Fondazione Cresci@mo, costituita dal Comune di Modena per continuare a garantire il servizio a gestione diretta di alcune scuole comunali che, a fronte dei vincoli normativi imposti dal Patto di Stabilità Interno, rischiavano di non poter più fornire le prestazioni educative finora erogate, da Percorsi di secondo welfare – Newsletter 16 / 2012


La fondazione Cresci@mo del Comune di Modena

Continua il nostro approfondimento sull’esperienza della fondazione Cresci@mo, costituita dal Comune di Modena per continuare a garantire il servizio a gestione diretta di alcune scuole comunali che, a fronte dei vincoli normativi imposti dal Patto di Stabilità Interno, rischiavano di non poter più fornire le prestazioni educative finora erogate.

esempio di CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO PER LA GESTIONE DEL NIDO D’INFANZIA E LUDOTECA COMUNALI


C I T T A’  D I  A L G H E R O   PROVINCIA DI SASSARI ASSESSORATO AI SERVIZI SOCIALI

CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO PER LA GESTIONE DEL NIDO D’INFANZIA E LUDOTECA COMUNALI SITI RISPETTIVAMENTE

IN VIA GIOVANNI XXIII E VIA MALTA,2012-2015

CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO PER LA GESTIONE DEL NIDO D’INFANZIA

Asili nido: servizi educativi per la prima infanzia e welfare locale – da Legautonomie


Asili nido: servizi educativi per la prima infanzia e welfare locale
8 Giugno 2012
Ore 9/17
Firenze, Istituto degli Innocenti – Salone Brunelleschi – P.zza SS. Annunziata 12

Convegno organizzato da Legautonomie e dall’Istituto degli Innocenti.

Partendo da un’approfondita ricognizione sullo stato attuale dell’offerta dei servizi educativi per la prima infanzia in Italia, l’iniziativa si propone di concorrere a definire un percorso che ne consenta la crescita sul piano quantitativo e qualitativo, per rispondere a una domanda delle famiglie ancora largamente inevasa in buona parte del nostro Paese.

Segreteria organizzativa:

Legautonomie: t. 066976601; fax 066991417; email: convegni@legautonomie.it

Alternative image text Programma dei lavori ( 464,78 kB )

da Asili nido: servizi educativi per la prima infanzia e welfare locale / Agenda / Home – Legautonomie.

Maria Cecilia Guerra, sintetizza i nodi principali del tema asili nido oggi in Italia | Vita.it


«Credo che le difficoltà siano due: la prima riguarda la questione economica e la fortissima differenza nella presenza di questo servizio nei vari territori, il diverso tasso di copertura, le divergenze sia regionali che comunali con casi in cui è quasi assente. L’altra riguarda la definizione del servizio: rientra nell’ambito di assistenza e cura e quindi non gode delle stesse tutele di attivazione e presenza che garantiscono l’offerta educativa»: così il sottosegretario del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Maria Cecilia Guerra, sintetizza i nodi principali del tema asili nido oggi in Italia. Lo ha fatto rispondendo all’agenzia Dire, in un convegno in corso oggi a Firenze, organizzato da Legautonomie

Vai a:  INFANZIA. Asili nido, gli enti locali al collasso (08/06/2012) | Vita.it.

nidiata / nido – La parola è tratta da: lo Zingarelli 2012 Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli Zanichelli editore


nidiàta / niˈdjata/
[da nidio, variante di nido 1342]
s. f.
1Tutti gli uccellini nati da una covata, in un nido.
2(est.) Tutti i piccoli nati da un animale: una nidiata di topolini | (fig.) Gruppo di bambini, spec. figli degli stessi genitori; (est.) gruppo di persone affini: una nidiata di poeti (G. Carducci).


nìdo / ˈnido/ o (pop., tosc.) nìdio
[lat.nīdu(m), di orig.indeur. av. 1257]
As. m.
1Ricovero che molti uccelli costruiscono per deporre le uova e allevare la prole o per svernare | (est.) Luogo dove animali trovano riparo, si radunano o depongono le uova: un nido di vespe, di serpi, di topi | far nido, nidificare.
2(fig.) La propria casa, dove si è nati o si ha la famiglia: abbandonare, tornare al nido | (est.) Patria: uscire dal proprio nido | PROV.a ogni uccello il suo nido è bello | (spreg.) Covo: nido di briganti | nido di vipere, (fig.) ambiente di persone infide, maligne.
3(fig.) Luogo in cui si trova qlcu. o qlco. | nido di mitragliatrici, postazione di mitragliatrici, sistemate in un luogo strategicamente opportuno.
4Ciò che ha forma di nido o è fatta di parti simili a nidi | nido di uccello, orchidea saprofita con rizoma corto e delicato, foglie ridotte a guaina, fiori a grappolo (Neottia nidus avis) | nido d’ape, tessuto di cotone per asciugamani, a cellette simili a quelle di un favo | Punto di ricamo a cellette | Tipo di pasta lunga avvolta a forma di nido.
5(raro, est.) Tutti gli uccelli di un nido: il nido è stato catturato.
6(colloq.) Asilo nido.
Bin funzione di agg. inv.
Solo nella loc.asilo nido, V. asilo.
|| nidétto,dim. | nidiétto,dim. | nidìno,dim. | nidùccio,dim.

La parola è tratta da:
lo Zingarelli 2012
Vocabolario della lingua italiana
di Nicola Zingarelli
Zanichelli editore

 

Asili nido: servizi educativi per la prima infanzia e welfare locale 8 Giugno 2012 Ore 9/17 Firenze, Istituto degli Innocenti – Salone Brunelleschi – P.zza SS. Annunziata 12 Convegno organizzato da Legautonomie e dall’Istituto degli Innocenti


Asili nido: servizi educativi per la prima infanzia e welfare locale
8 Giugno 2012
Ore 9/17
Firenze, Istituto degli Innocenti – Salone Brunelleschi – P.zza SS. Annunziata 12

Convegno organizzato da Legautonomie e dall’Istituto degli Innocenti.

Partendo da un’approfondita ricognizione sullo stato attuale dell’offerta dei servizi educativi per la prima infanzia in Italia, l’iniziativa si propone di concorrere a definire un percorso che ne consenta la crescita sul piano quantitativo e qualitativo, per rispondere a una domanda delle famiglie ancora largamente inevasa in buona parte del nostro Paese.

Segreteria organizzativa:

Legautonomie: t. 066976601; fax 066991417; email: convegni@legautonomie.it

Alternative image text Scheda Iscrizione ( 168,50 kB )

DA Asili nido: servizi educativi per la prima infanzia e welfare locale / Agenda / Home – Legautonomie.

IL NIDO FA BENE. AI GENITORI E AI FIGLI, in LaVoce.Info


IL NIDO FA BENE. AI GENITORI E AI FIGLI*

In Italia, si investono poche risorse pubbliche nella prima fase del ciclo di vita dei bambini, con un’offerta di nidi tra le più basse d’Europa. Insoddisfacenti sono anche i risultati ottenuti dai ragazzi italiani nelle rilevazioni internazionali su apprendimenti e competenze. C’è un legame tra i due fatti? I bambini che hanno avuto una probabilità più alta di frequentare l’asilo nido, hanno punteggi migliori. Perché socializzazione precoce, rapporto educativo con personale specializzato, stimoli offerti da nidi di qualità sono fondamentali per lo sviluppo

Regione Lombardia stanzia 14 milioni di euro per intervenire in sostegno alle famiglie per la fruizione di servizi socio-educativi per la prima infanzia e di servizi integrativi per minori 0-13, Delibera n° IX/2413 del 26/10/2011


Delibera n° IX/2413 del 26/10/2011

Con questa Delibera Regione Lombardia stanzia 14 milioni di euro per intervenire in sostegno alle famiglie per la fruizione di servizi socio-educativi per la prima infanzia e di servizi integrativi per minori 0-13 anni, nonché per interventi di housing sociale rivolti a giovani coppie e famiglie in difficoltà

Prima Conferenza Nazionale per le Politiche educative 0-6 anni, Partito Democratico promuove domenica 20 novembre, al Centro Congressi Lingotto di TORINO


CRESCERE BENE
CRESCERE INSIEME

 

PRIMA CONFERENZA
NAZIONALE PD
PER LE POLITICHE
EDUCATIVE 0-6 ANNI

TORINO
CENTRO CONGRESSI
LINGOTTO
20 NOVEMBRE 2011
Carissima, Carissimo,la Giornata Mondiale per i Diritti dell’Infanzia è vicina e, come sai già, il Partito Democratico promuove domenica 20 novembre, al Centro Congressi Lingotto di TORINO, la prima Conferenza Nazionale per le Politiche educative 0-6 anni “Crescere bene, crescere insieme”.

La Conferenza avrà inizio alle ore 9,30 con l’accredito dei partecipanti. Alle ore 10 aprirà i lavori l’intervento del Sindaco di Torino, Piero Fassino. Dopo un primo momento di discussione plenaria, potrai partecipare ad uno dei due gruppi di lavoro sulla “Definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni e buone prassi” e “La Governance pubblica del sistema integrato dei servizi educativi per l’Infanzia“.
Ti preghiamo di registrarti da subito attraverso il modulo on line, scegliendo il gruppo di lavoro a cui desideri partecipare. La conclusione dei lavori è prevista per le ore 18. Nei prossimi giorni, riceverai il Programma definitivo della conferenza nazionale.

Per quanto riguarda l’ospitalità alberghiera, il PD, al fine di ottenere i prezzi più vantaggiosi, ha concluso una convenzione con tre Hotel: uno in centro storico, Hotel Best Western Genova *** e due in zona Lingotto: NH Hotel Lingotto**** e NH Hotel Lingotto Tech*****. I costi per una notte vanno da 57 euro a 114 euro. Le informazioni e le prenotazioni vanno richieste quanto prima all’agenzia di viaggi Tour Point (tel. 06.87179241; tel. 06.87194585; info@scstourpoint.net).

Per gli intervenuti (ad eccezione dei parlamentari e dei consiglieri regionali) sono previste forme di rimborso per ospitalità e viaggio nei seguenti termini:

  • Ospitalità: per i partecipanti che risiedono fuori regione Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e Lombardia, è previsto un rimborso di 50 euro per l’ospitalità alberghiera. 
  • Viaggio: per tutti i partecipanti è previsto un rimborso forfettario delle spese di viaggio.

Nella pagina
http://beta.partitodemocratico.it/doc/225774/crescere-bene-crescere-insieme.htm
è pubblicato il modulo di iscrizione on-line: ti chiediamo di compilarlo, inserendo i tuoi dati e scegliendo il gruppo di lavoro cui partecipare.Per favorire un reale dibattito e approfondimento sulle politiche educative 0-6 anni, ti chiediamo di inviare un contributo scritto o audiovideo indirizzandolo a: scuola@partitodemocratico.it eforum.infanzia@partitodemocratico.it per la pubblicazione sul sito del Pd Scuola e dei Forum.

Per le informazioni logistiche ed organizzative, puoi fare riferimento ad Alessandra Costa (a.costa@partitodemocratico.it - tel. 0667064222 – cell. 3206196557).

Ti ringraziamo per l’attenzione e ti inviamo i nostri più cordiali saluti.

Roma, 4 novembre 2011

Anna Serafini
Presidente
Forum Infanzia
Francesca Puglisi
Responsabile Scuola
Segreteria nazionale
Giovanni Bachelet
Presidente
Forum Istruzione

Sen. Anna Serafini – Torino – Prima Conferenza Nazionale per le Politiche educative 0-6 anni.

Asili nido tra caro rette e liste di attesa


Indagine di Cittadinanzattiva sugli asili nido comunali in Italia, tra caro rette e liste di attesa. Costi: al Nord le città più care, a Foggia l’incremento record (+55% rispetto al 2009/10) Disponibilità di posti: in media, il 25% dei bimbi non riesce ad accedervi, in Sicilia sono il 42%

vai alla intera scheda: Asili nido tra caro rette e liste di attesa.

Indagine sugli asili nido, Cittadinanza attiva, 2011


dossier asili nido 2011

CITTADINANZATTIVA: INDAGINE SUGLI ASILI NIDO COMUNALI

Indagine di Cittadinanzattiva sugli asili nido comunali in Italia, tra caro rette e liste di attesa. 
Costi: al Nord le città più care, a Foggia l’incremento record (+55% rispetto al 2009/10)
Disponibilità di posti: in media, il 25% dei bimbi non riesce ad accedervi, in Sicilia sono il 42%

Leggi il comunicato.

Scarica il dossier

Asili nido. Buone prassi e ritorno sociale. giovedi 20 ottobre 2011, ore 9.15 – 12.45 presso Fondazione “aiutare i bambini” * Via Ronchi 17, Milano


SEMINARIO

Asili nido. Buone prassi e ritorno sociale.

giovedi 20 ottobre 2011, ore 9.15 – 12.45

presso Fondazione “aiutare i bambini” *
Via Ronchi 17, Milano

Fondazione 'aiutare i bambini' - Seminario: Asili nido. Buone prassi e ritorno sociale

Perché un seminario sugli asili nido
Per il secondo anno consecutivo la Fondazione ”aiutare i bambini”, impegnata dal 2006 nel sostegno ai servizi alla prima infanzia in Italia, promuove un seminario sugli asili nido come momento di confronto e scambio di buone prassi tra gli operatori di settore. Un confronto sempre piu’ importante a fronte di una contrazione dei fondi pubblici e di una situazione che vede il nostro Paese ancora lontano dall’obiettivo di copertura dei servizi alla prima infanzia fissato dall’Unione Europea.

Programma
Ore 09.15 - Accoglienza e registrazione partecipanti

Ore 09.30 - Apertura dei lavori

Cristiano Gori, Docente di Politiche sociali, Università Cattolica di Milano; Direttore Welfare Oggi, Editorialista il Sole24Ore

 

Ore 09.45 - L’impegno della Fondazione “aiutare i bambini” a favore degli asili nido in Italia

Goffredo Modena, Presidente Fondazione “aiutare i bambini”

Ore 10.15 – Saluti istituzionali

Fondazione CON IL SUD (relatore da definire)

Giuseppe Ambrosio, Responsabile Desk Italia, UniCredit Foundation

Ore 10.45 - TAVOLA ROTONDA

1o intervento: “Il servizio come agente di prevenzione e promozione del benessere del quartiere: un’esperienza possibile?”

Presenta: Dott.ssa Giuliana Gianino, coordinatrice spazio gioco “Macari i Picciriddi”, Catania

2o intervento: “Volontari e sostenibilità, come il volontario lega il territorio al progetto: limiti e virtù”

Presentano: Dott.ssa Laura Rocco, cooperativa “Fraternità giovani”, spazio gioco “Sbirulino”, Ospitaletto (BS); Dott.ssa Sonia Pedretti, cooperativa “Fraternità Impronta”, Marcheno (BS)

 

3o intervento: “Arredo e spazio: bellezza e pedagogia, come lo spazio educa”

Presenta: Dott.ssa Luisa Salanti, coordinatrice asilo nido “Na casa pe’ tutt’e piccirelli…’nzist”, Maddaloni (CE)

Moderatore:
Cristiano Gori

Ore 11.45 - Coffee break
Ore 12.00 - Discussione e domande ai relatori
Ore 12.45 - Conclusioni finali e chiusura lavori

Ore 13.00 – Buffet offerto dalla Fondazione “aiutare i bambini”

Per informazioni e iscrizioni contattare:
Martina Busi, martina.busi@aiutareibambini.it, Tel 02 70.60.35.30

Dato il numero limitato di posti e’ consigliabile iscriversi entro il 10 ottobre.

* Il seminario si terrà presso la sede della Fondazione “aiutare i bambini”, diversamente da quanto comunicato in precedenza.

 

Deliberazione di Consiglio comunale Città di Sesto San Giovanni, Accreditamento delle unità d’offerta sociali per la prima infanzia. Approvazione dei requisiti e delle procedure


LA PROVINCIA DI MILANO INAUGURA UN NUOVO NIDO A ROSATE


A ROSATE IL 19 MARZO SI INAUGURA IL NIDO “ISABELLA”,
LA PROVINCIA HA CONTRIBUITO CON 360MILA EURO

MILANO, 16 marzo 2011. Sabato 19 marzo per il Comune di Rosate sarà un giorno speciale: per le 16 è infatti in programma il taglio del nastro del nuovissimo asilo nido comunale “Isabella”, situato in via Primo Maggio, tappa conclusiva di un percorso che ha visto il piccolo Comune al confine con la Provincia di Pavia costretto ad affrontare un notevole incremento abitativo nell’ultimo decennio (soprattutto a causa del flusso migratorio) e con esso un forte aumento della domanda di servizi per la prima infanzia. Questo nonostante i suoi soli 5200 abitanti.

Progettato e rifinito secondo i principi dell’edilizia sostenibile, il nido è stato collocato in prossimità della Scuola dell’infanzia di via Circonvallazione per consentire una connessione diretta tra le due strutture, sia dal punto di vista didattico – per integrare i progetti educativi – sia dal punto di vista del risparmio gestionale: le cucine, la stanze del personale e l’ampio spazio verde saranno infatti in comune tra i due stabili.

Massima è stata poi la cura dei dettagli per favorire un completo inserimento dei bambini disabili e garantire loro il godimento di tutte opportunità educative.

La struttura può accogliere 40 bambini di età compresa tra i 4 e i 36 mesi. L’offerta del servizio si rivolge in primo luogo ai figli dei residenti: soltanto qualora le richieste di iscrizioni non esauriscano i posti a disposizione il servizio verrà esteso ai residenti dei comuni convenzionati. Altro requisito, oltre alla residenza, è lo stato di occupazione dei genitori, che devono essere entrambi lavoratori.

Il nido “Isabella” è uno dei 90 progetti che hanno ricevuto fondi dall’assessorato Politiche sociali della Provincia di Milano grazie ad uno stanziamento di 17 milioni di euro. Per questo progetto la Provincia ha contribuito con 360mila euro.

Oltre ai benefattori Isabella e Carlo Ultrocchi, sarà presente alla cerimonia di inaugurazione del nido Massimo Pagani, assessore alle Politiche sociali a Palazzo Isimbardi: “Gli elevati standard con cui il nido è stato realizzato – materiali ecocompatibili per le finiture e gli arredi, fonti energetiche rinnovabili, dimostrano come le strutture del nostro territorio siano all’avanguardia dal punto di vista qualitativo. Certo ora bisogna accelerare anche sul versante della quantità perché la situazione delle liste d’attesa in alcuni Comuni della nostra provincia non è delle migliori. Stiamo anche valutando di spingere verso forme di servizio più leggere, sul modello delle tagesmutter, le mamme di giorno”.

Secondo un recente studio della Provincia, il 54,7% dei Comuni lombardi ha un nido, mentre sono 26000 i posti a disposizione, tra pubblico e privato, nella sola Provincia di Milano. I nidi pubblici coprono l’11 per cento della domanda potenziale. A Milano città il 60 per cento dei posti disponibili è offerto da privati.

Grave, in alcuni casi, la situazione delle liste d’attesa (data dalla percentuale dei bambini in lista d’attesa sul totale dei posti autorizzati per asili nido, micro-nidi e nidi-famiglia): 67,1% a Cinisello, 33,1% a Sesto, 24,5%. Caso eccezionaleAbbiategrasso: 108 posti disponibili, 0 bambini in lista d’attesa.  A Milano città la lista d’attesa tocca il 13,6%, al di sotto della media provinciale che si attesta al 18,2%.

Secondo i dati raccolti dalla Provincia le rette mensili per mandare un figlio al nido possono sfondare anche il tetto  dei 760 euro, ma in alcuni casi si pagano rette da 30 euro al mese

In generale nei Comuni dell’Asl Milano città le tariffe mensile sono in media di 447 euro, nella Asl Milano 1 sono di 414 euro, nella Asl Milano 2 di 541 euro.

Massimiliano Capitanio

Responsabile Ufficio stampa e Comunicazione

assessorato Politiche sociali – Provincia di Milano

http://www.provincia.milano.it/affari_sociali

Se l’imperativo categorico deve essere l’abbattimento delle liste di attesa, allora le sole forze dell’ente locale non bastano. L’amministrazione ha così scelto il percorso di accreditamento dei nidi, per ampliare l’offerta di posti disponibili sul territorio, Sesto S. G. , Cinisello B.


Sesto San Giovanni, 2 marzo 2011 – Se l’imperativo categorico deve essere l’abbattimento delle liste di attesa, allora le sole forze dell’ente locale non bastano. L’amministrazione ha così scelto il percorso di accreditamento dei nidi, per ampliare l’offerta di posti disponibili sul territorio.

Una strada intrapresa già dal 2004 — con due anni di anticipo sulla Regione — che l’altra sera ha portato il Consiglio comunale ad approvare il regolamento con i requisiti e le procedure per l’accreditamento. Cambiano infatti le modalità per i servizi alla prima infanzia, nidi e micronidi.

«L’obiettivo è innalzare gli standard qualitativi dei servizi e realizzare un sistema integrato, mettendo in rete le strutture pubbliche, quelle del privato sociale e del privato accreditato — spiega l’assessore all’Educazione Monica Chittò — Il testo nasce dall’esperienza di collaborazione di questi anni tra l’amministrazione e il privato sociale accreditato». Un’esperienza che, già nel 2004, aveva fatto di Sesto «un Comune prototipo. In Lombardia non esisteva un modello equivalente: solo recentemente la Regione ha definito i criteri di accreditamento». Le strutture private che hanno intenzione di offrire il loro servizio, oltre alle normative stabilite dal Pirellone, dovranno dimostrare di avere anche i requisiti aggiuntivi richiesti dal Comune.

Si va da un’esperienza di almeno tre anni nella gestione dei servizi sociali per la prima infanzia all’adeguata professionalità degli educatori, dalla condivisione con l’amministrazione di percorsi per la definizione del progetto educativo all’attività di aggiornamento del personale fino alla disponibilità per iniziative di coordinamento con gli altri servizi dedicati ai bimbi presenti in città.

«Sono requisiti indispensabili per garantire che le strutture accreditate rispondano appieno agli alti standard di quelle pubbliche. Non assumiamo solo un ruolo burocratico, ma rimaniamo parte attiva nei servizi alla prima infanzia, facendoci garanti e promotori di un ampliamento dell’offerta». Soddisfatto anche il Pdl. «Finalmente il nostro modello di sussidiarietà è passato anche a Sesto — commenta la capogruppo Franca Landucci — Basta con il monopolio pubblico, finalmente si pensa a un’offerta che soddisfa i bisogni con un libero confronto tra statale e privato».

Voti tutti favorevoli, solo la Lega si è astenuta: presentati nove emendamenti, non ne è passato neanche uno. Tra le proposte di Alessandra Tabacco, dare priorità ai nuclei familiari residenti a Sesto da dieci anni. «Ho chiesto anche più controlli da parte della commissione di esperti: uno all’anno è poco, anche se l’organo può uscire su segnalazione».

da: Il Giorno – Sesto Cinisello – Volete aprire un nido privato? I requisiti si fanno più severi.

NIDI E MICRONIDI I GESTIONE Come migliorare la qualità del servizio: prospettive e proposte a due anni dall’inizio della sperimentazione dell’accreditamento


Il Gruppo Consiliare PD e il Gruppo Infanzia PD vi invitano alla seguente iniziativa:

NIDI E MICRONIDI I GESTIONE
Come migliorare la qualità del servizio: prospettive e proposte a due anni dall’inizio della sperimentazione dell’accreditamento.

Giovedì 17 febbraio alle ore 17,30 presso l’ACQUARIO CIVICO in Viale Gadio 2 (MM Lanza)

David Gentili, consigliere comunale PD
Stefano Granata, Consorzio Sis
Cheli Michelotti, genitore
Amerigo Sallusti, funzione pubblica Cgil

Coordina Paola Bocci

Sono stati invitati a partecipare: l’Assessore Mariolina Moioli e il Direttore del Settore Servizi all’Infanzia Aurelio Mancini.

Gruppo consiliare
PARTITO DEMOCRATICO
Via T. Marino 7
20121 Milano

Cooperare per l’infanzia, guida allo sviluppo dei nidi nel Mezzogiorno


Una guida per lo sviluppo dei nidi e dei servizi integrativi nel Mezzogiorno
COOPERARE PER L'INFANZIA
A cura di A. Morabito,
Direttore Area Promozione
Attiva di Coopfond,
coordina il gruppo di progetto “Nidi e Servizi Integrativi
per l’infanzia”, promosso dall’Osservatorio per il Sud
di Legacoop.
COOPERARE
PER L’INFANZIA
 

 

Adoperarsi per la prima infanzia sviluppando e migliorando i servizi ad essa dedicati, creare condizioni favorevoli di crescita della personalità e della socialità attraverso lo sviluppo di reti relazionali, offrire una risposta globale e integrata ai bisogni di bambini e genitori, sviluppare occupazione, concedere alle donne la possibilità di mantenere la propria e accedere al mercato del lavoro: è fondamentale per una società “vecchia” come la nostra e deve diventare l’obiettivo principale della gestione cooperativa dei servizi capace di rispondere alle esigenze delle famiglie e degli enti pubblici per efficienza e capacità di produrre innovazione organizzativa. 

Questa guida analizza in modo approfondito le legislazioni regionali meridionali e il lavoro svolto da un gruppo di cooperative sociali del sud operanti nell’ambito della prima infanzia, esamina temi e suggerimenti per gestire e sostenere al meglio i servizi esistenti e promuoverne di nuovi.

Rivolto a cooperative, cittadini e pubbliche amministrazioni, il manuale è così organizzato:

1.
NIDI E SERVIZI PER LA PRIMA INFANZIA: INQUADRAMENTO DEL TEMA E ANALISI DEI DATI DISPONIBILI
Carenze strutturali ed evoluzione normativa.
Elementi di criticità nella rappresentazione dell’offerta.
La comparazione dei dati e delle politiche a livello europeo.
I dati sui servizi per la prima infanzia a livello nazionale.

2.
LA RILEVAZIONE COOPFOND SULLE COOPERATIVE DEL MEZZOGIORNO
Definizione del campo di osservazione.
Realizzazione dell’elenco delle cooperative oggetto di rilevazione.
Progettazione dello strumento di rilevazione.
Rilevazione sul campo.
Analisi dei dati. 

3.
STRUTTURA DELL’OFFERTA, PROGETTAZIONE E COSTI DEI SERVIZI PER LA PRIMA INFANZIA
La classificazione.
Le caratteristiche.
L’articolazione degli spazi.
Il progetto pedagogico organizzativo.
Modalità di gestione.
Il sistema integrato dei servizi socio-educativi per la prima infanzia.
Ipotesi di progetto imprenditoriale.
Simulazione di servizi, mix e costi.
Determinazione della retta: considerazioni conclusive. 

4.
FINANZIAMENTI PER I SERVIZI SOCIO EDUCATIVI DESTINATI ALLA PRIMA INFANZIA
Metodologia e fonti di riferimento.
Quadri finanziari generali.
I dossier regionali. 

5.
APPENDICE NORMATIVA
Requisiti strutturali e organizzativi distinti per Regione.
Elenco della normativa statale e regionale. 

Per ricevere subito
COOPERARE PER L’INFANZIA
Maggioli Editore – Novità febbraio 2011
Pagine 244 – F.to cm. 17×24 – ISBN 6543.X

SEMINARIO GLI ASILI NIDO DI “AIUTARE I BAMBINI”, 20 ottobre, via Ronchi 17, Milano


ricordiamo l’appuntamento che la Fondazione “aiutare i bambini” ha organizzato per il 20 ottobre.

In dieci anni di attività la nostra organizzazione ha potuto sostenere l’avvio di 40 servizi per la prima infanzia sul territorio italiano.

Il seminario vuole avviare un momento di confronto sulle diverse tematiche che in questi anni abbiamo condiviso con molte realtà del terzo settore ed in particolare la gestione economica, la ricaduta sul territorio del servizio.

Di seguito la bozza del programma che prevede l’intervento di diversi relatori, con esperienze di gestione dei servizi per la prima infanzia.

Per iscriversi è opportuno inviare una mail allo scrivente.

BOZZA DEL PROGRAMMA – SEMINARIO GLI ASILI NIDO DI “AIUTARE I BAMBINI”; sede del seminario via Ronchi 17, Milano

Ore 09.30 – Accoglienza e registrazione partecipanti

Ore 10.00 – Apertura dei lavori con introduzione al seminario

Presenta: Alessandro Volpi

Responsabile Progetti Italia, Fondazione “aiutare i bambini”

Ore 10.30 – “Un possibile percorso innovativo e concreto negli asili nido

Presentazione dei risultati della campagna “Un asilo nido per ogni bambino”

Presenta: Goffredo Modena

Presidente Fondazione “aiutare i bambini”

Ore 11.00 – TAVOLA ROTONDA

(previsti quattro interventi di 15 minuti)

1° intervento

“Il fare rete con il territorio: volontariato negli asili nido”

Presenta: dott.ssa Boffelli, coordinatrice asilo nido “Il Giardino”, Milano

2° intervento

“Il coinvolgimento degli educatori nella gestione dell’asilo”

Presentano: Mirko Novello e Orietta Paganini, responsabili servizi prima infanzia Associazione e Cooperativa Archè, Mantova

3° intervento

“Ruolo dell’Ente Pubblico nell’innovare i servizi per la prima infanzia”

Presenta: dott.ssa Madaffari,

Direzione Centrale Famiglia Scuola Politiche Sociali, Comune di Milano

4° intervento

“La pedagogia al servizio delle mamme: lo spazio gioco”

Presenta: Laura Bortolotti, Cooperativa Eureka, San Donato Milanese

Moderatore: Cristiano Gori, consulente per “il Sole 24 ore”, vice direttore “Prospettive sociali e sanitarie”

Ore 12.00 – Discussione e domande ai relatori

Ore 12.45 – Conclusioni finali

Ore 13.00 – Chiusura lavori

Alla fine del seminario sarà offerto un coffe break

Alessandro Volpi

Responsabile Progetti Italia

alessandro.volpi@aiutareibambini.it

Int. 02 36576351



Fondazione “aiutare i bambini” Onlus | Via Ronchi 17 – 20134 Milano | Tel 02 70.60.35.30  – Fax 02 70.60.52.44 | info@aiutareibambini.it | www.aiutareibambini.it


buongiorno,
sono (…)
studentessa dell’università (…)
lo scorso anno ho seguito il corso e fatto l’esame con lei ,Politiche
Sociali.

sono in tesi con la Professoressa (…) e volevo gentilmente chiederle se
ha del materiale da inviarmi o testi da consigliarmi per farmi un idea chiara
sulla nascita dell’asilo nido, origini e storia e le leggi dalla nascita ad
oggi!
grazie
grazie per l’attenzione
distinti saluti

RISPONDO

buongiorno a lei, dott.sa (…)

la rinvio al link dove tengo – come su uno scaffale – i risultati delle mie ricerche sul tema che è oggetto della sua tesi:

all’interno di questa lista troverà in particolare questo libro di grande valore conoscitivo  e competenza professionale e che tratta anche in prospettiva storica lo sviluppo degli asili nido (lì chiamati servizi all’infanzia):

la saluto con cordialità e auguro buon futuro

paolo ferrario

Le rette per l’asilo nido sono una spesa fissa nel bilancio di molte famiglie. Pubblici, privati, aziendali, in famiglia: quanti sono, quanto costano e come trovarli (anche in rete)


….

NORD – CENTRO – SUD In Italia ci sono 3.184 asili nido comunali distribuiti in 1.388 comuni, il 17% dei municipi. Il 59% delle strutture si trova nelle regioni settentrionali, il 27% al Centro, il 14% al Sud. In totale le famiglie hanno a disposizione 130.244 posti. La regione che ha di più nidi è la Lombardia (627 strutture pubbliche e circa 25mila posti disponibili), seguita da Emilia Romagna (538 nidi e 23.300 posti) e Toscana (399 nidi e poco più di 14mila posti). Ultima regione il Molise con sei asili e 272 posti disponibili.

COMPETENZE Nel nostro Paese gli asili nido sono stati istituiti dalla legge numero 1044 del 1971. In base a quanto previsto dalla legge dovevano essere 3800 nel 1976. Hanno competenza in materia i ministeri dell’Istruzione, del Welfare, delle Pari Opportunità, della Pubblica amministrazione e il dipartimento politiche per la famiglia presso la presidenza del Consiglio.

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SEMINARIO SUI SERVIZI PRIMA INFANZIA


Asili nido. Percorsi innovativi e modelli condivisi.

20 ottobre 2010, ore 9.30 – 13.00

presso Fondazione “aiutare i bambini”
Via Ronchi 17, Milano

Fondazione 'aiutare i bambini' - Seminario: Asili nido. Modelli condivisi e percorsi concreti

Obiettivo
Obiettivo del seminario e’ avviare un confronto con gli operatori di settore sul tema degli asili nido e dei servizi per la prima infanzia, in particolare in relazione a:
- presa in carico del servizio da parte dell’utente famiglia (costi, intervento per abbassare la retta)
- relazione con il territorio d’appartenenza del servizio
- strumenti e prassi per efficacia ed efficienza del servizio
- modelli innovativi

Destinatari
Il seminario si rivolge agli operatori dei servizi per la prima infanzia: educatori, coordinatori, volontari.
Il tipo di confronto che si vuole avviare e la condivisione di modelli gestionali e “buone esperienze” si pensa possano essere utili a chi lavora all’interno del servizio.

Per informazioni e iscrizioni contattare:
Alessandro Volpi, alessandro.volpi@aiutareibambini.it, Tel 02 70.60.35.30

Asili nido. Modelli e percorsi concreti. 20 ottobre 2010, ore 9.30 – 13.00 presso Fondazione “aiutare i bambini” Via Ronchi 17, Milano


SEMINARIO

Asili nido. Modelli e percorsi concreti.

20 ottobre 2010, ore 9.30 – 13.00

presso Fondazione “aiutare i bambini”
Via Ronchi 17, Milano

Obiettivo
Obiettivo del seminario e’ avviare un confronto con gli operatori di settore sul tema degli asili nido e dei servizi per la prima infanzia, in particolare in relazione a:
- presa in carico del servizio da parte dell’utente famiglia (costi, intervento per abbassare la retta)
- relazione con il territorio d’appartenenza del servizio
- strumenti e prassi per efficacia ed efficienza del servizio
- modelli innovativi

Destinatari
Il seminario si rivolge agli operatori dei servizi per la prima infanzia: educatori, coordinatori, volontari.
Il tipo di confronto che si vuole avviare e la condivisione di modelli gestionali e “buone esperienze” si pensa possano essere utili a chi lavora all’interno del servizio.

Per informazioni e iscrizioni contattare:
Alessandro Volpi, alessandro.volpi@aiutareibambini.it, Tel 02 70.60.35.30

Dato il numero limitato di posti e’ consigliabile iscriversi entro e non oltre l’8 ottobre.


Asili nido: solo il 12,7% dei bambini usufruisce di quelli pubblici. In Emilia Romagna il servizio copre l’80% dei comuni. Al Sud valori sotto il 10%. I dati Istat, da Avvisatore


 

L’offerta comunale di asili nido

Anno scolastico 2008/2009

L’Istat diffonde i principali risultati della rilevazione rapida relativa alla spesa e agli utenti dei servizi socio-educativi per la prima infanzia.

L’obiettivo è quello di fornire un quadro aggiornato e completo dell’offerta pubblica di asili nido e degli altri servizi socio-educativi

rivolti a popolazione di età compresa fra zero e due anni (fino al compimento dei 36 mesi).

A corredo dell’informazione offerta, sul sito http://www.istat.it sono pubblicate singole schede per regione e provincia autonoma con i

principali indicatori in serie storica a partire dal 2004.

Principali risultati

Nell’anno scolastico 2008/2009 risultano iscritti negli asili nido comunali o finanziati dai comuni 176.262 bambini tra zero e due anni di età, mentre la spesa impegnata a livello locale nel 2008, al netto delle quote pagate dalle famiglie, è di circa 1 miliardo e 118 milioni di euro.

Fra il 2004 e il 2008 il numero di utenti degli asili nido è aumentato di circa 30 mila unità, di cui 11 mila tra il 2007 e il 2008. Nei cinque anni osservati la spesa corrente per asili nido, al netto delle quote pagate dagli utenti, ha mostrato un incremento complessivo del 31,5%, a fronte di un incremento del numero di bambini iscritti del 20,6%.

La percentuale di comuni che offrono il servizio di asilo nido, sotto forma di strutture comunali o mediante trasferimenti pubblici a

sostegno delle famiglie che usufruiscono delle strutture private, ha fatto registrare un progressivo incremento, dal 33,7% del 2004 al 40,9% del 2008. Di conseguenza, i bambini tra zero e due anni che vivono in un comune che offre il servizio sono passati dal 67,4% al 73,6% (indice di copertura territoriale).

Sebbene gli sforzi compiuti per incrementare i servizi per la prima infanzia abbiano favorito un generale ampliamento dell’offerta pubblica, la quota di domanda soddisfatta è ancora molto limitata rispetto al potenziale bacino di utenza. In particolare, l’indicatore di presa in carico, calcolato come rapporto percentuale fra gli utenti iscritti agli asili nido e i bambini residenti fra zero e due anni, è passato dal 9,0% nel 2004 al 10,4% nel 2008.

All’offerta tradizionale di asili nido si affiancano i servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia, che comprendono i micro nidi e i nidi famiglia, ovvero servizi organizzati in contesto familiare, con il contributo dei comuni e degli enti sovra comunali. Nel 2008/2009 il 2,3% dei bambini tra zero e due anni ha usufruito di tale servizio, quota pressoché costante nel quinquennio.

Complessivamente, dunque, è pari al 12,7% la quota di bambini che si sono avvalsi di un servizio socio educativo pubblico (asili nido e servizi integrativi) e ammonta al 78,4% la copertura territoriale in termini di bambini residenti in un comune coperto dal servizio.

 

 

2004

2005

2006

2007

2008

Bambini iscritti

146.152

150.110

159.909

165.214

176.262

Totale spesa sostenuta dai comuni

850.630.482

899.818.467

953.466.505

1.019.619.481

1.118.351.350

Totale spesa impegnata (spesa pubblica e delle famiglie)

1.034.909.577

1.110.937.063

1.166.712.448

1.256.211.771

1.367.336.647

Percentuale di spesa pagata dalle famiglie

17,5

18,6

18,0

18,5

17,9

Spesa impegnata per tipo di ente gestore:

 

 

 

 

 

Comune

94,9

97,4

97,3

96,5

96,4

Distretto sociale

2,0

1,2

1,1

0,1

0,2

Comunità montana

0,2

0,2

0,2

0,3

0,2

Consorzio di comuni

0,1

0,1

0,2

0,1

0,1

ASL

0,3

0,0

0,0

0,1

0,2

Ambito sociale

0,1

0,3

0,2

1,7

1,7

Unione di comuni

0,3

0,3

0,6

0,9

1,0

Altro ente associativo

2,2

0,5

0,4

0,4

0,4

Totale

100

100

100

100

100

 

Prospetto 2 – Indicatori dei servizi socio-educativi per la prima infanzia. Anni 2004-2008

 

2004

2005

2006

2007

2008

Asili nido

 

 

 

 

 

Percentuale di comuni coperti dal servizio

33,7

36,1

37,6

38,3

40,9

Indice di copertura territoriale del servizio (per 100 residenti di 0-2 anni)

67,4

69,8

70,9

72,3

73,6

Indicatore di presa in carico degli utenti (per 100 residenti di 0-2 anni)

9,0

9,1

9,6

9,9

10,4

Servizi integrativi

 

 

 

 

 

Percentuale di comuni coperti dal servizio

13,2

15,3

16,3

23,0

23,7

Indice di copertura territoriale del servizio (per 100 residenti di 0-2 anni)

26,6

31,9

33,5

39,4

40,8

Indicatore di presa in carico degli utenti (per 100 residenti di 0-2 anni)

2,4

2,1

2,1

2,2

2,3

Totale servizi per l’infanzia

 

 

 

 

 

Percentuale di comuni coperti dal servizio

39,2

42,8

44,0

49,3

51,7

Indice di copertura territoriale del servizio (per 100 residenti di 0-2 anni)

70,4

72,2

73,4

77,9

78,4

Indicatore di presa in carico degli utenti (per 100 residenti di 0-2 anni)

11,4

11,2

11,7

12,0

12,7

 

Dal punto di vista dell’assetto organizzativo, l’offerta di asili nido è gestita quasi interamente daisingoli comuni, mentre la gestione in forma associata fra comuni limitrofi riguarda solo il 3,6% della spesa impegnata complessivamente. Fra le forme associative che concorrono all’erogazione dei servizi sul territorio vi sono gli Ambiti e i Distretti sociali, le Unioni di comuni, le Comunità montane, le ASL, i Consorzi di comuni e altre forme associative, con modelli organizzativi variabili a livello regionale.

In Friuli-Venezia Giulia e in Puglia si registrano quote maggiori di comuni che si avvalgono di forme associative: in entrambi i casi si riscontra un coinvolgimento crescente degli Ambiti sociali, a partire dal 2007 (Tavole 3.7 e 3.17 in allegato). Nel 2008 le quote di spesa per asili nido gestite a livello di Ambito raggiungono circa il 40% in Friuli-Venezia Giulia e quasi il 32% in Puglia, partendo da valori inferiori all’1% nel 2006. In Valle D’Aosta circa il 25% della spesa per asili nido afferisce alle Comunità montane, con un andamento costante nei cinque anni considerati (Tavola 3.2 in allegato).

 

Gli asili nido: indicatori territoriali

Il quadro dell’offerta pubblica di servizi socio-educativi per l’infanzia è la risultante di situazioni regionali molto diverse fra loro. Infatti, l’analisi degli indicatori evidenzia differenze territoriali ancora notevolissime (Tavole 1.1 e 1.3 in allegato). Con riferimento all’offerta di asili nido, misurata in termini di bambini che beneficiano di strutture comunali o di integrazioni alle rette da parte dei comuni, la Figura 1 ne rappresenta l’andamento a livello di ripartizione geografica.

Il Nord-est ha mantenuto livelli superiori di questo indicatore rispetto al resto d’Italia, con un incremento continuo dell’offerta comunale in tutte le regioni, che porta l’indicatore di presa in carico al 15,2% nell’anno scolastico 2008/2009. L’Emilia-Romagna conserva il primato per la diffusione degli asili nido, in termini sia di numerosità degli utenti (pari al 24,0% dei bambini tra zero e due anni), sia di percentuale di comuni in cui è presente il servizio (81,8% dei comuni, in cui risiede il

96,8% della popolazione target).

Anche al Centro si è registrato un aumento considerevole dell’offerta, che ha portato l’indicatore di presa in carico al 14,0% nell’anno scolastico 2008/2009. In termini di bambini iscritti su 100 residenti fra zero e due anni, i comuni del Centro superano la media del Nord-ovest (12,9%) nell’arco di cinque anni. L’aumento è dovuto prevalentemente all’Umbria e al Lazio: nel primo caso la crescita si concentra soprattutto nell’ultimo anno, principalmente a causa del potenziamento dei contributi

erogati dai comuni per l’abbattimento delle rette, che porta la regione a uno dei più alti indicatori di presa in carico (18,6%); il Lazio mostra, invece, un incremento graduale, dall’8,5% del 2004 all’11,8% del 2008.

Permangono decisamente inferiori alla media nazionale i parametri riscontrati per le regioni del Sud e per le Isole, anche se si leggono alcuni segnali di miglioramento: la Basilicata, l’Abruzzo e il Molise registrano variazioni positive di oltre un punto percentuale per i bambini iscritti in rapporto ai residenti. La Puglia, pur mantenendo numerosità contenute in termini di utenti, ha incrementato il numero di comuni in cui è presente il servizio. Rimangono invece su livelli particolarmente ridotti gli

indicatori di presa in carico della Campania (1,7%) e della Calabria (2,3%).

 

La situazione delle regioni italiane con riferimento agli asili nido, per l’anno scolastico 2008/2009.

Dal punto di vista della presenza di un’offerta pubblica sul territorio, solo l’Emilia-Romagna supera l’80% di comuni coperti dal servizio, ma diverse regioni settentrionalihanno percentuali comprese fra il 60% e l’80% (Valle D’Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Toscana). La Lombardia, l’Umbria, le Marche e la Provincia di Trento hanno percentuali comprese fra il 40% e il 60%, mentre a un livello più basso di copertura (fra il 20% e il 40%) troviamo il Piemonte, la Liguria, il Lazio, l’Abruzzo, la Puglia, la Basilicata e la Sicilia. Nella fascia compresa fra il 10% e il 20% di comuni che offrono il servizio troviamo la Campania, la Calabria e la Sardegna, mentre solo in Molise la percentuale è inferiore al 10%.

Con riferimento all’indicatore di presa in carico dei bambini in asilo nido, l’Emilia-Romagna insieme alla Valle D’Aosta si trova nella classe più alta (oltre il 20%). Nella categoria precedente (15%-20%) vi sono la provincia autonoma di Trento, la Toscana e l’Umbria; il Piemonte, la Lombardia, il Friuli- Venezia Giulia, la Liguria, le Marche e il Lazio si collocano tra il 10% e il 15%; la provincia autonoma di Bolzano, l’Abruzzo, la Basilicata, la Sicilia e la Sardegna hanno tassi compresi fra 5% e 10%, mentre le restanti regioni del Mezzogiorno registrano valori al di sotto del 5%.

 

La spesa per asili nido e le modalità di erogazione dei servizi

Nel 2008 la spesa corrente per asili nido sostenuta dai comuni, singolarmente o in forma associata, ammonta a circa 1 miliardo e 118 milioni di euro. Anche i cittadini contribuiscono al finanziamento del servizio, sostenendo una parte dei costi: il contributo delle famiglie, sotto forma di rette versate ai comuni, ammonta a 244 milioni di euro. Si rilevano inoltre circa 4 milioni di euro erogati dal Servizio Sanitario Nazionale come compartecipazione alla spesa, per un totale di circa 1 miliardo e 367 milioni di spesa impegnata a livello locale (Tavola 1 in allegato).

Rispetto all’anno precedente (Tavola 2 in allegato), a fronte di un aumento del 6,7% del numero complessivo di bambini iscritti, la spesa effettivamente sostenuta dai comuni è aumentata del 9,7%, quella a carico delle famiglie sotto forma di rette pagate ai comuni del 5%. La percentuale di compartecipazione degli utenti sul totale della spesa impegnata è passata dal 18,5% nel 2007 al 17,9% nel 2008, con valori fortemente variabili da regione a regione.

Il rapporto fra la spesa sostenuta nell’arco di un anno e il numero degli utenti al 31 dicembre dello stesso anno fornisce un’indicazione dei costi sostenuti dagli enti pubblici e dalle famiglie per questo tipo di servizio1. In media, per ciascun utente, nel 2008 si è registrata una spesa di 6.345 euro a carico dei comuni e di 1.387 euro da parte delle famiglie, per un totale di 7.732 euro impegnati per bambino (Tavola 1 in allegato).

La spesa per asili nido comprende anche i contributi e le integrazioni alle rette pagati dai comuni per gli utenti di asili nido privati, convenzionati o sovvenzionati dal settore pubblico. In questo caso la spesa media per utente è decisamente inferiore rispetto ai costi di funzionamento delle strutture comunali. Occorre quindi considerare distintamente le due modalità di erogazione del servizio: da un lato gli asili nido comunali2, dall’altro le rette e i contributi versati dai comuni a favore di utenti presso strutture private, in base alle politiche regionali di contenimento delle tariffe. Nel primo caso si rilevano circa 151 mila bambini iscritti, con una spesa pro-capite di 7.037 euro da parte dei comuni e un contributo medio da parte delle famiglie di 1.578 euro, per un totale di 8.615 euro pro-capite di spesa impegnata (Tavola 1.4 in allegato). Nel secondo caso i contributi riguardano circa 25 mila bambini, per un importo medio di 2.185 euro3 (Tavola 1.5 in allegato).

 

La spesa per i servizi integrativi

Per quanto riguarda i servizi integrativi per la prima infanzia, la spesa corrente sostenuta dai comuni e dalle loro forme associative, con riferimento al 2008, ammonta a circa 51 milioni di euro.

La spesa media per utente a carico dei comuni è stata di 1.316 euro e il contributo medio da parte delle famiglie di 220 euro per bambino, per un totale di 1.537 euro di spesa impegnata per utente (Tavola 1.2 in allegato). I servizi integrativi non sono particolarmente diffusi sul territorio nazionale, ma rappresentano una realtà significativa in alcuni contesti, quali la Provincia autonoma di Bolzano e la regione Valle d’Aosta, dove si trovano i livelli più alti di utilizzo di queste strutture.

I comuni che hanno attivato servizi integrativi decrescono drasticamente passando dal Nord-est (29,8%) alle Isole (6,6%) e la percentuale di bambini che risultano accolti varia dal 3,4% del Nord-est allo 0,8% delle Isole (Tavola 1.3 in allegato).

 

I servizi socio-educativi per la prima infanzia: un quadro di sintesi

I dati riferiti all’insieme dei servizi per la prima infanzia (asili nido e servizi integrativi) forniscono una percentuale di presa in carico degli utenti pari al 12,7% a livello nazionale. Tale indicatore, utilizzato ai fini del monitoraggio dei risultati raggiunti con il “Piano straordinario di intervento” avviato nel 2007, evidenzia un primo segnale di miglioramento rispetto all’anno base di riferimento: nel periodo compreso fra il 2004 e il 2008, infatti, si è registrato un aumento complessivo di 1,3 punti

percentuali. Del resto, per poter apprezzare un ampliamento significativo della rete dei servizi occorre aspettare i tempi tecnici di realizzazione e attivazione delle strutture, che non consentono ancora di valutare statisticamente l’impatto reale delle misure adottate.

L’aspetto che emerge con maggiore evidenza è rappresentato dalle differenze territoriali ancora molto ampie, in termini sia di spesa sia di offerta e di utilizzo dei servizi esistenti, mettendo in luce ancora una volta il ritardo che caratterizza il Mezzogiorno e, in particolare, le regioni del Sud.

Nonostante deboli segnali di miglioramento, permangono forti disparità nelle opportunità di accesso a un servizio pubblico o convenzionato per la prima infanzia, a seconda della regione di residenza; la figura 4 evidenzia le differenze a livello regionale nel rapporto fra bambini che frequentano i servizi socio-educativi per la prima infanzia e i residenti di età fra zero e due anni: passando dalle regioni più in basso nella graduatoria alle regioni più in alto, l’indicatore di presa in carico aumenta di 10 volte, con valori che passano dal 2,7% e 2,8% rispettivamente in Calabria e in Campania, al 28,4% e 28,1% in Valle D’Aosta ed Emilia-Romagna.

Se da un lato appare lontano il raggiungimento dell’obiettivo di Lisbona del 33% entro il 2010, occorre notare che i dati raccolti con l’indagine sono riferiti ai soli utenti delle strutture comunali o delle strutture private convenzionate o sovvenzionate dal settore pubblico, mentre sono esclusi dalla rilevazione gli utenti del privato tout-court, che dovrebbero invece concorrere all’obiettivo indicato dal Consiglio europeo del 2000. A tale riguardo l’indagine “Aspetti della vita quotidiana” svolta

dall’Istat con riferimento al 2008, rileva che il 15,3% del totale dei bambini da zero a due anni frequenta un asilo nido (sia pubblico che privato). Per effetto della natura campionaria del dato, considerata anche l’esigua numerosità del fenomeno, la stima prodotta può variare da un minimo di 12,8% a un massimo di 17,8%.

Fonte: Istat

Avvisatore

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Redditometro: Controlli sui redditi per mense e asili – Il Sole 24 ORE


Se la famiglia non paga, il figlio digiuna. Un aut aut estremo, imposto da alcuni comuni ai genitori morosi che non saldano il conto con le rette di mense scolastiche, asili, scuolabus e altri servizi messi a disposizione dei cittadini. L’ultimo in ordine di tempo è stato il comune di Padova, che ha deciso che a partire dal 1° settembre 2010 non saranno ammessi alle mense scolastiche i bambini le cui famiglie non abbiano estinto il debito con l’amministrazione. Ma c’è chi alle minacce preferisce la riscossione forzata: a Torino, per esempio, per il 15% di famiglie non in regola, scatta l’invio di un’ingiunzione e poi (se necessario) l’emissione di ruolo coattivo affidato a Equitalia.
Ad Ancona, invece, i mancati pagamenti sono pari al 4,6 per cento. Per gli asili, il comune invia ai genitori in debito una lettera-ultimatum: 20 giorni di tempo per pagare la retta o il figlio sarà espulso. Per gli altri servizi, invece, si procede all’iscrizione a ruolo. «La morosità è una caratteristica comune a tutte le fasce sociali e non solo a coloro che presentano l’Isee, il documento che misura la situazione economica familiare», spiegano dal comune di Perugia, dove il fenomeno è in via d’estinzione per gli asili nido (0,01%) e più elevato le mense (6%).
Accanto ai furbetti che non pagano, comunque, ci sono anche quelli che dichiarano il falso per ottenere una tariffa più bassa. Tanto che un numero crescente di comuni si sta attrezzando per attuare controlli speciali. A Torino, ad esempio, un’équipe di quattro funzionari incrocia i dati provenienti da diverse banche dati (anagrafe comunale, Siatel-Banca dati dell’anagrafe tributaria, catasto e conservatoria nazionale e Inps).
In molte città, poi, l’amministrazione ha coinvolto la Guardia di finanza. A Bari il protocollo d’intesa è stato siglato nel 2007. A Perugia, invece, la convenzione con la Gdf è ancora in preparazione, mentre a Napoli ci si affida al sistema fai-da-te: «Vengono effettuati dei controlli a campione – spiegano da palazzo San Giacomo –, ma per alcune misure è stato necessario anche incrociare i dati del pubblico registro automobilistico e della Camera di commercio».
I risultati dei controlli variano molto (si veda l’articolo a fianco). Quel che è certo, comunque, è che le false dichiarazioni si distribuiscono tra diverse fasce di reddito, così come i mancati pagamenti: da Bologna a Potenza, da Milano a Torino, dove – solo per citare un esempio – il 26% delle notifiche per morosità riguarda le famiglie con tariffa minima e il 39% quelle con tariffa massima. Un fenomeno che ha spiegazioni sociologiche profonde, ma che certamente dipende anche dalla crisi economica.
Gli effetti della recessione, d’altra parte, li si legge anche negli Isee. Secondo l’Inps, nel 2009 sono state presentate 6,87 milioni di dichiarazioni, il 17% in più del 2008. Segno che il “riccometro” è sempre più usato dagli enti locali e dalle famiglie che chiedono sconti o esenzioni. Ma il dato veramente interessante è il reddito medio, passato dai 12mila euro del 2008 ad appena 10.035 euro per famiglia. Con un calo che è stato ancora più forte al Sud: nelle regioni meridionali, da cui proviene quasi il 60% degli Isee, non si arriva a 8.300 euro.
Altro problema legato alla crisi è la scarsa attualità degli Isee: l’autocertificazione, infatti, va redatta sulla base dell’ultima dichiarazione dei redditi e vale 12 mesi. Ad esempio, per i nidi, alcuni comuni prevedono che la domanda sia fatta entro il 30 giugno con l’Isee relativo ai redditi del 2009, mentre altri si limitano a chiedere un Isee valido (quindi anche elaborato sui redditi del 2008).
Ecco perché molti enti locali hanno introdotto dei correttivi per consentire alle famiglie di far valere il peggioramento delle condizioni occupazionali. A Torino, ad esempio, si può chiedere il ricalcolo dell’Isee in base alle nuove condizioni di reddito e di lavoro. Mentre in altre realtà, come Sant’Arcangelo di Romagna, il bando dell’anno scorso che assegnava un contributo alle famiglie in difficoltà prendeva a riferimento l’Isee calcolato sui redditi 2008, ma lo “correggeva”: riduzione di reddito del 100% in caso di disoccupazione senza indennità; del 60% per la disoccupazione ordinaria; del 40% per la mobilità; del 25% per la Cig parziale. Piccole mosse, ma fondamentali, per salvaguardare l’attualità dell’indicatore.

Sindaci a caccia dei furbi di mense e asili – Il Sole 24 ORE

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La retta mensile dell’asilo nido può trasformarsi per molte famiglie in un vero e proprio secondo mutuo. E’ quanto emerge dalla Seconda relazione sociale della Provincia di Milano – assessorato alle Politiche sociali – che sarà presentata ufficialmente lunedì 24 maggio, a partire dalle 9,30, allo Spazio Oberdan di viale Vittorio Veneto, 2, in occasione del convegno “Crescere a Milano


L’ASILO NIDO E’ UN SECONDO MUTUO:
IN PROVINCIA DI MILANO POSSONO SPENDERE ANCHE 760 EURO AL MESE

 

 

Milano, 19 maggio 2010. La retta mensile dell’asilo nido può trasformarsi per molte famiglie in un vero e proprio secondo mutuo.

 

E’ quanto emerge dalla Seconda relazione sociale della Provincia di Milano – assessorato alle Politiche sociali – che sarà presentata ufficialmente lunedì 24 maggio, a partire dalle 9,30, allo Spazio Oberdan di viale Vittorio Veneto, 2, in occasione del convegno “Crescere a Milano

Seconda Relazione Sociale della Provincia di Milano”.

 

Secondo i dati raccolti dalla Provincia le rette mensili per mandare un figlio al nido possono sfondare anche il tetto  dei 760 euro (a Cernusco sul Naviglio per redditi Isee superiori a 45mila euro).

Va decisamente meglio ai cittadini di Legnano che possono anche pagare rette da 30 euro.

In generale nei Comuni dell’Asl Milano città le tariffe mensile sono in media di 447 euro, nella Asl Milano 1 sono di 414 euro, nella Asl Milano 2 di 541 euro.

 

Nel 2008 sono 1500 famiglie di Milano e Provincia hanno goduto di buon asilo o voucher.

 

In Lombardia si conta un nido comunale nel 54,7% dei Comuni. In generale la sola Provincia di Milano, tra pubblico e privato, dispone di 26.000 posti. I nidi pubblici coprono l’11 per cento della domanda potenziale. A Milano città il 60 per cento dei posti disponibili è offerto da privati.

 

Grave, in alcuni casi, la situazione delle liste d’attesa (data dalla percentuale dei bambini in lista d’attesa sul totale dei posti autorizzati per asili nido, micro-nidi e nidi-famiglia): 67,1% a Cinisello, 33,1% a Sesto, 24,5% a Garbagnate, 17,6% aMagenta. Caso eccezionale Abbiategrasso: 108 posti disponibili, 0 bambini in lista d’attesa.  A Milano città la lista d’attesa tocca il 13,6%, al di sotto della media provinciale che si attesta al 18,2%.

 

Quanti ai cosidetti  nidi-famiglia i posti disponibili in provincia di Milano sono 546.  1740 posti dono infine offerti dai servizi integrativi, con frequenza non intensiva di poche ore la settimana.

 

“L’attenzione della Provincia su questo versante è massima e un monitoraggio costante ci consente di meglio orientare la nostra azione – spiega Massimo Pagani, assessore alle Politiche sociali della Provincia di Milano – Di recente il nostro settore ha finanziato 86 strutture con uno stanziamento di 17 milioni di euro. Guardiamo con interesse anche a nuove esperienze che consentano soprattutto alle madri la conciliazione dei tempi e la massima possibilità di scelta. A breve la Provincia metterà a disposizione dei fondi per sostenere lo sviluppo di cooperative di Tagesmutter, vere e proprie opportunità di lavoro per le cosidette “mamme di giorno””.

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Lettere: politiche dei servizi per l’infanzia (asili nido, micro nidi) nella Regione Lombardia


Gentile prof. Ferrario,

sono …  che questa mattina le ha chiesto informazioni sull’individuazione delle fonti più appropriate per la preparazione al concorso del …  sugli asili nido.

I temi sui quali ho necessità di procurarmi materiale sono:

1) LA GESTIONE SOCIALE;

2) IL RAPPORTO NIDO-TERRITORIO;

3) CONTENUTI E FINALITA’ DEL NIDO D’INFANZIA E DI ALTRI SERVIZI EDUCATIVI PER L’INFANZIA ALLA LUCE DEL QUADRO LEGISLATIVO ATTUALE E DEI SERVIZI INTERGRATIVI OFFERTI DAL COMUNE DI MILANO;

4) L’ESPERIENZA EDUCATIVA DEL NIDO D’INFANZIA IN ITALIA IN UN QUADRO DI RIFERIMENTI TEORICI, SOCIALI E POLITICI IN CAMBIAMENTO;

5) CENNI GENERALI SUGLI ORGANI DI GOVERNO DEL COMUNE; L’ORGANIZZAZIONE DELL’ENTE.

La ringrazio infinitamente per la sua preziosa disponibilità.

Un caro saluto,

Gentile dott.sa …

come le dicevo ci sono buone fonti informative per gli argomenti che intende studiare:
- per il punto 1,2,4 il libro Mattesini Mara, I servizi dell’infanzia. Costi, forme di gestione, innovazione, percorsi di crescita, Maggioli editore, 2008, p. 248 (che è in bibliografia per il nostro corso)  è davvero ottimo. Dia una occhiata all’indice qui sopra e vedrà . In questo modo può studiare lo stesso testo sia per il suo avviso, sia per l’esame
- per il punto 5 la via più breve è leggere e schedare : Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali . In particolare gli articoli: 1-17; 22-23; 36-38; 46-50; 88-95; 107-110. Per la parte sui servizi sociali va bene anche il cap. 4 del mio libro
- per il punto 3 vada a questo Link: http://polser.wordpress.com/2010/04/13/comune-di-milano-nidi-dinfanzia/ . Qui ci sono fonti dirette del Comune di Milano. Spero che le aggiornino, tuttavia ci sono anche materiali recenti. E comunque è più che sufficiente per una buona informazione sul sistema milanese.
le auguro “in bocca al lupo”
e buoni studi
cordiali saluti
Paolo Ferrario
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COMUNE DI MILANO, link alle informazioni sui NIDI D’INFANZIA


COMUNE DI MILANO – Ho bisogno di

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Comune di Milano, Nidi e micronidi



Nidi e micronidi

I Nidi d’Infanzia, a cui appartengono anche i Micronidi, accolgono i bambini dai 3 ai 12 mesi (lattanti) e dai 12 ai 36 mesi (medio grandi). 
Le “Sezioni Primavera”  accolgono i bambini dai 24 ai 36 mesi e sono una sperimentazione volta a valorizzare un percorso di continuità tra Nido e Scuola dell’Infanzia.

 I Nidi possono essere a:
• gestione diretta, quando il Comune mette a disposizione strutture e personale propri;
• gestione servizi accreditati, quando il Comune si avvale, per la gestione dei servizi erogati in strutture proprie, di gestori esterni specializzati e selezionati tramite bando pubblico;
• gestione convenzionata, quando il Comune si avvale di strutture private nelle quali una quota di posti nido sia riservata ai bambini, provenienti dalle graduatorie comunali, e i relativi rapporti siano disciplinati da convenzione.

 

OPEN DAY

Ai fini di dare l’opportunità a tutte le famiglie interessate di visitare i Nidi d’Infanzia della città, si comunica che in data 14 e 15 aprile 2010 i servizi saranno aperti dalle 16,30 alle 18,30 per l’open day. Le famiglie potranno visitare i nidi comunali, i nidi comunali accreditati e i nidi privati accreditati.

 

 

 

Per informazioni:
Settore Servizi all’Infanzia
Servizio Supporto Tecnico-pedagogico

Tel. 0288462624
Orari: 9.00/12.00 – 14.00/16.00


 


Allegati


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