Istat: nelle strutture residenziali 400 mila anziani: 74 per cento non autosufficiente


 Istat: nelle strutture residenziali 400 mila anziani: 74 per cento non autosufficiente

In Italia i presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari attivi il 31 dicembre 2010 sono 12.808 e dispongono complessivamente di 424.705 posti  letto (7 ogni 1.000 persone residenti). Rispetto al 2009 non si riscontrano rilevanti variazioni del fenomeno. Lo rileva l’Istat nel Rapporto sui presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari. Le forti differenze territoriali restano invariate rispetto all’anno precedente: nelle regioni del Nord si colloca il 66 per cento dei posti letto complessivi, con un tasso di 10 posti letto ogni 1.000 residenti; al Sud la quota di offerta è soltanto di 3 posti letto ogni mille residenti. Al Nord si registra l’offerta più elevata di servizi a carattere socio-sanitario, con 8 posti letto ogni 1.000 residenti, contro i 2 posti letto del Mezzogiorno.
Nei presidi residenziali sono assistite 394.374 persone: circa 295 mila sono anziani con almeno 65 anni (il 75%), poco piu’ di 80 mila sono adulti tra i 18 e i 64 anni (20%) e circa 19 mila sono minori con meno di 18 anni (5 per cento).  La tipologia di disagio prevalente e’ legato alla disabilita’ o a patologie psichiatriche (circa il 69% degli ospiti). 
Continua a leggere 

nel sito ISTAT e scarica il Rapporto…. 


(fonte agenzia DIRE) 

LE RETTE NEI SERVIZI PER PERSONE CON DISABILITÀ E ANZIANE, di GIONCADA MASSIMILIANO, TREBESCHI F., MIRRI P.A., Maggioli editore


 

Scheda del libro: LE RETTE NEI SERVIZI PER PERSONE CON DISABILITÀ
Locazione 10.13490    
Area HANDICAP
Titolo LE RETTE NEI SERVIZI PER PERSONE CON DISABILITÀ E ANZIANE
Sottotitolo LA COMPARTECIPAZIONE AL COSTO DEI SERVIZI RESIDENZIALI, DIURNI E DOMICILIARI
Autore/i GIONCADA MASSIMILIANO, TREBESCHI F., MIRRI P.A.
Responsabilità
Editore-Città MAGGIOLI-SANTARCANGELO DI ROMAGNA
e-mail
maggiolispa@maggioli.it
sito Internet
www.maggioli.it
Collana SERVIZI SOCIALI E DIRITTO
Numero pagine 417
Costo Euro €. 42.00 (L. 81323)
Edizione 1
Data pubblicazione 30/11/11
Data inserimento 27/12/12
CARATTERI
Approccio
Tipologia
ANALISI
Impostazione
ASSISTENZIALE
Parole chiave SERVIZIO-RESIDENZIALI-ANZIANO-HANDICAP-SPESA-UTENTE
Abstract Uno sguardo di insieme sulla normativa riguardante le prestazioni sanitarie, sociali e sociosanitarie che prevedono servizi residenziali diurni e domiciliari a favore delle persone disabili e anziane: la questione sull’attribuzione della trattazione delle cause relative ai servizi e ai rimborsi per le spese anticipate; l’offerta, la questione della compartecipazione degli utenti. In ultimo, un’analisi della legislazione di alcune regioni: Lombardia, Toscana, Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Piemonte.  

Auser | La realtà delle Residenze Sanitarie Assistenziali in Italia, 2012


Dopo la ricerca sulle Case di riposo presentata nel 2011, l’Auser prende in esame per la prima volta su scala nazionale la realtà delle RSA, le Residenze Sanitarie Assistenziali, le strutture dedicate all’assistenza degli anziani non autosufficienti, gestite direttamente o indirettamente (tramite convenzione) nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale.

In questa indagine sono stati analizzati alcuni aspetti importanti che illustrano una realtà molto disomogenea e frammentata: in diversi casi l’andamento delle tariffe risulta molto sostenuto; la comunicazione all’utenza non adeguata, esaminata attraverso l’analisi dettagliata delle Carte dei Servizi. Poco chiari i dati sul personale impiegato, specie per quanto riguarda l’inquadramento. Molto interessanti sono inoltre le informazioni ricavabili dai bilanci finanziari di un campione delle Rsa, in base ai quali quello delle residenze sanitarie assistenziali si pone come un settore anti-ciclico per molti operatori economici, con società che macinano utili.

tutta la scheda qui   Auser | La realtà delle Residenze Sanitarie Assistenziali in Italia.

ForumN.A. Forum Non Autosufficienza, Maggioli editore, Bologna, 14-15 Novembre 2012


ForumN.A. Forum Non Autosufficienza,

Maggioli editore, Bologna, 14-15 Novembre 2012

vai al sito: http://www.nonautosufficienza.it/

Vai al Depliant ForumNA 2012

La sessione convegnistica è strutturata in sezioni plenarie e workshop.

Le sezioni plenarie trattano gli argomenti emergenti e le novità sui temi legati alla “non autosufficienza e all’integrazione socio-sanitaria, dando voce ai massimi esperti a livello nazionale.

I Workshop di approfondimento permettono ad ogni partecipante in base alla professione svolta di spaziare tra argomenti molto diversi tra loro scegliendo di approfondire un’unica tematica vista da più prospettive.

 

Seminario di formazione “Strutture residenziali e domiciliarità – ripensare l’oggi, organizzare il domani” – 19.10.2012


seminario di formazione che finalmente abbiamo organizzato. Il titolo“STRUTTURE RESIDENZIALI E DOMICILIARITA’ – ripensare l’oggi, organizzare il domani” spero ci sia di buon auspicio per il futuro.

In attesa di incontrarla, invio il programma della giornata e la scheda di iscrizione.

Cordiali saluti.

 

 

Ambrogina Zaro

 

Direttore Generale

Tel.0331.661811

cell.3400034737

fax 0331.661888

e-mail ambrogina.zaro@fondazioneanzianilonate.it

sito www.fondazioneanzianilonate.it

 

Fondazione Centro di Accoglienza per Anziani – ONLUS

Via Bosisio, 3 – 21015 Lonate Pozzolo (VA)

Tel. 0331 – 661811   Fax 0331 – 661888

esempio di ACCREDITAMENTO ISTITUZIONALE DELLA CASA DI RIPOSO PER ANZIANI AUTOSUFFICIENTI D(CDR) ISTITUTI DI SOGGIORNO “SAN GREGORIO” VALDOBBIADENE.


AZIENDA UNITÀ LOCALE SOCIO – SANITARIA N. 8 – Azienda ULSS 8
Direttore dei Servizi Sociali.

ACCREDITAMENTO ISTITUZIONALE DELLA CASA DI RIPOSO PER ANZIANI. AUTOSUFFICIENTI D(CDR) ISTITUTI …
<http://www.ulssasolo.ven.it/index.php/content/download/26588/165476/version/1/file/0_DELIBERA.PDF>

Dal domicilio alla casa residenza per anziani – CONVEGNI: DOVE E QUANDO PER GLI ASSISTENTI SOCIALI, Imola 19 settembre 2012


EMILIA ROMAGNA, IMOLA (BO), Mercoledì 19 settembre

Dal domicilio alla casa residenza per anziani 


A Imola un seminario formativo organizzato dalla Fondazione Centro studi Alzheimer 

“Dialogo tra due mondi” è il tema del seminario formativo “Dal domicilio alla casa residenza per anziani” che si terrà a Imola mercoledì 19 settembre, dalle 9 alle 17.30. 

L’incontro è organizzato dalla Fondazione Centro studi Alzheimer con Asp Circondario imolese e Ausl di Imola, con il supporto organizzativo dell’Associazione Alzheimer Imola. 

lavori prenderanno il via alle 9; dopo i saluti delle autorità, interverrà Pietro Vigorelli, medico, psicoterapeuta e consulente di formazione per le Rsa e le Uva. Quattro le sessioni che verranno affrontate da Vigorelli: “Il mondo del prima e del dopo”, “Il segreto”, “Il colloquio dell’accoglienza” e, dopo la pausa, alle 14, “Le competenze elementari”. Concluderà la giornata l’intervento di Monica Minelli, direttore del Dipartimento Integrazione sociale sanitaria dell’Ausl di Bologna, che illustrerà “Il ruolo dell’assistente sociale”. 

Il seminario si terrà a Palazzo Sersanti, in piazza Matteotti 8 a Imola e sono previsti i crediti Ecm. Per partecipare compilare e inviare la scheda allegata. 

Supporto organizzativo 
Associazione Alzheimer Imola 
Via Caterina Sforza 3, 40026 Imola (BO) 
Tel./Fax. 0524 604253 

alzheimerimola@tiscali.it 

da Dal domicilio alla casa residenza per anziani – CONVEGNI: DOVE E QUANDO PER GLI ASSISTENTI SOCIALI.

Patrizia Taccani segnala il libro: LE RETTE NEI SERVIZI PER PERSONE CON DISABILITA’ E ANZIANE, Maggioli editore , da SOS servizi sociali online


La Prof.ssa Patrizia Taccani, segnala un libro interessantissimo per assistenti sociali, ma anche per figure dirigenziali degli Enti Locali e delle strutture residenziali, semiresidenziali, diurni e domicliari:



“Segnalo un volume che risponde a molti interrogativi relativi al pagamento delle rette da parte degli ospiti (persone disabili e persone anziane) e dei loro familiari. Un volume che non si limita a parlare di “diritti” ma li declina nel quotidiano. Sono segnalati dati dalla giurisprudenza, vasta casistica, ma partendo dai fondamenti teorici”

per scaricare la scheda libro, accedere alla pagina 

http://www.servizisocialionline.it/vetrina_libri_usati.htm

Corso di formazione “Impostare e mantenere il miglior rapporto con i famigliari degli ospiti delle case per anziani” 9 luglio 2012 – PERUGIA, segnalato dalla D.ssa Anna Grande per Sos servizi sociali online


Corso di formazione

Impostare e mantenere il miglior rapporto con i famigliari degli ospiti delle case per anziani

9 luglio 2012 – PERUGIA

per scaricare il programma, cliccare qui

da corso-formazione-assistenti-sociali-rsa.

Annamaria Zilianti La direzione di strutture per anziani EDIZIONE: 2011 COLLANA: CAROCCIFABER Il servizio sociale


La direzione di strutture per anziani
  • Pagine: 176
  • Prezzo:€ 17,50
  • Acquista

Vigorelli Pietro: Cinque minuti per l’accoglienza in RSA, Prefazione di Marco Trabucchi, contributi di Antonio Guaita e Antonio Monteleone Editore Franco Angeli, 192 pagine, 23 euro


Vigorelli Pietro: Cinque minuti per l’accoglienza in RSA.

Prefazione di Marco Trabucchi, contributi di Antonio Guaita e Antonio Monteleone

Editore Franco Angeli, 192 pagine, 23 euro (con allegato online)

Il libro propone un metodo, basato sull’Approccio capacitante, per accogliere il nuovo ospite mettendolo in condizione fin dall’inizio di esprimere le sue Competenze elementari: la competenza a parlare e a comunicare, la competenza emotiva, la competenza a contrattare e a decidere. Si basa sull’analisi di  33 colloqui effettuati nell’ambito di una ricerca-intervento promossa dal Gruppo Anchise con il patrocinio della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria – Sezione Lombarda. 

Si può acquistare nelle maggiori librerie oppure tramite il sito www.gruppoanchise.it oppure cliccando su

http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=19578&Tipo=Libro&strRicercaTesto=&titolo=cinque minuti per l accoglienza in rsa. un metodo basato sull approccio capacitante

Case di riposo, rette più care per chi ha redditi elevati


In linea di principio questa decisione di politica sociale della Regione Lombardia è giusta.

Diceva Don Milani nel 1967: Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali. Da Lettera ad una professoressa

Quello che fa un po’ schifo, invece, è che così gireranno più soldi nel reticolo piovresco delle istituzioni di servizio gestite da Comunione e liberazione e dal braccio operativo della Compagnia delle opere e dei loro lacchè che girano in Suv

Paolo Ferrario

—————————————————————————————–

  • Per le famiglie benestanti 2.300 euro al mese in media non basteranno più. 
  • Tra i 53 mila ospiti delle case di riposo della Lombardia, quelli con i redditi alti devono mettere in conto un aumento delle rette. 
  • Il motivo? Chi è ricoverato nelle Rsa e ha capacità economiche elevate dovrà partecipare alla spesa per le cure mediche, finora totalmente a carico della Regione.
  • La cifra richiesta andrà ad aggiungersi ai soldi che già oggi vengono richiesti per la parte alberghiera.
  • È una delle conseguenze della legge votata ieri a tarda notte dal Pirellone sul cosiddetto «fattore famiglia», la riforma del Welfare lombardo che lega il costo dei servizi sociali al numero di figli minori, anziani non autosufficienti e disabili a carico del nucleo familiare.
  • Il Pd, con Carlo Borghetti, attacca: «È assurdo. Così la Lombardia, che dichiara di avere i conti della sanità in pareggio, chiede per prima in Italia in un momento di crisi una compartecipazione delle famiglie alla spesa sanitaria nelle case di riposo». 
  • Il provvedimento, che riguarda anche l’ assistenza domiciliare, entrerà in vigore nel giro di un mese. Per il primo anno l’ applicheranno, però, solo 15 Comuni pilota che saranno individuati nei prossimi giorni tra i 50 disponibili alla sperimentazione della riforma. 
  •  Per ogni anziano in casa di riposo, oggi l’ assessorato alla Famiglia paga alla Rsa prestazioni sanitarie per un totale compreso tra gli 884 euro al mese e i 1.500 a seconda del grado di autosufficienza dell’ ospite. In futuro non sarà più così: chi ha redditi alti pagherà una percentuale di questa cifra. Complessivamente la spesa sostenuta dalle casse regionali per le prestazioni sanitarie nelle case di riposo è di 851 milioni l’ anno (la metà del bilancio dell’ assessorato alla Famiglia). Il Pirellone sottolinea che la nuova legge regionale non tocca i Livelli essenziali di assistenza (Lea), che sono di competenza nazionale. Ma Borghetti ribatte: «Il provvedimento regionale va, comunque, a interferire con competenze esclusive dello Stato». 

da Case di riposo, rette più care per chi ha redditi elevati.

COSTELLAZIONE RSA, coinvolgimento delle famiglie e integrazione delle funzioni nelle strutture residenziali per anziani: elementi chiave di un percorso di ricerca/formazione, a cura di Carmen Primerano e Valter Tarchini, Maggioli, 2012. Presentazione del libro: 15 febbraio 2012, 9-12,30, Spazio Oberdan, Via Vittorio Veneto 2, Milano


Questa presentazione richiede JavaScript.

Terra di nessuno? La distanza dai luoghi di cura. 17 giugno 2011 – Presentazione


Terra di nessuno? La distanza dai luoghi di cura.

17 giugno 2011. Sala Congressi Borsa, via Ravizza, 10 Novara.

Lavorando con i familiari degli ospiti, durante la fase di accoglienza, emerge chiaramente quale sia il modo in cui la società guarda le strutture residenziali per anziani (RAA, RAF, RSA).
Sono luoghi nei quali si crede di operare un “colpevole abbandono” nei confronti del proprio caro.
Concepire questi ambienti nel modo appena descritto, porta con sé l’effetto di renderli alternative impensabili, vere e proprie “catastrofi” da evitare ad ogni costo.

Tutto questo non può non avere delle pesanti implicazioni sul modo in cui gli anziani e le loro famiglie affronteranno la transizione in struttura, che troppo spesso avviene a seguito di un doloroso percorso di ricerca di alternative, che si è spinto ben oltre le risorse del sistema familiare.

Occorre, quindi, iniziare a riflettere su quali strumenti e pratiche poter sviluppare al fine di rendere pensabili le strutture, riducendo la grande distanza che le separa dalle famiglie, che non hanno altra alternativa per rispondere ai propri bisogni.

Iniziare a concepire le strutture residenziali, non più come luoghi in cui si è travolti dalla sofferenza o dove quest’ultima viene negata, ma come spazi in cui il dolore è riconosciuto, accolto ed affrontato.
Ciò significa permettere a coloro che ne necessitano di accedervi attraverso il supporto e l’accompagnamento di   persone qualificate e attente ai bisogni psicologici e emotivi di ospiti e familiari.

Le attività e le esperienze presentate sono frutto di indagini e ricerche svolte direttamente sul campo da operatori ed esperti che lavorano nel settore da diversi anni.

da: Terra di nessuno? La distanza dai luoghi di cura. 17 giugno 2011 – Presentazione.

G. Braidi, G. Gelmini, LA RELAZIONE COME CURA NELL’ASSISTENZA GERIATRICA


NOVITA’ MAGGIO
2011
LA RELAZIONE COME CURA NELL'ASSISTENZA GERIATRICA
› Storie ed esperienze
Considerazioni tecniche
e formative

LA RELAZIONE COME CURA NELL’ASSISTENZA GERIATRICA

“Mi piace questo libro che ho amato da subito, il suo taglio descrittivo, la leggerezza con cui vengono affrontati temi anche spinosi, associati alla serietà dei contenuti… credo in questo modello comunicativo… prende il lettore come un vero romanzo. Questo libro mi ha dato emozioni, emozioni che accomunano tutti coloro che si occupano di anziani, che hanno certo una sensibilità particolare, ma che raramente sono così bravi a tradurla in libro per donarla agli altri”. Presentazione di Alberto Cester.

Attraverso varie testimonianze, gli autori raccontano con rigore scientifico come, attraverso la giusta relazione, si riescano a raggiungere obiettivi terapeutici, riabilitativi ed assistenziali:

1.
Relazione, contatto, sorriso, buonumore: il valore aggiunto nelle strutture per anziani.

2.
La relazione come aspetto della cura e dell’assistenza geriatrica:
Stella e Gerardo.
Monica e Saverio.
Attilia e Caterina.
Daniele ed Emilia.
Ernesta e Giuditta.
Debora e Maria.

3.
La cura tramite gli affetti:
La storia.
Artisti del curare.
Potenza degli affetti.
Rifornirci.
Nel corpo curante.


Ogni storia è motivo di valutazione tecnico-formativa, la pratica sul campo è fondamentale per un confronto teorico-culturale e gli scenari operativi qui delineati mettono in luce gli aspetti e i modelli relazionali in cui sono coinvolti anziani con demenza, disturbi del comportamento, depressione, neoplasia terminale e altre condizioni tipiche dell’età e dei molti soggetti ospiti di Case Protette e RSA.

Dai racconti emerge l’efficacia del modello assistenziale geriatrico, il cui punto di partenza è la valutazione multidimensionale e che – attraverso un attento lavoro d’équipe – arriva a definire un approccio globale il cui obiettivo principale è la ricerca della miglior qualità di vita possibile in rapporto alle condizioni del soggetto.

G. Braidi, dopo aver lavorato con ruoli diversi presso i Servizi Psichiatrici di ricovero e territorio AUSL Parma e presso il Servizio Materno Infantile AUSL Reggio Emilia, da anni si occupa di consulenza e formazione presso diverse strutture pubbliche e private che si occupano di assistenza.
G. Gelmini, Direttore del Dipartimento di cure primarie del distretto delle Valli del Taro e del Ceno AUSL Parma, docente presso Facoltà di Scienze Motorie Università degli Studi Parma.

P. Peruzzi, cooperativa sociale Koinè, NON AUTOSUFFICIENZA E TERRITORIO. L’innovazione nel campo dei servizi agli anziani, Maggioli editore


L’innovazione
nel campo dei servizi
agli anziani
NON AUTOSUFFICIENZA E TERRITORIO Nuovi approcci
allo sviluppo
della cooperazione sociale
e del welfare locale

NON AUTOSUFFICIENZA
E TERRITORIO

Nonostante l’ampiezza del fenomeno dell’invecchiamento della popolazione sia di tutta evidenza, si registra la tendenza a sottovalutare l’importanza della prevenzione tanto nell’area degli anziani autonomi quanto in quella della cosiddetta fragilità.

L’offerta di accudimento domestico e assistenza domiciliare è appropriata? I programmi per integrare la disponibilità di collaboratrici familiari con quella del personale sociale e sanitario sono sufficienti? E le strutture per gestire le fasi acute? Qual è il livello quantitativo e qualitativo dell’offerta residenziale?

E’ in quest’ambito che si inscrive il percorso di ricerca-azione illustrato dal presente volume: un complesso e articolato piano per approfondire la lettura dei fenomeni e delineare possibili strategie di uscita e, nel contempo, dar luogo a politiche e modelli innovativi di qualità replicabili sul territorio.

Espone fra l’altro il progetto sperimentale di una piccola residenza socio-sanitaria per persone non autosufficienti nonché le linee e le caratteristiche di una missione locale di sviluppo finalizzata ad attivare un’articolata rete di nuove residenze sociali che risponda al meglio ai bisogni della comunità e nel contempo a creare opportunità aggiuntive di lavoro regolare e qualificato nel territorio.

Utile sussidio per Enti locali ed Imprese cooperative per dar corso all’attivazione di piccole residenze sociali, il volume si presenta così organizzato:

1.
Analisi delle evidenze
› Tendenze di carattere generale.
› Una simulazione della situazione locale.
› Lettura critica dell’esistente. Rete dei servizi del territorio: • Rete delle RSA. • Economia complessiva del sistema delle RSA. • Rette sociali nelle RSA. • Quote sanitarie nelle RSA. • Classi dimensionali delle RSA e prezzi rimessi all’utenza. • Moduli specialistici (Alzheimer, motori, cure intermedie). • Rete delle Residenze Assistite (RA). • Rete dei centri diurni. • Panoramica di sintesi. • Economia dei servizi e spesa capitaria per residente.

2.
Quadro normativo regionale: una lettura critica.

3.
Politica e programmi per la popolazione anziana
› Cosa fare, dunque?
› Metodi e strumenti di lavoro.
› Alcuni percorsi progettuali: Percorso n. 1. Promuovere il benessere psicofisico e relazionale. Percorso n. 2. Prevenzione di decadimento, degrado e isolamento.Percorso n. 3. Sperimentare e modellizzare la residenzialità sociale.

4.
Un progetto di buona innovazione: la Casa di Michele
› Localizzazione e caratteristiche fisiche.
› Modello gestionale.
› Risorse umane.
› Obiettivi della gestione.
› Economia della gestione della Casa di Michele.
› Idea di qualità, monitoraggio e valutazione.
› Esiti della valutazione del primo anno di attivazione della struttura.

5.
Per una missione locale di sviluppo nei servizi agli anziani
› Analisi quantitativa della domanda potenziale.
› Logica e senso della missione locale di sviluppo.
› Caratteristiche strutturali dei nuovi servizi da attivare.
› Volume degli investimenti connesso alla realizzazione del piano.
› Modelli di gestione dei nuovi servizi.
› Volumi economici della gestione dell’azione.
› Ricadute occupazionali connesse all’attuazione dell’azione.
› Una sinergia tra imprese e territorio.

A cura di P. Peruzzi, Direttore generale di Koinè – cooperativa sociale di tipo A – per la quale svolge anche attività di progettazione, ricerca sociale e valutazione.


NON AUTOSUFFICIENZA E TERRITORIO
Maggioli Editore – Novità aprile 2011
Pagine 202 – F.to cm. 17×24 – ISBN 6638.X

Le case di riposo in Italia, prima ricerca nazionale Auser sulle Case di Riposo, a cura di Francesco Montemurro, con la collaborazione di Marco Castelli, Daniele De Pretto, Giulia Farfoglia, Giulio Mancini, Nadia Natalucci


Alessandra Cicalini, Il viaggio dell’Auser nella “giungla” delle case di riposo | Muoversi Insieme


la prima indagine nazionale sulle strutture per anziani in Italirealizzata dall’Auser, presentata ieri a Roma. Prima di parlare delle ottime performance economico-finanziarie dei soggetti che hanno investito nell’assistenza privata alla terza età, il rapporto dell’importante associazione per anziani si concentra su ciò che non va: innanzitutto, la sensazione di essere di fronte a una giungla, per via del mistero sul numero esatto di strutture realmente in grado di fornire servizi socio-assistenziali qualificati e per la difficoltà di reperire informazioni precise dalle strutturedirettamente interpellate dai ricercatori Auser.
Il primo problema nasce anche dalla confusione che spesso si fa tra Residenze sanitarie assistenziali (dette Rsa) e le Residenze assistenziali (Ra), che non sono abilitate a prestare cure sanitarie. Alcune di esse sono tra l’altro pubbliche o convenzionate con le Asl.
Per potersi soffermare solo sul settore privato, l’indagine ha dovuto perciò mettere a confronto i dati forniti dal ministero dell’Interno nel 2008 con quanto riportato dalle Pagine gialle e dalle Camere di Commercio sotto la voce “Casa di riposo”.

l’intero articolo qui: Il viaggio dell’Auser nella “giungla” delle case di riposo | Muoversi Insieme.

Silvina Petterino, Vecchi da morire. Anziani in casa di riposo, Stampa Alternativa. Intervista alla autrice di Alessandra Cicalini | Muoversi Insieme


adesso  è in uscita proprio in questi giorni per Stampa Alternativa.
Un esordio letterario a quasi sessant’anni non è affatto scontato, soprattutto, poi, con un testo insieme duro e delicato, in cui questa infermiera professionale che vive in provincia di Varese, ha rivelato di essere tornata al suo mestiere, dopo anni di interruzione, quando aveva già cinquant’anni. “Volevo fare l’ostetrica”, dice a un certo punto nel libro, e invece si è ritrovata a somministrare medicine agli anziani ospiti di tre diverse case di riposo, correndo di qua e di là con il suo carrello e fermandosi, quando possibile, ad ascoltare le loro storie, diventate gli intensi ritratti che si susseguono in tutti i capitoli.
L’autrice parla però anche di organizzazione del lavoro, di quotidianità, di parenti, di tempo libero, conducendoci nel mondo delle case di riposo visto con gli occhi di chi vorrebbe dare un aiuto non solo tecnico ai suoi assistiti. La sua è una visione necessariamente parziale, Silvina ne è consapevole, ma scritta anche “con la pancia”, precisa nell’introduzione, a beneficio anche di chi, volente o nolente, sta entrando in contatto con questo mondo e non sa come orientarsi.

Le vite “a riposo” di Silvina Petterino | Muoversi Insieme.

L’Italia è il paese europeo con più badanti e meno servizi pubblici


L’Italia è il paese europeo con la più limitata disponibilità di servizi pubblici destinati all’assistenza degli anziani non autosufficienti, e al contempo quello che fa più ricorso alle badanti impiegate privatamente dalle famiglie. Il quadro “dai contorni piuttosto definiti” emerge dal rapporto “L’assistenza agli anziani non autosufficienti”, che dedica uno specifico capitolo al confronto tra il nostro paese e la situazione nel resto d’Europa. Lo studio rileva che negli ultimi dieci anni l’offerta pubblica di servizi domiciliari è cresciuta in tutta l’Europa meridionale, dove però non ha raggiunto i livelli garantiti nel resto del continente. Nei paesi del Nord, infatti, la percentuale di utenti raggiunti dai servizi pubblici a domicilio è sì leggermente scesa (passando dal 14% dei primi anni Novanta ai 13% della metà degli anni Duemila), ma rimane ben al di sopra di quella italiana, dove nello stesso periodo si è passati dal 2 al 4,9% di anziani assistiti a domicilio a spese pubbliche. La Francia arriva all’8%, la Germania al 7%, la Svezia al 9%, la Danimarca addirittura al 21%. E la media dell’Europa a 15 è del 10%.

segue qui:

SuperAbile INAIL, Politiche e Buoni Esempi – L’Italia è il paese europeo con più badanti e meno servizi pubblici


Paolo Ferrario, Governo della rete o governo delle reti? Il nodo irrisolto dell’integrazione, in IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE. Continuità, riassestamenti, prospettive, a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Franco Angeli, 2010


Paolo Ferrario, Governo della rete o governo delle reti? Il nodo irrisolto dell’integrazione

  • Integrazione e reti
  • Il sistema dell’integrazione sociosanitaria: processi istituzionali
  • Il “modello lombardo” dei servizi sanitari e sociosanitari
  • Il governo delle tre reti

pubblicato in: IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE Continuità, riassestamenti, prospettive, A cura di Giuliana CarabelliCarla Facchini, Franco Angeli, 2010, p. 256

vai alla scheda dell’intero libro:

IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE. Continuità, riassestamenti, prospettive, a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Franco Angeli, 2010 « Politica dei servizi sociali: ricerche in rete.

IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE. Continuità, riassestamenti, prospettive, a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Franco Angeli, 2010


IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE

Continuità, riassestamenti, prospettive

A cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini

Franco Angeli, 2010, p. 256

Introduzione, di Giuliana Carabelli e Carla Facchini

  • Il crescente rilievo delle politiche regionali
  • Specificità della Lombardia
  • Momenti della costruzione del modello lombardo
  • I diversi sguardi disciplinari
  • La struttura di contenuto del volume
  • I possibili effetti di questa ricerca sulla formazione universitaria

Parte prima: La legge nel suo contesto

1. Il cambiamento della morfologia sociale come matrice di nuovi rischi. Il caso Lombardia

di Carla Facchini e Enzo Mingione

  • le trasformazioni del sistema occupazionale: flessibilizzazione del lavoro e aumento dell’occupazione femminile
  • l’impatto dell’immigrazione dai paesi meno sviluppati
  • i mutamenti demografici e il processo di invecchiamento
  • le trasformazioni delle tipologie familiari e l’incremento degli anziani soli
  • la pluralizzazione dei contesti familiari e le ripercussioni sui minori

2.  Quasi-mercato e sussidiarietà come pilastri del modello lombardo di welfare

di Lavinia Bifulco

  • Cronistoria
  • I quasi-mercati
  • Sussidiarietà
  • Lavori in corso: a ridosso della riforma
  • Voucher: quale libertà?
  • La programmazione: quale integrazione?
  • Il modello di governante

3. La disciplina dei servizi  sociali nella Regione Lombardia

di Lidianna   Degrassi e Raffaele Mozzanica

  • Da una “legge regionale di sistema” (LR 1/86) a una “legge regionale di rete” (LR 3/2008)
  • Finalità e principi
  • Assetto istituzionale e organizzativo
  • Governo della rete: gli ambiti sociale e sociosanitario
  • Assetto finanziario

4. Profili costituzionali dell’accesso ai diritti sociali nella legge regionale lombarda 3/2008

    di Paolo Bonetti

    • Servizi sociosanitari e servizi sociali e principi costituzionali di solidarietà e di eguaglianza
    • Potestà legislativa regionale sui servizi sociali e potestà legislativa statale sui livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti sociali
    • Diverse nozioni di livelli essenziali delle prestazioni concernenti l’assistenza sociale
    • Organizzazione e svolgimento delle funzioni amministrative concernenti i servizi sociali: potestà regolamentare regionale e locale e sussidiarietà orizzontale
    • Rapporti tra la legge 328/2000 e la legge regionale 3/2008
    • Limiti derivanti dalle norme comunitarie e statali in materia di condizione giuridica degli stranieri
    • La LR 3/2008 di fronte allo statuto regionale della Lombardia e i provvedimenti attuativi della legge
    • Diritti delle “persone che accedono alla rete” delle unità di offerta sociali e sociosanitarie
    • Bisogni da soddisfare prioritariamente

    Parte seconda: Attori e processi

    5.  La partecipazione alle politiche sociali in Lombardia: arene deliberative e processi di coordinamento

    di Tommaso Vitale

    • Società civile e costruzione del consenso in un governo monocratico
    • Terzo settore e competenze critiche
    • Implementazione della legge fra partecipazione e conflitto
    • Debolezze delle arene deliberative a livello locale

    6. Governo della rete o governo delle reti? Il nodo irrisolto dell’integrazione

    di Paolo Ferrario

    • Integrazione e reti
    • Il sistema dell’integrazione sociosanitaria: processi istituzionali
    • Il “modello lombardo” dei servizi sanitari e sociosanitari
    • Il governo delle tre reti

    7.  L’accreditamento dei servizi sociosanitari e sociali in Lombardia

    di Giuliana Carabelli

    • Concetto di accreditamento: origini, contesto, trasmigrazioni
    • Introduzione e cammino dell’accreditamento in Italia
    • Accreditamento dei servizi sociosanitari in Lombardia
    • Accreditamento dei servizi sociali tra competizione e partnership

    8.  Il segretariato sociale tra organizzazione e professione

    di Chiara Previdi e Paolo Rossi

    • Segretariato sociale tra informazione e comunicazione
    • Evoluzione organizzativa e professionale
    • Segretariato sociale nel sistema dei servizi: ruolo e potenzialità
    • Dall’accesso alla presa in carico: tre livelli istituzionali
    • Implementazione interistituzionale del segretariato sociale come elemento di innovazione
    • Segretariato sociale, reti e inclusione sociale

    Parte terza: Le professioni sociali a confronto con la legge

    9. L’assistente sociale

    di Anna Maria Campanini

    10. L’educatore professionale

    di Sergio Tramma

    11. Lo psicologo

    di Luca Vecchio

    12. La dirigenza

    di Maria Cacioppo e Mara Tognetti

    Appendice.

    I provvedimenti   attuativi della legge regionale n. 3/2008

    Bibliografia di riferimento

    Autori

    Le RSA lombarde luoghi della cura per le sindromi geriatriche fra globalità e nuove specificità”, Convegno, Sabato 11 dicembre 2010 Istituto Geriatrico “P. Redaelli”


    Sabato 11 dicembre 2010

    Convegno

    “Le RSA lombarde luoghi della cura per le sindromi geriatriche fra globalità e nuove specificità”

    Istituto Geriatrico “P. Redaelli”

    Sala Convegni Centro Riabilitativo

    Giovanni Paolo II

    Viale Caterina Da Forlì 55/57 – Milano

    Presentazione

    La RSA è in Lombardia una realtà geriatrica diffusa e consistente, più che in ogni altra regione italiana.

    Queste strutture stanno vivendo un periodo di trasformazione da diversi punti di vista, a causa di:

    • necessità di rispondere ai cambiamenti della popolazione cui si rivolgono che è di età sempre più avanzata, con il corollario di fragilità medica e sociale che questo inevitabilmente comporta, se pensiamo che sono i 90enni la popolazione che più cresce nelle residenze
    • presenza di comorbosità e instabilità clinica che rende necessaria una attività di cura non episodica e puntuale, ma continua e con capacità di iniziativa e programmazione per il sostegno della salute dei residenti
    • grandissimo aumento delle persone con demenza, che sta ponendo problemi nuovi e inusitati alle strutture e a chi le gestisce: da una parte si interrompe il rapporto lineare fra perdita di capacità motorie e necessità assistenziali, dall’altra aumenta di importanza il “tempo di sorveglianza” rispetto al tempo di assistenza.

    Inoltre vanno considerate:

    • l’introduzione di compiti del tutto nuovi per esigenze particolari, specie per le grandi città, come la cura delle persone in stato vegetativo
    • le ristrettezze economiche per cui, di fronte a maggiori necessità e bisogni, non vi è stato un corrispondente aumento dei finanziamenti.

    Con questo convegno la SIGG intende iniziare una riflessione approfondita e rigorosa sui problemi posti dalla attività geriatrica nelle RSA lombarde, in ciò ponendosi anche un obiettivo di possibile alleanza fra chi ha compiti di analisi tecnico scientifica della realtà assistenziale delle residenze e chi ne ha la responsabilità gestionale istituzionale.

    RELATORI

    Dottor Roberto D’Angelo

    Direttore Medico Istituto Geriatrico

    “P.Redaelli”-Milano

    Professoressa Carla Facchini

    Univ. degli Studi di Milano-Bicocca – facoltà di sociologia

    Professor Giorgio Annoni

    Univ.degli Studi di Milano-Bicocca – Scuola di specializzazione in geriatria

    Dottor Antonio Guaita

    Direttore Fondazione “Golgi-Cenci”; Presidente

    SIGG-Sezione Lombarda

    Dottor Fabrizio Giunco

    Direttore Sanitario Centro Geriatrico Polifunzionale

    San Pietro – Monza

    Dottoressa Mariella Zanetti

    Centro Geriatrico Polifunzionale San Pietro – Monza

    Dottoressa Francesca Arenare

    Istituto Redaelli- Milano

    Professor Marco Trabucchi

    Presidente AIP ; Direttore scientifico Gruppo di Ricerca Geriatrica – Brescia

    Dottor Gianbattista Guerrini

    Direttore Generale esanitario Servizi residenziali e

    semi residenziali per anziani – Brescia

    Professor Cristiano Gori

    Istituto di Ricerca Sociale; Univ. Cattolica;

    London School of Economics

    Professor Giovanni Ricevuti

    Univ. degli Studi di Pavia -

    Divisione di Geriatria – ASP – IDR S.Margherita

    Dottoressa RosellaPetrali

    Asessorato Famiglia e Politiche sociali, Regione

    Lombardia

    Cav. di Gran Croce Rodolfo Masto

    Presidente A.S.P. “Golgi-Redaelli”

    Dottoressa Anna Castaldo

    Responsabileformazione e URP

    Piccolo Cottolengo - Don Orione – Milano

    Dottor Sergio Locatelli

    Direttore sanitario Argento Vivo SpA.

    Dottor Michele Zani

    Formatore presso G.R.G. – Brescia

    Dottoressa Chiara Cutaia

    Nucleo Alzheimer Istituto Golgi

    PROGRAMMA

    Ore 8.30

    Registrazione partecipanti

    Ore 8.45

    Saluto delle autorità

    Introduzione al convegno

    R. D’Angelo

    Ore 9.00

    La famiglia come sostegno per l’anziano

    non autosufficiente all’epoca della globalizzazione e della crisi economica

    C. Facchini

    Ore 10.00

    I nuovi ruoli per le RSA

    Moderatori: G. Annoni; A. Guaita

    Gli stati vegetativi

    F. Giunco

    M. Zanetti

    RSA e Cure di Fine Vita

    F. Arenare

    ore 11.00

    Coffee break

    Ore 11.30

    Tavola Rotonda

    La presenza e l’evoluzione delle RSA

    in Lombardia

    Moderatore: M. Trabucchi

    Partecipanti:

    G. Guerrini -Gli ultimi 5 anni

    C. Gori – Quali politiche per le RSA

    G. Ricevuti – Problemi di cura sanitaria in RSA

    R. Petrali – Quantità e qualità nelle RSA Lombarde

    R. Masto – I problemi della gestione

    Ore 13.00

    Pausa Pranzo

    Ore 14.00

    Le Sindromi Geriatriche

    Moderatori: A. Castaldo; S. Locatelli

    L’incontinenza, una sindrome

    paradigmatica in RSA

    M. Zani

    Trattamento dei disturbi del comportamento in RSA e nei  reparti Alzheimer

    C. Cutaia

    Ore 15.00

    Conclusioni

    A. Guaita

    Ore 15.30

    Compilazione test di apprendimento

    Scheda di iscrizione al convegno

    (da compilarsi in stampatello in ogni sua parte)

    “Le RSA lombarde luoghi della cura per le sindromi geriatriche fra globalità e nuove specificità”

    Sabato 11 dicembre 2010 ore 8,30/16,30

    presso

    Sala Convegni – Centro Riabilitativo Giovanni Paolo II

    V.le Caterina da Forlì 55/57 – Milano

    Segreteria Organizzativa:

    Clara Angeleri

    Istituto Golgi – Abbiategrasso

    Telefono: 0294852901 (da lunedì a venerdì ore 9,00/12,30-13,30/16,30)

    Fax: 0294852911 – e-mail: c.angeleri@golgiredaelli.it

    Daniele Besana

    Istituto Redaelli – Milano

    Telefono: 0241315280 (da lunedì a venerdì ore 9,00/13,00-14,00/16,30)

    Fax: 0241315299 – e-mail: d.besana@golgiredaelli.it

    (ECM per Medici, Psicologi, Fisioterapisti, Infermieri) Aperto per: Assitenzi Sociali, OSS e OTA

    Cognome………………………………………………………………………………………………..…………..…..…..

    Nome…………………………………..………….………….…………………………………………………..…………

    Qualifica…………………………………………………………………………………..…………………………………

    Indirizzo ………………………………………………………….……………………………………….….. N……………

    CAP…………….…….

    Città…………………………………..………………………………….. Prov..…………………………..

    Tel.………………………… Cell…………………..……….… E-mail …………………………….……..

    Ente di appartenenza …………………………………………..…………………………………………..

    L’iscrizione al Convegno è gratuita.

    Data, ……………………………………                Firma ……………………………………………………

    Con riferimento al D.Lgs. 196/2003, si autorizza A.S.P. “Golgi – Redaelli” al trattamento dei dati personali, per le finalità strettamente funzionali alla gestione di rapporto.  La consultazione, modifica o cancellazione dei dati potrà avvenire scrivendo a:

    A.S.P. “Golgi – Redaelli”  Istituto Geriatrico “Camillo Golgi.” – Piazza Golgi 11 – 20081 Abbiategrasso

    Data…………………….…………………………..         Firma…………………………………………………………………………………………………..

    Modello unico per le case di riposo Le liste d’attesa gestibili on-line – Cronaca – L’Eco di Bergamo


    Entra in vigore a tutti gli effetti il nuovo metodo di accesso alle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) bergamasche. Meno burocrazia, minori costi e, a breve, anche una fotografia veritiera delle persone realmente in lista d’attesa. Questo in sintesi l’oggetto del Protocollo d’intesa per l’adozione di un modello unico di domanda d’ingresso alle RSA sottoscritto mercoledì 19 ottobre tra Asl di Bergamo, Consiglio dei Sindaci, Ordine dei Medici, Associazione San Giuseppe e Associazione Case di Riposo della provincia di Bergamo (ACRB).

    Con l’accordo, si concorda l’adozione, in tutte le RSA accreditate del territorio bergamasco, del modello unico di domanda d’ingresso avente per allegati la scheda sociale, compilata dal servizio sociale di riferimento per l’anziano e la scheda sanitaria, a cura del medico di base dell’anziano o del medico di reparto ospedaliero.

    «Questo protocollo va a coinvolgere tutte le 60 RSA accreditate della Bergamasca, per un totale di circa 6000 posti letto — spiega Roberto Testa, direttore generale dell’Asl di Bergamo —. Si tratta quindi di un passo avanti per sostenere i tanti cittadini che fino ad oggi dovevano affrontare un caos burocratico per cercare di accedere alle RSA. L’Asl, inoltre, sta sperimentando modalità di presa in carico degli anziani garantendo la permanenza in famiglia».

    «I vantaggi per i cittadini sono molteplici — aggiunge Massimo Giupponi, direttore sociale dll’Asl di Bergamo —. Innanzitutto si riduce la burocrazia: l’anziano che si mette nelle liste d’attesa di diverse RSA dovrà ora compilare un solo modello di domanda di ingresso anziché, come accadeva prima dell’accordo, molteplici schede tutte diverse tra loro. Di conseguenza, si riducono anche i costi: ogni domanda deve infatti essere accompagnata da una scheda sanitaria redatta dal medico di base, che costa circa 30 euro. Oggi, la scheda può essere consegnata in copia alle diverse RSA in cui si presenta la domanda di ingresso, con un risparmio economico di circa 150-200 euro per il cittadino — considerando 6/7 domande di ingresso — che prima di tale unificazione della domanda era costretto a richiedere al medico la compilazione di schede sanitarie diverse per ogni RSA».

    Dall’inizio del 2010, per facilitare ai cittadini l’accesso alle strutture, tutte le strutture accreditate sono state invitate ad adottare il modello di domanda di ingresso proposto. Tutta la documentazione necessaria è disponibile in un’unica sede di riferimento (la stessa RSA, Ufficio di piano, Servizio sociale comunale, reparto ospedaliero, sito internet dell’Asl). Ad oggi la modulistica è accettata da tutte le 60 RSA accreditate della provincia, con il CUP della Valle Seriana che ha una propria modulistica ma accoglie anche domande redatte sul modello unico, e 5 RSA che, pur mantenendo sino ad oggi la propria modulistica, si sono dette disponibili ad adottare quella proposta.

    «Realizzare strumenti unici di accesso alle strutture del territorio è fondamentale per l’efficienza dell’intero sistema socio-sanitario — commenta Leonio Callioni, presidente del Consiglio dei sindaci —. I Comuni contribuiscono a questo sistema, anche economicamente: le RSA sono infatti per noi un tassello fondamentale nella rete dei servizi, essendo strutture che, a differenza della casa di riposo, si stanno attrezzando sempre più per ricevere anziani longevi ma meno autosufficienti».

    L’Asl sta inoltre lavorando per realizzare a breve un software gestionale liste d’attesa che permetterà di ottenere in tempo reale un aggiornamento delle liste delle RSA accreditate della provincia.

    «Entro l’inizio del 2011, metteremo a disposizione di tutte le RSA il nuovo software — continua Giupponi —. Le strutture si potranno collegare al sito dell’Asl tramite una propria password e gestire la domanda del cittadino di inserimento in lista d’attesa. In pratica, sarà possibile verificare in tempo reale se lo stesso cittadino è presente nella lista d’attesa di altre RSA della provincia e ricevere informazioni, tramite un’e-mail, quando il cittadino presente nella propria lista ha trovato una collocazione definitiva in un’altra struttura dove aveva presentato domanda. Oggi le liste delle RSA non sono attendibili se consideriamo tutti i pazienti che presentano domanda in più di una struttura e una volta accolti non vengono cancellati. Con il nuovo software questo problema verrà risolto e la visione delle liste sarà reale».

    Il nuovo gestionale permetterà inoltre di promuovere la RSA ed i servizi offerti, attraverso la pubblicazione delle informazioni visibili a tutti i ciittadini (rette, servizi offerti, posti disponibili, tipologia dell’utenza) e avere l’aggiornamento dei dati e assolvere automaticamente il debito informativo mensile nei confronti dell’Asl.

    Il progetto, che non prevede costi per le strutture, ha già ottenuto l’interese è l’adesione di tutte le 60 RSA.

    tratto da: Modello unico per le case di riposo Le liste d’attesa gestibili on-line – Cronaca – L’Eco di Bergamo.

    ASSISTENZA A DOMICILIO E RSA: quali risposte agli anziani non autosufficienti?, Convegno del Sindacato Pensionati Cgil Como, auditorium Don Guanella via T. Grossi 18, 21 ottobre ore 9,20-13,30


    Programma

    Il   sistema delle Residenze Sanitarie Assistenziali, come modo prevalente di rispondere alla non autosufficienza degli anziani, sta entrando in difficoltà: crescita dei costi nella gestione delle strutture, mancato adeguamento della quota sanitaria, difficoltà delle famiglie a sostenere le rette, problemi di insolvibilità che si scaricano sui Comuni.

    Occorre     nell’interesse primario    degli anziani, ma anche nell’interesse delle RSA e di tutte le istituzioni, trovare un nuovo equilibrio.

    Il grado di non autosufficienza degli anziani ricoverati e i bisogni di personalizzazione richiedono un adeguato finanziamento pubblico e richiedono di affrontare in modo equo e sostenibile i temi della responsabilità e della compartecipazione dei ricoverati e delle loro famiglie.

    Ma soprattutto va potenziata una risposta integrata nel territorio e una più estesa e qualificata assistenza domiciliare.

    ore 9.20 Le RSA nel comasco e la risposta nel territorio alla non autosufficienza degli anziani

    Amleto Luraghi

    Segretario generale Spi Como

    ore 9.50      Le prospettive del sistema regionale

    per la non autosufficienza

    Gambarelli Giuseppe

    Dipartimento negoziazione Spi Lombardia

    ore 10.10 Qualità del sistema RSA nel comasco e attività dei CeAD

    Dott. Marco Orsenigo

    UOS Anziani/Disabili ASL di Como

    ore 10.30 pausa caffè

    ore 10.40 dibattito

    sono previsti interventi di responsabili RSA, PdZ, assistenti sociali, Auser, Fp Cgil, esperti, etc.

    ore 12.30 intervento Dott.ssa Isabella Cerofolini Responsabile UOC Fragilità ASL di Como

    ore 13.00 conclusioni di Claudio Dossi Segretario Spi Lombardia

    ore 13.30 buffet

    Luciana Quaia, carteggio fra psicologi in tema di formazione permanente nelle RSA


    Gent.ma Dr.ssa Quaia,
    sono una Psicologa, formata in Neuropsicologia, e collaboro come consulente in una casa di riposo per poche ore alla settimana. Lavorare con gli anziani è sempre stata la mia passione; passione che si è concretizzata in itinere con la mia formazione universitaria e professionale.
    Date le poche ore alla settimana (6 ore), sto cercando di gestire al meglio le mie competenze all’interno della RSA. Mi occupo di valutazione neuropsicologica, anche se limitata alla somministrazione di Mini Mental e GDS, e sto attivando gruppi di riabilitazione cognitiva per alcuni ospiti.
    Allo stesso tempo cerco di contattare periodicamente i familiari, supportandoli non solo all’ingresso dell’ospite in struttura, ma anche per tutto il periodo di permanenza… ma, mi creda, non è affatto facile!
    Mi è stato proposto anche di condurre corsi di formazione per gli operatori della casa di riposo dove lavoro, in quanto emerge una notevole difficoltà di questi ultimi sia di lavorare assieme in èquipe sia di comunicare e relazionarsi in maniera adeguata all’ospite ed alla famiglia.
    Data la Sua esperienza, Le chiederei gentilmente, se potesse darmi qualche suggerimento, anche bibliografico e, soprattutto pratico, rispetto a come impostare tali corsi. Inoltre, Le vorrei chiedere se esistono dei protocolli di riferimento a cui posso attingere per compilare una sorta di scheda dell’ospite e monitorare il funzionamento cognitivo e non solo nel corso della sua permanenza in struttura. Infatti, le informazioni richieste in una casa di riposo non sono le stesse raccolte in un ambulatorio di Neuropsicologia piuttosto che in ambito privato.
    La ringrazio per la Sua disponibilità ed attenzione.
    In attesa di un Suo gentile riscontro, Le porgo i miei più cordiali saluti.
    In fede,
    (lettera firmata)
    Gentile Federica, mi scuso per il ritardo con cui rispondo alla sua comunicazione. Sono lieta della passione che la spinge in un lavoro così complesso e delicato quale è l’anziano istituzionalizzato. Direi che per il risicato monte ore settimanale si sta già muovendo con destrezza e professionalità.
    E’ vero che i familiari richiedono una grande disponibilità all’ascolto e all’incoraggiamento continuo, soprattutto nei casi più difficili e laddove i loro congiunti non possiedono più sufficienti abilità cognitive per sostenere una valida comunicazione. D’altro canto se la casa di riposo diventa la nuova abitazione dell’anziano, è inevitabile farsi carico anche dei suoi affetti più vicini.
    Il quesito che mi pone sul come impostare la formazione è, per certi versi, più semplice da farsi che da spiegarsi. Esiste una letteratura molto corposa su tale argomento e in particolare sulla formazione agli adulti in servizio. Rispetto a ciò che mi racconta della sua esperienza, vale la pena di gettarsi nella conduzione di gruppi di discussione, piuttosto che in programmi formativi di cui peraltro c’è un’offerta mastodontica proprio sui temi da lei citati.
    Lei è già una presenza e conosce gli ospiti, le famiglie, gli operatori … Potrebbe proporre una serie di argomenti da elaborare all’interno di ogni incontro di gruppo con il personale, per raccogliere i loro punti di vista, la lettura dei punti di forza e di debolezza del loro lavoro, le difficoltà che percepiscono a contatto con l’anziano, la loro personale visione della vecchiaia, le eventuali paure di misurarsi con la cronicità, l’inguaribilità, la morte.
    Nell’ascolto dei loro elaborati (raccolti per esempio in forma scritta dietro una presentazione di domande aperte) può intervenire anche con dei concetti teorici o delle letture specifiche scelte da lei a priori.
    Posso affermare che in tanti anni di lavoro e in sedi diverse,, ho sempre notato che agli operatori piace raccontarsi e ascoltarsi, piuttosto che assistere a lezioni frontali teoriche o di troppi contenuti.
    Un esempio tradotto in libro da una nostra collega è:  Sulla nostra pelle. Il corpo dell’operatore nel lavoro di cura, di Giovanna Perucci ed. CarocciFaber, dove appunto l’oggetto è la riflessione sul corpo. Giusto per fornirle con concretezza il risultato di un percorso formativo in cui viene adottato tale metodo.
    Sui temi da trattare, potrebbe essere già un’indagine preliminare da condurre con il coinvolgimento degli operatori: una lista di argomenti sul piano organizzativo, relazionale, emotivo in cui si chiede di scegliere quello ritenuto più adeguato.
    Rispetto ai protocolli di riferimento, non mi dice in quale casa di riposo lavora. Se è qui in Lombardia, le schede sono già “preconfezionate” dalla Regione con idee molto chiare circa i parametri di riferimento e frequenza di compilazione.
    Sono schede molto tecniche. Io in genere mi costruisco mie personali schede di osservazione, nelle quali la valutazione cognitiva passa, ahimé, solo attraverso il MMSE. Cerco di monitorare altri indicatori che poi confronto col personale educativo rispetto alle modalità di partecipazione dell’ospite alla vita della casa, al gradimento delle attività proposte, al tipo di relazione che presenta con gli altri ospiti, all’umore.
    Oggigiorno, purtroppo, la maggior parte degli utenti sono persone assai compromesse, molte delle quali con gravi disturbi cognitivi, per cui diventa ancor più necessario porsi domande sulle scelte delle attività e sulle finalità che si vorrebbero ottenere rispetto la qualità di vita dei propri ospiti. Anche in questo caso il rapporto coi familiari può rivelarsi di aiuto per il “riassemblaggio” della storia dei nostri anziani: una scheda biografica – che quindi non sia solo lo specchio anamnestico o clinico – è uno strumento di grande interesse per tutti, visto e considerato che la vicinanza alla cronicità e al disagio pone limiti nel considerare il vecchio malato come una persona che ha avuto un passato.
    Non so se ho risposto alle sue domande. Credo che in questo settore ogni operatore può costruire sue griglie di lettura del contesto in cui lavora.
    Un pizzico di creatività e voglia di costruire reti di connessione sono un ulteriore incentivo a rendere il lavoro di équipe qualcosa di  gravoso certamente, ma anche indispensabile per sentirsi efficaci a tutto tondo.
    Le invio un caro augurio di buona continuazione e la saluto cordialmente
    Luciana Quaia
    p.s. non so come sia arrivata a me, comunque se mi cerca su google troverà il mio curriculum dove sono indicati gli argomenti che nel corso di questi anni ho trattato con le varie figure professionali che si occupano di anziani
    Gent.ma
    Dr.ssa Quaia,
    La ringrazio per aver risposto alla mail, così come per l’attenzione dimostratatami.
    I Suoi consigli sono davvero preziosi, sia rispetto alla relazione con i familiari dell’anziano istituzionalizzato sia rispetto alla formazione del personale.
    In questo ultimo caso, ho trovato molto interessante la Sua proposta di affrontare con il personale della struttura presso la quale lavoro una serie di argomenti all’interno di gruppi di discussione, piuttosto che condurre dei corsi di formazione veri e propri. Infatti, essendo io stessa una consulente della casa di riposo, non so quanto questi corsi da me condotti potrebbero essere efficaci. Ho letto la sintesi del libro da Lei citato e ritengo possa essermi utile in questo senso.
    Per quanto riguarda la costruzione di una scheda “psicologica” dell’anziano istituzionalizzato, La ringrazio per i suggerimenti dati. Io lavoro in  (…) che ospita (…). Sulla base delle Sue indicazioni sto costruendo una scheda adatta alle esigenze della casa di riposo, così come una griglia per il monitoraggio delle attività condotte.
    Mi sono permessa di conttatarLa in quanto letti i Suoi libri e osservando nel Suo curriculum i corsi da Lei tenuti (come ad esempio il corso di Riabilitazione Cognitiva), ho supposto che data la Sua esperienza e formazione professionale potesse rispondere ai miei quesiti. E così è stato.
    Colgo l’occasione per ringraziarLa ancora dell’aiuto datomi e nella speranza di poter seguire qualche corso che sarà da Lei tenuto, Le porgo i miei più cordiali saluti.
    In fede,
    (lettera firmata)