Olgiate, anziano derubato dei gioielli dalla sua badante tedesca di 45 anni

Olgiate, anziano derubato dei gioielli dalla sua badante tedesca di 45 anni


Enrico Capo, L’altra faccia della luna: operatori sociali e ricerca, da Newsletter SOS del 16.5.12

Un nostro collega, assistente sociale, Professore di metodologia della ricerca sociale sia presso la Lumsa che presso la Cattolica di Roma, non nuovo a pubblicazioni del settore, ci propone un libro di straordinario interesse: L’altra faccia della luna: operatori sociali e ricerca”.

Per saperne di più, accedere alla pagina

http://www.servizisocialionline.it/libri-assistenti-sociali-l%27altra-faccia-della-luna.htm


Raccolta di articoli di servizio sociale professionale, resi disponibili in SOS servizi sociali online

Articoli di servizio sociale professionale

In questa sezione sono pubblicati gli articoli di servizio sociale professionale prodotti dai membri dello Staff e da terzi che volessero proporcene la pubblicazione.

Gli articoli di servizio sociale professioanle sono suddivisi per area tematica. Cliccando sul bottone dell’area specifica si accede alla pagina contenente tutti gli articoli di servizio sociale professionale pubblicati che hanno come oggetto argomenti e temi dell’area scelta.

Nella parte inferiore trovate l’elenco degli articoli di servizio sociale professionale suddivisi per autore, in ordine di pubblicazione, dal più recente al meno recente.

DIVERSE E NUOVE ABILITA' ELABORAZIONE DEL LUTTO PROFESSIONE ASSISTENTE SOCIALE
DIPENDENZE MINORI PREVIDENZA E SINDACATO
SERVIZIO SOCIALE PENITENZIARIO SERVIZIO SOCIALE E POESIA INTEGRAZIONE SOCIO SANITARIA

TERZA ETA'

EDUCAZIONE E VALORI SOCIALI

 ISTRUZIONE E FORMAZIONE

WEB COMMUNICATION E SERV.SOC.LE METODOLOGIA SERVIZIO SOCIALE  ORGANIZZAZIONE SERVIZI SOCIALI

IMMIGRAZIONE  COMUNICAZIONE

vai alla intera pagina per l’accesso a tutti gli argomenti:


Badante ucraina Uccide a bastonate la 91enne che accudiva – Milano

L’ha colpita con un bastone. Prima alla spalla, poi alla testa. Due colpi pesanti che le hanno spezzato la clavicola e procurato una profonda ferita al capo. La pensionata di 91 anni, che accudiva giorno e notte, è morta dopo il ricovero in ospedale per le gravissime ferite riportate. Dopo l’aggressione, in evidente stata confusionale, la badante ucraina – in Italia senza regolare permesso di soggiorno – ha cominciato a urlare e a gettare dal balcone vasi e fioriere. Una furia. Che non si è calmata neppure di fronte ai quattro carabinieri che hanno tentato di immobilizzarla. Soltanto dopo mezz’ora la donna, un’ucraina di 58 anni, è stata caricata in macchina e portata in caserma, dove i militari le hanno notificato una denuncia per lesioni aggravate, prima di ricoverarla nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Desio


assistenti sociali: l’ESAME DI STATO, a cura di ASit Servizio Sociale

aggiornato ed ampliato lo spazio dell’

Esame di Stato,

curato da Chiara Biraghi, Ombretta Okely e Yurena Trujillo Pèrez: “Verso la professione” vuole essere sempre più un luogo di sosta, riflessione, scambio e condivisione nel “transito” dal non essere più studente e non ancora assistente sociale. In particolare si trovano:


Valeria Fabbri, Angelo Lippi Il segretariato sociale Storia e modelli organizzativi EDIZIONE: 2007 COLLANA: CAROCCIFABER Il servizio sociale

Il segretariato sociale

Valeria FabbriAngelo Lippi

Il segretariato sociale

Storia e modelli organizzativi

EDIZIONE: 2007

COLLANA: CAROCCIFABER Il servizio sociale

ISBN: 9788874665143

In breve

Si parla da anni di livelli essenziali anche nel campo dell’assistenza e dei servizi, comprendendo fra essi il segretariato sociale. Il volume si pone l’obiettivo di ricostruire il percorso storico e culturale sviluppato dal segretariato sociale e propone spunti teorici e organizzativi per formulare forme efficaci di informazione e segretariato sociale professionale per l’accesso ai servizi, come diritto del cittadino e dovere delle istituzioni. Accanto a un’analisi di alcune significative esperienze, il testo offre l’opportunità di esaminare caratteristiche ed elementi costitutivi dei modelli organizzativi e professionali di tali servizi e un’innovativa lettura delle modalità di monitoraggio, verifica e valutazione degli stessi. Il volume è altresì arricchito da una presentazione di possibili indicatori di esito e di processo.

da Carocci editore – Il segretariato sociale.


L’assistenza domiciliare e quella agli anziani sono sempre di più affidate a persone, spesso immigrati, anche senza qualifiche – Quotidiano Sanità

 L’assistenza domiciliare e quella agli anziani sono sempre di più affidate a persone, spesso immigrati, anche senza qualifiche. Un fenomeno indotto dalla crisi economica, ma anche dalle scelte della politica, che alla crisi ha risposto tagliano i servizi per la cura e l’assistenza ai pazienti. È la fotografia italiana, ma anche europea, emersa da una recente indagine che l’Efn, la Federazione europea delle associazioni, che ha analizzato le ripercussioni della crisi economica internazionale sulla professione infermieristica in 34 Paesi europei.

TUTTO L’ARTICOO QUI: Infermieri denunciano: “Assistenza anziani e domiciliare in mano a immigrati non qualificati” – Quotidiano Sanità.


CAREGIVER “io mi prendo cura di te”, giornata del caregiver familiare, a cura delle cooperative ANZIANI E NON SOLO E SOFIA, 25 e 26 maggio 2012, Carpi

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Locandina in formato pdf:  invitogiornatacaregiver_2012-3


La visione della maternità nelle donne immigrate e i suoi effetti socio-culturali”, Tesi di laurea di Grazia Giannetto – Facoltà di Scienze Politiche Corso di laurea in scienze del servizio sociale Cattedra di Sociologia dei processi culturali e comunicativi UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MESSINA anno accademico: 2010 – 2011, segnalata da SOS Servizi sociali online

La D.ssa Grazia Giannetto ci invia la sua Tesi di Laurea di servizio sociale dal titolo

“La visione della maternità nelle donne immigrate e i suoi effetti socio-culturali” Tesi di laurea

- Facoltà di Scienze Politiche Corso di laurea in scienze del servizio sociale Cattedra di Sociologia dei processi culturali e comunicativi UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MESSINA anno accademico: 2010 – 2011.

Per scaricare la tesi di laurea della D.ssa Giannetto, accedere alla pagina 


libro di interesse per assistenti sociali “L’assistente sociale” – manuale completo per la preparazione ai concorsi, segnalato da Sabrina Caputo, Newsletter SOS del 22.4.12

La D.ssa Sabrina Caputo ci segnala il libro di interesse per assistenti sociali “L’assistente sociale” – manuale completo per la preparazione ai concorsi.

Per scaricare la scheda del libro, accedere alla pagina 

http://www.servizisocialionline.it/vetrina_libri_usati.htm


la badante vendeva l’oro delle assistite – La Nazione – Pontedera

scoperchiato il pentolone dell’attività illecita della badante, una bulgara di 45 anni, residente a Pontedera che è stata denunciata dalla Polizia per ricettazione e furto continuato. A gennaio la pontederese aveva denunciato il furto di oro e preziosi e del costosissimo orologio, spariti dalla propria abitazione. Le indagini dei poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza hanno portato a cercare i monili nei “Compro oro” cittadini. 

In uno di questi ne sono stati ritrovati alcuni, compreso il Bulgari d’oro. Come avviene in questi casi chi va a vendere l’oro viene registrato, con regolare fattura. Per i poliziotti, quindi, è stato facile risalire alla straniera, così come collegare il furto alla bulgara che per un certo periodo aveva accudito l’anziana mamma della donna derubata. I poliziotti, quindi, hanno chiesto a tutti i “Compro oro” della zona se erano stati contattati e avevano acquistato oro dalla bulgara. Ed è risultato che negli ultimi anni la 45enne aveva venduto numerosi monili di vario genere, per un valore di diverse migliaia di euro

da Presa la badante vampira di gioielli – La Nazione – Pontedera.


Infermieri: avranno più competenze e autonomia. Il documento Ministero-Regioni

Infermieri: avranno più competenze e autonomia. Il documento Ministero-Regioni 
Lo prevede la bozza di accordo Stato-Regioni, che siamo in grado di anticipare, con la quale vengono determinate nuove competenze infermieristiche nelle aree pediatrica, cure primarie, critica ed emergenza, chirurgica, salute mentale, dipendenze e management. Ecco tutti i documenti. Leggi…

Approfondimenti
:: La bozza di accordo Stato-Regioni
:: La relazione del tavolo di lavoro Ministero-Regioni
:: Area cure primarie
:: Area critica e dell’emergenza-urgenza
:: Area chirurgica
:: Area pediatrica
:: Area salute mentale e delle dipendenze
:: Competenze tecnico professionali trasversali


Presentato a Roma un documento promosso dal Cnop con dieci proposte per linee guida sui percorsi formativi per la professione dello psicologo, in AdnkronosTV

Ordine psicologi, un decalogo per una nuova formazione
Roma, 12 apr. (Labitalia) – Presentato a Roma un documento promosso dal Cnop con dieci proposte per linee guida sui percorsi formativi per la professione dello psicologo.
Il presidente Palma, numero programmato per gli accessi universitari … altro

Quale medicina cura?, Convegno a cura del Gruppo Abele, Università degli studi di Bergamo e movimento Slow Medicine, 20 e 21 aprile 2012

E’ un convegno sulla cura che si terrà a fine Aprile, in un luogo molto suggestivo, sopra Torino.
E’ organizzato come Università degli Studi di Bergamo con il Gruppo Abele e il movimento Slow Medicine. L’idea è che si possano far incontrare professionisti del mondo della cura, con la voglia di condividere sperimentazioni e di tenersi in contatto, per non sentirsi soli, nello sforzo di migliorarsi e migliorare i servizi, ma anche nel pensare e immaginare nuove e più rispettose strade per la medicina e l’assistenza di oggi.Il convegno è accreditato ECM, ed essenzialmente not for profit, ovviamente.
Il Gruppo Abele vorrebbe offrire questo monastero appena ristrutturato come luogo caldo di incontro e confronto periodico anche sui temi della cura a chi volesse accettare questa provocazione e lasciarsi coinvolgere in una rete di reciproco sostegno e motivazione al cambiamento.

Quale medicina cura?

Il perchè di una domanda
“Quale medicina cura?”. Una domanda trasversale, sofferta, diffusa tra i mondi della cura con le loro professioni che si rendono conto di avere molte sfide in comune e si chiedono come farne un discorso pubblico, ma anche una leva di cambiamento per una medicina giusta, appropriata, sobria, sostenibile. Una domanda segnata dalla crisi finanziaria, ma che rilancia l’urgenza di non ragionare solo in termini finanziari. La crisi non può essere un alibi per non affrontare i problemi, piuttosto un’occasione per ripensare le pratiche della medicina. Mentre abbiamo da difendere, nonostante sprechi e manchevolezze, l’attuale sistema sociosanitario, c’è molto da fare per ripensare quale medicina oggi sia di aiuto in una società attraversata da fenomeni enormi come l’invecchiamento, l’appesantirsi delle sofferenze urbane, l’aumento di bambini e ragazzi con fatiche legate allo sviluppo psicofisico e al loro inserimento socio-educativo, i casi di anoressia o bulimia… Tutti problemi che mettono in gioco professioni e organizzazioni diverse, in quanto non sono delegabili a una sola disciplina e organizzazione. La cura è un evento collettivo, un bene comune che necessita di cooperazione nel pensare e nell’agire qui e ora, in questa situazione e contesto. Per farlo le professioni e i mondi organizzativi del socio-sanitario e del sociale sono chiamati a “sospendere” le loro appartenenze professionali e i loro atteggiamenti difensivi entro protocolli e mansionari per mettere al centro la domanda di partenza nelle sue diverse declinazioni: come può essere reimmaginata e arricchita la medicina oggi perché sia giusta, appropriata, sobria, sostenibile? E dunque come evitare che la cura diventi un’ulteriore sofferenza per chi vive, come paziente o come familiare, la condizione di vulnerabilità e di malattia? Come, invece, sviluppare interventi che recuperino il significato profondo della dicitura socio-sanitario? Come tutto ciò può divenire risorsa per un nuovo assetto di welfare volto a garantire l’universalità della cura e il coinvolgimento attivo delle persone, anche in un periodo di crisi economica?
Sono interrogativi che sollecitano ad aprirsi a orizzonti sempre meno “dipendenti” dalle necessarie diagnosi, dai protocolli di intervento, dalla specializzazione delle cure, per farsi sempre più protesi verso l’integrazione e la risignificazione degli interventi a fianco del soggetto vulnerabile e della sua famiglia. Come, per fare un passo avanti, costruire percorsi di cura sostenibili e integrati, evitando l’eccesso di cure, ma anche l’abbandono, facilitando scelte consapevoli e adeguate alla realtà di vita della persona e della sua famiglia?

L’invito a una ricerca partecipata e sperimentale
Problemi enormi perché coinvolgono cambiamenti a livello di politiche, ma anche, a nostro avviso, un diverso uso (un “buon uso”) delle innumerevoli competenze e risorse esistenti. Gli stessi tagli, se vanno contrastati là dove offendono i diritti delle persone, possono essere letti come un appello improrogabile a generare risorse attraverso cambiamenti che possono alleggerire le sofferenze umane e che, per non pochi versi, dipendono dalle scelte degli operatori, dal loro modo di “esserci” nel servizio, dal loro ripensare le relazioni con le persone e le famiglie, ma anche dai luoghi fisici della cura in modo che siano accoglienti e (perché no?) belli, dal collaborare tra professioni per arricchire la “densità di cura” della medicina.
Per avviare i lavori si è scelto di privilegiare una precisa angolatura da cui vedere i problemi e costruire delle ipotesi di lavoro: la radicale riorganizzazione delle cure primarie. A nostro avviso, il futuro delle politiche sanitarie è nelle cure primarie, sul cui ammodernamento devono concentrarsi gli sforzi dei decisori e dei professionisti. Il momento di particolare difficoltà potrebbe contribuire a superare con forza quegli ostacoli che finora hanno impedito una sostanziale riorganizzazione.
Alla luce di queste considerazioni, la Certosa vuol essere un luogo dove medici e infermieri, pediatri e geriatri, medicina del territorio e medicina ospedaliera, assistenti sociali e psicologi, psichiatri ed educatori possono ricavarsi “momenti di sosta e di pensiero”, con l’intento di attivare nei territori delle sperimentazioni da rielaborare poi insieme. Un percorso partecipato entro cui possono confrontarsi  letture, ipotesi  politiche e strategie, attenti alla loro trasferibilità sui terri-
tori. Un percorso pertanto sperimentale, alla luce delle ipotesi che si andranno a maturare, che impegna a mettere in atto localmente quei cambiamenti relazionali, fisici e organizzativi che possono avvicinare la medicina ai cittadini.

Tre laboratori
Nei lavori preliminari al seminario sono emerse tre aree-problema che sembra importante affrontare nel corso della riflessione e nei laboratori che potrebbero prendere l’ avvio in tale occasione. Altre
potranno emergere fra i partecipanti.
Le cure primarie
La riorganizzazione delle cure primarie è l’orizzonte entro cui collocare l’interrogativo iniziale “Quale medicina cura?” e pertanto è trasversale a tutto il percorso e a tutti i laboratori, ma può anche essere visto come oggetto specifico di riflessione. La prima area si pone quindi  l’obiettivo di unificare la figura del medico del territorio, superare il lavoro in solitudine dello stesso, sviluppare la sanità di iniziativa, mettere lo specialista al servizio dei percorsi di diagnosi e cura (anche coinvolgendo i professionisti ospedalieri), individuare punti di riferimento sul territorio che affianchino – e sostituiscano quando possibile – la struttura ospedaliera (strutture di comunità, case della salute,
ecc., aperte tutto il giorno).
La vecchiaia pesante
Una seconda area è quella degli anziani la cui salute con il passare degli anni vede il convergere della medicina di territorio, della medicina ospedaliera, ma anche dell’assistenza sociale e delle reti di prossimità. Come accompagnare gli anziani in un percorso umano per quanto possibile autonomo, attraverso la collaborazione degli stessi anziani e della famiglia, degli operatori professionali e  delle reti di prossimità, con gli interrogativi etici ed esistenziali, oltre che sanitari e sociali, che l’invecchiamento porta con sé?
L’infanzia fragile
Una terza area è quella che rimanda all’infanzia fragile, a volte fin dalla nascita, altre volte con problemi di salute che esplodono nell’arco dopo pochi mesi o anni a livello non solo fisico, ma anche emotivo, relazionale, cognitivo. Problemi che non sono confinabili nel mondo
degli specialisti ma chiamano sulla scena la medicina del territorio e quella specialistica, l’assistenza sociale, la scuola, le associazioni, chiedendo loro di uscire dalla logica della suddivisione dei compiti per farsi insieme prossimi alle situazioni.

PROGRAMMA
Venerdì 20 aprile 2012 – Ore 9,00-13
Organizzazioni che hanno scelto di uscire dai loro confini per interrogarsi sulla medicina che cura
Lucia Bianco

DIALOGO SULLA MEDICINA CHE CURA
* Tra riconversione delle risorse e micro-innovazioni
Nerina Dirindin
* Per una medicina giusta, appropriata, sobria
Andrea Gardini
* “Esserci” con le persone o sconfiggere malattie?
Ivo Lizzola
* Coordina: Vittorio De Micheli

PROSPETTIVE DI LAVORO A PARTIRE DAL “DIALOGO SULLA CURA”
Discussione coordinata da Silvana Quadrino e Marco Zanchi
Ore 14.30-19.00
Lavoro in gruppi-laboratorio
Introduce Silvana Quadrino
Il seminario propone tre aree di lavoro partecipato.
* Cure primarie
* Vecchiaia pesante
* Infanzia fragile
Nel corso dei lavori, ogni area terrà presenti quattro interrogativi.
- La delega e la dipendenza nei confronti del sistema sanitario sono un “effetto collaterale” di processi di cura impoveriti e impoverenti?
- La relazione paziente-professionista è oggi substrato portante della cura o semplicemente un atto di compassione asimmetrica?
- Di chi è il problema del riconoscimento e sviluppo delle capacità del paziente per divenire risorsa a se stesso?
- Come la macro sfida dell’integrazione tra sanitario e sociale, può essere una sfida di cui farsi carico nel lavoro quotidiano, con micro esperimenti significativi e sostenibili?

Sabato 21 aprile 2012 – Ore 9.00-14.00
Le cure primarie sul territorio come orizzonte strategico
Da dove ripartire e verso dove incamminarsi?
Serafino Zucchelli

RESTITUZIONE IN PLENARIA
dei materiali dei gruppi-laboratorio
Pensare e sviluppare nel territorio una medicina che cura
Le questioni trasversali sollevate dai tre gruppi-laboratorio
Riletture di Leopoldo Grosso, Eleonora Artesio, Giorgio Bert, Nerina Dirindin
Proposte organizzative per una ricerca partecipata
Lucia Bianco e Silvana Quadrino
Intervengono:
Eleonora Artesio – Consigliera Regionale Regione Piemonte
Giorgio Bert – Slow Medicine
Lucia Bianco – Certosa Gruppo Abele
Vittorio De Micheli – ASL Alessandria
Nerina Dirindin – Università di Torino e CORIPE Piemonte
Andrea Gardini – Slow Medicine
Leopoldo Grosso – Gruppo Abele
Ivo Lizzola – Università di Bergamo
Silvana Quadrino – Istituto Change
Marco Zanchi – Università di Bergamo
Serafino Zucchelli – Fondazione Pietro Paci

Quota di iscrizione 100 euro. Vitto e alloggio 80 euro. Sono previsti sconti del 20% per giovani sotto i 26 anni.

Per informazioni e prenotazioni:
tel:  011 3841083
fax   011 3841091
cell: 331 5753858

mail: certosagruppoabele@gruppoabele.org

da Gruppo Abele – Quale medicina cura?

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L’assistente sociale tra strutture pubbliche e di terzo settore: identità, percezioni e prospettive, di Silvia Bruffa in Comunicato SOS

La D.ssa Silvia Bruffa ci ha fatto pervenire la sua tesi di laurea che abbiamo pubblicato sul nostro Portale e che davvero merita di essere consultata.

Il titolo della tesi è “L’assistente sociale tra strutture pubbliche e di terzo settore: identità, percezioni e prospettive”.

Potete consultare e scaricare la tesi alla pagina 

http://www.servizisocialionline.it/tesi-di-laurea-servizio-sociale-assistente-sociale.htm


Strumenti di ricerca per l’educatore sociale – di Silvia Crispoldi – Google Libri

vai a: Strumenti di ricerca per l’educatore sociale – Silvia Crispoldi – Google Libri

In vendita su IBS


Social work day 2012, alla Università di Milano Bicocca

1. Teresa Bertotti (Università Milano-Bicocca) – Presentazione della global agenda e del documento dell’AIDOSS

2. Annamaria Campanini (Università Milano-Bicocca) – Policy practice e servizio sociale

3. Fabio Folgheraiter (Università Cattolica di Milano) – Studenti oggi, assistenti sociali domani. Il contributo della formazione nella costruzione di una coscienza professionale collettiva


Colf e badanti, Guida al Lavoro del Sole 24 ORE


Colf e badanti è la nuova Guida al Lavoro del Sole 24 ORE, completa di cd-rom con il software per il calcolo della busta paga, che esamina con taglio pratico ed estremamente operativo tutti gli aspetti del rapporto di lavoro domestico, dalle modalità …
<http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-03-21/edicola-sole-colf-badanti-181933.shtml?uuid=AbgSc2BF>


il 20 marzo 2012 è la giornata internazionale del Servizio Sociale (WSWD). Nel forum di ASit Servizio Sociale su Internet è stato aperta una discussione sul tema

il 20 marzo 2012 è la giornata internazionale del Servizio Sociale (WSWD).
Nel forum di ASit Servizio Sociale su Internet è stato aperta una 

con le principali segnalazioni al riguardo e link di approfondimento.

Tra le varie iniziative, un’idea degli studenti di Torino promuove il lancio di messaggi in twitter.

Fino al 26 marzo i messaggi sono disponibili in ogni pagina del sito (nel riquadro in alto a destra).


ASSISTENTI SOCIALI, Proposta di legge di riordino della professione, in http://www.serviziosociale.com

è uscita il 22/02/2012 una nuova versione della proposta del disegno di legge: scaricatela!.
Il CNOAS, alla luce della necessità di revisione del D.Lgs. 238/01, ma soprattutto sulla spinta del D.L. 13 agosto 2011 n. 138 (la manovra finanziaria di agosto), ha inviato in data 14/11/2011 ai consigli regionali un documento di presentazione della proposta di legge per il riordino della professione.

Novità in evidenza: pubblicato un nuovo testo con proposta disegno di legge:

 nuova proposta di disegno legge riforma professione 
La proposta di disegno di legge sull’ordinamento della professione di assistente sociale.
Nuova versione di febbraio 2012, successiva a quella del 15/10/2012

da Proposta di legge di riordino della professione.


L’infermiere protagonista della buona sanità del futuro Palazzo dei Congressi – Sala Italia – Piazza della Costituzione – Bologna, Censis – Gli Eventi

L’infermiere protagonista della buona sanità del futuro
Palazzo dei Congressi – Sala Italia – Piazza della Costituzione – Bologna
Ad alta occupabilità e utile agli altri: quella dell’infermiere è una professione con un appeal crescente tra i giovani. Quale ruolo occupa oggi nella sanità e quale potrebbe essere il suo contributo per una sanità migliore? Di cosa c’è bisogno per valorizzare l’apporto che già oggi, secondo la maggioranza degli italiani, gli infermieri garantiscono alla sanità? Queste sono alcune delle domande chiave alle quali risponde la ricerca realizzata dal Censis.
Conferenza Stampa

Intervengono:
Annalisa Silvestro - Presidente Federazione Nazionale Collegi Ipasvi
Carla Collicelli - Vice Direttore Censis
Gennaro Rocco - Vice Presidente Federazione Nazionale Collegi Ipasvi

Modera:

Giuliano Giubilei - Vice Direttore Tg3 Rai

da Censis – Gli Eventi.


L’ANZIANO MUORE E LA BADANTE PRELEVA CON IL SUO BANCOMAT

TREVISO – L’anziano a cui badava era morto da poche ore, ma lei non ha resistito, ha preso la sua tessera Bancoposta ed è andata a prelevare 600 eur La badante infedele, alle dipendenze di un’agenzia di Mestre (Venezia), è stata smascherata dai congiunti del deceduto i quali, notata la sparizione dall’abitazione della tessera magnetica,avevano constatato i prelievi post mortem dal conto dell’anziano

L’ANZIANO MUORE E LA BADANTE PRELEVA CON IL SUO BANCOMAT: ARRESTATA.


Scrivere per il servizio sociale, L’assistente sociale ed il giornalismo sociale, Roma, 12 – 14 ottobre 2012 (ore 9.00 – 18.00), docente UGO ALBANO

CORSO DI FORMAZIONE

 

        Scrivere per il servizio sociale

 

-                              L’assistente sociale ed il giornalismo sociale –

                      

 

                       Roma, 12 – 14 ottobre 2012 (ore 9.00 – 18.00)

 

Aiutare le persone oggi non può prescindere dal bisogno di saper comunicare sui fenomeni e sulle metodologie applicate nel quotidiano. Parimenti la carta stampata è uno dei mezzi coi quali, parlando al grande pubblico, è possibile esercitare una nobile funzione di aiuto di tipo preventivo. D’altro canto l’assistente sociale è chiamato di continuo a sviluppare la propria teoria tramite report o articoli sulle diverse riviste. Tutto ciò per dire che, oggi come non mai, è opportuno che i professionisti dell’aiuto si accostino al mondo del giornalismo scritto per conoscerne i meccanismi, per interagire con gli operatori della comunicazione e per padroneggiare le principali competenze della scrittura professionale. La formazione mira a far acquisire ai partecipanti le principali competenze per cimentarsi nella scrittura giornalistica in generale, con un focus specifico sulle tematiche dei servizi alla persona. I campi verso cui saranno spendibili tali competenze sono due: le riviste professionali e quelle generaliste.

Argomenti della formazione:

- Giornalismo e servizio sociale: connessioni;

- Giornalismo intraprofessionale, generalista ed istituzionale;

- Il giornalismo sociale;

Teoria della comunicazione;

- impostazione dello schema di un articolo;

- SPERIMENTAZIONE: scrittura di un articolo;

 

- fatti, opinioni e fonti;

- i formati: notizia, articolo, comunicato-stampa, rubrica e speciale;

- la gestione della pubblicazione: il menabò (cartaceo ed elettronico);

- l’inchiesta giornalistica;

- l’intervista giornalistica;

- la paracomunicazione (foto, impaginazione, cromatica & paratesto);

- SPERIMENTAZIONE: realizzazione di una rivista cartacea;

 

- strategie per il cartaceo ed il web;

- web communication: testo ed ipertesto;

- scrivere per il web: l’impostazione di un sito internet;

- la newsletter elettronica: le notizie multitesto e loro gestione;

- SPERIMENTAZIONE: impostazione di un sito web personale.

 

 

Quota di partecipazione: 250 euro. Docente: Ugo Albano. Verrà rilasciato attestato di frequenza.

Per iscrizioni clicca quì.


medici e attività libero-professionali: il ministro della Salute, Renato Balduzzi, annuncia la sua proposta  – Quotidiano Sanità

il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ai componenti della Commissione Affari Sociali della Camera, ha annunciato l’imminente presentazione di una sua proposta in materia di attività libero-professionale dei medici che potrebbe prendere la forma di un disegno di legge – sul quale chiedere una corsia preferenziale – o di un decreto legge per evitare il rischio che si venga a creare un vuoto normativo sull’intramoenia a partire dal 30 giugno quando scadrà la cessazione della facoltà per i medici di utilizzare il proprio studio professionale per l’esercizio dell’intramoenia allargata.

da Intramoenia. La proposta di Balduzzi illustrata alla Camera  – Quotidiano Sanità.


tutela del minore e supporto alla famiglia: coinvolgere nel processo di presa di decisioni, i genitori, il minore e altre relazioni, da TVASSISTENTISOCIALI

TVASSISTENTISOCIALI :

Nei servizi di tutela del minore di frequente il lavoro sociale con le famiglie assume una connotazione fortemente sanitaria, caratterizzata dalla tendenza da parte degli operatori sociali di concentrare in capo a sé, in forza del mandato istituzionale a cui devono rispondere e in nome della loro riconosciuta expertise, il processo di aiuto, escludendo dalla scena altri soggetti significativi. Per poter realmente parlare di tutela del minore e di supporto alla famiglia è necessario assumere uno sguardo includente che coinvolga nel processo di presa di decisioni, i genitori, il minore e altre relazioni motivate a partecipare alla costruzione del benessere familiare, perché insieme si pensi ad interventi che trovino una significativa rispondenza nel mondo della vita. Le Family Group Conferences sono un modello di presa di decisioni attraverso il quale la famigli allargata (parenti, amici, vicini di casa…) predispone un Piano di protezione ed assume delle decisioni a favore di un min… altro


fatti, aneddoti e personaggi che hanno contribuito alla storia del servizio sociale e all’assistenza in Italia, a cura di Luigi Badolati

in questo blog si trovano fatti, aneddoti e personaggi che hanno contribuito alla storia del servizio sociale e all’assistenza in Italia.

vai a: στρωματος

a cura di 


Convegno nell’ambito del “Social Work Day”, 20 marzo presso l’Università di Milano-Bicocca.

Convegno nell’ambito del “Social Work Day”, 20 marzo presso l’Università di Milano-Bicocca.

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ASSISTENTI SOCIALI: 10 domande sulla proposta di riordino della professione

VAI A: 10 domande sulla proposta di riordino della professione.


Progetto “IN FAMIGLIA-Vivere con la badante” che si terrà a MILANO il 27 febbraio 2012 presso lo Spazio Oberdan

Progetto “IN FAMIGLIA-Vivere con la badante” che si terrà il 27 febbraio 2012 presso lo Spazio Oberdan.
Gli esperti che hanno collaborato al progetto presenteranno i presupposti teorici, la metodologia scelta e lo stile comunicativo adottato per la costruzione del sito dedicato
www.badanteinfamiglia.it 
e per la realizzazione del DVD video  ”IN FAMIGLIA.Vivere con la badante
Per partecipare è necessaria l’iscrizione entro il 22 febbraio p.v. utilizzando il modulo allegato, scaricabile anche dal sito delle politiche sociali  
www.provincia.milano.it/affari_sociali. 
A conclusione della presentazione i partecipanti potranno ritirare in anteprima una copia del DVD  dedicato alle famiglie, alle badanti, agli operatori e ai volontari che si occupano quotidianamente di persone anziane non più completamente autosufficienti.

Contiene testimonianze di famiglie, l’approfondimento di un esperto e unarappresentazione teatrale, tra il riflessivo e l’ironico, che permette uno sguardo più distaccato e lieve.

Propone, con tre linguaggi cinematografici differenti, alcuni temi ricorrenti dell’esperienza di cure: le difficoltà con gli anziani, le fatiche delle famiglie, le scelte difficili e i momenti dolorosi o conflittuali.

 
Provincia di Milano
Settore politiche sociali
Viale Piceno, 60 – 20129 Milano
tel. 02.7740.3085


Vivere in famiglia con la badante, 27 febbraio 2012, ore 14, Spazio Oberdan, sala Alda Merini, Viale Vittorio Veneto 2, Milano

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senatore PDL Riccardo Conti ha comprato a 26 milioni e mezzo di euro un palazzo nel cuore di Roma e lo ha rivenduto lo stesso giorno a 44 milioni e mezzo all’ENPAP Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per Psicologi , da Tg La7

Tg La7 – ESCLUSIVA: IL SENATORE PDL CHE IN UN GIORNO COMPRA E RIVENDE UN PALAZZO GUADAGNANDO 18 MILIONI
L’ immobiliare del senatore pdl Riccardo Conti ha comprato a 26 milioni e mezzo di euro un palazzo nel cuore di Roma e lo ha rivenduto lo stesso giorno a 44 milioni e mezzo. altro

L’AMORE CONTESO. I FIGLI NELLE SEPARAZIONI FAMILIARI 2-16 febbraio 2012, Formazione sociale clinica

Programmi e Documenti:

L’AMORE CONTESO. I FIGLI NELLE SEPARAZIONI FAMILIARI

2-16 febbraio 2012

Il numero di separazioni e la natura conflittuale delle relazioni,

anche in regime di affido condiviso,

richiedono agli operatori una preparazione particolare
Il corso si terrà il 2 e il 16 Febbraio 2012
Sono aperte le iscrizioni sino al 27 gennaio

Programma

Programma stampabile

Scheda di iscrizione

vai a: Formazione sociale clinica.


IN FAMIGLIA – Vivere con la badante, progetto formativo della Provincia di Milano

Il progetto della Provincia di Milano ”IN FAMIGLIA-Vivere con la badante” prevede la realizzazione  di alcuni interventi formativi  rivolti agli operatori dei servizi territoriali che quotidianamente affrontano i problemi degli anziani non autosufficienti.
La prima proposta, programmata per il 19 gennaio 2012,, affronta gli aspetti legali del lavoro di cura e il ruolo e le funzioni dell’Amministratore di sostegno ed è rivolta in particolare ad assistenti sociali, educatori professionali, coordinatori, ASA e OSS che lavorano nei servizi per anziani.
La seconda proposta, programmata su quattro incontri tra gennaio e marzo, affronta le complesse tematiche relazionali relative al rapporto famiglia – badante – servizi, ed è rivolta ad assistenti sociali, educatori professionali, coordinatori e responsabili di servizio.
Per entrambe sono stati richiesti crediti formativi FCOAS per le assistenti sociali partecipanti.
In allegato il programma di dettaglio e la scheda di iscrizione.
La partecipazione agli eventi formativi è gratuita, ma è necessario iscriversi utilizzando l’apposita scheda allegata e inviandola – entro i termini previsti -  all’indirizzo: c.fontana@provincia.milano.it
Provincia di Milano
Settore politiche sociali
Viale Piceno, 60 – 20129 Milano
tel. 02.7740.3085
diritti-anziani19gen2012_schiscriz.doc diritti-anziani19gen2012_schiscriz.doc
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Scheda iscrizione Relazioni complesse.doc Scheda iscrizione Relazioni complesse.doc
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invito cure anziano_web.pdf invito cure anziano_web.pdf
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locandina.pdf locandina.pdf
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Assistenti sociali, sì a riforma professioni ma con validità dell’Ordine


Il percorso formativo dell’assistente sociale. Autovalutazione e benessere professionale, Autori e curatori Franco Bressan , Monica Pedrazza , Elisabetta Neve Contributi Sabrina Berlanda, Claudio Capiluppi, Roberto Dalla Chiara, Clarissa Ferrari, Silvia Golia, Patrizia Lonardi, Daniele Loro, Marco Minozzo, Silvana Tonon Giraldo, Daniele Venturini, FrancoAngeli

n breve
Il volume affronta, in un’ottica interdisciplinare, la valutazione dell’efficacia formativa universitaria in scienze del servizio sociale, finalizzata all’avvio delle procedure di accreditamento dei corsi di laurea e al loro miglioramento. L’indagine ha raggiunto assistenti sociali in servizio, registrando la valutazione del loro percorso formativo di base. Inoltre con il contributo dei professionisti è stato predisposto uno strumento utile alla registrazione dell’autoefficacia professionale percepita.
Presentazione del volume

Il volume affronta, in un’ottica interdisciplinare, la valutazione dell’efficacia formativa universitaria in Scienze del servizio sociale, finalizzata all’avvio delle procedure di accreditamento dei corsi di laurea e al loro miglioramento.
L’indagine ha coinvolto gli assistenti sociali in servizio, registrando la valutazione del loro percorso formativo di base. Inoltre, grazie il contributo dei professionisti, è stato predisposto uno strumento utile alla registrazione dell’autoefficacia professionale percepita e sono state analizzate variabili di tipo soggettivo tipicamente volte a sostenere i processi di costruzione e di gestione della relazione interpersonale professionale.
È emerso un quadro interessante ed attuale di come l’assistente sociale nel servizio di base valuta le proprie capacità di affrontare quelli che attualmente considera i momenti critici della professione: particolare interesse ci sembra abbia riscosso l’autovalutazione della capacità relazionale del professionista sia in rapporto all’utenza che in relazione a quella rete di esperti nella quale l’assistente sociale deve spesso assumere un ruolo centrale e di riferimento.
Nel volume il professionista può trovare autovalutazioni e profili nei quali riconoscersi e quindi contribuire alla promozione di percorsi di formazione permanente e continua adeguati ai propri bisogni.

Franco Bressan , professore ordinario di Statistica sociale, insegna Metodi statistici per le scienze sociali alla laurea triennale e a quella specialistica in Scienze del servizio sociale dell’Università di Verona. Dal 1992 al 2009 è stato presidente delle varie strutture che hanno formato gli assistenti sociali a Verona.
Monica Pedrazza , professore associato di Psicologia sociale, insegna alla laurea in Servizio sociale dell’Università di Verona. Ha collaborato con Elisa Bianchi, approfondendo aspetti della regolazione socio-cognitiva nell’assessment dell’assistente sociale; ha inoltre contribuito a recuperare alcuni fondamenti della storia e dell’epistemologia del servizio sociale in Italia con il volume Psicologia e servizio sociale (Angeli, Milano, 2004).
Elisabetta Neve , insegna discipline di servizio sociale presso le Università di Verona e di Padova. Si occupa di ricerca, studi e formazione continua di professionisti sociali e sanitari, anche a livello internazionale e in collaborazione con la Fondazione E. Zancan di Padova. È autrice di varie pubblicazioni relative ai servizi sociosanitari e al lavoro professionale.

Indice

Patrizia Lonardi, Presentazione
Silvana Giraldo, Introduzione
Franco Bressan, Premessa
Parte I. Il bisogno di conoscenza
Elisabetta Neve, Formazione e ricerca. Le sfide attuali per il servizio sociale professionale. La dimensione psicologica della formazione
(Premessa; La natura disciplinare e professionale del servizio sociale; Il rapporto teoria-pratica; Le ricadute sulla formazione degli assistenti sociali; Il caso italiano; Contesto e prospettive internazionali sulla formazione professionale; Servizio sociale, formazione e ricerca; Una riflessione conclusiva)
Roberto Dalla Chiara, La relazione professionale nel processo di aiuto
(L’ambito di intervento dell’assistente sociale come area di relazioni; La capacità relazionale richiesta all’assistente sociale; La natura e la finalità della relazione di aiuto nel servizio sociale; Una relazione “con” l’utente; Coinvolgersi nella relazione con l’utente; Una relazione per il cambiamento; La relazione verso altre relazioni e altre risorse; Le coordinate della relazione professionale; Alla ricerca di alcune tracce per una buona relazione)
Parte II. Strumenti per l’evoluzione strategica dell’efficacia formativa
Franco Bressan, Claudio Capiluppi, Progettazione e andamento dell’indagine sugli assistenti sociali del Veneto
(Disegno della ricerca, Fase preliminare, Andamento della ricerca)
Parte III. La formazione iniziale e continua degli assistenti sociali
Daniele Loro , La formazione pedagogica degli assistenti sociali
(Presentazione e commento dei dati relativi alle domande sulla formazione permanente universitaria; Aggiornamento, formazione permanente e rapporto tra formazione teorica e pratica professionale; Le ragioni per una maggiore preparazione pedagogica degli assistenti sociali)
Daniele Venturini, Assistente sociale oggi: uno sguardo all’autopercezione della professione
(Premessa; Descrizione del campione; Occupazione professionale; Percezioni degli assistenti sociali; Conclusioni)
Franco Bressan, Approfondimenti su alcune domande a risposta multipla
(Premessa; Aree disciplinari più significative; Punteggi relativi alle determinanti dell’attuale capacità lavorativa; Ambiti lavorativi)
Parte IV. Una risorsa per il benessere nel lavoro sociale: l’autoefficacia
Monica Pedrazza, Sabrina Berlanda, L’autovalutazione di efficacia
(La formazione dei professionisti; L’Autoefficacia Professionale; Attaccamento e relazione; Attaccamento: benessere o disagio professionale?; Alcune ipotesi; Le analisi dei dati)
Monica Pedrazza, Sabrina Berlanda, Benessere e disagio nella relazione professionale
(Premessa; L’autoefficacia professionale; Lo stile d’attaccamento; Il burnout; L’assertività; L’autoefficacia nella gestione delle emozioni negative; Il commitment; L’empatia e reattività personale; La desiderabilità sociale; Il pregiudizio transculturale; Le differenze all’interno del campione)
Parte V. L’autoefficacia professionale degli assistenti sociali
Monica Pedrazza, Sabrina Berlanda, L’autoefficacia dell’assistente sociale ed il modello relazionale nell’aiuto
(Autoefficacia e competenze relazionali; L’Autoefficacia nel modello relazionale)
Silvia Golia, Misura oggettiva dell’autoefficacia percepita tramite il Modello di Rasch
(Introduzione; Il modello di Rasch; Misurare l’autoefficacia professionale percepita; Conclusioni)
Clarissa Ferrari, Marco Minozzo, Analisi dell’autoefficacia professionale con un modello fattoriale per dati binomiali
(Introduzione; Il modello fattoriale lineare; Il modello fattoriale gerarchico per dati binomiali; Identificazione dei costrutti relativi all’autoefficacia; Confronto tra il modello fattoriale lineare ed il modello fattoriale gerarchico per dati binomiali)
Parte VI. La dimensione soggettiva nella professionale degli assistenti sociali
Monica Pedrazza, Sabrina Berlanda, Attaccamento e relazione
(La distribuzione del campione; Sicurezza, insicurezza e sofferenza)
Sabrina Berlanda, Monica Pedrazza, La complessità del fare relazione
(Il benessere organizzativo; Gli autocedenti del burnout; Gli autocedenti del personal distress; Burnout e relazione con l’utente; Personal distress e relazione con l’utente)
Daniele Venturini, Assistenti sociali “tra le righe”. Analisi testuale dei dati con software N-vivo 8
(Introduzione; I dati: “quantitativi” o “qualitativi”?; Descrizione del sottogruppo del campione di ricerca; Analisi del corpus testuale; Conclusione)
Allegato
Questionario dell’indagine sugli assistenti sociali del Veneto: sezioni A, B e C

Gli autori.

Il percorso formativo dell’assistente sociale. da

da Autovalutazione e benessere professionale.


Riflessioni sulla figura del maestro: Cesare Moreno presenta il Libro “Educare il Principe di Danimarca”


Presentazione del libro C’era una volta la città dei matti

La copertina del libro e i due dvdRoma, 7 dicembre 2011. Il libro ripercorre la lavorazione del film tv C’era una volta la città dei matti, trasmesso nel 2010 da RAI UNO con un grande, e per certi versi sorprendente, successo di ascolti. Una appassionata narrazione delle storie individuali di pazienti, amministratori, operatori, un grande racconto collettivo che vede sulla scena più di cento personaggi. A partire dalla difficile e impensabile apertura delle porte del manicomio di Gorizia e di Trieste, viene narrata l’origine di un cambiamento epocale nel modo stesso di intendere la salute mentale che ancora oggi provoca e fa discutere.

Mercoledì, 7 dicembre 2011 – ore 19.00
Più libri Più liberi
Fiera della piccola e media editoria
EUR Palazzo dei Congressi – Roma

Presentazione del volume :
E. Bucaccio, K. Colja, A. Sermoneta, M. Turco
C’era una volta la città dei matti
Un film di Marco Turco – dal soggetto alla sceneggiatura
con DVD del film TV originale prodotto da RAI Fiction
Edizione e note a cura di Barbara Grubissa

con
Marco Turco, regista e coautore del volume
Fabrizio Gifuni, attore e coautore del libro
Peppe Dell’Acqua, direttore del dipartimento di salute mentale di Trieste e direttore di collana

Durante la presentazione verranno presentate anche alcune scene del film.

Descrizione del libro
E’ in uscita per l’editore Alpha Beta Verlag, nella collana 180 archivio critico della salute mentale, il libro con il trattamento, la sceneggiatura e il dvd del film con sottotitoli in inglese. Con interventi degli autori e degli attori e foto di scena. Il libro su uno dei più grandi successi TV del 2010. Tutti i retroscena, dall’idea alla sua realizzazione: soggetto, trattamento e sceneggiatura e infine, allegato in DVD, il film. 
Un’appassionata narrazione delle storie individuali di pazienti, amministratori, operatori, un grande racconto collettivo che vede sulla scena più di cento personaggi. A partire dalla difficile e impensabile apertura delle porte del manicomio di Gorizia e di Trieste, viene narrata l’origine di un cambiamento epocale nel modo stesso di intendere la salute mentale che ancora oggi provoca e fa discutere.
Vengono pubblicati integralmente il Trattamento e la Sceneggiatura, corredati da note che danno informazioni sui principali eventi che hanno portato alla realizzazione della Legge 180, sugli scritti originali di Franco Basaglia e dei suoi collaboratori, sulle circostanze storiche e politiche che hanno fatto da sfondo al processo di deistituzionalizzazione.

Il libro è arricchito dalle note di regia di Marco Turco e dalle originali considerazioni degli sceneggiatori sull’approccio ad un tema difficile e controverso e sulla modalità di scrittura dei testi.
Fabrizio Gifuni racconta come è entrato nel personaggio di Franco Basaglia e come si è avvicinato alla realtà storica che ha portato alla chiusura del manicomio.
Vittoria Puccini racconta come si è calata nel personaggio di Margherita, una giovane rinchiusa prima nel manicomio di Gorizia poi in quello di Trieste, negli anni in cui arriva Basaglia 

Fonte: http://www.alphabeta.it

da Presentazione del libro C’era una volta la città dei matti.


CO.FA.AS. “Clelia” per “Il riconoscimento giuridico del ruolo del Familiare Assistente“

CO.FA.AS “Clelia” ha come principale scopo di battersi per “Il riconoscimento giuridico del ruolo del Familiare Assistente“, come definito dalla “Carta Europea del Familiare Assistente” (parte integrante dello Statuto), già in atto in molti Paesi europei, redatta da COFACE-handicap (Confederazione delle Organizzazione di Famiglie con persone disabili dell’Unione Europea) con sede a Bruxelles.

Nel 2008, CO.FA.AS. “Clelia” si costituisce come associazione, come avveniva in altri Stati Membri, con l’obiettivo di rivendicare i diritti dei familiari assistenti, di prevenirne la povertà, l’esclusione, la solitudine e lo stress, nonché di migliorare la qualità della vita del congiunto assistito e di tutta la famiglia. [continua]

[Scarica lo Statuto]

[Progetto Europeo Grundtvig]

da Home.


ricerca europea sulla supervisione degli studenti nei corsi di laurea in servizio sociale, 9 DICEMBRE 2011 ore 11.00-13:00 Aula Pagani – Edificio U7 III Piano Via Bicocca degli Arcimboldi, 8 Milano

“Presentazione dei risultati di una rete di ricerca europea sulla supervisione degli studenti nei corsi di laurea in servizio sociale
Supervision meets Education:

Supervision in the Bachelor of Social Work in Europe 

9 DICEMBRE 2011
ore 11.00-13:00
Aula Pagani – Edificio U7 III Piano
Via Bicocca degli Arcimboldi, 8
Milano
vai Locandina_SEMINARIO SUPERVISIONE

Segnalazione giornata di studio “Paure, fatiche, sofferenze e illusioni: ipotesi d’intervento nelle situazioni di lavoro”

Paure, fatiche, sofferenze e illusioni:

ipotesi d’intervento nelle situazioni

di lavoro

Azioni per costruire condizioni più sostenibili nelle organizzazioni lavorative

Venerdì 18 novembre 2011

Milano, C.so Buenos Aires n. 33, Elfo Puccini teatro d’arte contemporanea, Sala Shakespeare

Programma e modalità di iscrizioni:


Manuale per Oss e Asa (Operatori Socio-Sanitari e Ausiliari Socio-Assistenziali). Formazione in campo assistenziale, sociale e sanitario, di Margherita Di Virgilio , Irven Mussi

Manuale per Oss e Asa (Operatori Socio-Sanitari e Ausiliari Socio-Assistenziali). Formazione in campo assistenziale, sociale e sanitario
Contributi
Giovanni Citterio, Nadia Dalla Longa, Giancarlo De Marco, Barbara Di Virgilio, Alessandro Giuliani, Franco Lafiandra, Alberto Pischedda
Livello
Textbook, strumenti didattici. Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari
Dati
pp. 448,   7a ristampa 2011,    1a edizione  2008, allegati: test on-line   (Cod.1130.235)
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 36,00
Disponibilità: Buona

Clicca qui per acquistare

Codice ISBN: 9788846491626
In breve
La formazione degli Operatori Socio-Sanitari e degli Ausiliari Socio-Assistenziali, soggetti che assistono quanti necessitano di un sostegno specializzato in ambiente assistenziale e sanitario: i fondamenti delle due professionalità, le modalità del lavoro sociale e il concetto di qualità, i meccanismi psicologici e sociali che regolano la relazione operatori-assistiti, le caratteristiche psicologiche degli utenti con cui gli ASA e gli OSS operano.
Presentazione del volume

Le figure di operatori che si occupino con competenza e professionalità di assistenza in ambito sociale e sanitario sono sempre più richieste.
Questo testo presenta i contenuti didattici per la formazione degli Operatori Socio-Sanitari (OSS) e degli Ausiliari Socio-Assistenziali (ASA), soggetti che assistono anziani, disabili, pazienti psichiatrici, malati terminali e quanti necessitano di un sostegno specializzato, in ambiente assistenziale e sanitario.
Il manuale si articola in quattro parti: nella prima vengono analizzati i fondamenti delle due professionalità, con riferimenti puntuali alle delibere istitutive dei due profili, alla legislazione socio-assistenziale, sanitaria e previdenziale. Ampio spazio viene dedicato alla Legge 626 sulla sicurezza in ambito lavorativo e sulla protezione della salute e sicurezza del lavoratore.
Nella seconda parte vengono descritte le modalità metodologiche del lavoro sociale e il concetto di qualità; la terza parte illustra i meccanismi psicologici e sociali che regolano la relazione operatori-assistiti e descrive le caratteristiche psicologiche degli utenti con cui gli ASA e gli OSS si trovano a operare.
La parte igienico-sanitaria e tecnico-operativa, infine, analizza le principali funzioni del corpo umano, le patologie più diffuse nei soggetti cui è rivolta l’assistenza, le basi della dietetica e le modalità di primo soccorso. Particolare attenzione viene dedicata all’igiene ambientale e all’assistenza alla persona, con esempi e prassi operative, anche in ambito fisioterapico; segue un approfondimento sull’animazione.

Per fornire maggiori strumenti didattici, il manuale si arricchisce di esempi operativi, di un glossario dei principali termini e di un’aggiornata bibliografia tematica. Inoltre, in questo sito, nell’Area Università, gli studenti possono disporre del test di autovalutazione per verificare il proprio grado di apprendimento.

La completezza dei contenuti e la chiarezza del linguaggio rendono il volume un esaustivo manuale per quanti frequentano corsi OSS e ASA, ma anche un utile strumento di consultazione per gli operatori già nel mondo del lavoro.

Margherita Di Virgilio
, psicologa e psicoterapeuta, lavora a Milano. Coordinatrice e docente in corsi ASA, OSS, aggiornamento e formazione continua. Con i nostri tipi ha pubblicato: AIDS: malattia, prevenzione, assistenza (2000); La malattia di Alzheimer e le altre forme di demenza(2000); Disturbi psichici: nevrosi, psicosi e depressioni (2000); con Irven Mussi, Da chi vado?(2003).

Irven Mussi, medico di base a Milano. Tutor e insegnante in corsi di specializzazione per la medicina generale, ASA e OSS. Con i nostri tipi ha pubblicato: con Margherita Di Virgilio, Da chi vado? (2003).

Indice

Margherita Di Virgilio, Irven Mussi, Introduzione
Parte I. Sezione legislativo-istituzionale
Descrizione dell’area e obiettivo della formazione
Normativa specifica ASA e OSS
(Introduzione; Delibera istitutiva dell’ASA; Delibera istitutiva dell’OSS)
Elementi di legislazione sociale e sanitaria nazionale e regionale
(Introduzione alla legislazione socio assistenziale, sanitaria e previdenziale)
Legislazione socio-sanitaria
(Considerazioni generali e principi costituzionali; Il sistema integrato di interventi e servizi sociali)
Legislazione previdenziale
(Cenni storici; Le attività dell’INPS)
Legislazione sanitaria
(Considerazioni generali e principi costituzionali; Il Servizio Sanitario Nazionale; Le politiche socio-sanitarie in Lombardia)
Organizzazione dei servizi
(L’Azienda Sanitaria Locale; L’Azienda Ospedaliera; I servizi per le “persone fragili”; L’assistenza psichiatrica; Servizi e agevolazioni per invalidi e anziani e disbrigo di pratiche burocratiche; Le cooperative sociali; Le reti informali)
Elementi di etica professionale e diritto amministrativo
(Elementi di diritto del lavoro e il rapporto di dipendenza; Etica e deontologia; Riservatezza dei dati e segreto professionale; Le leggi sulla privacy e il trattamento dei dati)
Normativa sulla sicurezza
(Legge nazionale 626/94; Fondamenti di prevenzione incendi)
Protezione della salute e sicurezza dell’operatore
(Rischi connessi al lavoro di assistenza; Dispositivi di protezione individuale (DPI); Prevenzione del mal di schiena e movimentazione dei carichi; Procedure da osservare in caso di incidente occupazionale con potenziale rischio di infezione)
Parte II. Sezione metodologica
Descrizione dell’area e obiettivo della formazione
Elementi di metodologia del lavoro sociale e sanitario
(Modelli concettuali di assistenza; Il processo di erogazione dell’attività assistenziale; L’accesso dell’utente al servizio; Lavorare per progetti; Il progetto assistenziale individualizzato (PAI): dalla rilevazione dei bisogni alla verifica; Protocolli e piani di lavoro; Materiale per la documentazione del proprio lavoro e passaggi di consegne; Lavoro e riunioni d’équipe; Il lavoro di rete)
La qualità del lavoro
(Concetto di qualità; Qualità delle prestazioni; Verifica dell’appropriatezza della qualità)
Parte III. Sezione psicologica e sociale
Descrizione dell’area e obiettivo della formazione
Elementi di psicologia e comunicazione
(Allargare gli orizzonti; L’Analisi Transazionale; Il comportamento sociale; Il lavoro di gruppo; La relazione d’aiuto; La comunicazione)
Aspetti psico-relazionali ed interventi assistenziali in rapporto alla specificità dell’utenza
(La condizione della persona assistita; La condizione dell’operatore; I soggetti dell’assistenza)
Parte IV. Sezione igienico-sanitaria e tecnico-operativa
Descrizione dell’area e obiettivo della formazione
Elementi di anatomia, fisiopatologia e igiene
(Concetto di salute e malattia; Note di anatomia e fisiologia dei principali organi e apparati)
Primo soccorso
(Persona non cosciente; Persona cosciente)
Cenni sulle principali patologie
(Malattie cardiovascolari; Malattie della coagulazione; Malattie respiratorie; Malattie dell’apparato dirigente; Malattie renali, delle vie urinarie e dialisi; Malattie infettive; Diabete; Tumori; Il malato terminale e le cure palliative; Patologie da dipendenza; Il paziente chirurgico; Il paziente anziano; Disturbi psichici; Disabilità e handicap; Patologie del sistema nervoso; Patologie del sistema locomotore)
Elementi di igiene alimentare e di dietetica
(Alimentazione e dietologia; Conservazione e cottura degli alimenti)Elementi di igiene, igiene ambientale al domicilio, nei presidi e negli ospedali
(Elementi di igiene; Igiene ambientale a domicilio ed elementi di economia domestica; Igiene in ambito istituzionale)
Elementi di assistenza alla persona
(Introduzione alla cura della persona; Interventi operativi generali; Constatazione di morte e composizione della salma; Farmacologia)
Riabilitazione e assistenza fisioterapica
(La riabilitazione; Ruolo dell’operatore in riabilitazione; Gli ausili; Posizionamento e posture a letto del paziente; Movimentazione manuale dei carichi e spostamento dei pazienti; La riabilitazione nelle principali patologie)
Tecniche di animazione
(Descrizione dell’intervento e obiettivo della formazione; L’animazione come pratica sociale; L’autostima e il potere nel lavoro di animazione; La creatività come strumento per il cambiamento; Le attività di animazione; I laboratori creativi; L’incremento animativo con persone affette da demenza senile)
Glossario

Bibliografia

da Manuale per Oss e Asa (Operatori Socio-Sanitari e Ausiliari Socio-Assistenziali). Formazione in campo assistenziale, sociale e sanitario.


SETTE PAIA DI SCARPE, di P. Rossi, Assistente sociale specialista e formatore, già segretario nazionale del SUNAS (Sindacato unitario di categoria) e presidente dell’Ordine nazionale degli Assistenti sociali. F. Abiuso, giornalista professionista, Maggioli editore

SETTE PAIA DI SCARPE
SETTE PAIA DI SCARPE
Storia di un’assistente sociale
Raccolta da Francesco Abiuso

Si dice che ogni assistente sociale - quelli di cinquant’anni fa come quelli di oggi -abbia consumato sette paia di scarpe per comprendere le storie delle persone e delle comunità, per capire la sofferenza e il disagio, per riallacciare relazioni, per suscitare e orientare risorse capaci di offrire sollievo, per ricostruire il tessuto sociale.

Sette paia di scarpe hanno condotto gli assistenti sociali a esplorare ogni miseria fin dall’inizio della storia repubblicana del nostro Paese.

Sette paia di scarpe ci sono volute per arrivare a ottenere il riconoscimento della professione, essenziale a chi ha meno, ma spesso ignorata dai potenti che hanno molto.

In sette capitoli l’autrice ripercorre la sua storia e insieme la storia di tutto il servizio sociale:

»
DIGNITA’ DI PERSONE E DIRITTI DA CITTADINI.

»
IL SENSO DI UNA VITA, LA STORIA DI UN PAESE.

1.
IL FRIULI, L’AFRICA, RICCHEZZE E MISERIA.

2.
GUARDARE L’ERBA DALLA PARTE DELLE RADICI.

3.
TRA I FANCIULLI DI FROSINONE.

4.
QUEI GRANDI OCCHI NERI IN UN LETTINO.

5.
INSEGNARE AD ESSERE MADRI.

6.
LE LIBERE DONNE DI VIA BACCINA.

7.
LA LUNGA MARCIA DEGLI ASSISTENTI SOCIALI.


P. Rossi, Assistente sociale specialista e formatore, già segretario nazionale del SUNAS (Sindacato unitario di categoria) e presidente dell’Ordine nazionale degli Assistenti sociali.
F. Abiuso, giornalista professionista

SETTE PAIA DI SCARPE.


Maestri speciali. Una riflessione sulla figura del maestro – Università degli Studi di Milano-Bicocca, Mercoledì 16 novembre 2011, ore 9.30

Mercoledì 16 novembre 2011, ore 9.30

Edificio U6, Aula Magna – Piazza dell’Ateneo Nuovo 1, Milano

Maestri speciali. Una riflessione sulla figura del maestro

Una giornata per analizzare il ruolo del maestro, le sfide dell’educazione ed il potenziale del medium televisivo.

Programma

maniL’esperienza dei maestri di strada: il progetto Chance di Napoli

  • 9.30 Saluti
    Silvia Kanizsa, Preside della Facoltà di Scienze della Formazione − Università degli Studi di Milano-Bicocca
  • 9.45 Introduce e coordina: Roberto Moscati
  • 10.00 Cesare Moreno presenta il Libro “Educare il Principe di Danimarca”
  • 11.15 Coffee break
  • 11.45 Elisabetta Nigris e Sergio Trammadiscutono con Cesare Moreno
  • 13.00 Pranzo

Alberto Manzi, l’avventura di un maestro

  • 14.30 Introduce e coordina Maria Grazia Riva
  • 14.45 Roberto Farné presenta il filmato “TV buona maestra: la lezione di Alberto Manzi” ed il libro “Alberto Manzi, l’avventura di un maestro”
  • 15.45 Giovanna Benvenuti e Stefania Ulivieri Stiozzi discutono con Roberto Farné
  • 17.00 Chiusura dei lavori

Ingresso libero e gratuito

Per informazioniIrene Mantovani

Allegati:

da Maestri speciali. Una riflessione sulla figura del maestro – Università degli Studi di Milano-Bicocca.


Il servizio sociale ospedaliero: un fattore di qualità nel percorso di cura, Convegno a cura dell’Ordine degli assistenti sociali della Regione Lombardia e della Fondazione Caà Granda/Ospedale Maggiore Policlinico, Aula Magna Clinica Mangiagalli, Via della Commenda, 12, 20122 Milano

Per iscrizione vai a:  Resspoiscrizione

 


CARI MAESTRI. Da Susanne Bier a Gianni Amelio i registi si interrogano sull’importanza dell’educazione Martedì 25 ottobre 2011 alle ore 17:30 presso la Pontificia Università Lateranense – Aula Paolo VI Piazza San Giovanni in Laterano, 4 – Roma

CARI MAESTRI. Da Susanne Bier a Gianni Amelio

i registi si interrogano sull’importanza dell’educazione

 

Martedì 25 ottobre 2011 alle ore 17:30 presso la Pontificia Università Lateranense – Aula Paolo VI

Piazza San Giovanni in Laterano, 4 – Roma

 

Saranno presenti:

Sua Ecc.za Mons. Enrico dal Covolo – Magnifico Rettore della Pontificia Università Lateranense

On.le Patrizia Prestipino – Assessore alla Provincia di Roma per le Politiche Giovanili

Cristiana Capotondi – Attrice

Fausto Brizzi – Regista e sceneggiatore

Modera l’incontro Paolo Rodari – Vaticanista de “il Foglio” 

 Sarà presente l’Autore

 

 

 

Ufficio Stampa

 

 

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Fondazione Ente dello Spettacolo

Via Giuseppe Palombini, 6 – 00165 Roma

T: +39 06 96519200 - Fax +39 06 96519220

ufficiostampa@entespettacolo.org

                                         www.entespettacolo.org      www.tertiomillenniofilmfest.org
www.cinematografo.it           www.cineconomy.com


conCura – servizio che si occupa di assistenza famigliare alla persona, offrendo una risposta a tutte le esigenze legate al bisogno di cura domiciliare per anziani, persone non autosufficienti e diversamente abili, Cooperativa sociale Piccolo Principe, Milano

conCura è un servizio che si occupa di assistenza famigliare con competenza e attenzione alla persona, offrendo una risposta a tutte le esigenze legate al bisogno di cura domiciliare per anziani, persone non autosufficienti e diversamente abili.
conCura si interessa di: 
• Gestire l’incontro fra domanda-offerta attraverso un’analisi professionale delle competenze degli assistenti famigliari-badanti e del bisogno della famiglia.
• Valorizzare e perfezionare le competenze degli assistenti famigliari.
• Monitorare la qualità della relazione fra assistente famigliare, assistito e famiglia (o amministratore di sostegno), in modo da migliorare le condizioni di vita dell’assistito e aumentare il livello di soddisfazione di assistenti e famiglia, così da contenere le conflittualità e ridurre il turn over.
Sollevare la famiglia o l’amministratore di sostegno dal disbrigo delle pratiche amministrative e burocratiche

L’operatore a te dedicato da conCura, segue tutte le fasi di incontro intervenendo:
prima di presentarti un’assistente famigliare, attraverso un’accurata analisi dei tuoi bisogni e un attento lavoro di selezione per proporti personale adatto alle tue esigenze
• nel momento dell’incontro occupandosi degli aspetti amministrativi e di contratto
durante il rapporto di lavoro monitorando la relazione fra assistente famigliare e persona assistita, effettuando le sostituzioni e seguendo tutti gli aspetti burocratici e amministrativi della gestione del contratto di lavoro.

Tutto ad un prezzo equo poiché conCura è gestito da Piccolo Principe, cooperativa sociale ONLUS senza scopo di lucro.

da conCura – Homepage.


Cosa bisogna sapere sulle BADANTI, da http://www.assistere.net, Roma

vai a: Rapporti con una badante/assistente


le donne coinvolte nel lavoro di cura sono stimate in 774.000, di cui 700.000 straniere

Un numero crescente di famiglie si rivolge al mercato privato, assumendo
assistenti familiari, le cosi dette “badanti”. Il numero di queste donne
coinvolte nel lavoro di cura sono stimate in 774.000, di cui 700.000
straniere. …
<http://www.famigliacristiana.it/famiglia/news/articolo/io-mi-prendo-cura_141011104157.aspx>


L’operatore socio-sanitario: il nuovo Manuale per la formazione e le prove concorsuali

ità luglio 2011
IV edizione
L'OPERATORE SOCIO-SANITARIO
› Con test a risposta
multipla e sintetica

› Casi clinici svolti
e commentati

L’OPERATORE SOCIO-SANITARIO
Manuale teorico-pratico
per i concorsi e la formazione dell’OSS
Indispensabile per la formazione di base e la preparazione ai concorsi, questo Manualefornisce una completa ed efficace metodologia di apprendimento che permette di sviluppare i concetti teorici, valutare le conoscenze e le capacità acquisite, analizzare le competenze attraverso casi specifici.

Di agevole lettura e facile consultazione, la quarta edizione di questo apprezzatissimo volume si presenta del tutto esaustiva sia sul piano concettuale che operativo, organizzata razionalmente in tre parti:

PARTE PRIMA
L’ORGANIZZAZIONE SANITARIA E SOCIO-ASSISTENZIALE
Legislazione e organizzazione sanitaria.
Il Servizio Sanitario Nazionale.
L’integrazione degli interventi sociali e sanitari e la rete dei servizi.
IL QUADRO GIURIDICO E CONCETTUALE DI RIFERIMENTO DELL’OPERATORE SOCIO-SANITARIO
Le figure di supporto: evoluzione, profili, normativa di riferimento e attività.
L’operatore socio-sanitario (OSS).
La formazione complementare dell’OSS.
L’integrazione dell’OSS nei processi assistenziali e con le altre figure professionali.
L’équipe assistenziale.
Le professioni sanitarie e sociali.
L’attribuzione di atti e il processo della delega nell’assistenza infermieristica e sanitaria.
Il rapporto di lavoro nel pubblico impiego.
La responsabilità dell’operatore socio-sanitario.
Aspetti etici e deontologici.

PARTE SECONDA
LA PERSONA E L’IDENTIFICAZIONE DEI BISOGNI
Il concetto di persona.
L’ambiente.
La salute.
I bisogni fondamentali delle persone.
LA COMUNICAZIONE
La comunicazione efficace.
Il linguaggio non verbale.
La comunicazione interpersonale in ambito sanitario.
Il gruppo.
La sindrome del burnout.
ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO SANITARIO E SOCIALE
L’organizzazione del lavoro in sanità.
L’organizzazione dell’assistenza.
LAVORARE PER OBIETTIVI
Il processo d’assistenza infermieristica.
Metodologia del lavoro nelle strutture socio-assistenziali e utilizzo del PAI (Piano di Assistenza Individualizzato).
Gli strumenti per la valutazione: le scale.
Le cure domiciliari.
IL SISTEMA INFORMATIVO E LA DOCUMENTAZIONE
La documentazione sanitaria.
Linee guida, protocolli e procedure.
LA QUALITA’ E L’ACCREDITAMENTO
La qualità.
L’accreditamento.

PARTE TERZA
L’ACCOGLIENZA DELLA PERSONA
L’accoglienza del paziente in ospedale.
PROMUOVERE LA SICUREZZA DELL’AMBIENTE DI LAVORO
La salute e la sicurezza nell’ambiente di lavoro.
I rischi professionali in ambito sanitario.
Appendice: La movimentazione dell’assistito: comportamenti.
Gli ausili per la movimentazione.
PROMUOVERE LA SICUREZZA DELL’AMBIENTE E DELLA PERSONA
L’igiene.
Il microclima.
Il rischio biologico (infettivo).
L’ASSISTENZA ALLA PERSONA
Assistenza alla persona sottoposta ad intervento chirurgico

Assistenza preoperatoria
– U.O. di chirurgia.
– Preparazione preoperatoria del paziente.
– La preparazione del paziente nel giorno dell’intervento.
– Prevenzione delle infezioni: preparazione preoperatoria della cute.
– Esecuzione della tricotomia.
– Applicazione delle calze elastiche.
Assistenza postoperatoria
– Trasferimento del paziente alla sala di cure postanestesiologiche.
– Accoglienza del paziente nell’U.O.
– Le ferite.
– Le medicazioni chirurgiche.
– Idratazione e nutrizione per via orale.
– Mobilità e cura di sé.
– Collaborare per una medicazione.
Collaborare nella prevenzione e gestione delle lesioni da pressione
– Lesioni da pressione.
– Caratteristiche sedi cutanee.
– Processo di stadiazione.
– Raccomandazioni per la prevenzione.
– Fattori di rischio.
– Modalità per ridurre la pressione.
– Presidi per ridurre la pressione.
– Trattamento della lesione.
– Prevenzione delle infezioni.
Collaborare nella prevenzione del rischio di caduta.
Assistenza alla persona anziana
– Cause dell’invecchiamento.
– Classificazione dell’invecchiamento.
– Fattori di rischio.
Assistenza alla persona con handicap
– Conseguenze psichiche e sociali dell’handicap.
Assistenza alla persona morente
– Il malato terminale e l’Hospice.
– Le cure palliative.
– L’Organizzazione e la gestione dell’Hospice.
– Cura del corpo dopo la morte: la composizione della salma.
Aiutare nell’alimentazione
– Aiutare un adulto nell’alimentazione.
Garantire l’alimentazione
– Collaborare nell’introduzione e gestione del sondino nasogastrico/Nutrizione enterale.
– Collaborare all’inserimento del sondino nasogastrico (N.E.).
– Collaborare nella gestione in caso di mantenimento in sede della sonda.
– Collaborare nella rimozione del sondino.
– Nutrizione enterale (N.E.).
Aiutare nell’eliminazione
– Eliminazione urinaria.
– Alterazione della composizione dell’urina.
– Procedure per esami sulle urine.
– Raccolta delle urine tramite condom.
– Eliminazione intestinale.
– Garantire la cura di sé e il comfort: utilizzo della padella.
– Garantire l’eliminazione urinaria: collaborazione nell’introduzione e gestione del catetere vescicale.
Cura della persona
– Garantire la cura di sé e il comfort (le cure igieniche).
– Rifacimento letto libero/Rifacimento letto occupato.
– Bagno/doccia/bagno a letto (le cure igieniche).
– Igiene del cavo orale.
Bisogno di muoversi
Collaborare nel garantire la mobilizzazione della persona

– Posizionamento/mobilizzazione a letto della persona.
– Mobilizzazione della persona.
– Trasferimento di un paziente su di una sedia a rotelle.
– Alzata dal letto alla carrozzina (paziente emiplegico).
Collaborare nella rilevazione di segni e sintomi
– Collaborare nella rilevazione della temperatura corporea.
– Collaborare nella rilevazione del polso.
– Collaborare nella rilevazione della pressione arteriosa incruenta.
– Collaborare nella rilevazione della respirazione.
Collaborare nella corretta applicazione delle prescrizioni terapeutiche: l’assunzione dei farmaci
– Conservazione dei farmaci.
– Aiutare nell’assunzione dei farmaci.
NORME DI PRIMO SOCCORSO
Conoscenze generali.
Rianimazione cardiopolmonare.
Procedure Basic Life Support (BSL). Il supporto di base delle funzioni vitali.

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VALUTAZIONI DI APPRENDIMENTO
Valutazione apprendimento di Parte Prima
 (51 domande aperte e a risposta multipla).
Valutazione apprendimento di Parte Seconda (40 domande aperte e a risposta multipla).
Valutazione apprendimento di Parte Terza (214 domande aperte e a risposta multipla).
22 casi clinici per i quali evidenziare competenze richieste ed interventi da attuare. 


P. Di Giacomo,
 Infermiera, ostetrica, dottoressa in Scienze infermieristiche ed ostetriche, professore a contratto di Scienze infermieristiche ed ostetriche Università di Bologna, Udine, Padova e Firenze, coordinatore didattico Corso di laurea in Infermieristica Polo Didattico Scientifico Rimini Università di Bologna, docente e coordinatore sanitario ai corsi di formazione per operatore socio-sanitario.
M. Montalti, Dottoressa in scienze infermieristiche ed ostetriche, professore a contratto di Infermieristica e di Introduzione alla metodologia della ricerca infermieristica Università di Bologna, Corso di Laurea in Infermieristica, coordinatore didattico Corso di laurea in Infermieristica Polo Didattico Rimini.

PAURE, FATICHE, SOFFERENZE E ILLUSIONI: IPOTESI D’INTERVENTO NELLE SITUAZIONI DI LAVORO Azioni per costruire condizioni più sostenibili nelle organizzazioni lavorative, Giornata di Studio, venerdì 18 novembre 2011, Milano, C.so Buenos Aires n. 33, a cura dello Studio APS di Milano

Paure, fatiche, sofferenze e illusioni: ipotesi d’intervento nelle situazioni di lavoro

Azioni per costruire condizioni più sostenibili nelle organizzazioni lavorative

Giornata di Studio

Venerdì 18 novembre 2011

Elfo Puccini teatro d’arte contemporanea – Sala Shakespeare
Corso Buenos Aires n. 33, Milano (MM1 – fermata LIMA)

La ricerca e la costruzione di piste di lavoro alternative

In questa giornata intendiamo proporre piste di lavoro per gestire in modo più efficace stress, fatiche e sofferenze, elementi che attraversano la vita delle organizzazioni e dei soggetti che ne sono parte o con loro interagiscono. Ciò a partire da riflessioni e orientamenti che aiutino a riconoscere le diverse modalità con cui organizzazioni e individui cercano di affrontarle.

Sono pensieri e spunti maturati dalla nostra esperienza, da quelle di alcuni studiosi particolarmente significativi e, più in specifico, dal lavoro di ricerca che lo Studio APS ha realizzato nei mesi che ci separano dalla Giornata di Studio realizzata nel 2010. Quella era stata un’occasione per presentare e analizzare situazioni lavorative differenti in cui, per varie ragioni, gli individui si ritrovavano demotivati, frustrati, affaticati e a volte sofferenti. In quell’occasione s’era cercato di comprendere meglio quali fossero alcune delle origini di quei malesseri, quali rapporti esistessero tra fatiche, desideri di benessere e illusioni di soluzioni esaustive.

Questa nuova giornata è stata pensata per dibattere, mettere in discussione, confrontare e arricchire riflessioni e ipotesi di comprensione e di azione. È stata preparata attraverso varie iniziative che hanno coinvolto accanto a soci e collaboratori dello Studio diversi interlocutori, alcuni con cui abbiamo da tempo contiguità di lavoro e altri contattati per la prima volta: abbiamo realizzato un seminario di due giornate in marzo e aprile, una serie di focus group con partecipanti appartenenti a diversi contesti lavorativi, dalle aziende private, agli ospedali, ai servizi territoriali nella prima metà di settembre e alcune interviste a testimoni privilegiati. A tutti coloro che abbiamo coinvolto va un sincero e vivo ringraziamento. Gli incontri hanno portato sguardi compositi e differenziati ed elaborazioni suggestive che ci proponiamo di riportare e sviluppare nella sede più ampia costituita appunto dalla Giornata di Studio prevista per il 18 novembre Soprattutto ci auguriamo che possa essere un incontro dedicato a quanti si misurano con le altrui e proprie paure, fatiche e sofferenze nelle situazioni di lavoro e che non credono in panacee, tecniche risolutive, ma ipotizzano che trattare queste dimensioni faccia parte di ogni impegno lavorativo e richieda un importante investimento in termini di pensiero.


Fatiche e sofferenze

Il lavoro è ricercato perché fonte di reddito, ma anche perché nella nostra società è una delle principali fonti di riconoscimento. Noi tutti abbiamo bisogno di rispecchiarci negli altri, nelle relazioni e nei prodotti. Il lavoro è dunque fonte di gratificazioni, può essere occasione di soddisfazioni fondamentali, ma è anche una scommessa, una sfida: ce la farò, ce la faremo?

Negli anni pare accresciuta la sua valenza simbolica. Così, mentre le fatiche e le sofferenze fisiche sono diminuite, paiono aumentate quelle emotive, psichiche ed è accresciuta la sensibilità in questa direzione.

Differenti e complesse sono parse le origini di fatiche e sofferenze. Da un lato la società, il mercato possono generare queste condizioni e riversarle nell’organizzazione e nelle persone che le compongono. Dall’altro si hanno richieste di cambiamenti, ritmi più stringenti, riduzioni di risorse, e soprattutto i modi con cui sono proposti/imposti questi mutamenti possono far soffrire persone e gruppi di lavoro. Anche i singoli soggetti importano, a volte, nelle organizzazioni tensioni, stress e dolori dalla loro vita privata, ansie collegate a conflitti interiori, delusioni e amarezze connesse a vicende familiari e sentimentali. Pensiamo che sia opportuno e interessante distinguere a che cosa siano riconducibili le diverse sofferenze per poter mettere a punto interventi mirati in grado di tutelare l’efficacia delle organizzazioni e la salute degli individui.

La nostra ipotesi è che fatiche e sofferenze siano, in una certa quota, intrinsecamente, parte del lavoro, che sia quindi illusorio pensare alle organizzazioni come a luoghi di benessere, depurati da queste condizioni. È possibile tuttavia investire per cercare di migliorare le condizioni di lavoro, per verificare se si tratti di fatiche sensate, se siano tutte effettivamente inevitabili. Per far ciò è fondamentale distinguere stress e fatiche. Possiamo in tal senso considerare la fatica come uno degli esiti dell’impiego di energie, del lavoro volto a modificare la realtà, trasformare oggetti e problemi, comprendere persone, analizzare questioni. Mentre possiamo rappresentarci le sofferenze come fatiche sproporzionate alle risorse disponibili o, più specificatamente, frustrazioni e lacerazioni dell’immagine di sé collegate a imposizioni di cui s’è perso il senso o di cui non si condivide per nulla la finalità.


I mondi in cui e con cui organizzazioni e singoli si trovano ad operare

Una delle fonti di stress e sofferenze sono quindi i contesti. Le nostre organizzazioni (servizi pubblici e privati, scuole, ospedali e aziende) operano in ambienti caratterizzati da crescenti incertezze. I mercati, ma più ampiamente i contesti socio-economici evidenziano diffuse situazioni di crisi. Crisi che spesso non sembrano la premessa alla realizzazione di cambiamenti desiderati. Gli scenari appaiono dinamici o turbolenti, ma anche nebbiosi: è assai difficile vedere che cosa ci attende nel futuro, a quali scenari stiamo andando incontro o stiamo/stanno costruendo. È difficile individuare modelli di società, modelli economici, soluzioni ai problemi macroeconomici e di governo credibili, capaci d’attrarre, appassionare, convincere.

Ciò significa che, se guardiamo fuori dalle organizzazioni in cui e con cui lavoriamo, lo scenario è spesso ansiogeno; spesso non troviamo consolazione per le fatiche che il lavoro comporta. In questa fase esso prevalentemente induce paure, fatiche e sofferenze. A queste le organizzazioni debbono far fronte cercando di non sfaldarsi, di non perdere l’orientamento, costruendo condizioni per continuare ad esistere e svilupparsi.

Molti in questi ultimi anni si confrontano poi con la paura che il proprio servizio, la propria azienda non ce la faccia, con l’ansia di perdere il posto di lavoro o di non poterlo conservare per i propri collaboratori, con le gravi difficoltà di molti giovani a entrare nel mondo del lavoro.

A volte si ha l’impressione di un impazzimento di cui non si comprende il senso. Il mondo, in questi ultimi anni, pare essere più minaccioso che rassicurante.


Gli individui: i clienti, i colleghi, i capi

Una quota importante di fatiche e di sofferenze è anche generata dai clienti: più o meno legittimamente riversano richieste, bisogni, fantasie sulle organizzazioni con cui interagiscono; spesso presi da esigenze e malesseri, richiedono attenzione, cura, aiuto. Questo accade non solo nei confronti delle organizzazioni specificatamente deputate a questa funzione – si pensi a ospedali, servizi sociali e sanitari, scuole – ma anche aziende istituzionalmente orientate a produrre beni e servizi d’altra natura si misurano con i problemi che clienti o fornitori riversano su di loro. Gestire le relazioni con i clienti è d’importanza cruciale, è una parte nodale del lavoro. Anch’essa genera soddisfazioni, ma anche fatiche e, a volte sofferenze.

A volte sono i colleghi stessi che riportano nell’organizzazione bisogni soggettivi e tensioni competitive che appesantiscono il clima. Circolano richieste di riconoscimento, di rassicurazione, di benessere che non possono trovare risposte. Delusioni e risentimenti aggravano le fatiche e le sofferenze di tutti.

A volte coloro che esercitano ruoli direttivi, risucchiati da attese di autoaffermazione e da spinte di acquisizione di maggior potere/consenso, finiscono per fare richieste esorbitanti ai collaboratori o a evitare di rispondere a richieste di relazioni ravvicinate vissute come pericolose.


Come vengono trattate fatiche e sofferenze nelle organizzazioni lavorative

Le organizzazioni lavorative sono sistemi complessi solo in parte riconoscibili nei disegni formali dei processi e degli organigrammi. Dirigenti, manager, gruppi, singole persone collegate tra di loro da relazioni formali, processi di lavoro e reti relazionali più ampie, cercano di erogare servizi, produrre beni e nel contempo di far fronte a situazioni relazionali difficili. Vengono date direttive, introdotti, imposti, proposti cambiamenti: nuove procedure, spostamenti, riduzioni del personale, … Tutto ciò espone le diverse componenti a incertezze, stress, speranze, paure. A generare fatica, piuttosto che sofferenza, in base alla nostra esperienza è risultato essere come non solo e non tanto il cosa si muta per attrezzarsi al futuro nelle organizzazioni, ma il come lo si fa. Ciò che genera sofferenza sembra essere soprattutto il non avere informazioni credibili, il non comprendere il senso di ciò che viene richiesto o imposto. Presi dall’ansia dell’introdurre e realizzare nuovi prodotti o servizi, nuovi processi, stressati da urgenze di efficienza ed efficacia, sembra non si riservi un adeguato spazio per condividere prospettive, ipotesi, fatiche e così si generano, spesso inconsapevolmente, sofferenze. Sofferenze che riducono paradossalmente e generalmente efficacia ed efficienza dell’organizzazione. Ciò, mentre abbiamo osservato come persone coinvolte, responsabilizzate, circa gli scenari, le necessità, le paure, gli stress, le fatiche richieste e necessarie, siano orientate ad investire consistentemente sulla loro organizzazione.

Possiamo osservare come queste dimensioni siano trattate in maniera assai diversa. In alcuni e diffusi casi esse sono semplicemente negate: non sono viste e sentite. Questa è una modalità che preclude la possibilità di valorizzare i segnali di stress, le fatiche e ipotizzare quindi interventi per farne qualcosa. È una modalità che espone a forti rischi di deterioramento non solo le persone, ma l’organizzazione stessa. Si possono osservare casi in cui le persone stesse sembra non siano viste.

Altre volte le si affronta illudendosi ed illudendo, con ciò si cerca di dipingere o rappresentarsi la situazione in un modo meno minaccioso. Ci si può illudere che la situazione non sia così difficile o che la soluzione sia a portata di mano: il capo, il consulente, la nuova tecnologia, …

Altre volte ancora si rileva come sia negata o minimizzata la dimensione emotiva, la profondità delle sofferenze anche a livello affettivo. Persone e team sembrano trasformarsi in oggetti, cose. La sofferenza negata peraltro riemerge in varie forme distruttive: somatizzazioni, malattie, conflitti distruttivi tra persone e parti dell’organizzazione, demotivazioni. La sofferenza non pensata, non accolta si sposta generando nuovi malesseri.

Ancora si osserva come un importante malessere sia ridotto, a volte, a fenomeno, patologia, difficoltà individuale. La sofferenza è vista semplicemente come una debolezza, una fragilità individuale. Allora si fa ricorso al farmaco, al medico, al counselor. Supporti pur utili, ma assai riduttivi, se solo individuali, se non sono indagate le connessioni organizzative.

Va pure sottolineato che in diverse organizzazioni alcuni tra coloro che occupano ruoli di direzione e di coordinamento, che hanno responsabilità gestionali o che sono negli staff delle risorse umane cercano di affrontare sofferenze di colleghi e soprattutto di collaboratori supportando e sollecitando comprensioni più attente e articolate per permettere ai singoli e all’organizzazione nel suo complesso di far decantare reazioni emotive e di vedere le situazioni in modo più articolato e lucido, considerando vincoli e perdite, ma anche opportunità e potenzialità. Essi testimoniano la possibilità di coniugare la consapevolezza delle difficoltà con la speranza di contribuire al progresso di individui e organizzazioni.


Orientamenti e ipotesi per costruire condizioni di lavoro più vivibili

Dalla nostra esperienza di lavoro e di ricerca ci pare di poter individuare alcune ipotesi interessanti e degli orientamenti da assumere per affrontare nelle organizzazioni fatiche e sofferenze. Linee d’intervento che vorremmo esplorare nella Giornata di Studio.

Per prima cosa è necessario prendere atto di queste dimensioni della vita lavorativa, avvicinarle per comprenderle, sviluppare, anche attraverso la decostruzione, ipotesi sulla loro origine. Si tratta di cercare, da un lato, d’evitare che le fatiche e lo stress si trasformino in sofferenze, quindi in fatiche rappresentate come insensate, fuori luogo e misura, e dall’altro lato costruire condizioni per ricondurre la sofferenza ad uno stato di fatica, di lavoro sostenibile e coniugato col piacere di costruire qualcosa in cui riconoscersi, qualcosa di utile. Come cercheremo di mettere a fuoco nella Giornata di Studio, ciò significa lavorare sul senso di ciò che accade e vogliamo realizzare, sulla fiducia, sull’equilibrio tra risorse (fisiche, professionali, mentali, emotive) e obiettivi. Significa riflettere e riconoscere i limiti e valorizzare le possibilità. La costruzione di condizioni di lavoro sostenibili passa attraverso la consapevolezza del limitato potere e delle responsabilità proprie e altrui.

da: http://www.studioaps.it/servizi_studio/pressostudio_giornate.html