Nuovi strumenti di sostegno alle famiglie Assegni di cura e voucher sociali a cura di: Sergio Pasquinelli EDIZIONE: 2007 COLLANA: CAROCCIFABER Il servizio sociale


Nuovi strumenti di sostegno alle famiglie

Nuovi strumenti di sostegno alle famiglie

Assegni di cura e voucher sociali

a cura di: Sergio Pasquinelli

EDIZIONE: 2007

COLLANA: CAROCCIFABER Il servizio sociale

ISBN: 9788874665105

Indice

Premessa / Introduzione di Emanuele Ranci Ortigosa/ 1 Nuovi strumenti del welfare locale di Sergio Pasquinelli 1.1. Territori di confine 1.1.1. Di che cosa stiamo parlando’ 1.2. Dal sostegno dell’offerta al sostegno della domanda 1.2.1. Le ’buone’ ragioni 1.2.2. Le ’cattive’ ragioni 1.2.3. L’esperienza dei buoni scuola 1.3. Tre criteri per un libro 1.3.1. Centralità dell’evidenza empirica 1.3.2. Trasferimenti economici o strumenti del sistema dei servizi’ 1.3.3. Capacità di regolazione e di governo 1.4. Un primo bilancio 1.4.1. Alta frammentazione, bassa diffusione 1.4.2. Assegni di cura 1.4.3. Voucher sociali In sintesi Domande di autoverifica 2 Gli assegni di cura in Italia di Barbara Da Roit 2.1. L’introduzione degli assegni di cura 2.1.1. Gli assegni di cura nel contesto delle politiche sociali in Italia 2.1.2. Diffusione degli assegni di cura: dove e in quali aree di intervento 2.1.3. Il peso degli assegni di cura nelle politiche regionali e territoriali: analisi dei beneficiari e delle risorse 2.2. Selezione dei beneficiari e modelli di copertura 2.2.1. I criteri di accesso 2.2.2. L’ammontare degli assegni 2.3. Il rapporto con il sistema dei servizi pubblici e privati 2.3.1. Finalizzazione delle risorse: tra cura informale-familiare e mercato 2.3.2. Trasferimento monetario o elemento del sistema dei servizi’ 2.4. Assegni di cura e regolazione delle politiche sociali territoriali 2.4.1. Il modello di accentramento regionale 2.4.2. Il modello di decentramento territoriale 2.4.3. Quali conseguenze delle scelte regolative’ 2.4.4. Il nodo delle risorse 2.5. Tra innovazione e criticità: una sintesi In sintesi Domande di autoverifica 3 Voucher sociali: la difficile strada del mercato di Sergio Pasquinelli 3.1. Introduzione 3.2. Esperienze di voucher sociali 3.2.1. Parma 3.2.2. Le province di Prato e di Siena 3.2.3. Sesto San Giovanni 3.2.4. I voucher sociali in Lombardia 3.3. Un quadro di sintesi 3.4. Voucher a profilo, orari, a cifra fissa 3.5. Accreditamento e regolazione del mercato 3.5.1. L’importanza dei valori e dei volumi di spesa 3.6. Possibilità di scelta, capacità di scelta 3.7. Conclusioni In sintesi Domande di autoverifica 4 I voucher di conciliazione di Ivana Fellini e Flavia Pesce 4.1. Il contesto programmatorio dei voucher di conciliazione 4.2. Definizione dei voucher di conciliazione e opzioni attuative 4.3. Il voucher di conciliazione nelle scelte programmatorie delle Regioni italiane 4.4. Le problematiche dell’attuazione: progettazione del dispositivo, requisiti di accesso, sistema di gestione 4.5. Alcune esemplificazioni di prassi attuative nelle regioni Obiettivo 3 4.6. Un primo bilancio delle sperimentazioni in atto In sintesi Domande di autoverifica nuovi strumenti di sostegno alle famiglie 5 Accreditamento e voucherizzazione dei servizi alla persona di Alessandro Battistella 5.1. Introduzione 5.2. Le due anime dell’accreditamento 5.3. Accreditamento e mercato dei servizi 5.4. Accreditamento e costo dei servizi 5.5. Un’esperienza innovativa 5.6. Conclusione In sintesi Domande di autoverifica 6 L’assegno di cura in una logica promozionale di Katja Avanzini 6.1. Introduzione 6.2. La metodologia di lavoro 6.2.1. Il case management 6.2.2. La valutazione del caso 6.2.3. La definizione del progetto individualizzato 6.3. Le prospettive di sviluppo In sintesi Domande di autoverifica 7 Emersione e qualificazione del lavoro privato di cura di Daniela Mesini e Giselda Rusmini 7.1. Premessa 7.2. La deregolamentazione conviene’ 7.3. L’emersione del lavoro privato di cura 7.3.1. La regolamentazione dei flussi migratori 7.3.2. La regolarizzazione lavorativa: contratto, tutele e incentivi 7.3.3. Gli incentivi economici regionali a favore dell’emersione: una mappa 7.4. La qualificazione del mercato privato di cura: alcune esperienze significative 7.5. Conclusioni In sintesi Domande di autoverifica 8 Valutare gli assegni di cura di Paola Ielasi 8.1. Introduzione 8.2. Che cosa valutare’ 8.3. La costruzione dei criteri di accesso: la valutazione ex ante 8.4. È stato fatto’ È stato fatto bene’ È servito’ 8.5. Verso una valutazione della performance 8.5.1. Valutazione dell’efficacia 8.5.2. L’efficacia soggettiva: soddisfazione e qualità percepita In sintesi Domande di autoverifica 9 L’esperienza europea di Barbara Da Roit 9.1. Introduzione 9.2. Assegni di cura e voucher in Europa 9.2.1. Modelli di politica dei servizi in Europa 9.2.2. Sfide alle politiche sociali e spinte verso l’uso di assegni di cura e voucher 9.2.3. Tre modelli europei 9.3. Strumenti di flessibilizzazione dell’offerta: i paesi nordici e la Gran Bretagna 9.3.1. Assegni di cura per gli anziani nel Nord Europa 9.3.2. L’esperienza dei direct payments in Gran Bretagna 9.4. Strumenti per l’espansione dell’offerta: i paesi dell’Europa continentale 9.4.1. L’assicurazione sociale tedesca 9.4.2. Il caso francese tra politiche sociali e politiche del lavoro 9.5. Assegni di cura come strumenti di integrazione del reddito: l’Europa del Sud 9.5.1. Il dibattito e le trasformazioni in corso 9.5.2. Assegni di cura e voucher in Italia 9.6. Un primo bilancio dell’esperienza europea e lezioni per l’Italia / In sintesi / Domande di autoverifica / Note / Bibliografia / Gli autori

Regione Lombardia. Voucher: sarà il paziente a pagare i servizi


Welfare. In Lombardia sarà il paziente a pagare i servizi. Con i voucher della Regione 
09 MAR - La riforma messa in cantiere dal Pirellone, secondo le intenzioni, porterà maggiore competizione tra gli operatori, più autonomia e libertà di scelta dei cittadini e riduzione della disomogeneità e discrezionalità nell’accesso ai servizi. Ad aprile potrebbe partire la sperimentazione su singoli settori. Leggi…

TITOLI SOCIALI ANNO 2011 | Azienda Sociale Cremona


Il Piano di Zona 2009-2011 e il successivo Piano Operativo anno 2011 dell’Ambito distrettuale di Cremona, approvato in Assemblea dei Sindaci nella seduta del 27 aprile 2011, hanno delineato le linee e i criteri generali di utilizzo dei  Buoni Sociali Disabilità, Grandi Fragilità, Anziani e Voucher Minori.

L’Azienda Sociale del Cremonese, in qualità di ente capo-fila del Piano di Zona, in accordo con l’Ufficio di Piano di Ambito, ha definito un Fondo Unico titoli sociali, sulla base delle quote capitarie di sub ambito (abitanti al 31.12.2010), che sarà erogato direttamente dall’Azienda Sociale del Cremonese, a seguito della validazione dei progetti da parte della Commissione distrettuale.

Il Fondo contiene le risorse economiche disponibili nell’anno 2011 per l’attivazione di progetti presentati dal Servizio Sociale Territoriale per:

  • Buono Sociale Mirato Anziani
  • Voucher Sociale Mirato Minori
  • Buono Sociale Mirato Fragilità Sociali
  • Buono Sociale Mirato Disabilità

Per accedere ai Titoli Sociali è necessario definire un progetto sociale.

Tutti i progetti sociali  relativi ai titoli sociali per l’anno 2011 devono prevedere il seguente percorso:

segue qui:

TITOLI SOCIALI ANNO 2011 | Azienda Sociale Cremona.

Prestazioni sociali? Il futuro è dei voucher – Affaritaliani.it


spero proprio di NO

Paolo Ferrario

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Le politiche sociali del futuro vedranno sempre di più l’impiego dei voucher (erogazioni economiche sotto forma di prestazioni di assistenza), con un trend di crescita esponenziale. Nei prossimi 10 anni, infatti, questa soluzione per l’assistenza alle persone fragili potrebbe arrivare a rappresentare circa il 20% della spesa sociale complessiva, toccando quota 1,6 miliardi di euro (ora è ferma all’1,9%). È questo lo scenario delineato da uno studio “Bain & Company” realizzato per la società EdenRed, leader in Italia nei buoni pasto e “player” di riferimento nei voucher sociali. L’indagine è stata commissionata con l’obiettivo di capire se davvero questo promettente strumento – che consente di accedere ad assistenza domiciliare, prestazioni di tipo complementare; accompagnamento, telesoccorso – possa rappresentare nel prossimo futuro un efficace “modus operandi”.

Dallo studio, presentato a Milano nel corso del V seminario di Redattore Sociale per i giornalisti (intitolato “Il tesoretto delle notizie”), emerge anche la maggior propensione dei comuni del Nord e delle regioni a statuto speciale ad adottare i voucher sociali (+3% rispetto al resto del paese). In queste stesse aree si evidenzia anche una maggiore spesa sociale e una più marcata tendenza a sperimentare forme di innovazione nei servizi di welfare.

Dati e previsioni. Lo studio riferisce, citando dati Istat, che la spesa sociale dei comuni italiani nel 2006 si è assestata sui 6 miliardi di euro, in larga parte (circa il 60%) destinati a rispondere alle esigenze delle famiglie, dei minori e degli anziani. Le proiezioni per il prossimo decennio riferiscono però di un continuo trend di crescita della spesa, con in media un +3-3,5% annuo: una percentuale di circa 1-2 punti percentuali superiore all’inflazione programmata a livello europeo.

Tornando al presente, i dati Istat riferiscono anche che la spesa destinata ai voucher nel 2006 è stata di 113 milioni di euro, cioè l’1,9% del totale. Questa spesa ha riguardato perlopiù l’assistenza domiciliare e una parte dei trasferimenti ai cittadini. Per il futuro, lo studio di “Bain & Company” lascia trasparire possibili margini ampi di miglioramento e questo per due motivi: da un lato per la maggior propensione di comuni e regioni ad adottare lo strumento, dall’altro per la regolamentazione chiara della materia da parte dello stato.

Le tendenze attuali. Le previsioni, quindi, sembrano attribuire al voucher il ruolo di alternativa ai trasferimenti monetari, che oggi sono la prima scelta delle amministrazioni pubbliche. L’attuale preferenza accordata alle erogazioni economiche è spiegata da tre ragioni: l’immediatezza della risposta, la libertà lasciata al beneficiario e il costo basso del servizio. Ma la vera potenzialità del voucher starebbe proprio nelle maggiori garanzie date agli enti erogatori poiché, al contrario dei trasferimenti monetari, sono in grado di garantire il corretto utilizzo delle risorse da parte del beneficiario e di ottenere una rendicontazione della spesa.

Abbattere i costi. A sfavore del voucher, tuttavia, sembrerebbe rimanere la questione relativa al costo. Uno svantaggio, però, facilmente colmabile dall’impiego della versione elettronica che, a differenza di quella cartacea, non richiede eccessivi costi gestionali e operativi. Le difficoltà di gestione possono essere eliminate anche grazie al ricorso a un soggetto terzo: questa soluzione secondo Monica Boni, direttrice Marketing di EdenRed, “permette alla pubblica amministrazione da un lato di focalizzarsi sulle scelte strategiche di definizione dei modelli di welfare, mantenendo il pieno controllo della rete di fornitori, e dall’altro di beneficiare dei servizi aggiuntivi erogati dall’appaltatore, come il monitoraggio e la rendicontazione della spesa, l’emissione e il rimborso dei voucher, l’accreditamento”.

Ad oggi, tuttavia, la strada scelta dagli enti locali è perlopiù quella della gestione interna, anche se i limiti del fai-da-te, secondo la ricerca, stanno già venendo a galla. Tra questi, i bassi livelli di sicurezza dei voucher emessi, la rendicontazione carente e la difficoltà dell’accreditamento. A favore dell’opzione alternativa, cioè dell’appalto a soggetti terzi, gioca ancora una volta la componente economica: oltre a semplificare la vita dell’amministrazione pubblica, l’affidamento esterno potrebbe avvenire a costo zero, o meglio a carico della rete di fornitori.

da: Prestazioni sociali? Il futuro è dei voucher – Affaritaliani.it.