ANSA.it.


QUANDO I VIOLENTATORI SONO DEI RAGAZZINI (Anna Oliverio Ferraris, Il Corriere della sera) – Zero Violenza Donne

Stupro di tre minorenni su una quindicenne a Fano. Stupri continuati a Napoli su due ragazzine di 12 e 14 anni. [...] Ma perché adolescenti apparentemente normali si lasciano andare ad atti del genere? Certo, c’è la sessualità prorompente dell’età, ma c’è anche una totale mancanza di preparazione all’uso di questa sessualità, a cui spesso si aggiunge l’iperstimolazione degli spettacoli porno [...] La sessualità di un adolescente va incanalata attraverso una educazione sentimentale che inizia negli anni infantili e una educazione sessuale che inizia nella preadolescenza e che va a fondersi con la prima. 

» Leggi tutto: QUANDO I VIOLENTATORI SONO DEI RAGAZZINI

da: QUANDO I VIOLENTATORI SONO DEI RAGAZZINI (Anna Oliverio Ferraris, Il Corriere della sera) – Zero Violenza Donne.


La Società italiana della contraccezione (Sic) e la Società medica italiana della contraccezione (Smic) hanno elaborato un documento scientifico condiviso su cosa è la contraccezione di emergenza

La Società italiana della contraccezione (Sic) e la Società medica italiana della contraccezione (Smic) hanno elaborato un documento scientifico condiviso su cosa è la contraccezione di emergenza, quali sono le metodiche disponibili, il meccanismo di azione e le implicazioni medico-legali della prescrizione. Il documento è rivolto alla classe medica per fornire informazioni corrette da trasferire al paziente. 

Leggi…


il Consiglio superiore di sanità ha espresso il suo parere sul farmaco EllaOne: è un contraccettivo d’emergenza non un abortivo e quindi ok alla commercializzaione

il Consiglio superiore di sanità ha espresso il suo parere sul farmaco EllaOne: è un contraccettivo d’emergenza non un abortivo e quindi ok alla commercializzaione. Unico limite, l’obbligo per la donna di fare prima un test di gravidanza per escludere una gravidanza in atto

da QS – Quotidiano Sanità: Scienza e Farmaci – Ok del Css  alla “pillola dei 5 giorni dopo”.


Paolo Ferrario, BIOPOLITICHE E INIZIO VITA: contraccezione e interruzione volontaria della gravidanza, Audio Lezione a commento della Dispensa didattica n. 19


anche tra le donne immigrate comincia a calare il tasso di abortività e questo soprattutto in quelle regioni dove sono più avanzati i programmi e le politiche di integrazione, compresi quelli interni al sistema sanitario che prevedono precisi interventi di mediazione linguistica e culturale

“Negli ultimi anni abbiamo assistito alla progressiva diminuzione del tasso di abortività tra le donne italiane a fronte della crescita del ricorso all’IVG tra le straniere. Ebbene i dati più recenti ci mostrano che anche tra le donne immigrate comincia a calare il tasso di abortività e questo soprattutto in quelle regioni dove sono più avanzati i programmi e le politiche di integrazione, compresi quelli interni al sistema sanitario che prevedono precisi interventi di mediazione linguistica e culturale”.  E’ Angela Spinelli, il direttore del Reparto salute della donna dell’Istituto superiore di sanità, a fornire il dato che conferma come il lavoro di queste figure professionali vada ben oltre quella visione volontaristica e ancellare che in molti si ostinano ad avere nei confronti dei circa 4.000 operatori della mediazione sanitaria che operano nel nostro Paese.

da: QS – Quotidiano Sanità: Regioni e Asl – Immigrazione e salute. Con il “mediatore” calano gli aborti tra le donne straniere.


ANTONIO FILICE, Rapporto Annuale IVG 2010 all’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza

DI GRAVIDANZA
-Indagine socio-demografica tra le utenti del Servizio IVG dell’Ospedale Annunziata nell’anno 2010″.
Ritenendo utile far conoscere i dati relativi al fenomeno IVG, sia pure
limitatamente alle ivg effettuate
presso l’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza, porgo cordiali saluti.


Baby mamme in aumento: 10 mila ragazze madri ogni anno

Avere un figlio a 16 anni. Quando vai ancora a scuola, e il tuo massimo problema dovrebbe essere come conquistare l’attenzione del compagno di banco ed essere invitata alla festa di fine anno scolastico da qualcuno. È quello che succede in Italia a 10 mila ragazze ogni anno. A rivelarlo è la ricerca “Piccole Mamme” contenuta nel 12esimo rapporto diffuso dalla Onlus “Save the Children”. I dati sono stati raccolti incrociando varie realtà (Caf, Onlus e simili) presenti a Milano, Roma e Napoli, e il quadro che ne emerge è preoccupante.

Di queste babymamme, il 74% ha solo la licenza media. E il babypapà? Nel 68% dei casi riconosce il bambino, ma solo nel 47% se ne occupa realmente. Solo nel 18% dei casi la coppia decide di sposarsi. Ma perchè tutte queste giovanissime mettono al mondo un bambino? Per la psicologa Anna Oliverio Ferraris «la causa principale è la scarsa educazione sessuale». E neanche telefilm espliciti come Sex & the City o alcuni programmi di Mtv in cui il sesso è l’argomento preponderante servono a creare maggior consapevolezza nelle ragazzine:

«Queste trasmissioni – ha aggiunto la psicologa – sono vissute dalle giovani spettatrici come divertissement, intrattenimento, un mondo “altro” che loro consumano da osservatrici esterne ma non vivono sulla loro pelle, con cui non si immedesimano. Tutt’altra questione è quando viene una psicologa o una sessuologa a scuola a parlare della responsabilità che comporta mettere al mondo un figlio. Con una persona estranea ma esperta si sentono anche più disposte a parlare delle loro paure e ansie in merito all’argomento».

Lo sviluppo di queste adolescenti naturalmente risente molto dellagravidanza inaspettata. «È importante che abbiano una famiglia alle spalle che le sostenga in questo periodo della loro vita, perchè psicologicamente sono ancora più figlie che madri. È vero che i bambini tendenzialmente sono contenti di avere un genitore che non abbia moltissimi anni in più di loro, ma è importante che queste mamme abbiano la disponibilità mentale ad accudire un bambino, non basta l’entusiasmo» conclude la dottoressa Ferraris.

Di tutt’altra idea è il dottor Alessandro Meluzzi: «Le donne hanno nel cuore la tensione a donare la vita, anche le giovanissime. Se trovano un compagno che non se ne va e la loro famiglia di origine è accogliente, può essere anche che questa gravidanza porti loro la felicità ». Ed essere una mamma giovane può anche avere i suoi vantaggi: «Queste ragazze hanno più freschezza, più energia, e la possibilità di essere madri ancora molte volte. Ci sono servizi sociali e strutture di volontariato che si occupano di loro, in Italia non sono abbandonate a loro stesse» osserva Meluzzi.

11 maggio 2011 | 08:18

da: Baby mamme in aumento: 10 mila ragazze madri ogni anno.


Platinette a La7 – Niente di personale, 26 aprile 2001

Persona “unica” e molto  soggettiva (all’opposto di coloro che si riconoscono negli eccessi di cultura gregaria):


dibattito in studio sulle famiglie italiane, eterosessuali e omosessuali, tra la deputata del Pd Paola Concia e il sottosegretario alle Politiche della Famiglia del Pdl Carlo Giovanardi, a partire dalle polemiche scatenate dal manifesto di Ikea raffigurante una coppia gay, in “Coffee Break”


MASSAGGI CINESI – in LE INVASIONI BARBARICHE – 16/04/2011, LA7.it

LE INVASIONI BARBARICHE – 16/04/2011 : MASSAGGI…, posted with vodpod

Nexplanon: il contraccettivo che dura 3 anni – IL SALVAGENTE – quotidiano on-line dei consumatori

Anche in Italia sta per arrivare “Nexplanon” (qui il sito dedicato, in inglese): una nuova tipologia di contraccettivo proveniente dal Regno Unito.
A differenza dei metodi “tradizionali”, il farmaco si impianta sotto la cute. Un “affarino” lungo 4 cm e largo 2 millimetri – più o meno della grandezza di un capello – da posizionare nella parte interna del braccio.
La novità principale è nella durata: a differenza dell’abituale pillola, da assumere quotidianamente e proprio per questo a rischio dimenticanza, Nexplanon una volta impiantato dura fino a 3 anni.

Un periodo evidentemente lungo, ma non irreversibile. Una volta deciso di interrompere la contraccezione, infatti, si può rimuovere in ogni momento.

Niente “fai da te”, comunque. Tanto l’innesto quanto la rimozione deve farla un ginecologo, in anestesia locale

da: Nexplanon: il contraccettivo che dura 3 anni – IL SALVAGENTE – quotidiano on-line dei consumatori.


“Cos’è l’informazione corretta? … per esempio dire che succede ai gay nell’islam”, intervista a Angelo Pezzana | l’Occidentale

Quest’anno Informazione Corretta festeggia dieci anni e noi, che a certe rappresentazioni mediatiche siamo particolarmente allergici, abbiamo chiesto al suo fondatore, Angelo Pezzana, di raccontarci com’è andata quest’esperienza. Con verve da polemista e grande educazione, Pezzana mette in guardia dall’antisemitismo travestito da antisionismo e dalla insorgenza islamica in Europa. Denunciando la questione gay nel mondo arabo-musulmano, lui che nel ’71 fu tra gli animatori del “Fuori”, il fronte unitario omosessuale rivoluzionario italiano. Oggi quella battaglia civile si è spostata su altri fronti.

Pezzana, un bilancio e delle prospettive su Informazione Corretta

In questi dieci anni siamo diventati un punto di riferimento per i giornalisti italiani che si occupano di esteri. Arriva un nuovo corrispondente a Gerusalemme e pubblichiamo la sua foto, sbagliata. Subito una email ci segnala l’errore. Significa che veniamo letti, sia da chi ci condivide sia da quelli che criticano. Il nostro obiettivo è sempre stato portare acqua al mulino della buona informazione.

5.000 abbonati, 30.000 pezzi all’anno; ci crede al giornalismo partecipativo sul web?

Abbiamo un grande archivio per parole chiave aperto ai lettori, è un altro punto di forza. Del giornalismo su Internet penso che la Rete sia spesso un paravento anonimo per pubblicare delle oscenità politiche, ma al tempo stesso non si può negare l’accelerazione impressa dal web al sistema dell’informazione, come pure la condivisione delle notizie. Pensi alle “lettere dei lettori”, nel cartaceo vengono quasi sempre cestinate, i direttori dei grandi giornali sono degli intoccabili. Per noi è diverso.

Perché c’era bisogno di un osservatorio su Israele e il Medio Oriente?

L’odio contro Israele ha semplicemente sostituito l’odio contro gli ebrei. Dopo la Shoah non si può più essere contro gli ebrei ma contro Israele sì, lo si può attaccare, delegittimare, se ne può mettere in discussione l’esistenza, con la scusa di criticare questo o quel governo in carica. Il presidente Napolitano è stato molto netto spiegando che l’antisionismo è solo una forma di antisemitismo.

E’ più pericoloso l’antisemitismo di destra o quello di sinistra?

Il primo è fascista, rozzo, ignorante, violento. L’antisemitismo di sinistra è più pericoloso perché si esprime nella forma dell’odio verso il sionismo, usando sempre come premessa la memoria della shoah… i moderni antisemiti di sinistra festeggiano la Giornata della Memoria. Li fa godere ricordare lo sterminio degli ebrei. E’ una specie di sadismo realizzato.

La stampa di sinistra in Italia si è accorta dell’antisemitismo nel mondo arabo?

Si guardano bene dal dire che una brigata nazista palestinese ha combattuto nell’esercito di Hitler. Ma sappiamo che il nuovo razzismo è l’antisemitismo arabo.

Indymedia descrive Informazione Corretta come uno “spin di origini israeliane con finanziamenti americani e delle lobby evangeliche”. Si citano come fonti l’americano LaRouche e l’italiano Moffa. I cospirazionisti sono pericolosi? E quanto?

Sono pericolosi anche per colpa della magistratura italiana. Penso al professor Moffa che ha denunciato per diffamazione il Centro di Documentazione Ebraica solo perché si erano permessi di spiegare quali sono le sue attività.

Claudio Moffa ha una cattedra universitaria a Teramo

I professori vanno dalle fondazioni bancarie e gli propongono un bel festival della Storia, tanto utile quanto mistificatorio; i docenti sono al riparo del loro ruolo, le banche sganciano migliaia di euro. Pensi al professor Angelo D’Orsi, insegna storia contemporanea a Torino…

Ne abbiamo scritto sull’Occidentale. Si usano strumentalmente scrittori e giornalisti israeliani dissenzienti per alimentare la palestinolatria

Sono israeliani compiacenti, che hanno tutto il diritto di criticare Israele e che magari fanno anche bene il loro lavoro quando sono in Patria – una democrazia che non si sognerebbe mai di metterli a tacere. Quando vengono in Italia invece li accogliamo come dei santi.

Qualche altro esempio?

Paolo Mieli che sul Corriere della Sera dedica due pagine al libro di Shlomo Sand sulla “invenzione del popolo ebraico”. Mieli può anche recitare la parte dell’ebreo italiano critico verso Israele ma quando sei in guerra – e Israele lo è sempre stato fin dalla sua fondazione – certe raffinatezze lasciano il tempo che trovano.

Lei negli anni settanta ha militato nel movimento omosessuale. Nel ’77 denunciava le condizioni di vita dei gay in Unione Sovietica. Oggi che succede nell’islam?

Mi sforzo di essere un buon liberale. Sono antinazista, antifascista, anticomunista. Alla fine degli anni Settanta sono andato nel paradiso dei lavoratori, che era una prigione a cielo aperto, per denunciare la prigionia del regista Paradzanov. Fu un lavoro che ebbe buona eco in America e Gran Bretagna, meno in Italia. Oggi c’è una recrudescenza di omofobia nell’islam e le ONG che operano nel mondo arabo e musulmano si guardano bene dal denunciarla. Fino a quando gli operatori umanitari stanno al caldo nei resort di Gerusalemme possono sparare a zero sullo stato ebraico, ma provate a raccontare la vita dei gay iraniani scrivendo una corrispondenza da Teheran.

In Iraq i gay vengono ammazzati per strada a bastonate

Almeno Saddam era un dittatore laico, ora avanza la dittatura della teocrazia, la sharia. David Kato Kisule era venuto in Italia a parlare di questi temi con l’associazione radicale “Certi Diritti”, poi è tornato in Uganda e l’hanno ammazzato. Era uno dei leader del Sexual Minorities Uganda. Un paio di pezzi su Repubblica e la Stampa ed è finito tutto.

Vale solo per i paesi islamici?

Anche per quei paesi europei dove si sono radicate vaste comunità islamiche. Essere omosessuali riconoscibili, non sto dicendo travestiti, parlo semplicemente di girare mano nella mano, vuol dire venire aggrediti per strada. Si faccia un giro ad Amsterdam. In Olanda, in Danimarca, Svezia.

E in Italia? I gay vengono perseguitati solo dai musulmani?

Se vuole inquadrarla in termini più generali, la questione dell’omofobia in Italia può essere assimilata alla categoria della delinquenza, si tratta di episodi isolati, serve il codice penale non una legge speciale. Abbiamo bisogno di vere campagne culturali, maggiore comunicazione e informazioni. Il ministro Carfagna su questo ha fatto un buon lavoro.

L’Egitto incombe. Ci crede all’islam moderato e alla twitter revolution?

Se esiste un islam moderato mi sembra che sia in silenzio. Panebianco sbaglia quando parla di islamici democratici, nell’islam non c’è alcuna differenza fra religione e stato. Per quanto riguarda la twitter revolution, va da sé che i giovani arabi sono stufi di vivere in paesi senza libertà, ma non hanno alternative, e soprattutto la democrazia non nasce da un giorno all’altro, è una conquista.

In tv la rivoluzione del Nilo è stata raccontata un po’ diversamente

Piazza Tahrir è stata governata da Al Jazeera. Mentre i reporter e i corrispondenti occidentali guardavano cosa stava accadendo dai balconi degli alberghi, l’emittente del Qatar istruiva la piazza sulle prossime mosse: ”Ecco che si stanno dirigendo verso il palazzo presidenziale”, e la gente si muoveva verso la residenza di Mubarak. La folla, i feriti con i volti coperti di sangue, El Baradei il coraggioso…

Una specie di orientalismo di marca orientale…

Al Jazeera si fa strumento di Hamas e Hamas è una costola dei Fratelli Musulmani. La fratellanza ha tenuto un basso profilo in piazza, non ha bisogno di gridare. Sanno che la conquista avverrà “attraverso l’utero”, come dicono a Gaza.

La rivolta in Tunisia ha riproposto il problema dello sbarco di immigrati clandestini sulle nostre coste. L’islam italiano deve preoccuparci?

In Italia il nome più diffuso fra i bambini appena nati è Mohammad. Se nel 2011 nascono più bambini musulmani che italiani, tra vent’anni la maggioranza dei giovani avrà origine arabe. Nel 2050, non è così lontano, l’Italia avrà 35 milioni di abitanti, la metà di adesso. Se penso che Rotterdam ha già un sindaco musulmano posso dire che le previsioni di Bat Ye’Or sono più che realistiche.

Come mai nessuno ne parla?

Il professor Sartori ha scritto due o tre editoriali sull’argomento ed è l’unico a dire quello che succede. E’ un liberal, un progressista. Un’altra voce nel deserto.

da: “Cos’è l’informazione corretta? Dire che succede ai gay nell’islam” | l’Occidentale.


Il gip del tribunale di Milano Cristina Di Censo ha disposto il giudizio immediato per il premier Silvio Berlusconi per entrambi i capi di imputazione: concussione e prostituzione minorile. Pro memoria: Massimo Cacciari sui comportamenti privati e pubblici di Silvio Berlusconi e Monica Guerritore che legge Veronica Lario

A processo il 6 aprile. Il gip del tribunale di Milano Cristina Di Censo ha disposto il giudizio immediato per il premier Silvio Berlusconi per entrambi i capi di imputazione: concussione e prostituzione minorile.

Il Gip, nel disporre il rinvio a giudizio per il premier, ha valutato tutte le “premesse processuali”, come la questione della connessione dei reati di prostituzione minorile e concussione, e quella della competenza della procura di Milano ad indagare.

Inoltre nel decreto, che è motivato, il Gip ha indicato che sussistono i presupposti per il rito immediato tra cui l’evidenza delle prove a carico di Berlusconi.

Saranno i giudici Carmen D’Elia, Orsolina De Cristofaro e Giulia Turri i giudici della quarta sezione del tribunale di Milano che comporranno il collegio che giudicherà il premier il 6 aprile prossimo.

Risultano parti lese Karima El Mahroug, in arte Ruby Rubacuori, e il ministero dell’Interno. La prima perché avrebbe preso parte a rapporti sessuali, in cambio di denaro, quando era ancora minorenne e il ministero per il reato di concussione, in relazione alla telefonata che il premier avrebbe fatto la notte tra il 27 e il 28 maggio scorso alla Questura di Milano.

Massimo Cacciari:

… un Presidente del Consiglio non può fare questi festini

… ma è evidente che non può farlo, che non esiste al mondo un  Presidente del Consiglio che fa queste cose …

un Presidente del Consiglio non si può mettere in queste condizioni ….  un Presidente del Consiglio non si può mettere in queste condizioni …. punto!

nessuno di noi può fare della sua vita quello che vuole perchè la nostra vita è responsabile se è una vita degna di essere vissuta …

è responsabile e quindi RISPONDE AGLI ALTRI e a maggior ragione un Presidente del Consiglio

… e sto parlando di comportamenti accertati, non di reati, il cui compito è della magistratura …

… a lei piace un Presidente del consiglio che si comporta così? .. le piace ? … le sembra un comportamento consono alla carica che ricopre? …

In questa accorata voce che Monica Guerritore ha dato a Veronica Lario c’è tutta la vicenda umana e politica che si consuma in questi giorni (abbiate pazienza con l’incipit della pubblicità Rai, che dura poco):

Veronica Lario e Silvio Berlusconi

Egregio Direttore,

con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso dei 27 anni trascorsi accanto ad un uomo pubblico, imprenditore prima e politico illustre poi, qual è mio marito. Ho ritenuto che il mio ruolo dovesse essere circoscritto prevalentemente alla dimensione privata, con lo scopo di portare serenità ed equilibrio nella mia famiglia. Ho affrontato gli inevitabili contrasti e i momenti più dolorosi che un lungo rapporto coniugale comporta con rispetto e discrezione. Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da mio marito nel corso della cena di gala che ha seguito la consegna dei Telegatti, dove, rivolgendosi ad alcune delle signore presenti, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: ” … se non fossi già sposato la sposerei subito” “con te andrei ovunque”.

Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità, affermazioni che per l´età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare (due figli da un primo matrimonio e tre figli dal secondo) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni. A mio marito ed all´uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l´occasione chiedo anche se, come il personaggio di Catherine Dunne, debba considerarmi “La metà di niente”. Nel corso del rapporto con mio marito ho scelto di non lasciare spazio al conflitto coniugale, anche quando i suoi comportamenti ne hanno creato i presupposti. Questo per vari motivi: per la serietà e la convinzione con la quale mi sono accostata a un progetto familiare stabile, per la consapevolezza che, in parallelo alla modifica di alcuni equilibri di coppia che il tempo produce, è cresciuta la dimensione pubblica di mio marito, circostanza che ritengo debba incidere sulle scelte individuali, anche con il ridimensionamento, ove necessario, dei desideri personali. Ho sempre considerato le conseguenze che le mie eventuali prese di posizione avrebbero potuto generare a carico di mio marito nella sua dimensione extra familiare e le ricadute che avrebbero potuto esserci sui miei figli.
Questa linea di condotta incontra un unico limite, la mia dignità di donna che deve costituire anche un esempio per i propri figli, diverso in ragione della loro età e del loro sesso. Oggi nei confronti delle mie figlie femmine, ormai adulte, l´esempio di donna capace di tutelare la propria dignità nei rapporti con gli uomini assume un´importanza particolarmente pregnante, almeno tanto quanto l´esempio di madre capace di amore materno che mi dicono rappresento per loro; la difesa della mia dignità di donna ritengo possa aiutare mio figlio maschio a non dimenticare mai di porre tra i suoi valori fondamentali il rispetto per le donne, così che egli possa instaurare con loro rapporti sempre sani ed equilibrati.

RingraziandoLa per avermi consentito attraverso questo spazio di esprimere il mio pensiero, La saluto cordialmente.

La Repubblica 31 gennaio 2007

Questa volta, Veronica Lario ha deciso di mettere per iscritto in una mail – in risposta ad alcune domande poste dall’Ansa sul dibattito aperto dall’articolo pubblicato ieri dalla Fondazione Farefuturo– il suo stato d’animo di fronte a ciò che hanno scritto oggi i giornali sulle possibili candidate del Pdl alle europee. “Voglio che sia chiaro – spiega – che io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione. Dobbiamo subirla e ci fa soffrire”.

Alla domanda su cosa pensa del ruolo delle donne in politica, alla luce delle polemiche di queste ore, Veronica Lario risponde: “Per fortuna da tempo c’è un futuro al femminile sia nell’imprenditoria che nella politica e questa è una realtà globale. C’è stata la Thatcher e oggi abbiamo la Merkel, giusto per citare alcune donne, per potere dire che esiste una carriera politica al femminile”.

“In Italia – aggiunge la moglie del presidente del Consiglio – la storia va da Nilde Jotti e prosegue con la Prestigiacomo. Le donne oggi sono e possono essere più belle; e che ci siano belle donne anche nella politica non è un merito nè un demerito. Ma quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti”.
“Qualcuno – osserva Veronica Lario – ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell’imperatore. Condivido: quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere”.

La signora Berlusconi prende anche l’iniziativa di parlare della notizia, pubblicata oggi da la Repubblica, secondo cui il premier sarebbe stato domenica notte in una discoteca di Napoli a una festa di compleanno d’una ragazza di 18 anni: “Che cosa ne penso? La cosa mi ha sorpreso molto, anche perchè non è mai venuto a nessun diciottesimo dei suoi figli pur essendo stato invitato”.

Bibliografia:


Luciana Quaia, Sesso e amore in prevecchiaia e vecchiaia | Muoversi Insieme

in tema di sesso, permane nell’opinione corrente il tabù che la sessualità in età avanzata sia atto sconveniente e riprovevole, mentre il desiderio corrisponda ad una manifestazione del vecchio sporcaccione teso a compensare l’impotenza senile con comportamenti lascivi e pruriginosi.

Si tratta di una convinzione così diffusa che persino la coppia anziana può arrivare a considerare la sessualità un tema non più così importante, qualcosa cui si può rinunciare senza particolare sacrificio.

Dal punto di vista sociale, infatti, alcuni miti sostengono le tesi che il sesso, in questa fase della vita, non ha rilevanza; che gli anziani dovrebbero essere asessuati e che l’interesse per l’attività sessuale è indice di anormalità.

Vai all’intero articolo qui:


Pier Giorgio Crosignani, La contraccezione. Quando, perché e come

La contraccezione. Quando, perché e come
Autori e curatori: Pier Giorgio Crosignani
Collana: Self-help
Argomenti: Testi per medici, infermieri, operatori sanitariPrevenzioneDonne, politiche di genereMedicina e prevenzione
Livello: Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari. Guide di autoformazione e autoaiuto
Dati: pp. 104,     1a edizione  2011  (Cod.1411.63)
La contraccezione. Quando, perché e come
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 14,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856833089
Tipologia: E-book
Prezzo: € 11,00
Possibilità di stampa: No
Possibilità di copia: No
Possibilità di annotazione: Si
Portabilità: Si
Ottimizzazione: per PC, Mac, NoteBook, NetBook
Codice ISBN 13: 9788856842173
Formato: PDF per Digital Editions
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In breve Scritto con un linguaggio chiaro e semplice, il libro ha lo scopo non solo di illustrare i principali aspetti della contraccezione, ma anche di fornire risposte esaurienti alle domande più comuni, che ancora oggi le persone, giovani e meno giovani, continuano a porsi.
Presentazione
del volume:
A dispetto del largo uso che se ne fa, poco si discute di contraccezione e molti suoi aspetti rimangono ancora in ombra.
Dal “sogno” di Freud che nel 1898 si augurava “…la scoperta di tecniche capaci di elevare a livello di scelta volontaria e responsabile l’atto procreativo, distinguendolo così dall’imperativa urgenza di soddisfare un naturale bisogno”, alla proclamata definizione della “salute riproduttiva” del 1964 da parte delle Nazioni Unite, il mondo ha identificato uno dei cardini di tale salute nella contraccezione.
Eppure:
- nel mondo iniziano ogni anno 200 milioni di gravidanze e per le loro complicazioni mezzo milione di donne perde la vita; di queste, 8 donne ogni ora muoiono a seguito di aborti indotti senza adeguata assistenza.
- universalmente condannata e volutamente ignorata, l’attività sessuale inizia negli adolescenti prima di quanto si pensi e la nuova esperienza trova spesso giovani poco preparati.
Invece:
- negli Stati Uniti una migliore informazione “contraccettiva” fornita tra il 1995 e il 2002 ha ridotto in modo significativo il numero di gravidanze indesiderate nelle adolescenti.
- l’uso prolungato della pillola, come in passato le numerose maternità e i prolungati allattamenti, riduce il numero totale di omlazioni diminuendo in molti casi l’insorgenza di malattie legate al ciclo.

Scritto con un linguaggio chiaro e semplice, il libro ha lo scopo non solo di illustrare i principali aspetti della contraccezione, ma anche di fornire risposte esaurienti alle domande più comuni, che ancora oggi le persone, giovani e meno giovani, continuano a porsi.

Pier Giorgio Crosignani, già professore di Clinica Ginecologica presso l’Università degli studi di Milano, ha coordinato le ricerche CNR sulla contraccezione ed è stato uno dei fondatori della Società Europea di Riproduzione Umana (ESHRE). Attualmente è Deputy Editor di Human Reproduction (Oxford).

Indice:
Prefazione
Quando era ancora un sogno
(Il controllo delle nascite; L’esplosiva crescita della popolazione)
Lo sviluppo di metodi efficaci
(La contraccezione moderna; La contraccezione endouterina; Le alternative alla contraccezione)
Rapporti sessuali più consapevoli
(La riscoperta sessualità e i suoi rischi; Le scelte contraccettive; La contraccezione nell’adolescente; La contraccezione dopo i 40 anni; La contraccezione in donne alle prese con particolari problemi)
La contraccezione ha cambiato il mondo
(Impiego della contraccezione ormonale per curare sintomi e prevenire rischi; I vistosi mutamenti; La salute riproduttiva e i suoi drammatici malanni; Suggerimenti pratici in tema di contraccezione)
Rilievi conclusivi
Bibliografia.

da: La contraccezione. Quando, perché e come.


Marco Inghilleri , Elisabetta Ruspini, Sessualità narrate. Esperienze di intimità a confronto

Sessualità narrate. Esperienze di intimità a confronto
Autori e curatori: Marco Inghilleri Elisabetta Ruspini
Contributi: Marco Alberio, Elisa A.G. Arfini, Costantino Cipolla, Sveva Magaraggia, Stefania Operto, Manuela Rossi, Luca Trappolin, Carla Turolla
Collana: Generi, culture, sessualità – Saggi
Argomenti: Sociologia dei processi culturaliStudi di genere
Livello: Studi, ricerche
Dati: pp. 176,     1a edizione  2011  (Cod.590.1.1)
Sessualità narrate. Esperienze di intimità a confronto
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 20,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856834062
Tipologia: E-book
Prezzo: € 16,00
Possibilità di stampa: No
Possibilità di copia: No
Possibilità di annotazione: Si
Portabilità: Si
Ottimizzazione: per PC, Mac, NoteBook, NetBook
Codice ISBN 13: 9788856842531
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In breve Di sessualità sappiamo (forse) molto ma anche molto poco. Questo volume vuole contribuire alla “rottura del silenzio” in tema di espressione della sessualità, proponendo suggestive riflessioni orientate a mostrare come la sessualità umana, prima di essere un fatto meramente biologico, sia soprattutto un canale di comunicazione con l’altro.
Presentazione
del volume:
Di sessualità sappiamo (forse) molto ma anche molto poco.
Da un lato, di sessualità si parla troppo, sovente superficialmente. Pensiamo, ad esempio, al mondo mediatico, impregnato di discorsi, consigli, divieti, allusioni, metafore, immagini di taglio “sessuale”. Dall’altro lato, la sessualità è una tematica ancora insufficientemente indagata a livello scientifico, ad esclusione di “problemi” e stati “patologici” ad essa culturalmente associati.
Questo volume vuole contribuire alla “rottura del silenzio” in tema di espressione della sessualità, proponendo suggestive riflessioni orientate a mostrare come la sessualità umana, prima di essere un fatto meramente biologico, sia soprattutto “qualcosa per qualcuno”, un canale di comunicazione, un correlato intenzionale di una soggettività conoscente. E, in questa accezione, non può essere concepita se non a partire dall’esperienza vissuta, che va interpretata e valorizzata.
Le nostre esplorazioni, oltre a cercare di ridare voce a chi, in prima persona, è quotidianamente coinvolto in relazioni sessuate e sessuali (al di là di quanto le narrazioni istituzionali, pubbliche, mediatiche prescrivano), hanno come fine la lettura della relazione (pienamente, parzialmente oppure non percepita) tra soggettività e identità sociale, per comprendere come il mondo interiore si strutturi nella dialettica con il mondo esteriore, creando una circolarità dinamica fra individui, corpi, desiderio e cultura.

Marco Inghilleri, psicologo psicoterapeuta e libero professionista, esercita in Padova. È presidente dell’Associazione Italiana di Psicologia e Sociologia Interattivo-costruttivista. È autore di vari contributi sulla costruzione dell’identità sessuale, personale e sociale. Tra le sue pubblicazioni: (con E. Ruspini, a cura di) Transessualità e scienze sociali. Identità di genere nella postmodernità (Napoli, 2008).
Elisabetta Ruspini è docente di Sociologia presso l’Università di Milano-Bicocca. Ha recentemente pubblicato: (a cura di), Uomini e corpi. Una riflessione sui rivestimenti della mascolinità (Milano, 2009); (con S. Capecchi, a cura di) Media. Corpi, sessualità. Dai corpi esibiti al cybersex (Milano, 2009); Le identità di genere – II edizione (Roma, 2009).

Indice:
Costantino Cipolla, Prefazione
Elisabetta Ruspini, Marco Inghilleri, Introduzione. I confini della sessualità tra pratiche discorsive stabilizzanti ed esperienze individuali
(Norme, regole, dicotomie; Riempire, narrando, lo spazio tra amore e sesso; Bibliografia di riferimento)
Parte I. Narrazioni istituzionali
Stefania Operato, L’osservazione indiscreta. Uno sguardo sulle ricerche sociologiche riguardanti la sessualità e le sue trasformazioni
(Introduzione. Scienze sociali e sessualità; “Così fan tutti”. Questioni di metodo della ricerca sociologica sulla sessualità; Dimmi come lo fai e ti dirò chi sei. La diffusione di dati e ricerche sulla sessualità tra scientificità e gossip; Le sessualità osservate e le sessualità negate: dimensioni e indicatori disponibili; Bibliografia di riferimento)
Manuela Rossi, Elisabetta Ruspini, Sessualità e corso di vita. Narrazioni e prescrizioni mediatiche
(Introduzione: sessualità come diretto (e piacere) adulto; Bambini sessuati e genitori preoccupati; Adolescenti tra trasgressione e controllo; Adulti: sesso a volontà, ma…; Anziani: l’amore non invecchia mai; Alcune conclusioni; Bibliografia di riferimento)
Marco Alberio, Sveva Magaraggia, Dietro le quinte dell’eterosessualità
(Introduzione; Il dibattito femminista; Il regime eterosessuale; L’azione performante dell’eterosessualità tra continuità e cambiamento; Raccontare e raccontarsi l’orientamento sessuale; Conclusioni; Bibliografia di riferimento)
Parte II. Sessualità preferite, stigmatizzazione, “impossibili”
Elisa A.G. Arfini, Corpi che non contano? Processi di desessualizzazione dei disabili e narrazioni personali
(Introduzione: corpi che non contano?; Tra teoria e metodologia; Embodiment sessuale nelle disabilità fisiche; De-sessualizzazione dei corpi disabili; Conclusioni: sessualità alimentative, capitale corporeo e limiti della riflessività; Bibliografia di riferimento)
Marco Inghilleri, Ritratti psicoterapeutici di “ordinarie sessualità estreme”
(Introduzione; Premesse teoriche e metodologia; La semantica Bdsm; Ritratti di “ordinaria sessualità estrema”; Conclusioni; Bibliografia di riferimento)
Luca Trappolin, Narrare l’orientamento omosessuale
(Introduzione; Il coming out come struttura cardine del racconto di sé; La tipizzazione del racconto di coming out: la rappresentazione del closet; La tipizzazione del racconto di coming out: l’uscita del closet; Narrazioni alternative: le storie femminili; Narrazioni alternative: le nuove generazioni e l’omosessualità dei migranti; Conclusioni; Bibliografia di riferimento)
Elisabetta Ruspini, Carla Turolla, A journej to wondersexland? Attraversare le sessualità trans
(Introduzione. Il viaggio ha inizio; Prima tappa. Sessualità, sesso, genere; Seconda tappa. Sessualità e stereotipi; Terza tappa. Pudori e insicurezze; Per concludere; Bibliografia di riferimento)
Notizie su autrici e autori.

da: Sessualità narrate. Esperienze di intimità a confronto.


Beppe Severgnini, Umana e italiana la debolezza del premier – Corriere della Sera

Combattuto tra curiosità e fastidio, il pubblico domanda: come, dove, quanto? I magistrati chiedono: chi e quando? La sesta domanda, invece, non arriva: perché?
Perché Silvio B. si comporta così? Perché un uomo così importante, un capo di governo, si circonda di cortigiani e ancelle? La risposta più semplice potrebbe essere: gli piace. Non tanto il sesso, che a una certa età presenta le sfide dell’alpinismo, quanto l’approvazione e le sue tre sorelle: ammirazione, adulazione, adorazione.

….
La debolezza di B. è umana e italiana: non per questo veniale, considerate le modalità, il ruolo e le caratteristiche – anche anagrafiche – delle protagoniste. Ma c’è qualcosa di familiare in questa spasmodica ricerca di approvazione, i cui sintomi – ben noti in azienda e nel partito, dove Silvio B. è rispettivamente «il dottore» e «il presidente» – sono diventati di dominio pubblico due anni fa. Non per colpe dei magistrati o dei giornalisti: ma di un’imprudenza, clamorosa e rivelatrice.

La partecipazione alla festa del diciottesimo compleanno di Noemi Letizia, nella periferia di Napoli, mostrava i segni di un esibizionismo parossistico. Lo stupore negli occhi dei presenti: ecco a cosa non ha saputo resistere, l’uomo ricco e potente, quella sera. La proiezione dei viaggi, degli incontri e dei successi del padrone di casa – ad Arcore, a Palazzo Grazioli – è un’altra prova dello stesso fenomeno. Alcuni uomini hanno bisogno di un pubblico per funzionare. Se non lo trovano, lo acquistano.

Famiglie, interessi e successi professionali non bastano più. Occorrono adulatori, ammiratrici, cantanti e una scenografia insieme spettacolare e malinconica, soprattutto perché studiata per sconfiggere la malinconia. Silvio B. è un uomo solo. Lo capirà appena perderà il potere: i prezzi aumenteranno, gli amici diminuiranno. Chi gli vuole bene dovrebbe dirglielo: ma forse è tardi.

da: Umana e italiana la debolezza del premier – Corriere della Sera.


SUD AFRICA: METTI FINE ALLO “STUPRO CORRETTIVO”, da: Avaaz

Lo “stupro correttivo”, l’orrenda pratica di stupro delle lesbiche nel tentativo di “curare” la loro omosessualità, sta diventando una vera e propria emergenza in Sud Africa

Millicent Gaika, nella foto sopra, è stata legata, strangolata, torturata e stuprata ripetutamente in un attacco lo scorso anno. Ma alcunicoraggiosi attivisti sudafricani stanno rischiando la loro vita per far sì che il caso di Millicent sia la miccia per il cambiamento. Il loro appello al Ministro della giustizia è esploso fino a raggiungere le 130.000 firme, costringendolo così a difendersi in tv.

Se saremo in tanti per amplificare e far crescere esponenzialmente questa campagna, potremo aiutare a mettere fine allo “stupro correttivo”. Chiediamo al Presidente Zuma e al Ministro della giustizia di condannare pubblicamente lo “stupro correttivo”, penalizzare i crimini d’odio e guidare un cambiamento radicale contro lo stupro e l’omofobia. Firma la petizione ora e condividila con tutti.

da: Avaaz – SUD AFRICA: METTI FINE ALLO “STUPRO CORRETTIVO”.


Massimo Cacciari sui comportamenti privati e pubblici di Silvio Berlusconi (Otto e Mezzo, 17 gennaio 201) e Monica Guerritore che legge Veronica Lario

Massimo Cacciari:

… un Presidente del Consiglio non può fare questi festini

… ma è evidente che non può farlo, che non esiste al mondo un  Presidente del Consiglio che fa queste cose …

un Presidente del Consiglio non si può mettere in queste condizioni ….  un Presidente del Consiglio non si può mettere in queste condizioni …. punto!

nessuno di noi può fare della sua vita quello che vuole perchè la nostra vita è responsabile se è una vita degna di essere vissuta …

è responsabile e quindi RISPONDE AGLI ALTRI e a maggior ragione un Presidente del Consiglio

… e sto parlando di comportamenti accertati, non di reati, il cui compito è della magistratura …

… a lei piace un Presidente del consiglio che si comporta così? .. le piace ? … le sembra un comportamento consono alla carica che ricopre? …

In questa accorata voce che Monica Guerritore ha dato a Veronica Lario c’è tutta la vicenda umana e politica che si consuma in questi giorni (abbiate pazienza con l’incipit della pubblicità Rai, che dura poco):

Veronica Lario e Silvio Berlusconi

Egregio Direttore,

con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso dei 27 anni trascorsi accanto ad un uomo pubblico, imprenditore prima e politico illustre poi, qual è mio marito. Ho ritenuto che il mio ruolo dovesse essere circoscritto prevalentemente alla dimensione privata, con lo scopo di portare serenità ed equilibrio nella mia famiglia. Ho affrontato gli inevitabili contrasti e i momenti più dolorosi che un lungo rapporto coniugale comporta con rispetto e discrezione. Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da mio marito nel corso della cena di gala che ha seguito la consegna dei Telegatti, dove, rivolgendosi ad alcune delle signore presenti, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: ” … se non fossi già sposato la sposerei subito” “con te andrei ovunque”.

Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità, affermazioni che per l´età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare (due figli da un primo matrimonio e tre figli dal secondo) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni. A mio marito ed all´uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l´occasione chiedo anche se, come il personaggio di Catherine Dunne, debba considerarmi “La metà di niente”. Nel corso del rapporto con mio marito ho scelto di non lasciare spazio al conflitto coniugale, anche quando i suoi comportamenti ne hanno creato i presupposti. Questo per vari motivi: per la serietà e la convinzione con la quale mi sono accostata a un progetto familiare stabile, per la consapevolezza che, in parallelo alla modifica di alcuni equilibri di coppia che il tempo produce, è cresciuta la dimensione pubblica di mio marito, circostanza che ritengo debba incidere sulle scelte individuali, anche con il ridimensionamento, ove necessario, dei desideri personali. Ho sempre considerato le conseguenze che le mie eventuali prese di posizione avrebbero potuto generare a carico di mio marito nella sua dimensione extra familiare e le ricadute che avrebbero potuto esserci sui miei figli.
Questa linea di condotta incontra un unico limite, la mia dignità di donna che deve costituire anche un esempio per i propri figli, diverso in ragione della loro età e del loro sesso. Oggi nei confronti delle mie figlie femmine, ormai adulte, l´esempio di donna capace di tutelare la propria dignità nei rapporti con gli uomini assume un´importanza particolarmente pregnante, almeno tanto quanto l´esempio di madre capace di amore materno che mi dicono rappresento per loro; la difesa della mia dignità di donna ritengo possa aiutare mio figlio maschio a non dimenticare mai di porre tra i suoi valori fondamentali il rispetto per le donne, così che egli possa instaurare con loro rapporti sempre sani ed equilibrati.

RingraziandoLa per avermi consentito attraverso questo spazio di esprimere il mio pensiero, La saluto cordialmente.

La Repubblica 31 gennaio 2007

Questa volta, Veronica Lario ha deciso di mettere per iscritto in una mail – in risposta ad alcune domande poste dall’Ansa sul dibattito aperto dall’articolo pubblicato ieri dalla Fondazione Farefuturo – il suo stato d’animo di fronte a ciò che hanno scritto oggi i giornali sulle possibili candidate del Pdl alle europee. “Voglio che sia chiaro – spiega – che io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione. Dobbiamo subirla e ci fa soffrire”.

Alla domanda su cosa pensa del ruolo delle donne in politica, alla luce delle polemiche di queste ore, Veronica Lario risponde: “Per fortuna da tempo c’è un futuro al femminile sia nell’imprenditoria che nella politica e questa è una realtà globale. C’è stata la Thatcher e oggi abbiamo la Merkel, giusto per citare alcune donne, per potere dire che esiste una carriera politica al femminile”.

“In Italia – aggiunge la moglie del presidente del Consiglio – la storia va da Nilde Jotti e prosegue con la Prestigiacomo. Le donne oggi sono e possono essere più belle; e che ci siano belle donne anche nella politica non è un merito nè un demerito. Ma quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti”.
“Qualcuno – osserva Veronica Lario – ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell’imperatore. Condivido: quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere”.

La signora Berlusconi prende anche l’iniziativa di parlare della notizia, pubblicata oggi da la Repubblica, secondo cui il premier sarebbe stato domenica notte in una discoteca di Napoli a una festa di compleanno d’una ragazza di 18 anni: “Che cosa ne penso? La cosa mi ha sorpreso molto, anche perchè non è mai venuto a nessun diciottesimo dei suoi figli pur essendo stato invitato”.

Bibliografia:



Nel censimento 2011 anche le coppie gay, MARIA NOVELLA DE LUCA PER LA REPUBBLICA

Nel censimento 2011 anche le coppie gay
January 21, 2011 at 11:53 AM
MARIA NOVELLA DE LUCA PER LA REPUBBLICA -


Il nuovo censimento potrebbe aprirsi alle coppie gay. Le domande sono burocratiche, la forma è neutra, ma la sostanza invece no. Basterà barrare una casella, forse la numero 4, per dichiararsi «convivente dell´intestatario in coppia di sesso diverso», oppure, «convivente dell´intestatario in coppia dello stesso sesso». E la rivoluzione è tutta lì, nella seconda definizione, “stesso sesso”, formula che l´Istat sta pensando di inserire nei nuovi questionari del censimento del 2011, se il Garante darà il via libera. Per la prima volta in Italia, chi vorrà definirsi “coppia” con una persona dello stesso sesso, ossia due uomini o due donne legati tra di loro da un vincolo affettivo ma non da un vincolo matrimoniale, potrà farlo. Potrà cioè dichiarare di essere una coppia gay.

Da raccontare e fotografare, esattamente come tutte le altre forme di relazione o convivenza,
nel nuovo censimento della popolazione che metterà sotto la lente d´ingrandimento della statistica 60 milioni di cittadini italiani e 25 milioni di famiglie. E affinché non ci siano equivoci, come già avvenuto nel passato (nel 2001 era già presente una domanda simile ma poi i dati vennero elaborati con un´altra definizione) la coppia “convivente dello stesso sesso” sarà nei questionari ben distinta da coppie di fratelli o sorelle (legami parentali), ma anche da altri tipi di relazione, come ad esempio due amici o un´anziana e la sua badante convivente. Per questo sarà prevista una domanda ad hoc, alla fine del questionario, dove si potrà dichiarare di essere “altra persona coabitante senza legami di coppia, parentela o affinità”.

Un cambiamento di rotta a 360 gradi, come da tempo chiedevano buona parte
delle associazioni omosessuali. Anche se questo non significherà un “censimento della comunità gay”, non saranno cioè i numeri ad essere significativi, quanto la fotografia di una realtà fino ad ora non “riconosciuta” tra le forme di coppie esistenti. Spiega Carlo D´Ippoliti, ricercatore di Economia Politica all´università La Sapienza, che già un anno fa aveva lanciato un appello perché l´Istat non dimenticasse, anche nel 2011, le coppie gay: «Mi sembra che l´Istituto di Statistica abbia fatto un ottimo lavoro, perché con questo tipo di formulazione, ossia coppia convivente dello stesso sesso, non ci possono essere equivoci. È un messaggio di parità, e anche la presa d´atto che in Italia ci sono sempre più forme di famiglie, e di famiglie di fatto. I risultati però, bisogna dirlo, saranno parziali: non saranno molte le coppie omosessuali che dichiareranno di esserlo, soprattutto nei piccoli centri. Ma potrebbe essere un punto di partenza, e poi ciò che conta è che la domanda sia stata inserita».

Il censimento però è una macchina enorme e complessa.
E se la domanda sulle coppie conviventi dello stesso sesso è forse la novità più forte, è l´intero apparato di questo censimento ad essere stato rinnovato. «I questionari saranno consegnati a sessanta milioni di abitanti in tutta Italia – dice Giuseppe Stassi, dirigente del servizio censimenti dell´Istat – a 25 milioni di famiglie, e a quattro milioni e mezzo di cittadini stranieri residenti. Il modulo dovrà essere compilato in italiano ma sarà disponibile on line la traduzione in venti lingue diverse. Questo del 2011 è il quindicesimo censimento dal 1861, viene effettuato ogni dieci anni, e possiamo dire che a partire dall´Unità d´Italia ci sono stati pochi “salti”: nel 1891 per una grave crisi economica e nel 1941 perché l´Italia era in guerra. Una delle novità più importanti di questa edizione è che il censimento partirà dalle liste che ci verranno consegnate dalle anagrafi dei Comuni. I questionari verranno recapitati alle famiglie a partire metà settembre, le risposte dovranno riferirsi alla data della notte l´8 e il 9 ottobre, poi i cittadini avranno fino alla metà di novembre per la restituzione».

L´immensa mole di dati dovrà poi essere lavorata ed elaborata,
anche secondo tutta una serie di parametri europei e i risultati non si avranno, in realtà, prima del 2014. Diversi i modi per rispondere ai questionari (anche via Internet con un´apposita password) e diverse le modalità di restituzione, in una rete di centri di raccolta ancora da definire, Quello che è certo, tecnologia a parte, è che un esercito di rilevatori, anche se un po´ meno folto rispetto alle edizioni precedenti, busserà porta a porta e come sempre alle nostre case.


Di che cosa è accusato Berlusconi? I reati ipotizzati sono due. Il primo è la violazione della legge numero 38 del 2006: «Chiunque compie atti sessuali con un minore di età compresa tra i quattordici e i diciotto anni, in cambio di denaro o di altra utilità economica, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a euro 5.164», in – L’espresso

Esclusivo

Intercettazioni, ecco i dettagli del ‘bunga bunga’

di Primo Di Nicola


Vai a: Intercettazioni, ecco i dettagli del ‘bunga bunga’ – L’espresso

1. Di che cosa è accusato Berlusconi?
I reati ipotizzati sono due. Il primo è la violazione della legge numero 38 del 2006: «Chiunque compie atti sessuali con un minore di età compresa tra i quattordici e i diciotto anni, in cambio di denaro o di altra utilità economica, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a euro 5.164».

Non dunque “favoreggiamento” né “sfruttamento” della prostituzione minorile, come alcuni giornali hanno scritto, ma semplicemente atti sessuali “prezzolati” con minori. Si tratta di una legge bipartisan, voluta quindi anche dai berlusconiani, che al tempo della sua approvazione erano maggioranza di governo. In particolare, l’articolo in questione fu rivendicato durante la discussione parlamentare, il 3 maggio 2005, dall’allora ministro per le Pari Opportunità Stefania Prestigiacomo: «Particolarmente significativo è l’articolo 1 che prevede l’incriminazione di colui che compie atti sessuali con un minore di età compresa tra i 14 e i 18 anni in cambio di danaro o di altra utilità economica. Si tratta di una disposizione contenuta originariamente in un altro disegno di legge governativo, quello contenente misure contro la prostituzione, che ha costituito oggetto di un emendamento governativo al presente provvedimento». 

Il secondo reato di cui è accusato Berlusconi è concussione, articolo 317 del codice penale nella sua formulazione approvata con la legge 26 aprile 1990: «Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che, abusando della sua qualità e dei suoi poteri costringe o induce taluno a dare o promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro od altra utilità, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni».

Nel caso dell’inchiesta in questione, si riferisce alla telefonata alla Questura di Milano del 27 maggio scorso con cui, secondo l’accusa, la polizia sarebbe stata indotta a liberare Ruby prima che fosse conclusa la procedura di identificazione e ad affidarla immediatamente a un “delegato” di Berlusconi (Nicole Minetti) in contrasto con quanto stabilito dal giudice dei minori che ne aveva stabilimento l’inserimento in una comunità.

La concussione contestata sarebbe “per induzione” e non “per costrizione”: Berlusconi non avrebbe ordinato formalmente di rilasciare la minore e di affidarla alla Minetti ma avrebbe fatto leva sul proprio ruolo e sulla propria qualità di Presidente del consiglio per influenzare indebitamente le forze dell’ordine, anche mentendo sull’identità della ragazza («è la nipote di Mubarak»).

2. Su che cosa si basa l’accusa?
Le circa 300 pagine scritte dai tre Pm che conducono l’indagine (Boccassini, Forno e Sangermano) sono, nella loro interezza, a disposizione soltanto della procura stessa e della difesa del premier.

da Otto e Mezzo di La7 del 17 gennaio 2011


Interruzione volontaria della gravidanza: stroncatura del Tribunale amministrativo regionale, che ha dichiarato «illegittima l’intera disciplina impartita dalla Regione» per contrasto con la legge statale 194, e annullato la delibera lombarda del 22 gennaio 2008da: Edicola RCS

«Le linee guida che abbiamo adottato come Regione Lombardia non sono certo in contraddizione con la legge 194 sull’aborto, anzi diventeremo un modello per il resto d’Italia» , si diceva sicuro nel 2008 il presidente Roberto Formigoni a proposito delle disposizioni con le quali prescriveva che l’interruzione volontaria di gravidanza fuori dai primi 90 giorni, in caso di grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna, non potesse essere effettuata oltre la 22 ª settimana più 3 giorni (dopo la quale presumeva la possibilità di vita autonoma del feto), e imponeva al ginecologo di avvalersi di altri specialisti. Ma l’auspicio di Formigoni s’infrange ora nella stroncatura del Tribunale amministrativo regionale, che ha dichiarato «illegittima l’intera disciplina impartita dalla Regione» per contrasto con la legge statale 194, e annullato la delibera lombarda del 22 gennaio 2008. A ricorrere al Tar, facendo leva sull’articolo 117 della Costituzione che riserva alla competenza legislativa dello Stato la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili o sociali da garantire su tutto il territorio nazionale, erano stati 8 medici con la Cgil della Lombardia, rappresentati dagli avvocati Vittorio Angiolini, Ileana D’Alesso e Marilisa D’Amico. Il Tar (presidente Giordano, estensore Celeste Cozzi) premette che la legge sull’aborto del 1978 contempera la tutela giuridica del concepito (ricompresa nell’articolo 2 della Costituzione sui diritti inviolabili dell’uomo) con i casi nei quali può essere sacrificata se collide con la necessità di evitare gravi pericoli alla salute della madre (articolo 32 della Costituzione che impone di dare assoluta prevalenza al bene-salute di una persona già nata): la legge fissa le condizioni al ricorrere delle quali le prestazioni del servizio sanitario debbono essere rese affinché i diritti di madre e nascituro possano essere tutelati. Ma «per determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni» , ragiona il Tar, «non deve intendersi esclusivamente l’individuazione degli standard strutturali e qualitativi delle prestazioni, ma anche (e prima ancora) delle condizioni cui è subordinato l’accesso a quelle prestazioni: sarebbe del tutto illogico permettere che una materia tanto sensibile» come l’aborto, che coinvolge scelte di fondo riguardanti valori essenziali quali “ vita” e “ salute”, possa essere disciplinata differentemente sul territorio nazionale, lasciando che siano le Regioni a individuare, ciascuna per il proprio territorio, le condizioni per l’accesso alle tecniche abortive» . In questa cornice il Tar boccia le linee guida di Formigoni laddove, nel caso in cui la madre non sia in pericolo di vita, ammettono l’aborto terapeutico solo se vi è impossibilità di vita autonoma del feto, e cioè se non ha raggiunto un grado di maturità tale da consentirgli, una volta estratto dal grembo materno, di completare il suo processo di formazione

l’intero articolo su

  • Domenica 2 Gennaio, 2011
  • CORRIERE NAZIONALE – CORRIERE NAZIONALE

da: Edicola RCS.


Aids: prevenire il contagio con un farmaco?

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era già usato nella terapia di malati di AIDS, ma ora è stato testato su soggetti omosessuali sani, a rischio di contagio AIDS per via sessuale. La sperimentazione internazionale, condotta fra il 2007 e il 2009 ha coinvolto 11 centri di  ricerca in 6 paesi del mondo (Sudafrica, Thailandia, Perù Brasile, Stati Uniti) e ha dimostrato che Trouvada, se assunto quotidianamente da adulti sessualmente attivi, è capace di ridurre il rischio di infezioni fino al 70%.

Gli esperti italiani interpellati sull’uso preventivo del farmaco, sollevano però obiezioni: Stefano Vella, direttore del Dipartimento del Farmaco dell’Iss, l’istituto Superiore di Sanità esclude che il Trouvada possa essere somministrato in maniera generalizzata, inoltre il farmaco andrebbe assunto cronicamente e finirebbe per dare effetti collaterali al rene e al fegato, inoltre ha un notevole costo. Vella ribadisce che la strada maestra per battere l’AIDS è il vaccino, che la virologa italiana Barbara Ensoli sta sviluppando con la seconda fase del protocollo di sperimentazione sull’uomo, assistita da lauti finanziamenti governativi.

Gianni Rezza epidemiologo dell’Iss ritiene che Trouvada non possa essere usato come unico  “profilattico” farmacologico, perché sarebbe come dare la patente per avere rapporti sessuali non protetti, disinvolti e di conseguenza rischiosissimi, soprattutto per i giovani e le categorie più a rischio di AIDS.

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Aids: prevenire il contagio con un farmaco?.


MASSIMO TANZI, Disturbi alla prostata, prevenzione e cure | Muoversi Insieme

La prostata è una ghiandola che appartiene all’apparato genitale maschile. Invecchiando, capita di frequente che si manifestino dei sintomi ad essa imputabili, con ripercussioni sulla salute e sulla quotidianità, che possono essere affrontati con adeguati controlli periodici ed eventuali cure preventive.

Ma quando questa sintomatologia deve essere ritenuta meritevole di valutazione specifica? Per capirlo, occorre fare chiarezza innanzitutto su come sia una prostata di dimensioni normali.

In un uomo adulto, ha la forma grossomodo di una castagna, misura circa tre centimetri di diametro e pesa circa venti grammi. È inoltre localizzata nella pelvi, al di sotto della vescica e anteriormente al retto e circonda l’uretra.

La prostata ha una funzione fisiologica molto importante: il suo ruolo primario consiste nel produrre parte del liquido seminale (circa il 20% della parte liquida dello sperma) che viene espulso con l’eiaculazione.

Per funzionare correttamente, necessita degli ormoni androgeni, tra cui ricordiamo il testosterone, prodotto nei testicoli, il diidroepiandrosterone, prodotto dalle ghiandole surrenali, e il diidrotestosterone, prodotto dalla prostata stessa.

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SEGUE QUI:

Disturbi alla prostata, prevenzione e cure | Muoversi Insieme.


«A Milano uno stupro al giorno» A rischio separate e divorziate – Milano

Uno stupro al giorno. È quanto emerge dal report Violenza sessuale e domestica stilato dalla clinica Mangiagalli e presentato ieri a Milano durante l’84° congresso della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo). Dal 1° gennaio al 31 ottobre 2010, al Soccorso Violenza Sessuale (Svs) di via Commenda 12 sono arrivate 314 donne. Un numero in aumento rispetto all’anno scorso: in tutto il 2009 i casi sono stati infatti 333. Il centro, fondato nel 1996 dalla ginecologa Alessandra Kustermann, è il termometro degli abusi sessuali compiuti a Milano. Ma ci sono più donne che denunciano o più stupri in città? Difficile stabilirlo, anche se i dati rielaborati dalla Sigo sulle denunce alla Questura e ai carabinieri arrivano a parlare addirittura di 480 violenze, solo a Milano, nel 2009

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segue qui:

«A Milano uno stupro al giorno» A rischio separate e divorziate – Milano.


Niki Vendola e Roberto Saviano sulla denigrazione morale della omosessualità

Televisione di cultura a VieniViaCoMe:

Niki Vendola e Roberto Saviano recitano gli elenchi  della denigrazione morale della omosessualità e la violenza praticata sulle differenze:


Ministero della Salute RELAZIONE DEL MINISTRO DELLA SALUTE SULLA ATTUAZIONE DELLA LEGGE CONTENENTE NORME PER LA TUTELA SOCIALE DELLA MATERNITÀ E PER L’INTERRUZIONE VOLONTARIA DI GRAVIDANZA (LEGGE 194/78) – DATI PRELIMINARI 2009 – DATI DEFINITIVI 2008

Vai al file pdf:

http://www.sossanita.it/Approfondimenti/Rapporto%20194%202010.pdf


film documentario “Crisalidi: cinque ritratti intimi di giovani trans”, | Il Cinema Racconta …

ARCI Varese presenta il film documentario “Crisalidi: cinque ritratti intimi di giovani trans”, nell’ ambito della rassegna cinematografica “Un posto nel mondo” alla Sala Filmstudio’90 di Via De Cristoforis 5 a Varese (martedì 26 ottobre alle ore 21.00 con ingresso gratuito). Il film-documentario di Federico Tinelli ha ottenuto i premi come miglior documentario al Novara Cinevideo Festival e al Tek International Film Festival. Il dibattito successivo alla proiezione vedrà la partecipazione di Luisa Troncia e Paolo Bozzato (Arci Varese) e di Paolo Cassani (Cooperativa Lotta contro l’Emarginazione di Varese). E’ stato invitato il regista Federico Tinelli.
Cinque transessuali milanesi hanno voluto provare a rappresentare la loro realtà da un punto di vista inconsueto e molto umano, dando libero sfogo alle emozioni, alle paure, alla rabbia e ai sogni. Ne è emerso uno spaccato esistenziale lontano dai concetti di trasgressione, prostituzione e spettacolarizzazione che solitamente i media accompagnano al concetto di transessualità. Il film documentario di Federico Tinelli spazza via alcuni degli stereotipi comuni sui e sulle trans. E questo perché ha saputo raccontarci la solitudine e le fatiche della trasformazione nella ricerca della propria identità.

Infoline: 0332 830053 Infomail: filmstudio90@filmstudio90.it

ARCI Varese presenta “Crisalidi” a Un posto nel mondo.


Gianna Schelotto, LA BARRIERA DI SILENZIO CHE NASCONDE IL MOSTRO TRA LE MURA DOMESTICHE, Corriere della Sera

Vai a: http://www.zeroviolenzadonne.it/rassegna/pdfs/825cecf4e1a1f05c9e0063f98a359970.pdf


Laud Humphreys, Tearoom Trade. Impersonal Sex in Public Places, recensione di cadavrexquis

Nel 1970 esce, negli Stati Uniti, un saggio sociologico che fa scalpore. L’autore è Laud Humphreys che, oltre a essere docente di sociologia, è anche pastore della Chiesa Episcopale. Il libro è Tearoom Trade. Impersonal Sex in Public Places.

leggendo queste pagine, si ha la sensazione lievemente spiazzante di essere degli entomologi che osservano dall’alto, a distanza di sicurezza, degli insetti in movimento. A Humphreys interessa sì studiare determinati comportamenti omosessuali (perché, attenzione, l’oggetto del saggio non è l’identità omosessuale), soprattutto di persone che non si definiscono necessariamente omosessuali, ma che amano certe pratiche possibili solo in luoghi che non richiedano un impegno eccessivo e in cui al limite si può sempre fingere di essere capitati per liberarsi la vescica. Insomma: è molto più semplice per un marito e padre di famiglia fermarsi un quarto d’ora, all’uscita dell’ufficio, in un cesso pubblico per farselo succhiare che non uscire la sera e recarsi in posti come una sauna o un bar gay nei quali entrare è invece già fare una sorta di dichiarazione d’intenti. A Humphreys preme quindi togliere quell’alone di “mostruosità” che aleggia intorno a queste persone e cercare di capire l’individuo che si nasconde dietro. Per farlo usa un trucco: prende nota delle targhe delle automobili parcheggiate davanti ai cessi, risale ai loro proprietari e, trascorso circa un anno, ne seleziona un gruppo e, grazie alla collaborazione di un collega di dipartimento, riesce ad aggiungerli al campione di un’altra inchiesta sociologica più “innocua” e tradizionale. In questo modo si presenta a loro, modificando un po’ il suo aspetto e i suoi abiti per non essere riconosciuto, e li intervista sulla loro vita e sulle loro abitudini sessuali – e questo è possibile perché l’inchiesta riguarda anche questioni di salute.

cadavrexquis: Laud Humphreys: un sociologo ai cessi pubblici.


Istat, Le molestie sessuali

Le molestie sessuali

argomenti
Statistiche in breve
Periodo di riferimento: Anni 2008-2009
Diffuso il: 15 settembre 2010


Le informazioni presentate oggi si riferiscono alle molestie e ai ricatti sessuali subiti dalle donne nel corso della vita e nei tre anni precedenti l’intervista, effettuata nell’ambito dell’Indagine multiscopo dell’Istat sulla “Sicurezza dei cittadini”.

L’indagine è stata effettuata nel 2008-2009 tramite intervista telefonica, selezionando un campione di 60 mila famiglie per un totale di 24 mila 388 donne di età compresa tra i 14 e i 65 anni. Questa sezione dell’indagine è stata sviluppata grazie alla convenzione stipulata tra l’Istat e il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio

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Le molestie sessuali.


Relazione del ministro sulla attuazione della legge contenente norme per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria di gravidanza (legge 194/78

E’ stata pubblicata sul sito del Ministero della salute la “Relazione del ministro sulla attuazione della legge contenente norme per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria di gravidanza (legge 194/78)”.
Il dossier contiene i dati preliminari 2009 e i  dati definitivi 2008
La relazione è disponibile anche nella sezione “sanità” del sito www.regioni.it. Il link è
http://www.regioni.it/upload/IVG2010.pdf


Emiliana Baldoni, Racconti di trafficking. Una ricerca sulla tratta delle donne straniere a scopo di sfruttamento sessuale, ed. Franco Angeli, 2007 | recensione in AssistentiSociali.org

recensione sulle vittime di tratta | AssistentiSociali.org.


Moises Naim, “Un gel antimicrobico messo a punto di recente proteggerà milioni di donne e di adolescenti in Africa e altrove, impedendo che contraggano l’Hiv.”

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Gel vaginali. Un gel antimicrobico messo a punto di recente proteggerà milioni di donne e di adolescenti in Africa e altrove, impedendo che contraggano l’Hiv. Questo è il progresso più importante e risolutivo nella lotta contro la pandemia Hiv/Aids da decenni a questa parte. Anche se il prodotto in questione – a base di tenofovir, un antiretrovirale – non è ancora disponibile al pubblico e potranno essere necessari alcuni anni prima che sia distribuito ovunque, ha già innescato un grande entusiasmo e ricevuto il plauso della comunità scientifica e delle autorità deputate alla salute pubblica. “Per la prima volta è stato messo a punto uno strumento che le donne potranno utilizzare per difendersi dal contagio”, ha detto Bruce Walker, uno scienziato di Harvard. Di sicuro questa notizia dovrebbe essere considerata più importante per le donne – e gli uomini – di ogni latitudine, più dell’ultima mise di Lady Gaga.

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Ecco quattro grandi notizie – L’espresso.


Gianna Schelotto (2010) Un uomo purchè sia, Mondadori | TartaRugosa

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Donne “girasole” è la bella definizione adottata da Gianna Schelotto per descrivere quelle ”amanti eternamente deluse … non soltanto perché girano da sole, ma anche perché hanno fatto degli uomini gli astri intorno ai quali ruotare, svalutando tutto il resto”.
La nota psicologa specializzata in terapia della coppia e collaboratrice per numerosi quotidiani e settimanali, presenta in questo libro alcune storie di donne e dei loro amori infelici, della ostinata pervicacia con cui inseguono progetti amorosi destinati al fallimento e l’immancabile coazione ad iniziare storie nuove con epiloghi già tristemente conosciuti.

l’intero articolo qui:

TartaRugosa ha letto e scritto di: Gianna Schelotto (2010) Un uomo purchè sia, Mondadori | TartaRugosa.