Carta dei servizi della Azienda sociale di Castano Primo


PRESENTAZIONE DELLA CARTA DEI SERVIZI DI AZIENDA SOCIALE

La Carta dei Servizi di Azienda Sociale è stata pensata e costruita come uno strumento di informazione dei cittadini finalizzato a migliorare la trasparenza e l’accessibilità ai servizi e alle prestazioni sociali e a promuovere la semplificazione delle procedure per la fruizione degli stessi sul territorio del Castanese.

 Permettendo ai cittadini di conoscere le prestazioni offerte, la Carta si offre come uno strumento informativo e relazionale finalizzato a minimizzare eventuali difficoltà di accesso ed utilizzo dei servizi offerti dall’Azienda, all’interno di una strategia di centralità del cittadino.

 Il perseguimento delle strategie di tutela e protezione dei cittadini ed il pieno riconoscimento del diritto di libera scelta voluto dal modello lombardo, infatti, presuppone che gli stessi siano messo nella condizione di poter conoscere quali servizi e prestazioni socio assistenziali sono presenti e disponibili presso la rete territoriale di riferimento, che Azienda Sociale ha il compito di promuovere e gestire, come da mandato statutario voluto dagli undici Comuni del Castanese.

In materia di servizi alla persona si è assistito negli ultimi anni ad una evoluzione dei rapporti tra cittadino ed Istituzioni in termini di doverosa maggiore consapevolezza dei diritti dei primi e di chiara esplicitazione e più incisivo controllo dei doveri dei secondi. Tutto ciò impone dunque alle Istituzioni stesse di assicurare continuità e qualità nell’erogazione dei servizi, ma soprattutto di garantire imparzialità ed uguaglianza ad ogni cittadino, sia nell’accessibilità sia nella tempestività degli interventi. Da quanto detto sopra consegue che i servizi offerti, oggetto di domanda socio assistenziale, non possono essere autoreferenziali, ma la loro fruizione deve necessariamente essere strumentale al fine per cui sono stati attivati: la soddisfazione dei bisogni dei cittadini, soprattutto di quelli in condizione di fragilità.

 In questa prospettiva l’attenzione alla partecipazione del cittadino viene ad assumere un ruolo fondamentale per l’azione di Azienda Sociale ed è per tale motivo che la Direzione auspica che questa Carta dei Servizi risponda alle esigenze dei cittadini e che coloro che vorranno leggerla segnalino eventuali necessità informative ulteriori rispetto a quelle alle quali si è cercato di dare risposta.

vai a: Carta servizi.

Paolo Ferrario, Marisa Bianchi, Luciana Quaia La qualità nei servizi socio-sanitari Processi di costruzione della carta dei servizi in una RSA EDIZIONE: 2002 COLLANA: CAROCCIFABER Il servizio sociale


La qualità nei servizi socio-sanitari

Paolo FerrarioMarisa BianchiLuciana Quaia

La qualità nei servizi socio-sanitari

Processi di costruzione della carta dei servizi in una RSA

EDIZIONE: 2002

COLLANA: CAROCCIFABER Il servizio sociale

ISBN: 9788874660056

Indice

Presentazione Parte prima: Le politiche sociali per lo sviluppo della qualità, di P. Ferrario 1.´Lorientamento alla qualità nella legislazione/Servizi socio-sanitari: il ciclo riformistico degli anni novanta/Il nuovo ordinamento dei comuni/Il nuovo ordinamento delle Aziende sanitarie locali/La riforma dei servizi sociali/Riforme amministrative e valutazione della qualità/Le politiche della comunicazione pubblica 2.Politiche legislative per le Carte dei servizi/Fasi di sviluppo/Le regole quadro/Le regole di settore/Aspetti di metodo nella produzione delle Carte dei servizi/Processi di comunicazione e di pensiero nella produzione della Carte 3.Culture organizzative sulla qualità dei servizi socio-sanitari/La qualità del servizio/Amministrazione dei servizi, esternalizzazione e accreditamento/Il contributo teorico-pratico di Richard Normann/I gruppi di progettazione: il contributo di Henry Mintzberg Parte seconda: La qualità e le strategie gestionali nella RSA “Bellaria”, di M. Bianchi 4.Il contesto della Residenza Sanitario Assistenziale Bellaria di Appiano Gentile/Contesto normativo istituzionale lombardo/Brevi cenni storici/La struttura della Residenza Sanitario Assistenziale 5.Le strategie organizzative e gestionali dei servizi alla persona/´LIstituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza nella rete dei servizi/La gestione del personale/I “non modelli” gestionali 6.Il progetto globale di gestione e il progetto qualità insieme/Le strategie dell´ente/La realtà organizzativa-istituzionale e le caratteristiche del personale/´Lapproccio alla qualità: il questionario di soddisfazione, il Comitato degli ospiti e dei parenti 7.Dall´attivazione dei gruppi di miglioramento alla costruzione della carta dei servizi: vantaggi e svantaggi di un percorso dal basso/´Lutilizzo del metodo PDCA come modalità volta al miglioramento continuo/I gruppi di miglioramento/´Lelaborazione della Carta dei servizi/La visione globale come elemento facilitatore della qualità Appendice: Procedure elaborate dagli operatori della Casa di riposo Bellaria Parte terza: Il processo di miglioramento della qualità, di L. Quaia 8.Gli attori della qualità: considerazioni preliminari/Sulla qualità della vita/Sull´anziano istituzionalizzato/Sull´operatore che cura/Sul familiare dell´anziano istituzionalizzato/Sull´adattamento 9.Il processo di lavoro per il miglioramento continuo della qualità/Il progetto “Qualità Insieme”/I cinque passi del processo di miglioramento/Metodologia di lavoro della commissione sanitario-assistenziale 10.La qualità dal progetto alla percezione/La Commissione Qualità Percepita/La qualità percepita dall´ospite/La qualità percepita dal familiare/La qualità percepita dall´operatore Bibliografia/Libri/Riviste/Legislazione/Casa di riposo RSA “Bellaria” di Appiano Gentile-Como

Arriva la ”Carta dei Servizi” per tre strutture di assistenza


Nell’ultima seduta di ieri, la Giunta comunale ha approvato le nuove carte dei servizi per tre strutture che forniscono assistenza ad anziani, disabili e minori. Si tratta del Complesso di ospitalità per disabili Santa Petronilla, della Comunità Alloggio per minori “Il Faro” e della struttura residenziale e semi residenziale per anziani “Villa Giardino Rubini Manenti”.

La carta servizi stabilisce i criteri per l’accesso ai servizi e le modalità con le quali vengono effettuati perché i cittadini possano utilizzarli più agevolmente.

Il Faro è una comunità educativa di tipo familiare che ospita fino a sei minori di ambo i sessi, in età compresa dai 6 ai 18 anni segnalati dai servizi sociali territoriali, dal Tribunale dei minorenni o da altra autorità giudiziaria. Per ricevere informazioni relative alle modalità di ammissione presso il centro di accoglienza per Minori “Il Faro” è possibile telefonare alla direzione “Servizi alla persona” del Comune di Siena (numero 0577 – 292243).

Il centro diurno “Villa Giardino Rubini Manenti”, invece ospita 36 anziani, di cui 18 non autosufficienti, che hanno compiuto 65 anni e adulti con patologie assimilabili a quelle della terza età, i cui bisogni assistenziali e sanitari siano compatibili con l’ambiente comunitario e con l’offerta specifica del servizio. La struttura adotta forme di assistenza orientate alla prevenzione, al recupero e al mantenimento delle capacità intellettive, comportamentali e fisiche. Il centro diurno aiuta per alcune ore le famiglie nel loro quotidiano “lavoro di cura”. Per informazioni è necessario rivolgersi sempre alla direzione “Servizi alla persona” chiamando però il numero telefonico 0577 – 292359.

Il Centro diurno per disabili del “Santa Petronilla” può ospitare 20 persone così come la “comunità alloggio protetta”. Le due strutture sono gestite in maniera integrata per garantire un utilizzo flessibile dei servizi da parte dei cittadini. L’inserimento avviene con modalità concordate caso per caso con gli operatori socio – sanitari, attraverso specifici incontri per definire un “progetto – quadro” che preveda come realizzare la frequenza al centro diurno oppure l’accoglienza nella “comunità alloggio protetta”. I cittadini interessati possono ricevere informazioni sempre chiamando il numero telefonico 0577 – 292359.

Arriva la ”Carta dei Servizi” per tre strutture di assistenza.

CARTE DEI SERVIZI SOCIALI materiali di ricerca e documentazione a cura di Paolo Ferrario


CARTE DEI SERVIZI SOCIALI

materiali di ricerca e documentazione

Questa ricerca bibliografica è stata elaborata per i vari Laboratori formativi sulle CARTE DEI SERVIZI SOCIALI: POLITICHE ISTITUZIONALI E ORGANIZZATIVE, organizzati dalla Provincia di Milano – Unità operativa formazione e curati da Paolo Ferrario dal 2000


Vedi anche:

Bibliografia in: : CARTE DEI SERVIZI SOCIALI bibliografia

Avedis Donabedian, Il Maestro e le margherite


Un’eredità che fa scuola
copertina del libro Il maestro e le margheriteIl Maestro è “Mister structure, process and outcome”, come lo chiamavano gli allievi citandone i principi ispiratori. Le margherite sono le poesie, a cui Avedis Donabedian, teorico della qualità dei servizi sanitari, affidava i suoi pensieri di uomo. Il Maestro e le margherite è la prima edizione italiana del libro più importante di Donabedian. Oltre a verificare l’attualità del suo pensiero, sottolinea l’importanza etica del concetto di Qualità.

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Carte dei servizi, una questione di qualità


Muoversi Insieme la informa che è stato appena pubblicato un post su un tema di suo interesse:

22-10-2010
Carte dei servizi, una questione di qualità
I diritti sono una delle più grandi conquiste sociali del secolo scorso. Tuttavia è n ecessario che ci siano strumenti validi e robusti per farli rispettare. Il nostro ordinamento giuridico ha da tempo previsto e diffuso sul territorio le Carte dei servizi che svolgono proprio questi compiti. Di che cosa si tratta? Per rispondere adeguatamente, occorre in primo luogo comprendere bene che cos’è un servizio.Charles Leadbeater, in una ricerca sulle “nuove economie”, sostiene che le forze che guidano le società moderne sono: la finanza globale, le conoscenze e il capitale sociale.  >>


22-10-2010
Carte dei servizi, una questione di qualità
Una società evoluta si riconosce dall’attenzione del cittadino alla qualità dei servizi che utilizza. Chi li eroga dovrebbe tenerne conto adottando regole chiare e comprensibili per tutti. A questo scopo sono nate le Carte dei servizi, sulle quali si sofferma Paolo Ferrario nell’articolo che pubblichiamo oggi nell’area Magazine, settore Diritti dei consumatori. Il nostro esperto ricostruisce le origini sociali e legislative di questo importante strumento adottato in Italia dagli anni Novanta in poi da moltissime strutture pubbliche e private.   >>

Paolo Ferrario, Carte dei servizi, una tutela in più per il benessere individuale, in Blog di Stannah | Muoversi Insieme


Carte dei servizi, una questione di qualità,  introduzione di Alessandra Cicalini

Una società evoluta si riconosce dall’attenzione del cittadino alla qualità dei servizi che utilizza. Chi li eroga dovrebbe tenerne conto adottando regole comprensibili per tutti. A questo scopo sono natele Carte dei servizi, sulle quali si sofferma Paolo Ferrario nell’articolo che pubblichiamo oggi nell’area Magazine, settore Diritti dei consumatori. Il nostro esperto ricostruisce le origini sociali e legislative di questo importante strumento adottato in Italia dagli anni Novanta in poi da moltissime strutture pubbliche e private (pensate che di “carte” oggi ce ne sono oltre quindicimila!). Soprattutto invita a soffermarsi sul significato di “servizio”, soggetto a subire metamorfosi al mutare degli interessi degli stessi cittadini-consumatori. Oggi, per esempio, la stessa parola “qualità” ha assunto molteplici sfumature, di qui la necessità di comunicare con chiarezza gli obiettivi del servizio che si sta offrendo (per esempio nell’ambito sanitario, ma si potrebbe dire lo stesso per quel che si prefigge il Terzo settore) sia tra chi lo organizza sia tra chi ne fruisce. In altri termini, il controllo sulla corrispondenza tra quanto riportato nella Carta e quanto attuato nella pratica spetta anche al cittadino: più si è informati e consapevoli, più la società funziona e, se possibile, evolve. Voi che cosa ne pensate? Conoscevate l’esistenza delle Carte dei servizi? Sareste contenti di scoprire che i servizi che usate normalmente sono annoverati in una delle quindicimila già esistenti? Leggete l’articolo di Paolo Ferrario e poi raccontateci la vostra esperienza.

RSA Ca’ Prina di Erba (Como): Obiettivi e Carta dei servizi 2011


La missione aziendale prevede che l’accoglienza delle persone anziane non sia limitata al semplice assistenzialismo, ma orientata all’applicazione di prestazioni sanitarie, infermieristiche e riabilitative efficaci, accompagnate da una forte azione di integrazione e promozione umana.

Gli strumenti per raggiungere tale scopo sono:

  • la formazione continua del personale, al fine di sostenere, negli Operatori, la motivazione nel “lavoro di cura” ed il continuo aggiornamento della preparazione professionale;
  • l’apertura della Casa al territorio, al fine di instaurare forme di collaborazione con le Istituzioni presenti nel tessuto civile e sociale e, in particolare, con le organizzazioni di volontariato;
  • la ricerca di indicatori per monitorare la qualità del servizio erogato determinata dai seguenti fattori: economicità del costo del servizio,  efficienza, efficacia, appropriatezza, continuità, privacy;
  • l’effettuazione di indagini sulla soddisfazione del Cliente: Ospiti, familiari, ma anche operatori, mediante la somministrazione di idonei questionari;

L’Equipe di Direzione del Sistema di Qualità, composta da tutte le figure professionali che operano all’interno della R.S.A., ha individuato i seguenti obiettivi primari per la Qualità:

  • Miglioramento della Qualità della vita finalizzata alla soddisfazione degli Ospiti, dei loro familiari e di tutti gli operatori che prestano servizio presso la Residenza Sanitario Assistenziale  “Giuseppina Prina”.
    • Orientamento costante al benessere, al soddisfacimento dei bisogni espressi ed impliciti degli Ospiti, dei loro parenti e del personale.
    • Erogazione di un servizio all’Ospite strutturato su due dimensioni:
      -  alta competenza tecnico/professionale, legata alle conoscenze scientifiche ed all’esperienza degli operatori;
      -
      -  alta competenza relazionale, che mette in rilievo il carattere empatico nel rapporto con l’Ospite e la Sua famiglia;
  • Etica al centro della Qualità: consideriamo i valori etici come elementi integrati nel Sistema Qualità, che si fonda sul rispetto della dignità umana dell’Ospite in qualunque condizione di fragilità si trovi.
  • Corresponsabilità: la Qualità è per tutti gli operatori della Struttura un approccio spontaneo, che si fonda sulla responsabilità individuale di ogni singolo collaboratore.
  • Il lavoro in rete: intendiamo perseguire progetti di ulteriore inserimento della RSA nella rete dei servizi a favore dell’Anziano.
  • Definizione dei livelli di servizio tramite l’individuazione di indicatori di efficienza/inefficienza.
  • Rispetto delle normative in vigore (legate ai servizi e/o prodotti forniti).
  • Perseguimento del miglioramento continuo della Qualità.
    • Correzione e prevenzione delle situazioni non conformi, attraverso l’analisi e l’eliminazione delle cause che hanno determinato scostamenti fra i risultati prefissati e quelli ottenuti.
    • Coinvolgimento di tutto il personale impiegato nella Residenza Sanitario Assistenziale  “G.Prina”, il quale deve essere perfettamente al corrente della necessità qualitativa legata alla propria attività.
    • Verifica e riesame sistematico del Sistema Qualità.
    • Ricerca e sviluppo di tecnologie/cure sempre nuove.
    • Riduzione dei costi dovuti a sprechi e ad inefficienze nella conduzione delle attività.

Per il raggiungimento degli obiettivi aziendali, la R.S.A. mette a disposizione metodi di lavoro e infrastrutture di supporto adeguate per favorire il coinvolgimento del personale ed il miglioramento dell’ambiente di lavoro.

Periodicamente è valutata l’adeguatezza delle infrastrutture, quali ad esempio strumenti, attrezzature e presidi sanitari, computer, software di sviluppo, collegamenti di rete e tutti gli altri strumenti necessari a garantire il buon andamento dei servizi.

Particolare attenzione viene posta al rispetto delle normative di sicurezza ed a tutte le normative riguardanti l’igiene ambientale e degli alimenti. Le attività, gli ambienti e le attrezzature di lavoro sono infatti oggetto di costante manutenzione eseguita e registrata secondo quanto previsto dal Sistema Qualità aziendale

Lettera/Carteggio in tema di: certificazione della qualità, procedure di accreditamento e carte dei servizi


Buongiorno Professor. Ferrario,
devo ancora una volta chiedere il suo gentile aiuto.
Non riesco a capire il collegamento (se esiste!) fra accreditamento (328) – controllo e certificazione della qualità- iso9001 e per questo mi trovo a un punto morto della stesura della mia tesi.
Potrebbe illuminarmi a riguardo?
La ringrazio infinitamente

gentile dottoressa  …

non c’è collegamento strettamente istituzionale fra i due processi.

la certificazione di qualità (e le sue regole) è una azione che moltissime cooperative sociali ed anche enti pubblici hanno avviato in autonomia. in pratica si mettono nelle mani di questi enti certificatori (tutti privati) i quali arrivano e scandagliano le procedure delle singole attività di servizio e le aggregano  in complicatissimi ed onerosissimi manualidi adempimenti (in genere basati su questionari interni)

perchè lo hanno fatto?

per essere più competivi sul mercato dei servizi.  presentarsi ad un appalto dicendo “abbiamo la certificazione di qualità” contribuisce al punteggio. La pigrizia della pubblica amministrazione nel dotarsi di propri strumenti di valutazione le ha portate e porta ad affidarsi a tecnici che – spesso – non conoscono neppure lontanamente la cultura dei servizi.

L’altra soluzione è la carta dei servizi: questa sì una scelta oculata, in sintonia con la pubblica amministrazione ed orientata alla quelità del servizio!

Tuttavia il dato empirico è che convivono sia la scelta di mettersi nelle mani dei certificatori che quella interessantissima del “fai da te ” la carta dei servizi

veniamo all’accreditamento

questa procedura consiste in una valutazione delle caratteristiche organizzative e professionali di un servizio. se questo ente ed i suoi servizi corrispondono ai requisiti definiti dalle delibere di accreditamento, questo ente entra a  far parte della offerta locale di prestazioni

per fortuna le delibere di accreditamento prescrivono la presenza della carta dei servizi. Lo considero un miracolo istituzionale che andrebbe incoraggiato.

certamente gli enti faranno valere – se ce l’anno – l’esistenza di una certificazione di qualità. e così questo requisito potrebbe anch’esso essere considerato.

sulla carta dei servizi le consiglio questo libro cui ho collaborato:

anche se riferito ad una RSA  il libro spiega attarverso un caso organizzativo di che cosa si tratta e come funzionano le carte

quindi per rispondere in estrema sintesi alla sua domanda: certificazione, carte dei servizi sono tutti strumenti orientati alla qualità del servizio. e le procedure di accreditamanto tendono tutte a verificare l’esistenza di fattori di qualità nei servizi. tuttavia – per ora – non esiste obbligo alla certificazione di qualità. ma è solo una opportunità che gli enti si danno per competere sul mercato

le auguro buoni giorni e buon futuro

paolo ferrario

Paolo Ferrario, La politica dei servizi nella Regione Lombardia e il governo delle reti sanitarie, socio-sanitarie e sociali (con particolare riferimento alla LR n. 3/2008 e LR n. 33/2009)



DISPENSA DIDATTICA: Paolo Ferrario, La politica dei servizi nella Regione Lombardia e il governo delle reti sanitarie, socio-sanitarie e sociali (con particolare riferimento alla LR n. 3/2008 e LR n. 33/2009)

Ho diviso il commento audio di questa dispensa in tre parti

AUDIO 1:  Paolo Ferrario, Il modello lombardo delle politiche sociali

AUDIO 2: Paolo Ferrario, Il cosiddetto “principio di sussidiarietà”

AUDIO 3:  Paolo Ferrario, Regolazione delle due reti: sociale e socio sanitaria (LR 3/2008)

AUDIO 3:  Paolo Ferrario, Appalti ed Accreditamenti come forme amministrative di governo dei servizi

Carta dei servizi 2010, RSA Fondazione Bellaria


Vai a Sito Fondazione Bellaria, Appiano Gentile (Co)

Vai a Ferrario Paolo, Bianchi Marisa, Quaia Luciana, La qualità nei servizi socio-sanitari: processi di costruzione della carta dei servizi in una RSA,  Carocci Faber, Roma 2002

Processi organizzativi e professionali della costruzione della Carta dei servizi della RSA Bellaria nel 2001

Consorzio Servizi Sociali comuni di Ravenna, Cervia, Russi e A.Usl – La Carta dei Servizi – Famiglia, Minori, Anziani, Disabilita’, Immigrazione, Adulti, Urp, Assistenza Economica


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COMUNE DI AREZZO Assessorato alle Politiche sociali e del Sistema educativo e scolastico Carta dei Servizi sociali ed educativi


COMUNE DI AREZZO Assessorato alle Politiche sociali e del Sistema educativo e scolastico Carta dei Servizi sociali ed educativi

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Decreto Ministero della solidarietà sociale 24/1/2008 (G.U. 11/4/2008 n. 86) Adozione delle linee guida per la redazione del bilancio sociale da parte dell’organizzazione che esercitano l’impresa sociale, ai sensi dell’articolo 10, comma 2, del decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155


  • Decreto Ministero della solidarietà sociale 24/1/2008 (G.U. 11/4/2008 n. 86)
    Adozione delle linee guida per la redazione del bilancio sociale da parte dell’organizzazione che esercitano l’impresa sociale, ai sensi dell’articolo 10, comma 2, del decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155

Decreto Ministero della solidarietà sociale 24/1/2008

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Lettera su Paolo Ferrario, Marisa Bianchi, Luciana Quaia, La qualità nei servizi socio-sanitari. Processi di costruzione della Carta dei servizi in una RSA, Carocci editore, Roma 2002


Caro Paolo, ti ringrazio molto per avermi mandato il vostro libro e per la bella lettera che mi hai scritto Ho avuto tutto con grande ritardo perché sono stata via diversi giorni e anche se avrei voluto risponderti subito ho lasciato passare del tempo perché sono sovraccarica e non riesco a tirar su la testa Il vostro testo è molto efficace e l’ho utilizzato a fatto girare perché è proprio esemplificativo di come sarebbe importante lavorare con i servizi e nei servizi per mettere a punto modi e strumenti di lavoro più pertinenti, più trasparenti, più idonei a esercitare controlli e verifiche. Complimenti al terzetto ! E ho anche capito di più che cosa fa Luciana … e Marisa Bianchi la ricordo bene in alcuni incontri alla … Io, nonostante il mio piede fratturato continuo a correre in questo mondo dei servizi che diventa sempre più contraddittorio, agitato, attraversato da iniziative di ogni genere Dal gennaio 2003 mi sono imposta una drastica riduzione di impegni, ma non è facile “tagliare” e per molti aspetti nello …. ti trovo ad avere un ruolo ascritto. In ogni caso mi è necessario, per ragioni di salute fisica e psichica, poter restare più tempo sul lago a rimettere insieme i pezzi e a ritrovare dei ritmi, a ritessere i fili interiori Mi è dispiaciuto non essere riuscita a venire a trovarvi a Nesso: ti abbiamo ricordato spesso riascoltando la “cassetta di pezzi” che ci hai regalato. Vedrai che un giorno o l’altro arriviamo. Tanti auguri natalizi e per l’anno che comincia. Con molto affetto F.

Patrizia Taccani: recensione di Paolo Ferrario, Marisa Bianchi, Luciana Quaia, La qualità nei servizi socio-sanitari. Processi di costruzione della Carta dei servizi in una RSA, Carocci editore, Roma 2002


Recensione di Patrizia Taccani a:

Paolo Ferrario, Marisa Bianchi, Luciana Quaia, La qualità nei servizi socio-sanitari. Processi di costruzione della Carta dei servizi in una RSA, Carocci editore, Roma 2002

Il testo è diviso in tre parti strettamente collegate come possono esserlo tre tappe di un unico itinerario pensato e progettato insieme dai tre Autori, e successivamente ripercorso insieme. Nella prima parte siamo condotti lungo un iter storico-istituzionale che ci consente di capire l’intreccio sistemico tra le istanze e le pressioni in tema di qualità dei servizi da parte della società civile diversamente rappresentata e le iniziative legislative e amministrative in parte orientate a rispondere, in parte “costrette” a entrare in conflitto con la domanda stessa di qualità, nel momento in cui presentino come obiettivo centrale il contenimento della spesa economica. Già la proposta di leggere gli aspetti di possibile ambivalenza del dato giuridico-amministrativo rende il lettore avvertito degli aspetti di complessità del problema e lo preserva dall’assumere una visione troppo “romantica” dei percorsi per la qualità. Di particolare interesse l’approfondimento della valenza comunicativa della Carta dei servizi e, ancor più, il senso di una costruzione della Carta fatta dall’interno del contesto di servizio. Sono particolarmente illuminanti i due verbi usati “rispecchiarsi” e “affacciarsi alla finestra” (p.37) per definire gli obiettivi di tale strumento: la Carta come strumento per osservarsi, che significa anche la sua costruzione attraverso una forte partecipazione delle componenti professionali del servizio, e la Carta come strumento per farsi conoscere, per entrare in contatto con i soggetti esterni: utenti reali o potenziali, forze sociali, altri enti, associazioni. Accompagnati da questa immagine/metafora ci si può avviare lungo l’itinerario che conduce appunto dal quadro delle politiche sociali in tema di qualità e della legislazione sulle Carte dei servizi (Paolo Ferrario), per raggiungere e conoscere un luogo (RSA Bellaria di Appiano Gentile in provincia di Como) in cui si è attuata una sperimentazione di redazione della Carta unitamente a un progetto qualità, attraverso le parole di chi occupa un punto di osservazione di particolare rilievo, quello di direzione della residenza (Marisa Bianchi), sino alla rilettura del processo di miglioramento della qualità che mette il luce tutto il lavoro di cura necessario per poter passare dal “dover essere” in tema di qualità al “che cosa è possibile fare e si è fatto” per la qualità stessa (Luciana Quaia). Nella seconda parte dunque, il lettore conosce da vicino il contesto di una residenza sanitaria-assistenziale in cui si è realizzata la costruzione della Carta dei Servizi come punto di arrivo di un processo in parte quasi “inconsapevole”, a sua volta punto di partenza per una revisione dei processi di lavoro in aree specifiche : qui, oltre a vedere il luogo fisico, a incontrare i soggetti, a percepire i passaggi di clima e di stile di lavoro dal lontano 1864 anno in cui la casa fu fondata per accogliere otto ammalati di pellagra, sino all’oggi in cui la RSA Bellaria è dimora di centoventisette persone anziane quasi tutte gravemente disabili, si è chiamati a interrogarsi, insieme a chi scrive, sulle possibili contraddizioni tra l’aspirazione a migliorare la qualità del servizio e l’applicazione di metodologie di lavoro ad essa finalizzate che tuttavia richiedono tempi per l’elaborazione e la socializzazione più ampia, tempi per l’applicazione, tempi per la valutazione e si basano fondamentalmente sul coinvolgimento diretto degli operatori nei gruppi di lavoro: “il lavoro dal basso presenta vantaggi e svantaggi”. (p.119) Nella terza e ultima parte Luciana Quaia, psicologa consulente nella RSA, fornisce da subito al lettore le chiavi interpretative da tenere presenti nella rivisitazione del processo di miglioramento della qualità che andrà a descrivere e a valutare, sintetizzabili nei concetti di “pluralità e intreccio dei protagonisti della qualità” (anziani, familiari, operatori, ambiente) e di empowerment riferito a ciascuno di loro. Il processo viene ricostruito con precisione non disgiunta da partecipazione emotiva: come del resto sottolinea l’autrice, il processo di lavoro di gruppo ha visto intrecciarsi momenti di ricerca di strumenti e di metodologie finalizzati ad una traduzione squisitamente tecnica a momenti di creatività capaci di motivare, sostenere e “accendere” anche le fasi più faticose che dovevano portare a identificare i fattori di qualità, a trovarne gli indicatori, ad approcciarsi al concetto di standard. (p.160). E’ probabile che un metodo di lavoro di ricerca con queste caratteristiche abbia di gran lunga facilitato l’acquisizione della consapevolezza raggiunta dal gruppo al termine di una prima fase, che “molti degli obiettivi di miglioramento via via delineati dal gruppo erano inerenti alla sfera relazionale e implicavano un impegno personale che non poteva semplicemente essere esposto in “tabella”, quasi fosse un elemento quantizzabile o acquistabile…” (p.169). Come dire che il lavoro di ricerca si è caratterizzato dall’essere anche formativo e auto-formativo. Di notevole interesse il capitolo dieci che ci consegna i risultati di una valutazione della qualità da parte di un numero pur parziale di anziani (22% degli ospiti): ciò che è emerso viene definito come “una criticità poco obiettiva rispetto al tema indagato, ma più “rivendicativa” di esigenze personali non sempre compatibili con il luogo di residenza…” (p.177). Questi risultati di per sé certamente non gratificanti hanno tuttavia spinto gli operatori a superare il senso di impotenza generato dalla consapevolezza di non poter dare tutte le risposte adatte a tutte le persone residenti nella casa, e successivamente si è proceduto a raccogliere, ampliandole con interviste e osservazioni, le esigenze di tipo psico-sociale degli ospiti stessi. Diversamente raccolta (tramite focus group), la valutazione della qualità percepita dai familiari e in via di elaborazione, al momento della chiusura redazionale del testo, la verifica fatta con gli operatori: i risultati, anche provvisori, l’interpretazione che ne viene fatta, e le prime risposte istituzionali (ad esempio incontri di informazione/formazione per i familiari) danno conto del grande movimento in atto nella RSA Bellaria di Appiano Gentile rispetto al miglioramento della qualità di vita di chi vi dimora, di chi mantiene uno stretto legame con i residenti, di chi vi opera professionalmente. Credo sia anche per questo che in premessa gli autori invitano altri gruppi di lavoro a comunicare la propria esperienza in tema di qualità e a partecipare a un confronto non su teorie ma sulle concrete realizzazioni, pur in via di attuazione. (p.12) Come lettore dichiaro di avere sentito, al termine dell’itinerario, l’esigenza di un breve capitolo conclusivo “a tre voci” che, almeno in qualche misura, collocasse tutta l’esperienza in una prospettiva a medio termine. Da ultimo, guardando al testo nel suo complesso, mi sembra di avere colto una sorta di meta-messaggio lanciato dalle sue pagine: esso riguarda la necessità di una presa in carico culturale del problema della vecchiaia, in particolare dei vecchi ammalati, estremamente fragili e non autosufficienti che approdano alle strutture residenziali nell’ultima parte della loro vita. Ma non solo di essi, anche dei familiari che spesso con grande fatica e pena mantengono legami che lo sguardo sociale corrente decreterebbe interrotti con l’entrata dell’anziano in una struttura. Ciò che chiamo presa in carico culturale riguarda l’affermazione prima teorica, poi declinata nell’organizzazione, dell’importanza di un “prendersi cura” della vita e dei legami di questi cittadini, così come, con tutti i rischi evidenziati, ci si può prendere cura della crescita professionale degli operatori attraverso la loro partecipazione diretta ai processi di cambiamento. Difficile allora essere d’accordo con valutazioni politico-amministrative che dovessero considerare processi come quello realizzato e descritto come eccessivamente costosi in termini di risorse professionali, di tempo dedicato e, perché no? pericolosi in quanto capaci di risvegliare nuove o nuovissime esigenze nei fruitori del servizio. Il dissenso nasce pensando ai vecchi di oggi, pensando anche ai vecchi che saremo.