PROGRAMMAZIONE, di Paolo Ferrario, in NUOVO DIZIONARIO DI SERVIZIO SOCIALE, Carocci Faber 2013, pagg. 492-495


PROGRAMMAZIONE, di Paolo Ferrario, in NUOVO DIZIONARIO DI SERVIZIO SOCIALE, Carocci Faber 2013, pagg. 492-495

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Raffaello Maggian, I SERVIZI SOCIOASSISTENZIALI – Sistema integrato di interventi e servizi sociali, Carocci Faber 2013. Terza edizione


Raffaello Maggian

I servizi socioassistenziali

Sistema integrato di interventi e servizi sociali

Terza edizione

Indice

Introduzione

1 Soggetti socialmente responsabili

1.1. I servizi socioassistenziali

1.2. Storie di vita

1.3. Il diritto all’assistenza

1.4. Finanziatori, gestori ed erogatori dei servizi sociali

1.5. I principi di sussidiarietà, adeguatezza

e differenziazione

1.6. Persone “a responsabilità limitata”

1.7. La famiglia, il vicinato, la comunità

nella società complessa

1.7.1. La famiglia come risorsa 1.7.2. Interventi a sostegno

della famiglia 1.7.3. La famiglia come soggetto attivo delle politiche

sociali 1.7.4. Le relazioni di vicinato 1.7.5. La comunità

di appartenenza

1.8. L’apporto del terzo settore

1.9. Responsabilità sociale delle imprese for profit

1.10. Le funzioni del Comune

2 Programmazione e organizzazione dei servizi sociali

2.1. Complessità del sistema socioassistenziale

2.2. Prestazioni economiche, sociali

e sociosanitarie essenziali

2.3. Il ruolo della Regione

2.4. Il sistema locale dei servizi sociali

2.4.1. Il confine del sistema 2.4.2. La programmazione e la progettazione

del sistema locale dei servizi sociali 2.4.3. Organizzazione dei servizi

sociali 2.4.4. La rete dei servizi sociali

3 I servizi sociali nella normativa statale, regionale

e nelle esperienze locali

3.1. Servizi per la generalità della popolazione

3.1.1. Criteri adottati per la classificazione dei servizi 3.1.2. Segretariato

sociale 3.1.3. Pronto intervento sociale 3.1.4. Servizio sociale

professionale 3.1.5. Modelli organizzativi

3.2. Servizi per la famiglia

3.2.1. Centri per le famiglie 3.2.2. Consultori familiari 3.2.3. Servizi

di sostegno alla famiglia e alla genitorialità 3.2.4. La Carta famiglia

3.2.5. Servizio di mediazione familiare

3.3. Servizi e strutture per i minori e i giovani

3.3.1. Asili nido e micronidi 3.3.2. Servizio di tata familiare/

Tagesmutter 3.3.3. Servizi ludici per minori 3.3.4. Centri diurni

educativo-ricreativi e di aggregazione giovanile 3.3.5. Affidamento

familiare 3.3.6. Servizi residenziali per minori

3.4. Servizi e strutture per donne in difficoltà@219

3.4.1. Gestanti e madri con figli a carico 3.4.2. Centri e servizi

antiviolenza

3.5. Servizi e strutture per persone in situazione di disabilità@224

3.5.1. Prestazioni economiche statali 3.5.2. Integrazione scolastica

e sociale extrascolastica dei diversamente abili 3.5.3. Assistenza

domiciliare e teleassistenza 3.5.4. L’amministratore di sostegno

3.5.5. Centri diurni 3.5.6. La casa intelligente 3.5.7. Servizio formativo

e integrazione lavorativa 3.5.8. Servizi residenziali

3.6. Sostegno economico

3.7. Servizi e strutture per persone in situazione di marginalità

sociale

3.7.1. Servizi di mensa, accoglienza diurna e notturna 3.7.2. Alloggi

sociali 3.7.3. Strutture residenziali

3.8. Servizi e strutture per persone con problematiche psicosociali

3.8.1. Affidamento familiare 3.8.2. Centri di salute mentale

3.8.3. Servizi e strutture per le dipendenze 3.8.4. Servizi e strutture

per persone vittime di sfruttamento sessuale

3.9. Servizi e strutture per persone anziane

3.9.1. L’assegno sociale agli ultrasessantacinquenni 3.9.2. Servizio civile

anziani 3.9.3. Servizi per la domiciliarità 3.9.4. Affidamento familiare

3.9.5. Centri diurni 3.9.6. Strutture residenziali

3.10. Forme innovative di solidarietà e di auto-mutuo-aiuto

3.10.1. Iniziative per la coesione sociale nei complessi di edilizia residenziale

pubblica 3.10.2. Condomini solidali 3.10.3. Auto-mutuo-aiuto

3.10.4. Le banche del tempo 3.10.5. Le fattorie sociali

3.11. Prestazioni sociali statali

3.11.1. Uffici di servizio sociale per i minorenni 3.11.2. Uffici

di esecuzione penale esterna 3.11.3. Nuclei operativi tossicodipendenze

Note

Bibliografia

Indice analitico

Appendice statistica e normativa

A.1. Spesa sociale dei Comuni per aree di intervento

A.1.1. La spesa sociale dei Comuni A.1.2. Aree di intervento

A.1.3. Interventi e servizi A.1.4. Contributi economici A.1.5. Centri

e strutture semiresidenziali (a ciclo diurno) A.1.6. Strutture comunitarie

e residenziali A.1.7. Azioni di sistema e spese di organizzazione

A.1.8. Una sintesi dei dati

A.2. Norme regionali

A.2.1. Abruzzo A.2.2. Basilicata A.2.3. Calabria A.2.4. Campania

A.2.5. Emilia-Romagna A.2.6. Friuli Venezia Giulia A.2.7. Lazio

A.2.8. Liguria A.2.9. Lombardia A.2.10. Marche A.2.11. Molise

A.2.12. Piemonte A.2.13. Puglia A.2.14. Sardegna A.2.15. Sicilia

A.2.16. Toscana A.2.17. Trentino-Alto Adige A.2.18. Umbria

A.2.19. Valle d’Aosta A.2.20. Veneto.

A.3. Articoli della Costituzione

A.4. Annotazioni giuridiche

A.5. Legge 328/2000

Introduzione

Questo testo fa parte di una sorta di trilogia, il cui primo volume, pubblicato nel 1990 con il sottotitolo Standard regionali, regolamenti, esperienze, riportava stralci di leggi, piani, regolamenti, direttive e circolari emanati dalle varie Regioni in materia socioassistenziale dopo il decentramento avviato dal D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, che aveva attribuito ai Comuni tutte le funzioni amministrative relative all’organizzazione e all’erogazione dei servizi di assistenza e beneficenza, nell’attesa messianica di una legge quadro sui servizi sociali.

Il secondo volume, pubblicato nel maggio 2001, a pochi mesi di distanza dall’emanazione della legge 8 novembre 2000, n. 328, ha descritto la situazione dei servizi socioassistenziali verso la

realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali e sanitari, parafrasando il titolo della legge stessa.

Con questo terzo volume si fa il punto sul sistema integrato di interventi e servizi sociali, quale si è venuto a realizzare nei vari territori regionali dopo la modifica del Titolo v della Costituzione, approvata nel 2001.

Come nelle precedenti stesure, il libro riporta gli standard dei servizi socioassistenziali, sociosanitari e socioeducativi, desunti dalla legislazione regionale e da esperienze di enti locali. Come base di partenza sono state utilizzate le denominazioni e i requisiti dei servizi e delle strutture socioassistenziali riportati dalla Regione Puglia nella L.R. 10 luglio 2006, n. 19, Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini di Puglia e nel Regolamento regionale 18 gennaio 2007, n. 4 (successivamente modificato dai Regolamenti 7 agosto 2008, n. 19, e 10 febbraio 2010, n. 7). A questi sono stati aggiunti gli standard di servizi rilevati nella normativa più recente delle altre Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano e quelli tratti da esperienze significative di enti locali o da organismi del terzo settore delle varie realtà italiane. Le strutture e i servizi sono stati raggruppati, individuando il destinatario prevalente: servizi per la generalità della popolazione; servizi per la famiglia; servizi e strutture per i minori e i giovani; servizi e strutture i servizi socioassistenziali per donne in difficoltà; servizi e strutture per le persone con disabilità; sostegno economico; servizi e strutture per persone in situazione di marginalità sociale; servizi e strutture per persone con problematiche psicosociali; servizi e strutture per le persone anziane; forme innovative di solidarietà e di auto-mutuo-aiuto. Infine, sono state descritte le principali prestazioni sociali statali. Il volume è corredato da un’appendice consultabile online sul sito della casa editrice, che riporta una sintesi della spesa sociale dei Comuni italiani suddivisa per aree di intervento e – Regione per Regione – oltre 2.000 provvedimenti regionali che trattano gli argomenti affrontati.

Il libro è stato pensato per un utilizzo diversificato, a seconda delle esigenze dei lettori. Gli studenti iscritti ai corsi universitari, per il conseguimento del titolo di assistente sociale o di educatore professionale, vi troveranno riferimenti utili per il tirocinio professionale, gli esami e la tesi.

I dirigenti e i responsabili dei servizi potranno agevolmente trovare indicazioni precise e dettagliate sulle leggi statali e regionali vigenti in materia socioassistenziale, socioeducativa e sociosanitaria. Gli assistenti sociali, gli educatori e gli altri operatori sociali avranno modo di valutare criticamente la propria realtà lavorativa con gli standard dei servizi proposti dalle varie

Regioni. Infine, le cooperative sociali, le organizzazioni di volontariato e le imprese potranno avere una visione d’insieme dei requisiti che la normativa vigente richiede per l’autorizzazione al funzionamento delle strutture e dei servizi socioassistenziali e per l’eventuale loro  accreditamento”.

Ringraziamenti

Ringrazio quanti hanno contribuito, direttamente o indirettamente, a questa nuova edizione. Innanzitutto il mio pensiero va ad Annamaria Campanini e ai colleghi del Comitato scientifico (Elena Allegri, Maria Dal Pra Ponticelli, Milena Diomede Canevini, Luigi Gui, Elisabetta Neve,

Aurelia Tassinari, Silvana Tonon Giraldo), con cui per lungo tempo ho condiviso la fatica di portare a termine il Nuovo dizionario di servizio sociale.

Le interminabili discussioni su ogni singola voce mi hanno aiutato a fare chiarezza su molti termini presenti nel libro. Ringrazio anche le assistenti sociali Linda Formato e Ombretta Okely per avermi consentito di inserire una loro riflessione su un caso da loro seguito, già pubblicato sul sito ASit

Servizio Sociale su Internet (http://www.serviziosociale.com), di cui sono un affezionato frequentatore. Infine, un grazie affettuoso a mia moglie che, oltre a essermi stata vicina nelle alterne vicende della vita, ha dato concretezza ai temi di cui si occupano i servizi socioassistenziali, raccontando una storia, che oggi può capitare a chiunque, sulla discesa di una vita.

Approvato Piano di zona Ambito Distrettuale Cividalese


L’Assemblea dei sindaci dell’Ambito distrettuale del Cividalese ha approvato il Piano di zona, triennio 2013-2015 e il Programma attuativo annuale 2013. Consolidare e stabilizzare il sistema dei servizi esistenti Sulla base degli obiettivi generali posti dalla Regione, sono state sviluppate le linee progettuali nelle varie aree di intervento tra cui minori giovani e famiglie, anziani, disabilità, dipendenze e salute mentale, disagio e marginalità. Si è rilevata l’esigenza di consolidare e stabilizzare il sistema dei servizi esistenti, tra i quali il servizio sociale professionale, l’assistenza domiciliare e i servizi socio-educativi. È necessario, poi, porre attenzione ai processi e alla qualità del lavoro delle diverse figure professionali che compongono la Pianta organica aggiuntiva, fornire le informazioni necessarie e aggiornate ai cittadini, dotarsi di prassi e procedure burocratiche rispettose delle esigenze dei cittadini.   Individuati i settori di debolezza Parallelamente, sono stati individuati i settori di debolezza, le aree di fragilità dell’attuale assetto dei servizi sociali e sociosanitari sui quali sarà opportuno agire nei prossimi anni. Sono state lanciate alcune sfide nelle aree del lavoro e del disagio sociale (povertà e nuove povertà), tematiche che oggi registrano elementi di criticità e che, pertanto, necessitano di azioni mirate. 

da Approvato Piano di zona Ambito Distrettuale Cividalese.

Paolo Ferrario, Dall’arte della motocicletta alla manutenzione di se stessi | in Muoversi Insieme


Sono due i motivi per riproporre l’attenzione su“Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”, un libro di 35 anni fa. 
Il primo è biografico e riguarda la mia professione. Occuparsi di formazione con persone adulte impegnate nei servizi sociali vuol dire non solo trasferire conoscenze, ma soprattutto elaborare metodi ed atteggiamenti per vedere in modo diverso il proprio lavoro e la sua relazione con il mondo esterno.
Il secondo motivo è attuale e può anche interessare i nostri lettori.

In Miserabili, io e Margaret Thatcher l’attore Marco Paolini esortava il suo pubblico a “fare manutenzione”, ossia ad occuparsi umilmente di cambiare qualcosa nella propria concreta vita attuale, invece che fantasticare su grandi cambiamenti generali e, quindi, inevitabilmente astratti ed esterni alla più immediata esperienza personale. 

leggi tutto l’articolo qui: Dall’arte della motocicletta alla manutenzione di se stessi | Muoversi Insieme.

Ambito distrettuale di Varese in rete


L’Ambito distrettuale di Varese è in rete. E’ stato attivato infatti – realizzato dall’Amministrazione Comunale – il nuovo sito internet istituzionale, consultabile all’indirizzo http://www.ambitodistrettualevarese.it/

Il sito intende essere un riferimento per tutti coloro che vogliano essere informati sulle attività e sulle opportunità offerte all’interno dell’attuazione del Piano di Zona – ex Legge 328/2000.

DA    Ambito distrettuale di Varese in rete.

DAI PIANI DI ZONA ALLA GESTIONE ASSOCIATA DEI SERVIZI SOCIALI | Corso SDA Bocconi


I contenuti

  • I Piani di zona e le nuove reti dei servizi sociali: differenti ambiti e diverse esperienze regionali a confronto.
  • Integrazione dei servizi ed integrazione delle risorse: i nuovi confini della gestione del sociale.
  • Pianificazione e programmazione: il ruolo degli enti locali nell’orientare e governare i processi di cambiamento.
  • Integrazione e gestione associata dei servizi: dall’uso integrato delle risorse alla costituzione di un’unica azienda sociale interistituzionale.
  • Le differenti forme giuridiche a disposizione di una gestione associata.
  • La valutazione dei servizi nelle gestioni associate: la “prova del nove” dell’integrazione dei servizi.

da: DAI PIANI DI ZONA ALLA GESTIONE ASSOCIATA DEI SERVIZI SOCIALI | SDA Bocconi

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Ambito distrettuale del Cividalese | PdZ – Piani di Zona: “Un po’ di strada insieme: un percorso per l’affidamento familiare”


“Un po’ di strada insieme: un percorso per l’affidamento familiare”

scarica pieghevole: pieghevole_def.pdf
scarica locandina: locandina_def.pdf

scarica cartolina: cartolina_def.pdf

da Ambito distrettuale del Cividalese | PdZ – Piani di Zona.

Comune di Como – Servizi Sociali- “Bando, disciplinare di servizio e domanda di accreditamento dei fornitori di servizi per Ufficio di Coordinamento del piano di Zona, periodo 2012-14”.


Comune di Como – Servizi Sociali- “Bando, disciplinare di servizio e domanda di accreditamento dei fornitori di servizi per Ufficio di Coordinamento del piano di Zona, periodo 2012-14”.

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PIANO ZONALE TRIENNALE PRIMA INFANZIA: RILEVAZIONE DATI PER III^ ANNUALITA’ 2012/2013 | Azienda Sociale Cremona


PIANO ZONALE TRIENNALE PRIMA INFANZIA: RILEVAZIONE DATI PER III^ ANNUALITA’ 2012/2013

Cremona, 09.07.2012

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Regione Veneto, Approvato Piano Sociosanitario


Veneto.  Zaia: “Approvato Piano Sociosanitario”  
21 GIU - “Dopo l’approvazione dello Statuto siamo di fronte ad un nuovo passaggio fondamentale della stagione di riforme che abbiamo avviato assieme”. Così il governatore Luca Zaia ha commentato  l’approvazione in Consiglio regionale del 

nuovo Piano Sociosanitario Leggi…

Franco Vernò Lo sviluppo del welfare di comunità Dalle coordinate concettuali al gruppo di lavoro EDIZIONE: 2007


Lo sviluppo del welfare di comunità

Franco Vernò

Lo sviluppo del welfare di comunità

Dalle coordinate concettuali al gruppo di lavoro

EDIZIONE: 2007

COLLANA: CAROCCIFABER Il servizio sociale

ISBN: 9788874664955

Indice

Introduzione di Franco Vernò 1. Sviluppo locale e welfare di comunità di Dario Angelo Colombo 1.1. Coordinate concettuali 1.1.1. Sviluppo locale e welfare 1.1.2. Locale, prossimità, comunità 1.2. Comune, comunità e funzione pubblica 1.2.1. Comunità locale e sussidiarietà 1.2.2. Comune e comunità: luogo della partecipazione 1.3. Programmazione locale: strumenti, processi e strategie 1.3.1. Pianificazione e programmazione: un compito impossibile’ 1.3.2. La pianificazione e la programmazione: una chiarificazione dei termini 1.3.3. La programmazione nella pubblica amministrazione 1.3.4. Il circuito ‘virtuoso’ (o ‘vizioso”) della programmazione locale 1.3.5. Dai piani di settore al piano di sviluppo sociale’ 1.3.6. La programmazione locale: alcuni punti fermi 2. Responsabilità chiamate in causa: livelli e forme di esercizio di Stefano Buoso 2.1. Premessa 2.2. Governance: un tentativo di definizione 2.2.1. La governance secondo l’Unione europea 2.2.2. La governance a livello locale 2.3. Partecipazione e implementazione delle politiche 2.3.1. La definizione e i significati 2.3.2. La partecipazione e lo sviluppo di comunità 2.3.3. Un metodo da contestualizzare 2.3.4. Il processo per lo sviluppo delle comunità 2.4. Ridefinizione del ruolo dei soggetti locali e gioco delle responsabilità 2.4.1. Un ruolo preminente per l’ente locale 2.4.2. Il ruolo e le funzioni nel gioco delle responsabilità 2.5. Governo locale: strategie e strumenti 2.5.1. La volontà e il disegno complessivo 2.5.2. Finalizzare gli strumenti 2.5.3. Le possibili strategie 3. Gruppi di lavoro nel piano di zona di Franco Vernò e Gianluigi Spinelli 3.1. Uno strumento significativo nelle politiche dei servizi alla persona: il pdz 3.1.1. Fattori di scenario 3.1.2. Un tentativo di definizione 3.1.3. Un territorio 3.1.4. Le responsabilità 3.1.5. Un ciclo di vita suddiviso in fasi 3.1.6. Un processo 3.1.7. Dalle esperienze: criticità emergenti 3.1.8. Dalle esperienze: buone prassi da sviluppare 3.2. I gruppi di lavoro nel ciclo di vita del pdz 3.2.1. Elementi di trasversalità e specificità nei gruppi di lavoro 3.3. Organizzazione e funzionamento dei gruppi di lavoro 3.3.1. Una rete di soggetti per presidiare la complessità 3.3.2. Funzione programmatoria ed esercizio delle responsabilità 3.3.3. Gruppi di lavoro e welfare locale 3.4. Le condizioni facilitanti la costituzione e la gestione dei gruppi di lavoro 4. Indicazioni operative per il buon funzionamento dei gruppi di Franco Vernò e Gianluigi Spinelli 4.1. Comunità, welfare locale e gruppi di lavoro: significati e chiavi di lettura utilizzati 4.2. Un ‘atto di indirizzo’ per l’avvio del processo programmatorio 4.3. I gruppi di lavoro e i fattori da presidiare 4.3.1. Gruppi di programmazione 4.3.2. Gruppi di progettazione 4.3.3. Gruppi di gestione 4.4. Alcune riflessioni conclusive Appendice Note Bibliografia Gli autori

Il sistema informativo sociale Una risorsa per le politiche pubbliche di welfare a cura di: Luigi Mauri EDIZIONE: 2007 COLLANA: CAROCCIFABER Il servizio sociale


Il sistema informativo sociale

Il sistema informativo sociale

Una risorsa per le politiche pubbliche di welfare

a cura di: Luigi Mauri

EDIZIONE: 2007

COLLANA: CAROCCIFABER Il servizio sociale

ISBN: 9788874664863

Indice

Avvertenze e ringraziamenti 1 Alcuni aspetti definitori di Luigi Mauri 1.1. Introduzione: per il superamento di una mancanza di cultura del dato 1.2. Definizione di Sistema informativo sociale (siss) 1.2.1. Definizione e componenti 1.2.2. Lo spettro completo delle funzioni imprescindibili 1.3. L’architettura del siss 1.3.1. Le tre aree di analisi a pilastro del Sistema informativo sociale 1.3.2. L’articolazione territoriale 1.3.3. Il ruolo del livello centrale 1.3.4. Il ruolo delle Regioni e delle aree metropolitane 1.3.5. Il ruolo delle Province 1.3.6. Il ruolo degli ambiti e dei Comuni 1.4. Connotazioni ulteriori 1.5. Dai dati alle informazioni 1.6. Logica di costruzione di un flusso informativo 2 I raccordi strategici 2.1. Sistema informativo sociale e innovazione di Luigi Mauri 2.2. Sistema informativo sociale e valutazione di Piergiorgio Reggio 2.2.1. Alcuni riferimenti di fondo sulla valutazione nel sociale oggi 2.3. Sistema informativo sociale e programmazione di Anna Teselli 2.3.1. Gli strumenti di monitoring sociale. Tipi e tendenze il sistema informativo sociale 3 Un’opzione modellistica per la realtà italiana 3.1. Porre domande, avere risposte di Emilio Gregori 3.2. Flussi informativi sul versante dell’offerta di servizi e prestazioni di Emilio Gregori 3.2.1. Alcune questioni di fondo 3.2.2. Alcuni problemi e criticità nell’evidenza empirica 3.2.3. Come operare 3.2.4. L’album dell’innovazione 3.2.5. siss e monitoraggio dello stato di attuazione dei Piani di zona 3.2.6. siss e liveas 3.3. Flussi informativi circa l’analisi della qualità dei servizi di Rebecca Zanuso 3.3.1. La soddisfazione dell’utenza e del personale 3.3.2. L’analisi socio-organizzativa 3.3.3. Altri strumenti di valutazione e sviluppo della qualità 3.4. Flussi informativi circa l’analisi dei bisogni e della domanda sociale di Luigi Mauri 3.4.1. Il rapporto tra bisogni, siss e ricerca sociale 3.4.2. Un approccio di ricerca finalizzato agli obiettivi informativi 3.4.3. La rigorosità scientifica della ricerca sociale 3.4.4. Quale approccio per i bisogni sociali’ 3.4.5. Una proposta di indagine 3.5. La gestione delle relazioni istituzionali connesse al siss di Emilio Gregori 3.6. L’implementazione del siss tra progettazione partecipata e vincoli metodologici di Alessandro Pozzi 3.6.1. Il processo partecipato di costruzione dei flussi informativi 3.6.2. I confini del processo partecipativo 4 La costruzione pratica del siss 4.1. Le competenze e le risorse necessarie per l’attivazione del siss di Emilio Gregori 4.2. Gestire il patrimonio dati: la raccolta, la validazione, la trasmissione e la comunicazione di Emilio Gregori 4.2.1. La qualità dei dati 4.2.2. La raccolta dei dati 4.2.3. La matrice dei dati 4.2.4. La validazione dei dati 4.2.5. La trasmissione dei dati 4.2.6. La comunicazione dei dati 4.3. Dai dati agli indicatori: alcuni aspetti metodologici 4.4. Indicatori per il monitoring di processo, di prodotto, di risultato di Giovanni Viganò 4.5. Il supporto dell’informatica per un efficiente livello di automazione del siss di Giuliano Paterniti 4.5.1. Un esempio di soluzione informatica edp/mis 5 Nota conclusiva di Luigi Mauri Note / Riferimenti bibliografici / Gli autori

Organizzazione e servizio sociale a cura di: Luigi Gui EDIZIONE: 2009 COLLANA: CAROCCIFABER Il servizio sociale


Organizzazione e servizio sociale

Organizzazione e servizio sociale

a cura di: Luigi Gui

EDIZIONE: 2009

COLLANA: CAROCCIFABER Il servizio sociale (120)

ISBN: 9788874665877

In breve

Questa raccolta di diversi contributi di studiosi e professionisti di servizio sociale si propone, da un lato, come guida alle principali teorie organizzative elaborate nell’ambito della sociologia dell’organizzazione, con lo scopo di trarne considerazioni utili per i contesti specifici in cui lavorano i “professionisti del sociale”; da un altro lato, come contributo a un orientamento di servizio sociale trasformativo, cioè capace di indirizzare al cambiamento anche le organizzazioni attraverso cui si realizzano servizi e interventi per i cittadini. Vi si trovano, oltre a un’ampia analisi delle principali forme organizzative entro cui operano gli assistenti sociali, approfondimenti sulle dinamiche culturali e relazionali proprie delle organizzazioni, sulla gestione del potere o dell’incertezza, sulle possibilità valutative legate ai valori e non solo ai prodotti, sui processi generativi della qualità e di promozione della partecipazione in ambito organizzativo. Il volume si presta a essere utilizzato come manuale per gli studenti dei corsi di studi universitari in Servizio sociale e come strumento di ulteriore competenza per i professionisti impegnati nei servizi sociali, per l’adozione di pratiche organizzative congruenti ed efficaci.

Marilena Dellavalle Il tirocinio nella formazione al servizio sociale Un modello di apprendimento dall’esperienza,Carocci editore – 2011


Il tirocinio nella formazione al servizio sociale

Marilena Dellavalle

Il tirocinio nella formazione al servizio sociale

Un modello di apprendimento dall’esperienza

EDIZIONE: 2011

COLLANA: I Tascabili (109)

ISBN: 9788874666140

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Faber – Servizio sociale

 

Il contributo degli Enti locali al nuovo piano socio-sanitario dell’Emilia Romagna – da Legautonomie


Diritti sociali, livelli essenziali, servizi sociali
18 Giugno 2012
Ore 9.30/16.00
Bologna, Sala Auditorium, Viale Aldo Moro 18

Il contributo degli Enti locali al nuovo piano socio-sanitario dell’Emilia Romagna

Programma convegno

da Diritti sociali, livelli essenziali, servizi sociali / Agenda / Home – Legautonomie.

è stato approvato il Piano nazionale per la famiglia, 7 giugno 2012


nella seduta del Consiglio del Ministri del 7 giugno 2012 è stato approvato il Piano nazionale per la famiglia.

È la prima volta che nel nostro Paese viene adottato uno strumento contenente linee di indirizzo omogenee in materia di politiche familiari, garantendo centralità e cittadinanza sociale alla famiglia attraverso una strategia di medio termine che supera la logica degli interventi disorganici e frammentari avuti sino ad oggi.

Il testo, elaborato dal Comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia, è stato approvato come bozza dall’Assemblea dell’Osservatorio il 23 giugno 2011 dopo un ampio confronto, sia in sede di Osservatorio sia attraverso la Conferenza nazionale di Milano del novembre 2010.

Tale bozza, successivamente illustrata in Consiglio dei Ministri, è stata sottoposta alla Conferenza Unificata per la prescritta intesa – ai sensi dell’art. 1, comma 1251, lettera a) legge n. 296/2006 – che è stata sancita il 19 aprile scorso, dopo un approfondito lavoro istruttorio tra tutti i livelli di Governo (Stato, regioni ed enti locali).

Spetta ora ai diversi livelli amministrativi, centrali e locali, dare applicazione ai contenuti del Piano del quale offriamo di seguito una sintesi dei principi ispiratori, delle priorità e delle linee di intervento principali.

Quanto ai contenuti del Piano, i principi ispiratori sono:

  • cittadinanza sociale della famiglia, intendendo la famiglia quale soggetto su cui investire per il futuro del Paese, valorizzando la sua funzione per la coesione sociale e per un equo rapporto tra le generazioni;
  • politiche esplicite sul nucleo familiare: finora nel nostro Paese gli interventi a favore delle famiglie sono stati o dettati dall’emergenza e quindi necessariamente frammentati e disorganici, o indiretti, cioè riflesso a volte inconsapevole di altre politiche. Si tratta invece ora di delineare un quadro organico di interventi che abbiano la famiglia come specifica destinataria;
  • sussidiarietà e sviluppo del capitale umano e sociale, nel senso che gli interventi devono essere attuati in modo da non sostituire ma sostenere e potenziare le funzioni proprie e autonome delle famiglie. Una logica di empowerment  quindi e non di mero assistenzialismo delle famiglie e dei loro membri, che faccia  leva sulla loro capacità di iniziativa sociale ed economica;
  • solidarietà, intesa anche come rafforzamento delle reti associative delle famiglie, soprattutto quando si tratti di associazioni che non solo forniscono servizi alla persona, ma costituiscono sostegno e difesa dalla solitudine, luogo di confronto e di scambio.

Le priorità individuate dal Piano,  quali aree su cui intervenire con maggior urgenza sono:

  • le famiglie con minori, in particolare quelle numerose;
  • le famiglie con disabili o anziani non autosufficienti;
  • le famiglie con disagi conclamati sia nella coppia, sia nelle relazioni genitori-figli.

Gli interventi si articolano secondo le seguenti direttrici:

  • equità economica (fiscalità generale, tributi locali, revisione dell’ISEE);
  • politiche abitative per la famiglia;
  • lavoro di cura familiare: servizi per la prima infanzia, congedi, tempi di cura e interventi sulla disabilità e non autosufficienza;
  • pari opportunità e conciliazione tra famiglia e lavoro;
  • privato sociale, terzo settore e reti associative familiari;
  • servizi consultoriali e di informazione (consultori, mediazione familiare, centri per le famiglie);
  • immigrazione (sostegni alle famiglie immigrate);
  • alleanze locali per le famiglie;
  • monitoraggio delle politiche familiari.

 DOCUMENTI CORRELATI

Autorità, leadership, followership e creatività nei servizi sociali e sociosanitari, Lecco dal 15 maggio al 13 giugno 2012, da Newsletter SOS del 4.5.12


 La D.ssa Anna Grande segnala un evento che si svolgerà a

Lecco dal 15 maggio al 13 giugno 2012 (4 incontri)

dal titolo “Autorità, leadership, followership e creatività nei servizi sociali e sociosanitari”.
Per scaricare il programma, accedere alla pagina http://www.servizisocialionline.it/creativit%C3%A0-nei-servizi-sociali.htm

Servizio sociale dei Comuni – Ambito distrettuale Basso Isontino. Albo dei soggetti accreditati a svolgere il servizio di assistenza domiciliare nei Comuni


Servizio sociale dei Comuni – Ambito distrettuale Basso Isontino.

Albo dei soggetti accreditati a svolgere il servizio di assistenza domiciliare nei Comuni …
<http://www.serviziosociale.bassoisontino.it/cm/ambienti/servizio_sociale/unica/allegati/struttura_portale/20124171413310.doc20120417142827.pdf>

Piano di Zona della Valle d’Aosta


COS’È IL PIANO DI ZONA

Il Piano di Zona della Valle d’Aosta è lo strumento che nasce per dare risposte ai problemi delle persone e delle comunità locali, per individuare i bisogni e le strategie di risposta più efficaci, per riqualificare le risorse disponibili e condivise tra soggetti istituzionali e comunitari, per promuovere la partecipazione delle diverse comunità locali.

da Piano di Zona VdA

documentazione dell’UFFICIO DI PIANO

 

L’Assemblea distrettuale dei Sindaci nella seduta del 29.03.2012 ha approvato il nuovo Piano di Zona 2012-2014 dell’Ambito distrettuale di Cremona | Azienda Sociale Cremona


L’Assemblea distrettuale dei Sindaci nella seduta del 29.03.2012 ha approvato il nuovo Piano di Zona 2012-2014 dell’Ambito distrettuale di Cremona

PDZ 2012-2014 approvato 29.03.2012

Accordo di Programma 2012 – 2014 per sottoscrizione

da COSTRUIAMO IL NUOVO PIANO DI ZONA | Azienda Sociale Cremona

ACCORDO DI PROGRAMMA TRA I COMUNI DELL’AMBITO DISTRETTUALE DI MERATE, L’AZIENDA SPECIALE RETESALUTE, LA PROVINCIA DI LECCO, L’AZIENDA SANITARIA LOCALE DELLA PROVINCIA DI LECCO, L’AZIENDA OSPEDALIERA DI LECCO PER LA REALIZZAZIONE DEL PIANO DI ZONA 2012-2014


REGIONE LOMBARDIA, PIANO SOCIO SANITARIO REGIONALE 2010-2014, Deliberazione di Consiglio regionale n. IX/0088, 17 novembre 2011


Regione Lombardia, TESTO UNICO DELLE REGOLE DI GESTIONE DEL SISTEMA SOCIOSANITARIO REGIONALE (in realtà solo della RETE SANITARIA), Direzione Generale Sanità


Testo unico delle regole di gestione del sistema sociosanitario regionale

pila di libri

Con Delibera di Giunta Regionale 22 dicembre 2011, n. 2734 pubblicata sul BURL, S.O., n. 52 del 30 dicembre 2011 è stato approvato il Testo Unico delle Regole di Gestione del Sistema Sociosanitario Regionale. 

Questo strumento è stato individuato come uno degli obiettivi strategici del Piano Sociosanitario Regionale 2010-2014, approvato dal Consiglio Regionale con deliberazione del 17.11.2010: ”Definizione chiara e sintetica delle regole di sistema aggiornate all’anno di riferimento e di facile consultazione”. 

Esso rientra nel programma dell’Agenda di Governo 2011-2015 “Lombardia semplice” che individua espressamente, tra i diversi strumenti di semplificazione regionali finalizzati a razionalizzare il corpo di regole, prassi e procedure esistente, quello dei “Testi Unici coordinati di Settore”, che raccolgono, riordinano e semplificano, per ambiti tematici, l’insieme degli atti amministrativi a contenuto regolatorio.

Il Testo Unico delle Regole raccoglie e riordina:

- le disposizioni ancora dotate di valenza pluriennale rinvenibili nelle DGR delle Regole deliberate fino all’anno 2011, con esclusione delle disposizioni che forniscono indirizzi di gestione esclusivamente per l’anno di riferimento;
- gli atti amministrativi diversi dalle cd. “Regole” (quali, ad esempio, circolari recanti indirizzi applicativi rispetto alle DGR delle Regole, atti deliberativi diversi dalle “Regole”, note con contenuti importanti in ordine alle specifiche materie di riferimento), laddove il richiamo ai medesimi contribuisca a fornire chiarezza ed esaustività per una migliore comprensione della disciplina di riferimento.

Il Testo Unico delle Regole razionalizza e semplifica unicamente le disposizioni riguardanti le regole di gestione del sistema sociosanitario regionale e quelle più direttamente ad esse riconducibili, non potendosi quindi considerare quale testo unico di tutta la materia sanitaria disciplinata a livello amministrativo.

Il Testo redatto ha natura meramente compilativa e ricognitiva. La sua finalità è dotare gli operatori del settore di uno strumento di consultazione facile, completo ed aggiornato, nel quale poter rinvenire in modo puntuale le regole del settore sanitario e sociosanitario lombardo contenute negli atti amministrativi adottati nell’ultimo decennio.

Il Testo Unico è articolato in 12 allegati. Ai fini di una maggiore chiarezza e completezza del documento, in ogni allegato è stato ricostruito il quadro normativo di riferimento, tramite l’individuazione degli atti normativi di livello comunitario, statale e regionale.

Il Testo Unico non ha efficacia abrogativa e permangono e restano efficaci gli atti amministrativi adottati sulla base  delle delibere relative ai singoli anni di riferimento nello stesso accorpate.

Per quanto concerne le Regole di gestione del sistema sociosanitario regionale relative all’anno 2012, si rimanda alla recente DGR n. IX/002633 del 6 dicembre 2011 avente ad oggetto “Determinazioni in ordine alla gestione del servizio socio sanitario regionale per l’esercizio 2012”.

Allegati

Testo unico delle regole di gestione del sistema sociosanitario regionale (DGR n. 2734 del 22/12/2011) - BURL S.O. n. 52 del 30/12/2011 Testo unico delle regole di gestione del sistema sociosanitario regionale (DGR n. 2734 del 22/12/2011) – BURL S.O. n. 52 del 30/12/2011 (2.4 MB) PDF

da Direzione Generale Sanità :: Testo unico delle regole di gestione del sistema sociosanitario regionale.

Il futuro dei piani di zona: cosa cambia e come attrezzarsi, lunedì 23 Gennaio presso l’Auditorium La Cordata, via San Vittore 49 a Milano


lunedì 23 Gennaio prossimo si terrà presso l’Auditorium La Cordata, via San Vittore 49 a MIlano, il seminario
Il futuro dei piani di zona: cosa cambia e come attrezzarsi
Un confronto tra Regione, Ambiti, Terzo Settore e Asl per analizzare il nuovo contesto e per raccogliere idee e spunti per affrontare la prossima fase programmatoria

ore 9.00    Registrazione
ore 9.15    Interventi 
Apertura  Cristiano Gori – LombardiaSociale.it
Cosa insegnano gli ultimi dieci anni: apprendimenti (e attenzioni) per affrontare il cambiamento Valentina Ghetti  - IRS LombardiaSociale.it
Gli obiettivi di riforma del welfare e la nuova logica dei piani di zona  Rappresentante Regione Lombardia –  DG Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale; Giovanni Fosti – Cergas Bocconi
ore 10.00   Confronto con i territori  e dibattito                    
Come è possibile una riattivazione sociale? Angelo Stanghellini – Ufficio di Piano di Crema
Investire sulla progettazione Elena Meroni – Azienda Comuni Insieme Bollate e NeASS 
Costruire nuove alleanze con il mondo dell’impresa Chiara Previdi – Comune di Monza
Conclusioni  Ugo DeAmbrogio – IRS LombardiaSociale.it
ore 13.00  Chiusura lavori

L’accesso è gratuito previa registrazione tramite l’iscrizione on line al link
http://www.lombardiasociale.it/ls-eventi/pdz23gennaio/
 
Sono stati richiesti da Irs al CROAS Lombardia i crediti per la formazione degli assistenti sociali
Per informazioni:  tel. 02/4676.4310 segreteria@irs-online.it

VI SEGNALIAMO INOLTRE:
18 Gennaio 2012
 , a Lodi, dalle 14.30 alle 18, organizzato dall’Ufficio di Piano
Convegno e tavola rotonda sul tema: ”Tra Diritti e Sostenibilità. Quale welfare locale possibile: lo sguardo di insieme, sostenere e mantenere i servizi in un quadro di difficoltà”.
Programma, iscrizioni e informazioni al link: http://udpcasalelodi.altervista.org/  

Sono stai attribuiti dal CROAS 25 crediti formativi per assistenti sociali alla Scuola di aggiornamento e formazione per Assistenti Sociali organizzata da IRS: programma, calendario, costi e modalità di iscrizione vi verranno inviati contattando fpicozzi@irsonline.it oppure collegandovi al sito di irs

Regione Umbria: Approvate le linee indirizzo dei servizi sociali


4 gli assi lungo i quali si muoverà la politica regionale: il rafforzamento della struttura regionale e della rete dei servizi territoriali, la programmazione territoriale e la gestione associata, le politiche e gli interventi prioritari per le persone e le famiglie, la regolazione del sistema. Indispensabile anche l’attivazione del Sistema Informativo Sociale (SISO) per rilevare i bisogni dei cittadini e, tramite la raccolta dei dati e la loro successiva elaborazione e condivisione, si permetterà a livello territoriale di programmare gli interventi in base ai bisogni dei cittadini, verificando che i servizi erogati siano adeguati alle richieste degli utenti.

Relativamente alla programmazione e alla qualificazione della spesa Casciari evidenzia che “con il Piano Sociale regionale si è messo in campo in Umbria uno strumento che consente alle 12 Zone sociali di avere un unico comune denominatore attraverso i rispettivi Piani di Zona. A livello territoriale il ‘PdZ’ è l’occasione per le comunità di analizzare, valutare e programmare alla luce dei bisogni dei cittadini, coniugando così la  programmazione regionale con quella locale”.

Le politiche per le persone e le famiglie affrontano come prioritarie alcune linee di intervento per le quali si provvederà ad emanare successivi atti di indirizzo relativi ad  azioni per le  persone disabili e anziani non autosufficienti, per l’infanzia e le giovani generazioni e misure e servizi a sostegno delle famiglie a forte disagio economico e sociale o a rischio di impoverimento.

Particolarmente delicata è la regolazione del sistema dei servizi e degli interventi sociali sia dal punto di vista della domanda che dell’offerta: “Si punta – ha detto Casciari – alla realizzazione di un modello che assegni al pubblico un ruolo fondamentale di responsabilità in cui l’ente locale operi come coordinatore, regolatore dei servizi esternalizzati ma che chiede al terzo settore la qualità del servizio, la ricerca di efficienza, la capacità di mantenere vive quelle reti tra gli utenti capaci di generare quel capitale sociale e relazionale che ha caratterizzato il tessuto sociale umbro”.

In proposito  la vicepresidente ha precisato: “L’appalto concorso, che rappresenta lo strumento principale nell’affidamento dei servizi, appare non sempre adeguato a coprire servizi legati all’assistenza alla persona. Per tale ragione, il Piano Sociale  introduce altri strumenti di affidamento dei servizi, salvaguardando i principi di trasparenza, concorrenza e uguaglianza nelle possibilità di accesso dei fornitori privati all’affidamento dei servizi, possibilità di scelta o di compartecipazione alla scelta da parte degli utenti e delle loro famiglie, dando spazio agli strumenti della concessione, nella particolare forma dell’accreditamento e della co-progettazione”.

vai a: Approvate le linee indirizzo dei servizi sociali – Regione Umbria.

Linee di indirizzo per i piani di zona 2012-2014, D.g.r. n. IX/2505 del 16 novembre 2011 | segnalazione di Valentina Ghetti su LombardiaSociale


Linee di indirizzo per i piani di zona 2012-2014

D.g.r. n. IX/2505 del 16 novembre 2011 – Un welfare della sostenibilità e conoscenza. Linee di indirizzo per la programmazione sociale a livello locale 2012-2014

A cura di Valentina Ghetti

29 novembre 2011

Linee di indirizzo per i piani di zona 2012-2014 | LombardiaSociale.