Ospedali psichiatrici giudiziari. Pubblicato in Gazzetta il decreto per il superamento


Ospedali psichiatrici giudiziari. Pubblicato in Gazzetta il decreto per il superamento

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del ministero della Salute  contenente il riparto di finanziamento tra le Regioni dei fondi per il definitivo superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari previsto dall’articolo 3-ter comma 6 del decreto-legge 211/2011.
Il decreto predeve uno stanziamento di 173 milioni e 800 mila euro. Il riparto dei fondi è decisivo nel percorso che porterà alla chiusura degli Opg e alla nascita delle nuove strutture residenziali che li sostituiranno. Il  decreto lo scorso 6 dicembre aveva acquisito l’intesa della Conferenza Unificata. Ora le regioni, entro sessanta giorni, dovranno presentare uno specifico programma di utilizzo delle risorse e dovranno prevedere anche “una valutazione sulla dimensione e composizione delle risorse umane, e delle specifiche competenze necessarie alla piena funzionalità dei servizi sanitari operativi dopo l’intervento”.
Scarica il testo del decreto sul sito Quotidiano Sanità 

Gianfranco Giudice Un manicomio di confine Storia del San Martino di Como intr. di V. A. Sironi, fotografie di G. Angri, 2009


Un manicomio di confine
Un manicomio di confine
Storia del San Martino di Como
intr. di V. A. Sironi, fotografie di G. Angri
con ill.
Edizione: 2009
Collana: Storia della medicina e della sanità
ISBN: 9788842090458
Argomenti: Medicina e sanità: storia e saggi
  • Pagine: 316
  • Prezzo: 24,00 Euro
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In breve

Una storia particolare assume il valore di un modello più generale per capire la grande storia delle istituzioni psichiatriche. È quella del San Martino di Como, un manicomio di confine: un confine geografico (quello della frontiera con la vicina Svizzera) con le storie biografiche dei tanti emigrati ‘disadattati’ da una esistenza lavorativa e umana che assomigliava più a una non-vita che a una vita; un confine territoriale (quello tra la città, il suo territorio e l’istituzione) che ha segnato – anche qui come altrove – l’emarginazione urbanistica dei ‘folli’ dal contesto cittadino; un confine nosografico (quello dei disturbi mentali) che ha determinato, sul piano dell’evoluzione storica della tassonomia psichiatrica, classificazioni legate più a categorie morali che sanitarie; un confine ideologico (quello tra medicina e metafisica) che ha scandito la nascita della psichiatria

da   Editori Laterza :: Un manicomio di confine.

Servizi psichiatrici: residenzialità leggera a Brescia, Bresciaoggi.it – Home – Cronaca


La «residenzialità leggera» nel territorio di provenienza per le persone afflitte da una malattia psichiatrica, integrazione di assistenza e cura, ponte tra una degenza acuta e il ritorno a casa, è stata al centro dell’annuale conferenza per la salute mentale nella sala di rappresentanza dell’Asl in viale Duca degli Abruzzi. Nell’incontro si è fatto il punto su quanto fatto e quanto da fare, sui risultati positivi e le criticità di un’esperienza relativamente recente che punta sulla riabilitazione e il reinserimento nel contesto sociale e lavorativo

Bresciaoggi.it – Home – Cronaca.

L’Associazione NEP (‘Nessuno E’ Perfetto’) è stata fondata nel 2005 a Como da un gruppo di utenti ed operatori del Dipartimento di Salute Mentale, Como


Nèp

L’Associazione NEP (‘Nessuno E’ Perfetto’) è stata fondata nel 2005 a Como da un gruppo di utenti ed operatori del Dipartimento di Salute Mentale.
L’idea di base, a partire dalla comune esperienza vissuta, è la promozione della salute mentale – nel quadro di una visione positiva nella vita – sottolineando le possibilità di guarigione e – in ogni caso – di miglioramento anche nelle crisi apparentemente più difficili, utilizzando con fiducia le possibilità di trattamento basate sulle evidenze scientifiche oggi disponibili. Si intende anche affermare il valore dell’esperienza di chi ha sofferto e soffre per un disturbo mentale per tutti gli esseri umani, malati o sani che siano.
Non c’è, infatti, una via psichiatrica alla prevenzione delle malattie ed al superamento della sofferenza. C’è, piuttosto, la consapevolezza della possibilità di percorsi utili per tutti gli esseri umani per migliorare la qualità della esistenza.

 

Mission

La “mission” dell’associazione NEP è promuovere la cultura e la pratica di uno stile di lavoro in psichiatria fondato – non più sul tradizionale rapporto medico/paziente – ma su decisioni condivise rispetto a come conseguire obiettivi personali sia intermedi che a lungo termine, in uno spirito di partnership collaborativa. In modo corrispondente, a livello sociale,si vogliono promuovere attività che migliorino la salute e portino maggiore serenità per tutti i cittadini, a partire da coloro che soffrono per disturbi mentali. Nessuno apprezza la pace come chi ha vissuto la guerra. Per questo l’Associazione intende affermare la continuità tra percorsi individuali di superamento delle crisi psicologiche e psicopatologiche e la promozione della salute nella Comunità.
La visione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) e le ‘Città del Sorriso’ in Italia.
Negli ultimi anni, si è costituita in Italia, a partire da Trento,una Rete di “Città del Sorriso”, cui ha aderito nel 2005 anche la città di Como. La Rete si ispira – tra l’altro- alle posizioni della Organizzazione Mondiale della Sanità.”La salute vive e cresce nelle piccole cose di tutti i giorni. A scuola, sul lavoro, in famiglia, nel gioco, nell’amore. La salute si crea avendo cura di sé stessi e degli altri, sapendo controllare e decidere dei propri comportamenti, facendo in modo che la comunità in cui viviamo favorisca la conquista della salute per tutti” (Carta di Ottawa, 1986).
Sempre l’Organizzazione della Sanità ci dice che uno dei “determinanti” di salute mentale, cioè dei fattori su cui possiamo incidere per migliorare il nostro star bene con noi stessi e con gli altri, è proprio dato dal miglioramento della qualità dei rapporti interpersonali.

 

Obbiettivi

  1. Migliorare la qualità della comunicazione nelle famiglie e nella società;
  2. Migliorare la capacità di formare e mantenere amicizie e buone relazioni sociali;
  3. Migliorare la capacità delle persone di darsi e perseguire obiettivi;
  4. Migliorare le capacità di gestire le situazioni di stress;
  5. Migliorare le capacità di riconoscere e gestire le emozioni;
  6. Diffondere le informazioni sui danni derivanti dall’uso di alcool e droghe;
  7. Aumentare l’informazione sui disturbi mentali e divulgare le conoscenze scientifiche per migliorare la qualità delle cure ed ottimizzare i trattamenti a tutti i livelli;
  8. Promuovere il punto di vista degli utenti anche favorendo il loro coinvolgimento nelle problematiche gestionali e nella pianificazione dei Servizi di Salute Mentale;
  9. Promuovere la cultura e la pratica di una Psichiatria Integrata che sia in grado di fornire ai soggetti in crisi un sostegno amichevole attento a rendere effettivi i diritti di cittadinanza;
  10. Collaborare a livello locale, nazionale ed internazionale con le associazioni che si occupano della Salute Mentale sia a livello degli individui che a livello della Comunità.

Sede

La sede dell’Associazione è: Via Vittorio Emanuele, 112 COMO

E-Mail : redazione@associazionenep.it

Nep – Nessuno è perfetto.

Intervista a Giovanni Carlo Zapparoli


G. C. Zapparoli è noto soprattutto per la grande esperienza nel campo della cura delle psicosi. Il suo approccio epistemologico allo studio delle patologie gravi è volto a integrare diverse forme di sapere e di modelli teorici e dà luogo ad una tecnica che prevede alcune variazioni rispetto al metodo psicoanalitico classico.

D.: Professore, può esporre, sinteticamente, il suo concetto di psicosi e di intervento terapeutico per la psicosi ?

R.: In varie pubblicazioni, che sono iniziate nel ’67 con La psicoanalisi del delirio, ho cominciato a esporre i risultati della mia esperienza clinica relativa alla psicosi. Gli aspetti fondamentali che fin dall’inizio ho esplorato e approfondito, riguardano il significato del panico psicotico e i tentativi di auto terapia che lo psicotico attua con la principale finalità di poter negare i propri bisogni, sentiti come limite inaccettabile in quanto creano uno stato di dipendenza, fonte di un’angoscia disorganizzante, non solo dal bisogno ma anche dall’oggetto di bisogno.

D.: Che lei definì: il bisogno di non aver bisogni?

R.: Esattamente, e alla negazione dei bisogni sono rivolti i suoi tentativi di auto cura. Tre sono a mio parere le manifestazioni principali di questi tentativi. Il delirio di fine del mondo, modalità di auto cura rispetto al panico che gli deriva dalla percezione del limite, in particolare del limite estremo, quello della morte. Proietta quindi il senso della propria distruzione all’esterno e il pericolo della distruzione del mondo rende motivato e comprensibile il suo panico. Il delirio di negazione è rivolto sia al bisogno che all’oggetto di bisogno, quindi anche alle cure e a coloro che gliele somministrano. Le fantasie di rinascita esprimono la convinzione onnipotente di poter superare il panico di fronte al limite e ai bisogni attraverso una rinascita, in una realtà illusionale, priva delle costrizioni della realtà esistente, sia la propria che quella esterna.

tutta l’intervista qui: Intervista a Giovanni Carlo Zapparoli.

Il Centro di psicologia clinica di Giancarlo Zapparoli e la saggezza clinica, di Maria Clotidle Gislon e Giuseppe De Luca, Dialogos Edizioni


La storia professionale di Giovanni Carlo Zapparoli, del suo Laboratorio di Psicologia e del Centro di psicologia clinica di Milano è raccolta nel libro «Il Centro di psicologia clinica di Giancarlo Zapparoli e la saggezza clinica», di Maria Clotidle Gislon e Giuseppe De Luca, Dialogos Edizioni.

Il volume dedicato a Zapparoli – Corriere.it.

Zapparoli

spettacolo teatrale “La cooperativa”, Nell’ambito delle iniziative correlate al Progetto “Lavoro & Psiche”, Teatro sociale di Como, 10 maggio 2012


Nell’ambito delle iniziative correlate al  Progetto “Lavoro & Psiche”, finanziato dalla Fondazione Cariplo e attivo sul  territorio della provincia di  Como dal giugno 2009, ci sarà lo spettacolo teatrale

“La cooperativa”

che si terrà il 10 maggio 2012 alle ore 20.30 presso il Teatro Sociale di Como.

La trasposizione teatrale, liberamente tratta dal film “Si può fare” è presentata  dalla Compagnia Barfi & Friends di Tirano, con la regia di  Fulvio Schiani.

La commedia in 2 atti si addentra con delicatezza e rispetto nel tema scomodo del disagio mentale, lanciando un messaggio forte contro lo stigma e la discriminazione ancora presenti nell’opinione pubblica.

La serata si propone di diffondere un nuovo approccio di promozione della salute mentale volto all’inserimento lavorativo di persone con disturbi psichiatrici.

In allegato il coupon per la conferma della partecipazione da trasmettere al seguente indirizzo mail  – pinto@asl.como.it -  oppure via fax 031370228  entro il 07 maggio p.v.

Linee guida per l‘attivazione di sperimentazioni nell’ambito delle politiche di welfare | presentazione della DGR IX/3239 del 4 aprile 2012 – in LombardiaSociale


DGR IX/3239 del 4 aprile 2012 – Linee guida per l‘attivazione di sperimentazioni nell’ambito delle politiche di welfare.

vai a: Delibera sulle sperimentazioni nell’ambito delle politiche di welfare | LombardiaSociale.

Matti in libertà. L’inganno della “Legge Basaglia” – Presentazione del libro di Maria Antonietta Farina Coscioni, Editori Internazionali Riuniti | RadioRadicale.it


 

 

L’esclusione: una questione di spazi. recensione di STORIA DELLA FOLLIA NELL’ETÀ CLASSICA di Michel Foucault , di Livio Santoro, in quaderni d’altri tempi 35


LETTURE / STORIA DELLA FOLLIA NELL’ETÀ CLASSICA


di Michel Foucault / Rizzoli, Milano, 2011 / pp. 832, € 12,90


L’esclusione: una questione di spazi

di Livio Santoro

vai a: quaderni d’altri tempi 35.

SERVIZI DI SALUTE MENTALE. Le politiche legislative statali e della Regione Lombardia, a cura di Paolo Ferrario, 25 Novembre 2011, Università di Milano – Bicocca Laurea in Servizio Sociale Politiche legislative e servizi sociali


SERVIZI DI SALUTE MENTALE. Le politiche legislative statali e della Regione Lombardia, a cura di Paolo Ferrario, 25 Novembre 2011
 Mappa cognitiva: i fattori della domanda psichiatrica
 due schemi utili ad esaminare gli sviluppi delle politiche psichiatriche
 il ruolo determinante dello psichiatra Franco Basaglia. Le biografie e le politiche
 periodizzazione delle politiche legislative statali per la salute mentale
 Erving Goffman, il concetto di “istituzione totale”
 

 le leggi del primo novecento: consolidamento delle istituzioni manicomiali attraverso i ricoveri coatti la legislazione della fine anni sessanta: ospedali psichiatrici specializzati e servizi territoriali

 la legge simbolo “180/1978”: le procedure per i trattamenti sanitari obbligatori. Matrice delle regole e diagramma di procedura

 le politiche psichiatriche della Regione Lombardia: periodizzazione

  Mappa delle unità di OFFERTA: Area rialilitativa, area assistenziale, area sociale

 Dati sul sistema regionale dei servizi psichiatrici
 i successivi PIANI SOCIOSANITARI
 la situazione istituzionale degli OSPEDALI PSICHIATRICI GIUDIZIARI

da: Università di Milano – Bicocca Laurea in Servizio Sociale Politiche legislative e servizi sociali.

SERVIZI DI SALUTE MENTALE Le politiche legislative statali e della Regione Lombardia a cura di Paolo Ferrario 7° incontro: 25 Novembre 2011, in formato slide show | AULE VIRTUALI connesse al sito Segnalo.it


La conclusione del lavoro della Commissione del Senato per il superamento dell’OPG | di Giovanna Del Giudice in www.stopopg.it


….

In sintesi l’Accordo individua interventi integrativi come supporto alla dimissione dagli Opg degli internati che hanno concluso la misura di sicurezza, di quelli in osservazione o trasferiti dagli istituti penitenziari per una definitiva, se pur tardiva, conclusione della fase “uno” dell’allegato C. A tal fine entro il 30 giugno 2012 in ogni Regione o Provincia autonoma, in almeno uno degli istituti penitenziari deve essere istituita, attraverso i Dipartimenti di salute mentale, una sezione specifica per la tutela della salute mentale delle persone detenute onde contrastare e rendere non necessario l’invio di detenuti che manifestano problemi psichici in Opg, nonché per permettere nella garanzia della cura il ritorno dall’Opg di quelli già inviati dal carcere. Si impegnano inoltre i Dipartimenti di salute mentale a promuovere azioni integrate con i servizi sanitari e sociali territoriali per la presa in carico sanitaria e l’inserimento delle persone dimesse nei territori di appartenenza. Viene definito infine, per le persone per le quali l’internamento ha fatto perdere la residenza, la competenza del Dipartimento di salute mentale del territorio presso il quale avevano “l’ultima residenza o l’abituale dimora” prima del ricovero, così come già avvenuto durante la “dismissione” degli ospedali psichiatrici civili, contro gli abbandoni e le omissioni di responsabilità nella presa in carico da parte dei servizi.
Con tale atto si conclude un lavoro di grande significato e valore che la Commissione, all’interno della verifica sullo stato dei servizi della salute mentale nel paese, ha dedicato all’Opg

l’intero articolo qui: La conclusione del lavoro della Commissione del Senato per il superamento dell’OPG | www.stopopg.it

Del Giudice Commissione OPG

 

Presentazione del libro C’era una volta la città dei matti


La copertina del libro e i due dvdRoma, 7 dicembre 2011. Il libro ripercorre la lavorazione del film tv C’era una volta la città dei matti, trasmesso nel 2010 da RAI UNO con un grande, e per certi versi sorprendente, successo di ascolti. Una appassionata narrazione delle storie individuali di pazienti, amministratori, operatori, un grande racconto collettivo che vede sulla scena più di cento personaggi. A partire dalla difficile e impensabile apertura delle porte del manicomio di Gorizia e di Trieste, viene narrata l’origine di un cambiamento epocale nel modo stesso di intendere la salute mentale che ancora oggi provoca e fa discutere.

Mercoledì, 7 dicembre 2011 – ore 19.00
Più libri Più liberi
Fiera della piccola e media editoria
EUR Palazzo dei Congressi – Roma

Presentazione del volume :
E. Bucaccio, K. Colja, A. Sermoneta, M. Turco
C’era una volta la città dei matti
Un film di Marco Turco – dal soggetto alla sceneggiatura
con DVD del film TV originale prodotto da RAI Fiction
Edizione e note a cura di Barbara Grubissa

con
Marco Turco, regista e coautore del volume
Fabrizio Gifuni, attore e coautore del libro
Peppe Dell’Acqua, direttore del dipartimento di salute mentale di Trieste e direttore di collana

Durante la presentazione verranno presentate anche alcune scene del film.

Descrizione del libro
E’ in uscita per l’editore Alpha Beta Verlag, nella collana 180 archivio critico della salute mentale, il libro con il trattamento, la sceneggiatura e il dvd del film con sottotitoli in inglese. Con interventi degli autori e degli attori e foto di scena. Il libro su uno dei più grandi successi TV del 2010. Tutti i retroscena, dall’idea alla sua realizzazione: soggetto, trattamento e sceneggiatura e infine, allegato in DVD, il film. 
Un’appassionata narrazione delle storie individuali di pazienti, amministratori, operatori, un grande racconto collettivo che vede sulla scena più di cento personaggi. A partire dalla difficile e impensabile apertura delle porte del manicomio di Gorizia e di Trieste, viene narrata l’origine di un cambiamento epocale nel modo stesso di intendere la salute mentale che ancora oggi provoca e fa discutere.
Vengono pubblicati integralmente il Trattamento e la Sceneggiatura, corredati da note che danno informazioni sui principali eventi che hanno portato alla realizzazione della Legge 180, sugli scritti originali di Franco Basaglia e dei suoi collaboratori, sulle circostanze storiche e politiche che hanno fatto da sfondo al processo di deistituzionalizzazione.

Il libro è arricchito dalle note di regia di Marco Turco e dalle originali considerazioni degli sceneggiatori sull’approccio ad un tema difficile e controverso e sulla modalità di scrittura dei testi.
Fabrizio Gifuni racconta come è entrato nel personaggio di Franco Basaglia e come si è avvicinato alla realtà storica che ha portato alla chiusura del manicomio.
Vittoria Puccini racconta come si è calata nel personaggio di Margherita, una giovane rinchiusa prima nel manicomio di Gorizia poi in quello di Trieste, negli anni in cui arriva Basaglia 

Fonte: http://www.alphabeta.it

da Presentazione del libro C’era una volta la città dei matti.

C’era una volta la città dei matti: il libro, da forumsalutementale.it


C’era una volta la città dei matti: il libro

fictionE’ in uscita per l’editore Alpha Beta Verlag, nella collana 180 archivio critico della salute mentale, il libro con il trattamento, la sceneggiatura e il dvd del film con sottotitoli in inglese. Con interventi degli autori e degli attori con bellissime foto di scena. Insomma tutto su questa straordinaria storia.

Il libro sarà presentato a Roma alla fiera della piccola editoria il 7 dicembreprossimo.

Il libro su uno dei più grandi successi TV del 2010. Tutti i retroscena, dall’idea alla sua realizzazione: soggetto, trattamento e sceneggiatura e infine, allegato in DVD, il film.

Un’appassionata narrazione delle storie individuali di pazienti, amministratori, operatori, un grande racconto collettivo che vede sulla scena più di cento personaggi. A partire dalla difficile e impensabile apertura delle porte del manicomio di Gorizia e di Trieste, viene narrata l’origine di un cambiamento epocale nel modo stesso di intendere la salute mentale che ancora oggi provoca e fa discutere.

Vengono pubblicati integralmente il Trattamento e la Sceneggiatura, corredati da note che danno informazioni sui principali eventi che hanno portato alla realizzazione della Legge 180, sugli scritti originali di Franco Basaglia e dei suoi collaboratori, sulle circostanze storiche e politiche che hanno fatto da sfondo al processo di deistituzionalizzazione.

Il libro è arricchito dalle note di regia di Marco Turco e dalle originali considerazioni degli sceneggiatori sull’approccio ad un tema difficile e controverso e sulla modalità di scrittura dei testi.

Fabrizio Gifuni racconta come è entrato nel personaggio di Franco Basaglia e come si è avvicinato alla realtà storica che ha portato alla chiusura del manicomio.

Vittoria Puccini racconta come si è calata nel personaggio di Margherita, una giovane rinchiusa prima nel manicomio di Gorizia poi in quello di Trieste, negli anni in cui arriva Basaglia.

Elena Bucaccio, Katja Colja, Alessandro Sermoneta, Marco Turco

C’era una volta la città dei matti

Un film di Marco Turco – dal soggetto alla sceneggiatura

a cura di Con interventi di Fabrizio Gifuni e Vittoria Puccini

Edizione e note a cura di Barbara Grubissa

Lo sceneggiato originale Rai Fiction allegato in due DVD

Dicembre 2011, Euro 29,00; pp. 400 ca., ill.

ISBN 978-88-7223-168-5

su licenza esclusiva Rai Trade, Radiotelevisione Italiana S.p.A.

Edizioni Alpha Beta Verlag

39012 Merano (BZ), P.zza della Rena, 2 – Tel. 0473 210650 / Fax 0473 211595

http://www.alphabeta.it – E-mail: books@alphabeta.it

C’era una volta la città dei matti: il libro « forumsalutementale.it.

La cultura dei servizi di salute mentale in Italia. Dai malati psichiatrici alla nuova utenza: l’evoluzione della domanda di aiuto e delle dinamiche di rapporto, di Renzo Carli , Rosa Maria Paniccia


La cultura dei servizi di salute mentale in Italia. Dai malati psichiatrici alla nuova utenza: l’evoluzione della domanda di aiuto e delle dinamiche di rapporto
Autori e curatori
Collana
Livello
Testi per psicologi clinici, psicoterapeuti
Dati
pp. 272,      1a edizione  2011, allegati: allegato on-line   (Cod.1250.182)
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 34,00
Disponibilità: Buona

Clicca qui per acquistare

Codice ISBN: 9788856840834
In breve
Il volume presenta una lettura della storia, della cultura e delle modalità d’intervento entro i servizi di salute mentale del nostro paese. L’analisi delle vicende, che hanno profondamente cambiato l’assistenza psichiatrica nel nostro paese, è condotta da psicologi clinici e in una prospettiva psicosociale.
Presentazione del volume

Il lavoro presenta una lettura della storia, della cultura e delle modalità d’intervento entro i servizi di salute mentale del nostro paese.
Il passaggio dall’ospedale psichiatrico alla legge 180, alla fine degli anni ’70; la storia della 180 e l’analisi del contesto culturale entro il quale la legge ha preso forma e attuazione; la 180, quale risultato di un movimento di contestazione della vecchia psichiatria; la carenza di progettualità nell’attuazione della psichiatria territoriale prevista dalla legge: l’analisi di queste vicende, che hanno profondamente cambiato l’assistenza psichiatrica nel nostro Paese, è condotta da psicologi clinici in una prospettiva psicosociale.
Dopo l’analisi storica dei recenti cambiamenti della psichiatria (dall’ospedale al territorio) si propone, nella seconda parte del volume, un viaggio entro la cultura che attraversa i servizi di salute mentale, affrontandone i numerosi problemi nell’ambito della relazione: la relazione con i pazienti e i familiari, ma anche la relazione con la gerarchia e tra operatori. Relazione che concerne sia la vecchia utenza, fatta di pazienti psichiatrici gravi, sia la nuova utenza che, sempre più numerosa, si rivolge ai servizi di salute mentale per poter trattare i propri problemi di convivenza.
Nella terza parte viene proposta, in una prospettiva psicologica, l’analisi delle dinamiche di rapporto con i malati psichiatrici e con la nuova utenza. Per quest’ultima si approfondisce l’analisi della domanda quale modalità di confronto sui problemi posti, alternativa all’approccio diagnostico.

Nell’area Biblioteca Multimediale di questo sito, è scaricabile il testo della legge 180 nelle due versioni (sia quella del 13 maggio 1978, sia quella recepita dalla legge n. 833 del 23 dicembre 1978) e il Decreto del Presidente della Repubblica del 1° novembre 1999 inerente la tutela della salute mentale.

Renzo Carli , già professore ordinario di Psicologia Clinica alla Sapienza, Università di Roma, è psicoanalista, direttore della Rivista di Psicologia Clinica on line (www.rivistadipsicologiaclinica.it) e direttore della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica dello Studio di Psicosociologia (SPS) di Roma.
Maria Rosa Paniccia , professore associato di Psicologia Clinica alla Sapienza, Università di Roma, psicoterapista, fa parte del comitato di direzione della Rivista di Psicologia Clinica on line e del comitato di direzione della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica dello Studio di Psicosociologia (SPS) di Roma.

Indice

Introduzione
(Una molteplicità di differenze; L’evoluzione del rapporto domanda-offerta; Tre modi di affrontare la propria realtà emozionale; Due modalità di intervento: diagnosi o analisi della relazione di domanda)
Parte I. La storia di una riforma
L’epoca della riforma
(Premessa; Un inquadramento storico; Riforme e cultura; Organizzazione e dinamica inconscia; L’ospedale psichiatrico; L’organizzazione psichiatrica quale dimensione categoriale; Problemi nell’attuazione della 180)
La cultura italiana dagli anni Novanta del secolo scorso ad oggi
(Una profonda trasformazione culturale; La destra al potere e il nuovo cambiamento; La cultura dell’oggi e le sue profonde trasformazioni sul piano simbolico; La perdita dei confini tra verità e falsità; La salute mentale oggi. Cresce l’intolleranza per la diversità, vacillano i confini tra normalità e malattia mentale)
Parte II. Struttura e cultura dei servizi
Sanità e servizi di salute mentale
(La riforma sanitaria in Italia; La struttura dei servizi di salute mentale in Italia; Il funzionamento dei servizi di salute mentale)
La cultura locale
(La collusione. Un modello psicologico clinico che legge le relazioni sociali; La cultura locale della sanità)
Una metodologia di rilevazione della cultura locale
(Premessa; Misurare le dinamiche collusive; Il questionario ISO; L’interazione tra valutatori e oggetto della valutazione; Incontro di parole dense: la riduzione della polisemia; Dalle domande ai modelli; L’interpretazione dei dati; Un metodo esplorativo
La cultura locale dei CSM italiani
(I risultati; Una sintesi della cultura locale nei CSM italiani; Conclusioni; La cultura locale degli SPDC del Lazio. Un confronto con i CSM; Le culture locali dei CSM e degli SPDC. Un inquadramento storico)
Parte III. La relazione
La relazione come intervento
(Modelli di relazione entro i servizi di salute mentale; L’intervento entro le relazioni all’interno dei servizi di salute mentale: i pazienti psichiatrici; L’intervento entro le relazioni all’interno dei servizi di salute mentale: la nuova utenza)
Conclusioni
Postfazione. Alcune riflessioni sulla salute mentale dedicate agli psicologi e agli studenti di psicologia
Glossario e abbreviazioni

A Lecco un convegno sulla residenzialità leggera, 10 novembre | Il portale della Riabilitazione Psichiatrica


Giovedì 10 novembre , per l’intera giornata, l’Ospedale di Lecco ospiterà un convegno che riunirà i Dipartimenti diSalute Mentale della Lombardia : all’ordine del giorno il confronto su una esperienza cresciuta e consolidatasi negli ultimi sei anni ovvero una nuova forma di intervento chiamato “Residenzialità leggera” dedicato a soggetti con disagio psichico grave.
“I programmi di residenzialità leggera – spiega Fulgenzio Rossi , del DSM di Lecco – si attuano all’interno di una rete di abitazioni collocate nel contesto sociale naturale. Accolgono quei soggetti che, dopo un percorso riabilitativo, hanno recuperato una buona competenza relazionale e un grado di autonomia tali da consentire un recupero sociale, abitativo e lavorativo”.
Nella provincia di Lecco sono attualmente 30 le persone che usufruiscono di questi programmi : trovanoaccoglienza presso appartamenti diffusi sul territorio, nei comuni di Calolziocorte, Lecco, Olginate, Cernusco Lombardone, Casatenovo, Cesana.
Su questo fronte forte è la collaborazione fra Azienda Ospedaliera, ASL , associazionismo , Comuni.
“Ogni appartamento – continua lo psichiatra – è autogestito dai pazienti con il sostegno di una équipe dioperatori formata da educatoriinfermieripsicologi e assistenti sociali che garantiscono una costante presenza e supervisione sul buon andamento della convivenza e favoriscono l’integrazione con il contesto sociale del luogo di residenza”.
“Gli esiti dell’esperienza in atto – aggiunge Rossi – sono incoraggianti rispetto alla possibilità concreta di offrire un pieno recupero a quei soggetti che fino a pochi anni orsono avrebbero avuto come destino o l’inserimento a vita in strutture residenziali psichiatriche o una gravosa permanenza in famiglia”.
Nel corso del convegno saranno affrontati tutti gli aspetti più significativi e le criticità emerse durante l’attuazione di questi programmi , “con particolare attenzione alla capacità di attivare, sviluppare e mantenere sinergie tra i vari attori chiamati a favorirne la realizzazione: istituzioni, privato sociale, associazioni e contesto di prossimità sociale”.

Tratto interamente da: Merate On Line

da A Lecco un convegno sulla residenzialità leggera | Il portale della Riabilitazione Psichiatrica.

Valeria P. Babini, Liberi tutti Manicomi e psichiatri in Italia: una storia del Novecento


V.P. BABINI

Liberi tutti

Manicomi e psichiatri in Italia: una storia del Novecento

Collana “Storica paperbacks”

pp. 384, DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE
978-88-15-14950-3
anno di pubblicazione 2011

in libreria dal 22/09/2011

Copertina 14950


Premio in psicologia e psichiatria “Sante de Sanctis”.

“Un libro destinato a rimanere come un punto di riferimento per gli studi ma anche capace di coinvolgere il lettore” (Giuseppe Berta)

Il 21 aprile 1980 chiude il manicomio di Trieste. Per la prima volta un ospedale psichiatrico viene dichiarato soppresso. La legge 180, approvata due anni prima, ha aperto una nuova epoca nella cura delle malattie mentali. E’ il punto d’arrivo di un percorso che, dagli inizi del Novecento, ha interessato l’intera società italiana. Riportando le voci di chi ne fu testimone e attore – medici, giornalisti, fotografi, scrittori, registi, ma anche ex degenti e cittadini – il libro racconta momenti e personaggi di una straordinaria vicenda che, con il nome di Basaglia, farà il giro del mondo. Nel rievocare i traumi da trincea della Grande guerra, l’invenzione italiana dell’elettroshock, la “follia” di Violet Gibson (attentatrice di Mussolini), la scoperta degli psicofarmaci, i primi reportage sui manicomi come lager, la rivoluzione psichiatrica, l’approdo alla 180, questa ricostruzione, appassionante e documentata, mostra come la questione psichiatrica abbia rappresentato un momento centrale della storia d’Italia nel suo cammino verso la democrazia.

Valeria P. Babini insegna Storia della psicologia nel Dipartimento di Filosofia dell’Università di Bologna. Con il Mulino ha pubblicato “Tra sapere e potere” (con M. Cotti, F. Minuz, A. Tagliavini, 1982), “La vita come invenzione” (1990) e “Il caso Murri” (2004).

Volumi – V.P. BABINI, Liberi tutti.

1° Congresso Nazionale “PSICHIATRIA E CULTURA NELL’ITALIA MULTIETNICA” 28 e 29 OTTOBRE 2011


In seguito allo stimolante pensiero di alcuni studiosi come Ernesto De Martino e psichiatri come Michele Risso, di cui commemoriamo il trentesimo anniversario della scomparsa, che hanno messo in evidenza il peso della cultura nell’esperienza soggettiva della malattia e nella costruzione del significato sociale dei percorsi di cura, negli ultimi 30 anni si sono sviluppate diverse correnti di pensiero che hanno dato origine a interessanti iniziative di ricerca e trattamento su tutto il territorio nazionale. Diversi sono gli approcci sviluppatisi, e obiettivo di questo convegno è mettere in contatto tali realtà e costruire uno spazio di dialogo e di sviluppo sinergico, approfondendo inoltre l’analisi delle modalità con cui esse possono impattare in maniera stabile sulla pratica psichiatrica. Ciò nell’ottica di costituire una massa critica di pensiero utile a promuovere una sempre più ampia diffusione dei modelli clinici transculturali italiani all’intero paese e in ambito internazionale, e di consentire l’ingresso della clinica transculturale a tutti gli effetti nelle politiche sanitarie in salute mentale.

PROGRAMMA

28 ottobre mattina: Psichiatria e cultura nella storia e nel mondo

Ore 8.30-9.00       Registrazione

9.00-9.30   Interventi delle Autorità e saluto del Presidente

9.30-10.00           Virginia De Micco, Caserta: “Michele Risso e l’attualità del suo pensiero”

La cultura delle classi subalterne italiane emigrate in Svizzera e i loro deliri di sortilegio. (Testo: Sortilegio e delirio di M.Risso e W. Böker, traduzione di V. De Micco, a cura di V. Lanternari, V. De Micco, G. Cardamone. Liguori, Napoli, 1992.)

10.00-10.30        Goffredo Bartocci, WACP: “Storia e nuove frontiere della psichiatria culturale: il panorama internazionale.”

Fondamenti del pensiero su psichiatria e cultura negli studi internazionali L’emergenza delle neuroscienze a supporto dell’embodiment dell’esperienza culturale. (Testo: (a cura di), edizione italiana di W.S. Tseng (2002), Handbook of Cultural Psychiatry, CIC. Ed. Internazionali, Roma 2003).

10.30-11.00  Rosalba Terranova-Cecchini, Fondazione Cecchini Pace- Istituto Transculturale per la Salute: “Storia italiana

della clinica della migrazione: focus sull’Io culturale.”

Lo sviluppo del tema psichiatria e cultura nella clinica dell’immigrazione in Italia: lavoro dell’Io culturale per l’adjustement transculturale. (Testo: P. Inghilleri, R. Terranova-Cecchini, Avanzamenti in psicologia transculturale, Franco Angeli, Milano, 1991).

Coffee Break e Sessione Poster

11.30-12.00 Mariella Pandolfi, Univ.di Montreal: “Dalla sofferenza alla compassione: il labirinto umanitario.”

Biopolitica, biopotere, l’ordine terapeutico e la “nuda vita” degli “Enfermès dehors”: gli immigrati. (Testo: M. Pandolfi,

V. Crapanzano, Passions politiques. Anthropologie et Sociètès, Spec. Iss. 32,3,2008)

12.00-12.30 Alfredo Ancora, ASL Roma B: “L’atto di cura culturalmente sensibile: la formazione degli operatori.”. Sdoganando il nostro pensiero di ricercatori e di terapeuti della multiculturalità; gli insegnamenti dell’altrove degli Altri (Testo: I costruttori di trappole del vento, Franco Angeli, Milano, 2006)

12.30-13.30             Dibattito

Nella pausa pranzo rimarrà aperta la Sessione Poster

28 ottobre pomeriggio Workshop: teoria, ricerca e dispositivi terapeutici

1. Teorie e formazione

2. Modelli e tecniche
di ricerca

3. Percorsi di cura e
clinica nei servizi

4. Servizio pubblico e
rete del privato sociale

CHAIRMAN C. Zaiontz, N. Martini

F. de Cordova, A. Iossa

E. Riva, M. Aliverti

E. Re, M. Fontana

14.30-16.00 C. Zaiont, Studio VenostaM. Da Prato, CeRISC onlus

D. Bruno, Univ. Pavia
Interventi dal pubblico

  1. F.   de Cordova, Univ. Verona

D. Berardi, I. Tarricone, Univ. Bologna

G.Hassan, Osp. Fatebenefratelli, Roma

Interventi dal pubblico

E. Riva, Univ. MilanoV. Infante, WACP

F. Casadei, Ce.R.I.S.C.

Interventi dal pubblico

N. Salvi, Osp. Fatebenefratelli, RomaA. Gaddini, ASP Reg. Lazio, E. Re, WAPR Italia

A. Lo Russo, Dip. Dipendenze, Az. Ulss 12, Venezia

Interventi dal pubblico

16.00-16.30

Break e Sessione Poster

16.30-18.00 E. Caroppo, Dip.Psichiatria, Az. Asl Rm B, Roma

F.De Marco, DSM Az. ULSS Fr/3, Frosinone

N. Martini, AIPsiT

Interventi dal pubblico

S. Carta, Univ., Cagliari A. Tabanelli, Univ., PaviaInterventi dal pubblico S. Zorzetto, Azienda USL 4 PratoC. Pagani Dip

Psichiatria, Osp.

Maggiore Niguarda, Milano

Interventi dal pubblico

A. Costantino, S.C. Neuropsich. Inf., Osp. Maggiore Policlinico, Milano, A. Bassetti, Fondaz. L’Aliante.Marta Castiglioni, Cooperativa Kantara

A. Callari, Ass. Atos Interventi dal pubblico

29 ottobre sabato mattina: Modelli teorici per il presente e per il futuro

ore 9.00-9.30 Gian Giacomo Rovera, Univ. di Torino: “Il modello di rete e il soggetto transculturale.”

Culture e sottoculture: la complementarità individuo-gruppo-più gruppi-sottogruppi. Lo schema relazionale flessibile per curare per mezzo della cultura (Testo (a cura di): L’approccio transculturale in psichiatria. 1984 Atti del Convegno S.I.P.T., Torino).

9.30-10.00              Clara Gallini, EdM: “Il pensiero di Ernesto De Martino: strutturazione e dramma della presenza umana nel

mondo.”

L’antropologia delle genti subalterne, il rischio della presenza e le apocalissi culturali. L’essere al mondo garantito per ciascuno. (Testo ( a cura di): Ernesto de Martino, La fine del mondo Einaudi 2002, Torino)

10.00-10.30 Roberto Beneduce, Univ.di Torino: “La prospettiva antropologica nella pratica clinica e le premesse di un’etnopsichiatria critica”

L’incontro dell’Altro tra contraddizioni, ambivalenza, legami, memorie, appartenenze. I traumi storici, politici e quelli della vita nomade al centro della parola, del suo ascolto e delle pratiche di cura: verso la differenza riconosciuta. (Testo: Beneduce R., Pulman B., Roudinesco E. Etnopsicoanalisi Bollati Boringhieri, 2005, Torino)

10.30-11.00                Salvatore Inglese, Asl 7, Catanzaro, Giuseppe Cardamone, Usl 9, Grosseto: “La matrice spezzata: istanze

critiche della psicopatologia geoclinica”

L’etnopsichiatria… ha anche un altro compito da svolgere di cui cominciamo appena a prendere davvero coscienza: mettere a punto l’insegnamento e la pratica di una psicoterapia…fondata… sulla percezione corretta della cultura (Devereux G., L’ etnopsichiatria come quadro di riferimento nella ricerca e nella pratica clinica (1952) in: Etnopsichiatria Generale,pag. 113, Armando, Roma, 2007)

11.00-11.20                                                                                   Coffee Break

11.20-11.50       Maria E. Castiglioni, Fondazione Cecchini Pace, GTTT1, Milano: La prospettiva transculturale nella pratica

clinica

Dagli studiosi non occidentali quali I. Sow all’uomo “singolare-plurale” di Kaës, verso la clinica della disgiunzione conflittuale dei soggetti transculturali quali noi oggi siamo (Testo: Passaggi, n. 17 e n. 18, 2009).

11.50-12.20 V. Berlincioni, Pavia: “Forme di intervento clinico: specificità e universalità dei modelli.”

Lo studio dell’identità basato su movimenti interdisciplinari (tra i numerosi autori gli antropologi Fabietti e Remotti) è

un costrutto essenziale per l’atto di cura e un momento universalmente sensibile della psicoterapia.

12.20-12.50          Dibattito

12.50-13.20 Paolo Inghilleri, Univ. di Milano: “Questo Congresso e il futuro che ci attende.”

La psicologia culturale a supporto delle attuali dinamiche dell’Io: l’artefatto, i memi, il culturotipo nell’esperienza soggettiva, ovvero l’uomo singolare/plurale di Kaes. (Testo: (a cura di) Psicologia culturale, Raffaello Cortina, 2009, Milano)

13.20-13.30 Rosalba Terranova-Cecchini, Saluti del Presidente

Sessione Poster:

Durante tutta la giornata di venerdì 28 sarà aperta una sessione poster, in cui verranno esposti lavori inerenti servizi e/o progetti di clinica transculturale sviluppati sul territorio nazionale, sia in ambito pubblico sia nel privato sociale.

E’ possibile sottoporre il proprio lavoro inviando un abstract a: fondazione@fondazionececchinipace.it entro e non oltre il 1 settembre 2011. L’accettazione dei lavori verrà comunicata entro il 30 settembre. L’accettazione dei poster richiede l’avvenuta iscrizione di almeno uno degli autori entro tale data.

Il poster deve essere di formato cm 70-80 x 100-120. I poster devono essere affissi entro le ore 10,30 e ritirati alla fine della giornata di venerdì.

L’ABSTRACT deve contenere: titolo; autore/i; affiliazione/i; presentazione sintetica del lavoro (teorie di riferimento, osservazioni cliniche, e pensiero originale che ne scaturisce, tipo e numero partecipanti/pazienti, equipe di lavoro,luogo di applicazione, durata, esiti). Max 200 parole.

E’ stato richiesto l’accreditamento ECM per medici e psicologi
§§§§§

Tu lascerai ogni cosa diletta

Più caramente; e questo è quello strale Che l’arco dell’esilio pria saetta.

Tu proverai si come sa di sale

Lo pane altrui, e com’è duro calle

Lo scendere e il salir per l’altrui scale

Dante Alighieri, La Divina Commedia, Paradiso Canto 17°, terzine 55-58 edizione curata da Eugenio Camerini, Società Editrice Sonzogno, 1900, Milano

1

Il Comitato Scientifico

Alfredo Ancora, Coordinatore dell’Unità di Consulenza Familiare e Transculturale della Asl Roma B; professore a contratto di psichiatria transculturale presso l’Università degli Studi di Siena.

Vanna Berlincioni, Università di Pavia, docente di etnopsichiatria al corso di specializzazione in psichiatria; ricercatrice al Laboratorio di Psichiatria-Cultura- Ambiente.

Giuseppe Cardamone, Direttore dell’Unità Funzionale di Salute Mentale Adulti Azienda USL 9 Grosseto; professore a contratto di Psichiatria Transculturale presso l’Università degli Studi di Bergamo.

Paolo Inghilleri, Professore Ordinario di Psicologia Sociale, Direttore del Dipartimento di Geografia e Scienze Umane dell’Ambiente, la Facoltà di Lettere e Filosofia, Università degli Studi di Milano.

Edoardo Re, Fondazione Cecchini Pace, Milano. Segretario per l’Italia della World Association for Psychosocial Rehabilitation. Eleonora Riva, Dipartimento di Geografia e Scienze Umane dell’Ambiente, Università degli Studi di Milano; Fondazione Cecchini-Pace; Associazione Italiana di Psicoterapia Transculturale.

e il Presidente, Professoressa Rosalba Terranova-Cecchini

ringraziano per il Patrocinio: il Collegio dei Dottori della Biblioteca Ambrosiana, Silvio Garattini, Direttore dell’Istituto Mario Negri, Milano, il Direttore Generale dell’Ospedale Sacco, il Comune di Milano, i Rettori delle Università di Milano e Pavia, Nives Martini Presidente della Società Italiana di Psicoterapia Transculturale (SIPsiT), Loris Panzeri Presidente del Gruppo per le Relazioni Transculturali (GRT) ong, il Presidente della Società Italiana di Psicoterapia Medica, Edoardo Re, Segretario della World Association for Psychosocial Rehabilitation (WAPR)-Italia, Goffredo Bartocci, Presidente della World Association of Cultural Psychiatry (WACP) e Presidente della Sezione di Psichiatria Transculturale della Società Italiana di Psichiatria (S.I.P.)

Centro Congressi Fast, Piazzale Morandi 2, 20121 Milano

(da Piazza Cavour in via del Vecchio Politecnico), tel: 02.77790.304-305, fax: 02.782485

Mezzi pubbliciMetropolitana linea 1 (rossa), fermata Palestro

Metropolitana linea 3 (gialla), fermata Turati o Montenapoleone Bus 94 e 61 fermata Cavour

Tram 1 e 2 fermata Cavour

Raggiungibile da:

- Stazione Centrale (Km. 1) tram linea 1 (Greco-Castelli) da via Vitruvio.

- Stazione Cadorna (Km. 2) tram linea 1(Castelli-Greco) da Foro Bonaparte.

- Aereoporto Milano Linate (8 Km) linea ATM 73 e X/73

o linee autobus aereoportuali, fino alla Stazione Centrale.

- Aereoporto Milano Malpensa (49 Km) treno Malpensa Express fino alla Stazioni Cadorna o Centrale; diverse lineee autobus aereoportuali fino alla Stazioni Cadorna o Centrale

Segreteria di Presidenza: sig.ra Pinuccia Pala, fondazione@fondazionececchinipace.it (nei due giorni del Congresso: 340.8343447)

Segreteria Scientifica: Dott. Edoardo Re, Dott.ssa Eleonora Riva, Dott.ssa Simona Ponzini,

segreteriacorso@fondazionececchinipace.it

Informazioni in loco: al Banco Iscrizioni e Fondazione Cecchini Pace, al Banco AIPsiT e al Banco GRT

Librerie e editori presenti: Aleph, Azalai, Franco Angeli.

Fondazione Cecchini Pace

1° Congresso Nazionale

PSICHIATRIA E CULTURA NELL’ITALIA MULTIETNICA”
28 e 29 OTTOBRE 2011

SCHEDA DI ISCRIZIONE

da compilare e inviare a fondazione@fondazionececchinipace.it o via fax 02.58311389
scaricabile in formato word dal sito : www.fondazionececchinipace.it

Cognome …………………………………………………………………………………………………………….

Nome …………………………………………………………………………………………………………………

Data e luogo di nascita ………………………………………………………………………. (prov.) ………..

C.F ………………………………………………….. P. IVA………………………

Professione…………………………………………………………………………………………………………..

Indirizzo …………………………..

Città…………………………………………………………………………………… (prov.)………………………

CAP………………… Tel………………………………………. Cell. ………………………………………………

Fax   E-mail ………………

Indicare una sessione preferenziale (le sessioni verranno riempite in ordine di arrivo delle iscrizioni)

□      Teorie e formazione                                      □ Modelli e tecniche di ricerca

□      Percorsi di cura e clinica nei servizi              □ Servizio pubblico e rete del privato sociale

Quota di partecipazione: (barrare)

Entro il 10 settembre 2011                                             Dopo il 10 settembre 2011

□           € 150,00= medici                         □           € 200,00= medici

□           € 100,00= psicologi                             □          € 150,00= psicologi

□           € 70,00= altre professioni             □          € 100,00= altre professioni

□           € 30,00= studenti                        □        € 50,00= studenti

□           utenti e loro familiari (gratuito)              □         utenti e loro familiari (gratuito)

L’Ammissione avverrà fino ad esaurimento posti, verranno considerate solo le richieste di iscrizione complete di scheda e versamento della quota di iscrizione.

Versamento a mezzo:

□      conto corrente postale ccp. 30065205 intestato a Fondazione Cecchini Pace

□      bonifico bancario presso la Cariparma Crèdit Agricole, fil.339, via Molino delle Armi 23, 20123 Milano -IBAN IT21E0623009487000046269742

(si allega copia del pagamento effettuato)

Causale: Congresso nazionale del 28-29 ottobre 2011

Data………………………… Firma…………………………………………

ATTENZIONE

TUTELA DELLA PRIVACY D.lgs. 196/2003: tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento di dati personali. Le informazioni da Lei fornite verranno da noi registrate e custodite elettronicamente ed utilizzate al solo scopo di promuovere l’informazione e la raccolta fondi a favore delle attività della Fondazione. I dati che la riguardano verranno conservati con la massima riservatezza e non verranno divulgati senza il suo consenso. Lei può in ogni momento verificarli e chiederne la variazione, l’integrazione ed anche l’eventuale cancellazione, rivolgendosi alla Segreteria della Fondazione Cecchini Pace, via Molino delle Armi 19 – 20123 Milano.

1° Congresso nazionale “Psichiatria e Cultura nell’Italia multietnica”


programma del 1°Congresso Nazionale:

PSICHIATRIA E CULTURA NELL’ITALIA MULTIETNICA

Nel trentesimo anniversario dalla scomparsa di Michele Risso
 Centro Congressi FAST, Milano

28 e 29 ottobre 2011

Vengono convocati – per la prima volta a livello nazionale – gli operatori della salute mentale multiculturale, sia degli utenti immigrati che delle varie culture italiane, per evidenziare la linea di pensiero della pratica italiana in questo campo. L’obiettivo è il confronto, la riflessione, l’individuazione di un pensiero scientifico “forte” e condiviso.

Vi preghiamo di voler contribuire a diffondere  questa importante iniziativa,  un’opportunità di partecipazione per tutti gli operatori del settore, attraverso i vs. canali d’informazione.

Vi ringraziamo per l’attenzione, cordiali saluti,

 

               Prof.  Rosalba Terranova-Cecchini

 

 

___________________________

Prof. Rosalba Terranova-Cecchini
Premio Milano Donna 2009, Comune di Milano.

Libero Docente in Clinica delle Malattie Nervose e Mentali

Presidente della Fondazione Cecchini Pace

Direttore del Corso di Specializzazione in Psicoterapia transculturale

via Molino delle Armi 19 – 20123 Milano

Residenzialità leggera: Collocati all’interno del Centro Polifunzionale di Mazzano (Bs) edificato in sinergia con le cooperative Rondine ed Approdo, i 3 appartamenti godono della vicinanza al Centro Diurno


Collocati all’interno del Centro Polifunzionale di Mazzano (Bs) edificato in sinergia con le cooperative Rondine ed Approdo, i 3 appartamenti godono della vicinanza al Centro Diurno; attualmente sono in fase di completamento.


La motivazione:
stiamo in questo periodo assistendo a un forte orientamento, sia da parte dei legislatori che degli esperti di settore, a individuare come necessario completamento del percorso di filiera la creazione di strutture finalizzate all’accoglienza di persone che, a fine percorso, non dispongano di spazi abitativi personali adeguati al consolidamento dei risultati ottenuti. La dizione “residenzialità leggera”, a riprova di quanto appena affermato, viene specificatamente definita all’interno del DGR 17513 del 175\2004 “Piano Regionale Salute Mentale”, che affronta il bisogno della residenzialità e individua la necessità e centralità di questi servizi che vengono definiti di pertinenza dell’area sociale, svincolati dall’accreditamento sanitario (ma deve essere accreditato l’erogatore dei programmi), con caratteristiche sociali o socio-assistenziali, durata dei programmi sia temporanea che definitiva per una tipologia di utenza caratterizzata da stabilizzazione clinica ma situazioni precarie dal punto di vista relazionale, familiare e ambientale. Emerge, pertanto, l’urgenza di disporre di soluzioni idonee a realizzare questo ultimo anello della filiera, soluzioni delle quali, tuttavia, il territorio della nostra provincia, sulla scorta dell’indagine condotta dall’Asl di Brescia,risulta pressoché privo.

Gli obiettivi:
offrire uno spazio residenziale a persone con un discreto grado di autonomia, che, spesso provenienti da percorsi riabilitativi anche prolungati, necessitino di un contesto che dia l’opportunità di testare e mantenere i successi ottenuti (inserimento di breve-medio termine) o che abbiano bisogno di una soluzione residenziale per la vita (inserimento a lungo termine).

I destinatari:
utenti di ambo i sessi, tra i 21 e i 60 anni, con patologie psichiatriche non in fase acuta, e che possiedano una discreta autonomia nella gestione di sé e dell’ambiente in cui vivono o che, in alternativa, possiedano le risorse e la motivazione necessarie ad instaurare un percorso di accompagnamento graduale all’autonomia. L’inserimento negli appartamenti avverrà previa proposta del C.P.S. di riferimento

Dati tecnici:
Gli appartamenti possono ospitare al massimo 4 persone ciascuno, suddivise in due camere da due posti cadauna; ogni appartamento ha inoltre due bagni e una zona giorno con cucina e salotto. Gli appartamenti, di circa 40 mq, sono tutti su un unico piano e dotati di ingresso indipendente. La struttura è poi dotata di un ampio giardino comune fornito di gazebo e poltrone per l’esterno.
Il personale sarà di tipo educativo con una reperibilità medica ed infermieristica, garantite dalla condivisione del personale con la Comunità Protetta ad Alta Assistenza di Brescia. La presenza degli educatori sarà calibrata in modo variabile per tutti giorni della settimana per un numero di ore giornaliere da definire in base ai progetti personalizzati, con una particolare attenzione ai momenti salienti della giornata come la sveglia, la programmazione della giornata e i pasti.

da: Residenzialità leggera.

Residenzialità leggera


Residenzialità Leggera e Territorialità

1) Il contesto istituzionale 2) Gli operatori 3) Sostenibilita’ 4) Prospettive

La nostra ricerca è scaturita

  1. dalle linee di sviluppo indicate nel Piano Regionale di Salute Mentale 2002-2004 della Regione Lombardia, frutto di un lavoro d’équipe al quale hanno partecipato circa 100 esperti tra psichiatri, psicologi, rappresentanti delle associazioni delle famiglie dei malati mentali, delle associazioni di volontariato e del mondo del lavoro. Il Piano, consultabile da chiunque sul sito della regione, è un documento complesso che, oltre a fornire informazioni e dati utili, ha toccato numerosi snodi critici suscitando non poche polemiche. Noi vi faremo riferimento quasi esclusivamente in merito alla questione della residenzialità.
  2. dalle esigenze espresse durante i colloqui con i gestori e gli psicologi che hanno in carico i 60 posti letto privati accreditati in comunità a media e alta protezione presenti nella città di Milano

Questo scritto non ha l’intenzione di esaurire la questione “residenzialità leggera”, è stato piuttosto concepito come uno studio aperto ed uno spunto per altre ricerche e progetti. Qualsiasi critica, consiglio o integrazione è pertanto non solo bene accetta ma auspicata.

l’intero articolo/scheda è qui residenzialita’ leggera

ringrazio gli estensori: è una fonte molto accurata

Paolo Ferrario

La FENASCOP Federazione Nazionale delle Strutture Comunitarie Psico-Socio-Terapeutiche – è un’associazione che nasce nel’ 93 su iniziativa di operatori impegnati attivamente nel lavoro all’interno delle Comunità Terapeutiche


La FENASCOP (Federazione Nazionale delle Strutture Comunitarie Psico-Socio-Terapeutiche) è un’associazione che nasce nel’ 93 su iniziativa di operatori impegnati attivamente nel lavoro all’interno delle Comunità Terapeutiche.

Riunisce strutture residenziali e semiresidenziali, sia private che pubbliche, presenti su tutto il territorio nazionale. Essendo il mondo delle Comunità Terapeutiche, nel nostro Paese, assai composito e variegato con ampie differenze da regione a regione ma anche, talora, all’interno della stessa regione, la FENASCOP si è sempre proposta, come suo primo intento, quello di colmare questa relativa disomogeneità fornendo delle linee e dei percorsi comuni. Gli obiettivi della FENASCOP si articolano quindi su diversi piani:

  • Obiettivi culturali e formativi: promuovere la cultura della Comunità Terapeutica; sostenere ed attivare iniziative d’incontro e discussione, corsi di formazione,convegni, ricerca scientifica.

  • Obiettivi informativi: facilitare la circolazione dell’informazione tra i soci e non (a tal fine esiste un Bollettino cartaceo trimestrale); promuovere il libero scambio di idee ed informazioni tra regioni e luoghi di lavoro molto diversi tra loro.

  • Obiettivi “politici” e associativi: proporsi come interfaccia con le istituzioni, in quanto rappresentante di un settore in cui i pazienti soffrono di forte stigmatizzazione e in cui le professionalità rischiano, o hanno rischiato, di vedersi emarginate o ignorate. In correlazione con questo punto, ne conseguono anche Obiettivi sindacali e di contrattazione, al fine di ottenere sempre migliori regolamentazioni del settore.

L’utilizzo di Internet puo’ concorrere ad aiutare il raggiungimento di questi scopi, attraverso la sua piu’ propria specificità: la comunicazione.

Il progetto Internet-FENASCOP si propone di fornire ai soci tutte le informazioni in tempi rapidi e di snellire il flusso informativo sia tra i suoi soci sia tra quanti si occupano professionalmente della Psichiatria di Comunità, e si propone in particolare di aprire discussioni, interventi, commenti su tutto quanto concerne la residenzialità in psichiatria, di accogliere proposte e suggerimenti, di favorire la conoscenza e lo scambio in primo luogo tra tutti noi.

da: Benvenuto nel sito di Fenascop !.

Regione Lombardia: Politiche e settori della Giunta Regionale


Politiche e settori della Giunta Regionale

Ospedali Psichiatrici Giudiziari, da Cittadinanzattiva Informa numero 182


Ospedali Psichiatrici Giudiziari

Presentato in Commissione d’inchiesta sul Servizio Sanitario il video-choc sulle condizioni in cui vivono gli internati degli OPG. Leggi le dichiarazioni di Francesca Moccia e di Anna Gioia Trasacco, insegnante e attivista del Tribunale per i diritti del Malato di Aversa, che racconta cosa vuol dire vivere in OPG e avanza proposte. Le immagini scattate dalla Commissione