la Regione Lombardia vara il “Fattore Famiglia”. Si tratta di un indicatore per le politiche sociali, che non solo tiene conto delle situazioni reddituali e patrimoniali, ma contempla anche a pieno titolo il numero di figli e i carichi di cura

la Lombardia vara il Fattore Famiglia. Si tratta di un indicatore per le politiche sociali, che non solo tiene conto delle situazioni reddituali e patrimoniali, ma contempla anche a pieno titolo il numero di figli e i carichi di cura, ad esempio la presenza nel nucleo familiare di anziani non autosufficienti o di disabili.

Il Fattore Famiglia sarà ora sperimentato per un anno in alcuni Comuni del territorio lombardo. A livello regionale ha già trovato applicazione per quanto riguarda la Dote scuola 2012-2013, misura che interessa un terzo degli studenti lombardi (circa 300.000) con uno stanziamento di 81 milioni e che, con i nuovi parametri applicati, darà diritto alla Dote a 8.000 famiglie in più dello scorso anno.

SPERIMENTAZIONE – Parte ora un periodo di sperimentazione su tutte le unità d’offerta sociali e socio sanitarie “che consenta di valutare – ha aggiunto Boscagli -, con grande attenzione, l’appropriatezza degli indicatori individuati, l’impatto sulle famiglie lombarde e la sua sostenibilità”. Solo dopo questa fase, i cui risultati saranno resi noti e valutati dal Consiglio regionale, la Giunta regionale sarà investita del compito di definire i criteri attuativi. “L’eredità del paradigma ‘tutto a tutti’ e in maniera indifferenziata – ha notato ancora Boscagli – ha consegnato una situazione divenuta insostenibile e profondamente iniqua. Molti cittadini in stato di bisogno sono oggi fuori dal sistema di assistenza e solo grazie al sistema di protezione familiare possono ricevere assistenza quotidiana senza gravare sulle risorse pubbliche”.

RISPETTO DEI LEA – La misura lombarda non tocca in nulla i Livelli essenziali di assistenza (Lea), che sono di competenza nazionale. In altri termini, il provvedimento lombardo non si colloca minimamente in contrasto con la disciplina nazionale dei Lea e la sua legittimità è supportata sia dalla giurisprudenza costituzionale sia dal recente parere della Corte dei Conti sul nostro sistema socio-sanitario. I principi cardine della legge regionale sul Fattore Famiglia si collocano, infatti, nel pieno rispetto dei Livelli essenziali di assistenza e sono volti a riconoscere un ruolo centrale alla famiglia, commisurando lo strumento di valutazione della situazione economica agli effettivi carichi di cura e sono diretti a garantire il rispetto del principio di uguaglianza sostanziale attraverso l’aumento dell’offerta dei servizi su base regionale.

CARICHI DI CURA – Il Fattore Famiglia lombardo, declinato nella scala di equivalenza con i correttivi riguardanti i carichi di cura, diventa quindi lo strumento attraverso cui Regione, Province e Comuni determineranno, ciascuno nel rispetto delle rispettive competenze, il valore dei voucher sociali e sociosanitari, gli altri benefici economici e la compartecipazione economica ai costi delle prestazioni sociosanitarie e sociali. Per esempio la retta di una casa di riposo potrà essere rimodulata e differenziata appunto in base al Fattore Famiglia, favorendo ulteriormente i nuclei con maggiori carichi.

da Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale :: Politiche sociali, debutta il fattore famiglia

Il ‘Fattore famiglia’ lombardo e’ diventato legge in nottata, ma il provvedimento licenziato dal Consiglio regionale parla di compartecipazione al costo delle prestazioni sociali e di quota a valenza sociale delle prestazioni sociosanitarie. Sparisce dunque il riferimento ai Lea (Livelli essenziali di assistenza). Il Consiglio regionale ha approvato il provvedimento che introduce modifiche alle normative regionali sulla Rete dei servizi alla persona al termine di una seduta fiume che si e’ conclusa con la votazione finale della legge 40 minuti dopo la mezzanotte, grazie alla proroga di un’ora decisa dal presidente del Consiglio regionale Davide Boni (Lega Nord). Una scelta che e’ stata contestata dai gruppi di minoranza che hanno abbandonato l’Aula ritenendo non valida la prosecuzione della seduta oltre il termine delle 24, riporta una nota della Regione.

La legge sul Fattore famiglia ha comunque incassato 42 voti a favore espressi dai consiglieri di Lega Nord e Pdl. L’approvazione non e’ stata senza polemiche. Il capogruppo del Pd Luca Gaffuri, a nome dell’intera opposizione, ha annunciato “l’intento di chiedere nelle sedi competenti l’impugnazione di questa legge”. Con l’introduzione del Fattore famiglia lombardo, per la prima volta nel calcolo delle tariffe dei servizi sociali viene preso in considerazione il carico familiare attraverso la definizione di ‘scale di equivalenza’ che garantiscono e tutelano le famiglie numerose, le famiglie con figli minori, la presenza di persone disabili o non autosufficienti.

Per il primo anno questo nuovo sistema sara’ applicato in via sperimentale in un numero limitato di Comuni. Nel testo del provvedimento si sottolinea che la quota di compartecipazione al costo delle prestazioni sociali e la quota a valenza sociale delle prestazioni sociosanitarie sono stabilite dai Comuni sulla base del reddito e del patrimonio del nucleo familiare. Tra i criteri considerati: la valutazione, nel nucleo familiare, della presenza di occupati sospesi, cassa integrati o disoccupati iscritti in liste di mobilita’ e la definizione di scale di equivalenza che tengano conto della presenza di figli (inclusi i nascituri e i minori in affido), di persone con disabilita’, di anziani non autosufficienti, di un solo genitore convivente.

Il testo, che modifica anche il calcolo dell’Isee, ha suscitato le critiche veementi delle opposizioni, che non lo hanno votato, nonché di Cgil e Anci.
Per quanto riguarda i servizi socio-sanitari, la modifica arriva con un emendamento che prevede che “nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza, la determinazione degli oneri per le prestazioni sociosanitarie, erogate dalle unità d’offerta sociosanitarie a carico del fondo sanitario, è stabilita per tipologia di unità d’offerta sulla base dello standard regionale di accreditamento, delle condizioni di salute della persona assistita e dei criteri di cui all’art. 8 comma 2”.
Ma secondo il gruppo consiliare del Pd, proprio il riferimento a questo comma dell’art. 8 vanifica di fatto il rispetto dei lea. Nel comma della nuova legge regionale in questione si stabilisce infatti che la quota di compartecipazione al costo delle prestazioni sociali e sociosanitarie sia stabilita in base ai criteri di valutazione del reddito e del patrimonio del nucleo familiare, del patrimonio mobiliare e immobiliare, oltre al carico familiare e il livello di assistenza richiesto. Il che significherebbe che, per la parte di prestazioni sanitarie erogate dall’area socio-assistenziale, dunque coperte dall’assessorato alla Famiglia, scatta la compartecipazione del cittadino in base al reddito, e non più solo in base alla gravità della sua situazione, come era previsto fino a oggi.
Duro il commento dell’opposizione. “Una regione che dichiara di avere i conti della sanità in pareggio chiede per prima nel Paese una compartecipazione delle famiglie e dei cittadini alla spesa sanitaria e proprio in un momento di crisi come questo – ha spiegato il consigliere Carlo Borghetti del Pd – di fatto si sancisce il principio che i lombardi pagheranno anche le prestazioni sanitarie che dovrebbero essere garantite universalmente con i lea. Un simile provvedimento regionale presenta diversi aspetti di illegittimità andando a interferire con competenze esclusive dello Stato”.
Di parere contrario l’assessore alla Famiglia, Giulio Boscagli, secondo cui “non vengono toccati i lea, che sono di competenza nazionale. Il provvedimento lombardo non si colloca minimamente in contrasto con la disciplina nazionale dei lea”. La legge prevede una sperimentazione di un anno su tutte le unità d’offerta sociali e socio sanitarie, “che sarà però attuata solo in 15 comuni lombardi – chiosa Borghetti – mentre per tutti gli altri 1500 comuni si dovrà attendere un anno prima dell’applicazione di nuovi criteri. E’ la prima volta che si approva una legge prima di conoscere gli esiti di una sperimentazione concepita per definirne i contenuti”.
Altra novità del provvedimento riguarda le Asp lombarde e la nomina dei loro vertici. Per le Asp di primo livello, quelle più grandi (7 su 13), tra cui anche il Pio Albergo Trivulzio, si prevede che il direttore generale, oggi nominato all’interno della struttura, sia invece indicato dalla Regione d’intesa con il Comune. Inoltre, spiega Gianantonio Girelli, responsabile Sanità Pd lombardo, “alla scadenza del mandato i cda saranno sostituiti da un consiglio di indirizzo, con poteri fortemente ridotti. Il potere gestionale passerà nelle mani del direttore generale e ci sarà un accentramento nelle mani della Regione di un patrimonio legato invece ai territori. Per le Asp di secondo livello rimane invece tutto invariato”.

Osservatorio/Laboratorio sul malessere lavorativo: sperimentazione di co-costruzione conoscitiva, Studio APS

Nella Giornata di Studio tenuta a Milano lo scorso novembre era stato proposto di avviare un “Osservatorio/Laboratorio sul malessere lavorativo”.

A seguito della segnalazione da parte di varie persone di un interesse positivo per una iniziativa di questo genere è stata messa a punto una proposta che viene illustrata in allegato.

Ne diamo comunicazione perché ci sembra una iniziativa particolarmente collegata alle vicende più generali che oggi attraversano le condizioni lavorative e perché costituisce una sperimentazione di co-costruzione conoscitiva piuttosto originale.

Chi fosse interessato a prendere parte al lavoro che viene prospettato è pregato di segnalarlo alla segreteria dello Studio.

Con i migliori saluti,

Franca Olivetti Manoukian e Achille Orsenigo


Regione Lombardia, TESTO UNICO DELLE REGOLE DI GESTIONE DEL SISTEMA SOCIOSANITARIO REGIONALE (in realtà solo della RETE SANITARIA), Direzione Generale Sanità

Testo unico delle regole di gestione del sistema sociosanitario regionale

pila di libri

Con Delibera di Giunta Regionale 22 dicembre 2011, n. 2734 pubblicata sul BURL, S.O., n. 52 del 30 dicembre 2011 è stato approvato il Testo Unico delle Regole di Gestione del Sistema Sociosanitario Regionale. 

Questo strumento è stato individuato come uno degli obiettivi strategici del Piano Sociosanitario Regionale 2010-2014, approvato dal Consiglio Regionale con deliberazione del 17.11.2010: ”Definizione chiara e sintetica delle regole di sistema aggiornate all’anno di riferimento e di facile consultazione”. 

Esso rientra nel programma dell’Agenda di Governo 2011-2015 “Lombardia semplice” che individua espressamente, tra i diversi strumenti di semplificazione regionali finalizzati a razionalizzare il corpo di regole, prassi e procedure esistente, quello dei “Testi Unici coordinati di Settore”, che raccolgono, riordinano e semplificano, per ambiti tematici, l’insieme degli atti amministrativi a contenuto regolatorio.

Il Testo Unico delle Regole raccoglie e riordina:

- le disposizioni ancora dotate di valenza pluriennale rinvenibili nelle DGR delle Regole deliberate fino all’anno 2011, con esclusione delle disposizioni che forniscono indirizzi di gestione esclusivamente per l’anno di riferimento;
- gli atti amministrativi diversi dalle cd. “Regole” (quali, ad esempio, circolari recanti indirizzi applicativi rispetto alle DGR delle Regole, atti deliberativi diversi dalle “Regole”, note con contenuti importanti in ordine alle specifiche materie di riferimento), laddove il richiamo ai medesimi contribuisca a fornire chiarezza ed esaustività per una migliore comprensione della disciplina di riferimento.

Il Testo Unico delle Regole razionalizza e semplifica unicamente le disposizioni riguardanti le regole di gestione del sistema sociosanitario regionale e quelle più direttamente ad esse riconducibili, non potendosi quindi considerare quale testo unico di tutta la materia sanitaria disciplinata a livello amministrativo.

Il Testo redatto ha natura meramente compilativa e ricognitiva. La sua finalità è dotare gli operatori del settore di uno strumento di consultazione facile, completo ed aggiornato, nel quale poter rinvenire in modo puntuale le regole del settore sanitario e sociosanitario lombardo contenute negli atti amministrativi adottati nell’ultimo decennio.

Il Testo Unico è articolato in 12 allegati. Ai fini di una maggiore chiarezza e completezza del documento, in ogni allegato è stato ricostruito il quadro normativo di riferimento, tramite l’individuazione degli atti normativi di livello comunitario, statale e regionale.

Il Testo Unico non ha efficacia abrogativa e permangono e restano efficaci gli atti amministrativi adottati sulla base  delle delibere relative ai singoli anni di riferimento nello stesso accorpate.

Per quanto concerne le Regole di gestione del sistema sociosanitario regionale relative all’anno 2012, si rimanda alla recente DGR n. IX/002633 del 6 dicembre 2011 avente ad oggetto “Determinazioni in ordine alla gestione del servizio socio sanitario regionale per l’esercizio 2012”.

Allegati

Testo unico delle regole di gestione del sistema sociosanitario regionale (DGR n. 2734 del 22/12/2011) - BURL S.O. n. 52 del 30/12/2011 Testo unico delle regole di gestione del sistema sociosanitario regionale (DGR n. 2734 del 22/12/2011) – BURL S.O. n. 52 del 30/12/2011 (2.4 MB) PDF

da Direzione Generale Sanità :: Testo unico delle regole di gestione del sistema sociosanitario regionale.


Regione Umbria: Approvate le linee indirizzo dei servizi sociali

4 gli assi lungo i quali si muoverà la politica regionale: il rafforzamento della struttura regionale e della rete dei servizi territoriali, la programmazione territoriale e la gestione associata, le politiche e gli interventi prioritari per le persone e le famiglie, la regolazione del sistema. Indispensabile anche l’attivazione del Sistema Informativo Sociale (SISO) per rilevare i bisogni dei cittadini e, tramite la raccolta dei dati e la loro successiva elaborazione e condivisione, si permetterà a livello territoriale di programmare gli interventi in base ai bisogni dei cittadini, verificando che i servizi erogati siano adeguati alle richieste degli utenti.

Relativamente alla programmazione e alla qualificazione della spesa Casciari evidenzia che “con il Piano Sociale regionale si è messo in campo in Umbria uno strumento che consente alle 12 Zone sociali di avere un unico comune denominatore attraverso i rispettivi Piani di Zona. A livello territoriale il ‘PdZ’ è l’occasione per le comunità di analizzare, valutare e programmare alla luce dei bisogni dei cittadini, coniugando così la  programmazione regionale con quella locale”.

Le politiche per le persone e le famiglie affrontano come prioritarie alcune linee di intervento per le quali si provvederà ad emanare successivi atti di indirizzo relativi ad  azioni per le  persone disabili e anziani non autosufficienti, per l’infanzia e le giovani generazioni e misure e servizi a sostegno delle famiglie a forte disagio economico e sociale o a rischio di impoverimento.

Particolarmente delicata è la regolazione del sistema dei servizi e degli interventi sociali sia dal punto di vista della domanda che dell’offerta: “Si punta – ha detto Casciari – alla realizzazione di un modello che assegni al pubblico un ruolo fondamentale di responsabilità in cui l’ente locale operi come coordinatore, regolatore dei servizi esternalizzati ma che chiede al terzo settore la qualità del servizio, la ricerca di efficienza, la capacità di mantenere vive quelle reti tra gli utenti capaci di generare quel capitale sociale e relazionale che ha caratterizzato il tessuto sociale umbro”.

In proposito  la vicepresidente ha precisato: “L’appalto concorso, che rappresenta lo strumento principale nell’affidamento dei servizi, appare non sempre adeguato a coprire servizi legati all’assistenza alla persona. Per tale ragione, il Piano Sociale  introduce altri strumenti di affidamento dei servizi, salvaguardando i principi di trasparenza, concorrenza e uguaglianza nelle possibilità di accesso dei fornitori privati all’affidamento dei servizi, possibilità di scelta o di compartecipazione alla scelta da parte degli utenti e delle loro famiglie, dando spazio agli strumenti della concessione, nella particolare forma dell’accreditamento e della co-progettazione”.

vai a: Approvate le linee indirizzo dei servizi sociali – Regione Umbria.


Franca Olivetti Manoukian al Convegno “Disegnamo il Welfare di Domani” – Milano, 29.09.2011

 

Vai a: : Franca Olivetti Manoukian a “Disegnamo il Welfare di Domani” – Milano, 29.09.2011 on Vimeo.

Nella primavera del 2011 Prospettive Sociali e Sanitarie ha chiesto ad un gruppo qualificato di esperti di unire le loro competenze a quelle dell’Irs, editore della rivista, per tracciare una proposta di riforma delle politiche sociali incisiva, realistica, agibile. La convinta adesione a questo invito ha portato alla redazione di un testo che è stato presentato a Milano, nell’ambito del convegno per i primi 40 anni di Prospettive Sociali e Sanitarie “Disegnamo il welfare di domani”.

Interventi di:

1 day ago

9 days ago

22 days ago

Segnalazione giornata di studio “Paure, fatiche, sofferenze e illusioni: ipotesi d’intervento nelle situazioni di lavoro”

Paure, fatiche, sofferenze e illusioni:

ipotesi d’intervento nelle situazioni

di lavoro

Azioni per costruire condizioni più sostenibili nelle organizzazioni lavorative

Venerdì 18 novembre 2011

Milano, C.so Buenos Aires n. 33, Elfo Puccini teatro d’arte contemporanea, Sala Shakespeare

Programma e modalità di iscrizioni:


La valutazione della qualità nei servizi. Concetti e metodi, di Silvio Franco

La valutazione della qualità nei servizi. Concetti e metodi
Autori e curatori
Contributi
Alessandro Ruggieri
Livello
Textbook, strumenti didattici. Testi advanced per professional
Dati
pp. 288,      1a edizione  2011   (Cod.364.184)
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 31,00
Disponibilità: Buona

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Codice ISBN: 9788856839418
In breve
Il volume, adatto non solo per gli studenti, ma anche per i responsabili della qualità di enti pubblici e imprese che operano nel settore dei servizi, affronta la valutazione della qualità dei servizi, analizzando le ragioni per le quali il monitoraggio della qualità rappresenta un elemento chiave nella prospettiva gestionale delle aziende che operano nel settore dei servizi.
Presentazione del volume

Il volume affronta la valutazione della qualità dei servizi ponendo attenzione alle ragioni per le quali il monitoraggio della qualità rappresenta un elemento chiave nella prospettiva gestionale delle aziende (pubbliche e private) che operano nel settore dei servizi e agli strumenti che consentono di operarne la valutazione in termini quantitativi. Il tentativo è di trattare la materia in forma organica evitando, da un lato, di concentrarsi sul ruolo della qualità nei processi di erogazione dei servizi, trascurando i procedimenti operativi con cui questa può essere rilevata, e, dall’altro, di focalizzarsi sui metodi statistici di valutazione, non tenendo sufficientemente conto del contesto teorico cui essi fanno riferimento. Per questa ragione il volume si propone di abbinare la trattazione teorica del tema, la formalizzazione dei metodi statistici, lo sviluppo di un’applicazione concreta e la presenza di esempi relativi al calcolo di indicatori di efficacia, efficienza e customer satisfaction .
La trattazione è organizzata in tre parti distinte. La prima affronta gli aspetti teorici della materia passando in rassegna concetti, criteri e indicatori che sono alla base della definizione e del monitoraggio della qualità dei servizi. La seconda ha come oggetto i principali metodi di statistica descrittiva e inferenziale che possono essere applicati nella valutazione della qualità dei servizi e che vengono chiariti attraverso esemplificazioni inerenti la materia. La terza presenta numerosi esempi che fanno esplicito riferimento a problemi di valutazione della qualità dei servizi pubblici e privati.
Il testo si rivolge in modo particolare agli studenti dei corsi di laurea nel campo delle scienze sociali. Tuttavia, grazie alla sua impostazione, può essere utilizzato dai responsabili della qualità di enti pubblici e imprese che operano nel settore dei servizi per affrontare i loro compiti con una maggiore consapevolezza della loro funzione strategica all’interno dell’organizzazione e con un più ampio e rigoroso bagaglio di strumenti di analisi.

Silvio Franco , ricercatore universitario presso il Dipartimento di Economia e Impresa (DEIM) dell’Università della Tuscia, è docente di Strategie e marketing d’impresa e di Metodi quantitativi per la valutazione della qualità e coordinatore del gruppo di ricerca Noise.

Indice

Alessandro Ruggieri, Presentazione
Introduzione
Parte I. Qualità dei servizi: dai principi alla valutazione
Fondamenti della qualità
(Storia e definizione della qualità; I principi della qualità; Un modello per il miglioramento continuo)
Criteri per la valutazione della qualità nei servizi
(Alcune considerazioni preliminari; Parametri di valutazione: definizione e quantificazione)
Indicatori per la valutazione della qualità nei servizi
(Indicatori di efficacia ed efficienza; Misura della customer satisfaction; Il metodo SERVQUAL)
Parte II. Metodi statistici per la valutazione della qualità dei servizi
Concetti introduttivi
Rilevazione dei dati
(Tecniche di raccolta; Le interviste personali; Il questionario; Il campionamento)
Statistica descrittiva
(Riepilogo e presentazione dei dati qualitativi; Riepilogo dei dati quantitativi; Distribuzioni di frequenze)
Relazioni fra variabili quantitative
(Analisi di regressione; Analisi di correlazione)
Elementi di probabilità
(Probabilità semplice e complessa; Distribuzioni di probabilità discrete; Distribuzione normale)
Stima dei parametri
(Stima della media della popolazione; Stima della frequenza relativa nella popolazione; Determinazione della dimensione campionaria)
Decisioni statistiche
(Il procedimento di test delle ipotesi; Significatività delle decisioni statistiche; Confronto fra popolazioni: variabili quantitative; Confronto fra popolazioni: verbali qualitative)
Parte III. Casi di studio, applicazioni ed esempi
Valutazione della qualità della didattica universitaria
(Il problema generale; Caratteristiche del campione; Applicazione del metodo SERVPERF; Elaborazione e discussione dei risultati; Una proposta di riformulazione del questionario)
Applicazioni ed esercizi
(Valutazione di efficacia ed efficienza dei servizi; Rilevazione e monitoraggio della customer satisfaction; Applicazione del metodo SERVQUAL/SERVPERF)
Riferimenti bibliografici
Appendice. Tavole statistiche

Costruire e valutare i progetti nel sociale. Manuale operativo per chi lavora su progetti in campo sanitario, sociale, educativo e culturale, di Liliana Leone , Miretta Prezza

Costruire e valutare i progetti nel sociale. Manuale operativo per chi lavora su progetti in campo sanitario, sociale, educativo e culturale
Autori e curatori
Livello
Textbook, strumenti didattici. Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari
Dati
pp. 256,   figg. 50,  15a ristampa 2011,    7a edizione  2003, allegati: allegato on-line   (Cod.1056.5)
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 26,00
Disponibilità: Buona

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Codice ISBN: 9788846411907
Presentazione del volume

Gli psicologi, i sociologi, gli assistenti sociali, gli educatori, i coordinatori e i responsabili dei servizi, gli assistenti domiciliari, ma anche i medici e il personale paramedico che lavorano nei servizi territoriali delle Asl, nei Comuni, nel privato sociale (cooperative, volontariato, associazioni ricreative, culturali, etc.) ma anche nelle aziende, nella scuola o come liberi professionisti, sempre più spesso sono chiamati a lavorare per, o su progetti.
La costruzione, la stesura, il coordinamento di progetti, la valutazione di progetti elaborati da altri, il monitoraggio e la valutazione dei risultati sono competenze sempre più fondamentali. Esse sono indispensabili, tra l’altro, per accedere a molte fonti di finanziamento (vedi ad es. fondi Commissione Europea, fondi legge Turco 285/1997). A fronte di queste necessità, la formazione di base degli operatori psicosociali è stata finora carente e gli operatori hanno cercato di porvi rimedio attraverso l’esperienza e l’approfondimento personale.
Il volume si rivolge sia agli studenti sia agli operatori che già stanno lavorando su progetti; per questi ultimi può costituire un’occasione per approfondire o sistematizzare le conoscenze e riflettere sulle proprie esperienze.
Pur privilegiando la dimensione metodologica, lungo tutti i capitoli l’attenzione viene focalizzata anche sulle altre dimensioni del processo di progettazione e valutazione: su quella valoriale, cognitiva ed emotiva, su quella organizzativa ed interorganizzativa e sugli aspetti relazionali e negoziali.
Dal sito francoangeli (www.francoangeli.it/Area_multimediale) si può scaricare una serie di utilità online (ipertesti e slide su: gli approcci di valutazione, le evidenze di efficacia nella prevenzione, come sviluppare un disegno di valutazione su misura, la valutazione basata sulla teoria del programma, la valutazione dei piani di zona, ecc.).

Liliana Leone si occupa dagli anni ’90 di consulenza e valutazione di programmi, piani, progetti e servizi nell’ambito delle politiche di welfare. Attualmente è responsabile dello Studio CEVAS (Consulenza e Valutazione nel Sociale, Roma, www.cevas.it). È socia dell’AIV (Associazione Italiana di Valutazione) di cui è stata vicepresidente. Dal 2002 è docente a contratto presso la Facoltà di Sociologia dell’Università di Roma La Sapienza.
Miretta Prezza, docente di Psicologia di Comunità presso la Facoltà di Psicologia 2 dell’Università La Sapienza di Roma, si interessa da diversi anni ai temi della valutazione e progettazione degli interventi di prevenzione e promozione del benessere.

Indice

Caratteristiche della progettazione nel sociale
(La progettazione nel sociale; Tipologia di offerta di servizi; La dimensione valoriale; La presenza di professionisti; Progetti nel sociale e attivazione di finanziamenti: alcuni nodi critici; Organizzazione a “rete” dei servizi: dal progetto sul “singolo caso” al progetto tra servizi)
Approcci e modelli della progettazione (Tappe di un progetto di intervento; Approcci della progettazione; Approccio sinottico-razionale; Approccio “concertativo”; Approccio “euristico”; Le distorsioni dell’approccio sinottico-razionale)
Le prime tappe di un progetto: l’ideazione e l’attivazione (Come nasce un progetto nel “sociale”; L’attivazione; La legittimazione e lo sviluppo di partnerships e alleanze; La definizione del problema; Le strategie del progetto e l’attivazione delle risorse; I soggetti interessati alla progettazione; Decodifica delle motivazioni e analisi della domanda; Iniziative interne ai servizi; Accoglimento di richieste esterne al servizio; Un progetto per la prevenzione delle tossicodipendenze: un caso di analisi della domanda mancata)
La stesura del progetto
(Definizione e analisi del problema; Identificazione degli obiettivi; Formulazione degli obiettivi specifici; Obiettivi individualizzati; Obiettivi e valori: condivisione degli obiettivi; Obiettivi strumentali o intermedi; Beneficiari dell’intervento o popolazione bersaglio; Contatto della popolazione; Interventi di prevenzione e promozione della salute e popolazione target; Modello d’intervento e attività che verranno svolte; Modello d’intervento per produrre i cambiamenti desiderati nei destinatari; Avvio del progetto e contatto popolazione; Valutazione; Progettazione operativa e determinazione dei mezzi e delle risorse necessarie per realizzare l’intervento; La stesura del budget; Congruenza interna al progetto)
La valutazione di un intervento (Attori interessati alla valutazione degli interventi psicosociali; Approcci alla valutazione; Un modello teorico: la valutazione differenziale; Gli indicatori; Monitoraggio; La valutazione dell’efficacia; Cosa e come misurare: la scelta degli indicatori di efficacia e degli strumenti di misura; Il disegno di ricerca: quando misurare e su chi effettuare le misure)
La valutazione dei progetti: analisi di un progetto Youthstart (Alcuni riferimenti metodologici per sviluppare valutazione di progetti; Fare valutazione: il caso del progetto Youthstart di RES; Chi valuta? Attori della valutazione; I circuiti della valutazione; Fasi del progetto e valutazione differenziale non sommativa;
1° Fase Formulazione del progetto, Riprogettazione Operativa e Attivazione Interna;
2° Fase implementazione del progetto: la valutazione delle diverse azioni;
3° Fase: La valutazione degli esiti complessivi del progetto; La valutazione dei progetti pilota; Le “buone pratiche”(good practice) per la valutazione di progetti pilota)

Il contributo degli studi sulle politiche pubbliche e le implicazioni organizzative del lavoro per progetti (Progettare interventi e progettazione organizzativa; Il coordinamento all’interno della rete per la gestione di progetti: i reticoli a legame debole; Le politiche pubbliche; Gli approcci alla programmazione; Effetti imprevisti ed effetti perversi dei progetti; Il concetto di riproducibilità dei progetti nell’ambito delle politiche pubbliche)

da Costruire e valutare i progetti nel sociale. Manuale operativo per chi lavora su progetti in campo sanitario, sociale, educativo e culturale.


L’informatizzazione del servizio sociale di un grande ente: il caso del Comune di Bologna

 

Il progetto di informatizzazione dei servizi sociali del Comune di Bologna, basato sul sistema informativo Garsia.We – prodotto da SofTech srl – quale strumento di gestione trasversale per target dei servizi, è partito nel 2008 con l’apertura degli Sportelli Sociali. Si tratta di un progetto tuttora in corso di svolgimento il cui completamento è previsto a fine 2012.


L’informatizzazione si è svolta fino ad oggi secondo un percorso graduale, contestuale al processo riorganizzazione dei servizi. In questa maniera è stato possibile informatizzare le parti del nuovo modello organizzativo che si sono progressivamente consolidate senza dover aspettare la conclusione di tutto il percorso. 

vai all’intero articolo: Forum sulla non Autosufficienza.


Paolo Ferrario, RISORSE IN RETE: STRATEGIE DI COLLABORAZIONE ED ERRORI DA EVITARE, in MOVI Movimento di Volontariato Italiano – Fogli di informazione e coordinamento n. 1 gennaio – giugno 2011, p. 11-15

Paolo Ferrario, RISORSE IN RETE: STRATEGIE DI COLLABORAZIONE ED ERRORI DA EVITARE,

pubblicato in MOVI Movimento di Volontariato Italiano – Fogli di informazione e coordinamento n. 1 gennaio – giugno 2011, p. 11-15


PAURE, FATICHE, SOFFERENZE E ILLUSIONI: IPOTESI D’INTERVENTO NELLE SITUAZIONI DI LAVORO Azioni per costruire condizioni più sostenibili nelle organizzazioni lavorative, Giornata di Studio, venerdì 18 novembre 2011, Milano, C.so Buenos Aires n. 33, a cura dello Studio APS di Milano

Paure, fatiche, sofferenze e illusioni: ipotesi d’intervento nelle situazioni di lavoro

Azioni per costruire condizioni più sostenibili nelle organizzazioni lavorative

Giornata di Studio

Venerdì 18 novembre 2011

Elfo Puccini teatro d’arte contemporanea – Sala Shakespeare
Corso Buenos Aires n. 33, Milano (MM1 – fermata LIMA)

La ricerca e la costruzione di piste di lavoro alternative

In questa giornata intendiamo proporre piste di lavoro per gestire in modo più efficace stress, fatiche e sofferenze, elementi che attraversano la vita delle organizzazioni e dei soggetti che ne sono parte o con loro interagiscono. Ciò a partire da riflessioni e orientamenti che aiutino a riconoscere le diverse modalità con cui organizzazioni e individui cercano di affrontarle.

Sono pensieri e spunti maturati dalla nostra esperienza, da quelle di alcuni studiosi particolarmente significativi e, più in specifico, dal lavoro di ricerca che lo Studio APS ha realizzato nei mesi che ci separano dalla Giornata di Studio realizzata nel 2010. Quella era stata un’occasione per presentare e analizzare situazioni lavorative differenti in cui, per varie ragioni, gli individui si ritrovavano demotivati, frustrati, affaticati e a volte sofferenti. In quell’occasione s’era cercato di comprendere meglio quali fossero alcune delle origini di quei malesseri, quali rapporti esistessero tra fatiche, desideri di benessere e illusioni di soluzioni esaustive.

Questa nuova giornata è stata pensata per dibattere, mettere in discussione, confrontare e arricchire riflessioni e ipotesi di comprensione e di azione. È stata preparata attraverso varie iniziative che hanno coinvolto accanto a soci e collaboratori dello Studio diversi interlocutori, alcuni con cui abbiamo da tempo contiguità di lavoro e altri contattati per la prima volta: abbiamo realizzato un seminario di due giornate in marzo e aprile, una serie di focus group con partecipanti appartenenti a diversi contesti lavorativi, dalle aziende private, agli ospedali, ai servizi territoriali nella prima metà di settembre e alcune interviste a testimoni privilegiati. A tutti coloro che abbiamo coinvolto va un sincero e vivo ringraziamento. Gli incontri hanno portato sguardi compositi e differenziati ed elaborazioni suggestive che ci proponiamo di riportare e sviluppare nella sede più ampia costituita appunto dalla Giornata di Studio prevista per il 18 novembre Soprattutto ci auguriamo che possa essere un incontro dedicato a quanti si misurano con le altrui e proprie paure, fatiche e sofferenze nelle situazioni di lavoro e che non credono in panacee, tecniche risolutive, ma ipotizzano che trattare queste dimensioni faccia parte di ogni impegno lavorativo e richieda un importante investimento in termini di pensiero.


Fatiche e sofferenze

Il lavoro è ricercato perché fonte di reddito, ma anche perché nella nostra società è una delle principali fonti di riconoscimento. Noi tutti abbiamo bisogno di rispecchiarci negli altri, nelle relazioni e nei prodotti. Il lavoro è dunque fonte di gratificazioni, può essere occasione di soddisfazioni fondamentali, ma è anche una scommessa, una sfida: ce la farò, ce la faremo?

Negli anni pare accresciuta la sua valenza simbolica. Così, mentre le fatiche e le sofferenze fisiche sono diminuite, paiono aumentate quelle emotive, psichiche ed è accresciuta la sensibilità in questa direzione.

Differenti e complesse sono parse le origini di fatiche e sofferenze. Da un lato la società, il mercato possono generare queste condizioni e riversarle nell’organizzazione e nelle persone che le compongono. Dall’altro si hanno richieste di cambiamenti, ritmi più stringenti, riduzioni di risorse, e soprattutto i modi con cui sono proposti/imposti questi mutamenti possono far soffrire persone e gruppi di lavoro. Anche i singoli soggetti importano, a volte, nelle organizzazioni tensioni, stress e dolori dalla loro vita privata, ansie collegate a conflitti interiori, delusioni e amarezze connesse a vicende familiari e sentimentali. Pensiamo che sia opportuno e interessante distinguere a che cosa siano riconducibili le diverse sofferenze per poter mettere a punto interventi mirati in grado di tutelare l’efficacia delle organizzazioni e la salute degli individui.

La nostra ipotesi è che fatiche e sofferenze siano, in una certa quota, intrinsecamente, parte del lavoro, che sia quindi illusorio pensare alle organizzazioni come a luoghi di benessere, depurati da queste condizioni. È possibile tuttavia investire per cercare di migliorare le condizioni di lavoro, per verificare se si tratti di fatiche sensate, se siano tutte effettivamente inevitabili. Per far ciò è fondamentale distinguere stress e fatiche. Possiamo in tal senso considerare la fatica come uno degli esiti dell’impiego di energie, del lavoro volto a modificare la realtà, trasformare oggetti e problemi, comprendere persone, analizzare questioni. Mentre possiamo rappresentarci le sofferenze come fatiche sproporzionate alle risorse disponibili o, più specificatamente, frustrazioni e lacerazioni dell’immagine di sé collegate a imposizioni di cui s’è perso il senso o di cui non si condivide per nulla la finalità.


I mondi in cui e con cui organizzazioni e singoli si trovano ad operare

Una delle fonti di stress e sofferenze sono quindi i contesti. Le nostre organizzazioni (servizi pubblici e privati, scuole, ospedali e aziende) operano in ambienti caratterizzati da crescenti incertezze. I mercati, ma più ampiamente i contesti socio-economici evidenziano diffuse situazioni di crisi. Crisi che spesso non sembrano la premessa alla realizzazione di cambiamenti desiderati. Gli scenari appaiono dinamici o turbolenti, ma anche nebbiosi: è assai difficile vedere che cosa ci attende nel futuro, a quali scenari stiamo andando incontro o stiamo/stanno costruendo. È difficile individuare modelli di società, modelli economici, soluzioni ai problemi macroeconomici e di governo credibili, capaci d’attrarre, appassionare, convincere.

Ciò significa che, se guardiamo fuori dalle organizzazioni in cui e con cui lavoriamo, lo scenario è spesso ansiogeno; spesso non troviamo consolazione per le fatiche che il lavoro comporta. In questa fase esso prevalentemente induce paure, fatiche e sofferenze. A queste le organizzazioni debbono far fronte cercando di non sfaldarsi, di non perdere l’orientamento, costruendo condizioni per continuare ad esistere e svilupparsi.

Molti in questi ultimi anni si confrontano poi con la paura che il proprio servizio, la propria azienda non ce la faccia, con l’ansia di perdere il posto di lavoro o di non poterlo conservare per i propri collaboratori, con le gravi difficoltà di molti giovani a entrare nel mondo del lavoro.

A volte si ha l’impressione di un impazzimento di cui non si comprende il senso. Il mondo, in questi ultimi anni, pare essere più minaccioso che rassicurante.


Gli individui: i clienti, i colleghi, i capi

Una quota importante di fatiche e di sofferenze è anche generata dai clienti: più o meno legittimamente riversano richieste, bisogni, fantasie sulle organizzazioni con cui interagiscono; spesso presi da esigenze e malesseri, richiedono attenzione, cura, aiuto. Questo accade non solo nei confronti delle organizzazioni specificatamente deputate a questa funzione – si pensi a ospedali, servizi sociali e sanitari, scuole – ma anche aziende istituzionalmente orientate a produrre beni e servizi d’altra natura si misurano con i problemi che clienti o fornitori riversano su di loro. Gestire le relazioni con i clienti è d’importanza cruciale, è una parte nodale del lavoro. Anch’essa genera soddisfazioni, ma anche fatiche e, a volte sofferenze.

A volte sono i colleghi stessi che riportano nell’organizzazione bisogni soggettivi e tensioni competitive che appesantiscono il clima. Circolano richieste di riconoscimento, di rassicurazione, di benessere che non possono trovare risposte. Delusioni e risentimenti aggravano le fatiche e le sofferenze di tutti.

A volte coloro che esercitano ruoli direttivi, risucchiati da attese di autoaffermazione e da spinte di acquisizione di maggior potere/consenso, finiscono per fare richieste esorbitanti ai collaboratori o a evitare di rispondere a richieste di relazioni ravvicinate vissute come pericolose.


Come vengono trattate fatiche e sofferenze nelle organizzazioni lavorative

Le organizzazioni lavorative sono sistemi complessi solo in parte riconoscibili nei disegni formali dei processi e degli organigrammi. Dirigenti, manager, gruppi, singole persone collegate tra di loro da relazioni formali, processi di lavoro e reti relazionali più ampie, cercano di erogare servizi, produrre beni e nel contempo di far fronte a situazioni relazionali difficili. Vengono date direttive, introdotti, imposti, proposti cambiamenti: nuove procedure, spostamenti, riduzioni del personale, … Tutto ciò espone le diverse componenti a incertezze, stress, speranze, paure. A generare fatica, piuttosto che sofferenza, in base alla nostra esperienza è risultato essere come non solo e non tanto il cosa si muta per attrezzarsi al futuro nelle organizzazioni, ma il come lo si fa. Ciò che genera sofferenza sembra essere soprattutto il non avere informazioni credibili, il non comprendere il senso di ciò che viene richiesto o imposto. Presi dall’ansia dell’introdurre e realizzare nuovi prodotti o servizi, nuovi processi, stressati da urgenze di efficienza ed efficacia, sembra non si riservi un adeguato spazio per condividere prospettive, ipotesi, fatiche e così si generano, spesso inconsapevolmente, sofferenze. Sofferenze che riducono paradossalmente e generalmente efficacia ed efficienza dell’organizzazione. Ciò, mentre abbiamo osservato come persone coinvolte, responsabilizzate, circa gli scenari, le necessità, le paure, gli stress, le fatiche richieste e necessarie, siano orientate ad investire consistentemente sulla loro organizzazione.

Possiamo osservare come queste dimensioni siano trattate in maniera assai diversa. In alcuni e diffusi casi esse sono semplicemente negate: non sono viste e sentite. Questa è una modalità che preclude la possibilità di valorizzare i segnali di stress, le fatiche e ipotizzare quindi interventi per farne qualcosa. È una modalità che espone a forti rischi di deterioramento non solo le persone, ma l’organizzazione stessa. Si possono osservare casi in cui le persone stesse sembra non siano viste.

Altre volte le si affronta illudendosi ed illudendo, con ciò si cerca di dipingere o rappresentarsi la situazione in un modo meno minaccioso. Ci si può illudere che la situazione non sia così difficile o che la soluzione sia a portata di mano: il capo, il consulente, la nuova tecnologia, …

Altre volte ancora si rileva come sia negata o minimizzata la dimensione emotiva, la profondità delle sofferenze anche a livello affettivo. Persone e team sembrano trasformarsi in oggetti, cose. La sofferenza negata peraltro riemerge in varie forme distruttive: somatizzazioni, malattie, conflitti distruttivi tra persone e parti dell’organizzazione, demotivazioni. La sofferenza non pensata, non accolta si sposta generando nuovi malesseri.

Ancora si osserva come un importante malessere sia ridotto, a volte, a fenomeno, patologia, difficoltà individuale. La sofferenza è vista semplicemente come una debolezza, una fragilità individuale. Allora si fa ricorso al farmaco, al medico, al counselor. Supporti pur utili, ma assai riduttivi, se solo individuali, se non sono indagate le connessioni organizzative.

Va pure sottolineato che in diverse organizzazioni alcuni tra coloro che occupano ruoli di direzione e di coordinamento, che hanno responsabilità gestionali o che sono negli staff delle risorse umane cercano di affrontare sofferenze di colleghi e soprattutto di collaboratori supportando e sollecitando comprensioni più attente e articolate per permettere ai singoli e all’organizzazione nel suo complesso di far decantare reazioni emotive e di vedere le situazioni in modo più articolato e lucido, considerando vincoli e perdite, ma anche opportunità e potenzialità. Essi testimoniano la possibilità di coniugare la consapevolezza delle difficoltà con la speranza di contribuire al progresso di individui e organizzazioni.


Orientamenti e ipotesi per costruire condizioni di lavoro più vivibili

Dalla nostra esperienza di lavoro e di ricerca ci pare di poter individuare alcune ipotesi interessanti e degli orientamenti da assumere per affrontare nelle organizzazioni fatiche e sofferenze. Linee d’intervento che vorremmo esplorare nella Giornata di Studio.

Per prima cosa è necessario prendere atto di queste dimensioni della vita lavorativa, avvicinarle per comprenderle, sviluppare, anche attraverso la decostruzione, ipotesi sulla loro origine. Si tratta di cercare, da un lato, d’evitare che le fatiche e lo stress si trasformino in sofferenze, quindi in fatiche rappresentate come insensate, fuori luogo e misura, e dall’altro lato costruire condizioni per ricondurre la sofferenza ad uno stato di fatica, di lavoro sostenibile e coniugato col piacere di costruire qualcosa in cui riconoscersi, qualcosa di utile. Come cercheremo di mettere a fuoco nella Giornata di Studio, ciò significa lavorare sul senso di ciò che accade e vogliamo realizzare, sulla fiducia, sull’equilibrio tra risorse (fisiche, professionali, mentali, emotive) e obiettivi. Significa riflettere e riconoscere i limiti e valorizzare le possibilità. La costruzione di condizioni di lavoro sostenibili passa attraverso la consapevolezza del limitato potere e delle responsabilità proprie e altrui.

da: http://www.studioaps.it/servizi_studio/pressostudio_giornate.html



GUIDA AL WELFARE ITALIANO: dalla pianificazione sociale alla gestione dei servizi di Raffaello Maggian Manuale per operatori del welfare locale, Maggioli editore, 2011

GUIDA AL WELFARE ITALIANO: dalla pianificazione sociale alla gestione dei servizi

GUIDA AL WELFARE ITALIANO: dalla pianificazione sociale alla gestione dei servizi

 

di Maggian Raffaello

 

Manuale per operatori del welfare locale
 

€ 44,00 IVA assolta


Descrizione

Sul palcoscenico del welfare italiano troviamo vari personaggi, i protagonisti del presente volume: l’assessore comunale, il dirigente, l’assistente sociale, il tecnico  informatico, il sociologo, l’impiegato amministrativo, il volontario, il socio della cooperativa, il giornalista, l’utente, e così via. 
Ognuno interpreta il suo ruolo.
Ma in un contesto sempre meno caratterizzato da rigide separazioni, che accetta la contaminazione fra saperi teorici e professionali, fra dirigenza e operatività, fra amministrazioni pubbliche, libero mercato, terzo settore e utenza, quanta libertà e creatività ha ogni attore nell’interpretare la sua parte? Può, in qualche modo, cambiare alcuni pezzi del copione? Può diventare co-autore del welfare locale? 
L’Italia sta procedendo verso l’abbandono di  norme statali che trattano in astratto temi quali la qualità di vita e l’agio sociale valide per tutto il territorio nazionale, a favore di norme e azioni che tengano conto delle specificità locali. 
I vari personaggi sentono allora il bisogno di non sentirsi isolati, di  comunicare fra loro, sperando che qualcuno ascolti le loro esperienze e difficoltà, per trarre indicazioni utili magari proprio da chi vive in realtà completamente diverse e ha già affrontato e risolto positivamente quelle tematiche. 
I vari personaggi parleranno, quindi, con un linguaggio comprensibile a tutti, della creazione, modifica e del funzionamento dei servizi sociali, di progetti, organizzazione, risorse finanziarie e umane, di sistema informativo e informatico; tutti temi cruciali e quotidiani per chi opera nel sociale, per professione o volontariato. 
Raffaello Maggian insegna “Pianificazione sociale e gestione dei servizi e delle risorse umane” all’Università di Trieste. 
Fa parte del Comitato scientifico del Dizionario di servizio sociale ed è autore di numerose opere,  fra le quali si ricordano I servizi socio-assistenziali (Roma, 2001) e Il sistema integrato dell’assistenza. Guida alla legge 328/2000 (Roma, 2001).


ISBN: 8838768420
Collana: Sociale & Sanità
Edizione: 1
Copyright: Settembre 2011
Tipo Prodotto: Volume
Pagine: 434
Formato: 17×24
Progressivo: 0078

Novità settembre 2011
Manuale per i responsabili
e gli operatori
dei servizi sociali locali
GUIDA AL WELFARE ITALIANO: DALLA PIANIFICAZIONE SOCIALE ALLA GESTIONE DEI SERVIZI
R. Maggian, insegna “Pianificazione sociale
e gestione dei servizi
e delle risorse umane” all’Università di Trieste

GUIDA AL WELFARE ITALIANO:
DALLA PIANIFICAZIONE SOCIALE
ALLA GESTIONE DEI SERVIZI

In un contesto sempre meno caratterizzato da rigide separazioni, che accetta la contaminazione fra saperi teorici e professionali, fra dirigenza e operatività, fra amministrazioni pubbliche, libero mercato, terzo settore e utenza, quanta libertà ha ogni protagonista del welfare locale - assessore comunale, dirigente, assistente sociale, volontario - nell’interpretare il suo ruolo?Aiuta a chiarire questo nuovo Manuale che esamina le problematiche delle persone disabili, bisognose, con difficoltà individuali o familiari, valutando quanto incidano su tali condizioni l’inadeguatezza di reddito, il disagio sociale, la non autonomia personale, e rispondendo alle domande di fondo: quali soluzioni esistono? cosa possono fare i servizi sociali? di quali bisogni dovrebbero occuparsi prioritariamente?

Le azioni sviluppate nel volume sono dirette ad affrontare sia le difficoltà della vita, con interventi tesi a risolvere problemi esistenziali quali la casa, il lavoro e l’assistenza, sia quelle che riguardano la creazione, la modifica e il funzionamento dei servizi sociali.

Temi cruciali e quotidiani per chi opera nel sociale, per professione o volontariato, come i progetti, l’organizzazione, le risorse finanziarie e umane, il sistema informativo e informatico, sono, fra gli altri, illustrati nel dettaglio della seguente trattazione:

1.
INCONTRI IN INTERNET
1. I personaggi del welfare locale si presentano.
2. Piani, programmi e progetti.
3. Organizzazioni.
4. La gestione del bilancio.
5. La gestione delle risorse umane.
6. Sistema informativo e informatico.
7. Lavoro di rete, integrazione, cambiamento sociale.
2.
LE DIFFICOLTA’ DELLA VITA
1. Persone in difficoltà.
2. Agio e disagio.
3. Le difficoltà economiche.
4. Senza fissa dimora.
5. Il problema della casa.
6. La ricerca di un lavoro.
7. Stranieri in Italia, italiani all’estero.
8. La dipendenza.
9. Senza libertà.
10. La disabilità.
11. L’invecchiamento della popolazione.
3.
I SERVIZI PER LE PERSONE IN DIFFICOLTA’
1. Le organizzazioni del welfare italiano.
2. Dalle parole ai fatti.
3. La gestione dei servizi.

PAURE, FATICHE, SOFFERENZE E ILLUSIONI: IPOTESI D’INTERVENTO NELLE SITUAZIONI DI LAVORO Azioni per costruire condizioni più sostenibili nelle organizzazioni lavorative Giornata di Studio, venerdì 18 novembre 2011, Milano, C.so Buenos Aires 33, Teatro Elfo Puccini

 

 

PAURE, FATICHE, SOFFERENZE E ILLUSIONI:

IPOTESI D’INTERVENTO NELLE SITUAZIONI DI LAVORO

Azioni per costruire condizioni più sostenibili nelle organizzazioni lavorative

Giornata di Studiovenerdì 18 novembre 2011, Milano, C.so Buenos Aires 33, Teatro Elfo Puccini

Nella Giornata di Studio del 18 novembre 2011, di cui trovate in allegato una presentazione articolata, ci proponiamo di continuare la riflessione avviata lo scorso anno.
L’idea guida è quella di mettere a fuoco e approfondire delle ipotesi di intervento e delle strategie di azione che consentano di affrontare fatiche e sofferenze in modo più soddisfacente per i singoli e per le organizzazioni.

Ci auguriamo che la proposta possa riscuotere il vostro interesse e vi saremo grati se vorrete presentarla ad altri.

Vi segnaliamo che quest’anno ci incontreremo in un’altra sede che pensiamo più funzionale (visualizza la mappa).

Siamo a vostra disposizione per informazioni, chiarimenti e suggerimenti.

In attesa di incontrarvi, molti cordiali saluti

per lo Studio APS
Achille Orsenigo

 

  

————————————–
Studio APS Srl
Via San Vittore, 38/A
20123 MILANO
Tel. 02-4694610 – Fax 02-4694593
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Le informazioni contenute nella presente comunicazione e i relativi allegati possono essere riservate e sono, comunque, destinate esclusivamente alle persone o alla Società sopraindicati.
La diffusione, distribuzione e/o copiatura del documento trasmesso da parte di qualsiasi soggetto diverso dal destinatario è proibita, sia ai sensi dell’Art. 616 c.p., che ai sensi del D.Lgs. 196/2003.
Se avete ricevuto questo messaggio per errore, vi preghiamo di distruggerlo e di informarci immediatamente per telefono (02-4694610) o inviando un messaggio all’indirizzo e-mail:studioaps@studioaps.it.

 

 

Giornata di Studio 2011_Presentazione.pdf Giornata di Studio 2011_Presentazione.pdf
Giornata di Studio 2011_Scheda d'iscrizione.doc Giornata di Studio 2011_Scheda d’iscrizione.doc
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ENTI LOCALI E TERZO SETTORE, limitazioni di spesa introdotte dal D.L. 78/2010

TreviFormazione

 

Seminario e VideoSeminario

 

SEDI: *ANCONA *CAGLIARI *CENTO (FE) *MILANO *NAPOLI *OLBIA (OT) *PORTO TORRES (SS) *ROMA *TARVISIO (UD) *TORINO *TRIESTE

 

I RAPPORTI TRA ENTI LOCALI E TERZO SETTORE

 

alla luce delle limitazioni di spesa introdotte dal D.L. 78/2010

 

ADESSO PUOI SEGUIRE I NOSTRI CORSI ANCHE DAL TUO PC

 

05 ottobre 2011          dalle ore 09,00-13,00  alle ore 14,00-16,00

Programma

 

  • Panoramica sulle limitazioni per spese di sponsorizzazione e attività culturali introdotte dal D.L. 7872010.
  • Servizi e attività gestiti in collaborazione con le associazioni.
  • Le convenzioni come strumento di collaborazione.
  • Convenzione quale modalità alternativa all’appalto.
  • Le convenzioni con le associazioni e le fondazioni.
  • Convenzioni con il volontariato. Esempi di convenzioni: trasporto, attività complementari e integrative, gestione di strutture.
  • Convenzione con gli enti di promozione sociale. I progetti.
  • Convenzione con altri soggetti no profit (associazioni pro-loco, enti religiosi, O.N.G.) .
  • La forma del sostegno economico su singoli progetti.
  • Contributi finalizzati alla progettualità.
  • Progetti per attivare il volontariato individuale.
  • Convenzioni in materia culturale e del tempo libero.
  • Convenzioni con associazioni sportive.
  • Una forma nuova di partnership; il “trust”.
  • Le fondazioni di partecipazione.
  • Affidamento di servizi economici alle associazioni.
  • Contributi al volontariato. Differenza tra rimborsi e corrispettivi.
  • Gli accordi di collaborazione.
  • La coprogettazione con le associazioni.
  • Come stipulare le convenzioni. L’esecuzione delle convenzioni. Proroga e rinnovo.
  • Le nuove misure di sicurezza sui luoghi di lavoro.
  • Verranno esaminati casi di progetti costruiti con il volontariato

Relatore:

Avv. Roberto Onorati Segretario comunale, già funzionario Direzione sicurezza sociale del Comune di Firenze, Formatore, Consulente per Enti Locali

 

 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE:  385,00 € – (riduzione del 25% per iscrizioni che perverranno almeno 10 gg prima della data prevista (sconto non cumulabile con altre iniziative) Comprensiva di materiale didattico

 

COLLEGAMENTO DAL PROPRIO PC

: 220,00 €

 

Per Enti locali esenti iva

ai sensi dell’Art.10 DPR n. 633/72 così come dispone l’art.14, comma 10 legge 537 del 24/12/93 – aggiungere all’importo totale € 1,81 (Marca da Bollo)


 INFORMAZIONI LOGISTICHE E PRENOTAZIONI:
Segreteria Tel  081.5629323 – 06.95558095 fax 081.0608250 cell 348.8048974 – 329.9688554 
e-mail: iscea@iscea.info trevi@treviformazione.it   web:  www.treviformazione.com

 

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  Indirizzi Sedi
Ancona C/o Amm.ne Comunale di Ancona – Via Frediani, 12
Cagliari C/o Sicure – V.le Trieste, 3
Cento C/o Amm.ne Comunale di Cento – Via Provenzali, 15
Milano Via Conservatorio, 22
Napoli V.le della Costituzione Centro Direzionale di Napoli – IS.C2 Scala A
Porto Torres C/o Amm.ne Comunale di Porto Torres – P.zza Walter Frau, 2
Roma C/o Time for business – Via Lima, 7
Olbia C/o Aeroporto Olbia – Costa Smeralda – Aula Keines – 1°piano 
Tarvisio C/o Centro Culturale di Tarvisio – Via Stazione, 1
Torino C/o Toolbox – Via Agostino da Montefeltro, 2
Trieste C/o Esatto – P.zza Sansovino, 2

 


Comunicazione profonda in sanità, Senso, verità, desiderio

Senso, verità,
desiderio
COMUNICAZIONE PROFONDA IN SANITA'
Volume di
pagine 326
COMUNICAZIONE PROFONDA
IN SANITA’
Praticare la comunicazione in sanità in quanto momento di profondità relazionale è fondamentale, non basta più informare semplicemente i pazienti su un trattamento o su una procedura diagnostica.

Questo nuovo volume sposa la tesi che è necessario - in particolare in sanità - distinguere tra comunicazione e informazione e si sviluppa in tre parti:

1.
UNA DEFINIZIONE DA CONDIVIDERE
Definire per orientarsi

1. 
Primo nodo: tecniche o senso
Formare tecnici o formare professionisti?
Il ruolo cruciale dell’ideologia.
2. Secondo nodo: convincere o convivere
Dalla informazione/espressione strumentale alla comunicazione profonda.
Dal conflitto alla condivisione.
3. Terzo nodo: logica o percezione.
4. Quarto nodo: strumentalità o eros
Dall’obiettivo strumentale all’orizzonte sconosciuto.
Dall’incontro emotivo alla relazione cosciente e desiderante.
Postfazione in prima persona. Libro koan, comunicazione satori.

2.
UNA SFIDA OPERATIVA DA ACCETTARE
La comunicazione nelle organizzazioni

1. 
La comunicazione profonda nelle organizzazioni sanitarie
La comunicazione profonda nel lavoro per i beni meritori.
La comunicazione profonda nella formazione degli operatori: metadisciplinarità, Scuola di Sanità pubblica, Governo clinico.
2. La comunicazione profonda come lavoro del dirigente sanitario
Il dirigente da gestore a guida.
Il “decalogo” del dirigente sanitario comunicatore.
Una patologia della capacità di guida e della comunicazione: il mobbing.
3. La comunicazione profonda con il paziente
Dal paternalismo ippocratico all’intelligenza emotiva.
L’educazione terapeutica del paziente e il counselling.
La Medicina narrativa/colloquiale e il burnout.
Dalla “medicina” nazista al consenso informato.
Consenso informato: riferimenti deontologici e lineamenti operativi.
Consenso informato: riferimenti giuridici.
4. La comunicazione profonda con i gruppi a rischio: l’educazione critica alla salute
Dall’Educazione sanitaria all’Educazione alla salute.
L’Educazione critica alla salute.
Operatori di Educazione critica alla salute, Tribunale per i diritti del malato, Uffici di relazione con il pubblico (URP).
Educazione critica alla salute e lavoro sulla domanda.
5. Un piano organizzativo per la comunicazione profonda
Il Piano CSQ (Comunicazione per la salute e per la qualità) e i suoi Tragitti attuativi.
La formazione/motivazione degli operatori.
L’ascolto dei cittadini.
L’ascolto di pazienti, parenti, utenti.
Le risposte verso pazienti, parenti e utenti.
Le risposte verso la società civile.
Postfazione in prima persona. Igienista e comunicatore.

3.
UN MODO D’ESSERE DA PRATICARE
L’arte del comunicare

1. 
Tempo.
2. Media
La telemedicina nella relazione clinica.
La televisione nell’Educazione critica alla salute.
L’informatica nella formazione in sanità.
L’informatica nell’organizzazione sanitaria.
3. Vis comunicativa
Ascoltare, guardare, toccare, collocarsi.
Parlare.
Postfazione in prima persona. Pathos e dintorni.

F. Calamo Specchia, Professore associato di Igiene presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dove insegna Organizzazione e Programmazione dei Servizi Sanitari. Da oltre vent’anni si occupa prevalentemente di comunicazione in sanità.

M. Nico, Le società partecipate dagli Enti locali dopo le novità del Regolamento attuativo

Novità novembre 2010
Guida alla nuova disciplina dopo il Regolamento attuativo (DPR 168/2010)
e la Manovra economica
(L. 122/2010)
LE SOCIETA’ PARTECIPATE DAGLI ENTI LOCALI • Controlli
• Responsabilità
• Scelte strategiche
LE SOCIETA’ PARTECIPATE
DAGLI ENTI LOCALI
Il nuovo Regolamento di attuazione dell’art. 23-bis della Legge 133/2008, approvato con DPR 168/2010 nonché la Manovra economica di cui alla L. 122/2010 hanno introdotto notevoli riforme nel regime delle società a partecipazione pubblica locale ed inciso in profondità nelle relative dinamiche istituzionali.

Il mondo dei servizi pubblici si conferma così scenario in profondo cambiamento che lascia intravedere, ora più che mai, opportunità strategiche di assoluto rilievo per la gestione operativa degli Enti locali.

Ricca di approfondimenti relativi ai profili di criticità in cui può incorrere l’azione amministrativa nel trattare la complessa materia, quest’opera fornisce soluzioni pratiche e innovative, necessarie per condurre l’operato dell’Ente locale sui binari della correttezza e della legittimità.

In una realtà amministrativa in continuo cambiamento e rispetto alla quale non è facile mantenere l’aggiornamento professionale è quanto mai importante questo manuale che illustra gli eventi normativi e gli orientamenti giurisprudenziali riguardanti i servizi pubblici in questione.

Completato – con il corredo di ampie note di commento – dall’art. 23-bis della Legge 133/2008 nella versione aggiornata dall’art. 15 della Legge 166/2009 e dal Regolamento di attuazione di cui al DPR 168/2010, unitamente all’autorevole parere del Consiglio di Stato 2415/2010, il volume è così strutturato:

1.
Il controllo strategico sulle partecipate e la nomina diretta degli amministratori: rebus o spada di Damocle?
› Il controllo strategico dell’Ente locale tra diritto amministrativo e diritto societario.
› La direzione e il coordinamento delle società partecipate.
› Enti pubblici e nomina diretta degli amministratori: cala il sipario?
› La nomina degli amministratori nelle società a partecipazione indiretta e conflitto d’interessi: quid iuris?

2.
La discrezionalità dell’Ente locale: slalom gigante tra gare pubbliche, trattative private e affidamenti diretti
› Privati e gare per le opere a scomputo, un rebus che penalizza gli investimenti.
› Servizi pubblici locali: sempre più ristretti i margini per l’affidamento diretto della gestione in deroga alla gara.
› Il problema delle gare nel quadro normativo dei servizi pubblici locali.
› Affidamenti in house, cala la scure dell’Authority.
› Sì alla gara per il servizio se la società partecipata è inefficiente.
› L’organizzazione del servizio idrico integrato al vaglio di costituzionalità.
› Emergenza rifiuti in Campania: la Corte costituzionale “assolve” le misure del Governo.
› Stop all’affidamento del servizio, se esula dalle finalità istituzionali dell’Ente locale.
› Pubblica amministrazione e concessioni di servizi, nuova stretta sulla trattativa privata.
› L’Ente locale non ha l’obbligo della trattativa privata, se va deserta la gara per affidare il servizio.
› Servizi pubblici locali e farmacie comunali, la scelta delle regole del gioco.
› Il servizio farmaceutico e il d.lgs. 3 ottobre 2009, n. 153: ampliata la rete di prestazioni sul territorio.

3.
Controlli, Enti locali e partecipate: le mani dello Stato sulla città
› L’Ente locale e la banca dati per l’anagrafe delle partecipate.
› Partecipazioni societarie ammesse e vietate, lo screening dell’Ente locale.
› La ricognizione delle partecipate e le scelte societarie, la parola alla Corte dei conti.
› La manovra economica del d.l. n. 78/2010: aumenti di capitale vietati per le società pubbliche locali in perdita.

4.
Mercato europeo, libera concorrenza e libertà d’impresa: dialogo sui massimi sistemi
› Gestioni in monopolio, irrompe la linea dura dell’Antitrust.
› Concessioni di pubblico servizio e libertà d’impresa.
› Ritratto di famiglia e giro d’affari a due velocità.

5.
Esternalizzazioni di servizi e gestione del patrimonio. Il balletto delle responsabilità
› L’Ente locale e l’esternalizzazione di servizi, i rischi di una scelta cruciale.
› L’esternalizzazione di servizi e i vincoli della finanza pubblica, la questione del personale.
› Esternalizzazioni e strategie del personale, un matrimonio che non s’ha da fare.
› Irregolarità amministrative e danno erariale: la proroga del contratto scaduto equivale alla trattativa diretta.
› Enti locali e società partecipate: sì al comodato gratuito dell’immobile comunale, se vi sono ragioni di pubblico interesse.

6.
Affidamenti in house, controllo analogo e società miste nel labirinto della giurisprudenza
› Affidamenti in house: la lente d’ingrandimento dell’Antitrust.
› Affidamenti in house: giudizio a maglie larghe per il controllo analogo.
› Corte di giustizia: semaforo verde su controllo analogo e pluralità dei soci.
› In house providing, per l’esercizio congiunto del controllo analogo basta l’assemblea dei sindaci.
› Disco verde del Consiglio di Stato su Comunità montane e affidamenti in house.
› Ente locale e società miste, per l’affidamento del servizio scatta sempre l’obbligo di gara.
› Affidamenti diretti e società miste, ecco le regole del gioco.
› Riforma dei servizi pubblici locali e società miste, scende in campo la Commissione europea.

M. Nico, Dirigente settore Aziende e partecipazioni di primario Comune.

Per ricevere subito
LE SOCIETA’ PARTECIPATE DAGLI ENTI LOCALI
• Maggioli Editore

IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE. Continuità, riassestamenti, prospettive, a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Franco Angeli, 2010

IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE

Continuità, riassestamenti, prospettive

A cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini

Franco Angeli, 2010, p. 256

Introduzione, di Giuliana Carabelli e Carla Facchini

  • Il crescente rilievo delle politiche regionali
  • Specificità della Lombardia
  • Momenti della costruzione del modello lombardo
  • I diversi sguardi disciplinari
  • La struttura di contenuto del volume
  • I possibili effetti di questa ricerca sulla formazione universitaria

Parte prima: La legge nel suo contesto

1. Il cambiamento della morfologia sociale come matrice di nuovi rischi. Il caso Lombardia

di Carla Facchini e Enzo Mingione

  • le trasformazioni del sistema occupazionale: flessibilizzazione del lavoro e aumento dell’occupazione femminile
  • l’impatto dell’immigrazione dai paesi meno sviluppati
  • i mutamenti demografici e il processo di invecchiamento
  • le trasformazioni delle tipologie familiari e l’incremento degli anziani soli
  • la pluralizzazione dei contesti familiari e le ripercussioni sui minori

2.  Quasi-mercato e sussidiarietà come pilastri del modello lombardo di welfare

di Lavinia Bifulco

  • Cronistoria
  • I quasi-mercati
  • Sussidiarietà
  • Lavori in corso: a ridosso della riforma
  • Voucher: quale libertà?
  • La programmazione: quale integrazione?
  • Il modello di governante

3. La disciplina dei servizi  sociali nella Regione Lombardia

di Lidianna   Degrassi e Raffaele Mozzanica

  • Da una “legge regionale di sistema” (LR 1/86) a una “legge regionale di rete” (LR 3/2008)
  • Finalità e principi
  • Assetto istituzionale e organizzativo
  • Governo della rete: gli ambiti sociale e sociosanitario
  • Assetto finanziario

4. Profili costituzionali dell’accesso ai diritti sociali nella legge regionale lombarda 3/2008

    di Paolo Bonetti

    • Servizi sociosanitari e servizi sociali e principi costituzionali di solidarietà e di eguaglianza
    • Potestà legislativa regionale sui servizi sociali e potestà legislativa statale sui livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti sociali
    • Diverse nozioni di livelli essenziali delle prestazioni concernenti l’assistenza sociale
    • Organizzazione e svolgimento delle funzioni amministrative concernenti i servizi sociali: potestà regolamentare regionale e locale e sussidiarietà orizzontale
    • Rapporti tra la legge 328/2000 e la legge regionale 3/2008
    • Limiti derivanti dalle norme comunitarie e statali in materia di condizione giuridica degli stranieri
    • La LR 3/2008 di fronte allo statuto regionale della Lombardia e i provvedimenti attuativi della legge
    • Diritti delle “persone che accedono alla rete” delle unità di offerta sociali e sociosanitarie
    • Bisogni da soddisfare prioritariamente

    Parte seconda: Attori e processi

    5.  La partecipazione alle politiche sociali in Lombardia: arene deliberative e processi di coordinamento

    di Tommaso Vitale

    • Società civile e costruzione del consenso in un governo monocratico
    • Terzo settore e competenze critiche
    • Implementazione della legge fra partecipazione e conflitto
    • Debolezze delle arene deliberative a livello locale

    6. Governo della rete o governo delle reti? Il nodo irrisolto dell’integrazione

    di Paolo Ferrario

    • Integrazione e reti
    • Il sistema dell’integrazione sociosanitaria: processi istituzionali
    • Il “modello lombardo” dei servizi sanitari e sociosanitari
    • Il governo delle tre reti

    7.  L’accreditamento dei servizi sociosanitari e sociali in Lombardia

    di Giuliana Carabelli

    • Concetto di accreditamento: origini, contesto, trasmigrazioni
    • Introduzione e cammino dell’accreditamento in Italia
    • Accreditamento dei servizi sociosanitari in Lombardia
    • Accreditamento dei servizi sociali tra competizione e partnership

    8.  Il segretariato sociale tra organizzazione e professione

    di Chiara Previdi e Paolo Rossi

    • Segretariato sociale tra informazione e comunicazione
    • Evoluzione organizzativa e professionale
    • Segretariato sociale nel sistema dei servizi: ruolo e potenzialità
    • Dall’accesso alla presa in carico: tre livelli istituzionali
    • Implementazione interistituzionale del segretariato sociale come elemento di innovazione
    • Segretariato sociale, reti e inclusione sociale

    Parte terza: Le professioni sociali a confronto con la legge

    9. L’assistente sociale

    di Anna Maria Campanini

    10. L’educatore professionale

    di Sergio Tramma

    11. Lo psicologo

    di Luca Vecchio

    12. La dirigenza

    di Maria Cacioppo e Mara Tognetti

    Appendice.

    I provvedimenti   attuativi della legge regionale n. 3/2008

    Bibliografia di riferimento

    Autori


    Franca Olivetti Manoukian, Lettera di ringraziamento ai partecipanti della Giornata APS del 29 ottobre

    Ai clienti, ai colleghi, agli amici dello Studio APS,

    un vivo e caloroso ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato alla giornata del 29 ottobre scorso.

    Il tema che ci siamo proposti di affrontare era molto interessante – e l’elevato numero di iscritti ce l’ha confermato – e al tempo stesso molto difficile da trattare. Ci sembra di aver avviato delle riflessioni, forse un po’ frammentate e forse un po’ troppo aperte rispetto alle aspettative di molti, orientate a raggiungere anche chiarificazioni traducibili in strategie organizzative e in azioni individuali. Per questo, ri-pensando a quanto è emerso e a quanto è suggerito da confronti, connessioni e distinzioni, organizzeremo ai primi di marzo e ai primi di aprile due seminari di una giornata ciascuno, rivolti ad un numero limitato di partecipanti, finalizzati alla presentazione e discussione di alcuni percorsi di intervento rispetto ai malesseri lavorativi.
    Da qui potremo anche identificare più chiaramente delle questioni su cui ritornare nella giornata di Studio del 2011.

    Con questa modalità tentiamo di continuare a dare maggiore spazio e importanza all’ascolto dei nostri clienti, di coloro che sono interessati ad interagire con noi per co-costruire e de-costruire intorno a dei problemi che riteniamo vadano posti in primo piano, per rendere più efficace il funzionamento delle organizzazioni lavorative e più soddisfacente il lavoro dei singoli.

    In questa direzione intende specificamente qualificarsi tutta l’offerta di attività che lo Studio si propone ed è in grado di realizzare. Vorremmo cioè essere sempre più vicini alle difficoltà e a come sono vissute, per riuscire a identificare insieme con i protagonisti ciò che realisticamente consente di gestirle e di contenerne i condizionamenti. Daremo più spazio all’organizzazione di consulenze mirate, anche rivolte a singoli o a piccoli gruppi, e alla predisposizione di seminari, corsi e riunioni progettati ad hoc per Servizi, Enti, Aziende sanitarie, Aziende industriali e di servizi, Cooperative.

    Le attività formative programmate presso la nostra sede (come potrete vedere nel calendario che vi sarà inviato prossimamente) saranno soltanto quelli che riteniamo possano facilitare l’acquisizione di alcune strumentazioni basilari per chi è chiamato a esercitare ruoli direttivi e gestionali, ruoli di coordinamento e professioni come quelle del formatore o del consulente di organizzazione. Per le iniziative a cui finora abbiamo dato il nome di “Cicli” stiamo ipotizzando delle evoluzioni per impostarle in modo sempre più pertinente e congruente con le nuove esigenze che le grandi trasformazioni generali inducono all’interno delle organizzazioni di lavoro.

    La rivista SPUNTI sarà resa disponibile on-line gratuitamente, ma per chi lo volesse continuerà ad essere possibile acquistare il volumetto stampato.

    A fronte delle difficoltà di varia natura che si stanno incontrando, il gruppo di soci e collaboratori dello Studio si propone di lavorare e far lavorare meglio, in un contesto sociale in cui il buon lavoro va continuamente scoperto e costruito. In tempi abbastanza brevi sul nostro sito saranno specificate le differenti novità. Ci auguriamo che sia facile accedervi anche per rendere possibili più ampi e frequenti dialoghi.


    Un caro saluto

    a nome dello Studio APS,

    Franca Olivetti Manoukian


    Avedis Donabedian, Il Maestro e le margherite

    Un’eredità che fa scuola
    copertina del libro Il maestro e le margheriteIl Maestro è “Mister structure, process and outcome”, come lo chiamavano gli allievi citandone i principi ispiratori. Le margherite sono le poesie, a cui Avedis Donabedian, teorico della qualità dei servizi sanitari, affidava i suoi pensieri di uomo. Il Maestro e le margherite è la prima edizione italiana del libro più importante di Donabedian. Oltre a verificare l’attualità del suo pensiero, sottolinea l’importanza etica del concetto di Qualità.

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    La gestione integrata dei servizi sociali e socio – sanitari, sistema informativo creato per supportare gli Enti Locali nella gestione integrata dei servizi sociali e socio-sanitari di un territorio nella massima sicurezza e nel rispetto delle normative sulla privacy

    Icaro
    ICARO è il sistema informativo creato per supportare gli Enti Locali nella gestione integrata dei servizi sociali
    e socio-sanitari di un territorio nella massima sicurezza e nel rispetto delle normative sulla privacy.

    Per saperne di più clicca qui!
    ICARO assicura la gestione integrata dell’Assistenza Domiciliare (ADI) fra i processi della Asl, dei Distretti Sanitari, degli Ambiti territoriali (Piani di Zona e Comuni), inoltre assicura la totale copertura funzionale di tutte le tipologie di intervento sociale fornite agli utenti:

    • Lo sportello sociale e socio sanitario o Punto Unico di Accesso (PUA)
    • La gestione dei servizi sociali per Anziani, Minori e Servizi alla persona
    • La cartella sociale e socio sanitaria collegata all’Anagrafe del Comune o della Asl
    • La valutazione multidimensionale e la generazione del Piano di Assistenza Individuale (PAI)
    • L’assistenza domiciliare integrata Adi-Sad e coordinata
    • La relazione con Enti Erogatori
    • I controlli della qualità del sistema
    • La fatturazione Enti Erogatori e MMG, Pagamenti
    • I Budget, la Reportistica e la Rendicontazione Regione/Ministero
    • Il Portale di accesso ai servizi territoriali.
    Schema ICARO

    ICARO è un software modulare

    adattabile all’ organizzazione dell’Ente che gestisce i:

    • Servizi sociali erogati dai Comuni
    • Servizi socio sanitari forniti dal Comune e dall’Azienda Sanitaria
    • Servizi sanitari erogati dalle Aziende Sanitarie

    ICARO dispone di un’interfaccia grafica moderna, di facile utilizzo e funzionale, in grado di offrire un controllo immediato delle attività per utente e/o per nucleo ed una visione dello stato di avanzamento dei processi attraverso strumenti quali viste, reportistica, analisi dinamiche dei dati e “cruscotti” di scenario e pianificazione strategica.

    Per saperne di più clicca qui!
    Cedaf S.r.l.
    Via A. Meucci, 17 – 47100 Forlì
    Tel. 0543 727011 – Fax 0543 727401
    e-mail: cedaf@cedaf.it – www.cedaf.it

    Istat, Struttura e attività degli istituti di cura

    Periodo di riferimento: Anno 2006
    Diffuso il: 20 settembre 2010


    Nelle tavole, disponibili in download, sono presenti i dati e gli indicatori riferiti all’anno 2006 sulla struttura e le attività degli istituti di cura. Le informazioni sono elaborate dall’Istat a partire dai dati rilevati dal Ministero della Salute.

    Il Ministero, mediante appositi modelli di rilevazione (modelli Hsp), nell’ambito del Sistema informativo sanitario, rileva informazioni sui dati anagrafici degli istituti di cura pubblici e privati, le caratteristiche organizzative, i posti letto ordinari e in day hospital, le apparecchiature tecnico-biomediche di diagnosi e cura e di attività dei reparti ospedalieri.

    Accanto a un’analisi temporale del fenomeno, riferita agli anni 2003-2006, i dati e gli indicatori per il 2006 sono presentati a livello nazionale e a livello di dettaglio regionale e provinciale.

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    frecciaIndice delle tavole
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    frecciaGlossario
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    per informazioni
    Servizio Sanità e Assistenza
    Raffaella Amato
    tel. 06 4673.7238
    raamato@istat.it

    Centro diffusione dati
    tel. 06 4673.3102-3-5-6
    fax 06 4673.3101-7
    cont@ct centre

    Sportello per i giornalisti
    tel. 06 4673.2243-44
    fax 06 4673.2239-40
    cont@ct centre

    Struttura e attività degli istituti di cura.


    StudioAPS AnalisiPsicoSociologica, Sofferenze e illusioni nelle organizzazioni: decostruire per ricostruire Giornata di Studio 29 ottobre 2010 Palazzo delle Stelline, Corso Magenta n. 61, Milano

    Sofferenze e illusioni nelle organizzazioni:
    decostruire per ricostruire

    Giornata di Studio

    29 ottobre 2010

    Palazzo delle Stelline, Corso Magenta n. 61, Milano



    Le condizioni di vita nelle organizzazioni lavorative

    I luoghi di lavoro, il lavorare sono sempre stati attraversati dal dolore, da forme diverse di patimento. Sofferenza fisica per ritmi, carichi, fatiche, pesi materiali, rumori, climi, ma anche sofferenza legata ai mancati riconoscimenti, ai conflitti, ai maltrattamenti, ai tradimenti, alle delusioni, alle incertezze e insicurezze. Mentre osserviamo che le sofferenze fisiche sono diminuite, parrebbero aumentate quelle emotive, psichiche, che rileviamo tra le persone al lavoro e nelle organizzazioni. Esse paiono connesse frequentemente ad un senso di smarrimento, d’impotenza, a condizioni che paiono fuori controllo, in cui le persone si sentono confuse, con la percezione di qualcosa in cui forse si è fallito o che è fallito e che
    non lascia vie d’uscita. Sembra che non sia sensato fare alcunché se non badare a se stessi per cercare di non soccombere.
    Forse i problemi, gli smarrimenti, le sensazioni che incontriamo e proviamo relativamente alla sofferenza, non riguardano il dolore o la sofferenza in sé, ma il senso che questi hanno per i soggetti. Soffrire con uno scopo è cosa molto diversa dalla fatica insensata, o apparentemente tale, o autodistruttiva.

    La sofferenza come ogni fenomeno non ha un senso in sé: cosa le può restituire senso?

    La possibilità di tradurre e sopportare la sofferenza, il sacrificio, la fatica sembra essere connessa a quanto i soggetti si sentono artefici dei cambiamenti. 
    La sofferenza non è necessariamente patologica. Possiamo considerarla comeparte integrante della vita. In tal senso non è mortifera, non è una minaccia, è parte della vita stessa. La morte, la crisi, il fallimento, l’incertezza, sono parte della vita di ogni organizzazione lavorativa, come lo sono la fondazione, la crescita, il successo, la realizzazione dei progetti. 
    Sofferenza e piacere, vita e morte possono esser visti non come antitetici oggetti scissi, ma elementi di un unico processo, intrecciati, distinti, eppure confusi. 
    Il pensare è parte fondamentale della vita, della gioia umana, ma è anch’esso indissolubilmente sofferenza: per ciò che si vede, per il tipo di lavoro che il pensare richiede. Per poter pensare bisogna esser capaci di soffrire. Allo stesso modo il desiderare, il progettare espongono alla sofferenza.

    E’ possibile trattare la sofferenza come elemento costitutivo della nostra vita più che come un disturbo, un’interferenza se non addirittura una sconfitta o una malattia?

    La maggiore percezione di sofferenza non sembra legata dunque esclusivamente ad un aumento “quantitativo”: sembra essere cambiata o diminuita la capacità di comprenderla/gestirla, dare spazio, riconoscerla, accoglierla e renderla utile, sensata, ricollocarla in un movimento collettivo in grado di attribuirle un senso (che non sia necessariamente collegato ad elaborazioni proposte dalla religione e dalla Chiesa).

    Come vengono trattate le sofferenze

    A volte si cura la sofferenza per eliminarla: la si fugge non volendola incontrare negli altri e in sé, si “guarisce” dalla sofferenza. In questa direzione, nelle organizzazioni, si muovono gran parte degli investimenti in programmi per il benessere. Appare in un certo senso paradossale che si lamenti un’accresciuta sofferenza mentre più elevata è la produzione di leggi (italiane ed europee) e l’avvio di progetti sulla sicurezza e il benessere, sullo stress “lavoro-correlato”. 
    Anche progetti ed azioni formative paiono, in questi casi, orientati a preservare dalla fatica e dalla sofferenza del pensare. Sono connotate in misura consistente come svago, oppure come luoghi che preservano dal pensare facendo leva sul trasmettere tecniche, prescrizioni, ricette, soluzioni che, appunto, ti dicono cosa e come fare.
    Gli interventi formativi proposti e promossi sembrano così, spesso, diversivi per distogliere, attenuare dimensioni dolorose.

    In momenti che richiedono transizioni difficili non è forse più utile interrogarsi per capire come cambiare sguardi e comportamenti che riscontriamo non più adatti?

    Si può, però, curare la sofferenza per renderla sopportabile, consapevoli che non la possiamo eliminare. Possiamo prenderci cura delle parti che soffrono (sociali, organizzative, individuali) per comprendere e distinguere: quindi per decostruirne le rappresentazioni “scontate”, “naturali”. Per scegliere in che misura siano il segnale di problemi a cui metter mano e in che quota siano parte ineliminabile della vita lavorativa nello specifico contesto.

    L’annichilimento dei desideri, delle passioni, l’assenza di progettualità e speranze non sono forse il sintomo di una sofferenza che inconsapevolmente non si riesce a reggere?

    Le capacità di reggere, trattare le sofferenze è ineguale. Ineguale è spesso il carico di sofferenze. Ciò ci porterebbe a ipotizzare che la sofferenza non è tale in sé, ma si qualifica in un sistema di relazioni interne ed esterne. L’essere assieme, in gruppo,
    la rende più sopportabile o aiuta a trovarle una collocazione. La sofferenza da sola, senza collegamenti che le diano senso forse può essere solo anestetizzata, allontanata da sé. 
    Lo psicoanalista Christophe Dejours, in un articolo comparso sul quotidiano Le Monde, a proposito dei suicidi Télécom in Francia, afferma: “Il loro gesto disperato non può essere imputato a vulnerabilità psicologiche individuali. E’ l’organizzazione del lavoro che deve essere messa sotto accusa. …I lavoratori non hanno bisogno
    di una buona gestione dello stress o di cure psicologiche, hanno bisogno di un’organizzazione del lavoro che poggi sul mestiere e che rilanci la cooperazione solidale.” (14 agosto 2009)

    In che misura le sofferenze individuali derivano da condizioni organizzative? Quanto l’origine è esterna, sociale, importata da più ampie condizioni ambientali culturali ed economiche? Quanto le sofferenze sono inscritte nello specifico lavoro che si fa, nei problemi che si trattano, nei clienti con cui si è in relazione? Quanto hanno origini intrapsichiche o comunque soggettive?

    La funzione dell’organizzazione come contenitore rispetto all’ansia dei singoli (Jaques) o come luogo di de-compressione di conflittualità, di mediazione dei conflitti sociali viene fortemente interrogata e messa alla prova. 
    Nate per governare e gestire le incertezze, le organizzazioni lavorative sono oggi attraversate da incertezze e cambiamenti spesso poco governati sia nelle relazioni che nelle strategie. Anche i vari ruoli organizzativi sembrano in difficoltà nel mediare tra esigenze produttive e attese soggettive. Sono spesso scarsamente riconosciuti, delegittimati, invisi. Chi ricopre ruoli di autorità è sempre più accusato di essere generatore di sofferenza, poiché sembra scegliere di non praticare un ruolo sufficientemente protettivo e salvifico rispetto a scelte che generano sofferenza.
    Da qui sofferenze connesse al sentirsi chiamati a presidiare, al vedersi responsabili in proprio del processo/obiettivo/decisione. In assenza di un contenitore organizzativo adeguato, il senso di responsabilità può raggiungere livelli individualmente non più sostenibili. 
    In un clima di sfiducia crescente sembrano peraltro aumentare richieste di dipendenza. Vi è una richiesta all’autorità di essere sollevati dall’esposizione alla partecipazione, all’investimento. In termini di immaginario oggi presente sembra prevalere la necessità di trovare qualcuno di “buono”, “forte” (forse “onnipotente”), un “semidio” da cui poter dipendere.

    Le organizzazioni non solo proteggono meno le persone ma generano livelli di sofferenza più elevati? Sono luoghi che generano illusioni? In che modo la formazione è impiegata come leva per far fronte alla sofferenza?

    A cosa servono le illusioni?

    Sembra che abbiamo bisogno di illusioni per poter vivere e forse le organizzazioni hanno bisogno d’illusioni per tenere assieme le persone che le compongono, farle lavorare nonostante le sofferenze che caratterizzano quei sistemi. Le illusioni possono svolgere una funzione protettiva
    Illusioni, miti, idealizzazioni, fascinazioni, ideologie, sogni, religioni hanno una funzione chiave nella costruzione delle nostre rappresentazione della realtà, ci guidano nel leggere e interpretare ciò che ci accade, nel dare un senso all’esistenza. 
    Le illusioni sono diverse dalle speranze, ma le illusioni possono dare speranza.
    Sono comunque una distorsione della realtà. La modificano in alcuni suoi elementi, aggiungendo parti, collegamenti che non esistono, ma anche eliminandone altri. Appaiono come fenomeni con un doppio volto o funzione. 
    Da un lato le illusioni nelle loro diverse forme hanno l’importante funzione di dare
    un ordine alla caoticità del mondo, delle realtà sociali e intrapsichiche ma possono anche essere fonte di sofferenza. Esse possono illudere i soggetti, disegnando, rappresentando una, o la, possibilità di salvarci dal malessere. Svolgono così una certa qual funzione adattativa, ma possono esporci a dolori ancora maggiori oppure a mettere a rischio la sopravvivenza delle organizzazioni, della società e nostre personali (droghe, mito delle risorse illimitate, visioni scisse della realtà,…).

    Sono rilevabili dimensioni maniacali nelle organizzazioni lavorative, come sistemi
    per generare un’illusoria felicità o benessere? E’ rintracciabile l’esistenza di riti che occultano, allontanano, isolano la sofferenza? In che misura e in che senso la formazione può alimentare illusioni?

    I processi di cambiamento possibili: decostruire e ricostruire tra blocchi
    e speranze

    Ci pare sia interessante mettere a fuoco i possibili cambiamenti che le organizzazioni e gli individui possono intraprendere e le piste per realizzarle. 
    Parrebbe che una quota di sofferenza significativa abbia a che fare con l’impossibilità di cambiare, influenzare le organizzazioni in cui si lavora. Al contrario in altre situazioni la sofferenza deriverebbe dalla fine dell’illusione di poter cambiare, illusione sostenuta da ideologie più o meno rivoluzionarie, idee di un futuro migliore, fantasie di risoluzione delle incertezze e dei problemi attraverso lo sviluppo della tecnica.

    Quale strada per intraprendere il cambiamento in situazioni che appaiono bloccate?

    Proponiamo l’ipotesi che per poter ricostruire qualche diverso punto di riferimento sia necessario decostruire l’esistente
    Decostruire (cfr. Derrida) non significa smontare quello che ci è stato consegnato dalla tradizione, quanto mostrare cosa c’è dietro a certi comportamenti, pensieri, gerarchie che stanno all’interno del nostro mondo (uomo/donna; europeo/non europeo;…). Ciò che sembra antitetico è complementare. Ciò che viene rimosso, tralasciato, messo in secondo piano è in realtà una condizione di possibilità. La decostruzione è il riuscire a mantenere la compresenza di due livelli: personale e filosofico, antico e moderno. 
    Decostruire significa creare spazi per poter pensare, spazi sociali, organizzativi, mentali che sono sempre più ridotti, compressi, saturi, occupati da rappresentazioni della realtà che non vengono in alcun modo rimesse al vaglio, interrogate, discusse. 
    In tal senso decostruire riattiva inevitabilmente dimensioni conflittuali con gli altri
    e in noi. Si tratta di decostruire pensieri prepensati, stereotipi, visioni formattate, modelli organizzativi che hanno alimentato e sostenuto illusioni, rappresentazioni magiche della realtà e dei cambiamenti. Decostruire significa riconoscere i miti che
    ci guidano e uscire dalla rete protettiva di queste idee che riducono la viability, prendere distanza da pensieri preformati e dominanti, ritrovare libertà di movimento. 
    Dobbiamo tenere presente però che molta sofferenza deriva dalla percezione, che non è sempre consapevolezza, che gli spazi sono per altri versi molto ampi,
    che i gradi di libertà si sono molto innalzati. Che i vincoli sono molti, complessi, confusi, ma anche deboli. 
    Siamo apparentemente più liberi da imposizioni ma all’interno di un orizzonte bloccato che impedisce di uscire da pensieri già pensati. E così la sofferenza deriva forse dal sentirsi incapaci di fare alcunché e per questo inadeguati e in colpa. La decostruzione, quindi il conflitto, in questo senso generano sofferenza ma possono aprire possibilità.

    La decostruzione ha a che fare con il minacciare le difese individuali, organizzative
    e sociali, quindi con una ripresa di contatto con ansie/angosce, ma anche con possibilità che le difese occultano. A livello di singoli parrebbe tanto più praticabile quanto più si abbia di sé una rappresentazione sufficientemente solida. A livello di organizzazione sembrerebbe percorribile quanto più si attivino processi di accompagnamento (con iniziative di formazione e di consulenza mirate) rivolti a
    ri-conoscere e a ri-vedere.

    Decostruire è possibile in tutte le organizzazioni e da parte di tutti gli individui?
    A quali condizioni? Può rappresentare una minaccia all’identità del soggetto?

    Come ricostruire un immaginario sociale possibile?

    Come aiutare le persone e le organizzazioni a percorrere questi transiti?

    Le riflessioni e le domande scaturite dagli approfondimenti realizzati in questo percorso preparatorio di ricerca sono alla base della Giornata di Studio dedicata alle “Sofferenze e illusioni nelle organizzazioni: decostruire per ricostruire” che si realizzerà a Milano, il 29 ottobre 2010, presso il Palazzo delle Stelline.

    Nel mese di settembre verrà proposto il programma dettagliato dell’iniziativa. Esso prevede lo scambio e il confronto di diversi punti di vista teorici ed esperienziali su questi nodi cruciali per la nostra vita oggi e domani.

    StudioAPS AnalisiPsicoSociologica.


    Gianni Del Rio , Maria Luppi, Gruppo e relazione d’aiuto. Saperi, competenze, emozioni

    Grppo e relazione d’aiuto. Saperi, competenze, emozioni
    Autori e curatori: Gianni Del Rio , Maria Luppi
    Collana: Le professioni nel sociale – Sezione II – Coordinamento di Antonio de Lillo
    Argomenti: Psicologia sociale, di comunità, politica, ambientale, dell’emergenza, del turismoPolitiche e servizi socialiSociologia della saluteSociologia economica, del lavoro e delle organizzazioni
    Livello: Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari
    Dati: pp. 272,     1a edizione  2010  (Cod.1168.2.7)
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    Gruppo e relazione d'aiuto. Saperi, competenze, emozioni
    Tipologia: Edizione a stampa
    Prezzo: € 28,50
    Disponibilità: Buona
    Codice ISBN 13: 9788856817720
    <!–if disponibilita = "Nulla" and idTipologia=1 then%> ATTENZIONE: Disponibilità nulla end if–>
    In breve Il volume offre un’analisi dei temi e dei contributi della psicologia dei gruppi, e un approfondimento in chiave psicoanalitica a partire dal lavoro di Bion e della socioanalisi inglese. Riflette poi su aspetti metodologici e pratici prendendo in considerazione gruppi di lavoro e gruppi di aiuto e mettendo a fuoco alcuni temi: le ragioni e le funzioni del gruppo nel lavoro sociale, la gestione efficace della riunione e la responsabilità della conduzione nelle diverse fasi della vita di un gruppo.
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    Presentazione
    del volume:
    “È solo vivendo un’esperienza di comunicazione totale con gli altri, e sviluppando una capacità di accettazione delle loro diversità, che si può configurare un progetto comune e non solamente condiviso, in cui ciascuno feconda gli altri con quella piccola parte di conoscenza che possiede e viene da loro fecondato.” (Pierluigi Sommaruga)

    Nel sistema degli interventi e dei servizi in ambito sociale, sanitario ed educativo, gruppo e lavoro di gruppo acquisiscono oggi un rinnovato interesse.
    Gli attori coinvolti sono da un lato persone e famiglie che cercano e danno aiuto, dall’altro un multiforme mondo di operatori e altri soggetti che hanno in vario modo acquisito competenze all’interno di un welfare sussidiario.
    Il volume si rivolge a questi operatori che, ancora in formazione o già sul campo, assumono responsabilità con l’impresa del gruppo nella prospettiva della relazione di aiuto, in contesti organizzativi, nel lavoro di comunità e dello sviluppo locale. E lo fa privilegiando una riflessione sugli elementi condivisibili dai diversi attori: attraverso l’intreccio di dimensioni complementari, il testo si propone come strumento integrato, che coniuga la componente teorica sul gruppo e i suoi aspetti strutturali e dinamici, e quella metodologica, sul lavoro di gruppo. Saperi, competenze ed emozioni dei partecipanti, e di chi ha una responsabilità di guida, costituiscono risorsa e concorrono a determinare processi e risultati.
    La prima parte offre un’analisi dei temi e dei contributi della psicologia dei gruppi, e un approfondimento in chiave psicoanalitica a partire dal lavoro di Bion e della socioanalisi inglese. La seconda riflette su aspetti metodologici e pratici prendendo in considerazione gruppi di lavoro e gruppi di aiuto e mettendo a fuoco alcuni temi: le ragioni e le funzioni del gruppo nel lavoro sociale, la gestione efficace della riunione e la responsabilità della conduzione nelle diverse fasi della vita di un gruppo.

    Gianni Del Rio, psicologo psicoterapeuta, insegna nel Corso di Laurea in Servizio Sociale dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Oltre al lavoro terapeutico è formatore nel Corso di Specializzazione in Psicoterapia Transculturale della Fondazione Cecchini-Pace. È autore di Stress e lavoro nei servizi (1990).
    Maria Luppi, sociologa e assistente sociale, lavora presso la Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale di Regione Lombardia. Curatrice di Coesione sociale nella città. Azioni e relazioni nell’esperienza di due quartieri di Milano (2009). Insegna nel Corso di Laurea in Servizio Sociale dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

    Indice: Introduzione
    Parte I. Lineamenti teorici
    La natura del gruppo
    (Elementi per una definizione di “gruppo”; Classificare i gruppi)
    Kurt Lewin e la dinamica di gruppo
    (La Field Theory; La concettualizzazione lewiniana di “gruppo”; L’action-research e il tema del cambiamento; Il T-Group)
    Elementi di dinamica di gruppo
    (Formazione di un gruppo; La struttura di gruppo. Status, ruoli e leadership; Coesione, conformismo e devianza; Comunicazione e interazione; Il clima)
    Dal gruppo al gruppo di compito
    (La dinamica del compito)
    IL contributo della psicoanalisi
    (Sigmund Freud, Melanine Klein; Wilfred R. Bion; Le “Esperienze nei gruppi”)
    Il Tavistock institute
    (Istituzioni e meccanismi di difesa; Il gruppo allargato)
    Intermezzo
    Parte I. Aspetti metodologici e operativi
    Metodologia di gruppo nel lavoro sociale
    (Una premessa alla metodologia di gruppo: unicità e gruppalità nella persona; Le buone ragioni del lavoro di gruppo; Gruppi di lavoro e gruppi di aiuto. Le funzioni del gruppo; Gruppo,partenariato, rete. Elementi comuni e differenze)
    Il gruppo riunito e altri contesti
    (L’importanza del setting; Per una gestione efficace della riunione del gruppo; Altre interazioni e altri contesti; La supervisione. Incontro di due punti di vista)
    Le fasi del lavoro di gruppo
    (La responsabilità della condizione; Progettazione e formazione del gruppo. Motivazioni e processi; Il gruppo si costituisce; Il processo realizzativi; Valutare il lavoro del gruppo; La conclusione. Elaborazione del lutto e separazione)
    Bibliografia.

    Gruppo e relazione d’aiuto. Saperi, competenze, emozioni

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    Riunioni di lavoro: istruzioni per l’uso, in VoceArancio

    ….
    PRIMA di convocare una riunione è fondamentale chiedersi se sia davvero necessaria. Se sì, occorre definirne chiaramente l’argomento e stabilire un ordine del giorno. Chiaro, efficace, ma non troppo lungo. Se i punti da discutere sono troppi, li si potrà affrontare solo parzialmente, con il risultato di dover fissare un altro incontro e di aver rafforzato nei partecipanti l’idea dell’inutilità delle riunioni. È utile inviare tutta la documentazione di base ai partecipanti (al massimo 8-10 persone per consentire a tutti di esprimere il proprio parere). A tutti deve essere chiaro il tipo di riunione e gli obiettivi da raggiungere.DURANTE la riunione è fondamentale il ruolo del facilitatore: presenta l’ordine del giorno, indirizza la discussione, invita i presenti a fornire il proprio contributo (con interventi brevi e concisi), cerca di evitare gli interventi polemici, fuori tema o troppo lunghi, fa il punto della situazione e approva la soluzione ai problemi. La riunione deve iniziare e finire all’orario prestabilito. Non deve durare mai più di due ore. Chi partecipa deve arrivare preparato, evitare le distrazioni (telefonate, mail, messaggi…) e gli interventi inopportuni o troppo lunghi.DOPO ogni riunione è bene stilare un verbale da inviare a tutti i partecipanti: «Il verbale non va inteso come fatto burocratico, ma come pro-memoria. In un’organizzazione, dopo due o tre riunioni, qualche volta accade che non ci si ricorda più cosa è stato deciso» (Sarchielli).
    ….

    l’intero articolo qui:
    VoceArancio » Blog Archive » Riunioni di lavoro: istruzioni per l’uso

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    Esperienze di welfare locale: le Aziende Speciali e la gestione dei servizi sociali nei Comuni lombardi, Maggioli editore 2010


    Esperienze di welfare locale

    Esperienze di welfare locale

    di GATTI DANIELA – ROSSI ANDREA

    Le Aziende Speciali e la gestione dei servizi sociali nei Comuni lombardi

    € 24,00 IVA inclusa

    Da tempo le normative nazionali e regionali promuovono l’istituzione, da parte dei Comuni, di forme di gestione associata della rete dei servizi sociali e socio-sanitari, così da garantire efficacia, efficienza e innovazione nella programmazione e nel governo del welfare locale.

    Una delle possibili forme giuridiche individuate dagli Enti Locali per rispondere a esigenze gestionali complesse è rappresentata dall’Azienda Speciale e, superata la prima fase di sperimentazione, questo modello si sta affermando specie nelle Province lombarde come particolarmente innovativo.

    Nel volume viene presentata un’analisi comparativa, di tipo sociologico e organizzativo, tra diciotto Aziende Speciali, consortili e comunali, aderenti a “NeASS – Lombardia, Network Aziende Speciali Sociali”.

    Il risultato è una rappresentazione complessiva di questa tipologia organizzativa e gestionale, che permette di disegnare matrici comuni, punti di forza e di debolezza, pur in un quadro dove spiccano la peculiarità e l’originalità di ogni esperienza, unica in ragione del legame con il proprio contesto territoriale.

    A partire dall’apprendimento dalle esperienze, le riflessioni scaturite da questo lavoro possono fornire utili tracce per approfondire il tema del cambiamento del welfare locale, in una logica di promozione dell’innovazione organizzativa.
    ISBN: 8838756538
    Collana: 108 – Sociale & Sanità
    Edizione: 1
    Copyright: Maggio 2010
    Tipo Prodotto: Volume
    Pagine: 198

    Ubicazione: 0727
    Progressivo: 0047


    ICARO, La gestione integrata dei servizi sociali e sanitari del territorio: SISTEMA INFORMATIVO PER L’INTEGRAZIONE DEI SERVIZI SOCIO ASSITENZIALE E SANITARI

    CEDAF - Icaro

    Mappare il bisogno del territorio, conoscere il profilo del disagio di chi si rivolge ai Servizi Sociali è oggi indispensabile per i Comuni e le ASL che devono programmare gli interventi
    più adeguati, valutare i cambiamenti sociali, controllare le risorse, predisporre e monitorare i Piani di Zona.

    ICARO è una infrastruttura software che è stata creata per rispondere a queste esigenze, per supportare gli Enti Locali nella complessa gestione integrata dei servizi sociali e socio-sanitari di un territorio.

    Schema Iride

    MODULARE
    ICARO è un prodotto modulare, adattabile all’ organizzazione dell’Ente:
    - Servizi sociali erogati dai Comuni,
    - Servizi socio- sanitari forniti dal Comune e dall’Azienda Sanitaria,
    - Servizi sanitari erogati dalle Aziende Sanitarie.

    COMPLETO
    ICARO gestisce in modo flessibile (deciso dall’utilizzatore) l’intero ciclo delle richieste
    di assistenza: segnalazione, bisogno, iter della domanda, valutazione,
    presa in carico; problematiche dell’ utente e del nucleo, progetto assistenziale
    per l’utente; gestione degli interventi, impatto economico, rapporto con enti
    erogatori.

    DI FACILE UTILIZZO
    ICARO dispone di un’interfaccia grafica moderna, di facile utilizzo e funzionale, in
    grado di offrire un quadro riassuntivo immediato per utente e per nucleo. Fornisce
    una reportistica flessibile, con prospetti di notevole impatto grafico, analisi dinamiche
    dei dati e “cruscotti” per analisi di scenario e pianificazione strategica.


    Per ulteriori informazioni clicca qui!


    CEDAF srl

    Cedaf S.r.l.
    Via A. Meucci, 17 – 47100 Forlì
    Tel. 0543 727011 • Fax 0543 727401 • e- mail cedaf@cedaf.it
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    Nicoletta Stame , Veronica Lo Presti , Daniela Ferrazza, Segretariato sociale e riforma dei servizi. Percorsi di valutazione

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    Segretariato sociale e riforma dei servizi. Percorsi di valutazione  
    Autori e curatori: Nicoletta Stame , Veronica Lo Presti , Daniela Ferrazza
    Collana: Valutazione – Aiv – Studi e ricerche
    Argomenti: Politiche e servizi socialiMetodologia e tecniche della ricerca sociale
    Livello: Studi, ricerche
    Dati: pp. 176,     1a edizione  2010  (Cod.1900.2.8)
     
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    Segretariato sociale e riforma dei servizi. Percorsi di valutazione
    Tipologia: Edizione a stampa
    Prezzo: € 19,00
    Disponibilità: Buona
    Codice ISBN 13: 9788856817140
      <!–if disponibilita = "Nulla" and idTipologia=1 then%> ATTENZIONE: Disponibilità nulla end if–>
    In breve Uno sguardo alla complessa realtà dei servizi sociali. Il volume nasce da un’insofferenza verso un atteggiamento presente nell’ambito delle politiche sociali, in tutti quegli studi sui servizi sociali che danno per scontato che essi siano quello che c’è scritto nelle leggi che li istituiscono, in tutti quegli studi sui piani di zona che danno per scontato che sia stato attuato tutto quello che avevano promesso…
    Condividi su Facebook
     
    Presentazione
    del volume:
    Il volume presenta una valutazione di una politica sociale e una riflessione metodologica su come è stata condotta. La valutazione ha riguardato l’attuazione di un servizio che la legge 328/00 considera come livello essenziale di assistenza: il segretariato sociale per l’informazione e la consulenza per l’accesso ai servizi per tutti i cittadini. Dunque, uno strumento ispirato ad un principio universalistico, che mira a creare forme di integrazione in un sistema fortemente categorizzato. L’idea del segretariato sociale è stata concepita al centro sulla base di precedenti “buone pratiche”, la sua istituzione è stata stabilita da una legge nazionale, ma la sua attuazione è affidata agli enti locali (comuni, municipi, distretti).
    Il testo affronta la questione della implementazione di questo strumento, fornendo una valutazione di come è stato introdotto in 4 municipi di Roma. Concentrarsi sul processo di implementazione significa studiare cosa un programma diventa attraverso la ridefinizione che gli attuatori danno dei suoi aspetti principali e cogliere le differenze tra le ridefinizioni operate nei vari contesti. Le maggiori differenze rilevate hanno riguardato: i processi decisionali (piani di zona più o meno partecipati), il modo di istituire il servizio (risorse a disposizione, collocazione nell’amministrazione del municipio, interno/esterno), la impostazione del lavoro da svolgere e, quindi, i risultati ottenuti dagli utenti.

    Nicoletta Stame è professore ordinario di Politica sociale dell’Università di Roma “La Sapienza”. È stata Presidente dell’Associazione Italiana di Valutazione e della European Evaluation Society. È autrice di varie pubblicazioni, tra cui L’esperienza della valutazione (Roma, 1998) e curatrice di volumi come From Studies to Streams (New Brunswick, 2006) e Classici della Valutazione (Milano, 2007).
    Veronica Lo Presti è dottore di ricerca in Metodologia delle scienze sociali e docente del Master in Metodologia della ricerca sociale attivato presso il Dipartimento Ri.S.Me.S. dell’Università di Roma “La Sapienza”. Si occupa di metodologia della ricerca sociale, di analisi organizzativa e di valutazione di programmi e servizi sociali. È autrice di vari articoli e di Prospettive di analisi organizzativa. Metodi e pratiche per un approccio integrato (Milano, 2009).
    Daniela Ferrazza è dottore di ricerca in Metodologia delle scienze sociali; lavora come consulente e docente sui temi della valutazione e programmazione dei servizi sociali presso diversi Enti locali. È autrice di vari articoli, tra cui “Segretariato sociale: la gestione del Welfare locale” (2006) e “Analisi delle politiche sociali e della partnership nella creazione del capitale sociale locale” (2008).

    Indice:
    Premessa
    Sintesi del rapporto
    Segretariato sociale e valutazione
    (Scelta del tema, unità d’analisi e prospettiva di ricerca; La nostra valutazione; Come è strumentato questo rapporto; Riferimenti bibliografici)
    Gli studi di caso sul Segretariato sociale
    (Il Segretariato sociale del Municipio A ; Il Segretariato sociale del Municipio B ; IL Segretariato sociale del Municipio C; Segretariato sociale del Municipio D; Riferimenti bibliografici)
    Principi e realizzazioni
    (L’integrazione tra settori e tra soggetti; La concezione solistica del cittadino; Il ruolo del terzo settore; Informazione e consulenza; Riferimenti bibliografici)
    Il contesto dell’implementazione
    (L’analisi dei “cerchi” del contesto istituzionale; La cultura organizzativa interna al gruppo di lavoro del Segretariato; Il rapporto tra Segretariato (primo livello) e Servizio sociale professionale (secondo livello); Il rapporto tra terzo settore e attore pubblico all’interno del Municipio; Il rapporto tra il Segretario e gli altri “cerchi” del Municipio; Riferimenti bibliografici)
    Tipi di Segretariato sociale
    (Il tipo “informativo-burocratico”; Il tipo “informatico di accompagnamento”; Il tipo “informativo-sociale”; Tipi di Segretariato e contesti organizzativi; Riferimenti bibliografici)
    Gli effetti del Segretariato sociale: ipotesi di meccanismi
    (Meccanismi sulla soddisfazione dell’utente e sull’orientamento ai servizi; Meccanismi sull’attivazione e la responsabilizzazione del cittadino; Riferimenti bibliografici)
    La mappa concettuale della nostra valutazione
    (“Ogni valutazione è fatta su misura del programma”; Il nostro processo di apprendimento: cosa significa valutare l’implementazione; In conclusione, le fasi della nostra valutazione; Riferimenti bibliografici)
    Approfondimenti
    (La legge 328/2000 nel sistema di welfare locale in Italia; Integrazione socio-sanitaria: spunti per un approfondimento; La “street level evaluation” come prospettiva di ricerca; Come è stata condotta l’osservazione nei Municipi; Il questionario di soddisfazione degli utenti).

    Segretariato sociale e riforma dei servizi. Percorsi di valutazione

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    D. Gatti, P. Rossi, ESPERIENZE DI WELFARE LOCALE Le Aziende Speciali e la gestione dei servizi sociali nei Comuni lombardi, Maggioli editore, 2010


    Novità giugno 2010
    in offerta speciale on line

    Le Aziende Speciali
    e la gestione
    dei servizi sociali
    nei Comuni lombardi

    ESPERIENZE DI WELFARE LOCALE

    Volume di pagine 200
    con numerose tabelle, grafici e figure

    Stampa a due colori

    ESPERIENZE
    DI WELFARE LOCALE

    Da tempo le normative nazionali e regionali promuovono l’istituzione, da parte dei Comuni, di forme di gestione associata della rete dei servizi sociali e socio-sanitari, così da garantire efficacia, efficienza e innovazione nella programmazione e nel governo del welfare locale.

    Una delle possibili forme giuridiche individuate dagli Enti Locali per rispondere a esigenze gestionali complesse è rappresentata dall’Azienda Speciale ed è il modello che si sta affermando, specie nelle province lombarde, come particolarmente innovativo.

    Dall’analisi comparativa tra diciotto Aziende Speciali, consortili e comunali, aderenti al “NeASS – Lombardia”, scaturisce una rappresentazione complessiva di tale tipologia organizzativa e gestionale che permette di disegnare matrici comuni, punti di forza e di debolezza, pur in un quadro dove spiccano la peculiarità e l’originalità di ogni esperienza, unica in ragione del legame con il proprio contesto territoriale.

    L’apprendimento delle suddette esperienze e le riflessioni contenute in questo nuovo volume forniscono utili tracce per approfondire il tema del cambiamento del welfare locale, in una logica di promozione dell’innovazione organizzativa:

    Parte prima
    1. Le Aziende Speciali come forma di gestione dei servizi alla persona.
    2. Natura giuridica delle Aziende Speciali.

    Parte seconda
    3. La ricerca: note di metodo.
    4. Il contesto demografico.
    5. Nascita e finalità.
    6. Il governo e la governante territoriale.
    7. I modelli organizzativi.
    8. I servizi.
    9. Qualità e responsabilità sociale.
    10. Risorse economiche.
    11. Sintesi. Il consorzio NeAss tra innovazione istituzionale, polimorfismo organizzativo e radicamento territoriale.

    A cura di:
    D. Gatti,
     consulente e formatrice sui temi della qualità dei servizi alla persona e della valutazione sociale.
    P. Rossi, docente di Organizzazione dei servizi sociali presso la Facoltà di sociologia dell’Università di Milano Bicocca. 

    Per ricevere subito
    ESPERIENZE DI WELFARE LOCALE
    Maggioli Editore – Novità giugno 2010
    Pagine 200 – F.to cm. 17×24 – ISBN 5653.8

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    Paolo Ferrario, La politica dei servizi nella Regione Lombardia e il governo delle reti sanitarie, socio-sanitarie e sociali (con particolare riferimento alla LR n. 3/2008 e LR n. 33/2009)


    DISPENSA DIDATTICA: Paolo Ferrario, La politica dei servizi nella Regione Lombardia e il governo delle reti sanitarie, socio-sanitarie e sociali (con particolare riferimento alla LR n. 3/2008 e LR n. 33/2009)

    Ho diviso il commento audio di questa dispensa in tre parti

    AUDIO 1:  Paolo Ferrario, Il modello lombardo delle politiche sociali

    AUDIO 2: Paolo Ferrario, Il cosiddetto “principio di sussidiarietà”

    AUDIO 3:  Paolo Ferrario, Regolazione delle due reti: sociale e socio sanitaria (LR 3/2008)

    AUDIO 3:  Paolo Ferrario, Appalti ed Accreditamenti come forme amministrative di governo dei servizi


    NeASS – Lombardia Un network regionale tra le aziende speciali che operano nel sociale

    NeASS – Lombardia
    Un network regionale tra le aziende speciali che operano nel sociale

    Le Aziende Speciali Consortili o Comunali lombarde che operano nel sociale si associano per crescere nel confronto. E’ questo quanto sancito ufficialmente il 26 febbraio scorso attraverso la nascita di “NeASS – Lombardia”, un organismo che avrà sede a Bollate presso “Comuni Insieme”, l’azienda capofila.

    L’iter che ha portato alla nascita di NeASS è datato 2007, quando le aziende avevano espresso la necessità di concordare un’iniziativa nei confronti della Regione Lombardia per sollecitare l’attenzione in merito ad una questione comune. Gli incontri avviati, dapprima in modo informale soprattutto con la finalità di un confronto molto concreto sulle problematiche e sulle soluzioni intraprese da ciascuno, hanno messo in evidenza, oltre ad un campo normativo complesso ed in qualche parte contraddittorio, una sorta di problema di “identità” delle Aziende Speciali. Il “forum” ha raccolto man mano adesioni crescenti: a partire dalle 5/6 aziende che lo hanno inizialmente promosso si è arrivati oggi alla costituzione di un’associazione tra 18 Aziende allocate in quasi tutte le province lombarde e sono stati aperti contatti con numerose altre realtà. E il lavoro comune di questi mesi ha aumentato la consapevolezza che solo attraverso l’assunzione di iniziative condivise sia possibile ottenere il giusto riconoscimento e la considerazione da parte delle istituzioni, in particolare a livello regionale, nonché sollecitare attenzione alle problematiche che contraddistinguono l’azione sociale.

    NeASS nasce quindi soprattutto per :

    - migliorare il raccordo tra la rete degli aderenti per dare visibilità e maggiore efficacia alle attività svolte;

    - consentire un raccordo tecnico – politico delle azioni degli enti aderenti e di rappresentanza presso i tavoli territoriali e presso gli Enti Istituzionali a livello regionale e nazionale;

    - svolgere attività di ricerca scientifica, tecnica e normativa nel settore in cui gli enti aderenti operano, per migliorare le azioni e gli interventi della rete e di mettere a disposizione della rete, dati maggiormente fruibili;

    - promuovere iniziative di studio e di realizzazione di attività formative di interesse comune.

    Affrontare insieme le sfide dei prossimi anni.

    “Non appena istituito – commenta il Presidente Luigi Boffi – il NeASS ha già ottenuto un importante riconoscimento dalla Regione Lombardia, che ha confermato il nuovo organismo all’interno della Conferenza Regionale degli Enti Gestori, inserendo così il NeASS tra i suoi interlocutori privilegiati”.

    310 Comune di 10 Province
    La sintesi delle “carte di identità” aziendali ci dice che queste Aziende:

    associano 310 Comuni di 10 Province per un bacino di quasi 2.000.000 di abitanti richiamano, con le loro attività, un volume economico che supera i 113 milioni di euro all’anno nel settore dei servizi agli anziani, ai disabili, alle famiglie ed ai minori, agli adulti in difficoltà;

    gestiscono strutture residenziali, centri diurni, servizi domiciliari, servizio sociale professionale, servizi di tutela e un grande numero di attività e progetti anche innovativi.

    Il Consiglio Direttivo (nella foto)

    NeASS ha un consiglio direttivo presieduto da Luigi Boffi (presidente di “Comuni Insieme” di Bollate), che è coadiuvato da Sergio Rancati (presidente del “Consorzio Lodigiano per i Servizi alla Persona – Lodi”) e Pietro Damiano Bertelli (presidente dell’”Azienda Territoriale per i Servizi alla Persona – Vallecamonica – Brescia”). All’approvazione dell’istituzione del network è stato altresì sottoscritto lo statuto.

    Le aziende associate

    PROVINCIA DI BERGAMO

    • Azienda Speciale Consortile Isola Bergamasca – Bassa Val San Martino – Bonate Sotto (BG)

    • Azienda Speciale Consortile Risorsa Sociale Gera D’Adda – Caravaggio (BG)

    PROVINCIA DI BRESCIA

    • Azienda Territoriale per i Servizi alla Persona Vallecamonica – Breno (BS) ;

    PROVINCIA DI COMO

    • Azienda Sociale Comuni Insieme “A.S.C.I” – Lomazzo (CO)

    • Tecum Azienda Territoriale per i Servizi alla Persona Distretto di Mariano Comense – (CO)

    PROVINCIA DI CREMONA

    • Comunità Sociale Cremasca a.s.c. – Crema (CR)
    • A.S.C. Cremona Solidale – Cremona (CR)

    PROVINCIA DI LECCO

    • Rete Salute Azienda speciale Consortile – Merate (LC)
    • Azienda Speciale del Comune di Monticello Brianza – Casa di Riposo Monticello – Monticello Brianza (LC)

    PROVINCIA DI LODI

    • Consorzio Lodigiano per i Servizi alla Persona – Lodi (LO) ;

    PROVINCIA DI MILANO

    • Azienda Speciale Consortile Comuni Insieme per lo Sviluppo Sociale – Bollate (MI) ;
    • “Azienda Sociale” Azienda Speciale Consortile per i Servizi alla Persona – Castano Primo (MI)
    • Azienda Speciale Consortile Servizi alla Persona – Magenta (MI)
    • Consorzio SER.CO.P Servizi Comunali alla Persona – Rho (MI)

    PROVINCIA DI MONZA BRIANZA

    • Offerta Sociale Azienda Speciale Consortile Azienda Territoriale per i servizi alla persona Vimercate (MI) ;
    • Azienda Speciale Consortile “Consorzio Desio – Brianza” – Desio (MI)

    PROVINCIA DI MANTOVA

    • A.S.P.e. F. Azienda Speciale alla Persona e alla Famiglia – Mantova (MN) ;

    PROVINCIA DI PAVIA

    • Casa Serena Azienda Speciale del Comune di Cilavegna – Cilavegna (PV)

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    Sportelli Sociali in Italia | Iperbole

    Sportelli Sociali in Italia

    La legge 328/2000 introduce come livello essenziale dei servizi sociali, alla persona e alla comunità, la funzione di informazione e consulenza per l’accesso alla rete integrata dei servizi.
    La funzione di segretariato sociale (art. 22, comma 4 lett. A L. 328/2000) risponde all’esigenza primaria dei cittadini di:
    - avere informazioni complete in merito ai diritti, alle prestazioni, alle modalità di accesso ai servizi,
    - conoscere le risorse sociali disponibili nel territorio in cui vivono, che possono risultare utili per affrontare esigenze personali e familiari nelle diverse fasi della vita.
    I progetti avviati nei vari territori regionali hanno via via assunto denominazioni diverse: PUA porta unica di accesso, Sportello sociale, Sportello di cittadinanza, …..

    In questa sezione del portale troverete materiali di documentazione provenienti da differenti realtà e riferiti al modello “Sportello sociale”: articoli da riviste, report di ricerca, atti di convegni, documenti on line ed altro per tutti coloro che vogliono progettare uno Sportello sociale ed approfondire il senso e l’organizzazione di questa tipologie di servizio.

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    A. Sicora, ERRORE E APPRENDIMENTO NELLE PROFESSIONI DI AIUTO, Maggioli Editore – Novità aprile 2010 Pagine 218


    “Sbagliando s’impara”: perché il noto proverbio non abbia solo valore consolatorio sono necessarie adeguate strategie di stimolo alla trasformazione dell’evento negativo in occasione di miglioramento della qualità delle prestazioni rese.

    Collegando la teoria della riflessività alla pratica della riflessività, questo nuovo libro fornisce sia un inquadramento di carattere teorico - arricchito dai risultati di un’indagine condotta nei servizi di nove regioni italiane - sia una serie di strategie utilizzabili individualmente o nell’ambito dell’equipe di lavoro.

    Completato dall’appendice giuridica - curata da R. De Piero, Magistrato - sul tema delicatissimo dell’errore e della responsabilità legale dell’operatore, e da tredici tabelle riepilogative, il volume si presenta così organizzato:

    1.
    L’errore nei servizi alla persona
    - Che cos’è l’errore?
    - Verso la costruzione di una geografia dell’errore nei servizi alla persona.
    - Le conseguenze degli errori degli operatori.

    2.
    Errori che generano apprendimento, errori che generano danno
    - “Scoprire l’America per sbaglio”: perché talvolta serve sbagliare.
    - Chi è un “bravo” operatore?
    - Gli errori del signor Spock e di Charlie Brown: quando intuito e razionalità traggono in inganno.
    - Un “sesto senso” necessario o d’ostacolo alle professioni d’aiuto?
    - Utilizzare la totalità di sè stessi nella pratica professionale.

    3.
    Alla ricerca di strategie di apprendimento dagli errori
    - Riflettere per imparare, ma come?
    - Narrare i propri errori per scoprirne il significato.
    - L’arte di sapersi interrogare: il ciclo della riflessività di Gibbs.
    - Scrittura riflessiva e apprendimento dagli errori.
    - Strategie di scrittura riflessiva tra analisi e creatività.
    - Il giornale di bordo per imparare a navigare tra le bonacce e le tempeste della pratica professionale.

    4.
    L’apprendimento organizzativo dall’errore
    - Se a sbagliare è il collega.
    - Le critiche come occasione di apprendimento dall’errore.
    - Tecniche assertive per raccogliere critiche utili alla crescita professionale.
    - Esprimere valutazioni informali sugli errori dei colleghi per costruire una learning organization.
    - Gestione delle “non conformità”, risk management e miglioramento della qualità dei servizi.

    5.
    Conclusioni
    - La “manutenzione” continua degli strumenti professionali nel lavoro d’aiuto tra esigenze tecniche e questioni etiche.

    6.
    Appendice giuridica
    - L’errore nel diritto e la responsabilità degli operatori.


    A. Sicora, Assistente sociale, docente universitario di Servizio sociale.

    Per ricevere subito
    ERRORE E APPRENDIMENTO NELLE PROFESSIONI DI AIUTO
    Maggioli Editore – Novità aprile 2010
    Pagine 218 – F.to cm. 17×24 – ISBN 5617.1

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    Paolo Ferrario, Dispense ed audio sul sistema dei servizi nella Regione Lombardia, 2010

    21 aprile 2010

    10,30-12,30

    Paolo Ferrario

    • La politica dei servizi nella Regione Lombardia e il governo delle reti sanitarie, socio-sanitarie e sociali (con particolare riferimento alla LR n. 3/2008 e LR n. 33/2009)


    Ho diviso il commento audio di questa dispensa in quattro parti

    • AUDIO 1:


    • AUDIO 2:



    da: Università di Milano – Bicocca corso di Politiche  sociali II al corso di laurea in Scienze pedagogiche 2009/2010.


    ASL MILANODUE: Organigramma e Funzionigramma

    ASL MILANODUE:


    F. Iurlaro, IL PERSONALE NELLE RSA E NELLE STRUTTURE PER ANZIANI Maggioli Editore – Novità marzo 2010 Pagine 258 – F.to cm. 17×24 – ISBN 5330.X Euro 23,40, Maggioli

    Attraverso l’analisi completa, da ogni punto di vista, delle figure professionali di riferimento nei servizi socio-sanitari alla persona, questo nuovo Manuale disegna le linee lungo le quali costruire un management efficace ed efficiente nel gestire risorse e risultati.

    Approfondisce in modo particolare, tre temi fondamentali:
    a) la comparazione delle differenti posizioni contrattuali degli operatori del settore,facenti capo ad ASP, cooperative, profit privati, enti religiosi ed associazioni, con una forte difformità dei trattamenti e dei relativi costi del lavoro,
    b) le forme di esternalizzazione della produzione dei servizi, in gran parte conseguenza delle suddette diseguaglianze, in quanto il prezzo del lavoro esterno è inferiore a quello fornito dai dipendenti,
    c) la figura dell’OSS, essenziale nell’assistenza alla persona fragile.

    Il volume sviluppa tutte le problematiche che un operatore di staff e di line incontra nella sua vita lavorativa presso una RSA o altra struttura assistenziale per anziani, come risulta dal piano dell’opera, così articolato:

    1.
    La normativa nazionale dei servizi alla persona, a partire dalla  Legge 328/2000.

    2.
    La Legge Biagi e il quadro normativo in materia di appalti e somministrazione.

    3.
    Esternalizzazione di servizi: comando di personale in azienda privata.

    4.
    L’organizzazione aziendale.

    5.
    La gestione delle risorse umane nelle organizzazioni
    › Il management oggi.
    › Le risorse umane strategiche.
    › Lo stress lavorativo nelle organizzazioni.
    › Il burnout.
    › Il Mobbing.
    › Indagine sul rischio burnoutmobbing per gli operatori sanitari.

    6.
    La gestione del personale socio-assistenziale e sanitario:
    › Contratti a confronto, ricerca e comparazione sui diversi CCNL: – Agidae – Aias – Anaste – Anffas – Anpas – Avis – Coop sociali – Istituti Valdesi – Misericordie – Uneba – Altri contratti.
    › Tabelle comparative contrattuali.
    › Diritti e doveri dell’OSS nella contrattazione collettiva.
    7.
    Organizzare e gestire il lavoro sociale.


    F. Iurlaro, un’esperienza diretta ultratrentennale, come manager nel settore pubblico dei servizi socio-assistenziali.

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    IL PERSONALE NELLE RSA E NELLE STRUTTURE PER ANZIANI
    Maggioli Editore – Novità marzo 2010
    Pagine 258 – F.to cm. 17×24 – ISBN 5330.X
    Euro 23,40 anziché Euro 26,00
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    Individuazione in via provvisoria degli standard di qualità dei servizi pubblici  - Filodiritto

    Con la direttiva del Ministro n. 4/2010 del 25.02.2010, il Dipartimento della Funzione Pubblica ha fornito alcune indicazioni sulle modalità di definizione di obblighi e standard di comportamento delle amministrazioni e dei concessionari di pubblici servizi.La direttiva pone in correlazione i contenuti del D. Lgs. 20 dicembre 2009 n. 198, in materia di ricorso per l’efficienza delle amministrazioni e dei concessionari dei servizi pubblici, e le previsioni del D. Lgs. 27 ottobre 2009 n. 150 in materia di performance delle pubbliche amministrazioni.

    SEGUE QUI:

    Individuazione in via provvisoria degli standard di qualità dei servizi pubblici  - Filodiritto

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    Glossario progettazione, Sito Sordelli

    Glossario progettazione

    glossarioPubblicato su questo sito il glossario con la raccolta ragionata di alcune centinaia di termini di uso comune nelle attività di Progettazione. Per ogni voce è possibile trovare una spiegazione/descrizione e la fonte (con il relativo link al sito internet o documento pdf) da cui è stata tratta e in cui poter approfondire.

     

     

     

     

     

    E’ possibile:

    • selezionare il glossario (sono suddivisi per fasi progettuali o temi)
    • cercare i termini con diversi metodi

    Inoltre quando si cerca una parola nel sito verranno cercate anche le parole nel glossario

    vai alla pagina del glossario

    Glossario progettazione

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    Laura Villa, Il lavoro pedagogico nei servizi educativi. Tra promozione, controllo e protezione, Franco Angeli, 2008. Scheda di presentazione di Paolo Ferrario

    Laura Villa, Il lavoro pedagogico nei servizi educativi. Tra promozione, controllo e protezione, Franco Angeli, 2008

    Scheda di presentazione del libro a cura di Paolo Ferrario

    In questo libro l’autrice  non si rinchiude nei tecnicismi del paradigma educativo, ma allarga la visione alle politiche ed alle organizzazioni.
    Ne esce un libro che davvero riesce a fare il punto su una questione nodale delle politiche sociali: ossia l’allargamento della funzione educativa che si sposta dalla famiglia e dalla scuola ed investe di domande  il sistema funzionale dei servizi alla persona.

    Fra i pregi del libro di Laura Villa c’è la sua adattabilità a favorire un’attività di formazione in tema di politica sociale mirata alle professioni educative. Nell’ambito della professione degli assistenti sociali (ma anche dei medici e degli infermieri) è più facile incontrare ricerche specialistiche che trattano questioni di “politica dei servizi”, magari di matrice giuridica, sociologica o economica. Più difficile in ambito pedagogico, fatta eccezione per i testi che parlano di politica scolastica.

    Ogni professione socioeducativa (ma anche sociosanitaria) ha i suoi metodi di analisi dei bisogni e di orientamento tecnico e metodologico. Tuttavia questi diversi paradigmi (le “scuole” di riferimento, i modelli interpretativi, i criteri di analisi) una volta che si collocano nei territori del paese e si mettono a “produrre servizio” incrociano la questione delle politiche pubbliche e delle istituzioni che organizzano tali funzioni.

    Il cuore del volume di Laura Villa è costituito dai “servizi educativi” così definiti:

    “I servizi per l’infanzia e l’adolescenza rappresentano un campo molto vasto che tiene in sé proposte educative assai differenziate in quant o a età dei soggetti coinvolti, sedi, tempi, modalità di gestione e centrature degli interventi proposti. Tradizionalmente in questo campo hanno trovato collocazione servizi per la cura e l’educazione dei bambini più piccoli (primo fra tutti il nido), servizi per il tempo libero dei bambini in età scolare (i cosiddetti centri ricreativi diurni e i centri di aggregazione giovanile) e servizi preposti alla cura di particolari fasce della popolazione minorile (è il caso degli interventi educativi domiciliari o di servizi a carattere residenziale). Oggi questa tradizionale articolazione può considerarsi ancor valida solo in termini moto generali;  nei fatti l’attuale panorama dei servizi si presenta certamente molto più articolato. In questo cambiamento, un ruolo di primo piano va attribuito a quei provvedimenti legislativi che hanno progressivamente riconosciuto e legittimato, una certa discrezionalità all’Ente locale nella definizione delle proprie linee di azione” (pag. 114).

    A partire da questo gruppo di servizi alla persona ed alla comunità l’autrice scava all’indietro: esamina dal punto di vista storico le origini delle cosiddette “politiche socio assistenziali” che hanno attraversato varie fasi di particolare interesse per comprendere la dinamicità delle istituzioni. Questa ricostruzione viene poi ulteriormente illuminata andando a rileggere alcune riforme-chiave (come quella dei servizi sociali ed ancor prima quella dei servizi per la famiglia ed i diritti dei minori).

    Su questa necessaria ricognizione si innesta la questione delle organizzazioni di servizio. Infatti politiche ed organizzazioni camminano assieme e sono i vari operatori professionali a creare linguaggi, azioni, modalità di lavoro, culture specifiche che si confrontano fra loro. Tema cruciale è la questione dei “processi di produzione e di erogazione del servizio”. Le cosiddette “politiche per la qualità” e il tema dello strumento della “carte dei servizi” hanno a che fare con queste problematiche.

    Dalle dinamiche più “macro” si arriva a quelle più “micro”, ossia collegate alla persona, alle sue reti di riferimento, alle relazioni che mettono in campo le dimensioni affettive e quelle del lavoro di cura.

    Da questa ampia ricerca (supportata da una preziosa bibliografia) si possono estrarre varie parole chiave, principi, concetti, criteri orientatori  che mettono assieme i contesti dei servizi (cioè le cornici lo create dalle politiche sociali) e le concrete operazioni tecniche e metodologiche che un professionista della educazione può essere chiamato a realizzare

    Scheda editoriale del libro:

    Laura Villa, dottore di ricerca in Teorie della formazione e modelli di ricerca in pedagogia e in didattica, collabora agli insegnamenti di Clinica della formazione e di Teorie e tecniche cliniche della formazione presso la Facoltà di Scienze della formazione dell’Università di Milano-Bicocca e insegna Scienze dell’educazione alla Silsis. È inoltre coordinatrice pedagogica dei Servizi educativi del Comune di Laveno Mombello e si occupa di formazione per i servizi per la prima infanzia e l’adolescenza e per la scuola.

    Indice

    Alessandro Mariani, Presentazione

    Parte I. Le idee di servizio nelle politiche sociali
    Le matrici storiche e istituzionali
    (Le parole delle origini: assistenza, beneficenza e carità; Tra sicurezza e controllo: la nascita dello Stato sociale e delle moderne politiche sociali; Stato sociale e politiche socio-assistenziali: la nascita della nozione di servizio; Politiche socio-assistenziali e servizi per i minori e le famiglie)
    Le ricadute delle trasformazioni del welfare nelle idee di servizio
    (Tra dinamiche economiche e nuove domande di servizio: le trasformazioni del welfare; La gestione dei servizi tra pubblico e privato: il welfare mix; La riforma dell’assistenza e le nuove parole chiave; Sussidiarietà, comunità e partecipazione: il welfare locale come “comunità di pratiche”; Qualità, accreditamento e carte dei servizi: il marketing dei servizi e la climatizzazione dell’utente)
    Parte II. Le idee di servizio tra mandati istituzionali e pratiche professionali
    Le matrici organizzative
    (I servizi come organizzazioni e l’idea di servizio nel pensiero organizzativo; Le culture organizzative dei servizi; Un incrocio di sguardi “non scontato”: i processi di produzione e di organizzazione del servizio; Tra sollecitazioni al cambiamento e immobilismo innovativo: la questione del cambiamento organizzativo nei servizi)
    Le matrici relazionali e affettive
    (Servizio, servire, servirsi: il lavoro di servizio tra prestazioni e appartenenze istituzionali; Tra protezione e oppressione: le dinamiche affettive dell’appartenenza istituzionale; Tra missione, esecuzione e ricerca: le declinazioni del lavoro di cura nei servizi; Tra storia individuale e rappresentazioni del lavoro di servizio)
    Parte III. Una declinazione dell’idea di servizio: i servizi educativi
    Le categorie teoriche
    (Lo sguardo della pedagogia critica; Lo sguardo del decostruzionismo; Lo sguardo dell’approccio clinico in pedagogia)
    Gli oggetti del discorso
    (I servizi educativi oggi: uno sguardo d’insieme; L’educazione tra contesti formali, non formali e informali: i servizi come contesti educativi formali; L’educazione tra spazi, tempi, corpi, rituali: i servizi come dispositivi)
    Ricostruire per decostruire: le direttrici di sviluppo dell’idea di servizio in ambito educativo
    (La storia delle origini: “al servizio di Dio” tra carità, accudimento e formazione confessionale; Lo Stato moderno: “il grande servitore” tra sviluppo economico, ordine sociale e formazione delle giovani generazioni; Gli anni sessanta e settanta del Novecento: i servizi “al servizio del territorio”)
    Riannodando i fili del discorso: uno sguardo allo stato dei servizi educativi
    (Un servitore “debolmente professionale”: la figura dell’educatore nei servizi; Tra promozione, controllo e protezione: le declinazioni dell’educazione nei servizi; Separare per educare: le barriere alla partecipazione sociale; Tra essere e fare: la questione della qualità)
    Parte IV. Dentro i servizi educativi: tracce di una ricerca sul campo
    La metodologia e il contesto della ricerca
    (La ricerca educativa qualitativa; Ricerca educativa e metodo clinico; Le finalità e gli obiettivi della ricerca; Lo strumento della ricerca: un percorso pedagogico clinico; La trama del percorso; Il contesto e i destinatari)
    I risultati della ricerca: la parola agli educatori
    (Tra servire e servirsi, ovvero: la “catena del servizio”; Il lavoro quotidiano e la relazione diretta con gli utenti; La “costellazione” del servizio e i rapporti con l’istituzione; Tra mandati dichiarati e mandati in ombra: i servizi educativi tra promozione e controllo)

    Note conclusive

    Bibliografia.


    Provincia di Milano – Assessorato alle politiche sociali, Formazione primo semestre 2010

    Proposte formative

    In quest’area è possibile trovare la programmazione degli interventi di formazione e aggiornamento previsti per il primo semestre 2010 ed iscriversi direttamente on line.
    L’iscrizione on line è semplice ed immediata, garantisce la riservatezza dei  dati personali, è sufficiente compilare il form di registrazione. Inoltre è possibile  avere informazioni dettagliate, inviando una mail  al responsabile del corso direttamente dalla pagina del programma scelto.
     

    I percorsi formativi sono rivolti al personale dei Servizi sociali e socio sanitari del territorio provinciale di Milano. Non potranno essere accettate le iscrizioni di studenti o persone non occupate nei Servizi.
    Vi preghiamo di prestare molta attenzione alle date di scadenza per la presentazione delle domande di iscrizione.

     

    Aree delle proposte formative
      » La qualità e l’organizzazione dei servizi
      » I quadri intermedi e di coordinamento
      » I profili professionali
      » Area famiglia, minori, giovani
      » Area integrazione sociale
      » Area anziani
      » Area dipendenze
      » Area disabilità
      » Area integrazione lavorativa
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    Paolo Ferrario, La “qualità” in Robert Pirsig, Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta, Muoversi Insieme, Stannah, dicembre 2009

    Sono due i motivi per riproporre l’attenzione su “Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”, un libro di 35 anni fa.Il primo è biografico e riguarda la mia professione. Occuparsi di formazione con persone adulte impegnate nei servizi sociali vuol dire non solo trasferire conoscenze, ma soprattutto elaborare metodi ed atteggiamenti per vedere in modo diverso il proprio lavoro e la sua relazione con il mondo esterno ….

    segue qui:

    Dall’arte della motocicletta alla manutenzione di se stessi | Muoversi Insieme

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    Barberis Donatella, Il prodotto del lavoro sociale. Un percorso per definirlo, valorizzarlo e valutarlo, FrancoAngeli

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    Donatella Barberis, consulente e formatrice di orientamento psico-sociologico, collabora da molti anni con lo Studio APS di Milano; si occupa di politiche sociali, programmazione dei servizi in ambito sociale, organizzazioni di servizi profit. È docente a contratto presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Corso di Laurea specialistica Progest.

    Il prodotto del lavoro sociale. Un percorso per definirlo, valorizzarlo e valutarlo  
    Autori e curatori: Donatella Barberis
    Contributi: Monica Antognoli, Rossella Bianchini, Manuela Cavedagna, Lidia Galbusera, Alberto Giasanti, Claudia Giussani, Barbara Negri, Franca Olivetti Manoukian, Patrizia Pedrazzini, Paola Pulici, Roberto Vaghi, Elisabetta Villa
    Collana: Le professioni nel sociale – Sezione II – Coordinamento di Antonio de Lillo
    Argomenti: Management della cultura, management pubblico, organizzazioni non profitServizi di curaPolitiche e servizi sociali
    Livello: Textbook, strumenti didattici
    Dati: pp. 240,     1a edizione  2009  (Cod.1168.2.6)
     
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    Il prodotto del lavoro sociale. Un percorso per definirlo, valorizzarlo e valutarlo

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    Tipologia: Edizione a stampa
    Prezzo: € 25,00
    Disponibilità: Buona
    Codice ISBN 13: 9788856813159
     
    Tipologia: E-book
    Prezzo: € 20,00
    Possibilità di stampa:  No
    Possibilità di copia:  No
    Codice ISBN 13: 9788856818963
    Formato: Adobe Acrobat
    Dimensione: 1042 KB
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      <!–if disponibilita = "Nulla" and idTipologia=1 then%> ATTENZIONE: Disponibilità nulla end if–>
    In breve Il volume delinea il processo di individuazione del prodotto del lavoro sociale che, ben lontano dall’essere automatico o spontaneo. Individua poi e approfondisce le dimensioni che è opportuno esplorare – il processo di conoscenza-azione, la relazione con l’utente/cliente, gli orientamenti, il ruolo delle autorità, la razionalità strumentale e la valutazione – per coglierne le connessioni con la produzione.
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    Presentazione
    del volume:
    Cosa si “produce” nel lavoro sociale? Come si fa a definire, e a far conoscere, ciò che si sta facendo all’interno di un servizio? E come si può valorizzare questo “prodotto”?
    È a partire da queste domande che trae spunto il volume, esito di un originale lavoro di co-produzione fra docenti e operatori del Corso di Laurea specialistica Progest dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.
    Attivando uno scambio particolarmente significativo tra la dimensione formativa e quella esperienziale e attraverso un’impostazione metodologica psico-sociologica – che richiama l’approccio dello Studio APS di Milano – il testo delinea il processo di individuazione del prodotto del lavoro sociale che, ben lontano dall’essere automatico o spontaneo, necessita di spazi di riflessione e di motivazione. Successivamente, individua e approfondisce le dimensioni che è opportuno esplorare – il processo di conoscenza-azione, la relazione con l’utente/cliente, gli orientamenti, il ruolo delle autorità, la razionalità strumentale e la valutazione – per cogliere le connessioni con la produzione.
    Grazie alle narrazioni, commentate, delle situazioni operative si propone una rielaborazione socializzata che restituisce valore e suggerisce nuovi significati, chiavi di lettura e ipotesi per ripensare quanto si realizza nel flusso di prestazioni, scambi e contatti con i clienti dei servizi, mettendo così in luce quella che Franca Olivetti Manoukian chiama “la parte più buia del servizio, quella che solitamente resta in ombra”.
    Muovendosi a cavallo tra il contesto di studio e quello lavorativo, il testo può essere utilizzato come strumento di riflessione e approfondimento sia dagli studenti dei corsi in Management dei servizi sia dagli operatori che sono già impegnati in questo ambito: facilitare la comprensione degli esiti del lavoro sociale può permettere di avvicinarsi e gestire con maggiore consapevolezza le incertezze, gli entusiasmi e le paure che connotano l’impegno in questo settore lavorativo.
    Indice:
    Alberto Giasanti, Prefazione
    Un’esperienza formativa per operatori sociali costruita in ambito universitario
    (Donatella Barberis, Dove e come si sviluppa; Claudia Giussani, Come l’esperienza di formazione partecipata è stata assunta dagli operatori9
    Donatella Barberis, La questione: che cosa si produce nei servizi sociali?
    (Invisibilità e immaterialità dei prodotti; Individuazione del prodotto del lavoro sociale: alcune ipotesi teoriche di riferimento)
    Parte I. Vedere e nominare il prodotto
    Monica Antognoli, Lidia Galbusera, Claudia Giussani, Elisabetta Villa, Il prodotto del lavoro sociale
    (La fatica di vedere i prodotti del lavoro sociale; Il prodotto come esito di un processo di conoscenza-azione-conoscenza; Livelli e impatti della produzione sociale; Riaprire lo sguardo e decostruire routine)
    Parte II. Gli elementi che facilitano la visibilizzazione del prodotto del lavoro sociale
    Rossella Bianchini, Claudia Giussani, Questioni di orientamento
    (Gli orientamenti come architetture organizzative; Interrogare gli orientamenti per ripensare i servizi; Quale connessione tra orientamenti e produzione?)
    Manuela Cavedagna, Patrizia Pedrazzini, Roberto Vaghi, Centralità del cliente nella produzione dei servizi
    (Da utente a cliente: un cambiamento possibile; Centralità e potere del cliente rispetto al prodotto; Il gioco delle attese: l’incontro tra le aspettative del cliente e le rappresentazioni dell’operatore; Pluralità di clienti, pluralità di esiti; Per un lavoro nel sociale con il cliente)
    Patrizia Pedrazzini, I ruoli d’autorità tra mandati e problemi
    (Autorità e potere; La produzione tra mandato e problema; Le funzioni dei ruoli di autorità nella produzione; Diverse autorità / diversi prodotti; Il ruolo d’autorità: punto d’arrivo o punto di partenza?)
    Manuela Cavedagna, Barbara Negri, La dimensione della razionalità strumentale: risorse economiche e utilizzo dei dati
    (Perché è difficile trattare la dimensione economica; Perché è difficile leggere ed interpretare i dati; L’utilizzo e le modalità di trattamento dei dati più diffuse nelle organizzazioni di lavoro; Trasformare i dati da adempimento a risorsa; Il processo di razionalizzazione in una organizzazione: l’esempio dell’ASL; Le dimensioni economiche e razionali: opportunità per valorizzare e visibilizzare il prodotto sociale)
    Monica Antognoli, Paola Pulici, La valutazione
    (Perché è difficile valutare il prodotto del lavoro sociale?; La valutazione nelle organizzazioni di servizi sociali; La funzione comunicativa della valutazione; La valutazione: da sistema tecnologico a processo dialogico)
    Donatella Barberis, Appigli per proseguire
    Franca Olivetti Manoukian, Postfazione
    Bibliografia

    Il prodotto del lavoro sociale. Un percorso per definirlo, valorizzarlo e valutarlo

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    M. Zanolla, LA PROGETTAZIONE TERAPEUTICA NELLE STRUTTURE SOCIO-SANITARIE Maggioli Editore – Novità novembre 2009 Pagine 132

    LA PROGETTAZIONE TERAPEUTICA
    NELLE STRUTTURE SOCIO-SANITARIE

    Le linee guida per ottimizzare l’assistenza all’interno di una struttura protetta per anziani, attraverso nuove modalità operative: la “cura”, che presuppone la guarigione, lascia il posto al “prendersi cura” cioè al mantenimento e al miglioramento della qualità di vita anche quando la guarigione non è più possibile.

    Il modello del “prendersi cura” – supportato da un piano assistenziale individuale (PAI) – costituisce un metodo di lavoro orientato alla valorizzazione della persona anziana e di conseguenza della persona che si occupa dell’assistenza, intesa sia a livello individuale sia come gruppo di lavoro.

    Attraverso l’analisi propositiva dell’operatività quotidiana all’interno delle strutture per anziani, questo volume spiega come procedere, a livello professionale ma anche individuale, per promuovere un sistema più evoluto di fare assistenza fondato sulla comunicazione e sulla partecipazione:

    1
    L’approccio medico e assistenziale.
    Il contesto organizzativo e il lavoro di squadra. 
    Saper comunicare: punto di arrivo, punto di partenza.

    2
    La Valutazione Multi Dimensionale (VMD):
    – Scopi e caratteristiche.
    – Cosa, come e quando valutare:
    a)Valutazioni funzionali e organiche.
    b)Valutazioni psicologiche e comportamentali.

    3
    Il progetto di cura:
    – Dalla centralità del bisogno alla centralità della persona.
    – Il Piano Assistenziale Individuale (PAI).
    – Come tradurre il PAI nella pratica quotidiana.

    4
    L’esperienza in Friuli-Venezia Giulia: la scheda Val. Graf.

    M. Zanolla, da molti anni opera presso la Residenza Protetta Corradini di Ronchi dei Legionari, dove si occupa del servizio assistenziale e coordina il personale d’assistenza. Si dedica anche alla preparazione degli operatori del sociale collaborando con diversi enti formativi professionali.


    LA PROGETTAZIONE TERAPEUTICA
    NELLE STRUTTURE SOCIO-SANITARIE

    Maggioli Editore – Novità novembre 2009
    Pagine 132 – F.to cm. 17×24 – ISBN 5304.0 – Euro 16,00

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    Intervista a Paolo Ferrario, Le politiche sociali e il mestiere dell’educatore, in Cristina Palmieri, Benedetta Pozzoli, Sara Amelia Rossetti, Silvia Tognetti, Pensare e fare tirocinio. Manuale di Tirocinio per l’educatore professionale, FrancoAngeli, 2009, p. 190-198

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    Paolo Ferrario, Un Blog “provvisorio” come strumento di un gruppo di lavoro, testo word, www.segnalo.it, 2009

    Vai al testo:

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    Ordine assistenti sociali della Regione Lombardia: GRUPPO ACCREDITAMENTO E QUALITA’: SEMINARIO 23 maggio dalle 10 alle 13

    GRUPPO ACCREDITAMENTO E QUALITA’: SEMINARIO 23 maggio dalle 10 alle 13, presso la sala riunioni dell’Ordine. Durante il seminario sarà presentato il lavoro elaborato dal gruppo, dopo circa due anni
    di attività, che consiste in un manuale di autovalutazione per gli assistenti sociali che lavorano in attività di
    vigilanza e controllo di strutture e attività socio sanitarie e assistenziali. Il seminario è indirizzato in primo luogo a
    colleghi che lavorano, presso ASL, Comuni e Uffici di Piano, che operano in questo ambito di attività. E’ gradita
    una conferma della partecipazione telefonando alla Segreteria dell’Ordine – tel. 02/86457006 (lasciare un
    messaggio nella segreteria telefonica lasciando il proprio recapito telefonico) o inviando un messaggio al
    seguente indirizzo: info@ordineaslombardia.it.


    Provincia di Milano/Affari sociali, Supporto ai piani di zona, Pubblicazioni

    Piani di zona: Pubblicazioni

    Supporto ai piani di zona
    Titolo Formato
    Linee guida per la gestione associata di interventi e servizi sociali icona file
    Linee guida per la valutazione dei piani di zona icona file
    Linee guida per l’attivazione e il coordinamento dei gruppi di lavoro nel ciclo di vita del piano di zona icona file
    Linee guida per la predisposizione dei Piani di Zona icona file

     

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    Regione Lombardia, DETERMINAZIONE IN ORDINE ALLE LINEE DI INDIRIZZO PER LA PROGRAMMAZIONE DEI PIANI DI ZONA – 3° TRIENNIO (2009-2011

    DELIBERAZIONE N° VIII/8551 Seduta del 3 dicembre 2008
    Presidente ROBERTO FORMIGONI
    Assessori regionaliGIOVANNI ROSSONI Vice Presidente ROMANO LA RUSSA
    DAVIDE BONI STEFANO MAULLU
    GIULIO BOSCAGLI FRANCO NICOLI CRISTIANI
    LUCIANO BRESCIANI MASSIMO PONZONI
    MASSIMO BUSCEMI PIER GIANNI PROSPERINI
    RAFFAELE CATTANEO MARIO SCOTTI
    ROMANO COLOZZI DOMENICO ZAMBETTI
    LUCA DANIEL FERRAZZI MASSIMO ZANELLO
    Su proposta dell’Assessore Giulio Boscagli

    Oggetto
    DETERMINAZIONE IN ORDINE ALLE LINEE DI INDIRIZZO PER LA PROGRAMMAZIONE DEI PIANI DI ZONA – 3° TRIENNIO (2009-2011)

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    Provincia di Milano, Linee guida per la valutazione dei. Piani di Zona

    Provincia di Milano, Linee guida per la valutazione dei. Piani di Zona

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    Premio Innovazione nei Servizi Sociali 2008 Progetti ammessi al Premio

    Premio Innovazione nei Servizi Sociali 2008

    Progetti ammessi al Premio

     

    PROGETTI AMMESSI AL PREMIO

    Premio Innovazione nei Servizi Sociali- Città di Rimini
    VI Edizione – anno 2008


    Ente
    Titolo
    A.MI.DE.VI. ASS.minorati vista – Treviso
    Agricoltura Capodarco Soc. Coop. Sociale Grottaferrata (RM)
    Allmobility Società cooperativa Reggio Emilia
    AREP Onlus Associazione Rieducativa Ente Privato – Villorba (TV)
    Associazione Onlus Il Faro-Savignano sul P.
    Associazione PIAM Onlus – Asti
    Associazione Sportiva Dilettantistica Progetto AlbatroSS Sassari
    Azienda Sanitaria provinciale di Catanzaro
    Azienda Ulss 16 di Padova
    Azienda Ulss 19 – Adria
    Azienda Ulss 19 – Adria
    Azienda Ulss 19 – Adria
    Azienda USL di Parma- Distretto di Parma
    Betania Società Cooperativa Sociale ONLUS – Monza
    Biblioteca Universitaria di Napoli – Direttore Dott.ssa Maria Cristina Di Martino
    CADIAI Cooperativa Sociale Bologna
    CADIAI Cooperativa Sociale Bologna
    Centro di Accoglienza Padre Nostro onlus – Palermo
    Centro di Accoglienza Padre Nostro onlus – Palermo
    Città di Torino
    Città di Torino
    Comune di Albano S. Alessandro (BG)
    Comune di Ancona
    Comune di Bagheria (PA)
    Comune di Bastia Umbra
    Comune di Bologna
    Comune di Castel Frentano
    Comune di Cinisello Balsamo
    Comune di Frascati
    Comune di Jesi
    Comune di Magenta
    Comune di Magliano De’ Marsi
    Comune di Magliano De’ Marsi
    Comune di Melito di Porto Salvo
    Comune di Misilmeri
    Comune di Misilmeri
    Comune di Montecchio Maggiore (VI)
    Comune di Nettuno
    Comune di Palmi
    Comune di Parma
    Comune di Parma
    Comune di Pesaro, Ente capofila Ambito Territoriale Sociale n.1
    Comune di Porto Torres
    Comune di Roma – XIII Municipio
    Comune di San Miniato – Ufficio Comune Servizi Sociali Associati Valdarno Inferiore
    Comune di Sassuolo
    Comune di Spinea
    Comune di Teramo
    Comune di Torino
    Comune di Viggiù
    Consorzio di Solidarietà Cooperative Sociali della Provincia di Modena
    Consorzio Intercomunale Socio Assistenziale INT.ES.A. – Bra
    COOP Sociale ASAD – Perugia
    Cooperativa sociale Nuova Dimensione – Perugia
    Coopselios – Piacenza
    Gruppo Operativo Insieme per difenderci dalle droghe- Angri (Salerno)
    Lega Navale Italiana sez. di Firenze/ Comune di Firenze
    Provincia di Bergamo
    Provincia di Pescara
    Provincia di Teramo
    Provincia di Teramo
    Provincia Regionale di Palermo
    Provincia Regionale di Ragusa
    Provincia Regionale di Ragusa
    Regione Lazio
    Regione Marche
    S.PH.e.R.A. Onlus – Treviso
    Spes contro Spem Società cooperativa Roma

     

    Segreteria Organizzativa
    Premio “Innovazione nei Servizi Sociali”
    C/O Maggioli Fiere e Convegni
    Via del Carpino, 8
    47822 Santarcangelo di Romagna (RN)
    Tel. 0541 628787
    Fax 0541 628766
    fiereconvegni@maggioli.it

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    Premio Innovazione nei Servizi Sociali 2009 Un riconoscimento ai progetti di eccellenza nei Servizi alla Persona VII Edizione

    Premio Innovazione nei Servizi Sociali 2009 , Un riconoscimento ai progetti di eccellenza nei Servizi alla Persona,  VII Edizione

     

     

    Ente Progetto
    Comune di Avellino L’Arte del Sud: Gusto e Con-Tatto
    Comitato d’Intesa tra le Associazioni volontaristiche della provincia di Belluno Servizio di trasporto porta a porta
    Provincia di Bergamo Progetto Melograno. Conversazioni sul lavoro di cura
    Associazione Dopo di Noi – Biella Lo so che ci sei
    Associazione Dopo di Noi – Biella Tu sei normale?
    Consorzio IRIS Biella Prontuario Unico Informatico dei Diritti e dei Servizi per gli Anziani ad uso degli operatori sociali
    Alma Mater Studiorum – Università di Bologna Net4Voice – New technologies for voice converting in barrier-free learning environments
    Associaizone Gli amici di Luca – Bologna La presa in carico delle famiglie delle persone con esito di coma  nella Casa dei Risvegli Luca De N
    A.S.D. Villaggio del Fanciullo – Bologna Dall’acqua in su – attività sportive per disabili
    Aias Bologna onlus Obiettivo famiglia
    Fraternita di Misericordia Corsagna – Borgo a Mozzano (LU) Il Poderino:sperimentazione di inserimenti lavorativi in Agricoltura Sociale
    Provincia di Brescia Osservatorio servizi sociali
    Cooperativa Sociale elleuno s.c.s. – Casale Monferrato (AL) La gestione del rischio nei servizi socio assistenziali
    Comune di Castel di Lama (AP) Il paese delle meraviglie
    Comune di Castel San Pietro Terme (BO) Donkeys: emozioni a quattro zampe
    Ambito Territoriale Sociale n.12 – Chiaravalle (AN) Percorso integrato e condiviso di interventi sociosanitari nell’area dell’infanzia e dell’adolescenza
    Associazione Photofficine ONLUS – Cinisi (PA) Photofficine
    Associazione per la promozione della salute mentale – Cumiana (TO) Il territorio come luogo di scambio
    Comune di Cuneo Gruppi di cammino
    Azienda USL di Ferrara Aspasia
    Azienda USL di Ferrara Telemonitoraggio dei bisogni nelle demenze
    Comune di Legnano (MI)  Estate Gentile
    Comune di Livorno Ferraris (VC) La Nostra Terra
    Provincia di Macerata Anziani non più soli – Pronto ti ascolto
    Comune di Massa Lombarda (RA) Le emozioni al centro:  per un Centro Diurno aperto e rinnovato
    Comune di Misilmeri (PA) Integra
    Comune di Misilmeri (PA) Percorso di riabilitazione della memoria per pazienti affetti da demenza alzheimer grado lieve-medio
    Comune di Misilmeri (PA) Centro Socio aggregativo per soggetti diversabili
    Consorzio Sociale Girasole – Modena Social Point
    Azienda Ospedaliera di Verona ed
    Ospedale Sacro Cuore – Don Calabria di Negrar (Vr)
    La staffetta del Servizio Sociale Ospedaliero per la continuità assistenziale del paziente G.C.A.
    Opera Pia Cerino Zegna onlus – Occhieppo Inferiore (BI) Formazione volontari ed inserimento sociale persone diversamente abili
    Comune di Olbia Progetto Affido Minori
    Comune di Ortona Orientamento Scolastico: strumento di prevenzione del disagio
    Istituto Luigi Configliachi – Padova Alzheimer: insieme si può
    Provincia Regionale di Palermo I piccoli redattori crescono. Un’esperienza per il progetto di vita del bambino in ospedale
    Provincia Regionale di Palermo Bamb.in.o. (bambino in ospedale)
    Provincia Regionale di Palermo CE.P.P.A.M. (Centro Provinciale per la Prevenzione dei fenomeni di Abuso e Maltrattamento al danno dei Minori)
    Provincia di Parma Protocollo interistituzionale per la tutela dei minori vittime di sospetto abuso e maltrattamento
    Fondazione CARIPARMA – Parma SMS SonoMentreSogno
    Progettazione Cooperativa sociale – Pedrengo (BG) “La Famiglia colpita. Azioni di supporto e sostegno per non essere soli”
    Comune di Pesaro Centro Interculturale per la Pace
    Comune di Pramaggiore (VE) Peter Pan è mio compagno di banco
    Provincia di Prato Sistema Informativo Integrato del Terzo Settore
    Provincia Regionale di Ragusa Mediazione familiare
    Provincia Regionale di Ragusa Game Over
    Comune di Ravenna Carta Bianca
    UISP – Unione Italiana Sport Per tutti -Roma Mamma, parliamo di doping
    UISP – Unione Italiana Sport Per tutti -Roma Diamoci una mossa: nuovi stili di vita attivi per bambini e famiglie
    UISP – Unione Italiana Sport Per tutti -Roma RiDiamoci una mossa: il gioco continua
    Comune di Rosignano Marittimo (LI) Un tetto per tutti
    Regione Valle d’Aosta – Saint Christophe (AO) Le mura oltre le mura
    Regione Valle d’Aosta – Saint Christophe (AO) Maison Equipée
    Piano sociale di zona s4 – Sala Consilina (SA) Gaia
    Comune di Samarate (VA) Ti Tutelo Io
    Coop. Capitani Coraggiosi – S. Benedetto del Tr. (AP) Mai più soli!
    ASL TO 4 – Settimo Torinese (TO) Peripiùpiccoli
    Provincia di Siena Un buono per amico
    Comune di Spinea (VE) Casa di Alice
    Ass.ne CUAMJ-Centro Universo Autismo Meridionale Jonico – Taranto Il consultorio per l’autismo:un ponte tra famiglia, ricerca scientifica e società!
    Servizio Sociale dei Comuni 3.2 Carnia (UD) – Tolmezzo Sviluppo della Comunità Educante
    Associazione ADN – Torino Disabilità e Sessualità  Interventi sui Temi dell`Affettività, Sessualità GenitoriaItà
    Comune di Torino Motore di Ricerca: comunità attiva
    Azienda Pubblica Servizi alla persona ITIS – Trieste “Dalla presa in carico generalizzata alla presa in carico personalizzata”
    Azienda Pubblica Servizi alla persona ITIS – Trieste “L’arte, linguaggio universale per la prevenzione del Bisogno Sociale”
    Comune di Udine La donna tra casa e lavoro: una strada a doppio senso – riqualificazione professionale al femminile
    Comune di Udine Progetto verde donna: dall’ortiterapia alla formazione di giardiniere
    Associazione Solima – Udine Progetto Elsa
    Istituti Civici di Servizio Sociale – Verona Valorizzare i rapporti tra utenti e familiari delle CTRP
    Fase 3 – Associazione Traumi Cranici – Verona www.risorsehandicap.org
    Cooperativa Sociale “Casa Morgana” Onlus – Piacenza Libera Mente!
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