Marche. Riordino e riorganizzazione servizio sanitario, a cura di GruSol


Marche. Riordino e riorganizzazione servizio sanitario

Marche. Spending review. Direttiva enti SSR

Marche. Direttiva vincolante enti servizio sanitario

Marche. Sanità. Piani di area vasta

Marche. Attuazione Piano sociosanitario regionale 2012-2014

Marche. Quanti sono i posti letto ospedalieri dopo la spending review?

Marche. Riorganizzazione ospedaliera. Domande e riflessioni

Marche. La Finanziaria 2013 (Lr 45-2012) (vedi articoli 18 e 19)

Regione Marche. Riorganizzazione servizio salute e politiche sociali

Marche. Funzioni e direzione Agenzia sanitaria regionale

Ambito territoriale sociale 9 I servizi sociali, i Comuni, la gestione associata, l’azienda speciale http://www.grusol.it/apriInformazioni.asp?id=2925 Giovedì 4 ottobre 2012 ore 17.00 Jesi (Sala Circoscrizione, Via San Francesco)


Gruppo Solidarietà

 

promuove un

incontro sul tema  

 

Ambito territoriale sociale 9

I servizi sociali, i  Comuni, la gestione associata, l’azienda speciale

http://www.grusol.it/apriInformazioni.asp?id=2925

Giovedì 4 ottobre 2012

ore 17.00

Jesi (Sala Circoscrizione, Via San Francesco)

 

Introduce e coordina

Fabio Ragaini, Gruppo Solidarietà

 

Intervengono

Paolo Cingolani, Presidente Consiglio amministrazione ASP

Franco Pesaresi, Direttore ASP

Luciano Pittori, Presidente assemblea soci ASP

 

 

L’incontro, ad alcuni mesi dall’avvio dell’Azienda pubblica dei servizi alla persona costituita dai Comuni dell’Ambito territoriale sociale 9 per la gestione dei servizi sociali e sociosanitari, intende fare il punto su questo primo tratto di percorso

Ampio spazio sarà riservato al dibattito

 http://www.grusol.it/apriInformazioni.asp?id=2925


Per informazioni. Gruppo Solidarietà, Via Fornace 23, 60030 Moie di Maiolati (An). Tel e fax 0731.703327. E-mail: grusol@grusol.it - www.grusol.it  


VEDI ANCHE

L’impresa sociale al tempo dell’accreditamento: tra accountability dei servizi pubblici ed innovazione sociale – di Claudio Travaglini, in AMS Acta – AlmaDL Università di Bologna, 2012


L’impresa sociale al tempo dell’accreditamento: tra accountability dei servizi pubblici ed innovazione sociale

vai a   L’impresa sociale al tempo dell’accreditamento: tra accountability dei servizi pubblici ed innovazione sociale – AMS Acta – AlmaDL Università di Bologna.

Centro Donatori del Tempo, Luciana Quaia, INTIME ERRANZE – Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica, Nodolibri, Como, 2012 pp. 212, 12 immagini a colori, Euro 20


Centro Donatori del Tempo

Luciana Quaia

INTIME ERRANZE

Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica

Nodolibri, Como 2012

pp. 212, 12 immagini a colori

Euro 20

 

Resiliente è la persona che anche di fronte a una grave avversità sa andare avanti senza arrendersi, resistere allo stress e imparare a ricavare un insegnamento che la renda meno vulnerabile in circostanze analoghe.

Nell’affrontare una malattia destabilizzante come la demenza, è possibile che il familiare curante diventi capace di dare un senso alla sofferenza, si senta in grado di potercela fare e acquisisca una maggior forza psico-emotiva?

A questa domanda il volume di Luciana Quaia tenta di rispondere attraverso una suggestiva mappa che, elaborata dall’analisi mitologica del viaggio dell’eroe di Joseph Campbell, si sofferma sulle diverse tappe percorse dalla famiglia dal momento della comunicazione della diagnosi lungo tutto il periodo dell’accudimento e ne mette in evidenza i processi di cambiamento e trasformazione.

I passaggi considerati per costruire un percorso di resilienza si focalizzano sulla presenza di diversi attori e strumenti:

- il tutore di resilienza, in questo caso rappresentato dall’associazione di volontariato Centro Donatori del Tempo, che, come le molteplici associazioni Alzheimer nazionali, riveste il ruolo di saliente punto di riferimento della comunità locale nell’accogliere le famiglie interessate dal problema e nel fornire un reale aiuto alle loro esigenze;

- il gruppo di reciproco aiuto, spazio capace di far credere e sperare in una prospettiva di crescita e di consapevolezza;

- la scrittura autobiografica, mezzo privilegiato di cambiamento di sguardo sulla realtà e se stessi.

Nell’originale struttura del testo che attribuisce ad ogni capitolo lo specifico nome della tappa dell’immaginario viaggio, particolare approfondimento viene dedicato alla metodologia applicata all’interno del laboratorio di scrittura autobiografica. Nelle cinque giornate di lavoro i familiari partecipanti, con il supporto di personaggi mitologici, poesie, brani di letteratura, oggetti, fotografie ed esercizi mirati, narrano le memorie di ricordi e di sfide, scoprendo le proprie forze interiori e la capacità di dare maggiore fiducia a se stessi.

Un capitolo totalmente dedicato alla potenza resiliente del cinema analizza in modo dettagliato e circoscritto tre film sul tema dell’Alzheimer, mettendo in luce un ulteriore strumento utile al sostegno psicologico del familiare attraverso il confronto  con una  realtà che riesce a generare importanti  modelli di identificazione e apprendimento.

Il libro, di agevole lettura, ricco di citazioni letterarie e di alcune pagine fotografiche, è consigliato sia ad organizzazioni di servizio che cercano nuove sperimentazioni di un “welfare sostenibile”, sia alle famiglie o persone che si trovino nella necessità di resistere al disagio che la malattia demenza impone.

Per l’ampia descrizione metodologica e l’accurata ricerca bibliografica e filmografica, inoltre, riveste particolare interesse per tutte le figure professionali che svolgono un lavoro centrato sulla relazione di aiuto.

Per acquisti e prenotazioni rivolgersi a:

NodoLibri

Nodo s.n.c., via Volta 38, 22100 Como

tel. 031 243113 fax 031 273163

e-mail nodo.segreteria@libero.it

http://www.nodolibri.it

Sono previsti sconti per acquisti superiori alle 2 copie

Per la scheda editoriale e l’acquisto via internet vai a: http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=232

Per l’acquisto mediante uffici postali vai alla cedola cartacea: http://polser.files.wordpress.com/2012/07/cedola-02.pdf

TESI DI LAUREA alla Università di Milano Bicocca e Ricerca sui modelli organizzativi adottati dai servizi per la tutela dei minori delle aziende speciali della Lombardia, a cura di Teresa Bertotti e Lavinia Bifulco


Comunicato rivolto esclusivamente a studenti delle facoltà di servizio sociale o della laurea magistrale in programmazione della Università di Milano Bicocca

Se  ci sono studenti/studentesse del III anno o della laurea magistrale in programmazione della Università di Milano Bicocca

interessati/e a collaborare con il loro elaborato ad  una

ricerca sui modelli organizzativi adottati dai servizi per la tutela dei minori delle aziende speciali della Lombardia, da realizzare in collaborazione con il Network Aziende servizi alla Persona,

(indicativamente nel periodo settembre dicembre)
possono mettersi  in contatto con
teresa.bertotti@unimib.it

lavinia.bifulco@unimib.it

Si tratta di elaborati di tesi e non di collaborazioni professionali,  dunque non è previsto alcun compenso

PIANO ZONALE TRIENNALE PRIMA INFANZIA: RILEVAZIONE DATI PER III^ ANNUALITA’ 2012/2013 | Azienda Sociale Cremona


PIANO ZONALE TRIENNALE PRIMA INFANZIA: RILEVAZIONE DATI PER III^ ANNUALITA’ 2012/2013

Cremona, 09.07.2012

Vai a: PIANO ZONALE TRIENNALE PRIMA INFANZIA: RILEVAZIONE DATI PER III^ ANNUALITA’ 2012/2013 | Azienda Sociale Cremona.

NUOVO – Contratto di Servizio tra i Comuni dell’Ambito distrettuale di Cremona e l’Azienda Sociale del Cremonese | Azienda Sociale Cremona


NUOVO – CONTRATTO DI SERVIZIO TRA I COMUNI DELL’AMBITO DISTRETTUALE DI CREMONA E L’AZIENDA SOCIALE DEL CREMONESE

Cremona, 30.04.2012

L’Assemblea dei Comuni Soci dell’Azienda Sociale del Cremonese ha approvato, nella seduta del 26 aprile 2012, il Contratto di Servizio che disciplina i rapporti tra l’Azienda e i Comuni dell’Ambito distrettuale di Cremona, in qualità di proprietari dell’Ente medesimo.

Tale atto è la conseguenza dell’adozione del Piano di Zona 2012-2014 e dell’Accordo di Programma da parte dell’Assemblea dei Sindaci in data 29 marzo 2012. In tali documenti si riconosceva all’Azienda Sociale del Cremonese la funzione di capo-fila del Piano di Zona 2012-2014 e la funzione di gestore delle risorse del medesimo per l’attuazione delle priorità di intervento e dei servizi che ad essa sono stati trasferiti.

Per tale motivo,

si richiede ad ogni Comune dell’Ambito distrettuale di Cremona e all’Unione dei Comuni Lombarda dei Comuni di Corte de’ Frati e di Olmeneta di deliberare, con un atto di Giunta, l’adozione del Contratto.

E’ possibile scaricare:

  • schema di delibera di Giunta;
  • Contratto di Servizio approvato dall’Assemblea dei Soci in data 26 aprile 2012 (quale allegato alla delibera di Giunta).

 A disposizione per ogni ulteriori chiarimento, colgo l’occasione per porgere i migliori saluti

 IL PRESIDENTE

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

(Luigi prof. Amore)

Bozza contratto servizio Comune e Azienda 2012 – 2014.doc

da NUOVO – Contratto di Servizio tra i Comuni dell’Ambito distrettuale di Cremona e l’Azienda Sociale del Cremonese | Azienda Sociale Cremona.

BANDO DI GARA PER LA GESTIONE DI SERVIZI RIVOLTI A MINORI – SERVIZIO DI SEGRETARIATO SOCIALE Comuni di Castellanza – Gorla Maggiore – Gorla Minore – Marnate – Olgiate Olona – Solbiate Olona – Fagnano Olona


Il servizio sociale ospedaliero: un fattore di qualità nel percorso di cura, Convegno a cura dell’Ordine degli assistenti sociali della Regione Lombardia e della Fondazione Caà Granda/Ospedale Maggiore Policlinico, Aula Magna Clinica Mangiagalli, Via della Commenda, 12, 20122 Milano


Per iscrizione vai a:  Resspoiscrizione

 

Il Sole 24 Ore – Sanità


Il Sole 24 ORE Sanità, uno strumento utile alla Sua professione.Una fonte inesauribile di informazioni, notizie, approfondimenti e suggerimenti:

  • PER AVERE UNA VISIONE GLOBALE DEL SETTORE E CAPIRE i continui mutamenti giuridici,
    sociali e scientifici;
  • PER MIGLIORARE I SERVIZI DELLA SUA AZIENDA grazie al supporto specialistico e informativo;
  • PER AVERE UN PUNTO DI RIFERIMENTO COSTANTE e uno strumento di orientamento
    sempre aggiornato e affidabile;
  • PER ACQUISIRE LE CONOSCENZE NORMATIVE necessarie alla sua attività e alla sua azienda;
  • PER CONFRONTARSI CON ALTRE REALTÀ, sia italiane che estere, in un’ottica di sviluppo e relazione.

Una struttura editoriale completa e funzionale.

Il Sole 24 Ore Sanità, con un’organizzazione fluida e razionale dei contenuti, Le permette di seguire ogni settimana il settore sanitario nel suo complesso, unendo la praticità delle informazioni contenute all’opportunità di approfondimento.
Le rubriche dedicate alle novità e all’analisi dei temi di maggiore attualità:
  • Primo piano, le tematiche più attuali e rilevanti del settore
    sanitario corredate da commenti e autorevoli opinioni.
  • Dal Governo, leggi, decreti e provvedimenti approvati
    dall’esecutivo e dagli organi istituzionali.
  • Focus, approfondita analisi di una tematica “sensibile”.
  • Dibattiti, riflessioni su temi delicati e controversi
    con il contributo di autorevoli esperti e professionisti.
  • Speciali, dossier monografici su argomenti di particolare interesse.
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Uno sguardo attento a quello che succede fuori dall’Italia:

  • In Europa, commenti sulle direttive e sulle proposte
    dell’Unione Europea con il confronto tra i diversi sistemi sanitari.
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La presenza di due vere e proprie “riviste specialistiche nella rivista”:

  • Aziende&Territorio: linee guida per l’applicazione dei nuovi
    criteri di gestione aziendale, casi pratici e sperimentazione.
  • Lavoro&Professione: problemi previdenziali e fiscali, concorsi.
    Informazioni utili per sviluppare la propria attività.
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Le rubriche dedicate ai mercati, agli aspetti legislativi,
ai consigli pratici e alle informazioni operative ai lettori:
  • Mercati&News: le informazioni dalle case farmaceutiche.
    Le notizie di interesse specifico.
  • Giurisprudenza: le massime, le sentenze, le interpretazioni,
    le leggi e i regolamenti che riguardano il settore.
  • Servizi: le tabelle dei concorsi del Servizio Sanitario Nazionale
    e le risposte alle domande dei lettori.
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La rivista è arricchita dagli SPECIALI e dai SUPPLEMENTI che
le assicurano un’informazione ancora più completa ed esauriente.
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da Il Sole 24 Ore – Sanità.

Regione Lombardia: Sono state emesse e pubblicate le valutazioni dei Direttori generali delle Ao, delle Asl e dell’Areu, relative all’anno 2010


Sono state emesse e pubblicate le valutazioni dei Direttori generali delle Ao, delle Asl e dell’Areu, relative all’anno 2010. I punteggi (massimo 100) sono stati assegnati in base al raggiungimento degli obiettivi, modulati secondo diversi parametri. La migliore Asl è risultata quella di Lecco (88,6), mentre la migliore Ao è stato il Niguarda (90,3). Leggi…

Regione Lombardia: Riparto sanità, 353 milioni più del 2010


La Lombardia avrà a disposizione 17 miliardi e 51 milioni di euro per il funzionamento della sanita e dei servizi socio sanitari per l’anno 2011.

E’ quanto stabilito dall’accordo sul riparto del Fondo Sanitario Nazionale ufficializzato oggi a Roma nel corso della conferenza Stato-Regioni. Per Regione Lombardia, che aumenta la propria disponibilita finanziaria per la sanità di 353 milioni di euro rispetto al 2010, la trattativa e stata condotta dall’assessore alle Finanze Romano Colozzi, su delega del Presidente Roberto Formigoni.

“L’accordo non era affatto scontato – spiega il Presidente Fomigoni – Le Regioni sono arrivate ad un’intesa difficile dimostrando ancora una volta una maturità istituzionale notevole che ha permesso di superare difficoltà e posizioni apparentemente inconciliabili.

“Nel corso della trattativa – spiega l’assessore Romano Colozzi – il rischio di rottura si é manifestato in più di una occasione. Ma ha prevalso il senso di responsabilita. La Lombardia ha ottenuto un ottimo risultato, pur mantenendo il proprio impegno solidale nei confronti delle Regioni in difficolta e per la tenuta del sistema”.

da: Regione :: Riparto sanità, 353 milioni più del 2010.

LE IMPRESE SOCIALI di Carlo Borzaga e Luca Fazzi, Carocci editore


Gentile Professore / Professoressa,

confidando possa esserle utile per lo svolgimento della sua attività didattica, le segnalo la recente pubblicazione di un agile volumetto che analizza una realtà importante per lo sviluppo delle politiche economiche e sociali contemporanee:

Carlo Borzaga e Luca Fazzi

LE IMPRESE SOCIALI

(Collana Le Bussole, pp. 128, € 10,50)

In attachment l’indice completo, scorrendolo potrà farsi una prima idea dei contenuti e dell’impostazione del libro, la cui scheda di presentazione è consultabile nel nostro sito internet al link:

http://www.carocci.it/web/Controller.do?query=__BOOK_SCHEDA_LIBRO_2&jscr=0&srcprm=5299 . Se dalla lettura dei materiali informativi ha tratto l’impressione che il libro possa costituire un valido testo di studio per i suoi studenti saremo lieti di inviarle copia in saggio per possibile adozione: è sufficiente che inoltri una richiesta all’indirizzo universita@carocci.it, oppure può compilare il modulo apposito nella sezione “Università” (home page del nostro sito www.carocci.it). La pregherei di precisarci nome e cognome, l’insegnamento per il quale ritiene di poter adottare il volume e l’indirizzo completo – universitario oppure privato – dove desidera sia effettuata la spedizione.

Prima di salutarla le ricordo che, in caso di interesse personale, di studio o di aggiornamento, o anche solo per curiosità che sconfinano in altre discipline, in quanto docente universitario, può usufruire dello sconto del 20% su tutte le nostre pubblicazioni; a tal fine potrà rivolgersi al nostro Ufficio Vendite dirette, clienti@carocci.it.

Spero l’informativa le sia giunta gradita e la invito senz’altro a scriverci per ulteriori informazioni sulla nostra attività editoriale rivolta al mondo degli studi universitari.

Con i nostri migliori saluti,

Claudia Evangelisti

Pio Albergo Trivulzio di Milano, aperta la lista: molti «nomi noti» tra gli affittuari – Milano


Appartamenti dell’ex Opera Pia Pio Albergo Trivulzio (ora Azienda Servizi alla Persona) dati in affitto con canoni di estremo favore, anche a cittadini con redditi alti o molto alti.

Ci sono persone molto note coinvolte.

Vedendo alcuni nomi ed il loro ruolo politico ho dovuto evocare il famoso e vero motto di Catone:

Si vitam inspicias hominum, si denique mores, cum culpam alios, nemo sine crimine vivit“:

Guardali, gli uomini, come vivono, mentre biasimano gli altri: nessuno è senza colpa.

Catone, Distici

nella traduzione di Giancarlo Pontiggia

Paolo Ferrario, Como 20 febbraio 2011

Ci sono anche il direttore generale del Milan Ariedo Braida e la grande ballerina Carla Fracci tra i nomi dei 1.064 inquilini di altrettanti immobili pubblici del Pio Albergo Trivulzio di Milano (GUARDA LA LISTA).

La lista dei contratti di locazione, con tanto di canoni in genere molto vantaggiosi, è stata consegnata ai 33 membri della commissione Casa e demanio del Comune di Milano dopo un lungo braccio di ferro. L’elenco è stato poi consegnato ai giornalisti dal capogruppo del Pdl in Consiglio comunale, Giulio Gallera. Nella lista c’è anche un Cordero di Montezemolo, preceduto dall’iniziale D. a indicare il nome (il fratello di Luca si chiama Daniele), che dal 29 giugno 2010 occupa un appartamento di 43 metri quadri in piazza Mirabello 1, in pieno centro, con un canone annuo di 9.100 euro più 1.800 euro di spese. A Braida è intestata una abitazione di 84 metri quadrati, in piazza Carmine 1, per un canone di 17.300 euro l’anno più 1.244 di spese. Il contratto è stato firmato il 1° aprile 2010. Tra gli altri nomi, oltre a un dirigente della questura di Milano, si nota anche Martino Pillitteri, nipote dell’ex sindaco Paolo. Carla Fracci abita in via della Spiga 5, nel cuore del quadrilatero della moda, in un appartamento di circa 187 metri quadrati per un affitto di 45.593 euro, più 6.148 euro di spese. La busta, ancora sigillata, è stata consegnata dal presidente del consiglio comunale Manfredi Palmeri e dal segretario generale del Comune Giuseppe Mele nelle mani della presidente della commissione Casa di palazzo Marino, Barbara Ciabò (leggi i primi nomi).

CASE DA SOGNO PER POCHI EURO- Fra i casi più eclatanti nell’elenco c’è un appartamento nella centrale piazza del Carmine, a Brera: 317 euro per 68 metri quadri, spese incluse. E ancora: via Moscova, civico 25 (69 appartamenti in tutto, il cui canone più alto fissato, a circa 3 mila euro al mese, è corrisposto da un ristorante), qui per 184 euro al mese c’è chi ha affittato 51 mq, chi ne spende 158 per 43 mq, e chi 175 per 42 mq.

CIABO’: POLITICI FACCIANO PASSO INDIETRO – Secondo Barbara Ciabò, se dovesse emergere «che alcuni politici hanno utilizzato il loro ruolo per pagare di meno di quanto pagano i cittadini nelle case popolari, il loro comportamento potrebbe essere definito moralmente indegno e dovrebbero fare un passo indietro. Ma – ha aggiunto – non me l’aspetto». Per quanto riguarda, invece, le dimissioni di Trabucchi dalla presidenza, chieste tra gli altri dal gruppo consiliare del Pd, la presidente della Commissione ha chiarito che «bisogna prima vedere se ci sono irregolarità. Certo – ha aggiunto – dall’atteggiamento tenuto dal cda qualcosa di poco trasparente si suppone». «Oggi è una giornata importante – ha detto Manfredi Palmeri – perché abbiamo dimostrato che la privacy c’entra poco o nulla con i doveri di trasparenza nella gestione di beni pubblici. Un obbligo che non deve riguardare soltanto il Comune di Milano, ma anche enti, come il Pio Albergo Trivulzio, che gestiscono beni della comunità».

PISAPIA: MACCHINA DEL FANGO - «Spero che Saviano abbia torto e che il fango non entri tra le armi della campagna elettorale», ha scritto candidato sindaco del centrosinistra Giuliano Pisapia in un intervento pubblicato sul suo sito, dove dichiara pubblicamente che la sua compagna Cinzia Sasso abita in affitto in un appartamento di proprietà del Pio Albergo Trivulzio. La giornalista ha anche scritto una lettera al Corriere, spiegando di abitare da 22 anni, da sola, in quella casa, e di aver disdetto il contratto di locazione con il Pat già nel 2008, mentre Pisapia da oltre 30 anni vive in un altro appartamento, di proprietà, vicino al tribunale. Su questo fatto, secondo Pisapia, «c’è stato un vortice di telefonate anonime, nel puro stile della macchina del fango». Per questo il candidato sindaco ha voluto raccontarlo dal suo sito, «prima che lo leggiate sui giornali: la mia compagna abita da molti anni, da prima che noi ci conoscessimo – ha scritto l’avvocato – in un appartamento di proprietà di un ente pubblico». Fatto che «non è un reato», «mentre certo è un problema – commenta Pisapia – l’incapacità degli enti che dispongono di un patrimonio immobiliare di gestire al meglio le proprie disponibilità. E state certi che contro quelle inefficenze io mi batterò». Pisapia trova che usare questa vicenda privata «per colpire me attraverso di lei» sia «un’ingiustizia insopportabile».

da: Pio Albergo Trivulzio, aperta la lista: molti «nomi noti» tra gli affittuari – Milano.

Asl Como, Documento programmazione e coordinamento dei servizi sanitari e socio sanitari anno 2011


da: Asl Como – azienda – Programmaz./Bilancio Aziendale.

Le cooperative fanno sistema – Il Sole 24 ORE


Dalla competizione all’Alleanza. Superando i vecchi steccati che in passato hanno diviso la Confcooperative, le coop bianche di matrice cattolica, da quelle rosse della Legacoop e le verdi, laiche e liberaldemocratiche, dell’Agci.
Erano anni che ad ogni assemblea veniva lanciata l’idea di superare le divisioni. Ieri è accaduto, con la nascita dell’Alleanza delle cooperative italiane, un logo con tre C, fondo blu con in mezzo i tre colori, verde, bianco e rosso, nel rispetto dell’ordine alfabetico.
«Un progetto che avrà il ruolo di rafforzare il movimento cooperativo in Italia», è stato il messaggio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
La formula è quella del “coordinamento stabile”, ma l’obiettivo è molto più ambizioso: avere una rappresentanza forte per contare di più nei rapporti con le istituzioni, con le altre organizzazioni imprenditoriali, con i sindacati.

un fatturato complessivo di 127 miliardi, 43mila imprese, oltre 12 milioni di soci e un milione e 100mila occupati, numeri che rappresentano il 90% del settore.

L’Alleanza avrà un esecutivo di 24 membri, un direttivo di 90 dirigenti, ci sarà un’agenda degli impegni comuni. Saranno costituiti anche tavoli specialistici e si pubblicherà un Rapporto annuale sulla cooperazione italiana per mettere in evidenza la realtà economica.

da: Le cooperative fanno sistema – Il Sole 24 ORE.

Lidianna Degrassi e Raffaele Mozzanica, La disciplina dei servizi sociali nella Regione Lombardia, in IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE. Continuità, riassestamenti, prospettive, a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Franco Angeli, 2010


La disciplina dei servizi  sociali nella Regione Lombardia

di Lidianna   DegrassiRaffaele Mozzanica

  • Da una “legge regionale di sistema” (LR 1/86) a una “legge regionale di rete” (LR 3/2008)
  • Finalità e principi
  • Assetto istituzionale e organizzativo
  • Governo della rete: gli ambiti sociale e sociosanitario
  • Assetto finanziario

in:

IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE

Continuità, riassestamenti, prospettive

A cura di Giuliana CarabelliCarla Facchini

Franco Angeli, 2010, p. 256

da: IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE. Continuità, riassestamenti, prospettive, a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Franco Angeli, 2010 « Politica dei servizi sociali: ricerche in rete.

Continuità e discontinuità nel welfare lombardo La l.r. 3/2008 e le ricadute sul Servizio sociale Venerdì 21 gennaio 2011, ore 9 – 13 Auditorium – U 12, via Vizzola 5, Milano, FACOLTÀ DI SOCIOLOGIA Corso di laurea in Servizio sociale


Convegno in occasione della pubblicazione del volume

Il modello lombardo di welfare. Continuità, riassestamenti e prospettive,

a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Milano, FrancoAngeli, 2011

vai alla scheda analitica del libro: http://polser.wordpress.com/2010/12/02/12575/

UNIVERSITA’ DI MILANO BICOCCA

Facoltà di sociologia

corso di SERVIZIO SOCIALE


Continuità e discontinuità nel welfare lombardo

La l.r. 3/2008 e le ricadute sul Servizio sociale

Venerdì 21 gennaio 2011, ore 9 – 13

Auditorium – U 12, via Vizzola 5, Milano

PROGRAMMA

Ore 9 Apertura dei lavori

Saluti del Preside Antonio de Lillo

Introduce Carla Facchini

Ore 9.20 Presiede Alberto Giasanti

L. Bifulco, Il modello di welfare lombardo

P. Ferrario, Integrazione o separazione delle reti?

R. Mozzanica, Profili innovativi e linee di continuità nella l.r. 3/2008

P. Bonetti, L’accesso ai diritti sociali nella legge regionale

Ore 10.40 – 11.10 pausa caffè

G. Carabelli, L’accreditamento dei servizi sociali

C. Previdi, Il segretariato sociale

M. Tognetti, La dirigenza: prospettive alla luce della legge regionale

A. Campanini, Politiche neoliberistiche e servizio sociale

Ore 12.20 Dibattito

Conclude Carla Facchini

Ore 13 Chiusura dei lavori


Ø Sono stati richiesti 4 Crediti per la formazione continua obbligatoria all’Ordine degli assistenti Sociali della Regione Lombardia

Cristiano Gori (cur.), Come cambia il welfare lombardo Una valutazione delle politiche regionali, Maggioli editore, da LombardiaSociale.it


[copertina] L’ultimo decennio ha visto il welfare lombardo mutare profondamente. L’amministrazione regionale ha introdotto numerose novità, tese a costruire un peculiare modello da proporre a tutto il Paese. I cambiamenti sono stati avviati all’inizio del decennio e tradotti in pratica attraverso due legislature regionali (2000-2005 e 2005-2010). È tempo di chiedersi quali risultati abbiano prodotto. Il volume propone una valutazione dell’esperienza lombarda basata sui dati, che parte dall’ultima legislatura e si estende all’esame del complessivo decennio. Si ricostruisce come sono mutati i servizi socio-sanitari, sociali e socio-educativi lombardi in seguito alle novità introdotte dalla Giunta e si discutono le conseguenze queste hanno prodotto. Prosegue così il percorso iniziato con l’analisi compiuta alla conclusione della precedente legislatura regionale (Politiche sociali di centro-destra. La riforma del welfare lombardo, 2005).

Per accedere a una breve descrizione dei singoli capitoli e poter scaricare i capitoli e le appendici in formato PDF vai a:

Paolo Ferrario, Governo della rete o governo delle reti? Il nodo irrisolto dell’integrazione, in IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE. Continuità, riassestamenti, prospettive, a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Franco Angeli, 2010


Paolo Ferrario, Governo della rete o governo delle reti? Il nodo irrisolto dell’integrazione

  • Integrazione e reti
  • Il sistema dell’integrazione sociosanitaria: processi istituzionali
  • Il “modello lombardo” dei servizi sanitari e sociosanitari
  • Il governo delle tre reti

pubblicato in: IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE Continuità, riassestamenti, prospettive, A cura di Giuliana CarabelliCarla Facchini, Franco Angeli, 2010, p. 256

vai alla scheda dell’intero libro:

IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE. Continuità, riassestamenti, prospettive, a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Franco Angeli, 2010 « Politica dei servizi sociali: ricerche in rete.

IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE. Continuità, riassestamenti, prospettive, a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Franco Angeli, 2010


IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE

Continuità, riassestamenti, prospettive

A cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini

Franco Angeli, 2010, p. 256

Introduzione, di Giuliana Carabelli e Carla Facchini

  • Il crescente rilievo delle politiche regionali
  • Specificità della Lombardia
  • Momenti della costruzione del modello lombardo
  • I diversi sguardi disciplinari
  • La struttura di contenuto del volume
  • I possibili effetti di questa ricerca sulla formazione universitaria

Parte prima: La legge nel suo contesto

1. Il cambiamento della morfologia sociale come matrice di nuovi rischi. Il caso Lombardia

di Carla Facchini e Enzo Mingione

  • le trasformazioni del sistema occupazionale: flessibilizzazione del lavoro e aumento dell’occupazione femminile
  • l’impatto dell’immigrazione dai paesi meno sviluppati
  • i mutamenti demografici e il processo di invecchiamento
  • le trasformazioni delle tipologie familiari e l’incremento degli anziani soli
  • la pluralizzazione dei contesti familiari e le ripercussioni sui minori

2.  Quasi-mercato e sussidiarietà come pilastri del modello lombardo di welfare

di Lavinia Bifulco

  • Cronistoria
  • I quasi-mercati
  • Sussidiarietà
  • Lavori in corso: a ridosso della riforma
  • Voucher: quale libertà?
  • La programmazione: quale integrazione?
  • Il modello di governante

3. La disciplina dei servizi  sociali nella Regione Lombardia

di Lidianna   Degrassi e Raffaele Mozzanica

  • Da una “legge regionale di sistema” (LR 1/86) a una “legge regionale di rete” (LR 3/2008)
  • Finalità e principi
  • Assetto istituzionale e organizzativo
  • Governo della rete: gli ambiti sociale e sociosanitario
  • Assetto finanziario

4. Profili costituzionali dell’accesso ai diritti sociali nella legge regionale lombarda 3/2008

    di Paolo Bonetti

    • Servizi sociosanitari e servizi sociali e principi costituzionali di solidarietà e di eguaglianza
    • Potestà legislativa regionale sui servizi sociali e potestà legislativa statale sui livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti sociali
    • Diverse nozioni di livelli essenziali delle prestazioni concernenti l’assistenza sociale
    • Organizzazione e svolgimento delle funzioni amministrative concernenti i servizi sociali: potestà regolamentare regionale e locale e sussidiarietà orizzontale
    • Rapporti tra la legge 328/2000 e la legge regionale 3/2008
    • Limiti derivanti dalle norme comunitarie e statali in materia di condizione giuridica degli stranieri
    • La LR 3/2008 di fronte allo statuto regionale della Lombardia e i provvedimenti attuativi della legge
    • Diritti delle “persone che accedono alla rete” delle unità di offerta sociali e sociosanitarie
    • Bisogni da soddisfare prioritariamente

    Parte seconda: Attori e processi

    5.  La partecipazione alle politiche sociali in Lombardia: arene deliberative e processi di coordinamento

    di Tommaso Vitale

    • Società civile e costruzione del consenso in un governo monocratico
    • Terzo settore e competenze critiche
    • Implementazione della legge fra partecipazione e conflitto
    • Debolezze delle arene deliberative a livello locale

    6. Governo della rete o governo delle reti? Il nodo irrisolto dell’integrazione

    di Paolo Ferrario

    • Integrazione e reti
    • Il sistema dell’integrazione sociosanitaria: processi istituzionali
    • Il “modello lombardo” dei servizi sanitari e sociosanitari
    • Il governo delle tre reti

    7.  L’accreditamento dei servizi sociosanitari e sociali in Lombardia

    di Giuliana Carabelli

    • Concetto di accreditamento: origini, contesto, trasmigrazioni
    • Introduzione e cammino dell’accreditamento in Italia
    • Accreditamento dei servizi sociosanitari in Lombardia
    • Accreditamento dei servizi sociali tra competizione e partnership

    8.  Il segretariato sociale tra organizzazione e professione

    di Chiara Previdi e Paolo Rossi

    • Segretariato sociale tra informazione e comunicazione
    • Evoluzione organizzativa e professionale
    • Segretariato sociale nel sistema dei servizi: ruolo e potenzialità
    • Dall’accesso alla presa in carico: tre livelli istituzionali
    • Implementazione interistituzionale del segretariato sociale come elemento di innovazione
    • Segretariato sociale, reti e inclusione sociale

    Parte terza: Le professioni sociali a confronto con la legge

    9. L’assistente sociale

    di Anna Maria Campanini

    10. L’educatore professionale

    di Sergio Tramma

    11. Lo psicologo

    di Luca Vecchio

    12. La dirigenza

    di Maria Cacioppo e Mara Tognetti

    Appendice.

    I provvedimenti   attuativi della legge regionale n. 3/2008

    Bibliografia di riferimento

    Autori

    Ministero della salute e Conferenza delle Regioni, Piano sanitario nazionale 2011-2013


    La Conferenza delle Regioni del 18 novembre ha licenziato, come preannunciato dal Presidente Vasco Errani, il documento concertato con il Ministero della salute, relativo al Piano sanitario nazionale 2011-2013. Il Piano sarà prossimamente iscritto, nella sua versione definitiva, all’ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni.
    Il testo integrale è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito http://www.regioni.it. Il link è:
    Si riporta di seguito il testo della “premessa” e l’indice del documento
    PREMESSA
    Il Piano Sanitario Nazionale (PSN) 2011-2013 pone le proprie fondamenta nei principi di responsabilità pubblica per la tutela del diritto di salute della comunità e della persona; di universalità, di eguaglianza e di equità d‟accesso alle prestazioni; di libertà di scelta; di informazione e di partecipazione dei cittadini; di gratuità delle cure nei limiti stabiliti dalla legge; di globalità della copertura assistenziale come definito dai LEA (in attesa del nuovo documento).
    Il PSN s‟inserisce in un quadro istituzionale e normativo, nazionale ed internazionale, altamente complesso ed articolato che vede la necessità di armonizzare il servizio sanitario rispetto sia ai princìpi della Comunità Europea sia ad un contesto nazionale che si connota per una progressiva evoluzione verso la devoluzione, improntata alla sussidiarietà, di poteri dallo Stato alle Regioni. Tale processo, avviato con la modifica al Titolo V della Costituzione, la quale ha posto in capo allo Stato la garanzia dei Livelli essenziali di assistenza e alle Regioni la responsabilità della loro effettiva applicazione nel proprio territorio, vede, nella fase contemporanea, l‟attuazione delle disposizioni in materia di federalismo fiscale contenute nell‟articolo 119 della Costituzione, in conformità a quanto sancito dal Patto di Stabilità tra Stato e Regioni. La modifica del quadro costituzionale ha inoltre generato significativi cambiamenti del sistema di governance, sempre più orientato verso un approccio di concertazione tra Stato e Regioni che si concretizza principalmente attraverso l‟utilizzo dello strumento “pattizio”.
    Con l‟approvazione del riparto delle disponibilità finanziarie del Servizio Sanitario Nazionale per l‟anno 2010 si è chiusa una complessa fase di programmazione economico-finanziaria e di regolazione del SSN che si era aperta con le previsioni del decreto legge n. 112/2008, convertito in legge n. 133/2008, all‟art. 79, n. 1 bis, il quale prevede che “per gli anni 2010 e 2011 l‟accesso al finanziamento integrativo a carico dello Stato derivante da quanto disposto dal comma 1, rispetto al livello di finanziamento previsto per l‟anno 2009, è subordinato alla stipula di una specifica intesa fra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano (…)”. Tale intesa, com‟è noto, è in seguito slittata, su istanza delle Regioni, all‟anno 2009, nel corso del quale si è lavorato alla definizione del Patto per la salute, sancito dalla Conferenza Stato Regioni in data 3 dicembre 2009. L‟incertezza del quadro finanziario in materia sanitaria, conseguenza delle vicende sopra esposte, ha suggerito il differimento al triennio 2011-2013 del nuovo Piano Sanitario Nazionale già previsto per il triennio 2009-2011.
    All‟interno dello scenario sopra descritto il PSN pone come macro obiettivo del Servizio Sanitario Nazionale non solo quello della promozione “della salute dei cittadini”, bensì quello della promozione del “benessere e della salute dei cittadini e delle comunità”, nella consapevolezza che “la vera ricchezza del sistema sanitario è la salute dei cittadini”. In questo ambito occorre che il SSN assuma anche il ruolo di facilitatore di una strategia di coordinamento tra le diverse istituzioni e d‟integrazione degli indirizzi delle politiche intersettoriali ai fini di orientare positivamente ed in maniera sinergica i determinanti della salute e del benessere, in conformità alle direttive della Carta di Tallinn (2008) dell‟OMS. L‟efficacia del Piano, pertanto, è strettamente correlata alla capacità dei diversi soggetti istituzionali, tra i quali gli Enti Locali, di cooperare e di trasformare operativamente, tenendo in considerazione le specificità locali, gli indirizzi in esso riportati.
    Le grandi sfide assistenziali che caratterizzano la programmazione nazionale – primi tra tutti 6
    i problemi di assistenza socio sanitaria connessi alla non autosufficienza, l‟elevata presenza di anziani e grandi anziani, le disponibilità di terapie/diagnosi ad alto costo indirizzate a specifiche coorti di assistiti – oltre a richiedere un‟efficace integrazione delle politiche, degli indirizzi e degli interventi da parte delle diverse aree del welfare, necessitano anche di un sistema coeso che porti alla convergenza dei finanziamenti, provenienti dai diversi settori coinvolti, su obiettivi ed ambiti tematici condivisi e delineati.
    In considerazione dell‟elevata crescita di risorse assorbite, derivante soprattutto dalle suddette sfide assistenziali, la sostenibilità economica del SSN deve essere garantita attraverso un sistema di governance multilivello (nazionale, regionale ed aziendale) capace di assicurare un costante equilibrio tra il sistema delle prestazioni e quello dei finanziamenti. Tale equilibrio deve essere mantenuto in un contesto evolutivo altamente dinamico dei sistemi sanitari regionali e nazionali e deve contemperare i requisiti di efficacia con quelli di efficienza, attraverso il rispetto di criteri di costi definiti nell‟ambito dei rapporti di Stato-Regioni. La sostenibilità del sistema risulta pertanto direttamente collegata ad azioni di governance volte al recupero di efficienze e di appropriatezza nell‟erogazione degli attuali LEA, al livello di coerenza degli indirizzi nazionali di politica sanitaria con il quadro delle risorse economiche rese disponibili, al grado di collegamento delle azioni d‟integrazione delle strategie a tutela della salute con la messa a disposizione dei corrispettivi finanziamenti da parte dei vari soggetti coinvolti.
    Obiettivi specifici, che rappresentano anche la sfida del PSN, sono da un lato, quelli di valorizzare gli elementi d‟eccellenza del Servizio Sanitario e di investire in settori strategici quali la prevenzione, le nuove tecnologie, i sistemi informatici ed informativi, laclinical governance e la sicurezza delle cure, la ricerca e le innovazioni mediche; dall’altro, quelli di affrontare le criticità del sistema, con particolare attenzione al recupero di efficienze e di appropriatezza e al miglioramento della qualità percepita da parte dei cittadini, il tutto in un quadro di sostenibilità.
    In considerazione di quanto sopra, e dell‟importanza crescente che stanno assumendo altri strumenti di progettazione, quali Accordi ed Intese definiti nella Conferenza Stato-Regioni, è necessario compiere una riflessione sul ruolo che s‟intende assegnare al PSN all‟interno del Servizio Sanitario Nazionale.
    In uno scenario che si connota per la presenza di una molteplicità di soggetti e di strumenti di programmazione, il PSN rappresenta lo strumento di definizione delle macro linee d‟indirizzo della programmazione sanitaria. Esso, pertanto, costituisce:
    • una cornice di sintesi all‟interno della quale vanno ricondotti i diversi Accordi, piani e programmi, con evidenza degli elementi di coordinamento, integrazione e sinergia tra di essi. Le macro linee d‟indirizzo definite dal PSN, e frutto del processo di concertazione con le Regioni, trovano declinazione operativa nelle attività, nei documenti e negli accordi prodotti dai tavoli tecnici e dalle commissioni;
    • l‟elemento di garanzia dell’uniforme applicazione degli obiettivi e dei LEA a livello nazionale nella salvaguardia delle specificità territoriali, in rispondenza alle analisi dei bisogni e delle risorse di ciascun contesto locale.
    Indice
    PREMESSA 5
    1. IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE NEL CONTESTO EUROPEO E STRATEGIE D’INTERNAZIONALIZZAZIONE 7
    1.1 SFIDE EUROPEE DEL SSN 7
    1.1.2 ESPERIENZE INTERNAZIONALI 8
    1.2 SFIDE ASSISTENZIALI DEL SSN ITALIANO 9
    1.2.1 GARANZIA DEI DIRITTI 10
    1.2.2 LINEE PRIORITARIE DI SVILUPPO 11
    1.2.3 SOSTENIBILITÀ DEL SISTEMA E COSTI STANDARD 13
    1.2.4 RAPPORTO CON I CITTADINI E PARTECIPAZIONE DEGLI UTENTI 14
    1.3 GOVERNANCE DEL SSN 16
    1.4 PUNTI DI FORZA DEL SSN 17
    1.5 CRITICITÀ DEL SISTEMA E PROSPETTIVE DI MIGLIORAMENTO 17
    1.5.1 MIGLIORAMENTO DELL‟APPROPRIATEZZA 19
    1.5.2 MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ PERCEPITA 20
    1.5.3 MIGLIORAMENTO DELLA PRESA IN CARICO DEL CITTADINO 20
    1.6 RISORSE UMANE DEL SSN 21
    2. AZIONI PER LO SVILUPPO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE 24
    2.1 RILANCIARE LA PREVENZIONE 24
    2.2 AZIONI PER IL CONTROLLO DEI DETERMINANTI AMBIENTALI 26
    2.3 AZIONI PER LA SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO 27
    2.4 SANITÀ PUBBLICA VETERINARIA E BENESSERE ANIMALE 29
    2.5 SICUREZZA DEGLI ALIMENTI E NUTRIZIONE 31
    2.6 HEALTH IMPACT ASSESSMENT 35
    2.7 CENTRALITÀ DELLE CURE PRIMARIE E DELLE STRUTTURE TERRITORIALI 37
    2.7.1 CURE PRIMARIE 37
    2.7.2 CONTINUITÀ DELLE CURE ED INTEGRAZIONE OSPEDALE TERRITORIO 39
    2.7.3 RETE ASSISTENZIALE TERRITORIALE 40
    2.8 RIORGANIZZAZIONE DELLA MEDICINA DI LABORATORIO E DELLA DIAGNOSTICA DI LABORATORIO E PER IMMAGINI 44
    2.9 RETI OSPEDALIERE 47
    2.9.1 PROBLEMATICA DEI PICCOLI OSPEDALI 48
    2.9.2 RIORGANIZZAZIONE DELLE RETI OSPEDALIERE REGIONALI 49
    2.9.3 RETE DELL‟EMERGENZA URGENZA 50
    2.10 RIABILITAZIONE 52
    2.11 VALUTAZIONE DELLE NUOVE TECNOLOGIE SANITARIE 54 3
    2.11.1 HEALTH TECHNOLOGY ASSESSMENT: LOGICA DI APPROPRIATEZZA E SOSTENIBILITÀ DELLE CURE 54
    2.11.2 HEALTH TECHNOLOGY ASSESSMENT: METODOLOGIA 55
    2.11.3 ATTUAZIONE DELL‟HTA IN ITALIA 56
    2.12 INVESTIMENTI PER L’AMMODERNAMENTO STRUTTURALE E TECNOLOGICO DEL SSN 57
    3. MONITORAGGIO, APPROPRIATEZZA ED UNIFORMITÀ DEI LEA 61
    3.1.1 LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA (LEA) 61
    3.1.2 LISTE DI ATTESA 62
    3.1.3 INTEGRAZIONE SANITARIA E SOCIO SANITARIA 65
    3.1.4 MONITORAGGIO E VALUTAZIONE 67
    3.2 NUOVO SISTEMA INFORMATIVO SANITARIO: STRUMENTO DI RIFERIMENTO NAZIONALE PER LA MISURA DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA 69
    3.3 APPROPRIATEZZA 70
    3.3.1 CLINICAL GOVERNANCE 71
    4. TEMATICHE DI SISTEMA 74
    4.1 RICERCA ED INNOVAZIONE SANITARIA 74
    4.2 INFORMATION AND COMMUNICATION TECHNOLOGY 75
    4.3 ASSISTENZA FARMACEUTICA 78
    4.4 DISPOSITIVI MEDICI 80
    4.5 ACCREDITAMENTO DELLE STRUTTURE D’OFFERTA 82
    4.6 FASI DELLA VITA 84
    4.6.1 IL PERCORSO NASCITA 84
    4.6.2 ETÀ SENILE 87
    5. VALUTAZIONE DEL PSN 90
    5.1 GLI STRUMENTI DI VALUTAZIONE ATTUALMENTE PRESENTI NELL’ORDINAMENTO 90
    5.2 GLI STRUMENTI DI VALUTAZIONE DI UN SISTEMA PROGRAMMATO E DINAMICO 92
    ALLEGATI 95
    A. MUTAMENTI DEMOGRAFICI ED EPIDEMIOLOGICI 95
    A.1 MUTAMENTI DEMOGRAFICI 95
    A.2 MUTAMENTI EPIDEMIOLOGICI 96
    B. PATOLOGIE RILEVANTI 98 4
    B.1 MALATTIE CARDIOVASCOLARI 98
    B.2 MALATTIE ONCOLOGICHE 100
    B.2.1 CURE PALLIATIVE E TERAPIA DEL DOLORE 101
    B.3 MALATTIE RESPIRATORIE CRONICHE 102
    B.4 OBESITÀ 103
    B.5 DIABETE 105
    B.6 SALUTE MENTALE 106
    B.7 DIPENDENZE PATOLOGICHE 107
    B.7.1 ABUSO DI ALCOL 107
    B.7.2 TOSSICODIPENDENZE 108
    B.8 MALATTIE INFETTIVE 109
    B.9 MALATTIE RARE 111
    B.10 PAZIENTI AD ALTO GRADO DI TUTELA 113
    (red/23.11.10)

    DA :Newsletter n. 1691 del martedì 23 novembre 2010.

    Nota Informativa LA TUTELA GIURIDICA E L’AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO


    Nota Informativa

    LA TUTELA GIURIDICA E L’AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO

    La Legge prevede una serie di strumenti per la tutela di tutte quelle persone che, per effetto di una infermità o di una menomazione fisica o psichica, si trovano nell’impossibilità di provvedere autonomamente ai propri interessi, di amministrare le proprie risorse, di compiere gli atti necessari a curare la propria salute, di fare progetti per garantirsi una adeguata qualità della vita, ogni cura e assistenza necessaria per il proprio benessere. Per aiutare ad affrontare queste esigenze, la Legge n. 6 del 09 gennaio 2004, ha istituito la figura dell’Amministratore di Sostegno.

    Chi sono, quindi, i beneficiari dell’Amministrazione di Sostegno?

    Ai sensi dell’art. 404 del Codice Civile sono le persone che, per effetto di un’infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trovano nell’impossibilità anche parziale o temporanea di provvedere ai propri interessi.

    Sono quindi tutte quelle persone con difficoltà o impossibilità a compiere gli atti con valore giuridico necessari a garantire il soddisfacimento delle proprie necessità: persone anziane, persone con disabilità, ma anche persone dipendenti da sostanze e da comportamenti negativi, malati terminali o anche autonome ma che prevedono una propria eventuale futura incapacità.

    Pertanto L’Amministratore di Sostegno può rappresentare sia persone dotate di capacità giuridica parziale (in possesso di capacità di intendere e di volere, sebbene assai limitata), sia persone totalmente incapaci di agire, affiancandole, aiutandole o sostituendosi a loro in base alla necessità, ovvero a quanto stabilito dal Giudice Tutelare.

    Come si attiva la richiesta (ricorso) di nomina di un Amministratore di Sostegno?

    La richiesta si effettua, di norma senza la necessità dell’assistenza di un Ufficio Legale, con una richiesta (ricorso) da depositare alla Cancelleria del Giudice Tutelare competente per territorio, con riferimento al luogo in cui il soggetto beneficiario vive (residenza o domicilio). L’Amministratore di Sostegno viene nominato dal Giudice Tutelare e scelto, dove è possibile, nello stesso ambito familiare dell’assistito. Possono diventare quindi amministratori di sostegno il coniuge, purchè non separato legalmente, la persona stabilmente convivente, il padre, la madre, il figlio o il fratello, la sorella e comunque un parente entro il quarto grado. In assenza di parenti il Giudice Tutelare provvede a nominare un’altra persona, con la possibilità di sceglierla anche tra quelle che vengono proposte da chi presenta la richiesta (ricorso).

    Chi può presentare la richiesta (ricorso)?

    Ai sensi dell’art. 406 del Codice Civile, il ricorso per la nomina dell’Amministratore di Sostegno può essere presentato da:

    • lo stesso soggetto che ne sarà beneficiario;
    • il coniuge o la persona stabilmente convivente;
    • i parenti entro il 4° grado (genitori, figli, fratelli/sorelle, nonni, bisnonni, zii, nipoti, cugini) e affini entro il 2° grado (suoceri, genero /nuora, cognati);
    • il Pubblico Ministero;
    • il Tutore ed il Curatore, con la richiesta di revoca dell’interdizione o inabilitazione;
    • i responsabili dei servizi sanitari e sociali direttamente impegnati nella cura e nell’assistenza della persona, anche attraverso una segnalazione al Pubblico Ministero, quando ne ravvisino la necessità.

    A chi rivolgersi per avere orientamenti, consigli e aiuto?

    Per essere aiutati a presentare domanda (ricorso) per la nomina di un Amministratore di Sostegno al Giudice Tutelare, oltre che ai Servizi Sociali e Socio-Sanitari Territoriali (Comune, Ufficio di Piano e Distretto A.S.L.) e ai Servizi di segretariato sociale delle Associazioni che assistono o supportano persone anziane o con disabilità, è possibile anche rivolgersi direttamente all’Ufficio per la Promozione delle Tutele e dell’Amministratore di Sostegno, istituito presso la Direzione Sociale della A.S.L. della Provincia di Como dalla Regione Lombardia (Legge Regionale 12 marzo 2008 N. 3, art. 9 – Legge Regionale 30 dicembre 2009 N. 33, art. 16).

    L’Ufficio, competente per tutto il territorio della Provincia di Como, fornirà gratuitamente ogni utile informazione, orientamento e sostegno di necessità per promuovere adeguati interventi di protezione giuridica e, in particolare, per l’istruzione del ricorso per la nomina di un Amministratore di Sostegno, alla persona interessata, alla sua famiglia e ai Servizi Sanitari e Sociali pubblici o privati che l’hanno in carico direttamente, ovvero alla Residenza sanitaria, assistenziale, clinica o terapeutica che la ospita e che la assiste, nonché a chiunque ne abbia interesse. Inoltre, sul “sito internet” della A.S.L. (www.asl.como.it), sono disponibili informazioni e modulistica utile per presentare al Giudice Tutelare la richiesta di nomina di un Amministratore di Sostegno.

    l’Ufficio potrà facilitare tutti i necessari contatti con gli Uffici Giudiziari e con i Servizi comunali del territorio provinciale competenti per l’ eventuale presa in carico della persona beneficiaria degli interventi, verificando che si realizzi, ove necessario, l’effettiva attivazione delle consulenze informative personalizzate e delle procedure per pervenire ad adeguati provvedimenti di assistenza, tutela e protezione giuridica. L’Ufficio si propone anche per supportare gli Amministratori di Sostegno nello svolgimento della loro funzione.

    Ufficio per la Promozione delle Tutele e dell’Amministratore di Sostegno

    (ricevimento del pubblico su appuntamento, da richiedere telefonicamente)

    Recapiti

    telefoni diretti: 031 370292 – 031 370297

    Cellulare: 349 6844863

    Segreteria della Direzione Sociale: 031 370379 – 031 370223

    fax: 031 370248

    e-mail:

    sbarbaro.francesco@asl.como.it

    protezione.giuridica@asl.como.it

    Operatore di riferimento

    Dott. Francesco Sbarbaro

    Dirigente Responsabile della Struttura a cui afferisce l’Ufficio

    (Area Amministrativa e Coordinamento Piani di Zona/Accreditamento Vigilanza e Controllo)

    Dott. Adriano Lunini

    Sede

    presso la Direzione Sociale della Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Como

    Via Pessina n. 6, 22100 COMO

    (Ala A – 3° piano – possibilità di ricevimento del pubblico al piano terreno)

    Stefano Simonetti, Le riforme Brunetta nelle aziende sanitarie (parte I)


    A sei mesi dall’entrata il vigore del decreto legislativo 150 del 2009, comunemente definito “riforma Brunetta”, può essere effettuato un primo bilancio delle innovazioni normative, tenendo però conto che una sostanziale parte del decreto non è ancora a regime. Preliminarmente ricordiamo alcuni passi propedeutici all’adozione del decreto 150. Il Governo Berlusconi si insediò a fine aprile 2008 e diede subito segnali di voler rivedere tutto in tema di pubblico impiego, iniziando una manovra accerchiante costituita da iniziative legislative e continui dibattiti sui mass media sulla figura dello “statale”. Ad appena una settimana dalla presentazione del d.d.l. governativo per la riforma dell’impiego pubblico, viene adottato improvvisamente un decreto-legge corposissimo che contiene in pratica un anticipo della manovra finanziaria e costituisce il supporto – di effetto immediato e “violento” – per l’inizio della strategia riformista. Nella manovra di mezza estate 2008 troviamo numerosi spunti di interesse per le aziende sanitarie, con particolare riguardo alla gestione del personale. Bisogna subito dire che al di là di una consolidata capacità dei governi guidati da Silvio Berlusconi di adottare provvedimenti che sono di forte impatto mediatico e comunicativo, questa volta vi si trova molta sostanza.

    ….

    vai a:

    eGov – Inchiesta – Le riforme Brunetta nelle aziende sanitarie (parte I).

    Legge 328/2000: politiche legislative attuative delle Regioni, da www.segnalo.it


    E’ sostanzialmente un “blocco appunti”: non ho la possibilità di fare ricerche più sistematiche. Ma colloco in queste pagine tutto quanto ho intercettato nel mio lavoro. Se avete segnalazioni vi prego di inviarle a: p.ferrario@tin.it


    Vai anche a:
    RICERCHE


    REGIONI
    PIEMONTE

    VALLE D’AOSTA
    • LR N. 18 4/9/2001, PIANO INTEGRATO SOCIO-SANITARIO 2002/2004
    LOMBARDIA
    LIGURIA
    PROVINCIA DI TRENTO
    • DGP N. 581 22/2/3/2002, PIANO SOCIALE ASSISTENZIALE PER LA PROVINCIA DI TRENTO 2002-2003: LINEE GUIDA E MISURE ATTUATIVE
    PROVINCIA DI BOLZANO
    • PIANO SOCIALE PROVINCIALE 2000-2002, 13 DICEMBRE 1999
    VENETO
    • LR N. 22/2002, AUTORIZZAZIONE E ACCREDITAMENTO DELLE STRUTTURE SANITARIE, SOCIO-SANITARIE E SOCIALI

    • DGR N.  1764/2004, LINEE GUIDA PER LA PREDISPOSIZIONE DEI PIANI DI ZONA


    FRIULI – VENEZIA GIULIA
    • Marina Guglielmi, Annamaria Carli, Il nuovo sistema di welfare in Friuli Venezia Giulia, in Prospettive sociali e sanitarie n. 13 2005, p. 1-3
    EMILIA – ROMAGNA
    TOSCANA
    UMBRIA
    • DCR N. 759 20/12/1999, PIANO SOCIALE REGIONALE 2000-2002

    • DGR N. 142/2001, ATTO DI INDIRIZZO PER LA PROGRAMMAZIONE SOCIALE DI TERRITORIO

    MARCHE
    ABRUZZO
    MOLISE
    • PIANO SOCIALE REGIONALE 2004/2006
    LAZIO
    • LR N. 41/2003, NORME IN MATERIA DI AUTORIZZAZIONE ALL’APERTURA E AL FUNZIONAMENTO DI STRUTTURE CHE PRESTANO SERVIZI SOCIO-ASSISTENZIALI

    • DGR N. 1408/2002, PIANO SOCIO-ASSISTENZIALE REGIONALE 2002/2004

    • DGR N. 318/2004, PROPOSTA DI PIANO SOCIO-ASSISTENZIALE 2003/2005 E RELATIVI INDIRIZZI AI PIANI DI ZONA


    CAMPANIA
    BASILICATA
    • DCR N. 1280, 1999, PIANO SOCIO-ASSISTENZIALE REGIONALE 2000/2002
    PUGLIA
    CALABRIA
    SICILIA

    GAD Lerner, Il modello Formigoni


    Il modello Formigoni tra affari e capiclan
    mercoledì, 21 luglio 2010
    Rassegna Stampa

    Questo articolo è uscito su “Repubblica”.
    Il ciclo ventennale di egemonia della destra sulla regione Lombardia e sul comune di Milano sta degenerando in un esito sorprendente, su cui il primo a riflettere dovrebbe essere il suo protagonista indiscusso, Roberto Formigoni. Leader politico di Comunione e Liberazione, affiancato sul piano culturale dal medico Giancarlo Cesana che ha sostituito Carlo Tognoli alla presidenza del Policlinico di Milano, Formigoni è il condottiero che ha rovesciato la supremazia del cattolicesimo sociale interpretato da uomini come Piero Bassetti e Giuseppe Guzzetti; mentre nel capoluogo lombardo veniva meno il buongoverno del riformismo socialista.
    Qual è il lascito della virata a destra, che dapprima ha portato al potere i militanti integralisti della restaurazione antisessantotto, per poi spartirlo con il populismo della Lega sotto l’ombrello protettivo oligarchico di Berlusconi?
    Il risultato è sotto gli occhi di tutti, a partire dal fiore all’occhiello del ventennio formigoniano: il modello lombardo della sanità convenzionata.
    E’ di ieri la notizia che anche il direttore generale dell’Azienda sanitaria di Monza e Brianza risulta coinvolto nell’inchiesta sulle infiltrazioni politiche della ‘ndrangheta, come già il suo collega di PaviaEntrambi trattavano gli appalti con il capoclan dei calabresi Pino Neri, sostenitore di Giancarlo Abelli (per anni regista occulto della sanità lombarda, prima di assumere l’incarico di vice-coordinatore nazionale del Pdl), fotografato dagli inquirenti insieme al leghista recordman delle preferenze Angelo Ciocca. Questi manager gestiscono centinaia di milioni di budget e sovrintendono a una lottizzazione in cui i ciellini si sono rivelati maestri, quando si tratti di occupare gli incarichi ospedalieri, mentre cedevano spazio agli imprenditori privati nell’incasso delle convenzioni. Lo stesso Umberto Bossi in un primo tempo aveva incaricato un suo uomo, Alessandro Cè, di opporsi a tale andazzo, per poi esautorarlo e adeguarvisi.
    Così l’affarismo ha finito per coinvolgere la Compagnia delle Opere, suscitando non poco malessere nelle stesse file cielline. Grazie alle commesse pubbliche è cresciuta una leva di imprenditori sconosciuti ma bene introdotti al Pirellone, come il monopolista delle bonifiche ambientali Giuseppe Grossi, imputato per associazione a delinquere e disposto a versare 17 milioni di euro come patteggiamento per uscire dall’inchiesta. Grossi non è un affiliato di Cl ma è considerato intimo dei vertici del movimento, oltre che sostenitore di Giancarlo Abelli e socio di sua moglie Rosanna Gariboldi.
    La destra lombarda ha cavalcato il tradizionalismo cattolico, scontrandosi più volte con i vertici della Chiesa ambrosiana, facendo sue le pulsioni reazionarie di una società impaurita, senza erigere distinzioni di valore e sottomettendosi al senso comune leghista: ben di più premeva a Formigoni consolidare la rete delle “opere” rispetto a quella della solidarietà. Per lo stesso motivo ha lasciato che si sbizzarrissero al suo fianco i politici procacciatori di licenze e appalti, imprenditori in proprio o per conto terzi. Ciò ha contribuito all’affermazione di gruppi di potere famelici contrapposti l’uno all’altro. Le risse intorno all’Expò 2015, l’insignificanza cui è ridotta l’Assalombarda, il prodigarsi dei vari La Russa e Podestà in soccorso a Ligresti, sono solo conseguenze di tale caos che nessuno, tanto meno Berlusconi, è in grado di governare.
    Ma la speranza di Formigoni –stipulare un duplice compromesso con la concorrenza politica della Lega e con la spregiudicatezza affaristica dei numerosi clan berlusconiani- lungi dal propiziarne un ruolo di leadership nazionale, oggi lo costringe a fare i conti con una implosione del sistema che gli è sfuggita di mano, rivelando un tasso di illegalità diffusa non più gestibile.
    La Lombardia, un tempo considerata locomotiva d’Italia, si scopre epicentro di traffici criminali. Qui converge, grazie alle collusioni della politica, il riciclaggio dei fatturati della ‘ndrangheta e il suo tentativo, in parte già portato a compimento, di penetrare nei gangli dell’economia legale oltre che nei vertici del potere amministrativo. L’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica milanese scuote il governo del Pirellone, denota una ramificazione dei clan nella società lombarda impressionante, ma non sorprende: alcuni dei consiglieri regionali che intrattenevano rapporti organici con i capobastone erano già sotto inchiesta, ma nonostante ciò avevano ottenuto nell’aprile scorso la ricandidatura perché sono parte organica del sistema di potere. Imprescindibili, altro che semplici mele marce.
    Quando, alla fine del mese, si riunirà in seduta straordinaria il Consiglio regionale della Lombardia, con all’ordine del giorno l’emergenza ‘ndrangheta e le infiltrazioni nella politica e negli appalti, alla presenza del presidente della Commissione parlamentare antimafia Giuseppe Pisanu, toccherà a Formigoni trarre le conseguenze di questo bilancio fallimentare.
    Il modello lombardo della destra di governo è mortificante sia in termini di valori civili che di servizi resi ai cittadini.

    GAD Lerner, Il modello Formigoni : ISintellettualistoria2