Educatori professionali. L’appello dell’Anep: “E’ sempre più urgente l’istituzione di un albo”


Educatori professionali. L’appello dell’Anep: “E’ sempre più urgente l’istituzione di un albo” 


22 FEB - L’Associazione nazionale degli educatori professionali ha sottoscritto il manifesto “Prepariamo il futuro” in cui si si chiede a coloro che guideranno il Paese di “liberare le professioni sanitarie dagli ostacoli che impediscono di migliorare il Servizio sanitario nazionale”.

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Scrivere in italiano – Carocci editore


l’idea di un dominio in cui poter raccogliere non solo esercizi e materiali di approfondimento relativi al manuale, ma anche contributi di varia natura di docenti universitari e non ed esperti di scrittura, senza tralasciare spunti di riflessione su questioni non sempre strettamente connesse al mondo universitario ma altrettanto urgenti:  l’italiano a scuola, l’italiano L2, i linguaggi specialistici…

In quest’ottica scrivereinitaliano.it vuol essere un luogo in cui tutti coloro che si occupano di scrittura – non solo a livello universitario – possano incontrarsi per condividere materiali, idee e competenze.

Questo giustifica l’organizzazione del sito in varie sezioni apparentemente eterogenee, alcune più informative, altre più operative e interattive: dalla sezione manuale – con i suoi ricchi apparati online – ai Focus – approfondimenti, commenti o perfino cronache di linguistica  –; dai laboratori – l’Officina, il luogo del fare insieme, dove si tenta di “mostrare” ed esperire insieme – all’aula virtuale – uno spazio in via di realizzazione pensato per il singolo docente e i suoi studenti, da utilizzare attingendo ai materiali già a disposizione nel sito e progettandone di nuovi (testi scritti e audio, interviste e suggerimenti di lettura ecc.).

Guardiamo con particolare interesse al mondo della Scuola con l’idea di avviare presto laboratori pensati specificamente per i docenti.

Col tempo, si tenterà di dar voce direttamente agli studenti, coinvolgendoli attivamente e promuovendo concorsi di idee su temi condivisi dalla comunità scientifica di riferimento.

Un’attenzione particolare è dedicata, infine, al nostro catalogo di linguistica e a tutti i nostri autori – tanti e autorevoli – che hanno dato vita a un lavoro che, individualmente e complessivamente, merita di essere promosso e valorizzato.

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Tecniche educative nel servizio educativo domiciliare – Aperte le iscrizioni – IRSSeS in via Dei Falchi 2, Trieste


 

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TECNICHE EDUCATIVE NEL SERVIZIO EDUCATIVO DOMICILIARE

(Cod. prog. FP1242740001) L’operazione è cofinanziata dal Fondo sociale europeo

 

Destinatari: l’operazione si rivolge a residenti/domiciliati in FVG, con età compresa tra i 18 e i 64 anni, disoccupati/e o occupati/e, anche in cassa integrazione o in mobilità, in possesso del titolo di scuola media superiore diverso dai titoli richiesti al personale dei nidi d’infanzia dai commi 4 e 5 dell’articolo 29 della Legge regionale n° 20/2005.

 

Sedi e Durata del corso: il corso si svolgerà presso l’IRSSeS (Via Dei Falchi 2, Trieste) 400 ore comprensive di 130 ore di tirocinio presso servizi per la prima infanzia attualmente operativi; le lezioni si terranno da febbraio a novembre 2013.

 

Profilo Professionale: l’educatore del servizio educativo domiciliare è una figura educativa per la prima infanzia (tra i 3 ed i 36 mesi) che accetta la titolarità del servizio da parte di un ente gestore e mette a disposizione il proprio domicilio per la realizzazione delle attività educative.

Per ulteriore informazioni si consultino la L.R. n. 20/2005 e il D.P.Reg. n.230/Pres del 04/10/2011, che regolamentano il servizio educativo domiciliare.

 

Contenuti del corso: il percorso formativo è indirizzato a fornire gli elementi per comprendere e saper gestire il lavoro educativo con la prima infanzia nell’ambito specifico del servizio educativo domiciliare. Pertanto si svilupperanno aree tematiche fondamentali quali quella pedagogica, psicologica, sociologica, giuridica, di sicurezza e di igiene, progettuale e gestionale, sia sotto il profilo teorico, sia sotto quello pratico operativo.

 

Certificazione rilasciata: per l’accesso alle prove finali è richiesta la frequenza del 80% delle ore del corso. Agli allievi che avranno superato le prove finali sarà rilasciato un attestato di frequenza in “TECNICHE EDUCATIVE NEL SERVIZIO EDUCATIVO DOMICILIARE”. Il corso costituisce requisito necessario per svolgere l’attività di servizio educativo domiciliare, per le persone prive di titolo di studio pedagogico valido per i servizi per la prima infanzia.

 

Modalità e termini per la presentazione della domanda: le domande dovranno pervenire presso la sede dell’IRSSeS in via Dei Falchi 2 a Trieste dal 07/01/2012 entro le ore 12.00 del 01/02/2013.

I documenti da presentare sono:

·        una fotocopia della carta d’identità e del codice fiscale,

·        un curriculum vitae in formato europeo con autorizzazione al trattamento dei dati personali,

·        l’eventuale certificato di stato occupazionale rilasciato dal Centro per l’Impiego,

·        scheda di adesione all’intervento (disponibile sul sito dell’IRSSeS) debitamente compilata.

L’ammissione alle selezione è subordinata alla consegna della documentazione completa debitamente compilata.

 

Selezioni: la selezione prevede il superamento di un test iniziale che verterà su nozioni generali della cura della prima infanzia e sugli aspetti normativi e regolamentari del funzionamento del servizio educativo domiciliare che si terrà il 07/02/2013; i candidati che supereranno il test iniziale accederanno alle prove ulteriori, che saranno rese note con un successivo comunicato agli ammessi.

 

La partecipazione è gratuita, non è prevista alcuna indennità di frequenza.

 

Per maggiori informazioni visitate il sito www.irsses.it o contattate la segreteria dell’IRSSeS in via Dei Falchi 2 a Trieste (040309968 - irsses@irsses.it)

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Segreteria Irsses
Via dei Falchi, 2
34138  Trieste

 

cid:image001.jpg@01C94AF1.8B96A810

Via dei Falchi, 2 – 34138 TRIESTE – Italy
tel 040 309968 fax 040 368736
www.irsses.it

Il centro diurno integrato: un servizio per l’anziano fragile | di Luciana Quaia in Muoversi Insieme


Esiste tuttavia una parte di persone anziane che, pur contando su un aiuto assistenziale prestato direttamente dalla famiglia o un’attenta osservanza di stili di vita sani, necessita comunque di interventi specialistici per il tipo di malattia in cui incorre. In questi casi la richiesta di aiuto presso i servizi diventa quasi obbligatoria, non essendo sufficienti la buona volontà e il buon senso. Il carico assistenziale, infatti, assume proporzioni troppo gravose per chi se ne occupa e diventa quindi necessario prendersi un attimo di tregua durante la giornata.

In questi casi la risposta migliore è sicuramente rappresentata dal Centro Diurno Integrato, un servizio che si configura come struttura intermedia fra la  permanenza del soggetto nella propria abitazione, magari supportata dalla più conosciuta assistenza domiciliare, e la scelta di un ricovero definitivo presso la casa di riposo …

tutto l’articolo qui: Il centro diurno integrato: un servizio per l’anziano fragile | Muoversi Insieme.

Gianfranco De Simone e Stefano Molina, Sapere di (non) sapere insegnare: i neoassunti giudicano la formazione ricevuta, Fondazione Agnelli


Sapere di (non) sapere insegnare: i neoassunti giudicano la formazione ricevuta

La ricerca della Fondazione Agnelli esamina il quadro problematico offerto dalle risposte di 32mila immessi in ruolo nel 2008-10

G._De_Simone_-_S._Molina__Quello_che_le_neoassunte__non__dicono_-_FGA_WP46.pdf

Fondazione_Agnelli_-_Sintesi_Ricerca_Formazione_Iniziale_-_luglio_2012.pdf

da Sapere di (non) sapere insegnare: i neoassunti giudicano la formazione ricevuta.

Centro Donatori del Tempo, Luciana Quaia, INTIME ERRANZE – Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica, Nodolibri, Como, 2012 pp. 212, 12 immagini a colori, Euro 20


Centro Donatori del Tempo

Luciana Quaia

INTIME ERRANZE

Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica

Nodolibri, Como 2012

pp. 212, 12 immagini a colori

Euro 20

 

Resiliente è la persona che anche di fronte a una grave avversità sa andare avanti senza arrendersi, resistere allo stress e imparare a ricavare un insegnamento che la renda meno vulnerabile in circostanze analoghe.

Nell’affrontare una malattia destabilizzante come la demenza, è possibile che il familiare curante diventi capace di dare un senso alla sofferenza, si senta in grado di potercela fare e acquisisca una maggior forza psico-emotiva?

A questa domanda il volume di Luciana Quaia tenta di rispondere attraverso una suggestiva mappa che, elaborata dall’analisi mitologica del viaggio dell’eroe di Joseph Campbell, si sofferma sulle diverse tappe percorse dalla famiglia dal momento della comunicazione della diagnosi lungo tutto il periodo dell’accudimento e ne mette in evidenza i processi di cambiamento e trasformazione.

I passaggi considerati per costruire un percorso di resilienza si focalizzano sulla presenza di diversi attori e strumenti:

- il tutore di resilienza, in questo caso rappresentato dall’associazione di volontariato Centro Donatori del Tempo, che, come le molteplici associazioni Alzheimer nazionali, riveste il ruolo di saliente punto di riferimento della comunità locale nell’accogliere le famiglie interessate dal problema e nel fornire un reale aiuto alle loro esigenze;

- il gruppo di reciproco aiuto, spazio capace di far credere e sperare in una prospettiva di crescita e di consapevolezza;

- la scrittura autobiografica, mezzo privilegiato di cambiamento di sguardo sulla realtà e se stessi.

Nell’originale struttura del testo che attribuisce ad ogni capitolo lo specifico nome della tappa dell’immaginario viaggio, particolare approfondimento viene dedicato alla metodologia applicata all’interno del laboratorio di scrittura autobiografica. Nelle cinque giornate di lavoro i familiari partecipanti, con il supporto di personaggi mitologici, poesie, brani di letteratura, oggetti, fotografie ed esercizi mirati, narrano le memorie di ricordi e di sfide, scoprendo le proprie forze interiori e la capacità di dare maggiore fiducia a se stessi.

Un capitolo totalmente dedicato alla potenza resiliente del cinema analizza in modo dettagliato e circoscritto tre film sul tema dell’Alzheimer, mettendo in luce un ulteriore strumento utile al sostegno psicologico del familiare attraverso il confronto  con una  realtà che riesce a generare importanti  modelli di identificazione e apprendimento.

Il libro, di agevole lettura, ricco di citazioni letterarie e di alcune pagine fotografiche, è consigliato sia ad organizzazioni di servizio che cercano nuove sperimentazioni di un “welfare sostenibile”, sia alle famiglie o persone che si trovino nella necessità di resistere al disagio che la malattia demenza impone.

Per l’ampia descrizione metodologica e l’accurata ricerca bibliografica e filmografica, inoltre, riveste particolare interesse per tutte le figure professionali che svolgono un lavoro centrato sulla relazione di aiuto.

Per acquisti e prenotazioni rivolgersi a:

NodoLibri

Nodo s.n.c., via Volta 38, 22100 Como

tel. 031 243113 fax 031 273163

e-mail nodo.segreteria@libero.it

http://www.nodolibri.it

Sono previsti sconti per acquisti superiori alle 2 copie

Per la scheda editoriale e l’acquisto via internet vai a: http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=232

Per l’acquisto mediante uffici postali vai alla cedola cartacea: http://polser.files.wordpress.com/2012/07/cedola-02.pdf

Quale medicina cura?, Convegno a cura del Gruppo Abele, Università degli studi di Bergamo e movimento Slow Medicine, 20 e 21 aprile 2012


E’ un convegno sulla cura che si terrà a fine Aprile, in un luogo molto suggestivo, sopra Torino.
E’ organizzato come Università degli Studi di Bergamo con il Gruppo Abele e il movimento Slow Medicine. L’idea è che si possano far incontrare professionisti del mondo della cura, con la voglia di condividere sperimentazioni e di tenersi in contatto, per non sentirsi soli, nello sforzo di migliorarsi e migliorare i servizi, ma anche nel pensare e immaginare nuove e più rispettose strade per la medicina e l’assistenza di oggi.Il convegno è accreditato ECM, ed essenzialmente not for profit, ovviamente.
Il Gruppo Abele vorrebbe offrire questo monastero appena ristrutturato come luogo caldo di incontro e confronto periodico anche sui temi della cura a chi volesse accettare questa provocazione e lasciarsi coinvolgere in una rete di reciproco sostegno e motivazione al cambiamento.

Quale medicina cura?

Il perchè di una domanda
“Quale medicina cura?”. Una domanda trasversale, sofferta, diffusa tra i mondi della cura con le loro professioni che si rendono conto di avere molte sfide in comune e si chiedono come farne un discorso pubblico, ma anche una leva di cambiamento per una medicina giusta, appropriata, sobria, sostenibile. Una domanda segnata dalla crisi finanziaria, ma che rilancia l’urgenza di non ragionare solo in termini finanziari. La crisi non può essere un alibi per non affrontare i problemi, piuttosto un’occasione per ripensare le pratiche della medicina. Mentre abbiamo da difendere, nonostante sprechi e manchevolezze, l’attuale sistema sociosanitario, c’è molto da fare per ripensare quale medicina oggi sia di aiuto in una società attraversata da fenomeni enormi come l’invecchiamento, l’appesantirsi delle sofferenze urbane, l’aumento di bambini e ragazzi con fatiche legate allo sviluppo psicofisico e al loro inserimento socio-educativo, i casi di anoressia o bulimia… Tutti problemi che mettono in gioco professioni e organizzazioni diverse, in quanto non sono delegabili a una sola disciplina e organizzazione. La cura è un evento collettivo, un bene comune che necessita di cooperazione nel pensare e nell’agire qui e ora, in questa situazione e contesto. Per farlo le professioni e i mondi organizzativi del socio-sanitario e del sociale sono chiamati a “sospendere” le loro appartenenze professionali e i loro atteggiamenti difensivi entro protocolli e mansionari per mettere al centro la domanda di partenza nelle sue diverse declinazioni: come può essere reimmaginata e arricchita la medicina oggi perché sia giusta, appropriata, sobria, sostenibile? E dunque come evitare che la cura diventi un’ulteriore sofferenza per chi vive, come paziente o come familiare, la condizione di vulnerabilità e di malattia? Come, invece, sviluppare interventi che recuperino il significato profondo della dicitura socio-sanitario? Come tutto ciò può divenire risorsa per un nuovo assetto di welfare volto a garantire l’universalità della cura e il coinvolgimento attivo delle persone, anche in un periodo di crisi economica?
Sono interrogativi che sollecitano ad aprirsi a orizzonti sempre meno “dipendenti” dalle necessarie diagnosi, dai protocolli di intervento, dalla specializzazione delle cure, per farsi sempre più protesi verso l’integrazione e la risignificazione degli interventi a fianco del soggetto vulnerabile e della sua famiglia. Come, per fare un passo avanti, costruire percorsi di cura sostenibili e integrati, evitando l’eccesso di cure, ma anche l’abbandono, facilitando scelte consapevoli e adeguate alla realtà di vita della persona e della sua famiglia?

L’invito a una ricerca partecipata e sperimentale
Problemi enormi perché coinvolgono cambiamenti a livello di politiche, ma anche, a nostro avviso, un diverso uso (un “buon uso”) delle innumerevoli competenze e risorse esistenti. Gli stessi tagli, se vanno contrastati là dove offendono i diritti delle persone, possono essere letti come un appello improrogabile a generare risorse attraverso cambiamenti che possono alleggerire le sofferenze umane e che, per non pochi versi, dipendono dalle scelte degli operatori, dal loro modo di “esserci” nel servizio, dal loro ripensare le relazioni con le persone e le famiglie, ma anche dai luoghi fisici della cura in modo che siano accoglienti e (perché no?) belli, dal collaborare tra professioni per arricchire la “densità di cura” della medicina.
Per avviare i lavori si è scelto di privilegiare una precisa angolatura da cui vedere i problemi e costruire delle ipotesi di lavoro: la radicale riorganizzazione delle cure primarie. A nostro avviso, il futuro delle politiche sanitarie è nelle cure primarie, sul cui ammodernamento devono concentrarsi gli sforzi dei decisori e dei professionisti. Il momento di particolare difficoltà potrebbe contribuire a superare con forza quegli ostacoli che finora hanno impedito una sostanziale riorganizzazione.
Alla luce di queste considerazioni, la Certosa vuol essere un luogo dove medici e infermieri, pediatri e geriatri, medicina del territorio e medicina ospedaliera, assistenti sociali e psicologi, psichiatri ed educatori possono ricavarsi “momenti di sosta e di pensiero”, con l’intento di attivare nei territori delle sperimentazioni da rielaborare poi insieme. Un percorso partecipato entro cui possono confrontarsi  letture, ipotesi  politiche e strategie, attenti alla loro trasferibilità sui terri-
tori. Un percorso pertanto sperimentale, alla luce delle ipotesi che si andranno a maturare, che impegna a mettere in atto localmente quei cambiamenti relazionali, fisici e organizzativi che possono avvicinare la medicina ai cittadini.

Tre laboratori
Nei lavori preliminari al seminario sono emerse tre aree-problema che sembra importante affrontare nel corso della riflessione e nei laboratori che potrebbero prendere l’ avvio in tale occasione. Altre
potranno emergere fra i partecipanti.
Le cure primarie
La riorganizzazione delle cure primarie è l’orizzonte entro cui collocare l’interrogativo iniziale “Quale medicina cura?” e pertanto è trasversale a tutto il percorso e a tutti i laboratori, ma può anche essere visto come oggetto specifico di riflessione. La prima area si pone quindi  l’obiettivo di unificare la figura del medico del territorio, superare il lavoro in solitudine dello stesso, sviluppare la sanità di iniziativa, mettere lo specialista al servizio dei percorsi di diagnosi e cura (anche coinvolgendo i professionisti ospedalieri), individuare punti di riferimento sul territorio che affianchino – e sostituiscano quando possibile – la struttura ospedaliera (strutture di comunità, case della salute,
ecc., aperte tutto il giorno).
La vecchiaia pesante
Una seconda area è quella degli anziani la cui salute con il passare degli anni vede il convergere della medicina di territorio, della medicina ospedaliera, ma anche dell’assistenza sociale e delle reti di prossimità. Come accompagnare gli anziani in un percorso umano per quanto possibile autonomo, attraverso la collaborazione degli stessi anziani e della famiglia, degli operatori professionali e  delle reti di prossimità, con gli interrogativi etici ed esistenziali, oltre che sanitari e sociali, che l’invecchiamento porta con sé?
L’infanzia fragile
Una terza area è quella che rimanda all’infanzia fragile, a volte fin dalla nascita, altre volte con problemi di salute che esplodono nell’arco dopo pochi mesi o anni a livello non solo fisico, ma anche emotivo, relazionale, cognitivo. Problemi che non sono confinabili nel mondo
degli specialisti ma chiamano sulla scena la medicina del territorio e quella specialistica, l’assistenza sociale, la scuola, le associazioni, chiedendo loro di uscire dalla logica della suddivisione dei compiti per farsi insieme prossimi alle situazioni.

PROGRAMMA
Venerdì 20 aprile 2012 – Ore 9,00-13
Organizzazioni che hanno scelto di uscire dai loro confini per interrogarsi sulla medicina che cura
Lucia Bianco

DIALOGO SULLA MEDICINA CHE CURA
* Tra riconversione delle risorse e micro-innovazioni
Nerina Dirindin
* Per una medicina giusta, appropriata, sobria
Andrea Gardini
* “Esserci” con le persone o sconfiggere malattie?
Ivo Lizzola
* Coordina: Vittorio De Micheli

PROSPETTIVE DI LAVORO A PARTIRE DAL “DIALOGO SULLA CURA”
Discussione coordinata da Silvana Quadrino e Marco Zanchi
Ore 14.30-19.00
Lavoro in gruppi-laboratorio
Introduce Silvana Quadrino
Il seminario propone tre aree di lavoro partecipato.
* Cure primarie
* Vecchiaia pesante
* Infanzia fragile
Nel corso dei lavori, ogni area terrà presenti quattro interrogativi.
- La delega e la dipendenza nei confronti del sistema sanitario sono un “effetto collaterale” di processi di cura impoveriti e impoverenti?
- La relazione paziente-professionista è oggi substrato portante della cura o semplicemente un atto di compassione asimmetrica?
- Di chi è il problema del riconoscimento e sviluppo delle capacità del paziente per divenire risorsa a se stesso?
- Come la macro sfida dell’integrazione tra sanitario e sociale, può essere una sfida di cui farsi carico nel lavoro quotidiano, con micro esperimenti significativi e sostenibili?

Sabato 21 aprile 2012 – Ore 9.00-14.00
Le cure primarie sul territorio come orizzonte strategico
Da dove ripartire e verso dove incamminarsi?
Serafino Zucchelli

RESTITUZIONE IN PLENARIA
dei materiali dei gruppi-laboratorio
Pensare e sviluppare nel territorio una medicina che cura
Le questioni trasversali sollevate dai tre gruppi-laboratorio
Riletture di Leopoldo Grosso, Eleonora Artesio, Giorgio Bert, Nerina Dirindin
Proposte organizzative per una ricerca partecipata
Lucia Bianco e Silvana Quadrino
Intervengono:
Eleonora Artesio – Consigliera Regionale Regione Piemonte
Giorgio Bert – Slow Medicine
Lucia Bianco – Certosa Gruppo Abele
Vittorio De Micheli – ASL Alessandria
Nerina Dirindin – Università di Torino e CORIPE Piemonte
Andrea Gardini – Slow Medicine
Leopoldo Grosso – Gruppo Abele
Ivo Lizzola – Università di Bergamo
Silvana Quadrino – Istituto Change
Marco Zanchi – Università di Bergamo
Serafino Zucchelli – Fondazione Pietro Paci

Quota di iscrizione 100 euro. Vitto e alloggio 80 euro. Sono previsti sconti del 20% per giovani sotto i 26 anni.

Per informazioni e prenotazioni:
tel:  011 3841083
fax   011 3841091
cell: 331 5753858

mail: certosagruppoabele@gruppoabele.org

da Gruppo Abele – Quale medicina cura?

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L’AMORE CONTESO. I FIGLI NELLE SEPARAZIONI FAMILIARI 2-16 febbraio 2012, Formazione sociale clinica


Programmi e Documenti:

L’AMORE CONTESO. I FIGLI NELLE SEPARAZIONI FAMILIARI

2-16 febbraio 2012

Il numero di separazioni e la natura conflittuale delle relazioni,

anche in regime di affido condiviso,

richiedono agli operatori una preparazione particolare
Il corso si terrà il 2 e il 16 Febbraio 2012
Sono aperte le iscrizioni sino al 27 gennaio

Programma

Programma stampabile

Scheda di iscrizione

vai a: Formazione sociale clinica.

IN FAMIGLIA – Vivere con la badante, progetto formativo della Provincia di Milano


Il progetto della Provincia di Milano ”IN FAMIGLIA-Vivere con la badante” prevede la realizzazione  di alcuni interventi formativi  rivolti agli operatori dei servizi territoriali che quotidianamente affrontano i problemi degli anziani non autosufficienti.
La prima proposta, programmata per il 19 gennaio 2012,, affronta gli aspetti legali del lavoro di cura e il ruolo e le funzioni dell’Amministratore di sostegno ed è rivolta in particolare ad assistenti sociali, educatori professionali, coordinatori, ASA e OSS che lavorano nei servizi per anziani.
La seconda proposta, programmata su quattro incontri tra gennaio e marzo, affronta le complesse tematiche relazionali relative al rapporto famiglia – badante – servizi, ed è rivolta ad assistenti sociali, educatori professionali, coordinatori e responsabili di servizio.
Per entrambe sono stati richiesti crediti formativi FCOAS per le assistenti sociali partecipanti.
In allegato il programma di dettaglio e la scheda di iscrizione.
La partecipazione agli eventi formativi è gratuita, ma è necessario iscriversi utilizzando l’apposita scheda allegata e inviandola – entro i termini previsti -  all’indirizzo: c.fontana@provincia.milano.it
Provincia di Milano
Settore politiche sociali
Viale Piceno, 60 – 20129 Milano
tel. 02.7740.3085
diritti-anziani19gen2012_schiscriz.doc diritti-anziani19gen2012_schiscriz.doc
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Scheda iscrizione Relazioni complesse.doc Scheda iscrizione Relazioni complesse.doc
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CARI MAESTRI. Da Susanne Bier a Gianni Amelio i registi si interrogano sull’importanza dell’educazione Martedì 25 ottobre 2011 alle ore 17:30 presso la Pontificia Università Lateranense – Aula Paolo VI Piazza San Giovanni in Laterano, 4 – Roma


CARI MAESTRI. Da Susanne Bier a Gianni Amelio

i registi si interrogano sull’importanza dell’educazione

 

Martedì 25 ottobre 2011 alle ore 17:30 presso la Pontificia Università Lateranense – Aula Paolo VI

Piazza San Giovanni in Laterano, 4 – Roma

 

Saranno presenti:

Sua Ecc.za Mons. Enrico dal Covolo – Magnifico Rettore della Pontificia Università Lateranense

On.le Patrizia Prestipino – Assessore alla Provincia di Roma per le Politiche Giovanili

Cristiana Capotondi – Attrice

Fausto Brizzi – Regista e sceneggiatore

Modera l’incontro Paolo Rodari – Vaticanista de “il Foglio” 

 Sarà presente l’Autore

 

 

 

Ufficio Stampa

 

 

          cid:image001.jpg@01CAEABE.1D839950

 

Fondazione Ente dello Spettacolo

Via Giuseppe Palombini, 6 – 00165 Roma

T: +39 06 96519200 - Fax +39 06 96519220

ufficiostampa@entespettacolo.org

                                         www.entespettacolo.org      www.tertiomillenniofilmfest.org
www.cinematografo.it           www.cineconomy.com

Costruire professionalità: percorso di accompagnamento per Assistenti Sociali, corso di formazione a cura della cooperativa sociale Molecola


Molecola gestisce da anni percorsi di formazione rivolti a operatori dell’area psico-socio-pedagogica, volontari e cittadini attivi. Particolare attenzione viene dedicata al lavoro di comunità, approfondito come metodo che è possibile importare nella quotidianità dei servizi e che può contribuire a far riscoprire il valore autentico del lavoro sociale, la centralità della dimensione relazionale a fronte di una logica prevalente di tipo prestazionale.

All’interno dei percorsi formativi vengono utilizzate metodologie attive e cooperative, tali da valorizzare le esperienze portate dai partecipanti e assumerle come risorsa per l’apprendimento.

Percorsi formativi rivolti agli operatori del settore sociale:

da Formazione.

Servizio Sociale e lavoro di comunità, corso di formazione a cura della Cooperativa sociale Molecola



Molecola gestisce da anni percorsi di formazione rivolti a operatori dell’area psico-socio-pedagogica, volontari e cittadini attivi. Particolare attenzione viene dedicata al lavoro di comunità, approfondito come metodo che è possibile importare nella quotidianità dei servizi e che può contribuire a far riscoprire il valore autentico del lavoro sociale, la centralità della dimensione relazionale a fronte di una logica prevalente di tipo prestazionale.

All’interno dei percorsi formativi vengono utilizzate metodologie attive e cooperative, tali da valorizzare le esperienze portate dai partecipanti e assumerle come risorsa per l’apprendimento.

Percorsi formativi rivolti agli operatori del settore sociale:

da Formazione.

Domenico Resico, Andrea Scaffidi (a cura di) LE PROFESSIONI EDUCATIVE Riflessioni e prospettive occupazionali


Domenico Resico, Andrea Scaffidi (a cura di) 
LE PROFESSIONI EDUCATIVE
Riflessioni e prospettive occupazionali
pp. 144, Euro 17,00; E-book Euro 14,00, Cod. 487.3, Collana: Erica – Educare alla responsabilità per includere in una Cittadinanza Attiva – diretta da G. F. Ricci

Maggian Raffaello, GUIDA AL WELFARE ITALIANO: dalla pianificazione sociale alla gestione dei servizi, Maggioli editore, 2011


GUIDA AL WELFARE ITALIANO: dalla pianificazione sociale alla gestione dei servizi

GUIDA AL WELFARE ITALIANO: dalla pianificazione sociale alla gestione dei servizi

di Maggian Raffaello

Manuale per operatori del welfare locale
€ 44,00 IVA assolta


Descrizione

Sul palcoscenico del welfare italiano troviamo vari personaggi, i protagonisti del presente volume: l’assessore comunale, il dirigente, l’assistente sociale, il tecnico  informatico, il sociologo, l’impiegato amministrativo, il volontario, il socio della cooperativa, il giornalista, l’utente, e così via. 
Ognuno interpreta il suo ruolo.
Ma in un contesto sempre meno caratterizzato da rigide separazioni, che accetta la contaminazione fra saperi teorici e professionali, fra dirigenza e operatività, fra amministrazioni pubbliche, libero mercato, terzo settore e utenza, quanta libertà e creatività ha ogni attore nell’interpretare la sua parte? Può, in qualche modo, cambiare alcuni pezzi del copione? Può diventare co-autore del welfare locale? 
L’Italia sta procedendo verso l’abbandono di  norme statali che trattano in astratto temi quali la qualità di vita e l’agio sociale valide per tutto il territorio nazionale, a favore di norme e azioni che tengano conto delle specificità locali. 
I vari personaggi sentono allora il bisogno di non sentirsi isolati, di  comunicare fra loro, sperando che qualcuno ascolti le loro esperienze e difficoltà, per trarre indicazioni utili magari proprio da chi vive in realtà completamente diverse e ha già affrontato e risolto positivamente quelle tematiche. 
I vari personaggi parleranno, quindi, con un linguaggio comprensibile a tutti, della creazione, modifica e del funzionamento dei servizi sociali, di progetti, organizzazione, risorse finanziarie e umane, di sistema informativo e informatico; tutti temi cruciali e quotidiani per chi opera nel sociale, per professione o volontariato. 
Raffaello Maggian insegna “Pianificazione sociale e gestione dei servizi e delle risorse umane” all’Università di Trieste. 
Fa parte del Comitato scientifico del Dizionario di servizio sociale ed è autore di numerose opere,  fra le quali si ricordano I servizi socio-assistenziali (Roma, 2001) e Il sistema integrato dell’assistenza. Guida alla legge 328/2000 (Roma, 2001).


ISBN: 8838768420
Collana: Sociale & Sanità
Edizione: 1
Copyright: Settembre 2011
Tipo Prodotto: Volume
Pagine: 434
Formato: 17×24
Progressivo: 0078

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Due giorni per “Raccontare il lavoro sociale” (Roma, 21-22 ottobre)


programma del primo Stage residenziale per operatori sociali interessati alla scrittura, che si terrà a Roma da venerdì 21 a sabato 22 ottobre, presso la bella sede dell’Istituto centrale di giustizia minorile.

Alla proposta (nata all’Appuntamento nazionale del 27-28 maggio, con gli oltre 700 operatori che affollavano il cinema Massimo di Torino) abbiamo lavorato in questi mesi. Dopo l’annuncio fatto a luglio abbiamo ricevuto molte adesioni e segni di interesse. Da oggi fino al 26 settembre sono aperte le iscrizioni.

Per mantenere una dimensione laboratoriale non sarà possibile superare le 5iscrizioni complessive, che saranno scelte in base a criteri di provenienza geografica (da più parti di questa nostra Italia), professionale e lavorativa. Entro il 30 settembre noi daremo conferma dell’iscrizione e da quel momento sarà possibile effettuare il pagamento, che è di 150 euro comprensivi di tutto (vitto, alloggio, partecipazione allo stage, a partire già da giovedì sera con la cena di benvenuto, fino a sabato pomeriggio).

Avremo la possibilità di lavorare con scrittori e con persone che in questi anni hanno provato a raccontare il sociale, il lavoro che molti uomini e donne fanno, le storie che ogni giorno si incontrano. In particolare saranno presenti: Milena Magnani, educatrice a Bologna nel campo della salute mentale e autrice de Il circo capovolto (Feltrinelli 2008), vicenda eroica e poetica ambientata in un campo rom; Eraldo Affinati, insegnante di italiano e storia nell’Istituto professionale “Carlo Cattaneo” alla Città dei Ragazzi di Roma, scrittore e fondatore insieme alla moglie della “Penny Wirton”, scuola di italiano per stranieri; Paola Schiavi, psicologa psicoterapeuta al Sert di Legnago, che oltre a pubblicare per Animazione Sociale ha raccolto le storie di adolescenti incontrati al suo servizio nel bel libro Solo un momento. Adolescenti e droghe (la meridiana 2010); Franca Olivetti Manoukian, psicosociologa dello Studio Aps che in questi anni ci ha accompagnato in molti percorsi di ricerca e formazione.

Alleghiamo scheda di iscrizione e programma da appendere in bacheca. Ricordiamo che l’iscrizione dovrà pervenire adanimazionesociale@gruppoabele.org o via fax allo 011 3841047 entro il 26 settembre. La rivista Animazione Sociale farà omaggio agli iscritti di un anno di abbonamento. Lo stage è stato accreditato dall’Ordine nazionale assistenti sociali.

Un caro saluto a tutti

la redazione di Animazione Sociale

 

Animazione Sociale
mensile per gli operatori sociali edito da Edizioni Gruppo Abele
corso Trapani, 91/b – 10141 Torino
tel. 011 3841048 – fax 011 3841047
www.animazionesociale.gruppoabele.org

Le sette regole dell’arte di ascoltare di Marianella Sclavi


Le sette regole
dell’arte 
di ascoltare
di Marianella Sclavi

1. Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.

2. Quel che vedi dipende dalla prospettiva in cui ti trovi. Per riuscire a vedere la tua prospettiva, devi cambiare prospettiva.

3. Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a capire come e perché.   

4. Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.

5. Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti perché incongruenti con le proprie certezze.

6. Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.

7. Per divenire esperto nell’arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad   ascoltare, l’umorismo viene da sè.

da marianella sclavi.

Artigirovaghe.com – Associazione


L’ Ass. Artigirovaghe nasce nel Gennaio del 2009 dall’incontro di alcuni educatori ed artisti di varie discipline desiderosi di sperimentarsi in percorsi in cui questi due mondi potessero compenetrarsi e valorizzarsi a vicenda.

L’Associazione ha lo scopo di favorire la diffusione di una cultura di promozione attraverso interventi ed esperienze socioculturali, pedagogiche, di ricerca e di sperimentazione sociale con particolare riguardo allo sviluppo creativo ed alla libera espressione volti alla creazione di processi di socializzazione per una comunità sociale nuova, libera, equa e sostenibile..

Le attività che noi proponiamo vogliono essere un’occasione per sperimentare le arti come strumento per far emergere quel canale espressivo-creativo comune a tutti gli esseri umani e come “zona franca” dove giocare a creare, smantellare e ricreare dimensioni di realtà non ancora pensate e nuove identità. Uno spazio e un tempo per ritrovarsi e raccontarsi scambiare esperienze, creare insieme, risolvere i conflitti in modo pacifico e partecipativo. Un’esperienza di condivisione creativa offre occasioni per riflettere, scoprire altri punti di vista, recuperare e creare memoria, sollecitare la relazione in qualsiasi persona e a qualsiasi età.

In questo modo l’incontro di altri sguardi nel processo creativo diviene un punto di forza, contribuisce alla ricerca di uno sguardo molteplice, che permetta di vedere ed essere visti diversamente.

vai a: Artigirovaghe.com – Associazione.

Patrizia Cinti (cur.), Prendersi cura. Indagine sulle professioni sociali


 

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Prendersi cura. Indagine sulle professioni sociali
Autori e curatori: Patrizia Cinti
Contributi: Federico Butera, Maurizio Carbognin, Sebastiano Di Guardo, Elisa Maggi, Gloria Sciarra
Collana: Organizzazione, tecnologia, persone, collana della Fondazione Irso – Istituto di ricerca intervento sui sistemi organizzativi - Ricerche
Argomenti: Politiche e servizi sociali - Teoria sociologica e storia del pensiero sociologico
Livello: Studi, ricerche
Dati: pp. 176,     1a edizione  2011  (Cod.1332.14)
Prendersi cura. Indagine sulle professioni sociali
Tipologia: Edizione a stampa 
Prezzo: € 22,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856837193 
In breve Una lettura destinata a chi studia e gestisce il lavoro sociale, ma anche ai tanti operatori e professionisti di una attività che ha come scopo il prendersi cura di chi è in uno stato di bisogno, spesso anche ignorando di esserlo.
 
Presentazione: Il lavoro sociale è indispensabile, prezioso e in costante aumento, ma per molto tempo il suo valore e la sua stessa rappresentazione sociale sono stati trascurati da studiosi e decisori politici. In questo volume viene presentata una proposta teorica e metodologica della Fondazione Irso, finalizzata alla definizione e analisi delle professioni sociali, applicata ad una ricerca biennale policy oriented promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e in rapporto con il FormezPA.

Il volume presenta l’analisi e la progettazione di alcuni profili significativi di professioni sociali. Questo materiale descrittivo è basato su un modello teorico originale e alcuni strumenti empirici originali. I dati raccolti raccontano un lavoro che a fatica sta vedendo sfumare connotati di marginalità e precarietà, rafforzati da situazioni contrattuali più precarie che flessibili. Attraverso la chiave di lettura proposta, però, centrata sulla rilevanza dei processi di lavoro, sulla ricchezza del ruolo agito dalle persone, sulla complessità organizzativa delle reti di relazioni intrecciate dagli operatori sociali, emergono profili professionali preziosi e indispensabili, connotati da risultati di qualità e da competenze pregiate.

Il volume vuole essere una lettura destinata a chi studia e gestisce il lavoro sociale, ma anche ai tanti operatori e professionisti di una attività che ha come scopo il prendersi cura di chi è in uno stato di bisogno, spesso anche ignorando di esserlo.

Patrizia Cinti, sociologa, è specializzata in organizzazione e docente a contratto nella Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione presso l’Università La Sapienza di Roma, dove insegna temi di comunicazione organizzativa e di formazione e dirige il Master People Strategy. Svolge attività di ricerca e consulenza e da anni si occupa di formazione su problematiche organizzative e gestionali, in particolare su analisi dei processi e delle professioni, sistemi di condivisione della conoscenza, reti organizzative.

Indice:
Raffaele Tangorra,
 Prefazione
Introduzione
Parte I. Gloria Sciarra, Elisa Maggi, Il contesto: le caratteristiche qualitative e quantitative del lavoro sociale
Gli occupati nel settore dei servizi sociali in Italia
Lo scenario europeo: un settore in crescita che crea occupazione
Il quadro europeo delle qualifiche (European Qualification Framenwork – EQF)
Parte II Le teorie e le metodologie: proposta di un modello teorico ed empirico per la descrizione e l’analisi del lavoro sociale
Patrizia Cinti, Il processo di cura della persona
(La descrizione e l’analisi dei processi di lavoro; L’Action Worflow Analysis)
Patrizia Cinti, La rete delle relazioni sociali e organizzative
(La descrizione delle Reti organizzative; Le Reti naturali e le Reti governate nel lavoro sociale: il caso dei Nuclei Operativi Tossicodipendenze delle Prefetture)
Federico Butera, Sebastiano Di Guardo, Il modello di indagine per il ruolo agito nelle professioni sociali come attività di produzione e condivisione di conoscenza
(Le dimensioni di base del modello; Le interazioni tra le dimensioni del modello; Il contesto delle variabili del modello)
Maurizio Carbognin, La definizione e l’analisi delle professioni
Parte III. La ricerca empirica: la descrizione e l’analisi delle professioni e occupazioni sociali
La descrizione e l’analisi di otto professioni e occupazioni sociali
(La metodologia e le ipotesi della ricerca; Lo strumento di analisi per le interviste; I risultati dell’indagine sulla descrizione di otto professioni o occupazioni sociali)
La ricerca per l’approfondimento di quattro professioni e occupazioni sociali
(La metodologia della ricerca; La sintesi dei risultati dell’indagine; I risultati della ricerca)
Maurizio Carbognin, Conclusioni. Il percorso di sviluppo delle professioni e occupazioni sociali
Bibliografia
(Analisi del lavoro e delle professioni; Servizi e professioni sociali; storie e racconti di vita)

da Prendersi cura. Indagine sulle professioni sociali.

LA METAMORFOSI DELLA FAMIGLIA Psicanalisi e sociologia si interrogano su una mutazione antropologica, Casa della cultura, Milano 14 aprile, 6, 20 maggio 2011


LA METAMORFOSI DELLA FAMIGLIA

Psicanalisi e sociologia si interrogano

su una mutazione antropologica

Ciclo di incontri in collaborazione con ALI in Italia e

Laboratorio Freudiano per la formazione degli psicoterapeuti – Milano

Coordinato da MARISA FIUMANÒ

Presso la Casa della Cultura, via Borgogna 3, Milano, MM1 San Babila

giovedì 14 aprile 2011 ore 21.00

Dalla famiglia alle famiglie

Carmen Leccardi e Fabrizio Gambini

venerdì 6 maggio 2011 ore 21.00

Dove sta andando la famiglia?

Jean-Paul Hiltenbrand

venerdì 20 maggio 2011 ore 21.00

Figli del caso/figli del desiderio

Marisa Fiumanò

Generatività e antigeneratività

Mauro Magatti

Il cambiamento nella famiglia e della famiglia è un tema su cui oggi non mancano le ricerche. Il tassello essenziale che questo ciclo di incontri vuole aggiungere, facendo interloquire sociologia e psicanalisi, ruota intorno alla sostituzione di un significante, “mutazione”, in luogo di “cambiamento”. L’ipotesi che avanziamo è che la famiglia stia subendo una vera e propria mutazione antropologica, assolutamente inedita nella storia dell’umanità.

Questa mutazione riguarda il modo in cui i bambini vengono attesi, concepiti e messi al mondo, le condizioni sociali e psichiche in cui essi crescono e vengono educati e il modo in cui si inseriscono nella società.

Alle spalle di questa mutazione, che ha preso corpo negli ultimi trent’anni, c’è una progressiva erosione della funzione della famiglia come istituzione e come cellula di base del legame sociale. La famiglia può ancora restare un luogo di riferimento affettivo ma non ha più alcun obbligo sociale, primo fra tutti quello della riproduzione biologica; essa non ha più la missione di allevare e educare i bambini alle regole della collettività, perché occupino il posto di chi muore e assicurino la continuità della vita sociale, come anelli di una stessa catena. La famiglia non stabilisce più una filiazione, è priva di prospettiva temporale; in quanto istituzione fondata sull’assoggettamento delle donne, con la loro emancipazione si va dissolvendo. Al tempo stesso, grazie alla medicina e alla tecnologia, si è aperta la strada a nuovi modi di nascere e la sessualità si è separata dalla riproduzione. Il termine famiglia si sfaccetta e la lingua talvolta precede il riconoscimento giuridico: la chiama monoparentale, famiglia di fatto, omosessuale, allargata. Quali sono gli effetti di questa macroscopica mutazione nel legame sociale e nell’economia psichica soggettiva?

Il modello lombardo di welfare. Continuità, riassestamenti, prospettive, Autori e curatori: Giuliana Carabelli , Carla Facchini Contributi: Lavinia Bifulco, Paolo Bonetti, Maria Cacioppo, Anna Maria Campanini, Lidianna Degrassi, Paolo Ferrario, Enzo Mingione, Raffaele Mozzanica, Chiara Previdi, Paolo Rossi, Mara Tognetti, Sergio Tramma, Luca Vecchio, Tommaso Vitale


Il modello lombardo di welfare. Continuità, riassestamenti, prospettive
Autori e curatori: Giuliana Carabelli Carla Facchini
Contributi: Lavinia Bifulco, Paolo Bonetti, Maria Cacioppo, Anna Maria Campanini, Lidianna Degrassi, Paolo Ferrario, Enzo Mingione, Raffaele Mozzanica, Chiara Previdi, Paolo Rossi, Mara Tognetti, Sergio Tramma, Luca Vecchio, Tommaso Vitale
Collana: Transizioni e politiche pubbliche – Fondazione Bignaschi
Argomenti: Politiche e servizi sociali
Livello: Studi, ricerche
Dati: pp. 256,     1a edizione  2011  (Cod.524.14)
Il modello lombardo di welfare. Continuità, riassestamenti, prospettive
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 30,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856834055
In breve Il volume, rivolto non solo a studiosi di politiche sociali, ma a decisori politici, responsabili dei servizi e professionisti del sociale, analizza la legge regionale lombarda n. 3/2008, che disciplina in modo organico i servizi sociali, unitariamente con i servizi socio-sanitari, in un’ottica di reciproca integrazione. L’analisi permette di ricostruire il modello lombardo di welfare nei suoi elementi costitutivi e nel suo contesto, e di interrogarsi sulla sua evoluzione, anche alla luce della prima fase di attuazione della legge.
Presentazione
del volume:
Da tempo la Regione Lombardia ha elaborato un organico modello di politiche sociali, basato sui principi di sussidarietà e di quasi-mercato, che tende sempre più ad affermarsi anche come riferimento a livello nazionale. La legge regionale n. 3 del 2008 costituisce una tappa di rilievo, in quanto disciplina unitariamente i servizi sociali e quelli servizi socio-sanitari, in un’ottica di reciproca integrazione. Al centro di questo volume, rivolto non solo a studiosi di politiche sociali ma a decisori politici, responsabili dei servizi e professionisti del sociale, anche in formazione, è l’analisi della legge, svolta con un approccio multidisciplinare, in cui si affiancano la lettura giuridica e quella sociologica. Tale analisi permette di ricostruire il modello lombardo di welfare nei suoi elementi costitutivi e nel suo contesto, e di interrogarsi sulla sua evoluzione.
Diversi i quesiti affrontati nel volume. Quali sono gli sviluppi o i riassestamenti ipotizzabili nel momento in cui tale impostazione si confronta con l’ambito dei servizi sociali? Come si modificano ruolo della società civile e modalità del suo coinvolgimento? L’integrazione è un obiettivo effettivamente perseguibile? Cosa comporta l’estensione all’ambito dei servizi sociali dell’accreditamento e della logica prestazionistica ad esso correlata? Che ruolo può assumere il segretariato sociale nella rete dei servizi? Che impatto ha la nuova normativa sulle professioni sociali, sulla loro collocazione e sulle loro competenze? In breve quali sono gli elementi di continuità e di discontinuità, quali i punti di forza e le criticità di questo modello nella sua concreta evoluzione?

Giuliana Carabelli svolge attività di ricerca, consulenza e formazione sui temi dell’organizzazione dei servizi sociali. Da tempo collabora con l’Università di Milano Bicocca.
Carla Facchini è professore ordinario di Sociologia della Famiglia alla Facoltà di Sociologia dell’Università di Milano Bicocca, dove coordina il corso di laurea in Servizio Sociale.

Indice:
Giuliana Carabelli, Carla Facchini, Introduzione
Parte I.: La legge nel suo contesto
Carla Facchini, Enzo Mingione, Il cambiamento della morfologia sociale come matrice di nuovi rischi. Il caso Lombardia
Lavinia Bifulco, Quasi-mercato e sussidiarietà come pilastri del modello lombardo di welfare
Lidianna Degrassi, Raffaele Mozzanica,La disciplina dei servizi sociali nella Regione Lombarda
Paolo Bonetti, Profili costituzionali dell’accesso ai diritti sociali nella legge regionale lombarda 3/2008
Parte II.: Attori e processi
Tommaso Vitale, La partecipazione alle politiche sociali in Lombardia: arene deliberative e processi di coordinamento
Paolo Ferrario, Governo della rete o governo delle reti? Il nodo irrisolto dell’integrazione
Giuliana Carabelli, L’accreditamento dei servizi sociosanitari e sociali in Lombardia
Chiara Previdi, Paolo Rossi,
Il segretariato sociale tra organizzazione e professione
Parte III.: Le professione sociali a confronto con la legge
Anna Maria Campanini, L’assistenza sociale
Sergio Tramma, L’educatore professionale
Luca Vecchio, Lo psicologo
Maria Cacioppo, Mara Tognetti, La dirigenza
Appendice. I provvedimenti attuati della legge regionale n. 3/2008
Bibliografia di riferimento
Autori.

da: Il modello lombardo di welfare. Continuità, riassestamenti, prospettive

Paolo Ferrario, Le grandi riforme: la riforma costituzionale del 2001 e i suoi effetti sui servizi socioeducativi e sui servizi sanitari e sociosanitari, Audio lezioni per i corsi di Politica sociale alla Università di Milano Bicocca


Paolo Ferrario, Le grandi riforme: la riforma costituzionale del 2001 e i suoi effetti sui servizi socioeducativi e sui servizi sanitari e sociosanitari, Audio lezioni per i corsi di Politica sociale alla Università di Milano Bicocca

La scuola della vita Incontro con Gian Piero Quaglino, Lunedì 21 febbraio | ore 18.00, Torino Spiritualità


media pagina

Lunedì 21 febbraio | ore 18.00
La scuola della vita
Incontro con Gian Piero Quaglino

In occasione dell’uscita di La scuola della vita. Manifesto della terza formazione (Raffaello Cortina), Gian Piero Quaglino sostiene l’idea di una nuova formazione, non più orientata esclusivamente alle mutevoli esigenze organizzative e al “mondo esteriore” ma capace anche di parlare di ciò che più ci sta a cuore: il corso della nostra stessa vita. Questo manifesto della terza formazione è dunque la proposta di un cammino di apprendimento per coltivare noi stessi attraverso un esercizio di riflessione e interpretazione, verso un traguardo sempre nuovo di formazione e trasformazione personale.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Gli Amici di Torino Spiritualità possono riservare 30 posti entro il venerdì precedente all’appuntamento.

Info e prenotazioni 011 4326827
info@circololettori.it

da: Torino Spiritualità.

Luciana Quaia, ARTE E POESIE CHE CURANO | Muoversi Insieme


Sarà perché, come scrive il filosofo Emanuele Severino, “la poesia dà ai mortali l’ultimo e più alto bagliore della felicità”, o perché affidare al canto poetico la nostra capacità visionaria di interpretare il mondo ci illude di renderlo immortale e di poterlo consegnare all’umanità di tutti i tempi, di fatto, nell’incertezza dei nostri giorni, la poesia torna ad essere luminosa protagonista, come dimostrano i numerosi siti che abitano la rete: W la poesiaPoesia creativaPoetarePoeti per caso, per nominarne solo alcuni. Oltretutto, in quanto creazione artistica, la poesia si sta rivelando anche un utile strumento terapeutico. Come mai?
Ammettiamolo. Almeno una volta nella vita ci è successo di affidare alle parole poetiche un malessere, uno stato d’animo in dissonanza con ciò che ci circonda, una celebrazione con la Terra e la natura, una necessità di raccoglimento e di silenzio, di segreta introversione.
Scrivere poesie, dunque, è un gesto nostro, un atto creativo che non richiede obbligatoriamente un destinatario. La poesia di per sé non deve essere per forza definita  ….

Vai all’intero articolo qui:

Sergio Tramma, L’educatore professionale, in: IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE Continuità, riassestamenti, prospettive A cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini Franco Angeli, 2010


L’educatore professionale

di Sergio Tramma

in:

IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE

Continuità, riassestamenti, prospettive

A cura di Giuliana CarabelliCarla Facchini

Franco Angeli, 2010, p. 256

da: IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE. Continuità, riassestamenti, prospettive, a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Franco Angeli, 2010 « Politica dei servizi sociali: ricerche in rete

IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE. Continuità, riassestamenti, prospettive, a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Franco Angeli, 2010


IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE

Continuità, riassestamenti, prospettive

A cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini

Franco Angeli, 2010, p. 256

Introduzione, di Giuliana Carabelli e Carla Facchini

  • Il crescente rilievo delle politiche regionali
  • Specificità della Lombardia
  • Momenti della costruzione del modello lombardo
  • I diversi sguardi disciplinari
  • La struttura di contenuto del volume
  • I possibili effetti di questa ricerca sulla formazione universitaria

Parte prima: La legge nel suo contesto

1. Il cambiamento della morfologia sociale come matrice di nuovi rischi. Il caso Lombardia

di Carla Facchini e Enzo Mingione

  • le trasformazioni del sistema occupazionale: flessibilizzazione del lavoro e aumento dell’occupazione femminile
  • l’impatto dell’immigrazione dai paesi meno sviluppati
  • i mutamenti demografici e il processo di invecchiamento
  • le trasformazioni delle tipologie familiari e l’incremento degli anziani soli
  • la pluralizzazione dei contesti familiari e le ripercussioni sui minori

2.  Quasi-mercato e sussidiarietà come pilastri del modello lombardo di welfare

di Lavinia Bifulco

  • Cronistoria
  • I quasi-mercati
  • Sussidiarietà
  • Lavori in corso: a ridosso della riforma
  • Voucher: quale libertà?
  • La programmazione: quale integrazione?
  • Il modello di governante

3. La disciplina dei servizi  sociali nella Regione Lombardia

di Lidianna   Degrassi e Raffaele Mozzanica

  • Da una “legge regionale di sistema” (LR 1/86) a una “legge regionale di rete” (LR 3/2008)
  • Finalità e principi
  • Assetto istituzionale e organizzativo
  • Governo della rete: gli ambiti sociale e sociosanitario
  • Assetto finanziario

4. Profili costituzionali dell’accesso ai diritti sociali nella legge regionale lombarda 3/2008

    di Paolo Bonetti

    • Servizi sociosanitari e servizi sociali e principi costituzionali di solidarietà e di eguaglianza
    • Potestà legislativa regionale sui servizi sociali e potestà legislativa statale sui livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti sociali
    • Diverse nozioni di livelli essenziali delle prestazioni concernenti l’assistenza sociale
    • Organizzazione e svolgimento delle funzioni amministrative concernenti i servizi sociali: potestà regolamentare regionale e locale e sussidiarietà orizzontale
    • Rapporti tra la legge 328/2000 e la legge regionale 3/2008
    • Limiti derivanti dalle norme comunitarie e statali in materia di condizione giuridica degli stranieri
    • La LR 3/2008 di fronte allo statuto regionale della Lombardia e i provvedimenti attuativi della legge
    • Diritti delle “persone che accedono alla rete” delle unità di offerta sociali e sociosanitarie
    • Bisogni da soddisfare prioritariamente

    Parte seconda: Attori e processi

    5.  La partecipazione alle politiche sociali in Lombardia: arene deliberative e processi di coordinamento

    di Tommaso Vitale

    • Società civile e costruzione del consenso in un governo monocratico
    • Terzo settore e competenze critiche
    • Implementazione della legge fra partecipazione e conflitto
    • Debolezze delle arene deliberative a livello locale

    6. Governo della rete o governo delle reti? Il nodo irrisolto dell’integrazione

    di Paolo Ferrario

    • Integrazione e reti
    • Il sistema dell’integrazione sociosanitaria: processi istituzionali
    • Il “modello lombardo” dei servizi sanitari e sociosanitari
    • Il governo delle tre reti

    7.  L’accreditamento dei servizi sociosanitari e sociali in Lombardia

    di Giuliana Carabelli

    • Concetto di accreditamento: origini, contesto, trasmigrazioni
    • Introduzione e cammino dell’accreditamento in Italia
    • Accreditamento dei servizi sociosanitari in Lombardia
    • Accreditamento dei servizi sociali tra competizione e partnership

    8.  Il segretariato sociale tra organizzazione e professione

    di Chiara Previdi e Paolo Rossi

    • Segretariato sociale tra informazione e comunicazione
    • Evoluzione organizzativa e professionale
    • Segretariato sociale nel sistema dei servizi: ruolo e potenzialità
    • Dall’accesso alla presa in carico: tre livelli istituzionali
    • Implementazione interistituzionale del segretariato sociale come elemento di innovazione
    • Segretariato sociale, reti e inclusione sociale

    Parte terza: Le professioni sociali a confronto con la legge

    9. L’assistente sociale

    di Anna Maria Campanini

    10. L’educatore professionale

    di Sergio Tramma

    11. Lo psicologo

    di Luca Vecchio

    12. La dirigenza

    di Maria Cacioppo e Mara Tognetti

    Appendice.

    I provvedimenti   attuativi della legge regionale n. 3/2008

    Bibliografia di riferimento

    Autori

    Animazione sociale, Un gomitolo e un filo leggero per il 2011


    e’ tempo di pensare al 2011, ai contenuti,  alle illustrazioni che ci accompagneranno nei prossimi 12 mesi. Desideriamo farti partecipe delle prime idee maturate in redazione, contando ancora una volta sulla tua disponibilita’ ad arricchirle e diffonderle.

    Cominciamo dalle illustrazioni. Dopo i straordinari disegni di Lele Luzzati sulle copertine 2010, non era facile trovare un artista che disegnasse il 2011. Dopo lunghe ricerche ci siamo imbattuti nel talento di Desideria Guicciardini. Sua e’ l’immagine 2011: un gomitolo e un filo leggero lungo il quale prende forma la scritta “Il tuo nome e’ il mio nome…”. A suggerire che in un tempo di grovigli sociali, a prima vista inestricabili, rimane la speranza che le persone possano individuarsi riconoscendosi in un destino comune. In allegato il manifesto di Animazione Sociale 2011 da appendere nella tua organizzazione.

    Attorno a quali grovigli e alla ricerca di quali fili ci muoveremo nel 2011? Abbiamo fatto un primo brainstorming in redazione, nell’intento di farci co/ricercatori con la comunita’ degli operatori sociali (educatori, assistenti sociali, responsabili delle cooperative sociali, animatori culturali, insegnanti, dirigenti dei servizi pubblici, amministratori locali, cittadini volontari). Scarica la mappa dei contenuti 2011 e arricchiscila se vuoi anche con i tuoi colleghi.

    Sono i grovigli che oggi chiedono di investire in strumenti di cultura. In un tempo di crisi, non solo economica ma di idee e di valori, si tratta di mettere al lavoro le intelligenze e le immaginazioni di tutti. E dunque un caldo invito: abbonati, fai abbonare e, perche’ no?, regala un abbonamento per Natale.(Compila subito la cedola regalo, per pagare hai tempo un mese). Cosi’ i fili di ciascuno diventano rete, in un tempo che ha bisogno non di navigazioni solitarie, ma di scommesse condivise.

    A te e a tutti i lettori, grazie. E buon 2011.

    la redazione di Animazione Sociale


    Animazione Sociale – mensile per gli operatori sociali
    Gruppo Abele Periodici
    corso Trapani, 91/b – 10141 Torino
    tel. 011 3841048 – fax 011 3841047

    Abbonati adesso sul sito www.animazionesociale

    L’ARTE DELLA CURA e la relazione che (si) trasforma: FORMAZIONE PER OPERATORI



    Ci occupiamo sul territorio di arteterapia ed espressione creativa, operando nelle seguenti aree:

    - prevenzione e cura del disagio
    - benessere
    - formazione.

    A tal proposito, abbiamo organizzato un percorso di formazione esperienziale rivolto agli operatori della relazione di cura, d’aiuto ed educazione



    Ass. ArTRE onlus
    Laboratori di ARTETERAPIA ed ESPRESSIONE CREATIVA
    Via Confalonieri, 11/13 – 20052 Monza

    Gabriele De Ritis sul libro di Duccio Demetrio, L’interiorità maschile, Cortina 2010


    *

    demetrio

    DUCCIO DEMETRIO,L’interiorità maschile. Le solitudini degli uomini,RAFFAELLO CORTINA EDITORE 2010


    Indice del volume:

    Con sguardo preoccupato: Cronaca di un’idea
    1.  Maschi e uomini: Una specie interiore?
    2.  In un corpo di donna: Miti e storie
    3.  Figure d’uomo nel tempo: Quando Narciso è triste
    4.  La tragicità maschile: Nel labirinto, non si estingue l’eroe
    5.  In fuga da se stessi: L’epica della solitudine
    6.  Ritratti virili: Nobili d’animo e di silenzi
    7.  A scuola dalle donne: Esercizi per maschi affaticati
    8.  Un commiato incruento: Per dimenticare Giuditta

    DUCCIO DEMETRIO, Dia-logo versus mono-logo? Riflessioni sull’esercizio autobiografico come incontro filosofico (contenuto inAdultità. Rivista semestrale sulla condizione adulta e i processi formativi, n.27, marzo 2008 – numero monografico intitolato Le pratiche filosofiche nella formazione: imparare a vivere, a cura di Romano Màdera), pp.7-12

    Indice del saggio:
    Preambolo
    Esercizi filosofici e tenacia introspettiva della scrittura di sé
    Non dimenticare la lezione fenomenologica
    L’autobiografia come stile filosofico e di vita

    DUCCIO DEMETRIO,L’educazione è interiore. E’ autodisciplina che lascia e cerca tracce invisibili(contenuto neL’educazione non è finita, RAFFAELLO CORTINA EDITORE 2009), pp.139-144

    Tutta la seconda parte dell’opera è un’illustrazione dell’idea dell’educazione come autodisciplina interiore:
    I. L’educazione è autodisciplina – Perché deve tornare nelle nostre mani, pp.109-12
    II. L’educazione è liberale – E’ autodisciplina che non tollera gli oltraggi del potere, pp.123-130
    III. L’educazione è personale – E’ autodisciplina che ci rende unici e irriproducibili, pp.131-137
    IV. L’educazione è interiore – E’ autodisciplina che lascia e cerca tracce invisibili, pp.139-144
    V. L’educazione è generosa – E’ autodisciplina dei diritti non solo verso se stessi, pp.145-148
    VI. L’educazione è indocile – E’ autodisciplina del dovere di essere indisciplinati, pp.149-151

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    Lo stile latino preferisce il concreto all’astratto. Esso ‘direbbe’ “l’uomo interiore”, non “l’interiorità maschile” E Duccio Demetrio, che pure intitola la sua opera “L’interiorità maschile”, a pagina 44 – discutendo di “Chirone: l’uomo completo” – per la prima volta scrive: “l’uomo interiore” (non “il maschio interiore”). Nella pagina successiva si dedica ad una “Lode agli uomini interiori”. Un ulteriore ‘passaggio’ è dato da ‘uomo’ rispetto a ‘maschio’.

    L’opera si apre con un auspicio che l’Autore rivolge a se stesso: vorrebbe scrivere come uomo, non comemaschio. Dunque, più che al maschio interiore è interessato all’uomo interiore. D’altra parte, l’interiorità maschile è cosa che pertiene all’uomo, più che al maschio. E’ più corretto dire, allora,l’uomo interiore.

    Cioè che è in questione qui è l’interiorità dell’uomo, del maschio come della femmina. Il titolo va bene, perché è chiaro: allude alla condizione in cui si ritrova il maschio, per cui ha da realizzare la propria natura umana, deve crescere a dignità di uomo, ergendosi al di sopra dell’appartenenza di genere, se per genere si vorrà intendere il genere maschile e il genere femminile. A me piace dire: il genere umano maschile e il genere umano femminile, dove l’accento è posto su umano, più che su maschile efemminile.

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    L’opera di Demetrio è dedicata

    A tutte le donne che ci aiutano a interrogare la vita interiore, senza fare troppe domande alle nostre solitudini.

    A pagina 15 si legge:

    Interiorità è pensare, custodire intimità, èavere una memoria alla quale poniamo domande, è tutto quanto non può sfuggire alla coscienza. L’interiorità èpreoccupazione etica, è propensione filosofica e artistica, è vocazione religiosao soltanto sensibilità per quanto, della vita, non riusciamo sempre acomprendere. Nessuno, il bruto quanto l’animo migliore, ne è esente. Varieranno i contenuti e le tensioni interiori, ma tanto il criminale quanto l’uomo integerrimo ne hanno una. Chi di più e chi di meno, ognuno ama coltivarla e non si astiene dal farne apertamente argomento di discussione anche con altri, con i quali condivide identiche sensibilità: in ragione della propria storia, di consuetudini educative apprese. Nella caparbia volontà di non voler vivere solamente di apparenze. E’ a questo punto che le qualità interiori si divaricano: per taluni sono fonte di una ricerca continua, per altri sono lo strumento per pensare (anzi per covare), non visti, pensieri e azioni non particolarmente elevati. O funzionali ai propri più disparati tornaconto.

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    Saltando a una rapida conclusione, a proposito della necessità di attivare gli strati profondi della propria sensibilità ci è di aiuto quanto afferma Duccio Demetrio nel saggio contenuto in Adultità, che si apre così:

    In una recentissima intervista, Pierre Hadot ci ricorda che: «In ambito filosofico, l’esercizio spirituale può considerarsi come una pratica volontaria, tutta personale, destinata a provocare una profonda trasformazione dell’individuo, una profonda metamorfosi del sé». E prosegue: «Per alcuni filosofi antichi, questa pratica potrebbe essere messa in relazione con il prepararsi ad affrontare le difficoltà della vita: la malattia, la povertà, la mancanza del necessario, la variazione improvvisa della fortuna impongono un esercizio interiore che ci aiuta nella quotidianità e, nello stesso tempo, ci insegna a ragionare e a interiorizzare il sapere» (Intervista a Pierre Hadot a cura di N.Ordine, Corriere della sera, 27 febbraio 2008, p.37).

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    … visto da Ada Ascari, della Libera Università dell’Autobiografia

    … visto da Giorgio Macario, della Libera Università dell’Autobiografia

    … visto da Paolo Ferrario

    … visto da me: Ciò che sono diventato. Al di là e oltre ciò che credevo di essere