V. FARGION, E. GUALMINI (a cura di), Tra l’incudine e il martello


V. FARGION, E. GUALMINI (a cura di)

Tra l’incudine e il martello

Regioni e nuovi rischi sociali in tempo di crisi

Collana “Percorsi”

pp. 280, € 22,00
978-88-15-24115-3
anno di pubblicazione 2013

in libreria dal 11/04/2013

Copertina 24115


Riformare il welfare in tempi di crisi non è una sfida facile. Dare risposte concrete, con risorse decrescenti, ai bisogni crescenti dei cittadini sembra quasi una missione impossibile. Eppure, le regioni e gli enti locali sono stati capaci, nonostante i fortissimi vincoli, di sperimentare nuove forme e nuovi modelli organizzativi di protezione sociale, rivisitando e riaggiustando il «vecchio» Stato sociale.
Il volume mette a confronto cinque regioni italiane (Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia, Toscana e Puglia) e le loro specifiche risposte ai nuovi rischi sociali: la non-autosufficienza degli anziani; l’integrazione degli immigrati e dei loro nuclei familiari; la conciliazione tra famiglia e lavoro; la perdita del lavoro in assenza di requisiti adeguati per accedere alle tutele tradizionali; i bisogni mutevoli di assistenza sanitaria; la povertà in aumento nonostante il lavoro. Tra difficoltà, opportunità e sforzi congiunti tra pubblico e privato, le regioni stanno affrontando una partita cruciale, su cui si giocherà il futuro del nostro paese e delle istituzioni del welfare.

Valeria Fargion è titolare di una Cattedra Jean Monnet di Politica dell’integrazione europea all’Università di Firenze, dove insegna Sistemi locali di welfare e Politiche sociali e globalizzazione. Per il Mulino ha pubblicato «Geografia della cittadinanza sociale in Italia» (1997) e «Europeizzazione e rappresentanza territoriale» (con L. Morlino e S. Profeti, 2006).
Elisabetta Gualmini è professore ordinario di Scienza politica all’Università di Bologna. È inoltre Presidente della Fondazione di ricerca Istituto Carlo Cattaneo. Per il Mulino ha pubblicato «La politica del lavoro» (1998) e, più di recente, «Le pubbliche amministrazioni in Italia» (con G. Capano, 2011).

da   Volumi – V. FARGION, E. GUALMINI (a cura di), Tra l’incudine e il martello.

Raffaello Maggian, I SERVIZI SOCIOASSISTENZIALI – Sistema integrato di interventi e servizi sociali, Carocci Faber 2013. Terza edizione


Raffaello Maggian

I servizi socioassistenziali

Sistema integrato di interventi e servizi sociali

Terza edizione

Indice

Introduzione

1 Soggetti socialmente responsabili

1.1. I servizi socioassistenziali

1.2. Storie di vita

1.3. Il diritto all’assistenza

1.4. Finanziatori, gestori ed erogatori dei servizi sociali

1.5. I principi di sussidiarietà, adeguatezza

e differenziazione

1.6. Persone “a responsabilità limitata”

1.7. La famiglia, il vicinato, la comunità

nella società complessa

1.7.1. La famiglia come risorsa 1.7.2. Interventi a sostegno

della famiglia 1.7.3. La famiglia come soggetto attivo delle politiche

sociali 1.7.4. Le relazioni di vicinato 1.7.5. La comunità

di appartenenza

1.8. L’apporto del terzo settore

1.9. Responsabilità sociale delle imprese for profit

1.10. Le funzioni del Comune

2 Programmazione e organizzazione dei servizi sociali

2.1. Complessità del sistema socioassistenziale

2.2. Prestazioni economiche, sociali

e sociosanitarie essenziali

2.3. Il ruolo della Regione

2.4. Il sistema locale dei servizi sociali

2.4.1. Il confine del sistema 2.4.2. La programmazione e la progettazione

del sistema locale dei servizi sociali 2.4.3. Organizzazione dei servizi

sociali 2.4.4. La rete dei servizi sociali

3 I servizi sociali nella normativa statale, regionale

e nelle esperienze locali

3.1. Servizi per la generalità della popolazione

3.1.1. Criteri adottati per la classificazione dei servizi 3.1.2. Segretariato

sociale 3.1.3. Pronto intervento sociale 3.1.4. Servizio sociale

professionale 3.1.5. Modelli organizzativi

3.2. Servizi per la famiglia

3.2.1. Centri per le famiglie 3.2.2. Consultori familiari 3.2.3. Servizi

di sostegno alla famiglia e alla genitorialità 3.2.4. La Carta famiglia

3.2.5. Servizio di mediazione familiare

3.3. Servizi e strutture per i minori e i giovani

3.3.1. Asili nido e micronidi 3.3.2. Servizio di tata familiare/

Tagesmutter 3.3.3. Servizi ludici per minori 3.3.4. Centri diurni

educativo-ricreativi e di aggregazione giovanile 3.3.5. Affidamento

familiare 3.3.6. Servizi residenziali per minori

3.4. Servizi e strutture per donne in difficoltà@219

3.4.1. Gestanti e madri con figli a carico 3.4.2. Centri e servizi

antiviolenza

3.5. Servizi e strutture per persone in situazione di disabilità@224

3.5.1. Prestazioni economiche statali 3.5.2. Integrazione scolastica

e sociale extrascolastica dei diversamente abili 3.5.3. Assistenza

domiciliare e teleassistenza 3.5.4. L’amministratore di sostegno

3.5.5. Centri diurni 3.5.6. La casa intelligente 3.5.7. Servizio formativo

e integrazione lavorativa 3.5.8. Servizi residenziali

3.6. Sostegno economico

3.7. Servizi e strutture per persone in situazione di marginalità

sociale

3.7.1. Servizi di mensa, accoglienza diurna e notturna 3.7.2. Alloggi

sociali 3.7.3. Strutture residenziali

3.8. Servizi e strutture per persone con problematiche psicosociali

3.8.1. Affidamento familiare 3.8.2. Centri di salute mentale

3.8.3. Servizi e strutture per le dipendenze 3.8.4. Servizi e strutture

per persone vittime di sfruttamento sessuale

3.9. Servizi e strutture per persone anziane

3.9.1. L’assegno sociale agli ultrasessantacinquenni 3.9.2. Servizio civile

anziani 3.9.3. Servizi per la domiciliarità 3.9.4. Affidamento familiare

3.9.5. Centri diurni 3.9.6. Strutture residenziali

3.10. Forme innovative di solidarietà e di auto-mutuo-aiuto

3.10.1. Iniziative per la coesione sociale nei complessi di edilizia residenziale

pubblica 3.10.2. Condomini solidali 3.10.3. Auto-mutuo-aiuto

3.10.4. Le banche del tempo 3.10.5. Le fattorie sociali

3.11. Prestazioni sociali statali

3.11.1. Uffici di servizio sociale per i minorenni 3.11.2. Uffici

di esecuzione penale esterna 3.11.3. Nuclei operativi tossicodipendenze

Note

Bibliografia

Indice analitico

Appendice statistica e normativa

A.1. Spesa sociale dei Comuni per aree di intervento

A.1.1. La spesa sociale dei Comuni A.1.2. Aree di intervento

A.1.3. Interventi e servizi A.1.4. Contributi economici A.1.5. Centri

e strutture semiresidenziali (a ciclo diurno) A.1.6. Strutture comunitarie

e residenziali A.1.7. Azioni di sistema e spese di organizzazione

A.1.8. Una sintesi dei dati

A.2. Norme regionali

A.2.1. Abruzzo A.2.2. Basilicata A.2.3. Calabria A.2.4. Campania

A.2.5. Emilia-Romagna A.2.6. Friuli Venezia Giulia A.2.7. Lazio

A.2.8. Liguria A.2.9. Lombardia A.2.10. Marche A.2.11. Molise

A.2.12. Piemonte A.2.13. Puglia A.2.14. Sardegna A.2.15. Sicilia

A.2.16. Toscana A.2.17. Trentino-Alto Adige A.2.18. Umbria

A.2.19. Valle d’Aosta A.2.20. Veneto.

A.3. Articoli della Costituzione

A.4. Annotazioni giuridiche

A.5. Legge 328/2000

Introduzione

Questo testo fa parte di una sorta di trilogia, il cui primo volume, pubblicato nel 1990 con il sottotitolo Standard regionali, regolamenti, esperienze, riportava stralci di leggi, piani, regolamenti, direttive e circolari emanati dalle varie Regioni in materia socioassistenziale dopo il decentramento avviato dal D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, che aveva attribuito ai Comuni tutte le funzioni amministrative relative all’organizzazione e all’erogazione dei servizi di assistenza e beneficenza, nell’attesa messianica di una legge quadro sui servizi sociali.

Il secondo volume, pubblicato nel maggio 2001, a pochi mesi di distanza dall’emanazione della legge 8 novembre 2000, n. 328, ha descritto la situazione dei servizi socioassistenziali verso la

realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali e sanitari, parafrasando il titolo della legge stessa.

Con questo terzo volume si fa il punto sul sistema integrato di interventi e servizi sociali, quale si è venuto a realizzare nei vari territori regionali dopo la modifica del Titolo v della Costituzione, approvata nel 2001.

Come nelle precedenti stesure, il libro riporta gli standard dei servizi socioassistenziali, sociosanitari e socioeducativi, desunti dalla legislazione regionale e da esperienze di enti locali. Come base di partenza sono state utilizzate le denominazioni e i requisiti dei servizi e delle strutture socioassistenziali riportati dalla Regione Puglia nella L.R. 10 luglio 2006, n. 19, Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini di Puglia e nel Regolamento regionale 18 gennaio 2007, n. 4 (successivamente modificato dai Regolamenti 7 agosto 2008, n. 19, e 10 febbraio 2010, n. 7). A questi sono stati aggiunti gli standard di servizi rilevati nella normativa più recente delle altre Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano e quelli tratti da esperienze significative di enti locali o da organismi del terzo settore delle varie realtà italiane. Le strutture e i servizi sono stati raggruppati, individuando il destinatario prevalente: servizi per la generalità della popolazione; servizi per la famiglia; servizi e strutture per i minori e i giovani; servizi e strutture i servizi socioassistenziali per donne in difficoltà; servizi e strutture per le persone con disabilità; sostegno economico; servizi e strutture per persone in situazione di marginalità sociale; servizi e strutture per persone con problematiche psicosociali; servizi e strutture per le persone anziane; forme innovative di solidarietà e di auto-mutuo-aiuto. Infine, sono state descritte le principali prestazioni sociali statali. Il volume è corredato da un’appendice consultabile online sul sito della casa editrice, che riporta una sintesi della spesa sociale dei Comuni italiani suddivisa per aree di intervento e – Regione per Regione – oltre 2.000 provvedimenti regionali che trattano gli argomenti affrontati.

Il libro è stato pensato per un utilizzo diversificato, a seconda delle esigenze dei lettori. Gli studenti iscritti ai corsi universitari, per il conseguimento del titolo di assistente sociale o di educatore professionale, vi troveranno riferimenti utili per il tirocinio professionale, gli esami e la tesi.

I dirigenti e i responsabili dei servizi potranno agevolmente trovare indicazioni precise e dettagliate sulle leggi statali e regionali vigenti in materia socioassistenziale, socioeducativa e sociosanitaria. Gli assistenti sociali, gli educatori e gli altri operatori sociali avranno modo di valutare criticamente la propria realtà lavorativa con gli standard dei servizi proposti dalle varie

Regioni. Infine, le cooperative sociali, le organizzazioni di volontariato e le imprese potranno avere una visione d’insieme dei requisiti che la normativa vigente richiede per l’autorizzazione al funzionamento delle strutture e dei servizi socioassistenziali e per l’eventuale loro  accreditamento”.

Ringraziamenti

Ringrazio quanti hanno contribuito, direttamente o indirettamente, a questa nuova edizione. Innanzitutto il mio pensiero va ad Annamaria Campanini e ai colleghi del Comitato scientifico (Elena Allegri, Maria Dal Pra Ponticelli, Milena Diomede Canevini, Luigi Gui, Elisabetta Neve,

Aurelia Tassinari, Silvana Tonon Giraldo), con cui per lungo tempo ho condiviso la fatica di portare a termine il Nuovo dizionario di servizio sociale.

Le interminabili discussioni su ogni singola voce mi hanno aiutato a fare chiarezza su molti termini presenti nel libro. Ringrazio anche le assistenti sociali Linda Formato e Ombretta Okely per avermi consentito di inserire una loro riflessione su un caso da loro seguito, già pubblicato sul sito ASit

Servizio Sociale su Internet (http://www.serviziosociale.com), di cui sono un affezionato frequentatore. Infine, un grazie affettuoso a mia moglie che, oltre a essermi stata vicina nelle alterne vicende della vita, ha dato concretezza ai temi di cui si occupano i servizi socioassistenziali, raccontando una storia, che oggi può capitare a chiunque, sulla discesa di una vita.

Stringhe colorate GENITORI FELICEMENTE STRESSATI TEATRO NUOVO DI REBBIO via Lissi 9, Como (Rebbio) VENERDI 15 MARZO 2013 ORE 20.45


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GENITORI FELICEMENTE STRESSATI

 TEATRO NUOVO DI REBBIO

via Lissi 9, Como (Rebbio)

VENERDI 15 MARZO 2013 ORE 20.45

Per la prima volta a Como un CABARET EDUCATIVO, nella forma di una CONFERENZA SPETTACOLO  condotta dallo PsiComico Terenzio Traisci, giovane talento recentemente finalista di ITALIA ‘S GOT TALENT su Canale 5, già premiato col Premio Alberto Sordi del pubblico e coautore del Libro “Felicemente stressati” edito dalla comasca Officina della Narrazione.

La serata, dedicata a genitori e educatori, in realtà è aperta a tutti proprio per la sua vena umoristica, ma allo stesso tempo educativa che la contraddistingue dalla pura conferenza o dal solo cabaret.

Verranno presentate 10 IspirAzioni molto utili per avere uno sguardo differente sulla fatica di essere “Genitori Oggi”,

e con questo titolo è stata promossa la rassegna di incontri patrocinata dal Comune di Como, organizzata da Stringhe Colorate, A PRUA, edizioni La Meridiana e Kiwanis Club Como.

Le ricerche dicono che i genitori, soprattutto le mamme, sono i nuovi taxisti stressati e i bambini sono le vittime di un modello che tende a riempire la testa e il tempo allo scopo di preparare i pargoli alla spietata concorrenza che la vita riserverà loro.

Questa pratica sta generando dei mostri e degli insoddisfatti che finiscono per rinunciare ai loro sogni per rispondere alle richieste della società.

Come uscire da questo tunnel?

Questa è la sfida che i conduttori della serata lanceranno dal palco del teatro Nuovo di Rebbio.

Sarà l’occasione per presentare i libri “Felicemente stressati” e “Siamo seri”.

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COME LITIGARE IN MODO CREATIVO Come gestire la relazione educativa quando le emozioni entrano in gioco MARTEDI’ 12 FEBBRAIO 2013 ORE 20.45 presso la Biblioteca Comunale di Como, piazzetta Lucati 1


A PRUA  e Stringhe Colorate con la collaborazione di Edizioni La Meridiana e il patrocinio del Comune di Como promuovono il ciclo di incontri “Genitori oggi: percorso per una nuova educazione”.

Nel secondo incontro si parlerà di…

COME LITIGARE IN MODO CREATIVO

Come gestire la relazione educativa quando le emozioni entrano in gioco

MARTEDI’ 12 FEBBRAIO 2013 ORE 20.45

presso la Biblioteca Comunale di Como, piazzetta Lucati 1

Relatrici: Lidia Piatti, (counselor secondo l’approccio centrato sulla persona e formatrice del Metodo Gordon per ragazzi) e Rossana Novati (avvocato e esperta in mediazione civile e familiare). Coordina il sociologo e life-coach Alberto Terzi.

Vi aspettiamo e vi ringraziamo per la vostra  disponibilità nel diffondere l’iniziativa soprattutto nei contesti dove genitori ed educatori possono prenderne visione.

Alleghiamo la locandina dove potrete trovare elencati tutti gli incontri del percorso
GENITORI OGGI.
INGRESSO LIBERO.
vai alla locandina:   genitorioggi_programma
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Teresa Bertotti, BAMBINI E FAMIGLIE IN DIFFICOLTA’, teorie e metodi di intervento per assistenti sociali, Carocci Faber, 2012, pag. 240. Video presentazione di Paolo Ferrario


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L’incontro è aperto a tutti coloro che vorranno intervenire

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Tecniche educative nel servizio educativo domiciliare – Aperte le iscrizioni – IRSSeS in via Dei Falchi 2, Trieste


 

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TECNICHE EDUCATIVE NEL SERVIZIO EDUCATIVO DOMICILIARE

(Cod. prog. FP1242740001) L’operazione è cofinanziata dal Fondo sociale europeo

 

Destinatari: l’operazione si rivolge a residenti/domiciliati in FVG, con età compresa tra i 18 e i 64 anni, disoccupati/e o occupati/e, anche in cassa integrazione o in mobilità, in possesso del titolo di scuola media superiore diverso dai titoli richiesti al personale dei nidi d’infanzia dai commi 4 e 5 dell’articolo 29 della Legge regionale n° 20/2005.

 

Sedi e Durata del corso: il corso si svolgerà presso l’IRSSeS (Via Dei Falchi 2, Trieste) 400 ore comprensive di 130 ore di tirocinio presso servizi per la prima infanzia attualmente operativi; le lezioni si terranno da febbraio a novembre 2013.

 

Profilo Professionale: l’educatore del servizio educativo domiciliare è una figura educativa per la prima infanzia (tra i 3 ed i 36 mesi) che accetta la titolarità del servizio da parte di un ente gestore e mette a disposizione il proprio domicilio per la realizzazione delle attività educative.

Per ulteriore informazioni si consultino la L.R. n. 20/2005 e il D.P.Reg. n.230/Pres del 04/10/2011, che regolamentano il servizio educativo domiciliare.

 

Contenuti del corso: il percorso formativo è indirizzato a fornire gli elementi per comprendere e saper gestire il lavoro educativo con la prima infanzia nell’ambito specifico del servizio educativo domiciliare. Pertanto si svilupperanno aree tematiche fondamentali quali quella pedagogica, psicologica, sociologica, giuridica, di sicurezza e di igiene, progettuale e gestionale, sia sotto il profilo teorico, sia sotto quello pratico operativo.

 

Certificazione rilasciata: per l’accesso alle prove finali è richiesta la frequenza del 80% delle ore del corso. Agli allievi che avranno superato le prove finali sarà rilasciato un attestato di frequenza in “TECNICHE EDUCATIVE NEL SERVIZIO EDUCATIVO DOMICILIARE”. Il corso costituisce requisito necessario per svolgere l’attività di servizio educativo domiciliare, per le persone prive di titolo di studio pedagogico valido per i servizi per la prima infanzia.

 

Modalità e termini per la presentazione della domanda: le domande dovranno pervenire presso la sede dell’IRSSeS in via Dei Falchi 2 a Trieste dal 07/01/2012 entro le ore 12.00 del 01/02/2013.

I documenti da presentare sono:

·        una fotocopia della carta d’identità e del codice fiscale,

·        un curriculum vitae in formato europeo con autorizzazione al trattamento dei dati personali,

·        l’eventuale certificato di stato occupazionale rilasciato dal Centro per l’Impiego,

·        scheda di adesione all’intervento (disponibile sul sito dell’IRSSeS) debitamente compilata.

L’ammissione alle selezione è subordinata alla consegna della documentazione completa debitamente compilata.

 

Selezioni: la selezione prevede il superamento di un test iniziale che verterà su nozioni generali della cura della prima infanzia e sugli aspetti normativi e regolamentari del funzionamento del servizio educativo domiciliare che si terrà il 07/02/2013; i candidati che supereranno il test iniziale accederanno alle prove ulteriori, che saranno rese note con un successivo comunicato agli ammessi.

 

La partecipazione è gratuita, non è prevista alcuna indennità di frequenza.

 

Per maggiori informazioni visitate il sito www.irsses.it o contattate la segreteria dell’IRSSeS in via Dei Falchi 2 a Trieste (040309968 - irsses@irsses.it)

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Segreteria Irsses
Via dei Falchi, 2
34138  Trieste

 

cid:image001.jpg@01C94AF1.8B96A810

Via dei Falchi, 2 – 34138 TRIESTE – Italy
tel 040 309968 fax 040 368736
www.irsses.it

Fondazione Cresci@mo, costituita dal Comune di Modena per continuare a garantire il servizio a gestione diretta di alcune scuole comunali che, a fronte dei vincoli normativi imposti dal Patto di Stabilità Interno, rischiavano di non poter più fornire le prestazioni educative finora erogate, da Percorsi di secondo welfare – Newsletter 16 / 2012


La fondazione Cresci@mo del Comune di Modena

Continua il nostro approfondimento sull’esperienza della fondazione Cresci@mo, costituita dal Comune di Modena per continuare a garantire il servizio a gestione diretta di alcune scuole comunali che, a fronte dei vincoli normativi imposti dal Patto di Stabilità Interno, rischiavano di non poter più fornire le prestazioni educative finora erogate.

IL “VUOTO DEI SERVIZI” E LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE, Editoriale di Maurizio Ferrera pubblicato sul Corriere della Sera del 2 settembre 2012


ci sono i servizi: alle imprese, ai consumatori, alle famiglie. E su questo fronte che dobbiamo concentrare gli sforzi per affrontare seriamente l’emergenza lavoro. L’Italia ha un forte ritardo rispetto agli altri Paesi. Prendiamo i «giovani» fra i 15 e i 39 anni. Da noi il tasso di occupazione è 57%. In Francia è il 62%, in
Inghilterra il 70 per cento. Il divario italiano è quasi interamente spiegato dal «vuoto» dei servizi. Su cento giovani lavoratori inglesi, sei trovano impiego in questo settore: in Francia più di cinque, in Italia solo 4. E che lavori fanno questi giovani stranieri? I comparti trainanti sono sanità, istruzione, finanza, informatica e comunicazione, turismo, cultura. Si stenta a crederlo, ma in quest’ultimo comparto il tasso di occupazione giovanile inglese è tre volte più alto di quello italiano: un vero paradosso, per un Paese con le tradizioni e le ricchezze del nostro.
Certo, non tutti i posti dì lavoro sono «di qualità»: negli ospedali o negli alberghi c’è chi fa le pulizie o chi sta i cucina, :nella cultura c’è chi fa il guardiano di museo o chi stacca i biglietti. E moltissimi impieghi sono flessibili: a termine, part time, interinali e così via. Ma sono comunque lavori. Una fonte di reddito, di integrazione sociale, un punto di inizio verso posizioni più stabili e gratificanti.
I servizi necessitano anche (e in misura crescente) di personale altamente qualificato, molto spesso con buona formazione tecnico-scientifica.  Il buco  particolarmente vistoso nel nostro Paese riguarda i servizi sociali alle persone. Qui trovano occupazione solo 600 mila giovani italiani, di contro al milione e mezzo di Francia e Inghilterra. I mestieri più diffusi sono: assistenti all’infanzia, ai disabili, agli anziani fragili, para-medici, animatori, educatori, operatori sociali, formatori. Le professioni, insomma, di quel «secondo welfare» che accompagna e integra il sistema pubblico e che in Italia stenta a decollare, penalizzando in particolare le donne con figli (si veda il sito www.secondowelfare.it).

Come sono riusciti gli altri Paesi a espandere i servizi? 

da    Pietro Ichino |  IL “VUOTO DEI SERVIZI” E LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE.

esempio di CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO PER LA GESTIONE DEL NIDO D’INFANZIA E LUDOTECA COMUNALI


C I T T A’  D I  A L G H E R O   PROVINCIA DI SASSARI ASSESSORATO AI SERVIZI SOCIALI

CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO PER LA GESTIONE DEL NIDO D’INFANZIA E LUDOTECA COMUNALI SITI RISPETTIVAMENTE

IN VIA GIOVANNI XXIII E VIA MALTA,2012-2015

CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO PER LA GESTIONE DEL NIDO D’INFANZIA

Centro Donatori del Tempo, Luciana Quaia, INTIME ERRANZE – Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica, Nodolibri, Como, 2012 pp. 212, 12 immagini a colori, Euro 20


Centro Donatori del Tempo

Luciana Quaia

INTIME ERRANZE

Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica

Nodolibri, Como 2012

pp. 212, 12 immagini a colori

Euro 20

 

Resiliente è la persona che anche di fronte a una grave avversità sa andare avanti senza arrendersi, resistere allo stress e imparare a ricavare un insegnamento che la renda meno vulnerabile in circostanze analoghe.

Nell’affrontare una malattia destabilizzante come la demenza, è possibile che il familiare curante diventi capace di dare un senso alla sofferenza, si senta in grado di potercela fare e acquisisca una maggior forza psico-emotiva?

A questa domanda il volume di Luciana Quaia tenta di rispondere attraverso una suggestiva mappa che, elaborata dall’analisi mitologica del viaggio dell’eroe di Joseph Campbell, si sofferma sulle diverse tappe percorse dalla famiglia dal momento della comunicazione della diagnosi lungo tutto il periodo dell’accudimento e ne mette in evidenza i processi di cambiamento e trasformazione.

I passaggi considerati per costruire un percorso di resilienza si focalizzano sulla presenza di diversi attori e strumenti:

- il tutore di resilienza, in questo caso rappresentato dall’associazione di volontariato Centro Donatori del Tempo, che, come le molteplici associazioni Alzheimer nazionali, riveste il ruolo di saliente punto di riferimento della comunità locale nell’accogliere le famiglie interessate dal problema e nel fornire un reale aiuto alle loro esigenze;

- il gruppo di reciproco aiuto, spazio capace di far credere e sperare in una prospettiva di crescita e di consapevolezza;

- la scrittura autobiografica, mezzo privilegiato di cambiamento di sguardo sulla realtà e se stessi.

Nell’originale struttura del testo che attribuisce ad ogni capitolo lo specifico nome della tappa dell’immaginario viaggio, particolare approfondimento viene dedicato alla metodologia applicata all’interno del laboratorio di scrittura autobiografica. Nelle cinque giornate di lavoro i familiari partecipanti, con il supporto di personaggi mitologici, poesie, brani di letteratura, oggetti, fotografie ed esercizi mirati, narrano le memorie di ricordi e di sfide, scoprendo le proprie forze interiori e la capacità di dare maggiore fiducia a se stessi.

Un capitolo totalmente dedicato alla potenza resiliente del cinema analizza in modo dettagliato e circoscritto tre film sul tema dell’Alzheimer, mettendo in luce un ulteriore strumento utile al sostegno psicologico del familiare attraverso il confronto  con una  realtà che riesce a generare importanti  modelli di identificazione e apprendimento.

Il libro, di agevole lettura, ricco di citazioni letterarie e di alcune pagine fotografiche, è consigliato sia ad organizzazioni di servizio che cercano nuove sperimentazioni di un “welfare sostenibile”, sia alle famiglie o persone che si trovino nella necessità di resistere al disagio che la malattia demenza impone.

Per l’ampia descrizione metodologica e l’accurata ricerca bibliografica e filmografica, inoltre, riveste particolare interesse per tutte le figure professionali che svolgono un lavoro centrato sulla relazione di aiuto.

Per acquisti e prenotazioni rivolgersi a:

NodoLibri

Nodo s.n.c., via Volta 38, 22100 Como

tel. 031 243113 fax 031 273163

e-mail nodo.segreteria@libero.it

http://www.nodolibri.it

Sono previsti sconti per acquisti superiori alle 2 copie

Per la scheda editoriale e l’acquisto via internet vai a: http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=232

Per l’acquisto mediante uffici postali vai alla cedola cartacea: http://polser.files.wordpress.com/2012/07/cedola-02.pdf

Libro intervista di Sara Bignotti a Emanuele Severino – Editrice La Scuola


Libro intervista di Sara Bignotti a Emanuele Severino – Editrice La Scuola.

(La Scuola, Brescia 2012, pp. 160, euro 9) 

In questo nuovo libro di Emanuele Severino, da domani in libreria, il filosofo della “necessità” si confronta con la “possibilità” di “educare al pensiero”. Non è un libro in più nel lungo elenco delle sue opere, ma un libro nel quale si possono cogliere aspetti inediti della riflessione di un pensatore che si interroga sui limiti e le possibilità del pensiero stesso. Il pensiero è qui ciò che ci trascende e al contempo ci avvolge: è perciò una sfida parlarne. Qui Severino lo fa rammentando la sua esperienza di discente e di insegnante e le sue più significative discussioni teoretiche. Ma allora come si pone l’esperienza vissuta dal filosofo rispetto alla necessità della verità (quale emerge dal suo discorso)? C’è condizionamento reciproco?

Severino, grande maestro di filosofia, che ha interloquito con i maggiori del pensiero contemporaneo italiano e internazionale, e che vanta più generazioni di allievi che diversamente hanno proseguito il suo discorso, prendendo sul serio la tradizione pedagogica, riesce qui a mostrare  i paradossi dell’educare. Educare significa letteralmente trarre fuori (la forma, l’humanitas) da qualcosa, quindi essenzialmente “ trasformare”. Ma l’intento di trasformare, oltre ad essere violento – perché vuol dire snaturare qualcosa -  occulta una volontà impossibile: vorrebbe dire che qualcosa che non è viene ad essere. Il filosofo mostra così la natura inconsapevolmente nichilista dell’educare, che aiuterebbe le cose nel loro assurdo oscillare fra il niente e l’essere, presupposto dall’intera tradizione occidentale.

Nel confronto con i classici, da Aristotele, Kant, gli analitici, e poi con la pedagogia di Giovanni Gentile – dal quale prende le distanze, riconoscendone però la grandezza – Severino delinea i tratti di un’esperienza educativa totalmente altra: quella che si dà nel rapporto con la verità – ed eternità – che noi stessi siamo.

Fra i temi toccati c’è anche lo Stato democratico come modello in cui la scuola è inserita e che riflette dunque i suoi stessi paradossi: si parla di laicità, pluralismo, secolarizzazione, teismo/ateismo…

Leggi l’articolo sul Corriere della Sera. 

Emanuele Severino, Educare al pensiero
Libro intervista di Sara Bignotti

Il futuro della mediazione familiare, convegno segnalato da Newsletter SOS del 21.6.12


La D.ssa Anna Grande segnala un evento importante che si svolgerà il 27 giugno 2012 a Torino, dal titolo

“Il futuro della mediazione familiare”.

Per scaricare il programma, accedere alla pagina 

http://www.servizisocialionline.it/mediazione-familiare-tavola-rotonda-giugno-2012.htm

Famiglie e servizi sociali Nuove strade per l’intervento a cura di: Beatrice Rovai EDIZIONE: 2005


Famiglie e servizi sociali

Famiglie e servizi sociali

Nuove strade per l’intervento

a cura di: Beatrice Rovai

EDIZIONE: 2005

COLLANA: CAROCCIFABER Il servizio sociale

ISBN: 9788874662265

Indice

Introduzione, di Beatrice Rovai. Parte prima. La dimensione sociologica e psicologica della famiglia 1 Famiglia e realtà sociale: evoluzione e prospettive, di Beatrice Rovai 1.1. Che cosa si intende per famiglia 1.2. Le funzioni della famiglia 1.3. Famiglia e capitale sociale In sintesi/ Quesiti al lettore 2 La famiglia nella società contemporanea, di Beatrice Rovai 2.1. La trasformazione della famiglia nella storia 2.2. La famiglia oggi 2.2.1. Le trasformazioni sociodemografiche 2.2.2. Il cambiamento del ruolo della donna nella società 2.2.4. Le diverse forme della famiglia 2.2.3. Mutamento dell’ampiezza media delle famiglie 2.3. Nuove famiglie e nuove modalità relazionali 2.4. Conclusioni / In sintesi/ Quesiti al lettore/ 3 Aspetti e funzioni psicologiche della famiglia, di Beatrice Rovai 3.1. Il sistema famiglia e il suo ciclo vitale 3.2. La funzione psicologica della famiglia: l’influenza del sistema familiare sull´individuo 3.3. Conclusioni/ In sintesi / Quesiti al lettore / Parte seconda. La famiglia come soggetto verso un welfare solidale 4 La famiglia come soggetto giuridico nei servizi sociali, di Annalisa Gualdani 4.1. La famiglia e il diritto 4.2. Valorizzazione e sostegno delle responsabilità familiari nella legge 328/2000 4.3. La famiglia con anziani non autosufficienti / In sintesi / Quesiti al lettore 5 Le politiche per la famiglia, di Maria Dal Pra Ponticelli 5.1. Tipologie di politica familiare 5.2. Evoluzione delle politiche familiari in Italia 5.3. Orientamenti della politica familiare 5.4. Conclusioni / In sintesi/ Quesiti al lettore 6 Le azioni socioassistenziali rivolte alla famiglia, di Cristina Rossetti 6.1. Breve storia 6.2. La situazione attuale 6.3. Le azioni possibili 6.4. Alcuni interventi 6.5 Alcune riflessioni / In sintesi/ Quesiti al lettore 7 Il sistema dei servizi di welfare per la famiglia in Italia oggi, di Cristina Rossetti 7.1. Tipologia di famiglie 7.2 Modelli operativi 7.3. La mappa degli interventi e dei servizi / In sintesi / Quesiti al lettore 8 Cura della famiglia e operatori di cura nel welfare postmoderno, di Anna Maria Zilianti 8.1. Gli operatori di cura: questi sconosciuti 8.2. Operatori dell´aiuto e normalità 8.3 Empowerment familiare come strategia di welfare 8.4. La famiglia che si prende cura 8.5. Servizio sociale e famiglie: un’alleanza cooperativa / In sintesi / Quesiti al lettore.

Ennio Ripamonti Collaborare Metodi partecipativi per il sociale, Carocci editore – Servizio Sociale, 2011


Collaborare

Ennio Ripamonti

Collaborare

Metodi partecipativi per il sociale

EDIZIONE: 2011

COLLANA: CAROCCIFABER Il servizio sociale (126)

ISBN: 9788874666157

  • Pagine: 272
  • Prezzo:€ 25,00
  • Acquista

Faber – Servizio sociale

Asili nido: servizi educativi per la prima infanzia e welfare locale – da Legautonomie


Asili nido: servizi educativi per la prima infanzia e welfare locale
8 Giugno 2012
Ore 9/17
Firenze, Istituto degli Innocenti – Salone Brunelleschi – P.zza SS. Annunziata 12

Convegno organizzato da Legautonomie e dall’Istituto degli Innocenti.

Partendo da un’approfondita ricognizione sullo stato attuale dell’offerta dei servizi educativi per la prima infanzia in Italia, l’iniziativa si propone di concorrere a definire un percorso che ne consenta la crescita sul piano quantitativo e qualitativo, per rispondere a una domanda delle famiglie ancora largamente inevasa in buona parte del nostro Paese.

Segreteria organizzativa:

Legautonomie: t. 066976601; fax 066991417; email: convegni@legautonomie.it

Alternative image text Programma dei lavori ( 464,78 kB )

da Asili nido: servizi educativi per la prima infanzia e welfare locale / Agenda / Home – Legautonomie.

Maria Cecilia Guerra, sintetizza i nodi principali del tema asili nido oggi in Italia | Vita.it


«Credo che le difficoltà siano due: la prima riguarda la questione economica e la fortissima differenza nella presenza di questo servizio nei vari territori, il diverso tasso di copertura, le divergenze sia regionali che comunali con casi in cui è quasi assente. L’altra riguarda la definizione del servizio: rientra nell’ambito di assistenza e cura e quindi non gode delle stesse tutele di attivazione e presenza che garantiscono l’offerta educativa»: così il sottosegretario del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Maria Cecilia Guerra, sintetizza i nodi principali del tema asili nido oggi in Italia. Lo ha fatto rispondendo all’agenzia Dire, in un convegno in corso oggi a Firenze, organizzato da Legautonomie

Vai a:  INFANZIA. Asili nido, gli enti locali al collasso (08/06/2012) | Vita.it.

nidiata / nido – La parola è tratta da: lo Zingarelli 2012 Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli Zanichelli editore


nidiàta / niˈdjata/
[da nidio, variante di nido 1342]
s. f.
1Tutti gli uccellini nati da una covata, in un nido.
2(est.) Tutti i piccoli nati da un animale: una nidiata di topolini | (fig.) Gruppo di bambini, spec. figli degli stessi genitori; (est.) gruppo di persone affini: una nidiata di poeti (G. Carducci).


nìdo / ˈnido/ o (pop., tosc.) nìdio
[lat.nīdu(m), di orig.indeur. av. 1257]
As. m.
1Ricovero che molti uccelli costruiscono per deporre le uova e allevare la prole o per svernare | (est.) Luogo dove animali trovano riparo, si radunano o depongono le uova: un nido di vespe, di serpi, di topi | far nido, nidificare.
2(fig.) La propria casa, dove si è nati o si ha la famiglia: abbandonare, tornare al nido | (est.) Patria: uscire dal proprio nido | PROV.a ogni uccello il suo nido è bello | (spreg.) Covo: nido di briganti | nido di vipere, (fig.) ambiente di persone infide, maligne.
3(fig.) Luogo in cui si trova qlcu. o qlco. | nido di mitragliatrici, postazione di mitragliatrici, sistemate in un luogo strategicamente opportuno.
4Ciò che ha forma di nido o è fatta di parti simili a nidi | nido di uccello, orchidea saprofita con rizoma corto e delicato, foglie ridotte a guaina, fiori a grappolo (Neottia nidus avis) | nido d’ape, tessuto di cotone per asciugamani, a cellette simili a quelle di un favo | Punto di ricamo a cellette | Tipo di pasta lunga avvolta a forma di nido.
5(raro, est.) Tutti gli uccelli di un nido: il nido è stato catturato.
6(colloq.) Asilo nido.
Bin funzione di agg. inv.
Solo nella loc.asilo nido, V. asilo.
|| nidétto,dim. | nidiétto,dim. | nidìno,dim. | nidùccio,dim.

La parola è tratta da:
lo Zingarelli 2012
Vocabolario della lingua italiana
di Nicola Zingarelli
Zanichelli editore

 

Asili nido: servizi educativi per la prima infanzia e welfare locale 8 Giugno 2012 Ore 9/17 Firenze, Istituto degli Innocenti – Salone Brunelleschi – P.zza SS. Annunziata 12 Convegno organizzato da Legautonomie e dall’Istituto degli Innocenti


Asili nido: servizi educativi per la prima infanzia e welfare locale
8 Giugno 2012
Ore 9/17
Firenze, Istituto degli Innocenti – Salone Brunelleschi – P.zza SS. Annunziata 12

Convegno organizzato da Legautonomie e dall’Istituto degli Innocenti.

Partendo da un’approfondita ricognizione sullo stato attuale dell’offerta dei servizi educativi per la prima infanzia in Italia, l’iniziativa si propone di concorrere a definire un percorso che ne consenta la crescita sul piano quantitativo e qualitativo, per rispondere a una domanda delle famiglie ancora largamente inevasa in buona parte del nostro Paese.

Segreteria organizzativa:

Legautonomie: t. 066976601; fax 066991417; email: convegni@legautonomie.it

Alternative image text Scheda Iscrizione ( 168,50 kB )

DA Asili nido: servizi educativi per la prima infanzia e welfare locale / Agenda / Home – Legautonomie.

SOS GENITORI: GLI SPAESAMENTI DELLA CONTEMPORANEITA’, Convegno alla Università di Nilano Bicocca / Scienze della formazione, 2012


1. ”Dal bambino competente al genitore competente?” – Jesper Juul (Familylab International)

2 I media, “grandi narratori” della famiglia contemporanea – Emanuela Mancino (Bicocca)

3. Tavola rotonda coordinata da Susanna Mantovani (Bicocca)
Partecipano: Simona Capria (Consulente pedagogica TV e Radio), Claudia De Lillo alias Elasti (D di Repubblica) Renata Maderna (Famiglia Cristiana), Fabrizio Pini (Politecnico Milano) Manuela Trinci (L’Unità), Giorgio Vignali (Produttore televisivo), Mariagrazia Contini (Università di Bologna)

SOS Genitori – Gli spaesamenti della contemporaneità, Convegno alla Università di Milano Bicocca, 15-16 maggio 2012, Aula Magna, Edificio U6


SOS Genitori

Gli spaesamenti della contemporaneità


15-16 maggio 2012, Aula Magna, Edificio U6

Cadute le presunte certezze del passato, molti adulti si mostrano spaesati nell’educazione dei figli. Ma raramente ci si chiede: come si impara a fare i genitori? E’ innegabile che oggi sono i media – trasmissioni televisive, inchieste giornalistiche, siti Internet, blog – a esercitare il più forte impatto sul grande pubblico, modellandone i comportamenti e le idee. Dall’altra parte, ai Servizi socio-educativi vengono rivolte pressanti domande di consulenza e di supporto. Terzo attore in gioco è il mondo della ricerca educativa, che studia questi mutamenti e il disorientamento – reale? apparente? indotto? – di adulti e genitori nello svolgere il compito educativo, per interrogarsi sulle ragioni e sulle possibili risposte. Tre mondi dunque – i media, i Servizi, la ricerca – che, in occasione di questo Convegno, si incontrano per avviare un dialogo oggi più che mai necessario

Mentre il 15 maggio 2012, prima giornata del Convegno “SOS genitori: gli spaesamenti della contemporaneità”, sarà dedicata a relazioni di studiosi e al dialogo con i rappresentanti dei media,

il 16 maggio, seconda giornata del Convegno, vedrà lo svolgersi di 20 Laboratori, mirati alla presentazione di ricerche sul campo o alla sperimentazione di alcune pratiche di lavoro.

Scarica la locandina - formato normale - formato grande

La partecipazione alla prima giornata è libera e gratuita.

È possibile registrarsi ed iscriversi ai laboratori entro il 22 aprile.

Alla fine dell’incontro gli interessati potranno ritirare un attestato di partecipazione.

da Convegno – SOS Genitori

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L’innovazione istituzionale al tempo della crisi: la fondazione per le scuole dell’infanzia di Modena


Nei primi mesi del 2012 l’esternalizzazione delle scuole dell’infanzia si precisa e giunge più apertamente all’attenzione dell’opinione pubblica. L’idea che si fa strada è quella di approvare una delibera di Consiglio comunale in cui si prospetta di affidare all’esterno due scuole dell’infanzia mediante gara d’appalto e di chiedere per altre due la statalizzazione riservandosi, nel caso probabile in cui questa non sia ottenuta, di appaltare anche la gestione di queste scuole. 
L’amministrazione però si riserva di approfondire anche la possibilità di costituire una fondazione di partecipazione per le quattro scuole dell’infanzia, quale soluzione alternativa all’esternalizzazione. La fondazione, che gestirebbe le scuole, è un soggetto di diritto privato che opera senza fini di lucro. Esso potrebbe appaltare la gestione o invece esercitarla in forma diretta, assumendo personale dipendente. L’organo principale di governo della fondazione sarebbe rappresentato da un Consiglio di amministrazione, i cui membri sarebbero nominati dal Comune che, in questo modo, garantirebbe “controllo analogo” a quello garantito nella gestione diretta rispetto al servizio erogato dalla Fondazione

 

tutto l’articolo qui L’innovazione istituzionale al tempo della crisi: la fondazione per le scuole dell’infanzia di Modena.

Quale medicina cura?, Convegno a cura del Gruppo Abele, Università degli studi di Bergamo e movimento Slow Medicine, 20 e 21 aprile 2012


E’ un convegno sulla cura che si terrà a fine Aprile, in un luogo molto suggestivo, sopra Torino.
E’ organizzato come Università degli Studi di Bergamo con il Gruppo Abele e il movimento Slow Medicine. L’idea è che si possano far incontrare professionisti del mondo della cura, con la voglia di condividere sperimentazioni e di tenersi in contatto, per non sentirsi soli, nello sforzo di migliorarsi e migliorare i servizi, ma anche nel pensare e immaginare nuove e più rispettose strade per la medicina e l’assistenza di oggi.Il convegno è accreditato ECM, ed essenzialmente not for profit, ovviamente.
Il Gruppo Abele vorrebbe offrire questo monastero appena ristrutturato come luogo caldo di incontro e confronto periodico anche sui temi della cura a chi volesse accettare questa provocazione e lasciarsi coinvolgere in una rete di reciproco sostegno e motivazione al cambiamento.

Quale medicina cura?

Il perchè di una domanda
“Quale medicina cura?”. Una domanda trasversale, sofferta, diffusa tra i mondi della cura con le loro professioni che si rendono conto di avere molte sfide in comune e si chiedono come farne un discorso pubblico, ma anche una leva di cambiamento per una medicina giusta, appropriata, sobria, sostenibile. Una domanda segnata dalla crisi finanziaria, ma che rilancia l’urgenza di non ragionare solo in termini finanziari. La crisi non può essere un alibi per non affrontare i problemi, piuttosto un’occasione per ripensare le pratiche della medicina. Mentre abbiamo da difendere, nonostante sprechi e manchevolezze, l’attuale sistema sociosanitario, c’è molto da fare per ripensare quale medicina oggi sia di aiuto in una società attraversata da fenomeni enormi come l’invecchiamento, l’appesantirsi delle sofferenze urbane, l’aumento di bambini e ragazzi con fatiche legate allo sviluppo psicofisico e al loro inserimento socio-educativo, i casi di anoressia o bulimia… Tutti problemi che mettono in gioco professioni e organizzazioni diverse, in quanto non sono delegabili a una sola disciplina e organizzazione. La cura è un evento collettivo, un bene comune che necessita di cooperazione nel pensare e nell’agire qui e ora, in questa situazione e contesto. Per farlo le professioni e i mondi organizzativi del socio-sanitario e del sociale sono chiamati a “sospendere” le loro appartenenze professionali e i loro atteggiamenti difensivi entro protocolli e mansionari per mettere al centro la domanda di partenza nelle sue diverse declinazioni: come può essere reimmaginata e arricchita la medicina oggi perché sia giusta, appropriata, sobria, sostenibile? E dunque come evitare che la cura diventi un’ulteriore sofferenza per chi vive, come paziente o come familiare, la condizione di vulnerabilità e di malattia? Come, invece, sviluppare interventi che recuperino il significato profondo della dicitura socio-sanitario? Come tutto ciò può divenire risorsa per un nuovo assetto di welfare volto a garantire l’universalità della cura e il coinvolgimento attivo delle persone, anche in un periodo di crisi economica?
Sono interrogativi che sollecitano ad aprirsi a orizzonti sempre meno “dipendenti” dalle necessarie diagnosi, dai protocolli di intervento, dalla specializzazione delle cure, per farsi sempre più protesi verso l’integrazione e la risignificazione degli interventi a fianco del soggetto vulnerabile e della sua famiglia. Come, per fare un passo avanti, costruire percorsi di cura sostenibili e integrati, evitando l’eccesso di cure, ma anche l’abbandono, facilitando scelte consapevoli e adeguate alla realtà di vita della persona e della sua famiglia?

L’invito a una ricerca partecipata e sperimentale
Problemi enormi perché coinvolgono cambiamenti a livello di politiche, ma anche, a nostro avviso, un diverso uso (un “buon uso”) delle innumerevoli competenze e risorse esistenti. Gli stessi tagli, se vanno contrastati là dove offendono i diritti delle persone, possono essere letti come un appello improrogabile a generare risorse attraverso cambiamenti che possono alleggerire le sofferenze umane e che, per non pochi versi, dipendono dalle scelte degli operatori, dal loro modo di “esserci” nel servizio, dal loro ripensare le relazioni con le persone e le famiglie, ma anche dai luoghi fisici della cura in modo che siano accoglienti e (perché no?) belli, dal collaborare tra professioni per arricchire la “densità di cura” della medicina.
Per avviare i lavori si è scelto di privilegiare una precisa angolatura da cui vedere i problemi e costruire delle ipotesi di lavoro: la radicale riorganizzazione delle cure primarie. A nostro avviso, il futuro delle politiche sanitarie è nelle cure primarie, sul cui ammodernamento devono concentrarsi gli sforzi dei decisori e dei professionisti. Il momento di particolare difficoltà potrebbe contribuire a superare con forza quegli ostacoli che finora hanno impedito una sostanziale riorganizzazione.
Alla luce di queste considerazioni, la Certosa vuol essere un luogo dove medici e infermieri, pediatri e geriatri, medicina del territorio e medicina ospedaliera, assistenti sociali e psicologi, psichiatri ed educatori possono ricavarsi “momenti di sosta e di pensiero”, con l’intento di attivare nei territori delle sperimentazioni da rielaborare poi insieme. Un percorso partecipato entro cui possono confrontarsi  letture, ipotesi  politiche e strategie, attenti alla loro trasferibilità sui terri-
tori. Un percorso pertanto sperimentale, alla luce delle ipotesi che si andranno a maturare, che impegna a mettere in atto localmente quei cambiamenti relazionali, fisici e organizzativi che possono avvicinare la medicina ai cittadini.

Tre laboratori
Nei lavori preliminari al seminario sono emerse tre aree-problema che sembra importante affrontare nel corso della riflessione e nei laboratori che potrebbero prendere l’ avvio in tale occasione. Altre
potranno emergere fra i partecipanti.
Le cure primarie
La riorganizzazione delle cure primarie è l’orizzonte entro cui collocare l’interrogativo iniziale “Quale medicina cura?” e pertanto è trasversale a tutto il percorso e a tutti i laboratori, ma può anche essere visto come oggetto specifico di riflessione. La prima area si pone quindi  l’obiettivo di unificare la figura del medico del territorio, superare il lavoro in solitudine dello stesso, sviluppare la sanità di iniziativa, mettere lo specialista al servizio dei percorsi di diagnosi e cura (anche coinvolgendo i professionisti ospedalieri), individuare punti di riferimento sul territorio che affianchino – e sostituiscano quando possibile – la struttura ospedaliera (strutture di comunità, case della salute,
ecc., aperte tutto il giorno).
La vecchiaia pesante
Una seconda area è quella degli anziani la cui salute con il passare degli anni vede il convergere della medicina di territorio, della medicina ospedaliera, ma anche dell’assistenza sociale e delle reti di prossimità. Come accompagnare gli anziani in un percorso umano per quanto possibile autonomo, attraverso la collaborazione degli stessi anziani e della famiglia, degli operatori professionali e  delle reti di prossimità, con gli interrogativi etici ed esistenziali, oltre che sanitari e sociali, che l’invecchiamento porta con sé?
L’infanzia fragile
Una terza area è quella che rimanda all’infanzia fragile, a volte fin dalla nascita, altre volte con problemi di salute che esplodono nell’arco dopo pochi mesi o anni a livello non solo fisico, ma anche emotivo, relazionale, cognitivo. Problemi che non sono confinabili nel mondo
degli specialisti ma chiamano sulla scena la medicina del territorio e quella specialistica, l’assistenza sociale, la scuola, le associazioni, chiedendo loro di uscire dalla logica della suddivisione dei compiti per farsi insieme prossimi alle situazioni.

PROGRAMMA
Venerdì 20 aprile 2012 – Ore 9,00-13
Organizzazioni che hanno scelto di uscire dai loro confini per interrogarsi sulla medicina che cura
Lucia Bianco

DIALOGO SULLA MEDICINA CHE CURA
* Tra riconversione delle risorse e micro-innovazioni
Nerina Dirindin
* Per una medicina giusta, appropriata, sobria
Andrea Gardini
* “Esserci” con le persone o sconfiggere malattie?
Ivo Lizzola
* Coordina: Vittorio De Micheli

PROSPETTIVE DI LAVORO A PARTIRE DAL “DIALOGO SULLA CURA”
Discussione coordinata da Silvana Quadrino e Marco Zanchi
Ore 14.30-19.00
Lavoro in gruppi-laboratorio
Introduce Silvana Quadrino
Il seminario propone tre aree di lavoro partecipato.
* Cure primarie
* Vecchiaia pesante
* Infanzia fragile
Nel corso dei lavori, ogni area terrà presenti quattro interrogativi.
- La delega e la dipendenza nei confronti del sistema sanitario sono un “effetto collaterale” di processi di cura impoveriti e impoverenti?
- La relazione paziente-professionista è oggi substrato portante della cura o semplicemente un atto di compassione asimmetrica?
- Di chi è il problema del riconoscimento e sviluppo delle capacità del paziente per divenire risorsa a se stesso?
- Come la macro sfida dell’integrazione tra sanitario e sociale, può essere una sfida di cui farsi carico nel lavoro quotidiano, con micro esperimenti significativi e sostenibili?

Sabato 21 aprile 2012 – Ore 9.00-14.00
Le cure primarie sul territorio come orizzonte strategico
Da dove ripartire e verso dove incamminarsi?
Serafino Zucchelli

RESTITUZIONE IN PLENARIA
dei materiali dei gruppi-laboratorio
Pensare e sviluppare nel territorio una medicina che cura
Le questioni trasversali sollevate dai tre gruppi-laboratorio
Riletture di Leopoldo Grosso, Eleonora Artesio, Giorgio Bert, Nerina Dirindin
Proposte organizzative per una ricerca partecipata
Lucia Bianco e Silvana Quadrino
Intervengono:
Eleonora Artesio – Consigliera Regionale Regione Piemonte
Giorgio Bert – Slow Medicine
Lucia Bianco – Certosa Gruppo Abele
Vittorio De Micheli – ASL Alessandria
Nerina Dirindin – Università di Torino e CORIPE Piemonte
Andrea Gardini – Slow Medicine
Leopoldo Grosso – Gruppo Abele
Ivo Lizzola – Università di Bergamo
Silvana Quadrino – Istituto Change
Marco Zanchi – Università di Bergamo
Serafino Zucchelli – Fondazione Pietro Paci

Quota di iscrizione 100 euro. Vitto e alloggio 80 euro. Sono previsti sconti del 20% per giovani sotto i 26 anni.

Per informazioni e prenotazioni:
tel:  011 3841083
fax   011 3841091
cell: 331 5753858

mail: certosagruppoabele@gruppoabele.org

da Gruppo Abele – Quale medicina cura?

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Politica dei servizi sociali. Strutture, trasformazioni, legislazione (Il servizio sociale), di Paolo Ferrario, 2001, da http://www.assistentisociali.org/shop/scheda/8874660200


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Paolo Ferrario (Autore)

da Politica dei servizi sociali. Strutture, trasformazioni, legislazione (Il servizio sociale).

L’approccio sistemico in ambito interculturale, Convegno nazionale, 26-27 maggio 2012, Centro Congressi Viale Papa Giovanni XXIII, 106 Bergamo


L’approccio sistemico in ambito interculturale,  Convegno nazionale, 26-27 maggio 2012, Centro Congressi Viale Papa Giovanni XXIII, 106 Bergamo

Quando i luoghi della cura si separano dalla rete dei servizi territoriali: sanità e sociale, l’integrazione già realizzata è a rischio?, Giornata di formazione, 27 marzo, a cura della Associazione di Promozione Sociale “La Bottega del Possibile” Viale Trento 9 – 10066 Torre Pellice (TO)


Seminario “Quando i luoghi della cura si separano dalla rete dei servizi territoriali: sanità e sociale, l’integrazione già realizzata è a rischio?”

Il tema è molto attuale anche per quanto è in discussione ai vari livelli di governo del Paese, in un momento estremamente grave di carenza di strumenti e risorse al fine di dare  risposta innanzitutto alle persone in difficoltà, sole, escluse,  magari “diagnosticate” ma non prese in carico.

La grande esperienza sul campo, nella ricerca, nello studio e nella formazione dei relatori, ci induce appunto a segnalarvi l’evento per non farvi perdere una bella occasione di confronto, di riflessione, di conferma delle motivazioni che ci inducono a continuare il faticoso cammino a servizio soprattutto degli “ultimi”, di chi è ancora considerato “nessuno”.

Venite con noi, dunque. Mandate al più presto la vostra adesione utilizzando il modulo allegato.

A presto, con molti saluti.

 

 

                        Salvatore Rao                         Mariena Scassellati Sforzolini

                        Vice Presidente                                  Presidente

 

 

_________________________________________________

Associazione di Promozione Sociale “La Bottega del Possibile”

Viale Trento 9 – 10066 Torre Pellice (TO)

Tel. e fax  0121 953377 – 332996

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