Centinaia di migliaia di francesi sfilano a Parigi contro il “matrimonio per tutti”


Centinaia di migliaia di francesi sfilano a Parigi contro il “matrimonio per tutti”, insomma le nozze gay e soprattutto contro una legge che dovesse consentire alle coppie gay di adottare bambini. Manifestazione impressionante ma la Francia non era tutta lì, un’altra metà del paese è favorevole alle nozze gay, molto meno però al diritto per le coppie omosessuali sancito per legge di adozione. Sfilano l’una contro l’altra le “due Francia” ma il paese non lo puoi tagliare con l’accetta: gli omofobi e i gay pride sono minoranze. In mezzo c’è un mare di opinioni grande un oceano e frastagliato e mosso quando un’onda sotto scogli.

continua qui   Avere un figlio non è un “diritto”. Per nessuno, neanche per i gay | Blitz quotidiano.

Famiglie gay. Cassazione: un “mero pregiudizio” sostenere che “sia dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale”


La Cassazione apre ai figli nelle coppie gay, mettendo nero su bianco che non è altro che un “mero pregiudizio” sostenere che “sia dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale”. In particolare, la Prima sezione civile(sentenza 601) si è espressa affrontando il caso scatenato da una causa di affidamento tra un padre di religione islamica, E.T. S., che aveva avuto un figlio con una donna italiana I.B., residente a Brescia, e che successivamente era andata a convivere con la compagna.

L’uomo, in Cassazione, ha contestato l’esclusivo affidamento del figlio accordato alla madre dalla Corte d’appello di Brescia (26 luglio 2011), sulla base del fatto che il bimbo era inserito in una famiglia gay per cui avrebero potuto esserci “ripercussioni negative sul bambino”. A suffragio di questa tesi, la difesa dell’uomo ha citato l’art.29 della Costituzione sui ‘diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

La Cassazione ha respinto il ricorso dell’uomo

vai all’intero articolo qui   Famiglie gay, la Cassazione: “Nessun pregiudizio verso i figli delle coppie omosessuali”. Arcigay: “Sentenza storica”

vedi anche:

Figli e coppie gay. Cassazione: “Nessun danno per i bambini” 
11 GEN - Secondo la Corte sostenere che “sia dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale” non è altro che un “mero pregiudizio”. Con una sentenza  confermato l’affidamento esclusivo di un bimbo alla madre che convive con un’altra donna. Leggi…

Approfondimenti

Mamme lesbiche. All’ospedale di Padova arriva il “doppio” braccialetto – Quotidiano Sanità


Padova. Uno dei primi bimbi nati del 2013 è anche tra i primi fortunati che vedrà entrambe le sue mamme accedere alla zona riservata ai genitori all’interno della Clinica ginecologica. Un sostanziale cambiamento nelle politiche di gestione delle coppie di fatto in ospedale: le due donne, una delle quali ha scelto di rivolgersi all’estero per tecniche di procreazione medicalmente assistita, hanno entrambe avuto il braccialetto che permette l’accesso prima riservato solo ai “padri”, e ora allargato più genericamente ai e alle “partner”.
 
La soluzione trovata dall’Ospedale di Padova, va a coprire uno dei tanti vuoti legislativi che riguardano le coppie di fatto.

TUTTO L’ARTICOLO QUI   Mamme lesbiche. All’ospedale di Padova arriva il “doppio” braccialetto – Quotidiano Sanità.

“Noi, le famiglie senza diritti”, di Tommaso Cerno – l’Espresso


Conviventi. Gay. Divorziati: le unioni di fatto aumentano anche nel nostro Paese, eppure lo stato continua a non riconoscerle, mentre le leggi su Pacs e i matrimoni omosessuali vengono rinviate da oltre vent’anni

tutto l’articolo qui: “Noi, le famiglie senza diritti” – l’Espresso.

La coppia omosessuale è “titolare del diritto alla vita familiare” come qualsiasi altra coppia coniugata, sentenza della Corte di Cassazione 4184


La coppia omosessuale è “titolare del diritto alla vita familiare” come qualsiasi altra coppia coniugata formata da marito e moglie. A dirlo non è un’associazione gay ma addirittura la Cassazione, che si è trovata a decidere sulla richiesta di una coppia gay romana che si è sposata all’Aja e che adesso chiede la trascrizione del contratto di matrimonio anche nel nostro Paese.

La prima sezione civile con la sentenza 4184 ha detto no alla trascrizione delle nozze celebrate all’estero ma ha stabilito che anche per le coppie gay devono valere gli stessi diritti assicurati dalla legge a qualsiasi coppia etero. In particolare, la suprema Corte spiega che “i componenti della coppia omosessuale, conviventi in stabile relazione di fatto, se secondo la legislazione italiana non possono far valere nè il diritto a contrarre matrimonio nè il diritto alla trascrizione del matrimonio contratto all’estero, tuttavia -a prescindere dall’intervento del legislatore in materia- quali titolari del diritto alla ‘vita familiare’ e nell’esercizio del diritto inviolabile di vivere liberamente una condizione di coppia e del diritto alla tutela giurisdizionale di specifiche situazioni, segnatamente alla tutela di altri diritti fondamentali, possono adire i giudici comuni per far valere, in presenza di specifiche situazioni, il diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata”.

Quanto al fatto che il matrimonio gay celebrato all’estero non può avere validità nel nostro paese, la suprema Corte chiarisce che “è stata radicalmente superata la concezione secondo cui la diversità di sesso dei nubendi è presupposto indispensabile, per cosi’ dire naturalistico, della stessa esistenza del matrimonio”.

Il no alla trascrizione delle nozze gay nel nostro Paese, dunque, chiarisce la Cassazione “non dipende più dalla loro inesistenza e neppure dalla loro invalidità, semplicemente dalla loro inidoneità a produrre, quali atti di matrimonio, qualsiasi effetto giuridico nell’ordinamento italiano”.

La Cassazione ‘apre’ alle coppie gay “Hanno diritto a una vita familiare” – Quotidiano Net.

lungo bacio collettivo delle coppie omossessuali (e non) contro l’affermazione anti-gay di Carlo Giovanardi (secondo il quale vedere due donne che si baciano per strada equivale a vedere qualcuno che fa pipì in pubblico)


Un lungo bacio collettivo al centro di Piazza Nettuno, a Bologna. È questa la risposta di decine di coppie omossessuali e non alle affermazioni anti-gay di Carlo Giovanardi, secondo il quale vedere due donne che si baciano per strada equivale a vedere qualcuno che fa pipì in pubblico. Un flash mob organizzato nel giorno di San Valentino per rivendicare i diritti civili delle coppie gay, a cui erano invitati t tutti, a prescindere dall’orientamento sessuale e, perché no, dallo status sentimentale (“coppie, single o troppie”). Con buona pace del senatore del Pdl

Daniel Harris: la morte della cultura gay?, da cadavrexquis


sul libro: Daniel Harris, intitolato The Rise and Fall of Gay Culture

Quando si parla di omosessualità – e, in particolare, di cultura omosessuale -, ci si muove sempre un po’ tra due poli: a un’estremità la subcultura gay, all’altra ilmainstream (che, in quanto tale, minaccia – o promette, a seconda dei punti di vista – di assorbire in sé la prima, annullandola). C’è chi ritiene valga la pena preservare la subcultura (elevata allo status di “cultura gay” tout court) in quanto tale e chi invece ritiene che il superamento di questo stato e la fusione nella cultura di massa sia il segno auspicabile di un’avvenuta “normalizzazione” dell’omosessualità, che finirebbe per essere una caratteristica tra tante. E c’è anche chi pensa che questo sia, in larga parte, già avvenuto e che ciò che oggi sopravvive come “cultura gay” non sia altro che una forma esteriore di nostalgia per quel passato in cui essere gay significava essere partecipi di un’alterità assoluta rispetto ai valori della maggioranza. Una nostalgia che si nutre di riti e involucri privi di sostanza che, proprio per questo motivo, non avrebbero più lo stesso valore della “cosa originaria”, cioè di quella subcultura dei tempi passati. ….  segue

da cadavrexquis: Daniel Harris: la morte della cultura gay?.

dibattito in studio sulle famiglie italiane, eterosessuali e omosessuali, tra la deputata del Pd Paola Concia e il sottosegretario alle Politiche della Famiglia del Pdl Carlo Giovanardi, a partire dalle polemiche scatenate dal manifesto di Ikea raffigurante una coppia gay, in “Coffee Break”


“Cos’è l’informazione corretta? … per esempio dire che succede ai gay nell’islam”, intervista a Angelo Pezzana | l’Occidentale


Quest’anno Informazione Corretta festeggia dieci anni e noi, che a certe rappresentazioni mediatiche siamo particolarmente allergici, abbiamo chiesto al suo fondatore, Angelo Pezzana, di raccontarci com’è andata quest’esperienza. Con verve da polemista e grande educazione, Pezzana mette in guardia dall’antisemitismo travestito da antisionismo e dalla insorgenza islamica in Europa. Denunciando la questione gay nel mondo arabo-musulmano, lui che nel ’71 fu tra gli animatori del “Fuori”, il fronte unitario omosessuale rivoluzionario italiano. Oggi quella battaglia civile si è spostata su altri fronti.

Pezzana, un bilancio e delle prospettive su Informazione Corretta

In questi dieci anni siamo diventati un punto di riferimento per i giornalisti italiani che si occupano di esteri. Arriva un nuovo corrispondente a Gerusalemme e pubblichiamo la sua foto, sbagliata. Subito una email ci segnala l’errore. Significa che veniamo letti, sia da chi ci condivide sia da quelli che criticano. Il nostro obiettivo è sempre stato portare acqua al mulino della buona informazione.

5.000 abbonati, 30.000 pezzi all’anno; ci crede al giornalismo partecipativo sul web?

Abbiamo un grande archivio per parole chiave aperto ai lettori, è un altro punto di forza. Del giornalismo su Internet penso che la Rete sia spesso un paravento anonimo per pubblicare delle oscenità politiche, ma al tempo stesso non si può negare l’accelerazione impressa dal web al sistema dell’informazione, come pure la condivisione delle notizie. Pensi alle “lettere dei lettori”, nel cartaceo vengono quasi sempre cestinate, i direttori dei grandi giornali sono degli intoccabili. Per noi è diverso.

Perché c’era bisogno di un osservatorio su Israele e il Medio Oriente?

L’odio contro Israele ha semplicemente sostituito l’odio contro gli ebrei. Dopo la Shoah non si può più essere contro gli ebrei ma contro Israele sì, lo si può attaccare, delegittimare, se ne può mettere in discussione l’esistenza, con la scusa di criticare questo o quel governo in carica. Il presidente Napolitano è stato molto netto spiegando che l’antisionismo è solo una forma di antisemitismo.

E’ più pericoloso l’antisemitismo di destra o quello di sinistra?

Il primo è fascista, rozzo, ignorante, violento. L’antisemitismo di sinistra è più pericoloso perché si esprime nella forma dell’odio verso il sionismo, usando sempre come premessa la memoria della shoah… i moderni antisemiti di sinistra festeggiano la Giornata della Memoria. Li fa godere ricordare lo sterminio degli ebrei. E’ una specie di sadismo realizzato.

La stampa di sinistra in Italia si è accorta dell’antisemitismo nel mondo arabo?

Si guardano bene dal dire che una brigata nazista palestinese ha combattuto nell’esercito di Hitler. Ma sappiamo che il nuovo razzismo è l’antisemitismo arabo.

Indymedia descrive Informazione Corretta come uno “spin di origini israeliane con finanziamenti americani e delle lobby evangeliche”. Si citano come fonti l’americano LaRouche e l’italiano Moffa. I cospirazionisti sono pericolosi? E quanto?

Sono pericolosi anche per colpa della magistratura italiana. Penso al professor Moffa che ha denunciato per diffamazione il Centro di Documentazione Ebraica solo perché si erano permessi di spiegare quali sono le sue attività.

Claudio Moffa ha una cattedra universitaria a Teramo

I professori vanno dalle fondazioni bancarie e gli propongono un bel festival della Storia, tanto utile quanto mistificatorio; i docenti sono al riparo del loro ruolo, le banche sganciano migliaia di euro. Pensi al professor Angelo D’Orsi, insegna storia contemporanea a Torino…

Ne abbiamo scritto sull’Occidentale. Si usano strumentalmente scrittori e giornalisti israeliani dissenzienti per alimentare la palestinolatria

Sono israeliani compiacenti, che hanno tutto il diritto di criticare Israele e che magari fanno anche bene il loro lavoro quando sono in Patria – una democrazia che non si sognerebbe mai di metterli a tacere. Quando vengono in Italia invece li accogliamo come dei santi.

Qualche altro esempio?

Paolo Mieli che sul Corriere della Sera dedica due pagine al libro di Shlomo Sand sulla “invenzione del popolo ebraico”. Mieli può anche recitare la parte dell’ebreo italiano critico verso Israele ma quando sei in guerra – e Israele lo è sempre stato fin dalla sua fondazione – certe raffinatezze lasciano il tempo che trovano.

Lei negli anni settanta ha militato nel movimento omosessuale. Nel ’77 denunciava le condizioni di vita dei gay in Unione Sovietica. Oggi che succede nell’islam?

Mi sforzo di essere un buon liberale. Sono antinazista, antifascista, anticomunista. Alla fine degli anni Settanta sono andato nel paradiso dei lavoratori, che era una prigione a cielo aperto, per denunciare la prigionia del regista Paradzanov. Fu un lavoro che ebbe buona eco in America e Gran Bretagna, meno in Italia. Oggi c’è una recrudescenza di omofobia nell’islam e le ONG che operano nel mondo arabo e musulmano si guardano bene dal denunciarla. Fino a quando gli operatori umanitari stanno al caldo nei resort di Gerusalemme possono sparare a zero sullo stato ebraico, ma provate a raccontare la vita dei gay iraniani scrivendo una corrispondenza da Teheran.

In Iraq i gay vengono ammazzati per strada a bastonate

Almeno Saddam era un dittatore laico, ora avanza la dittatura della teocrazia, la sharia. David Kato Kisule era venuto in Italia a parlare di questi temi con l’associazione radicale “Certi Diritti”, poi è tornato in Uganda e l’hanno ammazzato. Era uno dei leader del Sexual Minorities Uganda. Un paio di pezzi su Repubblica e la Stampa ed è finito tutto.

Vale solo per i paesi islamici?

Anche per quei paesi europei dove si sono radicate vaste comunità islamiche. Essere omosessuali riconoscibili, non sto dicendo travestiti, parlo semplicemente di girare mano nella mano, vuol dire venire aggrediti per strada. Si faccia un giro ad Amsterdam. In Olanda, in Danimarca, Svezia.

E in Italia? I gay vengono perseguitati solo dai musulmani?

Se vuole inquadrarla in termini più generali, la questione dell’omofobia in Italia può essere assimilata alla categoria della delinquenza, si tratta di episodi isolati, serve il codice penale non una legge speciale. Abbiamo bisogno di vere campagne culturali, maggiore comunicazione e informazioni. Il ministro Carfagna su questo ha fatto un buon lavoro.

L’Egitto incombe. Ci crede all’islam moderato e alla twitter revolution?

Se esiste un islam moderato mi sembra che sia in silenzio. Panebianco sbaglia quando parla di islamici democratici, nell’islam non c’è alcuna differenza fra religione e stato. Per quanto riguarda la twitter revolution, va da sé che i giovani arabi sono stufi di vivere in paesi senza libertà, ma non hanno alternative, e soprattutto la democrazia non nasce da un giorno all’altro, è una conquista.

In tv la rivoluzione del Nilo è stata raccontata un po’ diversamente

Piazza Tahrir è stata governata da Al Jazeera. Mentre i reporter e i corrispondenti occidentali guardavano cosa stava accadendo dai balconi degli alberghi, l’emittente del Qatar istruiva la piazza sulle prossime mosse: ”Ecco che si stanno dirigendo verso il palazzo presidenziale”, e la gente si muoveva verso la residenza di Mubarak. La folla, i feriti con i volti coperti di sangue, El Baradei il coraggioso…

Una specie di orientalismo di marca orientale…

Al Jazeera si fa strumento di Hamas e Hamas è una costola dei Fratelli Musulmani. La fratellanza ha tenuto un basso profilo in piazza, non ha bisogno di gridare. Sanno che la conquista avverrà “attraverso l’utero”, come dicono a Gaza.

La rivolta in Tunisia ha riproposto il problema dello sbarco di immigrati clandestini sulle nostre coste. L’islam italiano deve preoccuparci?

In Italia il nome più diffuso fra i bambini appena nati è Mohammad. Se nel 2011 nascono più bambini musulmani che italiani, tra vent’anni la maggioranza dei giovani avrà origine arabe. Nel 2050, non è così lontano, l’Italia avrà 35 milioni di abitanti, la metà di adesso. Se penso che Rotterdam ha già un sindaco musulmano posso dire che le previsioni di Bat Ye’Or sono più che realistiche.

Come mai nessuno ne parla?

Il professor Sartori ha scritto due o tre editoriali sull’argomento ed è l’unico a dire quello che succede. E’ un liberal, un progressista. Un’altra voce nel deserto.

da: “Cos’è l’informazione corretta? Dire che succede ai gay nell’islam” | l’Occidentale.

Nel censimento 2011 anche le coppie gay, MARIA NOVELLA DE LUCA PER LA REPUBBLICA


Nel censimento 2011 anche le coppie gay
January 21, 2011 at 11:53 AM
MARIA NOVELLA DE LUCA PER LA REPUBBLICA -


Il nuovo censimento potrebbe aprirsi alle coppie gay. Le domande sono burocratiche, la forma è neutra, ma la sostanza invece no. Basterà barrare una casella, forse la numero 4, per dichiararsi «convivente dell´intestatario in coppia di sesso diverso», oppure, «convivente dell´intestatario in coppia dello stesso sesso». E la rivoluzione è tutta lì, nella seconda definizione, “stesso sesso”, formula che l´Istat sta pensando di inserire nei nuovi questionari del censimento del 2011, se il Garante darà il via libera. Per la prima volta in Italia, chi vorrà definirsi “coppia” con una persona dello stesso sesso, ossia due uomini o due donne legati tra di loro da un vincolo affettivo ma non da un vincolo matrimoniale, potrà farlo. Potrà cioè dichiarare di essere una coppia gay.

Da raccontare e fotografare, esattamente come tutte le altre forme di relazione o convivenza,
nel nuovo censimento della popolazione che metterà sotto la lente d´ingrandimento della statistica 60 milioni di cittadini italiani e 25 milioni di famiglie. E affinché non ci siano equivoci, come già avvenuto nel passato (nel 2001 era già presente una domanda simile ma poi i dati vennero elaborati con un´altra definizione) la coppia “convivente dello stesso sesso” sarà nei questionari ben distinta da coppie di fratelli o sorelle (legami parentali), ma anche da altri tipi di relazione, come ad esempio due amici o un´anziana e la sua badante convivente. Per questo sarà prevista una domanda ad hoc, alla fine del questionario, dove si potrà dichiarare di essere “altra persona coabitante senza legami di coppia, parentela o affinità”.

Un cambiamento di rotta a 360 gradi, come da tempo chiedevano buona parte
delle associazioni omosessuali. Anche se questo non significherà un “censimento della comunità gay”, non saranno cioè i numeri ad essere significativi, quanto la fotografia di una realtà fino ad ora non “riconosciuta” tra le forme di coppie esistenti. Spiega Carlo D´Ippoliti, ricercatore di Economia Politica all´università La Sapienza, che già un anno fa aveva lanciato un appello perché l´Istat non dimenticasse, anche nel 2011, le coppie gay: «Mi sembra che l´Istituto di Statistica abbia fatto un ottimo lavoro, perché con questo tipo di formulazione, ossia coppia convivente dello stesso sesso, non ci possono essere equivoci. È un messaggio di parità, e anche la presa d´atto che in Italia ci sono sempre più forme di famiglie, e di famiglie di fatto. I risultati però, bisogna dirlo, saranno parziali: non saranno molte le coppie omosessuali che dichiareranno di esserlo, soprattutto nei piccoli centri. Ma potrebbe essere un punto di partenza, e poi ciò che conta è che la domanda sia stata inserita».

Il censimento però è una macchina enorme e complessa.
E se la domanda sulle coppie conviventi dello stesso sesso è forse la novità più forte, è l´intero apparato di questo censimento ad essere stato rinnovato. «I questionari saranno consegnati a sessanta milioni di abitanti in tutta Italia – dice Giuseppe Stassi, dirigente del servizio censimenti dell´Istat – a 25 milioni di famiglie, e a quattro milioni e mezzo di cittadini stranieri residenti. Il modulo dovrà essere compilato in italiano ma sarà disponibile on line la traduzione in venti lingue diverse. Questo del 2011 è il quindicesimo censimento dal 1861, viene effettuato ogni dieci anni, e possiamo dire che a partire dall´Unità d´Italia ci sono stati pochi “salti”: nel 1891 per una grave crisi economica e nel 1941 perché l´Italia era in guerra. Una delle novità più importanti di questa edizione è che il censimento partirà dalle liste che ci verranno consegnate dalle anagrafi dei Comuni. I questionari verranno recapitati alle famiglie a partire metà settembre, le risposte dovranno riferirsi alla data della notte l´8 e il 9 ottobre, poi i cittadini avranno fino alla metà di novembre per la restituzione».

L´immensa mole di dati dovrà poi essere lavorata ed elaborata,
anche secondo tutta una serie di parametri europei e i risultati non si avranno, in realtà, prima del 2014. Diversi i modi per rispondere ai questionari (anche via Internet con un´apposita password) e diverse le modalità di restituzione, in una rete di centri di raccolta ancora da definire, Quello che è certo, tecnologia a parte, è che un esercito di rilevatori, anche se un po´ meno folto rispetto alle edizioni precedenti, busserà porta a porta e come sempre alle nostre case.

F. Calzaretti, Coppie di persone dello stesso sesso: quali prospettive? – in Quaderni costituzionali


Scopo di queste brevi note non è l’analisi e il commento delle decisioni adottate e delle
motivazioni addotte dalla Corte costituzionale nella sentenza 138/2010, bensì una analisi
delle conseguenze di questa sentenza e delle prospettive che si aprono e/o si chiudono
per le coppie di persone dello stesso sesso.

l’intero saggio qui:
Coppie di persone dello stesso sesso: quali prospettive? – F. Calzaretti

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