Tra cambiamenti e continuità di Gatti Daniela – Maino Graziano – Omodei Anna, Maggioli Editore


Tra cambiamenti e continuità

Tra cambiamenti e continuità

di Gatti Daniela – Maino Graziano – Omodei Anna

Gli avvicendamenti intermedi e apicali nelle organizzazioni

€ 16,00 IVA assolta


Descrizione

Come le persone, anche le organizzazioni cambiano. E, tra la varietà di cambiamenti che investono le organizzazioni, il tema dei passaggi degli avvicendamenti in posizioni d’autorità intermedia e dei ruoli apicali è per definizione uno dei più delicati: trasferimenti, incarichi temporanei, fusioni, riorganizzazioni, maternità, avanzamenti di carriera, licenziamenti, nuovi ingressi… Si tratta di situazioni poco considerate, spesso percepite dai singoli e dai gruppi coinvolti come fonte di malessere, cambiamenti che mettono alla prova la tenuta complessiva dell’organizzazione e che indurrebbero a rivedere la mappa dei ruoli organizzativi. 
Più eclatanti e visibili, a seconda delle organizzazioni interessate, sono, invece, le successioni ai vertici, passaggi che ne segnano la storia e le prospettive future. 
Il libro nasce dal desiderio di conoscere un fenomeno che, pur essendo capillare nelle organizzazioni, tende a restare sullo sfondo. 
Tra testimonianze e narrazioni, riferimenti concettuali e momenti riflessivi, il volume si pone l’obiettivo di trovare soluzioni concrete per la gestione e la facilitazione dei processi di avvicendamento. 
Le transizioni, i passaggi, le successioni sono un tema senza tempo, e il volume segue un curioso viaggio alla rilettura di avvicendamenti, antichi e nuovi, risalendo dai miti greci (Urano e Crono, Dedalo e Icaro, Ulisse e Telemaco) fino alle fiabe dell’oggi (Il libro della Giungla, Alla ricerca di Nemo), passando per quelle classiche di Perrault e le vicende narrate da Italo Calvino e Roald Dahl. Due sono gli elementi attorno ai quali ruota la riflessione: il rapporto tra genitori e figli e il ruolo, spesso poco riconosciuto, dei gruppi e delle figure adiuvanti. 
Daniela Gatti è consulente e formatrice sui temi della valutazione sociale, del benessere e della qualità organizzativa, della rendicontazione sociale e ambientale, ed è socia della cooperativa Pares, società di consulenza, ricerca, formazione e documentazione. 
Graziano Maino, Socio di Pares svolge attività di consulenza organizzativa. Dal 2007 insegna “Psicosociologia dei gruppi e delle organizzazioni” 
nell’ambito della laurea magistrale “Psicologia dei processi sociali, decisionali e dei comportamenti economici” presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca. 
Anna Omodei Socia di Pares è formatrice e ricercatrice. 
Collabora con il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi di Milano Bicocca sui temi della salute e dell’accesso ai servizi delle donne immigrate.


ISBN: 8838775400
Collana: Sociale & Sanità
Edizione: 1
Copyright: Gennaio 2013
Tipo Prodotto: Volume
Pagine: 152
Formato: 17×24

Veneto: Cure domiciliari per la non autosufficienza e disabilità


Veneto. Servizi socio-sanitari. Cure domiciliari faranno riferimento a paniere unico e Lea 


03 MAG - Il tutto grazie ad una delibera di Giunta che ha altresì istituito l’impegnativa di cura domiciliare (per la non autosufficienza e disabilità) con cui, dal prossimo 1° luglio, saranno unificati nelle Ulss gli interventi secondo uno schema di cinque categorie di risposta al bisogno. 

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Welfare familiare nelle mani degli immigrati – Corriere Roma


Nonostante la crisi, il contributo degli immigrati al «welfare familiare» è in continua espansione. Secondo gli ultimi dati elaborati dall’Inps, sono più di 750 mila i lavoratori stranieri censiti che si occupano, in forme diverse, di questo tipo di assistenza in Italia, 132 mila solo nel Lazio.

Ma chi sono i collaboratori domestici? Cosa fanno e come vengono trattati dagli italiani?

È proprio a queste domande che UniCredit Foundation e l’agenzia Tu UniCredit hanno cercato di rispondere attraverso un’indagine in collaborazione con i Centri studi e ricerche Idos, che è stato presentato giovedì mattina a Roma a palazzo de Carolis

….

tutto l’articolo qui  Welfare familiare nelle mani degli immigrati – Corriere Roma.

Misurazione e valutazione: strumenti e approcci per il miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza, Seminario on line, giovedì 16 maggio 2013, Ore 10.00 – 11.30


Misurazione e valutazione: strumenti e approcci per il miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza

Tipo di evento: Workshop
Data: giovedì 16 maggio 2013
Durata: Ore 10.00 – 11.30
Sede: Seminario on line

I WEBINAR DI COLTIVARE SAPERI

Modelli e strumenti per l’attuazione di politiche della famiglia efficaci e sussidiarie

SECONDO WEBINAR

MISURAZIONE E VALUTAZIONE

Strumenti e approcci per il miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza 

ARGOMENTI

- Strumenti e tecniche per il monitoraggio e la valutazione

- Misurazione degli output e dei risultati

- Coinvolgimento degli stakeholder nei processi di monitoraggio e valutazione

- L’utilizzo dei i risultati per il miglioramento dei servizi

PRESENTAZIONE

Il secondo seminario online del ciclo “Modelli e strumenti per l’attuazione di politiche della famiglia efficaci e sussidiarie” affronta il tema del monitoraggio e della valutazione.

L’obiettivo è di verificare, attraverso l’analisi di alcune esperienze concrete, come nelle realtà amministrative si configurano i processi di definizione, le modalità di gestione e gli strumenti adottati per il monitoraggio, il controllo e la valutazione delle iniziative, evidenziando l’originalità delle proposte e l’integrazione delle configurazioni adottate.

L’analisi è utile in quanto, al di là le indicazioni normative, esistono ampi margini di autonomia per le PA. Uno spazio in cui le amministrazioni adottano modalità e strumenti funzionali alle esigenze specifiche del territorio, alle opzioni politiche e, quindi, rappresentano dei casi originali, da cui è possibile tentare di estrapolare delle utili considerazioni sulla “cultura della valutazione”.

I diversi contributi forniranno indicazioni sulle modalità concrete mediante cui si stanno attuando processi di controllo strategico, da un lato; e come, dall’altro lato, stanno perseguendo l’integrazione fra questo livello e quello del miglioramento dei servizi. Gli interventi delle amministrazioni saranno, infatti, finalizzati a evidenziare le modalità di utilizzo dei sistemi di monitoraggio e valutazione e l’uso di queste informazioni per accrescere la qualità delle politiche familiari.

PROGRAMMA

Moderatore: Stefano DI PLACIDO - Dipartimento per le Politiche della Famiglia

09.55 – 10.00 – Avvio del collegamento tra i partecipanti

10.00  – 11.20 – Misurazione e Valutazione

  • Apertura dei lavori – Giuseppe CARLINO - Dipartimento per le Politiche della Famiglia
  • Città universitaria della conciliazione- Comune di Grugliasco
  • Segrate 4you - Comune di Segrate
  • Il progetto RISC PersonaLab - Regione Toscana
  • Conclusioni - Angelo MARI - Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione

11.20 – 11. 30 – Prossimi appuntamenti e chiusura dei lavori

 

Se desideri iscriverti all’evento

vai a  Officina Famiglia – Misurazione e valutazione.

PROGRAMMAZIONE, di Paolo Ferrario, in NUOVO DIZIONARIO DI SERVIZIO SOCIALE, Carocci Faber 2013, pagg. 492-495


PROGRAMMAZIONE, di Paolo Ferrario, in NUOVO DIZIONARIO DI SERVIZIO SOCIALE, Carocci Faber 2013, pagg. 492-495

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progetto accreditamento sperimentale trasporto sociale e servizi domiciliari | Azienda Sociale Cremona


PROGETTO ACCREDITAMENTO SPERIMENTALE TRASPORTO SOCIALE E SERVIZI DOMICILIARI

Cremona, 08.04.2013

PER GLI ENTI LOCALI AMBITO DISTRETTUALE DI CREMONA

Il Piano di Zona 2012 – 2014, approvato dall’Assemblea dei Sindaci nella seduta del 29 marzo 2012, unitamente all’accordo di programma per la sua attuazione, prevedeva, tra gli obiettivi, la definizione delle procedure per l’accreditamento sperimentale del trasporto sociale.

In particolare si considerava necessaria una fattiva collaborazione con il Centro di Informazioni e Servizi per il Volontariato sia in una prospettiva di conoscenza delle realtà presenti che di informazione – formazione.

Sulla base di queste indicazioni, il Consiglio di Amministrazione ha provveduto all’approvazione di una prima traccia di lavoro, allegata alla presente, ed alla definizione dell’attività di ricognizione della situazione presente in ogni singolo Comune dell’Ambito, in collaborazione con il CISVOL.

Il CISVOL curerà la rilevazione dell’associazionismo e del volontariato, mentre l’Azienda curerà la rilevazione relativa ai Comuni, da attuarsi concordemente entro il prossimo 31 maggio 2013.

Questo premesso, si chiede la collaborazione dei Comuni nella compilazione della scheda allegata, da restituire entro la data indicata.

Nel ringraziare per la collaborazione, si coglie l’occasione per porgere i migliori saluti.

IL DIRETTORE GENERALE

Ettore Vittorio Uccellini

Scheda rilevazione Comuni.pdf

da   progetto accreditamento sperimentale trasporto sociale e servizi domiciliari | Azienda Sociale Cremona.

Raffaello Maggian, I SERVIZI SOCIOASSISTENZIALI – Sistema integrato di interventi e servizi sociali, Carocci Faber 2013. Terza edizione


Raffaello Maggian

I servizi socioassistenziali

Sistema integrato di interventi e servizi sociali

Terza edizione

Indice

Introduzione

1 Soggetti socialmente responsabili

1.1. I servizi socioassistenziali

1.2. Storie di vita

1.3. Il diritto all’assistenza

1.4. Finanziatori, gestori ed erogatori dei servizi sociali

1.5. I principi di sussidiarietà, adeguatezza

e differenziazione

1.6. Persone “a responsabilità limitata”

1.7. La famiglia, il vicinato, la comunità

nella società complessa

1.7.1. La famiglia come risorsa 1.7.2. Interventi a sostegno

della famiglia 1.7.3. La famiglia come soggetto attivo delle politiche

sociali 1.7.4. Le relazioni di vicinato 1.7.5. La comunità

di appartenenza

1.8. L’apporto del terzo settore

1.9. Responsabilità sociale delle imprese for profit

1.10. Le funzioni del Comune

2 Programmazione e organizzazione dei servizi sociali

2.1. Complessità del sistema socioassistenziale

2.2. Prestazioni economiche, sociali

e sociosanitarie essenziali

2.3. Il ruolo della Regione

2.4. Il sistema locale dei servizi sociali

2.4.1. Il confine del sistema 2.4.2. La programmazione e la progettazione

del sistema locale dei servizi sociali 2.4.3. Organizzazione dei servizi

sociali 2.4.4. La rete dei servizi sociali

3 I servizi sociali nella normativa statale, regionale

e nelle esperienze locali

3.1. Servizi per la generalità della popolazione

3.1.1. Criteri adottati per la classificazione dei servizi 3.1.2. Segretariato

sociale 3.1.3. Pronto intervento sociale 3.1.4. Servizio sociale

professionale 3.1.5. Modelli organizzativi

3.2. Servizi per la famiglia

3.2.1. Centri per le famiglie 3.2.2. Consultori familiari 3.2.3. Servizi

di sostegno alla famiglia e alla genitorialità 3.2.4. La Carta famiglia

3.2.5. Servizio di mediazione familiare

3.3. Servizi e strutture per i minori e i giovani

3.3.1. Asili nido e micronidi 3.3.2. Servizio di tata familiare/

Tagesmutter 3.3.3. Servizi ludici per minori 3.3.4. Centri diurni

educativo-ricreativi e di aggregazione giovanile 3.3.5. Affidamento

familiare 3.3.6. Servizi residenziali per minori

3.4. Servizi e strutture per donne in difficoltà@219

3.4.1. Gestanti e madri con figli a carico 3.4.2. Centri e servizi

antiviolenza

3.5. Servizi e strutture per persone in situazione di disabilità@224

3.5.1. Prestazioni economiche statali 3.5.2. Integrazione scolastica

e sociale extrascolastica dei diversamente abili 3.5.3. Assistenza

domiciliare e teleassistenza 3.5.4. L’amministratore di sostegno

3.5.5. Centri diurni 3.5.6. La casa intelligente 3.5.7. Servizio formativo

e integrazione lavorativa 3.5.8. Servizi residenziali

3.6. Sostegno economico

3.7. Servizi e strutture per persone in situazione di marginalità

sociale

3.7.1. Servizi di mensa, accoglienza diurna e notturna 3.7.2. Alloggi

sociali 3.7.3. Strutture residenziali

3.8. Servizi e strutture per persone con problematiche psicosociali

3.8.1. Affidamento familiare 3.8.2. Centri di salute mentale

3.8.3. Servizi e strutture per le dipendenze 3.8.4. Servizi e strutture

per persone vittime di sfruttamento sessuale

3.9. Servizi e strutture per persone anziane

3.9.1. L’assegno sociale agli ultrasessantacinquenni 3.9.2. Servizio civile

anziani 3.9.3. Servizi per la domiciliarità 3.9.4. Affidamento familiare

3.9.5. Centri diurni 3.9.6. Strutture residenziali

3.10. Forme innovative di solidarietà e di auto-mutuo-aiuto

3.10.1. Iniziative per la coesione sociale nei complessi di edilizia residenziale

pubblica 3.10.2. Condomini solidali 3.10.3. Auto-mutuo-aiuto

3.10.4. Le banche del tempo 3.10.5. Le fattorie sociali

3.11. Prestazioni sociali statali

3.11.1. Uffici di servizio sociale per i minorenni 3.11.2. Uffici

di esecuzione penale esterna 3.11.3. Nuclei operativi tossicodipendenze

Note

Bibliografia

Indice analitico

Appendice statistica e normativa

A.1. Spesa sociale dei Comuni per aree di intervento

A.1.1. La spesa sociale dei Comuni A.1.2. Aree di intervento

A.1.3. Interventi e servizi A.1.4. Contributi economici A.1.5. Centri

e strutture semiresidenziali (a ciclo diurno) A.1.6. Strutture comunitarie

e residenziali A.1.7. Azioni di sistema e spese di organizzazione

A.1.8. Una sintesi dei dati

A.2. Norme regionali

A.2.1. Abruzzo A.2.2. Basilicata A.2.3. Calabria A.2.4. Campania

A.2.5. Emilia-Romagna A.2.6. Friuli Venezia Giulia A.2.7. Lazio

A.2.8. Liguria A.2.9. Lombardia A.2.10. Marche A.2.11. Molise

A.2.12. Piemonte A.2.13. Puglia A.2.14. Sardegna A.2.15. Sicilia

A.2.16. Toscana A.2.17. Trentino-Alto Adige A.2.18. Umbria

A.2.19. Valle d’Aosta A.2.20. Veneto.

A.3. Articoli della Costituzione

A.4. Annotazioni giuridiche

A.5. Legge 328/2000

Introduzione

Questo testo fa parte di una sorta di trilogia, il cui primo volume, pubblicato nel 1990 con il sottotitolo Standard regionali, regolamenti, esperienze, riportava stralci di leggi, piani, regolamenti, direttive e circolari emanati dalle varie Regioni in materia socioassistenziale dopo il decentramento avviato dal D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, che aveva attribuito ai Comuni tutte le funzioni amministrative relative all’organizzazione e all’erogazione dei servizi di assistenza e beneficenza, nell’attesa messianica di una legge quadro sui servizi sociali.

Il secondo volume, pubblicato nel maggio 2001, a pochi mesi di distanza dall’emanazione della legge 8 novembre 2000, n. 328, ha descritto la situazione dei servizi socioassistenziali verso la

realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali e sanitari, parafrasando il titolo della legge stessa.

Con questo terzo volume si fa il punto sul sistema integrato di interventi e servizi sociali, quale si è venuto a realizzare nei vari territori regionali dopo la modifica del Titolo v della Costituzione, approvata nel 2001.

Come nelle precedenti stesure, il libro riporta gli standard dei servizi socioassistenziali, sociosanitari e socioeducativi, desunti dalla legislazione regionale e da esperienze di enti locali. Come base di partenza sono state utilizzate le denominazioni e i requisiti dei servizi e delle strutture socioassistenziali riportati dalla Regione Puglia nella L.R. 10 luglio 2006, n. 19, Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini di Puglia e nel Regolamento regionale 18 gennaio 2007, n. 4 (successivamente modificato dai Regolamenti 7 agosto 2008, n. 19, e 10 febbraio 2010, n. 7). A questi sono stati aggiunti gli standard di servizi rilevati nella normativa più recente delle altre Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano e quelli tratti da esperienze significative di enti locali o da organismi del terzo settore delle varie realtà italiane. Le strutture e i servizi sono stati raggruppati, individuando il destinatario prevalente: servizi per la generalità della popolazione; servizi per la famiglia; servizi e strutture per i minori e i giovani; servizi e strutture i servizi socioassistenziali per donne in difficoltà; servizi e strutture per le persone con disabilità; sostegno economico; servizi e strutture per persone in situazione di marginalità sociale; servizi e strutture per persone con problematiche psicosociali; servizi e strutture per le persone anziane; forme innovative di solidarietà e di auto-mutuo-aiuto. Infine, sono state descritte le principali prestazioni sociali statali. Il volume è corredato da un’appendice consultabile online sul sito della casa editrice, che riporta una sintesi della spesa sociale dei Comuni italiani suddivisa per aree di intervento e – Regione per Regione – oltre 2.000 provvedimenti regionali che trattano gli argomenti affrontati.

Il libro è stato pensato per un utilizzo diversificato, a seconda delle esigenze dei lettori. Gli studenti iscritti ai corsi universitari, per il conseguimento del titolo di assistente sociale o di educatore professionale, vi troveranno riferimenti utili per il tirocinio professionale, gli esami e la tesi.

I dirigenti e i responsabili dei servizi potranno agevolmente trovare indicazioni precise e dettagliate sulle leggi statali e regionali vigenti in materia socioassistenziale, socioeducativa e sociosanitaria. Gli assistenti sociali, gli educatori e gli altri operatori sociali avranno modo di valutare criticamente la propria realtà lavorativa con gli standard dei servizi proposti dalle varie

Regioni. Infine, le cooperative sociali, le organizzazioni di volontariato e le imprese potranno avere una visione d’insieme dei requisiti che la normativa vigente richiede per l’autorizzazione al funzionamento delle strutture e dei servizi socioassistenziali e per l’eventuale loro  accreditamento”.

Ringraziamenti

Ringrazio quanti hanno contribuito, direttamente o indirettamente, a questa nuova edizione. Innanzitutto il mio pensiero va ad Annamaria Campanini e ai colleghi del Comitato scientifico (Elena Allegri, Maria Dal Pra Ponticelli, Milena Diomede Canevini, Luigi Gui, Elisabetta Neve,

Aurelia Tassinari, Silvana Tonon Giraldo), con cui per lungo tempo ho condiviso la fatica di portare a termine il Nuovo dizionario di servizio sociale.

Le interminabili discussioni su ogni singola voce mi hanno aiutato a fare chiarezza su molti termini presenti nel libro. Ringrazio anche le assistenti sociali Linda Formato e Ombretta Okely per avermi consentito di inserire una loro riflessione su un caso da loro seguito, già pubblicato sul sito ASit

Servizio Sociale su Internet (http://www.serviziosociale.com), di cui sono un affezionato frequentatore. Infine, un grazie affettuoso a mia moglie che, oltre a essermi stata vicina nelle alterne vicende della vita, ha dato concretezza ai temi di cui si occupano i servizi socioassistenziali, raccontando una storia, che oggi può capitare a chiunque, sulla discesa di una vita.

I moduli per assumere colf e badanti, Newsletter Moduli.it – 12/03/2013


I moduli per assumere colf e badanti

Colf e/o badanti rientrano nella più ampia categoria dei cosiddetticollaboratori domestici. Ai fini della loro assunzione occorre innanzitutto che il datore di lavoro disponga e conservi una copia dei seguenti documenti

continua

Il lavoro privato di cura tiene, ma cambia forme e ripiomba nel “nero”, SuperAbile INAIL, Politiche e Buoni Esempi


IL LAVORO PRIVATO DI CURA TIENE, MA CAMBIA FORME E RIPIOMBA NEL “NERO”

Un articolo su “Qualificare” di Sergio Pasquinelli e Giselda Rumini mostra un drastico calo della domanda di assistenti familiari e ipotizza una crescita del lavoro nero. Nel contempo, aumentano l’impegno delle famiglie e il lavoro a ore

vai a   SuperAbile INAIL, Politiche e Buoni Esempi – Il lavoro privato di cura tiene, ma cambia forme e ripiomba nel “nero”.

Badante ucraina fa causa a una famiglia di Bolzano e chiede 88 mila euro


Badante fa causa e chiede 88 mila euro per gli straordinari
Alto Adige
Badante ucraina di 58 anni da una parte, famiglia bolzanina dall’altra. Al
centro della questione, come spesso capita in questi casi, il denaro.
<http://altoadige.gelocal.it/cronaca/2013/01/26/news/badante-fa-causa-e-chiede-88-mila-euro-per-gli-straordinari-1.6418311>

“CONVERSANDO D’ALZHEIMER” laboratorio formativo per caregiver aperto a familiari, operatori e cittadini interessati, da A.I.M.A. Milano Onlus | Associazione Italiana Malattia di Alzheimer


Nell’ambito del progetto “Legami di cura
AIMA Milano organizza la nuova edizione degli incontri

CONVERSANDO D’ALZHEIMER
laboratorio formativo per caregiver
aperto a familiari, operatori e cittadini interessati

volantino e calendario

 

da  A.I.M.A. Milano Onlus | Associazione Italiana Malattia di Alzheimer.

“DOMICILIamo” Sostegno alla domiciliarità per malati di Alzheimer e per le loro famiglie Cooperativa sociale Progetto Sociale e Cooperativa sociale Lavoro & Solidarietà


“DOMICILIamo”
Sostegno alla domiciliarità per malati di Alzheimer e per le loro famiglie
Cooperativa sociale Progetto Sociale capofila
Cooperativa sociale Lavoro & Solidarietà partner
Con il contributo di Fondazione Cariplo


PERCHÈ QUESTO PROGETTO?
Per potenziare l’offerta dei servizi che si occupano di persone affette da malattia d’Alzheimer.
Per favorire la permanenza dell’anziano al proprio domicilio attraverso interventi di supporto e aiuto ai familiari curanti (caregiver).
Per accompagnare e sostenere le famiglie nella individuazione del percorso di cura attraverso l’informazione e l’orientamento.
Per proporre incontri informativi di sensibilizzazione, conoscenza e approfondimento riguardanti la demenza e l’invecchiamento
Per organizzare percorsi di formazione sulla demenza rivolti a familiari, operatori, volontari e assistenti familiari Per migliorare e qualificare il lavoro di cura
il progetto “DOMICILIamo” – per i malati di Alzheimer:
apertura settimanale del servizio AloisCaffé, spazio di aggregazione per malati di Alzheimer e loro familiari
offerta di servizi socio assistenziali e riabilitativi
percorsi di arteterapia, musicoterapia e psicomotricità
Interventi e attività di socializzazione, relazione e mantenimento delle risorse personali dell’anziano
il progetto “DOMICILIamo” – per familiari e caregiver:
visite domiciliari di consulenza, supporto e orientamento
incontri informativi con medici, professionisti e operatori sociali percorsi formativi sulla malattia di alzheimer e la demenza
voucher di conciliazione: supporto domiciliare gratuito con operatori specializzati per particolari bisogni e esigenze
sportello telefonico: informazioni, orientamento, aiuto alla gestione quotidiana del malato
ricovero di sollievo
il progetto “DOMICILIamo” – per gli operatori dei servizi e gli assistenti familiari:
percorsi formativi per badanti e assistenti familiari sulla malattia di Alzheimer e la demenza
interventi di tutoraggio per badanti e assistenti familiari al domicilio dell’anziano e presso il servizio AloisCaffè
percorsi di aggiornamento per operatori in servizio
corsi di formazione specifica per futuri operatori
il progetto “DOMICILIamo” – Per volontariato e cittadinanza:
cicli informativi di prevenzione, incontri di conoscenza e sensibilizzazione
approfondimento di tematiche legate all’invecchiamento e percorsi formativi
CHI SIAMO:
La cooperativa sociale Progetto Sociale sorge nel 1979 nell’ambito previsto dalla L. 285 a sostegno dell’occupazione giovanile. | Progetta e gestisce servizi alla persona dal settembre 1980. Negli anni incrementa i propri servizi a favore di anziani, minori e disabili. | Dal 2010 gestisce il servizio ALOISCAFFE’, spazio di aggregazione per malati di Alzheimer e loro familiari con sede a Mirabello di Cantù, in via Tiziano, 5. | La Cooperativa Sociale Lavoro & Solidarietà opera in ambito sociale, socio-sanitario, educativo e culturale, attraverso un’offerta di servizi dedicati ai bisogni di anziani, adulti in difficoltà e minori. | Avviata ufficialmente nel 1994, opera nelle province di Como e Lecco erogando servizi socio assistenziali/educativi per Amministrazioni Comunali, ASL e Case di Riposo.
CONTATTI:
Per informazioni rivolgersi a:
Cooperativa Sociale Progetto Sociale s.c. | Via Degli Arconi, 73 – Cantù
tel. 031/715310 | fax 031/715160 | cell. 348 5473297 | e-mail: info@progettosociale.it | referente del progetto: Beatrice Ricci
Cooperativa Sociale Lavoro & Solidarietà s.c. | Via Col di Lana 5 – Como
tel. 031/ 33 00 311 fax 031 33 00 318 | cell. 347 5076068 | e-mail: elisabetta.alberti@cenasca.eu | referente del progetto: Elisabetta Alberti
Per ulteriori dettagli:
PROGETTO SOCIALE SC ONLUS | p.iva: 00803810134 | Via degli Arconi, 73 – 22063 Cantù (COMO)
Tel: +39 031 71 53 10 | Fax: +39 031 71 51 60 | Mail: 
info@progettosociale.it | http://www.progettosociale.it/

La cura del maschio, di cadavrexquis


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“Non so se tuo papà avrebbe fatto quello che sto facendo io adesso per lui se fosse capitato a me”. Non è tanto sfiducia in un rapporto affettivo tra due uomini, quanto sfiducia verso il maschile in sé e la capacità di accudimento (e di resistenza) degli uomini. Alla fine ognuno di noi si forma un’immagine (e un giudizio) di uomini e donne in base alle esperienze e alle figure di riferimento che ha avuto. Il padre di mia madre, che io non ho mai conosciuto se non attraverso i suoi racconti, non era né un campione di coraggio né di capacità di provvedere ai bisogni della famiglia, così come mio padre, pur non avendo mai avuto vizi “distruttivi” per sé o per noi, non ha mai brillato per spirito d’iniziativa, per forza o per decisione: non erano le sue le spalle forti su cui appoggiarsi nei momenti di crisi. E non parliamo poi dei mariti delle sorelle, malati di un tipico egocentrismo maschile. Capisco quindi che mia madre non veda di buon occhio la possibilità di affidare la cura del suo unico figlio a un altro uomo.

tutto l’articolo qui cadavrexquis: La cura del maschio.

Balduzzi vara i nuovi Lea. Per essere attuato serve il parere delle Commissioni parlamentari e l’intesa in Stato Regioni, 30 dicembre 2012


Balduzzi vara i nuovi Lea. Stop agli esami “inutili”. Entrano 110 malattie rare e 5 croniche 
30 DIC - Il ministro della Salute ha mantenuto l’impegno. Ora il testo è all’esame dell’Economia. Ma per essere attuato serve il parere delle Commissioni parlamentari e l’intesa in Stato Regioni. Entra anche l’epidurale e la ludopatia. Le Regioni dovranno monitorare almeno il 5% delle prescrizioni diagnostiche per verificarne l’appropriatezza. 

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Approvato Piano di zona Ambito Distrettuale Cividalese


L’Assemblea dei sindaci dell’Ambito distrettuale del Cividalese ha approvato il Piano di zona, triennio 2013-2015 e il Programma attuativo annuale 2013. Consolidare e stabilizzare il sistema dei servizi esistenti Sulla base degli obiettivi generali posti dalla Regione, sono state sviluppate le linee progettuali nelle varie aree di intervento tra cui minori giovani e famiglie, anziani, disabilità, dipendenze e salute mentale, disagio e marginalità. Si è rilevata l’esigenza di consolidare e stabilizzare il sistema dei servizi esistenti, tra i quali il servizio sociale professionale, l’assistenza domiciliare e i servizi socio-educativi. È necessario, poi, porre attenzione ai processi e alla qualità del lavoro delle diverse figure professionali che compongono la Pianta organica aggiuntiva, fornire le informazioni necessarie e aggiornate ai cittadini, dotarsi di prassi e procedure burocratiche rispettose delle esigenze dei cittadini.   Individuati i settori di debolezza Parallelamente, sono stati individuati i settori di debolezza, le aree di fragilità dell’attuale assetto dei servizi sociali e sociosanitari sui quali sarà opportuno agire nei prossimi anni. Sono state lanciate alcune sfide nelle aree del lavoro e del disagio sociale (povertà e nuove povertà), tematiche che oggi registrano elementi di criticità e che, pertanto, necessitano di azioni mirate. 

da Approvato Piano di zona Ambito Distrettuale Cividalese.

Paolo Ferrario, Dall’arte della motocicletta alla manutenzione di se stessi | in Muoversi Insieme


Sono due i motivi per riproporre l’attenzione su“Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”, un libro di 35 anni fa. 
Il primo è biografico e riguarda la mia professione. Occuparsi di formazione con persone adulte impegnate nei servizi sociali vuol dire non solo trasferire conoscenze, ma soprattutto elaborare metodi ed atteggiamenti per vedere in modo diverso il proprio lavoro e la sua relazione con il mondo esterno.
Il secondo motivo è attuale e può anche interessare i nostri lettori.

In Miserabili, io e Margaret Thatcher l’attore Marco Paolini esortava il suo pubblico a “fare manutenzione”, ossia ad occuparsi umilmente di cambiare qualcosa nella propria concreta vita attuale, invece che fantasticare su grandi cambiamenti generali e, quindi, inevitabilmente astratti ed esterni alla più immediata esperienza personale. 

leggi tutto l’articolo qui: Dall’arte della motocicletta alla manutenzione di se stessi | Muoversi Insieme.

PAOLO ROSSI, IL SEGRETARIATO SOCIALE E L’ACCESSO AI SERVIZI SOCIO-ASSISTENZIALI. Assetti istituzionali, logiche organizzative, pratiche professionali, FrancoAngeli editore, 2012


Il segretariato sociale e l’accesso ai servizi socio-assistenziali. Assetti istituzionali, logiche organizzative, pratiche professionali
Autori e curatori
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 192,      1a edizione  2012   (Codice editore 524.15)
Peer reviewed content
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Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 24,00
Disponibilità: BuonaClicca qui per acquistare

Codice ISBN: 9788820408657
In breve
Un testo per chi si occupa, per studio o per ricerca, dell’analisi dell’organizzazione dei servizi sociali, ma anche per professionisti impegnati nella gestione e nell’implementazione dei servizi di segretariato sociale e, più in generale, nell’organizzazione del contatto tra cittadini e istituzioni.
Presentazione del volume 

Il servizio di segretariato sociale ha assunto un ruolo sempre più rilevante nel quadro dell’offerta complessiva di servizi e prestazioni socio-assistenziali. Esso rappresenta uno dei principali punti di contatto tra le istituzioni (in particolare i Comuni) e i cittadini che necessitano di un intervento di assistenza sociale. È attraverso il segretariato sociale che i cittadini possono ricevere le prime informazioni sull’insieme dei servizi disponibili e le loro modalità e condizioni d’accesso. Al tempo stesso, il servizio di segretariato sociale svolge in molti casi una funzione di filtro e selezione per l’accesso e l’erogazione di determinate prestazioni assistenziali. L’organizzazione di questo servizio è quindi, di per sé, un passaggio importante nelle dinamiche di regolazione dell’accesso ai servizi di welfare erogati a livello locale.
Presentando e discutendo i risultati di una ricerca empirica, il volume illustra come tuttavia le pratiche di organizzazione del segretariato sociale rimangano tuttora assai disomogenee e talvolta contrastanti. Sebbene il segretariato sociale sia previsto, a norma di legge, come uno dei livelli essenziali di assistenza sociale, la declinazione locale di questo servizio può infatti seguire diverse logiche organizzative, nonché differenti interpretazioni sul piano istituzionale e professionale della sua valenza. Questi diversi orientamenti rinforzano la tesi di una persistente disarticolazione dell’offerta di servizi socio-assistenziali a livello nazionale e, parallelamente, enfatizzano il peso degli attori organizzativi nella costruzione ed attivazione locale delle politiche assistenziali.
Il libro è destinato sia a chi si occupa, per studio o per ricerca, dell’analisi dell’organizzazione dei servizi sociali, sia ai professionisti che sono impegnati nella gestione e nell’implementazione dei servizi di segretariato sociale e, più in generale, nell’organizzazione del contatto tra cittadini e istituzioni.Paolo Rossi , sociologo dell’organizzazione, è ricercatore presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano Bicocca, dove è docente di Organizzazione dei servizi sociali nel corso di laurea in Servizio Sociale. Si occupa dello studio degli assetti istituzionali e delle pratiche organizzative nel campo dei servizi di assistenza sociale.

Indice

Introduzione
L’accesso ai servizi socio-assistenziali come questione
I servizi di segretariato sociale
Il percorso di ricerca
Il caso di Monte Bosco
Il caso dinfii Castel Giallo
Il caso di Villa Viola
La costruzione dell’accesso: modelli organizzativi, contesti e logiche d’azione
Conclusioni
Ringraziamenti
Riferimenti bibliografici.

Il segretariato sociale e l’accesso ai servizi socio-assistenziali. Assetti istituzionali, logiche organizzative, pratiche professionali.

Carta dei servizi della Azienda sociale di Castano Primo


PRESENTAZIONE DELLA CARTA DEI SERVIZI DI AZIENDA SOCIALE

La Carta dei Servizi di Azienda Sociale è stata pensata e costruita come uno strumento di informazione dei cittadini finalizzato a migliorare la trasparenza e l’accessibilità ai servizi e alle prestazioni sociali e a promuovere la semplificazione delle procedure per la fruizione degli stessi sul territorio del Castanese.

 Permettendo ai cittadini di conoscere le prestazioni offerte, la Carta si offre come uno strumento informativo e relazionale finalizzato a minimizzare eventuali difficoltà di accesso ed utilizzo dei servizi offerti dall’Azienda, all’interno di una strategia di centralità del cittadino.

 Il perseguimento delle strategie di tutela e protezione dei cittadini ed il pieno riconoscimento del diritto di libera scelta voluto dal modello lombardo, infatti, presuppone che gli stessi siano messo nella condizione di poter conoscere quali servizi e prestazioni socio assistenziali sono presenti e disponibili presso la rete territoriale di riferimento, che Azienda Sociale ha il compito di promuovere e gestire, come da mandato statutario voluto dagli undici Comuni del Castanese.

In materia di servizi alla persona si è assistito negli ultimi anni ad una evoluzione dei rapporti tra cittadino ed Istituzioni in termini di doverosa maggiore consapevolezza dei diritti dei primi e di chiara esplicitazione e più incisivo controllo dei doveri dei secondi. Tutto ciò impone dunque alle Istituzioni stesse di assicurare continuità e qualità nell’erogazione dei servizi, ma soprattutto di garantire imparzialità ed uguaglianza ad ogni cittadino, sia nell’accessibilità sia nella tempestività degli interventi. Da quanto detto sopra consegue che i servizi offerti, oggetto di domanda socio assistenziale, non possono essere autoreferenziali, ma la loro fruizione deve necessariamente essere strumentale al fine per cui sono stati attivati: la soddisfazione dei bisogni dei cittadini, soprattutto di quelli in condizione di fragilità.

 In questa prospettiva l’attenzione alla partecipazione del cittadino viene ad assumere un ruolo fondamentale per l’azione di Azienda Sociale ed è per tale motivo che la Direzione auspica che questa Carta dei Servizi risponda alle esigenze dei cittadini e che coloro che vorranno leggerla segnalino eventuali necessità informative ulteriori rispetto a quelle alle quali si è cercato di dare risposta.

vai a: Carta servizi.

Innovazione e produttività. Alla ricerca di nuovi modelli di business per le imprese di servizi Autori e curatori Enzo Rullani , Chiara Cantù , Marco Paiola , Francesca Prandstraller , Roberta Sebastiani, FrancoAngeli editore


Come mai la produttività, in Italia, non cresce più? È un problema che riguarda un po’ tutti i paesi ricchi, ma è grave e persistente soprattutto per l’Italia. Tutti sanno – e dicono – che non usciremo dalla crisi se non rimettiamo in moto il motore dell’economia reale, che genera la crescita della produttività. Ma poche, e parziali, sono le idee su come fare a raggiungere lo scopo. Imporsi dei sacrifici, più o meno equi, può servire a stabilizzare il debito pubblico, ma contribuisce poco o niente alla crescita E allora? In questo libro, i ricercatori del t.Lab danno al problema “produttività” una risposta che sta fuori degli schemi, e che ha a che fare con l’economia della conoscenza. Per far ripartire il motore della produttività si tratta non solo di realizzare questo o quel risparmio dei costi, questo o quel recupero di efficienza. Occorre fare di più e di meglio, cominciando a ripensare in modo radicale i modelli di business delle imprese.
La produttività deriva oggi dalla capacità di sfruttare con intelligenza le proprietà generative e moltiplicative della conoscenza, rendendo i prodotti italiani più ricchi di valore immateriale (ricerca, significati, servizi) e di proiezione globale sui mercati. Sulla scorta di un’indagine che ha esaminato una trentina di casi di aziende innovative, gli autori disegnano e suggeriscono un percorso che si basa su due idee chiave: la visione della filiera come nuovo organismo produttivo e il ruolo che in essa vengono ad assumere gli assets immateriali e i servizi. Non è investendo in nuove macchine e in capannoni, che le imprese italiane potranno migliorare il proprio posizionamento competitivo nelle filiere globali, che ormai usano macchine e costruiscono capannoni in tutto il mondo, compresi i paesi low cost. La sfida – e il potenziale di produttività da fare emergere – sta infatti in un potenziamento e in un diverso uso dell’economia dell’immateriale e dei servizi, che fornisce al sistema produttivo conoscenze e relazioni ad alto valore aggiunto.
Per farlo, occorrono nuovi sistemi di relazione (linguaggi, marchi, reti, catene di fornitura) e metodi (replicazione, ICT, integrazione, logistica) che consentano di avere elevati moltiplicatori nel ri-uso della stessa base di conoscenza, in modo da fare rendere gli investimenti fatti.

Andando in questa direzione, sia l’industria che i servizi stanno cambiando rapidamente, come si vede nei casi esposti in questo volume. Una buona ragione per leggerlo: siamo nel mezzo di una transizione in cui non basta battere il passo. Bisogna correre, sapendo bene qual è la meta da raggiungere.

vai a  Innovazione e produttività. Alla ricerca di nuovi modelli di business per le imprese di servizi.

La compartecipazione al costo dei servizi socio-sanitari – a che punto siamo… | di Gaetano De Luca per Muoversi Insieme


gli enti locali possono legittimamente chiedere una contribuzione sul costo dei servizi sociali e sulla quota sociale dei servizi socio-sanitari.

Fatta questa importante premessa di principio generale, occorre peraltro evidenziare come le Amministrazioni Pubbliche non sono però libere di determinare le tariffe in modo totalmente discrezionale ma devono determinare la quota di compartecipazione al costo dei servizi in modo equo, rispettando una normativa specifica.

Cosa significa determinare la quota di costo in modo equo? In primo luogo significa chiedere la contribuzione al solo beneficiario del servizio e non a terze persone pur se parenti o perfino appartenenti allo stesso nucleo familiare. La legge sul punto è chiara: gli enti gestori dei servizi non possono chiedere contributi ai parenti tenuti agli alimenti (Art. 2 comma 6 Decreto Legislativo 109.1998).
In secondo luogo occorre determinare la compartecipazione al costo del servizio applicando ilcosiddetto principio di proporzionalità, ovvero calcolarla in proporzione alla ricchezza ovvero alla situazione economica e patrimoniale del beneficiario. In parole povere una persona ricca è giusto che paghi di più di una persona povera.

Ma come si fa a valutare e verificare la ricchezza di una persona anziana che chiede di accedere a un servizio sociale o socio-sanitario? Lo strumento di misura ancora oggi attualmente in vigore dal punto di normativo è l’I.S.E.E. (Indicatore della Situazione Economica Equivalente).

tutto l’articolo qui La compartecipazione al costo dei servizi socio-sanitari – a che punto siamo… | Muoversi Insieme.

schema d’intesa che fissa i requisiti in base ai quali le Regioni dovranno rivedere, entro il mese di giugno 2013, le regole per stabilire quali strutture sanitarie e socio sanitarie pubbliche e private potranno entrare a pieno titolo nel servizio sanitario pubblico


Governo e Parlamento
Anteprima. In Stato Regioni i nuovi criteri per l’accreditamento sanitario 
05 NOV - Alla Stato Regioni lo schema d’intesa che fissa i requisiti in base ai quali le Regioni dovranno rivedere, entro il mese di giugno 2013, le regole per stabilire quali strutture sanitarie e socio sanitarie pubbliche e private potranno entrare a pieno titolo nel servizio sanitario pubblico.

Il testo del provvedimento

Leggi…

Ambito distrettuale di Varese in rete


L’Ambito distrettuale di Varese è in rete. E’ stato attivato infatti – realizzato dall’Amministrazione Comunale – il nuovo sito internet istituzionale, consultabile all’indirizzo http://www.ambitodistrettualevarese.it/

Il sito intende essere un riferimento per tutti coloro che vogliano essere informati sulle attività e sulle opportunità offerte all’interno dell’attuazione del Piano di Zona – ex Legge 328/2000.

DA    Ambito distrettuale di Varese in rete.

esempio di ACCREDITAMENTO ISTITUZIONALE DELLA CASA DI RIPOSO PER ANZIANI AUTOSUFFICIENTI D(CDR) ISTITUTI DI SOGGIORNO “SAN GREGORIO” VALDOBBIADENE.


AZIENDA UNITÀ LOCALE SOCIO – SANITARIA N. 8 – Azienda ULSS 8
Direttore dei Servizi Sociali.

ACCREDITAMENTO ISTITUZIONALE DELLA CASA DI RIPOSO PER ANZIANI. AUTOSUFFICIENTI D(CDR) ISTITUTI …
<http://www.ulssasolo.ven.it/index.php/content/download/26588/165476/version/1/file/0_DELIBERA.PDF>