Audio e Video di: LA SCRITTURA DI SE’ COME PRATICA DI RESILIENZA, incontro seminariale a partire dal libro INTIME ERRANZE: il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica di Luciana Quaia, editore NodoLibri, alla Università di Milano Bicocca LM in Scienze pedagogiche, 22 maggio 2013


Audio – Parte 1°:

Audio Parte 2°

Audio Parte 3°

Video 1: il Centro donatori del tempo di Como e i laboratori di scrittura:

http://youtu.be/pmFVh6IqgMM

Video 2: I laboratori di SCRITTURA AUTOBIOGRAFICA descritti nel libro

http://youtu.be/j-r3l0ri_qY

Video  3: Letteratura e cinema in aiuto alla resilienza autobiografica

http://youtu.be/bINCYSHorWU

Video  4: Scrittura autobiografica nei servizi

http://youtu.be/CEkHs8Q5uwY

Video  5: Scrittura autobiografica in RSA

http://youtu.be/9WITPcnLUv8

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intime1intime2

le altre informazioni raccolte in queste mesi sul libro sono qui:

http://mappeser.com/category/3a-autori/quaia-luciana/libri-e-articoli/intime-erranze/

SOS GENITORI: GLI SPAESAMENTI DELLA CONTEMPORANEITA’, Convegno alla Università di Nilano Bicocca / Scienze della formazione, 2012


1. ”Dal bambino competente al genitore competente?” – Jesper Juul (Familylab International)

2 I media, “grandi narratori” della famiglia contemporanea – Emanuela Mancino (Bicocca)

3. Tavola rotonda coordinata da Susanna Mantovani (Bicocca)
Partecipano: Simona Capria (Consulente pedagogica TV e Radio), Claudia De Lillo alias Elasti (D di Repubblica) Renata Maderna (Famiglia Cristiana), Fabrizio Pini (Politecnico Milano) Manuela Trinci (L’Unità), Giorgio Vignali (Produttore televisivo), Mariagrazia Contini (Università di Bologna)

SOS Genitori – Gli spaesamenti della contemporaneità, Convegno alla Università di Milano Bicocca, 15-16 maggio 2012, Aula Magna, Edificio U6


SOS Genitori

Gli spaesamenti della contemporaneità


15-16 maggio 2012, Aula Magna, Edificio U6

Cadute le presunte certezze del passato, molti adulti si mostrano spaesati nell’educazione dei figli. Ma raramente ci si chiede: come si impara a fare i genitori? E’ innegabile che oggi sono i media – trasmissioni televisive, inchieste giornalistiche, siti Internet, blog – a esercitare il più forte impatto sul grande pubblico, modellandone i comportamenti e le idee. Dall’altra parte, ai Servizi socio-educativi vengono rivolte pressanti domande di consulenza e di supporto. Terzo attore in gioco è il mondo della ricerca educativa, che studia questi mutamenti e il disorientamento – reale? apparente? indotto? – di adulti e genitori nello svolgere il compito educativo, per interrogarsi sulle ragioni e sulle possibili risposte. Tre mondi dunque – i media, i Servizi, la ricerca – che, in occasione di questo Convegno, si incontrano per avviare un dialogo oggi più che mai necessario

Mentre il 15 maggio 2012, prima giornata del Convegno “SOS genitori: gli spaesamenti della contemporaneità”, sarà dedicata a relazioni di studiosi e al dialogo con i rappresentanti dei media,

il 16 maggio, seconda giornata del Convegno, vedrà lo svolgersi di 20 Laboratori, mirati alla presentazione di ricerche sul campo o alla sperimentazione di alcune pratiche di lavoro.

Scarica la locandina - formato normale - formato grande

La partecipazione alla prima giornata è libera e gratuita.

È possibile registrarsi ed iscriversi ai laboratori entro il 22 aprile.

Alla fine dell’incontro gli interessati potranno ritirare un attestato di partecipazione.

da Convegno – SOS Genitori

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Alessandra Augelli, Erranze. Attraversare la preadolescenza, vince la prima edizione del Premio Riccardo Massa


Alessandra Augelli, giovane pedagogista lombarda, vince la prima edizione del Premio Riccardo Massa. Il saggio, Erranze. Attraversare la preadolescenza, affronta il tema della preadolescenza con uno sguardo fenomenologico-esistenziale.

Stamattina, alla presenza, tra gli altri, della preside della Facoltà di Scienze della Formazione, Silvia Kanizsa, del direttore del Dipartimento di Scienze Umane, Mario Barenghi, del prorettore Susanna Mantovani e dei pedagogisti Duccio Demetrio,Mariangela GiustiAnna RezzaraStefania Ulivieri e Franco Cambi, si è tenuta la cerimonia di premiazione.

 «Augelli unisce un ottimo rigore scientifico a una trattazione accattivante che rinnova temi conosciuti in letteratura con la freschezza delle parole degli stessi preadolescenti incontrati durante vari laboratori – si legge nelle motivazioni del Premio -. Il periodo preadolescenziale è paragonato a un viaggio di cui il viaggiatore conosce la meta (l’età adulta) ma non il percorso; non sa a quali cambiamenti andrà incontro, quali prove dovrà affrontare per arrivarci, non sa quale sarà il risultato finale. Un altro elemento d’interesse è costituito dall’analisi di come il preadolescente vive questo periodo della vita emotiva e sociale e del confronto coi pari, nel quale è importante avere amicizie, ma anche scandagliare, analizzare, riflettere su aspetti della vita per prendere decisioni e affermare se stessi. Da qui la necessità di avere spazi e tempi che gli permettano di riflettere su di sé (oltre che con gli amici anche in solitudine) e la richiesta non sempre esplicitata, ma presente, di confrontarsi con figure adulte. Il testo termina con un capitolo denso sulla figura dell’adulto che è stimolato a porsi in ascolto e in cammino insieme al giovane così da poterlo sorreggere e aiutare nei momenti di difficoltà. Un’opera che si distingue per originalità e chiarezza e che si colloca a pieno titolo, per altro, nella scia delle ricerche di Riccardo Massa sulla condizione adolescenziale e giovanile». 

Alessandra Augelli, docente di Laboratorio “Lavoro di rete” e cultore di Pedagogia generale, Pedagogia sociale e Pedagogia della Famiglia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Sede di Piacenza, svolge attività di formazione sui temi dell’affettività e della relazionalità, privilegiando le metodologie narrative ed autobiografiche.

Pedagogia, l’Università di Milano-Bicocca ha assegnato il Premio Riccardo Massa – Università degli Studi di Milano-Bicocca.

25 saggi di pedagogia, Franco Angeli, Milano, 2011, presentazione all’incontro Pedagogia oggi: generazioni diverse ne parlano, Università di Milano Bicocca, 2011


Venticinque saggi di pedagogia

Autori e curatori
Contributi
Giuseppe Annacontini, Egle Becchi, Guido Benvenuto, Andrea Bobbio, Vanna Boffo, Elsa Maria Bruni, Mino Conte, Paola Dusi, Maurizio Fabbri, Gabriella Falcicchio, Monica Ferrari, Massimiliano Fiorucci, Isabella Loiodice, Elena Madrussan, Pierluigi Malavasi, Marco Milella, Anna Maria Passaseo, Paolo Perticari, Maria Grazia Riva, Viviana Segreto, Giancarla Sola, Flavia Stara, Maura Striano, Alessandro Vaccarelli, Michele Zedda, Davide Zoletto
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 368,      1a edizione  2011   (Cod.260.64)
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 36,00
Disponibilità: BuonaClicca qui per acquistare

Codice ISBN: 9788856834338

Altre tipologie:

Informazioni sugli e-book 

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In breve
Venticinque accademici di “ultima generazione” delineano, nei loro saggi, una mappa nazionale dei saperi educativi espressi oggi nelle Università, offrendo un’idea complessiva delle articolazioni che caratterizzano la “giovane” cultura pedagogica universitaria. Da tale quadro essa appare interessata a raccogliere spunti da saperi confinanti, specialmente dotati di robustezza teorica, e drammaticamente confrontata con un mondo contraddittorio e precario, che chiede modelli e interventi educativi flessibili, da rimettere continuamente in discussione.
Presentazione del volume

25 saggi di pedagogia composti da altrettanti studiosi che lavorano in vari Atenei italiani e costituiscono un gruppo di accademici di “ultima generazione” – come il Curatore del volume – la cui età non supera i cinquant’anni, attivi a differenti livelli negli Istituti di istruzione superiore e inquadrati nel settore scientifico-disciplinare di Pedagogia generale e sociale.
Le loro pagine consentono di delineare una mappa nazionale dei saperi educativi quali si esprimono oggi nelle Università. Un panorama variegato, che nel volume si è organizzato in cinque parti (Soggettività e intersoggettività; Tra culture; Problemi epistemologici; Generazioni; Le cose educative) per agevolare la consultazione e per avere un’idea complessiva delle articolazioni che caratterizzano oggi la “giovane” cultura pedagogica universitaria. Da tale quadro essa appare interessata a raccogliere spunti da saperi confinanti, specialmente dotati di robustezza teorica, e confrontata con un mondo contraddittorio e precario, che chiede modelli e interventi educativi flessibili, da rimettere continuamente in discussione. Nei saggi leggiamo di un sapere impegnato in azioni formative coraggiose e articolate a seconda dei vari destinatari, per nulla dimissionario né confinato a ripetere la tradizione.
Il volume si apre con una Presentazione di Alessandro Mariani che, ripercorrendo sinteticamente i 25 saggi, ne sottolinea il carattere innovativo; e si chiude con due Commenti, uno di Egle Becchi, che ragiona sui tratti innovativi dei 25 testi e li confronta con quelli di mezzo secolo di tradizione pedagogica; e uno di Franco Cambi, che illustra la necessità della pedagogia generale, sapere critico-interpretativo, insostituibile oggi e domani.Alessandro Mariani è professore ordinario di Pedagogia generale e sociale nell’Università degli Studi di Firenze, dove insegna Filosofia dell’educazione e Strategie formative della comunicazione presso la Facoltà di Scienze della Formazione. Si occupa di ricerca teorica e storica in ambito pedagogico. Tra le sue opere più recenti: La decostruzione in pedagogia. Una frontiera teorico-educativa della postmodernità (2008) ed è editor di The Body: The Role of Human Sciences(2010).

Indice

Alessandro Mariani, Presentazione
Parte I. Soggettività e intersoggettività
Giuseppe Annacontini, Controllo sociale,soggetto consortile, pedagogia nera,
Paola Dusi, Il riconoscimento
Maurizio Fabbri, Problematicismo pedagogico e “promesse” della formazione
Pierluigi Malavasi, Vita, educazione
Paolo Perticari, Alla prova di un imprevedibile
Michele Zedda, Scrivere di sé: autobiografia e formazione
Vanna Boffo, Alle radici dell’intersoggettività: tra empatia, mentalizzazione e cura
Elena Madrussan, L’inquietudine educativa
Marco Milella, Relazionalità formative: una lezione con un libro e un film
Maria Grazia Riva, Pedagogia e psicoterapia: oltre le diffidenze reciproche
Parte II. Tra culture
Elsa Maria Bruni, Differenza e pluralismo nel discorso pedagogico
Massimiliano Fiorucci, Integrazione, educazione e mediazione interculturale
Anna Maria Passaseo, Educare alla comunicazione interculturale
Alessandro Vaccarelli, La pedagogia interculturale tra emergenze sociali e rapporti interdisciplinari
Davide Zoletto, I figli dei migranti come “maestri”: Michel Certeau e la dimensione formativa della “frontiera”
Parte III. Problema epistemologici
Mino Conte, Questioni di epistemologia della ricerca educativa: il problema della “struttura sintattica” e dei “falsi dualismi” nel dibattito anglosassone
Viviana Segreto, Grammatica dell’educazione: un approccio wittgensteiniano alla teoria pedagogica
Giancarla Sola, Epistemologia dialettica e teoria del discorso pedagogico
Maura Striano, La pedagogia sociale: coordinate descrittive e interpretative
Flavia Stara, Le basi filosofiche dell’agire educativo in Willian James
Parte IV Generazioni
Gabriella Falcicchio, Educazione e nonviolenza: nascere in pace
Andrea Bobbio, Una pedagogia per l’infanzia: prospettive teoriche e implicazioni istituzionali
Guido Benvenuto, Contrastare la dispersione nella scuola e della scuola: prospettive di pedagogia sociale
Isabella Loiodice, Bisogno di formazione in età adulta: teorie, pratiche e metodologie per il lifelong learning
Parte V. Le cose educative
Monica Ferrari, L’educazione delle cose: il caso della pédagogie princière
Commenti
Egle Becchi, A ritroso di cinquant’anni
Franco Cambi, Pedagogia generale: un sapere critico-interpretativo insostituibile (oggi e domani)
1. 
2. 
3. 
4. 
5. 
6. 

Scienze pedagogiche – Università degli Studi di Milano – Bicocca


Scienze pedagogiche

Durata corso: 2 anni

Accesso: libero

Regolamento didatticoRegolamento didattico  (15/06/2011)
Come immatricolarsi a questo corso
  • Procedura di iscrizione 

    Per le lauree magistrali ad accesso libero verrà verificato il possesso di specifici requisiti curriculari e l’adeguatezza della preparazionepersonale. Per maggiori informazioni consultate il regolamento didattico e la procedura di iscrizione.

Obiettivi formativi

Il corso di laurea magistrale in Scienze pedagogiche vuole formare professionisti nell’ambito dei settori dell’educazione e della formazione, con una buona conoscenza generale dei problemi e delle teorie pedagogiche e con una conoscenza specifica degli ambiti di applicazione di tali conoscenze generali.

Tali operatori specialistici sono in grado di proporre consulenze pedagogiche rispetto a problemi complessi, di gestire e coordinare servizi e organizzazioni in ambito educativo, formativo, di cura e di assistenza, di offrire consulenze di riflessione e chiarificazione esistenziale rispetto a percorsi individuali e collettivi sia nella
normalità sia nel disagio.

Pertanto, la preparazione che il corso di laurea fornirà sarà volta ad acquisire competenze nell’ambito della progettazione e della valutazione dei servizi e degli interventi educativi, della capacità di leggere e interpretare i problemi presenti nei processi educativi e formativi, delle metodologie e degli strumenti per poter dare consulenze e saper gestire contesti organizzativi.

Contatti
  • Sportello telefonico segreterie studenti
    Tel: 02 6448 6448
    Dal lunedì al venerdì: 9.00-12.30 e 14.00-16.00
  • Servizio di orientamento di Ateneo
    Sede: Piazzetta in Difesa delle Donne – 20126 Milano.
    Edificio U17
    Tel: 02.6448.6118
    Fax: 02.6448.6980
    Sito web: www.unimib.it/orientamento
    E-mail: orientamento@unimib.
    Lunedì, Mercoledì e Giovedì: 14.00-17.00
    Martedì e Venerdì: 10.00-13.00
    Il servizio rimarrà chiuso dall’8 al 19 agosto 2011.
  • Sede del Corso
    Edificio U6 piazza dell’Ateneo Nuovo, n 1 – 20126 Milano – Ed. U6 – IV piano
    Email corso di laurea: magistrale.scienzepedagogiche@unimib.it
  • Presidente del Consiglio di coordinamento didattico
    Prof.ssa Maria Grazia Riva
  • Altri docenti di riferimento
    prof. Paolo Mottana
    dott. Mario Vergani

da Scienze pedagogiche – Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Paolo Ferrario, Le grandi riforme: la riforma costituzionale del 2001 e i suoi effetti sui servizi socioeducativi e sui servizi sanitari e sociosanitari, Audio lezioni per i corsi di Politica sociale alla Università di Milano Bicocca


Paolo Ferrario, Le grandi riforme: la riforma costituzionale del 2001 e i suoi effetti sui servizi socioeducativi e sui servizi sanitari e sociosanitari, Audio lezioni per i corsi di Politica sociale alla Università di Milano Bicocca

Duccio Demetrio, L’interiorità maschile. Le solitudini degli uomini, Raffaello Cortina editore, 2010, p. 280. Scheda di presentazione e recensioni di Paolo Ferrario, Ada Ascari, Giorgio Macario, Gabriele De Ritis


Indice

Con sguardo preoccupato: Cronaca di un ‘idea

1.  Maschi e uomini: Una specie interiore?

2.  In un corpo di donna: Miti e storie

3.  Figure d’uomo nel tempo: Quando Narciso è triste

4.  La tragicità maschile: Nel labirinto, non si estingue l’eroe

5.  In fuga da se stessi: L’epica della solitudine

6.  Ritratti virili: Nobili d’animo e di silenzi

7.  A scuola dalle donne: Esercizi per maschi affaticati

8.  Un commiato incruento: Per dimenticare Giuditta

Prima pagina/Esordio:

Sembriamo non pensare: rivaleggiamo sempre

Lo sguardo è il mio. Osservo le persone affluire in bi­blioteca. Mi hanno invitato a parlare di maturità e im­maturità. Le donne presenti sono una trentina, di età di­verse. Gli uomini due o tre. Oltre i quaranta, mi pare. So già, ci scommetto, che tra costoro qualcuno poi alzerà la mano. Mi farà una domanda, tra il provocatorio e il sac­cente. I maschi non ammettono volentieri di assomiglia­re a Peter Pan. Segretamente, sanno però coltivarne con cura il mito. Il copione che mi si prepara è il consueto. Se saranno gli uomini a prendere la parola, ciò accadrà per ammiccare alle signore presenti che le loro battute me­ritano un applauso. Non le tesi del relatore. Mormoro tra me e me, intuendo l’imminente rituale: “Non c’è scam­po, non cambieremo mai”   …..

dalla scheda dell’editore Raffaello Cortina:
In cosa consiste la vita interiore? Ed è davvero destituito di senso il luogo comune secondo cui gli uomini rifuggono ogni confronto con la propria interiorità? Che i maschi, nella grande maggioranza, siano poco disponibili alla riflessività, più protesi verso l’“esterno”, pare incontestabile. Evitano di porsi le domande più ineludibili, di confrontarsi con la sensibilità femminile, che include l’ascolto e la cura, temendo una crisi di immagine o di identità.
L’importanza di riscoprire il valore antico della solitudine degli uomini, condizione senza la quale non si educa la propria interiorità, è il tema di questo libro, che suggerisce come perseguire una forma di virilità più problematica e profonda, e al tempo stesso più generosa ed eroica.Duccio Demetrio insegna Filosofia dell’educazione all’Università di Milano Bicocca. Nella collana Minima ha pubblicato, tra gli altri, Filosofia del camminare (2005), La vita schiva (2007) eL’educazione non è finita (2009

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Commenti alla lettura del libro:

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  • Il libro letto da Paolo Ferrario:

Riflessioni seguite alla lettura di: Duccio Demetrio, L’interiorità maschile. Le solitudini degli uomini, Raffaello Cortina, Milano 2010, p. 280

La scrittura di Duccio Demetrio è “eccentrica”, nel senso che parte dal bordo delle onde determinate dal sasso gettato nello stagno e procede per gradazioni e continui riverberi a una serie di centri. Il suo è un linguaggio per certi versi affabulatorio, e anche piuttosto seduttivo, che arriva ai punti nodali attraverso processi leggeri di avvicinamento che partono dall’esterno.

Qui si parla ancora di “maschile” in rapporto al “femminile”. Sappiamo che è un tema che ha una storia lunga, se la riferiamo a quella dell’umanità, ma recente se la riferiamo ai vissuti di tutti noi che siamo viventi del mondo contemporaneo, e in particolare dalla seconda metà del 900. Distinguo in questa storia una serie di fasi. La prima è quella collettiva, “estroversa” e movimentista del femminismo, anche con le sue ineluttabili traduzioni estremistiche, degli anni ‘70. C’è poi una fase “reattiva”, nella quale alcune psicologie (in Italia Claudio Risè) ripropongono un ritorno del maschile e ai suoi valori psichici, sia pure ridefiniti nel nuovo quadro culturale. Parte di questa ricerca proveniva da un letterato  americano (Robert Bly) che parlava della necessità umana di “recuperare le nostre zone d’Ombra”. C’è ora una fase riflessiva e “introversa” a cui questo libro fornisce  un contributo piuttosto importante e di solide fondamenta.

Tre fasi quindi, tre momenti di accentuazione delle problematiche che si dipanano attorno allo sviluppo del maschile  e del femminile e quindi, inevitabilmente,  anche dei rapporti intersoggettivi tra queste due dimensioni dell’esistere. Dentro questa storia ciascuno estrae gli oggetti che più hanno influenzato la propria esperienza. La lettura di questo libro mi ha fatto andare allo scaffale della memoria per mettere di nuovo sotto la lampada un testo che è cruciale sia per la mia biografia che per i miei studi. Si tratta di La donna e la sua ombra, maschile e femminile nella donna d’oggi (Emme edizioni, 1980, poi ripubblicato da Liguori)  di Silvia Di Lorenzo, una grande psicanalista italiana. Da questo libro estraggo due citazioni di estrema attualità anche rispetto alla ricerca di Demetrio:

Mi pare che il principale conflitto della donna di oggi consista nella sua esigenza di realizzare il proprio maschile interiore senza per questo perdere o svalutare il femminile nella sua vita cosciente” (p. 13)

e poche righe dopo aggiunge:

Il maschile e il femminile sono, da sempre, le due polarità dialettiche essenziali della vita sia all’esterno nel rapporto tra uomo e donna dalla cui fecondità dipende la conservazione della specie, che all’interno come tensione dinamica tra gli opposti, il Logos e l’Eros che determina lo sviluppo trasformativo della personalità attraverso la nascita di una sintesi nuova

A me questi due passaggi sembrano piuttosto cruciali e di significato durevole. Quando la De Lorenzo parla del conflitto della donna si potrebbe dire in modo speculare, come in uno specchio, che “il principale conflitto dell’uomo di oggi consiste nel realizzare il proprio femminile interiore senza per questo perdere o svalutare il maschile della sua vita cosciente”.

Mi sembra ci sia una simmetria tra la storia delle donne che in questi ultimi quaranta anni hanno sviluppato una propria strada sociale e psicologica talvolta a detrimento della propria funzione femminile, diventando in alcune professioni persone che si comportano “come uomini” nelle relazioni pubbliche, e quella degli uomini che sono diventati incerti e “morbidi” perdendo alcuni tratti di carattere maschili indispensabili anche per “stare bene” nella vita familiare e sociale. Il percorso da fare sta, forse, nella sintesi interpersonale tra queste due visioni: stare nel mondo con stili psicologici derivanti dalla elaborazione culturale dei due generi. E questo lo si fa costruendo giorno per giorno la relazione, facendola diventare sempre di più intersoggettiva.

Ma quale è il contributo originale e fecondo che Demetrio suggerisce per queste situazioni problematiche?

Il suo sguardo è quello di chi propone il compito di educare se stessi in tutte le fasi del ciclo di vita. Ed è piuttosto interessante il fatto che usa la stessa parola-chiave che Silvia De Lorenzo utilizzava nel 1980: “interiorità”.

Questo è il concetto che sta al centro della sua riflessione e viene riproposto in moltissimi modi e con diverse strategie argomentative e testuali. Un esempio:

Interiorità è pensare, custodire intimità è avere una memoria alla quale poniamo domande, è tutto quanto non può sfuggire alla coscienza” (p. 15)

Qui l’interiorità viene connotata come capacità di guardarsi dentro e valorizzare il proprio ricordo, ossia il proprio tempo di essere vivente.

In un altro punto il tema dell’interiorità è raccontato in questo modo:

è l’infinito dentro di noi e per andare verso l’infinito si deve avere il mondo dentro di sé. Bisogna essere fatti di mondo per poter ispezionare con qualche successo e speranza il mondo” (p. 55/56)

E queste parole Demetrio le dice in modo corale con il filosofo Giovanni Reale. Qui la prospettiva è quella di elaborare una interiorità che unisca la finitezza e l’infinito.

Un altro elemento estremamente interessante e coinvolgente di questo libro è il percorso analitico attraverso cui arriva a costellare il tema dell’ educarsi alla interiorità. Mi riferisco alla parte in cui vengono esposte al lettore immagini pittoriche corredate da testi letterari e elaborazioni sotto traccia dello stesso Demetrio:  sono bambini, adolescenti, uomini adulti. Percorriamo qui una varietà di profili biografici: l’indocile, un bambino che si ribella all’educazione, il predestinato, l’innocente, la sentinella, lo scriba, il sognatore, il poeta dal colletto bianco, l’eremita, il pilota di alianti, il canonico libertino, il padre taciturno, il seduttore svogliato, il mendicante, lo schiavo d’amore, l’invitto. Sono figure rappresentative di modi di essere che per Demetrio diventano tipi di persone attraverso cui meditare e rafforzare con prove il suo ragionamento sul processo di coltivazione della propria interiorità. E la stessa operazione analitica viene effettuata con alcuni miti greci particolarmente pertinenti  per la sua proposta: Perseo, Orfeo, Chirone sono figure mitologiche rappresentative di modi diversi attraverso cui l’uomo perviene a curare, coltivare, elaborare una propria interiorità. Rappresentazioni pittoriche e personaggi mitici vanno a comporre sottili e raffinate tipologie umane e riverberano attorno a loro suggestioni e significati che portano Demetrio a sostenere con passione esistenziale la proposta educativa di concentrarsi sul tema dello sviluppo dell’interiorità come compito dell’uomo di oggi.

Un elemento che mi sembra interessante sottolineare è che questa elaborazione Demetrio la sta facendo da più di 10 anni. Basta scorrere alcuni titoli dei suoi libri: L’educazione interiore del 2000, ancora prima L’elogio dell’immaturità del1998, La filosofia del camminare del 2005; La vita schiva del 2007; L’ascetismo metropolitano del 2009.  Può non colpire in un autore così prolifico questa coincidenza temporale? La collego al fatto che essendo tra l’altro noi quasi della stessa generazione, siamo entrambi entrati in quella fase del ciclo di vita che chiamo della prevecchiaia, ossia quella età  in cui si ha la possibilità di guardarsi indietro e si ha anche uno sguardo sul nostro presente più pacato, più sopito, più meticoloso nel vedere le zone inespresse della personalità , nell’autocriticare alcuni comportamenti in modo leggero. Trovo estremamente densa di potenzialità la prospettiva di guardarsi dentro per ritrovare tracce rimosse e continuare a crescere sotto il profilo psicologico e formativo.

L’ altro elemento rilevante di questa ricerca è la distinzione che Demetrio fa tra il “maschio” e l’”uomo”: in questo scarto fra le due configurazioni esistenziali c’è un compito evolutivo da percorrere. Il maschio deve farsi uomo attraverso un percorso di interiorità, cioè di introversione, come direbbe Carl Gustav Jung: la strada è quella di un ritorno dentro di sé, pur senza perdere il contatto con il mondo esterno.

Gli attributi caratteriali del maschio sono così rappresentati:

maschi che si uccidono fra di loro, maschi che si misurano in base alla forza e alla debolezza, maschi che abbandonano chi un istante prima idolatravano, maschi che si vantano di imprese cruente, maschi che rinascono dalle proprie ceneri già in armi, maschi che usano il bene comune delle libertà per asservire e concedersi licenze, maschi che non possono stare senza sconfitti, vittime e clientele, maschi che non sanno cosa sia il senso di colpa (p.26)

e così via tutta una serie di aspetti , connotazioni negative degli attributi del maschile.

Viceversa il percorso verso la vita interiore, il passaggio dal maschio all’uomo è così rappresentato:

Uomini che salgono e scendono le scale più impervie contandone i gradini in silenzio, uomini che a testa alta pongono a se stessi domande sensate, uomini che non cessano di riprodursi ogni volta in controcorrente, uomini che conoscono il sapore della libertà come segreta ricchezza, uomini che vogliono essere soli per sentirsi maschi diversi, uomini che non sono tentati dall’istinto di opprimere chicchessia (p. 45/46)

Questi in sintesi mi sembrano essere i valori di questo libro: un forte punto di vista che parte dal paradigma educativo, cioè quello attraverso cui la persona modifica se stessa attraverso processi di apprendimento. Trovo che il paradigma educativo sia molto tangenziale con quello psicologico però occorre riconoscere che in quello educativo è molto presente un lavoro di apprendimento. Ed è per questi motivi che Demetrio propone alla fine del testo una serie di “esercizi autoeducativi” orientati alla ricerca di una propria personalissima “centratura” interiore per trovare le strade più adatte a definire meglio il proprio profilo esistenziale di essere uomini dentro questa modernità che ci mette al confronto con il mondo psicologico e relazionale delle donne.

I percorsi suggeriti sono questi. Avvicinarsi al linguaggio poetico, facendosi  coinvolgere dalla musicalità delle parola e lasciandosi andare alla poesia come linguaggio autonomo capace esso stesso, attraverso la sola forza delle immagini, di creare nuovi effetti di senso, nuovi significati.

Il secondo esercizio consiste in un lavorio di autocoscienza alla vita interiore dedicandosi agli interrogativi che costellano i dilemmi dell’esistere, la morale, la consapevolezza delle proprie azioni e le relative conseguenze. Il suggerimento è quello di usare il silenzio assieme al piacere della conversazione intersoggettiva.

Giova a questa azione autoeducante praticare i gesti del camminare all’aria aperta (e questo è il terzo esercizio), ma con un taccuino ed una matita. La proposta è chiara e concreta: scrivere un diario, raccontarsi senza avere paura di raccontarsi.

Sono suggerimenti che vengono da lontano. Vengono dalla riattualizzazione matura di quando eravamo bambini sognanti e desiderosi di crescere.

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Gabriele De Ritis,  Ciò che sono diventato. Al di là e oltre ciò che credevo di essere.

….

opere esemplari a dire in breve di cosa io stia parlando. Mi limiterò, per brevità, ad elencarle: ad esse ho affidato la mia riflessione negli ultimi dieci anni. Grazie ad esse, ho potuto pensare la mia esperienza e verificare cosa io stessi diventando, ma soprattutto cosa sono stato, al di là di quello che credevo di essere:

ROBERTA DE MONTICELLI, L’ordine del cuore. Etica e teoria del sentire, GARZANTI 2003

ROBERTA DE MONTICELLI, La novità di ognuno. Persona e libertà, GARZANTI 2009

VITO MANCUSO, La vita autentica, RAFFAELLO CORTINA EDITORE 2009

DUCCIO DEMETRIO, L’interiorità maschile. Le solitudini maschili, RAFFAELLO CORTINA EDITORE 2010

Soprattutto Duccio Demetrio mi porta a pensare di non essere mai diventato – e di non poter essere – un ‘maschio selvatico’: io credevo di esserlo, che lo sarei diventato, addirittura che al fondo della mia coscienza quello ero stato. In realtà, la mia invincibile timidezza mi ha portato a condurre una vita schiva, per cui i limiti e le debolezze proprie della timidezza si sono tradotte con il tempo in sentimenti e virtù riconducibili alla vita schiva.

in: http://www.gabrielederitis.it/?p=8939

Scienze pedagogiche – Università degli Studi di Milano-Bicocca


Scienze pedagogiche
Come immatricolarsi a questo corso
  • Procedura di iscrizione

    Per le lauree magistrali ad accesso libero verrà verificato il possesso di specifici requisiti curriculari e l’adeguatezza della preparazionepersonale. Per maggiori informazioni consultate il regolamento didattico e la procedura di iscrizione.

Contatti
  • Sportello telefonico segreterie studenti
    Tel: 02 6448 6448
    attivo dal lunedì al venerdì,
    orario: 9.00-12.3014.00-16.00
  • Sede del Corso
    Edificio U6 piazza dell’Ateneo Nuovo, n 1 – 20126 Milano – Ed. U6 – IV piano
    Email corso di laurea: magistrale.scienzepedagogiche@unimib.it
  • Presidente del Consiglio di coordinamento didattico
    Prof.ssa Maria Grazia Riva
  • Altri docenti di riferimento
    prof. Paolo Mottana
    dott. Mario Vergani

Scienze pedagogiche – Università degli Studi di Milano-Bicocca.

“dare forma al lavoro educativo, formare al lavoro educativo”, Centro Studi Riccardo Massa, presso la Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus, in Via Capecelatro 66 a Milano, il giorno 16 giugno 2010 dalle ore 9:00 alle ore 13.30.


Il Centro Studi Riccardo Massa vi invita alla presentazione del suo secondo lavoro di ricerca dare forma al lavoro educativo, formare al lavoro educativo”, uno studio sul dispositivo di formazione dell’educatore professionale alla luce delle trasformazioni storiche, sociali ed economiche degli ultimi anni.

L’evento avrà luogo presso la Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus, in Via Capecelatro 66 a Milano, il giorno 16 giugno 2010 dalle ore 9:00 alle ore 13.30

Il Centro Studi Riccardo Massa, nato per volontà di un gruppo di pedagogisti suoi allievi e collaboratori, della famiglia di Riccardo Massa, e con la partecipazione dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e dell’Università degli Studi di Milano, è un’Associazione di promozione culturale che si propone di contribuire al dibattito pedagogico sull’educazione e sui professionisti dell’educazione, mantenendo vivi in esso il pensiero e l’opera di Riccardo Massa come punto di riferimento e stimolo per la ricerca pedagogica e la  formazione.

Il Centro Studi Riccardo Massa ha scelto di iniziare la sua attività con quattro percorsi di ricerca su temi rilevanti e attuali dell’educazione e della formazione. Gli esiti di queste ricerche, realizzate a partire dal diretto confronto con i luoghi dell’educare e con le realtà educative e formative del territorio (scuole, cooperative sociali, servizi educativi e sanitari, enti e protagonisti della formazione, figure professionali dell’educazione e della sanità) saranno presentati in una serie di incontri che avverranno nel corso di quest’anno.

Vi inviamo perciò in allegato, oltre alla locandina dell’incontro del 16 giugno, un prospetto degli appuntamenti di quest’anno, di cui vi daremo precise indicazioni di data e sede nelle prossime comunicazioni.

Ci auguriamo di avervi con noi a pensare e dibattere i temi proposti, nel secondo incontro del 16 giugno alla Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus e nei futuri incontri.

Per il  Centro Studi Riccardo Massa

Anna Rezzara

(Per motivi organizzativi è molto importante dare conferma via mail della vostra partecipazione. Vi ringraziamo anticipatamente per la vostra collaborazione.)

Segreteria Centro Studi Riccardo Massa:

segreteria@centrostudiriccardomassa.it

Tel. 345.175.33.40

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RACCONTI POETICI DI LUOGHI INTERIORI SEMINARIO DI AUTOBIOGRAFIA POETICA, 15 – 17 ottobre 2010 seminario a cura di Leonora Cupane, LUA Libera Università dell’Autobiografia


15 – 17 ottobre 2010 seminario a cura di Leonora Cupane

RACCONTI POETICI DI LUOGHI INTERIORI
SEMINARIO DI AUTOBIOGRAFIA POETICA

Questo laboratorio parte dal presupposto che, scrivendo di sé, non sia importante soltanto che cosa si racconta, ma anche come.
Nell’infanzia, scrive Walter Benjamin, “le parole sono vive, piene, ricche, perché portano tutte traccia delle percezioni sensoriali forti del bambino, portano traccia del tatto, del colore, dell’odorato, del suono, di tutte le esperienze; la lingua del bambino è una lingua della domenica, cioè una festa”. Crescendo, la parola perde l’aderenza alle cose, al mondo, all’esperienza, e diventa più arida, perché slegata da quel piacere fisico di creare nominando: allora si opacizza, si logora, diventa automatica e vuota. Non c’è più una lingua della domenica, ma spesso una grigia lingua del lunedì mattina. Il pensiero diventa astratto e totalmente distaccato dalla fisicità che ci costituisce. Per raccontare se stessi in modo completo e non scisso, è necessario fare pratica d’una forma espressiva che permetta di recuperare quel piacere originario di gustare le parole con tutto il corpo.
Questa forma è la poesia
, che ha la capacità di alimentarsi di parole vive perché nate dal ritmo del respiro, del battito del cuore, del passo, parole profondamente radicate nel corpo, che conservano le preziose qualità sensoriali della lingua allo stato nascente, capace di esprimere la totalità dell’esperienza senza scissioni; essa è uno strumento autobiografico completo, perché non separa il significato dalla forma-suono e dalla originaria matrice ritmica della parola, e permette di riunire in un unico atto narrativo il gioco creativo liberatorio e la rievocazione emotiva profonda e illuminante.
Proveremo quindi a raccontarci in forma poetica, facendo esperienza degli strumenti specifici attraverso cui la poesia può diventare una pratica autobiografica trasformativa, una forma di attenzione al linguaggio e di cura di sé e degli altri.

Lo spazio, insieme al tempo, è la dimensione costitutiva dell’esistenza. Non possiamo pensare a noi stessi senza collocarci in un luogo. Metafore comuni come “sentirsi a casa” “sentirsi spaesati” “trovare rifugio fra le braccia di qualcuno”, “stare dentro una torre d’avorio”, “avere un sogno dentro il cassetto”, “sentirsi in trincea”, sono solo alcuni esempi di come la spazialità permei il linguaggio e il pensiero. Nell’essere umano i luoghi, da concreti e materiali, diventano immaginari, simbolici: quindi, oltre ad abitarli, possiamo dire che ne siamo abitati. Conoscere i nostri luoghi/spazi interiori, avere accesso a queste immagini, significa quindi accrescere la conoscenza di noi stessi.

Il seminario è ispirato da un libro di Gaston Bachelard, “La poetica dello spazio” (Dedalo, Bari, 2006 nuova edizione) che ragiona e discorre sulla valenza evocativa, poetica e profondamente coinvolgente di alcune immagini spaziali – come la casa, la stanza, lo scrigno, il nido, il guscio- che Bachelard chiama “dello spazio felice”, il cui valore presenta ricchissime sfumature di intimità.
Durante il seminario andremo oltre: attraverso la scrittura non ci limiteremo a esplorare le immagini dello spazio felice, intimo e rassicurante, bensì ci addentreremo in una multiforme varietà di spazi, sia luminosi sia oscuri, preziosi per noi da evocare perché popolano il nostro mondo interiore. Torri e roccaforti, pozzi e miniere, soffitte e cantine, rifugi e tane, capanne e giacigli, sentieri e passaggi segreti, abissi e giardini, così come balaustre, ponti, soglie, crocevia, finestre, porte: ogni immagine spaziale che abbia una risonanza interiore profonda potrà diventare oggetto delle nostre scritture autobiografiche, rivisitazioni poetiche, immaginazioni trasformative.
Ragioneremo sui fertili intrecci fra memorie concrete di luoghi realmente esistiti e abitati, memorie fittizie di luoghi che qualcuno ci ha narrato (magari appartenenti a una memoria familiare) luoghi sognati e mitici, luoghi simbolici la cui realtà è solo interiore, spazi che ci accolgono e spazi che accogliamo in noi. La contaminazione fra memoria e immaginazione è vitale per nutrire il nostro spirito, se è vero, come dice Bachelard, che

L’immagine poetica non è l’eco di un passato ma è piuttosto il contrario: attraverso una folgorante immagine il passato lontano risuona di echi, e non si riesce a cogliere fino a quale profondità tali echi si ripercuoteranno e si estenderanno.
Le grandi immagini sono sempre allo stesso tempo ricordo e leggenda. Ogni grande immagine ha un fondo onirico insondabile, sul quale il passato personale dipinge immagini particolari.
Ogni memoria deve essere reimmaginata: nella memoria noi conserviamo microfilms che non possono essere letti se non ricevono la luce viva dell’immaginazione. Bisogna spingersi fino alle profondità dei sogni, al di là dei ricordi, in una pre –memoria.

Leggeremo anche poeti, italiani e stranieri, che si sono avvalsi d’immagini spaziali dal forte valore evocativo, cercando nelle loro parole, come in una miniera, frammenti preziosi da “scalpellare” poi dentro la nostra personale scrittura.
Il gruppo di lavoro intreccerà le voci e le immagini in un percorso di arricchimento reciproco, elaborazione creativa di nuovi testi condivisi, scoperta di altri punti di vista e apertura di nuovi spazi interiori.

Le metodologie di narrazione autobiografica e poetica che saranno utilizzate nel laboratorio attingono in parte anche alla poetry therapy (poesia-terapia) statunitense, e, opportunamente approfondite e declinate, possono costituire strumenti efficaci e preziosi per chi lavora in ambito didattico, educativo, formativo o terapeutico con qualunque tipologia di utenza: adulti, bambini, adolescenti, anziani, persone che vivono condizioni di crisi, malattia fisica e mentale, lutto, detenzione, possono trovare nella narrazione autobiografica poetica uno straordinario mezzo espressivo in grado di restituire loro una voce autentica, non vincolata rigidamente dalla logica e dal primato del concetto, generando una scrittura nuova e viva, “corporea”, profondamente radicata nella sensibilità personale.

Il programma è stato ripreso da  LUA Libera Università dell’autobiografia, scheda sui Seminari

Per informazioni sulle iscrizioni rivolgersi alla Lua

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Attraversare la cura: dall’esperienza della scrittura al progetto pedagogico, 21 ottobre 2009, Università di Milano Bicocca Facoltà di Scienze della Formazione Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche


Facoltà  di Scienze della Formazione

Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine. Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche

Corso di Consulenza famigliare

Attraversare la cura:

dall’esperienza della scrittura al progetto pedagogico

21 ottobre 2009

Il seminario intende offrire Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine. un esempio di lavoro generativo che utilizza la scrittura di sé come veicolo per l’auto-guarigione e l’apprendimento. Il metodo del seminario è attivo: si parte dall’esperienza (workshop della mattina) per arrivare a formulare una “buona teoria” della cura di sé (presentazione del libro) e infine all’azione deliberata (progetto internazionale).

Mattina – Edificio U16, ore 8.30 – 11.30

- Benvenuto e introduzione alla giornata – Laura Formenti (aula 15)

- Workshop paralleli:

Il linguaggio della poesia – a cura di Leo Cupane (aula 4)

Il linguaggio del colore – a cura di Vanna Puviani (aula motoria)

Comporre linguaggi diversi – a cura di L. Formenti e Beppe Pasini

(aula 15)

Pomeriggio – Edificio U1, aula 6, ore 14.30 – 17.30

- Attraversare la cura: relazioni, contesti e pratiche della scrittura di sé (edizioni Erickson, 2009) Conversazioni con gli autori e le autrici.

- Tra cura e orientamento: un progetto pedagogico in Bicocca

    Presentazione del Progetto Grundtvig “European biographies. Biographical Approaches in Adult Education” – LLP 2009-2011.

Per motivi organizzativi è necessario pre-iscriversi indicando la preferenza per uno dei workshop della mattina. E-mail: laura.formenti@unimib.it

Per “Il linguaggio del colore”, portare colori del tipo preferito (non acquerelli)

La consulenza nelle professioni educative e formative, 8 ottobre 2009 Auditorium, Università degli Studi di Milano-Bicocca


Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche

La consulenza

nelle professioni educative e formative

8 ottobre 2009

Auditorium, Università degli Studi di Milano-Bicocca

Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine.

Il Corso di Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche propone, in occasione dell’apertura del nuovo a.a. 2009/2010 e della presentazione del Corso di laurea agli studenti, una riflessione mirata sulle forme, i significati, i contesti della consulenza nelle professioni educative e formative, a partire dall’interrogativo su come nasce questa professione,

quali bisogni soddisfa, quali le ragioni della sua attuale grande espansione, quale la situazione del mercato del lavoro.

Programma

Auditorium

h.9,30-13,00 Saluti e apertura dei lavori

Silvia Kanizsa – Preside Facoltà Scienze della Formazione

Coordina: Maria Grazia Riva

I modelli della consulenza

Simonetta Adamo, Anna Rezzara, Alessandro Zanchettin

Professione consulente?

Salvatore Guida, Laura Formenti

Quale filosofia per la consulenza?

Duccio Demetrio, Romano Madera, Paolo Mottana

h.14,00-15,00 Presentazione agli studenti del Corso di Laurea

    • Paolo Mottana, Maria Grazia Riva, Romano Madera, Elisabetta Nigris, Fulvia Leone

h.15,00-16,30 Testimonianze ed esperienze dei professionisti

Coordina : Anna Rezzara

  • Cristina De MichelePresidente della Cooperativa Sociale Comunità Progetto
        • Silvio PremoliVicepresidente Coop. sociale “La Grande Casa” e docente Università Insubria

        • Uber SossiConsulente pedagogico e pedagogista ASL Brescia

Edificio U6, IV piano

h.17,00-18,45 Conversazioni e scambi di esperienze in gruppo

Aula Massa  Consulenza autobiografica

Duccio Demetrio, Elisabetta Biffi

Aula Ovale   Consulenza e analisi biografica a orientamento

Presidenza   filosofico

Romano Madera, Laura Campanello, Domitilla Melloni

    • Aula 4153 Consulenza familiare

    • Laura Formenti, Daniela Bonora, Andrea Prandin

Aula 4288    Consulenza e immaginazione

Paolo Mottana, Francesca Antonacci, Marina Barioglio

Aula 4152    Consulenza pedagogica

Anna Rezzara, Ernesto Curioni, Paola Marcialis

Aula 4160   Consulenza clinica

Maria Grazia Riva, Giovanna Bestetti, Laura Villa

Modalità  di partecipazione:

Il convegno, ad ingresso libero, prevede un numero limitato di posti.

Si prega pertanto di inviare mail di conferma partecipazione a: consulenza.professioni.educative@unimib.it,

Verrà  rilasciato Attestato di Partecipazione

Relatori

Simonetta Adamo, Università Milano – Bicocca

Francesca Antonacci, Università Milano – Bicocca

Marina Barioglio, Università Milano – Bicocca

Giovanna Bestetti, Consulente Pedagogica, Università Milano – Bicocca

Elisabetta Biffi, Università Milano – Bicocca

Daniela  Bonora, Pedagogista

Laura Campanello, Pedagogista e Consulente Filosofico

Ernesto Curioni, Consulente Pedagogico, Università Milano – Bicocca

Duccio Demetrio, Università Milano – Bicocca

      • Cristina De Michele, Presidente Cooperativa Sociale Comunità  Progetto

Paola Eginardo, Consulente Pedagogica, Università di Milano

Laura Formenti , Università Milano – Bicocca

Salvatore Guida, Cooperativa Stripes

Silvia Kanizsa, Università Milano – Bicocca

Romano Madera, Università Milano – Bicocca

Paola Marcialis, Consulente Pedagogico, Università Milano – Bicocca

Domitilla Melloni , Pedagogista e Consulente Filosofico

Paolo Mottana, Università Milano – Bicocca

Elisabetta Nigris, Università Milano – Bicocca

Andrea Prandin, Consulente Pedagogico, Università Milano – Bicocca

      • Silvio Premoli, Cooperativa Sociale “La grande casa”, Università Insubria

Anna Rezzara, Università Milano – Bicocca

Maria Grazia Riva, Università Milano – Bicocca

Uber Sossi, Pedagogista e Consulente Filosofico

Laura Villa, Università Milano – Bicocca

Alessandro Zanchettin, Università di Bologna