In Italia, per fortuna, si uccide sempre meno e molto meno di numerose altre nazioni, da noiseFromAmeriKa


In Italia, per fortuna, si uccide sempre meno e molto meno di numerose altre nazioni. Limitando lo sguardo all’ultimo ventennio, dopo il picco massimo di 3,38 omicidi volontari per 100.000 abitanti del 1991, frutto soprattutto delle guerre di mafia e camorra dell’epoca,  oggi il tasso è sceso attorno alla soglia di 1 (uno) omicidio per 100.000 abitanti, di cui un quarto donne.

 Il calo della violenza,  peraltro, non è un fenomeno solo italiano e tutto il mondo occidentale ha visto un progressivo e marcato  calo degli omicidi e tutti gli indicatori convergono oggi verso il “fisiologico” livello di 1/100.000.

Perché però si uccide? 

vai a    | noiseFromAmeriKa.

La più aggiornata indagine Istat sulla sicurezza in Italia, riportando dati di Polizia, riferisce che nel 2010 il 44,9 delle donne uccise è stato ucciso da un partner o un ex partner (il 54,1% nel 2009 e il 38,5 nel 2002), il 23,7% da un parente e il 5,1% da un amico, mentre solo il 14,1% viene uccisa da un estraneo, contro il 39,5% degli uomini, il che comporta, tra l’altro, che lo  stretto rapporto tra vittima e carnefice fa si che solo per il 17,3% degli omicidi femminili rimane ignoto l’autore, contro invece  il 44,5% degli omicidi maschili.

 

Milano – Niguarda: immigrato clandestino piccona i passanti: tre assassinati


È sceso in strada con un piccone e ha cominciato a brandirlo rincorrendo i passanti. Tre persone sono state colpite. Un uomo di 40 anni è morto per le ferite riportate. È successo a Milano, nel quartiere Niguarda, poco dopo le sei di sabato mattina. I tre feriti sono stati soccorsi e ricoverati tra il Niguarda e l’istituto clinico Città studi, dove la vittima è spirata nonostante le cure immediate.

L’AGGRESSORE - Quando è stato fermato dai carabinieri aveva ancora con sè il piccone insanguinato. Ha ventun’anni, di fronte ai militari non ha detto niente tranne di essere originario del Ghana. L’uomo ha precedenti penali per rapina, furto, resistenza. E’ un immigrato clandestino, entrato in Italia nel 2011.

da Corriere.it Social su Facebook.

SALVINI: «I CLANDESTINI CHE IL MINISTRO DI COLORE VUOLE REGOLARIZZARE AMMAZZANO A PICCONATE»

Il segretario della Lega nord in Lombardia: «La Kyenge istiga a delinquere»

http://www.corriere.it/politica/13_maggio_11/salvini-picconatore-lega-kyenge_a1f3bd44-ba24-11e2-b7cc-15817aa8a464.shtml

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UCCISO A PICCONATE, IL 40ENNE STIMATO DA TUTTI

La vittima dell’aggressione era molto nota nel quartiereViveva con la madre vedova: «Un ragazzo tranquillissimo»

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_maggio_11/vittima-piccone-milano-2121086113601.shtml

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PISAPIA: «UN GESTO FOLLE CHE LASCIA SGOMENTI» LEGA: PRESIDIO DOMENICA MATTINA A NIGUARDA

Minuto di silenzio nelle varie iniziative previste per la domenica a piedi. Il Carroccio attacca: «Milano è un inferno»

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_maggio_11/pisapia-reazione-aggressione-piccone-2121089873132.shtml

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SCOLA: «SGOMENTO PER BARBARE E INSPIEGABILI AGGRESSIONI»

L’arcivescovo: «Continuare la costruzione di una vita buona a Milano»

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_maggio_11/scola-reazione-aggressioni-niguarda-2121094818904.shtml

È MORTO DANIELE CARELLA

Non ce l’ha fatta il giovane di 21 anni
aggredito a colpi di piccone

Morte cerebrale per il giovane. Dopo l’intervento chirurgico era ricoverato nel reparto di neuro-rianimazione

vai a   http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/mada-kabobo-morto-daniele-carella-ferito-1559476/

Non ce l’ha fatta Ermanno Masini. Il pensionato di 64 anni colpito a picconate da Mada Kabobo sabato scorso insieme ad altre quattro persone, è morto dopo due giorni di coma. Originario di Lama Mocogno, in provincia di Modena, Masini era ricoverato al Policlinico di Milano in stato di coma a causa delle lesioni riportate nell’aggressione avvenuta all’alba, nella periferia nord del capoluogo lombardo.

Masini era stato operato due giorni fa. Inizialmente sembrava che le sue condizioni fossero in via di miglioramento; poi è sopraggiunta un’infezione e il quadro è nuovamente peggiorato. Le ferite alla testa erano troppo gravi e l’uomo non ce l’ha fatta. In ospedale Masini, che era vedovo, era assistito dal figlio.

Salgono così a tre le vittime della follia omicida del ghanese. Ieri anche Daniele Carella, 21 anni, altra vittima dell’aggressione, ha perso la vita. Sul colpo era morto invece Alessandro Carolè, 40 anni. Solo lievemente feriti, invece, gli altri due colpiti.

BRICS – India, ondata di stupri sulle bambine: “violentata, torturata e mutilata nei genitali”


Ancora una volta l’India si ritrova a fare i conti con un malessere sociale che forse esiste da tempo, ma che non era mai riuscito a sfondare il velo di silenzio e omertà che avvolge il tabù sessuale.

Quando i medici hanno esaminato la piccola, imprigionata per due giorni dal suo aguzzino in una stanza di Gandhi Nagar, un povero rione nell’est della capitale, sono rimasti impressionati dalla brutalità delle ferite. La bambina è stata violentata, torturata e mutilata nei genitali. Dai segni sul collo sembra anche che l’aggressore abbia tentato di strangolarla. Il responsabile dello Swami Dayanand Hospital, dove è stata portata per le prime cure, ha riferito tra lo sconcerto che « è stata trovata una bottiglietta di 200 ml e due o tre pezzi di candele inseriti nelle sue parti intime».

Anche il ‘’branco’’ che aveva violentato la ventitreenne ‘’Nirbhaya’’ (in hindi ‘’senza paura’’) le aveva provocato orrende lesioni addominali che hanno poi portato alla morte dopo una agonia di nove giorni. Da ieri New Delhi sta rivivendo lo stesso incubo. Si vedrà nei prossimi giorni se ci sara’ anche una mobilitazione popolare come quella di fine dicembre che ha poi obbligato il governo a varare una legge anti-stupro

DA   La Stampa – India, ondata di stupri sulle bambine La folla si ribella, sit-in all’ospedale.

BRICS: Una bambina di cinque anni è in fin di vita dopo essere stata brutalmente violentata e mutilata a New Delhi. Lo riferiscono oggi le televisioni indiane. Ieri nello stato dell’Uttar Pradesh,


New Delhi, 19-04-2013

Una bambina di cinque anni è in fin di vita dopo essere stata brutalmente violentata e mutilata a New Delhi.

un’altra bimba di sei anni era stata trovata morta in una discarica con segni di strangolamento e di sospetto stupro. La piccola era stata rapita dalla sua casa di Gandhi Nagar, nel sud est della capitale alcuni giorni fa. E’ stata trovata solo oggi con i genitali mutilati e diverse ferite sul corpo.

Rainews24.it.

Quattro mesi dopo l’orrendo stupro e uccisione di ‘’Nirbhaya’’ su un autobus nella metropoli di New Delhi, si è consumata ieri un’altra bestiale violenza contro una bambina di cinque anni ridotta in fin di vita da un folle maniaco. Il giorno prima un’altra bimba di sei anni era stata violentata, strangolata e gettata in una discarica della città di Aligarh, a 140 chilometri dalla capitale.

 

Ancora una volta l’India si ritrova a fare i conti con un malessere sociale che forse esiste da tempo, ma che non era mai riuscito a sfondare il velo di silenzio e omertà che avvolge il tabù sessuale.

Quando i medici hanno esaminato la piccola, imprigionata per due giorni dal suo aguzzino in una stanza di Gandhi Nagar, un povero rione nell’est della capitale, sono rimasti impressionati dalla brutalità delle ferite. La bambina è stata violentata, torturata e mutilata nei genitali.

da http://www.lastampa.it/2013/04/20/esteri/india-ondata-di-stupri-sulle-bambine-la-folla-si-ribella-sit-in-all-ospedale-5pSzwBJ9TIBzjwYf5WLixK/pagina.html?wtrk=cpc.social.Twitter&utm_source=Twitter&utm_medium=&utm_campaign=

uccise in 53 minuti sua madre e suo padre: Pietro Maso è in libertà, da IL FEROCE VIVEUR CHE SPEZZO’, IL PATTO FRA LE GENERAZIONI, di Antonio Scurati, La Stampa 16 aprile 2013


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La Stampa - Pietro Maso, il feroce viveur che spezzò il patto tra le 

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8 ore fa – Da ieri Pietro Maso è un uomo libero, domani ricorrerà il ventitreesimo anniversario del suo delitto, oggi viene pubblicata la sua autobiografia.

” ecco perche’ voleva morti i genitori “

archiviostorico.corriere.it › ArchivioCondividi

10/giu/1994 – La perizia di Vittorino Andreoli su Matteo Zanella ricorda quella suPietro Maso. Sani di mente per lo psichiatra. Matti per la gente, perche’ solo 

Delitto Meredith, annullata l’assoluzione di Raffaele Sollecito e Amanda Knox – Corriere.it


 I due imputati, Raffaele Sollecito e Amanda Knox, dovranno comparire nuovamente davanti ai giudici, ma questa volta davanti alla Corte d’assise d’appello di Firenze. Si sgretola la sentenza di assoluzione di secondo grado che, sulla base di un’articolata perizia tecnica, aveva assolto i due ragazzi indicati dall’accusa come gli autori del delitto in complicità con l’ivoriano Rudy Guede

da  Delitto Meredith, annullata l’assoluzione – Corriere.it.

Famiglie: Pietro Maso torna libero dopo 22 anni, nel ’91 a 20 anni uccise i genitori per impossessarsi dell’eredità


Il ragazzo della “Verona bene” uccise
i genitori quando aveva 20 anni

Pietro Maso tornerà libero il prossimo 15 aprile dopo aver scontato 22 anni di carcere. L’ex `ragazzo della Verona bene´, che nel ’91 a 20 anni uccise i genitori per impossessarsi dell’eredità, era stato condannato a 30 anni e 2 mesi, poi `ridotti´ dall’indulto e dalla liberazione anticipata. 

da  La Stampa – Pietro Maso torna libero dopo 22 anni.

Femminicidio. Che cos’è, come si può fermare? – intervista a Marina Calloni, da Unibicocca


120 vittime nel 2012, una donna uccisa quasi ogni due giorni. Quasi sempre da mariti, ex fidanzati o comunque da persone nella cerchia affettiva della vittima. Si può fermare il femminicidio? Marina Calloni, ordinario di filosofia politica nell’Università di MIlano-Bicocca ci spiega che in Inghilterra il metodo Scotland ha fatto diminuire del 61% i delitti in un anno

Filippino Massacrato a calci e pugni in strada, dopo una lite per droga, fermati tre connazionali – Milano


Massacrato a calci e pugni in strada, dopo una lite per droga. Sotto gli occhi di molti passanti, che hanno filmato tutto con i loro cellulari ma non hanno mosso un dito in sua difesa. Un filippino di 34 anni, Topacio Anthony Edinson, è stato assassinato intorno all’una di sabato all’esterno della sala bingo di viale Zara angolo viale Marche, una delle principali nella zona nord del capoluogo lombardo. Subito individuati i tre aggressori, arrestati con l’accusa di omicidio volontario aggravato in concorso: Mark Dimapasoc, 28 anni, incensurato, Leonil Dela Chica, 26 anni, e Rafael Pujanes, 24 anni, gli ultimi due con precedenti per rissa e lesioni.

LA LITE PER DROGA - «È stato massacrato a calci e pugni con violenza inaudita. E’ stata un’aggressione violentissima e molto rapida», riferiscono i carabinieri della compagnia Duomo, che hanno arrestato i tre sospettati. Secondo i primi accertamenti, alla base del brutale omicidio vi sarebbe una lite per una piccola partita di stupefacenti, scoppiata intorno a mezzanotte.

da   Filippino ammazzato a calci e pugni in strada, fermati tre connazionali – Milano.

il MALE esiste: FRANCIA, STERMINATA FAMIGLIA: DUE BIMBE VIVE


il male esiste: FRANCIA, STERMINATA FAMIGLIA: DUE BIMBE VIVE 

inizia l’incubo quotidiano anticipato da Cormak McCarthy?

The Road The Road USA 2009, REGIA: John Hillcoat ATTORI: Viggo Mortensen, Kodi Smit-McPhee, Charlize Theron, Robert Duvall, Guy Pearce


Una piccola, 4 anni, si è nascosta sotto i cadaveri per circa otto ore. L’altra, gravemente ferita, è ricoverata in ospedale

http://www.corriere.it/esteri/12_settembre_06/francia-strage-famiglia_35f8afe2-f7f5-11e1-a29d-c7eff3c66a96.shtml

Mohamed Merah, profilo del giovane francese, di origine algerina, sospettato degli omicidi di Tolosa e Montauban


Un profilo del giovane francese, di origine algerina, sospettato degli omicidi di Tolosa e Montauban.

BBC News – Profile: Toulouse shooting suspect Mohammed Merah

da Internazionale » Chi è Mohamed Merah

Vai a Guido Olimpio sulla strage di Tolosa

Strage Tolosa, inquirenti seguono pista islamista e neonazista


Strage Tolosa, inquirenti seguono pista islamista e neonazista
L’Unità
Le piste dell’estremismo islamista e del terrorismo di estrema destra sono quelle privilegiate per l’attacco di oggi alla scuola ebraica di Tolosa, in cui sono morti tre bambini e un giovane professore franco-israeliani
<http://www.unita.it/mondo/strage-tolosa-inquirenti-seguono-pista-islamista-e-neonazi-1.393182>

‘ndrine calabresi: Testimone suicida, arrestati familiari – Corriere.it


Aveva descritto nei particolari gli affari sporchi e le attività criminali e gli omicidi commessi dalla cosca Bellocco di Rosarno, alleata dei Pesce, una delle ‘ndrine più potenti in Calabria. Maria Concetta Cacciola, 31 anni, figlia di Michele Cacciola, cognato del boss Gregorio Bellocco, si era poi suicidata con acido muriatico, il 22 agosto scorso.

L’OPERAZIONE - Giovedì mattina i carabinieri della compagnia e gli agenti del commissariato di Gioia Tauro hanno arrestato i suoi genitori, Michele Cacciola, 54 anni, Anna Rosalba Lazzaro, 48 anni e il fratello Giuseppe, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia violenza e minaccia per costringerla a ritrattare le sue confessioni. 

da Testimone suicida, arrestati familiari – Corriere.it.

l’assassino pluriomicida cesare battisti , condannato dai tribunali italiani a quattro ergastoli, festeggerà la sua impunità al carnevale di rio sghignazzando sul dolore delle vittime sopravvissute


l’assassino pluriomicida cesare battisti , condannato dai tribunali italiani a quattro ergastoli, festeggerà la sua impunità al carnevale di rio sghignazzando sul dolore delle vittime sopravvissute.

Ciò è dovuto a:

 

Anna Oliverio Ferraris: Un uomo di 26 anni, pregiudicato per spaccio, litiga con moglie e suocera e come reazione lancia il figlioletto di 16 mesi nelle acque del Tevere


Un uomo di 26 anni, pregiudicato per spaccio, litiga con moglie e suocera e come reazione lancia il figlioletto di 16 mesi nelle acque del Tevere, in una mattina gelida di una Roma insolitamente coperta di neve. Colto da raptus, si dice.

  • Ma dietro al raptus c’è sempre dell’altro, ravvisabile nello stile di vita, nel carattere, nel tipo di relazioni che una persona intrattiene con i propri familiari e con il mondo, nel suo equilibrio psichico. In questo caso emerge una personalità immatura e vendicativa tipica di un uomo incapace di controllare i propri impulsi, con una visione strumentale delle altre persone.

Come Medea, anche se di sesso maschile, questo giovane padre ha colpito la moglie attraverso il figlioletto, come se il piccolo fosse un oggetto, una sua proprietà e non invece una persona a pieno titolo con le sue necessità, la sua individualità e i suoi diritti, tra cui in primo luogo quello di vivere.

  • Questo caso ripropone in maniera esasperata e tragica il problema dell’atteggiamento di alcuni genitori nei confronti dei figli che diventano un terreno di guerra quando i rapporti tra di loro si fanno critici.

Una condizione che emerge molto chiaramente in alcune cause di separazione e di divorzio dove i figli vengono usati in maniera strumentale come armi di ricatto, come spie o come ostaggi contro l’ex, senza preoccuparsi delle sofferenze che vengono loro inflitte e delle conseguenze che tali dolori precoci potranno avere sulla loro vita futura.

  • Proprio perché sui bambini si investono forti sentimenti, colpendo i bambini si ha la certezza non solo di colpire il partner al cuore, ma anche di distruggere l’idea stessa di famiglia e tutto ciò che si è realizzato insieme.
  • La nota psicoanalista Alice Miller spiegava nei suoi scritti come i figli, in particolare i più piccoli, corrano dei forti rischi quando il genitore ha una personalità immatura, non ha risolto problemi legati alla propria infanzia, è egocentrico e incapace di gestire le proprie dinamiche emotive.

Essi diventano facilmente le vittime designate in quanto prossimi al genitore e impossibilitati a difendersi. Ma colpendo il proprio figlio un genitore rivela anche il desiderio di colpire se stesso e se non ne ha una coscienza immediata, perché travolto dall’emozione e dall’azione violenta, dovrà prenderne atto successivamente.

Cosa fare per mettere in sicurezza i bambini da situazioni e dinamiche a rischio che, anche se non così estreme, potranno lasciare una ferita psichica per il resto della vita.

  • E’ di estrema importanza che si affermi in modo diffuso una cultura dell’infanzia in cui i bambini non siano visti come proprietà dei genitori, come loro appendici di cui disporre a piacimento.

Non bisogna infatti confondere l’amore con il possesso, le cure con il blocco dell’autonomia e la mancanza di rispetto. Alcune famiglie poi, come quella al centro di questa tragica vicenda, andrebbero seguite da vicino specialmente quando i genitori vivono nell’illegalità e/o quando emergono condizioni di forte conflittualità tra i partner.

fonte: Il Messaggero

A.C.A.B. (film di Stefano Sollima, con Pierfrancesco Favino) e il principio di LEGALITA’


Il film ACAB racconta le vicende dei tre poliziotti Cobra, Negro e Mazinga, che hanno più di 40 anni e militano nel VII Nucleo di Polizia, un reparto speciale mobile in prima linea contro ultrà, black bloc, No Tav etc.

Tratto da un libro di Carlo Bonini il film il cui titolo è l’acronimo di All cops are Bastards (tutti i poliziotti sono bastardi) racconta la storia di questo gruppo di poliziotti del reparto celere con toni duri e violenti, raccontando da un punto di vista diverso manifestazione ed eventi pubblici dentro il casco di un poliziotto.

da A.C.A.B. – Film (2012)

 

Carlo Federico Grosso: Tav, punite le violenze personali, non il movimento – LASTAMPA.it


viviamo in uno Stato di diritto, nel quale è giustamente riconosciuto il diritto di esprimere, anche in forma dura, il proprio dissenso e la propria opposizione alle decisioni delle autorità, ma nel quale non è consentito usare la violenza contro persone o cose per affermare, e fare eventualmente prevalere, le proprie disapprovazioni.

D’altro canto, se si riscontra la commissione di reati, è dovere dell’autorità giudiziaria procedere secondo le regole stabilite dal codice di procedura penale: aprendo indagini, eventualmente arrestando, esercitando l’azione penale nei confronti di coloro a carico dei quali sono emersi sufficienti indizi di colpevolezza. Si tratta di un ulteriore profilo del principio di legalità sul quale si fonda lo Stato di diritto.

Proprio perché viviamo in uno Stato di diritto, a ciascun indagato (ed a ciascun arrestato) è d’altro canto riconosciuto il diritto di difendersi in un giusto processo, dimostrando la propria innocenza o la liceità di ciò che si è commesso e per il quale si è accusati.

….

le imputazioni configurate dalla Procura della Repubblica meritano qualche ulteriore riflessione.

Innanzitutto, mi sembra doveroso sottolineare che la Procura di Torino ha contestato, a soggetti singoli ed individuati, specifiche condotte che hanno cagionato lesioni personali o dato luogo a violenza o resistenza a pubblici ufficiali. In questa prospettiva è evidente che l’autorità giudiziaria non ha in nessun modo inteso criminalizzare il «movimento», o minacciare il diritto delle popolazioni interessate a dissentire o protestare contro l’Alta velocità. Ha, semplicemente, colpito singole persone che si sono rese individualmente responsabili di singole (o plurime) azioni illegali.

La preoccupazione che non si facesse confusione fra tali piani è apparsa d’altronde chiara nelle parole del Procuratore Caselli …

tutto l’articolo qui: Tav, punite le violenze non il movimento – LASTAMPA.it.

Decreto svuota carceri, il Senato approva il ddl del ministro Severino | Politica 24


Il Senato ha approvato il decreto svuota carceri, contenuto nel ddl del ministro Paola Severino. I senatori hanno detto sì al provvedimento con una maggioranza di 226 favorevoli, 40 contrari e 8 astenuti. Adesso, il decreto sullo smaltimento del sovraffollamento delle carceri passa alla Camera, che lo dovrà esaminare e porre ai voti. I partiti che si sono detti favorevoli al decreto svuova carceri sono stati il Pdl, il Pd e il Terzo Polo. Hanno votato contro, invece, l’Idv e Lega Nord. Alcune delle caratteristiche del nuovo decreto svuota carceri sono gli arresti domiciliari, per alcune tipologie di giudizio, e la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari, entro il 31 marzo 2013: i cosiddetti manicomi criminali.

vai all’intero articolo qui: Decreto svuota carceri, il Senato approva il ddl del ministro Severino | Politica 24.

EVERSIONE, situazione eversiva: taxisti, Lega di Maroni e Bossi, estremismo sindacale della Cgil di Camusso, contestazioni violente e minacce di morte a Pietro Ichino,violenze fisiche nei confronti di Equitalia, movimento dei forconi in Sicilia, il “succederà l’ira di dio” di Beppe Grillo, …


Eversione, dal latino “evertere”: abbattere

Insieme di atti violenti e criminosi, volti a creare disordine, sconvolgimento specialmente politico

Sfumature linguistiche: distruzione, abbattimento, rovina …

da IL VOCABOLARIO DELLA LINGUA ITALIANA, Treccani

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Non si ferma la protesta del Movimento dei Forconi in Sicilia. Nell’isola ora scendono in piazza anche gli studenti, a fianco del movimento Forza d’Urto. Palermo il corteo degli studenti è partito verso le 10 da piazza Indipendenza e ha attraversato la città fino al porto, ormai chiuso da due giorni, dove i giovani si sono uniti al presidio del movimento. Momenti di tensione nel capoluogo siciliano dove è stata bruciata anche una bandiera italiana durante il corteo. Anche le altre città sono state teatro delle manifestazioni studentesche come a Catania, a Vittoria in provincia di Ragusa e a Canicattì in provincia di Agrigento.

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www.petizionionline.it

Umberto Bossi della Lega Nord Insulta pubblicamente il Presidente della Repubblica: reato di vilipendio, Crea la tua petizione online, cambiamo questo mondo dal basso. Firma per per le tue battaglie

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Tassisti “pronti alla guerra”. Lo Sciopero dei Taxi minaccia di 

1 giorno fa – Lo Sciopero dei Taxi minaccia di bloccare Roma, Fiumicino e l’Italia. Monti in trattativa, Alle 12 incontro a Palazzo Chigi tra sindacati e governo 
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Camusso rompe con il governo – Corriere della Sera

19 dic 2011 – La leader della Cgil: «Situazione grave Ma quella di Monti non è la ricetta giusta». Camusso rompe con il governo: «Sulle pensioni un 
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  1. Ichino contestato all’Università

    Corriere del Mezzogiorno‎ – 30 minuti fa
    NAPOLI - Pietro Ichino contestato a Napoli. Il senatore Pd e giuslavorista era ospite oggi pomeriggio, venerdì, dell’ateneo Federico II.

    7 articoli correlati

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istigatori di violenza ed eversione: L’anatema di Beppe Grillo “Fuori Tutti! Destra, sinistra… o succederà l’ira di Dio!” – Agorà

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  1. Notizie relative a attentati equitalia


    Altopascio.info
    1. Equitalia sotto il tiro degli hacker

      Il Sole 24 Ore‎ – 9 ore fa
       alle manifestazioni di piazza, agli attentati anche sanguinosi,  Al punto che Equitalia, dopo aver cercato di respingerlo insieme a Sogei (il gestore 

      52 articoli correlati

  2. Nuovi attentati e minacce a Equitalia tre ordigni a Napoli, nessun 

    3 giorni fa – Le esplosioni, da bombe artigianali, nel capoluogo campano danneggiano alcune saracinesche. A Roma, manichini impiccati davanti a una 

  3. Fisco: Grillo, capire ragioni attentati Equitalia, Monti la chiuda 

    2 gen 2012 – Roma, 2 gen. (Adnkronos) – “Continuano gli attentati contro gli uffici diEquitalia, nelle ultime ore sono avvenuti a Foggia e Modena. Si puo’ dire 

La Corte di Assise di Palermo ha condannato all’ergastolo 5 boss per l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, strangolato e sciolto nell’acido l’11 gennaio ’96, da Rainews24.it


Giuseppe Di Matteo

Giuseppe Di Matteo

Palermo, 16-01-2012

La Corte di Assise di Palermo ha condannato all’ergastolo 5 boss per l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, strangolato e sciolto nell’acido l’11 gennaio ’96.

A 12 anni condannato il pentito Gaspare Spatuzza. Carcere a vita per Giuseppe Graviano, Matteo Messina Denaro, Luigi Giacalone, Francesco Giuliano e Salvatore Benigno.

I giudici hanno riconosciuto, inoltre, una provvisionale di 80mila euro alla madre del ragazzino, Francesca Castellese, e 50mila al fratello Nicola che si erano costituiti parte civile. Il padre Santino Di Matteo, invece, non aveva compiuto questo passo per non mettere in difficolta’ gli altri due.

Sostanzialmente confermate, dunque, le richieste formulate il 7 novembre scorso dal pm Fernando Asaro il quale per Spatuzza, però, aveva chiesto una condanna più lieve, 10 anni.

Il ragazzino era stato sequestrato il 23 novembre 1993. L’obiettivo dei mafiosi era tappare la bocca al pentito Santino Di Matteo, padre dell’ostaggio. Il collaboratore continuò invece a parlare e il figlio fu ucciso, e il corpo sciolto nell’acido, su ordine di Giovanni Brusca, nel gennaio 1996, dopo oltre due anni di prigionia.

Per l’accusa Giuseppe Graviano e Matteo Messina Denaro erano perfettamente consapevoli, al momento del sequestro del piccolo Di Matteo, che l’ostaggio sarebbe stato comunque ucciso.

da Rainews24.it.

i “suvisti” e le regole: Vigile urbano travolto e ucciso da un Suv dopo una multa e una lite – Milano


VITTIME E CRIMINI

Un vigile urbano è stato travolto e ucciso dal conducente di un Suv, dopo aver litigato – a quanto è stato per ora possibile sapere – per una multa. L’uomo, 43 anni, è spirato poco dopo il suo ricovero all’ospedale Niguarda. Il conducente dell’auto è riuscito a scappare ed è tuttora ricercato: dovrà rispondere dell’accusa di omicidio volontario. Sul posto è intervenuita una pattuglia della Polizia locale, che sta svolgendo gli accertamenti.

da: Vigile urbano travolto e ucciso da un Suv dopo una lite – Milano

quando avvengono episodi di questo tipo penso ai “garantisti” di sinistra e di destra

Paolo Ferrario

cronaca successiva:

15 genniaio 2012

Svolta nelle indagini sul vigile investito e ucciso da un suv a Milano. Un fermo è stato eseguito nelle scorse ore a carico di uno dei due nomadi sospettati di essere gli autori dell’omicidio di Niccolò Savarino. Il fermo è stato eseguito in Ungheria, l’uomo si chiamerebbe Goico Jovanovic anche se sulla sua identità sono in corso accertamenti per via dei suoi numerosi alias.

Il fermo è stato eseguito dagli investigatori della Squadra Mobile di Milano nel Paese dell’Est dove il nomade si era recato riuscendo ad eludere le prime ricerche. Si ritiene che l’uomo fosse alla guida del suv nel momento in cui l’auto ha travolto il vigile. Sarebbe quindi lui quello nella posizione più grave tra i due ricercati.L’uomo fermato dalla polizia in Ungheria risulta un personaggio dall’ampio curriculum criminale. Al suo attivo, oltre che numerose truffe

La storia del ragionier Gianluca Casseri, pistoiese di 50 anni che a Firenze s’è messo a sparare sui senegalesi di piazza Dalmazia e poi del mercato San Lorenzo due morti, almeno 4 feriti e alla fine Casseri s’è tirato un colpo in bocca, di Giorgio Dell’Arti in ALTRI MONDI


La storia del ragionier Gianluca Casseri, pistoiese di 50 anni che a Firenze s’è messo a sparare sui senegalesi di piazza Dalmazia e poi del mercato San Lorenzo due morti, almeno 4 feriti e alla fine Casseri s’è tirato un colpo in bocca, somiglia alla storia di cui parliamo anche nelle notizie tascabili a fianco del saldatore marocchino Nordine Amrani, di 32 anni che quasi nelle stesse ore tirava granate sui pacifici cittadini di Liegi, e poi li mitragliava a colpi di kalashnikov 5 morti, più l’assassino che alla fine s’è tolto la vita. Sono storie a loro volta imparentate con quella del massacratore norvegese Anders Behring Breivik e, per il profilo culturale di Casseri, anche con la vicenda dell’assalto agli zingari della Continassa, in Torino, per via di una sedicenne che si credeva a torto stuprata.

Dobbiamo raccontare bene il fatto di Casseri.

Un tipo tozzo, grosso, che però in una foto di qualche anno fa appare ben più magro e con la barba. S’era trasferito a Firenze da poco. Aveva fondato una rivista, La Soglia, dedicata al fantasy. Aveva scritto di se stesso sul web: «Nasce a Cireglio PT nel 1961, mentre l’uomo va nello spazio e il cielo si eclissa per la massima eclissi del XX secolo. All’età di dodici anni, folgorato dall’incontro con H.P. Lovecraft, si aliena definitivamente dal cosmo ordinato che ci circonda. I suoi molteplici interessi nel fantastico, tutti rigorosamente inattuali, spaziano da Flash Gordon al cinema di fantascienza degli anni Cinquanta, dagli autori di Weird Tales ai film di Val Newton e oltre. Nel 2001, in pieno trionfo di Internet, ha la geniale idea di fondare una rivista cartacea, La Soglia, dove sfoga le sue manie multimediali. Per distrarsi dalle cose serie pare che faccia il ragioniere». Frequentava Casapound, rete di circoli culturali fascisteggianti, che però hanno preso le distanze dalla strage e sul loro sito hanno messo la frase: «Nel dna di Casapound la xenofobia non è contemplata».

Com’è andata la sparatoria?

Casseri doveva aver litigato con qualcuno, forse uno di quegli ambulanti senegalesi ma non è detto, fatto sta che ieri intorno all’una appare in piazza Dalmazia la sua Polo bianca. Casseri la lascia in seconda fila e va dagli ambulanti, impugna una Magnum 357, spara, abbatte tre di quei poveretti due morti e un ferito e poi fa per tornare alla macchina. Gli si para davanti Gabriele, l’edicolante, che vuole fermarlo. Lui gli agita la pistola sotto al naso e gli intima: «Fossi in te ci penserei bene…». La Polo scappa via, intanto i senegalesi si mettono in corteo contro il razzismo e la polizia fa partire la caccia all’assassino. Non lo trovano, ma dopo due ore eccolo in piazza San Lorenzo, al mercato. Ha parcheggiato nel sotterraneo ed è a caccia di africani. Ne trova uno davanti a una pizzeria e gli spara, quello è ferito e scappa, Casseri lo insegue, infine torna alla macchina e qui trova la polizia. Sulle ultime sequenze indaga adesso la magistratura, ma la versione ufficiale dice che la polizia colpisce l’auto e che, vedendosi perso, Casseri porta l’arma alla bocca e fa fuoco.
 
Noto prima di tutto che è una scena frequente in America, ma che da noi non s’era mai vista.

Giusto, e la cosa impressiona anche me. È poi ovvio parlare di razzismo, anche se a Liegi ha fatto le stesse cose un marocchino contro i belgi e in Norvegia il fascista Breivik sparava contro bianchi scandinavi come lui. Dunque il razzismo, in questa luce, può essere una causa scatenante come un’altra. Breivik, per esempio, non perdonava alle sue vittime la loro fede socialista. Quindi una causa vale l’altra, e quello che si vede davvero dietro a tutto è l’odio di cui l’uomo è capace, la sua ferocia e il terribile orgoglio di credersi superiori, giustizieri, inviati di Dio e salvatori della civiltà.
 
Questo dipende dall’epoca in cui viviamo? Un tempo queste cose non succedevano?

Siamo seduti su montagne di cadaveri provocati dall’odio di tutti i tempi. Un sentimento che ha attraversato ogni epoca.
 
La strage di Firenze non le fa venire il dubbio che in ogni caso da noi un po’ di razzismo ci sia?

Tra i giovani di 18-29 anni ci sarebbero, secondo un’indagine Swg, un 45 per cento di persone che amano poco gli stranieri. Maltollerati soprattutto i romeni-rom-albanesi. Di questi, l’area autenticamente razzista, i duri e puri della xenofobia, sono il 10,7 per cento. Sono numeri ancora troppo alti, per il mio modo di vedere, pure non dimentichiamo che la folla a Firenze ha cercato di fermare l’assassino, sconvolta per quei poveri morti di colore, e l’edicolante Gabriele ha rischiato anche la pelle. Nel quadro vanno considerati anche loro. L’integrazione tra persone diverse è una cosa tanto difficile.

da ALTRI MONDI.

Corso psicopatologia sessuale e crimine – 16-18 Dicembre 2001


16-17-18 DICEMBRE:         

Corso intensivo di addestramento e aggiornamento professionale

PSICOPATOLOGIA SESSUALE :

NORMALITA’, PATOLOGIA, CRIMINE

Programma

Il sesso malato: le disfunzioni sessuali: aspetti clinici e psicologici

La mutevolezza del concetto di perversione sessuale nei secoli

Cos’è e come nasce la perversione.

Perversione e crimine

La pedofilia dal mondo greco e romano alla modernità

Perversioni minori: necrofilia vampirismo e cannibalismo

Sesso estremo: bondage, sadomasochismo, disciplina

Analisi di un caso di cronaca, Sesso estremo e risvolti legali

Autoerotismo e staging

Strategie investigative e di contrasto al crimine sessuale

Più una mattinata di workshop e seminario sulle analisi scientifiche a Gennaio (6 ore)

 

Scheda docenti:

Andrea Tamburrini Psicologo, psicoterapeuta, Università Tor Vergata, esperto tematiche di devianza giovanile, Consulente Cepic

Chiara Camerani Psicologa, esperta in criminologia e psicopatologia sessuale, Direttore Centro Europeo Psicologia Investigazione Criminologia, è stata Docente di storia e sociologia dei costumi sessuali, Università dell’Aquila, Esperto ex art 80. Ministero Grazia e Giustizia, Ricercatore progetto Socrates (Università di Palermo e Arma dei Carabinieri)

Ten. Col. Giorgio Stefano Manzi Ten. Col. CC, Comandante del Reparto Analisi Criminologiche del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche, consulente della Commissione Parlamentare Infanzia, docente nei masters Temincri Università “ La Sapienza ” e “Abuso sessuale” Università di Ferrara, esperto esterno del Ministero Affari Esteri per le tematiche d’abuso sessuale. Membro dell’Osservatorio Nazionale sulla pedofilia e pornografia minorile presso la PCM

Perla Lombardo Giurista, Ricercatrice Cepic

Totale ore formative: 20 Ore formative

 

Costo corso: € 350,00

 

Modalità incontri: Per venire incontro alle esigenze di tanti che non avevano possibilità di raggiungerci ogni giovedì per sei mesi, abbiamo optato per più incontri intensivi che si svolgeranno ogni mese, nell’arco di un week end nella seguente modalità:

Venerdì 17.00 – 20.00 presso la scuola Luigi di Liegro (via C. A. Cortina 70- Zona Stazione Tiburtina) (3 ore) (Metro Stz. Tiburtina)

Sabato 10.00 – 13.00 e 14.00 – 18.00 (7 ore) presso Amepsi – Accademia medico psicologica (via Corvisieri 17 – Zona P.zza Bologna (metro P.zza Bologna)

Domenica 9.30 – 14.00 (4 ore) presso Amepsi – Accademia medico psicologica

Più una mattinata di workshop e seminario sulle analisi scientifiche a Gennaio (6 ore)

Nell’ambito del corso sono previste esercitazioni pratiche guidate da esperti criminalisti e l’adesione a progetti di ricerca scientifica.

 

Attestazione di fine corso: Il percorso formativo avverrà in attività di formazione coordinata tra il Cepic ed il Ministero della Pubblica Istruzione, grazie a questa collaborazione, al temine di ciascun corso verrà rilasciato dal 4° CTP Luigi Di Liegro, Istituzione Scolastica per la Formazione degli Adulti del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, un attestato relativo alla durata e ai contenuti trattati nel corso che può essere valutato come credito formativo. Durante la frequenza può essere rilasciata certificazione per la fruizione di permessi di studio, in relazione alla singola regolamentazione di categoria (FFPP).

 

Come effettuare l’iscrizione:

Per iscriversi ai corsi è necessario versare la quota sul c/c postale Cepic 37277407 – IBAN IT 59 M076 0103 2000 0003 7277 407 –

 causale “corso di criminologia 12  - modulo…..”  e successivamente inviando via e-mail (cepicsegreteria@gmail.com), la scheda di iscrizione, compilata in ogni sua parte.

Entro un paio di giorni, riceverete dalla segreteria la mail di risposta e conferma.

 

Informazioni e contatti:

Telefono: 349.8367812. cepicsegreteria@gmail.com www.cepic-psicologia.it

L’ordine pubblico. Un equilibrio fra il disordine sopportabile e l’ordine indispensabile, Autori e curatori: Francesco Carrer , Jean-Claude Salomon ContributiPierre Allaire, Carlo De Stefano, Sergio Garbarino, Manel Hermida Gonzales, Enzo Marco Letizia, Roberto Mangiardi, Marc Pons i Aguilar, Luigi Soriano, Francesco Tagliente, Giuseppe Tiani, Patrice Vaiente


L’ordine pubblico. Un equilibrio fra il disordine sopportabile e l’ordine indispensabile
Contributi
Pierre Allaire, Carlo De Stefano, Sergio Garbarino, Manel Hermida Gonzales, Enzo Marco Letizia, Roberto Mangiardi, Marc Pons i Aguilar, Luigi Soriano, Francesco Tagliente, Giuseppe Tiani, Patrice Vaiente
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 240,      1a edizione  2011   (Cod.1424.3)
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 21,00
Disponibilità: BuonaClicca qui per acquistare
Codice ISBN: 9788856841695

Altre tipologie:

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In breve
Il volume raccoglie i contributi di esperti di differenti Paesi in tema di ordine pubblico e fornisce uno spaccato dei problemi incontrati nelle diverse realtà e delle strategie messe in atto per risolverli. Se ogni Paese ha proprie tradizioni e modalità d’impiego, le tipologie di intervento tendono a uniformarsi in relazione alla maggiore invasività e organizzazione para-militare degli estremisti.
Utili Link
Metro (ed. Milano) Dal G8 a oggi c’è più maturità (di Serena Bournens)… Leggi tutto
Presentazione del volume
Con la sempre maggiore consapevolezza dei cittadini, desiderosi di partecipare alle scelte che influiranno sulla loro esistenza, con l’aumento di una conflittualità diffusa e generalizzata, con il proliferare di movimenti protestatari violenti, la gestione dell’ordine pubblico nell’ultimo decennio è diventata uno degli aspetti più delicati del lavoro delle donne e degli uomini della polizia, già di per sé complesso e difficile anche senza gli interventi dei provocatori di ogni genere.
Il volume raccoglie i contributi composti da esperti di differenti Paesi in tema di ordine pubblico e fornisce uno spaccato interessante dei problemi incontrati nelle diverse realtà e delle strategie messe in atto per risolverli. Anche in quest’ambito, ovviamente, ogni Paese ha proprie tradizioni, modalità d’impiego e strumenti specifici in rapporto alla storia, alla cultura, alla libertà di manifestare e al concetto stesso di democrazia che lo contraddistingue. Tali differenze permangono, ma le tipologie di intervento tendono a uniformarsi in relazione alla sempre maggiore invasività e organizzazione para-militare degli estremisti, veri globetrotter della protesta violenta.
Ovunque permane in ogni caso il diritto inviolabile di poter manifestare le proprie opinioni e il proprio dissenso, cui deve corrispondere un analogo diritto di manifestare contro il dissenso stesso e ancor più il diritto alla tranquillità di tutti gli altri cittadini, quasi sempre la maggioranza, che non si sentono coinvolti né dalla manifestazione né dalle sue cause.
L’impegno di assicurare la libertà generale costituisce lo sfondo sul quale si inseriscono tutti gli sforzi messi in atto, violenti permettendo. Il fatto che la qualità e la professionalità nei servizi di ordine e sicurezza pubblica che le forze di polizia rendono alla collettività siano uno degli indicatori del livello di democrazia di un Paese spiega l’attenzione rivolta a questi temi.Francesco Carrer , criminologo, è esperto del Consiglio d’Europa e componente del Consiglio scientifico della Fondazione ICSA. Per i nostri tipi ha pubblicato, fra l’altro, La polizia nel terzo millennio. Potenzialità, limiti e modalità d’impiego (2006) e La valutazione dell’attività di polizia(con G. Dionisi, 2011).
Jean-Claude Salomon è consulente e formatore per i problemi della sicurezza urbana e componente del Conseil local de prévention de la délinquance di Parigi. È docente in diverse università e autore di numerosi testi, fra cui il collettaneo Sûreté. Mode d’emploi (2010).
Indice

Francesco Tagliente, Prefazione
Francesco Carrer, La gestione dell’ordine pubblico e delle manifestazioni: considerazioni generali
Patrice Vaiente, La gestione dell’ordine pubblico in Francia
Marc Pons i Aguilar, Manel Hermida Gonzalez, L’ordine pubblico in Catalogna
Jean Claude Salomon, La gestione dell’ordine pubblico in Inghilterra
Jean Claude Salomon, Le politiche dell’ordine pubblico negli Stati Uniti
Pierre Allaire, Mantenimento e ristabilimento dell’ordine in Québec
Luigi Soriano, Strategie per il mantenimento dell’ordine pubblico in Italia
Sergio Garbarino, Stress-lavoro correlato e ordine pubblico in Italia
Carlo De Stefano, Attività di intelligence e mediazione in occasione di pubbliche manifestazioni
Roberto Mangiardi, Ruolo della Polizia locale per la gestione dell’ordine pubblico
Giuseppe Tiani, L’ordine pubblico: qualche considerazione sulla realtà italiana
Enzo Marco Letizia, Postfazione

Gli autori.

da L’ordine pubblico. Un equilibrio fra il disordine sopportabile e l’ordine indispensabile.

La coca sotto il mare – l’Espresso


La cocaina viaggia, sempre di più, sotto il mare. E se fino a poco tempo fa i trafficanti sudamericani disponevano di sottomarini artigianali e poco capienti, ora, grazie all’enorme disponibilità di denaro, alla tecnologia e alla complicità di tecnici compiacenti, sono in grado di fabbricare natanti grandi, veloci e sofisticati, in grado di coprire anche lunghe distanze. La Dea, l’Agenzia antidroga americana, ha di recente lanciato l’allarme e messo in guardia i colleghi di mezzo mondo. Perché si teme che i cartelli siano già in grado di trasportare la coca dal Sudamerica alle coste africane e addirittura nel Mediterraneo. Anzi, stando ad alcune fonti di intelligence, le nuove rotte sarebbero già state sperimentate. E, i messicani soprattutto, già signori della droga nelle Americhe e in Australia, potrebbero d’ora in poi controllare direttamente anche il florido mercato europeo. Con conseguenze immaginabili vista l’efferatezza che li contraddistingue.

da La coca sotto il mare – l’Espresso.

I costi della paura e i costi della sicurezza, due giorni di incontri e confronti sui temi dei diritti di cittadinanza, Casa della carità, facoltà di sociologia, associazione Avvocati per niente, Auditorium Università Milano Bicocca, Via Vizzola 5, Milano, 13 e 15 maggio 2011


Il perché del convegno

Uno sguardo agli avvenimenti contemporanei mostra una società in crisi dove sono venute meno ideologie forti e sistemi valoriali aggreganti e stanno emergendo, sulla crisi dello stato-nazione, forme di denazionalizzazione che destabilizzano le forme e i contenuti, che erano sino ad ieri familiari,  delle società, delle economie e dei governi.

E’ una situazione caotica dove le diversità aumentano e si fanno più complesse e dove, quindi, per orientarsi, diventa cruciale una sorta di mediazione tra vecchi e nuovi ordini sociali come anche tra le rispettive culture  di riferimento che, a loro volta, rimandano alla questione delle scelte etiche.

Ci si trova di fronte ad un mondo, con particolare riferimento alle società occidentali, nel quale è dominante una visione dualistica degli opposti e che, per ciò stesso, rende gli individui, i gruppi e le comunità  unilaterali, parziali e inconsapevoli del lato negativo che viene vissuto come qualcosa di estraneo, da eliminare con ogni mezzo perchè minaccia la sicurezza delle coscienze. Bisogna quindi sbarazzarsene attraverso la proiezione del negativo sugli estranei da noi, ancora meglio se questi estranei hanno una pelle di colore diverso o sono diversi per etnia, razza, religione, nazione, genere, handicap fisico o psichico, classe sociale o qualsiasi altra differenza in quanto comunque manifestazione di una scissione.

La diversità ha in sé qualcosa che ci inquieta, che forse ci infastidisce e che spesso ci appare pericoloso così da portarci ad assumere atteggiamenti di intolleranza che ci spingono a discriminare chi non appartiene al nostro ambito familiare e che qualifichiamo come diverso da noi: migranti, neri, omosessuali, handicappati, mendicanti, zingari, pazienti psichiatrici, clandestini, senza fissa dimora, tossicodipendenti, omosessuali, donne abbandonate, minori soli, detenuti, disoccupati e così via.  Tutte figure concrete di altri da noi che abbiamo interiorizzato come dei doppi malevoli in cui mettiamo la nostra parte distruttiva che, quando prende il sopravvento, scatena fantasmi non più controllabili che ci troviamo a perseguitare fuori di noi, nella vita quotidiana.

La paura della diversità sembra manifestarsi con maggiore forza soprattutto nei contesti urbani contemporanei proprio là dove le politiche locali assumono sempre più la forma dipolitiche della sicurezza che, intendendo rispondere a quelli che sembrano essere i bisogni più impellenti della collettività, istillano in realtà nei cittadini  disorientamenti e angosce che producono la sensazione di non essere più in grado di  affrontare i conflitti quotidiani. Si instaura così un circolo vizioso tra paura e ricerca di sicurezza dove la soluzione risulta essere l’umiliazione degli altri, considerati estranei e non cittadini.

Occorre allora mettere in atto valide strategie attraverso le quali riconoscere le diversitàdi modo che queste possano diventare valore aggiunto e non ostacolo alle dinamiche trasformative delle comunità e delle organizzazioni. Accettare la diversità è un percorsoche spesso contrasta con il senso comune  delle persone che sono portate a riconoscere i propri simili e non gli estranei, ma gestire la diversità sta anche diventando la sfida cruciale attraverso la quale organizzazioni, servizi e istituzioni  potranno crescere e svilupparsi creativamente, se saranno in grado di non rinchiudersi nei propri confini.

Il convegno intende affrontare la questione dei costi sociali della paura e della sicurezza,  proprio a partire dai casi concreti che tutti i giorni servizi e istituzioni si trovano davanti, per riflettere insieme sulle possibili strategie di intervento, ma soprattutto per riuscire a declinare una nuova cittadinanza che si debba fondare su diritti effettivamente agiti e non solo formalmente dichiarati.

Dai casi, che i gruppi di lavoro (casa e territorio; minori; persone migranti; salute mentale e contenzione;  lavoro e fasce deboli; carcere e CIE; salute e servizi,  ai quali si aggiunge il gruppo di lavoro riguardante linguaggi e comunicazione) esamineranno, si dovrà  passare alla valutazione dell’efficacia di quei  diritti di cittadinanza che sottostanno alle prassi considerate, di modo che la promozione di una cittadinanza attiva possa concretizzarsi  in una società  decente e civile, nella consapevolezza che le trasformazioni significative, se non adeguatamente  accompagnate nel tempo e condivise, possono dare effetti indesiderati o addirittura controproducenti.