Terra di nessuno? La distanza dai luoghi di cura. 17 giugno 2011 – Presentazione
Pubblicato: 30 maggio 2011 Filed under: CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Piemonte, RSA Lascia un commento »
Terra di nessuno? La distanza dai luoghi di cura.
17 giugno 2011. Sala Congressi Borsa, via Ravizza, 10 Novara.
Lavorando con i familiari degli ospiti, durante la fase di accoglienza, emerge chiaramente quale sia il modo in cui la società guarda le strutture residenziali per anziani (RAA, RAF, RSA).
Sono luoghi nei quali si crede di operare un “colpevole abbandono” nei confronti del proprio caro.
Concepire questi ambienti nel modo appena descritto, porta con sé l’effetto di renderli alternative impensabili, vere e proprie “catastrofi” da evitare ad ogni costo.
Tutto questo non può non avere delle pesanti implicazioni sul modo in cui gli anziani e le loro famiglie affronteranno la transizione in struttura, che troppo spesso avviene a seguito di un doloroso percorso di ricerca di alternative, che si è spinto ben oltre le risorse del sistema familiare.
Occorre, quindi, iniziare a riflettere su quali strumenti e pratiche poter sviluppare al fine di rendere pensabili le strutture, riducendo la grande distanza che le separa dalle famiglie, che non hanno altra alternativa per rispondere ai propri bisogni.
Iniziare a concepire le strutture residenziali, non più come luoghi in cui si è travolti dalla sofferenza o dove quest’ultima viene negata, ma come spazi in cui il dolore è riconosciuto, accolto ed affrontato.
Ciò significa permettere a coloro che ne necessitano di accedervi attraverso il supporto e l’accompagnamento di persone qualificate e attente ai bisogni psicologici e emotivi di ospiti e familiari.
Le attività e le esperienze presentate sono frutto di indagini e ricerche svolte direttamente sul campo da operatori ed esperti che lavorano nel settore da diversi anni.
da: Terra di nessuno? La distanza dai luoghi di cura. 17 giugno 2011 – Presentazione.
G. Braidi, G. Gelmini, LA RELAZIONE COME CURA NELL’ASSISTENZA GERIATRICA
Pubblicato: 20 maggio 2011 Filed under: Non Autosufficienza, RSA 1 Commento »|
NOVITA’ MAGGIO
2011 |
› Storie ed esperienze
› Considerazioni tecniche e formative |
| LA RELAZIONE COME CURA NELL’ASSISTENZA GERIATRICA |
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P. Peruzzi, cooperativa sociale Koinè, NON AUTOSUFFICIENZA E TERRITORIO. L’innovazione nel campo dei servizi agli anziani, Maggioli editore
Pubblicato: 15 aprile 2011 Filed under: Maggioli editore, Non Autosufficienza, RSA 1 Commento »
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| NON AUTOSUFFICIENZA E TERRITORIO |
Le case di riposo in Italia, prima ricerca nazionale Auser sulle Case di Riposo, a cura di Francesco Montemurro, con la collaborazione di Marco Castelli, Daniele De Pretto, Giulia Farfoglia, Giulio Mancini, Nadia Natalucci
Pubblicato: 1 aprile 2011 Filed under: RSA Lascia un commento »Alessandra Cicalini, Il viaggio dell’Auser nella “giungla” delle case di riposo | Muoversi Insieme
Pubblicato: 30 marzo 2011 Filed under: Cicalini Alessandra, Muoversi Insieme Stannah, RSA Lascia un commento »la prima indagine nazionale sulle strutture per anziani in Italia realizzata dall’Auser, presentata ieri a Roma. Prima di parlare delle ottime performance economico-finanziarie dei soggetti che hanno investito nell’assistenza privata alla terza età, il rapporto dell’importante associazione per anziani si concentra su ciò che non va: innanzitutto, la sensazione di essere di fronte a una giungla, per via del mistero sul numero esatto di strutture realmente in grado di fornire servizi socio-assistenziali qualificati e per la difficoltà di reperire informazioni precise dalle strutturedirettamente interpellate dai ricercatori Auser.
Il primo problema nasce anche dalla confusione che spesso si fa tra Residenze sanitarie assistenziali (dette Rsa) e le Residenze assistenziali (Ra), che non sono abilitate a prestare cure sanitarie. Alcune di esse sono tra l’altro pubbliche o convenzionate con le Asl.
Per potersi soffermare solo sul settore privato, l’indagine ha dovuto perciò mettere a confronto i dati forniti dal ministero dell’Interno nel 2008 con quanto riportato dalle Pagine gialle e dalle Camere di Commercio sotto la voce “Casa di riposo”.
l’intero articolo qui: Il viaggio dell’Auser nella “giungla” delle case di riposo | Muoversi Insieme.
Silvina Petterino, Vecchi da morire. Anziani in casa di riposo, Stampa Alternativa. Intervista alla autrice di Alessandra Cicalini | Muoversi Insieme
Pubblicato: 15 febbraio 2011 Filed under: Anziani, Cicalini Alessandra, Muoversi Insieme Stannah, RSA 2 Commenti »adesso è in uscita proprio in questi giorni per Stampa Alternativa.
Un esordio letterario a quasi sessant’anni non è affatto scontato, soprattutto, poi, con un testo insieme duro e delicato, in cui questa infermiera professionale che vive in provincia di Varese, ha rivelato di essere tornata al suo mestiere, dopo anni di interruzione, quando aveva già cinquant’anni. “Volevo fare l’ostetrica”, dice a un certo punto nel libro, e invece si è ritrovata a somministrare medicine agli anziani ospiti di tre diverse case di riposo, correndo di qua e di là con il suo carrello e fermandosi, quando possibile, ad ascoltare le loro storie, diventate gli intensi ritratti che si susseguono in tutti i capitoli.
L’autrice parla però anche di organizzazione del lavoro, di quotidianità, di parenti, di tempo libero, conducendoci nel mondo delle case di riposo visto con gli occhi di chi vorrebbe dare un aiuto non solo tecnico ai suoi assistiti. La sua è una visione necessariamente parziale, Silvina ne è consapevole, ma scritta anche “con la pancia”, precisa nell’introduzione, a beneficio anche di chi, volente o nolente, sta entrando in contatto con questo mondo e non sa come orientarsi.
Le vite “a riposo” di Silvina Petterino | Muoversi Insieme.
L’Italia è il paese europeo con più badanti e meno servizi pubblici
Pubblicato: 25 gennaio 2011 Filed under: assistenti familiari, RSA, Servizi domiciliari Lascia un commento »L’Italia è il paese europeo con la più limitata disponibilità di servizi pubblici destinati all’assistenza degli anziani non autosufficienti, e al contempo quello che fa più ricorso alle badanti impiegate privatamente dalle famiglie. Il quadro “dai contorni piuttosto definiti” emerge dal rapporto “L’assistenza agli anziani non autosufficienti”, che dedica uno specifico capitolo al confronto tra il nostro paese e la situazione nel resto d’Europa. Lo studio rileva che negli ultimi dieci anni l’offerta pubblica di servizi domiciliari è cresciuta in tutta l’Europa meridionale, dove però non ha raggiunto i livelli garantiti nel resto del continente. Nei paesi del Nord, infatti, la percentuale di utenti raggiunti dai servizi pubblici a domicilio è sì leggermente scesa (passando dal 14% dei primi anni Novanta ai 13% della metà degli anni Duemila), ma rimane ben al di sopra di quella italiana, dove nello stesso periodo si è passati dal 2 al 4,9% di anziani assistiti a domicilio a spese pubbliche. La Francia arriva all’8%, la Germania al 7%, la Svezia al 9%, la Danimarca addirittura al 21%. E la media dell’Europa a 15 è del 10%.
segue qui:
Le RSA lombarde luoghi della cura per le sindromi geriatriche fra globalità e nuove specificità”, Convegno, Sabato 11 dicembre 2010 Istituto Geriatrico “P. Redaelli”
Pubblicato: 26 novembre 2010 Filed under: CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Milano, Non Autosufficienza, RSA Lascia un commento »Sabato 11 dicembre 2010
Convegno
“Le RSA lombarde luoghi della cura per le sindromi geriatriche fra globalità e nuove specificità”
Istituto Geriatrico “P. Redaelli”
Sala Convegni Centro Riabilitativo
Giovanni Paolo II
Viale Caterina Da Forlì 55/57 – Milano
Presentazione
La RSA è in Lombardia una realtà geriatrica diffusa e consistente, più che in ogni altra regione italiana.
Queste strutture stanno vivendo un periodo di trasformazione da diversi punti di vista, a causa di:
- necessità di rispondere ai cambiamenti della popolazione cui si rivolgono che è di età sempre più avanzata, con il corollario di fragilità medica e sociale che questo inevitabilmente comporta, se pensiamo che sono i 90enni la popolazione che più cresce nelle residenze
- presenza di comorbosità e instabilità clinica che rende necessaria una attività di cura non episodica e puntuale, ma continua e con capacità di iniziativa e programmazione per il sostegno della salute dei residenti
- grandissimo aumento delle persone con demenza, che sta ponendo problemi nuovi e inusitati alle strutture e a chi le gestisce: da una parte si interrompe il rapporto lineare fra perdita di capacità motorie e necessità assistenziali, dall’altra aumenta di importanza il “tempo di sorveglianza” rispetto al tempo di assistenza.
Inoltre vanno considerate:
- l’introduzione di compiti del tutto nuovi per esigenze particolari, specie per le grandi città, come la cura delle persone in stato vegetativo
- le ristrettezze economiche per cui, di fronte a maggiori necessità e bisogni, non vi è stato un corrispondente aumento dei finanziamenti.
Con questo convegno la SIGG intende iniziare una riflessione approfondita e rigorosa sui problemi posti dalla attività geriatrica nelle RSA lombarde, in ciò ponendosi anche un obiettivo di possibile alleanza fra chi ha compiti di analisi tecnico scientifica della realtà assistenziale delle residenze e chi ne ha la responsabilità gestionale istituzionale.
RELATORI
Dottor Roberto D’Angelo
Direttore Medico Istituto Geriatrico
“P.Redaelli”-Milano
Professoressa Carla Facchini
Univ. degli Studi di Milano-Bicocca – facoltà di sociologia
Professor Giorgio Annoni
Univ.degli Studi di Milano-Bicocca – Scuola di specializzazione in geriatria
Dottor Antonio Guaita
Direttore Fondazione “Golgi-Cenci”; Presidente
SIGG-Sezione Lombarda
Dottor Fabrizio Giunco
Direttore Sanitario Centro Geriatrico Polifunzionale
San Pietro – Monza
Dottoressa Mariella Zanetti
Centro Geriatrico Polifunzionale San Pietro – Monza
Dottoressa Francesca Arenare
Istituto Redaelli- Milano
Professor Marco Trabucchi
Presidente AIP ; Direttore scientifico Gruppo di Ricerca Geriatrica – Brescia
Dottor Gianbattista Guerrini
Direttore Generale esanitario Servizi residenziali e
semi residenziali per anziani – Brescia
Professor Cristiano Gori
Istituto di Ricerca Sociale; Univ. Cattolica;
London School of Economics
Professor Giovanni Ricevuti
Univ. degli Studi di Pavia -
Divisione di Geriatria – ASP – IDR S.Margherita
Dottoressa RosellaPetrali
Asessorato Famiglia e Politiche sociali, Regione
Lombardia
Cav. di Gran Croce Rodolfo Masto
Presidente A.S.P. “Golgi-Redaelli”
Dottoressa Anna Castaldo
Responsabileformazione e URP
Piccolo Cottolengo - Don Orione – Milano
Dottor Sergio Locatelli
Direttore sanitario Argento Vivo SpA.
Dottor Michele Zani
Formatore presso G.R.G. – Brescia
Dottoressa Chiara Cutaia
Nucleo Alzheimer Istituto Golgi
PROGRAMMA
Ore 8.30
Registrazione partecipanti
Ore 8.45
Saluto delle autorità
Introduzione al convegno
R. D’Angelo
Ore 9.00
La famiglia come sostegno per l’anziano
non autosufficiente all’epoca della globalizzazione e della crisi economica
C. Facchini
Ore 10.00
I nuovi ruoli per le RSA
Moderatori: G. Annoni; A. Guaita
Gli stati vegetativi
F. Giunco
M. Zanetti
RSA e Cure di Fine Vita
F. Arenare
ore 11.00
Coffee break
Ore 11.30
Tavola Rotonda
La presenza e l’evoluzione delle RSA
in Lombardia
Moderatore: M. Trabucchi
Partecipanti:
G. Guerrini -Gli ultimi 5 anni
C. Gori – Quali politiche per le RSA
G. Ricevuti – Problemi di cura sanitaria in RSA
R. Petrali – Quantità e qualità nelle RSA Lombarde
R. Masto – I problemi della gestione
Ore 13.00
Pausa Pranzo
Ore 14.00
Le Sindromi Geriatriche
Moderatori: A. Castaldo; S. Locatelli
L’incontinenza, una sindrome
paradigmatica in RSA
M. Zani
Trattamento dei disturbi del comportamento in RSA e nei reparti Alzheimer
C. Cutaia
Ore 15.00
Conclusioni
A. Guaita
Ore 15.30
Compilazione test di apprendimento
Scheda di iscrizione al convegno
(da compilarsi in stampatello in ogni sua parte)
“Le RSA lombarde luoghi della cura per le sindromi geriatriche fra globalità e nuove specificità”
Sabato 11 dicembre 2010 ore 8,30/16,30
presso
Sala Convegni – Centro Riabilitativo Giovanni Paolo II
V.le Caterina da Forlì 55/57 – Milano
Segreteria Organizzativa:
Clara Angeleri
Istituto Golgi – Abbiategrasso
Telefono: 0294852901 (da lunedì a venerdì ore 9,00/12,30-13,30/16,30)
Fax: 0294852911 – e-mail: c.angeleri@golgiredaelli.it
Daniele Besana
Istituto Redaelli – Milano
Telefono: 0241315280 (da lunedì a venerdì ore 9,00/13,00-14,00/16,30)
Fax: 0241315299 – e-mail: d.besana@golgiredaelli.it
(ECM per Medici, Psicologi, Fisioterapisti, Infermieri) Aperto per: Assitenzi Sociali, OSS e OTA
Cognome………………………………………………………………………………………………..…………..…..…..
Nome…………………………………..………….………….…………………………………………………..…………
Qualifica…………………………………………………………………………………..…………………………………
Indirizzo ………………………………………………………….……………………………………….….. N……………
CAP…………….…….
Città…………………………………..………………………………….. Prov..…………………………..
Tel.………………………… Cell…………………..……….… E-mail …………………………….……..
Ente di appartenenza …………………………………………..…………………………………………..
L’iscrizione al Convegno è gratuita.
Data, …………………………………… Firma ……………………………………………………
Con riferimento al D.Lgs. 196/2003, si autorizza A.S.P. “Golgi – Redaelli” al trattamento dei dati personali, per le finalità strettamente funzionali alla gestione di rapporto. La consultazione, modifica o cancellazione dei dati potrà avvenire scrivendo a:
A.S.P. “Golgi – Redaelli” Istituto Geriatrico “Camillo Golgi.” – Piazza Golgi 11 – 20081 Abbiategrasso
Data…………………….………………………….. Firma…………………………………………………………………………………………………..
Modello unico per le case di riposo Le liste d’attesa gestibili on-line – Cronaca – L’Eco di Bergamo
Pubblicato: 19 ottobre 2010 Filed under: Bergamo, RSA Lascia un commento »Entra in vigore a tutti gli effetti il nuovo metodo di accesso alle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) bergamasche. Meno burocrazia, minori costi e, a breve, anche una fotografia veritiera delle persone realmente in lista d’attesa. Questo in sintesi l’oggetto del Protocollo d’intesa per l’adozione di un modello unico di domanda d’ingresso alle RSA sottoscritto mercoledì 19 ottobre tra Asl di Bergamo, Consiglio dei Sindaci, Ordine dei Medici, Associazione San Giuseppe e Associazione Case di Riposo della provincia di Bergamo (ACRB).
Con l’accordo, si concorda l’adozione, in tutte le RSA accreditate del territorio bergamasco, del modello unico di domanda d’ingresso avente per allegati la scheda sociale, compilata dal servizio sociale di riferimento per l’anziano e la scheda sanitaria, a cura del medico di base dell’anziano o del medico di reparto ospedaliero.
«Questo protocollo va a coinvolgere tutte le 60 RSA accreditate della Bergamasca, per un totale di circa 6000 posti letto — spiega Roberto Testa, direttore generale dell’Asl di Bergamo —. Si tratta quindi di un passo avanti per sostenere i tanti cittadini che fino ad oggi dovevano affrontare un caos burocratico per cercare di accedere alle RSA. L’Asl, inoltre, sta sperimentando modalità di presa in carico degli anziani garantendo la permanenza in famiglia».
«I vantaggi per i cittadini sono molteplici — aggiunge Massimo Giupponi, direttore sociale dll’Asl di Bergamo —. Innanzitutto si riduce la burocrazia: l’anziano che si mette nelle liste d’attesa di diverse RSA dovrà ora compilare un solo modello di domanda di ingresso anziché, come accadeva prima dell’accordo, molteplici schede tutte diverse tra loro. Di conseguenza, si riducono anche i costi: ogni domanda deve infatti essere accompagnata da una scheda sanitaria redatta dal medico di base, che costa circa 30 euro. Oggi, la scheda può essere consegnata in copia alle diverse RSA in cui si presenta la domanda di ingresso, con un risparmio economico di circa 150-200 euro per il cittadino — considerando 6/7 domande di ingresso — che prima di tale unificazione della domanda era costretto a richiedere al medico la compilazione di schede sanitarie diverse per ogni RSA».
Dall’inizio del 2010, per facilitare ai cittadini l’accesso alle strutture, tutte le strutture accreditate sono state invitate ad adottare il modello di domanda di ingresso proposto. Tutta la documentazione necessaria è disponibile in un’unica sede di riferimento (la stessa RSA, Ufficio di piano, Servizio sociale comunale, reparto ospedaliero, sito internet dell’Asl). Ad oggi la modulistica è accettata da tutte le 60 RSA accreditate della provincia, con il CUP della Valle Seriana che ha una propria modulistica ma accoglie anche domande redatte sul modello unico, e 5 RSA che, pur mantenendo sino ad oggi la propria modulistica, si sono dette disponibili ad adottare quella proposta.
«Realizzare strumenti unici di accesso alle strutture del territorio è fondamentale per l’efficienza dell’intero sistema socio-sanitario — commenta Leonio Callioni, presidente del Consiglio dei sindaci —. I Comuni contribuiscono a questo sistema, anche economicamente: le RSA sono infatti per noi un tassello fondamentale nella rete dei servizi, essendo strutture che, a differenza della casa di riposo, si stanno attrezzando sempre più per ricevere anziani longevi ma meno autosufficienti».
L’Asl sta inoltre lavorando per realizzare a breve un software gestionale liste d’attesa che permetterà di ottenere in tempo reale un aggiornamento delle liste delle RSA accreditate della provincia.
«Entro l’inizio del 2011, metteremo a disposizione di tutte le RSA il nuovo software — continua Giupponi —. Le strutture si potranno collegare al sito dell’Asl tramite una propria password e gestire la domanda del cittadino di inserimento in lista d’attesa. In pratica, sarà possibile verificare in tempo reale se lo stesso cittadino è presente nella lista d’attesa di altre RSA della provincia e ricevere informazioni, tramite un’e-mail, quando il cittadino presente nella propria lista ha trovato una collocazione definitiva in un’altra struttura dove aveva presentato domanda. Oggi le liste delle RSA non sono attendibili se consideriamo tutti i pazienti che presentano domanda in più di una struttura e una volta accolti non vengono cancellati. Con il nuovo software questo problema verrà risolto e la visione delle liste sarà reale».
Il nuovo gestionale permetterà inoltre di promuovere la RSA ed i servizi offerti, attraverso la pubblicazione delle informazioni visibili a tutti i ciittadini (rette, servizi offerti, posti disponibili, tipologia dell’utenza) e avere l’aggiornamento dei dati e assolvere automaticamente il debito informativo mensile nei confronti dell’Asl.
Il progetto, che non prevede costi per le strutture, ha già ottenuto l’interese è l’adesione di tutte le 60 RSA.
tratto da: Modello unico per le case di riposo Le liste d’attesa gestibili on-line – Cronaca – L’Eco di Bergamo.
Istat, Struttura e attività degli istituti di cura
Pubblicato: 22 settembre 2010 Filed under: Amministrazione dei servizi, ISTAT, Organizzazione dei servizi, Ospedali, RSA 1 Commento »| Periodo di riferimento: Anno 2006 Diffuso il: 20 settembre 2010 Nelle tavole, disponibili in download, sono presenti i dati e gli indicatori riferiti all’anno 2006 sulla struttura e le attività degli istituti di cura. Le informazioni sono elaborate dall’Istat a partire dai dati rilevati dal Ministero della Salute. Il Ministero, mediante appositi modelli di rilevazione (modelli Hsp), nell’ambito del Sistema informativo sanitario, rileva informazioni sui dati anagrafici degli istituti di cura pubblici e privati, le caratteristiche organizzative, i posti letto ordinari e in day hospital, le apparecchiature tecnico-biomediche di diagnosi e cura e di attività dei reparti ospedalieri. Accanto a un’analisi temporale del fenomeno, riferita agli anni 2003-2006, i dati e gli indicatori per il 2006 sono presentati a livello nazionale e a livello di dettaglio regionale e provinciale. |
download
per informazioni
Servizio Sanità e Assistenza
Raffaella Amato tel. 06 4673.7238 raamato@istat.it Centro diffusione dati Sportello per i giornalisti |
Struttura e attività degli istituti di cura.
CARTA DEI SERVIZI della CASA RIPOSO COMUNALE “VILLA CITTERIO”, Lezzeno (Como)
Pubblicato: 9 agosto 2010 Filed under: Anziani, Carta dei servizi, RSA Lascia un commento »Qualità delle relazioni: una comparazione (ricca di humour) fra la Casa di Riposo e un viaggio in crociera
Pubblicato: 7 giugno 2010 Filed under: Anziani, Audiolibri, RSA, Video Lascia un commento »Non del tutto attendibile per quanto riguarda i livelli di assistenza, però molto divertente e di buon gusto umoristico
Questo video con estensione pps mi è stato inviato da un operatore del settore.
Paolo Ferrario
Carta dei servizi 2010, RSA Fondazione Bellaria
Pubblicato: 15 aprile 2010 Filed under: Anziani, Carta dei servizi, Como, RSA 3 Commenti »Vai a Sito Fondazione Bellaria, Appiano Gentile (Co)
Processi organizzativi e professionali della costruzione della Carta dei servizi della RSA Bellaria nel 2001
Ginnastica mentale, come allenare il cervello delle Residenze, di G.C. Giuliani, M.G. Pisa, M.C. Inchiostro Esposito
Pubblicato: 28 gennaio 2010 Filed under: animali, RSA Lascia un commento »untitled – Powered by Google Documenti
Si litiga in Ca’ d’Industria I dipendenti: scioperiamo – Homepage – La Provincia di Como
Pubblicato: 10 ottobre 2009 Filed under: Como, RSA Lascia un commento »I sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto l’intervento del prefetto Sante Frantellizzi sulla vertenza che li oppone al consiglio d’amministrazione. «Abbiamo proclamato lo stato d’agitazione ed abbiamo intenzione di scioperare – dice Matteo Mandressi – ma dobbiamo mettere in atto, dapprima, il tentativo di conciliazione previsto dalla legge sui servizi pubblici» e manifesta scetticismo fin da ora sul buon esito del tentativo. «Le posizioni sono troppo distanti – sottolinea – la trattativa, dopo una prima riunione, è stata più volte rinviata, non sappiamo quando potremo sederci ancora al tavolo per proseguire e il malessere tra il personale è troppo alto». Ma la vertenza potrebbe essere pagata dagli ospiti che, stando agli ultimi episodi segnalati dalle famiglie, non sono sempre accuditi con tutte le attenzioni del caso.
convegno ANASTE 4° Incontro di Convergenza tra Istituzioni e Servizi Residenziali per Anziani RSA E RELAZIONI DI SISTEMA. RIFLESSIONI ED ESPERIENZE
Pubblicato: 2 ottobre 2009 Filed under: CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, RSA Lascia un commento »convegno ANASTE
4° Incontro di Convergenza tra Istituzioni e Servizi Residenziali per Anziani
RSA E RELAZIONI DI SISTEMA. RIFLESSIONI ED ESPERIENZE
si terrà il 27 novembre p.v. presso la Sala Conferenze del centro Servizi di Banca Popolare di Milano, via Massaua n. 6
Il programma dettagliato e il modulo di iscrizione sono reperibili sul sito www.fondazionemantovani.it alla voce “FORMAZIONE”
La segreteria organizzativa di Fondazione Mantovani ONLUS è a disposizione per ogni e qualunque problema organizzativo al nr. 02.6455300
Distinti saluti.
Fondazione Mantovani ONLUS
Agenzia Formativa
«La badante? Più costosa del ricovero in una casa di riposo»
Pubblicato: 21 luglio 2009 Filed under: Anziani, assistenti familiari, Disabilità e Handicap, RSA Lascia un commento »Badante o casa di cura? Non è il caso di scomodare i dubbi di Amleto, ma la domanda affligge le famiglie che si trovano a dover affrontare la ricerca su come e soprattutto dove sistemare un anziano. Tralasciamo tutti gli aspetti, peraltro assolutamente non secondari, di ordine psicologico (relativi al fatto che con la badante la persona assistita resta in casa propria) e concentriamoci solo sugli aspetti puramente ragionieristici.
Secondo uno studio della Camera di commercio di Monza sarebbe più vantaggioso la casa di cura. Dato choc? Indagine sconvolgente? Bisogna leggere i dati con la calcolatrice in mano sapendo bene che come tutte le statistiche vale poi quanto sosteneva Trilussa: che se uno mangia due polli e un altro digiuna, per le statistiche hanno mangiato un pollo a testa. Ebbene, secondo l’indagine il costo medio di una retta mensile di una casa di cura lombarda è di 1.650 euro, contro i 2 mila della badante. Il che significa 350 euro risparmiati al mese, oltre 4 mila euro all’anno. «La badante messa in regola costa molto di più di quello che si possa credere — spiega Renato Mattioni, segretario generale della Camera di commercio —. Si parte da uno stipendio base di 1.300 euro al mese, tredicesima compresa, al quale vanno poi aggiunte una lunga serie di voci che fanno schizzare verso l’alto il compenso».
Per badante «messa in regola», la Camera di commercio intende una donna a tempo pieno, nel cui stipendio sono compresi anche il costo legato alla sostituzione per il riposo settimanale, le ferie e il vitto. Sommato tutto, si ottiene così a una cifra che oscilla attorno ai 2 mila euro e che secondo Mattioni «molto spesso finisce anche per superarla», mentre il costo medio della retta di una casa di cura accreditata al Servizio sanitario nazionale lombardo non supera i 1.650 euro. La media appunto. Perché nello specifico — sempre sendo l’indagine — la provincia più economica è quella di Cremona con una retta mensile di 1.433 euro, seguita a ruota dalle province di Bergamo e Brescia, dove sono state registrare rette mensili di 1.515 e di 1.545 euro.
A Monza e in Brianza la retta media sale fino a quasi 1.800 euro, ma solo a Varese ha un costo analogo a quello della badante (2.009 euro). Le cifre hanno fatto però storcere la bocca a Stefano Carugo, assessore alle Politiche sociali del Comune di Monza, che da poche settimane ha anche attivato uno sportello badanti. «Sono numeri che non mi tornano — commenta —. Le case di cura a Monza e a Milano sono molto più care di quello che dice la Camera di commercio, si va da un minimo di 2 mila e un massimo di 2 mila e 500 euro. Solo se ne scegli una in periferia, lontano dai centri abitati, il costo della retta scende». Insomma, secondo Carugo la badante continua a essere più conveniente, anche se le Rsa offrono più servizi. «Appunto — commenta dalla Sportello colf di Cisl di Milano — e sono questi a incidere in modo favorevole alle case di cura. Noi facciamo preventivi di spesa su richiesta e abbiamo notato come allo stipendio della badante vanno aggiunti altri costi vivi come quello per le medicine».
Riccardo Rosa
«La badante? Più costosa del ricovero in una casa di riposo» – Milano
Scheda riguardante la situazione dell’assistenza sociosanitaria rivolta agli anziani malati non autosufficienti ricoverati presso le residenze protette o Case di Riposo, www.grusol.it
Pubblicato: 9 maggio 2009 Filed under: Anziani, RSA Lascia un commento »scheda riguardante la situazione dell’assistenza sociosanitaria rivolta agli anziani malati non autosufficienti ricoverati presso le residenze protette o Case di Riposo “I diritti vanno garantiti. A proposito dell’assistenza sociosanitaria agli anziani non autosufficienti nelle residenze protette della regione Marche“. La scheda analizza il quadro dell’assistenza fornita sulla base della normativa nazionale e regionale di riferimento.
www.grusol.it/vocesociale/05-05-09.PDF
Deliberazione della Giunta Regionale Piemonte 6/4/2009 n. 3911190 (BUR 16/4/2009 n. 15) Riordino delle prestazioni di assistenza tutelare socio-sanitaria ed istituzione del contributo economico a sostegno della domiciliarita’ per la lungoassistenza di anziani non autosufficienti. Estensione dei criteri per la compartecipazione al costo delle prestazioni di natura domiciliare di cui alla D.G.R. n. 37-6500 del 23.7.2007.
Pubblicato: 5 maggio 2009 Filed under: Anziani, Piemonte, RSA Lascia un commento »Deliberazione della Giunta Regionale Piemonte 6/4/2009 n. 3911190 (BUR 16/4/2009 n. 15)
Riordino delle prestazioni di assistenza tutelare socio-sanitaria ed istituzione del contributo economico a sostegno della domiciliarita’ per la lungoassistenza di anziani non autosufficienti. Estensione dei criteri per la compartecipazione al costo delle prestazioni di natura domiciliare di cui alla D.G.R. n. 37-6500 del 23.7.2007.
La qualità nelle residenze per anziani non autosufficienti (scheda a cura del Centro Maderna)
Pubblicato: 5 maggio 2009 Filed under: Anziani, Fondazione Maderna, RSA Lascia un commento »| La qualità nelle residenze per anziani non autosufficienti (Centro Maderna) |
| Il manuale illustra le caratteristiche richieste dalla Norma ISO e quelle tecnico-professionali inerenti a un accreditamento di eccellenza. Il modello proposto, finalizzato al miglioramento e alla promozione della qualità, costituisce uno strumento base per guidare le organizzazioni e gli operatori dell’assistenza a valutare la propria realtà, individuare le opportunità di crescita, definire obiettivi e percorsi, misurare i risultati. Il volume è articolato in sei sezioni: 1. Politica e obiettivi. 2. Strutture, risorse umane e tecnologiche. 3. Organizzazione, procedure e gestione. 4. Umanizzazione e tutela dei diritti. 5. Strumenti di miglioramento continuo della qualità. 6. Gestione documentazione e dati. (Dal sito dell’editore) Guala A., Gallia B., Cazzulino L., Garbella P., “Sistema di gestione per la qualità delle residenze per aziani non autosufficienti. Manuale di autovalutazione”, Maggioli Editore, 2009, pp. 120. |
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(News del 29-04-2009)
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Veneto. Residenzialit� extraospedaliera per anziani non autosufficienti e disabili
Pubblicato: 10 marzo 2009 Filed under: Anziani, RSA, Veneto Lascia un commento »Veneto. Residenzialità extraospedaliera per anziani non autosufficienti e disabili
Trevisani Barbara, Baraghini Gianfranco, “Una residenza per anziani: un sistema di garanzia della qualità e della sicurezza. Guida allo sviluppo di un sistema di gestione per l’accreditamento e/o la certificazione”, Franco Angeli, Milano, 2008, pp. 224,
Pubblicato: 2 marzo 2009 Filed under: Anziani, FrancoAngeli, LIBRI NEWS, RSA Lascia un commento »Il sistema Qualità nelle case di riposo (Centro Maderna) Lo sviluppo dei sistemi di gestione della qualità, indipendentemente dall’approccio seguito (accreditamento, ISO 9000, ecc.) rappresentano ancora oggi l’unico approccio credibile in grado di supportare lo sviluppo di un’organizzazione capace di garantire qualità e sicurezza. Ne fanno fede una serie di esperienze del settore sanitario ma soprattutto il fatto che le istituzioni hanno identificato nell’accreditamento istituzionale quel sistema di regole che ogni struttura deve rispettare per garantire livelli minimi di qualità, prima per il sistema sanitario ed ora per quello socio-sanitario. Gli autori del volume, forti dell’esperienza decennale nello sviluppo di sistemi Qualità nel settore sanitario, descrivono gli elementi principali di un’esperienza diretta portata avanti presso la casa di riposo Nevio Fabbri di Molinella (BO) caratterizzata da un approccio ai problemi che ha evitato contrapposizioni di pensiero (certificazione, accreditamento, …) per entrare nel merito dell’organizzazione e rispondere all’esigenza delle istituzioni di dare evidenza dei livelli di qualità e sicurezze garantite, come sempre più fortemente richiesto dai cittadini.
(Da: www.francoangeli.it)
Trevisani Barbara, Baraghini Gianfranco, “Una residenza per anziani: un sistema di garanzia della qualità e della sicurezza. Guida allo sviluppo di un sistema di gestione per l’accreditamento e/o la certificazione”, Franco Angeli, Milano, 2008, pp. 224, € 24,00.
Luciana Quaia, Sostenere la domiciliarità: un progetto sperimentale per le famiglie che assistono un malato Alzheimer, in I Luoghi della Cura n. 1, 2005, pagg 19-25
Pubblicato: 14 gennaio 2005 Filed under: Alzheimer, Amministrazione dei servizi, ASP Aziende Servizi alla Persona, Como, Comuni, Fondazioni, Lavoro di cura, Quaia Luciana, RSA, saggi e articoli, Volontariato Lascia un commento »- scarica l’articolo in formato dbf: Luciana Quaia, Sostenere la domiciliarità: un progetto sperimentale per le famiglie che assistono un malato Alzheimer, in I Luoghi della Cura n. 1, 2005, pagg 19-25
Patrizia Taccani: recensione di Paolo Ferrario, Marisa Bianchi, Luciana Quaia, La qualità nei servizi socio-sanitari. Processi di costruzione della Carta dei servizi in una RSA, Carocci editore, Roma 2002
Pubblicato: 3 ottobre 2002 Filed under: Anziani, Carta dei servizi, Quaia Luciana, RSA, Taccani Patrizia Lascia un commento »Recensione di Patrizia Taccani a:
Paolo Ferrario, Marisa Bianchi, Luciana Quaia, La qualità nei servizi socio-sanitari. Processi di costruzione della Carta dei servizi in una RSA, Carocci editore, Roma 2002
Il testo è diviso in tre parti strettamente collegate come possono esserlo tre tappe di un unico itinerario pensato e progettato insieme dai tre Autori, e successivamente ripercorso insieme. Nella prima parte siamo condotti lungo un iter storico-istituzionale che ci consente di capire l’intreccio sistemico tra le istanze e le pressioni in tema di qualità dei servizi da parte della società civile diversamente rappresentata e le iniziative legislative e amministrative in parte orientate a rispondere, in parte “costrette” a entrare in conflitto con la domanda stessa di qualità, nel momento in cui presentino come obiettivo centrale il contenimento della spesa economica. Già la proposta di leggere gli aspetti di possibile ambivalenza del dato giuridico-amministrativo rende il lettore avvertito degli aspetti di complessità del problema e lo preserva dall’assumere una visione troppo “romantica” dei percorsi per la qualità. Di particolare interesse l’approfondimento della valenza comunicativa della Carta dei servizi e, ancor più, il senso di una costruzione della Carta fatta dall’interno del contesto di servizio. Sono particolarmente illuminanti i due verbi usati “rispecchiarsi” e “affacciarsi alla finestra” (p.37) per definire gli obiettivi di tale strumento: la Carta come strumento per osservarsi, che significa anche la sua costruzione attraverso una forte partecipazione delle componenti professionali del servizio, e la Carta come strumento per farsi conoscere, per entrare in contatto con i soggetti esterni: utenti reali o potenziali, forze sociali, altri enti, associazioni. Accompagnati da questa immagine/metafora ci si può avviare lungo l’itinerario che conduce appunto dal quadro delle politiche sociali in tema di qualità e della legislazione sulle Carte dei servizi (Paolo Ferrario), per raggiungere e conoscere un luogo (RSA Bellaria di Appiano Gentile in provincia di Como) in cui si è attuata una sperimentazione di redazione della Carta unitamente a un progetto qualità, attraverso le parole di chi occupa un punto di osservazione di particolare rilievo, quello di direzione della residenza (Marisa Bianchi), sino alla rilettura del processo di miglioramento della qualità che mette il luce tutto il lavoro di cura necessario per poter passare dal “dover essere” in tema di qualità al “che cosa è possibile fare e si è fatto” per la qualità stessa (Luciana Quaia). Nella seconda parte dunque, il lettore conosce da vicino il contesto di una residenza sanitaria-assistenziale in cui si è realizzata la costruzione della Carta dei Servizi come punto di arrivo di un processo in parte quasi “inconsapevole”, a sua volta punto di partenza per una revisione dei processi di lavoro in aree specifiche : qui, oltre a vedere il luogo fisico, a incontrare i soggetti, a percepire i passaggi di clima e di stile di lavoro dal lontano 1864 anno in cui la casa fu fondata per accogliere otto ammalati di pellagra, sino all’oggi in cui la RSA Bellaria è dimora di centoventisette persone anziane quasi tutte gravemente disabili, si è chiamati a interrogarsi, insieme a chi scrive, sulle possibili contraddizioni tra l’aspirazione a migliorare la qualità del servizio e l’applicazione di metodologie di lavoro ad essa finalizzate che tuttavia richiedono tempi per l’elaborazione e la socializzazione più ampia, tempi per l’applicazione, tempi per la valutazione e si basano fondamentalmente sul coinvolgimento diretto degli operatori nei gruppi di lavoro: “il lavoro dal basso presenta vantaggi e svantaggi”. (p.119) Nella terza e ultima parte Luciana Quaia, psicologa consulente nella RSA, fornisce da subito al lettore le chiavi interpretative da tenere presenti nella rivisitazione del processo di miglioramento della qualità che andrà a descrivere e a valutare, sintetizzabili nei concetti di “pluralità e intreccio dei protagonisti della qualità” (anziani, familiari, operatori, ambiente) e di empowerment riferito a ciascuno di loro. Il processo viene ricostruito con precisione non disgiunta da partecipazione emotiva: come del resto sottolinea l’autrice, il processo di lavoro di gruppo ha visto intrecciarsi momenti di ricerca di strumenti e di metodologie finalizzati ad una traduzione squisitamente tecnica a momenti di creatività capaci di motivare, sostenere e “accendere” anche le fasi più faticose che dovevano portare a identificare i fattori di qualità, a trovarne gli indicatori, ad approcciarsi al concetto di standard. (p.160). E’ probabile che un metodo di lavoro di ricerca con queste caratteristiche abbia di gran lunga facilitato l’acquisizione della consapevolezza raggiunta dal gruppo al termine di una prima fase, che “molti degli obiettivi di miglioramento via via delineati dal gruppo erano inerenti alla sfera relazionale e implicavano un impegno personale che non poteva semplicemente essere esposto in “tabella”, quasi fosse un elemento quantizzabile o acquistabile…” (p.169). Come dire che il lavoro di ricerca si è caratterizzato dall’essere anche formativo e auto-formativo. Di notevole interesse il capitolo dieci che ci consegna i risultati di una valutazione della qualità da parte di un numero pur parziale di anziani (22% degli ospiti): ciò che è emerso viene definito come “una criticità poco obiettiva rispetto al tema indagato, ma più “rivendicativa” di esigenze personali non sempre compatibili con il luogo di residenza…” (p.177). Questi risultati di per sé certamente non gratificanti hanno tuttavia spinto gli operatori a superare il senso di impotenza generato dalla consapevolezza di non poter dare tutte le risposte adatte a tutte le persone residenti nella casa, e successivamente si è proceduto a raccogliere, ampliandole con interviste e osservazioni, le esigenze di tipo psico-sociale degli ospiti stessi. Diversamente raccolta (tramite focus group), la valutazione della qualità percepita dai familiari e in via di elaborazione, al momento della chiusura redazionale del testo, la verifica fatta con gli operatori: i risultati, anche provvisori, l’interpretazione che ne viene fatta, e le prime risposte istituzionali (ad esempio incontri di informazione/formazione per i familiari) danno conto del grande movimento in atto nella RSA Bellaria di Appiano Gentile rispetto al miglioramento della qualità di vita di chi vi dimora, di chi mantiene uno stretto legame con i residenti, di chi vi opera professionalmente. Credo sia anche per questo che in premessa gli autori invitano altri gruppi di lavoro a comunicare la propria esperienza in tema di qualità e a partecipare a un confronto non su teorie ma sulle concrete realizzazioni, pur in via di attuazione. (p.12) Come lettore dichiaro di avere sentito, al termine dell’itinerario, l’esigenza di un breve capitolo conclusivo “a tre voci” che, almeno in qualche misura, collocasse tutta l’esperienza in una prospettiva a medio termine. Da ultimo, guardando al testo nel suo complesso, mi sembra di avere colto una sorta di meta-messaggio lanciato dalle sue pagine: esso riguarda la necessità di una presa in carico culturale del problema della vecchiaia, in particolare dei vecchi ammalati, estremamente fragili e non autosufficienti che approdano alle strutture residenziali nell’ultima parte della loro vita. Ma non solo di essi, anche dei familiari che spesso con grande fatica e pena mantengono legami che lo sguardo sociale corrente decreterebbe interrotti con l’entrata dell’anziano in una struttura. Ciò che chiamo presa in carico culturale riguarda l’affermazione prima teorica, poi declinata nell’organizzazione, dell’importanza di un “prendersi cura” della vita e dei legami di questi cittadini, così come, con tutti i rischi evidenziati, ci si può prendere cura della crescita professionale degli operatori attraverso la loro partecipazione diretta ai processi di cambiamento. Difficile allora essere d’accordo con valutazioni politico-amministrative che dovessero considerare processi come quello realizzato e descritto come eccessivamente costosi in termini di risorse professionali, di tempo dedicato e, perché no? pericolosi in quanto capaci di risvegliare nuove o nuovissime esigenze nei fruitori del servizio. Il dissenso nasce pensando ai vecchi di oggi, pensando anche ai vecchi che saremo.











