Tra cambiamenti e continuità di Gatti Daniela – Maino Graziano – Omodei Anna, Maggioli Editore


Tra cambiamenti e continuità

Tra cambiamenti e continuità

di Gatti Daniela – Maino Graziano – Omodei Anna

Gli avvicendamenti intermedi e apicali nelle organizzazioni

€ 16,00 IVA assolta


Descrizione

Come le persone, anche le organizzazioni cambiano. E, tra la varietà di cambiamenti che investono le organizzazioni, il tema dei passaggi degli avvicendamenti in posizioni d’autorità intermedia e dei ruoli apicali è per definizione uno dei più delicati: trasferimenti, incarichi temporanei, fusioni, riorganizzazioni, maternità, avanzamenti di carriera, licenziamenti, nuovi ingressi… Si tratta di situazioni poco considerate, spesso percepite dai singoli e dai gruppi coinvolti come fonte di malessere, cambiamenti che mettono alla prova la tenuta complessiva dell’organizzazione e che indurrebbero a rivedere la mappa dei ruoli organizzativi. 
Più eclatanti e visibili, a seconda delle organizzazioni interessate, sono, invece, le successioni ai vertici, passaggi che ne segnano la storia e le prospettive future. 
Il libro nasce dal desiderio di conoscere un fenomeno che, pur essendo capillare nelle organizzazioni, tende a restare sullo sfondo. 
Tra testimonianze e narrazioni, riferimenti concettuali e momenti riflessivi, il volume si pone l’obiettivo di trovare soluzioni concrete per la gestione e la facilitazione dei processi di avvicendamento. 
Le transizioni, i passaggi, le successioni sono un tema senza tempo, e il volume segue un curioso viaggio alla rilettura di avvicendamenti, antichi e nuovi, risalendo dai miti greci (Urano e Crono, Dedalo e Icaro, Ulisse e Telemaco) fino alle fiabe dell’oggi (Il libro della Giungla, Alla ricerca di Nemo), passando per quelle classiche di Perrault e le vicende narrate da Italo Calvino e Roald Dahl. Due sono gli elementi attorno ai quali ruota la riflessione: il rapporto tra genitori e figli e il ruolo, spesso poco riconosciuto, dei gruppi e delle figure adiuvanti. 
Daniela Gatti è consulente e formatrice sui temi della valutazione sociale, del benessere e della qualità organizzativa, della rendicontazione sociale e ambientale, ed è socia della cooperativa Pares, società di consulenza, ricerca, formazione e documentazione. 
Graziano Maino, Socio di Pares svolge attività di consulenza organizzativa. Dal 2007 insegna “Psicosociologia dei gruppi e delle organizzazioni” 
nell’ambito della laurea magistrale “Psicologia dei processi sociali, decisionali e dei comportamenti economici” presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca. 
Anna Omodei Socia di Pares è formatrice e ricercatrice. 
Collabora con il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi di Milano Bicocca sui temi della salute e dell’accesso ai servizi delle donne immigrate.


ISBN: 8838775400
Collana: Sociale & Sanità
Edizione: 1
Copyright: Gennaio 2013
Tipo Prodotto: Volume
Pagine: 152
Formato: 17×24

progetto accreditamento sperimentale trasporto sociale e servizi domiciliari | Azienda Sociale Cremona


PROGETTO ACCREDITAMENTO SPERIMENTALE TRASPORTO SOCIALE E SERVIZI DOMICILIARI

Cremona, 08.04.2013

PER GLI ENTI LOCALI AMBITO DISTRETTUALE DI CREMONA

Il Piano di Zona 2012 – 2014, approvato dall’Assemblea dei Sindaci nella seduta del 29 marzo 2012, unitamente all’accordo di programma per la sua attuazione, prevedeva, tra gli obiettivi, la definizione delle procedure per l’accreditamento sperimentale del trasporto sociale.

In particolare si considerava necessaria una fattiva collaborazione con il Centro di Informazioni e Servizi per il Volontariato sia in una prospettiva di conoscenza delle realtà presenti che di informazione – formazione.

Sulla base di queste indicazioni, il Consiglio di Amministrazione ha provveduto all’approvazione di una prima traccia di lavoro, allegata alla presente, ed alla definizione dell’attività di ricognizione della situazione presente in ogni singolo Comune dell’Ambito, in collaborazione con il CISVOL.

Il CISVOL curerà la rilevazione dell’associazionismo e del volontariato, mentre l’Azienda curerà la rilevazione relativa ai Comuni, da attuarsi concordemente entro il prossimo 31 maggio 2013.

Questo premesso, si chiede la collaborazione dei Comuni nella compilazione della scheda allegata, da restituire entro la data indicata.

Nel ringraziare per la collaborazione, si coglie l’occasione per porgere i migliori saluti.

IL DIRETTORE GENERALE

Ettore Vittorio Uccellini

Scheda rilevazione Comuni.pdf

da   progetto accreditamento sperimentale trasporto sociale e servizi domiciliari | Azienda Sociale Cremona.

PAOLO ROSSI, IL SEGRETARIATO SOCIALE E L’ACCESSO AI SERVIZI SOCIO-ASSISTENZIALI. Assetti istituzionali, logiche organizzative, pratiche professionali, FrancoAngeli editore, 2012


Il segretariato sociale e l’accesso ai servizi socio-assistenziali. Assetti istituzionali, logiche organizzative, pratiche professionali
Autori e curatori
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 192,      1a edizione  2012   (Codice editore 524.15)
Peer reviewed content
Peer Reviewed Content
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 24,00
Disponibilità: BuonaClicca qui per acquistare

Codice ISBN: 9788820408657
In breve
Un testo per chi si occupa, per studio o per ricerca, dell’analisi dell’organizzazione dei servizi sociali, ma anche per professionisti impegnati nella gestione e nell’implementazione dei servizi di segretariato sociale e, più in generale, nell’organizzazione del contatto tra cittadini e istituzioni.
Presentazione del volume 

Il servizio di segretariato sociale ha assunto un ruolo sempre più rilevante nel quadro dell’offerta complessiva di servizi e prestazioni socio-assistenziali. Esso rappresenta uno dei principali punti di contatto tra le istituzioni (in particolare i Comuni) e i cittadini che necessitano di un intervento di assistenza sociale. È attraverso il segretariato sociale che i cittadini possono ricevere le prime informazioni sull’insieme dei servizi disponibili e le loro modalità e condizioni d’accesso. Al tempo stesso, il servizio di segretariato sociale svolge in molti casi una funzione di filtro e selezione per l’accesso e l’erogazione di determinate prestazioni assistenziali. L’organizzazione di questo servizio è quindi, di per sé, un passaggio importante nelle dinamiche di regolazione dell’accesso ai servizi di welfare erogati a livello locale.
Presentando e discutendo i risultati di una ricerca empirica, il volume illustra come tuttavia le pratiche di organizzazione del segretariato sociale rimangano tuttora assai disomogenee e talvolta contrastanti. Sebbene il segretariato sociale sia previsto, a norma di legge, come uno dei livelli essenziali di assistenza sociale, la declinazione locale di questo servizio può infatti seguire diverse logiche organizzative, nonché differenti interpretazioni sul piano istituzionale e professionale della sua valenza. Questi diversi orientamenti rinforzano la tesi di una persistente disarticolazione dell’offerta di servizi socio-assistenziali a livello nazionale e, parallelamente, enfatizzano il peso degli attori organizzativi nella costruzione ed attivazione locale delle politiche assistenziali.
Il libro è destinato sia a chi si occupa, per studio o per ricerca, dell’analisi dell’organizzazione dei servizi sociali, sia ai professionisti che sono impegnati nella gestione e nell’implementazione dei servizi di segretariato sociale e, più in generale, nell’organizzazione del contatto tra cittadini e istituzioni.Paolo Rossi , sociologo dell’organizzazione, è ricercatore presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano Bicocca, dove è docente di Organizzazione dei servizi sociali nel corso di laurea in Servizio Sociale. Si occupa dello studio degli assetti istituzionali e delle pratiche organizzative nel campo dei servizi di assistenza sociale.

Indice

Introduzione
L’accesso ai servizi socio-assistenziali come questione
I servizi di segretariato sociale
Il percorso di ricerca
Il caso di Monte Bosco
Il caso dinfii Castel Giallo
Il caso di Villa Viola
La costruzione dell’accesso: modelli organizzativi, contesti e logiche d’azione
Conclusioni
Ringraziamenti
Riferimenti bibliografici.

Il segretariato sociale e l’accesso ai servizi socio-assistenziali. Assetti istituzionali, logiche organizzative, pratiche professionali.

Innovazione e produttività. Alla ricerca di nuovi modelli di business per le imprese di servizi Autori e curatori Enzo Rullani , Chiara Cantù , Marco Paiola , Francesca Prandstraller , Roberta Sebastiani, FrancoAngeli editore


Come mai la produttività, in Italia, non cresce più? È un problema che riguarda un po’ tutti i paesi ricchi, ma è grave e persistente soprattutto per l’Italia. Tutti sanno – e dicono – che non usciremo dalla crisi se non rimettiamo in moto il motore dell’economia reale, che genera la crescita della produttività. Ma poche, e parziali, sono le idee su come fare a raggiungere lo scopo. Imporsi dei sacrifici, più o meno equi, può servire a stabilizzare il debito pubblico, ma contribuisce poco o niente alla crescita E allora? In questo libro, i ricercatori del t.Lab danno al problema “produttività” una risposta che sta fuori degli schemi, e che ha a che fare con l’economia della conoscenza. Per far ripartire il motore della produttività si tratta non solo di realizzare questo o quel risparmio dei costi, questo o quel recupero di efficienza. Occorre fare di più e di meglio, cominciando a ripensare in modo radicale i modelli di business delle imprese.
La produttività deriva oggi dalla capacità di sfruttare con intelligenza le proprietà generative e moltiplicative della conoscenza, rendendo i prodotti italiani più ricchi di valore immateriale (ricerca, significati, servizi) e di proiezione globale sui mercati. Sulla scorta di un’indagine che ha esaminato una trentina di casi di aziende innovative, gli autori disegnano e suggeriscono un percorso che si basa su due idee chiave: la visione della filiera come nuovo organismo produttivo e il ruolo che in essa vengono ad assumere gli assets immateriali e i servizi. Non è investendo in nuove macchine e in capannoni, che le imprese italiane potranno migliorare il proprio posizionamento competitivo nelle filiere globali, che ormai usano macchine e costruiscono capannoni in tutto il mondo, compresi i paesi low cost. La sfida – e il potenziale di produttività da fare emergere – sta infatti in un potenziamento e in un diverso uso dell’economia dell’immateriale e dei servizi, che fornisce al sistema produttivo conoscenze e relazioni ad alto valore aggiunto.
Per farlo, occorrono nuovi sistemi di relazione (linguaggi, marchi, reti, catene di fornitura) e metodi (replicazione, ICT, integrazione, logistica) che consentano di avere elevati moltiplicatori nel ri-uso della stessa base di conoscenza, in modo da fare rendere gli investimenti fatti.

Andando in questa direzione, sia l’industria che i servizi stanno cambiando rapidamente, come si vede nei casi esposti in questo volume. Una buona ragione per leggerlo: siamo nel mezzo di una transizione in cui non basta battere il passo. Bisogna correre, sapendo bene qual è la meta da raggiungere.

vai a  Innovazione e produttività. Alla ricerca di nuovi modelli di business per le imprese di servizi.

Ambito distrettuale di Varese in rete


L’Ambito distrettuale di Varese è in rete. E’ stato attivato infatti – realizzato dall’Amministrazione Comunale – il nuovo sito internet istituzionale, consultabile all’indirizzo 
http://www.ambitodistrettualevarese.it/

Il sito intende essere un riferimento per tutti coloro che vogliano essere informati sulle attività e sulle opportunità offerte all’interno dell’attuazione del Piano di Zona – ex Legge 328/2000.

DA    Ambito distrettuale di Varese in rete.

A vent’anni dalla Legge 104/92: percorsi di integrazione a scuola, nei servizi, nel mondo del lavoro, Consorzio Desio-Brianza, 26 ottobre 2012, 9-13,30, presso il Comune di Desio in sala Pertini, Via Gramsci/Piazza Giussani


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“A vent’anni dalla Legge 104/92: percorsi di integrazione a scuola, nei servizi, nel mondo del lavoro”

Nell’anno 2012 ricorre il 30esimo di costituzione del “Consorzio Desio-Brianza”. Si tratta di un traguardo di tutto rispetto nel quale vogliamo non solo guardare al passato e al presente, ma soprattutto fare forza sulle ragioni che lo hanno portato sin qui per rilanciarne la significatività di organizzazione che da sempre e ancora per il futuro intende porsi a servizio del territorio.

L’obiettivo non è solo o tanto una celebrazione formale e autoreferenziale, ma la valorizzazione di un grande bagaglio di esperienze professionali che costituisce un Bene Comune che da 30 anni è al servizio dei cittadini e del territorio.

Uno dei temi che intendiamo approfondire riguarda la  Legge n. 104/1992, legge quadro che  ha inciso e incide tutt’ora in modo significativo sul panorama socio-sanitario italiano fissando  i principi in materia di assistenza, inclusione sociale e diritti delle persone con disabilità.

Questo Convegno intende fare il punto sulla sua attuazione a due decenni dall’entrata in vigore, per  tracciare delle prospettive e degli impegni futuri.

In particolare, attraverso le testimonianze raccolte in un video e con l’aiuto dei relatori, affronteremo i temi dell’integrazione scolastica, del lavoro e dei servizi territoriali, ambiti in cui il Codebri è impegnato nell’organizzazione ed erogazione di servizi sul proprio territorio di riferimento.

Locandina del Convegno.Pdf

Costruire una visione comune intorno alla tutela minori. Il protocollo dell’ambito di Desio | Intervista a Pier Paolo Cannilla, coordinatore dell’area Minori e Famiglia di CoDeBri – Consorzio Desio-Brianza A cura di Valentina Ghetti, da LombardiaSociale


Intervista a Pier Paolo Cannilla, coordinatore dell’area Minori e Famiglia di CoDeBri – Consorzio Desio-Brianza

A cura di Valentina Ghetti

20 settembre 2012

da Costruire una visione comune intorno alla tutela minori. Il protocollo dell’ambito di Desio | LombardiaSociale.

Centro Donatori del Tempo, Luciana Quaia, INTIME ERRANZE – Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica, Nodolibri, Como, 2012 pp. 212, 12 immagini a colori, Euro 20


Centro Donatori del Tempo

Luciana Quaia

INTIME ERRANZE

Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica

Nodolibri, Como 2012

pp. 212, 12 immagini a colori

Euro 20

 

Resiliente è la persona che anche di fronte a una grave avversità sa andare avanti senza arrendersi, resistere allo stress e imparare a ricavare un insegnamento che la renda meno vulnerabile in circostanze analoghe.

Nell’affrontare una malattia destabilizzante come la demenza, è possibile che il familiare curante diventi capace di dare un senso alla sofferenza, si senta in grado di potercela fare e acquisisca una maggior forza psico-emotiva?

A questa domanda il volume di Luciana Quaia tenta di rispondere attraverso una suggestiva mappa che, elaborata dall’analisi mitologica del viaggio dell’eroe di Joseph Campbell, si sofferma sulle diverse tappe percorse dalla famiglia dal momento della comunicazione della diagnosi lungo tutto il periodo dell’accudimento e ne mette in evidenza i processi di cambiamento e trasformazione.

I passaggi considerati per costruire un percorso di resilienza si focalizzano sulla presenza di diversi attori e strumenti:

- il tutore di resilienza, in questo caso rappresentato dall’associazione di volontariato Centro Donatori del Tempo, che, come le molteplici associazioni Alzheimer nazionali, riveste il ruolo di saliente punto di riferimento della comunità locale nell’accogliere le famiglie interessate dal problema e nel fornire un reale aiuto alle loro esigenze;

- il gruppo di reciproco aiuto, spazio capace di far credere e sperare in una prospettiva di crescita e di consapevolezza;

- la scrittura autobiografica, mezzo privilegiato di cambiamento di sguardo sulla realtà e se stessi.

Nell’originale struttura del testo che attribuisce ad ogni capitolo lo specifico nome della tappa dell’immaginario viaggio, particolare approfondimento viene dedicato alla metodologia applicata all’interno del laboratorio di scrittura autobiografica. Nelle cinque giornate di lavoro i familiari partecipanti, con il supporto di personaggi mitologici, poesie, brani di letteratura, oggetti, fotografie ed esercizi mirati, narrano le memorie di ricordi e di sfide, scoprendo le proprie forze interiori e la capacità di dare maggiore fiducia a se stessi.

Un capitolo totalmente dedicato alla potenza resiliente del cinema analizza in modo dettagliato e circoscritto tre film sul tema dell’Alzheimer, mettendo in luce un ulteriore strumento utile al sostegno psicologico del familiare attraverso il confronto  con una  realtà che riesce a generare importanti  modelli di identificazione e apprendimento.

Il libro, di agevole lettura, ricco di citazioni letterarie e di alcune pagine fotografiche, è consigliato sia ad organizzazioni di servizio che cercano nuove sperimentazioni di un “welfare sostenibile”, sia alle famiglie o persone che si trovino nella necessità di resistere al disagio che la malattia demenza impone.

Per l’ampia descrizione metodologica e l’accurata ricerca bibliografica e filmografica, inoltre, riveste particolare interesse per tutte le figure professionali che svolgono un lavoro centrato sulla relazione di aiuto.

Per acquisti e prenotazioni rivolgersi a:

NodoLibri

Nodo s.n.c., via Volta 38, 22100 Como

tel. 031 243113 fax 031 273163

e-mail nodo.segreteria@libero.it

http://www.nodolibri.it

Sono previsti sconti per acquisti superiori alle 2 copie

Per la scheda editoriale e l’acquisto via internet vai a: 
http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=232

Per l’acquisto mediante uffici postali vai alla cedola cartacea: 
http://polser.files.wordpress.com/2012/07/cedola-02.pdf

Franco Vernò Lo sviluppo del welfare di comunità Dalle coordinate concettuali al gruppo di lavoro EDIZIONE: 2007


Lo sviluppo del welfare di comunità

Franco Vernò

Lo sviluppo del welfare di comunità

Dalle coordinate concettuali al gruppo di lavoro

EDIZIONE: 2007

COLLANA: CAROCCIFABER Il servizio sociale

ISBN: 9788874664955

Indice

Introduzione di Franco Vernò 1. Sviluppo locale e welfare di comunità di Dario Angelo Colombo 1.1. Coordinate concettuali 1.1.1. Sviluppo locale e welfare 1.1.2. Locale, prossimità, comunità 1.2. Comune, comunità e funzione pubblica 1.2.1. Comunità locale e sussidiarietà 1.2.2. Comune e comunità: luogo della partecipazione 1.3. Programmazione locale: strumenti, processi e strategie 1.3.1. Pianificazione e programmazione: un compito impossibile’ 1.3.2. La pianificazione e la programmazione: una chiarificazione dei termini 1.3.3. La programmazione nella pubblica amministrazione 1.3.4. Il circuito ‘virtuoso’ (o ‘vizioso”) della programmazione locale 1.3.5. Dai piani di settore al piano di sviluppo sociale’ 1.3.6. La programmazione locale: alcuni punti fermi 2. Responsabilità chiamate in causa: livelli e forme di esercizio di Stefano Buoso 2.1. Premessa 2.2. Governance: un tentativo di definizione 2.2.1. La governance secondo l’Unione europea 2.2.2. La governance a livello locale 2.3. Partecipazione e implementazione delle politiche 2.3.1. La definizione e i significati 2.3.2. La partecipazione e lo sviluppo di comunità 2.3.3. Un metodo da contestualizzare 2.3.4. Il processo per lo sviluppo delle comunità 2.4. Ridefinizione del ruolo dei soggetti locali e gioco delle responsabilità 2.4.1. Un ruolo preminente per l’ente locale 2.4.2. Il ruolo e le funzioni nel gioco delle responsabilità 2.5. Governo locale: strategie e strumenti 2.5.1. La volontà e il disegno complessivo 2.5.2. Finalizzare gli strumenti 2.5.3. Le possibili strategie 3. Gruppi di lavoro nel piano di zona di Franco Vernò e Gianluigi Spinelli 3.1. Uno strumento significativo nelle politiche dei servizi alla persona: il pdz 3.1.1. Fattori di scenario 3.1.2. Un tentativo di definizione 3.1.3. Un territorio 3.1.4. Le responsabilità 3.1.5. Un ciclo di vita suddiviso in fasi 3.1.6. Un processo 3.1.7. Dalle esperienze: criticità emergenti 3.1.8. Dalle esperienze: buone prassi da sviluppare 3.2. I gruppi di lavoro nel ciclo di vita del pdz 3.2.1. Elementi di trasversalità e specificità nei gruppi di lavoro 3.3. Organizzazione e funzionamento dei gruppi di lavoro 3.3.1. Una rete di soggetti per presidiare la complessità 3.3.2. Funzione programmatoria ed esercizio delle responsabilità 3.3.3. Gruppi di lavoro e welfare locale 3.4. Le condizioni facilitanti la costituzione e la gestione dei gruppi di lavoro 4. Indicazioni operative per il buon funzionamento dei gruppi di Franco Vernò e Gianluigi Spinelli 4.1. Comunità, welfare locale e gruppi di lavoro: significati e chiavi di lettura utilizzati 4.2. Un ‘atto di indirizzo’ per l’avvio del processo programmatorio 4.3. I gruppi di lavoro e i fattori da presidiare 4.3.1. Gruppi di programmazione 4.3.2. Gruppi di progettazione 4.3.3. Gruppi di gestione 4.4. Alcune riflessioni conclusive Appendice Note Bibliografia Gli autori

Organizzazione e servizio sociale a cura di: Luigi Gui EDIZIONE: 2009 COLLANA: CAROCCIFABER Il servizio sociale


Organizzazione e servizio sociale

Organizzazione e servizio sociale

a cura di: Luigi Gui

EDIZIONE: 2009

COLLANA: CAROCCIFABER Il servizio sociale (120)

ISBN: 9788874665877

In breve

Questa raccolta di diversi contributi di studiosi e professionisti di servizio sociale si propone, da un lato, come guida alle principali teorie organizzative elaborate nell’ambito della sociologia dell’organizzazione, con lo scopo di trarne considerazioni utili per i contesti specifici in cui lavorano i “professionisti del sociale”; da un altro lato, come contributo a un orientamento di servizio sociale trasformativo, cioè capace di indirizzare al cambiamento anche le organizzazioni attraverso cui si realizzano servizi e interventi per i cittadini. Vi si trovano, oltre a un’ampia analisi delle principali forme organizzative entro cui operano gli assistenti sociali, approfondimenti sulle dinamiche culturali e relazionali proprie delle organizzazioni, sulla gestione del potere o dell’incertezza, sulle possibilità valutative legate ai valori e non solo ai prodotti, sui processi generativi della qualità e di promozione della partecipazione in ambito organizzativo. Il volume si presta a essere utilizzato come manuale per gli studenti dei corsi di studi universitari in Servizio sociale e come strumento di ulteriore competenza per i professionisti impegnati nei servizi sociali, per l’adozione di pratiche organizzative congruenti ed efficaci.

Marilena Dellavalle Il tirocinio nella formazione al servizio sociale Un modello di apprendimento dall’esperienza,Carocci editore – 2011


Il tirocinio nella formazione al servizio sociale

Marilena Dellavalle

Il tirocinio nella formazione al servizio sociale

Un modello di apprendimento dall’esperienza

EDIZIONE: 2011

COLLANA: I Tascabili (109)

ISBN: 9788874666140

  • Pagine: 204
  • Prezzo:€ 15,50
  • Acquista

Faber – Servizio sociale

 

Seminario di presentazione del PROTOCOLLO MODELLI OPERATIVI E METODOLOGIE COMUNI: L’ESITO DI UN PERCORSO FORMATIVO, DI CONFRONTO E RIFLESSIONE SUI PROCESSI DI LAVORO IN TUTELA, a cura del Consorzio Desio-Brianza, 15 maggio dalle ore 9.00 – 13.00, presso la Sala Biraghi del Comune di Varedo In Piazza Biraghi n. 2 – Varedo (MB)


Nell’ambito delle iniziative per i 30 anni dell’ A.s.c. “Consorzio Desio-Brianza” è stato organizzato, un seminario di presentazione del:

 

PROTOCOLLO MODELLI OPERATIVI E METODOLOGIE COMUNI:

L’ESITO DI UN  PERCORSO FORMATIVO, DI CONFRONTO

E RIFLESSIONE SUI PROCESSI DI LAVORO IN TUTELA.

 

A quasi un anno mezzo dal conferimento dell’ambito di intervento Minori e famiglia al Consorzio Desio-Brianza da parte dei Comuni dell’Ambito territoriale di Desio, con questo Seminario si intende fare un primo bilancio sull’integrazione dei servizi attraverso la presentazione delle linee guida e delle metodologie comuni, condivise a livello di Ambito.

Si intende approfondire strumenti, risorse professionali e organizzative necessari per rispondere in modo efficace al mandato dei servizi che si occupano di tutela del minore e della famiglia e a quali sono le responsabilità giuridiche, amministrative e professionali degli operatori coinvolti.

 

Il seminario si terrà il giorno

 

15  maggio dalle ore 9.00 alle ore 13.00 presso la Sala Biraghi del Comune di Varedo

In  Piazza Biraghi n. 2 – Varedo (MB)

 

Programma degli interventi:

 

Ø  Introduzione e saluti delle AutoritàDiego Marzorati, Sindaco di Varedo;Dario A. Colombo, Direttore Generale Consorzio Desio-Brianza

 

Ø  Presentazione del Protocollo  con gli interventi di:

Pierpaolo Cannilla, Responsabile Minori e Famiglia  Consorzio Desio-Brianza; Elena Marino, Psicologa e Psicoterapeuta Equipe Tutela Minori Comune Muggiò; Maria Antonietta Ambrisi, Neuropsichiatra infantile UONPIA Azienda OspedalieraDesio-Vimercate; Cecilia Ragaini,  Neuropsichiatra infantile Supervisore Minori e Famiglia.

 

Ø  A seguire tavola rotonda Chi tutela il tutelante? Responsabilità giuridica e amministrativa degli operatori della tutela.

con il contributo di:

Pierpaolo Cannilla, Responsabile Minori e FamigliaSusanna Galli, Giudice Onorario c/o Tribunale Minorenni e Responsabile Servizio formazione per le professioni del welfare della Provincia di Milano; Laura Derui,  Avvocato Consulente Legale Minori e Famiglia; Cecilia  Ragaini, Neuropsichiatra infantile Supervisore Minori e Famiglia.

 

Conclusioni: Elio Brillo, Direttore Area Servizi alla Persona Consorzio Desio-Brianza

ACCORDO DI PROGRAMMA TRA I COMUNI DELL’AMBITO DISTRETTUALE DI MERATE, L’AZIENDA SPECIALE RETESALUTE, LA PROVINCIA DI LECCO, L’AZIENDA SANITARIA LOCALE DELLA PROVINCIA DI LECCO, L’AZIENDA OSPEDALIERA DI LECCO PER LA REALIZZAZIONE DEL PIANO DI ZONA 2012-2014


BANDO DI GARA PER LA GESTIONE DI SERVIZI RIVOLTI A MINORI – SERVIZIO DI SEGRETARIATO SOCIALE Comuni di Castellanza – Gorla Maggiore – Gorla Minore – Marnate – Olgiate Olona – Solbiate Olona – Fagnano Olona


la Regione Lombardia vara il “Fattore Famiglia”. Si tratta di un indicatore per le politiche sociali, che non solo tiene conto delle situazioni reddituali e patrimoniali, ma contempla anche a pieno titolo il numero di figli e i carichi di cura


la Lombardia vara il Fattore Famiglia. Si tratta di un indicatore per le politiche sociali, che non solo tiene conto delle situazioni reddituali e patrimoniali, ma contempla anche a pieno titolo il numero di figli e i carichi di cura, ad esempio la presenza nel nucleo familiare di anziani non autosufficienti o di disabili.

Il Fattore Famiglia sarà ora sperimentato per un anno in alcuni Comuni del territorio lombardo. A livello regionale ha già trovato applicazione per quanto riguarda la Dote scuola 2012-2013, misura che interessa un terzo degli studenti lombardi (circa 300.000) con uno stanziamento di 81 milioni e che, con i nuovi parametri applicati, darà diritto alla Dote a 8.000 famiglie in più dello scorso anno.

SPERIMENTAZIONE – Parte ora un periodo di sperimentazione su tutte le unità d’offerta sociali e socio sanitarie “che consenta di valutare – ha aggiunto Boscagli -, con grande attenzione, l’appropriatezza degli indicatori individuati, l’impatto sulle famiglie lombarde e la sua sostenibilità”. Solo dopo questa fase, i cui risultati saranno resi noti e valutati dal Consiglio regionale, la Giunta regionale sarà investita del compito di definire i criteri attuativi. “L’eredità del paradigma ‘tutto a tutti’ e in maniera indifferenziata – ha notato ancora Boscagli – ha consegnato una situazione divenuta insostenibile e profondamente iniqua. Molti cittadini in stato di bisogno sono oggi fuori dal sistema di assistenza e solo grazie al sistema di protezione familiare possono ricevere assistenza quotidiana senza gravare sulle risorse pubbliche”.

RISPETTO DEI LEA – La misura lombarda non tocca in nulla i Livelli essenziali di assistenza (Lea), che sono di competenza nazionale. In altri termini, il provvedimento lombardo non si colloca minimamente in contrasto con la disciplina nazionale dei Lea e la sua legittimità è supportata sia dalla giurisprudenza costituzionale sia dal recente parere della Corte dei Conti sul nostro sistema socio-sanitario. I principi cardine della legge regionale sul Fattore Famiglia si collocano, infatti, nel pieno rispetto dei Livelli essenziali di assistenza e sono volti a riconoscere un ruolo centrale alla famiglia, commisurando lo strumento di valutazione della situazione economica agli effettivi carichi di cura e sono diretti a garantire il rispetto del principio di uguaglianza sostanziale attraverso l’aumento dell’offerta dei servizi su base regionale.

CARICHI DI CURA – Il Fattore Famiglia lombardo, declinato nella scala di equivalenza con i correttivi riguardanti i carichi di cura, diventa quindi lo strumento attraverso cui Regione, Province e Comuni determineranno, ciascuno nel rispetto delle rispettive competenze, il valore dei voucher sociali e sociosanitari, gli altri benefici economici e la compartecipazione economica ai costi delle prestazioni sociosanitarie e sociali. Per esempio la retta di una casa di riposo potrà essere rimodulata e differenziata appunto in base al Fattore Famiglia, favorendo ulteriormente i nuclei con maggiori carichi.

da Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale :: Politiche sociali, debutta il fattore famiglia

Il ‘Fattore famiglia’ lombardo e’ diventato legge in nottata, ma il provvedimento licenziato dal Consiglio regionale parla di compartecipazione al costo delle prestazioni sociali e di quota a valenza sociale delle prestazioni sociosanitarie. Sparisce dunque il riferimento ai Lea (Livelli essenziali di assistenza). Il Consiglio regionale ha approvato il provvedimento che introduce modifiche alle normative regionali sulla Rete dei servizi alla persona al termine di una seduta fiume che si e’ conclusa con la votazione finale della legge 40 minuti dopo la mezzanotte, grazie alla proroga di un’ora decisa dal presidente del Consiglio regionale Davide Boni (Lega Nord). Una scelta che e’ stata contestata dai gruppi di minoranza che hanno abbandonato l’Aula ritenendo non valida la prosecuzione della seduta oltre il termine delle 24, riporta una nota della Regione.

La legge sul Fattore famiglia ha comunque incassato 42 voti a favore espressi dai consiglieri di Lega Nord e Pdl. L’approvazione non e’ stata senza polemiche. Il capogruppo del Pd Luca Gaffuri, a nome dell’intera opposizione, ha annunciato “l’intento di chiedere nelle sedi competenti l’impugnazione di questa legge”. Con l’introduzione del Fattore famiglia lombardo, per la prima volta nel calcolo delle tariffe dei servizi sociali viene preso in considerazione il carico familiare attraverso la definizione di ‘scale di equivalenza’ che garantiscono e tutelano le famiglie numerose, le famiglie con figli minori, la presenza di persone disabili o non autosufficienti.

Per il primo anno questo nuovo sistema sara’ applicato in via sperimentale in un numero limitato di Comuni. Nel testo del provvedimento si sottolinea che la quota di compartecipazione al costo delle prestazioni sociali e la quota a valenza sociale delle prestazioni sociosanitarie sono stabilite dai Comuni sulla base del reddito e del patrimonio del nucleo familiare. Tra i criteri considerati: la valutazione, nel nucleo familiare, della presenza di occupati sospesi, cassa integrati o disoccupati iscritti in liste di mobilita’ e la definizione di scale di equivalenza che tengano conto della presenza di figli (inclusi i nascituri e i minori in affido), di persone con disabilita’, di anziani non autosufficienti, di un solo genitore convivente.

Il testo, che modifica anche il calcolo dell’Isee, ha suscitato le critiche veementi delle opposizioni, che non lo hanno votato, nonché di Cgil e Anci.
Per quanto riguarda i servizi socio-sanitari, la modifica arriva con un emendamento che prevede che “nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza, la determinazione degli oneri per le prestazioni sociosanitarie, erogate dalle unità d’offerta sociosanitarie a carico del fondo sanitario, è stabilita per tipologia di unità d’offerta sulla base dello standard regionale di accreditamento, delle condizioni di salute della persona assistita e dei criteri di cui all’art. 8 comma 2”.
Ma secondo il gruppo consiliare del Pd, proprio il riferimento a questo comma dell’art. 8 vanifica di fatto il rispetto dei lea. Nel comma della nuova legge regionale in questione si stabilisce infatti che la quota di compartecipazione al costo delle prestazioni sociali e sociosanitarie sia stabilita in base ai criteri di valutazione del reddito e del patrimonio del nucleo familiare, del patrimonio mobiliare e immobiliare, oltre al carico familiare e il livello di assistenza richiesto. Il che significherebbe che, per la parte di prestazioni sanitarie erogate dall’area socio-assistenziale, dunque coperte dall’assessorato alla Famiglia, scatta la compartecipazione del cittadino in base al reddito, e non più solo in base alla gravità della sua situazione, come era previsto fino a oggi.
Duro il commento dell’opposizione. “Una regione che dichiara di avere i conti della sanità in pareggio chiede per prima nel Paese una compartecipazione delle famiglie e dei cittadini alla spesa sanitaria e proprio in un momento di crisi come questo – ha spiegato il consigliere Carlo Borghetti del Pd – di fatto si sancisce il principio che i lombardi pagheranno anche le prestazioni sanitarie che dovrebbero essere garantite universalmente con i lea. Un simile provvedimento regionale presenta diversi aspetti di illegittimità andando a interferire con competenze esclusive dello Stato”.
Di parere contrario l’assessore alla Famiglia, Giulio Boscagli, secondo cui “non vengono toccati i lea, che sono di competenza nazionale. Il provvedimento lombardo non si colloca minimamente in contrasto con la disciplina nazionale dei lea”. La legge prevede una sperimentazione di un anno su tutte le unità d’offerta sociali e socio sanitarie, “che sarà però attuata solo in 15 comuni lombardi – chiosa Borghetti – mentre per tutti gli altri 1500 comuni si dovrà attendere un anno prima dell’applicazione di nuovi criteri. E’ la prima volta che si approva una legge prima di conoscere gli esiti di una sperimentazione concepita per definirne i contenuti”.
Altra novità del provvedimento riguarda le Asp lombarde e la nomina dei loro vertici. Per le Asp di primo livello, quelle più grandi (7 su 13), tra cui anche il Pio Albergo Trivulzio, si prevede che il direttore generale, oggi nominato all’interno della struttura, sia invece indicato dalla Regione d’intesa con il Comune. Inoltre, spiega Gianantonio Girelli, responsabile Sanità Pd lombardo, “alla scadenza del mandato i cda saranno sostituiti da un consiglio di indirizzo, con poteri fortemente ridotti. Il potere gestionale passerà nelle mani del direttore generale e ci sarà un accentramento nelle mani della Regione di un patrimonio legato invece ai territori. Per le Asp di secondo livello rimane invece tutto invariato”.

Osservatorio/Laboratorio sul malessere lavorativo: sperimentazione di co-costruzione conoscitiva, Studio APS


Nella Giornata di Studio tenuta a Milano lo scorso novembre era stato proposto di avviare un “Osservatorio/Laboratorio sul malessere lavorativo”.

A seguito della segnalazione da parte di varie persone di un interesse positivo per una iniziativa di questo genere è stata messa a punto una proposta che viene illustrata in allegato.

Ne diamo comunicazione perché ci sembra una iniziativa particolarmente collegata alle vicende più generali che oggi attraversano le condizioni lavorative e perché costituisce una sperimentazione di co-costruzione conoscitiva piuttosto originale.

Chi fosse interessato a prendere parte al lavoro che viene prospettato è pregato di segnalarlo alla segreteria dello Studio.

Con i migliori saluti,

Franca Olivetti Manoukian e Achille Orsenigo

Regione Lombardia, TESTO UNICO DELLE REGOLE DI GESTIONE DEL SISTEMA SOCIOSANITARIO REGIONALE (in realtà solo della RETE SANITARIA), Direzione Generale Sanità


Testo unico delle regole di gestione del sistema sociosanitario regionale

pila di libri

Con Delibera di Giunta Regionale 22 dicembre 2011, n. 2734 pubblicata sul BURL, S.O., n. 52 del 30 dicembre 2011 è stato approvato il Testo Unico delle Regole di Gestione del Sistema Sociosanitario Regionale. 

Questo strumento è stato individuato come uno degli obiettivi strategici del Piano Sociosanitario Regionale 2010-2014, approvato dal Consiglio Regionale con deliberazione del 17.11.2010: ”Definizione chiara e sintetica delle regole di sistema aggiornate all’anno di riferimento e di facile consultazione”. 

Esso rientra nel programma dell’Agenda di Governo 2011-2015 “Lombardia semplice” che individua espressamente, tra i diversi strumenti di semplificazione regionali finalizzati a razionalizzare il corpo di regole, prassi e procedure esistente, quello dei “Testi Unici coordinati di Settore”, che raccolgono, riordinano e semplificano, per ambiti tematici, l’insieme degli atti amministrativi a contenuto regolatorio.

Il Testo Unico delle Regole raccoglie e riordina:

- le disposizioni ancora dotate di valenza pluriennale rinvenibili nelle DGR delle Regole deliberate fino all’anno 2011, con esclusione delle disposizioni che forniscono indirizzi di gestione esclusivamente per l’anno di riferimento;
- gli atti amministrativi diversi dalle cd. “Regole” (quali, ad esempio, circolari recanti indirizzi applicativi rispetto alle DGR delle Regole, atti deliberativi diversi dalle “Regole”, note con contenuti importanti in ordine alle specifiche materie di riferimento), laddove il richiamo ai medesimi contribuisca a fornire chiarezza ed esaustività per una migliore comprensione della disciplina di riferimento.

Il Testo Unico delle Regole razionalizza e semplifica unicamente le disposizioni riguardanti le regole di gestione del sistema sociosanitario regionale e quelle più direttamente ad esse riconducibili, non potendosi quindi considerare quale testo unico di tutta la materia sanitaria disciplinata a livello amministrativo.

Il Testo redatto ha natura meramente compilativa e ricognitiva. La sua finalità è dotare gli operatori del settore di uno strumento di consultazione facile, completo ed aggiornato, nel quale poter rinvenire in modo puntuale le regole del settore sanitario e sociosanitario lombardo contenute negli atti amministrativi adottati nell’ultimo decennio.

Il Testo Unico è articolato in 12 allegati. Ai fini di una maggiore chiarezza e completezza del documento, in ogni allegato è stato ricostruito il quadro normativo di riferimento, tramite l’individuazione degli atti normativi di livello comunitario, statale e regionale.

Il Testo Unico non ha efficacia abrogativa e permangono e restano efficaci gli atti amministrativi adottati sulla base  delle delibere relative ai singoli anni di riferimento nello stesso accorpate.

Per quanto concerne le Regole di gestione del sistema sociosanitario regionale relative all’anno 2012, si rimanda alla recente DGR n. IX/002633 del 6 dicembre 2011 avente ad oggetto “Determinazioni in ordine alla gestione del servizio socio sanitario regionale per l’esercizio 2012”.

Allegati

Testo unico delle regole di gestione del sistema sociosanitario regionale (DGR n. 2734 del 22/12/2011) - BURL S.O. n. 52 del 30/12/2011 Testo unico delle regole di gestione del sistema sociosanitario regionale (DGR n. 2734 del 22/12/2011) – BURL S.O. n. 52 del 30/12/2011 (2.4 MB) PDF

da Direzione Generale Sanità :: Testo unico delle regole di gestione del sistema sociosanitario regionale.

Regione Umbria: Approvate le linee indirizzo dei servizi sociali


4 gli assi lungo i quali si muoverà la politica regionale: il rafforzamento della struttura regionale e della rete dei servizi territoriali, la programmazione territoriale e la gestione associata, le politiche e gli interventi prioritari per le persone e le famiglie, la regolazione del sistema. Indispensabile anche l’attivazione del Sistema Informativo Sociale (SISO) per rilevare i bisogni dei cittadini e, tramite la raccolta dei dati e la loro successiva elaborazione e condivisione, si permetterà a livello territoriale di programmare gli interventi in base ai bisogni dei cittadini, verificando che i servizi erogati siano adeguati alle richieste degli utenti.

Relativamente alla programmazione e alla qualificazione della spesa Casciari evidenzia che “con il Piano Sociale regionale si è messo in campo in Umbria uno strumento che consente alle 12 Zone sociali di avere un unico comune denominatore attraverso i rispettivi Piani di Zona. A livello territoriale il ‘PdZ’ è l’occasione per le comunità di analizzare, valutare e programmare alla luce dei bisogni dei cittadini, coniugando così la  programmazione regionale con quella locale”.

Le politiche per le persone e le famiglie affrontano come prioritarie alcune linee di intervento per le quali si provvederà ad emanare successivi atti di indirizzo relativi ad  azioni per le  persone disabili e anziani non autosufficienti, per l’infanzia e le giovani generazioni e misure e servizi a sostegno delle famiglie a forte disagio economico e sociale o a rischio di impoverimento.

Particolarmente delicata è la regolazione del sistema dei servizi e degli interventi sociali sia dal punto di vista della domanda che dell’offerta: “Si punta – ha detto Casciari – alla realizzazione di un modello che assegni al pubblico un ruolo fondamentale di responsabilità in cui l’ente locale operi come coordinatore, regolatore dei servizi esternalizzati ma che chiede al terzo settore la qualità del servizio, la ricerca di efficienza, la capacità di mantenere vive quelle reti tra gli utenti capaci di generare quel capitale sociale e relazionale che ha caratterizzato il tessuto sociale umbro”.

In proposito  la vicepresidente ha precisato: “L’appalto concorso, che rappresenta lo strumento principale nell’affidamento dei servizi, appare non sempre adeguato a coprire servizi legati all’assistenza alla persona. Per tale ragione, il Piano Sociale  introduce altri strumenti di affidamento dei servizi, salvaguardando i principi di trasparenza, concorrenza e uguaglianza nelle possibilità di accesso dei fornitori privati all’affidamento dei servizi, possibilità di scelta o di compartecipazione alla scelta da parte degli utenti e delle loro famiglie, dando spazio agli strumenti della concessione, nella particolare forma dell’accreditamento e della co-progettazione”.

vai a: Approvate le linee indirizzo dei servizi sociali – Regione Umbria.

Franca Olivetti Manoukian al Convegno “Disegnamo il Welfare di Domani” – Milano, 29.09.2011


 

Vai a: : Franca Olivetti Manoukian a “Disegnamo il Welfare di Domani” – Milano, 29.09.2011 on Vimeo.

Nella primavera del 2011 Prospettive Sociali e Sanitarie ha chiesto ad un gruppo qualificato di esperti di unire le loro competenze a quelle dell’Irs, editore della rivista, per tracciare una proposta di riforma delle politiche sociali incisiva, realistica, agibile. La convinta adesione a questo invito ha portato alla redazione di un testo che è stato presentato a Milano, nell’ambito del convegno per i primi 40 anni di Prospettive Sociali e Sanitarie “Disegnamo il welfare di domani”.

Interventi di:

  • Valerio Onida, Presidente emerito della Corte Costituzionale:  

  • Paolo Bosi, Università di Modena e Reggio Emilia: 

  • Ugo De Ambrogio e Emanuele Ranci Ortigosa: 

Segnalazione giornata di studio “Paure, fatiche, sofferenze e illusioni: ipotesi d’intervento nelle situazioni di lavoro”


Paure, fatiche, sofferenze e illusioni:

ipotesi d’intervento nelle situazioni

di lavoro

Azioni per costruire condizioni più sostenibili nelle organizzazioni lavorative

Venerdì 18 novembre 2011

Milano, C.so Buenos Aires n. 33, Elfo Puccini teatro d’arte contemporanea, Sala Shakespeare

Programma e modalità di iscrizioni:

La valutazione della qualità nei servizi. Concetti e metodi, di Silvio Franco


La valutazione della qualità nei servizi. Concetti e metodi
Autori e curatori
Contributi
Alessandro Ruggieri
Livello
Textbook, strumenti didattici. Testi advanced per professional
Dati
pp. 288,      1a edizione  2011   (Cod.364.184)
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 31,00
Disponibilità: Buona

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Codice ISBN: 9788856839418
In breve
Il volume, adatto non solo per gli studenti, ma anche per i responsabili della qualità di enti pubblici e imprese che operano nel settore dei servizi, affronta la valutazione della qualità dei servizi, analizzando le ragioni per le quali il monitoraggio della qualità rappresenta un elemento chiave nella prospettiva gestionale delle aziende che operano nel settore dei servizi.
Presentazione del volume

Il volume affronta la valutazione della qualità dei servizi ponendo attenzione alle ragioni per le quali il monitoraggio della qualità rappresenta un elemento chiave nella prospettiva gestionale delle aziende (pubbliche e private) che operano nel settore dei servizi e agli strumenti che consentono di operarne la valutazione in termini quantitativi. Il tentativo è di trattare la materia in forma organica evitando, da un lato, di concentrarsi sul ruolo della qualità nei processi di erogazione dei servizi, trascurando i procedimenti operativi con cui questa può essere rilevata, e, dall’altro, di focalizzarsi sui metodi statistici di valutazione, non tenendo sufficientemente conto del contesto teorico cui essi fanno riferimento. Per questa ragione il volume si propone di abbinare la trattazione teorica del tema, la formalizzazione dei metodi statistici, lo sviluppo di un’applicazione concreta e la presenza di esempi relativi al calcolo di indicatori di efficacia, efficienza e customer satisfaction .
La trattazione è organizzata in tre parti distinte. La prima affronta gli aspetti teorici della materia passando in rassegna concetti, criteri e indicatori che sono alla base della definizione e del monitoraggio della qualità dei servizi. La seconda ha come oggetto i principali metodi di statistica descrittiva e inferenziale che possono essere applicati nella valutazione della qualità dei servizi e che vengono chiariti attraverso esemplificazioni inerenti la materia. La terza presenta numerosi esempi che fanno esplicito riferimento a problemi di valutazione della qualità dei servizi pubblici e privati.
Il testo si rivolge in modo particolare agli studenti dei corsi di laurea nel campo delle scienze sociali. Tuttavia, grazie alla sua impostazione, può essere utilizzato dai responsabili della qualità di enti pubblici e imprese che operano nel settore dei servizi per affrontare i loro compiti con una maggiore consapevolezza della loro funzione strategica all’interno dell’organizzazione e con un più ampio e rigoroso bagaglio di strumenti di analisi.

Silvio Franco , ricercatore universitario presso il Dipartimento di Economia e Impresa (DEIM) dell’Università della Tuscia, è docente di Strategie e marketing d’impresa e di Metodi quantitativi per la valutazione della qualità e coordinatore del gruppo di ricerca Noise.

Indice

Alessandro Ruggieri, Presentazione
Introduzione
Parte I. Qualità dei servizi: dai principi alla valutazione
Fondamenti della qualità
(Storia e definizione della qualità; I principi della qualità; Un modello per il miglioramento continuo)
Criteri per la valutazione della qualità nei servizi
(Alcune considerazioni preliminari; Parametri di valutazione: definizione e quantificazione)
Indicatori per la valutazione della qualità nei servizi
(Indicatori di efficacia ed efficienza; Misura della customer satisfaction; Il metodo SERVQUAL)
Parte II. Metodi statistici per la valutazione della qualità dei servizi
Concetti introduttivi
Rilevazione dei dati
(Tecniche di raccolta; Le interviste personali; Il questionario; Il campionamento)
Statistica descrittiva
(Riepilogo e presentazione dei dati qualitativi; Riepilogo dei dati quantitativi; Distribuzioni di frequenze)
Relazioni fra variabili quantitative
(Analisi di regressione; Analisi di correlazione)
Elementi di probabilità
(Probabilità semplice e complessa; Distribuzioni di probabilità discrete; Distribuzione normale)
Stima dei parametri
(Stima della media della popolazione; Stima della frequenza relativa nella popolazione; Determinazione della dimensione campionaria)
Decisioni statistiche
(Il procedimento di test delle ipotesi; Significatività delle decisioni statistiche; Confronto fra popolazioni: variabili quantitative; Confronto fra popolazioni: verbali qualitative)
Parte III. Casi di studio, applicazioni ed esempi
Valutazione della qualità della didattica universitaria
(Il problema generale; Caratteristiche del campione; Applicazione del metodo SERVPERF; Elaborazione e discussione dei risultati; Una proposta di riformulazione del questionario)
Applicazioni ed esercizi
(Valutazione di efficacia ed efficienza dei servizi; Rilevazione e monitoraggio della customer satisfaction; Applicazione del metodo SERVQUAL/SERVPERF)
Riferimenti bibliografici
Appendice. Tavole statistiche

Costruire e valutare i progetti nel sociale. Manuale operativo per chi lavora su progetti in campo sanitario, sociale, educativo e culturale, di Liliana Leone , Miretta Prezza


Costruire e valutare i progetti nel sociale. Manuale operativo per chi lavora su progetti in campo sanitario, sociale, educativo e culturale
Autori e curatori
Livello
Textbook, strumenti didattici. Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari
Dati
pp. 256,   figg. 50,  15a ristampa 2011,    7a edizione  2003, allegati: allegato on-line   (Cod.1056.5)
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 26,00
Disponibilità: Buona

Clicca qui per acquistare

Codice ISBN: 9788846411907
Presentazione del volume

Gli psicologi, i sociologi, gli assistenti sociali, gli educatori, i coordinatori e i responsabili dei servizi, gli assistenti domiciliari, ma anche i medici e il personale paramedico che lavorano nei servizi territoriali delle Asl, nei Comuni, nel privato sociale (cooperative, volontariato, associazioni ricreative, culturali, etc.) ma anche nelle aziende, nella scuola o come liberi professionisti, sempre più spesso sono chiamati a lavorare per, o su progetti.
La costruzione, la stesura, il coordinamento di progetti, la valutazione di progetti elaborati da altri, il monitoraggio e la valutazione dei risultati sono competenze sempre più fondamentali. Esse sono indispensabili, tra l’altro, per accedere a molte fonti di finanziamento (vedi ad es. fondi Commissione Europea, fondi legge Turco 285/1997). A fronte di queste necessità, la formazione di base degli operatori psicosociali è stata finora carente e gli operatori hanno cercato di porvi rimedio attraverso l’esperienza e l’approfondimento personale.
Il volume si rivolge sia agli studenti sia agli operatori che già stanno lavorando su progetti; per questi ultimi può costituire un’occasione per approfondire o sistematizzare le conoscenze e riflettere sulle proprie esperienze.
Pur privilegiando la dimensione metodologica, lungo tutti i capitoli l’attenzione viene focalizzata anche sulle altre dimensioni del processo di progettazione e valutazione: su quella valoriale, cognitiva ed emotiva, su quella organizzativa ed interorganizzativa e sugli aspetti relazionali e negoziali.
Dal sito francoangeli (http://www.francoangeli.it/Area_multimediale) si può scaricare una serie di utilità online (ipertesti e slide su: gli approcci di valutazione, le evidenze di efficacia nella prevenzione, come sviluppare un disegno di valutazione su misura, la valutazione basata sulla teoria del programma, la valutazione dei piani di zona, ecc.).

Liliana Leone si occupa dagli anni ’90 di consulenza e valutazione di programmi, piani, progetti e servizi nell’ambito delle politiche di welfare. Attualmente è responsabile dello Studio CEVAS (Consulenza e Valutazione nel Sociale, Roma, http://www.cevas.it). È socia dell’AIV (Associazione Italiana di Valutazione) di cui è stata vicepresidente. Dal 2002 è docente a contratto presso la Facoltà di Sociologia dell’Università di Roma La Sapienza.
Miretta Prezza, docente di Psicologia di Comunità presso la Facoltà di Psicologia 2 dell’Università La Sapienza di Roma, si interessa da diversi anni ai temi della valutazione e progettazione degli interventi di prevenzione e promozione del benessere.

Indice

Caratteristiche della progettazione nel sociale
(La progettazione nel sociale; Tipologia di offerta di servizi; La dimensione valoriale; La presenza di professionisti; Progetti nel sociale e attivazione di finanziamenti: alcuni nodi critici; Organizzazione a “rete” dei servizi: dal progetto sul “singolo caso” al progetto tra servizi)
Approcci e modelli della progettazione (Tappe di un progetto di intervento; Approcci della progettazione; Approccio sinottico-razionale; Approccio “concertativo”; Approccio “euristico”; Le distorsioni dell’approccio sinottico-razionale)
Le prime tappe di un progetto: l’ideazione e l’attivazione (Come nasce un progetto nel “sociale”; L’attivazione; La legittimazione e lo sviluppo di partnerships e alleanze; La definizione del problema; Le strategie del progetto e l’attivazione delle risorse; I soggetti interessati alla progettazione; Decodifica delle motivazioni e analisi della domanda; Iniziative interne ai servizi; Accoglimento di richieste esterne al servizio; Un progetto per la prevenzione delle tossicodipendenze: un caso di analisi della domanda mancata)
La stesura del progetto
(Definizione e analisi del problema; Identificazione degli obiettivi; Formulazione degli obiettivi specifici; Obiettivi individualizzati; Obiettivi e valori: condivisione degli obiettivi; Obiettivi strumentali o intermedi; Beneficiari dell’intervento o popolazione bersaglio; Contatto della popolazione; Interventi di prevenzione e promozione della salute e popolazione target; Modello d’intervento e attività che verranno svolte; Modello d’intervento per produrre i cambiamenti desiderati nei destinatari; Avvio del progetto e contatto popolazione; Valutazione; Progettazione operativa e determinazione dei mezzi e delle risorse necessarie per realizzare l’intervento; La stesura del budget; Congruenza interna al progetto)
La valutazione di un intervento (Attori interessati alla valutazione degli interventi psicosociali; Approcci alla valutazione; Un modello teorico: la valutazione differenziale; Gli indicatori; Monitoraggio; La valutazione dell’efficacia; Cosa e come misurare: la scelta degli indicatori di efficacia e degli strumenti di misura; Il disegno di ricerca: quando misurare e su chi effettuare le misure)
La valutazione dei progetti: analisi di un progetto Youthstart (Alcuni riferimenti metodologici per sviluppare valutazione di progetti; Fare valutazione: il caso del progetto Youthstart di RES; Chi valuta? Attori della valutazione; I circuiti della valutazione; Fasi del progetto e valutazione differenziale non sommativa;
1° Fase Formulazione del progetto, Riprogettazione Operativa e Attivazione Interna;
2° Fase implementazione del progetto: la valutazione delle diverse azioni;
3° Fase: La valutazione degli esiti complessivi del progetto; La valutazione dei progetti pilota; Le “buone pratiche”(good practice) per la valutazione di progetti pilota)

Il contributo degli studi sulle politiche pubbliche e le implicazioni organizzative del lavoro per progetti (Progettare interventi e progettazione organizzativa; Il coordinamento all’interno della rete per la gestione di progetti: i reticoli a legame debole; Le politiche pubbliche; Gli approcci alla programmazione; Effetti imprevisti ed effetti perversi dei progetti; Il concetto di riproducibilità dei progetti nell’ambito delle politiche pubbliche)

da Costruire e valutare i progetti nel sociale. Manuale operativo per chi lavora su progetti in campo sanitario, sociale, educativo e culturale.

L’informatizzazione del servizio sociale di un grande ente: il caso del Comune di Bologna


 

Il progetto di informatizzazione dei servizi sociali del Comune di Bologna, basato sul sistema informativo Garsia.We – prodotto da SofTech srl – quale strumento di gestione trasversale per target dei servizi, è partito nel 2008 con l’apertura degli Sportelli Sociali. Si tratta di un progetto tuttora in corso di svolgimento il cui completamento è previsto a fine 2012.


L’informatizzazione si è svolta fino ad oggi secondo un percorso graduale, contestuale al processo riorganizzazione dei servizi. In questa maniera è stato possibile informatizzare le parti del nuovo modello organizzativo che si sono progressivamente consolidate senza dover aspettare la conclusione di tutto il percorso. 

vai all’intero articolo: Forum sulla non Autosufficienza.

Paolo Ferrario, RISORSE IN RETE: STRATEGIE DI COLLABORAZIONE ED ERRORI DA EVITARE, in MOVI Movimento di Volontariato Italiano – Fogli di informazione e coordinamento n. 1 gennaio – giugno 2011, p. 11-15


Paolo Ferrario, RISORSE IN RETE: STRATEGIE DI COLLABORAZIONE ED ERRORI DA EVITARE,

pubblicato in MOVI Movimento di Volontariato Italiano – Fogli di informazione e coordinamento n. 1 gennaio – giugno 2011, p. 11-15

PAURE, FATICHE, SOFFERENZE E ILLUSIONI: IPOTESI D’INTERVENTO NELLE SITUAZIONI DI LAVORO Azioni per costruire condizioni più sostenibili nelle organizzazioni lavorative, Giornata di Studio, venerdì 18 novembre 2011, Milano, C.so Buenos Aires n. 33, a cura dello Studio APS di Milano


Paure, fatiche, sofferenze e illusioni: ipotesi d’intervento nelle situazioni di lavoro

Azioni per costruire condizioni più sostenibili nelle organizzazioni lavorative

Giornata di Studio

Venerdì 18 novembre 2011

Elfo Puccini teatro d’arte contemporanea – Sala Shakespeare
Corso Buenos Aires n. 33, Milano (MM1 – fermata LIMA)

La ricerca e la costruzione di piste di lavoro alternative

In questa giornata intendiamo proporre piste di lavoro per gestire in modo più efficace stress, fatiche e sofferenze, elementi che attraversano la vita delle organizzazioni e dei soggetti che ne sono parte o con loro interagiscono. Ciò a partire da riflessioni e orientamenti che aiutino a riconoscere le diverse modalità con cui organizzazioni e individui cercano di affrontarle.

Sono pensieri e spunti maturati dalla nostra esperienza, da quelle di alcuni studiosi particolarmente significativi e, più in specifico, dal lavoro di ricerca che lo Studio APS ha realizzato nei mesi che ci separano dalla Giornata di Studio realizzata nel 2010. Quella era stata un’occasione per presentare e analizzare situazioni lavorative differenti in cui, per varie ragioni, gli individui si ritrovavano demotivati, frustrati, affaticati e a volte sofferenti. In quell’occasione s’era cercato di comprendere meglio quali fossero alcune delle origini di quei malesseri, quali rapporti esistessero tra fatiche, desideri di benessere e illusioni di soluzioni esaustive.

Questa nuova giornata è stata pensata per dibattere, mettere in discussione, confrontare e arricchire riflessioni e ipotesi di comprensione e di azione. È stata preparata attraverso varie iniziative che hanno coinvolto accanto a soci e collaboratori dello Studio diversi interlocutori, alcuni con cui abbiamo da tempo contiguità di lavoro e altri contattati per la prima volta: abbiamo realizzato un seminario di due giornate in marzo e aprile, una serie di focus group con partecipanti appartenenti a diversi contesti lavorativi, dalle aziende private, agli ospedali, ai servizi territoriali nella prima metà di settembre e alcune interviste a testimoni privilegiati. A tutti coloro che abbiamo coinvolto va un sincero e vivo ringraziamento. Gli incontri hanno portato sguardi compositi e differenziati ed elaborazioni suggestive che ci proponiamo di riportare e sviluppare nella sede più ampia costituita appunto dalla Giornata di Studio prevista per il 18 novembre Soprattutto ci auguriamo che possa essere un incontro dedicato a quanti si misurano con le altrui e proprie paure, fatiche e sofferenze nelle situazioni di lavoro e che non credono in panacee, tecniche risolutive, ma ipotizzano che trattare queste dimensioni faccia parte di ogni impegno lavorativo e richieda un importante investimento in termini di pensiero.


Fatiche e sofferenze

Il lavoro è ricercato perché fonte di reddito, ma anche perché nella nostra società è una delle principali fonti di riconoscimento. Noi tutti abbiamo bisogno di rispecchiarci negli altri, nelle relazioni e nei prodotti. Il lavoro è dunque fonte di gratificazioni, può essere occasione di soddisfazioni fondamentali, ma è anche una scommessa, una sfida: ce la farò, ce la faremo?

Negli anni pare accresciuta la sua valenza simbolica. Così, mentre le fatiche e le sofferenze fisiche sono diminuite, paiono aumentate quelle emotive, psichiche ed è accresciuta la sensibilità in questa direzione.

Differenti e complesse sono parse le origini di fatiche e sofferenze. Da un lato la società, il mercato possono generare queste condizioni e riversarle nell’organizzazione e nelle persone che le compongono. Dall’altro si hanno richieste di cambiamenti, ritmi più stringenti, riduzioni di risorse, e soprattutto i modi con cui sono proposti/imposti questi mutamenti possono far soffrire persone e gruppi di lavoro. Anche i singoli soggetti importano, a volte, nelle organizzazioni tensioni, stress e dolori dalla loro vita privata, ansie collegate a conflitti interiori, delusioni e amarezze connesse a vicende familiari e sentimentali. Pensiamo che sia opportuno e interessante distinguere a che cosa siano riconducibili le diverse sofferenze per poter mettere a punto interventi mirati in grado di tutelare l’efficacia delle organizzazioni e la salute degli individui.

La nostra ipotesi è che fatiche e sofferenze siano, in una certa quota, intrinsecamente, parte del lavoro, che sia quindi illusorio pensare alle organizzazioni come a luoghi di benessere, depurati da queste condizioni. È possibile tuttavia investire per cercare di migliorare le condizioni di lavoro, per verificare se si tratti di fatiche sensate, se siano tutte effettivamente inevitabili. Per far ciò è fondamentale distinguere stress e fatiche. Possiamo in tal senso considerare la fatica come uno degli esiti dell’impiego di energie, del lavoro volto a modificare la realtà, trasformare oggetti e problemi, comprendere persone, analizzare questioni. Mentre possiamo rappresentarci le sofferenze come fatiche sproporzionate alle risorse disponibili o, più specificatamente, frustrazioni e lacerazioni dell’immagine di sé collegate a imposizioni di cui s’è perso il senso o di cui non si condivide per nulla la finalità.


I mondi in cui e con cui organizzazioni e singoli si trovano ad operare

Una delle fonti di stress e sofferenze sono quindi i contesti. Le nostre organizzazioni (servizi pubblici e privati, scuole, ospedali e aziende) operano in ambienti caratterizzati da crescenti incertezze. I mercati, ma più ampiamente i contesti socio-economici evidenziano diffuse situazioni di crisi. Crisi che spesso non sembrano la premessa alla realizzazione di cambiamenti desiderati. Gli scenari appaiono dinamici o turbolenti, ma anche nebbiosi: è assai difficile vedere che cosa ci attende nel futuro, a quali scenari stiamo andando incontro o stiamo/stanno costruendo. È difficile individuare modelli di società, modelli economici, soluzioni ai problemi macroeconomici e di governo credibili, capaci d’attrarre, appassionare, convincere.

Ciò significa che, se guardiamo fuori dalle organizzazioni in cui e con cui lavoriamo, lo scenario è spesso ansiogeno; spesso non troviamo consolazione per le fatiche che il lavoro comporta. In questa fase esso prevalentemente induce paure, fatiche e sofferenze. A queste le organizzazioni debbono far fronte cercando di non sfaldarsi, di non perdere l’orientamento, costruendo condizioni per continuare ad esistere e svilupparsi.

Molti in questi ultimi anni si confrontano poi con la paura che il proprio servizio, la propria azienda non ce la faccia, con l’ansia di perdere il posto di lavoro o di non poterlo conservare per i propri collaboratori, con le gravi difficoltà di molti giovani a entrare nel mondo del lavoro.

A volte si ha l’impressione di un impazzimento di cui non si comprende il senso. Il mondo, in questi ultimi anni, pare essere più minaccioso che rassicurante.


Gli individui: i clienti, i colleghi, i capi

Una quota importante di fatiche e di sofferenze è anche generata dai clienti: più o meno legittimamente riversano richieste, bisogni, fantasie sulle organizzazioni con cui interagiscono; spesso presi da esigenze e malesseri, richiedono attenzione, cura, aiuto. Questo accade non solo nei confronti delle organizzazioni specificatamente deputate a questa funzione – si pensi a ospedali, servizi sociali e sanitari, scuole – ma anche aziende istituzionalmente orientate a produrre beni e servizi d’altra natura si misurano con i problemi che clienti o fornitori riversano su di loro. Gestire le relazioni con i clienti è d’importanza cruciale, è una parte nodale del lavoro. Anch’essa genera soddisfazioni, ma anche fatiche e, a volte sofferenze.

A volte sono i colleghi stessi che riportano nell’organizzazione bisogni soggettivi e tensioni competitive che appesantiscono il clima. Circolano richieste di riconoscimento, di rassicurazione, di benessere che non possono trovare risposte. Delusioni e risentimenti aggravano le fatiche e le sofferenze di tutti.

A volte coloro che esercitano ruoli direttivi, risucchiati da attese di autoaffermazione e da spinte di acquisizione di maggior potere/consenso, finiscono per fare richieste esorbitanti ai collaboratori o a evitare di rispondere a richieste di relazioni ravvicinate vissute come pericolose.


Come vengono trattate fatiche e sofferenze nelle organizzazioni lavorative

Le organizzazioni lavorative sono sistemi complessi solo in parte riconoscibili nei disegni formali dei processi e degli organigrammi. Dirigenti, manager, gruppi, singole persone collegate tra di loro da relazioni formali, processi di lavoro e reti relazionali più ampie, cercano di erogare servizi, produrre beni e nel contempo di far fronte a situazioni relazionali difficili. Vengono date direttive, introdotti, imposti, proposti cambiamenti: nuove procedure, spostamenti, riduzioni del personale, … Tutto ciò espone le diverse componenti a incertezze, stress, speranze, paure. A generare fatica, piuttosto che sofferenza, in base alla nostra esperienza è risultato essere come non solo e non tanto il cosa si muta per attrezzarsi al futuro nelle organizzazioni, ma il come lo si fa. Ciò che genera sofferenza sembra essere soprattutto il non avere informazioni credibili, il non comprendere il senso di ciò che viene richiesto o imposto. Presi dall’ansia dell’introdurre e realizzare nuovi prodotti o servizi, nuovi processi, stressati da urgenze di efficienza ed efficacia, sembra non si riservi un adeguato spazio per condividere prospettive, ipotesi, fatiche e così si generano, spesso inconsapevolmente, sofferenze. Sofferenze che riducono paradossalmente e generalmente efficacia ed efficienza dell’organizzazione. Ciò, mentre abbiamo osservato come persone coinvolte, responsabilizzate, circa gli scenari, le necessità, le paure, gli stress, le fatiche richieste e necessarie, siano orientate ad investire consistentemente sulla loro organizzazione.

Possiamo osservare come queste dimensioni siano trattate in maniera assai diversa. In alcuni e diffusi casi esse sono semplicemente negate: non sono viste e sentite. Questa è una modalità che preclude la possibilità di valorizzare i segnali di stress, le fatiche e ipotizzare quindi interventi per farne qualcosa. È una modalità che espone a forti rischi di deterioramento non solo le persone, ma l’organizzazione stessa. Si possono osservare casi in cui le persone stesse sembra non siano viste.

Altre volte le si affronta illudendosi ed illudendo, con ciò si cerca di dipingere o rappresentarsi la situazione in un modo meno minaccioso. Ci si può illudere che la situazione non sia così difficile o che la soluzione sia a portata di mano: il capo, il consulente, la nuova tecnologia, …

Altre volte ancora si rileva come sia negata o minimizzata la dimensione emotiva, la profondità delle sofferenze anche a livello affettivo. Persone e team sembrano trasformarsi in oggetti, cose. La sofferenza negata peraltro riemerge in varie forme distruttive: somatizzazioni, malattie, conflitti distruttivi tra persone e parti dell’organizzazione, demotivazioni. La sofferenza non pensata, non accolta si sposta generando nuovi malesseri.

Ancora si osserva come un importante malessere sia ridotto, a volte, a fenomeno, patologia, difficoltà individuale. La sofferenza è vista semplicemente come una debolezza, una fragilità individuale. Allora si fa ricorso al farmaco, al medico, al counselor. Supporti pur utili, ma assai riduttivi, se solo individuali, se non sono indagate le connessioni organizzative.

Va pure sottolineato che in diverse organizzazioni alcuni tra coloro che occupano ruoli di direzione e di coordinamento, che hanno responsabilità gestionali o che sono negli staff delle risorse umane cercano di affrontare sofferenze di colleghi e soprattutto di collaboratori supportando e sollecitando comprensioni più attente e articolate per permettere ai singoli e all’organizzazione nel suo complesso di far decantare reazioni emotive e di vedere le situazioni in modo più articolato e lucido, considerando vincoli e perdite, ma anche opportunità e potenzialità. Essi testimoniano la possibilità di coniugare la consapevolezza delle difficoltà con la speranza di contribuire al progresso di individui e organizzazioni.


Orientamenti e ipotesi per costruire condizioni di lavoro più vivibili

Dalla nostra esperienza di lavoro e di ricerca ci pare di poter individuare alcune ipotesi interessanti e degli orientamenti da assumere per affrontare nelle organizzazioni fatiche e sofferenze. Linee d’intervento che vorremmo esplorare nella Giornata di Studio.

Per prima cosa è necessario prendere atto di queste dimensioni della vita lavorativa, avvicinarle per comprenderle, sviluppare, anche attraverso la decostruzione, ipotesi sulla loro origine. Si tratta di cercare, da un lato, d’evitare che le fatiche e lo stress si trasformino in sofferenze, quindi in fatiche rappresentate come insensate, fuori luogo e misura, e dall’altro lato costruire condizioni per ricondurre la sofferenza ad uno stato di fatica, di lavoro sostenibile e coniugato col piacere di costruire qualcosa in cui riconoscersi, qualcosa di utile. Come cercheremo di mettere a fuoco nella Giornata di Studio, ciò significa lavorare sul senso di ciò che accade e vogliamo realizzare, sulla fiducia, sull’equilibrio tra risorse (fisiche, professionali, mentali, emotive) e obiettivi. Significa riflettere e riconoscere i limiti e valorizzare le possibilità. La costruzione di condizioni di lavoro sostenibili passa attraverso la consapevolezza del limitato potere e delle responsabilità proprie e altrui.

da: 
http://www.studioaps.it/servizi_studio/pressostudio_giornate.html


Maggian Raffaello, GUIDA AL WELFARE ITALIANO: dalla pianificazione sociale alla gestione dei servizi, Maggioli editore, 2011


GUIDA AL WELFARE ITALIANO: dalla pianificazione sociale alla gestione dei servizi

GUIDA AL WELFARE ITALIANO: dalla pianificazione sociale alla gestione dei servizi

di Maggian Raffaello

Manuale per operatori del welfare locale
€ 44,00 IVA assolta


Descrizione

Sul palcoscenico del welfare italiano troviamo vari personaggi, i protagonisti del presente volume: l’assessore comunale, il dirigente, l’assistente sociale, il tecnico  informatico, il sociologo, l’impiegato amministrativo, il volontario, il socio della cooperativa, il giornalista, l’utente, e così via. 
Ognuno interpreta il suo ruolo.
Ma in un contesto sempre meno caratterizzato da rigide separazioni, che accetta la contaminazione fra saperi teorici e professionali, fra dirigenza e operatività, fra amministrazioni pubbliche, libero mercato, terzo settore e utenza, quanta libertà e creatività ha ogni attore nell’interpretare la sua parte? Può, in qualche modo, cambiare alcuni pezzi del copione? Può diventare co-autore del welfare locale? 
L’Italia sta procedendo verso l’abbandono di  norme statali che trattano in astratto temi quali la qualità di vita e l’agio sociale valide per tutto il territorio nazionale, a favore di norme e azioni che tengano conto delle specificità locali. 
I vari personaggi sentono allora il bisogno di non sentirsi isolati, di  comunicare fra loro, sperando che qualcuno ascolti le loro esperienze e difficoltà, per trarre indicazioni utili magari proprio da chi vive in realtà completamente diverse e ha già affrontato e risolto positivamente quelle tematiche. 
I vari personaggi parleranno, quindi, con un linguaggio comprensibile a tutti, della creazione, modifica e del funzionamento dei servizi sociali, di progetti, organizzazione, risorse finanziarie e umane, di sistema informativo e informatico; tutti temi cruciali e quotidiani per chi opera nel sociale, per professione o volontariato. 
Raffaello Maggian insegna “Pianificazione sociale e gestione dei servizi e delle risorse umane” all’Università di Trieste. 
Fa parte del Comitato scientifico del Dizionario di servizio sociale ed è autore di numerose opere,  fra le quali si ricordano I servizi socio-assistenziali (Roma, 2001) e Il sistema integrato dell’assistenza. Guida alla legge 328/2000 (Roma, 2001).


ISBN: 8838768420
Collana: Sociale & Sanità
Edizione: 1
Copyright: Settembre 2011
Tipo Prodotto: Volume
Pagine: 434
Formato: 17×24
Progressivo: 0078

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PAURE, FATICHE, SOFFERENZE E ILLUSIONI: IPOTESI D’INTERVENTO NELLE SITUAZIONI DI LAVORO Azioni per costruire condizioni più sostenibili nelle organizzazioni lavorative Giornata di Studio, venerdì 18 novembre 2011, Milano, C.so Buenos Aires 33, Teatro Elfo Puccini


 

 

PAURE, FATICHE, SOFFERENZE E ILLUSIONI:

IPOTESI D’INTERVENTO NELLE SITUAZIONI DI LAVORO

Azioni per costruire condizioni più sostenibili nelle organizzazioni lavorative

Giornata di Studiovenerdì 18 novembre 2011, Milano, C.so Buenos Aires 33, Teatro Elfo Puccini

Nella Giornata di Studio del 18 novembre 2011, di cui trovate in allegato una presentazione articolata, ci proponiamo di continuare la riflessione avviata lo scorso anno.
L’idea guida è quella di mettere a fuoco e approfondire delle ipotesi di intervento e delle strategie di azione che consentano di affrontare fatiche e sofferenze in modo più soddisfacente per i singoli e per le organizzazioni.

Ci auguriamo che la proposta possa riscuotere il vostro interesse e vi saremo grati se vorrete presentarla ad altri.

Vi segnaliamo che quest’anno ci incontreremo in un’altra sede che pensiamo più funzionale (visualizza la mappa).

Siamo a vostra disposizione per informazioni, chiarimenti e suggerimenti.

In attesa di incontrarvi, molti cordiali saluti

per lo Studio APS
Achille Orsenigo

 

  

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ENTI LOCALI E TERZO SETTORE, limitazioni di spesa introdotte dal D.L. 78/2010


TreviFormazione

 

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SEDI: *ANCONA *CAGLIARI *CENTO (FE) *MILANO *NAPOLI *OLBIA (OT) *PORTO TORRES (SS) *ROMA *TARVISIO (UD) *TORINO *TRIESTE

 

I RAPPORTI TRA ENTI LOCALI E TERZO SETTORE

 

alla luce delle limitazioni di spesa introdotte dal D.L. 78/2010

 

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05 ottobre 2011          dalle ore 09,00-13,00  alle ore 14,00-16,00

Programma

 

  • Panoramica sulle limitazioni per spese di sponsorizzazione e attività culturali introdotte dal D.L. 7872010.
  • Servizi e attività gestiti in collaborazione con le associazioni.
  • Le convenzioni come strumento di collaborazione.
  • Convenzione quale modalità alternativa all’appalto.
  • Le convenzioni con le associazioni e le fondazioni.
  • Convenzioni con il volontariato. Esempi di convenzioni: trasporto, attività complementari e integrative, gestione di strutture.
  • Convenzione con gli enti di promozione sociale. I progetti.
  • Convenzione con altri soggetti no profit (associazioni pro-loco, enti religiosi, O.N.G.) .
  • La forma del sostegno economico su singoli progetti.
  • Contributi finalizzati alla progettualità.
  • Progetti per attivare il volontariato individuale.
  • Convenzioni in materia culturale e del tempo libero.
  • Convenzioni con associazioni sportive.
  • Una forma nuova di partnership; il “trust”.
  • Le fondazioni di partecipazione.
  • Affidamento di servizi economici alle associazioni.
  • Contributi al volontariato. Differenza tra rimborsi e corrispettivi.
  • Gli accordi di collaborazione.
  • La coprogettazione con le associazioni.
  • Come stipulare le convenzioni. L’esecuzione delle convenzioni. Proroga e rinnovo.
  • Le nuove misure di sicurezza sui luoghi di lavoro.
  • Verranno esaminati casi di progetti costruiti con il volontariato

Relatore:

Avv. Roberto Onorati Segretario comunale, già funzionario Direzione sicurezza sociale del Comune di Firenze, Formatore, Consulente per Enti Locali

 

 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE:  385,00 € – (riduzione del 25% per iscrizioni che perverranno almeno 10 gg prima della data prevista (sconto non cumulabile con altre iniziative) Comprensiva di materiale didattico

 

COLLEGAMENTO DAL PROPRIO PC

: 220,00 €

 

Per Enti locali esenti iva

ai sensi dell’Art.10 DPR n. 633/72 così come dispone l’art.14, comma 10 legge 537 del 24/12/93 – aggiungere all’importo totale € 1,81 (Marca da Bollo)


 INFORMAZIONI LOGISTICHE E PRENOTAZIONI:
Segreteria Tel  081.5629323 – 06.95558095 fax 081.0608250 cell 348.8048974 – 329.9688554 

 

 

 

 

  Indirizzi Sedi
Ancona C/o Amm.ne Comunale di Ancona – Via Frediani, 12
Cagliari C/o Sicure – V.le Trieste, 3
Cento C/o Amm.ne Comunale di Cento – Via Provenzali, 15
Milano Via Conservatorio, 22
Napoli V.le della Costituzione Centro Direzionale di Napoli – IS.C2 Scala A
Porto Torres C/o Amm.ne Comunale di Porto Torres – P.zza Walter Frau, 2
Roma C/o Time for business – Via Lima, 7
Olbia C/o Aeroporto Olbia – Costa Smeralda – Aula Keines – 1°piano 
Tarvisio C/o Centro Culturale di Tarvisio – Via Stazione, 1
Torino C/o Toolbox – Via Agostino da Montefeltro, 2
Trieste C/o Esatto – P.zza Sansovino, 2