Progetto “IN FAMIGLIA-Vivere con la badante” che si terrà a MILANO il 27 febbraio 2012 presso lo Spazio Oberdan

Progetto “IN FAMIGLIA-Vivere con la badante” che si terrà il 27 febbraio 2012 presso lo Spazio Oberdan.
Gli esperti che hanno collaborato al progetto presenteranno i presupposti teorici, la metodologia scelta e lo stile comunicativo adottato per la costruzione del sito dedicato
www.badanteinfamiglia.it 
e per la realizzazione del DVD video  ”IN FAMIGLIA.Vivere con la badante
Per partecipare è necessaria l’iscrizione entro il 22 febbraio p.v. utilizzando il modulo allegato, scaricabile anche dal sito delle politiche sociali  
www.provincia.milano.it/affari_sociali. 
A conclusione della presentazione i partecipanti potranno ritirare in anteprima una copia del DVD  dedicato alle famiglie, alle badanti, agli operatori e ai volontari che si occupano quotidianamente di persone anziane non più completamente autosufficienti.

Contiene testimonianze di famiglie, l’approfondimento di un esperto e unarappresentazione teatrale, tra il riflessivo e l’ironico, che permette uno sguardo più distaccato e lieve.

Propone, con tre linguaggi cinematografici differenti, alcuni temi ricorrenti dell’esperienza di cure: le difficoltà con gli anziani, le fatiche delle famiglie, le scelte difficili e i momenti dolorosi o conflittuali.

 
Provincia di Milano
Settore politiche sociali
Viale Piceno, 60 – 20129 Milano
tel. 02.7740.3085


Vivere in famiglia con la badante, 27 febbraio 2012, ore 14, Spazio Oberdan, sala Alda Merini, Viale Vittorio Veneto 2, Milano

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UNA DOTE DI CURA PER I NON AUTOSUFFICIENTI di Sergio Pasquinelli 17.01.2012

Col passare degli anni, l’indennità di accompagnamento è divenuta un’integrazione ai redditi degli anziani, usata in larga misura per pagare le badanti. E il suo costo è lievitato fino ai 13 miliardi del 2011. Meglio sarebbe una Dote di cura che permetta di graduare l’importo in base ai livelli di non autosufficienza e di disponibilità economica, con un controllo sugli utilizzi. La scelta tra ricevere una somma senza necessità di rendicontazione o disporre di un budget individuale per i servizi pubblici o privati accreditati.

l’intero articolo qui: http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002779.html


IN FAMIGLIA – Vivere con la badante, progetto formativo della Provincia di Milano

Il progetto della Provincia di Milano ”IN FAMIGLIA-Vivere con la badante” prevede la realizzazione  di alcuni interventi formativi  rivolti agli operatori dei servizi territoriali che quotidianamente affrontano i problemi degli anziani non autosufficienti.
La prima proposta, programmata per il 19 gennaio 2012,, affronta gli aspetti legali del lavoro di cura e il ruolo e le funzioni dell’Amministratore di sostegno ed è rivolta in particolare ad assistenti sociali, educatori professionali, coordinatori, ASA e OSS che lavorano nei servizi per anziani.
La seconda proposta, programmata su quattro incontri tra gennaio e marzo, affronta le complesse tematiche relazionali relative al rapporto famiglia – badante – servizi, ed è rivolta ad assistenti sociali, educatori professionali, coordinatori e responsabili di servizio.
Per entrambe sono stati richiesti crediti formativi FCOAS per le assistenti sociali partecipanti.
In allegato il programma di dettaglio e la scheda di iscrizione.
La partecipazione agli eventi formativi è gratuita, ma è necessario iscriversi utilizzando l’apposita scheda allegata e inviandola – entro i termini previsti -  all’indirizzo: c.fontana@provincia.milano.it
Provincia di Milano
Settore politiche sociali
Viale Piceno, 60 – 20129 Milano
tel. 02.7740.3085
diritti-anziani19gen2012_schiscriz.doc diritti-anziani19gen2012_schiscriz.doc
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Sostenibilità dell’assistenza a domicilio: ruolo del caregiving familiare, Convegno del 7 novembre 2011 a Brescia, Federsanità-Anci Lombardia Report Convegno Brescia

Federsanità-Anci Lombardia Report Convegno Brescia
Report del Convegno del 7 novembre 2011 a Brescia “Sostenibilità dell’assistenza a domicilio: ruolo del caregiving familiare” 

Il contesto attuale dell’assistenza a domicilio; le strategie per garantire la continuità di intervento assistenziale nei confronti delle persone fragili, semplificare i percorsi nella rete a pazienti e familiari, e fornire la valutazione
multidimensionale della complessità dei bisogni; la necessità di dare risposte rapide, articolate e coordinate grazie all’attivazione di soluzioni istituzionali e normativi: questi, principalmente, i temi che si sono trattati nel convegno “Sostenibilità dell’assistenza a domicilio: ruolo del caregiving familiare”, organizzato a Brescia il 7 novembre scorso dall’ASL di Brescia, in collaborazione con Federsanità e ANCI Lombardia.
Nel convegno si sono articolati gli interventi di Carmelo Scarcella, Direttore Generale dell’ASL di Brescia; Giacomo Bazzoni, Vicepresidente Vicario Nazionale Federsanità ANCI; Giorgio Scivoletto, Direttore Generale ASL Milano Uno; Fausta Podavitte, Direttore Dipartimento ASSI ASL Brescia; Fiorenza Comincini, Vicepresidente Centro Italiano per l’Assistenza in Famiglia; Enrico Agabiti Rosei, Direttore del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università degli Studi di Brescia; Stefano Bazzana, Presidente Collegio IPASVI Brescia; Pierfranco Maffé, Assessore alla Famiglia e Politiche Sociali Comune di Monza; Gianbattista Martinelli, Direttore Generale Fondazione Don Gnocchi Onlus; Salvatore Tagliata, Direttore Sociale ASL Milano Due; Alessandro Signorini, Direttore Sanitario Fondazione Poliambulanza Brescia; Marco Trabucchi, Direttore Gruppo Ricerca Geriatrica Brescia.
In allegato le relazioni del Convegno
Tutte le notizie

conCura – servizio che si occupa di assistenza famigliare alla persona, offrendo una risposta a tutte le esigenze legate al bisogno di cura domiciliare per anziani, persone non autosufficienti e diversamente abili, Cooperativa sociale Piccolo Principe, Milano

conCura è un servizio che si occupa di assistenza famigliare con competenza e attenzione alla persona, offrendo una risposta a tutte le esigenze legate al bisogno di cura domiciliare per anziani, persone non autosufficienti e diversamente abili.
conCura si interessa di: 
• Gestire l’incontro fra domanda-offerta attraverso un’analisi professionale delle competenze degli assistenti famigliari-badanti e del bisogno della famiglia.
• Valorizzare e perfezionare le competenze degli assistenti famigliari.
• Monitorare la qualità della relazione fra assistente famigliare, assistito e famiglia (o amministratore di sostegno), in modo da migliorare le condizioni di vita dell’assistito e aumentare il livello di soddisfazione di assistenti e famiglia, così da contenere le conflittualità e ridurre il turn over.
Sollevare la famiglia o l’amministratore di sostegno dal disbrigo delle pratiche amministrative e burocratiche

L’operatore a te dedicato da conCura, segue tutte le fasi di incontro intervenendo:
prima di presentarti un’assistente famigliare, attraverso un’accurata analisi dei tuoi bisogni e un attento lavoro di selezione per proporti personale adatto alle tue esigenze
• nel momento dell’incontro occupandosi degli aspetti amministrativi e di contratto
durante il rapporto di lavoro monitorando la relazione fra assistente famigliare e persona assistita, effettuando le sostituzioni e seguendo tutti gli aspetti burocratici e amministrativi della gestione del contratto di lavoro.

Tutto ad un prezzo equo poiché conCura è gestito da Piccolo Principe, cooperativa sociale ONLUS senza scopo di lucro.

da conCura – Homepage.


le donne coinvolte nel lavoro di cura sono stimate in 774.000, di cui 700.000 straniere

Un numero crescente di famiglie si rivolge al mercato privato, assumendo
assistenti familiari, le cosi dette “badanti”. Il numero di queste donne
coinvolte nel lavoro di cura sono stimate in 774.000, di cui 700.000
straniere. …
<http://www.famigliacristiana.it/famiglia/news/articolo/io-mi-prendo-cura_141011104157.aspx>


Famiglie, lavoro di cura e servizi , Speciale di Prospettive sociali e sanitarie n. 12/2011


Perdura l’assenza di una politica nazionale sulla non autosufficienza, e di una strategia per l’emersione del lavoro privato di cura. Mentre altri paesi europei continuano a mettere in cantiere nuovi interventi per fronteggiare l’onda demografica in arrivo e le sue pesanti conseguenze in termini di domanda di assistenza.
Da ultimo il Dilnot Report, il più importante piano inglese sulla non autosufficienza degli ultimi dieci anni: un piano lungimirante, che affronta il tema dei costi dell’assistenza per le famiglie e pone un tetto alle spese a loro carico (www.dilnotcommission.dh.gov.uk). Nessun anziano dovrebbe spendere più di 35.000 sterline, 39.000 euro, per la propria assistenza nella terza età, che sia per pagare un assistente familiare o un ricovero in residenza. Quello che ci vuole in più ce lo mette lo stato. Con prestiti vitalizi ipotecari, una pratica assai diffusa in Inghilterra e quasi sconosciuta da noi, tutelati dagli enti locali.
I costi della non autosufficienza negli anni a venire non potranno essere sostenuti solo dalle famiglie o solo dallo stato: si devono trovare equilibri, mix, delicate suddivisioni. È questo il messaggio più importante del Rapporto Dilnot. Messaggio rilevante per noi, un paese avviato ad avere future generazioni di anziani e di pensionati assai più povere di quelle di oggi. Di risorse economiche e di aiuti familiari.
Avremo sempre più bisogno di lavoro di cura, e di un’offerta accessibile, qualificata. A questo lavoro è dedicato questo numero.        s.p.

vai a indice: antePSS11
________________________
Prospettive Sociali e Sanitarie
via XX Settembre 24, 20123 Milano
tel. 0246764275 – fax 0246764312
http://pss.irs-online.it


Luciana Quaia, Anziani non autosufficienti, come gestire lo stress della cura | in Muoversi Insieme di Stannah

 

Invecchiamento della popolazione e costante aumento dell’aspettativa di vita sono ormai conoscenze diffuse: suggerimenti, consigli, indicazioni utili per mantenere un buon livello di qualità esistenziale sono stati recentemente forniti su queste pagine anche dal nostro geriatra Massimo Tanzi.
Il tempo addizionale raggiunto, purtroppo, paga però un suoprezzo: una maggior incidenza di patologie croniche e degenerative che comportano pesanti limitazioni nell’autonomia e nell’autosufficienza dell’anziano che ne viene colpito.
In un corpo sempre più fragile la necessità di ricevere cure e assistenza si fa prioritaria e questo è un bisogno che, spesso anche per lunghi periodi, trova all’interno della famiglia la risposta più immediata.

La dipendenza di una persona che invecchia rappresenta  …. continua qui: Anziani non autosufficienti, come gestire lo stress della cura | Muoversi Insieme.


impedito che un anziano, affetto da demenza senile, permettesse alla propria badante di mandarlo in rovina – Corriere di Bologna

 

L’intuito del titolare di un’agenzia immobiliare e di un parroco ha impedito che un anziano, affetto da demenza senile, permettesse alla propria badante di mandarlo in rovina. Oggi, a distanza di tre anni dalle malefatte ai danni di una persona fragile e inconsapevole, il pm Antonello Gustapane ha chiesto il giudizio immediato per la donna, una romena di 51 anni. Le accuse sono circonvenzione di incapace e sostituzione di persona.

Ne avrebbe combinate davvero tante l’imputata, dal reiterato tentativo di farsi sposare a quello di impossessarsi di tutti gli averi della vittima, il signor Eugenio, oggi 84enne. I fatti risalgono al biennio 2007-2008 e sono cessati quando gli uomini del commissariato Due Torri San Francesco sono intervenuti per impedire le nozze civili fra la romena e il nonno. Ma partiamo dal principio. Secondo gli accertamenti della polizia giudiziaria, dall’aprile 2007, quando la donna ha preso servizio presso l’abitazione dell’anziano, a Bologna, allo stesso mese dell’anno successivo, la romena Anica Stancu si sarebbe fatta consegnare numerose somme di denaro adducendo giustificazioni più o meno credibili, sulle quali l’uomo, poco lucido e inerme, non stava a questionare. Lei chiedeva, lui si recava in Carisbo e prelevava. Così per mesi. Forte del successo dei raggiri e della fiducia che, nonostante tutto, l’anziano nutriva nei suoi confronti, la badante ha provato a fare il salto di qualità convincendo la vittima a vendere un appartamento in via Pastrengo per poi farsi dare i soldi.

Ma la signora è incappata  in un agente immobiliare molto attento, e onesto, che, insospettito, ha messo in moto la macchina delle indagini

l’intero articolo qui:La badante e le nozze per raggirare il nonno – Corriere di Bologna.


Andrea Stuppini, LA BADANTE ALLA FRANCESE, in La voce.it

LA BADANTE ALLA FRANCESE

di Andrea Stuppini 27.05.2011

In Italia l’assistenza pubblica agli anziani è insufficiente. Se ne fa carico la famiglia, spesso ricorrendo alle assistenti familiari. Che sono per lo più straniere e dunque soggette a decreti flussi di dubbia efficacia e a sanatorie varie. Risultato: molti rapporti di lavoro solo formalmente in regola e tanti accordi in nero. Eppure, in Francia con la metà dei soldi spesi nel nostro paese si è creato un sistema integrato, che garantisce un collegamento stabile tra le assistenti e i servizi sul territorio, superando i limiti del rapporto individuale tra anziano e badante.

segue quii: Lavoce.info – ARTICOLI – LA BADANTE ALLA FRANCESE *.


COME CAMBIA IL LAVORO DI CURA? UNA RICERCA A GENOVA Istituto per la Ricerca Sociale, Milano Maggio 2011, www.qualificare.info

COME CAMBIA IL LAVORO DI CURA? UNA RICERCA A GENOVA

Istituto per la Ricerca Sociale, Milano
Maggio 2011


Continuano a crescere le assistenti familiari, come documenta anche il 19° Rapporto annuale dell’Istat presentato ieri a Roma. Crescono quelle provenienti dall’Est, sono più giovani, intendono questo lavoro in modo transitorio e sono sempre meno interessate al lavoro co-residente.
Questi alcuni dei risultati emersi dalla ricerca, appena conclusa, promossa e finanziata dall’Agenzia Regionale Sanitaria (ARS) della Regione Liguria e coordinata dall’IRS di Milano[1].

L’analisi è stata realizzata attraverso 269 interviste faccia a faccia ad assistenti familiari e una decina di interviste a testimoni privilegiati operanti nel contesto genovese

intero articolo qui: www.qualificare.info.


rivedere il termine carer? centro documentazione Cisf – Temi – Famiglia Cristiana

Nella letteratura anglosassone si parla molto di carer, oppure di care-giver(americano).
Ormai si è abituati ad incontrare il termine anche in Italia, talvolta tradotto come “persona che cura”, oppure persona che “si prende cura di”.

Un recente articolo della rivista Ageing and Society mette in dubbio l’utilizzo della parola, e si chiede se non sia forse stata usato a dismisura, e se non sia  servita più ai ricercatori e ai gruppi di lobbying che non ai diretti interessati.

Il termine è entrato nei dibattiti negli anni settanta/ottanta, all’interno soprattutto della ricerca di stampo femminista che voleva giustamente portare alla luce la massa di lavoro - non visibile  e non riconosciuto – svolto dalle donne.
In quest’ottica e in quel periodo storico ha avuto, secondo gli autori,  una grande importanza,  tanto che il concetto di cura è presente oggi nei dibattiti sulle politiche familiari, nella contrattazione riguardante il lavoro, nella conciliazione famiglia/lavoro e via dicendo.

Ma il termine ha comunque dei limiti.
Infatti, sotto la parola cura si ricomprende una grande varietà di attività, spesso non paragonabile fra di loro, e questo non aiuta nella comparazione.

…. segue

vai all’intero articolo qui: rivedere il termine carer? centro documentazione Cisf – Temi – Famiglia Cristiana.


Secondo il rapporto Ocse serve una nuova politica che punti a sgravare le famiglie dal peso dell’assistenza. Suggeriti anche nuovi criteri per regolarizzare le badanti che tengano conto della domanda in crescita


18 MAGNel 2050 un italiano su sette avrà più di 80 anni. E la spesa per assistere i non autosufficienti potrebbe passare dal 1,7% di oggi a quasi il 4% del Pil. Secondo il rapporto Ocse serve una nuova politica che punti a sgravare le famiglie dal peso dell’assistenza. Suggeriti anche nuovi criteri per regolarizzare le badanti che tengano conto della domanda in crescita.


Problemi psicologici e di comunicazione tra il malato di Parkinson e i propri care giver, Tavola rotonda sul Parkinson, Si confronteranno sull’argomento tre esperte: Luciana Quaia psicologa, Lina Scalia psicologa ed Erika Ciaccia logopedista – Giornale di Como

TAVOLA ROTONDA SUL PARKINSON
Como La sezione di Como dell’associazione Italiana Parkinsoniani ha organizzato per lunedì 11 aprile, a partire dalle 15, una tavola rotonda presso la sede sociale in piazza San Rocco 39, dedicata ai «Problemi psicologici e di comunicazione tra il malato di Parkinson e i propri care givers-assistenti». Si confronteranno sull’argomento tre esperte: Luciana Quaia psicologa, Lina Scalia psicologa ed Erika Ciaccia logopedista.
La partecipazione è libera e gratuita. «Sono invitati gli iscritti e simpatizzanti dell’associazione, i familiari, i care givers ed è gradita la partecipazione anche di persone comunque interessate all’argomento».Per motivi organizzativi è necessario comunicare la propria adesione chiamando lo 031/241917 oppure 329/4311411 oppure 031/521204, o mandare una mail all’indirizzo: aip.como@gmail.com.

da: Tavola rotonda sul Parkinson – Giornale di Como.


Sostenere la cura familiare. L’auto mutuo aiuto, uno strumento, seminario a cura di Patrizia Taccani

Seminario “Sostenere la cura familiare. L’auto  mutuo aiuto, uno strumento”

Mercoledì 13 Aprile 2011

ore  8,30 – 17

«Il progresso di una società si giudica dal modo in cui essa

si prende cura dei più deboli»

presso la sede de

«La Bottega del Possibile» in Viale Trento, 9  Torre Pellice

PRESENTAZIONE

Sostenere a casa “la cura di chi cura” il proprio caro in difficoltà di salute o di autonomia è indispensabile perché “assistere è faticoso” sul piano materiale e affettivo.

I caregivers hanno bisogno di essere sollevati nella loro fatica, anche con i gruppi di auto mutuo aiuto, strumento che appare sempre più efficace per confrontarsi, per condividere, per ricercare nuove modalità di rapporto e di equilibrio anche nella gestione delle emozioni.

Spesso la donne, moglie o figlia, è sola perché è cambiata la struttura della famiglia con molte ricadute sulla presenza di familiari per assistere, per accompagnare.

Lo Stato anziché essere vicino con la sua azione pubblica è sempre più assente sia sul piano economico che nella erogazione dei servizi domiciliari.

Come fare? Parliamone insieme.

PROGRAMMA

Ore 8,30               Accoglienza e registrazione dei partecipanti

Ore 9                     PERCHÉ QUESTO SEMINARIO

Mariena Scassellati Galetti, Presidente de “La Bottega del Possibile”

SOSTENERE LA FAMIGLIA, ROMPERE L’ISOLAMENTO attraverso LE CURE  DOMICILIari

Paola Sderci, assistente sociale, referente cure domiciliari ASL TO3 Collegno-Pinerolo,

Associazione Auto Mutuo Aiuto, Pinerolo (TO)

Lo sguardo di UN’INFERMIERA

Elisabetta Lambert (*), infermiera coordinatrice cure domiciliari, ASL TO3 Distretto di Susa (TO)

Ore 11                  Intervallo

Ore 11,15             L’AUTO MUTUO AIUTO NEL SISTEMA DI RETE

Silvio Venuti (*), Direttore Struttura Complessa Servizio Territoriale                di Continuità delle Cure,

ASL TO3 Collegno-Pinerolo

Il punto di vista della FAMIGLIA

1 testimone diretto Associazione Auto Mutuo Aiuto  Pinerolo

Ore 13                   Pausa per pranzo

Ore 14                   Ripresa dei lavori

I gruppi di automutuo aiuto con caregiver. Quali positività e quali criticità?

Ÿ Maria Giorgetti, assistente sociale specialista, Associazione Gng, Magenta (MI)

Ÿ Patrizia Taccani (*)

Sono entrambe autrici e curatrici del  libro: “Lavoro di cura e automutuo aiuto. Gruppi per caregiver di anziani non auto-sufficienti”, FrancoAngeli, Milano, 2010

Ore 15                  QUANDO LA FREQUENZA AI GRUPPI DI AUTO MUTUO AIUTO FA BENE

Ÿ Marco Giraudo (*), medico di famiglia ASL CN,1 Cervasca (CN)

Ÿ Pierangelo Pieroni, medico responsabile UVG, ASL CN1, Cuneo

Ore 15,30             LA RICHIESTA DELLA FAMIGLIA: L’ATTENZIONE ALLA RELAZIONE E AL LINGUAGGIO

I testimoni diretti

Associazione Auto Mutuo Aiuto Alba,  Chieri, Pinerolo

Questionario di valutazione

Conclusioni del coordinatore

Ore 17                  Termine del seminario

Coordina:            Patrizia Taccani (*), psicologa, formatrice,consulente AIMA Milano onlus

(*) socio de “La Bottega del Possibile”

per programma e scheda di iscrizione:


_________________________________________________

Associazione di Promozione Sociale “La Bottega del Possibile”

Viale Trento 9 – 10066 Torre Pellice (TO)

Tel. e fax  0121 953377 – 332996

bottegadelpossibile@bottegadelpossibile.it

segreteria@bottegadelpossibile.it

www.bottegadelpossibile.it


con la crisi economica le italiane tornano a voler fare i lavori tipici dei migranti. Dalla complementarietà si passa alla competizione: sulle basse qualifiche si combatterà la sfida futura tra migranti e italiani

Si dice: “I migranti fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare”. Ma qui siamo in controtendenza. Secondo la Fillea-Cgil, nei corsi per muratori, organizzati da privati e sindacati di settore, dopo tanti anni sono tornati a vedersi gli italiani. Anche nel fortino del lavoro domestico, il monopolio delle lavoratrici immigrate è sotto assedio.

Certo, la badante-tipo parla ancora straniero. Stando al Censis, infatti, la maggior parte è immigrata (71,6%) e proviene dall’Europa dell’Est: Romania (19,4%), Ucraina (10,4%), Polonia (7,7%) e Moldavia (6,2%). Numerose anche le filippine: il 9% del totale. Colf e badanti sono per l’82,6% donne, il 51,4% ha meno di 40 anni. Quante sono? 1 milione 538mila e lavorano in 2 milioni 412mila famiglie italiane: per il Censis, una famiglia su dieci è badante-dipendente. Senza il loro lavoro, il bilancio dello Stato italiano sarebbe gravato da un onere ulteriore di circa un miliardo di euro l’anno (studio della rivista americana “Christian Science Monitor”). Quanto guadagnano? La maggioranza meno di mille euro netti al mese: il 22,9% meno di 600 euro, il 20,2% da 600 a 800, il 24,5% tra 800 e 1.000. Ma una fetta consistente (il 32,4%) riesce a portarsi a casa oltre mille euro (il 14,6% guadagna più di 1.200 euro). E ancora: il 62% lavora in nero o con un’evasione contributiva parziale.

Questo l’identikit della lavoratrice domestica. La crisi però è pronta a rimescolare le carte. “Oggi si assiste alla carica delle italiane – spiega Raffaella Maioni, responsabile nazionale delle Acli Colf – negli ultimi due anni tra le iscritte ai nostri corsi di formazione, infatti, le italiane sono più che raddoppiate”. Una tendenza diffusa su tutto il territorio nazionale (le Acli organizzano ogni anno oltre 40 corsi per assistenti familiari), che registra casi limite, come “a Cisterna di Latina dove alla fine del 2010 il 100% delle diplomate era italiana”.

Non mancano ulteriori conferme: “Sempre più spesso le savonesi – fa sapere Giorgio Gandolfo, operatore della fondazione Migrantes di Savona – si rivolgono ai nostri sportelli in cerca di un lavoro come badante. Ecco perché nel registro (www. assistentifamiliarisv7. com), dove ci si può iscrivere per cercare e anche per offrire lavoro, affianco ai nomi di Jose, Lian, Magaly, ci sono ora quelli di Barbara, Pina, Elisabetta, Cira e Luciana: ad oggi su 350 badanti 45 sono italiane e il numero continua ad aumentare. Il loro profilo – continua Gandolfo – non corrisponde a quello delle straniere, si tratta di donne tra i 50 e 60 anni, spesso casalinghe, a qualcuna è deceduto il marito e si è vista costretta a lavorare per continuare a pagare il mutuo; altre sono disoccupate, che con la recessione provano a fare le badanti, in attesa di meglio”.

Stesso profilo è quello tracciato da Raffaella Maioni: “Le badanti italiane sono generalmente di mezz’età, più anziane delle loro colleghe straniere”. Cosa facevano prima? “Tre le tipologie: casalinghe, che si ritrovano in casa un marito disoccupato o in cassa integrazione e hanno bisogno di una nuova entrata per mandare avanti la famiglia; pensionate con pensione minima; disoccupate, che non trovano altro impiego”.

Tra le file delle casalinghe è stata a lungo Carolina: 56enne, romana, dal 2010 impiegata come badante. “Con i figli ormai grandi e un marito disoccupato da due anni, mi sono rivolta alla parrocchia alla ricerca di un lavoretto – racconta – so cucire, cucinare, fare le iniezioni. Da giovane avevo lavorato in un bar e non mi sarebbe dispiaciuto tornare dietro un bancone”. Trovare un lavoro però non si rivela impresa semplice. “Alla fine – ricorda Carolina – il parroco mi ha indicato il nominativo di una famiglia del quartiere. Avevano bisogno di un aiuto per il nonno, quasi novantenne. Ho accettato”. Carolina non nasconde “una certa vergogna” per dover fare un lavoro “considerato umile, soprattutto alla mia età”.

Ed è proprio il sentimento di vergogna ad accomunare le donne che si rivolgono da qualche mese agli sportelli della fondazione Migrantes di Torino. “Lo ritengono un’umiliazione, un fallimento, ma sono disperate – racconta don Fredo Olivero, responsabile Migrantes del Piemonte – e si rivolgono a noi, come ultima sponda”. E così si assiste al paradosso di una fondazione nata per assistere i migranti, che in tempi di crisi si trova a cercar lavoro alle italiane. “Dall’inizio del 2010 – conferma Olivero – sono cominciate ad arrivare le prime italiane disposte a lavorare come badanti e il loro numero è via via cresciuto. Hanno più di 50 anni, per lo più disoccupate, sono uscite dal mercato del lavoro e non riescono più a rientrarci. Purtroppo, contestualmente al loro arrivo – aggiunge Olivero – è diminuita anche l’offerta lavorativa da parte delle famiglie e così un numero crescente di badanti deve spartirsi un numero sempre più ristretto di posti di lavoro”.

Non è tutto. Oltre all’età media, a distinguere le italiane dalle straniere è anche il livello d’istruzione. Quello delle badanti d’origine immigrata è infatti più alto delle loro colleghe italiane: il 37,6% possiede un diploma di scuola superiore e il 6,8% una laurea, contro rispettivamente il 23,2% e il 2,5% delle assistenti familiari italiane. “L’aumento dei corsi di formazione e della presenza delle italiane – sostiene la Maioni – va letto anche nel senso di un’accresciuta professionalizzazione di questo importante mestiere, che supplisce alle carenze del welfare italiano. Purtroppo le italiane sono vittime di uno strano pregiudizio”. Accade, infatti, che mentre nell’immaginario collettivo, “le colf sono tipicamente filippine o italiane, le assistenti familiari sono solo le donne dell’Est Europa. L’offerta di manodopera a basso costo ha permesso a molte famiglie italiane di trasformarsi in datori di lavoro, avvalendosi di un aiuto, che prima non avrebbero mai immaginato di potersi permettere. Le collaboratrici straniere guadagnano, infatti, in media il 20% in meno delle colleghe italiane. Ora l’arrivo sul mercato delle assistenti familiari italiane spiazza le famiglie, abituate da anni a rivolgersi solo alle straniere”.

Insomma, con la crisi economica le italiane tornano a voler fare i lavori tipici dei migranti. Dalla complementarietà si passa alla competizione: sulle basse qualifiche si combatterà la sfida futura tra migranti e italiani. Con due ostacoli: primo, la crisi ha ridotto il numero delle famiglie che si possono permettere un aiuto stabile; secondo, sul mercato delle badanti, a farla da padrone sono ancora le donne dell’Est.

da: Se anche le italiane diventano badanti sotto assedio il fortino delle immigrate – Repubblica.it.


“Badanti: la nuova generazione” – Dossier di ricerca , www.qualificare.info



Slides presentate al convegno del 28 novembre 2008, in cui il Dossier è stato illustrato e discusso: 

Badanti al futuro: la nuova generazione – di Sergio Pasquinelli

Formare le assistenti familiari: percorsi a confronto – di Giselda Rusmini

L’incontro tra domanda e offerta di cura – di Claudia Sala

Assistenti familiari e ruolo delle famiglie – di Patrizia Taccani

vai a: www.qualificare.info.


IL LAVORO DI CURA IN EUROPA: UN CONFRONTO INTERNAZIONALE di Giovanni Lamura e Carlos Chiatti – INRCA, Ancona , www.qualificare.info

IL LAVORO DI CURA IN EUROPA: UN CONFRONTO INTERNAZIONALE

di Giovanni Lamura e Carlos Chiatti – INRCA, Ancona (*)
Gennaio 2011

vai a:

www.qualificare.info.


Corso di formazione per Conduttori di Gruppi di Autoaiuto per familiari di malati Alzheimer (Gruppi ABC)

Corso di formazione

per Conduttori di Gruppi di Autoaiuto

per familiari di malati Alzheimer (Gruppi ABC)

Il Corso ha per obiettivo di formare nuovi conduttori di Gruppi ABC, gruppi di autoaiuto che si propongono di aiutare i familiari di malati Alzheimer ad uscire dal tunnel dell’impotenza e a diventare curanti esperti nell’uso della parola. Il riferimento culturale del Corso è l’Approccio capacitante così come si è sviluppato nell’ambito del Gruppo Anchise.

DestinatariIl corso è multiprofessionale (massimo 20 partecipanti). Il candidato ideale è un laureato con formazione psicologica che già svolga attività professionale con persone malate di Alzheimer e che abbia esperienza di conduzione di gruppo.

Responsabile didattico: Pietro Vigorelli (medico e psicoterapeuta, Gruppo Anchise).

Sede: ASP IMMeS e Pio Albergo Trivulzio (aula Beata Gianna), via Trivulzio 15 (stazione metropolitana 1 Gambara), Milano.

Metodologia: Ogni seminario richiede una partecipazione attiva ed è strutturato in tre parti. Nella prima parte vengono presentati e discussi i fondamenti del metodo; nella seconda parte i corsisti fanno l’esperienza di un Gruppo ABC didattico, mettendo in gioco la propria esperienza di professionisti coinvolti nella cura di malati Alzheimer; nella terza parte i partecipanti riflettono sull’esperienza vissuta nel gruppo. Negli ultimi seminari verrà fornita la supervisione dell’iniziale attività di Conduttore dei partecipanti.

Durata e date: 9 incontri di 3 ore per un totale di 27 ore formative. I Seminari si tengono al martedì pomeriggio(ore 15-18) nei giorni 8 febbraio, 1 marzo, 5 aprile, 3 maggio, 7 giugno, 27 settembre, 18 ottobre, 15 novembre, 13 dicembre 2011.

Parallelamente al Corso gli iscritti devono partecipare gratuitamente ad almeno due Seminari Multiprofessionali Anchise, anche questi al mercoledì pomeriggio (ore 15-18), presso l’Ospedale San Carlo Borromeo, nei giorni 26 gennaio, 30 marzo, 25 maggio, 5 ottobre, 23 novembre 2011. La frequenza è obbligatoria.

Quota d’iscrizione: euro 500. La quota è da versare in tre rate (euro 50 all’atto dell’iscrizione, euro 150 all’inizio del Corso, euro 300 entro il 4 maggio). IBAN:IT81E0504801797000000034385. Destinatario: Ass. Gruppo Anchise. La quota comprende l’iscrizione all’Associazione.

Crediti formativi: chiesto accreditamento per le professioni sanitarie (ECM-CPD) e per gli Assistenti sociali (Ordine degli Assistenti sociali della Regione Lombardia).

Domanda di ammissione: le persone interessate sono invitate a inviare il Curriculum  pietro.vigorelli@formalzheimer.it ) e verranno contattate per un colloquio.

Segreteria organizzativa, preiscrizioni:www.gruppoanchise.itinfo@gruppoanchise.it


Franca Olivetti Manoukian, Lettera di ringraziamento ai partecipanti della Giornata APS del 29 ottobre

Ai clienti, ai colleghi, agli amici dello Studio APS,

un vivo e caloroso ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato alla giornata del 29 ottobre scorso.

Il tema che ci siamo proposti di affrontare era molto interessante – e l’elevato numero di iscritti ce l’ha confermato – e al tempo stesso molto difficile da trattare. Ci sembra di aver avviato delle riflessioni, forse un po’ frammentate e forse un po’ troppo aperte rispetto alle aspettative di molti, orientate a raggiungere anche chiarificazioni traducibili in strategie organizzative e in azioni individuali. Per questo, ri-pensando a quanto è emerso e a quanto è suggerito da confronti, connessioni e distinzioni, organizzeremo ai primi di marzo e ai primi di aprile due seminari di una giornata ciascuno, rivolti ad un numero limitato di partecipanti, finalizzati alla presentazione e discussione di alcuni percorsi di intervento rispetto ai malesseri lavorativi.
Da qui potremo anche identificare più chiaramente delle questioni su cui ritornare nella giornata di Studio del 2011.

Con questa modalità tentiamo di continuare a dare maggiore spazio e importanza all’ascolto dei nostri clienti, di coloro che sono interessati ad interagire con noi per co-costruire e de-costruire intorno a dei problemi che riteniamo vadano posti in primo piano, per rendere più efficace il funzionamento delle organizzazioni lavorative e più soddisfacente il lavoro dei singoli.

In questa direzione intende specificamente qualificarsi tutta l’offerta di attività che lo Studio si propone ed è in grado di realizzare. Vorremmo cioè essere sempre più vicini alle difficoltà e a come sono vissute, per riuscire a identificare insieme con i protagonisti ciò che realisticamente consente di gestirle e di contenerne i condizionamenti. Daremo più spazio all’organizzazione di consulenze mirate, anche rivolte a singoli o a piccoli gruppi, e alla predisposizione di seminari, corsi e riunioni progettati ad hoc per Servizi, Enti, Aziende sanitarie, Aziende industriali e di servizi, Cooperative.

Le attività formative programmate presso la nostra sede (come potrete vedere nel calendario che vi sarà inviato prossimamente) saranno soltanto quelli che riteniamo possano facilitare l’acquisizione di alcune strumentazioni basilari per chi è chiamato a esercitare ruoli direttivi e gestionali, ruoli di coordinamento e professioni come quelle del formatore o del consulente di organizzazione. Per le iniziative a cui finora abbiamo dato il nome di “Cicli” stiamo ipotizzando delle evoluzioni per impostarle in modo sempre più pertinente e congruente con le nuove esigenze che le grandi trasformazioni generali inducono all’interno delle organizzazioni di lavoro.

La rivista SPUNTI sarà resa disponibile on-line gratuitamente, ma per chi lo volesse continuerà ad essere possibile acquistare il volumetto stampato.

A fronte delle difficoltà di varia natura che si stanno incontrando, il gruppo di soci e collaboratori dello Studio si propone di lavorare e far lavorare meglio, in un contesto sociale in cui il buon lavoro va continuamente scoperto e costruito. In tempi abbastanza brevi sul nostro sito saranno specificate le differenti novità. Ci auguriamo che sia facile accedervi anche per rendere possibili più ampi e frequenti dialoghi.


Un caro saluto

a nome dello Studio APS,

Franca Olivetti Manoukian


L’ARTE DELLA CURA e la relazione che (si) trasforma: FORMAZIONE PER OPERATORI


Ci occupiamo sul territorio di arteterapia ed espressione creativa, operando nelle seguenti aree:

- prevenzione e cura del disagio
- benessere
- formazione.

A tal proposito, abbiamo organizzato un percorso di formazione esperienziale rivolto agli operatori della relazione di cura, d’aiuto ed educazione



Ass. ArTRE onlus
Laboratori di ARTETERAPIA ed ESPRESSIONE CREATIVA
Via Confalonieri, 11/13 – 20052 Monza


Qualificare Newsletter N. 26 – Ottobre 2010

Newsletter Qualificare N. 26 – Ottobre 2010 - www.qualificare.info
Se ha problemi a visualizzare il messaggio, può accedere alla versione online.

INTERVENTI

Il tutoring domiciliare cresce
di Giselda Rusmini, Istituto per la Ricerca Sociale, Milano

Tutoring 1: work in progress nella provincia di Bologna
di Alice Ghibellini e Beatrice Credi, Progetto Assistenti Familiari IAL Emilia-Romagna

Tutoring 2: l’esperienza del Comune di Modena
di Egide Bollani, Ufficio progetti per la domiciliarità
Susanna Beltrami e Silvia Bellettini, tutor progetto Serdom

Buoni servizio e lavoro somministrato a Torino
A colloquio con Marina Merana, Comune di Torino

Lavoro di cura e automutuo aiuto
di Sergio Pasquinelli, Istituto per la Ricerca Sociale, Milano

Qualificare.info sarà al Forum sulla non autosufficienza

NEWS

Convegni

Corsi di formazione

Contributi

Ricerche

Normativa

Altre notizie


Badanti: lezioni di dialetto per capire gli anziani – Cronaca – La Provincia di Como

Effetti controintuitivi dell’ (irragionevole) elogio delle “badanti”.

Invece che investire in strutture territoriali inserite nei quartieri e nei paesi e al’interno di reti di sevizio controllate nella loro qualità assistenziale si inventano corsi di dialetto. Senza considerare che la lingua sola, senza la cultura che la sostiene, è solo un suono senza cuore e mente.

Queste politiche sociali mettono assieme due solitudini: qualle delle donne che sognano le loro terre ed i loro figli e gli anziani dentro le loro case silenziose. Mentre in una RSA di buon servizio potrebbero usufruire di animazione, gite, assistenza sicura, chiacchere anche in dialetto con le altre persone.

Paolo Ferrario


«Te, portem scia l’acua e vutem che go de na a lavà i man». Il nonno dà gli ordini, la badante lo guarda e sorride con quell’aria di chi non ha capito un tubo. Il nonno si gira e dice alla nipote: «Te, ma chesta che la capes un tristu?».
L’arrivo di una badante in casa è un sollievo per i parenti ma un trauma per gli anziani che vengono assistiti. Che già devono fare i conti con la vecchiaia, le capacità ridotte e la necessità di farsi accudire come i bambini da un’estranea. Ma, poi, l’estranea in questione è pure straniera, capisce a fatica l’italiano e quando le si rivolgono in dialetto si sente come il nonno quando lei parla al telefono in polacco con i suoi parenti.
Lucia Salin, di Mediadream, la scena l’ha vista in diretta perché suo nonno la badante ce l’ha e mai che riescano a capirsi.
«Siccome stiamo organizzando i corsi per assistenti famigliari – spiega la coordinatrice, che è di Guanzate -, ho pensato che fosse una buona cosa, e anzi necessaria, introdurre anche corsi di dialetto. Del resto molti anziani, parlano solo quello. E anche le badanti parlassero a menadito l’italiano, non si troverebbero lo stesso».
Così è comparso l’annuncio per il Trovalavoro: «Corso di formazione in ambito linguistico. Corso di dialetto brianzolo utile per acquisire una conoscenza approfondita della cultura e della “lingua” popolare brianzola. Il corso ha come obiettivo quello di facilitare la comunicazione con persone anziane che fanno del dialetto brianzolo la loro lingua madre, ed è perciò rivolto soprattutto ad operatori che operano in ambito sociale e sanitario. Si terrà presso Mediadream srl, via Belvedere, 45 – 22100 Como. Il corso è rivolto a, disoccupati, cassaintegrati, occupati, inoccupati-mobilità. Il corso comincerà il 20/9/2010, si concluderà il 20/11/2010 (60 ore).
Gli insegnanti non sono ancora stati trovati. «Ne stiamo selezionando tre – dice ancora la Salin -, che fanno parte di un’associazione che si occupa di portare avanti le tradizioni locali. Ma i nomi non li abbiamo ancora». Per ora non ci sono neanche le iscritte, ma solo perché il corso non è ancora stato pubblicizzato.
Sono previste 60 ore, e non sono poche perché gli anziani hanno mille bisogni e se «la padela» assomiglia alla «padella», altre espressioni dialettali di uso comune quando si è costretti a letto, non sono cosi immediate. Soprattutto considerando il fatto che la maggior parte delle badanti straniere, ma anche delle assistenti socio sanitarie o delle infermiere degli ospedali o delle case di riposo fatica anche a usare il tu o il lei. E basta stare qualche ora a fianco d un malato per assistere a colloqui che a volte hanno del comico ma altre del tragico, visto che la mancanza di comunicazione genera grossi problemi e spesso deprime l’anziano che si sente pure un po’ preso in giro.

Badanti: lezioni di dialetto per capire gli anziani – Cronaca – La Provincia di Como


Gianni Del Rio , Maria Luppi, Gruppo e relazione d’aiuto. Saperi, competenze, emozioni

Grppo e relazione d’aiuto. Saperi, competenze, emozioni
Autori e curatori: Gianni Del Rio , Maria Luppi
Collana: Le professioni nel sociale – Sezione II – Coordinamento di Antonio de Lillo
Argomenti: Psicologia sociale, di comunità, politica, ambientale, dell’emergenza, del turismoPolitiche e servizi socialiSociologia della saluteSociologia economica, del lavoro e delle organizzazioni
Livello: Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari
Dati: pp. 272,     1a edizione  2010  (Cod.1168.2.7)
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Gruppo e relazione d'aiuto. Saperi, competenze, emozioni
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 28,50
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856817720
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In breve Il volume offre un’analisi dei temi e dei contributi della psicologia dei gruppi, e un approfondimento in chiave psicoanalitica a partire dal lavoro di Bion e della socioanalisi inglese. Riflette poi su aspetti metodologici e pratici prendendo in considerazione gruppi di lavoro e gruppi di aiuto e mettendo a fuoco alcuni temi: le ragioni e le funzioni del gruppo nel lavoro sociale, la gestione efficace della riunione e la responsabilità della conduzione nelle diverse fasi della vita di un gruppo.
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Presentazione
del volume:
“È solo vivendo un’esperienza di comunicazione totale con gli altri, e sviluppando una capacità di accettazione delle loro diversità, che si può configurare un progetto comune e non solamente condiviso, in cui ciascuno feconda gli altri con quella piccola parte di conoscenza che possiede e viene da loro fecondato.” (Pierluigi Sommaruga)

Nel sistema degli interventi e dei servizi in ambito sociale, sanitario ed educativo, gruppo e lavoro di gruppo acquisiscono oggi un rinnovato interesse.
Gli attori coinvolti sono da un lato persone e famiglie che cercano e danno aiuto, dall’altro un multiforme mondo di operatori e altri soggetti che hanno in vario modo acquisito competenze all’interno di un welfare sussidiario.
Il volume si rivolge a questi operatori che, ancora in formazione o già sul campo, assumono responsabilità con l’impresa del gruppo nella prospettiva della relazione di aiuto, in contesti organizzativi, nel lavoro di comunità e dello sviluppo locale. E lo fa privilegiando una riflessione sugli elementi condivisibili dai diversi attori: attraverso l’intreccio di dimensioni complementari, il testo si propone come strumento integrato, che coniuga la componente teorica sul gruppo e i suoi aspetti strutturali e dinamici, e quella metodologica, sul lavoro di gruppo. Saperi, competenze ed emozioni dei partecipanti, e di chi ha una responsabilità di guida, costituiscono risorsa e concorrono a determinare processi e risultati.
La prima parte offre un’analisi dei temi e dei contributi della psicologia dei gruppi, e un approfondimento in chiave psicoanalitica a partire dal lavoro di Bion e della socioanalisi inglese. La seconda riflette su aspetti metodologici e pratici prendendo in considerazione gruppi di lavoro e gruppi di aiuto e mettendo a fuoco alcuni temi: le ragioni e le funzioni del gruppo nel lavoro sociale, la gestione efficace della riunione e la responsabilità della conduzione nelle diverse fasi della vita di un gruppo.

Gianni Del Rio, psicologo psicoterapeuta, insegna nel Corso di Laurea in Servizio Sociale dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Oltre al lavoro terapeutico è formatore nel Corso di Specializzazione in Psicoterapia Transculturale della Fondazione Cecchini-Pace. È autore di Stress e lavoro nei servizi (1990).
Maria Luppi, sociologa e assistente sociale, lavora presso la Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale di Regione Lombardia. Curatrice di Coesione sociale nella città. Azioni e relazioni nell’esperienza di due quartieri di Milano (2009). Insegna nel Corso di Laurea in Servizio Sociale dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Indice: Introduzione
Parte I. Lineamenti teorici
La natura del gruppo
(Elementi per una definizione di “gruppo”; Classificare i gruppi)
Kurt Lewin e la dinamica di gruppo
(La Field Theory; La concettualizzazione lewiniana di “gruppo”; L’action-research e il tema del cambiamento; Il T-Group)
Elementi di dinamica di gruppo
(Formazione di un gruppo; La struttura di gruppo. Status, ruoli e leadership; Coesione, conformismo e devianza; Comunicazione e interazione; Il clima)
Dal gruppo al gruppo di compito
(La dinamica del compito)
IL contributo della psicoanalisi
(Sigmund Freud, Melanine Klein; Wilfred R. Bion; Le “Esperienze nei gruppi”)
Il Tavistock institute
(Istituzioni e meccanismi di difesa; Il gruppo allargato)
Intermezzo
Parte I. Aspetti metodologici e operativi
Metodologia di gruppo nel lavoro sociale
(Una premessa alla metodologia di gruppo: unicità e gruppalità nella persona; Le buone ragioni del lavoro di gruppo; Gruppi di lavoro e gruppi di aiuto. Le funzioni del gruppo; Gruppo,partenariato, rete. Elementi comuni e differenze)
Il gruppo riunito e altri contesti
(L’importanza del setting; Per una gestione efficace della riunione del gruppo; Altre interazioni e altri contesti; La supervisione. Incontro di due punti di vista)
Le fasi del lavoro di gruppo
(La responsabilità della condizione; Progettazione e formazione del gruppo. Motivazioni e processi; Il gruppo si costituisce; Il processo realizzativi; Valutare il lavoro del gruppo; La conclusione. Elaborazione del lutto e separazione)
Bibliografia.

Gruppo e relazione d’aiuto. Saperi, competenze, emozioni

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CONVERGENZE VIRTUOSE: REGIONI E LAVORO DI CURA di Giselda Rusmini – Istituto per la Ricerca Sociale, Milano Giugno 2010

Tra la seconda metà del 2009 e l’inizio di quest’anno sono stati promossi importanti interventi regionali in tema di regolazione del mercato privato della cura, in particolare da parte di Puglia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna. Vediamoli sinteticamente.

l’intero articolo qui:

http://www.qualificare.info/home.php?list=archivio&id=480


Badanti al tempo della crisi di Raffaella Sarti – Università di Urbino, in www.qualificare.info

…. Da qualche mese, tuttavia, agli occhi di molti la crisi sembra sparigliare di nuovo le carte. Le famiglie hanno problemi economici, si dice, e il budget per assumere persone di servizio si riduce. Se poi uno dei membri è disoccupato, può svolgere i compiti altrimenti delegati a colf e ‘badanti’. Già da mesi, inoltre, i giornali hanno cominciato a segnalare che anche donne italiane frequentano i corsi per assistenti familiari: la crisi, si denuncia, le spinge verso un lavoro che pareva ormai destinato a essere svolto solo da immigrati.

….

l’intero articolo qui:

www.qualificare.info.


LAVORO DI CURA E AUTOMUTUO AIUTO. Gruppi per caregiver di anziani non autosufficienti, a cura di Patrizia Taccani e Maria Giorgetti, saggi di Fernanda Landini, Ilaria Maccalli, Daniela Rocchetti, Gianmario Rozzi, FrancoAngeli, 2010, p. 212. Recensione Audiovideo di Paolo Ferrario

Audiovideo di Paolo Ferrario

Presentazione del libro:

LAVORO DI CURA E AUTOMUTUO AIUTO. Gruppi per caregiver di anziani non autosufficienti, a cura di Patrizia Taccani e Maria Giorgetti, saggi di Fernanda Landini, Ilaria Maccalli, Daniela Rocchetti, Gianmario Rozzi, FrancoAngeli, 2010, p. 212

L’incontro di cui si parla è avvenuto presso la sede della Caritas Ambrosiana di Milano il 20 aprile 2010

L’automutuo aiuto attraverso il gruppo è una pratica del lavoro sociale che ha trovato ampio sviluppo prima nel Nord America, successivamente in Europa e più recentemente nel nostro paese. Rivolto a persone che si trovano ad affrontare problemi di ordine molto diverso, solo negli ultimi anni ha raggiunto i familiari che svolgono lavoro di cura nei confronti di un membro anziano non autosufficiente.
Obiettivi di questo libro sono da un lato porre in luce la complessità del lavoro di cura rivolto ai propri anziani collegandolo ai nodi problematici che i caregiver devono affrontare, dall’altro evidenziare la tipicità del sostegno che questi familiari trovano nel gruppo di automutuo aiuto.
Il testo, avvalendosi di testimonianze fedelmente trascritte, si caratterizza per l’integrazione tra gli aspetti teorici e quelli esperienziali legati all’operatività degli autori.
Rivolto principalmente agli operatori psico-sociali, sanitari, educativi che a vario titolo si occupano degli anziani e delle loro famiglie e ai responsabili dei servizi, questo libro è utile anche alle associazioni di familiari che intendono attivare la risorsa dei gruppi di automutuo aiuto, al volontariato quotidianamente a contatto con le problematiche delle famiglie curanti, all’arcipelago del self help come stimolo alla diffusione di tale approccio nell’ambito del caregiving.
I contenuti del testo, inoltre, possono essere utilmente fruiti da docenti e studenti all’interno dei percorsi formativi di base e di aggiornamento delle professioni che, in vari ambiti, sviluppano relazioni di aiuto.

Indice del volume:

Presentazione
Parte I.
Anziani non autosufficienti e cure familiari

  • Patrizia Taccani, Scenari e attori
  • Ilaria MaccalliSe una malattia ruba la mente: L’impatto familiare della malattia di Azheimer
  • Daniela Rocchetti, La famiglia e il lutto

Gruppo, gruppi

  • Fernanda Landini, Gianmario RozziIl gruppo
  • Maria GiorgettiI gruppi di automutuo aiuto

 

Parte II.
Il gruppo di automutuo aiuto e i caregiver: riflessioni dell’esperienza

Alcuni nodi nel percorso dei gruppi: specificità e intrecci

  • Maria Giorgetti, Fernanda Landini, Narrare la cura
  • Ilaria Maccalli, Ruoli familiari allo specchio
  • Patrizia Taccani, Quotidianità dei valori
  • Ilaria Maccalli, Patrizia TaccaniAutomutuo aiuto in AIMA: uno sguardo dall’interno
  • Maria Giorgetti, Fernanda Landini, Gianmario RozziI gruppi di autoaiuto di Magenta e dintorni: lavorare sul territorio
  • Maria Giorgetti, Fernanda Landini, Ilaria Maccalli, Gianmario Rozzi, Patrizia TaccaniI segnali del processo di automutuo aiuto

Conclusione

Glossario

Riferimenti bibliografici

Testi letterari

Siti web visitati.

Gli autori:

Patrizia Taccani, psicologa e formatrice. È stata docente presso la Scuola regionale per Operatori Sociali del Comune di Milano. Svolge attività di formazione e consulenza per enti pubblici e privati. Ricopre il ruolo di facilitatore in gruppi di automutuo aiuto rivolti a caregiver di anziani non auto-sufficienti e a persone implicate nei vari passaggi della cosiddetta “terza età”. È autrice di numerosi testi e saggi sul tema dell’invecchiamento e del­la cura.

Gianmario Rozzi, psicologo, specializzazione in Consulenza e Terapia ad orientamento sistemico-relazionale conseguita presso il Centro Milanese di Terapia della Famiglia. Vive a Milano, lavora presso un Consultorio fami­liare dell’ASL, Provincia di Milano 1 dove, per diversi anni, oltre a svolge­re attività clinica con famiglie caregiver di anziani non autosufficienti, è stato facilitatore di gruppi di automutuo aiuto.

Daniela Rocchetti, psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico. Si occupa di formazione e supervisione di educatori e insegnanti su tematiche attinen­ti la relazione interpersonale, l’integrazione di persone con handicap, la mediazione transculturale. Nel campo sociosanitario conduce gruppi di formazione su tematiche attinenti l’assistenza domiciliare, è inserita nell’equipe dell’assistenza domiciliare ospedaliera dell’ A.O. San Carlo e A.O. San Paolo di Milano. Ha condotto gruppi di automutuo auto per pa­renti di anziani non autosufficienti. Docente ai corsi di formazione della Lega Tumori, consulente della Fondazione Floriani di Milano.

Ilaria Maccalli, psicologa e psicoterapeuta a indirizzo analitico transazio­nale. Ha collaborato con l’Associazione Italiana Malattia di Alzheimer (A.I.M.A.) Sede Nazionale come responsabile della “Linea Verde Alzhei­mer”. Oggi è responsabile del servizio di psicologia di A.I.M.A. Milano Onlus, dove svolge attività di formazione, counseling psicologico, condu­zione di gruppi di automutuoaiuto e attua progettazione di servizi per il sostegno del malato e del caregiver (ad es. “Alzheimer Cafè”). E’ formatore di e supervisore di équipes multiprofessionali presso servizi domiciliari e resi­denziali per anziani fragili.

Fernanda Landini, psicologa e psicoterapeuta a orientamento psicoanaliti­co. Ha sempre lavorato in servizi pubblici sia per bambini che adulti. Ha acquisito una vasta esperienza nella conduzione di gruppi terapeutici, di di­scussione e di formazione. Attualmente lavora presso un Consultorio fami­liare dell’ASL, Provincia di Milano 1. E consulente per l’associazione GnG.

Maria Giorgetti, assistente sociale specialista. Ha lavorato in ambito mino­rile, psichiatrico e formativo; è stata responsabile di un’unità organizzativa anziani della ASL, provincia di Milano 1. Socia fondatrice dell’associazione GnG che svolge attività di promozione della cultura del mutuo aiuto, da dieci anni attiva gruppi AMA per caregiver nei quali ricopre il ruolo di facilitatore.


Anziani, un aiuto a chi aiuta. Come sostenere i caregiver Martedì 20 aprile 2010 ore 17.30 – 19.30, presentazione del libro Lavoro di cura e automutuo aiuto. Gruppi per caregiver di anziani non autosufficienti, FrancoAngeli editore , 2010 a cura di Patrizia Taccani , Maria Giorgetti, Caritas Ambrosiana – Aiutare chi aiuta: caregiver

Anziani, un aiuto a chi aiuta.
Come sostenere i caregiver

Martedì 20 aprile 2010
ore 17.30 – 19.30

I gruppi di automutuo aiuto: una risorsa della comunità
Luciano Gualzetti

“L’acqua è insegnata dalla sete”: l’automutuo aiuto a sostegno del lavoro di cura
Maria Giorgetti

Uno sguardo su noi facilitatori: congedo, domande, impegni
Patrizia Taccani

Servizi alla persona tra reti formali e reti informali
Paolo Ferrario

Dibattito

L’incontro si terrà presso la sede di Caritas Ambrosiana in via San Bernardino, 4 a Milano

Info:
Segreteria Anziani
tel. 02/76037.258/338
anziani.ambrosiana@caritas.it

Lavoro di cura e automutuo aiuto. Gruppi per caregiver di anziani non autosufficienti, FrancoAngeli editore , 2010
Autori e curatori: Patrizia Taccani Maria Giorgetti
Contributi: Fernanda Landini, Ilaria Maccalli, Daniela Rocchetti, Gianmario Rozzi
Collana: Politiche e servizi sociali – Professioni sociali
Argomenti: Testi per medici, infermieri, operatori sanitariPolitiche e servizi sociali
Livello: Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari
Dati: pp. 224,     1a edizione  2010  (Cod.1130.1.7)

Caritas Ambrosiana – Aiutare chi aiuta: caregiver

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Anziani, un aiuto a chi aiuta. Come sostenere i caregiver Martedì 20 aprile 2010 ore 17.30 – 19.30 via San Bernardino, 4 a Milano, Caritas Ambrosiana – Aiutare chi aiuta: caregiver

Anziani, un aiuto a chi aiuta.
Come sostenere i caregiver

Martedì 20 aprile 2010
ore 17.30 – 19.30

I gruppi di automutuo aiuto: una risorsa della comunità
Luciano Gualzetti

“L’acqua è insegnata dalla sete”: l’automutuo aiuto a sostegno del lavoro di cura
Maria Giorgetti

Uno sguardo su noi facilitatori: congedo, domande, impegni
Patrizia Taccani

Servizi alla persona tra reti formali e reti informali
Paolo Ferrario

Dibattito

L’incontro si terrà presso la sede di Caritas Ambrosiana in via San Bernardino, 4 a Milano

Info:
Segreteria Anziani
tel. 02/76037.258/338
anziani.ambrosiana@caritas.it

Al termine dell’incontro sarà messo a disposizione il volume “Lavoro di cura e automutuo aiuto – Gruppi per caregiver di anziani non autosufficienti” edito da FrancoAngeli

VAI a: Caritas Ambrosiana – Aiutare chi aiuta: caregiver

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dvd allo scopo di far conoscere ai familiari e far conoscere alla propria badante gli elementi di base su come effettuare una buona assistenza alla persona anziana non autosufficiente , Regione Veneto

Badanti. Realizzato DVD in 5 lingue inviato a circa 5.000 famiglie per dare informazioni su buona assistenza

Invio di DVD a domicilio per fare conoscere ai familiari e alle badanti come effettuare una buona assistenza alla persona anziana non autosufficiente.

A circa 5000 famiglie che godono dell’assegno di cura per assistere a casa anziani non autosufficienti con l’ausilio di badanti, la Giunta regionale del Veneto, sta inviando a domicilio due dvd allo scopo di far conoscere ai familiari e far conoscere alla propria badante gli elementi di base su come effettuare una buona assistenza alla persona anziana non autosufficiente (come fare l’igiene, come alimentare, come mobilizzare, come affrontare le situazioni di emergenza) e quali sono i diritti e doveri previsti dal contratto di lavoro.

Il DVD è stato realizzato nelle seguenti lingue: italiano, polacco, russo, spagnolo e inglese. “Da sempre la qualità della vita dei nostri anziani e delle persone fragili – spiega l’Assessore regionale alle politiche sociali – è alla base dell’attenzione e dell’azione della Regione Veneto. A fianco della recente approvazione della legge regionale istitutiva del Fondo regionale per la non autosufficienza, la Regione ha voluto anche rilanciare un forte impegno per una qualificazione delle assistenti familiari, attraverso regole chiare e trasparenti per l’incontro tra chi richiede un lavoro e chi necessita di assistenza.

E’ necessario assicurare azioni concrete per dare servizi efficienti e sostenibili per le famiglie, anche dal punto di vista economico, i servizi di cura per l’assistenza dei propri cari da parte di badanti. I dvd sono strumenti semplici ed efficaci per chiarire aspetti pratici di base del rapporto tra badanti e assistiti. La Regione sta anche promuovendo una rete di operatori accreditati, pubblici e privati, in grado di supportare le famiglie e di formare le assistenti familiari e creando un albo delle assistenti familiari qualificate”. Per eventuali informazioni è possibile consultare il sito internet www.venetolavoro.it

Veneto Sociale: il portale della Regione Veneto per le Politiche sociali

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Collaboratori domestici – Newsletter Non Member

Baby sitter in regolaArticolo pubblicato su Soldi&Diritti 110, gennaio 2010Baby sitter, badante,colf: in molte famiglie è un aiuto indispensabile. Ecco un vademecum per l’assunzione.

INTERA SCHEDA QUI: Collaboratori domestici – Newsletter Non Member

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Francesco Vietti Il paese delle badanti, Meltemi editore

Quante famiglie italiane affidano ormai i propri anziani alle cure di una “badante venuta dall’Est”? Questa ricerca etnografica, raccontata con i toni narrativi e intimi di un diario di viaggio, parte proprio da una di queste case, per poi seguire il ritorno della lavoratrice al suo villaggio natale in Moldavia, piccola repubblica ex sovietica ai confini dell’Unione Europea.
Mentre l’importanza dell’assistenza domiciliare offerta da migliaia di donne immigrate è ormai evidente per l’odierna società italiana, molto meno noto è l’impatto che tale migrazione femminile ha nei paesi di provenienza delle emigranti. In Moldavia, così come in Romania o in Ucraina, il mercato del lavoro e gli stessi rapporti familiari vengono “ristrutturati” insieme alle case di chi lavora all’estero. La catena globale della cura coinvolge mariti, figli, parenti, vicini di casa e amici in complesse dinamiche relazionali che mettono in profonda discussione gli equilibri dei piccoli villaggi rurali in cui vivono le famiglie delle donne che lavorano in Italia.
Esplorare tali mutamenti è l’unico modo per comprendere la rilevanza di un fenomeno che ha cambiato non solo la vita di tante famiglie italiane, ma anche le società di una buona parte dell’Europa Orientale, protagonista della più vasta e silenziosa migrazione transnazionale di questo inizio secolo.

 
Francesco Vietti ha condotto ricerche sul campo nei Balcani e nelle repubbliche ex sovietiche e collabora con il Centro Interculturale della Città di Torino. Attualmente svolge il dottorato di ricerca in “Migrazioni e processi interculturali” presso l’Università degli Studi di Genova. Tra le sue pubblicazioni: Cecenia e Russia. Storia e mito del Caucaso ribelle (2005).
 
Autori
Francesco Vietti

Meltemi Editore

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Dylan Dog, Mater morbi (testi di Roberto Recchioni, disegni di Carnevale), n. 280 Gennaio 2010, www.sergiobonellieditore.it | Tartarugosa

TartaRugosa ha letto e scritto di:

Dylan Dog, Mater morbi, n. 280 Gennaio 2010,  www.sergiobonellieditore.it

Nel mese in cui si ricorda la morte di Eluana Englaro, molte sarebbero le letture consigliabili che affrontano il tema della rivoluzione tecnologica in ambito di salute e malattia e del diritto umano all’autodeterminazione.

A me piace scegliere un testo diverso, originale e inatteso per il genere e la forma cui appartiene: il fumetto. Una storia narrata al confine tra reale e irreale, considerato che Roberto Recchioni, sceneggiatore dell’avventura, è una persona che sta vivendo sulla propria pelle una condizione di malattia irreversibile.

Questa volta Dylan Dog, l’indagatore dell’incubo, vive direttamente una realtà da incubo, misurandosi con le sue ancestrali paure dell’ignoto e dell’insondabile. I tratti delineati per descrivere un vissuto di condannato sono così netti e precisi da incidere un solco nel lettore che segue la vicenda.

Una vita può essere sospesa e ugualmente rivestire un rinnovato significato rispetto al senso dell’esistere; una vita può essere invece trattata come pezzo da officina, scorporata dall’anima e considerata mero involucro da riparare.

Dylan Dog attraversa il suo incubo individuale dando voce materiale agli interrogativi più inquietanti che già scuotono le coscienze di chi cura.

Di goffmaniana memoria l’incontro con la spoliazione, la coatta costrizione alla rinuncia della tua identità, numero fra altri numeri, arto, organo, elemento piuttosto che uomo, sradicato dalla possibilità di esprimere il tuo passato, le tue conoscenze, le tue testimonianze su ciò che senti e ciò cui sei stato sottoposto:


L’ingresso nel giardino dove Mater Morbi porta a giocare le sue vittime non è un buon indizio e segna quel confine tra naturalità e intervento tecnologico che permette all’insaziabile signora di mantenere il paziente designato sufficientemente attaccato a un filo per potersi trastullare con lui



Poco importa ciò che il malato pensa, desidera, esige .. qualcun altro decide per lui

Risponderà il Dottor Vonnegut: al Dottor Harker che osa proporre di non andare oltre con le cure: “La legge ci obbliga a fare tutto quello che ci è possibile per tenere in vita i nostri pazienti. … La morte non è cosa di cui possano decidere i dottori o i pazienti” “E chi allora?” “Un’autorità ben al di sopra di noi”

A chi si riferisce il Dottor Vonnegut? Mater Morbi pare non avere idee confuse in proposito




E mentre le macchine allungano l’agonia di Dylan, nel suo giardino Mater Morbi esercita le sue sadiche seduzioni per favorire il cedimento del suo nuovo giocattolo

Mater Morbi è un’amante esigente, ma Dylan le rinfaccia il suo male intrinseco: quella solitudine di cui non potrà mai sbarazzarsi perché tutti cercano di sfuggirla. “Ci sono persone disposte a uccidersi pur di non incontrarti mai” svela Dylan a Mater Morbi in un drammatico colloquio “Nessuno ti ama e per questo sei costretta a tenerti strette le persone riducendole in catene”

Mater Morbi è smascherata. Nel momento in cui Dylan accetta di provare ad amarla si ritrova guarito.

La televisione trasmette l’intervista del Dottor Harker, cacciato da Vonnegut per la sua troppa sensibilità, dove si parla di accanimento terapeutico, testamento biologico e suicidio assistito.

Scrive allora Dylan Dog:

“Personalmente sono convinto che chiunque sia in possesso delle sue facoltà mentali debba anche essere padrone del proprio destino .. specie se quel destino è fatto di atroci sofferenze. D’altra parte nel caso in cui io non fossi in grado di esprimere la mia opinione o non avessi lasciato alcuna disposizione, non vorrei mai che qualcuno decidesse della mia vita al posto mio.

In fondo .. chi sono io per mettere in dubbio i miracoli?”

lasciando scoperta quella terra di frontiera dove la medicina che rifiuta la morte non è ancora specularmente riuscita a riportare sempre alla vita e dove l’essere umano è tuttora dilaniato dalla contrapposizione tra laico e religioso, tra una morte come evento naturale e una morte che può essere sempre più controllata e manipolata.

Una cosa è certa: dove le maglie si fanno strette, dove si arriva al bilico della massima incertezza, dove esiste una possibilità di scelta per orientare il proprio ineluttabile destino – e ognuno di noi sta sempre più acquisendo conoscenza di questa possibilità – c’è un fragoroso, urgente, tasssativo bisogno di etica.

Dylan Dog, Mater morbi, n. 280 Gennaio 2010, www.sergiobonellieditore.it | Tartarugosa

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Taccani Patrizia, Giorgetti Maria, LAVORO DI CURA E AUTOMUTUO AIUTO Gruppi per caregiver di anziani non autosufficienti, FrancoAngeli, 2010

L’automutuo aiuto attraverso il gruppo è una pratica del lavoro sociale che ha trovato ampio sviluppo prima nel Nord America, successivamente in Europa e più recentemente nel nostro paese. Rivolto a persone che si trovano ad affrontare problemi di ordine molto diverso, solo negli ultimi anni ha raggiunto i familiari che svolgono lavoro di cura nei confronti di un  membro anziano non autosufficiente.
Obiettivi di questo libro sono da un lato porre in luce la complessità del lavoro di cura rivolto ai propri anziani collegandolo ai nodi problematici che i caregiver devono affrontare, dall’altro evidenziare la tipicità del sostegno che questi familiari trovano nel gruppo di automutuo aiuto.
Il testo, avvalendosi di testimonianze fedelmente trascritte, si caratterizza
per l’integrazione tra gli aspetti teorici e quelli esperienziali legati  all’operatività degli autori.
Rivolto principalmente agli operatori psico-sociali, sanitari, educativi che a
vario titolo si occupano degli anziani e delle loro famiglie e ai responsabili
dei servizi, questo libro è utile anche alle associazioni di familiari che intendono attivare la risorsa dei gruppi di automutuo aiuto, al volontariato quotidianamente a contatto con le problematiche delle famiglie curanti, all’arcipelago del self help come stimolo alla diffusione di tale approccio nell’ambito del caregiving. I contenuti del testo, inoltre, possono essere utilmente fruiti da docenti e studenti all’interno dei percorsi formativi di base e di aggiornamento delle professioni che, in vari ambiti, sviluppano relazioni di aiuto.

Patrizia Taccani, psicologa e formatrice. È stata docente presso la Scuola
regionale per operatori sociali del Comune di Milano. Svolge attività di formazione e consulenza per enti pubblici e privati. Ricopre il ruolo di facilitatore in gruppi di automutuo aiuto rivolti a caregiver di anziani non autosufficienti e a persone implicate nei vari passaggi della cosiddetta “terza età”. È autrice di numerosi testi e saggi sul tema dell’invecchiamento e della cura.
Maria Giorgetti, assistente sociale specialista. Ha lavorato in ambito minorile, psichiatrico e formativo; è stata responsabile di un’unità organizzativa anziani della ASL, Provincia di Milano 1. Socia fondatrice dell’associazione GnG che svolge attività di promozione della cultura del mutuo aiuto, da dieci anni attiva gruppi AMA per caregiver nei quali ricopre il ruolo di facilitatore.

Presentazione
Parte Prima
Anziani non autosufficienti e cure familiari
Scenari e attori, di Patrizia Taccani; Uno sguardo al fenomeno demografico-
sociale; Proteggere e curare la domiciliarità dei propri familiari anziani;
Legami di cura in famiglia; Anziani soli: solitudini-non solitudini; Invecchiare
in coppia: “nella gioia e nel dolore, in salute e in malattia; I nostri genitori
invecchiano;
Se una malattia ruba la mente: l’impatto familiare della malattia
di Alzheimer, di Ilaria Maccalli; La malattia di Alzheimer; Dopo la diagnosi
e oltre: nuovi scenari familiari;
La famiglia e il lutto, di Daniela Rocchetti;
L’ultimo tratto della vita; Quali attenzioni al morente; Accompagnamento
della famiglia e automutuo aiuto)
Gruppo, gruppi
Il gruppo, di Fernanda Landini e Gianmario Rozzi; L’importanza del gruppo
nell’esperienza umana; Storia e definizioni; Come evolvono i gruppi; Obiettivi
e strutturazioni differenti;
I gruppi di automutuo aiuto, di Maria Giorgetti; Da
dove vengono questi gruppi?; Le parole per definire e classificare; La conduzione:
un dibattito aperto)

Parte Seconda
Il gruppo di automutuo aiuto e i caregiver: riflessioni dall’esperienza
(Alcuni nodi nel percorso dei gruppi: specificità e intrecci;
Narrare la cura, di Maria Giorgetti e Fernanda Landini;
Ruoli familiari allo specchio, di Ilaria Maccalli;
Aver cura di sé e autotutela, di Gianmario Rozzi;
Quotidianità dei valori, di Patrizia Taccani;
Automutuo aiuto in AIMA: uno sguardo dall’interno,
di Ilaria Maccalli e Patrizia Taccani; Come si forma il gruppo; La cornice:
regole del gruppo, ruolo dei facilitatori, tempo e spazio; Le piccole regole;
Chi accompagna: i facilitatori; Tempo e tempi del gruppo; Il gruppo: dove?;
Il viaggio e l’attrezzatura;
I gruppi di automutuo aiuto di Magenta e
dintorni: lavorare sul territorio, di M. Giorgetti, F. Landini,
G. Rozzi; Un assegno di cura per riconoscere il lavoro e i bisogni della famiglia caregiver;
Dentro le logiche dell’organizzazione; Le difficoltà dell’istituzione: proposte
simili, risposte diverse; Tra visibilità e invisibilità: la fatica degli operatori e del gruppo; L’interesse di un comune del distretto; Si prosegue da soli)
I segnali del processo di automutuo aiuto, di Maria Giorgetti, Fernanda Landini, Ilaria Maccalli, Gianmario Rozzi, Patrizia Taccani
(Valutare: richiami teorici; Dall’esperienza: fasi del processo in gruppi di caregiver;
Nascita e avvio; Riconoscimento e rispetto del gruppo; Clima affettivo;
Verso l’autonomia; Oltre il gruppo)

Conclusione

Glossario, Riferimenti bibliografici, Testi letterari, Siti web visitati, Allegati:  AIMA Milano Onlus,  Associazione GnG/Il Faro


Eugenio Borgna “Le emozioni ferite”, Firenze, Biblioteca delle Oblate – 16/12/2009, 16 AudioVideo di un’unica magistrale conversazione, tratta dal canale di thorne63 su Youtube


Regolarizzazione colf e badanti: Legge 3 agosto 2009 n. 102.

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Paolo Ferrario, La “qualità” in Robert Pirsig, Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta, Muoversi Insieme, Stannah, dicembre 2009

Sono due i motivi per riproporre l’attenzione su “Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”, un libro di 35 anni fa.Il primo è biografico e riguarda la mia professione. Occuparsi di formazione con persone adulte impegnate nei servizi sociali vuol dire non solo trasferire conoscenze, ma soprattutto elaborare metodi ed atteggiamenti per vedere in modo diverso il proprio lavoro e la sua relazione con il mondo esterno ….

segue qui:

Dall’arte della motocicletta alla manutenzione di se stessi | Muoversi Insieme

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Kenneth Hepburn Marsha Lewis Jane Tornatore Carey Wexler Sherman Judy Dolloff Manuale del caregiver Programma di formazione per l’assistenza alle persone affette da demenza. Edizione italiana a cura di Luisa Bartorelli I Manuali € 18,00 1^ Ristampa 2009 pp. 184 ISBN 9788874665440, Carocci editore

Scheda libro
Manuale del caregiver
Programma di formazione per l’assistenza alle persone affette da demenza. Edizione italiana a cura di Luisa Bartorelli

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€ 18,00

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€ 18,00
1^ Ristampa 2009  pp. 184  ISBN 9788874665440
Prendersi cura di una persona affetta da demenza, in particolare da malattia di Alzheimer, è una sfida che in pochi possono affrontare senza ricorrere ad un sostegno esterno, che li guidi nel percorso assistenziale, attraverso i compiti gravosi e le tensioni emotive che esso comporta. È da questa sfida che nasce l’idea qui presentata, già sperimentata dall’équipe dell’Università del Minnesota e generosamente messa a disposizione in queste pagine: fornire ai caregiver, familiari o non, un manuale da utilizzare durante la partecipazione a gruppi di sostegno. In concomitanza alla realizzazione del Manuale del caregiver viene inserito, sul sito dell’editore, il Manuale del formatore, a cui il coordinatore dei gruppi di sostegno può far riferimento. Il percorso binario, proposto sia al caregiver che al formatore, non è soltanto ’strategico’, ma costituisce un cammino interiore nella consapevolezza di sé e nelle difficili relazioni che si instaurano nell’ambiente familiare di questi malati.
altri libri su … | Servizio sociale

Carocci editore

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Famiglia Oggi di questo mese è dedicata al tema: I luoghi della cura.Una responsabilità tra famiglia e società

Famiglia Oggi.

Famiglia Oggi di questo mese è dedicata al tema: I luoghi della cura.Una responsabilità tra famiglia e società

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Anziani, famiglie e assistenti. Sviluppi del welfare locale tra invecchiamento e immigrazione a cura di Guido Lazzarini e Mariagrazia Santagati, FrancoAngeli editore

Anziani, famiglie e assistenti. Sviluppi del welfare locale tra invecchiamento e immigrazione a cura di Guido Lazzarini e Mariagrazia Santagati

in:
www.qualificare.info

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Assistenti familiari ed enti locali di Raffaella Sarti e Elena De Marchi – Università di Urbino “Carlo Bo” e Università di Milano, Novembre 2009

Assistenti familiari ed enti locali di Raffaella Sarti e Elena De Marchi – Università di Urbino “Carlo Bo” e Università di MilanoNovembre 2009

l’intero articolo qui:

www.qualificare.info

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Quando e perchè si cambia?, incontro pubblico sul cambiamento nelle relazioni d’aiuto, 4 dicembre 2009, Milano


Venerdì 4 dicembre IRS, Comunità Nuova, Casa della Carità e Terrenuove promuovono, a Milano, un incontro pubblico sul cambiamento nelle relazioni d’aiuto. Intervengono: Franca Olivetti Manoukian, don Virginio Colmegna, Giampaolo Lai

L’incontro è organizzato in occasione dell’uscita numero speciale di “Prospettive Sociali e Sanitarie” (n. 17, 2009).
Quando e perchè si cambia quando si viene aiutati? Il numero  mette al centro il cambiamento nelle relazioni d’aiuto: i termini con cui viene definito, i modi in cui avviene, le condizioni che lo favoriscono.

Il fascicolo presenta interventi sulla psicoterapia (Anna Fabbrini), la malattia mentale (Giampietro Savuto), i servizi sociali di base (Ariela Casartelli), i gruppi di auto-aiuto (Patrizia Taccani), i servizi territoriali che si occupano di disagio giovanile e adulto (Oliviero Motta e Maria Grazia Guida), i migranti (Anna Rotondo e Dela Ranci), la non autosufficienza (Diletta Cicoletti).

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Alessandra Cicalini, Badanti, per l’Auser serve formazione ad hoc | Muoversi Insieme, Stannah

…. “Per Mangano, infatti, succede spesso che si ricorra alle cosiddette badanti di origine straniera per rispondere a un’emergenza immediata senza porsi il problema della preparazione di base della persona reclutata (conoscenza della lingua italiana compresa) né dell’esistenza o meno di un permesso di soggiorno sufficientemente duraturo, che consenta alla medesima assistente di restare in servizio tutto il tempo necessario.Il presidente dell’associazione di volontariato, composta da 40 mila iscritti, in prevalenza over 65, aggiunge che non di rado, purtroppo, le collaboratrici di origine extracomunitaria sono in Italia con permessi trimestrali scaduti i quali sono costrette a lasciare il nostro Paese, interrompendo così bruscamente il proprio lavoro, con danno, oltre che per loro stesse, anche per l’anziano assistito” ….

l’intero articolo qui:

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Il cambiamento nelle professioni di aiuto, Numero speciale di Prospettive Sociali e Sanitarie, Incontro e discussione 4 dicembre 2009, Milano

LeVieDelCambiamento_email.pdf – Powered by Google Documenti

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Il cinema racconta … CURARE E PRENDERSI CURA

Il cinema racconta …CURARE E PRENDERSI CURA

www.segnalo.it – Cineteca

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Sergio Pasquinelli e Giselda Rusmini, Sostegni al lavoro privato di cura, Network Non Autosufficienza – Rapporto 2009 Ottobre 2009

Il primo Rapporto annuale del Network Non Autosufficienza – promosso dall’IRCCS – INRCA per l’Agenzia nazionale per l’invecchiamento – contiene anche un capitolo su “I sostegni al lavoro privato di cura”. Il capitolo presenta e discute gli interventi volti a far emergere e sostenere l’assistenza privata a pagamento.

Il capitolo è scaricabile qui: Scarica qui il capitolo

L’intero volume è scaricabile gratuitamente dal sito www.maggioli.it/rna

Network Non Autosufficienza (a cura di), “L’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia – Rapporto 2009“, Maggioli Editore, 2009, pp. 186.

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La badante presenta il conto Vuole 96mila euro – Cronaca – La Provincia di Como

Era regolarmente pagata da una famiglia comasca, ma quando ha deciso di tornare in Ucraina, si è messa fare i conti e ha aperto una vertenza legale da 96mila euro. È la storia di una badante che si occupava di un’anziana comasca e che ha contestato ai datori di lavoro il periodo prima della regolarizzazione con la Bossi-Fini oltre a una serie di straordinari successivi. Per questo si è rivolta ad un avvocato che fatto dei conti e chiesto alla famiglia la cifra esorbitante di 96mila euro. Fortunatamente la famiglia aveva conservato tutte le ricevute e ha potuto dimostrare che i pagamenti erano tutti regolari, così come il rapporto di lavoro. Se non l’avesse fatto il rischio sarebbe stato ben diverso.
Di storie simili, con importi più bassi, alla Cisl ne vedono parecchie. Vertenze da 12 – 13mila euro non appena le badanti tornano nei loro paesi d’origine. Questo, ovviamente, significa avvocati, tribunali, spese e tempo per dimostrare le proprie ragioni. Il consiglio è uno soltanto e arriva dalla presidente dell’Anolf (Associaizone nazionale Oltre le frontiere) della Cisl, Rosangela Pifferi: «Bisogna fare tutto il regola perché questo è l’unico modo per poter dimostrare la correttezza dei contratti in caso di contestazioni. Consiglio poi di mettere sempre tutto per iscritto e di tenere doppie ricevute. Purtroppo si deve diventare imprenditori di una persone che si ha in casa. Si è datori di lavoro, anche se magari nella propria vita si è svolta un’attività completamente diversa. Fare tutto in regola garantisce innanzitutto il datore di lavoro perché, di fronte a rivalse, si può tutelare. Questo vale anche in caso di infortuni. Del resto si dichiara quello che effettivamente si dà. l rischio delle vertenze è molto alto e la vera battaglia da fare sarebbe quella per ottenere sgravi fiscali».
Sul Lario il fenomeno delle badanti “fantasma” ha numeri da non sottovalutare. Le stime più recenti parlano infatti di oltre 3mila badanti irregolari presenti sul territorio provinciale. I numeri ufficiali, invece, sono quelli dell’ultimo decreto flussi, con 5.188 domande per la regolarizzazione di una badante, su un totale di circa ottomila richieste presentate. Ma ne verranno accolte meno di duemila.
Nel momento del ritorno in patria, però, come hanno spiegato alla Cisl, le irregolari non si pongono troppi problemi e aprono comunque contenziosi legali. Che possono finire con un nulla di fatto come quello record da ben 96mila euro (perché in quel caso la dipendente era regolare), ma anche molto peggio.
Gisella Roncoroni

La badante presenta il conto Vuole 96mila euro – Cronaca – La Provincia di Como

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Anziani: Monza, prima in Italia propone la “badante a ore” – Cronaca – Il Cittadino di Monza e Brianza

Monza – Primo in assoluto in Italia, il Comune di Monza, propone le badanti a ore per assistere persone anziane e disabili. A differenza di quanto avviene tradizionalmente, le badanti in questione prestaranno servizio anche soltanto per un breve periodo di tempo senza quindi la necessità di un’assunzione a tempo continuativo.

Una risposta a quanti hanno l’esigenza di un’assistenza per limitati periodi. “Il personale – ha spiegato ieri l’assessore alla famiglia Stefano Carugo durante una conferenza stampa – è stato qualificato attraverso un corso di formazione organizzato dal Comune ed è ovviamente in possesso di regolare permesso di soggiorno”.

Le famiglie potranno richiedere la badante a ore attraverso lo Sportello Badanti recentemente aperto nel Municipio. Nell’ambito della conferenza stampa è stata anche illustrata la situazione della popolazione anziana residente a Monza.

Anziani: Monza, prima in Italia propone la “badante a ore” – Cronaca – Il Cittadino di Monza e Brianza

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Badanti, per l’Auser serve formazione ad hoc | Muoversi Insieme, 2009


succede spesso che si ricorra alle cosiddette badanti di origine straniera per rispondere a un’emergenza immediata senza porsi il problema della preparazione di base della persona reclutata (conoscenza della lingua italiana compresa) né dell’esistenza o meno di un permesso di soggiorno sufficientemente duraturo, che consenta alla medesima assistente di restare in servizio tutto il tempo necessario.
Il presidente dell’associazione di volontariato, composta da 40 mila iscritti, in prevalenza over 65, aggiunge che non di rado, purtroppo, le collaboratrici di origine extracomunitaria sono in Italia con permessi trimestrali scaduti i quali sono costrette a lasciare il nostro Paese, interrompendo così bruscamente il proprio lavoro, con danno, oltre che per loro stesse, anche per l’anziano assistito.
In definitiva, secondo il responsabile dell’Auser, la cura delle persone non autosufficienti non dovrebbe essere lasciata al passaparola, bensì organizzata con il supporto delle istituzioni, nazionali e locali.

Badanti, per l’Auser serve formazione ad hoc | Muoversi Insieme

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