Pubblicato: 15 febbraio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Livelli essenziali di assistenza, LOMBARDIA, Organizzazione dei servizi, Valutazione e Qualità |
la Lombardia vara il Fattore Famiglia. Si tratta di un indicatore per le politiche sociali, che non solo tiene conto delle situazioni reddituali e patrimoniali, ma contempla anche a pieno titolo il numero di figli e i carichi di cura, ad esempio la presenza nel nucleo familiare di anziani non autosufficienti o di disabili.
Il Fattore Famiglia sarà ora sperimentato per un anno in alcuni Comuni del territorio lombardo. A livello regionale ha già trovato applicazione per quanto riguarda la Dote scuola 2012-2013, misura che interessa un terzo degli studenti lombardi (circa 300.000) con uno stanziamento di 81 milioni e che, con i nuovi parametri applicati, darà diritto alla Dote a 8.000 famiglie in più dello scorso anno.
SPERIMENTAZIONE – Parte ora un periodo di sperimentazione su tutte le unità d’offerta sociali e socio sanitarie “che consenta di valutare – ha aggiunto Boscagli -, con grande attenzione, l’appropriatezza degli indicatori individuati, l’impatto sulle famiglie lombarde e la sua sostenibilità”. Solo dopo questa fase, i cui risultati saranno resi noti e valutati dal Consiglio regionale, la Giunta regionale sarà investita del compito di definire i criteri attuativi. “L’eredità del paradigma ‘tutto a tutti’ e in maniera indifferenziata – ha notato ancora Boscagli – ha consegnato una situazione divenuta insostenibile e profondamente iniqua. Molti cittadini in stato di bisogno sono oggi fuori dal sistema di assistenza e solo grazie al sistema di protezione familiare possono ricevere assistenza quotidiana senza gravare sulle risorse pubbliche”.
RISPETTO DEI LEA – La misura lombarda non tocca in nulla i Livelli essenziali di assistenza (Lea), che sono di competenza nazionale. In altri termini, il provvedimento lombardo non si colloca minimamente in contrasto con la disciplina nazionale dei Lea e la sua legittimità è supportata sia dalla giurisprudenza costituzionale sia dal recente parere della Corte dei Conti sul nostro sistema socio-sanitario. I principi cardine della legge regionale sul Fattore Famiglia si collocano, infatti, nel pieno rispetto dei Livelli essenziali di assistenza e sono volti a riconoscere un ruolo centrale alla famiglia, commisurando lo strumento di valutazione della situazione economica agli effettivi carichi di cura e sono diretti a garantire il rispetto del principio di uguaglianza sostanziale attraverso l’aumento dell’offerta dei servizi su base regionale.
CARICHI DI CURA – Il Fattore Famiglia lombardo, declinato nella scala di equivalenza con i correttivi riguardanti i carichi di cura, diventa quindi lo strumento attraverso cui Regione, Province e Comuni determineranno, ciascuno nel rispetto delle rispettive competenze, il valore dei voucher sociali e sociosanitari, gli altri benefici economici e la compartecipazione economica ai costi delle prestazioni sociosanitarie e sociali. Per esempio la retta di una casa di riposo potrà essere rimodulata e differenziata appunto in base al Fattore Famiglia, favorendo ulteriormente i nuclei con maggiori carichi.
da Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale :: Politiche sociali, debutta il fattore famiglia
Il ‘Fattore famiglia’ lombardo e’ diventato legge in nottata, ma il provvedimento licenziato dal Consiglio regionale parla di compartecipazione al costo delle prestazioni sociali e di quota a valenza sociale delle prestazioni sociosanitarie. Sparisce dunque il riferimento ai Lea (Livelli essenziali di assistenza). Il Consiglio regionale ha approvato il provvedimento che introduce modifiche alle normative regionali sulla Rete dei servizi alla persona al termine di una seduta fiume che si e’ conclusa con la votazione finale della legge 40 minuti dopo la mezzanotte, grazie alla proroga di un’ora decisa dal presidente del Consiglio regionale Davide Boni (Lega Nord). Una scelta che e’ stata contestata dai gruppi di minoranza che hanno abbandonato l’Aula ritenendo non valida la prosecuzione della seduta oltre il termine delle 24, riporta una nota della Regione.
La legge sul Fattore famiglia ha comunque incassato 42 voti a favore espressi dai consiglieri di Lega Nord e Pdl. L’approvazione non e’ stata senza polemiche. Il capogruppo del Pd Luca Gaffuri, a nome dell’intera opposizione, ha annunciato “l’intento di chiedere nelle sedi competenti l’impugnazione di questa legge”. Con l’introduzione del Fattore famiglia lombardo, per la prima volta nel calcolo delle tariffe dei servizi sociali viene preso in considerazione il carico familiare attraverso la definizione di ‘scale di equivalenza’ che garantiscono e tutelano le famiglie numerose, le famiglie con figli minori, la presenza di persone disabili o non autosufficienti.
Per il primo anno questo nuovo sistema sara’ applicato in via sperimentale in un numero limitato di Comuni. Nel testo del provvedimento si sottolinea che la quota di compartecipazione al costo delle prestazioni sociali e la quota a valenza sociale delle prestazioni sociosanitarie sono stabilite dai Comuni sulla base del reddito e del patrimonio del nucleo familiare. Tra i criteri considerati: la valutazione, nel nucleo familiare, della presenza di occupati sospesi, cassa integrati o disoccupati iscritti in liste di mobilita’ e la definizione di scale di equivalenza che tengano conto della presenza di figli (inclusi i nascituri e i minori in affido), di persone con disabilita’, di anziani non autosufficienti, di un solo genitore convivente.
Il testo, che modifica anche il calcolo dell’Isee, ha suscitato le critiche veementi delle opposizioni, che non lo hanno votato, nonché di Cgil e Anci.
Per quanto riguarda i servizi socio-sanitari, la modifica arriva con un emendamento che prevede che “nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza, la determinazione degli oneri per le prestazioni sociosanitarie, erogate dalle unità d’offerta sociosanitarie a carico del fondo sanitario, è stabilita per tipologia di unità d’offerta sulla base dello standard regionale di accreditamento, delle condizioni di salute della persona assistita e dei criteri di cui all’art. 8 comma 2”.
Ma secondo il gruppo consiliare del Pd, proprio il riferimento a questo comma dell’art. 8 vanifica di fatto il rispetto dei lea. Nel comma della nuova legge regionale in questione si stabilisce infatti che la quota di compartecipazione al costo delle prestazioni sociali e sociosanitarie sia stabilita in base ai criteri di valutazione del reddito e del patrimonio del nucleo familiare, del patrimonio mobiliare e immobiliare, oltre al carico familiare e il livello di assistenza richiesto. Il che significherebbe che, per la parte di prestazioni sanitarie erogate dall’area socio-assistenziale, dunque coperte dall’assessorato alla Famiglia, scatta la compartecipazione del cittadino in base al reddito, e non più solo in base alla gravità della sua situazione, come era previsto fino a oggi.
Duro il commento dell’opposizione. “Una regione che dichiara di avere i conti della sanità in pareggio chiede per prima nel Paese una compartecipazione delle famiglie e dei cittadini alla spesa sanitaria e proprio in un momento di crisi come questo – ha spiegato il consigliere Carlo Borghetti del Pd – di fatto si sancisce il principio che i lombardi pagheranno anche le prestazioni sanitarie che dovrebbero essere garantite universalmente con i lea. Un simile provvedimento regionale presenta diversi aspetti di illegittimità andando a interferire con competenze esclusive dello Stato”.
Di parere contrario l’assessore alla Famiglia, Giulio Boscagli, secondo cui “non vengono toccati i lea, che sono di competenza nazionale. Il provvedimento lombardo non si colloca minimamente in contrasto con la disciplina nazionale dei lea”. La legge prevede una sperimentazione di un anno su tutte le unità d’offerta sociali e socio sanitarie, “che sarà però attuata solo in 15 comuni lombardi – chiosa Borghetti – mentre per tutti gli altri 1500 comuni si dovrà attendere un anno prima dell’applicazione di nuovi criteri. E’ la prima volta che si approva una legge prima di conoscere gli esiti di una sperimentazione concepita per definirne i contenuti”.
Altra novità del provvedimento riguarda le Asp lombarde e la nomina dei loro vertici. Per le Asp di primo livello, quelle più grandi (7 su 13), tra cui anche il Pio Albergo Trivulzio, si prevede che il direttore generale, oggi nominato all’interno della struttura, sia invece indicato dalla Regione d’intesa con il Comune. Inoltre, spiega Gianantonio Girelli, responsabile Sanità Pd lombardo, “alla scadenza del mandato i cda saranno sostituiti da un consiglio di indirizzo, con poteri fortemente ridotti. Il potere gestionale passerà nelle mani del direttore generale e ci sarà un accentramento nelle mani della Regione di un patrimonio legato invece ai territori. Per le Asp di secondo livello rimane invece tutto invariato”.
Pubblicato: 8 gennaio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, appalti, Organizzazione dei servizi, Programmazione dei servizi, Umbria |
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4 gli assi lungo i quali si muoverà la politica regionale: il rafforzamento della struttura regionale e della rete dei servizi territoriali, la programmazione territoriale e la gestione associata, le politiche e gli interventi prioritari per le persone e le famiglie, la regolazione del sistema. Indispensabile anche l’attivazione del Sistema Informativo Sociale (SISO) per rilevare i bisogni dei cittadini e, tramite la raccolta dei dati e la loro successiva elaborazione e condivisione, si permetterà a livello territoriale di programmare gli interventi in base ai bisogni dei cittadini, verificando che i servizi erogati siano adeguati alle richieste degli utenti.
Relativamente alla programmazione e alla qualificazione della spesa Casciari evidenzia che “con il Piano Sociale regionale si è messo in campo in Umbria uno strumento che consente alle 12 Zone sociali di avere un unico comune denominatore attraverso i rispettivi Piani di Zona. A livello territoriale il ‘PdZ’ è l’occasione per le comunità di analizzare, valutare e programmare alla luce dei bisogni dei cittadini, coniugando così la programmazione regionale con quella locale”.
Le politiche per le persone e le famiglie affrontano come prioritarie alcune linee di intervento per le quali si provvederà ad emanare successivi atti di indirizzo relativi ad azioni per le persone disabili e anziani non autosufficienti, per l’infanzia e le giovani generazioni e misure e servizi a sostegno delle famiglie a forte disagio economico e sociale o a rischio di impoverimento.
Particolarmente delicata è la regolazione del sistema dei servizi e degli interventi sociali sia dal punto di vista della domanda che dell’offerta: “Si punta – ha detto Casciari – alla realizzazione di un modello che assegni al pubblico un ruolo fondamentale di responsabilità in cui l’ente locale operi come coordinatore, regolatore dei servizi esternalizzati ma che chiede al terzo settore la qualità del servizio, la ricerca di efficienza, la capacità di mantenere vive quelle reti tra gli utenti capaci di generare quel capitale sociale e relazionale che ha caratterizzato il tessuto sociale umbro”.
In proposito la vicepresidente ha precisato: “L’appalto concorso, che rappresenta lo strumento principale nell’affidamento dei servizi, appare non sempre adeguato a coprire servizi legati all’assistenza alla persona. Per tale ragione, il Piano Sociale introduce altri strumenti di affidamento dei servizi, salvaguardando i principi di trasparenza, concorrenza e uguaglianza nelle possibilità di accesso dei fornitori privati all’affidamento dei servizi, possibilità di scelta o di compartecipazione alla scelta da parte degli utenti e delle loro famiglie, dando spazio agli strumenti della concessione, nella particolare forma dell’accreditamento e della co-progettazione”.
vai a: Approvate le linee indirizzo dei servizi sociali – Regione Umbria.
Pubblicato: 9 dicembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale |
BANDO PER ACCREDITAMENTO SOGGETTI DEL TERZO …
Archivio Bandi e Gare arrow BANDO PER ACCREDITAMENTO SOGGETTI DEL TERZO
SETTORE AMBITO N 2 DEI SERVIZI SOCIALI, TERMINI RIAPERTI …
<http://www.comunemarano.na.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3133&Itemid=175>
PATTO DI ACCREDITAMENTO CASALE LITTA
documento “requisiti generali per l’accreditamento dei soggetti
produttori di servizi e prestazioni sociali”, approvato dalla Giunta
Comunale in data 30.11. 2011. …
<http://www.comune.casalelitta.va.it/cgi-bin/2011/documenti%20uffici%20online/sociale/PATTO%20DI%20ACCREDITAMENTO%20CASALE%20LITTA.pdf>
accreditamento_bando011211
accreditamento_disciplinare011211
Pubblicato: 8 novembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale |
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L’istituto dell’accreditamento nel contesto sociale è stato introdotto con la legge quadro 328 del 2000 sulla falsariga di ciò che, alcuni anni prima, era stato disciplinato nel settore sanitario, ma con una regolamentazione assai più scarsa e carente.
In campo sociale la normativa prevede sostanzialmente due momenti, l’autorizzazione al funzionamento e l’accreditamento, anche se nessuno dei due processi viene definito e dotato di obiettivi specifici, mentre il terzo momento, relativo alla stipula del contratto o dell’accordo, non viene esplicitato, a differenza di ciò che la normativa prevede in ambito sanitario.
La suddetta legge attribuisce alle regioni il ruolo di programmazione e definizione dei criteri di rilascio dell’autorizzazione e dell’accreditamento e ai comuni principalmente quello di predisposizione e verifica dei requisiti minimi strutturali ed organizzativi di un servizio o struttura sociale pubblica o privata, non creando alcuna differenziazione tra i soggetti pubblici e privati, in quanto entrambi necessitano dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività comprese le stesse strutture comunali che al contempo rivestirebbero il duplice ruolo di autorizzanti e autorizzatori.
Definire l’accreditamento secondo il disposto della Legge 328/2000, pertanto, risulta complesso e richiede uno sforzo di carattere interpretativo per arricchire ed eventualmente chiarire alcuni aspetti che non sono definiti dalla normativa nazionale.
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segue qui: Sistemi di accreditamento in ambito sociale – Sociale e Salute.
Pubblicato: 20 maggio 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Comunità familiari, Servizi educativi, Servizi sociali, Torino |
Deliberazione della Giunta Comunale n° 02403/019 del 3 maggio 2011 formato pdf, 39 KB
Oggetto: Accreditamento sociale strutture residenziali e semiresidenziali per minori e interventi alternativi. Criteri per gli inserimenti. Aggiornamento rette e corrispettivi. Proroga accordi.
Pubblicato: 19 maggio 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale |
18 MAG – Le Regioni danno il via libera (in sede tecnica) alla proposta Agenas (vedi testo pubblicato sul sito dell’Agenzia) per dare più uniformità ai criteri per l’accreditamento delle strutture sanitarie. Proposti 7 fattori/criteri per la qualità del servizio: gestione e organizzazione, valutazione delle performance, manutenzione, formazione del personale, partecipazione dei cittadini, efficacia, appropriatezza e sicurezza, ricerca e nuove teconologie.
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Pubblicato: 10 maggio 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Minori, Servizi sociali, Torino |
Deliberazione della Giunta Comunale n° 02403/019 del 3 maggio 2011 formato pdf, 39 KB
Oggetto: Accreditamento sociale strutture residenziali e semiresidenziali per minori e interventi alternativi. Criteri per gli inserimenti. Aggiornamento rette e corrispettivi. Proroga accordi.
da: Divisione Servizi Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie – Settore Minori.
Pubblicato: 3 marzo 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Amministrazione dei servizi, LOMBARDIA, Servizi educativi, Servizi residenziali, Servizi sociali, TERZO SETTORE |
Le strutture, le associazioni e gli enti iscritti nei registri regionali
In questa sezione sono riportati gli elenchi delle strutture sociosanitarie e sociali accreditate, quelli degli enti e delle associazioni iscritte nei registri regionali della direzione generale famiglia e solidarietà sociale suddivisi per aree di intervento.
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da: Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale :: Le strutture, le associazioni e gli enti iscritti nei registri regionali.
Pubblicato: 27 febbraio 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Milano, Servizi educativi, Servizi sociali |
AVVISO PUBBLICO PER L’ACCREDITAMENTO DEI SOGGETTI EROGATORI DI SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI RIVOLTI ALLA PRIMA INFANZIA.Riapertura termini per la presentazione domande per soggetti che organizzano e gestiscono servizi educativi comunali in strutture messe a disposizione dall’Amministrazione o da questa indicate (elenco B).
Famiglia, scuola e politiche sociali
Bando di Avvisi
- Pubblicato sul sito internet il 21/02/2011
- Inviato/Pubblicato alla/sulla Gazzetta Ufficiale il
- Termine di consegna offerte il 16/03/2011
Oggetto
Avviso pubblico approvato con Determinazione dirigenziale del Settore Servizi all’Infanzia n. 92 del 18.02.2011 n. PG 128551/2011 in esecuzione della deliberazione di Giunta n.322 dell’11.02.2011.
Il Comune di Milano intende promuovere una rete di offerta pubblico/privato, attraverso l’accreditamento di offerte multiple, per perseguire obiettivi di qualità ed efficienza negli interventi relativi ai servizi all’infanzia, che soddisfino i bisogni sociali della cittadinanza, creando al contempo un mercato sociale regolato, al quale i cittadini possano rivolgersi esercitando la propria libertà di scelta, con il riconoscimento della Pubblica Amministrazione.
Oggetto dell’accreditamento
Oggetto dell’accreditamentoè la formazione di un albo comunale degli operatori accreditati alla gestione di servizi socio-educativi rivolti alla prima infanzia, in particolare delle seguenti unità d’offerta: A – Nidi B – Micronidi C – Centri Prima Infanzia I gestori di unità d’offerta potranno accreditarsi nell’ELENCO Bnel quale figurano soggetti che organizzano e gestiscono servizi educativi comunali in strutture messe disposizione dall’Amministrazione Comunale o da questa indicate. Dette strutture sono raggruppate in macro aree cittadine in relazione alla loro collocazione territoriale. Le macro aree sono quelle indicate nell’Allegato 2 al presente avviso. Le macro aree potranno subire variazioni, nel numero complessivo e nell’entità di ciascuna, in relazioni a sopravvenute esigenze, senza comportare alcuna modifica alle condizioni previste nel presente avviso.
Soggetti richiedenti l’ammissione agli elenchi sperimentali
Possono richiedere l’ammissione all’Elenco B, purché in possesso dei requisiti previsti al successivo art. 4, i soggetti (profit e no profit) che operano nel campo socio-assistenziale ed educativo in forma singola o associata. Qualora il soggetto intenda partecipare in forma associata, non potrà presentare domanda di ammissione in più raggruppamenti, pena l’esclusione. E’ fatto divieto ai concorrenti di partecipare in più di un raggruppamento, ovvero di partecipare anche in forma individuale qualora abbia partecipato in altri raggruppamenti.
Presentazione della documentazione
Ciascun soggetto richiedente l’accreditamento dovrà presentare domanda scritta (utilizzando esclusivamente gli appositi moduli – Allegato 1 – di richiesta di inserimento nell’ elenco B, Per i soggetti già inseriti nell’Elenco B attualmente in vigore, avendo gli stessi già ottenuto l’accreditamento, viene richiesta esclusivamente la presentazione dell’allegato 1 – sub B, necessario ai fini della valutazione della proposta tecnica
Gli atti e la modulistica di gara potranno essere ritirati gratuitamente presso INFOPOINT – L.go Treves, 1 – piano terreno – Milano, tel. 0288463000, orari 8.30 – 12 e 14 – 15 nonché visionati e scaricati all’indirizzo internet: www.comune.milano.it. – sezione “Avvisi”.
Il plico contenente la documentazione/dichiarazioni richieste deve essere chiuso e sigillato, e pervenire all’Ufficio Protocollo della Direzione Centrale Famiglia, Scuola e Politiche Sociali – L.go Treves, 1 – Milano – piano terreno , tel. 0288453360, dalle ore 8,30 alle ore 12,00 e dalle ore 13,45 alle ore 15,15 di tutti i giorni lavorativi, con esclusione del sabato, entro le ore 12,00 del 16 marzo 2011, a mezzo di servizio postale, Agenzia di recapito autorizzata, oppure mediante consegna a mano.
Informazioni
Per informazioni usare il link presente a fondo pagina “Per chiarimenti sul bando clicca qui”. Sarà inoltre presente un Allegato “FAQ” al Bando, dove saranno pubblicate le risposte alle eventuali domande poste più rilevanti.
Il presente Avviso è pubblicato sul sito del Comune di Milano www.comune.milano.it – sezione Bandi;sarà pubblicato sul BURL del 2 marzo 2011 con questi riferimenti: Bollettino n° 9 del 2/3 – serie Avvisi e Concorsi.
Ai sensi e per gli effetti di cui all’art.4 della Legge n.241 del 7 agosto 1990 si informa che il responsabile del procedimento è il Direttore del Settore Servizi all’Infanzia
.
In allegato l’Avviso pubblico integrale:

Altri allegati:
Allegato 2 – Elenco Macroaree cittadine

Allegato 3 (in formato .doc e .pdf) – Domanda di accreditamento


Allegato 4 in formato .doc e .pdf – Schema requisiti


Allegato 5 in formato .doc e .pdf -Dichiarazione organizzazioni già accreditate


Pubblicato: 10 febbraio 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, LIBRI NEWS, Politica dei servizi sociali, TERZO SETTORE |
Accreditamento e Terzo settore
sabato 05 febbraio 2011 | Emanuela Marcella Impoco
Nel libro di Manuela M. Consito “Accreditamento e Terzo settore”, l’autrice definisce l’accreditamento istituzionale come l’attività di un’autorità o istituzione con la quale si riconosce il possesso da parte di un soggetto o di un organismo dei c.d. standard di qualificazione, ovvero di prescritti e specifici requisiti, e che si risolve in un’iscrizione in elenco da cui gli assistiti-utenti delle prestazioni possono attingere per l’utilizzazione.
L’accreditamento qualitativo può essere ricondotto nel quadro di un’iniziativa sociale privata degli individui, singoli o associati, che confluiscono in quell’attività di interesse generale che la Repubblica italiana favorisce, ai sensi dell’art. 118, Cos
L’accreditamento nasce in ambito ospedaliero come un processo metodologico il cui obiettivo consiste nell’uniformare le fasi di raccolta e valutazione dei dati, nonché quella di reporting.
Il procedimento di accreditamento si articola nello svolgimento di verifiche preliminari in ordine alla capacità e potenzialità dell’accreditando, verifiche in corso di svolgimento dell’attività e verifiche successive, effettuate nel medio periodo.
Tali valutazioni vanno poi a confluire in un protocollo allo scopo di diffondere presso gli istituti ospedalieri processi sia terapeutici che di assistenza che abbiano caratteri uniformi di qualità, sottoposti a verifica ad opera di istituzioni spesso non governative.
Il soggetto accreditante e l’accreditamento qualitativo, dunque, “danno credito” al soggetto portatore del marchio di qualità presso i potenziali beneficiari delle prestazioni, contraddistinguendone l’attività come ottimale nel mercato dei concorrenti.
E’ la pubblica amministrazione, spiega l’autrice, ad avere il potere di rilasciare il riconoscimento alle strutture autorizzate, pubbliche e private e ai professionisti che ne facciano richiesta, subordinatamente alla loro rispondenza a requisiti ulteriori di qualificazione, alla loro funzionalità rispetto agli indirizzi della programmazione regionale, locale o statale e alla verifica positiva dell’attività svolta e dei risultati raggiunti.
La richiesta di accreditamento è molto spesso volontaria, ovvero rimessa a valutazioni in termini di opportunità o di potenziali vantaggi conseguiti proprie ed esclusive del richiedente. In tal senso, l’accreditamento qualitativo può essere ricondotto nel quadro di un’iniziativa economica privata, ai sensi dell’art. 41 Cost., ovvero di un’iniziativa sociale privata degli individui, singoli o associati, che confluiscono in quell’attività di interesse generale che la Repubblica italiana favorisce, ai sensi dell’art. 118, co. IV, Cost.
L’accreditamento può essere configurato dall’ordinamento sia come concessione, cioè fonte istitutiva di diritti, sia come autorizzazione, cioè atto idoneo a liberare il titolare di un diritto dai vincoli ed obblighi previsti dall’ordinamento per svolgere una determinata attività. L’autorizzazione consente così la realizzazione di strutture e l’esercizio delle connesse attività, operando come rimozione di un limite al pieno esercizio di una facoltà giuridica in capo all’interessato. In virtù del principio di sussidiarietà, poi, le autonomie territoriali svolgono le loro funzioni anche attraverso le attività che possono essere adeguatamente esercitate dall’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, dal quale deriva un impegno delle istituzioni pubbliche di organizzarsi ed esercitare le funzioni di cui sono titolari in modo da favorire la partecipazione degli amministrati.
La sussidiarietà, infatti, nella sua piena accezione, corrisponde alla riduzione del ruolo pubblico nei limiti in cui il servizio o l’attività possano essere assicurati dai soggetti privati in modo efficiente e secondo gli interessi di pubblica utilità prefissati dallo stesso potere pubblico. Per l’Autrice la sussidiarietà si esprime in un ruolo di preminenza dei cittadini, singoli e associati, cui deve conseguire un generalizzato arretramento dell’organizzazione pubblica. Allo Stato così spetta la funzione di sostenere le decisioni che riguardano gli interessi delle società autonome e non anche di imporle o consentirle. La sussidiarietà viene così intesa come ampliamento degli strumenti utilizzabili dalla Repubblica per la realizzazione dell’eguaglianza sostanziale.
L’elemento di unione tra i cittadini e la pubblica amministrazione diviene l’interesse generale: interesse che può essere perseguito direttamente dai poteri pubblici oppure dai cittadini, ove dai primi sostenuti. In ciò, secondo l’autrice, si esprimerebbe il rapporto sussidiario nel senso più letterale del termine, poiché inteso come rapporto di reciproca collaborazione e aiuto per il raggiungimento di un obiettivo comune, da cui deriva la creazione di un sistema reticolare i cui componenti agiscono secondo un paradigma non più bipolare ma pluralista e paritario.
Le autonome iniziative dei cittadini sono così intese come uno dei modi di adempimento del dovere inderogabile di solidarietà politica, economica e sociale e del dovere di svolgere un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società, da cui deriva il favore loro riconosciuto dalla Repubblica, in base all’art. 118 u.c. Cost., come l’altra faccia del principio di uguaglianza sostanziale.
CONSITO M., Accreditamento e Terzo settore, Jovene, 2009.
Pubblicato: 4 febbraio 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Aziende Sociali, Cremona, Servizi sociali |
Prot. n. 514/2011 Cremona, 31 gennaio 2011
IL DIRETTORE GENERALE
in esecuzione della deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 2011.II.13 del 26 gennaio 2011
rende noto
che è indetta procedura per l’accreditamento del Servizio di Assistenza Domiciliare (S.A.D.) alle persone anziane e del Servizio di Assistenza Domiciliare alle persone con Disabilità (S.A.D.D.).
L’Azienda Sociale del Cremonese, Ente capofila per l’attuazione del Piano di Zona dell’Ambito Distrettuale di Cremona, con deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 2011.II.13 del 26 gennaio 2011, ha disposto, in attuazione dell’art. 6, lettera c) e dell’art. 11 della Legge 328/2000 recante “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” e del Piano Sociale di Zona 2009-2011, l’accreditamento del Servizio di Assistenza Domiciliare (S.A.D.) alle persone anziane e del Servizio di Assistenza Domiciliare alle persone con Disabilità (S.A.D.D.), finalizzato ad implementare un sistema di qualità sociale territoriale per i servizi a favore delle persone anziane e delle persone con disabilità e delle loro famiglie.
Tale sistema di qualità sociale prevederà l’opportunità per ognuno dei Comuni componenti il Distretto di erogare alle famiglie residenti nel territorio distrettuale titoli sociali valevoli per l’acquisto dei servizi considerati.
Contestualmente ha approvato i requisiti di qualità, efficacia, efficienza e flessibilità, rispondenti ai bisogni territoriali, come di seguito espressi.
I soggetti erogatori faranno richiesta di accreditamento presso l’Azienda Sociale del Cremonese, quale Capofila dell’Ambito Distrettuale di Cremona.
La procedura di accreditamento prende avvio dalla data di presentazione della domanda, redatta su apposito modulo e corredata dalla documentazione richiesta, e si conclude con il provvedimento di iscrizione all’Albo dei soggetti accreditati.
I soggetti pubblici e privati, profit e non profit, in possesso dei requisiti richiesti, possono presentare domanda di accreditamento, a partire dal 31 gennaio 2011 e sino alle ore 12 del giorno 18 febbraio 2011 , indirizzandola in busta chiusa e in bollo, fatte salve le esenzioni di legge, a “Azienda Sociale del Cremonese” e presentandola presso il Protocollo dell’Azienda Sociale del Cremonese, a mezzo raccomandata postale o tramite consegna a mano (orari di apertura: dal lunedì al venerdì, dalle ore 8,30 alle ore 12.00), con l’indicazione a retro della organizzazione mittente, e recante ad oggetto “Istanza di accreditamento S.A.D.”, secondo le modalità di seguito precisate.
Il termine del 18 febbraio 2011 deve intendersi termine perentorio anche per le istanze che perverranno tramite posta.
Si invita a scaricare tutti i documenti allegati alla presente comunicazione.
IL DIRETTORE GENERALE
Ettore Vittorio Uccellini
da: ACCREDITAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE (S.A.D.) ALLE PERSONE ANZIANE E DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE ALLE PERSONE CON DISABILITÀ (S.A.D.D.) MEDIANTE VOUCHER SOCIALE | Azienda Sociale Cremona.
45.799281
9.092748
Pubblicato: 23 gennaio 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Legislazione sociale e sanitaria della Regione Lombardia, LOMBARDIA, LR 3/2008 |
L’accreditamento dei servizi sociosanitari e sociali in Lombardia
di Giuliana Carabelli
- Concetto di accreditamento: origini, contesto, trasmigrazioni
- Introduzione e cammino dell’accreditamento in Italia
- Accreditamento dei servizi sociosanitari in Lombardia
- Accreditamento dei servizi sociali tra competizione e partnership
in:
IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE
Continuità, riassestamenti, prospettive
A cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini
Franco Angeli, 2010, p. 256

da: IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE. Continuità, riassestamenti, prospettive, a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Franco Angeli, 2010 « Politica dei servizi sociali: ricerche in rete
Pubblicato: 5 gennaio 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Comuni, Emilia Romagna, Rimini, Servizi sociali |
Concessione dell’Accreditamento Transitorio ai sensi della Deliberazione di Giunta Regionale n. 514/2009 a favore dell’ASP Casa Valloni e della Cooperativa Sociale Elleuno S.C.S. per il servizio Casa-Residenza per anziani non autosufficienti da svolgersi presso la struttura Casa Valloni
vai a: http://www.comune.rimini.it/binary/comune_rimini/accreditamento/DETERMINA_2041_2010Struttura1.1293788383.pdf
Pubblicato: 2 dicembre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, aggiorn. professionale, Amministrazione dei servizi, appalti, ASL Aziende sanitarie locali, Assistenti sociali, Cooperative sociali, Educatori professionali, Ferrario Paolo, FrancoAngeli, Laurea Progest, Legislazione sociale e sanitaria della Regione Lombardia, LIBRI NEWS, Livelli essenziali di assistenza, LOMBARDIA, LR 3/2008, Organizzazione dei servizi, Piani di zona, Politica dei servizi sociali, Professioni sociali, sanitarie ed educative, psicologi, RSA, Saggi e Articoli, Servizi educativi, Servizi psichiatrici, Servizi sanitari, Servizi sociali, Univ. Milano Bicocca, Volontariato |
IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE
Continuità, riassestamenti, prospettive
A cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini
Franco Angeli, 2010, p. 256

Introduzione, di Giuliana Carabelli e Carla Facchini
- Il crescente rilievo delle politiche regionali
- Specificità della Lombardia
- Momenti della costruzione del modello lombardo
- I diversi sguardi disciplinari
- La struttura di contenuto del volume
- I possibili effetti di questa ricerca sulla formazione universitaria
Parte prima: La legge nel suo contesto
1. Il cambiamento della morfologia sociale come matrice di nuovi rischi. Il caso Lombardia
di Carla Facchini e Enzo Mingione
- le trasformazioni del sistema occupazionale: flessibilizzazione del lavoro e aumento dell’occupazione femminile
- l’impatto dell’immigrazione dai paesi meno sviluppati
- i mutamenti demografici e il processo di invecchiamento
- le trasformazioni delle tipologie familiari e l’incremento degli anziani soli
- la pluralizzazione dei contesti familiari e le ripercussioni sui minori
2. Quasi-mercato e sussidiarietà come pilastri del modello lombardo di welfare
di Lavinia Bifulco
- Cronistoria
- I quasi-mercati
- Sussidiarietà
- Lavori in corso: a ridosso della riforma
- Voucher: quale libertà?
- La programmazione: quale integrazione?
- Il modello di governante
3. La disciplina dei servizi sociali nella Regione Lombardia
di Lidianna Degrassi e Raffaele Mozzanica
- Da una “legge regionale di sistema” (LR 1/86) a una “legge regionale di rete” (LR 3/2008)
- Finalità e principi
- Assetto istituzionale e organizzativo
- Governo della rete: gli ambiti sociale e sociosanitario
- Assetto finanziario
4. Profili costituzionali dell’accesso ai diritti sociali nella legge regionale lombarda 3/2008
di Paolo Bonetti
- Servizi sociosanitari e servizi sociali e principi costituzionali di solidarietà e di eguaglianza
- Potestà legislativa regionale sui servizi sociali e potestà legislativa statale sui livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti sociali
- Diverse nozioni di livelli essenziali delle prestazioni concernenti l’assistenza sociale
- Organizzazione e svolgimento delle funzioni amministrative concernenti i servizi sociali: potestà regolamentare regionale e locale e sussidiarietà orizzontale
- Rapporti tra la legge 328/2000 e la legge regionale 3/2008
- Limiti derivanti dalle norme comunitarie e statali in materia di condizione giuridica degli stranieri
- La LR 3/2008 di fronte allo statuto regionale della Lombardia e i provvedimenti attuativi della legge
- Diritti delle “persone che accedono alla rete” delle unità di offerta sociali e sociosanitarie
- Bisogni da soddisfare prioritariamente
Parte seconda: Attori e processi
5. La partecipazione alle politiche sociali in Lombardia: arene deliberative e processi di coordinamento
di Tommaso Vitale
- Società civile e costruzione del consenso in un governo monocratico
- Terzo settore e competenze critiche
- Implementazione della legge fra partecipazione e conflitto
- Debolezze delle arene deliberative a livello locale
6. Governo della rete o governo delle reti? Il nodo irrisolto dell’integrazione
di Paolo Ferrario
- Integrazione e reti
- Il sistema dell’integrazione sociosanitaria: processi istituzionali
- Il “modello lombardo” dei servizi sanitari e sociosanitari
- Il governo delle tre reti
7. L’accreditamento dei servizi sociosanitari e sociali in Lombardia
di Giuliana Carabelli
- Concetto di accreditamento: origini, contesto, trasmigrazioni
- Introduzione e cammino dell’accreditamento in Italia
- Accreditamento dei servizi sociosanitari in Lombardia
- Accreditamento dei servizi sociali tra competizione e partnership
8. Il segretariato sociale tra organizzazione e professione
di Chiara Previdi e Paolo Rossi
- Segretariato sociale tra informazione e comunicazione
- Evoluzione organizzativa e professionale
- Segretariato sociale nel sistema dei servizi: ruolo e potenzialità
- Dall’accesso alla presa in carico: tre livelli istituzionali
- Implementazione interistituzionale del segretariato sociale come elemento di innovazione
- Segretariato sociale, reti e inclusione sociale
Parte terza: Le professioni sociali a confronto con la legge
9. L’assistente sociale
di Anna Maria Campanini
10. L’educatore professionale
di Sergio Tramma
11. Lo psicologo
di Luca Vecchio
12. La dirigenza
di Maria Cacioppo e Mara Tognetti
Appendice.
I provvedimenti attuativi della legge regionale n. 3/2008
Bibliografia di riferimento
Autori
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Pubblicato: 24 novembre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Toscana, Viareggio |
La cooperativa C.RE.A organizza per mercoledì 24 novembre dalle ore 16:00 alle ore 18:00 un seminario gratuito di informazione sulla recente legge sull’accreditamento sociale, emanata dalla Regione Toscana. Lo scopo del seminario è duplice: da una parte chiarire gli adempimenti e i contenuti necessari per l’accreditamento, dall’altra mettere in luce le opportunità di miglioramento che il percorso offre alle organizzazioni.
Il seminario si terrà a Viareggio presso il Capannone, in via Virgilio n.222, e si aprirà con i saluti di Giovanna Fontanesi, responsabile dell’unità funzionale delle strutture di Assistenza Sociale della AUSL 12 di Viareggio. Seguiranno gli interventi Il percorso verso laccreditamento: scenari e metodologia di approccio di Fabio Lenzi e Il Piano di Adeguamento: riflessioni per una proposta operativa a cura di Emanuele Gambini, entrambi esperti dell’agenzia IRIS che offre consulenza alle organizzazioni che sviluppano servizi alla persona.
Dopo i due interventi è previsto un dibattito in cui sarà possibile confrontare le diverse esperienze e approfondire le questioni più complesse.
«L’idea del seminario afferma la presidente di C.RE.A, Vera Caruso - è nata durante il percorso verso l’accreditamento intrapreso dalla cooperativa, percorso che sta coinvolgendo non solo la direzione, ma tutti i vari livelli di C.RE.A. Abbiamo voluto farci promotori di questo processo con gli altri operatori del sociale continua Caruso -, convinti che questo rappresenti unoccasione di miglioramento dei servizi e che ci siano delle opportunità che è necessario cogliere».
La partecipazione al seminario è aperta e gratuita. E gradita una preventiva iscrizione da inviare a mail@irisonline.it indicando nome, indirizzo e-mail e numero di telefono.
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Pubblicato: 7 novembre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, GLOSSARIO di PolSer |
Cosa si intende esattamente per «accreditamento sociale»?
«Si tratta di un sistema volto ad accertare il livello qualitativo delle attività di cooperative sociali, associazioni di volontariato e strutture private, affinchè gli enti pubblici che vi fanno ricorso per erogare servizi sanitari e assistenziali abbiano la sicurezza di poter contare su partner qualificati. L’accreditamento assume particolare rilievo nelle gare di appalto: i soggetti che intendano stilare o rinnovare delle convenzioni devono soddisfare infatti una serie di requisiti, dimostrando un’adeguata capacità gestionale, pena l’esclusione dalle gare».
via Toscana Oggi.
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Pubblicato: 30 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Bibliografie, Ferrario Paolo, Lettere, Commenti, Conversazioni |
Gentile Dottor Ferrario,
Giunta ormai al termine del mio percorso accademico, mi premeva ringraziarla per la disponibilità che mi ha dimostrato durante il mio percorso di tesi, e approfittando ancora una volta della sua gentilezza e disponibilità, vorrei avere una sua ultima opinione.
Mi sto preparando per la discussione della mia Tesi sull’Autorizzazione e l’Accreditamento dei servizi educativi, nella quale ho fatto un confronto tra le normative di (segue elenco di regioni). Mi chiedevo secondo lei quali criticità e quali ambiguità presenta il sistema dell’accreditamento così com’è allo stato attuale. La ringrazio molto per la pazienza e la disponibilità.
Le allego anche le pagine dei ringraziamenti della mia tesi, visto che mi sono sentita di dedicare alcune righe di riconoscenza anche a lei.
Ringraziando ancora una volta,
porgo cordiali saluti
gentile …
spero di non essere in ritardo nella risposta. mi scuso per il ritardo, ma ho accumulato troppe scadenze
vado per punti:
- il sistema amministrativo dell’accreditamento è parte integrante delle politiche pubbliche e si connette alla sempre più crescente integrazione fra mercato e stato
- esso è stato applicato prima al settore sanitario. questi tipi di servizi si prestano di più ad essere accreditati: molti di essi sono standardizzabili, i costi sono definibili con più precisione, c’è consenso sul valore della medicina, l’autorevolezza della sanità è sostenuta dalla comunicazione pubblica
- era inevitabile che tali modalità si estendessero anche al settore dei servizi sociali. qui però ci sono più difficoltà: la rete dei comuni è molto più estesa di quella delle asl, le tipologie dei servizi sono estremamente diversificate, ogni regione/comune/associazione di comune ha culture politiche e professionali proprie, i professionisti applicano paradigmi di lavoro molto differenziati. una pura applicazione delle stesse modalità del settore sanitario “nuoce gravemente alla salute” della cultura dei servizi sociali ed educativi
- ne segue che “standardizzare” ( e le politiche dell’accreditamento vanno in questa direzione) rischia di svalorizzare le differenze, le esperienze positive, le sperimentazioni, l’empowerment locale …
- occorre dunque accostare alla standardizzazione dei criteri talvolta generici dei regolamenti regionali e locali altri criteri come: la carta dei servizi, la ricerca e condivisione dei fattori di qualità, l’elaborazione di sempre più fini indicatori di qualità. ma soprattutto occorre accompagnare lo sviluppo dei servizi sociali con attività di formazione e supervisione sempre più capaci di lavorare sulla originaria questione dei servizi che si manifesta nello schema bisogni/domanda/offerta che tratto ripetutamente e fino alla nausea nei miei corsi
in poche righe è questo il contributo che mi sento di dare alla sua domanda.
sulla carta dei servizi ho recentemente scritto un articolo che si rifà ad un libro collettivo scritto qualche anno fa
l’articolo è qui:
e notizie sul libro sono qui:

pur nella stringatezza spero di averle offerto qualche spunto
sono tuttavia certo che il suo lavoro di tesi sarà di sicuro il migliore supporto alle sue argomentazioni
ancora auguri per il suo futuro
e cordiali saluti
paolo ferrario
Pubblicato: 30 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Reggio Emilia, Servizi sociali |
Accreditamento dei servizi socio-sanitari
I criteri e le linee guida per l’accreditamento dei servizi socio-sanitari
e sociali, in applicazione delle leggi regionali 2/2003 e 20/2005, …
<http://www.comune.re.it/retecivica/urp/retecivi.nsf/PESDocumentID/94A3A41B6C960F0EC12577BA002A9415?opendocument&FROM=StrttrdntrvntsclgsttdlCmn1&ES=-1>
Pubblicato: 28 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Servizi sociali, Toscana |
Accreditamento delle strutture e dei servizi alla persona del sistema sociale integrato
Con la presente legge il Consiglio regionale della regione Toscana approva le modifiche alla legge regionale n. 82 del 28 dicembre 2009.
Le principali novità riguardano le modalità di accreditamento.
I soggetti attualmente convenzionati, che non sono in possesso della totalità dei requisiti prescritti, ma dimostrano di aver avviato il percorso di accreditamento hanno tempo fino al 31 dicembre per presentare il piano di adeguamento da completare entro i successivi 6 mesi.
Link >>
Cesvot – Accreditamento delle strutture e dei servizi alla persona del sistema sociale integrato.
Pubblicato: 22 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Amministrazione dei servizi, appalti, Carta dei servizi, Ferrario Paolo, Legislazione Sanitaria, Legislazione sociale, Muoversi Insieme Stannah, Saggi e Articoli |
Carte dei servizi, una questione di qualità, introduzione di Alessandra Cicalini
Una società evoluta si riconosce dall’attenzione del cittadino alla qualità dei servizi che utilizza. Chi li eroga dovrebbe tenerne conto adottando regole comprensibili per tutti. A questo scopo sono natele Carte dei servizi, sulle quali si sofferma Paolo Ferrario nell’articolo che pubblichiamo oggi nell’area Magazine, settore Diritti dei consumatori. Il nostro esperto ricostruisce le origini sociali e legislative di questo importante strumento adottato in Italia dagli anni Novanta in poi da moltissime strutture pubbliche e private (pensate che di “carte” oggi ce ne sono oltre quindicimila!). Soprattutto invita a soffermarsi sul significato di “servizio”, soggetto a subire metamorfosi al mutare degli interessi degli stessi cittadini-consumatori. Oggi, per esempio, la stessa parola “qualità” ha assunto molteplici sfumature, di qui la necessità di comunicare con chiarezza gli obiettivi del servizio che si sta offrendo (per esempio nell’ambito sanitario, ma si potrebbe dire lo stesso per quel che si prefigge il Terzo settore) sia tra chi lo organizza sia tra chi ne fruisce. In altri termini, il controllo sulla corrispondenza tra quanto riportato nella Carta e quanto attuato nella pratica spetta anche al cittadino: più si è informati e consapevoli, più la società funziona e, se possibile, evolve. Voi che cosa ne pensate? Conoscevate l’esistenza delle Carte dei servizi? Sareste contenti di scoprire che i servizi che usate normalmente sono annoverati in una delle quindicimila già esistenti? Leggete l’articolo di Paolo Ferrario e poi raccontateci la vostra esperienza.
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Pubblicato: 19 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Amministrazione dei servizi, LIBRI NEWS, Maggioli editore, Valutazione e Qualità |
Novità ottobre 2010
in offerta speciale on line |
Con elementi per la costruzione di un manuale
di autovalutazione |
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Con specifica
lista di verifica
organizzata in schede |
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QUALITA’ E ACCREDITAMENTO
DEI SERVIZI SOCIALI |
In piena crisi delle politiche sociali e delle risorse attribuite al welfare, in presenza di forti segnali di riaffermazione del modello direttivo nelle organizzazioni, questa nuova opera propone un’alternativa, puntando sui sistemi di qualità come patrimonio culturale della base operativa delle professioni di aiuto, in particolare assistenti sociali, educatori professionali e operatori sociosanitari.
Il volume considera come la valutazione della qualità applicata al Sistema di Servizi Sociali si possa indirizzare su tre livelli: 1. il contesto organizzativo e le sue articolazioni, 2.il contesto professionale in cui i professionisti giocano il proprio ruolo tecnico, 3. il contesto relazionale in cui avviene la comunicazione con la comunità locale cui sono destinate le prestazioni del Sistema di Servizio Sociale.
Il metodo illustrato spiega come tenere insieme l’intreccio complesso di tutte le componenti coinvolte, costruire dal basso uno strumento di dignità e valorizzazione della professionalità, creare nuovi patti di cittadinanza tra operatori dei Servizi Sociali e comunità locali.
Pertanto, dopo la necessaria ricognizione normativa e l’analisi dei criteri e degli strumenti fondamentali per una azione di qualità nei Servizi Sociali, il testo espone le linee guida volte a realizzare un manuale di autovalutazione per la revisione professionale tra pari del servizio sociale.
Corredata di apposita lista di verifica che concretizza il percorso metodologico svolto, questa innovativa prospettiva di legittimazione dell’attività degli Operatori dei servizi sociali, si articola come segue:
| 1. |
Qualità, valutazione ed accreditamento delle politiche e degli interventi sociali. Elementi di riferimento nell’attuale quadro normativo.
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| 2. |
Garantire qualità nella complessità organizzativa.
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| 3. |
Criteri e strumenti per una azione di qualità nei Servizi Sociali
› Le gerarchie tra ciò che si fa nei Servizi Sociali.
› Operatori sociali, adultità e intelligenze al lavoro. Lavorare insieme nei Servizi Sociali.
› Costruire, implementare, manutenere un efficace sistema informativo.
› Definire e praticare protocolli e procedure di controllo.
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| 4. |
Qualità e valutazione
› Qualità.
› Valutazione.
› Autorizzazione – Certificazione – Accreditamento.
› Alcune specificazioni sull’Accreditamento Professionale nei Servizi Sociali.
› Ipotesi di linee guida per un progetto di Accreditamento Professionale.
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| 5. |
Verso un Manuale di autovalutazione. Linee guida del Manuale per la revisione professionale tra pari del Servizio Sociale
› Politica.
› Organizzazione e pianificazione.
› Monitoraggio del Piano di Zona.
› Comunicazione.
› Formazione.
› Supervisione professionale.
› Gestione delle risorse strutturali e tecnologiche.
› Buone prassi.
› Sistema informativo.
› Lavoro di rete.
› Valutazione della qualità e verifica dei risultati.
› Gestione miglioramento della qualità.
› Procedure e linee guida.
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| 6. |
Una proposta di check-list per l’autovalutazione e la revisione professionale tra pari dei Servizi Sociali.
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G. Garena, Sociologo, insegna in Corsi universitari di Laurea in Servizio Sociale e in Infermieristica.
A. M. Gerbo, Assistente sociale, ha operato per oltre vent’anni presso i Servizi Sociali di varie strutture di base.
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Per ricevere subito
QUALITA’ E ACCREDITAMENTO DEI SERVIZI SOCIALI
Maggioli Editore – Novità ottobre 2010
Pagine 226 – F.to cm. 17×24 – ISBN 5728. |
Pubblicato: 2 settembre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale |
Accreditamento sociale, quel nodo da sciogliere
DI FEDERICO FIORENTINI
Nelle prossime settimane doverebbe scioglersi il nodo riguardante la proroga dell’attuazione della Legge Regionale 82 del 2009 del 28 dicembre 2009, concernente l’accreditamento delle strutture e dei servizi alla persona svolti in regime di convenzione con Comuni, Asl e Società della Salute. Una legge che indica i requisiti che soggetti pubblici e privati operanti nel settore sono chiamati a soddisfare, stabilendo inoltre un sistema di verifiche atte a controllare l’effettiva adesione a questi standard. Attualmente il termine per presentare la documentazione è fissato per il prossimo 21 settembre; tuttavia, durante un’audizione della Commissione regionale della Sanità (tenutasi il 22 luglio), la quasi totalità degli addetti ai lavori si è trovata d’accordo nel chiedere alcune correzioni e chiarimenti al testo della normativa, e in particolare di posticipare l’imminente scadenza di almeno un anno. Secondo il vicepresidente della CommissioneStefano Mugnai, dunque, è necessario fornire «regole chiare e interpretazioni univoche» ai soggetti interessati, che «si trovano a muoversi entro un quadro normativo incerto e nebuloso». Senza la proroga, prosegue il vicepresidente, si andrebbe incontro «a una lesione delle opportunità di accesso delle strutture private, ma anche pubbliche, all’accreditamento». Il 29 luglio, di fronte alle insistenze della Commissione, i rappresentanti della Giunta toscana hanno assicurato che verranno apportate le modifiche richieste, presentandole a inizio settembre al Consiglio regionale, livello istituzionale deputato alla loro approvazione.
Per tentare di chiarire la questione ci siamo rivolti ad Andrea Del Bianco, in precedenza segretario dell’ex assessore regionale alle Politiche Sociali Gianni Salvadori (in carica durante la Legislatura che ha voluto la normativa), e attualmente all’interno di Esprit Toscana, società consortile (che dal 2003 opera per lo sviluppo organizzativo del terzo settore) impegnata in un progetto – promosso anche da Cesvot (Centro Servizi Volontariato Toscana) – che prevede un servizio gratuito di assistenza alle associazioni chiamate a presentare la documentazione necessaria all’accreditamento.
Cosa si intende esattamente per «accreditamento sociale»?
«Si tratta di un sistema volto ad accertare il livello qualitativo delle attività di cooperative sociali, associazioni di volontariato e strutture private, affinchè gli enti pubblici che vi fanno ricorso per erogare servizi sanitari e assistenziali abbiano la sicurezza di poter contare su partner qualificati. L’accreditamento assume particolare rilievo nelle gare di appalto: i soggetti che intendano stilare o rinnovare delle convenzioni devono soddisfare infatti una serie di requisiti, dimostrando un’adeguata capacità gestionale, pena l’esclusione dalle gare».
Sembra possa esserci una proroga dell’attivazione del sistema di accreditamento. Per quale motivo?
«Nonostante la definizione dei requisiti sia scaturita da un percorso lungo e concertato con tutti i soggetti coinvolti, all’atto pratico alcuni di questi si sono resi conto di non essere ancora pronti, o hanno incontrato problemi nella comprensione di alcune norme. Un problema che tuttavia riguarda soprattutto cooperative e privati: le associazioni di volontariato – e non solo le più note e ramificate, come Caritas e Misericordia – sarebbero in larga parte preparate alla consegna della documentazione, grazie anche a iniziative come quella di Esprit, società nella quale sono impiegato, che hanno agevolato il loro interfacciarsi alla Legge Regionale».
Quali vantaggi porterà al cittadino l’accreditamento sociale?
«Anzitutto la certezza della qualità delle strutture cui ci si rivolge: le verifiche operate dalle commissioni competenti permetteranno di monitorare il livello dei servizi che le diverse istituzioni sono in grado di offrire. Verrà inoltre introdotta l’opportunità di indicare personalmente il soggetto cui appoggiarsi: fino ad oggi è stato il sistema sanitario a indirizzare l’utente verso un dato erogatore di servizi. Con l’accreditamento sarà invece possibile indicare la realtà assistenziale preferita. In questo modo, per esempio, si potrà scegliere di rivolgersi sempre a un’associazione di volontariato con la quale ci si è trovati particolarmente bene, o che presenta caratteristiche che avvertiamo come essenziali: i credenti potranno ricorrere a strutture nelle quali potranno ricevere quotidianamente i sacramenti, mentre, al contrario, alcuni cittadini potrebbero sentirsi più a loro agio all’interno di associazioni di stampo laicale».
In conclusione, ritiene che la proroga richiesta a luglio abbia motivazioni valide?
«Potrebbe sembrare strano, dato che mi occupo di consulenza, e ogni dilatazione dei tempi operativi dovrebbe trovarmi favorevole, ma non penso che la proroga sia indispensabile, dato che l’iter che ha portato alla definizione della Legge, del quale sono stato testimone, ha prodotto un testo comprensibile, che prevede requisiti ragionevoli. L’importante, comunque, è che tutti i soggetti coinvolti – non solo le associazioni, ma anche gli stessi enti locali, chiamati a valutare le documentazioni e operare le verifiche – prendano confidenza con i termini della normativa, che porterà indubbi vantaggi a tutto il sistema. Se dunque con la proroga si eviteranno confusione e disguidi, non potrà che essere la benvenuta».
da: Toscana Oggi
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Pubblicato: 18 agosto 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Famiglie, Servizi educativi, Servizi sociali |
Cremona, 17.08.2010
IL DIRETTORE GENERALE
in esecuzione della deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 14/106 del 9 luglio 2010
rende noto
che è indetta procedura per l’accreditamentodelle unità di offerta sociale Asilo nido, micronido, nido famiglia e Centro prima infanzia.
Unità di offerta | Azienda Sociale Cremona.
45.805829
9.080200
Pubblicato: 27 luglio 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, appalti, Assistenti sociali, attuazione L. 328/2000, comunione e liberazione, Educatori professionali, Ferrario Paolo, Legislazione sociale e sanitaria della Regione Lombardia, LOMBARDIA, LR 3/2008, Politica dei servizi sociali, Politica sociale, Saggi e Articoli, Servizi sanitari, Servizi sociali |



Cinzia Gubbini – INVIATA A BRESCIA
WELFARE ADDIO
Un servizio molto poco sociale
La privatizzazione dei servizi di assistenza ha portato in Lombardia a una precarizzazione del lavoro degli assistenti. E’ il modello Formigoni, che finisce col penalizzare le famiglie più deboli
Elena vive in una casa in affitto in un paese in provincia di Brescia. Ha 35 anni e la sua non è una situazione facile: due figli minorenni, un divorzio alle spalle con un uomo disoccupato, nessuna prospettiva di lavoro. La sua occupazione principale al momento è cercare di orientarsi nel labirinto delle offerte dei servizi sociali lombardi. Una specie di supermarket in cui, per poter riempire il carrello, devi avere la mente lucida e la fortuna di incontrare qualcuno che ti sappia dare la dritta giusta. A Elena al momento non va malissimo: «Ho incontrato persone per bene, per esempio i volontari della Caritas», spiega. Bussando più e più volte alle porte del Comune – governato da un sindaco della Lega – è inoltre riuscita a mettere insieme un po’ di aiuti: «Per la scuola dei bambini ho ottenuto la “dote scolastica” – racconta – si tratta di un libretto con dei buoni da 10 euro, circa 120 in totale, con cui comprare i libri e tutto il resto». Poi ha ottenuto un contributo per sei mesi all’affitto, circa 450 euro. Infine, mostrando le bollette scadute, le hanno dato dei soldi per il riscaldamento. Ma se chiedi a Elena in base a quale bando ha «vinto» quei soldi risponde: «Non ne ho proprio idea, io dico qual è il problema, poi mi chiamano se ci sono dei soldi». E in quanto ai suoi reali bisogni, insiste «vorrei soltanto un lavoro, ma quello nessuno me lo trova».
A guardarla è evidente che Elena è prima di tutto una ragazza fragile, con un sacco di problemi alle spalle e l’incapacità di progettare da sola un futuro. Ma per questo tipo di multiproblematicità non è prevista la presa in carico nella regione Lombardia. Qui nella terra di Roberto Formigoni, presidente della regione al suo quarto mandato, i servizi sociali tradizionalmente intesi hanno cambiato volto da almeno quindici anni. Un terremoto, un cambio di stile. Un nuovo sistema che farà scuola nell’Italia federalista. Formigoni, fiero esponente di Comunione e Liberazione, si è applicato con particolare attenzione all’ambito dei servizi sociali, un po’ per la sua formazione culturale, un po’ perché il vasto e variegato mondo del privato sociale lo ha tenuto a battesimo. Da lì viene, e non se lo è scordato. E il privato sociale è oggi la vera spina dorsale della rete dei servizi sociosanitari lombardi. Ma qual è il modello-Formigoni patron di una regione di destra, dove si è saldato il connubio del cattolicesimo conservatore con la Lega, e che fa del federalismo la propria bandiera?
Il modello lombardo
Intanto è necessario avere qualche indicazione per orientare la bussola. In realtà è semplicissimo, perché tutto con la legge 31 del ’97 è stato semplificato e compartimentato. Alla regione spetta il cosiddetto Pac, cioè la programmazione, l’acquisto e il controllo dei servizi. Al privato sociale e cooperativistico spetta mettersi sul mercato per chiedere l’accreditamento e diventare così fornitori del servizio. All’utente spetta scegliere da chi vuole farsi assistere, utilizzando sostanzialmente due strumenti, già previsti dalla legge nazionale 328 del 2000 varata dal centrosinistra e prima legge quadro sui servizi sociali: i buoni e i voucher. I primi sono i vecchi contributi economici, che vengono riconosciuti alla famiglia come parziale risarcimento dell’assistenza che presta ai soggetti deboli – minori, anziani, disabili. Il voucher, invece, è un titolo sociale che quantifica le prestazioni e che deve essere speso presso quelle cooperative e associazioni che si sono accreditate. Ultima notazione: le Asl, che sono state negli anni accorpate, si occupano di gestire la parte sanitaria che è prevalentemente gratuita. Ai Comuni spetta invece la gestione dei servizi socioassistenziali, che sono prevalentemente a carico dell’utente – il quale può accedere a buoni e voucher se ha un basso reddito o determinate caratteristiche famigliari. Questo il quadro che potrebbe piacere a molti governatori, non solo di destra. Ma funziona?
Centralismo federalista
Per capirlo siamo andati a parlare con chi i servizi sociali li fa, o almeno li faceva: gli assistenti sociali. Categoria professionale che ha cambiato volto negli ultimi anni. Apparentemente lievitano i titoli di studio, ma si precarizzano le condizioni di lavoro. Molti di loro ormai lavorano a progetto, è difficile che rilascino dichiarazioni ai giornali con nome e cognome. Fatto sta che il dato generale è chiarissimo: si sentono ormai messi da parte, lamentano una decadenza del proprio ruolo «soprattutto una scissione ormai irrecuperabile tra il livello politico e quello tecnico: i politici decidono sulla base delle loro ideologie e delle loro priorità, senza nulla sapere nel merito dei servizi sociali. A noi tocca eseguire», spiega una delle assistenti sociali della Provincia di Brescia, Giovanna Lazzaroni.
Angiola Uberti vive a Palazzolo e ha iniziato la professione di assistente sociale nel ’74. Se ne è andata in pensione due anni fa, e già nel 2002 rinunciò a un incarico fiduciario nella Asl in cui lavorava perché non condivideva il nuovo sistema che portava alla privatizzazione dei servizi. «Io credo fermamente nel fatto che la gestione del servizio debba rimanere in mano pubblica – spiega – perché è più facile il controllo, ma anche il confronto tra gli operatori che è vitale per il servizio sociale». L’esternalizzazione dei servizi alle cooperative – per quanto possano essere ottime – ovviamente pone un ostacolo a questo tipo di processo. Angiola viene proprio da un altro mondo: la sua carriera è iniziata alle Stelline , il «mitico» istituto milanese per le ragazze orfane o con problemi in famiglia. I suoi ricordi sono un fiume in piena, eco di un mondo che non esiste più: «Noi eravamo studentesse, eppure la nostra parola contava. Mi ricordo che quando entrai volevano spostare l’istituto in campagna, avevano progettato un meraviglioso complesso pieno di tutti i confort. Noi ci opponemmo: cosa dovevano fare le ragazze là, in quella prigione dorata? Noi dovevamo insegnare loro ad avere a che fare con la vita, a riscattare se stesse giorno per giorno». Il progetto, con tutto quello che era costato, fu buttato alle ortiche. «Era un periodo in cui si discuteva moltissimo, ci si arrabbiava, ma si voleva cambiare», racconta Angiola. Un periodo di grande creatività, in cui la formazione delle assistenti sociali era in mano a professori come Giuliano Della Pergola e Guido Romagnoli. «Certo – riflette Angiola – poi deve venire il periodo delle regole», che è arrivato con la riforma sociosanitaria delle Usl (proprio qui a Brescia partì la battaglia perché fossero denominate “Ussl”, premettendo alla “s” di sanitarie quella di socio, cioè sociale). Anni in cui si è andati avanti per tentativi ed errori, forse con qualche sbavatura e con poca attenzione agli sprechi. Ma quando è arrivato Formigoni la virata impressa ai servizi sociosanitari non è piaciuta a una come Angiola: «Il primo effetto è stata una forte centralizzazione: non veniva più ascoltato ciò che proveniva dal territorio. Non c’era più possibilità di esprimere la benché minima perplessità. Poi dal 2000 hanno cominciato anche a mettere in piedi un sistema fatto di valutazioni, «pagelle», obiettivi che sia i lavoratori che i dirigenti devono raggiungere in base a criteri che però vengono stabiliti dalla regione e non sono concordati. Così succede – conclude – che ogni operatore deve lavorare affinché il direttore generale raggiunga gli obiettivi stabiliti».
Il punto di vista delle cooperative
L’insoddisfazione che si percepisce dalle parole degli assistenti sociali, specialmente quelli della «vecchia scuola», è presente in realtà anche in chi lavora nelle cooperative. S. è in pensione dal 2010, ma preferisce non rivelare il suo nome perché ora lavora come formatrice per una rete di cooperative molto influenti nella provincia di Brescia. La rete di cooperative si occupa di anziani, minori, psichiatrici e gestiscono anche un Sert privato – ultima frontiera della esternalizzazione modello Formigoni. Dal punto di vista di S. «gli standard che la regione Lombardia pretende dal privato sociale sono in realtà molto alti, e il controllo è piuttosto efficiente. Il problema è che la remunerazione non lo è altrettanto, tanto che in realtà il passaggio al privato per la regione molto spesso è un guadagno. Sei tu che lavori in cooperativa a dover inventare soluzioni alternative per rendere più efficaci le risorse». Nel magico mondo del mercato la regione cerca di risparmiare, e l’effetto sul privato è perverso. S. porta l’esempio delle residenze per anziani: «La valutazione del bisogno dell’anziano viene fatta sugli aspetti di motricità, comorbilità e comportamento, in questo ordine. Così succede che se io aiuto una persona a camminare non vengo premiata».
L’altra tendenza che si sta affermando, sempre in un’ottica di risparmio, è la progressiva integrazione delle prestazioni sanitarie – che sono gratuite – con quelle socioassistenziali – che sono in parte a carico dell’utente «con il rischio – dice S. – che venga meno la gratuità della parte sanitaria diventando tutto a contribuzione».
Il nodo culturale
Ma non è solo una questione di soldi. Alla base del modello c’è anche, ovviamente, una visione culturale. Permea tutto un asse valoriale cattolico, che pone al centro la vita «difesa «in ogni sua fase» e la famiglia sostenuta «con adeguate politiche sociali», come recita il nuovo statuto della regione, approvato nel 2008. Ma questa impostazione può essere un’arma a doppio taglio: «Un elemento cardine delle leggi lombarde sui servizi sociali è la cosiddetta ‘sussidiarietà orizzontale’, che nasce per mettere al centro l’individuo e i suo legami famigliari, ma che di fatto sta caricando la famiglia di compiti e responsabilità che non le sono propri», osserva ancora Giovanna Lazzaroni dalla provincia di Brescia. Così, tanta attenzione per la famiglia – ed è ovvio che si parli di famiglie con qualche problema – finisce per essere un boomerang. Ma non solo. Lo schema secondo cui il livello politico controlla, e il livello tecnico esegue comporta che il primo decide anche sulle priorità, aldilà di una reale lettura dei bisogni della società attuale. «Oggi non esiste più il soggetto con un solo problema, ad esempio quello economico – spiega D. L., formatrice della provincia di Brescia – la nuova emergenza è quella della multiproblematicità: lo sfaldamento dei riferimenti sociali determina che chi perde lavoro entra velocemente, ad esempio, in depressione, perde la capacità di relazionarsi con la sua famiglia, entra nel tunnel di qualche dipendenza». Ci sarebbe bisogno, insomma, di una vera potenza di fuoco da parte dei servizi per rispondere a questo tipo di situazioni: «La realtà purtroppo è ben diversa – aggiunge D. L. – la privatizzazione causa un disinvestimento sulla formazione e sulla ricerca. E contemporaneamente le politiche sociali sono in balia del partito di turno. Ultimamente mi è capitato di sentire, da parte di un assessore della zona, che non aveva senso investire sulla mediazione famigliare perché tra moglie e marito se la vedono tra loro».
da : http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/argomenti/numero/20100727/pagina/08/pezzo/283363/
Cinzia Gubbini
“La cricca di Cl fagocita tutto”
«La regione Lombardia ha creato un nuovo modello: usare il sistema liberista con il bilancio pubblico». Paolo Ferrario docente a contratto privato della Università di Milano Bicocca, insegna Politiche sociali. È da anni ormai un attento osservatore delle trasformazioni dei servizi sociali lombardi.
Cosa intende con il termine sistema liberista nei servizi sociali?
La legge del ’97 ha messo in concorrenza soggetti privati che vendono il loro prodotto, cioè il servizio. La Regione ha stabilito dei criteri generali attraverso cui accreditare questi soggetti. Se il cittadino li sceglie, allora la Regione restituisce al soggetto produttore il costo del servizio.
Detta così non sembra male. Cosa c’è di sbagliato?
Che stiamo parlando di servizi sociali, e in questo ambito lo schema studiato in Lombardia funziona solo per alcune attività: quelle remunerative. Un buon esempio possono essere i laboratori di analisi: l’offerta in Lombardia è altissima, superiore alla domanda tanto che non ci sono code per chi ha necessità di fare gli esami del sangue. La situazione è ben diversa per tutti quei servizi legati alla cronicità – psichiatrici, disabili, ma anche dipendenze. Il perché è semplice: costano molto di più, sono molto più impegnativi e molto meno remunerativi. Ma non funziona neanche con i Pronto soccorso, per le stesse ragioni: costi troppo alti. Cosicché non si riescono a trovare abbastanza soggetti da mettere in concorrenza su questi terreni, che pure sono essenziali per la struttura dei servizi sociali. Dunque, uno schema puramente ideologico non può funzionare nell’ambito dei servizi sociali: occorre valutare situazione per situazione.
Eppure la Lombardia è la «capitale» delle Residenze per anziani, un tipico esempio di servizio sociale privato legato alla cronicità: la vecchiaia…
Giusto, ma si tratta di un caso particolare: le Rsa erano già private. Ben prima della legge quadro sui servizi sociali del ’97 erano già 600. Di certo avevano una caratteristica «localistica»: i consigli d’amministrazione erano legati al territorio. Vi sedevano dall’assessore al sindaco. Era comunque una rete ben sviluppata ed era logico valorizzarla. E infatti la Regione lo ha fatto, investendo moltissimo denaro. Il problema sono i nuovi servizi.
Il nodo è, insomma, la compatibilità dei costi.
Il nodo è il funzionamento del mercato, che va bene in questi casi solo se è regolato. Se esiste cioè un soggetto che si incarica di capire dove ce ne sono di più e dove ce ne sono di meno e di garantirli. Soprattutto non va bene la concorrenza perché necessariamente innesca un processo di corsa al prezzo al ribasso, che nei casi di sanità e servizi sociali genera mostri. Poi ci ritroviamo con le cliniche che inventano gli infartuati, come documentato da una puntata di Report su Rai3, per poter ottenere i finanziamenti e starci così con i costi, oltre ovviamente al lucro.
Non c’è chi misura i bisogni, però una delle critiche che più spesso si sente fare sull’organizzazione dei servizi sociali lombardi è che sono centralizzati. E’ così?
Distinguerei tra il livello comunale e quello regionale. La regione governa le Asl e il settore sociosanitario, ai Comuni resta la gestione del segmento sociale in cui ovviamente l’impatto dell’ideologia leghista diventa più forte. Ma non sottovaluterei il fattore ideologico del livello regionale, dove la centralizzazione è massima. Occorre dire la verità: in Lombardia il vero scandalo è che a governare è una cricca del sottosistema religioso: Comunione e Liberazione. Hanno occupato tutti i vertici, sono un vero gruppo di potere che ha le sue ideologie, i suoi leader e i suoi rituali. E le sue priorità. Lo smisurato sviluppo della diagnostica e la decisione di investire in questo settore, allora può anche essere letto con la lente della bioetica.
da: http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2010/mese/07/articolo/3141/http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2010/mese/07/articolo/3141/
Pubblicato: 8 giugno 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Amministrazione dei servizi, appalti, Carta dei servizi, Ferrario Paolo, Valutazione e Qualità |
Buongiorno Professor. Ferrario,
devo ancora una volta chiedere il suo gentile aiuto.
Non riesco a capire il collegamento (se esiste!) fra accreditamento (328) – controllo e certificazione della qualità- iso9001 e per questo mi trovo a un punto morto della stesura della mia tesi.
Potrebbe illuminarmi a riguardo?
La ringrazio infinitamente
…
gentile dottoressa …
non c’è collegamento strettamente istituzionale fra i due processi.
la certificazione di qualità (e le sue regole) è una azione che moltissime cooperative sociali ed anche enti pubblici hanno avviato in autonomia. in pratica si mettono nelle mani di questi enti certificatori (tutti privati) i quali arrivano e scandagliano le procedure delle singole attività di servizio e le aggregano in complicatissimi ed onerosissimi manualidi adempimenti (in genere basati su questionari interni)
perchè lo hanno fatto?
per essere più competivi sul mercato dei servizi. presentarsi ad un appalto dicendo “abbiamo la certificazione di qualità” contribuisce al punteggio. La pigrizia della pubblica amministrazione nel dotarsi di propri strumenti di valutazione le ha portate e porta ad affidarsi a tecnici che – spesso – non conoscono neppure lontanamente la cultura dei servizi.
L’altra soluzione è la carta dei servizi: questa sì una scelta oculata, in sintonia con la pubblica amministrazione ed orientata alla quelità del servizio!
Tuttavia il dato empirico è che convivono sia la scelta di mettersi nelle mani dei certificatori che quella interessantissima del “fai da te ” la carta dei servizi
veniamo all’accreditamento
questa procedura consiste in una valutazione delle caratteristiche organizzative e professionali di un servizio. se questo ente ed i suoi servizi corrispondono ai requisiti definiti dalle delibere di accreditamento, questo ente entra a far parte della offerta locale di prestazioni
per fortuna le delibere di accreditamento prescrivono la presenza della carta dei servizi. Lo considero un miracolo istituzionale che andrebbe incoraggiato.
certamente gli enti faranno valere – se ce l’anno – l’esistenza di una certificazione di qualità. e così questo requisito potrebbe anch’esso essere considerato.
sulla carta dei servizi le consiglio questo libro cui ho collaborato:
anche se riferito ad una RSA il libro spiega attarverso un caso organizzativo di che cosa si tratta e come funzionano le carte
quindi per rispondere in estrema sintesi alla sua domanda: certificazione, carte dei servizi sono tutti strumenti orientati alla qualità del servizio. e le procedure di accreditamanto tendono tutte a verificare l’esistenza di fattori di qualità nei servizi. tuttavia – per ora – non esiste obbligo alla certificazione di qualità. ma è solo una opportunità che gli enti si danno per competere sul mercato
le auguro buoni giorni e buon futuro
paolo ferrario
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Pubblicato: 3 giugno 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Servizi sociali, Toscana |
TOSCANA, L.R. n. 82/2009,Accreditamento delle strutture e dei servizi alla persona del sistema sociale integrato.
B.U.R. Toscana – n. 56 del 31/12/2009

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Pubblicato: 27 maggio 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Audiolibri, Legislazione sociale e sanitaria della Regione Lombardia, LOMBARDIA, LR 3/2008, Politica dei servizi sociali, Servizi sanitari, Spesa sanitaria |
Il 2 maggio 2010 Report (programma di informazione televisiva curato da Milena Gabanelli) ha dedicato una puntata di inchiesta giornalistica sul cosiddetto modello lombardo di politica sanitaria.
Per chi avesse perso questa serata di autentico giornalismo investigativo troverà qui:
1. il video (ringrazio Ugo Albano che me lo ha segnalato):
2. gli audio, che ho realizzato tramite un piccolo registratore della Olympus.
Occorre provare a fare memoria storica, in un tempo di grande tendenza alla obsolescenza dei dati e delle informazioni. Questi materiali internettiani hanno un notevole valore documentale e meritano di essere conservati alla pari di una qualsiasi pubblicazione cartacea
Il Primo audio contiene:
- le interviste all’attuale assessore alla sanità, Luciano Bresciani, che è fautore del modello e al precedente assessore Alessandro Cè che ne ha individuato alcuni limiti distorsivi
- la situazione di alcuni Ospedali sottoposti ad indagine della magistratura per reati penali dovuti ad abusi nell’uso degli accreditamenti
- una spiegazione di cosa sono i DRG
Il Secondo audio contiene:
- alcuni profili biografici di imprenditori della sanità, particolarmente elogiativi del modello lombardo
- qualche cenno a sistema dei controlli che si manifesta all’interno del modello organizzativo lombardo
Il Terzo Audio continua con i profili di alcuni imprenditori della sanità e dei tentativi di investimento in altri settori produttivi, a partire dai profitti realizzati nel sistema sanitario
Questo post è in stretta connessione a una dispensa didattica dedicata allo stesso argomento:
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Pubblicato: 27 maggio 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, appalti, Carta dei servizi, contratti, Dispense didattiche, Ferrario Paolo, Legislazione sociale e sanitaria della Regione Lombardia, LOMBARDIA, LR 3/2008, Organizzazione dei servizi, Servizi sanitari, Servizi sociali |
DISPENSA DIDATTICA: Paolo Ferrario, La politica dei servizi nella Regione Lombardia e il governo delle reti sanitarie, socio-sanitarie e sociali (con particolare riferimento alla LR n. 3/2008 e LR n. 33/2009)
Ho diviso il commento audio di questa dispensa in tre parti
AUDIO 1: Paolo Ferrario, Il modello lombardo delle politiche sociali
AUDIO 2: Paolo Ferrario, Il cosiddetto “principio di sussidiarietà”
AUDIO 3: Paolo Ferrario, Regolazione delle due reti: sociale e socio sanitaria (LR 3/2008)
AUDIO 3: Paolo Ferrario, Appalti ed Accreditamenti come forme amministrative di governo dei servizi
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Pubblicato: 13 maggio 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Servizi sanitari |
Il 61% delle strutture sanitarie private non risultano ancora in regola con l’accreditamento con il Sistema sanitario nazionale. In Italia, infatti, quelle che lavorano in nome e per conto del Servizio sanitario nazionale sono 13.375, ma le definitivamente accreditate (al 31 maggio 2009) rappresentano solo il 39.1% (5.232) del totale, dato che scende al 37.6% (5.023)per quelle provvisoriamente accreditate. Questa la fotografia scattata da un’indagine condotta dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) in collaborazione con il Gruppo Tecnico per l’Accreditamento.
Le strutture che sono attribuite, da alcune Regioni, alla competenza del settore sociale sono il 6,2% (823) mentre il restante 17.2% (2.297) viene inserito nella categoria ”altro”.
Nel computo complessivo, sepcifica l’Agenas, ”non sono comprese le strutture private che sono state accreditate ma che non hanno stipulato un contratto con il Ssn”.
In particolare, delle 13.375 totali le strutture piu’ numerose sono quelle della specialistica ambulatoriale che rappresentano il 48% del totale (6.482): ambulatori di radiologia (8%), laboratori analisi (19%), altri ambulatori (21%). Il 47% (6.349) e’ rappresentato da strutture residenziali sociosanitarie, quali: le residenze per anziani e demenze senili (20%); strutture di riabilitazione2, comprendenti strutture di riabilitazione ex art. 26 della Legge 833/78 e residenze per disabili fisici e psichici (15%); strutture per dipendenze patologiche (5%); strutture per persone con problemi psichiatrici (7%). Gli Hospice e le residenze per malati di AIDS rappresentano una quota minima, con 88 strutture private complessive, pari all’1% del totale.
Il 4% (544) e’ rappresentato dalle Case di Cura che hanno una percentuale di accreditamento definitivo del 52%.
La tipologia di accreditamento appare differenziata nelle diverse aree geografiche: nell’Italia Nord-Occidentale, la maggioranza delle strutture (70%) e’ accreditata in via definitiva, nell’Italia Nord-Orientale la maggioranza delle strutture (60%) e’ provvisoriamente accreditata; al Centro la maggioranza delle strutture (60%) e’ provvisoriamente accreditata mentre nel Meridione risulta una prevalenza delle situazioni ”altro” (49%) e la piu’ bassa percentuale (5%) di strutture definitivamente accreditate. Infine, nelle isole il dato prevalente e’ quello dell’accreditamento definitivo (66%), ”considerando – evidenzia l’Agenas – che si tratta di due Regioni, di cui solo una (Sicilia) con un numero rilevante di strutture private che sono state accreditate in via definitiva”.
Per quanto riguarda invece la distribuzione dell’accreditamento definitivo per area geografica il primato spetta all’Italia Nord-Occidentale con il 70%, seguita dalle isole (66%), dall’Italia Centrale (24%), dall’Italia Nord-Orientale (17%) e dal Mezzogiorno (5%).
Nel complesso le strutture private ad ”esclusiva” valenza sanitaria (Case di Cura e Strutture ambulatoriali) sono quelle che registrano i maggiori valori percentuali di accreditamento definitivo mentre le strutture sociosanitarie mostrano il maggior ritardo di adeguamento.
Per alcune Regioni questo dato, spiega l’indagine dell’Agenas, deriva dalla scelta di attribuire i percorsi di autorizzazione ed accreditamento delle strutture sociosanitarie alla competenza del Settore Sociale, pertanto seguono una diversa procedura, che prevede tempi differenti da quelli indicati dalla Legge Finanziaria 2007. L’evidenza, emersa dall’indagine, dell’impossibilita’ per molte regioni italiane di perseguire l’obiettivo dell’accreditamento definitivo delle strutture private entro il 2009 ha comportato la dilazione di un anno (al 1 gennaio 2011), sancita nel Patto per la Salute 2010-2012 e nella legge Finanziaria 2010.
l’indagine Agenas è qui:
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Pubblicato: 14 aprile 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Veneto |
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Area Socio Sanitaria e Sociale
(Allegato A alla DGR n. 2067 del 3 luglio 2007)
I Comuni al momento del rilascio del provvedimento finale di autorizzazione all’esercizio L.R 22/2002, devono inviarne copia alla Segreteria Regionale Sanità e Sociale e all’Agenzia Regionale Socio Sanitaria del Veneto. Queste informazioni verranno utilizzate per la redazione di un archivio contenente tutti i provvedimenti sanitari rilasciati ai sensi della L.R 22/2002 nella Regione Veneto
(Allegato 5 DGR 2501/04 e successive modifiche da DGR 84/2007))
Rilettura dell’allegato sulla classificazione (scarica in PDF)
Codice deontologico dei facilitatori e valutatori
(Allegato F DGR 84/2007)
Su indicazione della Direzione Regionale dei Servizi Sociali, il conteggio della tempistica per la presentazione delle domande di autorizzazione all’esercizio ex L.R. 22/2002, partirà dal 27/07/2007, data in cui è stata pubblicata la DGR 2067 di approvazione delle procedure per l’applicazione della D.G.R. n. 84 del 16.01.2007
Proroga termine per la presentazione della prima domanda di autorizzazione all’esercizio area Servizi alla prima infanzia. Nota dell’Assessore Valdegamberi del 3/03/2009
(Allegato A DGR 84/2007)
(Allegato B DGR 84/2007)
(Tipologie di offerta che non sono soggette all’autorizzazione all’esercizio, ma entrano a far parte del sistema di offerta dei servizi in quanto previsti dal Piano Socio Sanitario Regionale)
torna su
(Allegato C DGR 84/2007)
I requisiti sono stati riorganizzati in modo che ciascuna struttura debba rispondere ai requisiti generali, ai requisiti dell’area di afferenza e ai propri requisiti specifici
Per valutare le liste di verifica è necessario prendere visione dell ‘Allegato A
(Allegato D DGR 84/2007)
Si segnala che gli indicatori di attività relativi all’AREA INFANZIA: Incidenza delle attività educative/di animazione e Incidenza delle attività di cura della persona sono da ritenersi NON VALIDI, essendo un refuso e quindi inseriti erroneamente
(Allegato A DGR 2067/2007)
Conto BancoPosta intestato ad Agenzia Regionale Socio Sanitaria
Codice IBAN
IT69 Y076 0102 0000 0008 1200 909
Codice Fiscale
03455920276
Partita IVA
03864970276
Pagamento tramite bonifico indicando nella causale: Oneri per accreditamento istituzionale ed estremi della struttura richiedente
La ricevuta del bonifico andrà allegata alla domanda di accreditamento.
Modulistica
scarica in formato pdf
“Si ricorda che nel provvedimento di autorizzazione va specificato il numero dei posti autorizzati”
Il documento allegato è un fac-simile, ogni autorità competente ha quindi la facoltà di utilizzarlo modificandolo in parte sulla base delle proprie esigenze
Domanda di autorizzazione all’esercizio
Domanda di accreditamento istituzionale
Le domanda di autorizzazione e/o conferma all’esercizio, nonché la domanda di accreditamento dovrà essere in regola con la vigente normativa sull’imposta di bollo (DPR n. 642/1972 e successive modifiche ed integrazioni) e deve essere formulata dal titolare o dal legale rappresentante dell’ente titolare del servizio di cui alla DGR 84/2007 (fac-simile in allegato); deve essere inviata, tramite raccomandata, al Presidente della Giunta Regionale del Veneto o al Sindaco del Comune/ Comuni Associati a seconda della tipologia della unità di offerta, in relazione all’autorità competente come individuata dall’allegato alla DGR 2501 del 6 agosto 2004 “Classificazione delle strutture”
Fac simile per il rilascio dell’accreditamento istituzionale per le strutture sociali
(Sviluppato in collaborazione con il Servizio Sociale del Comune di Chioggia)
Formazione
NEWS: Conclusione del percorso formativo per chi ha partecipato nel corso del 2005 alla formazione per la sperimentazione (leggi tutta la news)
Altra documentazione
Convegno organizzato da URIPA (Unione Regionale Istituzioni e Iniziative Pubbliche e Private di assistenza agli anziani )e ARSS
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ARSS – Area Socio-Sanitaria e Sociale
Pubblicato: 12 aprile 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Toscana |
La giunta regionale ha approvato il regolamento per l’accreditamento delle strutture e dei servizi alla persona del sistema sociale integrato .
I requisiti e gli indicatori previsti dal Regolamento riguardano in particolare la gestione dei servizio in relazione al sistema organizzativo, gli aspetti tecnico-professionali , le modalità di rilevazione della soddisfazione degli utenti e degli operatori , la verifica dell’attività svolta e dei risultati raggiunti in riferimento ai piani personalizzati di intervento, i requisiti generali per l’accreditamento distinti per tipologia di servizio , le modalità di concessione ,gestione ed erogazione dei titoli di acquisti per le specifiche prestazioni erogate per le istituzioni territoriali competenti .
- Decreto Presidente giunta regionale n. 29/R – 3 marzo 2010
SPI Nazionale > Side Menu > Informazione > Salute > 2010 > Toscana: regolamento servizi socio-sanitari
Pubblicato: 12 aprile 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Emilia Romagna |
Normativa sull’accreditamento dei servizi socio-sanitari
Normativa sull´accreditamento dei serviz – Saluter
Pubblicato: 31 marzo 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Milano, Servizi sociali |
Comunicazione Preventiva d’Esercizio delle Unità d’Offerta Sociale (CPE) e loro Accreditamento.
La Regione Lombardia, con Decreto della Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale n. 1254/2010, ha stabilito nuove norme per i gestori che intendono attivare una struttura tra quelle appartenenti alla rete sociale, tra quelle sotto elencate. Gli interessati devono presentare la CPE – Comunicazione Preventiva di Esercizio (corredata dalla documentazione prevista), che sostituisce a tutti gli effetti l’Autorizzazione al Funzionamento , direttamente al Comune di Milano e, più precisamente,
all’Ufficio Autorizzazioni Monitoraggio Controllo – Settore Politiche della Famiglia – della Direzione Centrale Famiglia, Scuola e Politiche Sociali, sito in Via Porpora n.10 – 20131 Milano.
La CPE può essere, peraltro, anche fatta pervenire al sopra citato Ufficio a mezzo posta raccomandata A.R.
Una copia della CPE, esclusa la documentazione allegata, deve essere inviata anche all’Asl Milano – Servizio Vigilanza e Accreditamento – Via Statuto n.5 – 20121 Milano.
Le strutture socio-assistenziali facenti capo alla rete sociale sono:
• Nido d’Infanzia;
• Micronido:
• Centro Prima Infanzia;
• Nido in Famiglia;
• Centro Aggregazione Giovanile;
• Comunità Alloggio Disabili;
• Servizio di Formazione all’Autonomia per Persone Disabili;
• Centro Diurno Anziani;
• Comunità Educativa;
• Comunità Familiare;
• Alloggio per l’Autonomia;
• Centro Ricreativo Diurno;
• Centro Socio Educativo.
Casi in cui la CPE – Comunicazione Preventiva di Esercizio - deve essere presentata:
- messa in esercizio di unità d’offerta afferenti alla rete sociale;
- variazione della capacità ricettiva dell’unità d’offerta,
- trasformazione di unità d’offerta esistenti;
- trasferimento in altra sede di unità d’offerta esistenti;
- cambiamento del soggetto gestore.
Casi in cui la CPE (Comunicazione Preventiva di Esercizio) non deve essere presentata:
- cambio della persona del Legale Rappresentante o dell’Amministratore del soggetto gestore (è sufficiente inviare lettera per informazione);
- sperimentazione di un’unità d’offerta innovativa e non rientrante nella rete regionale (è sufficiente inviare comunicazione contenente i contenuti organizzativi e strutturali della sperimentazione. L’Ufficio prenderà atto con apposito provvedimento);
- messa in esercizio di attività sociali tra quelle previste dall’art. 3 – comma 2 – della Legge n.3/2008. Il gestore deve, comunque, garantire il rispetto delle Leggi Regionali o Nazionali in materia di Igiene e Sanità Pubblica, di Sicurezza degli Impianti, di Urbanistica-Edilizia e, nel caso di utilizzo di personale dipendente, il rispetto di quanto stabilito in materia di rapporti di lavoro dalla normativa vigente. È opportuno che il gestore invii all’Ufficio Comunale una relazione dalla quale si evinca la caratteristica dell’attività avviata sul territorio.
Procedimento per la messa in esercizio:
- presentazione della CPE, utilizzando la modulistica allegata;
- l’Ufficio Autorizzazioni – Monitoraggio – Controllo verifica la completezza della comunicazione e di quanto autodichiarato, relativamente ai requisiti posseduti, nonché la presenza dei certificati relativi ai requisiti soggettivi, entro 30 giorni lavorativi;
- il Comune, effettuate le verifiche indicate, richiede all’Asl Milano la visita di vigilanza, che sarà effettuata entro 60 giorni dalla data di ricevimento della richiesta. Entro 75 giorni dalla richiesta del Comune, l’ Asl Milano è tenuta a dare esito dell’attività di vigilanza sia al Comune che al gestore.
Accreditamento
Sempre con il citato Decreto Regionale n. 1254/2010, la Regione Lombardia fornisce informazioni più dettagliate sul sistema di Accreditamento.
L’accreditamento è il processo di ulteriore qualificazione delle Unità d’Offerta Sociale in esercizio.
La richiesta di accreditamento è volontaria.
Il soggetto “accreditato” viene riconosciuto come soggetto che può erogare prestazioni o servizi, relativi all’Unità d’Offerta Accreditata, per conto del Servizio Pubblico.
Il Comune di Milano ha avviato un processo sperimentale per l’ accreditamento di offerte multiple all’interno di una rete Pubblico/Privato, per perseguire obiettivi di più alti livelli di qualità ed efficienza negli interventi e servizi per soddisfare i bisogni sociali della cittadinanza. Ciò genererà un mercato sociale regolato, al quale i cittadini possono rivolgersi, esercitando la propria libertà di scelta, con il riconoscimento e il sostegno delle proprie fragilità, garantito dalla responsabilità pubblica.
In questa fase, l’accreditamento è presupposto necessario per poter stipulare contratti o convenzioni per l’acquisto delle prestazioni di tipo educativo per la Prima Infanzia e socio-educativo e socio-assistenziale personalizzato per minori, adolescenti, anziani, disabili e loro famiglie.
Condizione fondamentale e indispensabile per ottenere l’accreditamento di un’unità d’offerta sociale è “essere in regolare esercizio”, ovvero aver presentato la CPE per la stessa unità d’offerta ed aver avuto esito positivo dalla relativa attività di vigilanza espletata dall’Asl Milano. Inoltre è necessario possedere tutti i requisiti di qualificazione fissati dal Comune (per ulteriori informazioni seguire i link nella sezione Siti utili).
Presentazione della richiesta di Comunicazione Preventiva di Esercizio e della richiesta di Accreditamento
Il Gestore per la presentazione della CPE (Comunicazione Preventiva di Esercizio), nonché per la procedura di accreditamento, si dovrà attenere a quanto previsto dalla normativa regionale vigente che, per opportuna conoscenza, si allega.
La presentazione della CPE dovrà avvenire utilizzando gli appositi moduli, anch’essi allegati.
La richiesta di accreditamento è presentata dall’ Ente Gestore, attraverso il suo Legale Rappresentante.
N.B.: le informazioni, relative alle procedure di accreditamento, saranno disponibili negli appositi bandi che verranno, di volta in volta, pubblicati sul Sito del Comune di Milano sotto la voce “Bandi”.
Per informazioni sulle modalità della presentazione della CPE (Comunicazione Preventiva di Esercizio):
Ufficio Autorizzazioni – Monitoraggio – Controllo
Tel.: 02-884.62665 – 62675
Fax: 02-884.62646
Orario di apertura:
Su appuntamento, da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 12.30
Allegati
COMUNE DI MILANO – Comunicazione Preventiva d’Esercizio delle Unità d’Offerta Sociale (CPE) e loro Accreditamento.
Pubblicato: 31 marzo 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Servizi educativi, Servizi sociali |
- Comune di Meda, Bando di accreditamento per prestazioni educative domiciliari per soggetti diversamente abili (ADH) e per prestazioni educative domiciliari (ADM) per famiglie con minori
vai a:
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9.092748
Pubblicato: 18 marzo 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Ferrario Paolo, Lettere, Commenti, Conversazioni, Servizi educativi |
Gentile Professor Ferrario,
sono una studentessa che lo scorso anno accademico ha seguito il suo corso di Politiche Sociali presso l’università ….
In questo momento mi trovo alle prese con la stesura della tesi di laurea magistrale, e mi chiedevo se poteva darmi alcune informazioni e suggerimenti che mi possano essere di aiuto.
In particolare l’argomento di cui mi occupo è la questione dell’autorizzazione al funzionamento e dell’accreditamento dei servizi educativi (nidi d’infanzia) dal punto di vista del coordinatore pedagogico.
Volevo sapere se conosceva il quadro normativo e storico di questi due argomenti prima dell’avvento della 328/2000, cioè quale situazione la antecedente la 328 è venuta a normare.
La ringrazio anticipatamente per l’attenzione e mi scuso per il disturbo.
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Pubblicato: 17 marzo 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Migrazioni, Servizi sociali |
affidamento della gestione di servizi relativi al funzionamento di un Centro Polifunzionale per l’accoglienza temporanea e l’assistenza in favore dei richiedenti protezione internazionale, rifugiati e titolari di protezione sussidiaria e/o umanitaria (di seguito denominato “Centro”), per una capienza massima di 130 persone, presso un immobile idoneo nella disponibilità del soggetto offerente, come meglio specificato nel Capitolato d’appalto, contenente la descrizione dei servizi, le specifiche tecniche e le altre condizioni, allegato quale parte integrante e sostanziale del presente Bando di gara.
Pubblicato: 15 marzo 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Comuni, Comuni associati, Servizi sociali, Sicilia |
DISTRETTO SOCIO – SANITARIO D 48
REGOLAMENTO DI ACCREDITAMENTO DISTRETTUALE
Approvato con delibera del Comitato dei Sindaci N. 72 del 22/12/2009
CRITERI E MODALITA’ PER L’ACCREDITAMENTO DEI SOGGETTI PRODUTTORI DI SERVIZI E PRESTAZIONI SOCIALI
Pubblicato: 13 marzo 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Comuni, Disabilità e Handicap, LOMBARDIA, Servizi sociali |
La legge regionale 12 marzo 2008, n. 3 “Governo della rete degli interventi e dei servizi sociali alla persona in ambito sociale e sociosanitario” disciplina la rete delle unità d’offerta sociosanitarie e sociali, quale insieme integrato di servizi, di prestazioni, anche di sostegno economico, e di strutture territoriali, domiciliari, diurne e residenziali, in grado di fornire una adeguata risposta al bisogno di assistenza delle persone e delle famiglie.
Con la legge 3/08 il processo di semplificazione amministrativa viene portato a compimento anche per le unità d’offerta sociali.
La vigilanza viene pertanto spostata sulla fase di esercizio e quindi sulla verifica in concreto dello stato dei luoghi e di gestione.
L’accreditamento è invece condizione per poter accedere alla stipula di contratti con il Comune, e ciò entro i limiti, rimessi alla discrezionalità dell’ente locale, della sostenibilità finanziaria e della programmazione locale. In tal senso, la rete sociale, alla pari di quella sociosanitaria, assume le caratteristiche di un sistema integrato, dinamico, aperto alla sperimentazione ed alla collaborazione tra pubblico e privato, ma sempre governato dall’ente locale.
I piani di zona diventano, pertanto, lo strumento principale della governance.
Perché la rete sociale possa garantire condizioni uniformi nella erogazione di servizi e di prestazioni in ambito regionale, pur nel rispetto dell’autonomia degli enti locali, la legge ha affidato alla Regione il compito di definire i requisiti minimi di esercizio delle unità d’offerta sociali ed i criteri per il loro accreditamento.
L’intervento regionale, conseguente alla LR 3/08, si colloca nel solco delle iniziative già intraprese dalla Giunta regionale negli anni precedenti che, oltre a portare ad esistenza diverse tipologie di unità d’offerta, ne ha definiti i requisiti di autorizzazione e per alcune i criteri di accreditamento.
In allegato: Decreto Direttore Generale 15 febbraio 2010 – n. 1254 – Prime indicazioni operative in ordine a esercizio e accreditamento delle unità d’offerta sociali – 310 Assistenza (Bur Serie Ordinaria 8 marzo 2010 n. 10)
Nello specifico, nell’allegato 1 del suddetto regolamento, sono contenuti i requisiti minimi di esercizio e i criteri regionali di accreditamento delle unità di offerta sociali individuate dalla giunta regionale.
Per quanto riguarda l’area disabili questi criteri si riferiscono a Comunità alloggio, Centri Socio Educativi (CSE) e Servizio di Formazione all’Autonomia per persone disabili (SFA).
Per ogni area sono presenti disposizioni circa:
– la capacità ricettiva e l’organizzazione;
– i requisiti organizzativi generali, come ad esempio i rapporti con l’utenza, la gestione dell’emergenza, la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’immobile e delle pertinenze, la gestione dei servizi generali, i progetti educativi individualizzati, il funzionamento, i criteri per la scelta di personale qualificato
– requisiti tecnologici e strutturali: suddivisi tra strutture già esistenti e strutture di nuova realizzazione, riguardo all’articolazione della struttura ed agli spazi generali e, per alcuni servizi, spazi connettivi ed elementi costruttivi
Sono poi riportati i criteri regionali di accreditamento:
1. Per le Comunità alloggio e per i CSE (in riferimento al D.G.R. 16 febbraio 2005, n° 20943) riguardano requisiti organizzativi generali come:
– Rapporti con l’utenza
– Accessibilità
– Formazione del personale
– Debito informativo
– Qualifiche del personale.
2. Per gli SFA invece i criteri regionali di accreditamento delle Unità d?Offerta Sociale Servizio di Formazione all’Autonomia (SFA) sono a tutt’oggi in via di definizione.
VEDI: www.personecondisabilita.it
tratto da: NONPROFITONLINE
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Pubblicato: 8 marzo 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Emilia Romagna |
Bologna
il 26 marzo 2010
presso il Centro Congressi Savoia Hotel
Il convegno si protrarrà per tutta la giornata, con una sessione seminariale al mattino e un dibattito – Tavola Rotonda al pomeriggio.
L’abstract che riassume il convegno riporta una breve riflessione:
Con l’art. 23 L. 4/2008, la Regione Emilia Romagna ha introdotto le procedure dell’accreditamento transitorio e dell’accreditamento provvisorio per consentire l’avvicinamento graduale all’accreditamento definitivo, che, per requisiti e condizioni, non può essere conseguito subito o in tempi brevi.
Le difficoltà maggiori risiedono nel possesso dei requisiti strutturali e funzionali e nella definizione della responsabilità gestionale unitaria e complessiva dei servizi.
La Giunta Regionale ha successivamente adottato tutti i provvedimento amministrativi necessari al concreto avvio delle procedure, quindi, non resta che armarsi di buona volontà, studiare e mettersi in cammino verso questo nuovo mondo nella consapevolezza che lo sforzo che si deve fare porterà ad un sistema organizzativo adeguato al raggiungimento dell’obiettivo di un miglioramento dei servizi fino al massimo livello di qualità sostenibile con le risorse.
La giornata si svolgerà secondo il seguente
PROGRAMMA
10,00 Renato Dapero
(Pres. ANOSS – Sez. Emilia Romagna )
Accreditamento e qualità: Principi
10,30 Dino Terenziani
(Consulente)
L’accreditamento in Emilia Romagna: un percorso di rinnovamento del welfare
11,00 Marco Elefanti
(Docente di economia – Università Cattolica)
Modelli di accreditamento ed evoluzione dei sistemi di welfare locale
11,30 Raffaele Tomba
(Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale – Responsabile area Innovazione Sociale)
L’accreditamento dei servizi sociosanitari: ruoli dei diversi attori, percorsi, tempi
Segue dibattito
13,00 Pausa pranzo
14,30 Tavola rotonda e dibattito
Accreditamento e priorità operative
Partecipano gli stessi relatori della sessione del mattino
16,30 Chiusura dei lavori e consegna attestati
Chairman Renato Dapero
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Il convegno studia le modalità operative per l’accreditamento con particolare attenzione alle responsabilità dei soggetti coinvolti e agli effetti prodotti sul sistema di welfare.
È destinato a dirigenti e responsabili degli enti gestori:
La partecipazione è gratuita, ma, per ragioni organizzative è indispensabile la prenotazione che potrà essere fatta compilando e inviando per fax la scheda contenuta nell’invito o inviando una mail all’indirizzo riportato nell’invito. Per vedere copia del volantino di invito clicca sulò seguente link: http://daperoricercasociosanitaria.blogspot.com/2010/02/accreditamento-dei-servizi.html
viaGoogle Reader (1000+).
Pubblicato: 17 febbraio 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, appalti, contratti, Diritto Amministrativo, LIBRI NEWS, Maggioli editore |
Scopo di questa nuova opera è rendere agevole la comprensione della complessa disciplina normativa che regola la materia e fluido lo svolgimento dell’attività di approvvigionamento di un ente pubblico, senza dare per scontate eventuali conoscenze pregresse.
Arricchita da modulistica, schemi riassuntivi e tavole sinottiche, la trattazione svolge in maniera chiara e lineare le singole fasi procedurali: in particolare, la prima sezione è dedicata agli adempimenti concernenti la fase di gara, la seconda alla richiesta di accesso agli atti e al contenzioso tra imprese e stazione appaltante, la terza alle problematiche inerenti la corretta gestione del contratto stipulato.
Una speciale attenzione è dedicata agli aspetti preparatori della gara che rivestono rilevanza fondamentale per il successo dell’intera procedura di approvvigionamento.
La modulistica fornita – disponibile anche sul Cd-Rom allegato – è suddivisa in singoli pacchetti, corrispondenti alle principali procedure che la stazione appaltante può decidere di intraprendere, e precisamente per:
a) Gestire una procedura in economia previa acquisizione di almeno 5 offerte.
b) Gestire una procedura in economia previa indagine di mercato.
c) Gestire una procedura aperta o ristretta sopra o sotto soglia di rilevanza comunitaria.
d) Adesione alle convenzioni CONSIP.
Esplicati alla luce delle più recenti novità normative e giurisprudenziali, gli adempimenti e gli accorgimenti necessari al corretto svolgimento degli appalti trovano pieno sviluppo in questo efficacissimo Manuale, nel dettaglio di quattro parti:
| 1. |
Aspetti propedeutici alla gara
Fra gli argomenti trattati:
› La cheklist cronologica dei principali adempimenti.
› La nomina del RUP.
› Differenze tra attività di gara e contrattuali.
› La Consip.
› Il DUVRI.
› La determinazione a contrarre.
› Il bando e la lettera d’invito.
› Il capitolato speciale e il foglio patti e condizioni.
› La scelta tra i principali sistemi di acquisizione.
› Le procedure di gara alternative.
› Criteri di scelta del contraente e assegnazione dei punteggi.
› L’anomalia dell’offerta.
› I soggetti ammessi a partecipare alle gare e i requisiti di partecipazione.
› I requisiti per partecipare alle gare.
› L’acquisizione del codice c.i.g. e il pagamento della tassa sulle gare.
› La pubblicazione dei bandi e i termini di gara.
› La cauzione provvisoria.
|
| 2. |
Il procedimento di gara e l’aggiudicazione
Fra gli argomenti trattati:
› La commissione di gara.
› L’apertura delle operazioni di gara.
› Accertamento sul possesso dei requisiti, aggiudicazione e stipula del contratto.
› Garanzia definitiva.
|
| 3. |
Il contenzioso nella gara d’appalto
Fra gli argomenti trattati:
› Accesso agli atti.
› Le forme alternative del contenzioso.
› Il contenzioso.
› Revoca e annullamento in autotutela dell’aggiudicazione.
|
| 4. |
La gestione contrattuale dell’appalto
Fra gli argomenti trattati:
› La rinegoziazione del contratto.
› Esecuzione del contratto.
› I pagamenti.
› Recesso e risoluzione del contratto.
› Il rinnovo e la proroga contrattuale.
› Estensione del “quinto d’obbligo” nei contratti.
› La concessione dell’aumento prezzi, accorgimenti e clausole da inserire nei capitolati di gara.
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S. Biancardi, Funzionario settore Economato-Approvvigionamenti di primario Comune.
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Per ricevere subito
APPALTI DI SERVIZI E FORNITURE
Maggioli Editore – Novità febbraio 2010 – con Cd-Rom
Pagine 360 – F.to cm. 17×24 – ISBN 5466.7 – Euro 45,00 |
Pubblicato: 5 febbraio 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Cooperative sociali, Diritto Amministrativo, Marche |
Ancona, 5 feb – Nuove formule piu’ innovative rispetto al tradizionale appalto per l’affidamento dei servizi alle cooperative sociali. E’ quanto emerso dal seminario organizzato dal ”Consorzio per l’alta formazione e lo sviluppo della ricerca scientifica in diritto amministrativo” di Osimo insieme all’assessorato ai servizi sociali della Regione Marche.
Giovanni Santarelli, dirigente regionale e responsabile dei rapporto con l’associazionismo e il terzo settore, ha illustrato i percorsi di lavoro che la Regione sta avviando e che condurranno alla modifica di atti relativi alle modalita’ di esternalizzazione, affiancando a strumenti di diritto privato come il convenzionamento diretto, le clausole sociali, le procedure di gara aperte e riservate, anche strumenti di diritto pubblico quali la concessione, gli accordi procedimentali e l’accreditamento istituzionale. Si e’ trattato di un confronto importante, spiega una nota della Regione, al quale hanno preso parte oltre 100 tra operatori sociali dei comuni, coordinatori di ambito, lavoratori delle cooperative impegnati nei servizi sociali, rappresentanti delle Ipab e tecnici regionali. Sui temi dell’affidamento di servizi sono intervenuti esperti, giuristi tra i quali Chiara Fabrizi dell’ ”Autorita’ di vigilanza sui contratti pubblici’, Franco Dalla Mura, avvocato amministrativista di Verona ed esperto di politiche sociali, Galileo Omero Manzi, avvocato amministrativista e Fabrizio Lorenzotti docente di Diritto amministrativo e consulente della Regione Marche.
Proposti anche confronti con le esperienze di altre regioni, l’Emilia Romagna per l’accreditamento ed il Veneto relativamente agli accordi di co-progettazione.
MARCHE COOPERATIVE SOCIALI NUOVE MODALITA AFFIDAMENTO SERVIZI – Agenzia di stampa Asca
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Pubblicato: 17 luglio 2009 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, appalti, Formazione Permanente, Politica dei servizi sociali |
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GLI APPALTI DI SERVIZI DELL’ALLEGATO II B
ESCLUSI DAL CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI
(refezione, servizi sociali, culturali e ricreativi, formazione, ecc.)
MILANO, 27 OTTOBRE 2009
ROMA, 1 DICEMBRE 2009
RIMINI, 2 DICEMBRE 2009
BARI, 10 DICEMBRE 2009
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E’ stato richiesto l’accreditamento ai fini della formazione permanente per avvocati
La giornata di studio esamina le specifiche modalità di affidamento degli appalti di servizi compresi nell’allegato II B al Codice dei contratti pubblici (refezione, servizi sociali/culturali/ricreativi, formazione, sicurezza, ecc.), per i quali – fatte salve alcune limitate norme – lo stesso Codice non trova diretta applicazione per la fase di aggiudicazione.
Si aprono così interessanti prospettive di semplificazione per le procedure di affidamento, rispetto alla complessa disciplina prevista ordinariamente per i servizi dell’allegato II A, da concretizzarsi in conformità ai fondamentali principi comunitari e interni.
Durante i lavori sarà illustrato lo specifico iter di affidamento, con analisi dei relativi atti, evidenziando tutti gli accorgimenti pratici da adottare per conferire legittimità alla procedura di gara.
Inoltre, verranno delineati i profili essenziali relativi alla possibilità di affidamento a trattativa privata ed in economia.
Infine, si commenteranno le norme contenute nell’emanando Regolamento attuativo del Codice dei contratti pubblici applicabili ai servizi dell’allegato II B. |
Pubblicato: 28 maggio 2009 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, appalti, contratti, Cooperative sociali |
Appalti pubblici
e terzo settore
Bologna, 11 giugno 2009
Starhotels Excelsior |
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Per Cooperative sociali, Organizzazioni di volontariato
e Imprese sociali, il convegno costituisce un’occasione unica
per approfondire con i migliori esperti il complesso e multiforme rapporto tra terzo settore
e ente pubblico: Appalti riservati, Convenzioni in deroga, Laboratori protetti, Servizi socio-sanitari (allegato IIB). |
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Pubblicato: 15 maggio 2009 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, appalti, Associazioni, Cooperative sociali, Maggioli editore |
Le associazioni riconosciute e non. Le associazioni di promozione sociale e di volontariato. Le associazioni musicali e di danza. Le associazioni religiose. Le associazioni di volontariato
1. Le associazioni
• Definizione ed elementi costitutivi
• Le due tipologie di associazioni
• Fonte giuridica
2. L’associazione riconosciuta
• Come costituire un’associazione
• Il contratto d’associazione
• Gli adempimenti legati alla nascita dell’associazione riconosciuta
• Il riconoscimento giuridico
• L’attività dell’associazione
• La capacità giuridica dell’associazione
• Gli organi delle associazioni riconosciute
• La posizione dell’associato dell’associazione riconosciuta
3. Le associazioni non riconosciute
• Principi generali
• Differenze fra associazioni riconosciute e non riconosciute
• Struttura delle associazioni non riconosciute
• Fonti giuridiche
• Costituzione dell’associazione non riconosciuta
• Il fondo comune
• La posizione dell’associato
• Gli organi delle associazioni non riconosciute
• Scioglimento del rapporto associativo
• Le cause di scioglimento
• L’estinzione e la liquidazione
4. Le associazioni di promozione sociale
• Aspetti generali
• La Costituzione
• Iscrizione nel Registro delle imprese
• Le risorse economiche
• Gli amministratori
• Prestazioni degli associati, disciplina fiscale e agevolazioni
5. Associazioni musicali
• Disciplina generale
6. Associazione senza fine di lucro che esercita attività di scuola di ballo o palestra a favore degli associati
• Disciplina generale
7. Le associazioni religiose
• Disciplina generale
• Singole categorie di enti ecclesiastici • Riconoscimento della personalità giuridica • La modalità del riconoscimento • Gli enti ecclesiastici ONLUS
8. Le associazioni di volontariato
• Aspetti generali
• La qualità di socio
• La forma giuridica
• La predisposizione dell’atto costitutivo e dello statuto di organizzazioni di volontariato
• I diritti e gli obblighi degli associati
• Le norme relative all’estinzione dell’ente e alla devoluzione del patrimonio e obbligo di formazione del bilancio
• Gli altri adempimenti legati alla nascita dell’organizzazione di volontariato
• Iscrizione registro generale delle organizzazioni di volontariato
• Il volontariato di protezione civile
Le fondazioni riconosciute e non e le diverse tipologie di fondazioni
9. Le fondazioni
• Principi generali
• Istituto della fondazione
• Differenze e analogie tra fondazioni e associazioni
• La costituzione della fondazione per atto tra vivi
• Il contenuto dell’atto costitutivo secondo il codice civile art. 16 c.c.
• La forma negozio di fondazione
• Disposizione di fondazione per testamento
• Atto di fondazione
• Gli adempimenti legati alla nascita della fondazione
• Il riconoscimento giuridico
• Gli amministratori della fondazione
• L’attività della fondazione
• I controlli pubblici
• Classificazione
• Estinzione
10. Le fondazioni non riconosciute
• Legislazione
• Fondazione in attesa di riconoscimento
• Fondazione condizionata al riconoscimento
11. Gli altri tipi di fondazione
• La fondazione di partecipazione
• Le fondazioni di famiglia
• Fondazioni universitarie
• Le fondazioni liriche
I comitati, le organizzazioni non governative e le organizzazioni per l’adozione internazionale
12. I comitati
• Principi generali
• Natura giuridica del comitato
• L’annuncio dello scopo e le oblazioni
• Gli organi del comitato
• Estinzione
• Comitati riconosciuti
13. Le organizzazioni non governative
• Disciplina generale
• Le organizzazioni per l’adozione internazionale
ONLUS e impresa sociale
14. La disciplina delle ONLUS
• Principi generali
• Requisiti soggettivi
• Enti che possono assumere la qualifica di ONLUS
• Enti che sono considerati automaticamente ONLUS
• Enti che possono assumere la qualifica di ONLUS limitatamente ad alcune attività
• Enti che non possono in ogni caso assumere la qualifica di ONLUS
• I requisiti statutari
• L’anagrafe delle ONLUS
• Sanzioni e responsabilità dei rappresentanti legali e degli amministratori
15. L’impresa sociale
• Aspetti generali
• Gli obiettivi della legge n. 118 del 2005
• La definizione di impresa sociale
• Le caratteristiche fondamentali dell’impresa sociale
• L’esercizio dell’impresa sociale e l’assenza dello scopo di lucro
• La struttura proprietaria e la disciplina dei gruppi
• La costituzione dell’impresa sociale e l’iscrizione nel registro delle imprese
Disciplina comune agli enti non profit
16. Amministratore di sostegno
• Gli istituti per la protezione degli incapaci
• Istituzione dell’amministratore di sostegno
17. Il contratto di associazione in partecipazione
• Esame della tipologia contrattuale in cui l’associante è un ente non profit e l’associato un prestatore di lavoro
• Associazione in partecipazione e rapporto di lavoro subordinato
18. Il ruolo dell’ente non profit nell’istituto del trust
• Le caratteristiche del trust
• L’Introduzione del trust in Italia
19. Enti non profit e tenuta dei libri sociali
• Aspetti generali
• Bollatura e vidimazione di libri e registri
• Efficacia probatoria delle scritture contabili
20. Bonus famiglia
• I compensi percepiti da soci lavoratori di cooperative e per incarichi di amministratore, sindaco revisore di società, di associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica
• Energia elettrica: bonus sociale per chi versa in gravi condizioni di salute
21. Registro imprese e enti non commerciali
22. La richiesta di partita Iva e di codice fiscale
• Il contenuto delle dichiarazioni
23. Trasformazione
• Disciplina generale
• La trasformazione di società di persone in altra società di persone
• La trasformazione di società di capitali in altra società di capitali
• La delibera di trasformazione
• Gli effetti della trasformazione
• La trasformazione di società di capitali in società di persone
• La trasformazione eterogenea da società di capitali
• La trasformazione in società cooperative
• La trasformazione in comunione di azienda
• La trasformazione eterogenea in società di capitali
• La trasformazione delle associazioni sportive dilettantistiche
• La trasformazione delle società cooperative
• Le associazioni non riconosciute
• Invalidità della trasformazione
Disciplina contabile e fiscale
24. Disciplina contabile e fiscale degli enti no profit
• Nozione di ente non commerciale
• Individuazione dell’oggetto esclusivo o principale dell’attività
• Reddito complessivo degli enti non commerciali
• Determinazione dei redditi degli enti non commerciali e contabilità separata
• Regimi di determinazione del reddito di impresa degli enti non commerciali
• Scritture contabili degli enti non commerciali
• Il regime tributario di favore degli enti di tipo associativo
• La determinazione dell’IRAP
• Perdita della qualifica di ente non commerciale
• Il regime tributario delle ONLUS
• D.l. 29 novembre 2008, n. 185 (c.d. decreto anticrisi): nuove regole fiscali per il no profit
Pubblicato: 4 maggio 2009 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Assistenti sociali, Servizi sanitari, Servizi sociali, Valutazione e Qualità |
Attività di vigilanza, accreditamento e controllo delle strutture socio-sanitarie e socio assistenziali – Manuale per auto-valutare i processi di lavoro e i comportamenti professionali
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OrdineAsLombardia – Quaderni
45.799281
9.092748
Mi sto preparando per la discussione della mia Tesi sull’Autorizzazione e l’Accreditamento dei servizi educativi …
Pubblicato: 30 ottobre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Bibliografie, Ferrario Paolo, Lettere, Commenti, Conversazioni | Lascia un commento »Ferrario Paolo, Bianchi Marisa, Quaia Luciana, La qualità nei servizi socio-sanitari: processi di costruzione della carta dei servizi in una RSA, Carocci Faber, Roma 2002