badanti in Italia: sono un milione e 655 mila. In dieci anni c’è stato un aumento del 53%, newsletter – Regioni.it


Il Censis evidenzia uno studio sui servizi alla persona, in particolare verso gli anziani. Aumenta il numero delle badanti in Italia: sono un milione e 655 mila. In dieci anni c’è stato un aumento del 53%.
E’ una ricerca realizzata da Censis e Ismu (Iniziative e studi sulla multietnicità) per il ministero del Lavoro e delle politiche sociali, in occasione del convegno ‘Servizi alla persona e occupazione nel welfare che cambia’.
Le badanti sono per il 77,3% stranieri e donne (82,4%), tra i 36 e 50 anni (56,8%).
E si stima che, mantenendo stabile il tasso di utilizzo dei servizi da parte delle famiglie, il numero dei collaboratori salira’ a 2 milioni 151 mila nel 2030 (circa 500 mila in piu’).
La spesa media per le famiglie e’ di 667 euro al mese. Ma con la crisi, oltre la meta’ dei bilanci familiari non tiene piu’: cosi’ nel 15% dei casi e’ prevedibile, sempre stando ai risultati della ricerca, che un componente della famiglia lasci
il lavoro per assistere un congiunto. O nel 41,7% dei casi si pensa anche a rinunciare al servizio.
L’area dei servizi di cura e assistenza per le famiglie rappresenta quindi un ”grande bacino occupazionale”: il numero dei collaboratori e’ passato da 1,083
milioni del 2001 a 1,655 milioni del 2012 (quando e’ stata condotta l’indagine su 1500 collaboratori). Sono 2 milioni 600 mila le famiglie (il 10,4%) che hanno attivato servizi di collaborazione, di assistenza per anziani o persone non autosufficienti, e di baby sitting.
L’irrinunciabilita’ del servizio sta peraltro portando alcune famiglie (il 15%, ma al Nord la percentuale arriva al 20%) a considerare l’ipotesi che un componente della stessa rinunci al lavoro per prendere il posto del collaboratore. Intrappolate tra esigenze crescenti e risorse in calo, il 44,4% delle famiglie pensa che nei prossimi cinque anni avra’ bisogno di aumentare il numero dei collaboratori o delle ore di lavoro svolte. Ma al tempo stesso la meta’ delle famiglie (il 49,4%) sa che avra’ sempre piu’ difficolta’ a sostenere il servizio e il 41,7% pensa addirittura che dovra’ rinunciarci.
 

[CENSIS] – SERVIZI ALLA PERSONA E OCCUPAZIONE NEL WELFARE CHE CAMBIA – SINTESI DEI RISULTATI – 14.05.2013

da newsletter – Regioni.it.

l’associazione La Bottega del Possibile di Torre Pellice (TO)


Un’associazione di promozione sociale, nata per promuovere la cultura della domiciliarità “LA BOTTEGA DEL POSSIBILE” è una sorta di LABORATORIO CULTURALE nel campo della POLITICA SOCIALE, in un contesto di “welfare plurale”.
È un LABORATORIO per PENSARE, per PRODURRE SAPERI di DOMICILIARITÀ, per SEMINARE DOMICILIARITÀ.
“LA BOTTEGA DEL POSSIBILE” è una “Bottega” che produce un pensiero che diventa cultura di DOMICILIARITÀ, cultura di diritti.
“LA BOTTEGA” è … una Bottega APERTA al MONDO per una SCOMMESSA COLLETTIVA nella solidarietà e nella fratellanza, per costruire rispetto dei diritti.

È un PROGETTO in AVANTI con ragioni antiche.

da  Chi Siamo | La Bottega del Possibile.

19° PUNTO D’ASCOLTO SULLA DOMICILIARITÀ ESISTIAMO NEL NOSTRO ABITARE SOCIALE PENSARE CASA: COME PROGETTO SOCIALE, LUOGO PER COLTIVARE E CUSTODIRE, LUOGO DELL’ANIMA | S. Secondo di Pinerolo (TO), 24/25 maggio 2013, da La Bottega del Possibile


19° PUNTO D’ASCOLTO SULLA DOMICILIARITÀ

ESISTIAMO NEL NOSTRO ABITARE SOCIALE PENSARE CASA:
COME PROGETTO SOCIALE, LUOGO PER COLTIVARE E CUSTODIRE, LUOGO DELL’ANIMA

Acquerelli di Caterina Bruno – Cavour (TO)

 24 – 25 Maggio 2013

- La casa e la persona -

 

Da 19 anni in primavera realizziamo il PUNTO d’ASCOLTO sulla domiciliarità con lo scopo di riflettere sul concetto culturale di domiciliarità per meglio comprendere dove siamo giunti, con l’aiuto di molti amici, soci ed esperti di alta qualità, nell’elevare la soglia del possibile del sostegno alla domiciliarità, cioè per l’INTERO e per l’INTORNO della persona, soprattutto la più fragile, vista anche nella sua ABITANZA SOCIALE.

Il concetto di domiciliarità è ampio, parte dalla CASA, da quanto questa rappresenta e va oltre, verso il paesaggio, verso il contesto relazionale nella comunità locale.

Alcune definizioni di CASA “regalateci” da tante persone di ogni età, genere e cultura che abbiamo letto e incontrato, ci dicono che CASA è:

tutta la mia eredità; un cuore che custodisce; un paesaggio interno ed esterno; la pancia della mamma; architetture e specificità per ciascuno; avvolge come la buccia di una banana; luogo dove i ricordi già alla nascita naturalmente abitano; luogo che accoglie e che abbraccia; non allontanare dalle proprie radici; una sorta di “spalliera” per accompagnare nel bisogno; CASA e DOMICILIARITÀ come bellezza; CASA … è là dove si trova il cuore (Plinio il vecchio, 2000 anni fa).

“CASA come luogo del corpo e dell’anima” affermava il Cardinale Carlo Maria Martini.

Per tutto quanto sopra, dopo poco tempo dalla sua scomparsa verso il cielo azzurro, il 19° “Punto d’Ascolto” sulla domiciliarità lo dedicheremo al Card. Martini, maestro di domiciliarità, che sosteneva anche: “bisogna far di tutto per far stare a casa”e noi aggiungiamo… per progettare il futuro, per sentire il profumo delle varie stanze, perché è il punto di riferimento come espressione della vita.

Allora, venire con noi per pensare come riflettere, progettare, realizzare cultura di domiciliarità

insieme, sempre più avanti!

e… diamoci da WELfare, verso una comunità della prossimità.

da  Punto di Ascolto 2013 | La Bottega del Possibile.

corso LA CAPACITA’ TRASFORMATIVA DELL’ASSISTENTE SOCIALE NEL LAVORO CON LE PERSONE ANZIANE A DOMICILIO E IN RESIDENZA, Bologna 29-31 maggio 2013, a cura della associazione P.I.A.C.I. e della fondazione Zancan


vai a  corso LA CAPACITA’ TRASFORMATIVA DELL’ASSISTENTE SOCIALE NEL LAVORO CON LE PERSONE ANZIANE A DOMICILIO E IN RESIDENZA, Bologna 29-31 maggio 2013, a cura della associazione P.I.A.C.I. e della fondazione Zancan | POLITICA DEI SERVIZI SOCIALI.

Veneto: Cure domiciliari per la non autosufficienza e disabilità


Veneto. Servizi socio-sanitari. Cure domiciliari faranno riferimento a paniere unico e Lea 


03 MAG - Il tutto grazie ad una delibera di Giunta che ha altresì istituito l’impegnativa di cura domiciliare (per la non autosufficienza e disabilità) con cui, dal prossimo 1° luglio, saranno unificati nelle Ulss gli interventi secondo uno schema di cinque categorie di risposta al bisogno. 

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corso LA CAPACITA’ TRASFORMATIVA DELL’ASSISTENTE SOCIALE NEL LAVORO CON LE PERSONE ANZIANE A DOMICILIO E IN RESIDENZA, Bologna 29-31 maggio 2013, a cura della associazione P.I.A.C.I. e della fondazione Zancan


zanca1 zanca2 zanca3 zanca4 zanca5vai alla Locandina del corso: ProgrammaCorsoPiaci2013_CallForPaper

“DOMICILIamo” Sostegno alla domiciliarità per malati di Alzheimer e per le loro famiglie Cooperativa sociale Progetto Sociale e Cooperativa sociale Lavoro & Solidarietà


“DOMICILIamo”
Sostegno alla domiciliarità per malati di Alzheimer e per le loro famiglie
Cooperativa sociale Progetto Sociale capofila
Cooperativa sociale Lavoro & Solidarietà partner
Con il contributo di Fondazione Cariplo


PERCHÈ QUESTO PROGETTO?
Per potenziare l’offerta dei servizi che si occupano di persone affette da malattia d’Alzheimer.
Per favorire la permanenza dell’anziano al proprio domicilio attraverso interventi di supporto e aiuto ai familiari curanti (caregiver).
Per accompagnare e sostenere le famiglie nella individuazione del percorso di cura attraverso l’informazione e l’orientamento.
Per proporre incontri informativi di sensibilizzazione, conoscenza e approfondimento riguardanti la demenza e l’invecchiamento
Per organizzare percorsi di formazione sulla demenza rivolti a familiari, operatori, volontari e assistenti familiari Per migliorare e qualificare il lavoro di cura
il progetto “DOMICILIamo” – per i malati di Alzheimer:
apertura settimanale del servizio AloisCaffé, spazio di aggregazione per malati di Alzheimer e loro familiari
offerta di servizi socio assistenziali e riabilitativi
percorsi di arteterapia, musicoterapia e psicomotricità
Interventi e attività di socializzazione, relazione e mantenimento delle risorse personali dell’anziano
il progetto “DOMICILIamo” – per familiari e caregiver:
visite domiciliari di consulenza, supporto e orientamento
incontri informativi con medici, professionisti e operatori sociali percorsi formativi sulla malattia di alzheimer e la demenza
voucher di conciliazione: supporto domiciliare gratuito con operatori specializzati per particolari bisogni e esigenze
sportello telefonico: informazioni, orientamento, aiuto alla gestione quotidiana del malato
ricovero di sollievo
il progetto “DOMICILIamo” – per gli operatori dei servizi e gli assistenti familiari:
percorsi formativi per badanti e assistenti familiari sulla malattia di Alzheimer e la demenza
interventi di tutoraggio per badanti e assistenti familiari al domicilio dell’anziano e presso il servizio AloisCaffè
percorsi di aggiornamento per operatori in servizio
corsi di formazione specifica per futuri operatori
il progetto “DOMICILIamo” – Per volontariato e cittadinanza:
cicli informativi di prevenzione, incontri di conoscenza e sensibilizzazione
approfondimento di tematiche legate all’invecchiamento e percorsi formativi
CHI SIAMO:
La cooperativa sociale Progetto Sociale sorge nel 1979 nell’ambito previsto dalla L. 285 a sostegno dell’occupazione giovanile. | Progetta e gestisce servizi alla persona dal settembre 1980. Negli anni incrementa i propri servizi a favore di anziani, minori e disabili. | Dal 2010 gestisce il servizio ALOISCAFFE’, spazio di aggregazione per malati di Alzheimer e loro familiari con sede a Mirabello di Cantù, in via Tiziano, 5. | La Cooperativa Sociale Lavoro & Solidarietà opera in ambito sociale, socio-sanitario, educativo e culturale, attraverso un’offerta di servizi dedicati ai bisogni di anziani, adulti in difficoltà e minori. | Avviata ufficialmente nel 1994, opera nelle province di Como e Lecco erogando servizi socio assistenziali/educativi per Amministrazioni Comunali, ASL e Case di Riposo.
CONTATTI:
Per informazioni rivolgersi a:
Cooperativa Sociale Progetto Sociale s.c. | Via Degli Arconi, 73 – Cantù
tel. 031/715310 | fax 031/715160 | cell. 348 5473297 | e-mail: info@progettosociale.it | referente del progetto: Beatrice Ricci
Cooperativa Sociale Lavoro & Solidarietà s.c. | Via Col di Lana 5 – Como
tel. 031/ 33 00 311 fax 031 33 00 318 | cell. 347 5076068 | e-mail: elisabetta.alberti@cenasca.eu | referente del progetto: Elisabetta Alberti
Per ulteriori dettagli:
PROGETTO SOCIALE SC ONLUS | p.iva: 00803810134 | Via degli Arconi, 73 – 22063 Cantù (COMO)
Tel: +39 031 71 53 10 | Fax: +39 031 71 51 60 | Mail: 
info@progettosociale.it | http://www.progettosociale.it/

ESSERE UTILI L’INVISIBILE NEGLI INTERVENTI DI AIUTO, Le politiche e le prassi del Comune di Trieste per la domiciliarità degli anziani, INCONTRO DIBATTITO EDIZIONI MEUDON, Centro Studi Jacques Maritain, giovedì, 29 novembre 2012 ore 16.00 Sede IRSSeS Via dei Falchi, 2 Trieste


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il progetto Vivere con la badante, Provincia di Milano | Assessorato alle Politiche Sociali


Il sito si propone di aiutare le famiglie a prefigurarsi le possibili difficoltà e i vantaggi delle diverse scelte, accompagnandole nel percorso che debbono affrontare.
Non sono proposte soluzioni preconfezionate, ma indicazioni sul tema e consigli da adattare a ciascuna situazione.

Il progetto è realizzato dall’Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Milano, in collaborazione con l’Associazione Donne e Tecnologie e cofinanziato dal Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà civili e l’immigrazione, Fondo U.N.R.R.A. 2010.

IN FAMIGLIA. Vivere con la badante | Pagine.

Centro Donatori del Tempo, Luciana Quaia, INTIME ERRANZE – Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica, Nodolibri, Como, 2012 pp. 212, 12 immagini a colori, Euro 20


Centro Donatori del Tempo

Luciana Quaia

INTIME ERRANZE

Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica

Nodolibri, Como 2012

pp. 212, 12 immagini a colori

Euro 20

 

Resiliente è la persona che anche di fronte a una grave avversità sa andare avanti senza arrendersi, resistere allo stress e imparare a ricavare un insegnamento che la renda meno vulnerabile in circostanze analoghe.

Nell’affrontare una malattia destabilizzante come la demenza, è possibile che il familiare curante diventi capace di dare un senso alla sofferenza, si senta in grado di potercela fare e acquisisca una maggior forza psico-emotiva?

A questa domanda il volume di Luciana Quaia tenta di rispondere attraverso una suggestiva mappa che, elaborata dall’analisi mitologica del viaggio dell’eroe di Joseph Campbell, si sofferma sulle diverse tappe percorse dalla famiglia dal momento della comunicazione della diagnosi lungo tutto il periodo dell’accudimento e ne mette in evidenza i processi di cambiamento e trasformazione.

I passaggi considerati per costruire un percorso di resilienza si focalizzano sulla presenza di diversi attori e strumenti:

- il tutore di resilienza, in questo caso rappresentato dall’associazione di volontariato Centro Donatori del Tempo, che, come le molteplici associazioni Alzheimer nazionali, riveste il ruolo di saliente punto di riferimento della comunità locale nell’accogliere le famiglie interessate dal problema e nel fornire un reale aiuto alle loro esigenze;

- il gruppo di reciproco aiuto, spazio capace di far credere e sperare in una prospettiva di crescita e di consapevolezza;

- la scrittura autobiografica, mezzo privilegiato di cambiamento di sguardo sulla realtà e se stessi.

Nell’originale struttura del testo che attribuisce ad ogni capitolo lo specifico nome della tappa dell’immaginario viaggio, particolare approfondimento viene dedicato alla metodologia applicata all’interno del laboratorio di scrittura autobiografica. Nelle cinque giornate di lavoro i familiari partecipanti, con il supporto di personaggi mitologici, poesie, brani di letteratura, oggetti, fotografie ed esercizi mirati, narrano le memorie di ricordi e di sfide, scoprendo le proprie forze interiori e la capacità di dare maggiore fiducia a se stessi.

Un capitolo totalmente dedicato alla potenza resiliente del cinema analizza in modo dettagliato e circoscritto tre film sul tema dell’Alzheimer, mettendo in luce un ulteriore strumento utile al sostegno psicologico del familiare attraverso il confronto  con una  realtà che riesce a generare importanti  modelli di identificazione e apprendimento.

Il libro, di agevole lettura, ricco di citazioni letterarie e di alcune pagine fotografiche, è consigliato sia ad organizzazioni di servizio che cercano nuove sperimentazioni di un “welfare sostenibile”, sia alle famiglie o persone che si trovino nella necessità di resistere al disagio che la malattia demenza impone.

Per l’ampia descrizione metodologica e l’accurata ricerca bibliografica e filmografica, inoltre, riveste particolare interesse per tutte le figure professionali che svolgono un lavoro centrato sulla relazione di aiuto.

Per acquisti e prenotazioni rivolgersi a:

NodoLibri

Nodo s.n.c., via Volta 38, 22100 Como

tel. 031 243113 fax 031 273163

e-mail nodo.segreteria@libero.it

http://www.nodolibri.it

Sono previsti sconti per acquisti superiori alle 2 copie

Per la scheda editoriale e l’acquisto via internet vai a: http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=232

Per l’acquisto mediante uffici postali vai alla cedola cartacea: http://polser.files.wordpress.com/2012/07/cedola-02.pdf

LUCIANA QUAIA, INTIME ERRANZE, il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica, in corso di pubblicazione dall’editore NODO LIBRI per il CENTRO DONATORI DEL TEMPO, Como, 2012


LUCIANA QUAIA, INTIME ERRANZE, il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica,

in corso di pubblicazione dall’editore NODO LIBRI per il CENTRO DONATORI DEL TEMPO,

Como, 2012

Per la scheda editoriale e l’acquisto via internet vai a: http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=232

Per l’acquisto mediante uffici postali vai alla cedola cartacea: http://polser.files.wordpress.com/2012/07/cedola-02.pdf

L’assistenza domiciliare, come ottenerla | di Gaetano del Luca per Muoversi Insieme di Stannah


Con il passare dell’età e l’avanzare degli anni chiunque può incontrare delle difficoltà nello svolgimento in autonomia di alcune attività quotidiane casalinghe, quali il vestirsi, il lavarsi, pulire la casa, cucinare, fare la spesa. 

Per superare queste difficoltà e per rispondere al conseguente bisogno di assistenza nella gestione della quotidianità il nostro sistema di servizi socio-sanitari prevede il servizio di assistenza domiciliare.

leggi tutto l’articolo qui: L’assistenza domiciliare, come ottenerla | Muoversi Insieme.

L’assistenza domiciliare e quella agli anziani sono sempre di più affidate a persone, spesso immigrati, anche senza qualifiche – Quotidiano Sanità


 L’assistenza domiciliare e quella agli anziani sono sempre di più affidate a persone, spesso immigrati, anche senza qualifiche. Un fenomeno indotto dalla crisi economica, ma anche dalle scelte della politica, che alla crisi ha risposto tagliano i servizi per la cura e l’assistenza ai pazienti. È la fotografia italiana, ma anche europea, emersa da una recente indagine che l’Efn, la Federazione europea delle associazioni, che ha analizzato le ripercussioni della crisi economica internazionale sulla professione infermieristica in 34 Paesi europei.

TUTTO L’ARTICOO QUI: Infermieri denunciano: “Assistenza anziani e domiciliare in mano a immigrati non qualificati” – Quotidiano Sanità.

Servizio sociale dei Comuni – Ambito distrettuale Basso Isontino. Albo dei soggetti accreditati a svolgere il servizio di assistenza domiciliare nei Comuni


Servizio sociale dei Comuni – Ambito distrettuale Basso Isontino.

Albo dei soggetti accreditati a svolgere il servizio di assistenza domiciliare nei Comuni …
<http://www.serviziosociale.bassoisontino.it/cm/ambienti/servizio_sociale/unica/allegati/struttura_portale/20124171413310.doc20120417142827.pdf>

PrivatAssistenza: erogazione e gestione di interventi a favore di persone con necessità sanitarie e socio assistenziali


Italiassistenza spa – società titolare del marchio PrivatAssistenza è la prima patient care company italiana. Fondata nel 1993 a Reggio Nell’Emilia si occupa in particolare di assistenza domiciliare integrata (ADI) di media ed alta intensità.

“Operiamo da 20 anni nel settore dell’home care siamo specializzati nell’erogazione e gestione di interventi a favore di persone con necessità sanitarie e socio assistenziali. La nostra Mission è sempre stata quella di migliorare la qualità di vita dei nostri pazienti e delle loro famiglie attraverso la costante innovazione, integrazione e altissima qualità dei nostri servizi sanitari.”

Italiassistenza rappresenta la prima Rete nazionale di assistenza domiciliare in grado di erogare, gestire e monitorare servizi infermieristici fisioterapici, medici e socio-assistenziali con una copertura capillare dell’intero territorio nazionale.

PRINCIPALI CLIENTI
•  Privati cittadini (anziani, malati o disabili e le loro famiglie) •  Aziende health care (farmaceutiche, biomedicali, ossigenoterapia) •  Entri pubblici (ASL e Comuni) •  Compagnie di assicurazione •  Farmacie

ITALIASSISTENZA E’ FORMATA DA TRE DIVISIONI:

1 - Divisione PrivatAssistenza: il “la prima rete nazionale di assistenza domiciliare” dedicata ai privati cittadini (pazienti e famiglie) che richiedono servizi di assistenza domiciliare socio sanitaria attraverso il network territoriale di oltre 115 centri a marchio PrivatAssistenza.
I servizi e gli interventi di assistenza domiciliare sono offerti a favore di anziani, malati e disabili che necessitano di un aiuto al domicilio per servizi:
• Socio-assistenziali: assistenza diurna o veglia notturna, Igiene personale, alzata o messa a letto, vestizione o svestizione, aiuto al pasto, compagnia e vigilanza, deambulazione e mobilizzazione, prevenzione di ulcere da pressione, veglia notturna in ospedale, sostituzione integrazione badanti, servizi di trasporto assistito etc…
• Socio–sanitari infermieristici e fisioterapici: Iniezioni, medicazioni, flebo, medicazioni, bendaggi, cateterismi, rilevazione parametri vitali riabilitazione, rieducazione posturale …

2 - Divisione Sanità Integrativa:  gestisce, coordina e controlla, tramite centrale operativa H24, interventi sanitari domiciliari per conto delle più importanti ? compagnie di assicurazione ? Fondi sanitari ? Flexible Benefits.

3 - Divisione Disease Management: si occupa di sviluppare in partnership con società farmaceutiche progetti innovativi finalizzati al sostegno ed al supporto nella gestione di trattamenti domiciliari.
I nostri principali servizi disease management sono: •  Educazione infermieristica e del paziente all’autocura, e addestramento all’impiego di device medicali per patologie quali la sclerosi multipla, psoriasi, emofilia, ormone della crescita, diabete, malattie rare, etc … •  Educazione sanitaria per facilitare l’adesione di pazienti a terapie impegnative ed aiutali a capire l’importanza del trattamento •  Somministrazione e coordinamento della terapia •  Supporto e assistenza tecnica telefonica ai pazienti •  Assistenza al centro clinico ospedaliero •  Reportistica •  Trials clinici.
I servizi di Disease Management sono sviluppati a favore dei pazienti e della loro famiglia in partnership con primarie aziende farmaceutiche, istituzioni sanitarie, ASL, centri clinici ospedalieri, farmacie ospedaliere, e medici specialisti.

Le attività di Italiassistenza spa spaziano a 360° nel settore dell’home care:

dall’assistenza domiciliare agli anziani alla gestione di case di riposo;
dall’invio a domicilio di infermieri all’organizzazione di visite mediche;
dalla gestione di numeri verdi aziendali alla consulenza all’apertura di centri a marchio PrivatAssistenza specializzati nell’offerta di servizi socio assistenziali.

Grazie all’esperienza maturata nel corso degli anni la nostra rete è in grado di erogare:

●  servizi socio assistenziali
●  assistenza domiciliare personalizzata
●  servizi e prestazioni infermieristiche
●  interventi medici generici e specialistici

e copre l’intero territorio nazionale con:

●  oltre 115 centri operativi a marchio PrivatAssistenza
●  oltre 1000 medici convenzionati

●  oltre 3000 operatori socio assistenziali e sanitari.

da: L’azienda PrivatAssistenza.

Assistenza domiciliare. Indagine Spi-Cgil: “Solo per un anziano su cinque”


Assistenza domiciliare. Indagine Spi-Cgil: “Solo per un anziano su cinque” 
16 MAR - Questi i risultati di un’indagine dello Spi-Cgil su Adi e non autosufficienza. Il primato dell’offerta spetta all’Emilia-Romagna. Male Piemonte, Campania, Puglia e Sicilia. E dal 2005 al 2010 gli over 65 sono cresciuti di 768mila unità, di cui 207mila al Sud superando quota 12 mln. 

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Il valore della qualità nei servizi per gli anziani. Esperienze di valutazione e miglioramento, Monica Minelli , Walther Orsi , Rosa Angela Ciarrocchi , Gerardo Lupi, FrancoAngeli


Il valore della qualità nei servizi per gli anziani. Esperienze di valutazione e miglioramento
Argomenti
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 160,      1a edizione  2010   (Cod.1130.277)
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 20,00
Disponibilità: Buona

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Codice ISBN: 9788856825695

Altre tipologie:

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In breve
I servizi per gli anziani richiedono sistematiche valutazioni e continui adeguamenti a livello quantitativo e qualitativo. In questa prospettiva l’AUSL di Bologna ha sviluppato uno specifico percorso di miglioramento della qualità dei servizi per gli anziani, che ha coinvolto diverse aree: la dimissione protetta dall’ospedale, l’assistenza domiciliare, l’assistenza presso strutture protette e lungodegenze, i servizi per le demenze. Il testo riporta gli atti di un workshop su queste tematiche.
Presentazione del volume

Il sistema di welfare italiano deve affrontare una sfida di particolare rilievo: la necessità di un adattamento continuo dei servizi per rispondere a nuovi bisogni, a una crescente domanda di personalizzazione e qualità degli interventi. Nell’area dei servizi per gli anziani, l’invecchiamento della popolazione fa emergere con forza tale sfida e richiede al sistema di welfare di attrezzarsi per garantire un miglioramento continuo della qualità dei servizi e un monitoraggio sistematico delle attività.
Il libro presenta un insieme organico di esperienze di valutazione e miglioramento della qualità, esposte nell’ambito del Workshop per operatori socio-sanitari e dei servizi convenzionati “Il percorso di miglioramento della qualità nei servizi per anziani dell’Azienda USL di Bologna”, tenutosi nel 2009 a Bologna. Il percorso è stato fortemente condiviso tra tutti gli attori in grado di promuovere qualità – ASL, Enti Locali, ASP, organizzazioni profit e no profit, professionisti, volontari, Comitati Consultivi Misti, famiglie ed anziani – e mirato, in una prospettiva di innovazione sociale partecipata, al miglioramento della cura e della qualità della vita degli anziani. Gli elementi teorici, gli strumenti metodologici e le esemplificazioni concrete, contenuti nel testo, rappresentano una “cassetta degli attrezzi” utilizzabile da chi opera nei servizi socio-sanitari per gli anziani.
Il volume si rivolge quindi ad amministratori, operatori socio-sanitari, responsabili di organizzazioni profit, no profit e volontari per consolidare un’alleanza con le famiglie e gli anziani, per la qualità della vita e dei servizi.

Monica Minelli, sociologo e assistente sociale, è direttore del Dipartimento delle Attività Socio-Sanitarie dell’Azienda USL di Bologna.
Walther Orsi, sociologo, docente di Programmazione, organizzazione e gestione dei servizi sociali presso l’Università di Bologna, è direttore del Programma ‘Salute Anziani’ dell’Azienda USL di Bologna. Per i nostri tipi ha pubblicato Progettare insieme la qualità della vita (2003) e Qualità della vita e innovazione sociale (2009).
Rosa Angela Ciarrocchi, sociologo sanitario, si occupa di sistemi informativi, valutazione e ricerca nell’ambito delle organizzazioni no profit ed è consulente presso l’Azienda USL di Bologna.
Gerardo Lupi, sociologo sanitario, si occupa di formazione e consulenza organizzativa
nell’ambito dei servizi socio-sanitari e del terzo settore e collabora con il Programma ‘Salute Anziani’ dell’Azienda USL di Bologna.

Indice

Giuliano Barigazzi, Presentazione
Francesco Ripa Di Meana, Introduzione
Anna Del Mugnaio, Programmazione, governance e qualità dei servizi sociosanitari
Qualità e valutazione: metodi e ricadute
(Massimo Annicchiarico, Introduzione; Laura Biagetti, Valutare la qualità nei servizi alla persona;Walther Orsi, Costruire qualità: il metodo di lavoro partecipato; Carlo Hanau, Sonia Cavallin, Il Comitato Consultivo Misto come strumento di partecipazione dei cittadini e delle associazioni;Raffaele Tomba, La qualità nell’accesso ai servizi: l’avvio dello sportello sociale nel Comune di Bologna; Anna Maria Nasi, L’integrazione socio-sanitaria nell’ADI; Simonetta Puglioli, La qualità dei servizi socio-sanitari per anziani: esperienze e prospettive)
Qualità e assistenza domiciliare
(Gabriele Cavazza, Introduzione; Lucia La Rovere, Garanzie di qualità nell’assistenza domiciliare;Rosanna Giordani, La cartella ADI; Chiara Petrucci, La valutazione della soddisfazione degli utenti ADI)
Qualità e assistenza nelle strutture residenziali e nelle lungodegente
(Luca Barbieri, Introduzione; Marco Domenicali, Gerardo Lupi, Maria Cristina Pirazzini, Marco Sinoppi, L’esperienza dell’Azienda USL di Bologna: valutazione della qualità e monitoraggio dei servizi alla persona nelle strutture protette; Clelia D’Anastasio, Rosa Angela Ciarrocchi, Il progetto demenze: percorsi di miglioramento e qualità percepita; Aldina Gardellini, Relazione clinico-organizzativa fra Ospedale e Strutture Residenziali per anziani; Mauria Rambaldi, Il controllo di qualità nelle lungodegente private accreditate a Bologna: un percorso di miglioramento; Giovanni Agrestini, Indicatori di qualità, miglioramento continuo, ruolo della direzione; Lucio Tondi, Il contributo del medico al miglioramento della qualità erogata agli anziani non autosufficienti istituzionalizzati; Lauretta Fagioli, Il servizio infermieristico nelle strutture residenziali: strategie per la qualità; Monica Gamberoni, La riabilitazione estesa: un lavoro di equipe a garanzia della qualità del servizio; Paola Burnelli, L’apporto professionale del Coordinatore di Nucleo per il miglioramento della vita dell’anziano in un servizio residenziale)
Qualità delle relazioni nelle strutture residenziali
(Maura Guerzoni, Stefania Moscardelli, Introduzione; Fabio Cavicchi, PAI e programmazione dell’assistenza. Qualità delle relazioni nelle strutture residenziali; Luca Boschiero, Carta dei Servizi come strumento di informazione e comunicazione; Stefano Canova, Animazione. Tra attimi “esterni” e “tenuta” di programmi; Rosa Angela Ciarrocchi, Gerardo Lupi, Il miglioramento della qualità della vita nelle strutture)
Monica Minelli, Conclusioni
Riferimenti bibliografici

Gli autori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il valore della qualità nei servizi per gli anziani. Esperienze di valutazione e miglioramento.

Vivere in famiglia con la badante, 27 febbraio 2012, ore 14, Spazio Oberdan, sala Alda Merini, Viale Vittorio Veneto 2, Milano


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Le Cure Palliative Domiciliari in Italia – da AGENAS – CURE PRIMARIE


Le Cure Palliative Domiciliari in Italia – AGENAS

Ultimo agg. il 27 novembre 2010

Documento di valore strategico al fine di rendere concreti ed attuabili le indicazioni normative emerse dalla recente approvazione della legge 15 marzo 2010 n.38 – Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore

Pubblicato il Quaderno n 7 dell’ AGENAS – Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, suirisultati dell’indagine nazionale sul “Sistema delle cure palliative domiciliari” – realizzata dall’Agenas e dal Ministero della Salute in collaborazione con la Società italiana cure palliative (Sicp), la Società italiana di medicina generale (Simg), la Fondazione Floriani, la Federazione cure palliative (Fcp) e tutte le Regioni italiane - presentata oggi nell’ambito del congresso nazionale delle Simg in corso a Firenze.

L’indagine si riferisce al periodo 2008-2009.

Leggi l’esauriente articolo di QuotidianoSanità

da Pubblicazioni – Le Cure Palliative Domiciliari in Italia – AGENAS – CURE PRIMARIE.

Regione Lombardia, riforma dell’ADI per il 2012, schede analitiche a cura di Lombardiasociale.it


primi commenti sulla riforma che la Regione ha previsto per l’ADI e un resoconto iniziale sulla sperimentazione in atto in alcune ASL da giugno 2011, a cura di Lombardiasociale.it

vai a: Disegnato il percorso di riforma dell’ADI per il 2012 | LombardiaSociale.

Il sostegno alla domiciliarità della persona anziana con la rete dei servizi e le risorse del territorio, 25 novembre 2011, 9-17, Assago (Milano), sala comunale via Caduti 7


La Bottega del Possibile in collaborazione con ANSDIPP Nazionale e il Comune di Assago organizza un Convegno sul tema:

IL SOSTEGNO ALLA DOMICILIARITÀ DELLA PERSONA ANZIANA

CON LA RETE DEI SERVIZI E LE RISORSE DEL TERRITORIO
LE STRUTTURE RESIDENZIALI A SOSTEGNO DELLA DOMICILIARITÀ

 che si svolgerà in data venerdì 25 novembre 2011, dalle ore 8.30 alle ore 17.00, presso la Sala Comunale - Via dei Caduti, 7 - Assago (MI)

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conCura – servizio che si occupa di assistenza famigliare alla persona, offrendo una risposta a tutte le esigenze legate al bisogno di cura domiciliare per anziani, persone non autosufficienti e diversamente abili, Cooperativa sociale Piccolo Principe, Milano


conCura è un servizio che si occupa di assistenza famigliare con competenza e attenzione alla persona, offrendo una risposta a tutte le esigenze legate al bisogno di cura domiciliare per anziani, persone non autosufficienti e diversamente abili.
conCura si interessa di: 
• Gestire l’incontro fra domanda-offerta attraverso un’analisi professionale delle competenze degli assistenti famigliari-badanti e del bisogno della famiglia.
• Valorizzare e perfezionare le competenze degli assistenti famigliari.
• Monitorare la qualità della relazione fra assistente famigliare, assistito e famiglia (o amministratore di sostegno), in modo da migliorare le condizioni di vita dell’assistito e aumentare il livello di soddisfazione di assistenti e famiglia, così da contenere le conflittualità e ridurre il turn over.
Sollevare la famiglia o l’amministratore di sostegno dal disbrigo delle pratiche amministrative e burocratiche

L’operatore a te dedicato da conCura, segue tutte le fasi di incontro intervenendo:
prima di presentarti un’assistente famigliare, attraverso un’accurata analisi dei tuoi bisogni e un attento lavoro di selezione per proporti personale adatto alle tue esigenze
• nel momento dell’incontro occupandosi degli aspetti amministrativi e di contratto
durante il rapporto di lavoro monitorando la relazione fra assistente famigliare e persona assistita, effettuando le sostituzioni e seguendo tutti gli aspetti burocratici e amministrativi della gestione del contratto di lavoro.

Tutto ad un prezzo equo poiché conCura è gestito da Piccolo Principe, cooperativa sociale ONLUS senza scopo di lucro.

da conCura – Homepage.

Cosa bisogna sapere sulle BADANTI, da http://www.assistere.net, Roma


vai a: Rapporti con una badante/assistente

le donne coinvolte nel lavoro di cura sono stimate in 774.000, di cui 700.000 straniere


Un numero crescente di famiglie si rivolge al mercato privato, assumendo
assistenti familiari, le cosi dette “badanti”. Il numero di queste donne
coinvolte nel lavoro di cura sono stimate in 774.000, di cui 700.000
straniere. …
<http://www.famigliacristiana.it/famiglia/news/articolo/io-mi-prendo-cura_141011104157.aspx>

G. Casale, Assistere a casa: Guida alla soluzione dei problemi che si presentano nell’assistenza domiciliare –


Novità ottobre 2011
Suggerimenti e indicazioni per prendersi cura
di una persona malata
nel suo domicilio
ASSISTERE A CASA
Volume di pagine 156  illustrato con 73 figure
ASSISTERE A CASA

Nuova per semplicità di linguaggio e facilità di comprensione di contenuti scientificamente rigorosi,questa Guida pratica scaturisce dall’esperienza di sanitari al lavoro ogni giorno con persone malate nei loro contesti familiari, affrontando tutto quello che può accadere all’interno delle case durante l’assistenza domiciliare.

Con il supporto di figure esplicative, il volume illustra in dettaglio le particolari situazioni con cui la famiglia e il malato stesso devono confrontarsi
 e gli accorgimenti da adottare in base allo stato del paziente che necessita sia di cure mediche sia di un’assistenza di tipo operativo anche attraverso l’utilizzo di appositi presidi.

Nella trattazione dei seguenti argomenti, il testo pone l’attenzione sulle necessità più importanti, sui dubbi più comuni, sulle possibili situazioni “difficili” che a volte diventano vere urgenze, senza dimenticare i piccoli interrogativi che spesso sono motivo di forte ansia non solo per il paziente ma anche per i familiari:

1.
LA RETE DEI SERVIZI TERRITORIALI E LA CONTINUITA’ ASSISTENZIALE
La continuità assistenziale.
I servizi sociali.
Il coordinamento dei servizi.

2.
IL PAZIENTE A CASA
Come organizzare la casa.
Come muovere il malato.
L’igiene.
Cambio degli indumenti.
Disinfezione-sterilizzazione.

3.
ALIMENTAZIONE E MALATTIA
Diabete.
Ipertensione/Insufficienza cardiaca.
Insufficienza renale.
Disidratazione.
Presenza di lesioni da pressione.
Nutrizione artificiale.

4.
LA GESTIONE DEL DOLORE
Il dolore.
La terapia del dolore.

5.
TECNICHE DI ASSISTENZA
Controllo generale del paziente.
Gestione dei farmaci a domicilio.
Sostegno respiratorio.
Sostegno nutrizionale.
Sostegno nell’eliminazione urinaria e intestinale.
Cura della cute.

6.
SITUAZIONI PER LE QUALI BISOGNA AVVERTIRE IL MEDICO E L’INFERMIERE
Alterazioni dello stato mentale.
Vomito.
Alterazioni dell’alvo.
Dolore.
Febbre.
Convulsioni-Attacco epilettico.
Emorragia-Perdita di sangue.
Affanno-Respira male-Dispnea.

7.
LA RIABILITAZIONE
Paziente con problemi ortopedici.
Paziente con problemi neurologici.
Riabilitazione respiratoria.
Gli ausilii.

8.
IL RUOLO DEL VOLONTARIO.

9.
DIRITTI DEL MALATO E DELLA FAMIGLIA: COME MUOVERSI NELLA RETE DEI SERVIZI.

G. Casale, specialista oncologo e gastroenterologo, fondatore dell’Associazione, Unità Operativa di Cure Palliative ANTEA, di cui è anche coordinatore sanitario e scientifico, membro di molte Commissioni del Ministero della Sanità in ‘Cure Palliative’, autore di diverse pubblicazioni, docente in numerosi Master Universitari.
C. Mastroianni, infermiera esperta in cure palliative, presidente di Antea Formad (scuola di formazione e ricerca di Antea Associazione), membro del comitato scientifico
dei Master per infermieri e medici in cure palliative dell’ Università degli studi di Roma Tor Vergata.

“Veniamo a trovarvi”, a sostegno della domiciliarità per far star meglio a casa gli anziani soli Tutte le riflessioni e le iniziative della “Bottega del Possibile”: dalla proposta alla realizzazione concreta del progetto, da Forum sulla non Autosufficienza


Nell’autunno 2007 il “Centro Studi” della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo ha chiesto la collaborazione dell’Associazione di Promozione Sociale “La Bottega del Possibile” (con sede a Torre Pellice) per approfondire il tema della cultura della domiciliarità nei confronti delle persone anziane. L’Associazione ha dunque trasmesso al “Centro Studi” un insieme di riflessioni sul significato della dimensione domiciliarità, sull’esigenza del suo rispetto quando la persona lo richiede, sulla necessità che nasca, o si rinforzi, sul territorio, nei fatti, concretamente, il sistema domiciliarità. Da parte de “La Bottega del Possibile” si volevano trasmettere alcuni concetti di base, quali:
- il rispetto della domiciliarità fa salute, fa star meglio, crea di per sé “ben-essere” finché è possibile restare nella propria casa con i sostegni adeguati;
- l’unica soluzione, ancora molto presente, davanti a situazioni complesse e problematiche per ogni età (anziani, disabili, minori in difficoltà) non è più l’allontanamento dalla casa nel contesto significativo della persona ma, in molte situazioni sul territorio un sistema inquadrato in una politica sociale globale, di rete;
l’espressione “domiciliarità” non è uguale ad “assistenza domiciliare”; i due significati sono assai diversi;
- anche la struttura residenziale, inserita in una logica di rete integrata sul territorio, può essere, ed è, se lo vuole, uno strumento per sostenere
la domiciliarità, per aiutare a stare a casa.

Si sono dunque trasmessi al “Centro Studi” alcuni documenti in riferimento a quanto sopra detto con la speranza che la priorità del sostegno alla domiciliarità fosse assunta negli atti d’indirizzo della Fondazione. Successivamente, dopo l’accoglienza nella propria programmazione triennale del messaggio-domiciliarità, da parte della Fondazione stessa, è stato chiesto all’Associazione la predisposizione di un progetto operativo concreto finalizzato a dimostrare la fattibilità e la sostenibilità della realizzazione sul territorio di un progetto reale di sostegno alla domiciliarità.


La proposta concreta 

Nell’aprile 2008 è stata presentata alla Fondazione, da parte dell’Associazione, un’ipotesi di progetto dal titolo: “Domiciliarità e residenzialità, una proposta per il sostegno alla domiciliarità in un progetto di rete”. La proposta è stata possibile anche perché, nel frattempo, i responsabili (Vice Presidente e Direttore) della “Casa Don Dalmasso” di Bernezzo (CN) avevano chiesto alla nostra Associazione di costruire insieme un’iniziativa significativa relativa alla cultura della domiciliarità. È nato così, dall’incontro tra tre espressioni di volontà finalizzate a sperimentare il ruolo di sostegno alla domiciliarità da parte della struttura residenziale, il progetto “Veniamo a trovarvi”. Il progetto ipotizzava il potenziamento dell’utilizzo di “servizi interni” della struttura al fine di renderli disponibili per chi desiderava continuare a vivere a casa propria supportato da alcuni servizi portati a domicilio. Soprattutto, come assoluta novità, nel progetto predisposto dall’Associazione, si prevedeva l’uscita sul territorio di un’operatrice OSS, che visitasse regolarmente le persone anziane, sole o in coppia, per attivare un “ascolto itinerante” di accoglienza di sostegno, di monitoraggio dei problemi e delle esigenze. La proposta è nata dalla realizzazione, estremamente positiva, in Val Pellice, a partire dal 1971 per oltre 20 anni del “visitatore domiciliare itinerante”. Si proponeva, dunque, un progetto sperimentale come risposta di solidarietà e di giustizia in un cammino, forte e determinato, d’innovazione sociale, per il rispetto della domiciliarità, contenuto nel senso dei primi articoli della nostra Costituzione. La proposta è stata accolta dalla Fondazione. Sono pertanto iniziati i vari momenti e passaggi per predisporre concretamente un buon progetto nei confronti dei cittadini, attraverso un rapporto positivo con la rete delle risorse locali e delle istituzioni pubbliche e private, nonché con i medici di famiglia e il volontariato.

La preparazione concreta della sperimentazione
Da subito è risultato evidente che si trattava mdi un progetto non sostitutivo di compiti istituzionali, ma che intendeva “incrementare” le risposte esistenti non sufficienti, o non presenti, e sviluppando ed arricchendo a livello di prevenzione la raccolta di segnali premonitori di malessere, di “campanelli d’allarme” per arrivare prima, per arrivare con un intervento tempestivo rispetto a bisogni nascosti, non ancora conclamati, ma esistenti, anche se sottovalutati o sconosciuti. I responsabili della struttura residenziale hanno realizzato scelte adeguate, appropriate e positive sia per individuare gli operatori da “far uscire” (in particolare l’OSS itinerante), sia nel sensibilizzare tutti gli operatori della struttura stessa
(anche gli “interni”) affinché si cogliesse il significato pieno e positivo dell’iniziativa con il consenso e la collaborazione di tutti gli operatori
della struttura residenziale, anche di quegli operatori che, restando “dentro”, avrebbero comunque accolto a livello diurno persone anziane che,
alla sera o dopo pranzo, sarebbero rientrate nella loro casa. Una bella lettera del Sindaco, che annunciava ai suoi cittadini l’avvio
della sperimentazione chiedendo “fiducia”, ha contribuito in modo eccellente a una buona accoglienza del progetto da parte non solo della
popolazione interessata, ma anche dei negozianti, della farmacia, dei Parroci, dei medici di famiglia, del volontariato. L’Associazione “La Bottega del Possibile” ha svolto oltre alle funzioni di coordinamento, monitoraggio, verifica e valutazione, un programma di formazione per gli operatori coinvolti e i volontari, dando un contributo positivo per conoscere il territorio, per cogliere i problemi e i bisogni sconosciuti, per attivare progetti integrati (programmati e innovativi) con il Consorzio dei Comuni, per potenziare sul territorio le relazioni di solidarietà e partecipazione finalizzato ad un cammino comune rispetto alle persone “più fragili”.

Forum sulla non Autosufficienza.

Luciana Quaia, Psicologia della casa | pubblicato in Muoversi Insieme di Stannah, 2011


Ci troviamo spesso, su queste pagine, a trattare argomenti che riguardano sicurezza e tecnologia della casa , con proposte utili a raggiungere comfort e accessibilità anche quando le forze del corpo fisico si allentano. Questo per garantire ad ogni persona il diritto ad abitare il proprio spazio vitale nonostante gli impedimenti che sovente, con dolore, impongono il trasferimento in una struttura assistita.

In questo articolo si cercherà di approfondire il significato simbolico e psicologico che la casa riveste per l’essere umano, al di là del suo aspetto meramente materiale. La dimora, infatti, oltre a costituire riparo e protezione dalle avversità del mondo esterno, rappresenta dal punto di vista psicologico il nostro primo universo e spazio privilegiato per la nostra individuazione

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leggi tutto l’articolo qui:

la Conferenza annuale dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) ha adottato la Convenzione sui diritti dei lavoratori domestici,


I lavoratori e le lavoratrici domestiche sono circa 53 milioni in tutto il mondo secondo le stime ufficiali, ma alcuni studiosi ritengono che la cifra possa arrivare anche a 100 milioni, perché in molti paesi i domestici sfuggono alle statistiche e non vengono considerati, né registrati come lavoratori veri e propri.

Proprio per assicurare dignità e parità di trattamento, ieri la Conferenza annuale dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) ha adottato la Convenzione sui diritti dei lavoratori domestici, con un’ampia maggioranza di voti. La Convenzione è frutto di un confronto durato anni, di lunghi dibattiti tra organizzazioni non governative, associazioni di donne e di migranti, sindacati e istituzioni internazionali. 

da Svolta storica per colf e badanti Convenzione Onu per i loro diritti – Repubblica.it.