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ALLA UBIK Piazza San Fedele 32 (2° piano), ore 18, ingresso libero L’industria della carità. da storie e testimonianze inedite il volto nascosto della beneficenza (Chiarelettere). Valentina Furlanetto dialoga con don Giusto della Valle. Il libro racconta un mondo, quello della solidarietà, di cui non si sa abbastanza. Tra sms che salvano, adozioni a distanza, partite del cuore, campagne televisive, azalee e arance benefiche, quanti milioni di euro raccolti arrivano a chi ha bisogno? La risposta che viene fuori dalle testimonianze di cooperanti italiani e internazionali e dai più recenti dati di bilancio è che tra profit e non profit c’è ormai poca differenza. Ma i soldi non sono che una parte della questione, c’è molto altro da sapere. Che fine fanno i vestiti che lasciamo ai poveri? Come funziona il sistema delle adozioni internazionali? E il commercio equo e solidale? Valentina Furlanetto è giornalista. Ha lavorato perUomini & Business e Affari e Finanza. Da più di dieci anni fa parte della redazione di Radio 24 Il Sole 24 Ore occupandosi prevalentemente di economia e temi sociali. È autrice del libroSi fa presto a dire madre, un’inchiesta narrativa sulla maternità in Italia. |
Archivi categoria: Fondazioni
Fondazione Cariplo presenta i Bandi 2013
Fondazione Cariplo presenta i Bandi 2013: i testi saranno pubblicati sul sito www.fondazionecariplo.it a partire dal 28 gennaio. Gli incontri di presentazione si terranno il 30 e il 31 gennaio a Milano, al centro congressi fondazione Cariplo di via Romagnosi 8.
Per favorire la partecipazione, gli appuntamenti potranno essere seguiti anche in diretta streaming online (sempre sul sito di fondazione Cariplo), è prevista la diretta anche sui social media (Facebook e Twitter).Le presentazioni resteranno disponibili in modalità streaming on demand, per poterle rivedere nelle settimane successive. Questo il calendario: Ambiente, mercoledì 30 gennaio alle ore 10-12.30; Servizi alla persona, mercoledì 30 gennaio alle ore 14.30-17; Arte e cultura, giovedì 31 gennaio alle ore 10-12.30; Ricerca scientifica giovedì 31 gennaio alle ore 14.30 – 17. Per maggiori informazioni:www.fondazionecariplo.it
da CSV – Centro servizi del volontariato di como – Presentazione Bandi 2013.
Fondazione Cariplo – Bando Anziani 2012
Fondazione Cariplo affronta nuovamente il tema dell’assistenza agli anziani lanciando l’edizione 2012 del bando ”Potenziare le risposte ai bisogni degli anziani e delle loro famiglie”, con scadenza 29 marzo 2013. Attraverso il bando, che assegna contributi per un totale di2,5 milioni di euro, verrà dato sostegno ad iniziative per:
- arricchire la filiera dei servizi residenziali destinati agli anziani, agevolando l’attivazione di soluzioni residenziali che si pongano a un livello di protezione intermedia tra l’aiuto presso il domicilio e l’inserimento in RSA (residenzialità protetta);
- promuovere a livello territoriale la riorganizzazione dei servizi di sostegno alla domiciliarità: supporto e accompagnamento ai caregiver, iniziative di prossimità, sostegno alle famiglie nell’individuazione e nella gestione delle soluzioni private di cura (sostegno alla domiciliarità).
L’assistenza agli anziani sarà tra le maggiori sfide delle future politiche di welfare. Entro il 2020 si prevede un incremento del 16% degli ultra sessantacinquenni e un più 39% degli ultra ottantenni.
tratto da Fondazione Cariplo – Bando Anziani 2012.
L’alternativa al pubblico? Le forme organizzate di finanziamento privato nel welfare sociale, a cura di Cristiano Gori, Contributi di: Gian Paolo Barbetta, Marina Bettoni, Giulio Boscagli, Pietro Cafaro, Jonny Dotti, Gianantonio Farinotti, Rosangela Lodigiani, Rosa Rubino, Rosemarie Tidoli, FrancoAngeli, 2012


Tra le esperienze già operative, quelle in corso di attivazione e i vari progetti in via di elaborazione, molto sta accadendo su questo fronte. Le opportunità per sopperire ad alcune carenze del sistema pubblico sono notevoli, i rischi di fornire risposte inappropriate – e inique – non risultano da meno. Ci vorrebbe, dunque, un dibattito puntuale, capace di individuare le strade da seguire e gli errori da evitare. La discussione in proposito, però, latita.
Il volume intende contribuire allo sviluppo di tale discussione ricostruendo le caratteristiche delle forme organizzate di finanziamento privato del welfare sociale in Italia, le dimensioni dello sforzo in atto e i relativi confini. Presenta poi una disamina critica sia delle loro attività sia delle ampie riflessioni maturate in proposito. Esamina, infine, le relazioni tra queste forme di finanziamento e le politiche pubbliche. Il libro si propone, dunque, come uno strumento per comprendere una realtà con la quale – nel prossimo futuro – sempre più si sarà chiamati a confrontarsi.
Cristiano Gori insegna Politica sociale all’Università Cattolica ed è consulente scientifico dell’Istituto per la Ricerca Sociale, a Milano. È visiting senior fellow presso la London School of Economics, a Londra; dirige la rivista “Welfare Oggi” e il sito Lombardiasociale.it, da lui ideati. Ha creato e coordina il “Network Non Autosufficienza (NNA)” ( L’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia – Terzo Rapporto , 2011). Recentemente ha curato il rapporto Quale futuro per il Welfare? (Roma, 2012) promosso dal Forum Nazionale del Terzo Settore e pubblicato il volume Per un piano nazionale contro la povertà (Carocci, 2011, con altri). È editorialista de “IlSole24Ore”.
Indice
Giulio Boscagli, Prefazione
Cristiano Gori, Introduzione
Prima I. La storia e le idee
Pietro Cafaro, Uno sguardo storico
Rosangela Lodigiani, Il dibattito in corso
Marina Bettoni, La voce dei protagonisti
Parte II. La realtà attuale
Rosa Rubino, La contrattazione di primo livello
Marina Bettoni, Rosemarie Tidoli, Il welfare aziendale
Rosemarie Tidoli, Le tutele assicurative private per la non autosufficienza
Gian Paolo Barbetta, Le fondazioni
Parte III. Le prospettive
Johnny Dotti, Gianantonio Farinotti, L’Italia incontro alla modernità
Cristiano Gori, Pubblico e privato nel welfare sociale.
da L’alternativa al pubblico? Le forme organizzate di finanziamento privato nel welfare sociale.
IL VALORE ECONOMICO DEL TERZO SETTORE, rapporto di ricerca della Unicredit Foundation, 2012
da http://www.forumterzosettore.it/multimedia/allegati/Ricerca.pdf
UniCredit Foundation in collaborazione con Territorial Research and Strategiesdi UniCredit presenta i risultati dell’indagine sul valore economico del Terzo Settore in Italia. L’evento avrà luogo lunedì 23 aprile 2012 alle ore 10.30 a Milano, presso l’Aula Magna di UniCredit, in via Tommaso Grossi, 10. Interverranno: Giorgio Fiorentini, Docente Università Bocconi; Claudio Gagliardi, Segretario Generale Unioncamere; Oscar Giannino, Giornalista Radio 24; Nando Pagnoncelli, Amministratore Delegato IPSOS; Roberto Nicastro, Direttore Generale UniCredit; Maurizio Carrara, Presidente UniCredit Foundation. Scarica l’invito
Per informazioni e per confermare la propria partecipazione:communication@unicreditfoundation.org
Per ricevere una copia elettronica della ricerca clicca qui
o invia una richiesta a communication@unicreditfoundation.org specificando nome, cognome e indirizzo e-mail.
La ricerca sarà distribuita a partire da lunedì 23 aprile 2012.
Le Fondazioni di Comunità in Italia: uno sguardo d’insieme, di Lorenzo Bandera, in secondowelfare.it
la FONDAZIONE I BAMBINI DELLE FATE per le DISABILITA’ INFANTILI, Castelfranco Veneto (TV)
La disabilità infantile è una delle prigioni più terribili in cui ci si possa trovare.
Per aiutare davvero, qualche sporadica donazione non basta. Siamo una fondazione senza scopo di lucro, con finalità sociali ed umanitarie, a sostegno delle disabilità infantili. Il nostro obiettivo è una nuova libertà, garantita nel tempo.
La nostra gestione è imprenditoriale e la nostra visione è a medio e lungo termine; con un sistema organizzativo consolidato, colleghiamo direttamente le risorse della tua impresa al mondo del sociale garantendo e tutelando i tuoi investimenti; ecco ci siamo:
Presidente: Franco Antonello
Vice Presidente: Ruggero Grigatti
Amministrazione: Ugolina Vial
Grafica / Marketing: Genny Meneghello – Giulio Brignani
| Programmi delle “Fate” | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Da SETTEMBRE 2006 la Fondazione ha attivato importanti segnali per un aiuto immediato con alcuni progetti a cui le Aziende possono partecipare in pool coordinato dalla Fondazione o finanziando un intero progetto. Ecco le più significative tra le Associazioni finanziate ed i loro progetti
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FONDAZIONE PROVINCIALE DELLA COMUNITA’ COMASCA
STATUTO della Fondazione Comasca.
Fondazione Socialità e Ricerche
la Fondazione Socialità e Ricerche Onlus ha dato avvio ad una serie di Newsletter informative mensili per offrire spazio a riflessioni e confronti sull’aiuto ai soggetti più fragili.
La Fondazione ha lo scopo di promuovere studi e ricerche, connessi in particolare con la vita della persona che invecchia, su problematiche sanitarie, psicologiche, etiche, economiche, filosofiche e sociali.
Attualmente, la Fondazione sta curando la ricerca “Spesa per anziani e crescita economica”, che vuole affrontare il tema, non ancora oggetto di attenzione nel nostro Paese, dell’impatto della spesa per l’assistenza agli anziani sul reddito e sull’occupazione.
Nelle Newsletter troverà informazioni sulle attività della Fondazione, nonché sulle attività recenti svolte da altre istituzioni. Sono inoltre pubblicati lavori e riflessioni dei maggiori esperti del settore.
FONDAZIONI, scheda didattica
La fondazione è regolata dagli articoli che vanno dal 12 al 35 del Codice civile. A differenza dell’associazione -che ha carattere personalistico – l’elemento base della fondazione è il patrimonio.
La fondazione di solito è costituita con un atto unilaterale (un testamento o una donazione) attraverso il quale un patrimonio è devoluto al raggiungimento di un determinato scopo (di solito di pubblica utilità).
La fondazione gode sempre di personalità giuridica. Il riconoscimento avviene con decreto del presidente della Repubblica o del presidente della Regione (se l’ambito d’azione è quello regionale). La fondazione non è una struttura democratica e gli organi (gli amministratori e il collegio dei revisori) sono deputati solo all’amministrazione del patrimonio. Per la rilevanza dell’elemento patrimoniale, i controlli dell’autorità pubblica sono molto stringenti.
Le fondazioni possono svolgere direttamente attività volte a perseguire i fini statutari, oppure possono occuparsi esclusivamente della gestione del patrimonio, finanziando altri soggetti che svolgono attività ritenute meritevoli dagli amministratori.
Merita un approfondimento una diversa fattispecie di fondazione, regolata con il decreto legislativo n. 153 del 1998, la fondazione bancaria.
La legge Amato del 1993 prevede che le fondazioni bancarie non abbiano più partecipazioni di maggioranza nelle casse di risparmio, per evitare che la maggior parte del patrimonio risulti ad esse vincolato e per far sì che la loro attenzione si fecalizzi sul raggiungimento di scopi di utilità sociale.
Con una recente modifica del loro statuto, in base al dlgs 153/98, le fondazioni bancarie devono per legge devolvere una percentuale dei proventi del loro patrimonio in attività o progetti di rilevanza sociale. Il decreto individua sei settori rilevanti, nei quali la fondazione può scegliere di impiegare il proprio patrimonio: assistenza e sanità; ricerca scientifica; attività culturali; arte; ambiente; istruzione. Essa può decidere di erogare denaro ad organizzazioni non profit che operano nei sei settori individuati, oppure può decidere di svolgere direttamente attività d’impresa nei suddetti settori, un’attività strumentale al raggiungimento dello scopo di utilità sociale.
Fabio Ferrucci, Capitale sociale e partnership tra pubblico, privato e terzo settore. Vol. II Il caso delle fondazioni di comunità
| Capitale sociale e partnership tra pubblico, privato e terzo settore. Vol. II Il caso delle fondazioni di comunità | |||||||||||||||
| Autori e curatori: | Fabio Ferrucci | ||||||||||||||
| Collana: | Sociologia, cambiamento e politica sociale – Ricerche | ||||||||||||||
| Argomenti: | Politiche e servizi sociali | ||||||||||||||
| Livello: | Studi, ricerche | ||||||||||||||
| Dati: | pp. 272, 1a edizione 2010 (Cod.1534.2.24) | ||||||||||||||
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| In breve | I risultati di una ricerca che aveva come obiettivo quello di verificare se e a quali condizioni le partnership tra soggetti pubblici, privati e di terzo settore sono in grado di generare capitale sociale. In particolare, sono analizzate alcune partnership che hanno visto coinvolte, a vario titolo, le fondazioni comunitarie della Lombardia. | ||||||||||||||
| Presentazione del volume: |
Le fondazioni di comunità sono una novità nel panorama delle forme organizzative del terzo settore italiano. Nate da un progetto avviato nella seconda metà degli anni ’90 in Lombardia, con la finalità di promuovere la cultura del dono, esse si stanno diffondendo anche in altre regioni. La loro peculiarità consiste nel coniugare la creazione di vari tipi di fondi (patrimoniali e non) con erogazioni finalizzate a sostenere l’azione del terzo settore, a livello locale, in una pluralità di ambiti. E stanno già concorrendo allo sviluppo di una forte società civile basata sui principi della solidarietà e della sussidiarietà. Quale ruolo potrebbero però svolgere le fondazioni di comunità nella transizione a più innovative configurazioni di welfare? Il volume, dopo un ampio inquadramento teorico del fenomeno, presenta i risultati di una ricerca esplorativa volta a verificare se e a quali condizioni le partnership tra soggetti pubblici, privati e di terzo settore generano capitale sociale. Sono in particolare analizzate alcune partnership che hanno visto coinvolte, a vario titolo, le fondazioni di comunità lombarde. L’indagine, effettuata con una metodologia qualitativa, mette in luce le dinamiche soggettive e strutturali che condizionano le interazioni da cui dipendono la generazione e la valorizzazione del capitale sociale nelle sue forme bonding e bridging. I risultati mostrano come né la creazione di un network formalizzato di collaborazione fra partner né l’efficacia e/o l’efficienza dimostrata dalle partnership nel conseguire i propri obiettivi comporti di per sé l’emergere del capitale sociale. I processi che lo generano necessitano di una specifica intenzionalità dei partner orientata a valorizzarne le relazioni reciproche. Oltre che agli studiosi, il testo è rivolto a quanti operano nelle fondazioni di comunità e nell’ambito delle partnership sociali. Fabio Ferrucci insegna Sociologia dei processi culturali presso l’Università del Molise. Ha partecipato a diverse ricerche nazionali sulle culture del terzo settore e sul capitale sociale, occupandosi principalmente del ruolo delle fondazioni. Tra i suoi saggi più recenti sull’argomentoLe fondazioni comunitarie in Italia (2006) e La promozione del welfare societario a livello locale: il ruolo delle fondazioni comunitarie (2008). |
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I nuovi media e il Web 2.0. Cittadinanza: Fiorella De Cindio parla di cittadinanza digitale nella realtà veneta, in UniBicocca
Elisa Bortoluzzi Dubach , Lavorare con le fondazioni. Guida operativa
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del volume:
Si tratta di un libro fortemente orientato alla prassi, che introduce i lettori al mondo delle fondazioni attraverso capitoli articolati in modo sistematico.
I lettori apprendono passo dopo passo che cosa sono le fondazioni erogatrici, come lavorano, quali sono le condizioni da osservare se si desidera ottenere e mantenere nel tempo la loro collaborazione nel sostenere un progetto, finanziandolo o diventandone partner.
Ogni capitolo si chiude con tabelle riassuntive, numerose check-list ed esempi che presentano il tema in modo efficace e consentono un’immediata applicazione delle nozioni teoriche nell’operatività del lavoro.
Una panoramica di alcuni dei principali attori di questo mondo in Italia, Germania, Svizzera, Austria e Liechtenstein, e un ampio indirizzario di fonti di informazione, ne fanno un manuale di immediata consultazione per tutti coloro che hanno interesse a questa specifica tematica.
L’autrice, consulente di sponsoring e comunicazione, collabora da anni con fondazioni e responsabili di progetti culturali, e conosce il mondo delle fondazioni sia dal punto di vista di chi è alla ricerca di fondi, sia di chi li assegna.
Elisa Bortoluzzi Dubach, dottore in lingue e letterature straniere ed in relazioni pubbliche, consulente diplomato federale di relazioni pubbliche, consulente di comunicazione e sponsoring, risiede a Zugo (Svizzera) ed è iscritta all’Albo professionale svizzero delle Relazioni Pubbliche. È co-autrice della fortunatissima guida Sponsoring – Der Leitfaden für die Praxis (ormai giunta alla quarta edizione, 2007, Berna), e di numerosi contributi specialistici apparsi su quotidiani, riviste e manuali. È docente presso varie università e istituti di studi superiori in Svizzera, Germania e Italia.
Premessa
Introduzione
Definizione del problema
L’analisi della situazione
(Analisi della propria istituzione; Analisi del progetto; Analisi dei punti di forza e di debolezza; Analisi dell’ambiente; Analisi dei concorrenti; Analisi delle opportunità e dei rischi; Conclusioni)
Quali fondazioni fanno al caso nostro?
(Criteri per l’elargizione di contributi da parte delle fondazioni; Come condurre la ricerca della fondazione appropriata)
Uno sguardo d’insieme sul panorama delle fondazioni in Italia
(Il panorama delle fondazioni in Italia; Tipologie di fondazioni erogative; Alcune delle fondazioni protagoniste sulla scena italiana; Centri di cultura e ricerca sull’attività delle fondazioni; Pubblicazioni)
Come le fondazioni esprimono la propria filosofia
(Che cos’è una fondazione erogativa?; Quando si costituiscono le fondazioni erogative)
La richiesta di finanziamento, ovvero: che cosa potete offrire a una fondazione erogativa
(L’arte di scrivere richieste valide; Raccomandazioni per la stesura di una richiesta; La lettera di accompagnamento; Struttura della richiesta; Esempi)
Le trattative con la fondazione erogativa selezionata
(Come predisporre al meglio la fondazione erogativa all’invio della richiesta; Il contatto scritto; L’esame della vostra richiesta; Se la fondazione non mostra interesse; Se la fondazione mostra interesse; Come decidono le fondazioni erogative)
La realizzazione del vostro progetto
(La comunicazione in fase di realizzazione del progetto; Realizzare progetti, costruire la fiducia; Che cosa potete aspettarvi dalle fondazioni erogative)
Richiedenti, fondazioni e diritto
(I fondamenti giuridici in materia di fondazioni; Aspetti fiscali; L’importanza degli accordi contrattuali; Problemi giuridici frequenti nell’interazione con le fondazioni; Quali opportunità per le fondazioni e per i richiedenti?)
La collaborazione con consulenti esterni
(Fare da sé o interpellare un consulente?; Che cosa possono fare per voi i consulenti; Come individuare l’agenzia giusta; Criticità e potenzialità nella collaborazione con i consulenti)
Il controllo dei risultati
(Perché il controllo dei risultati?; Le principali procedure di valutazione; Perché i controlli dei risultati sono particolarmente importanti per le fondazioni erogative; Relazione di fine progetto e valutazione)
Appendici
Fondazioni erogative in Svizzera, Germania, Austria e Liechtenstein
(Il panorama delle fondazioni in Svizzera; Il panorama delle fondazioni in Germania; Il panorama delle fondazioni in Austria; Il panorama delle fondazioni in Liechtenstein)
Indirizzario
(Associazioni di categoria; Formazione e specializzazione; Centri di documentazione e di ricerca; Agenzie di consulenza; Altre istituzioni; Siti Internet)
Bibliografia
Riviste specialistiche.
CODICE DEGLI ENTI NON PROFIT. ENTI NON COMMERCIALI, TERZO SETTORE, ONLUS, VOLONTARIATO, IMPRESA SOCIALE, di Gregorio Pietro D’Amato, Halley Editrice srl
CODICE DEGLI ENTI NON PROFIT. ENTI NON COMMERCIALI, TERZO SETTORE, ONLUS, VOLONTARIATO, IMPRESA SOCIALE
Autore: Gregorio Pietro D’Amato
Editore: Halley Editrice srl
Collana: Enti Locali
Pagine: 3264
Formato: 17 x 24 cm
Anno: giugno 2008
Codice ISBN: 978-88-7589-262-3
Prezzo (di copertina): 49,00 Euro
PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/bookshop/lenonprofit.htm
Il volume raccoglie la normativa sino ad ora emanata riguardante il c.d. Settore del non profit in senso generale; tale mondo rappresenta ancora un coacervo di norme soprattutto di natura tributaria rispetto ad una organica normativa generale di individuazione dell’Ente e conseguentemente dell’applicazione specifica tributaria per la sua tipologia: infatti, ancora oggi, è soprattutto la norma tributaria che denota la tipologia e qualificazione di un Ente rispetto ad un altro. Il testo è corredato da annotazioni di rimando ad altra normativa correlata, alla giurisprudenza e alla prassi amministrativa, soprattutto tributaria, distinguendo per singola norma le varie categorie di Enti.
Il piano dell’opera è così strutturato:
- introduzione di carattere generale (Costituzione e riconoscimento delle persone giuridiche);
- tipologie di Enti non profit (enti ecclesiastici, organizzazioni non governative, associazioni di volontariato, cooperative sociali, associazioni sportive dilettantistiche, fondo antiusura, fondazioni musicali, organizzazioni non lucrative di utilità sociale, associazioni di promozione sociale, corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, istituti di patronato e di assistenza sociale, trust, imprese sociali, fondazioni universitarie, ecc.): norme ad essi applicabili e direttamente connesse, specifica disciplina tributaria, giurisprudenza, circolari ministeriali;
- la disciplina del lavoro e la disciplina tributaria generale per gli Enti non profit e le agevolazioni previste;
- i settori d’intervento degli Enti non profit (adozione e affidamento, agriturismo, ambiente, beni culturali e istituzioni, cooperazione e sviluppo, disabilità fisiche e mentali, immigrazione, infanzia e adolescenti, obiezioni di coscienza, pari opportunità, protezione animali, protezione civile, sanità, servizio sociale, tossicodipendenza, usura, ecc.);
- tipologie di bilancio per gli Enti del terzo settore e raccomandazioni emanate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti.
GREGORIO PIETRO D’AMATO, Dottore Commercialista, Revisore Contabile. Cultore c/o cattedra Istituzione di Diritto Pubblico, Facoltà di Giurisprudenza, Università di Salerno. Abilitato all’insegnamento nelle scuole superiori nelle discipline di Diritto ed Economia. Relatore in convegni in materia di ONLUS e Trust. Conciliatore Professionista per le controversie societarie di cui al D.Lgs. n. 5/2003 con Ente di Conciliazione riconosciuto dal Ministero della Giustizia e svolge in qualità Docente-Formatore corsi per Conciliatori Professionisti per conto di Ente di Formazione per Conciliatori accreditato e riconosciuto dal Ministero della Giustizia. Ha ricoperto incarichi di revisore in Enti Locali e ricopre il compito di Sindaco Revisore Contabile in società di capitali. Svolge, altresì attività di consulenza fiscale e societaria, due diligence, e consulenza per gli Enti Non Profit, contenzioso tributario e penale-tributario, per concordati preventivi fallimentari e accordi di ristruttura
zione per l’ammissione al concordato preventivo.
TARGET
Enti Locali (Servizi sociali), Province, Regioni, Professionisti (dottori commercialisti, ragionieri, avvocati, notai). Operatori del settore, associazioni e fondazione del non profit. Prefetture, Agenzie delle Entrate, Direzioni regionali, Comandi Guardia di Finanza, Agenzia per le Onlus. Studenti e docenti universitari.
PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/bookshop/lenonprofit.htm
IL CAPITALE UMANO DEL TERZO SETTORE, Maggioli editore
IL CAPITALE UMANO DEL TERZO SETTORE
Questo volume colma la distanza tra il terzo settore e la psicologia del lavoro e delle organizzazioni, illustrando prima gli aspetti specifici che caratterizzano il suddetto settore in materia di gestione delle risorse umane e formazione, poi approfondendo i seguenti aspetti cruciali:
a) la relazione tra la cultura organizzativa e il capitale umano del terzo settore,
b) la formazione e la gestione delle risorse umane dei dirigenti,
c) lo “stato di salute lavorativa” del non profit secondo i criteri del benessere organizzativo, del burnout e della percezione di precarietà di vita.
Esperienze di buone prassi operative: la raccolta fondi (fund raising) come atto di donazione verso la comunità, 11 dicembre 2009, Sala convegni fondazione S. Maria della Neve Via Romanino 18 Pisogne (Brescia)
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Lomb. ’09 defin..pdf – Powered by Google Documenti
Rapporto sulla Sussidiarietà | Fondazione per la Sussidiarietà
Il Rapporto sulla sussidiarietà è un’indagine condotta annualmente su un aspetto della vita sociale, economica, o istituzionale del Paese analizzato secondo la particolare ottica della sussidiarietà.
Il Rapporto è pubblicato nella Collana “Sussidiarietà e…” edita da Mondadori Università.I rapporti finora pubblicati sono:
“Sussidiarietà e… educazione” (2006)
“Sussidiarietà e… riforme istituzionali” (2007)
“Sussidiarietà e… piccole e medie imprese” (2008)
Rapporto sulla Sussidiarietà | Fondazione per la Sussidiarietà
Fondazione Exodus, ACCENDIAMO I FUOCHI, Rapporto 2007/2008
HELMUT K. ANHEIER, GIOVANNA ROSSI e LUCIA BOCCACIN, The Social Generative Action of the Third Sector. Comparing International Experiences.
Le fondazioni di origine bancaria come formazioni sociali
Le fondazioni di origine bancaria come formazioni socialiBeniamino Caravita di Toritto (19-02-2008)La storia delle Fondazioni di origine bancaria è relativamente recente: il riconoscimento di questi nuovi soggetti, la cui nascita ed evoluzione verrà di seguito analizzata nel dettaglio, si collega ad alcuni fenomeni più ampi che hanno coinvolto il nostro ordinamento nell’ultimo ventennio del secolo scorso; e, invero, dobbiamo fare riferimento da un lato all’avvio in molti settori di importanti processi di liberalizzazione e di privatizzazione, dall’altro dobbiamo tener conto della graduale crisi – in tutta Europa, oltre che in Italia – dei modelli statalisti, incentrati sull’idea che lo Stato (unitario e nazionale, di matrice ottocentesca) fosse l’unico depositario dei poteri di comando, direzione e controllo di ogni attività di rilievo collettivo: l’incrocio di questi fenomeni ha permesso un forte (e, in alcuni casi, inaspettato) recupero della capacità di autonomia di molti soggetti che avevano vissuto in sordina, quasi nascondendosi, la fase dell’onnipotenza del soggetto Stato…




Progetto “Terapia ed integrazione sociale “







