progetto accreditamento sperimentale trasporto sociale e servizi domiciliari | Azienda Sociale Cremona


PROGETTO ACCREDITAMENTO SPERIMENTALE TRASPORTO SOCIALE E SERVIZI DOMICILIARI

Cremona, 08.04.2013

PER GLI ENTI LOCALI AMBITO DISTRETTUALE DI CREMONA

Il Piano di Zona 2012 – 2014, approvato dall’Assemblea dei Sindaci nella seduta del 29 marzo 2012, unitamente all’accordo di programma per la sua attuazione, prevedeva, tra gli obiettivi, la definizione delle procedure per l’accreditamento sperimentale del trasporto sociale.

In particolare si considerava necessaria una fattiva collaborazione con il Centro di Informazioni e Servizi per il Volontariato sia in una prospettiva di conoscenza delle realtà presenti che di informazione – formazione.

Sulla base di queste indicazioni, il Consiglio di Amministrazione ha provveduto all’approvazione di una prima traccia di lavoro, allegata alla presente, ed alla definizione dell’attività di ricognizione della situazione presente in ogni singolo Comune dell’Ambito, in collaborazione con il CISVOL.

Il CISVOL curerà la rilevazione dell’associazionismo e del volontariato, mentre l’Azienda curerà la rilevazione relativa ai Comuni, da attuarsi concordemente entro il prossimo 31 maggio 2013.

Questo premesso, si chiede la collaborazione dei Comuni nella compilazione della scheda allegata, da restituire entro la data indicata.

Nel ringraziare per la collaborazione, si coglie l’occasione per porgere i migliori saluti.

IL DIRETTORE GENERALE

Ettore Vittorio Uccellini

Scheda rilevazione Comuni.pdf

da   progetto accreditamento sperimentale trasporto sociale e servizi domiciliari | Azienda Sociale Cremona.

schema d’intesa che fissa i requisiti in base ai quali le Regioni dovranno rivedere, entro il mese di giugno 2013, le regole per stabilire quali strutture sanitarie e socio sanitarie pubbliche e private potranno entrare a pieno titolo nel servizio sanitario pubblico


Governo e Parlamento
Anteprima. In Stato Regioni i nuovi criteri per l’accreditamento sanitario 
05 NOV - Alla Stato Regioni lo schema d’intesa che fissa i requisiti in base ai quali le Regioni dovranno rivedere, entro il mese di giugno 2013, le regole per stabilire quali strutture sanitarie e socio sanitarie pubbliche e private potranno entrare a pieno titolo nel servizio sanitario pubblico.

Il testo del provvedimento

Leggi…

esempio di ACCREDITAMENTO ISTITUZIONALE DELLA CASA DI RIPOSO PER ANZIANI AUTOSUFFICIENTI D(CDR) ISTITUTI DI SOGGIORNO “SAN GREGORIO” VALDOBBIADENE.


AZIENDA UNITÀ LOCALE SOCIO – SANITARIA N. 8 – Azienda ULSS 8
Direttore dei Servizi Sociali.

ACCREDITAMENTO ISTITUZIONALE DELLA CASA DI RIPOSO PER ANZIANI. AUTOSUFFICIENTI D(CDR) ISTITUTI …
<http://www.ulssasolo.ven.it/index.php/content/download/26588/165476/version/1/file/0_DELIBERA.PDF>

L’impresa sociale al tempo dell’accreditamento: tra accountability dei servizi pubblici ed innovazione sociale – di Claudio Travaglini, in AMS Acta – AlmaDL Università di Bologna, 2012


L’impresa sociale al tempo dell’accreditamento: tra accountability dei servizi pubblici ed innovazione sociale

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Comune di Como – Servizi Sociali- “Bando, disciplinare di servizio e domanda di accreditamento dei fornitori di servizi per Ufficio di Coordinamento del piano di Zona, periodo 2012-14”.


Comune di Como – Servizi Sociali- “Bando, disciplinare di servizio e domanda di accreditamento dei fornitori di servizi per Ufficio di Coordinamento del piano di Zona, periodo 2012-14”.

vai a  Bandi di Gara – Comune di Como – Servizi Sociali- “Bando,….

Servizio sociale dei Comuni – Ambito distrettuale Basso Isontino. Albo dei soggetti accreditati a svolgere il servizio di assistenza domiciliare nei Comuni


Servizio sociale dei Comuni – Ambito distrettuale Basso Isontino.

Albo dei soggetti accreditati a svolgere il servizio di assistenza domiciliare nei Comuni …
<http://www.serviziosociale.bassoisontino.it/cm/ambienti/servizio_sociale/unica/allegati/struttura_portale/20124171413310.doc20120417142827.pdf>

Regione Veneto, ULSS 21 di Legnago, REGOLAMENTO PER IL RILASCIO dell’autorizzazione e accreditamento delle strutture socio-sanitarie e sociali


Regione Veneto, ULSS 21 di Legnago, REGOLAMENTO PER IL RILASCIO dell’autorizzazione e accreditamento delle strutture socio-sanitarie e sociali

la Regione Lombardia vara il “Fattore Famiglia”. Si tratta di un indicatore per le politiche sociali, che non solo tiene conto delle situazioni reddituali e patrimoniali, ma contempla anche a pieno titolo il numero di figli e i carichi di cura


la Lombardia vara il Fattore Famiglia. Si tratta di un indicatore per le politiche sociali, che non solo tiene conto delle situazioni reddituali e patrimoniali, ma contempla anche a pieno titolo il numero di figli e i carichi di cura, ad esempio la presenza nel nucleo familiare di anziani non autosufficienti o di disabili.

Il Fattore Famiglia sarà ora sperimentato per un anno in alcuni Comuni del territorio lombardo. A livello regionale ha già trovato applicazione per quanto riguarda la Dote scuola 2012-2013, misura che interessa un terzo degli studenti lombardi (circa 300.000) con uno stanziamento di 81 milioni e che, con i nuovi parametri applicati, darà diritto alla Dote a 8.000 famiglie in più dello scorso anno.

SPERIMENTAZIONE – Parte ora un periodo di sperimentazione su tutte le unità d’offerta sociali e socio sanitarie “che consenta di valutare – ha aggiunto Boscagli -, con grande attenzione, l’appropriatezza degli indicatori individuati, l’impatto sulle famiglie lombarde e la sua sostenibilità”. Solo dopo questa fase, i cui risultati saranno resi noti e valutati dal Consiglio regionale, la Giunta regionale sarà investita del compito di definire i criteri attuativi. “L’eredità del paradigma ‘tutto a tutti’ e in maniera indifferenziata – ha notato ancora Boscagli – ha consegnato una situazione divenuta insostenibile e profondamente iniqua. Molti cittadini in stato di bisogno sono oggi fuori dal sistema di assistenza e solo grazie al sistema di protezione familiare possono ricevere assistenza quotidiana senza gravare sulle risorse pubbliche”.

RISPETTO DEI LEA – La misura lombarda non tocca in nulla i Livelli essenziali di assistenza (Lea), che sono di competenza nazionale. In altri termini, il provvedimento lombardo non si colloca minimamente in contrasto con la disciplina nazionale dei Lea e la sua legittimità è supportata sia dalla giurisprudenza costituzionale sia dal recente parere della Corte dei Conti sul nostro sistema socio-sanitario. I principi cardine della legge regionale sul Fattore Famiglia si collocano, infatti, nel pieno rispetto dei Livelli essenziali di assistenza e sono volti a riconoscere un ruolo centrale alla famiglia, commisurando lo strumento di valutazione della situazione economica agli effettivi carichi di cura e sono diretti a garantire il rispetto del principio di uguaglianza sostanziale attraverso l’aumento dell’offerta dei servizi su base regionale.

CARICHI DI CURA – Il Fattore Famiglia lombardo, declinato nella scala di equivalenza con i correttivi riguardanti i carichi di cura, diventa quindi lo strumento attraverso cui Regione, Province e Comuni determineranno, ciascuno nel rispetto delle rispettive competenze, il valore dei voucher sociali e sociosanitari, gli altri benefici economici e la compartecipazione economica ai costi delle prestazioni sociosanitarie e sociali. Per esempio la retta di una casa di riposo potrà essere rimodulata e differenziata appunto in base al Fattore Famiglia, favorendo ulteriormente i nuclei con maggiori carichi.

da Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale :: Politiche sociali, debutta il fattore famiglia

Il ‘Fattore famiglia’ lombardo e’ diventato legge in nottata, ma il provvedimento licenziato dal Consiglio regionale parla di compartecipazione al costo delle prestazioni sociali e di quota a valenza sociale delle prestazioni sociosanitarie. Sparisce dunque il riferimento ai Lea (Livelli essenziali di assistenza). Il Consiglio regionale ha approvato il provvedimento che introduce modifiche alle normative regionali sulla Rete dei servizi alla persona al termine di una seduta fiume che si e’ conclusa con la votazione finale della legge 40 minuti dopo la mezzanotte, grazie alla proroga di un’ora decisa dal presidente del Consiglio regionale Davide Boni (Lega Nord). Una scelta che e’ stata contestata dai gruppi di minoranza che hanno abbandonato l’Aula ritenendo non valida la prosecuzione della seduta oltre il termine delle 24, riporta una nota della Regione.

La legge sul Fattore famiglia ha comunque incassato 42 voti a favore espressi dai consiglieri di Lega Nord e Pdl. L’approvazione non e’ stata senza polemiche. Il capogruppo del Pd Luca Gaffuri, a nome dell’intera opposizione, ha annunciato “l’intento di chiedere nelle sedi competenti l’impugnazione di questa legge”. Con l’introduzione del Fattore famiglia lombardo, per la prima volta nel calcolo delle tariffe dei servizi sociali viene preso in considerazione il carico familiare attraverso la definizione di ‘scale di equivalenza’ che garantiscono e tutelano le famiglie numerose, le famiglie con figli minori, la presenza di persone disabili o non autosufficienti.

Per il primo anno questo nuovo sistema sara’ applicato in via sperimentale in un numero limitato di Comuni. Nel testo del provvedimento si sottolinea che la quota di compartecipazione al costo delle prestazioni sociali e la quota a valenza sociale delle prestazioni sociosanitarie sono stabilite dai Comuni sulla base del reddito e del patrimonio del nucleo familiare. Tra i criteri considerati: la valutazione, nel nucleo familiare, della presenza di occupati sospesi, cassa integrati o disoccupati iscritti in liste di mobilita’ e la definizione di scale di equivalenza che tengano conto della presenza di figli (inclusi i nascituri e i minori in affido), di persone con disabilita’, di anziani non autosufficienti, di un solo genitore convivente.

Il testo, che modifica anche il calcolo dell’Isee, ha suscitato le critiche veementi delle opposizioni, che non lo hanno votato, nonché di Cgil e Anci.
Per quanto riguarda i servizi socio-sanitari, la modifica arriva con un emendamento che prevede che “nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza, la determinazione degli oneri per le prestazioni sociosanitarie, erogate dalle unità d’offerta sociosanitarie a carico del fondo sanitario, è stabilita per tipologia di unità d’offerta sulla base dello standard regionale di accreditamento, delle condizioni di salute della persona assistita e dei criteri di cui all’art. 8 comma 2”.
Ma secondo il gruppo consiliare del Pd, proprio il riferimento a questo comma dell’art. 8 vanifica di fatto il rispetto dei lea. Nel comma della nuova legge regionale in questione si stabilisce infatti che la quota di compartecipazione al costo delle prestazioni sociali e sociosanitarie sia stabilita in base ai criteri di valutazione del reddito e del patrimonio del nucleo familiare, del patrimonio mobiliare e immobiliare, oltre al carico familiare e il livello di assistenza richiesto. Il che significherebbe che, per la parte di prestazioni sanitarie erogate dall’area socio-assistenziale, dunque coperte dall’assessorato alla Famiglia, scatta la compartecipazione del cittadino in base al reddito, e non più solo in base alla gravità della sua situazione, come era previsto fino a oggi.
Duro il commento dell’opposizione. “Una regione che dichiara di avere i conti della sanità in pareggio chiede per prima nel Paese una compartecipazione delle famiglie e dei cittadini alla spesa sanitaria e proprio in un momento di crisi come questo – ha spiegato il consigliere Carlo Borghetti del Pd – di fatto si sancisce il principio che i lombardi pagheranno anche le prestazioni sanitarie che dovrebbero essere garantite universalmente con i lea. Un simile provvedimento regionale presenta diversi aspetti di illegittimità andando a interferire con competenze esclusive dello Stato”.
Di parere contrario l’assessore alla Famiglia, Giulio Boscagli, secondo cui “non vengono toccati i lea, che sono di competenza nazionale. Il provvedimento lombardo non si colloca minimamente in contrasto con la disciplina nazionale dei lea”. La legge prevede una sperimentazione di un anno su tutte le unità d’offerta sociali e socio sanitarie, “che sarà però attuata solo in 15 comuni lombardi – chiosa Borghetti – mentre per tutti gli altri 1500 comuni si dovrà attendere un anno prima dell’applicazione di nuovi criteri. E’ la prima volta che si approva una legge prima di conoscere gli esiti di una sperimentazione concepita per definirne i contenuti”.
Altra novità del provvedimento riguarda le Asp lombarde e la nomina dei loro vertici. Per le Asp di primo livello, quelle più grandi (7 su 13), tra cui anche il Pio Albergo Trivulzio, si prevede che il direttore generale, oggi nominato all’interno della struttura, sia invece indicato dalla Regione d’intesa con il Comune. Inoltre, spiega Gianantonio Girelli, responsabile Sanità Pd lombardo, “alla scadenza del mandato i cda saranno sostituiti da un consiglio di indirizzo, con poteri fortemente ridotti. Il potere gestionale passerà nelle mani del direttore generale e ci sarà un accentramento nelle mani della Regione di un patrimonio legato invece ai territori. Per le Asp di secondo livello rimane invece tutto invariato”.

Regione Umbria: Approvate le linee indirizzo dei servizi sociali


4 gli assi lungo i quali si muoverà la politica regionale: il rafforzamento della struttura regionale e della rete dei servizi territoriali, la programmazione territoriale e la gestione associata, le politiche e gli interventi prioritari per le persone e le famiglie, la regolazione del sistema. Indispensabile anche l’attivazione del Sistema Informativo Sociale (SISO) per rilevare i bisogni dei cittadini e, tramite la raccolta dei dati e la loro successiva elaborazione e condivisione, si permetterà a livello territoriale di programmare gli interventi in base ai bisogni dei cittadini, verificando che i servizi erogati siano adeguati alle richieste degli utenti.

Relativamente alla programmazione e alla qualificazione della spesa Casciari evidenzia che “con il Piano Sociale regionale si è messo in campo in Umbria uno strumento che consente alle 12 Zone sociali di avere un unico comune denominatore attraverso i rispettivi Piani di Zona. A livello territoriale il ‘PdZ’ è l’occasione per le comunità di analizzare, valutare e programmare alla luce dei bisogni dei cittadini, coniugando così la  programmazione regionale con quella locale”.

Le politiche per le persone e le famiglie affrontano come prioritarie alcune linee di intervento per le quali si provvederà ad emanare successivi atti di indirizzo relativi ad  azioni per le  persone disabili e anziani non autosufficienti, per l’infanzia e le giovani generazioni e misure e servizi a sostegno delle famiglie a forte disagio economico e sociale o a rischio di impoverimento.

Particolarmente delicata è la regolazione del sistema dei servizi e degli interventi sociali sia dal punto di vista della domanda che dell’offerta: “Si punta – ha detto Casciari – alla realizzazione di un modello che assegni al pubblico un ruolo fondamentale di responsabilità in cui l’ente locale operi come coordinatore, regolatore dei servizi esternalizzati ma che chiede al terzo settore la qualità del servizio, la ricerca di efficienza, la capacità di mantenere vive quelle reti tra gli utenti capaci di generare quel capitale sociale e relazionale che ha caratterizzato il tessuto sociale umbro”.

In proposito  la vicepresidente ha precisato: “L’appalto concorso, che rappresenta lo strumento principale nell’affidamento dei servizi, appare non sempre adeguato a coprire servizi legati all’assistenza alla persona. Per tale ragione, il Piano Sociale  introduce altri strumenti di affidamento dei servizi, salvaguardando i principi di trasparenza, concorrenza e uguaglianza nelle possibilità di accesso dei fornitori privati all’affidamento dei servizi, possibilità di scelta o di compartecipazione alla scelta da parte degli utenti e delle loro famiglie, dando spazio agli strumenti della concessione, nella particolare forma dell’accreditamento e della co-progettazione”.

vai a: Approvate le linee indirizzo dei servizi sociali – Regione Umbria.

BANDO PER ACCREDITAMENTO SOGGETTI DEL TERZO SETTORE, Comune di Marano (NA), Ambito territoriale


BANDO PER ACCREDITAMENTO SOGGETTI DEL TERZO …
Archivio Bandi e Gare arrow BANDO PER ACCREDITAMENTO SOGGETTI DEL TERZO
SETTORE AMBITO N 2 DEI SERVIZI SOCIALI, TERMINI RIAPERTI …
<http://www.comunemarano.na.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3133&Itemid=175>

PATTO DI ACCREDITAMENTO CASALE LITTA
documento “requisiti generali per l’accreditamento dei soggetti
produttori di servizi e prestazioni sociali”, approvato dalla Giunta
Comunale in data 30.11. 2011. …
<http://www.comune.casalelitta.va.it/cgi-bin/2011/documenti%20uffici%20online/sociale/PATTO%20DI%20ACCREDITAMENTO%20CASALE%20LITTA.pdf>

 

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Sistemi di accreditamento in ambito sociale di Wanda Pinna Nossai – in Sociale e Salute


 

L’istituto dell’accreditamento nel contesto sociale è stato introdotto con la legge quadro 328 del 2000 sulla falsariga di ciò che, alcuni anni prima, era stato disciplinato nel settore sanitario, ma con una regolamentazione assai più scarsa e carente. 
In campo sociale la normativa prevede sostanzialmente due momenti, l’autorizzazione al funzionamento e l’accreditamento, anche se nessuno dei due processi viene definito e dotato di obiettivi specifici, mentre il terzo momento, relativo alla stipula del contratto o dell’accordo, non viene esplicitato, a differenza di ciò che la normativa prevede in ambito sanitario. 
La suddetta legge attribuisce alle regioni il ruolo di programmazione e definizione dei criteri di rilascio dell’autorizzazione e dell’accreditamento e ai comuni principalmente quello di predisposizione e verifica dei requisiti minimi strutturali ed organizzativi di un servizio o struttura sociale pubblica o privata, non creando alcuna differenziazione tra i soggetti pubblici e privati, in quanto entrambi necessitano dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività comprese le stesse strutture comunali che al contempo rivestirebbero il duplice ruolo di autorizzanti e autorizzatori. 

Definire l’accreditamento secondo il disposto della Legge 328/2000, pertanto, risulta complesso e richiede uno sforzo di carattere interpretativo per arricchire ed eventualmente chiarire alcuni aspetti che non sono definiti dalla normativa nazionale.

….

segue qui:  Sistemi di accreditamento in ambito sociale – Sociale e Salute.

definizione dei criteri minimi di autorizzazione al funzionamento per i servizi sociali per la prima infanzia, preliminare alla richiesta di accreditamento, Distretto sociale est Milano/Pioltello, Rodano, Segrate, Vimodrone


Comune di Torino – Settore Minori, Accreditamento sociale strutture residenziali e semiresidenziali per minori e interventi alternativi. Criteri per gli inserimenti. Aggiornamento rette e corrispettivi. Proroga accordi


Deliberazione della Giunta Comunale n° 02403/019 del 3 maggio 2011 formato pdf, 39 KB
Oggetto: Accreditamento sociale strutture residenziali e semiresidenziali per minori e interventi alternativi. Criteri per gli inserimenti. Aggiornamento rette e corrispettivi. Proroga accordi.

Accreditamento. La proposta Agenas per una maggiore uniformità dei criteri di qualità




18 MAGLe Regioni danno il via libera (in sede tecnica) alla proposta Agenas (vedi testo pubblicato sul sito dell’Agenzia) per dare più uniformità ai criteri per l’accreditamento delle strutture sanitarie. Proposti 7 fattori/criteri per la qualità del servizio: gestione e organizzazione, valutazione delle performance, manutenzione, formazione del personale, partecipazione dei cittadini, efficacia, appropriatezza e sicurezza, ricerca e nuove teconologie.

Accreditamento sociale strutture residenziali e semiresidenziali per minori e interventi alternativi. Criteri per gli inserimenti. Aggiornamento rette e corrispettivi. Proroga accordi, a cura di Comune di Torino Divisione Servizi Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie – Settore Minori


Deliberazione della Giunta Comunale n° 02403/019 del 3 maggio 2011 formato pdf, 39 KB
Oggetto: Accreditamento sociale strutture residenziali e semiresidenziali per minori e interventi alternativi. Criteri per gli inserimenti. Aggiornamento rette e corrispettivi. Proroga accordi.

da: Divisione Servizi Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie – Settore Minori.

Deliberazione di Consiglio comunale Città di Sesto San Giovanni, Accreditamento delle unità d’offerta sociali per la prima infanzia. Approvazione dei requisiti e delle procedure


Regione Lombardia: Le strutture, le associazioni e gli enti iscritti nei registri regionali


Le strutture, le associazioni e gli enti iscritti nei registri regionali

In questa sezione sono riportati gli elenchi delle strutture sociosanitariesociali accreditate, quelli degli enti e delle associazioni iscritte nei registri regionali della direzione generale famiglia e solidarietà sociale suddivisi per aree di intervento.

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    Anziani

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    Disabili

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    Famiglia

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    Dipendenze

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    Minori

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    Servizio Civile

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    Terzo Settore

    da: Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale :: Le strutture, le associazioni e gli enti iscritti nei registri regionali.

    Comune di Milano, AVVISO PUBBLICO PER L’ACCREDITAMENTO DEI SOGGETTI EROGATORI DI SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI RIVOLTI ALLA PRIMA INFANZIA, febbraio 2011


     

    AVVISO PUBBLICO PER L’ACCREDITAMENTO DEI SOGGETTI EROGATORI DI SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI RIVOLTI ALLA PRIMA INFANZIA.Riapertura termini per la presentazione domande per soggetti che organizzano e gestiscono servizi educativi comunali in strutture messe a disposizione dall’Amministrazione o da questa indicate (elenco B).

    Famiglia, scuola e politiche sociali

    Bando di Avvisi


    - Pubblicato sul sito internet il
    21/02/2011
    - Inviato/Pubblicato alla/sulla Gazzetta Ufficiale il
    - Termine di consegna offerte il 16/03/2011

    Oggetto

    Avviso pubblico approvato con Determinazione dirigenziale del Settore Servizi all’Infanzia n. 92 del 18.02.2011 n. PG 128551/2011 in esecuzione della deliberazione di Giunta n.322 dell’11.02.2011.

    Il Comune di Milano intende promuovere una rete di offerta pubblico/privato, attraverso l’accreditamento di offerte multiple, per perseguire obiettivi di qualità ed efficienza negli interventi relativi ai servizi all’infanzia, che soddisfino i bisogni sociali della cittadinanza, creando al contempo un mercato sociale regolato, al quale i cittadini possano rivolgersi esercitando la propria libertà di scelta, con il riconoscimento della Pubblica Amministrazione.

    Oggetto dell’accreditamento
    Oggetto dell’accreditamentoè la formazione di un albo comunale degli operatori accreditati alla gestione di servizi socio-educativi rivolti alla prima infanzia, in particolare delle seguenti unità d’offerta: A – Nidi B – Micronidi C – Centri Prima Infanzia I gestori di unità d’offerta potranno accreditarsi nell’ELENCO Bnel quale figurano soggetti che organizzano e gestiscono servizi educativi comunali in strutture messe disposizione dall’Amministrazione Comunale o da questa indicate. Dette strutture sono raggruppate in macro aree cittadine in relazione alla loro collocazione territoriale. Le macro aree sono quelle indicate nell’Allegato 2 al presente avviso. Le macro aree potranno subire variazioni, nel numero complessivo e nell’entità di ciascuna, in relazioni a sopravvenute esigenze, senza comportare alcuna modifica alle condizioni previste nel presente avviso.

    Soggetti richiedenti l’ammissione agli elenchi sperimentali
    Possono richiedere l’ammissione all’Elenco B, purché in possesso dei requisiti previsti al successivo art. 4, i soggetti (profit e no profit) che operano nel campo socio-assistenziale ed educativo in forma singola o associata. Qualora il soggetto intenda partecipare in forma associata, non potrà presentare domanda di ammissione in più raggruppamenti, pena l’esclusione. E’ fatto divieto ai concorrenti di partecipare in più di un raggruppamento, ovvero di partecipare anche in forma individuale qualora abbia partecipato in altri raggruppamenti.

    Presentazione della documentazione
    Ciascun soggetto richiedente l’accreditamento dovrà presentare domanda scritta (utilizzando esclusivamente gli appositi moduli – Allegato 1 – di richiesta di inserimento nell’ elenco B, Per i soggetti già inseriti nell’Elenco B attualmente in vigore, avendo gli stessi già ottenuto l’accreditamento, viene richiesta esclusivamente la presentazione dell’allegato 1 – sub B, necessario ai fini della valutazione della proposta tecnica
    Gli atti e la modulistica di gara potranno essere ritirati gratuitamente presso INFOPOINT – L.go Treves, 1 – piano terreno – Milano, tel. 0288463000, orari 8.30 – 12 e 14 – 15 nonché visionati e scaricati all’indirizzo internet: http://www.comune.milano.it. – sezione “Avvisi”.
    Il plico contenente la documentazione/dichiarazioni richieste deve essere chiuso e sigillato, e pervenire all’Ufficio Protocollo della Direzione Centrale Famiglia, Scuola e Politiche Sociali – L.go Treves, 1 – Milano – piano terreno , tel. 0288453360, dalle ore 8,30 alle ore 12,00 e dalle ore 13,45 alle ore 15,15 di tutti i giorni lavorativi, con esclusione del sabato, entro le ore 12,00 del 16 marzo 2011, a mezzo di servizio postale, Agenzia di recapito autorizzata, oppure mediante consegna a mano.

    Informazioni
    Per informazioni usare il link presente a fondo pagina “Per chiarimenti sul bando clicca qui”. Sarà inoltre presente un Allegato “FAQ” al Bando, dove saranno pubblicate le risposte alle eventuali domande poste più rilevanti.
    Il presente Avviso è pubblicato sul sito del Comune di Milano http://www.comune.milano.it – sezione Bandi;sarà pubblicato sul BURL del 2 marzo 2011 con questi riferimenti: Bollettino n° 9 del 2/3 – serie Avvisi e Concorsi.
    Ai sensi e per gli effetti di cui all’art.4 della Legge n.241 del 7 agosto 1990 si informa che il responsabile del procedimento è il Direttore del Settore Servizi all’Infanzia

    .
    In allegato l’Avviso pubblico integrale:

    ALLEGATO 1 DE_ AVVISO PUBBLICO ACCREDITAMENTO ELENCO B_FEBBRAIO 2011.pdf

    Altri allegati:

    Allegato 2 – Elenco Macroaree cittadine

    ALLEGATO 2 DE_ALLEGATO 2 ELENCO MACROAREE CITTADINE_FEBBRAIO 2011.pdf

    Allegato 3 (in formato .doc e .pdf) – Domanda di accreditamento

    ALLEGATO 3 DE_ALLEGATO 1A DOMANDA DI ACCREDITAMENTO_FEBBRAIO 2011.doc

    ALLEGATO 3 DE_ALLEGATO 1A DOMANDA DI ACCREDITAMENTO_FEBBRAIO 2011.pdf

    Allegato 4 in formato .doc e .pdf – Schema requisiti

    ALLEGATO 4 DE_ALLEGATO 1B SCHEMA REQUISITI SOGGETTIVI PROPOSTA TECNICA_FEBBRAIO 2011.docALLEGATO 4 DE_ALLEGATO 1B SCHEMA REQUISITI SOGGETTIVI PROPOSTA TECNICA_FEBBRAIO 2011.pdf

    Allegato 5 in formato .doc e .pdf -Dichiarazione organizzazioni già accreditate

    ALLEGATO 5 DE_ALLEGATO 3 DICHIARAZIONE ORGANIZZAZIONE GIA' ACCREDITATE_FEBBRAIO 2011.doc

    ALLEGATO 5 DE_ALLEGATO 3 DICHIARAZIONE ORGANIZZAZIONE GIA' ACCREDITATE_FEBBRAIO 2011.pdf


     

    CONSITO M., Accreditamento e Terzo settore, Jovene, 2009., da absus – Laboratorio per la sussidiarietà –


    Accreditamento e Terzo settore
    sabato 05 febbraio 2011 | Emanuela Marcella Impoco
    Nel libro di Manuela M. Consito “Accreditamento e Terzo settore”, l’autrice definisce l’accreditamento istituzionale come l’attività di un’autorità o istituzione con la quale si riconosce il possesso da parte di un soggetto o di un organismo dei c.d. standard di qualificazione, ovvero di prescritti e specifici requisiti, e che si risolve in un’iscrizione in elenco da cui gli assistiti-utenti delle prestazioni possono attingere per l’utilizzazione.
    L’accreditamento qualitativo può essere ricondotto nel quadro di un’iniziativa sociale privata degli individui, singoli o associati, che confluiscono in quell’attività di interesse generale che la Repubblica italiana favorisce, ai sensi dell’art. 118, Cos

    L’accreditamento nasce in ambito ospedaliero come un processo metodologico il cui obiettivo consiste nell’uniformare le fasi di raccolta e valutazione dei dati, nonché quella di reporting.

    Il procedimento di accreditamento si articola nello svolgimento di verifiche preliminari in ordine alla capacità e potenzialità dell’accreditando, verifiche in corso di svolgimento dell’attività e verifiche successive, effettuate nel medio periodo.

    Tali valutazioni vanno poi a confluire in un protocollo allo scopo di diffondere presso gli istituti ospedalieri processi sia terapeutici che di assistenza che abbiano caratteri uniformi di qualità, sottoposti a verifica ad opera di istituzioni spesso non governative.

    Il soggetto accreditante e l’accreditamento qualitativo, dunque, “danno credito” al soggetto portatore del marchio di qualità presso i potenziali beneficiari delle prestazioni, contraddistinguendone l’attività come ottimale nel mercato dei concorrenti.

    E’ la pubblica amministrazione, spiega l’autrice, ad avere il potere di rilasciare il riconoscimento alle strutture autorizzate, pubbliche e private e ai professionisti che ne facciano richiesta, subordinatamente alla loro rispondenza a requisiti ulteriori di qualificazione, alla loro funzionalità rispetto agli indirizzi della programmazione regionale, locale o statale e alla verifica positiva dell’attività svolta e dei risultati raggiunti.

    La richiesta di accreditamento è molto spesso volontaria, ovvero rimessa a valutazioni in termini di opportunità o di potenziali vantaggi conseguiti proprie ed esclusive del richiedente. In tal senso, l’accreditamento qualitativo può essere ricondotto nel quadro di un’iniziativa economica privata, ai sensi dell’art. 41 Cost., ovvero di un’iniziativa sociale privata degli individui, singoli o associati, che confluiscono in quell’attività di interesse generale che la Repubblica italiana favorisce, ai sensi dell’art. 118, co. IV, Cost.

    L’accreditamento può essere configurato dall’ordinamento sia come concessione, cioè fonte istitutiva di diritti, sia come autorizzazione, cioè atto idoneo a liberare il titolare di un diritto dai vincoli ed obblighi previsti dall’ordinamento per svolgere una determinata attività. L’autorizzazione consente così la realizzazione di strutture e l’esercizio delle connesse attività, operando come rimozione di un limite al pieno esercizio di una facoltà giuridica in capo all’interessato. In virtù del principio di sussidiarietà, poi, le autonomie territoriali svolgono le loro funzioni anche attraverso le attività che possono essere adeguatamente esercitate dall’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, dal quale deriva un impegno delle istituzioni pubbliche di organizzarsi ed esercitare le funzioni di cui sono titolari in modo da favorire la partecipazione degli amministrati.

    La sussidiarietà, infatti, nella sua piena accezione, corrisponde alla riduzione del ruolo pubblico nei limiti in cui il servizio o l’attività possano essere assicurati dai soggetti privati in modo efficiente e secondo gli interessi di pubblica utilità prefissati dallo stesso potere pubblico. Per l’Autrice la sussidiarietà si esprime in un ruolo di preminenza dei cittadini, singoli e associati, cui deve conseguire un generalizzato arretramento dell’organizzazione pubblica. Allo Stato così spetta la funzione di sostenere le decisioni che riguardano gli interessi delle società autonome e non anche di imporle o consentirle. La sussidiarietà viene così intesa come ampliamento degli strumenti utilizzabili dalla Repubblica per la realizzazione dell’eguaglianza sostanziale.

    L’elemento di unione tra i cittadini e la pubblica amministrazione diviene l’interesse generale: interesse che può essere perseguito direttamente dai poteri pubblici oppure dai cittadini, ove dai primi sostenuti. In ciò, secondo l’autrice, si esprimerebbe il rapporto sussidiario nel senso più letterale del termine, poiché inteso come rapporto di reciproca collaborazione e aiuto per il raggiungimento di un obiettivo comune, da cui deriva la creazione di un sistema reticolare i cui componenti agiscono secondo un paradigma non più bipolare ma pluralista e paritario.

    Le autonome iniziative dei cittadini sono così intese come uno dei modi di adempimento del dovere inderogabile di solidarietà politica, economica e sociale e del dovere di svolgere un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società, da cui deriva il favore loro riconosciuto dalla Repubblica, in base all’art. 118 u.c. Cost., come l’altra faccia del principio di uguaglianza sostanziale.

    CONSITO M., Accreditamento e Terzo settore, Jovene, 2009.

    ACCREDITAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE (S.A.D.) ALLE PERSONE ANZIANE E DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE ALLE PERSONE CON DISABILITÀ (S.A.D.D.) MEDIANTE VOUCHER SOCIALE | Azienda Sociale Cremona


    Prot. n. 514/2011 Cremona, 31 gennaio 2011

     

    IL DIRETTORE GENERALE

    in esecuzione della deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 2011.II.13 del 26 gennaio 2011

    rende noto

    che è indetta procedura per l’accreditamento del Servizio di Assistenza Domiciliare (S.A.D.) alle persone anziane e del Servizio di Assistenza Domiciliare alle persone con Disabilità (S.A.D.D.).

    L’Azienda Sociale del Cremonese, Ente capofila per l’attuazione del Piano di Zona dell’Ambito Distrettuale di Cremona, con deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 2011.II.13 del 26 gennaio 2011,  ha disposto, in  attuazione dell’art. 6, lettera c) e dell’art. 11 della Legge 328/2000 recante “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” e del Piano Sociale di Zona 2009-2011, l’accreditamento del Servizio di Assistenza Domiciliare (S.A.D.) alle persone anziane e del Servizio di Assistenza Domiciliare alle persone con Disabilità (S.A.D.D.), finalizzato ad implementare un sistema di qualità sociale territoriale per i servizi a favore delle persone anziane e delle persone con disabilità e delle loro famiglie.

    Tale sistema di qualità sociale prevederà l’opportunità per ognuno dei Comuni componenti il Distretto di  erogare alle famiglie residenti nel territorio distrettuale  titoli sociali valevoli per l’acquisto dei servizi considerati.

    Contestualmente ha approvato i requisiti di qualità, efficacia, efficienza e flessibilità, rispondenti ai bisogni territoriali, come di seguito espressi.

     

    I soggetti erogatori faranno richiesta di accreditamento presso l’Azienda Sociale del Cremonese, quale Capofila dell’Ambito Distrettuale di Cremona.

    La procedura di accreditamento prende avvio dalla data di presentazione della domanda, redatta su apposito modulo e corredata dalla documentazione richiesta, e si conclude con il provvedimento di iscrizione all’Albo dei soggetti accreditati.

    I soggetti pubblici e privati, profit e non profit, in possesso dei requisiti richiesti, possono presentare domanda di accreditamento, a partire dal 31 gennaio 2011 e sino alle ore 12 del giorno 18 febbraio 2011 , indirizzandola in busta chiusa e in bollo, fatte salve le esenzioni di legge, a “Azienda Sociale del Cremonese” e presentandola presso il Protocollo dell’Azienda Sociale del Cremonese, a mezzo raccomandata postale o tramite consegna a mano (orari di apertura: dal lunedì al venerdì, dalle ore 8,30 alle ore 12.00), con l’indicazione a retro della organizzazione mittente, e recante ad oggetto “Istanza di accreditamento S.A.D.”,  secondo le modalità di seguito precisate.

    Il termine del 18 febbraio 2011 deve intendersi termine perentorio anche per le istanze che perverranno tramite posta.

     

    Si invita a scaricare tutti i documenti allegati alla presente comunicazione.

     

    IL DIRETTORE GENERALE

    Ettore Vittorio Uccellini


    da: ACCREDITAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE (S.A.D.) ALLE PERSONE ANZIANE E DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE ALLE PERSONE CON DISABILITÀ (S.A.D.D.) MEDIANTE VOUCHER SOCIALE | Azienda Sociale Cremona.

    Giuliana Carabelli, L’accreditamento dei servizi sociosanitari e sociali in Lombardia, in IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE Continuità, riassestamenti, prospettive A cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini Franco Angeli, 2010, p. 256


    L’accreditamento dei servizi sociosanitari e sociali in Lombardia

    di Giuliana Carabelli

    • Concetto di accreditamento: origini, contesto, trasmigrazioni
    • Introduzione e cammino dell’accreditamento in Italia
    • Accreditamento dei servizi sociosanitari in Lombardia
    • Accreditamento dei servizi sociali tra competizione e partnership

    in:

    IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE

    Continuità, riassestamenti, prospettive

    A cura di Giuliana CarabelliCarla Facchini

    Franco Angeli, 2010, p. 256

    da: IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE. Continuità, riassestamenti, prospettive, a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Franco Angeli, 2010 « Politica dei servizi sociali: ricerche in rete

    Comune di Rimini: accreditamento di servizi sociali


    Concessione dell’Accreditamento Transitorio ai sensi della Deliberazione di Giunta Regionale n. 514/2009 a favore dell’ASP Casa Valloni e della Cooperativa Sociale Elleuno S.C.S.  per  il  servizio Casa-Residenza per  anziani  non autosufficienti  da svolgersi presso la struttura Casa Valloni

    vai a: http://www.comune.rimini.it/binary/comune_rimini/accreditamento/DETERMINA_2041_2010Struttura1.1293788383.pdf

    IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE. Continuità, riassestamenti, prospettive, a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Franco Angeli, 2010


    IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE

    Continuità, riassestamenti, prospettive

    A cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini

    Franco Angeli, 2010, p. 256

    Introduzione, di Giuliana Carabelli e Carla Facchini

    • Il crescente rilievo delle politiche regionali
    • Specificità della Lombardia
    • Momenti della costruzione del modello lombardo
    • I diversi sguardi disciplinari
    • La struttura di contenuto del volume
    • I possibili effetti di questa ricerca sulla formazione universitaria

    Parte prima: La legge nel suo contesto

    1. Il cambiamento della morfologia sociale come matrice di nuovi rischi. Il caso Lombardia

    di Carla Facchini e Enzo Mingione

    • le trasformazioni del sistema occupazionale: flessibilizzazione del lavoro e aumento dell’occupazione femminile
    • l’impatto dell’immigrazione dai paesi meno sviluppati
    • i mutamenti demografici e il processo di invecchiamento
    • le trasformazioni delle tipologie familiari e l’incremento degli anziani soli
    • la pluralizzazione dei contesti familiari e le ripercussioni sui minori

    2.  Quasi-mercato e sussidiarietà come pilastri del modello lombardo di welfare

    di Lavinia Bifulco

    • Cronistoria
    • I quasi-mercati
    • Sussidiarietà
    • Lavori in corso: a ridosso della riforma
    • Voucher: quale libertà?
    • La programmazione: quale integrazione?
    • Il modello di governante

    3. La disciplina dei servizi  sociali nella Regione Lombardia

    di Lidianna   Degrassi e Raffaele Mozzanica

    • Da una “legge regionale di sistema” (LR 1/86) a una “legge regionale di rete” (LR 3/2008)
    • Finalità e principi
    • Assetto istituzionale e organizzativo
    • Governo della rete: gli ambiti sociale e sociosanitario
    • Assetto finanziario

    4. Profili costituzionali dell’accesso ai diritti sociali nella legge regionale lombarda 3/2008

      di Paolo Bonetti

      • Servizi sociosanitari e servizi sociali e principi costituzionali di solidarietà e di eguaglianza
      • Potestà legislativa regionale sui servizi sociali e potestà legislativa statale sui livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti sociali
      • Diverse nozioni di livelli essenziali delle prestazioni concernenti l’assistenza sociale
      • Organizzazione e svolgimento delle funzioni amministrative concernenti i servizi sociali: potestà regolamentare regionale e locale e sussidiarietà orizzontale
      • Rapporti tra la legge 328/2000 e la legge regionale 3/2008
      • Limiti derivanti dalle norme comunitarie e statali in materia di condizione giuridica degli stranieri
      • La LR 3/2008 di fronte allo statuto regionale della Lombardia e i provvedimenti attuativi della legge
      • Diritti delle “persone che accedono alla rete” delle unità di offerta sociali e sociosanitarie
      • Bisogni da soddisfare prioritariamente

      Parte seconda: Attori e processi

      5.  La partecipazione alle politiche sociali in Lombardia: arene deliberative e processi di coordinamento

      di Tommaso Vitale

      • Società civile e costruzione del consenso in un governo monocratico
      • Terzo settore e competenze critiche
      • Implementazione della legge fra partecipazione e conflitto
      • Debolezze delle arene deliberative a livello locale

      6. Governo della rete o governo delle reti? Il nodo irrisolto dell’integrazione

      di Paolo Ferrario

      • Integrazione e reti
      • Il sistema dell’integrazione sociosanitaria: processi istituzionali
      • Il “modello lombardo” dei servizi sanitari e sociosanitari
      • Il governo delle tre reti

      7.  L’accreditamento dei servizi sociosanitari e sociali in Lombardia

      di Giuliana Carabelli

      • Concetto di accreditamento: origini, contesto, trasmigrazioni
      • Introduzione e cammino dell’accreditamento in Italia
      • Accreditamento dei servizi sociosanitari in Lombardia
      • Accreditamento dei servizi sociali tra competizione e partnership

      8.  Il segretariato sociale tra organizzazione e professione

      di Chiara Previdi e Paolo Rossi

      • Segretariato sociale tra informazione e comunicazione
      • Evoluzione organizzativa e professionale
      • Segretariato sociale nel sistema dei servizi: ruolo e potenzialità
      • Dall’accesso alla presa in carico: tre livelli istituzionali
      • Implementazione interistituzionale del segretariato sociale come elemento di innovazione
      • Segretariato sociale, reti e inclusione sociale

      Parte terza: Le professioni sociali a confronto con la legge

      9. L’assistente sociale

      di Anna Maria Campanini

      10. L’educatore professionale

      di Sergio Tramma

      11. Lo psicologo

      di Luca Vecchio

      12. La dirigenza

      di Maria Cacioppo e Mara Tognetti

      Appendice.

      I provvedimenti   attuativi della legge regionale n. 3/2008

      Bibliografia di riferimento

      Autori

      Seminario per conoscere le opportunità dell’accreditamento sociale, Viareggio


      La cooperativa C.RE.A organizza per mercoledì 24 novembre dalle ore 16:00 alle ore 18:00 un seminario gratuito di informazione sulla recente legge sull’accreditamento sociale, emanata dalla Regione Toscana. Lo scopo del seminario è duplice: da una parte chiarire gli adempimenti e i contenuti necessari per l’accreditamento, dall’altra mettere in luce le opportunità di miglioramento che il percorso offre alle organizzazioni.

      Il seminario si terrà a Viareggio presso il Capannone, in via Virgilio n.222, e si aprirà con i saluti di Giovanna Fontanesi, responsabile dell’unità funzionale delle strutture di Assistenza Sociale della AUSL 12 di Viareggio. Seguiranno gli interventi Il percorso verso laccreditamento: scenari e metodologia di approccio di Fabio Lenzi e Il Piano di Adeguamento: riflessioni per una proposta operativa a cura di Emanuele Gambini, entrambi esperti dell’agenzia IRIS che offre consulenza alle organizzazioni che sviluppano servizi alla persona.

      Dopo i due interventi è previsto un dibattito in cui sarà possibile confrontare le diverse esperienze e approfondire le questioni più complesse.

      «L’idea del seminario afferma la presidente di C.RE.A, Vera Caruso - è nata durante il percorso verso l’accreditamento intrapreso dalla cooperativa, percorso che sta coinvolgendo non solo la direzione, ma tutti i vari livelli di C.RE.A. Abbiamo voluto farci promotori di questo processo con gli altri operatori del sociale continua Caruso -, convinti che questo rappresenti unoccasione di miglioramento dei servizi e che ci siano delle opportunità che è necessario cogliere».

      La partecipazione al seminario è aperta e gratuita. E gradita una preventiva iscrizione da inviare a mail@irisonline.it indicando nome, indirizzo e-mail e numero di telefono.

      Accreditamento sociale


      Cosa si intende esattamente per «accreditamento sociale»?

      «Si tratta di un sistema volto ad accertare il livello qualitativo delle attività di cooperative sociali, associazioni di volontariato e strutture private, affinchè gli enti pubblici che vi fanno ricorso per erogare servizi sanitari e assistenziali abbiano la sicurezza di poter contare su partner qualificati. L’accreditamento assume particolare rilievo nelle gare di appalto: i soggetti che intendano stilare o rinnovare delle convenzioni devono soddisfare infatti una serie di requisiti, dimostrando un’adeguata capacità gestionale, pena l’esclusione dalle gare».

      via Toscana Oggi.

      Mi sto preparando per la discussione della mia Tesi sull’Autorizzazione e l’Accreditamento dei servizi educativi …


      Gentile Dottor Ferrario,
      Giunta ormai al termine del mio percorso accademico, mi premeva ringraziarla per la disponibilità che mi ha dimostrato durante il mio percorso di tesi, e approfittando ancora una volta della sua gentilezza e disponibilità, vorrei avere una sua ultima opinione.
      Mi sto preparando per la discussione della mia Tesi  sull’Autorizzazione e l’Accreditamento dei servizi educativi, nella quale ho fatto un confronto tra le normative di (segue elenco di regioni). Mi chiedevo secondo lei quali criticità e quali ambiguità presenta il sistema dell’accreditamento così com’è allo stato attuale. La ringrazio molto per la pazienza e la disponibilità.
      Le allego anche le pagine dei ringraziamenti della mia tesi, visto che mi sono sentita di dedicare alcune righe di riconoscenza anche a lei.
      Ringraziando ancora una volta,
      porgo cordiali saluti
      gentile …

      spero di non essere in ritardo nella risposta. mi scuso per il ritardo, ma ho accumulato troppe scadenze
      vado per punti:
      - il sistema amministrativo dell’accreditamento è parte integrante delle politiche pubbliche e si connette alla sempre più crescente integrazione fra mercato e stato
      - esso è stato applicato prima al settore sanitario. questi tipi di servizi si prestano di più ad essere accreditati: molti di essi sono standardizzabili, i costi sono definibili con più precisione, c’è consenso sul valore della medicina, l’autorevolezza della sanità è sostenuta dalla comunicazione pubblica
      - era inevitabile che tali modalità si estendessero anche al settore dei servizi sociali. qui però ci sono più difficoltà: la rete dei comuni è molto più estesa di quella delle asl, le tipologie dei servizi sono estremamente diversificate, ogni regione/comune/associazione di comune ha culture politiche e professionali proprie, i professionisti applicano paradigmi di lavoro molto differenziati. una pura applicazione delle stesse modalità del settore sanitario “nuoce gravemente alla salute” della cultura dei servizi sociali ed educativi
      - ne segue che “standardizzare” ( e le politiche dell’accreditamento vanno in questa direzione) rischia di svalorizzare le differenze, le esperienze positive, le sperimentazioni, l’empowerment locale …
      - occorre dunque accostare alla standardizzazione dei criteri talvolta generici dei regolamenti regionali e locali altri criteri come: la carta dei servizi, la ricerca e condivisione dei fattori di qualità, l’elaborazione di sempre più fini indicatori di qualità. ma soprattutto occorre accompagnare lo sviluppo dei servizi sociali con attività di formazione e supervisione sempre più capaci di lavorare sulla originaria questione dei servizi che si manifesta nello schema bisogni/domanda/offerta che tratto ripetutamente e fino alla nausea nei miei corsi
      in poche righe è questo il contributo che mi sento di dare alla sua domanda.
      sulla carta dei servizi ho recentemente scritto un articolo che si rifà ad un libro collettivo scritto qualche anno fa
      l’articolo è qui:
      e notizie sul libro sono qui:


      pur nella stringatezza spero di averle offerto qualche spunto
      sono tuttavia certo che il suo lavoro di tesi sarà di sicuro il migliore supporto alle sue argomentazioni
      ancora auguri per il suo futuro
      e cordiali saluti
      paolo ferrario

      Accreditamento dei servizi socio-sanitari I criteri e le linee guida per l’accreditamento dei servizi socio-sanitari e sociali, in applicazione delle leggi regionali 2/2003 e 20/2005, Reggio Emilia


      Accreditamento dei servizi socio-sanitari
      I criteri e le linee guida per l’accreditamento dei servizi socio-sanitari
      e sociali, in applicazione delle leggi regionali 2/2003 e 20/2005, …
      <http://www.comune.re.it/retecivica/urp/retecivi.nsf/PESDocumentID/94A3A41B6C960F0EC12577BA002A9415?opendocument&FROM=StrttrdntrvntsclgsttdlCmn1&ES=-1>

      Regione Toscana, Accreditamento delle strutture e dei servizi alla persona del sistema sociale integrato


      Accreditamento delle strutture e dei servizi alla persona del sistema sociale integrato

      Con la presente legge il Consiglio regionale della regione Toscana approva le modifiche alla legge regionale n. 82 del 28 dicembre 2009.
      Le principali novità riguardano le modalità di accreditamento.
      I soggetti attualmente convenzionati, che non sono in possesso della totalità dei requisiti prescritti, ma dimostrano di aver avviato il percorso di accreditamento hanno tempo fino al 31 dicembre per presentare il piano di adeguamento da completare entro i successivi 6 mesi.

      Link >>

      Cesvot – Accreditamento delle strutture e dei servizi alla persona del sistema sociale integrato.