STUDIO APS Analisi PsicoSociologica di Milano: Nuovo sito

Studio APS Analisi PsicoSociologica

 

 

 

Nuovo sito dello Studio APS

Nell’orizzonte complesso e incerto in cui ci troviamo a vivere e a lavorare, in cui pare sempre più necessaria la capacità di collegare l’attenzione alle fatiche e alle difficoltà con la costruzione di nuove prospettive, lo Studio interpreta una posizione attiva e insieme riflessiva anche proponendosi attraverso un nuovo sito.

 

Rinnoviamo la rappresentazione delle nostre iniziative, delle attività che realizziamo e delle ipotesi di comprensione che formuliamo da rielaborazioni delle esperienze: una rappresentazione più aperta, con immagini suggestive, più diffusa, per esporre la varietà delle realizzazioni e delle proposte, più sintetica, per facilitare letture rapide, e più analitica, per consentire comprensioni e connessioni con contenuti e scelte che qualificano le consulenze organizzative e formative offerte ad organizzazioni pubbliche e private per affrontare cambiamenti e transizioni difficili.

 

Il nuovo sito ha una configurazione dinamica, per poter costituire uno strumento di comunicazione vivo e vitale che sia il più possibile vicino e attento all’attualità incalzante attraverso segnalazioni e indicazioni che possono arrivare da varie fonti.
Vuole avere un’impostazione dialogica, per facilitare scambi attorno a vicende lavorative in diversi contesti, suscettibili di apprendimenti e confronti e, soprattutto, per poter mantenere nel tempo, con diversi interlocutori, delle co-costruzioni di discorsi, attraverso pensieri e commenti, domande e risposte, parziali e leggere, che ci accompagnano nelle quotidianità lavorative.

 

Il nuovo sito è, per lo Studio, l’avvio di una nuova esperienza di comunicazione con un contesto più ampio e, speriamo, più variegato.
È un’esperienza da sviluppare e realizzare con tanti interlocutori, che interroga sulla possibilità di dare maggiore visibilità e consistenza alle ipotesi e alle elaborazioni che stiamo cercando di costruire e affinare per far fronte alla crisi e per rendere più positivo il nostro lavoro.

 

Siamo grati a tutti coloro che vorranno visitare il nuovo sito e che ci daranno dei riscontri per migliorarlo e arricchirlo.

I nostri migliori saluti

 

Studio APS


LUA – Libera Universita’ Autobiografia – Formazione 2012

7 dicembre 12 – A. Noferi – Scrivere dolci ricordi Per ritrovare i profumi e i sapori delle feste 362
7 dicembre 12 – A. Cappelletti – Scritture da lasciare in dono Nel corso della vita tra festività e 286
12 ottobre 12 – G. Macario – Amarcord Istruzioni per l’uso 293
12 ottobre 12 – M. L. Burzio – Il metodo dello scrivere nelle esperienze di lutto 327
12 ottobre 12 – C. De Filippo S. Korth – Album di famiglia 419
12 ottobre 12 – M. G. Comunale – Leggere la scrittura ad alta voce 325
12 ottobre 12 – D. Callini – Corpo e autobiografia 438
12 ottobre 12 – I. Venturi – Conflitti in gioco: questione di stile Riflessioni autobiografiche pens 263
5 ottobre 12 – D. Demetrio – L’unica verità è l’illusione La finzione in autobiografia 667
21 settembre 2012 – I. Margutti S. Moretti – La scrittura di sé in rilievo Creatività e … 376
21 settembre 2012 – S. Raimondi – La poesia è una stretta di mano Innamorarsi delle parole e raccon 358
21 settembre 2012 – M. Dallari – Laboratorio autobiografico di Mail Art 347
21 settembre 12 – L. Cavana R. Casadei – L’ascolto come sentire, il sentire come ascolto 411
12 luglio 2012 – Tra i generi – Trasformazioni, ambivalenze, dialoghi 324
6 luglio 2012 – A. Ascari B. Carmellini – Il vestire come soglia Tra visibile e invisibile 507
6 luglio 2012 – M. Nardini – Chi sono io oggi La scrittura introspettiva e il metodo Morineau 1164
6 luglio 2012 – S. Ronconi – Storie di diritti, diritto alla storia 561
6 luglio 2012 – L. Barani A.M. Pedretti – Scrivere per nutrire la vita L’armonia e la sobrietà 629
18 maggio 2012 – L. Moreni e M.G. Soldati – La scrittura a due… 862

da: Libera Universita’ Autobiografia – Formazione.


Autorità, leadership, followership e creatività nei servizi sociali e sociosanitari, Lecco dal 15 maggio al 13 giugno 2012, da Newsletter SOS del 4.5.12

 La D.ssa Anna Grande segnala un evento che si svolgerà a

Lecco dal 15 maggio al 13 giugno 2012 (4 incontri)

dal titolo “Autorità, leadership, followership e creatività nei servizi sociali e sociosanitari”.
Per scaricare il programma, accedere alla pagina http://www.servizisocialionline.it/creativit%C3%A0-nei-servizi-sociali.htm


Seminario di presentazione del PROTOCOLLO MODELLI OPERATIVI E METODOLOGIE COMUNI: L’ESITO DI UN PERCORSO FORMATIVO, DI CONFRONTO E RIFLESSIONE SUI PROCESSI DI LAVORO IN TUTELA, a cura del Consorzio Desio-Brianza, 15 maggio dalle ore 9.00 – 13.00, presso la Sala Biraghi del Comune di Varedo In Piazza Biraghi n. 2 – Varedo (MB)

Nell’ambito delle iniziative per i 30 anni dell’ A.s.c. “Consorzio Desio-Brianza” è stato organizzato, un seminario di presentazione del:

 

PROTOCOLLO MODELLI OPERATIVI E METODOLOGIE COMUNI:

L’ESITO DI UN  PERCORSO FORMATIVO, DI CONFRONTO

E RIFLESSIONE SUI PROCESSI DI LAVORO IN TUTELA.

 

A quasi un anno mezzo dal conferimento dell’ambito di intervento Minori e famiglia al Consorzio Desio-Brianza da parte dei Comuni dell’Ambito territoriale di Desio, con questo Seminario si intende fare un primo bilancio sull’integrazione dei servizi attraverso la presentazione delle linee guida e delle metodologie comuni, condivise a livello di Ambito.

Si intende approfondire strumenti, risorse professionali e organizzative necessari per rispondere in modo efficace al mandato dei servizi che si occupano di tutela del minore e della famiglia e a quali sono le responsabilità giuridiche, amministrative e professionali degli operatori coinvolti.

 

Il seminario si terrà il giorno

 

15  maggio dalle ore 9.00 alle ore 13.00 presso la Sala Biraghi del Comune di Varedo

In  Piazza Biraghi n. 2 – Varedo (MB)

 

Programma degli interventi:

 

Ø  Introduzione e saluti delle AutoritàDiego Marzorati, Sindaco di Varedo;Dario A. Colombo, Direttore Generale Consorzio Desio-Brianza

 

Ø  Presentazione del Protocollo  con gli interventi di:

Pierpaolo Cannilla, Responsabile Minori e Famiglia  Consorzio Desio-Brianza; Elena Marino, Psicologa e Psicoterapeuta Equipe Tutela Minori Comune Muggiò; Maria Antonietta Ambrisi, Neuropsichiatra infantile UONPIA Azienda OspedalieraDesio-Vimercate; Cecilia Ragaini,  Neuropsichiatra infantile Supervisore Minori e Famiglia.

 

Ø  A seguire tavola rotonda Chi tutela il tutelante? Responsabilità giuridica e amministrativa degli operatori della tutela.

con il contributo di:

Pierpaolo Cannilla, Responsabile Minori e FamigliaSusanna Galli, Giudice Onorario c/o Tribunale Minorenni e Responsabile Servizio formazione per le professioni del welfare della Provincia di Milano; Laura Derui,  Avvocato Consulente Legale Minori e Famiglia; Cecilia  Ragaini, Neuropsichiatra infantile Supervisore Minori e Famiglia.

 

Conclusioni: Elio Brillo, Direttore Area Servizi alla Persona Consorzio Desio-Brianza


Progetto di affido: riflessioni, metodi e pratiche attorno allo strumento centrale dell’alleanza tra equipe tutela, affidi, famiglia naturale e affidataria, corso di formazione, in Newsletter SOS del 2.5.12

Corso di Formazione segnalatoci dalla D.ssa Anna Grande a Lecco

(4 incontri) dal 17 maggio 2012 al 28 giugno 2012

dal titolo “Progetto di affido: riflessioni, metodi e pratiche attorno allo strumento centrale dell’alleanza tra equipe tutela, affidi, famiglia naturale e affidataria”
Potete consultare il programma alla pagina http://www.servizisocialionline.it/il-progetto-di-affido.htm


RACCONTI IN CAMMINO: VIAGGIATORI, PELLEGRINI, NAVIGANTI, Libera Universita’ Autobiografia, seconda edizione del Festival è dedicata ai legami tra autobiografia e viaggio. Ad Anghiari dal 14 al 17 Giugno 2012

RACCONTI IN CAMMINO: VIAGGIATORI, PELLEGRINI, NAVIGANTI

La seconda edizione del Festival è dedicata ai legami tra autobiografia e viaggio.Ad Anghiari dal 14 al 17 Giugno

VAI A: Libera Universita’ Autobiografia – Programma Festival 2012.


SOS Genitori – Gli spaesamenti della contemporaneità, Convegno alla Università di Milano Bicocca, 15-16 maggio 2012, Aula Magna, Edificio U6

SOS Genitori

Gli spaesamenti della contemporaneità


15-16 maggio 2012, Aula Magna, Edificio U6

Cadute le presunte certezze del passato, molti adulti si mostrano spaesati nell’educazione dei figli. Ma raramente ci si chiede: come si impara a fare i genitori? E’ innegabile che oggi sono i media – trasmissioni televisive, inchieste giornalistiche, siti Internet, blog – a esercitare il più forte impatto sul grande pubblico, modellandone i comportamenti e le idee. Dall’altra parte, ai Servizi socio-educativi vengono rivolte pressanti domande di consulenza e di supporto. Terzo attore in gioco è il mondo della ricerca educativa, che studia questi mutamenti e il disorientamento – reale? apparente? indotto? – di adulti e genitori nello svolgere il compito educativo, per interrogarsi sulle ragioni e sulle possibili risposte. Tre mondi dunque – i media, i Servizi, la ricerca – che, in occasione di questo Convegno, si incontrano per avviare un dialogo oggi più che mai necessario

Mentre il 15 maggio 2012, prima giornata del Convegno “SOS genitori: gli spaesamenti della contemporaneità”, sarà dedicata a relazioni di studiosi e al dialogo con i rappresentanti dei media,

il 16 maggio, seconda giornata del Convegno, vedrà lo svolgersi di 20 Laboratori, mirati alla presentazione di ricerche sul campo o alla sperimentazione di alcune pratiche di lavoro.

Scarica la locandina - formato normale - formato grande

La partecipazione alla prima giornata è libera e gratuita.

È possibile registrarsi ed iscriversi ai laboratori entro il 22 aprile.

Alla fine dell’incontro gli interessati potranno ritirare un attestato di partecipazione.

da Convegno – SOS Genitori

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Le abilità di base nella relazione d’aiuto, Seminario di formazione, IRSSeS e l’Associazione Culturale di Counseling per lo sviluppo e l’Empowerment, Trieste, Maggio-Giugno 2012

 iniziativa formativa dedicata alle Abilità di Base nella relazione d’aiuto,esito della collaborazione tra IRSSeS e l’Associazione Culturale di Counseling per lo sviluppo e l’Empowerment.

Distinti saluti.

 

Dott. Carlo Beraldo
Direttore Irsses

_____________

Via dei Falchi, 2
34138  Trieste

vai alla locandina per la preiscrizione: 19_12_abilita_di_base


Concorso di scrittura per giovani autobiografi “Racconti in cammino”, LUA Libera Università dell’Autobiografia

Vai al  Bando aggiornato


LA SCRITTURA A DUE NELLA RELAZIONE TERAPEUTICA E D’AIUTO Seminario a cura di Lorenzo Moreni e Maria Grazia Soldati, Libera Universita’ Autobiografia – 18 maggio 2012

LA SCRITTURA A DUE NELLA RELAZIONE TERAPEUTICA E D’AIUTO

Seminario a cura di Lorenzo Moreni e Maria Grazia Soldati18-20 maggio 2012

vai a: Libera Universita’ Autobiografia – 18 maggio 2012 – L. Moreni e M.G. Soldati – La scrittura a due….


Quale medicina cura?, Convegno a cura del Gruppo Abele, Università degli studi di Bergamo e movimento Slow Medicine, 20 e 21 aprile 2012

E’ un convegno sulla cura che si terrà a fine Aprile, in un luogo molto suggestivo, sopra Torino.
E’ organizzato come Università degli Studi di Bergamo con il Gruppo Abele e il movimento Slow Medicine. L’idea è che si possano far incontrare professionisti del mondo della cura, con la voglia di condividere sperimentazioni e di tenersi in contatto, per non sentirsi soli, nello sforzo di migliorarsi e migliorare i servizi, ma anche nel pensare e immaginare nuove e più rispettose strade per la medicina e l’assistenza di oggi.Il convegno è accreditato ECM, ed essenzialmente not for profit, ovviamente.
Il Gruppo Abele vorrebbe offrire questo monastero appena ristrutturato come luogo caldo di incontro e confronto periodico anche sui temi della cura a chi volesse accettare questa provocazione e lasciarsi coinvolgere in una rete di reciproco sostegno e motivazione al cambiamento.

Quale medicina cura?

Il perchè di una domanda
“Quale medicina cura?”. Una domanda trasversale, sofferta, diffusa tra i mondi della cura con le loro professioni che si rendono conto di avere molte sfide in comune e si chiedono come farne un discorso pubblico, ma anche una leva di cambiamento per una medicina giusta, appropriata, sobria, sostenibile. Una domanda segnata dalla crisi finanziaria, ma che rilancia l’urgenza di non ragionare solo in termini finanziari. La crisi non può essere un alibi per non affrontare i problemi, piuttosto un’occasione per ripensare le pratiche della medicina. Mentre abbiamo da difendere, nonostante sprechi e manchevolezze, l’attuale sistema sociosanitario, c’è molto da fare per ripensare quale medicina oggi sia di aiuto in una società attraversata da fenomeni enormi come l’invecchiamento, l’appesantirsi delle sofferenze urbane, l’aumento di bambini e ragazzi con fatiche legate allo sviluppo psicofisico e al loro inserimento socio-educativo, i casi di anoressia o bulimia… Tutti problemi che mettono in gioco professioni e organizzazioni diverse, in quanto non sono delegabili a una sola disciplina e organizzazione. La cura è un evento collettivo, un bene comune che necessita di cooperazione nel pensare e nell’agire qui e ora, in questa situazione e contesto. Per farlo le professioni e i mondi organizzativi del socio-sanitario e del sociale sono chiamati a “sospendere” le loro appartenenze professionali e i loro atteggiamenti difensivi entro protocolli e mansionari per mettere al centro la domanda di partenza nelle sue diverse declinazioni: come può essere reimmaginata e arricchita la medicina oggi perché sia giusta, appropriata, sobria, sostenibile? E dunque come evitare che la cura diventi un’ulteriore sofferenza per chi vive, come paziente o come familiare, la condizione di vulnerabilità e di malattia? Come, invece, sviluppare interventi che recuperino il significato profondo della dicitura socio-sanitario? Come tutto ciò può divenire risorsa per un nuovo assetto di welfare volto a garantire l’universalità della cura e il coinvolgimento attivo delle persone, anche in un periodo di crisi economica?
Sono interrogativi che sollecitano ad aprirsi a orizzonti sempre meno “dipendenti” dalle necessarie diagnosi, dai protocolli di intervento, dalla specializzazione delle cure, per farsi sempre più protesi verso l’integrazione e la risignificazione degli interventi a fianco del soggetto vulnerabile e della sua famiglia. Come, per fare un passo avanti, costruire percorsi di cura sostenibili e integrati, evitando l’eccesso di cure, ma anche l’abbandono, facilitando scelte consapevoli e adeguate alla realtà di vita della persona e della sua famiglia?

L’invito a una ricerca partecipata e sperimentale
Problemi enormi perché coinvolgono cambiamenti a livello di politiche, ma anche, a nostro avviso, un diverso uso (un “buon uso”) delle innumerevoli competenze e risorse esistenti. Gli stessi tagli, se vanno contrastati là dove offendono i diritti delle persone, possono essere letti come un appello improrogabile a generare risorse attraverso cambiamenti che possono alleggerire le sofferenze umane e che, per non pochi versi, dipendono dalle scelte degli operatori, dal loro modo di “esserci” nel servizio, dal loro ripensare le relazioni con le persone e le famiglie, ma anche dai luoghi fisici della cura in modo che siano accoglienti e (perché no?) belli, dal collaborare tra professioni per arricchire la “densità di cura” della medicina.
Per avviare i lavori si è scelto di privilegiare una precisa angolatura da cui vedere i problemi e costruire delle ipotesi di lavoro: la radicale riorganizzazione delle cure primarie. A nostro avviso, il futuro delle politiche sanitarie è nelle cure primarie, sul cui ammodernamento devono concentrarsi gli sforzi dei decisori e dei professionisti. Il momento di particolare difficoltà potrebbe contribuire a superare con forza quegli ostacoli che finora hanno impedito una sostanziale riorganizzazione.
Alla luce di queste considerazioni, la Certosa vuol essere un luogo dove medici e infermieri, pediatri e geriatri, medicina del territorio e medicina ospedaliera, assistenti sociali e psicologi, psichiatri ed educatori possono ricavarsi “momenti di sosta e di pensiero”, con l’intento di attivare nei territori delle sperimentazioni da rielaborare poi insieme. Un percorso partecipato entro cui possono confrontarsi  letture, ipotesi  politiche e strategie, attenti alla loro trasferibilità sui terri-
tori. Un percorso pertanto sperimentale, alla luce delle ipotesi che si andranno a maturare, che impegna a mettere in atto localmente quei cambiamenti relazionali, fisici e organizzativi che possono avvicinare la medicina ai cittadini.

Tre laboratori
Nei lavori preliminari al seminario sono emerse tre aree-problema che sembra importante affrontare nel corso della riflessione e nei laboratori che potrebbero prendere l’ avvio in tale occasione. Altre
potranno emergere fra i partecipanti.
Le cure primarie
La riorganizzazione delle cure primarie è l’orizzonte entro cui collocare l’interrogativo iniziale “Quale medicina cura?” e pertanto è trasversale a tutto il percorso e a tutti i laboratori, ma può anche essere visto come oggetto specifico di riflessione. La prima area si pone quindi  l’obiettivo di unificare la figura del medico del territorio, superare il lavoro in solitudine dello stesso, sviluppare la sanità di iniziativa, mettere lo specialista al servizio dei percorsi di diagnosi e cura (anche coinvolgendo i professionisti ospedalieri), individuare punti di riferimento sul territorio che affianchino – e sostituiscano quando possibile – la struttura ospedaliera (strutture di comunità, case della salute,
ecc., aperte tutto il giorno).
La vecchiaia pesante
Una seconda area è quella degli anziani la cui salute con il passare degli anni vede il convergere della medicina di territorio, della medicina ospedaliera, ma anche dell’assistenza sociale e delle reti di prossimità. Come accompagnare gli anziani in un percorso umano per quanto possibile autonomo, attraverso la collaborazione degli stessi anziani e della famiglia, degli operatori professionali e  delle reti di prossimità, con gli interrogativi etici ed esistenziali, oltre che sanitari e sociali, che l’invecchiamento porta con sé?
L’infanzia fragile
Una terza area è quella che rimanda all’infanzia fragile, a volte fin dalla nascita, altre volte con problemi di salute che esplodono nell’arco dopo pochi mesi o anni a livello non solo fisico, ma anche emotivo, relazionale, cognitivo. Problemi che non sono confinabili nel mondo
degli specialisti ma chiamano sulla scena la medicina del territorio e quella specialistica, l’assistenza sociale, la scuola, le associazioni, chiedendo loro di uscire dalla logica della suddivisione dei compiti per farsi insieme prossimi alle situazioni.

PROGRAMMA
Venerdì 20 aprile 2012 – Ore 9,00-13
Organizzazioni che hanno scelto di uscire dai loro confini per interrogarsi sulla medicina che cura
Lucia Bianco

DIALOGO SULLA MEDICINA CHE CURA
* Tra riconversione delle risorse e micro-innovazioni
Nerina Dirindin
* Per una medicina giusta, appropriata, sobria
Andrea Gardini
* “Esserci” con le persone o sconfiggere malattie?
Ivo Lizzola
* Coordina: Vittorio De Micheli

PROSPETTIVE DI LAVORO A PARTIRE DAL “DIALOGO SULLA CURA”
Discussione coordinata da Silvana Quadrino e Marco Zanchi
Ore 14.30-19.00
Lavoro in gruppi-laboratorio
Introduce Silvana Quadrino
Il seminario propone tre aree di lavoro partecipato.
* Cure primarie
* Vecchiaia pesante
* Infanzia fragile
Nel corso dei lavori, ogni area terrà presenti quattro interrogativi.
- La delega e la dipendenza nei confronti del sistema sanitario sono un “effetto collaterale” di processi di cura impoveriti e impoverenti?
- La relazione paziente-professionista è oggi substrato portante della cura o semplicemente un atto di compassione asimmetrica?
- Di chi è il problema del riconoscimento e sviluppo delle capacità del paziente per divenire risorsa a se stesso?
- Come la macro sfida dell’integrazione tra sanitario e sociale, può essere una sfida di cui farsi carico nel lavoro quotidiano, con micro esperimenti significativi e sostenibili?

Sabato 21 aprile 2012 – Ore 9.00-14.00
Le cure primarie sul territorio come orizzonte strategico
Da dove ripartire e verso dove incamminarsi?
Serafino Zucchelli

RESTITUZIONE IN PLENARIA
dei materiali dei gruppi-laboratorio
Pensare e sviluppare nel territorio una medicina che cura
Le questioni trasversali sollevate dai tre gruppi-laboratorio
Riletture di Leopoldo Grosso, Eleonora Artesio, Giorgio Bert, Nerina Dirindin
Proposte organizzative per una ricerca partecipata
Lucia Bianco e Silvana Quadrino
Intervengono:
Eleonora Artesio – Consigliera Regionale Regione Piemonte
Giorgio Bert – Slow Medicine
Lucia Bianco – Certosa Gruppo Abele
Vittorio De Micheli – ASL Alessandria
Nerina Dirindin – Università di Torino e CORIPE Piemonte
Andrea Gardini – Slow Medicine
Leopoldo Grosso – Gruppo Abele
Ivo Lizzola – Università di Bergamo
Silvana Quadrino – Istituto Change
Marco Zanchi – Università di Bergamo
Serafino Zucchelli – Fondazione Pietro Paci

Quota di iscrizione 100 euro. Vitto e alloggio 80 euro. Sono previsti sconti del 20% per giovani sotto i 26 anni.

Per informazioni e prenotazioni:
tel:  011 3841083
fax   011 3841091
cell: 331 5753858

mail: certosagruppoabele@gruppoabele.org

da Gruppo Abele – Quale medicina cura?

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Scrivere per il servizio sociale, L’assistente sociale ed il giornalismo sociale, Roma, 12 – 14 ottobre 2012 (ore 9.00 – 18.00), docente UGO ALBANO

CORSO DI FORMAZIONE

 

        Scrivere per il servizio sociale

 

-                              L’assistente sociale ed il giornalismo sociale –

                      

 

                       Roma, 12 – 14 ottobre 2012 (ore 9.00 – 18.00)

 

Aiutare le persone oggi non può prescindere dal bisogno di saper comunicare sui fenomeni e sulle metodologie applicate nel quotidiano. Parimenti la carta stampata è uno dei mezzi coi quali, parlando al grande pubblico, è possibile esercitare una nobile funzione di aiuto di tipo preventivo. D’altro canto l’assistente sociale è chiamato di continuo a sviluppare la propria teoria tramite report o articoli sulle diverse riviste. Tutto ciò per dire che, oggi come non mai, è opportuno che i professionisti dell’aiuto si accostino al mondo del giornalismo scritto per conoscerne i meccanismi, per interagire con gli operatori della comunicazione e per padroneggiare le principali competenze della scrittura professionale. La formazione mira a far acquisire ai partecipanti le principali competenze per cimentarsi nella scrittura giornalistica in generale, con un focus specifico sulle tematiche dei servizi alla persona. I campi verso cui saranno spendibili tali competenze sono due: le riviste professionali e quelle generaliste.

Argomenti della formazione:

- Giornalismo e servizio sociale: connessioni;

- Giornalismo intraprofessionale, generalista ed istituzionale;

- Il giornalismo sociale;

Teoria della comunicazione;

- impostazione dello schema di un articolo;

- SPERIMENTAZIONE: scrittura di un articolo;

 

- fatti, opinioni e fonti;

- i formati: notizia, articolo, comunicato-stampa, rubrica e speciale;

- la gestione della pubblicazione: il menabò (cartaceo ed elettronico);

- l’inchiesta giornalistica;

- l’intervista giornalistica;

- la paracomunicazione (foto, impaginazione, cromatica & paratesto);

- SPERIMENTAZIONE: realizzazione di una rivista cartacea;

 

- strategie per il cartaceo ed il web;

- web communication: testo ed ipertesto;

- scrivere per il web: l’impostazione di un sito internet;

- la newsletter elettronica: le notizie multitesto e loro gestione;

- SPERIMENTAZIONE: impostazione di un sito web personale.

 

 

Quota di partecipazione: 250 euro. Docente: Ugo Albano. Verrà rilasciato attestato di frequenza.

Per iscrizioni clicca quì.


Prendersi cura della relazione di cura: corso di formazione per operatori socio sanitari a Novara, a cura del Centro Maderna

La Provincia di Novara in collaborazione con il Centro Maderna organizza un percorso formativo gratuito rivolto agli operatori dei Servizi socio-sanitari.
Nell’ambito del lavoro quotidiano di cura e assistenza svolto nei servizi socio-sanitari si crea, inevitabilmente, un rapporto di circolarità e di reciprocità tra il disagio degli utenti e quello degli operatori. In seguito alle attività laboratoriali realizzate con i coordinatori di Servizi nell’ambito del Progetto “Ridisegnare la relazione di cura con i pazienti affetti da demenza e Alzheimer”, realizzata nel 2011 insieme alla Provincia di Novara, sono emerse alcune proposte relative ai possibili contenuti della formazione, indirizzate a superare la percezione di “logoramento” alla quale gli operatori della cura sono esposti.
Il presente percorso formativo è stato pensato per cercare di dare risposta al bisogno di confronto degli operatori e alla necessità di sviluppare consapevolezza in merito alle complesse dinamiche che si instaurano tra operatori, utenti e familiari nel contesto dei servizi. Intende, inoltre, focalizzare l’attenzione su alcune strategie utili a costruire relazioni umane dotate di senso e di significato in un’ottica di miglioramento dell’assistenza offerta alla persona malata e della vita nei servizi. Mira, infine, a sviluppare abilità di coping e a promuoverne l’utilizzo nell’ambito dei contesti lavorativi, nell’ottica di prevenire il disagio e il burn out degli operatori.
Il corso “Prendersi cura della relazione di cura“, articolato in cinque incontri, si svolgerà presso l’Istituto Omar di Novara con inizio l’11 Aprile 2012 dalle ore 9.30 alle ore 13.30.
Per iscrizioni scaricare la scheda dedicata al corso (nella sezione “note” del corso scelto), compilarla e inviarla a formazione@centromaderna.it.
Si accettano fino a 25 iscrizioni per ogni corso. Verrà data precedenza alle persone che operano sul territorio novarese.

 

Per maggiori approfondimenti:http://www.centromaderna.it/formazione_calendario.php

File allegato: Prendersi cura della relazione di cura Novara.pdf

da Centro Maderna 08-03-2012 “Prendersi cura della relazione di cura”: corso di formazione per operatori socio sanitari a Novara.


10 buone ragioni per scrivere di sé, di Corinna Alboino, Lua Libera Universita’ Autobiografia

VAI a: Libera Universita’ Autobiografia – Decalogo: 10 buone ragioni per scrivere di sé.


Libera Universita’ Autobiografia – SEMINARI 2012

Titolo Visite
7 dicembre 12 – A. Noferi – Scrivere dolci ricordi Per ritrovare i profumi e i sapori delle feste e 140
7 dicembre 12 – A. Cappelletti – Scritture da lasciare in dono Nel corso della vita tra festività e 100
12 ottobre 12 – D. Callini – Corpo e autobiografia 193
12 ottobre 12 – M. G. Comunale – Leggere la scrittura ad alta voce 189
12 ottobre 12 – G. Macario – Amarcord Istruzioni per l’uso 153
12 ottobre 12 – I. Venturi – Conflitti in gioco: questione di stile Riflessioni autobiografiche pens 145
12 ottobre 12 – C. De Filippo S. Korth – Album di famiglia 185
12 ottobre 12 – M. L. Burzio – Il metodo dello scrivere nelle esperienze di lutto 190
21 settembre 2012 – M. Dallari – Laboratorio autobiografico di Mail Art 139
21 settembre 2012 – S. Raimondi – La poesia è una stretta di mano Innamorarsi delle parole e raccon 148
21 settembre 2012 – I. Margutti S. Moretti – La scrittura di sé in rilievo Creatività e … 171
21 settembre 12 – L. Cavana R. Casadei – L’ascolto come sentire, il sentire come ascolto Il corpo co 123
21 settembre 12 – D. Demetrio – L’unica verità è l’illusione La finzione in autobiografia 232
12 luglio 2012 – Tra i generi – Trasformazioni, ambivalenze, dialogh 6
6 luglio 2012 – A. Ascari B. Carmellini – Il vestire come soglia Tra visibile e invisibile 197
6 luglio 2012 – M. Nardini – Chi sono io oggi La scrittura introspettiva e il metodo Morineau 332
6 luglio 2012 – S. Ronconi – Storie di diritti, diritto alla storia 203
6 luglio 2012 – L. Barani A.M. Pedretti – Scrivere per nutrire la vita L’armonia e la sobrietà 180
18 maggio 2012 – B. Balsamo – La parola poietica. Il facilitatore narrativo e la clinica della… 166
18 maggio 2012 – L. Portis M. M. Greco – Dare voce al silenzio. 259
18 maggio 2012 – L. Moreni e M.G. Soldati – La scrittura a due… 301

Libera Universita’ Autobiografia – Formazione.


potenziare la capacità di facilitare un gruppo di auto aiuto a supporto delle persone in lutto, Suzzara (MN), 10 e 11 marzo 2012, a cura di www.mariabianchi.it

Per potenziare la capacità di facilitare un gruppo di auto aiuto a supporto delle persone in lutto, è organizzato il percorso formativo di secondo livello che si terrà a Suzzara (MN) presso la nostra sede nei giorni  Sabato 10 e Domenica 11 Marzo 2012.

 

o nel sito 

 

Il percorso, riservato a facilitatori già attivi o a chi ha vissuto precedenti esperienze formative sul tema, prevede la possibilità di implementare le competenze del facilitatore secondo il nostro approccio della ‘narrazione guidata’.


“Si tengono”, secondo MASSIMO CACCIARI


Osservatorio/Laboratorio sul malessere lavorativo: sperimentazione di co-costruzione conoscitiva, Studio APS

Nella Giornata di Studio tenuta a Milano lo scorso novembre era stato proposto di avviare un “Osservatorio/Laboratorio sul malessere lavorativo”.

A seguito della segnalazione da parte di varie persone di un interesse positivo per una iniziativa di questo genere è stata messa a punto una proposta che viene illustrata in allegato.

Ne diamo comunicazione perché ci sembra una iniziativa particolarmente collegata alle vicende più generali che oggi attraversano le condizioni lavorative e perché costituisce una sperimentazione di co-costruzione conoscitiva piuttosto originale.

Chi fosse interessato a prendere parte al lavoro che viene prospettato è pregato di segnalarlo alla segreteria dello Studio.

Con i migliori saluti,

Franca Olivetti Manoukian e Achille Orsenigo


Giampaolo Pansa, Se avessi vent’anni saprei chi picchiare

Giampaolo Pansa, Se avessi vent’anni saprei chi picchiare


Saprei bene con chi prendermela, e chi picchiare, se fossi un ragazzo italiano sui venticinque anni. Uno di quelli davvero sfigati. Senza un lavoro vero. Con l’unica prospettiva di fare il precario a vita. E di mutare in peggio questa condizione diventando un disoccupato stabile. Privo di un alloggio decente. Con pochi soldi in tasca. Costretto a sperare sempre nell’aiuto economico dei miei famigliari.

  • Per primi me la prenderei proprio con loro: il papà, la mamma, forse anche i nonni. Sono cresciuti in una società dove trionfava il mito del figlio laureato. Volevano il figlio dottore, nella convinzione che un pezzo di carta sarebbe bastato a renderlo benestante per la vita.

Ero uno studente svogliato, ma a tutti i costi hanno voluto mandarmi all’università.

Mi hanno lasciato andare avanti, anche se vedevano che tardavo a dare gli esami e i miei voti erano sempre mediocri. Si consolavano dicendo che prima o poi avrei messo la testa a posto. E dopo la laurea, anche se ben poco brillante, un lavoro comunque l’avrei trovato. Sono dei disgraziati, questi miei genitori. Dei truffatori che hanno ingannato il loro amato figliolo. Quando si sono resi conto che non mi piaceva studiare, che odiavo i libri e gli esami, avrebbero dovuto prendermi per il collo e dire: adesso basta con l’università, devi imparare un mestiere che ti aiuti a campare.

Sarei stato d’accordo anch’io. C’era un lavoro che avrei fatto volentieri: il falegname che costruisce porte, finestre, mobili e li ripara quando si guastano. Quando l’ho detto in famiglia, è successo il finimondo. La mamma ha strillato: il falegname? Impossibile, è un mestiere da poveracci, sempre in mezzo al legno, alla polvere, con il rischio di tagliarsi una mano. Il papà ha aggiunto: nessuna ragazza per bene vorrai mai mettersi con un falegname, non potrai farti una famiglia. Gli ho replicato che esistevano altri mestieri che avrei provato a fare con piacere: il fabbro, l’idraulico, l’elettricista. Quelli che conoscevamo avevano sempre molto lavoro, guadagnavano bene, lo si vedeva dai conti che ci presentavano. Chiamare un antennista perché migliorasse la ricezione del nostro televisore era come convocare un chirurgo: lunghe liste d’attesa e parcelle salate. Non c’è stato verso di convincerli. I miei cari genitori mi rispondevano: prima prendi la laurea, poi vedremo. Comunque, un posto in banca o in un ufficio pubblico lo troverai.

  • Dopo aver pestato per bene papà e mamma, dovrei picchiare i capi di molte università. Hanno lasciato ingrossare corsi che servivano soltanto a mantenere delle cattedre e dei professori.

Non hanno bloccato gli studenti che correvano ad iscriversi, avvertendoli: guardate che qui fabbrichiamo soltanto disoccupati. Laurearsi in storia, lettere e filosofia, psicologia, scienze della comunicazione, sociologia, per fare soltanto qualche esempio, non vi aiuterà mai a trovare un lavoro.
È stato così che migliaia di ragazze e di ragazzi si sono iscritti a un corso qualsiasi, di solito quello che li attraeva di più. E non sono mai stati messi di fronte alla realtà brutale che oggi li schiaccia:

  • non hanno imparato nessun mestiere vero, sono usciti dall’università nudi e crudi come ci erano entrati, con la condanna a non avere niente in tasca che li aiuti a vivere in modo decente.
  • Altri soggetti da pestare di brutto sono i partiti e i sindacati. Quando vedo i loro capi gridare alla televisione che è stato rubato il futuro ai giovani, mi verrebbe voglia di aspettarli sotto casa. Quasi nessuno dei bonzi politici e sindacali si è mai occupato sul serio di noi. Vogliono soltanto il nostro voto, ma in cambio non ci danno nulla.

Non avvertono neppure i diciottenni di oggi che è meglio rifiutare l’università e scegliere qualche buon istituto tecnico che li addestri a un mestiere. Stanno tutto il giorno a rompersi le corna sull’articolo 18 sì o no. E non sprecano un po’ di fiato a spiegarci una verità che ho imparato anch’io, a mie spese. La verità è la seguente.

  • Il problema numero uno non consiste nel trovare un posto di lavoro qualsiasi, ma nel conoscere bene un mestiere.

Che può essere molto diverso: dal falegname che avrei voluto diventare, al tecnico che sa tenere i conti di un’azienda. Se possiedi al meglio una professione, puoi anche perdere il posto di lavoro. Ma prima o poi lo troverai da un’altra parte.

  • I posti di lavoro non si creano per magia, soprattutto in quest’epoca di crisi. Però se hai conquistato un mestiere e sai farlo davvero bene, nessuno te lo porterà mai via.

Avete mai incontrato un idraulico o un elettrotecnico disoccupati? Io mai. E un esperto di coltivazioni agricole, uno che sa tutto di uliveti e di vigneti, l’avete mai visto a mani vuote? Io no.

Purtroppo, i partiti e i sindacati sono vecchie cattedrali zeppe di celebranti superati: cardinali, vescovi, parroci rimasti fermi a un tempo che non esiste più. Dovrebbero spiegare ai loro iscritti e ai loro elettori che anche l’Italia, come il resto del mondo, è coinvolta in una gigantesca rivoluzione culturale. Che cambierà il senso di parole antiche: lavoro, posto fisso o mobile, pensione, titolo di studio, attitudine a svolgere una professione piuttosto che un’altra. Da quel poco che capisco alla mia giovane età, e senza sapere che cosa mi aspetta, credo che cambierà anche la scala di valori oggi dominante nella società. Un bravo falegname verrà stimato quanto un bravo avvocato, e forse sarà pure pagato di più. Un infermiere esperto avrà più mercato di un medico generico. Mio padre e mia madre sbagliano nel dire che nessuna ragazza vorrà sposare uno che costruisce porte o ripara mobili. Quando la ragazza si renderà conto che il moroso guadagna quanto tre impiegati all’anagrafe municipale, farà di tutto per portarlo all’altare o dinanzi al sindaco. Ho immaginato che potrebbe parlare così un giovane tra i venti e venticinque anni. Ma dal momento che sono ben più vecchio, ho due spiccioli di esperienza da offrire ai ragazzi di oggi. Il primo riguarda la conquista dell’eccellenza in una professione. Quasi tutti credono che ai buoni posti di lavoro, e ai buoni stipendi, di solito si arrivi per vie traverse: amicizie importanti, padrinaggi politici, raccomandazioni di vario genere. Ma non è affatto così.

L’eccellenza si conquista sin da ragazzi, con lo studio, la voglia di darsi da fare, la fatica continua, giorno per giorno. Emergere in qualsiasi professione comporta molti sacrifici anche nella vita privata. Se ti sposi o convivi in giovane età, augurati che la tua compagna sia tanto intelligente e generosa da accettare di vederti più al lavoro che in casa. E non ti mandi a quel paese nel sentirti dire: «Scusami, ma ho da fare!». L’altra esperienza rimanda alla polemica sulla battuta del premier Mario Monti, a proposito della noia del posto fisso. Il presidente del Consiglio è stato sommerso da una valanga di rimproveri. Ma non ha detto una cosa priva di senso. Nel corso di una vita bisogna sempre essere disposti a cambiare posto di lavoro, non il mestiere che si è scelto di fare. Mio padre Ernesto, operaio del telegrafo, sosteneva : «È meglio, ogni tanto, cambiare padrone». In molti decenni di giornalismo, sono passato da un editore all’altro. A tutt’oggi ne ho collezionati ben nove. Credo di essere titolare di un record. E mi è rimasto impresso quanto mi disse il primo direttore che lasciai. Era Giulio De Benedetti, che guidava la “Stampa”, un signore anziano che la sapeva lunga. Era il marzo 1964 e non avevo ancora 29 anni. Sul momento, De Benedetti si infuriò perché avevo accettato l’offerta di un quotidiano più piccolo, il “Giorno” di Italo Pietra. Quando l’incavolatura gli passò, mi disse: «Ma sì, fa bene andarsene. Non faccia come i suoi colleghi che sono sempre rimasti qui e adesso nessuno li vuole più!»


Abitatori del Tempo: sul tema dell’ERRARE. Riflessione sull’oggi nell’incontro con grandi filosofi, dal 3 febbraio al 30 marzo 2012, in 9 Comuni della Provincia di Monza

Dal 3 febbraio al 30 marzo 2012 tornano gli appuntamenti con i grandi filosofi contemporanei.

Riparte la rassegna “Abitatori del tempo”, ciclo itinerante di incontri in Brianza dedicati alla riflessione sull’oggi con i grandi filosofi.

Abitatori del tempo: 10 Incontri in 9 comuni della Provincia, per riflettere insieme sul tema dell’ “Errore”.

La VIII edizione di Abitatori del Tempo è dedicata al tema dell’ Errore, questione con importanti significati in campo scientifico, filosofico e letterario. Si parte dall’antica Grecia con l’ identificazione Socratica tra sapere e virtù  dove l’errore morale coincide con quello conoscitivo per giungere, all’interno della riflessione epistemologica contemporanea, alla svolta fattibilistica di Popper che considera l’errore un ingrediente inevitabile di ogni sapere. Nell’ambito scientifico il tema della rassegna sarà sviluppato per dimostrare come l’errore e le metodologie di lavoro “try and error” siano fondamentali per l’evoluzione ed il progresso scientifico.


INGRESSO LIBERO – Ore 21 (fino ad esaurimento posti)



PROGRAMMA degli incontri

Massimo Marassi - La colpa e il suo fantasma
Venerdì 3 febbraio 2012 – Monza – Teatro Manzoni

Emanuele Severino - Errore o errare
Venerdì 10 febbraio 2012 – Cesano Maderno – Teatro Excelsior

Laura Boella - Agire, errare, perdonare
Mercoledì 15 febbraio 2012 – Arcore – Teatro Nuovo

Massimo Cacciari Storia ed errore
Giovedì 23 febbraio 2012 – Monza – Teatro Manzoni

Vittorio Possenti Errore, colpa, pentimento
Venerdì 2  marzo 2012 – Giussano – Sala Consiliare

Elio Franzini - Errore, arte e immaginazione
Martedì 6 marzo 2012 – Brugherio - Teatro San Giuseppe

Salvatore Natoli - Per prova ed errore: campi di esperienza e pratiche di conoscenza
Venerdì 9 marzo 2012 – Lissone - Palazzo Terragni

Giulio Giorello - La libertà di errare
Venerdì 16 marzo 2012 – Nova Milanese – Auditorium

Edoardo Boncinelli L’errore generatore di vite
Venerdì 23 marzo 2012 – Vimercate – Teatro Astrolabio

Franca D’Agostini - Il falso, tra errore e inganno
Venerdì 30 marzo 2012 – Vimercate – Centro Omnicomprensivo

Fonte: http://www.provincia.mb.it

da CineTeatro NUOVO | Arcore – Abitatori del Tempo.


L’AMORE CONTESO. I FIGLI NELLE SEPARAZIONI FAMILIARI 2-16 febbraio 2012, Formazione sociale clinica

Programmi e Documenti:

L’AMORE CONTESO. I FIGLI NELLE SEPARAZIONI FAMILIARI

2-16 febbraio 2012

Il numero di separazioni e la natura conflittuale delle relazioni,

anche in regime di affido condiviso,

richiedono agli operatori una preparazione particolare
Il corso si terrà il 2 e il 16 Febbraio 2012
Sono aperte le iscrizioni sino al 27 gennaio

Programma

Programma stampabile

Scheda di iscrizione

vai a: Formazione sociale clinica.


COSTELLAZIONE RSA, coinvolgimento delle famiglie e integrazione delle funzioni nelle strutture residenziali per anziani: elementi chiave di un percorso di ricerca/formazione, a cura di Carmen Primerano e Valter Tarchini, Maggioli, 2012. Presentazione del libro: 15 febbraio 2012, 9-12,30, Spazio Oberdan, Via Vittorio Veneto 2, Milano

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Studio APS – Prime proposte per il 2012


   
 

 

 

 

    Prime proposte per il 2012


In questi giorni ricomincia un anno di lavoro che si preannuncia difficoltoso.

Siamo circondati da affermazioni drammatiche e da prese di posizione che inducono esasperazioni e contrapposizioni. Crescono le incertezze e le inquietudini.

Non sembra ragionevole lasciarsi invadere dagli allarmismi e rimanere paralizzati anche nei micro contesti lavorativi da improbabili attese di decisioni salvifiche, risolutive di questioni che per le ragioni più varie, si sono stratificate e trascinate, spesso aggravandosi.

Nelle organizzazioni lavorative coloro che a diversi livelli e con diverse competenze si impegnano a produrre e a realizzare attività positive per costruire e ricostruire beni e servizi, hanno comunque possibilità di influire su come affrontare le difficoltà quotidiane e prospettare nuove evoluzioni e modificazioni possibili.

I professionisti che fanno parte dello Studio APS, in particolare negli ultimi tempi, hanno avuto la possibilità di maturare e rielaborare esperienze di consulenza organizzativa e di formazione in diversi settori, individuando ipotesi più mirate per sostenere singoli e organizzazioni nelle turbolenze dei contesti e dei mercati. Ci sembra oggi più che mai strategico – in particolare per dirigenti e responsabili a diversi livelli organizzativi – riconoscere, mobilitare, valorizzare, accrescere capacità di invenzione e di coraggiosa perseveranza nel comprendere le difficoltà di funzionamento organizzativo e di gestirle all’interno e nei rapporti con il contesto.

Per questo ci permettiamo di segnalare alcune proposte di formazione/ricerca, presentate più estesamente nel nostro sito:

    “AGIRE NELLE ORGANIZZAZIONI

    Nuova proposta biennale di formazione per consulenti e responsabili organizzativi

 

     http://www.studioaps.it/servizi_studio/pressostudio_cicli_agire_organizzazioni.html

 

    Rivista “SPUNTI” n. 14
    

   

     http://www.studioaps.it/elaborazione/elabora_spunti_14.html

 

 

     Studio APS Srl
Via San Vittore, 38/A
20123 MILANO
Tel. 02-4694610 – Fax 02-4694593
     www.studioaps.it  e-mail: studioaps@studioaps.it  


Miti e Racconti per la formazione: Anchise, Antigone, Dedalo, Enea, Icaro, Penelope, Re degli Elfi, Sette Nani, Sisifo

Anchise
Antigone
Dedalo
Enea
Icaro
Penelope
Re degli Elfi
Sette Nani
Sisifo

Accademia del Silenzio, Programma 2012

IL PROGRAMMA
Per l’anno 2012, gli appuntamenti inaugurali sono:
- a Milano, il 18 gennaio, h 17.00, Casa della Cultura: Il silenzio e le parole. Lectio magistralis di Franco Rella e presentazione delle attività del 2012.

Ciclo di incontri sul Silenzio. L’iniziativa comprende 3 seminari in aula e 4 eventi “esterni” e primaverili:   i seminari si svolgeranno presso la Casa della Cultura dalle 18.00 alle 20.00:

  • 5 marzo, Giovanni GaspariniAspetti sociali del silenzio.
  • 12 marzo, Giampiero ComolliFar discendere la mente nel cuore. Pratiche di raccoglimento silenzioso.
  • 19 marzo, Emanuele FerrariAscoltare il silenzio. Viaggio nel silenzio in musica

Eventi esterni:

  • 18 aprile, h 18.30, presso la Libreria Utopia, I poeti che abitano il silenzio, a cura di Stefano Raimondi
  • 12 maggio, Camminare sul Ticino, nelle ascesi silenziose della scrittura, a cura di Duccio Demetrio
  • 29 maggio, Scrivere il silenzio. Immagini parlanti a teatro, a cura di Emanuela Mancino, in collaborazione con e presso il Teatro Verdi di Milano
  • 19 maggio, Cercare i luoghi di silenzio a Milano. Proposta di sopralluoghi silenziosi in città, a cura di Marco Ermentini e Giovanni Gasparini

Il contributo di partecipazione al ciclo di incontri è di 50,00 € ed è a titolo gratuito per i soci della Casa della Cultura.

vai a: Programma 2012 | Accademia del Silenzio.


Associazione Barlafus, corso di scrittura creativa, Erba (CO) Sabato 21 Gennaio dalle 10.00 alle 17.00, RELATORE CORSO: Francesco Pazienza, psicanalista, formatore. Membro del SABOF (Società per l’Analisi Biografica a Orientamento Filosofica) Esperto di tecniche di meditazione di consapevolezza (psico-NON-analisi). Già insegnante presso i licei steineriani di Milano e Lugano

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CORSO di SCRITTURA CREATIVA

Vuoi sapere? Leggi? Perché non provi a scriverlo?!

Scrivere ciò che non sappiamo (o che non sappiamo di sapere).

 

QUANDO:
Sabato 21 Gennaio dalle 10.00 alle 17.00

RELATORE CORSO:
Francesco Pazienza, psicanalista, formatore.

Membro del SABOF (Società per l’Analisi Biografica a Orientamento Filosofica)
Esperto di tecniche di meditazione di consapevolezza (psico-NON-analisi).
Già insegnante presso i licei steineriani di Milano e Lugano.
Scrive su www.francescopazienza.it


COSTI CORSO:

1 incontro + pranzo: ragazzi dai 16 ai 25 anni € 35,00 – adulti soci: € 90,00 – adulti non soci € 100,00

 

Aperte iscrizioni

Chi: Associazione Barlafus

Dove: Erba – Crotto Rosa – ingresso da via Crotto Rosa 6/a

Contatti per info: Francesca 346.15.70.922


IN FAMIGLIA – Vivere con la badante, progetto formativo della Provincia di Milano

Il progetto della Provincia di Milano ”IN FAMIGLIA-Vivere con la badante” prevede la realizzazione  di alcuni interventi formativi  rivolti agli operatori dei servizi territoriali che quotidianamente affrontano i problemi degli anziani non autosufficienti.
La prima proposta, programmata per il 19 gennaio 2012,, affronta gli aspetti legali del lavoro di cura e il ruolo e le funzioni dell’Amministratore di sostegno ed è rivolta in particolare ad assistenti sociali, educatori professionali, coordinatori, ASA e OSS che lavorano nei servizi per anziani.
La seconda proposta, programmata su quattro incontri tra gennaio e marzo, affronta le complesse tematiche relazionali relative al rapporto famiglia – badante – servizi, ed è rivolta ad assistenti sociali, educatori professionali, coordinatori e responsabili di servizio.
Per entrambe sono stati richiesti crediti formativi FCOAS per le assistenti sociali partecipanti.
In allegato il programma di dettaglio e la scheda di iscrizione.
La partecipazione agli eventi formativi è gratuita, ma è necessario iscriversi utilizzando l’apposita scheda allegata e inviandola – entro i termini previsti -  all’indirizzo: c.fontana@provincia.milano.it
Provincia di Milano
Settore politiche sociali
Viale Piceno, 60 – 20129 Milano
tel. 02.7740.3085
diritti-anziani19gen2012_schiscriz.doc diritti-anziani19gen2012_schiscriz.doc
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diritti anziano web.pdf diritti anziano web.pdf
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diritti anziano.pdf diritti anziano.pdf
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Scheda iscrizione Relazioni complesse.doc Scheda iscrizione Relazioni complesse.doc
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invito cure anziano_stampa.pdf invito cure anziano_stampa.pdf
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invito cure anziano_web.pdf invito cure anziano_web.pdf
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locandina.pdf locandina.pdf
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LA STANZA della LUCE e dell’OMBRA laboratorio + performance – Associazione Barlafus, Erba (CO) 15 gennaio 2012


corso karen.jpgLA STANZA della LUCE e dell’OMBRA laboratorio + performance

Il laboratorio porterà i partecipanti a lavorare con il Rayograph è una tecnica fotografica svincolata dall’uso della macchina fotografica e della pellicola; si lavora in una camera oscura direttamente sulla carta fotografica. Le immagini si disegnano dipingendo con i raggi di luce.

Verrà proposto un lavoro collaborativo che porterà alla creazione di un murales.

La coordinatrice proporrà di riflettere su alcune temi, così si proporranno frasi o immagini che saranno stampate (e risulteranno subito visibile grazie alla tecnica dello sviluppo chimico) sul foglio di carta fotografica. I partecipanti avranno la possibilità di portare a conoscenza degli altri, il proprio pensiero.

Al termine della giornata verranno esposti i rayograph realizzati fino al termine della serata momento in cui verranno restituiti ai rispettivi autori.

Gli antecedenti di questa tecnica risalgono alle heliographies di Niepce per quanto riguarda il modo di riprodurre le immagini direttamente sulla carta sensibile ed ai calotipi di Talbot per il gioco negativo – positivo.

Soprattutto è legata ai fotogrammi di Man Ray, Christian Shad ed altri artisti dell’arte europea e americana degli Anni ’20 per il processo di fabbricazione dell’immagine senza fotocamera interponendo oggetti fra la carta fotografica e la luce.

 

 

 

 

Chi: Associazione Barlafus

Contatti per info: Francesca 346.15.70.922  

Quando: Domenica 15 Gennaio dalle ore 14,00 al Crotto Rosa

Dove: Via Crotto Rosa 6/a Erba (co)

Ingresso € 30

www.ibarlafus.com 


Saverio Tutino (1923-2011), fondatore della Libera Università dell’Autobiografia e prima ancora dell’Archivio diaristico di Pieve Santo Stefano

lunedì 28 dicembre la morte ci ha portato via Saverio Tutino, padre fondatore della Libera Università dell’Autobiografia e prima ancora dell’Archivio diaristico di Pieve Santo Stefano.


La nostra newsLetter questa settimana è tutta dedicata a lui.
Trovate in home page una lettera di saluto a Saverio di Duccio Demetrio accanto ad una fotografia che li vede insieme durante la serata in cui gli fu consegnata la targa ricordo del Decennale della Libera.

Mercoledì Saverio è stato accompagnato alla sua ultima dimora nel cimitero di Anghiari dalle numerose persone accorse per rendergli l’ultimo omaggio e noi pubblichiamo i numerosi pensieri di saluto che sono arrivati da chi già aveva saputo la notizia.

Chi vuole inviarci un proprio ricordo o una frase di condoglianze può farlo scrivendo a ada.ascari@lua.it noi invieremo tutto quello che riceveremo all’Archivio diaristico che si è fatto carico di tenere i contatti con la famiglia.
Oppure scrivere sul gruppo FaceBook della Libera università .

Abbiamo anche raccolto una piccola e incompleta rassegna stampa web

Vi segnaliamo infine le fotografie della serata in cui è stata consegnata a Saverio la targa del decennale della Libera Università il 19 settembre 2009


PRENDERSI CURA DEI CHIAROSCURI: LA SCRITTURA POETICA COME ARMONIA DEI CONTRASTI Laboratorio di scrittura autobiografica poetica sulle polarità esistenziali a cura di Leonora Cupane, MILANO 14-15 GENNAIO 2012

PRENDERSI CURA DEI CHIAROSCURI: LA SCRITTURA POETICA COME ARMONIA DEI CONTRASTI
Laboratorio di scrittura autobiografica poetica sulle polarità esistenziali a cura di Leonora Cupane
 
Date: Sabato 14 e domenica 15 gennaio 2012 
Orarisabato 10.30-13,30 e 15-19.30 con pausa merenda; domenica 9 – 13.00 e 14.00- 18.00 con pausa
Costo: 125 euro a persona
Sede: JNAR TEAMA, scuola d’arti e agenzia di spettacolo, Via Luca Signorelli 7, Milano
Per informazioni e iscrizioni: Ornella Caporaso, 02- 29402467; 349 – 3311404orncap@alice.it
Attraverso il respiro, il nostro corpo sta con il mondo in un continuo interscambio vitale fatto di oscillazioni fra estremi opposti, il cui cuore è il ritmo, la danza fra dentro e fuori, ossigeno e scorie, rilassamento e contrazione, azione e passività, prendere e dare, trattenere e rilasciare.
La poesia, così come il respiro, è ritmo, andirivieni fra polarità: la prima è quella fracorpo e mente, proprio perché la poesia è fatta di parole e richiede un’elaborazione mentale, ma due delle sue qualità principali, il ritmo e la musicalità, rimandano l’uno alla pulsazione del cuore e al respiro, al passo, ai cicli naturali, e l’altra alla fisicità, alla materialità sonora del linguaggio verbale. La poesia si muove incessantemente in questo spazio fra la corporeità delle parole – la loro consistenza sensoriale e ritmica – e il significato concettuale, operando un prezioso lavoro di riconnessione. Altre due polarità fondamentali entro cui si muove la poesia sono il silenzio e la parola, ovvero il vuoto e il pieno, proprio per la presenza del ritmo: il dialogo con le pause, con gli spazi bianchi del foglio, rende la poesia un linguaggio “poroso”, che lascia filtrare il silenzio. Il ritmo determina anche le polarità  libertà/vincolo: il poeta è libero di esprimersi utilizzando le parole in modo ampio, esteso, non vincolato dalla logica, ma ha anche l’obbligo di spezzare il discorso e andare a capo in modo non casuale, trovando una forma – ritmo efficace, che funga da argine e impedisca alle parole di disperdersi.
La poesia ha poi, al di là del ritmo, alcuni strumenti specifici che consentono al poeta di armonizzare gli opposti e ricucire i contrasti, le lacerazioni esistenziali: l’antitesi, dove termini contrapposti sono intessuti insieme nello stesso verso, nutrendolo entrambi (mi nutro del chiaro, vago nell’oscuro); l’ossimoro, che unisce polarità opposte in un’unica, inedita immagine (invernale primavera, fertile aridità, dolce amarezza) superando la logica della  contrapposizione; la metafora e la similitudine, che fanno dialogare aspetti apparentemente separati e lontani della realtà, rivelando nessi nascosti e illuminanti (la tua carezza è come l’autunno che spoglia gli alberi; la memoria è una farfalla notturna che, attratta dalla luce, vi si brucia); la rima e l’assonanza, che creano parentele fra parole con suono simile, ma con significato diverso (com’è tutta la vita e il suo travaglio/in questo seguitare una muraglia/ che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia); la sinestesia, che intreccia campi sensoriali differenti (un odore morbido, un suono liquido, una luce ruvida…) e altri ancora.
In conclusione, la poesia costruisce incessantemente ponti fra polarità differenti, compone fratture, salta creativamente abissi e colma vuoti: è la “struttura che connette” di cui parla Gregory Bateson. La poesia è infatti anelito inesausto verso un’irraggiungibile condizione di totalità, di armonia in cui si ricompongono luci e ombre, pieni e vuoti, profondità e superficie, e ogni altro contrasto alla base della nostra esistenza. Tale anelito è inesprimibile a parole, eppure la poesia ci prova continuamente. È questa la sfida del linguaggio poetico: non rinunciare al tentativo di dire ciò che è indicibile, utilizzando una strada divergente e innovativa rispetto al discorso razionale.
In questo laboratorio dunque proveremo a raccontare di noi, a esplorare le “polarità” che caratterizzano la nostra esistenza e il nostro modo di essere, sperimentando i molti modi attraverso cui il linguaggio poetico può aiutarci a riconnetterle e integrarle. Trasformeremo i contrasti in chiaroscuri preziosi che daranno profondità e leggerezza alle nostre scritture. Il gruppo sarà fonte di scambio e arricchimento, grazie all’unicità e all’insostituibilità delle voci di ciascuno.

Accademia del Silenzio: silenziosi aggiornamenti di Ada

Vi segnalo per prima cosa la Lectio Magistralis che Duccio Demetrio terrà a Torino il 9 novembre, alle ore ore 17.30 presso la Biblioteca civica Italo Calvino – Lungo Dora Agrigento 94. Sarà presente anche Nicoletta Polla Mattiot.

Il nostro instancabile Giorgio Macario ci ha inviato da Genova, sua città un brano in cui cogliamo tutta la tragicità, ma anche la speranza dopo l’alluvione del 4 novembre. Il silenzio delle imprese memorabili .

Un bel video segnalato da Paolo Ferrario di Raimond Panikkar ci dice che “non si vive la pienezza dell’essere se non nel vuoto ”.

Vi invito poi a sfogliare le pagine del sito e a leggere i numerosi commenti che voi stessi avete lasciato. Una ricchezza di parole che fanno da contorno agli articoli pubblicati. Vi ringrazio per questo silenzioso vagare tra le pagine e lasciare tracce.

Comunico che è uscito il nuovo libro di Duccio Demetrio “Perché amiamo scrivere
Filosofia e miti di una passione”. Sul sito della Libera potete trovare la scheda editoriale e una intervista all’autore di Maria Giovanna Farina.

Ho anche aggiornato le adesioni all’accademia che sono giunte alla bella cifra di 789. Un piccolo esercito silenzioso, che legge, riflette e partecipa con la scrittura.

Come ultima cosa vi invito a visitare, di tanto in tanto, il sito della Libera Università dell’Autobiografia , di cui l’Accademia del Silenzio fa parte e se ne avete voglia iscrivervi alla newsLetter , Per rimanere aggiornati, per trovare altre occasioni di venirci a trovare.
Per oggi è tutto. Spero di non avervi disturbato troppo ed in punta di piedi mi allontano.

Ada
la vostra custode silenziosa

 


Sottoscrivere la tessera degli amici dell’Archivio dei diari, e’ un investimento su un progetto culturale

Sergio Zavoli al Premio Pieve 2011 ha detto: “Io sono dell’idea che senza memoria un paese non sa chi e’, che cosa vuole, dove sta andando, come si suole dire. Penso che questa iniziativa di Pieve Santo Stefano sia veramente non solo singolare ma piena di significato e che meriti un grande riconoscimento da parte delle istituzioni. Il paese deve sapere che in questa localita’ si svolge qualcosa di interesse nazionale. La cultura italiana si deve occupare di questo Premio”.
In attesa che la cultura italiana, intesa come Stato, possa occuparsi con i suoi tempi e in modo stabile e significativo della nostra istituzione, confido molto piu’ nell’attenzione immediata dei singoli. E vi ricordo che le donazioni sono deducibili o detraibili, come trovate spiegato alla pagina: http://www.archiviodiari.it/donazioni.html . 

link utili: 
pagina del tesseramento 
modulo online per sottoscrivere la tessera 
modulo online per regalare la tessera 
modulo pdf tessera personale 
modulo pdf tessera in regalo 
hanno gia’ dichiarato la loro amicizia 


Maurizio Castagna, La lezione nella formazione degli adulti

La lezione nella formazione degli adulti
Autori e curatori
Livello
Testi per professional
Dati
pp. 144,   figg. 21,  5a ristampa 2011,    2a edizione, aggiornata e ampliata  2007   (Cod.25.12)
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 16,00
Disponibilità: Buona

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Codice ISBN: 9788846489685
In breve
Il volume – la nuova edizione di un successo editoriale ventennale – offre un contributo alla comprensione delle attività che impegnano il formatore nelle organizzazioni lavorative. Accanto a temi quali la preparazione di una lezione, la creazione e la presentazione di slide, la gestione delle obiezioni, sono affrontate nuove problematiche: come gestire l’ansia e il tempo; l’atteggiamento da tenere mentre si insegna; come gestire situazioni di conflitto, ecc.
Presentazione del volume

Dopo oltre vent’anni, durante i quali La lezione nella formazione degli adulti ha rappresentato un solido supporto all’attività professionale di migliaia di lettori, con questa nuova edizione interamente rivista, aggiornata e ampliata, l’autore offre un ulteriore significativo contributo alla comprensione del quadro delle attività che impegnano il formatore nelle organizzazioni lavorative.
Accanto a temi quali la preparazione di una lezione, la creazione e la presentazione di slide, il comportamento in aula e la gestione delle domande e delle obiezioni, già al centro delle precedenti edizioni, il lettore troverà affrontate alcune nuove problematiche che completano il quadro di chi insegna nelle organizzazioni di lavoro:
- come gestire l’ansia e il tempo?
- quale atteggiamento tenere mentre si insegna a un gruppo di adulti?
- perché si creano situazioni di conflitto in aula? come gestirle?

Il taglio del testo è rimasto quello originale: un manuale operativo, pratico, destinato a:
- chi, magari all’inizio della sua carriera di formatore, intende acquisire le tecniche di base per la realizzazione di una lezione;
- chi, esperto di una certa materia, è chiamato saltuariamente a insegnarla ad altre persone internamente alla sua organizzazione;
- chi, formatore già esperto, vuole confrontare le sue personali esperienze con quelle di un collega.

Maurizio Castagna laureato in Economia presso l’Università Cattolica di Milano e in Psicologia all’Università di Padova, si occupa fin dal 1972 di formazione e sviluppo delle risorse umane, prima all’interno di grandi aziende, poi come consulente. Oggi è Presidente di MIDA spa, nota società di consulenza milanese e continua ad occuparsi di formazione manageriale e formazione formatori. È autore di Progettare la formazione (1991), Gestire le riunioni (in collaborazione con R. Costantini) (1996), Esercitazioni, casi e questionari (2001), Role playing, autocasi ed esercitazioni psicosociali (2001), L’analisi transazionale nella formazione degli adulti (in collaborazione con altri) (2003).

Indice

Prefazione alla terza edizione
Pier Luigi Amietta, Introduzione
La lezione: vantaggi e limiti
(Che cos’è e come è nata la lezione; Inconvenienti e limiti della lezione; I vantaggi della lezione; Fattori di successo della lezione e piano del libro)
Logistica e materiali per una lezione efficace
(Lezione frontale, conferenza o lezione attiva?; Quante persone?; La disposizione dei tavoli; Le attrezzature visive; La documentazione didattica)
Come preparare la lezione
(Innanzitutto: prepararsi!; Prima divulgazione teorica: come imparano gli adulti; Il bilanciamento tempo-contenuti; Che cosa occorre sapere sui partecipanti; L’ordine degli argomenti: seconda divulgazione sull’apprendimento; Come ordinare i contenuti: sequenza deduttiva e sequenza induttiva; La raccolta delle esperienze; Come ordinare i contenuti: altre varianti; Come preparare le slide?; E se in aula andrà un “non docente”?)
La gestione in aula di una lezione
(Docenti si nasce?; L’autopresentazione; Il nemico maggiore: la monotonia; Il modo di parlare; La comunicazione non verbale in aula; Come coinvolgere?; L’uso del PC nella formazione; Come rispondere alle domande; Come gestire le obiezioni; Come fare i riepiloghi; L’apertura del seminario; La gestione dell’ansia; La gestione del tempo)
Come affrontare i “momenti critici”
(Le cause dei climi d’aula disturbati; Il gruppo tace; Il gruppo polemico o prevenuto; I personaggi difficili)
Lo stile di gestione dell’aula
(Le profezie che si autoavverano; Gli atteggiamenti del docente; Potere o competenza; Distanza o vicinanza; Valutazione o orientamento all’apprendimento; Efficienza o efficacia)
Appendice 1. Come realizzare grafici e diagrammi
(Introduzione; Principi generali; Diagramma a barre verticali; Diagramma a linea spezzata; Grafico a “torta”; Diagramma a barre orizzontali; La nuvola dei punti; Riepilogando…)
Emanuele Schmidt, Appendice 2. La relazione d’aula riletta con la Teoria Sistemica
(La stessa lezione in due stili; Una variabile di stile; Come descrivere uno stile?; Aree di efficacia e di inefficacia; Ogni stile ha la sua “malattia”; Che fare se…)

Bibliografia.

da La lezione nella formazione degli adulti.


Laboratorio “PAROLE PER ME” condotto da Luciana Quaia e rivolto ai familiari che si prendono cura del malati di Alzheimer

Gli incontri si svolgeranno il 5 e 12 novembre all’AloisCaffè di Mirabello (Como) il 19 e 26 novembre alla sala civica in via San Giuseppe a Vighizzolo, dalle 14,30 alle 17,30


La scuola come cantiere culturale, da AgoràScuolaAperta, una iniziativa degli Editori Laterza – Milano


La scuola come cantiere culturale

Ferruccio De Bortoli con Il viaggio nell’Italia che cambia apre a Milano l’iniziativa Agorà scuola aperta
Mercoledì 19 ottobre, ore 18 – Liceo Classico Carducci

Agorà scuola aperta è un grande progetto di condivisione della conoscenza. Un cantiere del sapere, unico nel suo genere, che vede la scuola come piazza dove la cultura torna ad essere elemento essenziale di crescita individuale e collettiva.

A Milano, al Liceo Statale Virgilio e al Liceo Classico Carducci, da ottobre a dicembre 2011 studiosi, giornalisti e protagonisti della vita pubblica italiana incontreranno a scuola – per l’occasione aperta nel pomeriggio ad un pubblico vario ed ampio – quanti in questo paese hanno ancora curiosità e desiderio di conoscere.

Agorà Scuola aperta è un’iniziativa degli Editori Laterza, realizzata con il sostegno di EniIntesa SanpaoloVodafone e in collaborazione con Accademia di Santa CeciliaFondazione Apulia Film CommissionPiccolo Teatro di Milano-Teatro d’EuropaMAMbo Museo d’Arte Moderna di Bologna.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Info su:
www.liceocarducci.it
CALENDARIO INCONTRI 2011

Liceo Classico Giosuè Carducci

IL VIAGGIO

Liceo Statale Virgilio

LA FELICITÀ

Mercoledì 19 ottobre, ore 18

Ferruccio De Bortoli

Viaggio nell’Italia che cambia

 Martedì  25 ottobre, ore 18

Silvia Vegetti Finzi

Le età della felicità

Mercoledì 2 novembre, ore 18

Gustavo Pietropolli Charmet

Il viaggio dell’adolescenza

Venerdì 11 novembre, ore 18

Remo Bodei e Armando Massarenti

La felicità della conoscenza

Mercoledì 16 novembre, ore 18

Federico Rampini

Vita quotidiana di un reporter in viaggio

Giovedì 24 novembre, ore 18

Maurizio Viroli

Felicità e libertà

Mercoledì 14 dicembre, ore 18

Eva Cantarella

Il viaggio di Ulisse

Lunedì 12 dicembre, ore 18

Virginio Colmegna

La felicità dell’accoglienza

Liceo Classico Giosuè Carducci – via Beroldo, 9

Liceo Statale Virgilio – Piazza Ascoli, 2


I nostri più cordiali saluti.

Editori Laterza


PAURE, FATICHE, SOFFERENZE E ILLUSIONI: IPOTESI D’INTERVENTO NELLE SITUAZIONI DI LAVORO Azioni per costruire condizioni più sostenibili nelle organizzazioni lavorative, Giornata di Studio, venerdì 18 novembre 2011, Milano, C.so Buenos Aires n. 33, a cura dello Studio APS di Milano

Paure, fatiche, sofferenze e illusioni: ipotesi d’intervento nelle situazioni di lavoro

Azioni per costruire condizioni più sostenibili nelle organizzazioni lavorative

Giornata di Studio

Venerdì 18 novembre 2011

Elfo Puccini teatro d’arte contemporanea – Sala Shakespeare
Corso Buenos Aires n. 33, Milano (MM1 – fermata LIMA)

La ricerca e la costruzione di piste di lavoro alternative

In questa giornata intendiamo proporre piste di lavoro per gestire in modo più efficace stress, fatiche e sofferenze, elementi che attraversano la vita delle organizzazioni e dei soggetti che ne sono parte o con loro interagiscono. Ciò a partire da riflessioni e orientamenti che aiutino a riconoscere le diverse modalità con cui organizzazioni e individui cercano di affrontarle.

Sono pensieri e spunti maturati dalla nostra esperienza, da quelle di alcuni studiosi particolarmente significativi e, più in specifico, dal lavoro di ricerca che lo Studio APS ha realizzato nei mesi che ci separano dalla Giornata di Studio realizzata nel 2010. Quella era stata un’occasione per presentare e analizzare situazioni lavorative differenti in cui, per varie ragioni, gli individui si ritrovavano demotivati, frustrati, affaticati e a volte sofferenti. In quell’occasione s’era cercato di comprendere meglio quali fossero alcune delle origini di quei malesseri, quali rapporti esistessero tra fatiche, desideri di benessere e illusioni di soluzioni esaustive.

Questa nuova giornata è stata pensata per dibattere, mettere in discussione, confrontare e arricchire riflessioni e ipotesi di comprensione e di azione. È stata preparata attraverso varie iniziative che hanno coinvolto accanto a soci e collaboratori dello Studio diversi interlocutori, alcuni con cui abbiamo da tempo contiguità di lavoro e altri contattati per la prima volta: abbiamo realizzato un seminario di due giornate in marzo e aprile, una serie di focus group con partecipanti appartenenti a diversi contesti lavorativi, dalle aziende private, agli ospedali, ai servizi territoriali nella prima metà di settembre e alcune interviste a testimoni privilegiati. A tutti coloro che abbiamo coinvolto va un sincero e vivo ringraziamento. Gli incontri hanno portato sguardi compositi e differenziati ed elaborazioni suggestive che ci proponiamo di riportare e sviluppare nella sede più ampia costituita appunto dalla Giornata di Studio prevista per il 18 novembre Soprattutto ci auguriamo che possa essere un incontro dedicato a quanti si misurano con le altrui e proprie paure, fatiche e sofferenze nelle situazioni di lavoro e che non credono in panacee, tecniche risolutive, ma ipotizzano che trattare queste dimensioni faccia parte di ogni impegno lavorativo e richieda un importante investimento in termini di pensiero.


Fatiche e sofferenze

Il lavoro è ricercato perché fonte di reddito, ma anche perché nella nostra società è una delle principali fonti di riconoscimento. Noi tutti abbiamo bisogno di rispecchiarci negli altri, nelle relazioni e nei prodotti. Il lavoro è dunque fonte di gratificazioni, può essere occasione di soddisfazioni fondamentali, ma è anche una scommessa, una sfida: ce la farò, ce la faremo?

Negli anni pare accresciuta la sua valenza simbolica. Così, mentre le fatiche e le sofferenze fisiche sono diminuite, paiono aumentate quelle emotive, psichiche ed è accresciuta la sensibilità in questa direzione.

Differenti e complesse sono parse le origini di fatiche e sofferenze. Da un lato la società, il mercato possono generare queste condizioni e riversarle nell’organizzazione e nelle persone che le compongono. Dall’altro si hanno richieste di cambiamenti, ritmi più stringenti, riduzioni di risorse, e soprattutto i modi con cui sono proposti/imposti questi mutamenti possono far soffrire persone e gruppi di lavoro. Anche i singoli soggetti importano, a volte, nelle organizzazioni tensioni, stress e dolori dalla loro vita privata, ansie collegate a conflitti interiori, delusioni e amarezze connesse a vicende familiari e sentimentali. Pensiamo che sia opportuno e interessante distinguere a che cosa siano riconducibili le diverse sofferenze per poter mettere a punto interventi mirati in grado di tutelare l’efficacia delle organizzazioni e la salute degli individui.

La nostra ipotesi è che fatiche e sofferenze siano, in una certa quota, intrinsecamente, parte del lavoro, che sia quindi illusorio pensare alle organizzazioni come a luoghi di benessere, depurati da queste condizioni. È possibile tuttavia investire per cercare di migliorare le condizioni di lavoro, per verificare se si tratti di fatiche sensate, se siano tutte effettivamente inevitabili. Per far ciò è fondamentale distinguere stress e fatiche. Possiamo in tal senso considerare la fatica come uno degli esiti dell’impiego di energie, del lavoro volto a modificare la realtà, trasformare oggetti e problemi, comprendere persone, analizzare questioni. Mentre possiamo rappresentarci le sofferenze come fatiche sproporzionate alle risorse disponibili o, più specificatamente, frustrazioni e lacerazioni dell’immagine di sé collegate a imposizioni di cui s’è perso il senso o di cui non si condivide per nulla la finalità.


I mondi in cui e con cui organizzazioni e singoli si trovano ad operare

Una delle fonti di stress e sofferenze sono quindi i contesti. Le nostre organizzazioni (servizi pubblici e privati, scuole, ospedali e aziende) operano in ambienti caratterizzati da crescenti incertezze. I mercati, ma più ampiamente i contesti socio-economici evidenziano diffuse situazioni di crisi. Crisi che spesso non sembrano la premessa alla realizzazione di cambiamenti desiderati. Gli scenari appaiono dinamici o turbolenti, ma anche nebbiosi: è assai difficile vedere che cosa ci attende nel futuro, a quali scenari stiamo andando incontro o stiamo/stanno costruendo. È difficile individuare modelli di società, modelli economici, soluzioni ai problemi macroeconomici e di governo credibili, capaci d’attrarre, appassionare, convincere.

Ciò significa che, se guardiamo fuori dalle organizzazioni in cui e con cui lavoriamo, lo scenario è spesso ansiogeno; spesso non troviamo consolazione per le fatiche che il lavoro comporta. In questa fase esso prevalentemente induce paure, fatiche e sofferenze. A queste le organizzazioni debbono far fronte cercando di non sfaldarsi, di non perdere l’orientamento, costruendo condizioni per continuare ad esistere e svilupparsi.

Molti in questi ultimi anni si confrontano poi con la paura che il proprio servizio, la propria azienda non ce la faccia, con l’ansia di perdere il posto di lavoro o di non poterlo conservare per i propri collaboratori, con le gravi difficoltà di molti giovani a entrare nel mondo del lavoro.

A volte si ha l’impressione di un impazzimento di cui non si comprende il senso. Il mondo, in questi ultimi anni, pare essere più minaccioso che rassicurante.


Gli individui: i clienti, i colleghi, i capi

Una quota importante di fatiche e di sofferenze è anche generata dai clienti: più o meno legittimamente riversano richieste, bisogni, fantasie sulle organizzazioni con cui interagiscono; spesso presi da esigenze e malesseri, richiedono attenzione, cura, aiuto. Questo accade non solo nei confronti delle organizzazioni specificatamente deputate a questa funzione – si pensi a ospedali, servizi sociali e sanitari, scuole – ma anche aziende istituzionalmente orientate a produrre beni e servizi d’altra natura si misurano con i problemi che clienti o fornitori riversano su di loro. Gestire le relazioni con i clienti è d’importanza cruciale, è una parte nodale del lavoro. Anch’essa genera soddisfazioni, ma anche fatiche e, a volte sofferenze.

A volte sono i colleghi stessi che riportano nell’organizzazione bisogni soggettivi e tensioni competitive che appesantiscono il clima. Circolano richieste di riconoscimento, di rassicurazione, di benessere che non possono trovare risposte. Delusioni e risentimenti aggravano le fatiche e le sofferenze di tutti.

A volte coloro che esercitano ruoli direttivi, risucchiati da attese di autoaffermazione e da spinte di acquisizione di maggior potere/consenso, finiscono per fare richieste esorbitanti ai collaboratori o a evitare di rispondere a richieste di relazioni ravvicinate vissute come pericolose.


Come vengono trattate fatiche e sofferenze nelle organizzazioni lavorative

Le organizzazioni lavorative sono sistemi complessi solo in parte riconoscibili nei disegni formali dei processi e degli organigrammi. Dirigenti, manager, gruppi, singole persone collegate tra di loro da relazioni formali, processi di lavoro e reti relazionali più ampie, cercano di erogare servizi, produrre beni e nel contempo di far fronte a situazioni relazionali difficili. Vengono date direttive, introdotti, imposti, proposti cambiamenti: nuove procedure, spostamenti, riduzioni del personale, … Tutto ciò espone le diverse componenti a incertezze, stress, speranze, paure. A generare fatica, piuttosto che sofferenza, in base alla nostra esperienza è risultato essere come non solo e non tanto il cosa si muta per attrezzarsi al futuro nelle organizzazioni, ma il come lo si fa. Ciò che genera sofferenza sembra essere soprattutto il non avere informazioni credibili, il non comprendere il senso di ciò che viene richiesto o imposto. Presi dall’ansia dell’introdurre e realizzare nuovi prodotti o servizi, nuovi processi, stressati da urgenze di efficienza ed efficacia, sembra non si riservi un adeguato spazio per condividere prospettive, ipotesi, fatiche e così si generano, spesso inconsapevolmente, sofferenze. Sofferenze che riducono paradossalmente e generalmente efficacia ed efficienza dell’organizzazione. Ciò, mentre abbiamo osservato come persone coinvolte, responsabilizzate, circa gli scenari, le necessità, le paure, gli stress, le fatiche richieste e necessarie, siano orientate ad investire consistentemente sulla loro organizzazione.

Possiamo osservare come queste dimensioni siano trattate in maniera assai diversa. In alcuni e diffusi casi esse sono semplicemente negate: non sono viste e sentite. Questa è una modalità che preclude la possibilità di valorizzare i segnali di stress, le fatiche e ipotizzare quindi interventi per farne qualcosa. È una modalità che espone a forti rischi di deterioramento non solo le persone, ma l’organizzazione stessa. Si possono osservare casi in cui le persone stesse sembra non siano viste.

Altre volte le si affronta illudendosi ed illudendo, con ciò si cerca di dipingere o rappresentarsi la situazione in un modo meno minaccioso. Ci si può illudere che la situazione non sia così difficile o che la soluzione sia a portata di mano: il capo, il consulente, la nuova tecnologia, …

Altre volte ancora si rileva come sia negata o minimizzata la dimensione emotiva, la profondità delle sofferenze anche a livello affettivo. Persone e team sembrano trasformarsi in oggetti, cose. La sofferenza negata peraltro riemerge in varie forme distruttive: somatizzazioni, malattie, conflitti distruttivi tra persone e parti dell’organizzazione, demotivazioni. La sofferenza non pensata, non accolta si sposta generando nuovi malesseri.

Ancora si osserva come un importante malessere sia ridotto, a volte, a fenomeno, patologia, difficoltà individuale. La sofferenza è vista semplicemente come una debolezza, una fragilità individuale. Allora si fa ricorso al farmaco, al medico, al counselor. Supporti pur utili, ma assai riduttivi, se solo individuali, se non sono indagate le connessioni organizzative.

Va pure sottolineato che in diverse organizzazioni alcuni tra coloro che occupano ruoli di direzione e di coordinamento, che hanno responsabilità gestionali o che sono negli staff delle risorse umane cercano di affrontare sofferenze di colleghi e soprattutto di collaboratori supportando e sollecitando comprensioni più attente e articolate per permettere ai singoli e all’organizzazione nel suo complesso di far decantare reazioni emotive e di vedere le situazioni in modo più articolato e lucido, considerando vincoli e perdite, ma anche opportunità e potenzialità. Essi testimoniano la possibilità di coniugare la consapevolezza delle difficoltà con la speranza di contribuire al progresso di individui e organizzazioni.


Orientamenti e ipotesi per costruire condizioni di lavoro più vivibili

Dalla nostra esperienza di lavoro e di ricerca ci pare di poter individuare alcune ipotesi interessanti e degli orientamenti da assumere per affrontare nelle organizzazioni fatiche e sofferenze. Linee d’intervento che vorremmo esplorare nella Giornata di Studio.

Per prima cosa è necessario prendere atto di queste dimensioni della vita lavorativa, avvicinarle per comprenderle, sviluppare, anche attraverso la decostruzione, ipotesi sulla loro origine. Si tratta di cercare, da un lato, d’evitare che le fatiche e lo stress si trasformino in sofferenze, quindi in fatiche rappresentate come insensate, fuori luogo e misura, e dall’altro lato costruire condizioni per ricondurre la sofferenza ad uno stato di fatica, di lavoro sostenibile e coniugato col piacere di costruire qualcosa in cui riconoscersi, qualcosa di utile. Come cercheremo di mettere a fuoco nella Giornata di Studio, ciò significa lavorare sul senso di ciò che accade e vogliamo realizzare, sulla fiducia, sull’equilibrio tra risorse (fisiche, professionali, mentali, emotive) e obiettivi. Significa riflettere e riconoscere i limiti e valorizzare le possibilità. La costruzione di condizioni di lavoro sostenibili passa attraverso la consapevolezza del limitato potere e delle responsabilità proprie e altrui.

da: http://www.studioaps.it/servizi_studio/pressostudio_giornate.html



CORSO SUNAS SULLA LIBERA PROFESSIONE – Parma 3/12/2011

SEGRETERIA REGIONALE PER L’EMILIA-ROMAGNA

 

 

 

Parma, sabato 3 dicembre 2011, ore 9,00 – 18,00

 

Sala Consiglio Quartiere Montanara, Largo 8 Marzo n.9

 

 

Corso di formazione

 

ASSISTENTE SOCIALE E LIBERA PROFESSIONE:

 

DAL BILANCIO DI COMPETENZE AL PROGETTO D’IMPRESA

 

 

 

PROGRAMMA

 

Ore 9.00- 13.30 LEZIONE  MAGISTRALE INTERATTIVA (Ugo Albano)

 

Ore 14.30 – 16.30 LAVORO DI GRUPPO

Esercitazione in sottogruppi:

Gruppo 1: elaborazione del proprio bilancio di competenze;

Gruppo 2: stesura di un progetto di libera professione in Emilia-Romagna;

 

Ore 16.30-18.00

Restituzione in plenaria dei lavori e conclusioni.

La sede del corso è raggiungibile dal centro con l’autobus n. 2 (capolinea largo 8 marzo); è inoltre posta nelle vicinanze della tangenziale ed è munita di parcheggi. Per la partecipazione è necessario inviare mail a sunas.parma@gmail.com ed attendere risposta. E’ previsto un contributo di 10 euro a persona per il materiale didattico (sono invece esentati gli iscritti al SUNAS). A termine del corso verrà consegnato relativo attestato. E’ stato richiesto l’accredito del corso per n. 8 crediti formativi. Docente: dott. Ugo Albano. Segreteria organizzatviva/scientifica: d.ssa Giorgia Mediani. Per informazioni: 340.8497206


LUA – Libera Università dell’Autobiografia, SEMINARI DI OTTOBRE E NOVEMBRE 2011

LUA – Libera Università dell’Autobiografia, SEMINARI DI OTTOBRE E NOVEMBRE 2011

14 ottobre 11 – Leonora Cupane – Racconti poetici del corpo. Seminario di autobiografia poetica
21 ottobre 11 – L. Barani e A.M. Pedretti – I miti profumati e gli odori della vita
28 ottobre 11 – P. Ferrario e L. Quaia – Scrivere i luoghi della vita: espressioni del Genius Loci
28 ottobre 11 Roberta Buzzacchino – Dalla scrittura lineare a quella radiale…
11 novembre 11 – Anna Cappelletti – Scritture da lasciare in dono…



LA GESTIONE ASSOCIATA DEI SERVIZI COMUNALI, IL FEDERALISMO FISCALE E IL RUOLO DEI COMUNI NELLE ATTIVITA’ DI ACCERTAMENTO, programma formativo che ANCI Lombardia rivolge ai Responsabili della Gestione dei Comuni, Segretari Comunali e Amministratori comunali

24 giornate di formazione gratuita sulla gestione associata e sulle attività di accertamento

Ifel ha approvato e finanziato il programma formativo che ANCI Lombardia rivolge ai Responsabili della Gestione dei Comuni, Segretari Comunali e Amministratori comunali. Sono in fase di realizzazione, sul territorio lombardo, due percorsi formativi:

LA GESTIONE ASSOCIATA DEI SERVIZI COMUNALI

IL FEDERALISMO FISCALE E IL RUOLO DEI COMUNI NELLE ATTIVITA’ DI ACCERTAMENTO (realizzato in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale della Lombardia)
 
La partecipazione è gratuita.
Vedi dettagli e iscriviti

Costruire professionalità: percorso di accompagnamento per Assistenti Sociali, corso di formazione a cura della cooperativa sociale Molecola

Molecola gestisce da anni percorsi di formazione rivolti a operatori dell’area psico-socio-pedagogica, volontari e cittadini attivi. Particolare attenzione viene dedicata al lavoro di comunità, approfondito come metodo che è possibile importare nella quotidianità dei servizi e che può contribuire a far riscoprire il valore autentico del lavoro sociale, la centralità della dimensione relazionale a fronte di una logica prevalente di tipo prestazionale.

All’interno dei percorsi formativi vengono utilizzate metodologie attive e cooperative, tali da valorizzare le esperienze portate dai partecipanti e assumerle come risorsa per l’apprendimento.

Percorsi formativi rivolti agli operatori del settore sociale:

da Formazione.


Servizio Sociale e lavoro di comunità, corso di formazione a cura della Cooperativa sociale Molecola


Molecola gestisce da anni percorsi di formazione rivolti a operatori dell’area psico-socio-pedagogica, volontari e cittadini attivi. Particolare attenzione viene dedicata al lavoro di comunità, approfondito come metodo che è possibile importare nella quotidianità dei servizi e che può contribuire a far riscoprire il valore autentico del lavoro sociale, la centralità della dimensione relazionale a fronte di una logica prevalente di tipo prestazionale.

All’interno dei percorsi formativi vengono utilizzate metodologie attive e cooperative, tali da valorizzare le esperienze portate dai partecipanti e assumerle come risorsa per l’apprendimento.

Percorsi formativi rivolti agli operatori del settore sociale:

da Formazione.


Corso di scrittura creativa, a cura di Francesco Pazienza – Associazione Barlafus

Corso di scrittura creativa

QUANDO Sabato 8 Ottobre
Sabato 5 Novembre
Sabato 3 Dicembre
Dalle ore 10.00 alle ore 17.00
DOVE

Crotto Rosa 6/a 22036 Erba (CO)
Clicca qui per vedere la strada

DI COSA PARLIAMO?

Introduzione alla scrittura creativa.
Scrivere come un libro stampato?
NO! Scrivere per imparare a conoscere se stessi.

Trovate riferimenti, approfondimenti e ogni altro tipo di informazione nelle pagine qui di seguito.

Barlafus evento su Facebook

Barlafus Sito dell’Associazione

Chi voglia partecipare è il benvenuto!

Vi aspetto!

Francesco Pazienza

Scrive su www.francescopazienza.it

ADESIONI

1 Incontro + pranzo: 35€ fino a 25 anni – 90 soci – 100€ non soci
3 Incontri + pranzo: 90€ fino a 25 anni – 250 soci – 270€ non soci
Informazioni:
Tel: 346 1570922 Francesca
e-mail:  associazione.barlafus@gmail.com

da Corso di scrittura creativa – Associazione Barlafus.


SCRIVERE I LUOGHI DELLA VITA: ESPRESSIONI DEL GENIUS LOCI, seminario di autoformazione a cura di Paolo Ferrario e Luciana Quaia, LUA Libera Universita’ Autobiografia di Anghiari (Arezzo) – 28-30 Ottobre 2011

SCRIVERE I LUOGHI DELLA VITA: ESPRESSIONI DEL GENIUS LOCI

Seminario di autoformazione a cura di Paolo Ferrario e Luciana Quaia

Luogo:  Anghiari (Arezzo), LUA – Libera Università dell’Autobiografia

Tempo: venerdì 28 ottobre, 15-18,30;  sabato 29 ottobre, 9-13, 14,30-18,30; domenica 30 Ottobre 2011, 9-12

I luoghi che abitiamo, assieme al tempo che stiamo percorrendo, sono elementi costitutivi di ogni esistenza.
Di essi abbiamo ricordi e rappresentazioni sensibili che si intrecciano con i diversi momenti delle nostre personali biografie.
Nella relazione che stabiliamo con un luogo si manifesta a livello individuale ed in modo ravvicinato il più ampio ed evolutivo rapporto fra la natura e la cultura, fra noi come soggetti e gli ambienti che ci hanno accolti ed ospitati.
Gli antichi elaboravano una forte immagine per evocare queste connessioni: quella del “Genius Loci”. Loro sapevano che ogni luogo custodisce un’anima. Genius Loci è il simbolo che la esprime ed è il genio protettore che, con forme e intensità storicamente e culturalmente variabili, racchiude la forza e lo spirito esistenti in ogni ambiente vissuto. Si tratta di un simbolo che rappresenta l’essenza, l’anima, la forza di un luogo. Per l’uomo greco accanto al Logos convive il Pathos: sono le emozioni che ci aiutano ad entrare in relazione con il mondo esterno e a farne esperienza vissuta.
Il nostro passaggio sulla terra, così affannosamente controllato dall’incalzante e rumoroso ritmo dei giorni e delle trasformazioni socioculturali, sta trascurando – se non cancellando – la capacità di scoprirlo, di percepirne la presenza, la magia ed essenza.
Eppure ci sono situazioni concrete nelle quali, improvvisamente, agisce dentro di noi il richiamo di qualcosa di profondo legato ad immagini provenienti dal nostro passato più antico. Una sollecitazione inattesa, un suono, un profumo, un’immagine, un sapore riportano alla luce ricordi e sensazioni della speciale relazione che ognuno di noi ha tra sé e il mondo.
È il segnale che il Genius Loci invia per rammentarci la sua presenza, affinchè la sua memoria non scompaia. Se perdiamo la facoltà di ascoltarlo, si allontanerà definitivamente, lasciandoci privi di un’identità e di una storia che da migliaia di anni attraversano il mondo e rendono fertili cultura e tradizioni.
I luoghi premono sui nostri sentimenti: ci emozionano, ci stupiscono, ci atterriscono, comunque ci cambiano.
La ricerca che il seminario propone è la ri-scoperta dei luoghi già dentro di noi, sopiti o un po’ dimenticati. Luoghi attraversati, esplorati, immaginati, vicini o lontani nel tempo. Una graduale marcia di avvicinamento alla nostra personale “topologia” con un cammino lento fatto di sguardo, ascolto e silenzio.
La scrittura autobiografica ci renderà possibile narrare e descrivere il nostro rapporto con lo spazio vissuto, sia esso quello più intimo legato alla risonanza delle percezioni sensoriali, sia esso quello più collettivo dato dal contatto e dal coinvolgimento con chi, come noi, abita la terra.
Costruiremo la nostra personale retrospettiva andando a cercare negli anfratti della memoria gli spazi significativi che disegnano la scenografia della nostra esistenza.
Un archivio di spazi-mondi metaforici o reali per raccontare punti di partenza, o di arrivo, o di svolta, ma comunque raffigurazioni dove la forza del Genius Loci, come scrive James Hillman, si lega alla profondità del sé e rende pertanto indimenticabili i passaggi salienti della nostra storia.
Ci aiuteranno a diventare “rabdomanti di luoghi” riflessioni e spunti evocativi suscitati da letture di brani letterari, immagini, frammenti di film, poesie, recite espressive, esempi di scritture creative.
Per sostenere le nostre narrazioni converrà portarci a corredo fotografie, stralci di diario, scritti sepolti nei cassetti, vecchie mappe di luoghi che ci hanno visto protagonisti della vita.

da Libera Universita’ Autobiografia – 28 ottobre 11 – P. Ferrario e L. Quaia – Scrivere i luoghi della vita: espressioni del Genius Loci


CRESCERE I FIGLI DEGLI ALTRI Milano, 12-26 Ottobre 2011, FormAzione

Il 5 Ottobre scadono i termini per l’iscrizione al  corso
CRESCERE I FIGLI DEGLI ALTRI
Milano, 12-26 Ottobre 2011

Il corso tratta i temi dell’affido, adozione e accoglienza in comunità dal punto di vista degli adulti che si occupano di bambini e adolescenti.  
Il corso è stato accreditato con 12 crediti per assistenti sociali e 11 crediti ECM per psicologi
Sul sito
http://www.formazionesocialeclinica.it/index.php
troverete tutte le informazioni e la scheda per l’iscrizione.

Margherita Gallina


PAURE, FATICHE, SOFFERENZE E ILLUSIONI: IPOTESI D’INTERVENTO NELLE SITUAZIONI DI LAVORO Azioni per costruire condizioni più sostenibili nelle organizzazioni lavorative Giornata di Studio, venerdì 18 novembre 2011, Milano, C.so Buenos Aires 33, Teatro Elfo Puccini

 

 

PAURE, FATICHE, SOFFERENZE E ILLUSIONI:

IPOTESI D’INTERVENTO NELLE SITUAZIONI DI LAVORO

Azioni per costruire condizioni più sostenibili nelle organizzazioni lavorative

Giornata di Studiovenerdì 18 novembre 2011, Milano, C.so Buenos Aires 33, Teatro Elfo Puccini

Nella Giornata di Studio del 18 novembre 2011, di cui trovate in allegato una presentazione articolata, ci proponiamo di continuare la riflessione avviata lo scorso anno.
L’idea guida è quella di mettere a fuoco e approfondire delle ipotesi di intervento e delle strategie di azione che consentano di affrontare fatiche e sofferenze in modo più soddisfacente per i singoli e per le organizzazioni.

Ci auguriamo che la proposta possa riscuotere il vostro interesse e vi saremo grati se vorrete presentarla ad altri.

Vi segnaliamo che quest’anno ci incontreremo in un’altra sede che pensiamo più funzionale (visualizza la mappa).

Siamo a vostra disposizione per informazioni, chiarimenti e suggerimenti.

In attesa di incontrarvi, molti cordiali saluti

per lo Studio APS
Achille Orsenigo

 

  

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Giornata di Studio 2011_Presentazione.pdf Giornata di Studio 2011_Presentazione.pdf
Giornata di Studio 2011_Scheda d'iscrizione.doc Giornata di Studio 2011_Scheda d’iscrizione.doc
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DUCCIO DEMETRIO LODE ALLA SCRITTURA, da Libera Universita’ Autobiografia

DUCCIO DEMETRIO
LODE ALLA SCRITTURA

Lo scritto, redatto in occasione del I Festival dell’Autobiografia di Anghiari, apparirà nel volume di imminente uscita “Perché amiamo scrivere. Filosofia e miti di una passione“, Raffello Cortina, Milano 2011

Di seguito il testo integrale dell’intervento (14.000 battute) per leggerlo in rete. Per chi vuole leggerlo con calma off-line è possibile scaricalo nel formato classico pdf e per la prima volta in formato ePub per essere letto sui tablet.

per la lettura integrale vai a:  Libera Universita’ Autobiografia – Home Libera Università dell’Autobiografia

Oppure scarica Lode alla scrittura (formato pdf)

 


Due giorni per “Raccontare il lavoro sociale” (Roma, 21-22 ottobre)

programma del primo Stage residenziale per operatori sociali interessati alla scrittura, che si terrà a Roma da venerdì 21 a sabato 22 ottobre, presso la bella sede dell’Istituto centrale di giustizia minorile.

Alla proposta (nata all’Appuntamento nazionale del 27-28 maggio, con gli oltre 700 operatori che affollavano il cinema Massimo di Torino) abbiamo lavorato in questi mesi. Dopo l’annuncio fatto a luglio abbiamo ricevuto molte adesioni e segni di interesse. Da oggi fino al 26 settembre sono aperte le iscrizioni.

Per mantenere una dimensione laboratoriale non sarà possibile superare le 5iscrizioni complessive, che saranno scelte in base a criteri di provenienza geografica (da più parti di questa nostra Italia), professionale e lavorativa. Entro il 30 settembre noi daremo conferma dell’iscrizione e da quel momento sarà possibile effettuare il pagamento, che è di 150 euro comprensivi di tutto (vitto, alloggio, partecipazione allo stage, a partire già da giovedì sera con la cena di benvenuto, fino a sabato pomeriggio).

Avremo la possibilità di lavorare con scrittori e con persone che in questi anni hanno provato a raccontare il sociale, il lavoro che molti uomini e donne fanno, le storie che ogni giorno si incontrano. In particolare saranno presenti: Milena Magnani, educatrice a Bologna nel campo della salute mentale e autrice de Il circo capovolto (Feltrinelli 2008), vicenda eroica e poetica ambientata in un campo rom; Eraldo Affinati, insegnante di italiano e storia nell’Istituto professionale “Carlo Cattaneo” alla Città dei Ragazzi di Roma, scrittore e fondatore insieme alla moglie della “Penny Wirton”, scuola di italiano per stranieri; Paola Schiavi, psicologa psicoterapeuta al Sert di Legnago, che oltre a pubblicare per Animazione Sociale ha raccolto le storie di adolescenti incontrati al suo servizio nel bel libro Solo un momento. Adolescenti e droghe (la meridiana 2010); Franca Olivetti Manoukian, psicosociologa dello Studio Aps che in questi anni ci ha accompagnato in molti percorsi di ricerca e formazione.

Alleghiamo scheda di iscrizione e programma da appendere in bacheca. Ricordiamo che l’iscrizione dovrà pervenire adanimazionesociale@gruppoabele.org o via fax allo 011 3841047 entro il 26 settembre. La rivista Animazione Sociale farà omaggio agli iscritti di un anno di abbonamento. Lo stage è stato accreditato dall’Ordine nazionale assistenti sociali.

Un caro saluto a tutti

la redazione di Animazione Sociale

 

Animazione Sociale
mensile per gli operatori sociali edito da Edizioni Gruppo Abele
corso Trapani, 91/b – 10141 Torino
tel. 011 3841048 – fax 011 3841047
www.animazionesociale.gruppoabele.org


ASSISTENTE SOCIALE: START-UP NELLA PROFESSIONE, CORSO DI FORMAZIONE IN E-LEARNING, a cura di Ugo Albano

 

CORSO DI FORMAZIONE IN E-LEARNING

 

ASSISTENTE SOCIALE:

START-UP NELLA PROFESSIONE

 

-                    riservato ai neolaureati -

 

 

Superato l’esame di stato ed iscritto all’ albo, il neoassistente sociale si trova da subito in empasse per giungere a lavorare. Finita l’era dei concorsi pubblici, in cui era facile venir assunti da una Pubblica Amministrazione, la ricerca del lavoro oggi richiede precise strategie per “vendersi bene”. Nel settore privato, ma sempre più anche in quello pubblico (in cui il conferimento di incarichi dipende dalla discrezionalità dirigenziale) al lavoro si arriva prima di tutto conoscendo i canali dell’attuale mercato e poi sapendo gestire efficaci strategie di autopresentazione. Il corso vuole fornire ai neo-colleghi competenze operative per saper meglio padroneggiare se stessi nella ricerca di lavoro.

 

Il corso consta di cinque moduli:

1) l’ordinamento professionale;

2) i canali per il lavoro;

3) curriculum e bilancio di competenze;

4) il colloquio di lavoro;

5) i contratti di lavoro.

 

La didattica in e-learning prevede esclusivamente lo studio da casa, è quindi necessario possedere una postazione con computer con collegamento in ADSL. Per ogni modulo è prevista una parte individuale (dispensa + lezione multimediale) ed una parte interattiva di gruppo (forum dedicato + chat): l’impegno di tempo è di tipo asincrono (tranne che per la chat), quindi il tempo di studio è gestibile in autonomia da parte del discente. Alla fine del percorso ogni partecipante  dovrà superare l’apposito test di verifica per il rilascio dell’attestato di formazione. E’ stato richiesto l’accreditamento all’Ordine Nazionale Assistenti Sociali per n. 15 crediti.

 

Per iscriversi occorre inviare mail con allegato curriculum a ugo.albano@libero.it , dopodichè si riceverà conferma o meno dell’avvenuta iscrizione.

 

Il formatore, dott. Ugo Albano, è accreditato presso l’Ordine Nazionale Assistenti Sociali (prot.02094/10 del 9/8/10). Sito internet: http://digilander.libero.it/ugo.albano

da CORSO DI FORMAZIONE IN E-LEARNING: ASSISTENTE SOCIALE, START UP NELLA PROFESSIONE – pamalteo@gmail.com – Gmail.


LUA LIbera Università dell’Autobiografia di Anghiari, Seminari d’autunno 2011

i seminari programmati per i prossimi mesi. Per iscriversi compilare la scheda sul sito .
23-25 settembre – M. M. Greco e L. Portis - Dare voce al silenzio… La scrittura di sé per prendersi cura delle donne vittime di violenza . Nella pagina di presentazione del seminario è possibile scaricare un volantino da diffondere.
30 sett. 2 ott. – L.Moreni e M.G. Soldati - La scrittura a due nella relazione terapeutica e d’aiuto .
7-9 ottobre  – C. De filippo e S. Korth - L’album di famiglia. Tecniche di collage fotografico …
7-9 ottobre – Anna Pavignano - Scrivere l’incontro (e lo scontro) tra donne e uomini .
14-16 ottobre – Pietro Vigorelli - La cura della persona malata di Alzheimer basata sulla parola.
14-16 ottobre – Leonora Cupane - Racconti poetici del corpo. Seminario di autobiografia poetica.
21-23 ottobre – L. Barani e A.M. Pedretti - I miti profumati e gli odori della vita .
28-30 ottobre – P. Ferrario e L. Quaia – Scrivere i luoghi della vita: espressioni del Genius Loci .
28-30 ottobre – Roberta Buzzacchino - Dalla scrittura lineare a quella radiale …
11-13 novembre – Anna Cappelletti - Scritture da lasciare in dono …

Per il soggiorno ad Anghiari ti consigliamo di consultare la pagina con tutte le possibilità di ospitalitàche la cittadina offre.


Il Genius loci ovvero lo spazio vissuto, da Contributi a una cultura dell’Ascolto CAMMINARSI DENTRO di Gabriele De Ritis

Un grazie fortissimo al mio amico gabriele De Ritis che, il 14 agosto, mi ha dedicato questo suo post sul sito CAMMINARSI DENTRO
paolo

PAOLO FERRARIO, Passeggiando in un giardino a terrazze sul lago

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Presentazione del volume Angelicamente. Il significato dell’Angelo nella cultura del nostro tempo (edito da Zephyro Edizioni nel 2010) – Paolo Ferrario qui illustra il senso del suo saggioIl Genius Loci come angelo del luogo, pp.45-57 

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Via della Vite, Via delle Barche, Via all’Orto 

Via del Caco, Largo del Noce, Via del pollaio 

Largo della Pergola, Orto Verde, Terrazza, Largo del Tiglio 

da Contributi a una cultura dell’Ascolto CAMMINARSI DENTRO (226): Il Genius loci ovvero lo spazio vissuto : Ai confini dello sguardo.