“Teniamoci per mouse” ciclo di lezioni su tecnologie internettiane e processi educativi: Paolo Ferri e altri, Università Bicocca, Milano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Rapporto sugli alunni con cittadinanza non italiana nel sistema scolastico nazionale – a.s. 2010/2011



Normativa scolastica a cura della FADIS, Federazione Associazioni di Docenti per l’Integrazione Scolastica


I progetti e servizi extrascuola nel territorio provinciale, Provincia di Bergamo, 2011


Codice delle Leggi della Scuola, EDIZIONI SIMONE

Codice delle Leggi della Scuola
II Ed. – pp. 560 + 272 – € 38,00
Gli innumerevoli provvedimenti in materia di diritto scolastico rendono il panorama legislativo estremamente composito e non sempre di immediata comprensione, anche a fronte degli interventi di continuo emendamento.Questa raccolta, che riorganizza con intento sistematico tale incessante produzione, e divisa in due volumi complementari. [...]

Consulta l’indice e alcune pagine del libro


Maestri speciali. Una riflessione sulla figura del maestro – Università degli Studi di Milano-Bicocca, Mercoledì 16 novembre 2011, ore 9.30

Mercoledì 16 novembre 2011, ore 9.30

Edificio U6, Aula Magna – Piazza dell’Ateneo Nuovo 1, Milano

Maestri speciali. Una riflessione sulla figura del maestro

Una giornata per analizzare il ruolo del maestro, le sfide dell’educazione ed il potenziale del medium televisivo.

Programma

maniL’esperienza dei maestri di strada: il progetto Chance di Napoli

  • 9.30 Saluti
    Silvia Kanizsa, Preside della Facoltà di Scienze della Formazione − Università degli Studi di Milano-Bicocca
  • 9.45 Introduce e coordina: Roberto Moscati
  • 10.00 Cesare Moreno presenta il Libro “Educare il Principe di Danimarca”
  • 11.15 Coffee break
  • 11.45 Elisabetta Nigris e Sergio Trammadiscutono con Cesare Moreno
  • 13.00 Pranzo

Alberto Manzi, l’avventura di un maestro

  • 14.30 Introduce e coordina Maria Grazia Riva
  • 14.45 Roberto Farné presenta il filmato “TV buona maestra: la lezione di Alberto Manzi” ed il libro “Alberto Manzi, l’avventura di un maestro”
  • 15.45 Giovanna Benvenuti e Stefania Ulivieri Stiozzi discutono con Roberto Farné
  • 17.00 Chiusura dei lavori

Ingresso libero e gratuito

Per informazioniIrene Mantovani

Allegati:

da Maestri speciali. Una riflessione sulla figura del maestro – Università degli Studi di Milano-Bicocca.


La scuola come cantiere culturale, da AgoràScuolaAperta, una iniziativa degli Editori Laterza – Milano


La scuola come cantiere culturale

Ferruccio De Bortoli con Il viaggio nell’Italia che cambia apre a Milano l’iniziativa Agorà scuola aperta
Mercoledì 19 ottobre, ore 18 – Liceo Classico Carducci

Agorà scuola aperta è un grande progetto di condivisione della conoscenza. Un cantiere del sapere, unico nel suo genere, che vede la scuola come piazza dove la cultura torna ad essere elemento essenziale di crescita individuale e collettiva.

A Milano, al Liceo Statale Virgilio e al Liceo Classico Carducci, da ottobre a dicembre 2011 studiosi, giornalisti e protagonisti della vita pubblica italiana incontreranno a scuola – per l’occasione aperta nel pomeriggio ad un pubblico vario ed ampio – quanti in questo paese hanno ancora curiosità e desiderio di conoscere.

Agorà Scuola aperta è un’iniziativa degli Editori Laterza, realizzata con il sostegno di EniIntesa SanpaoloVodafone e in collaborazione con Accademia di Santa CeciliaFondazione Apulia Film CommissionPiccolo Teatro di Milano-Teatro d’EuropaMAMbo Museo d’Arte Moderna di Bologna.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Info su:
www.liceocarducci.it
CALENDARIO INCONTRI 2011

Liceo Classico Giosuè Carducci

IL VIAGGIO

Liceo Statale Virgilio

LA FELICITÀ

Mercoledì 19 ottobre, ore 18

Ferruccio De Bortoli

Viaggio nell’Italia che cambia

 Martedì  25 ottobre, ore 18

Silvia Vegetti Finzi

Le età della felicità

Mercoledì 2 novembre, ore 18

Gustavo Pietropolli Charmet

Il viaggio dell’adolescenza

Venerdì 11 novembre, ore 18

Remo Bodei e Armando Massarenti

La felicità della conoscenza

Mercoledì 16 novembre, ore 18

Federico Rampini

Vita quotidiana di un reporter in viaggio

Giovedì 24 novembre, ore 18

Maurizio Viroli

Felicità e libertà

Mercoledì 14 dicembre, ore 18

Eva Cantarella

Il viaggio di Ulisse

Lunedì 12 dicembre, ore 18

Virginio Colmegna

La felicità dell’accoglienza

Liceo Classico Giosuè Carducci – via Beroldo, 9

Liceo Statale Virgilio – Piazza Ascoli, 2


I nostri più cordiali saluti.

Editori Laterza


L’istruzione secondaria nell’Italia unita (1861-1901) 5-6 ottobre 2011 ore 9.30 – 18.00 Milano Palazzo Greppi, Sala Napoleonica via S. Antonio 12

Convegno di studi
L’istruzione secondaria nell’Italia unita (1861-1901)
5-6 ottobre 2011
ore 9.30 – 18.00
Milano
Palazzo Greppi, Sala Napoleonica
via S. Antonio 12
 

L’iniziativa, che si colloca nell’ambito delle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia, è stata organizzata dall’Istituto lombardo di storia contemporanea in collaborazione con Insmli, Raccolte storiche del Comune di Milano, Università degli studi di Milano, Politecnico di Milano ed altri enti.

 

Per informazioni

michelafigurelli@alice.it              


Ongini, V. Noi domani. Un viaggio nella scuola multiculturale, Editori Laterza

Ongini, V.
Noi domani
Un viaggio nella scuola multiculturale
Argomento: Attualità, Pedagogia e scuola

Dalle montagne del cuneese ai quartieri periferici di Torino, Milano e Roma, dalle scuole dei piccoli indiani sikh, nei paesi della pianura padana, agli esercizi di patriottismo costituzionale nel Salento. Dalla radio libera in un asilo multietnico di Bologna ai viaggi in Cina di studenti e professori toscani, alle maestre poliglotte del quartiere Ballarò a Palermo: un’inchiesta originale sulla scuola che verrà.
Dai nostri bambini impariamo moltissime cose. E quante altre potremmo impararne, da tutti i bambini del mondo. Ora che i nostri bambini vanno a scuola con bambini di ogni parte del mondo, è tempo di tornare tra i banchi anche per noi. Grazie a questo libro appassionato e ricco di esperienze preziose possiamo farlo.
Giuseppe Culicchia
Vinicio Ongini va al concreto e viaggia attraverso le scuole italiane documentando difficoltà, scacchi e successi della scuola multiculturale. Chi, dall’informazione corrente, è frastornato da notizie di casi di xenofobia farebbe bene a seguirlo nel suo viaggio, a leggere i suoi concreti e suggestivi ‘casi di studio’. Se un rimprovero si può muovere alla nostra scuola è che non sempre essa è ben consapevole di quanto ha fatto, sa fare e fa per l’intero Paese. Il libro di Ongini, tra gli altri meriti, può essere d’aiuto, può stimolare il giusto orgoglio della nostra scuola pubblica.
Dalla Prefazione di Tullio De Mauro
Cosa si guadagna, se si guadagna, con gli alunni stranieri a scuola? Vinicio Ongini fa parlare i protagonisti della scuola italiana multiculturale: bambini e insegnanti, studenti, presidi, genitori, ma anche il gelataio del quartiere e il sindaco del paese, la tabaccaia di fronte alla scuola e la signora torinese immigrata in Calabria. Saremo sorpresi dalla realtà di una scuola dignitosa ma quasi invisibile, una scuola normale, che costruisce giorno per giorno, con i materiali che ci sono.
E che nemmeno ci pensa di togliere il disturbo.

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prestito garantito per gli studenti meritevoli


giovani meritevoli privi dei mezzi finanziari necessari che volessero intraprendere un percorso di studi o completare la propria formazione per entrare nel mondo del lavoro, oggi possono contare sul sostegno dello Stato. Il Ministero della Gioventù, infatti, ha costituito un Fondo(dotazione attuale di 19 milioni di euro) che ha l’obiettivo di…
[Continua]


Scuola: le novità per l’’Anno scolastico 2011/2012

Oltre 7 milioni gli alunni che si preparano ad affrontare il nuovo anno scolastico. 59 istituti tecnici superiori costituiti in quasi tutte le regioni italiane che prevedono una forte connessione col mondo aziendale e periodi di stage in azienda; aumento del numero di docenti di sostegno che si attesta a 94.430 unità. Inoltre, dal prossimo anno partiranno i nuovi percorsi per chi vuole diventare insegnante e conseguire un’abilitazione. Questi i dati illustrati dal Ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, durante la conferenza stampa tenuta a Palazzo Chigi in vista della riapertura delle scuole.


SCUOLA OLTRE 670 MILA ALUNNI STRANIERI IN ITALIA, da Asca.it

 

da SCUOLA OLTRE 670 MILA ALUNNI STRANIERI IN ITALIA.


Istruzione: al via il progetto wi-fi nelle scuole

Istruzione: al via il progetto wi-fi nelle scuole

È partita il 9 maggio l’iniziativa “Scuole in WiFi”, che mira a realizzare reti di connettività senza fili negli istituti scolastici italiani per offrire servizi innovativi, sia di tipo didattico sia amministrativo. L’intera scuola, comprese le aule, saranno coperte con una connessione internet senza fili che permetterà a studenti e professori di sfruttare la rete a fini didattici. Gli istituti scolastici coinvolti saranno 5mila per i prossimi mesi e altrettanti entro il 2012. Tutte le istituzioni scolastiche principali statali di ogni ordine e grado possono prenotarsi sul portale Scuola Mia per richiedere la fornitura tecnica. L’iniziativa rappresenta un tassello del più ampio progetto di digitalizzazione “Scuola Mia”, presentato nell’aprile scorso dai ministri Brunetta e Gelmini, che prevede, oltre all’introduzione delle reti wi-fi, altre novità come le pagelle digitali, la posta elettronica certificata, le iscrizioni e i pagamenti online. Il kit WiFi è costituito da un insieme di apparati e servizi, finalizzati a consentire alle istituzioni scolastiche di realizzare un collegamento alla rete internet, con tecnologia senza fili, di un’area del proprio edificio (ad esempio l’aula magna, un’aula didattica, un laboratorio d’informatica, ovvero anche più aule didattiche). Le istituzioni scolastiche possono presentare la domanda per la fornitura del kit WiFi fino alle ore 24 del 15 luglio 2011.

Dossier “Istruzione: parte l’iniziativa WiFi nelle scuole”


Oilproject – Lezioni gratuite online – Liberi di imparare!

Nasce la scuola del futuro gestita dagli studenti

Milano – Oilproject, scuola online fondata nel 2004 da un gruppo di ragazzi e che oggi conta 9000 studenti in Italia, lancia una scuola libera e gratuita di attualità, economia, Internet e politica, in collaborazione con le principali associazioni studentesche nazionali. È il primo talkshow in cui gli argomenti sono stabiliti attraverso un sondaggio dagli utenti. Il cuore delle lezioni è l’interattività: il relatore risponde, senza alcun intermediario, alle domande più votate dai partecipanti. Si inizia parlando di politica con Giuseppe Civati e Italo Bocchino, di disoccupazione giovanile con l’economista Michele Boldrin, di privacy su Facebook con l’esperto Matteo Flora, di cultura hacker con il Comandante della Guardia di Finanza Umberto Rapetto e discutendo dell’influenza sociale del business della pornografia con l’attore hard Franco Trentalance. Ma sono solo spunti iniziali: il primo sondaggio, ad esempio, chiede al pubblico di scegliere tra “Le Mafie e la finanza. Una spiegazione alla portata di tutti”, “Qualità della vita nelle carceri e morti inspiegabili” e “I nuovi rapporti lavorativi nelle fabbriche: cosa cambia?”. “I numeri parlano chiaro: la nostra generazione legge sempre meno i giornali. Perché? È raro che spieghino i meccanismi giuridici ed economici correlati agli eventi. Spesso manca l’approfondimento. Lo stesso vale per i talkshow televisivi nei quali, nel 2011, continua a essere impossibile aggregare le domande del pubblico e rivolgerle in diretta” – dichiara Marco De Rossi, fondatore di Oilproject – “La Scuola d’Attualità nasce proprio da qui. È un esperimento di approfondimento e interattività”. A scegliere i relatori sono il gruppo di docenti ed economisti NoiseFromAmerika (Economia), il thinktank LoSpazioDellaPolitica, il giornale online IlPost (Politica), il mensile Wired (Innovazione e Futuro) e Stefano Quintarelli (Internet e informatica). Partecipano all’iniziativa Federazione degli Studenti, Generazione Futuro, ItaliaFutura, LINK, Rete degli Studenti, Unione degli Studenti, Unione degli Universitari e decine di altri gruppi di ogni luogo e colore politico. La Scuola d’Attualità è parte di un progetto più ampio. “Abbiamo censito il mondo delle comunità di attivismo studentesco e civile in Italia, trovando quasi ottocento gruppi. Un patrimonio che adesso è condiviso con il pubblico. Ogni gruppo può gestire e aggiornare le sue pagine” – spiega Roberto Coppeto, responsabile delle relazioni con le comunità studentesche di Oilproject. La parte fondamentale è però l’archivio delle lezioni, attualmente circa 700, in merito alle quali gli utenti possono rivolgere domande in differita e avere, grazie alla rete di utenti e docenti, la garanzia di una risposta. La qualità dei contributi è definita attraverso i voti dei navigatori: pura valutazione fra pari (peer review). “Chiunque può inviare lezioni audio o video. L’obiettivo è creare il primo YouTube dedicato alla formazione. Una miniera di conoscenze libere accessibili gratuitamente. Continueremo, nei prossimi mesi, pubblicando centinaia di lezioni dedicate alla Letteratura Italiana. La scuola tradizionale nelle classi fisiche rimarrà fondamentale, ma nuovi strumenti verranno affiancati” – conclude Marco De Rossi – “Il sogno è che entro dieci anni tutte le lezioni tenute nelle scuole e nelle università pubbliche vengano condivise online a beneficio, ad esempio, di chi vive in zone con una scarsa offerta didattica, combattendo così il digital divide culturale italiano. È inevitabile ed è solo questione di tempo. La rivoluzione è solo all’inizio”. Il progetto è realizzato grazie al sostegno di Studenti.it e Telecom Italia – Working Capital.

Oilproject – Lezioni gratuite online – Liberi di imparare!.


La qualità della scuola pubblica e privata in Italia, a cura della Università di Milano Bicocca, 2011


Vademecum sulla formazione professionale, a cura della Commissione Lavoro della Compagnia delle Opere

Vademecum sulla formazione professionale

La Commissione Lavoro della Compagnia delle Opere ha elaborato un vademecum che consente di orientarsi nel mondo della formazione professionale

“Mandateci in giro nudi” ma lasciateci liberi di educare” (Don Giussani)
“Nessuno può stare tranquillo finché anche una sola persona non ha un lavoro” (Don Giussani)
Queste due frasi sono all’origine dell’impegno della Compagnia delle Opere sull’educazione e sul lavoro. Un impegno che non ha disdegnato la riflessione critica e sistematica su questi due aspetti così decisivi della vita di ognuno di noi, ma che innanzitutto è partito da un guardare alle esperienze che man mano si vedevano emergere nei tanti tentativi che, come piccoli fiori, son nati nel nostro paese. Tentativi di dimensioni piccole e grandi, ma tutti a modo loro espressione di una libertà che si metteva in moto con gratuità, a volte ingenui, ma raramente banali e sterili.
La Commissione Lavoro della Compagnia delle Opere desidera con questo manifesto offrire a tutti un’occasione di confronto, un paragone sul ruolo della formazione professionale nell’ambito del panorama dell’offerta educativa, sulla sua capacità di farsi risposta alle esigenze delle persone, delle famiglie e del sistema economico.
L’educazione e il lavoro sono un valore.
Quindi formare al lavoro è un valore, la formazione professionale esprime un valore.
Questo valore può essere analizzato, misurato, modellizzato, ma prima di tutto deve essere riconosciuto. E il riconoscimento del valore della formazione professionale non può che partire dal riconoscimento di chi la fa.
Nel parlare di formazione professionale spesso ci si riduce a parlare di progetti; invece la formazione professionale è cosa, innanzitutto, di soggetti, di individui e di gruppi di persone che operano per affermare il valore della persona e del lavoro, per costruire gli strumenti – le competenze – per il lavoro, per realizzare le condizioni perché ciascuno possa sviluppare un proprio percorso di crescita e realizzazione umana, sociale, economica e professionale.
Con il termine formazione professionale si raggruppa un insieme molto articolato di azioni, di modelli, di metodologie, che a loro volta si rivolgono a tipologie di persone e a fabbisogni diversi ed eterogenei. Ma si tratta solo di diverse espressioni dello stesso valore, che richiede declinazioni specifiche per far fronte alla diversa natura dei bisogni cui si tenta di rispondere.
Lo scopo di questo documento è affermare e documentare (affermare perché è documentato) il valore che la formazione professionale rappresenta, ieri come oggi, e che deve essere sviluppato per il futuro del sistema sociale ed economico del nostro paese.

Quattro sono le dimensioni principali in cui si esplicita questo valore:

•la formazione professionale come politica educativa;
•la formazione professionale come politica per l’occupazione;
•la formazione professionale come politica per lo sviluppo;
•la formazione professionale come politica per l’integrazione sociale.

Questi ambiti di valore non sono tra loro esclusivi, ma sono anzi tutti compresenti, seppur in misura diversa, in ciascuno dei segmenti in cui si articola la formazione professionale. Ed a queste quattro dimensioni si informano le forme organizzative e di espressione dei soggetti che operano in quest’ambito ed anche le relazioni (le reti di cui tanto si parla) che questi soggetti – in quanto tali – sviluppano o possono sviluppare con le diverse istanze del contesto istituzionale, sociale ed economico a cui si riferiscono.

Per questo motivo, in funzione di ciascuna di queste dimensioni, si è voluto approfondire la conoscenza dell’obiettivo che principalmente si intende perseguire, le connotazioni che di conseguenza caratterizzano i soggetti e le azioni che essi mettono in atto ed anche quegli elementi, di natura sistemica, normativa, istituzionale ed anche economica su cui occorre lavorare perché la formazione professionale possa continuare ad esprimere quel valore fondamentale nella conservazione e nello sviluppo della nostra società.
Questo manifesto non si attarda a sviluppare un discorso astratto o un’elaborazione teorica; per questo, a costo di qualche semplificazione eccessiva, si è dedicata una stringata introduzione al tema dell’offerta educativa e ai suoi mali, per poi entrare nel merito delle proposte. Si è cercato di sistematizzare e sintetizzare quanto oggi è documentato da una miriade di casi esemplificativi, di eccellenze e di veri e propri miracoli che la creatività sociale, il genio imprenditoriale e la lungimiranza istituzionale hanno saputo creare e sviluppare, in una lunga tradizione, nel nostro paese.
Dal riconoscimento di queste esperienze che esistono e si moltiplicano è possibile una conoscenza ed un giudizio costruttivo, il consolidamento di un valore e la sua affermazione come proposta di costruzione comune. Un riconoscimento che apre a mille domande del tipo: ma da dove nasce una passione educativa? Come essa diventa impresa sociale? Quale concezione sussidiaria si intravvede tra le molte sfumature del tessuto della formazione professionale? Che valore essa ha, soprattutto per i giovani e per le loro famiglie? Quanto è essenziale per favorire l’occupazione?
Ma non si è voluto sfuggire alla sfida della scarsità di risorse, alla necessità di scegliere le priorità che l’attuale contesto economico impone; così ai temi dell’efficacia si sono affiancati quelli più squisitamente economici dell’efficienza e dell’analisi dei costi comparati. Uno sforzo essenziale per combattere la più pericolosa forma di egualitarismo che imperversa in questi tempi che assume il tragico nome di “tagli orizzontali”, che è un modo elegante per dire che non si sa o non si vuole giudicare, che si abdica alla responsabilità verso il bene comune.
Anche se questo documento si rivolge prevalentemente alle persone (soprattutto i giovani) e alle famiglie, esso non disdegna di suggerire elementi di policy che chiamano al paragone le istituzioni del nostro paese e in più in generale i diversi stakeholder dei territori.
La prima sezione del documento propone un quadro di riferimento per la comprensione degli elementi “architettonici” del sistema pubblico dell’Istruzione e formazione professionale, così come si presenta oggi, in esito ad un intenso processo di evoluzione normativa tuttora in atto.

21 aprile 2011

da: Vademecum sulla formazione professionale.


Enricomaria Corbi, Vincenzo Sarracino, Scuola e politiche educative in Italia dall’Unità ad oggi – Liguori Editore

Scuola e politiche educative in Italia dall'Unità ad oggi
Enricomaria Corbi, Vincenzo Sarracino

Scuola e politiche educative in Italia dall’Unità ad oggi

Collana:Studi e ricerche storico-educative

ed.: 2004ISBN: 978-88-207-3649-1 pp.: 328

l

l volume ricostruisce criticamente le linee dello sviluppo storico attraverso cui è venuto costituendosi il sistema formativo nel nostro Paese dagli anni immediatamente precedenti la nascita del Regno d´Italia ai nostri giorni. La ricerca nasce dall´esigenza di conciliare una visione d’insieme, che tracci le linee essenziali del processo storico attraverso cui s´è venuto costituendo il sistema educativo nel nostro Paese, con la complessità di una ricostruzione che si proponga di restituire il nesso tra storia delle idee e storia delle istituzioni educative, nelle loro molteplici interazioni con il contesto sociale e politico. Alla prima parte del volume, dedicata alla trattazione storiografica degli avvenimenti, segue una seconda costituita da un´antologia di documenti che raccoglie in prevalenza testi di provvedimenti legislativi e amministrativi che hanno segnato la storia della politica scolastica dello Stato italiano. Arricchiscono il volume numerose finestre di approfondimento su tematiche di rilievo per la storia delle istituzioni educative.

da: Scuola e politiche educative in Italia dall’Unità ad oggi – Liguori Editore.


I valori dei maestri: Berlusconi ci risparmi la lezione morale e pensi a far funzionare la scuola – ItaliaFutura.it

I valori dei maestri

Berlusconi ci risparmi la lezione morale e pensi a far funzionare la scuola

di Italia Futura , pubblicato il 27 febbraio 2011

immagine documento

Non abbiamo mai usato argomenti di carattere morale a proposito di Berlusconi né intendiamo iniziare a farlo ora. Ma esistono limiti alle esternazioni “in libertà” che i cittadini possono sopportare.L’attacco di ieri del Presidente del Consiglio, presente il Ministro della Pubblica Istruzione Gelmini, ai valori (sbagliati) che la scuola pubblica trasmetterebbe ai ragazzi è inaccettabile e ridicolo.

Proprio in tema di valori, i maestri e gli insegnanti che fanno un lavoro difficile e malpagato hanno veramente poco da imparare da Silvio Berlusconi. Lo spettacolo di un Capo di Governo che attacca sul terreno morale gli insegnanti della scuola pubblica è l’ennesima, imbarazzante novità che l’Italia offre al mondo.E il Presidente del Consiglio dovrebbe ricordarsi che il lavoro che gli italiani si attendono da lui è quello di far funzionare la scuola, che tra l’altro è il principale motore di una società più giusta e dinamica, e non quello di demolirne la legittimità.

Ribadire l’importanza del diritto di scelta tra scuola pubblica e scuola privata (che in Italia ha una funzione importantissima e deve essere tutelato anche per le famiglie meno abbienti) non ha nulla a che vedere con gli slogan contro gli insegnanti. Tanto più che con l’invito venuto dallo stesso palco ad unirsi alle sue sedute di bunga bunga, che qualunque cosa siano dubitiamo possano rappresentare un alto momento di formazione delle coscienze giovanili, il “duro monito” morale del Premier è apparso ancor più inappropriato.

da: I valori dei maestri – ItaliaFutura.it.

Connesso a:

Berlusconi è intervenuto, ieri, prima, con un messaggio ai giovani del Pdl riuniti a Sorrento, poi di persona, al congresso del partito repubblicano e, di seguito, all’assise dei cristiano-riformisti del popolo della libertà. Premier a tutto campo, dalla Libia alla tenuta della maggioranza, alle riforme, dallo stato dell’opposizione alle adozioni e ai matrimoni gay, ai problemi della scuola, “dove – ha lamentato il Cavaliere – i professori inculcano idee diverse rispetto a quelle della famiglia”. Dal presidente del consiglio la conferma: a giorni consiglio dei ministri straordinario sulle riforme della giustizia.


Legislazione scolastica – Casa Editrice: Edizioni Simone

529/3 – Legislazione scolastica
Manuale e Quiz per i concorsi a Dirigente scolastico e personale ATA
autore:
anno di edizione: 2011 – edizione:
pagine: 512
prezzo: € 24,00
ISBN: 978-88-244-5702-6
Scarica alcune pagine in formato Pdf

Acquista Q.tà

Il volume rappresenta un valido strumento di supporto e di preparazione per coloro che vogliono partecipare a concorsi pubblici per dirigente scolastico, per personale ATA, nei ruoli del Ministero dell’Istruzione.
Il testo affronta, in maniera chiara, sintetica ed esauriente tematiche come l’evoluzione del diritto scolastico, l’autonomia scolastica, l’organizzazione amministrativa della Pubblica Istruzione, l’Ordinamento scolastico, lo stato giuridico del personale della scuola, la gestione finanziaria, contabile e i contratti delle Istituzioni scolastiche e una panoramica degli altri Ordinamenti scolastici europei.
La presente edizione, nel corso della trattazione realizza una lettura riordinata della stratificazione normativa che ha interessato la scuola italiana negli ultimi anni, facilitando la comprensione degli snodi dell’evoluzione normativa della materia, dalla riforma Gentile alla riforma Gelmini, in 90 anni di storia culturale e sociale.
Completa l’opera una batteria di quesiti a risposta multipla sulle tematiche trattate nel volume, al fine di fornire ai lettori uno strumento di verifica del livello di preparazione conseguito, e una appendice normativa dei principali provvedimenti a cui il testo fa riferimento.

529/3 – Legislazione scolastica – Casa Editrice: Edizioni Simone.


Bibliografie per gli insegnanti, FrancoAngeli

Strumenti per gli insegnanti
Mario Castoldi, Mario Martini (a cura di)
VERSO LE COMPETENZE: UNA BUSSOLA PER LA SCUOLA
Progetti didattici e strumenti valutativi
pp. 256, Euro 25,00; E-book Euro 20,00, Cod. 292.3.34, Collana: Scienze della formazione
Giuseppe Nicolodi
IL DISAGIO EDUCATIVO ALLA SCUOLA PRIMARIA
pp. 240, Euro 26,00; E-book Euro 21,00, Cod. 292.4.33, Collana: Scienze della formazione
Ernesto Perillo (a cura di)
STORIE PLURALI
Insegnare la storia in prospettiva interculturale
pp. 192, Euro 22,00; E-book Euro 18,00, Cod. 1158.4, Collana: Educazione al patrimonio culturale, formazione storica, altri saperi – diretta da Ivo Mattozzi
Mario Castoldi, Mario Martini
VERSO LE COMPETENZE: UNA BUSSOLA PER LA SCUOLA
Un percorso di ricerca
pp. 144, Euro 16,00; E-book Euro 13,00, Cod. 292.3.33, Collana: Scienze della formazione
Silvia Fioretti
LABORATORIO E COMPETENZE
Basi pedagogiche e metodologie didattiche
pp. 128, Euro 15,00, Cod. 1108.3, Collana: Il mestiere della pedagogia – diretta da Massimo Baldacci
Antonia Cunti (a cura di)
LA RIVINCITA DEI CORPI
Movimento e sport nell’agire educativo
pp. 224, Euro 24,00, Cod. 940.1.2, Collana: I territori dell’educazione – diretta da Sergio Tramma

BOTTANI N., POGGI A.M., MANDRILE C. (a cura di), Un giorno di scuola nel 2010

BOTTANI N., POGGI A.M., MANDRILE C. (a cura di)

Un giorno di scuola nel 2010

Un cambiamento è possibile?


Collana “Collana della Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo”

pp. 232, € 18,00
978-88-15-13804-0
anno di pubblicazione 2011

in libreria dal 27/01/2011

Copertina 13804



Le istituzioni scolastiche sembrano non aver ancora trovato coraggio sufficiente per rinnovare gli ambienti di apprendimento e le modalità di trasmissione del sapere a fronte delle mutate esigenze educative di ragazzi cresciuti “in rete”, i cosiddetti digital natives. Il convegno “Un giorno di scuola nel 2020″, organizzato nel marzo 2009 a Torino dalla Fondazione per la Scuola, ha rappresentato l’occasione per guardare oltre e immaginare una scuola “più digitale” e a misura di studente, in cui le tecnologie dell’informazione e della comunicazione non rappresentano soltanto un’appendice a un’impostazione tradizionale della didattica ma ricoprono un ruolo specifico e costante nel tempo. Questo volume raccoglie i contributi originali di alcuni esperti internazionali offrendo al lettore riflessioni e proposte di lavoro per reinventare la professione di insegnante secondo principi educativi nuovi. La personalizzazione e l’apprendimento autorganizzato, tra gli altri, pongono al centro dell’attenzione non solo i contenuti trasmessi, ma le modalità e il contesto in cui l’insegnamento avviene.

Norberto Bottani, già alto funzionario Ocse, Parigi, ed ex direttore dello Sred, Ginevra, è attualmente consigliere della Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo. Anna Maria Poggi, professore ordinario di Istituzioni di Diritto pubblico nell’Università degli Studi di Torino, è presidente della Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo. Claudia Mandrile, psicologa clinica, dottore di ricerca in Psicologia del lavoro e delle organizzazioni, lavora alla Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo.


BOTTANI N., POGGI A.M., MANDRILE C. (a cura di), Un giorno di scuola nel 2010.


Istat, Annuario statistico italiano 2010

Annuario statistico italiano 2010

archivio Annuari
file zip
Annuario statistico italiano 12,2 Mb (download completo: volume .pdf + tavole .xls)
Per la navigazione interattiva aprire il file “avvio.pdf”
file zip Tavole statistiche 3,24 Mb (formato .xls)

Capitoli
(pdf)
Tavole
(xls)
file pdf Indice – Presentazione – Avvertenze – Indice delle tavole
Capitolo 1 file pdf Ambiente e territorio file zip
Capitolo 2 file pdf Popolazione file zip
Capitolo 3 file pdf Sanità e salute file zip
Capitolo 4 file pdf Assistenza e previdenza sociale file zip
Capitolo 5 file pdf Conti economici della protezione sociale file zip
Capitolo 6 file pdf Giustizia file zip
Capitolo 7 file pdf Istruzione file zip
Capitolo 8 file pdf Attività culturali e sociali varie file zip
Capitolo 9 file pdf Lavoro file zip
Capitolo 10 file pdf Elezioni file zip
Capitolo 11 file pdf Famiglie e aspetti sociali vari file zip
Capitolo 12 file pdf Contabilità nazionale file zip
Capitolo 13 file pdf Agricoltura file zip
Capitolo 14 file pdf Industria file zip
Capitolo 15 file pdf Costruzioni file zip
Capitolo 16 file pdf Commercio interno file zip
Capitolo 17 file pdf Commercio con l’estero file zip
Capitolo 18 file pdf Turismo file zip
Capitolo 19 file pdf Trasporti e telecomunicazioni file zip
Capitolo 20 file pdf Credito, assicurazioni, mercato monetario e finanziario file zip
Capitolo 21 file pdf Ricerca, sviluppo e innovazione file zip
Capitolo 22 file pdf Prezzi file zip
Capitolo 23 file pdf Retribuzioni file zip
Capitolo 24 file pdf Risultati economici delle imprese file zip
Capitolo 25 file pdf Finanza pubblica file zip
Capitolo 26 file pdf Censimenti file zip
file pdf Glossario – Note metodologiche – Bibliografia – Indice analitico

da: Contenuti.


Presentazione della ricerca “Metodo e qualità dell’esperienza scolastica”, Centro Studi Riccardo Massa


Genovesi, G. Storia della scuola in Italia dal Settecento a oggi

Genovesi, G.
Storia della scuola in Italia dal Settecento a oggi

Argomento: Pedagogia e scuola

L’unica storia della scuola in Italia che tiene conto tanto degli avvenimenti quanto delle idee.
Giovanni Genovesi prende in considerazione i singoli ordini di scuola, coglie i nodi e i problemi fondamentali che hanno loro permesso o impedito di svilupparsi e affermarsi e stila un indispensabile strumento di consultazione e di ricerca, aggiornato fino alla recente riforma Gelmini.


Ribolzi, L. – Vanetti, R. – Maraschiello, A. – Gioria, C. – Sala, L. La riforma degli Istituti Tecnici. Manuale di progettazione, Editori Laterza

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Ribolzi, L. – Vanetti, R. – Maraschiello, A. – Gioria, C. – Sala, L.
La riforma degli Istituti Tecnici
Manuale di progettazione
Argomento: Pedagogia e scuola

Come cambia la scuola: un manuale operativo per l’attuazione della riforma Gelmini, ricco di strumenti applicativi.

La scuola italiana sta subendo una notevole trasformazione e i cambiamenti richiesti dalla riforma Gelmini interessano l’intero ‘fare’ della scuola: la sua organizzazione, i processi, le procedure, il sistema di coordinamento fra docenti, le modalità di progettazione e realizzazione delle attività proposte agli studenti per aiutarli a sviluppare e migliorare le loro competenze. Un volume che è insieme un’occasione di riflessione e un manuale applicativo: da un lato fa il punto sulle innovazioni introdotte dalla riforma nella scuola secondaria di secondo grado, con particolare riferimento agli Istituti Tecnici, e sulle ricadute sulle attività delle scuole, sia a livello organizzativo che a livello della programmazione e della erogazione del servizio formativo; dall’altro propone un percorso operativo, con i relativi riferimenti normativi e metodologici, e illustra le ‘buone pratiche’, tutte quelle azioni già messe in campo in diverse scuole e che possono essere considerate degli strumenti pronti per l’uso. In questa seconda parte del libro sono esposte, fra l’altro, anche le ragioni delle proposte, i vincoli normativi di riferimento, la presentazione della procedura per realizzare la ‘buona pratica’ e i progetti fatti da alcuni istituti.


Ivan Hattingh, una vita per l’ambiente: dal Wwf al suo gatto | intervista di Alessandra Cicalini in Muoversi Insieme

…..

Com’è cambiato il Wwf negli anni?
Di pari passo con le persone e le loro abitudini: venticinque anni fa era ancora normale ammazzare le tigri o gli elefanti, adesso non è più così.

Quali sono le principali azioni che l’hanno coinvolta?
Ho prodotto diversi documentari sulla tutela degli animali: alcuni vengono presentati alWildscreen Festival che si tiene a Bristol e molti altri vengono trasmessi sulla Television trust for the environment, tradotti in trentadue lingue del mondo. In più, siamo presenti con un programma settimanale sulla Bbc World News, nella sezione Earth Report.

Tiene anche incontri pubblici?
Sì: il prossimo è previsto per il 3 dicembre a Londra.

Come si fa educazione all’ambiente, secondo lei?
Con… l’educazione (in italiano suona meglio come istruzione, ndr)! Per me, per esempio, andare a visitare le fattorie con gli animali come si faceva venticinque anni fa…

Si fa ancora adesso…
Sì, lo so: infatti discuto spesso su questo punto… dicevo che per me si tratta di una perdita di tempo e di denaro.

Perché?
Perché l’ambiente non è una materia come la matematica e la musica, mentre si può imparare a rispettarlo studiando la matematica e la musica.

….

vai alla intera intervista:

Ivan Hattingh, una vita per l’ambiente: dal Wwf al suo gatto | Muoversi Insieme.


Dossier “Nuovo regolamento per la formazione degli insegnanti”, newsletter n.33

Il regolamento si propone l’obiettivo di rinnovare i percorsi, per garantire una più equilibrata preparazione disciplinare, didattica e pedagogica nel corso delle lauree magistrali, e per svolgere un anno di percorso direttamente a contatto con le scuole (Tirocinio Formativo Attivo). Per insegnare nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria sarà necessaria una laurea quinquennale, a numero programmato con prova di accesso; sono rafforzate le competenze disciplinari e pedagogiche, è aumentata la parte di tirocinio a scuola ed è previsto un apposito percorso laboratoriale per la lingua inglese e le nuove tecnologie; è data maggiore importanza al problema degli alunni disabili. Per insegnare nella scuola secondaria di primo e secondo grado sarà necessaria la laurea magistrale ad hoc completata da un anno di Tirocinio formativo attivo; è prevista una rigorosa selezione per l’ingresso alla laurea magistrale a numero programmato basato sulle necessità del sistema nazionale di istruzione, composto da scuole pubbliche e paritarie; l’anno di Tirocinio formativo attivo contempla 475 ore di tirocinio a scuola (di cui almeno 75 dedicate alla disabilità) sotto la guida di un insegnante tutor.


La scuola è di tutti Ripensarla, costruirla, difenderla di Girolamo De Michele, Minimum fax

Libri

In anteprima sul nostro sito
e tra qualche giorno disponibile in libreria

La scuola è di tutti
Ripensarla, costruirla, difenderla
di Girolamo De Michele

Troppi insegnanti, alunni violenti e sommari, bidelli scansafatiche, programmi inadeguati… La scuola italiana è davvero in stato di emergenza come sostiene chi vuole salvarla a suon di tagli al personale, rigida disciplina, valutazioni «quantitative» dell’apprendimento? Questo libro, unendo analisi statistiche e strumenti teorici di grande autorevolezza con l’esperienza di chi lavora da anni nelle classi, smonta gli stereotipi e aumenta la prospettiva: il nemico da combattere è una vasta crisi di valori politici e culturali che rischia di rendere la scuola (e la società) sempre più autoritaria. 

collana
: Indi
prezzo: 15 euro
pagine: 338

Leggi un estratto dal libro 


Claudio Risè, L’equivoca “empatia” e la caccia ai vampiri

….. L’empatia in cui sono cresciuti ha loro impedito di trovare veri argomenti contro l’autorità; ma quindi anche verso le proprie debolezze o passività. Facendo spazio «empaticamente» alla posizione di insegnanti e genitori, non hanno più spazio per sé: per credere nelle proprie trasgressioni, e in questo modo riconoscerne le criticità, consumarle, e poi gettarle via.

Non a caso il cinema e la letteratura di fantascienza da più di vent’anni presenta (con sempre maggior successo) questi personaggi invasivi, i Cyborg, gli Avatar, che ti entrano dentro e poi ti controllano. Anche la nuova popolarità della figura del vampiro, che cibandosi di te ti rende simile a lui, ripresenta questa situazione, che è contemporaneamente un desiderio ed una grande paura: l’amore come fusione con l’altro, dove tu perdi la tua identità e diventi immortale, ma anche morto alla vita della luce, acquisendo un’identità fredda e notturna  …..

vai a: Diario di bordo :: L’equivoca “empatia” e la caccia ai vampiri :: June :: 2010.


Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca P000 – ESAMI DI STATO CONCLUSIVI DEI CORSI DI STUDIO DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE PROVA DI ITALIANO (per tutti gli indirizzi: di ordinamento e sperimentali)

Vai a :
Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca
P000 – ESAMI DI STATO CONCLUSIVI DEI CORSI DI STUDIO DI ISTRUZIONE  SECONDARIA SUPERIORE, PROVA DI ITALIANO
(per tutti gli indirizzi: di ordinamento e sperimentali)

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CAVALLI A., ARGENTIN G. (a cura di), Gli insegnanti italiani: come cambia il modo di fare scuola

CAVALLI A., ARGENTIN G. (a cura di)

Gli insegnanti italiani: come cambia il modo di fare scuola

Terza indagine dell’Istituto IARD sulle condizioni di vita e di lavoro nella scuola italiana

Collana “Studi e Ricerche”

pp. 432, € 28,00
978-88-15-13715-9
anno di pubblicazione 2010

in libreria dal 29/04/2010

Copertina 13715

La Terza indagine sulle condizioni di vita e di lavoro degli insegnanti nella scuola italiana, svolta nel 2008 dall’Istituto IARD con il sostegno del Ministero della Pubblica Istruzione e della Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, si è proposta di approfondire i cambiamenti che hanno contrassegnato le opinioni e le pratiche didattiche dei docenti delle scuole primarie e secondarie nell’ultimo decennio. Basata sull’analisi di un ampio campione di interviste, l’indagine presenta un ricco insieme di informazioni sulle modalità di funzionamento della scuola italiana oggi e, soprattutto, sui vissuti degli insegnanti, le figure centrali da studiare per capire come il mondo scolastico stia affrontando le nuove sfide sociali.

Indice: Introduzione. – Parte prima. Il profilo degli insegnanti italiani. – I. Insegnanti e disuguaglianze sociali, di A. de Lillo. – II. La formazione degli insegnanti, di R. Moscati. – III. «Scegliere» di insegnare: vocazione, vantaggi e caso, di G. Argentin. – IV. L’immagine della professione di insegnante, di L. Fischer. – V. I consumi culturali degli insegnanti, di C. Buzzi. – VI. La partecipazione sindacale e associativa, di G. Sciotto. – Parte seconda. Le pratiche quotidiane del lavoro di insegnante. – VII. Le metodologie didattiche, di L. Bonica e V. Sappa. – VIII. La valutazione: verso una spirale al ribasso?, di C. Barone. – IX. Il libro di testo, di M. Anzivino. – X. Non solo insegnamento, di P. Trivellato e M. Triventi. – XI. Insegnanti e famiglie: una relazione non conflittuale?, di B. Fiore. – Parte terza. Le politiche scolastiche e i temi emergenti nella scuola. – XII. Le politiche: temi prioritari e valutazione dei cambiamenti, di L. Ribolzi. – XIII. La presenza di studenti non italiani, di E. Colombo. – XIV. L’uso didattico delle ICT, di M. Gui. – XV. Il bullismo visto dagli insegnanti, di F. Sartori. – XVI. Il rapporto con il dirigente scolastico, di M. Masuelli. – XVII. La valutazione dell’insegnamento, di G. Gasperoni. – XVIII. La soddisfazione per il lavoro di insegnante, di F. Farinelli e G. Barbieri. – Conclusioni. – Appendice statistico-metodologica, di M. Anzivino. – Riferimenti bibliografici.

Alessandro Cavalli, già professore ordinario di Sociologia all’Università di Pavia, presiede presso lo stesso ateneo il Centro di Studi e Ricerche sui Sistemi di Istruzione Superiore (CIRSIS). Ha svolto e coordinato per Istituto IARD anche le precedenti indagini sugli insegnanti italiani (Il Mulino, 1992 e 2000). Gianluca Argentin è dottorando in Sociologia presso l’Università di Milano Bicocca. Con Alessandro Cavalli ha curato il volume «Giovani a scuola» (Il Mulino, 2007).

Volumi – CAVALLI A., ARGENTIN G. (a cura di), Gli insegnanti italiani: come cambia il modo di fare scuola

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D’AMICO NICOLA, STORIA E STORIE DELLA SCUOLA ITALIANA Dalle origini ai giorni nostri, Zanichelli

D’AMICO
STORIA E STORIE DELLA SCUOLA ITALIANA
Dalle origini ai giorni nostri

L’autore
Nicola D’Amico è stato per decenni uno dei più autorevoli commentatori di politica scolastica. Oltre a migliaia di articoli sui maggiori giornali italiani, ha scritto, tra l’altro, Storia dell’istruzione professionale in Italia (TEM, Milano), Adolescenza di una scuola (SEI, Torino), Mille anni di scuola
a Milano (Comune di Milano ed.), Cento anni di scuola italiana (Ed. Il Sole 24 Ore), Chi ha cancellato le macchie di Rorschach? (Mursia, Milano).
Nelle edizioni Zanichelli è autore di Insegnare (anche) con il giornale ed è coautore, con Cristina D’Amico, di uno dei più diffusi e duraturi manuali di educazione civica, oggi con il titolo Cittadinanza e Costituzione.

L’opera
Storia e storie della scuola italiana è destinato agli studenti universitari; a chi affronta concorsi
per l’insegnamento, per la dirigenza o per l’amministrazione; a chiunque lavora per la scuola;
e – per il suo taglio intrigante e la riscoperta di pagine finora oscurate – a chi semplicemente
ama la storia del nostro Paese, che costituisce il filo conduttore della narrazione.
Il libro, che si apre con una diffusa premessa sulle origini dell’istruzione pubblica nel mondo occidentale, costituisce un’assoluta novità nel suo genere. Non si tratta, infatti, solo dell’analisi – pur puntualissima – di leggi e circolari, ma di un’opera che considera la scuola come un continente animato da uomini e donne che, al servizio della società, costituiscono essi stessi una conclusa e atipica comunità con i suoi riti, i suoi orgogli e i suoi limiti: uomini e donne, spesso dimenticati, che hanno dato volto e voce alle norme e che qui rivivono la loro avventura umana.
Un’opera a tutto tondo, strumento irrinunciabile per lo studio e per la professione, ma anche stimolo alla riflessione imparziale e serena
.

NICOLA D’AMICO – ‘STORIA E STORIE DELLA SCUOLA ITALIANA’ (Zanichelli, pp. 800 – 59,00 euro)
Finalmente un libro che ci racconta la scuola del nostro paese, dall’unità ma anche un po’ prima, a oggi, in modo complesso, come una storia culturale e di persone, di studenti, professori e anche ovviamente funzionari e ministri, tanto che l’autore, Nicola D’Amico, per decenni uno dei più autorevoli commentatori delle politiche scolastiche sui nostri maggiori giornali, dichiara: “Mi sono accorto che esistevano solo storie della scuola che la raccontavano attraverso le leggi, storie giuridico amministrative” che procedevano dimenticandosi del tutto del fattore umano, oltre che del contesto sociale e culturale in cui le cose si svolgevano. Per cui ho inteso recuperare questo aspetto, senza ovviamente tralasciare l’altro, per raccontare le vicende di 150 anni di società scolastica D’Amico si chiede e ci racconta cosa leggevano professori e studenti un tempo, su che testi studiavano, oltre a comparare la disponibilità economica che avevano, e usavano per aggiornamento e approfondimenti, rispetto agli insegnanti di oggi, che tra l’altro hanno altre priorità dal cellulare alla tv. “Io racconto la realtà, sono un cronista, non uno storico e quindi non esprimo giudizi, che lascio al lettore”. Il libro parte da prima del 1860 per andare alle radici della cultura scolastica del nostro paese, che sono classiche, legate a Roma e la Grecia, religiose, poi giacobine, rivoluzionarie, napoleoniche, sino al Risorgimento, questo cercando di capire e riferire l’influenza della politica, che vede nella scuola uno strumento per cementare l’Unità. Poi ci sono i ministri, con le loro differenze, passioni o idiosincrasie, con diverso spessore, da Casati, che Cavour definiva “un fastidioso somaro” a De Santis o Gentile, fino, per fare un solo nome a Tullio De Mauro. Questa storia, da leggere anche qua e là, senza un ordine, affascina perchè appunto inserisce le vicende della scuola nella storia: cosa è stata negli anni di guerra, la prima e la seconda, cosa era nelle regioni sotto l’impero Austro-ungarico o poi nelle colonie fasciste, sino a guardare cosa abbiano dato all’estero, ai nostri emigranti. “Tutte cose che esistevano sparse in libri di storia, dell’emigrazione o della impresa libica, ma non in quelli con al centro la scuola”, sottolinea D’Amico, come a confessare di aver pescato in tanti libri di altri. Ma il suo lavoro di riscrittura e messa in relazione a tutto il resto rimane imponente e ricco di curiosità non inutili: se ricorda i ragazzi della scuola di Gorla (Mi), rimasti uccisi con le maestre sotto le bombe di un aereo Usa, che si liberava delle ultime bombe prima del rientro, per far capire che a morire erano i poveri e nelle periferie, che le scuole borghesi del centro erano state evacuate da tempo. Quanti sanno che, sul finire dell’ultima guerra, nel 1944, a un certo punto convivevano sul territorio nazionale sette diversi ordinamenti scolastici: In Sicilia uno coordinato dal comando americano; nel meridione quello italiano badogliano; da Roma al nord quello della repubblica di Salò; in Alto Adige uno in mano del tutto ai tedeschi, che si erano annessi la regione; in Friuli, dove era in mano agli sloveni; le due repubbliche partigiane della Val d’Ossola e di Montefiorino, dove l’Fln sperimentava la scuola della futura Italia repubblicana. Questo solo per far capire anche ai non specialisti che questo libro è una lettura interessante e dimostra, se ce ne fosse bisogno, che la scuola ci riguarda tutti. La scuola la più grande forma di liturgia laica di cui disponiamo. Senza di essa non saremmo più in grado di rappresentarci – scrive Giuseppe Tognon nella prefazione a questo libro – Una società nella quale di colpo scomparissero tutte le scuole e dove i protagonisti (famiglie, insegnanti, ragazzi) si trovassero improvvisamente separati, sarebbe una società muta e cieca, sprovvista di quella legittimazione che le proviene dal fatto di essere alfabetizzata ed educata.

in http://www.cremonaonline.it/eventi-e-spettacoli/letture/schede/nicola-d-amico-storia-e-storie-della-scuola-italiana-1.22555

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La nuova scuola: dalla riforma delle superiori alla materna. Tutto quello che c’è da sapere per fare la scelta migliore, Corriere della sera


«LA NUOVA SCUOLA»

100 domande (e 100 risposte) per non sbagliare

In questi giorni la scuola è argomento di riflessione e discussione quasi quotidiana nelle famiglie italiane. Perché sono i giorni in cui si scelgono le scuole per i figli e si iscrivono i ragazzi alla scuola dell’ infanzia, alla primaria, alla secondaria di primo grado e alle superiori. Dopo tutte le novità introdotte negli ultimi anni, pochi giorni fa è stata varata anche la riforma della secondaria di secondo grado, una vera e propria «rivoluzione» che ha cambiato profondamente licei, istituti tecnici e professionali. Entro il 26 marzo i ragazzi più grandi vanno iscritti e il tempo per capire e imparare le novità non è molto. Come è cambiato il liceo classico? È vero che allo scientifico non si studia più il latino? Sono diminuite le ore di insegnamento? Chi frequenta i tecnici e i professionali farà esperienza nelle aziende? Tante domande che si uniscono a quelle dei genitori dei ragazzi più piccoli per i quali il percorso scolastico comincia a settembre o prosegue con le medie. Come funzionano le «quote» relative alla presenza dei bambini stranieri? Ci sono ancora i voti? Cosa sono i crediti? E i debiti? Come funziona la partecipazione alle lezioni di religione? E le lezioni di educazione fisica ci sono anche alle elementari? Cento domande (e cento risposte) che troverete in «La nuova scuola», la guida alle iscrizioni in vendita da domani con il Corriere a 3,99 euro (più il prezzo del quotidiano).


(12 febbraio 2010) – Corriere della Sera

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noiseFromAmeriKa : Io sto con la professoressa

[...    ] nella vicenda in questione, io sto con la prof e trovo la reazione della ragazzina e dei suoi genitori patetica e sintomatica di un mondo in cui trovo sempre meno interessante vivere. Idem per il fanciullismo da soap-opera (la magliettina comprata al mercatino …) che ha ispirato l’autrice dell’articolo. A mio avviso, sulla base di quello che racconta la giornalista, la professoressa ha fatto il suo lavoro, degnamente.

Siccome che, che non si dice, è fine settimana e questo è un articolo di “costume”, non mi dilungo. Osservo solo due cose:

1) Negli anni del liceo non si acquisiscono solo nozioni più o meno utili, ma anche stili di vita, autocoscienza, capacità critiche (ed autocritiche), volontà e capacità di osservare analiticamente il mondo e ciò che in esso succede, senso della responsabilità individuale per i propri atti. Se coloro che oggi attaccano la professoressa moraleggiante vogliono la scuola USA, asettica, PC e fondamentalmente non formativa, non sanno quel che fanno.

2) La professoressa può avere torto o ragione nella sostanza (nel caso di specie, non so decidermi ed oscillo fra libertinismo ideale ed un’avversione al velinismo puttanesco imperante) ma è formativo DIBATTERLA. Al liceo ho avuto svariati professori che si esibivano in plateali apologie del fascismo, del comunismo, della religione cattolica e del qualunquismo più sfacciato. Dibattendo ognuno di loro, senza tema di perdere (ovviamente “perdevo”) e senza correre a casa a lamentarci con mamma e papà che il “Rossiello mi ha offeso” o “il Puppa ha detto che sono tonto”, io ed i miei compagni di classe siamo diventati delle persone molto migliori e più capaci di vivere criticamente.

INTERO ARTICOLO QUI: noiseFromAmeriKa : Io sto con la professoressa

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PER UNA SCUOLA CHE ACCOMPAGNA L’INTEGRAZIONE DEGLI ADOLESCENTI STRANIERI, Torino 19 marzo 2010

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Dossier “Riforma dei licei, degli Istituti tecnici e professionali”

Riforma della scuola superiore, via libera definitivo dal Consiglio dei ministri

Dal 4 febbraio scorso via libera alla riforma dei Licei, degli Istituti tecnici e professionali, che partirà dal 2010. Il Liceo artistico sarà articolato in 6 indirizzi distinti: arti figurative; architettura e ambiente; audiovisivo e multimedia; design; grafica; scenografia. Nel Liceo classico sarà introdotto l’insegnamento di una lingua straniera per l’intero quinquennio, e potenziata l’area scientifica e matematica. Nel Liceo scientifico sarà potenziato lo studio della matematica e delle discipline scientifiche. Il Liceo linguistico prevedrà, sin dal primo anno, l’insegnamento di 3 lingue straniere, mentre un primo insegnamento non linguistico sarà impartito in lingua straniera dal terzo anno ed un secondo dal quarto anno. Il Liceo musicale e coreutica sarà articolato nelle due sezioni: musicale; coreutica. Il Liceo delle scienze umane avrà un piano di studi basato sull’approfondimento delle scienze umane, della ricerca pedagogica, psicologica e socio-antropologico-storica. Quanto alla Riforma dell’Istruzione tecnica e professionale, questi, in breve, i punti salienti dei due regolamenti: A) Riordino degli istituti tecnici – che ha il fine di limitare la frammentazione degli indirizzi, rafforzando il riferimento ad ampie aree scientifiche e tecniche di rilevanza nazionale. B) Riordino istituti professionali – che ha il fine di riaffermare l’identità di questo tipo di scuola nell’ambito dell’istruzione superiore e far sì che i giovani acquisiscano le conoscenze e le competenze necessarie per ricoprire ruoli tecnici operativi nei settori produttivi di riferimento.

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Claudio Risè, Andare a scuola dal lavoro

Abbiamo qui già descritto il disagio dei ragazzi, a volte respinti da una scuola percepita come astratta senza però poter accedere con dignità ad esperienze formative nel lavoro, finora loro vietate. È così cresciuto un esercito fantasma di 130 mila ragazzi fra i 14 e 16 anni, che non studiano e non lavorano. Giovani esposti dunque ad ogni rischio: dalla depressione, alla droga, alla microcriminalità, allo sfruttamento puro e semplice; come le cronache mostrano.
Questa popolazione giovanile potrebbe finalmente ricevere la formazione oggi più richiesta dalla società: uno studio finalizzato a un lavoro, con il sapere pratico richiesto dalle aziende, ma raramente ricevuto a scuola.
Bisognerà certo controllare con attenzione che non ci siano raggiri, e sfruttamenti. Diventerà possibile però affrontare una fetta di quel malessere giovanile che nasce in buona parte proprio dal sentirsi inutili e inadeguati, dunque “fuori posto” nella società.
Il benessere psicologico, infatti, è legato fin dai primi anni di vita al sentire che ciò che si fa ha un valore, e un senso. Per questo il bambino ama che si guardino e si apprezzino i giochi che fa: non perché è un “narcisista”, come lo definisce a volte un linguaggio che riduce la psicologia a classificazioni veloci, ma perché ha bisogno di sentire che quel gioco ha un senso ed è approvato anche dall’adulto che si sta occupando di lui. Quel modo di giocare diventa così un’esperienza sociale, e conferma la sicurezza e l’autostima del bambino. Quando, più tardi, il rapporto tra scuola e adolescente va in crisi, materie e insegnanti non riescono più a interessarlo, e d’altra parte loro non si interessano a ciò che invece potrebbe appassionare l’allievo.
Si apre così un problema grave: la formazione del ragazzo generalmente si arresta.

l’intero articolo qui:

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IRENE TINAGLI, Per la scuola una scelta miope – LASTAMPA.it

La proposta del ministro Sacconi di abbassare l’obbligo scolastico da 16 a 15 anni nasce da un problema reale: i tanti giovani che interrompono gli studi prima dei 16 anni e che cadono nell’inattività o nel lavoro nero. Il problema quindi esiste, ed è importante affrontarlo. Quello che lascia perplessi però è il tipo di risposta, perché ha il sapore di una sconfitta ….

… Uno dei problemi più grandi del sistema economico e produttivo italiano è proprio la scarsa qualificazione di tanti lavoratori, che entrati in azienda a quattordici o quindici anni, hanno maturato degli skills talmente specifici a un certo tipo di produzione, che poi diventa difficilissimo riconvertirli o sottoporli a nuova formazione molti anni dopo. È per questo che quando chiude una fabbrica si mettono in ginocchio intere economie locali. Un maggior livello di istruzione serve a questo: a rendere il lavoratore più flessibile, e più ricettivo a programmi di formazione futura …

… Questo non significa che ci sia bisogno di avere tutti laureati o premi Nobel, ma solo che occorre maggiore attenzione ai percorsi formativi e di avviamento al lavoro delle nuove generazioni, per assicurarci che il giovane non venga semplicemente abbandonato dietro una catena di montaggio. Perché un quindicenne che oggi, nel 2010, lascia la scuola per mettersi dietro una macchina, si scontrerà prima o poi con problemi che sarà poco attrezzato ad affrontare, e con lui la società in cui vive ..

… Ecco, la proposta di Sacconi ha il merito di affrontare un problema reale da noi troppo spesso ignorato, per ignavia o ipocrisia, ma ha il limite di farlo con uno spirito che trasmette una sensazione di rinuncia, che rischia di negare una prospettiva ai figli dei più poveri che di fatto vedranno disegnarsi di fronte a loro l’orizzonte di fine del percorso formativo alla scuola media, una logica del «meglio di niente»..

Per la scuola una scelta miope – LASTAMPA.it

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SCUOLA: Indicazioni e raccomandazioni per l’integrazione di alunni stranieri

In preparazione dell’anno scolastico 2010-2011, la Circolare del Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca stabilisce alcuni criteri organizzativi per la distribuzione degli studenti stranieri tra le istituzioni scolastiche e nelle singole classi.
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Dossier “Integrazione di alunni con cittadinanza non italiana”

Bambini stranieri nelle scuole: la direttiva del ministro Gelmini

Il Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca, Mariastella Gelmini, ha emanato l’8 gennaio scorso una circolare contenente “Indicazioni e raccomandazioni per l’integrazione di alunni con cittadinanza non Italiana”. La circolare mette in evidenza alcune criticità, quali: – l’incidenza di dispersioni, abbandoni e ritardi, che caratterizza l’itinerario scolastico degli alunni provenienti da un contesto migratorio; – la conoscenza della lingua italiana, talora assente o padroneggiata a livelli di competenza notevolmente differenti; – il possesso della “nuova” lingua più come spontaneo registro utile alla “comunicazione” quotidiana che non come strumento per lo studio; – la necessità di prevedere anche percorsi formativi differenziati, soprattutto nelle scuole secondarie di secondo grado; – la presenza di culture diverse all’interno delle comunità straniere e il loro impatto con la cultura italiana. A fronte di tali criticità, per dare risposte tempestive, la circolare, stabilisce che: il numero degli alunni con cittadinanza non italiana presenti in ciascuna classe non potrà superare di norma il 30% del totale degli iscritti; il limite del 30% entra in vigore dall’anno scolastico 2010-2011 in modo graduale: è introdotto a partire dal primo anno della scuola dell’infanzia e dalle classi prime sia della scuola primaria, sia della scuola secondaria di I e di II grado; il limite del 30% può essere innalzato, con determinazione del Direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, a fronte della presenza di alunni stranieri già in possesso delle adeguate competenze linguistiche; il limite del 30% può essere ridotto, sempre con determinazione del Direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, a fronte della presenza di alunni stranieri per i quali risulti una padronanza della lingua italiana non sufficiente ad una compiuta partecipazione all’attività didattica.

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La nota ministeriale sull’integrazione degli alunni stranieri, il punto di vista di un insegnante, Melchisedec

La nota ministeriale sull’integrazione degli alunni stranieri, come d’altro canto ogni atto del governo, rappresenta l’occasione ennesima per litigare e scomodare esperti a vario titolo chiamati ad esprimere la propria opinione.
Opinione viziata dal morbo che infesta il dibattito politico italiano che, stando alle vulgate più diffuse, annaspa tra una destra del fare, dell’azione e del provvedimento d’urgenza e una sinistra criticona, parolaia e polemica fino al disgusto.
La nota gelminiana, che fissa al 30% il numero degli alunni stranieri presenti in ciascuna classe, pur contenendo al suo interno molte deroghe che rimandano alla configurazione socio-territoriale di ogni scuola e alle competenze del direttore generale di ciascun ufficio regionale, che può innalzare predetto limite, ha obiettivamente qualcosa di buono.
Si capisce che la nota non ha in sé alcunchè di risolutivo, ma è certamente un tampone ad una delle ferite che lacerano il tessuto scolastico del belpaese.
È democratico, infatti, formare delle classi con percentuali altissime di stranieri che ignorano l’abbiccì della lingua italiana?
Ammesso e concesso che ce la potranno fare i bambini della primaria, che per lo più, soprattutto nei primi anni, maneggiano una lingua di parole piene e possono avviarsi con gradualità a forme sempre più raffinate di espressione linguistica, che dire dei ragazzi stranieri nelle medie superiori?
Quelli che per obbligo di legge si vedono catapultati dalla loro terra d’origine in un’aula scolastica italiana?
Già risulta alquanto difficoltoso gestire due alunni stranieri nell’apprendimento dell’italiano di studio, figurarsi se questi costituissero la metà o quasi della popolazione scolastica di una classe.
Per non parlare delle combriccole di docenti debosciati che nelle scuole manovrano le iscrizioni degli allievi nelle classi, o nei corsi, considerati di serie A e serie B in barba ad ogni forma di equità di pari opportunità formativa, sociale e didattica.
Pertanto mi si risparmi l’accusa di razzista, mi limito ad osservare il reale vissuto.
D’altra parte, per converso, si dà il caso che alunni stranieri in possesso dello strumento linguistico dell’italiano, vuoi per l’impegno dei genitori o del contesto di sociale di riferimento, raggiungano al liceo risultati eccellenti, se non lusinghieri.
Ma quanti sono?
Davvero pochissimi.
Pertanto mi sono rotto le scatole dei fautori dell’inserimento scolastico selvaggio e senza regole.
Ho appositamente adoperato il termine inserimento e non integrazione, perché l’uso ministeriale mi pare un tantino falsamente buonista.
L’integrazione, infatti, passa anche per la lingua, ma non è esclusivo della lingua.
Tra le ultime baggianate sentite alla radio oggi pomeriggio c’è la proposta di un eminente linguista di semplificare i manuali di grammatica.
Sentite, sentite l’ultima trovata!
Non ha senso studiare la classificazione in complementi e si potrebbe fare a meno dell’interiezione.
A che serve il complemento di denominazione?
Sottinteso che l’eminente linguista ha lanciato strali contro gli insegnanti di lettere italiane.
Stantii, tradizionalisti, laudatores temporis acti.
La colpa è degli insegnanti.
Sempre la stessa musica.
in:
sulle spalle dei giganti
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Scuola: dal 2011 tetto di presenze per gli alunni stranieri – NanniMagazine

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Liberatoria per riprese video e fotografiche nella scuola

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Oliviero Casacchia , Luisa Natale , Antonella Guarneri , Tra i banchi di scuola. Alunni stranieri e italiani a Roma e nel Lazio, FrancoAngeli

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Tra i banchi di scuola. Alunni stranieri e italiani a Roma e nel Lazio  
Autori e curatori: Oliviero Casacchia , Luisa Natale , Antonella Guarneri
Contributi: Elisabetta Bilotta, Giampiero Dalla Zuanna, Anna Di Bartolomeo, Enrica Lapucci Lapucci, Nicolò Marchesini, Giordana Martino, Maura Simone, Salvatore Strozza
Collana: Varie
Argomenti: Sociologia dell’educazioneSociologia delle migrazioni e dello sviluppo
Livello: Studi, ricerche
Dati: pp. 208,     1a edizione  2009  (Cod.2000.1272)
 
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Tra i banchi di scuola. Alunni stranieri e italiani a Roma e nel Lazio
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 25,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856810769
 
Tipologia: E-book
Prezzo: € 20,00
Codice ISBN 13: 9788856820478
Formato: Adobe Acrobat
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in preparazione
Informazioni sugli e-book
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In breve Il volume illustra alcuni risultati, relativi a Roma e al Lazio, della ricerca nazionale sui ragazzi figli di immigrati, la prima indagine a livello nazionale statisticamente rappresentativa. Conoscere i modelli di inserimento delle seconde generazioni vuol dire infatti immaginare quali potranno essere nei prossimi anni gli scenari evolutivi della società italiana.
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Presentazione
del volume:
Famiglia e inserimento scolastico rappresentano due contesti fondamentali nel percorso di socializzazione delle seconde generazioni di immigrati in Italia, vale a dire l’insieme dei ragazzi, figli di genitori stranieri, nati nel nostro paese o ivi giunti in tenera età.
I giovani immigrati, spesso definiti “veicoli d’integrazione” proprio perché attraverso la scuola e il rapporto con gli insegnanti e i compagni del paese di accoglienza imparano prima e meglio la lingua rispetto ai propri genitori, divengono presto portatori di modelli culturali e comportamentali spesso simili a quelli dei coetanei italiani, anche perché con il proprio paese di origine hanno legami affettivi soltamente più scarsi. In generale si ritiene che i ragazzi di origine straniera oscillino sostanzialmente tra due culture: quella che loro stessi si stanno costruendo e quella trasmessagli dalla propria famiglia o dalla propria comunità di appartenenza.
Nel volume si illustrano alcuni risultati, relativi a Roma e al Lazio, della ricerca nazionale sui ragazzi figli di immigrati (ITAGEN2) coordinata da Gianpiero Dalla Zuanna, la prima indagine a livello nazionale statisticamente rappresentativa. Nel panorama nazionale la situazione riscontrata nel Lazio, e in particolare a Roma, si rivela emblematica per via della spiccata multietnicità che caratterizza questa città e per la compresenza di numerosi percorsi e modelli migratori.
Conoscere oggi i modelli di inserimento delle seconde generazioni vuol dire immaginare quali potranno essere nei prossimi anni gli scenari evolutivi della società italiana: è perciò di particolare importanza avviare, sostenere e diffondere i risultati di ricerche dedicate a questo tema.

Oliviero Casacchia è professore associato di Demografia presso la Facoltà di Scienze statistiche dell’Università di Roma “La Sapienza”. I suoi ambiti di ricerca sono la mobilità, interna e internazionale, e lo studio delle popolazioni in ambito urbano e metropolitano.
Luisa Natale è professore associato di Statistica sociale presso la Facoltà di Economia dell’Università di Cassino. Si occupa di aspetti sociali delle migrazioni, di devianza e di processi di valutazione.
Antonella Guarneri è ricercatore presso il Servizio Struttura e dinamica demografica dell’Istat. Si interessa di politiche migratorie, fenomeni demografici legati alla presenza straniera, analisi delle reti e conciliazione lavoro-famiglia.

Indice:
Marcello Natale, Presentazione
Oliviero Casacchia, Luisa Natale, Antonella Guarneri, Premessa
Salvatore Strozza, Le seconde generazioni: il punto della situazione in Italia
(Dagli immigrati ai loro figli: la necessità di ampliare l’orizzonte; Definizioni e problemi di rilevazione delle seconde generazioni; Dalle nascite da stranieri e da coppie miste alle seconde generazioni; Da bambini e adolescenti immigrati a giovani adulti; Le seconde generazioni: una determinazione approssimata per difetto; Le sfide future: conoscere per intervenire; Bibliografia)
Gianpiero Dalla Zuanna, L’indagine nazionale sulle seconde generazioni
(Introduzione; Modalità di rilevazione; Riferimenti teorici; Obiettivi; Alcuni primi risultati dell’indagine condotta in Veneto)
Oliviero Casacchia, Luisa Natale, Giordana Martino, L’indagine nel Lazio: risultati e prospettive
(Presentazione della problematica e obiettivi del lavoro; Alunni stranieri e alunni italiani nelle scuole di Roma e del Lazio; L’indagine sul campo; Analisi della qualità delle informazioni raccolte; La famiglia; La condizione abitativa; L’estrazione sociale, le aspirazioni formative; La rinascita scolastica; Qualche elemento di sintesi; Bibliografia)
Elisabetta Bilotta, Anna Di Bartolomeo, Antonella Guarneri, Maura Simone, Opinioni e atteggiamenti degli studenti
(Introduzione; Autostima; Dimensione valoriale; Familismo; Atteggiamento verso l’altra componente; Conclusioni; Bibliografia)
Antonella Guarneri, Luisa Natale, Maura Simone, Le relazioni sociali studenti al di fuori della scuola e in classe
(Presentazione della problematica ed obiettivi del lavoro; Le relazioni al di fuori della scuola; Le relazioni all’interno della classe; I rapporti di amicizia tra compagni di classe; Le relazioni all’interno delle singole classi: la rappresentazione di due casi-studio attraverso la network analysis; Conclusioni; Bibliografia)
Nicolò Marchesini, Albanesi e cinesi nel Lazio: un confronto con Emilia-Romagna e Campania
(Introduzione; Gli intervistati; Il rendimento scolastico: l’applicazione delle regressioni; Conclusioni; Bibliografia)
Enrica Lapucci, L’analisi multilivello
Antonella Guarneri, Cenni metodologici sulla social network analysis
Questionario dell’indagine ITAGEN2 nel Lazio
Elenco scuole coinvolte nell’Indagine ITAGEN2 a Roma e nel Lazio
Gli autori.

Tra i banchi di scuola. Alunni stranieri e italiani a Roma e nel Lazio

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Annuario statistico 2009 I dati su salute, scuola e lavoro

 
(regioni.it) L’Istat rende noti alcuni dati sull’Annuario statiostico italiano 2009. Ad esempio per quanto riguarda la sanità nel 2009 il 38,8% dei residenti in Italia dichiara di essere affetto da almeno una delle principali patologie croniche, ma tale percentuale sale all’86,9% per gli ultrasettantacinquenni. Le malattie croniche più diffuse sono l’artrosi/artrite (17,8%), l’ipertensione (15,8%), le malattie allergiche (10,2%), l’osteoporosi (7,3%), la bronchite cronica e asma bronchiale (6,2%) e il diabete (4,8%).
Nel 2006 sono circa 46.000 i medici di base presenti sul territorio nazionale, 8 ogni 10.000 abitanti. I medici pediatri sono circa 7.500, ovvero 9 ogni 10.000 bambini fino a 14 anni. Gli ambulatori e i laboratori pubblici e privati convenzionati sono circa 17 ogni 100.000 abitanti, in lieve calo dal 2004.
L’abitudine a consumare il pranzo entro le mura domestiche è ancora solida nel nostro Paese. Nel 2009 il 73,1% della popolazione di 3 anni e più pranza a casa e per il 67,9% ilpranzo è il pasto principale. Si mantiene stabile rispetto all’anno precedente la quota di persone che fa una sana e corretta colazione al mattino: l’81,8% delle donne e il 76,1% degli uomini abbina al caffè o al tè cibi più nutrienti come latte, biscotti, pane.
Nel 2009 gli amanti della sigaretta in Italia rappresentano il 23% della popolazione di 14 anni e più. A fumare sono soprattutto gli uomini (29,5%) rispetto alle donne (17%). Il tabagismo è più diffuso fra coloro che hanno un’età compresa tra i 25 e i 34 anni (31,4%).
Per quanto riguarda invece la scuola sono 8.960.311 gli studenti iscritti all’anno scolastico 2007/2008, 22.307 in più rispetto a quello precedente, a conferma del trend positivo avviato nel biennio 2000/2001. Il tasso di scolarità si attesta ormai da qualche anno intorno al cento per cento per le scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, mentre continua ad aumentare per la secondaria di secondo grado, dall’86,3% del 2001/2002 al 93,2% del 2007/2008.
L’aumento della scolarizzazione ha prodotto, nel corso degli anni, un costante innalzamento del livello di istruzione della popolazione italiana; la quota di persone con qualifica o diploma di scuola secondaria superiore si attesta al 32,6%, mentre il 10,7% possiede un titolo di studio universitario.
Cresce la selezione scolastica nell’anno scolastico 2007/2008, in particolare nelle scuole secondarie di secondo grado dove, nel passaggio dal primo al secondo anno, la percentuale di alunni respinti raggiunge il 20,9% (era il 18% l’anno precedente).
Il leggero aumento degli studenti licenziati sugli ammessi agli esami di terza media (99,5 contro il 97,9 dell’anno precedente) si deve invece al fatto che nel 2007 è stato reintrodotto il giudizio di ammissione all’esame di Stato.
I giovani iscritti per la prima volta all’università nell’anno accademico 2007/2008 sono poco più di 307.000, circa 1.000 in meno rispetto all’anno precedente (-0,3%), confermando, seppure in maniera lieve, la fase di flessione delle immatricolazioni iniziata nel 2004/2005. In controtendenza, si registra un aumento lieve per i corsi di laurea specialistica/magistrale a ciclo unico (+2,7%), mentre decisamente consistente appare quello relativo alle immatricolazioni ai corsi triennali del gruppo chimico-farmaceutico (+16,6%).
Nel complesso la popolazione universitaria è composta da 1.808.665 studenti – valore in linea con quello dello scorso anno – con una mobilità territoriale piuttosto elevata: uno studente su cinque studia in una regione diversa da quella di residenza. La partecipazione agli studi universitari risulta particolarmente elevata in Molise, Abruzzo, Basilicata, Lazio e Calabria, regioni in cui per 100 residenti di 19-25 anni, più di uno su due è iscritto a uncorso accademico, spesso fuori sede.
Infine i dati sul lavoro. Nel 2008 si contano 23.405.000 occupati, 183.000 in più rispetto all’anno precedente (+0,8% in termini percentuali). Torna ad aumentare dopo nove anni anche il numero delle persone in cerca di occupazione, attestandosi a 1.692.000, 186.000 in più rispetto al 2007 (+12,3%). Il tasso di disoccupazione sale al 6,7% dal 6,1% del 2007.
Anche nel 2008 l’ampliamento della base occupazionale riflette il contributo determinante offerto dagli stranieri, per un totale di 249.000 unità. La quota di lavoratori stranieri sugli
occupati sale dal 6,5% del 2007 al 7,5%.
L’occupazione femminile continua ad aumentare (+1,9%), mentre quella maschile rimane invariata, dopo dieci anni di ininterrotto trend positivo.
Il tasso di occupazione, dopo la crescita registrata nel 2006 e nel 2007, rimane stabile al 58,7%, pur restando ben al di sotto del dato medio dell’Ue (65,9%). Il tasso di occupazione maschile scende dal 70,7% al 70,3%; quello femminile aumenta dal 46,6% al47,2%.
Sul piano settoriale, il numero degli occupati scende nel settore agricolo (-3,1%, pari a -28.000 unità) e nell’industria in senso stretto (-1,2%, pari a -63.000 unità) aumenta, invece, nel terziario (+1,7% e 260.000 unità). Nel settore delle costruzioni, dopo la battuta di arresto del 2006 e il nuovo incremento del 2007, il ritmo di crescita è statomoderato (+0,7%, pari a 14.000 unità).
Guardando la posizione professionale, l’incremento dell’occupazione è da ascrivere esclusivamente ai lavoratori dipendenti (+1,6%, pari a 279.000 unità), mentre per gli indipendenti si accentua il calo iniziato nel 2007 (-96.000 unità, ovvero 1,6% in meno).
La crescita dell’occupazione alle dipendenze riguarda sia gli assunti con contratto a tempo indeterminato (+1,5%, pari a 224.000 persone) sia quelli a termine (+2,4%, pari a 55.000 persone). Il lavoro a termine continua ad essere più diffuso tra le donne e i giovani fino a 34 anni.
  •  Annuario 2009. La più importante pubblicazione dell’Istat a carattere generale


    Reddito e condizioni di vita Anni 2006-2007
    Tavole di dati con i risultati della terza indagine campionaria sulle famiglie realizzata alla fine del 2007

    Conti economici regionali Anni 1995-2008
    Pubblicate le stime complete relative al 2007, la revisione dei dati 2005 e 2006, e le stime provvisorie relative al 2008

    I viaggi in Italia e all’estero Anno 2007
    Tavole di dati con i risultati dell’indagine su “Viaggi e vacanze” condotta nel 2007 sulla domanda turistica dei residenti

    Bilancio demografico mensile Gennaio-Maggio 2009
    Alla fine di maggio 2009 la popolazione residente in Italia ammonta a 60.157.551 abitanti

(red/20.11.09)

Newsletter n. 1482 del venerdì 20 novembre 2009

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Laura Villa, Il lavoro pedagogico nei servizi educativi. Tra promozione, controllo e protezione, FrancoAngeli

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(a questa segnalazione farà seguito una mia recensione che sarà pubblicata su questo sito. Paolo Ferrario

Il lavoro pedagogico nei servizi educativi. Tra promozione, controllo e protezione

Autori e curatori: Laura Villa
Contributi: Alessandro Mariani
Collana: Clinica della formazione
Argomenti: Pedagogia e prospettive dell’educazionePedagogia specialePolitiche e servizi sociali
Livello: Textbook, strumenti didattici. Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari
Dati: pp. 240,     1a edizione  2008  (Cod.565.14)

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Il lavoro pedagogico nei servizi educativi. Tra promozione, controllo e protezione
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 18,50
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856803327
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In breve Una riflessione sui servizi educativi, sui loro mandati e le loro centrature, in una prospettiva tesa a decostruire i significati che la nozione di “servizio” è venuta progressivamente ad assumere in ambito educativo, e le ricadute che questa stessa idea ha concorso a generare nei modi di pensare al lavoro educativo “pubblico” con i bambini e con i ragazzi, dalle sue origini fino ai giorni nostri.
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Presentazione
del volume:
I servizi educativi rappresentano ormai una realtà molto diffusa nella società contemporanea. Nati da un’originaria vocazione assistenziale e riparativa, questi particolari contesti educativi vengono oggi presentati come luoghi formativi deputati alla cura e all’educazione della generalità dei bambini e dei ragazzi. Tuttavia, nonostante questa loro progressiva connotazione educativa, tali contesti formativi continuano a essere denominati come “servizi”, e a venire inseriti nell’ambito delle politiche socio-assistenziali.
Il volume intende sollecitare una riflessione intorno a questa particolare categoria di servizi, ai loro mandati e alle loro centrature, in una prospettiva tesa a decostruire i significati che la nozione di “servizio” è venuta progressivamente ad assumere in ambito educativo, e le ricadute che questa stessa idea ha concorso a generare nei modi di pensare al lavoro educativo “pubblico” con i bambini e con i ragazzi, dalle sue origini fino ai giorni nostri. Tutto ciò con particolare attenzione allo stato attuale dei servizi educativi, alle condizioni di chi quotidianamente li abita, e ai modi attraverso i quali in essi è concretamente esercitato il “lavoro di servizio”.

Laura Villa, dottore di ricerca in Teorie della formazione e modelli di ricerca in pedagogia e in didattica, collabora agli insegnamenti di Clinica della formazione e di Teorie e tecniche cliniche della formazione presso la Facoltà di Scienze della formazione dell’Università di Milano-Bicocca e insegna Scienze dell’educazione alla Silsis. È inoltre coordinatrice pedagogica dei Servizi educativi del Comune di Laveno Mombello e si occupa di formazione per i servizi per la prima infanzia e l’adolescenza e per la scuola.

Indice:
Alessandro Mariani, Presentazione
Parte I. Le idee di servizio nelle politiche sociali
Le matrici storiche e istituzionali
(Le parole delle origini: assistenza, beneficenza e carità; Tra sicurezza e controllo: la nascita dello Stato sociale e delle moderne politiche sociali; Stato sociale e politiche socio-assistenziali: la nascita della nozione di servizio; Politiche socio-assistenziali e servizi per i minori e le famiglie)
Le ricadute delle trasformazioni del welfare nelle idee di servizio
(Tra dinamiche economiche e nuove domande di servizio: le trasformazioni del welfare; La gestione dei servizi tra pubblico e privato: il welfare mix; La riforma dell’assistenza e le nuove parole chiave; Sussidiarietà, comunità e partecipazione: il welfare locale come “comunità di pratiche”; Qualità, accreditamento e carte dei servizi: il marketing dei servizi e la climatizzazione dell’utente)
Parte II. Le idee di servizio tra mandati istituzionali e pratiche professionali
Le matrici organizzative
(I servizi come organizzazioni e l’idea di servizio nel pensiero organizzativo; Le culture organizzative dei servizi; Un incrocio di sguardi “non scontato”: i processi di produzione e di organizzazione del servizio; Tra sollecitazioni al cambiamento e immobilismo innovativo: la questione del cambiamento organizzativo nei servizi)
Le matrici relazionali e affettive
(Servizio, servire, servirsi: il lavoro di servizio tra prestazioni e appartenenze istituzionali; Tra protezione e oppressione: le dinamiche affettive dell’appartenenza istituzionale; Tra missione, esecuzione e ricerca: le declinazioni del lavoro di cura nei servizi; Tra storia individuale e rappresentazioni del lavoro di servizio)
Parte III. Una declinazione dell’idea di servizio: i servizi educativi
Le categorie teoriche
(Lo sguardo della pedagogia critica; Lo sguardo del decostruzionismo; Lo sguardo dell’approccio clinico in pedagogia)
Gli oggetti del discorso
(I servizi educativi oggi: uno sguardo d’insieme; L’educazione tra contesti formali, non formali e informali: i servizi come contesti educativi formali; L’educazione tra spazi, tempi, corpi, rituali: i servizi come dispositivi)
Ricostruire per decostruire: le direttrici di sviluppo dell’idea di servizio in ambito educativo
(La storia delle origini: “al servizio di Dio” tra carità, accudimento e formazione confessionale; Lo Stato moderno: “il grande servitore” tra sviluppo economico, ordine sociale e formazione delle giovani generazioni; Gli anni sessanta e settanta del Novecento: i servizi “al servizio del territorio”)
Riannodando i fili del discorso: uno sguardo allo stato dei servizi educativi
(Un servitore “debolmente professionale”: la figura dell’educatore nei servizi; Tra promozione, controllo e protezione: le declinazioni dell’educazione nei servizi; Separare per educare: le barriere alla partecipazione sociale; Tra essere e fare: la questione della qualità)
Parte IV. Dentro i servizi educativi: tracce di una ricerca sul campo
La metodologia e il contesto della ricerca
(La ricerca educativa qualitativa; Ricerca educativa e metodo clinico; Le finalità e gli obiettivi della ricerca; Lo strumento della ricerca: un percorso pedagogico clinico; La trama del percorso; Il contesto e i destinatari)
I risultati della ricerca: la parola agli educatori
(Tra servire e servirsi, ovvero: la “catena del servizio”; Il lavoro quotidiano e la relazione diretta con gli utenti; La “costellazione” del servizio e i rapporti con l’istituzione; Tra mandati dichiarati e mandati in ombra: i servizi educativi tra promozione e controllo)
Note conclusive
Bibliografia.

Il lavoro pedagogico nei servizi educativi. Tra promozione, controllo e protezione

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Linee guida per l’integrazione scolastica

Pubblicate le Linee guida per l’integrazione scolastica

Il testo contiene la normativa vigente, gli aspetti organizzativi, le buone e le cattive prassi in materia.

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TAR LAZIO, Sentenza n. 7076/2009, sulla illegittimità della presenza dei docenti che insegnano religione cattolica di partecipare alle deliberazioni del consiglio di classe concernente l’attribuzione del credito scolastico – stato – documentazione -

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Luca Ricolfi, La scuola ha smesso di insegnare – LASTAMPA.it

… La realtà è che la maggior parte dei giovani che escono dalla scuola e dall’università è sostanzialmente priva delle più elementari conoscenze e capacità che un tempo scuola e università fornivano …

… Sono convinti che tutto si possa trovare su internet e quasi nulla debba essere conosciuto a memoria (una delle idee più catastrofiche di questi anni, anche perché è la nostra memoria, la nostra organizzazione mentale, il primo serbatoio della creatività) …

… La generazione che ha oggi fra 50 e 70 anni ha la responsabilità di aver allevato una generazione di ragazzi cui, nei limiti delle possibilità economiche di ogni famiglia, nulla è stato negato, pochissimo è stato richiesto, nessuna vera frustrazione è mai stata inflitta. Una generazione cui, a forza di generosi aiuti e sostegni di ogni genere e specie, è stato fatto credere di possedere un’istruzione, là dove in troppi casi esisteva solo un’allegra infarinatura. Ora la realtà presenta il conto. Chi ha avuto una buona istruzione spesso (non sempre) ce la fa, chi non l’ha avuta ce la fa solo se figlio di genitori ricchi, potenti o ben introdotti. Per tutti gli altri si aprono solo due strade: accettare i lavori, per lo più manuali, che oggi attirano solo gli immigrati, o iniziare un lungo percorso di lavoretti non manuali ma precari, sotto l’ombrello protettivo di quegli stessi genitori che per decenni hanno festeggiato la fine della scuola di élite.

Un vero paradosso della storia. Partita con l’idea di includere le masse fino allora escluse dall’istruzione, la generazione del ’68 ha dato scacco matto proprio a coloro che diceva di voler aiutare …

per l’intero articolo Vai a:

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Dizionario di Scienza dell’educazione e di Politica scolastica. Lessico di base, FrancoAngeli editore

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