“Ogni innovazione è una tradizione ben riuscita”. In questa incisiva frase di Carlo Petrini, il fondatore dell’associazione “Slow Food” e poi promotore dei meeting di Terra Madre, è contenuto in modo efficace il dilemma entro cui si sviluppano i cambiamenti dell’epoca in cui stanno vivendo le giovani e vecchie generazioni. In quest’articolo prenderemo in esame il tema della coppiatradizione/innovazione nelle loro conseguenze sulla vita quotidiana delle persone. E’ proprio in tempi di crisi come quelli che stiamo attraversando noi abitatori della vecchia Europa che si fanno più vive le domande “chi siamo ?” e “dove stiamo andando ?” … segue
Ma a parte lo specifico isolano, l’immagine della nave reclinata sui bassi fondali del Giglio è destinata a rimanere a lungo nell’immaginario collettivo come, in diversi contesti, le immagini dell’attentato alle Torri Gemelle (11 sett. 2001), quelle dello Tsunami in Asia del 24 dicembre 2004 e di quello più recente del Giappone (marzo 2011).
E come il più emblematico e metaforico di tutti i naufragi: quello delTitanic del 15 aprile 1912 (1523 vittime dei 2223 inbarcati).
Molto si è letto in questi giorni dei correlati profondi del naufragio di una nave con la condizione umana, e di come un evento del genere scateni interesse ed emozioni al di là del fatto in sé. Tutti coloro che hanno seguito la vicenda si sono sentiti naufraghi nella notte; come tutti hanno sentito il peso della responsabilità del comando e — al di là delle manifestazioni di cattivo gusto — vissuto dentro di sé il profondo dramma dei responsabili, scampati al naufragio, ma con il carico di una colpa non espiabile.
Il pensiero di molti sarà andato a quel capolavoro della letteratura marinara che è Lord Jim di Joseph Conrad (1900),
“Lord Jim”: il romanzo di Joseph Conrad (1899-1900) e il film di Richard Brooks (1965)
Nella crisi di passaggio che caratterizza il nostro secolo in cui, recisi i legami col passato, speranza e futuro sembrano collassare in un presente sempre più mutevole e indistinto, l’angelo torna a far parlare di sé. Ma come possiamo intenderlo nel clamore delle voci e delle immagini che lo sovrastano? Un ampio numero di persone, tra studiosi, ricercatori o semplici professionisti in diversi settori dell’attività umana, si sono ritrovati a parlarne nel campo ideale del progetto di questo libro, secondo la loro personale esperienza o il loro peculiare modo di vedere e pensare. Ne esce un quadro molto eterogeneo e policromo ricco di suggestioni, per un viaggio memorabile nel tempo caduco dell’uomo odierno, ma condotto sulle ali senza tempo dell’angelo.
Indice:
Premessa
I. L’angelo come metafora della presenza dell’infinito e dell’oltre, Grazia Apisa
II. Gli angeli nella Bibbia e nella Riforma, Eliana Briante
III. Essere angelo per qualcuno, Gabriele De Ritis
IV. Il Genius Loci come angelo del luogo, Paolo Ferrario
V. La mistica del colore. Gli angeli di luce rossa, di luce gialla e di luce blu, Pietro Gentili
VI. L’influenza dell’angelo sull’anima umana, Claudio Gregorat
VII. La missione disconosciuta degli angeli emotigeni, Baldo Lami
VIII. Angeli e custodi, Massimo Marasco
IX. L’angelo dell’Annunciazione, Paola Marzoli
X. Michele e Lucifero. Cosa avranno ancora quei due da dirsi?, Maria Luisa Mastrantoni
XI. Angeli dell’Europa, Francesco Pazienza
XII. Lucifero dinamica divina, Bianca Pietrini e Fabrizio Raggi
XIII. Distanze che disegnano orizzonti, Massimo Pittella
XIV. La sincronicità come manifestazione angelica dell’unità di senso interno-esterno, Claudia Reghenzi
XV. Quale angelo sulla scena della violenza alle donne?, Stefania Valanzano
XVI. L’angelo nel cinema, Gruppo lettura film
Qui Baldo Lami presenta i singoli saggi del libro.
Qui i video della presentazione al Salone della piccola e media editoria indipendente a Milano 28 Novembre 2010
LO SPAZIO POETICO COME SPAZIO INTERIORE: LA SCRITTURA TRA PAROLA E SILENZIO
Laboratorio di scrittura autobiografica poetica a cura di Leonora Cupane, psicologa e formatrice esperta in metodologie autobiografiche, docente della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari.
La poesia sceglie di fondarsi sulla sottrazione, recuperando la funzione essenziale del vuoto, e sulla musica interiore, forgiando il linguaggio secondo il suono profondo che è l’armonia dell’universo.
(Lao Tzu)
La parola è un’ala del silenzio (Pablo Neruda)
Venne, venne./Venne una parola, venne,/ venne attraverso la notte,/ voleva luccicare, luccicare. (Paul Celan)
La poesia è un linguaggio autobiografico “totale”: non considera la parola solo nel suo aspetto concettuale ma anche nella sua sonorità, nel suo spessore e colore, restituendole il corpo (Merleau Ponty). È, quella poetica, una parola etica, perché lascia spazio alle parole per essere ciò che sono, senza costringerle nella gabbia angusta del significato.
La poesia lascia spazio alle parole ma anche tra le parole: ogni verso termina nel bianco della pagina e lascia le parole sospese sull’abisso del silenzio, col quale intessono un dialogo intimo, e solo così possono emergere in tutta la loro preziosità ed essenzialità. Senza silenzio, infatti, senza pause, non si avrebbe il ritmo, cuore pulsante della poesia, che la rende linguaggio corporeo, vivente, integrato. Ognuno ha il suo ritmo, il suo particolare rapporto col silenzio e col vuoto, nella poesia come nella vita, e tende a lasciare più o meno fiato alle parole e ai gesti, a riempire più o meno le sue pagine esistenziali. Non si può fare poesia se non si è disposti al dialogo col vuoto. Poiché intendiamo la poesia come un linguaggio autobiografico, una delle possibili direzioni di senso del laboratorio sarà comprendere meglio la storia del nostro rapporto col silenzio e con gli spazi vuoti, che possono avere rappresentato per noi baratri, carestie e deserti o bagni purificatori, o pause, transizioni, attese, gestazioni, grembi da fecondare, campi lasciati a maggese.
In questo laboratorio la scrittura poetica diverrà, quindi, creazione di uno spazio interiore da nutrire e ampliare, uno spazio dotato di caratteristiche uniche, che lo rendono generativo, trasformativo e auto-curativo. Uno spazio dotato di confini (la forma poetica è un argine prezioso) ma internamente poroso, insaturo, la cui struttura portante è l’intreccio di pieni e vuoti, di parola e silenzio. Il foglio dove la nostra poesia vedrà la luce sarà quindi stanza vuota da riempire senza mai saturarla, spazio bianco dove tracciare percorsi di parole che come gemme buchino il campo innevato, e che richiedono, per prendere forma e direzione, un ascolto profondo, delicato e sottile, una luce graduale, un tempo lento.
Le scritture autobiografiche – individuali, in coppie, in terzetti, in gruppo – saranno sollecitate da alcune immagini suggestive – il foglio bianco, le impronte sulla neve, le stanza vuota, la pagina cancellata, il ponticello sospeso sul nulla, il sentiero che termina sull’abisso, la radura luminosa, la nascita del cosmo, la fioritura, la soglia, lo schiudersi dell’uovo, il diradarsi della nebbia – tra le quali costruiremo legami metaforici e da cui nasceranno i nostri testi poetici, secondo un doppio movimento: proveremo sia a creare radure (“chiari del bosco”, per Maria Zambrano) nella selva di parole che di solito ci riempie, sia a far germinare parole dal deserto, dal vuoto bianco. In entrambi i casi cercheremo le parole veramente necessarie e le aiuteremo a dischiudersi e mettere le ali, come uova di senso adagiate in nidi di silenzio. Le assaporeremo fino in fondo, prima di lasciarle volare via.
Il ruolo del gruppo sarà fondamentale, specialmente alla fine del percorso: apriremo porte e finestre per fare comunicare le nostre “stanze” fra loro e scambiare i sapori delle nostre scritture costruendo un poema collettivo, una casa fatta di parole dove le immagini e i luoghi interiori di tutti possano risuonare e intrecciarsi in una contaminazione fertile e nutriente, dando una forma unitaria all’esperienza.
Il percorso sarà arricchito dalla lettura di poesie d’autore sui temi dello spazio e del silenzio, e di brevi passi tratti da “La poetica dello spazio” di Gaston Bachelard e “Chiari del bosco” di Maria Zambrano. La riflessione filosofica di Gaston Bachelard sulla valenza generativa delle immagini poetiche di spazi interiori è una delle fonti ispiratrici di questo laboratorio.
Le festività natalizie si nutrono del mito del massimo dono possibile (un Dio che nasce per sacrificare la sua vita agli uomini) e sono anche il periodo dell’anno in cui lo “spirito del dono”emerge con forza nelle nostre individuali vite e sulla scena pubblica.
Indipendentemente dal credo religioso, siamo tutti pervasi dall’atmosfera generale di intimità e socialità, in cui la psiche interagisce intensamente con la cultura e con le tradizioni. Questo è proprio il momento più propizio per osservare quello che ci accade intorno e per interrogarci sul concetto e sull’esperienza del dono, centrale, nei tempi moderni, per il bambino.
Perché gli adulti sono così propensi a far sì che i bambini credano che sia Babbo Natale a portare i regali? E perché noi individui moderni accettiamo così volentieri l’immagine di questa figura che arriva su una slitta volante trainata dalle renne?
Nella crisi di passaggio che caratterizza il nostro secolo in cui, recisi i legami col passato, speranza e futuro sembrano collassare in un presente sempre più mutevole e indistinto, l’angelo torna a far parlare di sé. Ma come possiamo intenderlo nel clamore delle voci e delle immagini
che lo sovrastano?
Un ampio numero di persone, tra studiosi, ricercatori
o semplici professionisti in diversi settori dell’attività umana,
si sono ritrovati a parlarne nel campo ideale del progetto di questo libro,
secondo la loro personale esperienza o il loro peculiare modo di vedere
e pensare.
Ne esce un quadro molto eterogeneo e policromo ricco di suggestioni,
per un viaggio memorabile nel tempo caduco dell’uomo odierno,
INDICE DEL SAGGIO:
1. L’evento
2. Relazioni fra gli angeli e gli uomini
3. Il Genius loci
4. I luoghi concreti
5. Gli elementi dei luoghi
6. Ritorno a casa
Bibliografia:
Amman R., Il giardino come spazio interiore, Bollati Boringhieri, Torino 2008
Bachelard G., La terra e il riposo, le immagini della intimità (1948), Red Edizioni, Como 1994
Benjamin W., Il viaggiatore solitario e il flâneur, Il Nuovo Melangolo, Genova 1988
Berger P. L., Il brusio degli angeli, Il Mulino, Bologna 1969
Bevilacqua F., Genius Loci. Il dio dei luoghi perduti, Rubbettino, Catanzaro 2010
Calvino I., Lezioni americane, Mondadori, Milano 2000
Demetrio D., Filosofia del camminare. Esercizi di meditazione mediterranea, Raffaello Cortina, Milano 2005
Demetrio D., Ascetismo metropolitano. L’inquieta religiosità dei non credenti, Ponte alle Grazie, Firenze 2009
Galli M., Edgar Reitz, Il Castoro Cinema, Milano 2006
Guardini R., Rainer Maria Rilke: le Elegie duinesi come interpretazione dell’esistenza (1953), Morcelliana, Brescia 1974
Hillman J., Il piacere di pensare, conversazione con Silvia Ronchey, Rizzoli, Milano 2001
Hillman J., L’anima dei luoghi, conversazioni con Carlo Truppi, Rizzoli, Milano 2004
Jonas H, Memorie. Conversazioni con Rachel Salamander, Il Melangolo, Genova 2009
Michael J., Il giardino allo specchio. Percorsi tra pittura, cinema e fotografia, Bollati Boringhieri, Torino 2009
Moore T., L’incanto quotidiano, Sonzogno, Milano 1997
Peregalli R., I luoghi e la polvere. Sulla bellezza dell’imperfezione, Bompiani, Milano 2010
Rilke R.M., Elegie Duinesi, (1922), Le Lettere, Scandicci 1992
Stevens W., L’angelo necessario, SE/ES, Milano 2000
Wenders W., Stanotte vorrei parlare con l’angelo. Scritti 1968-1988, Ubulibri, Milano 1988
Paolo Ferrario è sociologo e formatore in tema di politica dei servizi sociali. Attraversa il suo Destino nell’ultimo tratto di vita tra partecipazione alla Polis e necessità esistenziale di ancorarsi in un Luogo, che si è concretizzato a Coatesa sul Lario. Ha scritto solo libri tecnici e questa è la sua prima escursione nella ricerca simbolica. Tiene un “diario reticolare” sul Blog Segni di Paolo del 1948. Pubblica articoli sul BlogZine Muoversi Insieme di Stannah. In Tracce e sentieri. Luogo Tempo Eros Polis Destino si trovano altri segni del suo percorso individuativo.
GRAZIA APISA, L’angelo come metafora della presenza dell’infinito e dell’oltre
INDICE DEL SAGGIO:
1. La risposta alla domanda
2. L’angelo è metafora della presenza ma la presenza non è l’angelo
3. Scomparsa del terzo mediatore
4. Amore è il nome di Dio
Grazia Apisa vive a Genova. Scrive poesie dall’età di sette anni. Nel ‘91, rileggendo il suo percorso esistenziale e poetico, vi scoprirà molte anticipazioni dellesintesi successive (Senza Traccia). La ricerca di un’altra dimensione, il dialogo con l’assoluto, la scoperta del Soggetto troveranno risposta e attuazione nell’incontro con Silvia Montefoschi. Nel ‘94-’95 ha pubblicato sei opere, poesie, racconti,favole, sogni e un libro vita: Ti amo. Dalla dialettica al dialogo. Tra il 2007-2008 ha pubblicato i primi 8 volumi dell’opera Il Dialogante. Nel 2009 L’Incontro e Luce del silenzio e nel 2010 O-sceno – Oltre la scena. E’ presente su Facebook.
ELIANA BRIANTE, Gli angeli nella Bibbia e nella Riforma
INDICE DEL SAGGIO:
1. La funzione degli angeli
2. Gli angeli nella bibbia
a. Nell’Antico Testamento
a.1. Le querce di Mamre
a.2. L’asina di Balaam
a.3. Chiamata di Isaia
b. Nel Nuovo Testamento
b.1. L’Apostolo Paolo e gli angeli
b.2. Apocalisse
3. Gli angeli nella riforma protestante del Cinquecento
a. Martin Lutero
b. Giovanni Calvino
c. Karl Barth
4. Noi e gli angeli
Eliana Briante nata a Pachino (SR), ha studiato a Roma alla Facoltà Valdese di Teologia e a Monaco di Baviera. Pastora della Chiesa Evangelica Valdese(Unione delle Chiese Evangeliche Valdesi e Metodiste), ha prestato servizio in Italia e in Germania. Dal 2000 al 2005 è stata direttrice del Servizio Cristiano di Riesi (CL), istituto diaconale della Chiesa Valdese, comprendente Scuola dell’Infanzia e Primaria, Consultorio Familiare, Centro Agricolo Biologico, Casa per ferie, Centro internazionale di Studi sull’Architettura. Dal 2005 è pastora della Chiesa Evangelica Metodista di Milano. È sposata e ha due figli.
GABRIELE DE RITIS, Essere angelo per qualcuno. Empatia e kairós nella relazione d’aiuto
INDICE DEL SAGGIO:
Il brusio degli angeli
In cammino verso l’altro. camminare insieme.
Angelo e Daimon
Empatia e Kairós
Gabriele De Ritis si è laureato in Filosofia nel 1972 con una tesi sui rapporti tra Filosofia e Psichiatria, segnatamente sull’influenza esercitata dal pensiero di Sartre sull’antipsichiatria di Ronald Laing e David Cooper. Successivamente si è occupato di Etica e di Estetica, di cui si è avvalso per l’insegnamento delle Lettere italiane e latine nei trentacinque anni trascorsi nei Licei. Da venti anni è impegnato nell’attività di Educatore in unCentro di ascolto per ragazzi tossicodipendenti e per le loro famiglie. E’ presente su Facebook. Da anni cura un suo sito personale.
PAOLO FERRARIO, Il Genius loci come angelo del luogo
INDICE DEL SAGGIO:
1. L’evento
2. Relazioni fra gli angeli e gli uomini
3. Il Genius loci
4. I luoghi concreti
5. Gli elementi dei luoghi
6. ritorno a casa
Paolo Ferrario è sociologo e docente universitario a contratto al Corso di laurea in Scienze pedagogiche della Università di Milano Bicocca. Attraversa il suo Destino nell’ultimo tratto di vita tra partecipazione alla Polis e necessità esistenziale di ancorarsi in un Luogo. Ha scritto solo libri tecnici e questa è la sua prima escursione nella scrittura creativa. Tiene un diario sul Blog www.paolodel1948.blogspot.com. In Tracce e sentieri. Luogo Tempo Eros Polis Destino si trovano indicazioni su tutte le sue attività.
PIETRO GENTILI, La mistica del colore. Gli angeli di luce rossa, di luce gialla e di luce blu
INDICE DEL SAGGIO:
L’angelo di luce rossa. Il colore del fuoco.
L’angelo di luce gialla. Il colore dell’aria.
L’angelo di luce blu. Il colore dell’acqua.
Pietro Gentili (San Vito Romano 1932-2008), artista e pittore cosmico. Le arti figurative sono sempre state la sua passione (ne sono prova le sue grandissime tele piene di luce lunare, gioco di specchi e colori) da dove traspare un amore viscerale per l’universo e l’infinito, a cui negli anni si è affiancata quella per la ricerca mistico-esoterica dell’astrologia che ha improntato tutta la sua ultima produzione artistica. Ha pubblicato otto saggi tra cui Supernatura, La Semina del Cuore, Astrologia scienza dello Spirito, La dualità del Sole e della Luna, Le dimore del cielo senza stelle ed ultimo in ordine di tempo Una Vita e un’Arte del 2003, oltre a numerosi articoli su riviste di settore. Le sue opere sono state esposte in numerose gallerie d’arte e sono tutt’ora presenti in diversi musei e pinacoteche italiane ed estere. In sua memoria è stato realizzato il sito www.pietrogentili.com. Egli è l’autore dell’opera Arcangelo imporporato, di cui in copertina è riprodotto un particolare dell’ala.
Claudio Gregorat nato a Chiopris-Viscone (Ud) nel 1923. Musicista compositore con 170 titoli di opere dallo strumento solista alla grande orchestra. Scrittoresaggista su vari argomenti secondo la prospettiva antroposofica. Libri: La musica come mistero del suono, L’anima della musica, Origine ed evoluzione degli strumentimusicali, La musica come terapia, Processi di pensiero, Evoluzione dell’intelligenza, Itinerari della coscienza pensante, Il confronto col Male, Convivere con la paura, Piccola storia dell’architettura, Saggi sull’arte figurativa, La presenza del Cristo Eterico, ed altri 20 titoli. Inoltre vari saggi ed articoli su temi di attualità pensati nella loro specifica essenza.
BALDO LAMI, La missione disconosciuta degli angeli emotigeni
INDICE DEL SAGGIO:
La traccia e il sogno
Breve storia del lemma
La biga alata e l’inizio del dualismo
La scienza del cavallo nero
Le emozioni di Freud e Jung
Bion, Matte Blanco, Montefoschi e la riproposizione del sentire
Il dialogo con le figure oniriche
Il daimon o l’angelo caduto
L’angelo ferito e gli avversari della missione angelica
L’emozione come transfert gemellare angelo-daimon
Un caso di propagazione angelica
Il destino delle emozioni e dell’uomo
Baldo Lami, psicologo e psicoterapeuta di formazione psicoanalitica e psicosomatica, poeta e autore della raccolta di versi Le ali rotonde (1990), fonda a Milano l’Associazione Culturale di Promozione Sociale “Fare Anima” (1992), per la promozione di una cultura simbolica e della psiche, realizzando con Maria Luisa Mastrantoni diversi seminari didattico-esperienziali sui grandi temi della vita. Suoi articoli su L’Immaginale e riviste online. Suoi libri Il sogno della donna di pietra. Percorsi di psicoanalisi contemplativa (1997), Psicopatia e pensiero del cuore. Analisi di un concetto chiave di comprensione del nostro tempo (2006). Baldo Lami è anche il curatore dell’opera. E’ presente su Facebook.
MASSIMO MARASCO, Angeli e custodi
Massimo Marasco è nato a La Spezia nel 1955. Si è laureato in Chimica a Pisa e dal 1980 vive a Milano, dove lavora come specialista informatico. Dal 1995 ha intrapreso un percorso psicoanalitico con Silvia Montefoschi, che dura tutt’ora. Nel 2002 ha pubblicato il breve saggio Oltre il sado-masochismo e nel 2003 ha pubblicato il romanzo L’annuncio. Il mito del popolo nuovo. Con Silvia Montefoschi ha collaborato alla stesura di alcuni saggi tra cui, ultimo in ordine di tempo, Oltre l’omega nel 2006.
PAOLA MARZOLI, L’angelo dell’Annunciazione
INDICE DEL SAGGIO:
Premessa
Approssimazione Evento
L’annuncio a Maria
Postfazione
Coscienza individuale
Paola Marzoli, psicoanalista dal 1983, di formazione junghiana montefoschiana. Collabora dai primi anni ‘90 con il CEPEI (Centro di Psicologia Evolutiva Intersoggettiva). Insieme agli altri soci del CEPEI ha tenuto seminari di formazione e ha pubblicato come coautrice nel 2008 Dialoghi con il sogno. Incontri diurni e notturni con l’inconscio. Pittrice, dal 1975 ha tenuto mostre personali in Italia e all’estero.
MARIA LUISA MASTRANTONI, Michele e Lucifero. Cosa avranno ancora quei due da dirsi?
Maria Luisa Mastrantoni fonda a Milano nel 1999 la casa editriceZephyro Edizioni. In precedenza ha pubblicato nel 1997 come coautrice il saggio Il sogno della donna di pietra e nel 1998 il racconto psicologico Ciao ciao Dolly. Storia di un clone in crisi di identità. Dal 1992 a oggi collabora con Baldo Lami ai seminari di “Fare Anima” a Milano e a Brescia.
FRANCESCO PAZIENZA, Angeli dell’Europa
INDICE DEL SAGGIO:
Introibo ad altare Dei!
Avvicinamento
E soprattutto, perché leggo Rudolf Steiner?
Considerazioni in margine alla conferenza di Rudolf Steiner “Che cosa fa l’angelo nel nostro corpo astrale?”
Passeggiata notturna nella selva oscura della mia libreria
Angelus novus
Angeli orrifici
L’angelo necessario
Francesco Pazienza, psicanalista a Milano dal 1980 (personale freudiana in età giovanile e didattica lacaniana), fin dai primi anni ‘80 compie una ricerca personale che lo conduce a incontrare e praticare lo yoga e la meditazione buddhista sotto la guida di Corrado Pensa. Approfondisce la sua formazione integrando attraverso Hillman elementi di psicologia del profondo di indirizzo junghiano (Circolo della via Podgora a Milano). Nei primi anni ‘90 incontra l’Antroposofia, l’opera di Rudolf Steiner, collabora con medici e terapeuti antroposofici e insegna un settennio nel liceo “R. Steiner” di Milano (cattedra di religione). Insegna Biografia umana nei seminari pedagogici steineriani di Milano e Sagrado. È membro del SABOF (Società per l’Analisi Biografica a Orientamento Filosofico). Redattore del blog www.nellacurvadeltempo.it. E’ presente su Facebook.
BIANCA PIETRINI e FABRIZIO RAGGI, Lucifero dinamica divina
INDICE DEL SAGGIO:
Lucifero: l’angelo messaggero di Dio
Lucifero: la dinamica evolutiva di Dio
L’attuazione dell’opera di Lucifero quale messaggero della dinamica divina
Bianca Pietrini da sempre segue il percorso che l’essere fa di sé e, unitamente a Silvia Montefoschi, lavora alla realizzazione completa dell’Uno come unico vivente. Nel 2003 collabora con Fabrizio Raggi alla lettura psicoanalitica de Il Mnemonista. Nel 2009 autrice con Silvia Montefoschi e Fabrizio Raggi del volume Il manifestarsi dell’essere in Silvia Montefoschi. Vive e lavora a La Spezia. Fabrizio Raggi, medico e psichiatra, da sempre segue il percorso che l’essere fa di sé e, unitamente a Silvia Montefoschi, lavora alla realizzazione completa dell’Uno come unico vivente. Nel 2003 collabora con Bianca Pietrini alla lettura psicoanalitica de Il Mnemonista. Nel 2008 pubblica Al di là del bene e del male: la logica unitaria. Nel 2009 autore con Silvia Montefoschi e Bianca Pietrini del volume Il manifestarsi dell’essere in Silvia Montefoschi. Vive e lavora a La Spezia.
MASSIMO PITTELLA, Distanze che disegnano orizzonti
Massimo Pittella è nato a Milano, dove lavora come consulente nelle tecnologie della comunicazione in rete. Dopo il coinvolgimento in progetti sperimentali di intelligenza artificiale e la pubblicazione di testi matematici, ha ricoperto ruoli di spicco in note multinazionali del software. Oltre che in scienze dell’informazione, ha seguito studi di psicologia e di filosofia, esplorando successivamente l’ambito delle scienze di frontiera. Conduce da anni una sua personale ricerca sugli incroci tra scienza, pratiche filosofiche e tradizioni sapienziali. E’ presente in Facebook.
CLAUDIA REGHENZI, La sincronicità come manifestazione angelica dell’unità di senso interno-esterno
Claudia Reghenzi, laureata in Scienze politiche, dirige la sua passione alla scrittura e all’introspezione. Nel 2006 pubblica il suo primo romanzo Il ponte su due mondi e nel 2009 Giallo all’ombra del vescovado con il quale vince il terzo premio “Autrice dell’estate 2009”. Collabora con le associazioni culturali “Fare anima” di Milano e “Quintoquadrante” di Brescia.
STEFANIA VALANZANO, Quale angelo sulla scena della violenza alle donne?
INDICE DEL SAGGIO:
La violenza dell’altro
Violenza contro le donne e ambiguità
Il fattore transgenerazionale nel fenomeno della violenza contro le donne
L’angelus novus e il disvelamento sulla scena della violenza verso le donne
Stefania Valanzano, psicologa psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico, vive a La Spezia dove svolge attività clinica con adolescenti e adulti. Si interessa da diversi anni di bioetica e dell’impatto delle tecniche di riproduzione assistita sul corpo femminile. Attualmente si occupa in modo particolare degli aspetti traumatici della violenza verso le donne e del ruolo giocato dal fattore transgenerazionale nelle patologie sociali.
INDICE DEL SAGGIO:
Premessa La vita è meravigliosa (Frank Capra, USA 1946) La moglie del vescovo (Henry Koster, USA 1947) Appuntamento con un angelo (Tom McLoughlin, USA 1987) Il cielo sopra Berlino (Wim Wenders, Germania 1987) Così lontano così vicino (Wim Wenders, Germania 1993) The Prophecy I, II, III (USA, 1995-2000) Michael (Nora Ephron, USA 1996) City of Angels – La città degli Angeli (Brad Silberling, USA 1998) Angels in America (Mike Nicholson, USA 2003) Angel-A (Luc Besson, Francia 2005)
Il Gruppo lettura film è composto da Marilena Dusi, Maria Dolores Moroldo, Claudia Reghenzi, Eliana Vallini, Elena Buzzetti e Gianfranco Bellini.
Nella crisi di passaggio che caratterizza il nostro secolo in cui, recisi i legami col passato, speranza e futuro sembrano col lassare in un presente sempre più mutevole e indistinto, l’ange lo torna a far parlare di sé.
Ma come possiamo intenderlo nel clamore delle voci e delle immagini che lo sovrastano?
Un ampio numero di persone, tra studiosi, ricercatori o semplici professionisti in diversi settori dell’attività umana, si sono ritro vati a parlarne nel campo ideale del progetto di questo libro, secondo la loro personale esperienza o il loro peculiare modo di vedere e pensare. Ne esce un quadro molto eterogeneo e poli cromoricco di suggestioni, per un viaggio memorabile nel tempo caduco dell’uomo odierno, ma condotto sulle ali senza tempo dell’angelo.
Essendo anche un autore di questo libro, oltreché curatore, non dirò nulla degli sviluppi che ciascun autore ha consegnato alle pagine di questo libro sulla figura dell’angelo, lasciando che siano i lettori stessi a scoprirli, verificando vicinanze e lontanan ze, linee e punti di contatto (connessioni angeliche), sia tra gli autori stessi che tra autori e lettori.
Dirò come è nato il progetto. Un rapporto con la realtà di quanto percepivo oltre la soglia del visibilece l’ho sempre avuto, ma il mio vero e proprio incontro con l’angelo come figu ra specifica dell’immaginario l’ho avuto con le opere di Pietro Gentili, una delle quali, grazie alla concessione di sua figlia Emanuela, ho voluto che figurasse in copertina – di cui però l’e ditore ha saggiamente riprodotto solo un particolare dell’ala, per l’impossibilità di rendere con una fotografia e in uno spazio così ridotto la magnificenza dell’opera.
Conobbi Pietro a Milano negli anni ottanta quando andai da lui per una consulenza astrologica, di cui aveva una conoscenza intuitiva straordinaria, e da allora diventammo amici ricono scendoci in una comune fratellanza. Artista eccelso, grande mistico, personaggio raro, gli ultimi anni della sua vita dipingeva solo angeli e porte del cielo. In questo libro ripubblico anche un articolo che mi diede nel 2000 per una rivista che allora diri gevo. La prima ispirazione per la realizzazione di questo saggio la devo certamente a lui.
Poi c’è stata una lentissima incubazione finché a un incrocio tra diversi percorsi trovai l’indicazione giusta, che si presentò quando all’inizio del 2009 decisi di inserirmi in un noto social network per esplorarne le potenzialità. Sorprendentemente mi trovai quasi subito in corrispondenza con alcuni amici total mente sconosciuti, personaggi anch’essi straordinari che mi hanno riempito di curiosità e stupore, in cui cominciò presto a evidenziarsi il tema dell’angelo. Mi sembrò una chiamata, che quando si formulò in un dise gno più preciso rivolsi a loro, rivolgendola al contempo anche agli amici conosciuti, colleghi e anche compagni di ricerca che costituirono il terreno sicuro d’elezione per la concreta realizza zione del progetto. Ciascun autore, a cui va tutto il mio ringraziamento, ha svol to il proprio compito nella più assoluta autonomia, conoscendo dei temi trattati dagli altri autori solo una breve traccia descritti va, cosa che è stata molto apprezzata. Questo libro non pretende di essere esaustivo su questo sog getto, sarebbe impossibile, e non era neppure nelle mie inten zioni, ma intende meditarne gli aspetti più essenziali e recondi ti, aspetti anche inaspettati e inediti, persino critici, che ciascun autore ha affrontato con l’utilizzo di codici diversi di decifrazio ne, ma con il comune sforzo di pensarlo anche al di là degli stessi, nella vita di tutti igiorni e nella realtà attuale, come icona ancorché problematica della complessità contemporanea che sottende nel beneonel male una possibile nuova prefigurazio ne umana. Ai lettori l’invito ad accogliereidiversi contributi che com pongono il saggio come brani sincronici di un’unica partitura musicale, ascoltandone la polifonia, porta dell’ascolto del cuore, riflesso diquell’ harmonia caelestische le più alte schiere angeli che continuano a comporre coniloro cori e i loro liuti dall’ini zio della creazione del mondo. Poiché è solo questo concerto che lo fa esistere e ricreare.