Corso di scrittura creativa, a cura di Francesco Pazienza – Associazione Barlafus


Corso di scrittura creativa

QUANDO Sabato 8 Ottobre
Sabato 5 Novembre
Sabato 3 Dicembre
Dalle ore 10.00 alle ore 17.00
DOVE

Crotto Rosa 6/a 22036 Erba (CO)
Clicca qui per vedere la strada

DI COSA PARLIAMO?

Introduzione alla scrittura creativa.
Scrivere come un libro stampato?
NO! Scrivere per imparare a conoscere se stessi.

Trovate riferimenti, approfondimenti e ogni altro tipo di informazione nelle pagine qui di seguito.

Barlafus evento su Facebook

Barlafus Sito dell’Associazione

Chi voglia partecipare è il benvenuto!

Vi aspetto!

Francesco Pazienza

Scrive su www.francescopazienza.it

ADESIONI

1 Incontro + pranzo: 35€ fino a 25 anni – 90 soci – 100€ non soci
3 Incontri + pranzo: 90€ fino a 25 anni – 250 soci – 270€ non soci
Informazioni:
Tel: 346 1570922 Francesca
e-mail:  associazione.barlafus@gmail.com

da Corso di scrittura creativa – Associazione Barlafus.

Leggere MARIANELLA SCLAVI, Arte di ascoltare e mondi possibili. Come si esce dalle cornici di cui siamo parte (2003), in Ai confini dello sguardo


Le sette regole dell’arte di ascoltare di Marianella Sclavi:

1. Non avere fretta di arrivare a delle con- clusioni. Le conclu- sioni sono la parte più effimera della ricerca.

2. Quel che vedi dipende dalla prospettiva in cui ti trovi. Per riuscire a vedere la tua prospettiva, devi cambiare prospettiva.

3. Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a capire come e perché.

4. Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.

5. Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti perché incongruenti con le proprie certezze.

6. Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.

7. Per divenire esperto nell’arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad ascoltare, l’umorismo viene da sè.

da Contributi a una cultura dell’Ascolto CAMMINARSI DENTRO (258): Leggere MARIANELLA SCLAVI, Arte di ascoltare e mondi possibili. Come si esce dalle cornici di cui siamo parte (2003) : Ai confini dello sguardo.

“Raccontare il lavoro sociale” – Roma 21-22 ottobre 2011 – a cura di Animazione sociale


Animazione Sociale propone
“RACCONTARE IL LAVORO SOCIALE”
Primo stage residenziale
per operatori sociali interessati alla scrittura

Roma, 21-22 ottobre 2011

Vai al Programma raccontareillavorosociale

Comunicazione profonda in sanità, Senso, verità, desiderio


Senso, verità,
desiderio
COMUNICAZIONE PROFONDA IN SANITA'
Volume di
pagine 326
COMUNICAZIONE PROFONDA
IN SANITA’
Praticare la comunicazione in sanità in quanto momento di profondità relazionale è fondamentale, non basta più informare semplicemente i pazienti su un trattamento o su una procedura diagnostica.

Questo nuovo volume sposa la tesi che è necessario - in particolare in sanità - distinguere tra comunicazione e informazione e si sviluppa in tre parti:

1.
UNA DEFINIZIONE DA CONDIVIDERE
Definire per orientarsi

1. 
Primo nodo: tecniche o senso
Formare tecnici o formare professionisti?
Il ruolo cruciale dell’ideologia.
2. Secondo nodo: convincere o convivere
Dalla informazione/espressione strumentale alla comunicazione profonda.
Dal conflitto alla condivisione.
3. Terzo nodo: logica o percezione.
4. Quarto nodo: strumentalità o eros
Dall’obiettivo strumentale all’orizzonte sconosciuto.
Dall’incontro emotivo alla relazione cosciente e desiderante.
Postfazione in prima persona. Libro koan, comunicazione satori.

2.
UNA SFIDA OPERATIVA DA ACCETTARE
La comunicazione nelle organizzazioni

1. 
La comunicazione profonda nelle organizzazioni sanitarie
La comunicazione profonda nel lavoro per i beni meritori.
La comunicazione profonda nella formazione degli operatori: metadisciplinarità, Scuola di Sanità pubblica, Governo clinico.
2. La comunicazione profonda come lavoro del dirigente sanitario
Il dirigente da gestore a guida.
Il “decalogo” del dirigente sanitario comunicatore.
Una patologia della capacità di guida e della comunicazione: il mobbing.
3. La comunicazione profonda con il paziente
Dal paternalismo ippocratico all’intelligenza emotiva.
L’educazione terapeutica del paziente e il counselling.
La Medicina narrativa/colloquiale e il burnout.
Dalla “medicina” nazista al consenso informato.
Consenso informato: riferimenti deontologici e lineamenti operativi.
Consenso informato: riferimenti giuridici.
4. La comunicazione profonda con i gruppi a rischio: l’educazione critica alla salute
Dall’Educazione sanitaria all’Educazione alla salute.
L’Educazione critica alla salute.
Operatori di Educazione critica alla salute, Tribunale per i diritti del malato, Uffici di relazione con il pubblico (URP).
Educazione critica alla salute e lavoro sulla domanda.
5. Un piano organizzativo per la comunicazione profonda
Il Piano CSQ (Comunicazione per la salute e per la qualità) e i suoi Tragitti attuativi.
La formazione/motivazione degli operatori.
L’ascolto dei cittadini.
L’ascolto di pazienti, parenti, utenti.
Le risposte verso pazienti, parenti e utenti.
Le risposte verso la società civile.
Postfazione in prima persona. Igienista e comunicatore.

3.
UN MODO D’ESSERE DA PRATICARE
L’arte del comunicare

1. 
Tempo.
2. Media
La telemedicina nella relazione clinica.
La televisione nell’Educazione critica alla salute.
L’informatica nella formazione in sanità.
L’informatica nell’organizzazione sanitaria.
3. Vis comunicativa
Ascoltare, guardare, toccare, collocarsi.
Parlare.
Postfazione in prima persona. Pathos e dintorni.

F. Calamo Specchia, Professore associato di Igiene presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dove insegna Organizzazione e Programmazione dei Servizi Sanitari. Da oltre vent’anni si occupa prevalentemente di comunicazione in sanità.

Tipi di ascolto secondo Roland Barthes


Barthes ha distinto tra tipi di ascolto:

quello degli indizi sonori, dei nostri progenitori, animali e primati: l’ascolto come allarme.

L’ascolto come decifrazione: è l’ascolto dell’uomo, decifra e interpreta.

E l’ascolto «applicato»: l’atto intenzionale dell’ascolto, fenomeno del tutto moderno. Questo tipo di ascolto, quello contemporaneo, è tuttavia ancora un ascolto panico: aperto a tutte le forme di ascolto. Qui siamo vicini all’ascolto delle spie, delle talpe.

Parlando di questo terzo ascolto Barthes ha scritto che non c’è più da una parte chi si confida, confessa, e dall’altra chi ascolta, tace, sanziona, valuta: ciascuno è nello stesso tempo ascoltato e a sua volta ascolta. La contemporaneità è dunque il paradiso delle spie?

Barthes parla di «ascolto libero», un ascolto che circola e scambia, quindi disgrega con la sua mobilità la rete rigida degli antichi luoghi d’ascolto: il carcere, il confessionale, la camera da letto.