Veneto. Zaia: “Approvato Piano Sociosanitario”
21 GIU - “Dopo l’approvazione dello Statuto siamo di fronte ad un nuovo passaggio fondamentale della stagione di riforme che abbiamo avviato assieme”. Così il governatore Luca Zaia ha commentato l’approvazione in Consiglio regionale del
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REGIONE LOMBARDIA, PIANO SOCIO SANITARIO REGIONALE 2010-2014, Deliberazione di Consiglio regionale n. IX/0088, 17 novembre 2011
Regione Toscana, Piano socio-sanitario integrato 2011-2015: Parole chiave
Regione Toscana, Piano socio-sanitario integrato 2011-2015: Parole chiave
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Regione Lombardia: PIANO SOCIO SANITARIO REGIONALE 2010 – 2014
Regione Lombardia, Piano Socio Sanitario Regionale 2010-2014 e Determinazioni gestione Servizio SSR per il 2011
Il nuovo Piano Socio Sanitario Regionale è stato approvato con delibera del Consiglio Regionale lo scorso novembre mentre il primo dicembre è stata approvata la delibera di Giunta per le Determinazioni in ordine alla gestione del Servizio Socio Sanitario Regionale per l’esercizio 2011.
“Dalla cura al prendersi cura”. Così il Piano Regionale di Sviluppo titola il capitolo riguardante la Salute. Non è solo una slogan o un messaggio, ma un indirizzo preciso e concreto con cui Regione Lombardia sta modificando radicalmente il modo di intendere l’assistenza sanitaria, strutturando un sistema in cui al centro ci siano davvero la persona e il suo benessere. Questa azione viene dettagliata nelle nuove regole, indicate dalla Direzione Generale della Sanità, che declina operativamente per il 2011 gli indirizzi indicati nel Piano Socio Sanitario Regionale (che è valido per il quinquennio 2011-2015). Un esempio. Ad oggi, se si dovesse rappresentare graficamente l’approccio alla patologia cronica, si vedrebbe una sequenza di interventi perpendicolari al percorso del paziente, spesso disgiunti tra loro con la conseguenza di costringere il paziente a farsi parte attiva per collegarli. Il risultato di ciò è la frammentazione, percepita dal cittadino affetto da una patologia cronica come “vuoto”, dei percorsi di cura e dei trattamenti terapeutici. Come riuscire, in questo caso, non solo a curare, ma anche, e più ampiamente, prendersi cura del cittadino? Per realizzare ciò è stato ideato e verrà sperimentato in 5 Asl il Cronic Related Gruop (CReG), coinvolgendo, con differenti responsabilità tecniche, i Medici di Medicina Generale, i Pediatri di Libera Scelta, le Asl, i soggetti erogatori di ricovero e cura e quelli extraospedalieri di specialistica ambulatoriale. Il CReG vuole essere lo strumento attraverso cui il sistema sia al fianco del cittadino affetto da una cronicità (per il 2011 saranno: Broncopneumopatie Cronico Ostruttive (BPCO), Scompenso Cardiaco, Diabete di tipo I e tipo II, ipertensione e cardiopatia ischemica, Osteoporosi, patologie neuromuscolari) e lo accompagni in tutte le attività, non solo ambulatoriali (farmaceutica, protesica, follow up), assicurandogli la continuità del processo di diagnosi e cura.
Un secondo esempio può essere offerto dalle Strutture Subacute, che valorizzano le risorse presenti sul territorio e avvicinano l’assistenza al cittadino. I nuovi ospedali sono stati realizzati strutturalmente per organizzare l’assistenza attorno alle diverse aree di intensità di cura, e questo pone il problema di come gestire adeguatamente i pazienti che abbiano terminato la fase acuta, ma non siano ancora dimissibili, attraversino cioè una fase subacuta che per essere adeguatamente curata necessita il ricovera in una struttura di carattere sanitario. Anche qui il passaggio è dal curare al prendersi cura: per questo nel 2011 saranno trasformati circa 1.100 posti letto per acuti e riabilitazione (posti letto tecnici) ubicati prevalentemente nei piccoli ospedali che già adesso non rientrano nella rete dell’emergenza-urgenza e non hanno reparti come l’ostetricia e la chirurgia. Queste strutture, dove l’assistenza al paziente richiede rispetto alla fase acuta una minor assistenza medica ma comunque una significativa assistenza infermieristica, consentiranno la stabilizzazione dei pazienti prima della completa dimissione al loro domicilio.
Link utili:
Le ultime disposizioni del 2010 (III Provvedimento) per la gestione del Servizio Sanitario.
Regole di gestione del SSSR per il 2010.
Il Piano Socio Sanitario Regionale 2007-2009 e gli atti amministrativi collegati.
Allegati
Presentazione libro “La programmazione perduta. I servizi sociosanitari nelle Marche”, Jesi, 15 aprile 2011
Jesi (Sala Circoscrizione, Via San Francesco)
15 aprile 2011
ore 17.00
presentazione del libro del Gruppo Solidarietà
La programmazione perduta. I servizi sociosanitari nella regione Marche
ne discutono
Samuele Animali, Già difensore civico della regione Marche
Stefano Mastrovincenzo, segretario regionale CISL
Fabio Ragaini, Gruppo Solidarietà, curatore del libro
Interverrà
Almerino Mezzolani, Assessore alla salute regione Marche
La cittadinanza è invitata a partecipare
Per informazioni. Gruppo Solidarietà, Via Fornace 23, 60030 Moie di Maiolati (An). Tel e fax 0731.703327. E-mail: grusol@grusol.it – www.grusol.it
Mara Maretti, Welfare locali. Studio comparativo sulla programmazione dei servizi sociali nelle regioni italiane, FrancoAngeli, 2008
| Welfare locali. Studio comparativo sulla programmazione dei servizi sociali nelle regioni italiane | |||||||||
| Autori e curatori: | Mara Maretti | ||||||||
| Contributi: | Everardo Minardi | ||||||||
| Collana: | Temi dello sviluppo locale – diretta da Everardo Minardi | ||||||||
| Argomenti: | Politiche e servizi sociali | ||||||||
| Livello: | Studi, ricerche | ||||||||
| Dati: | pp. 224, 1a edizione 2008 (Cod.1791.2) | ||||||||
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| In breve | Un’indagine condotta negli anni 2005-2007 con l’obiettivo di cogliere aspetti caratterizzanti il processo di strutturazione dei sistemi regionali, nel tentativo di comprendere in che modo e con quali criticità le Regioni costruiscono e caratterizzano il proprio sistema di servizi e interventi sociali. L’analisi comparativa dei documenti di programmazione di ventuno amministrazioni ha permesso la formulazione di un’ipotesi di raggruppamento dei ventuno contesti territoriali in quattro cluster, che rappresentano altrettanti idealtipi di welfare regionale. | ||||||||
| Presentazione del volume: |
Il nuovo scenario in materia di politiche sociali, delineatosi a seguito della riforma del Titolo V della Costituzione e del varo della L. 328/2000, ha comportato una marcata regionalizzazione del sistema, il cui assetto complessivo volge ad una crescente integrazione. Tale processo ha prodotto disomogeneità territoriali riscontrabili tuttavia dall’analisi della normativa e della documentazione inerente la programmazione dei servizi e degli interventi sociali. Il volume illustra i risultati di una indagine esplorativa condotta negli anni 2005-2007 il cui obiettivo è stato quello di cogliere aspetti caratterizzanti il processo di strutturazione dei sistemi regionali; nel contempo si è tentato di comprendere in che modo e con quali criticità le regioni costruiscono e caratterizzano il proprio sistema di welfare locale. La presente ricerca ha coinvolto le direzioni regionali competenti considerate testimoni chiave del processo di riforma in corso. L’analisi comparativa dei documenti di programmazione delle ventuno ammnistrazioni, unitamente alla raccolta delle opinioni dei testimoni chiave, ha permesso la definizione di elementi di forza e di debolezza dei welfare locali, e la formulazione di una ipotesi di raggruppamento dei diversi contesti territoriali in quattro cluster, che rappresentano altrettanti idealtipi di welfare regionale. Mara Maretti è dottore di ricerca in Politiche Sociali e Sviluppo Locale presso l’Università degli Studi di Teramo e Assegnista di ricerca in Sistemi di Welfare e Valutazione di Politiche Sociali presso l’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti. Si è occupata principalmente di politiche sociali, di metodologie e strumenti della partecipazione nei contesti locali, di programmazione e valutazione delle politiche pubbliche. |
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| Indice: | Everardo Minardi, Prefazione Introduzione Parte I. Il contesto Politica sociale: definizioni, attori e modelli interpretativi (Introduzione; Lo stato delle politiche sociali; Modelli di analisi comparativa) Nascita e sviluppo dello stato di benessere (Introduzione; La cittadinanza; I diritti sociali; Crisi dello stato sociale nell’era della globalizzazione; La moltiplicazione dei diritti e il principio di sussidiarietà come modello di gestione della complessità; Sussidiarietà e governance) La riforma degli interventi e dei servizi sociali in Italia (Introduzione; La riforma dell’assistenza; Sistema di governance multilivello per le politiche sociali) La regionalizzazione in Italia Parte II. La ricerca Metodologia e disegno della ricerca (I modelli teorici di riferimento; La metodologia; Descrizione dell’indagine e disegno della ricerca) Il percorso di attuazione della riforma del welfare regionale: le dimensioni della riforma nel sistema Paese (Introduzione; La normativa e il sistema della programmazione sociale regionale; Elementi della programmazione sociale regionale; La spesa sociale nelle Regioni; Il sistema delle relazioni istituzionali e strumenti d’integrazione tra politiche; Attori istituzionali e professioni del sociale; La programmazione sociale locale; Il ruolo delle Province; Il rapporto tra politica e dirigenza; I servizi primari; La valutazione nei sistemi di programmazione sociale; Punti di forza e punti d debolezza della programmazione sociale regionale) Analisi cluster dei sistemi Regionali (L’analisi delle componenti principali; Livello di strutturazione normativa del sistema di programmazione sociale regionale; Il livello di innovazione della programmazione sociale regionale; Livello di conformità alle indicazioni della L. 328/2000; La classificazione automatica delle Regioni) Conclusioni. La strutturazione disorganica dei sistemi di welfare regionali (Premessa; La prospettiva teorica emergente; Vincoli e risorse della strutturazione del sistema di welfare delle Regioni; Il ruolo delle organizzazioni della società civile nel processo di strutturazione) Appendice. Schede delle Regioni Bibliografia. |
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da: Welfare locali. Studio comparativo sulla programmazione dei servizi sociali nelle regioni italiane.
Lombardia: il Consiglio regionale approva il nuovo Piano socio sanitario
Con 38 sì, 23 no e 4 astenuti (a scrutinio nominale) il Consiglio regionale lombardo ha approvato il Piano Socio-Sanitario Regionale 2010-2014. Hanno votato a favore Pdl e Lega Nord, contrari Pd, Idv e Sel, mentre si sono astenuti Udc e Pensionati. Nuova rete per le cure palliative, per le terapie del dolore e attivazione di strutture i ricovero intermedie sono alcune delle novità.
segue qui:
OrdineAsLombardia, Osservazioni del Consiglio regionale alla proposta di P.S.S.R. Lombardia 2010-2014
Osservazioni del Consiglio regionale alla proposta di P.S.S.R. Lombardia 2010-2014 – PDA N. 006 DI INIZIATIVA DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE: PIANO SOCIOSANITARIO REGIONALE DELLA IX LEGISLATURA 2010-2014
vai a:
Regione Lombardia/Giunta, Proposta di Piano socio sanitario regionale 2010-2014, 30 giugno 2010
Le osservazioni di Anci Lombardia al piano socio-sanitario regionale 2010-2014
| Le osservazioni di Anci Lombardia al piano socio-sanitario regionale 2010-2014 |
| Rilevati obiettivi ambiziosi e di miglioramento della qualità, ma anche uno scarso coinvolgimento delle autonomie locali nell’attuazione del Piano. |
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Sulla legislazione ospedaliera: risposta ad una lettera firmata
Gentile dott.sa ….
Piano Socio-Sanitario Regione Lazio 2010-2012
Regione Lombardia: Approvato il nuovo Piano SocioSanitario Regionale 2010-2015
Approvato il nuovo Piano SocioSanitario Regionale 2010-2015 (PSSR)
30 giugno 2010
(Ln – Milano) Potenziamento dei servizi territoriali di assistenza per la cura della cronicità per evitare inutili ricoveri in ospedale; attivazione di strutture di ricovero intermedie tra l’ospedale e il domicilio, in grado di accogliere i pazienti nella fase post ricovero (low care hospital) con la riconversione di posti letto già esistenti in alcune strutture; un forte investimento nelle nuove tecnologie (telemedicina, e-health, ecc), in grado anche di assicurare maggiore facilità di accesso ai servizi per i cittadini, che potranno ad esempio consultare da casa gli esiti dei loro esami; nuove regole per l’accreditamento delle strutture sanitarie e sociosanitarie, con l’abolizione di qualunque automatismo sui rimborsi delle prestazioni; rinnovata attenzione alla prevenzione, soprattutto nei confronti dei giovani e giovanissimi, rispetto al consumo di alcool e droghe. Sono questi alcuni dei punti principali contenuti nel nuovo Piano SocioSanitario Regionale 2010-2015 (PSSR).
Il documento, approvato dalla Giunta regionale, su proposta del presidente Roberto Formigoni, di concerto con gli assessori Luciano Bresciani (Sanità) e Giulio Boscagli (Famiglia, conciliazione, integrazione e solidarietà sociale), detta le linee programmatiche per il settore sanitario e sociale per i prossimi anni. Il PSSR viene ora trasmesso al Consiglio regionale.
“E’ un programma – spiega il presidente Formigoni – che conferma i principi basilari del nostro sistema (centralità della persona e libertà di scelta) in una prospettiva di forte innovazione sia da un punto di vista organizzativo, sia da un punto di vista tecnologico. Con questo nuovo Piano saremo in grado di confermare le eccellenze del nostro sistema, che già garantisce elevatissimi livelli di qualità, adattandolo alle nuove esigenze dei cittadini”. “L’organizzazione e lo sviluppo della medicina territoriale – sottolinea Bresciani – con l’obiettivo di decomprimere gli ospedali e affrontare la vera sfida del futuro della sanità, che è la cronicità, è uno dei punti qualificanti di questo Piano. La cronicità va monitorizzata continuamente, con il supporto dei medici di base e anche con l’impiego di tutte le tecnologie disponibili, per fare in modo che il paziente non debba affrontare episodi di acuzie”.
“Sarà data grande attenzione – aggiunge l’assessore Boscagli – all’educazione dei più giovani e alla prevenzione soprattutto rispetto al consumo di alcool e droghe che sono fenomeni in aumento proprio tra i ragazzi. Lo sviluppo del terzo settore e la riforma dei consultori familiari sono gli altri punti importanti di questo PSSR, che rappresenta un riferimento fondamentale per le politiche dei prossimi anni”. Questi i contenuti fondamentali del PSSR 2010-2015.
SEMPLIFICAZIONE - Anche attraverso lo sviluppo del Sistema Informativo Socio Sanitario, sarà data la possibilità ai cittadini di prenotare e pagare una prestazione senza la necessità di doversi recare fisicamente in ospedale o nelle strutture dove vengono erogate le prestazioni. Sarà garantito ai pazienti l’accesso ai propri referti clinici evitando di recarsi presso la struttura sanitaria. Anche il medico riceverà in tempo reale gli esiti di un esame clinico relativo ad un proprio assistito. Altro obiettivo è la riduzione delle liste e dei tempi di attesa attraverso l’eliminazione di errori o doppie prenotazioni. Per quanto riguarda il Terzo Settore, sarà incentivato e sviluppato il suo ruolo in quanto soggetto di innovazione ed evoluzione di un modello di welfare sussidiario e partecipato, con l’adozione di provvedimenti che semplifichino, potenzino e razionalizzino i moduli di raccordo tra Terzo Settore stesso e amministrazione pubblica e semplifichino gli oneri gestionali connessi alla gestione dei flussi informativi.
SISTEMA INFORMATIVO - Il Sistema Informativo Socio Sanitario (SISS) sarà implementato per realizzare la completa integrazione degli enti socio sanitari, sviluppare il Fascicolo Sanitario Elettronico, dematerializzare i documenti sanitari e ampliare e perfezionare il servizio di prenotazione nei suoi diversi canali (CUP regionale, internet, farmacie, medici di medicina generale). Sarà data dunque la possibilità di consultare, attraverso questi canali, le agende di tutte le strutture collegate con il SISS.
MEDICI DI FAMIGLIA E PEDIATRI - Sarà valorizzato il ruolo dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. Verrà dato impulso alla creazione di unità complesse di cure primarie che garantiscano assistenza sanitaria di base, diagnostica e prestazioni ambulatoriali di primo livello. Gli obiettivi sono ridurre l’accesso improprio al pronto soccorso e realizzare la continuità dell’assistenza sul territorio, garantendo le cure ai pazienti cronici e in assistenza post-acuta. L’implementazione dell’assistenza pediatrica passerà attraverso l’avvio di progetti che prevedano l’apertura degli studi nei giorni festivi e prefestivi.
PREVENZIONE - Politiche a favore della natalità, miglior qualità della vita, con stili comportamentali salutari, diagnosi precoce delle malattie neoplastiche e prevenzione dei fenomeni di polidipendenza. Questi gli obiettivi fondamentali della prevenzione nei prossimi anni con particolare attenzione alla dimensione preventiva del consumo e dell’abuso di alcol e droghe tra i giovani e giovanissimi, fenomeno purtroppo in espansione, con conseguenze molto serie.
PIANI DI SVILUPPO - Prevista la messa a regime delle reti di patologia: già attive quelle sulle patologie rare e oncologiche, oltre alle reti trasfusionale, ematologica e nefrologica. Lo sviluppo della telemedicina si realizzerà attraverso l’attivazione di programmi su scala provinciale e regionale, dopo una prima fase di sperimentazione locale. Nuovo impulso sarà dato anche alla ricerca e alle relazioni internazionali. Proseguirà il dialogo e la collaborazione con le imprese, le Università e Finlombarda per lo sviluppo di progetti di innovazione tecnologica e per l’acquisizione e l’attuazione di progetti europei di Ricerca e Sviluppo. Una particolare attenzione verrà accordata alla diffusione della telemedicina, della tele diagnostica e del teleconsulto.
RETE OSPEDALIERA - Gli ospedali dovranno diventare sempre più luoghi tecnologicamente avanzati, dotati della strumentazione di eccellenza, nei quali i pazienti dovranno permanere il tempo strettamente necessario alla cura della fase acuta. La funzione territoriale dell’ospedale, attuata dai suoi bracci operativi sul territorio, riguarderà l’attività di diagnosi e cura di primo e secondo grado di complessità e l’erogazione di servizi post-acuzie intermedi fra l’ospedale e il domicilio (per esempio low care hospital). Dovranno anche essere implementati modelli organizzativi e gestionali in rete per funzioni, con lo scopo di realizzare forme di continuità assistenziale comprendendo anche l’ospedalizzazione domiciliare e forme alternative al ricovero.
ASSISTENZA TERRITORIALE - Verranno attivare strutture di ricovero intermedie con monitorizzazione H24, in grado di accogliere i pazienti nella fase post ricovero non ancora inseribili in un percorso di assistenza domiciliare o residenziale sociosanitaria. Queste strutture utilizzeranno le tecnologie avanzate della telemedicina, della teleassistenza, del teleconsulto e dell’ICT. Alcune tipologie di struttura territoriale potrebbero derivare dalla riconversione dei piccoli ospedali.
ACCREDITAMENTO – Si metterà in atto una profonda riforma del sistema accreditamento/contrattualizzazione delle unità di offerta sociali e sociosanitarie, sia con il perfezionamento dei criteri e dei requisiti di accreditamento, sia separando accreditamento da contrattualizzazione. In analogia con il sistema adottato in campo sanitario, anche per le unità di offerta sociosanitarie e sociali l’intenzione è di separare nettamente la qualificazione conseguita attraverso l’accreditamento dalla possibilità di porre a carico dei fondi regionali le prestazioni erogate.
ASSISTENZA SOCIO SANITARIA - Sarà promossa una riforma dei consultori familiari per sviluppare, accanto alle funzioni sociosanitarie già proprie, un ruolo sociale ed educativo dei consultori stessi, con l’obiettivo di sostenere la genitorialità, la coesione familiare e la funzione di aiuto per i familiari più fragili. Saranno anche emanate linee guida operative per garantire un lavoro integrato di rete tra consultori, medici di medicina generale, aziende ospedaliere, comuni, scuole, associazionismo e volontariato.
(Lombardia Notizie)
Sanità :: Approvato il nuovo Piano SocioSanitario Regionale 2010-2015 (PSSR).
Approvato il piano sociosanitario 2010-2012, Friuli Venezia Giulia
Al termine di un percorso iniziato lo scorso mese di novembre con l’approvazione preliminare e caratterizzato da un ampio dibattito, su proposta dell’assessore Vladimir Kosic la Giunta regionale ha oggi definitivamente dato il via libera al Piano sanitario e sociosanitario per il triennio 2010-2012.
Il documento si articola in quattro direttrici strategiche: riorganizzazione dell’offerta della rete ospedaliera, istituzione di un’unica centrale operativa dell’emergenza, presa in carico integrata delle persone con malattie croniche e disabilità, ricerca di una maggiore efficienza complessiva del sistema sanitario e sociale attraverso l’adozione di criteri di gestione che consentano di eliminare inutili sovrapposizioni e favoriscano sinergie operative tra le aziende.Rispetto alla bozza iniziale, l’approfondito confronto di questi mesi ha permesso di introdurre diverse integrazioni.
In particolare, ricorda lo stesso assessore, sono stati accolti i suggerimenti del ministero della Salute di prevedere sia una continuità con la precedente pianificazione che successivi provvedimenti di dettaglio. Parallelamente sono state recepite le osservazioni delle Università di Trieste e Udine sul modello organizzativo dipartimentale, sulle peculiarità delle Aziende ospedaliero-universitarie, sul mantenimento dei requisiti previsti per l’accreditamento istituzionale, sulle esigenze della didattica e della ricerca. E sono state accolte – sottolinea ancora Kosic – tutte le modifiche proposte dalla III Commissione del Consiglio regionale.
Più nel dettaglio, una delle integrazioni è connessa alle funzioni coordinate delle Aziende ospedaliere: l’assetto organizzativo e di erogazioni dovrà essere definito d’intesa tra le Aziende di area vasta ed i privati accreditati, sotto la regia della direzione regionale della Salute. E in ogni caso, in mancanza di un accordo la scelta finale sarà della Regione. Analogo modello organizzativo avranno gli Irccs, Burlo e Cro. Per quanto riguarda l’Ospedale di Gemona sarà perseguita la continuità dell’integrazione anche per pazienti acuti come polo unico con l’Ospedale di Tolmezzo.
Maggiore ruolo avranno i medici di famiglia, con il passaggio da una medicina di attesa a una di iniziativa anche grazie a tipologie organizzative diverse, tra cui aggregazioni funzionali di più medici, unità complesse per le cure primarie, equipe territoriali. Dovranno anche essere potenziate l’autonomia e l’operatività dei Distretti, per favorire la continuità dell’assistenza.
In prospettiva poi, come indicato in Commissione consiliare, nelle Linee guida per la gestione del servizio sociosanitario del 2011 sarà previsto il coordinamento delle funzioni per la cura delle malattie croniche – il diabete in particolare – per favorire la più ampia accessibilità ai servizi su tutto il territorio.
Dall’1 gennaio 2011 nell’ambito dell’Area vasta pordenonese, sulla base di uno studio di fattibilità che sarà curato dall’Azienda ospedaliera e da quella sanitaria con il coordinamento della Regione, sentita la Conferenza dei sindaci, le funzioni dei nosocomi ex articolo 21 (Maniago e Sacile) faranno capo all’Azienda ospedaliera di Pordenone ma manterranno inalterate le funzioni previste dalla programmazione regionale.
“Posto che in Friuli Venezia Giulia, come evidenziato anche nel corso del confronto avviato con il Libro Verde, non mancano né disomogeneità né criticità, e considerato l’obbligo di garantire sostenibilità economica, l’unica strada possibile era quella di guardare ad un miglioramento complessivo del sistema sociosanitario”, precisa Kosic. “Il documento approvato oggi guarda consapevolmente al futuro, per rispondere ai bisogni in evoluzione della società”.
L’assessore non manca infine di ringraziare tutti per i preziosi contributi offerti. “Ho apprezzato in particolare l’affermazione del sindaco Vittorino Boem, presidente della Conferenza permanente, che ha ammesso che mai prima d’ora erano state date tante informazioni su un Piano: questo rientra pienamente nel metodo dell’ascolto, adottato dalla Giunta Tondo e richiamato fin dalle Linee di indirizzo già nel 2008. Un metodo partecipativo che ci ha permesso di realizzare un ottimo Piano sociosanitario, che avvia l’iter del miglioramento del servizio in regione”.
12 marzo 2010
Il Friuli > Cronaca > Approvato il piano sociosanitario
Regione Lombardia, Piano Socio Sanitario 2007-2009, 26 ottobre 2009
Il 26 ottobre 2006 il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza il Piano Socio Sanitario per il triennio 2007-2009.
Il Piano Socio Sanitario è il documento guida sull’organizzazione del sistema sanitario lombardo che riafferma la centralità del modello sussidiario lombardo e tiene conto di una crescita notevole del Terzo Settore (no-profit) in Lombardia.
Il Piano conferma le linee guida della legge regionale sulla sanità e quindi prevede per la Regione il ruolo di finanziatore e di Ente competente in materia di attività di indirizzo, coordinamento e monitoraggio dell’erogazione dei servizi oltre che di determinazione dei livelli qualitativi e quantitativi appropriati.
La gestione e l’organizzazione dei servizi sarà in capo alle ASL che dovranno coinvolgere sempre di più i Comuni, le Province e le Comunità Montane nelle scelte programmatiche in ambito territoriale.
Il documento stabilisce le priorità d’intervento e gli obiettivi di benessere sociale
Sanità: il Piano della Regione Calabria
(regioni.it) La Giunta Regionale della Calabria ha approvato il 10 settembre il Piano di riqualificazione e razionalizzazione del Servizio sanitario della Regione 2010-2012. L’obiettivo strategico del Piano – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta
Newsletter n. 1437 del martedì 15 settembre 2009



