Le lauree triennali a 10 anni dall’istituzione: verso uno spazio europeo dell’alta formazione? – Università degli Studi di Milano-Bicocca, Venerdì 18 novembre 2011 ore 9.00 Edificio U12, Auditorium – Via Vizzola 5, Milano


Venerdì 18 novembre 2011 ore 9.00

Edificio U12, Auditorium – Via Vizzola 5, Milano

Le lauree triennali a 10 anni dall’istituzione: verso uno spazio europeo dell’alta formazione?

stellaImmagine Link EsternoQuest’anno, la presentazione dei rapporti statisticiSTELLA

  • X Rapporto laureati 2008-2010
  • Indagine occupazionale laureati 2009 a 12 mesi dalla laurea
  • Anteprima dell’indagine sui laureati 2010 a 12 mesi dalla laurea

sarà seguita da una tavola rotonda a cui parteciperanno personalità delle Università, dell’amministrazione pubblica e del mondo del lavoro, tra cui l’On. Prof. Luigi Berlinguer, il coordinatore dei Rettori Lombardia Prof. Enrico Decleva e il Dott. Alberto Meomartini, Presidente di Assolombarda.

Evento organizzato da CILEA Immagine Link Esterno e l’Università di Milano-Bicocca, con il patrocino delMIUR Immagine Link Esterno (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca) e della CRUI Immagine Link Esterno (Conferenza dei Rettori delle Università italiane)

cileaImmagine Link Esterno

La partecipazione al convegno è gratuita, ma per motivi organizzativi si prega diregistrarsi Immagine Link Esterno

da .Le lauree triennali a 10 anni dall’istituzione: verso uno spazio europeo dell’alta formazione? – Università degli Studi di Milano-Bicocca.

CALD – COORDINAMENTO degli ATENEI LOMBARDI per la DISABILITÀ, Venerdì, 7 ottobre 2011, ore 9.00 Aula Magna, Ed. U6 – Piazza dell’Ateneo Nuovo 1, Milano


Venerdì, 7 ottobre 2011, ore 9.00

Aula Magna, Ed. U6 – Piazza dell’Ateneo Nuovo 1, Milano

Giornata di presentazione del COORDINAMENTO degli ATENEI LOMBARDI per la DISABILITÀ

logo e immagine caldLa condizione delle persone con disabilità pervade diversi aspetti della loro vita, ed è influenzata dalla cultura sociale e da specifiche politiche istituzionali finalizzate a costituire condizioni di pari opportunità e partecipazione. La legislazione italiana a favore di persone con disabilità è pienamente coerente con gli indirizzi europei e internazionali, anche se un lungo percorso di inclusione deve essere ancora compiuto.

Per dare sempre maggiore efficacia all’attuazione della legislazione universitaria, i delegati dei Rettori degli Atenei Lombardi hanno costituito una rete denominata CALD (Coordinamento degli Atenei Lombardi per la Disabilità) che si propone di condividere le esperienze e le buone pratiche di ciascun Ateneo e di creare sinergie tramite la promozione di programmi comuni. Tra questi è già attiva l’esperienza CALDjob, connettore dei servizi stage e placement delle università lombarde per il mondo del lavoro e delle professioni.

Il CALD si presenta con una prima iniziativa di riflessione che, nell’ambito dei diritti fondamentali della persona, approfondisce il tema del diritto allo studio e della formazione universitaria.

Per iscrizioni compilare il form. Per informazioni convegnocald@unimib.it

Programma

  • 9.00 – 9.30 Registrazione dei partecipanti
  • 9.30 – 10.00Benvenuto del Rettore – Prof. Marcello Fontanesi

    Saluti istituzionali – Rappresentanti di Comune, Provincia, Regione

    Il CALD nel contesto delle università lombarde
    W. Fornasa, Coordinatore CALD
    Delegato del Rettore, Università degli Studi di Bergamo

  • 10.00 – 11.00
    Politiche e istituzioni per l’inclusione

Disabilità e partecipazione nella Convenzione ONU per i Diritti delle Persone con disabilità 
L. Gallegos, Rappresentante ONU

Le politiche UE per l’inclusione delle persone con disabilità
S. D’Alessio, Rappresentante UE

Coordina R. Garbo
Delegato del Rettore, Università degli Studi di Milano-Bicocca

  • 11.00 – 12.15
    Cerimonia per la firma dell’Atto di Convenzione
    Intervengono i Magnifici Rettori dei 10 Atenei Lombardi
  • 12.15 – 13.00
    Intermezzo musicale, musiche di Corelli e Vivaldi
    Orchestra della Bicocca – dirige M. Mugnai
  • 13.00 – 14.15 Pausa pranzo
  • SESSIONE POMERIDIANA
    Intervengono i Delegati per la Disabilità degli Atenei Lombardi
  • 14.15 – 14.45
    Orientamento e ingresso all’Università

 

Orientare alla scelta: aspirazioni, valutazioni, opportunità
F. Santulli, L. Gariboldi, Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM

Accoglienza e accompagnamento dello studente universitario con disabilità e con dislessia
L. d’Alonzo, Università Cattolica del Sacro Cuore

  • 14.45 – 15.45
    Il percorso universitario: partecipazione e formazione

 

La residenzialità e la socializzazione degli studenti con disabilità all’Università degli studi di Pavia
C. Dacarro, Università degli Studi di Pavia

Il percorso di studi universitario degli studenti disabili: problematiche dell’insegnamento e dell’apprendimento in un Ateneo multi-facoltà

M. D’Amico, Università degli Studi di Milano

Il Servizio Studenti Disabili dell’Università degli Studi dell’Insubria:da un servizio sulla carta ad una carta dei servizi
M. Cosentino, F. Zappa, Università dell’ Insubria

Università Accessibile quale Archetipo della città per tutti
M. Tira, A. Arenghi, Università degli Studi di Brescia

  • 15.45 – 16.15
    Progetto di vita e mondo del lavoro

 

Innovazione e personalizzazione per la professionalità e il lavoro
L. Sbattella, Politecnico di Milano

L’Università come facilitatore dell’incontro tra imprese e studenti e laureati con disabilità
E. Borgonovi, A. Ventura, Università Commerciale Luigi Bocconi

  • 16.15 – 17.00
    Conclusioni e prospettive dei Delegati
    Discussant F. Bomprezzi, giornalista

 

Allegati:
programma.pdf

programma.pdf

da Giornata di presentazione del Coordinamento degli Atenei Lombardi per la Disabilità: una rete per l’inclusione – Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Corso di Laurea Magistrale in Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi socialiattivo presso la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Milano – Bicocca



 

Il Corso di Laurea Magistrale prepara figure professionali esperte nelle funzioni didirezione, gestione e coordinamento di servizi sociali e di politiche sociali e sanitarie in vari ambiti istituzionali nonché nel privato sociale e nella cooperazione.

Il corpo docente è composto da studiosi ed esperti, italiani e stranieri, prestigiosi e di fama internazionale.

Il breve video di presentazione, reperibile al seguente indirizzohttp://www.youtube.com/watch?v=khcSDK2wv8g&feature=channel, è una valida testimonianza dell’alto livello formativo che caratterizza questo Corso di Laurea Magistrale.

 

Dato il livello di sperimentazione che il Corso di Laurea Magistrale intende esprimere, è previsto un numero programmato che consente l’iscrizione, per il prossimo anno accademico, di ottanta studenti. Le domande di pre-iscrizione possono essere presentate entro il 23 settembre 2011 e un’apposita Commissione, nominata dal Consiglio della Facoltà di Sociologia, vaglierà le domande stilando una graduatoria di accesso.

 

Per ogni ulteriore informazione può contattare la Segreteria Didattica (Dott. Marco Casiraghi, tel. 02/6448.7431, e-mail marco.casiraghi@unimib.it) o consultare il sito www.sociologia.unimib.it

Scienze pedagogiche – Università degli Studi di Milano – Bicocca


Scienze pedagogiche

Durata corso: 2 anni

Accesso: libero

Regolamento didatticoRegolamento didattico  (15/06/2011)
Come immatricolarsi a questo corso
  • Procedura di iscrizione 

    Per le lauree magistrali ad accesso libero verrà verificato il possesso di specifici requisiti curriculari e l’adeguatezza della preparazionepersonale. Per maggiori informazioni consultate il regolamento didattico e la procedura di iscrizione.

Obiettivi formativi

Il corso di laurea magistrale in Scienze pedagogiche vuole formare professionisti nell’ambito dei settori dell’educazione e della formazione, con una buona conoscenza generale dei problemi e delle teorie pedagogiche e con una conoscenza specifica degli ambiti di applicazione di tali conoscenze generali.

Tali operatori specialistici sono in grado di proporre consulenze pedagogiche rispetto a problemi complessi, di gestire e coordinare servizi e organizzazioni in ambito educativo, formativo, di cura e di assistenza, di offrire consulenze di riflessione e chiarificazione esistenziale rispetto a percorsi individuali e collettivi sia nella
normalità sia nel disagio.

Pertanto, la preparazione che il corso di laurea fornirà sarà volta ad acquisire competenze nell’ambito della progettazione e della valutazione dei servizi e degli interventi educativi, della capacità di leggere e interpretare i problemi presenti nei processi educativi e formativi, delle metodologie e degli strumenti per poter dare consulenze e saper gestire contesti organizzativi.

Contatti
  • Sportello telefonico segreterie studenti
    Tel: 02 6448 6448
    Dal lunedì al venerdì: 9.00-12.30 e 14.00-16.00
  • Servizio di orientamento di Ateneo
    Sede: Piazzetta in Difesa delle Donne – 20126 Milano.
    Edificio U17
    Tel: 02.6448.6118
    Fax: 02.6448.6980
    Sito web: www.unimib.it/orientamento
    E-mail: orientamento@unimib.
    Lunedì, Mercoledì e Giovedì: 14.00-17.00
    Martedì e Venerdì: 10.00-13.00
    Il servizio rimarrà chiuso dall’8 al 19 agosto 2011.
  • Sede del Corso
    Edificio U6 piazza dell’Ateneo Nuovo, n 1 – 20126 Milano – Ed. U6 – IV piano
    Email corso di laurea: magistrale.scienzepedagogiche@unimib.it
  • Presidente del Consiglio di coordinamento didattico
    Prof.ssa Maria Grazia Riva
  • Altri docenti di riferimento
    prof. Paolo Mottana
    dott. Mario Vergani

da Scienze pedagogiche – Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Corso di Laurea Magistrale in Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi socialiattivo presso la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Milano – Bicocca


Corso di Laurea Magistrale in Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali attivo presso la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Milano – Bicocca, pregandoLa di darne massima diffusione nella Sua struttura.

 

Il Corso di Laurea Magistrale prepara figure professionali esperte nelle funzioni didirezione, gestione e coordinamento di servizi sociali e di politiche sociali e sanitarie in vari ambiti istituzionali nonché nel privato sociale e nella cooperazione.

Il corpo docente è composto da studiosi ed esperti, italiani e stranieri, prestigiosi e di fama internazionale. Il breve video di presentazione, reperibile al seguente indirizzohttp://www.youtube.com/watch?v=khcSDK2wv8g&feature=channel, è una valida testimonianza dell’alto livello formativo che caratterizza questo Corso di Laurea Magistrale.

 

La informo che, dato il livello di sperimentazione che il Corso di Laurea Magistrale intende esprimere, è previsto un numero programmato che consente l’iscrizione, per il prossimo anno accademico, di ottanta studenti. Le domande di pre-iscrizione possono essere presentate entro il 23 settembre 2011 e un’apposita Commissione, nominata dal Consiglio della Facoltà di Sociologia, vaglierà le domande stilando una graduatoria di accesso.

 

Per ogni ulteriore informazione può contattare la Segreteria Didattica (Dott. Marco Casiraghi, tel. 02/6448.7431, e-mail marco.casiraghi@unimib.it) o consultare il sitowww.sociologia.unimib.it

Gli scambi interuniversitari in ambito internazionale: Come valorizzare l’esperienza interculturale nei programmi di mobilità per studenti, docenti e personale tecnico amministrativo, INCONTRO 7 giugno Aula Rodolfi (Rettorato 4 piano, edificio U6, Piazza dell’Ateneo Nuovo n.1


UNIVERSITA’ DI MILANO BICOCCA

Gli scambi interuniversitari in ambito internazionale: Come valorizzare l’esperienza interculturale nei programmi di mobilità per studenti, docenti e personale tecnico amministrativo

INCONTRO

7 giugno Aula Rodolfi

(Rettorato 4 piano, edificio U6, Piazza dell’Ateneo Nuovo n.1)

9.30           Apertura lavori

Marialuisa Lavitrano (Delegata dal Rettore per le relazioni internazionali, UNIMIB)

9.40             Introduzione

Antonio de Lillo (Preside Facoltà di Sociologia, UNIMIB)

9.50               Esperienze di internazionalizzazione

9.51               Alberto Giasanti (UNIMIB) e Paolo Trivellato (UNIMIB)

10.15           El papel de las universidades en las relaciones entre América Latina y Europa

Manuel  Valle Fasco (Rettore Università di Sancti Spiritus, Cuba)

11                     Coffee break

11. 20   International exchanges for developing global citizenship: the role of intercultural

learning

Milton Bennett (Direttore dell’Intercultural Development Research Institute, OR USA)

12.10    La mobilità internazionale: i dati dell’Università di Milano-Bicocca

Agnese Cofler (Responsabile settore affari internazionali, UNIMIB)

12.30           Discussione

13.15    Ricerche e buone pratiche sull’esperienza di scambio all’estero: un valore per individui

e istituzioni

Ida Castiglioni (Docente di Comunicazione interculturale, UNIMIB)

13.45    Fine lavori

I costi della paura e i costi della sicurezza, due giorni di incontri e confronti sui temi dei diritti di cittadinanza, Casa della carità, facoltà di sociologia, associazione Avvocati per niente, Auditorium Università Milano Bicocca, Via Vizzola 5, Milano, 13 e 15 maggio 2011


Il perché del convegno

Uno sguardo agli avvenimenti contemporanei mostra una società in crisi dove sono venute meno ideologie forti e sistemi valoriali aggreganti e stanno emergendo, sulla crisi dello stato-nazione, forme di denazionalizzazione che destabilizzano le forme e i contenuti, che erano sino ad ieri familiari,  delle società, delle economie e dei governi.

E’ una situazione caotica dove le diversità aumentano e si fanno più complesse e dove, quindi, per orientarsi, diventa cruciale una sorta di mediazione tra vecchi e nuovi ordini sociali come anche tra le rispettive culture  di riferimento che, a loro volta, rimandano alla questione delle scelte etiche.

Ci si trova di fronte ad un mondo, con particolare riferimento alle società occidentali, nel quale è dominante una visione dualistica degli opposti e che, per ciò stesso, rende gli individui, i gruppi e le comunità  unilaterali, parziali e inconsapevoli del lato negativo che viene vissuto come qualcosa di estraneo, da eliminare con ogni mezzo perchè minaccia la sicurezza delle coscienze. Bisogna quindi sbarazzarsene attraverso la proiezione del negativo sugli estranei da noi, ancora meglio se questi estranei hanno una pelle di colore diverso o sono diversi per etnia, razza, religione, nazione, genere, handicap fisico o psichico, classe sociale o qualsiasi altra differenza in quanto comunque manifestazione di una scissione.

La diversità ha in sé qualcosa che ci inquieta, che forse ci infastidisce e che spesso ci appare pericoloso così da portarci ad assumere atteggiamenti di intolleranza che ci spingono a discriminare chi non appartiene al nostro ambito familiare e che qualifichiamo come diverso da noi: migranti, neri, omosessuali, handicappati, mendicanti, zingari, pazienti psichiatrici, clandestini, senza fissa dimora, tossicodipendenti, omosessuali, donne abbandonate, minori soli, detenuti, disoccupati e così via.  Tutte figure concrete di altri da noi che abbiamo interiorizzato come dei doppi malevoli in cui mettiamo la nostra parte distruttiva che, quando prende il sopravvento, scatena fantasmi non più controllabili che ci troviamo a perseguitare fuori di noi, nella vita quotidiana.

La paura della diversità sembra manifestarsi con maggiore forza soprattutto nei contesti urbani contemporanei proprio là dove le politiche locali assumono sempre più la forma dipolitiche della sicurezza che, intendendo rispondere a quelli che sembrano essere i bisogni più impellenti della collettività, istillano in realtà nei cittadini  disorientamenti e angosce che producono la sensazione di non essere più in grado di  affrontare i conflitti quotidiani. Si instaura così un circolo vizioso tra paura e ricerca di sicurezza dove la soluzione risulta essere l’umiliazione degli altri, considerati estranei e non cittadini.

Occorre allora mettere in atto valide strategie attraverso le quali riconoscere le diversitàdi modo che queste possano diventare valore aggiunto e non ostacolo alle dinamiche trasformative delle comunità e delle organizzazioni. Accettare la diversità è un percorsoche spesso contrasta con il senso comune  delle persone che sono portate a riconoscere i propri simili e non gli estranei, ma gestire la diversità sta anche diventando la sfida cruciale attraverso la quale organizzazioni, servizi e istituzioni  potranno crescere e svilupparsi creativamente, se saranno in grado di non rinchiudersi nei propri confini.

Il convegno intende affrontare la questione dei costi sociali della paura e della sicurezza,  proprio a partire dai casi concreti che tutti i giorni servizi e istituzioni si trovano davanti, per riflettere insieme sulle possibili strategie di intervento, ma soprattutto per riuscire a declinare una nuova cittadinanza che si debba fondare su diritti effettivamente agiti e non solo formalmente dichiarati.

Dai casi, che i gruppi di lavoro (casa e territorio; minori; persone migranti; salute mentale e contenzione;  lavoro e fasce deboli; carcere e CIE; salute e servizi,  ai quali si aggiunge il gruppo di lavoro riguardante linguaggi e comunicazione) esamineranno, si dovrà  passare alla valutazione dell’efficacia di quei  diritti di cittadinanza che sottostanno alle prassi considerate, di modo che la promozione di una cittadinanza attiva possa concretizzarsi  in una società  decente e civile, nella consapevolezza che le trasformazioni significative, se non adeguatamente  accompagnate nel tempo e condivise, possono dare effetti indesiderati o addirittura controproducenti.

I costi della paura e i costi della sicurezza, due giorni di incontri e confronti sui temi dei diritti di cittadinanza, Casa della carità, facoltà di sociologia, associazione Avvocati per niente, Auditorium Università Milano Bicocca, Via Vizzola 5, Milano, 13 e 15 maggio 2011


Il perché del convegno

Uno sguardo agli avvenimenti contemporanei mostra una società in crisi dove sono venute meno ideologie forti e sistemi valoriali aggreganti e stanno emergendo, sulla crisi dello stato-nazione, forme di denazionalizzazione che destabilizzano le forme e i contenuti, che erano sino ad ieri familiari,  delle società, delle economie e dei governi.

E’ una situazione caotica dove le diversità aumentano e si fanno più complesse e dove, quindi, per orientarsi, diventa cruciale una sorta di mediazione tra vecchi e nuovi ordini sociali come anche tra le rispettive culture  di riferimento che, a loro volta, rimandano alla questione delle scelte etiche.

Ci si trova di fronte ad un mondo, con particolare riferimento alle società occidentali, nel quale è dominante una visione dualistica degli opposti e che, per ciò stesso, rende gli individui, i gruppi e le comunità  unilaterali, parziali e inconsapevoli del lato negativo che viene vissuto come qualcosa di estraneo, da eliminare con ogni mezzo perchè minaccia la sicurezza delle coscienze. Bisogna quindi sbarazzarsene attraverso la proiezione del negativo sugli estranei da noi, ancora meglio se questi estranei hanno una pelle di colore diverso o sono diversi per etnia, razza, religione, nazione, genere, handicap fisico o psichico, classe sociale o qualsiasi altra differenza in quanto comunque manifestazione di una scissione.

La diversità ha in sé qualcosa che ci inquieta, che forse ci infastidisce e che spesso ci appare pericoloso così da portarci ad assumere atteggiamenti di intolleranza che ci spingono a discriminare chi non appartiene al nostro ambito familiare e che qualifichiamo come diverso da noi: migranti, neri, omosessuali, handicappati, mendicanti, zingari, pazienti psichiatrici, clandestini, senza fissa dimora, tossicodipendenti, omosessuali, donne abbandonate, minori soli, detenuti, disoccupati e così via.  Tutte figure concrete di altri da noi che abbiamo interiorizzato come dei doppi malevoli in cui mettiamo la nostra parte distruttiva che, quando prende il sopravvento, scatena fantasmi non più controllabili che ci troviamo a perseguitare fuori di noi, nella vita quotidiana.

La paura della diversità sembra manifestarsi con maggiore forza soprattutto nei contesti urbani contemporanei proprio là dove le politiche locali assumono sempre più la forma di politiche della sicurezza che, intendendo rispondere a quelli che sembrano essere i bisogni più impellenti della collettività, istillano in realtà nei cittadini  disorientamenti e angosce che producono la sensazione di non essere più in grado di  affrontare i conflitti quotidiani. Si instaura così un circolo vizioso tra paura e ricerca di sicurezza dove la soluzione risulta essere l’umiliazione degli altri, considerati estranei e non cittadini.

Occorre allora mettere in atto valide strategie attraverso le quali riconoscere le diversità di modo che queste possano diventare valore aggiunto e non ostacolo alle dinamiche trasformative delle comunità e delle organizzazioni. Accettare la diversità è un percorso che spesso contrasta con il senso comune  delle persone che sono portate a riconoscere i propri simili e non gli estranei, ma gestire la diversità sta anche diventando la sfida cruciale attraverso la quale organizzazioni, servizi e istituzioni  potranno crescere e svilupparsi creativamente, se saranno in grado di non rinchiudersi nei propri confini.

Il convegno intende affrontare la questione dei costi sociali della paura e della sicurezza,  proprio a partire dai casi concreti che tutti i giorni servizi e istituzioni si trovano davanti, per riflettere insieme sulle possibili strategie di intervento, ma soprattutto per riuscire a declinare una nuova cittadinanza che si debba fondare su diritti effettivamente agiti e non solo formalmente dichiarati.

Dai casi, che i gruppi di lavoro (casa e territorio; minori; persone migranti; salute mentale e contenzione;  lavoro e fasce deboli; carcere e CIE; salute e servizi,  ai quali si aggiunge il gruppo di lavoro riguardante linguaggi e comunicazione) esamineranno, si dovrà  passare alla valutazione dell’efficacia di quei  diritti di cittadinanza che sottostanno alle prassi considerate, di modo che la promozione di una cittadinanza attiva possa concretizzarsi  in una società  decente e civile, nella consapevolezza che le trasformazioni significative, se non adeguatamente  accompagnate nel tempo e condivise, possono dare effetti indesiderati o addirittura controproducenti.

il Corso di laurea in servizio sociale dell’Università di Milano Bicocca organizza un convegno per contribuire alla discussione dell’agenda globale del servizio sociale del prossimo decennio


Servizio sociale e sviluppo sostenibile:

le sfide per il futuro e la Global Agenda

15 marzo 2011, aula Magna

In occasione della Giornata Mondiale del Servizio sociale 2011, il Corso di laurea in servizio sociale dell’Università degli studi di Milano Bicocca, raccogliendo l’invito dell’AIDOSS, organizza un convegno per contribuire alla discussione dell’agenda globale del servizio sociale del prossimo decennio, promossa dalle tre associazioni internazionali IASSW (The International Association of Schools of Social Work), ICSW (International Council of Social Welfare), IFSW (International Federation of Social Workers)

9.00 – 9.30

Saluti di apertura

Carla Facchini -  Coordinatrice del corso di laurea

Renata Ghisalberti – Presidente Consiglio regionale assistenti sociali

Associazione studentesca “In- formazione” – “L’importanza delle relazioni umane”

9.30 – 10.45

“L’agenda globale per il servizio  sociale del prossimo decennio” – A. Campanini

“Eguaglianza sostanziale delle persone e accesso ai diritti sociali: il fondamento giuridico-costituzionale del servizio sociale” – P. Bonetti

Dibattito

10.45  – 11.45

“Saremo gli  assistenti sociali di domani” – Gli studenti del 2° e del 3° anno del corso triennale di servizio sociale della Bicocca contribuiscono alla Global Agenda.

11.45 – 13.30

“La responsabilità del ‘nominare’ nel processo di implementazione dei diritti” -  O. De Leonardis

“I dilemmi del servizio sociale di domani: tra mandato professionale e organizzazione” – T. Bertotti

Dibattito

  • Sono stati richiesti 5 Crediti per la formazione continua obbligatoria all’Ordine degli assistenti Sociali della Regione Lombardia

Il modello lombardo di welfare. Continuità, riassestamenti, prospettive, Autori e curatori: Giuliana Carabelli , Carla Facchini Contributi: Lavinia Bifulco, Paolo Bonetti, Maria Cacioppo, Anna Maria Campanini, Lidianna Degrassi, Paolo Ferrario, Enzo Mingione, Raffaele Mozzanica, Chiara Previdi, Paolo Rossi, Mara Tognetti, Sergio Tramma, Luca Vecchio, Tommaso Vitale


Il modello lombardo di welfare. Continuità, riassestamenti, prospettive
Autori e curatori: Giuliana Carabelli Carla Facchini
Contributi: Lavinia Bifulco, Paolo Bonetti, Maria Cacioppo, Anna Maria Campanini, Lidianna Degrassi, Paolo Ferrario, Enzo Mingione, Raffaele Mozzanica, Chiara Previdi, Paolo Rossi, Mara Tognetti, Sergio Tramma, Luca Vecchio, Tommaso Vitale
Collana: Transizioni e politiche pubbliche – Fondazione Bignaschi
Argomenti: Politiche e servizi sociali
Livello: Studi, ricerche
Dati: pp. 256,     1a edizione  2011  (Cod.524.14)
Il modello lombardo di welfare. Continuità, riassestamenti, prospettive
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 30,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856834055
In breve Il volume, rivolto non solo a studiosi di politiche sociali, ma a decisori politici, responsabili dei servizi e professionisti del sociale, analizza la legge regionale lombarda n. 3/2008, che disciplina in modo organico i servizi sociali, unitariamente con i servizi socio-sanitari, in un’ottica di reciproca integrazione. L’analisi permette di ricostruire il modello lombardo di welfare nei suoi elementi costitutivi e nel suo contesto, e di interrogarsi sulla sua evoluzione, anche alla luce della prima fase di attuazione della legge.
Presentazione
del volume:
Da tempo la Regione Lombardia ha elaborato un organico modello di politiche sociali, basato sui principi di sussidarietà e di quasi-mercato, che tende sempre più ad affermarsi anche come riferimento a livello nazionale. La legge regionale n. 3 del 2008 costituisce una tappa di rilievo, in quanto disciplina unitariamente i servizi sociali e quelli servizi socio-sanitari, in un’ottica di reciproca integrazione. Al centro di questo volume, rivolto non solo a studiosi di politiche sociali ma a decisori politici, responsabili dei servizi e professionisti del sociale, anche in formazione, è l’analisi della legge, svolta con un approccio multidisciplinare, in cui si affiancano la lettura giuridica e quella sociologica. Tale analisi permette di ricostruire il modello lombardo di welfare nei suoi elementi costitutivi e nel suo contesto, e di interrogarsi sulla sua evoluzione.
Diversi i quesiti affrontati nel volume. Quali sono gli sviluppi o i riassestamenti ipotizzabili nel momento in cui tale impostazione si confronta con l’ambito dei servizi sociali? Come si modificano ruolo della società civile e modalità del suo coinvolgimento? L’integrazione è un obiettivo effettivamente perseguibile? Cosa comporta l’estensione all’ambito dei servizi sociali dell’accreditamento e della logica prestazionistica ad esso correlata? Che ruolo può assumere il segretariato sociale nella rete dei servizi? Che impatto ha la nuova normativa sulle professioni sociali, sulla loro collocazione e sulle loro competenze? In breve quali sono gli elementi di continuità e di discontinuità, quali i punti di forza e le criticità di questo modello nella sua concreta evoluzione?

Giuliana Carabelli svolge attività di ricerca, consulenza e formazione sui temi dell’organizzazione dei servizi sociali. Da tempo collabora con l’Università di Milano Bicocca.
Carla Facchini è professore ordinario di Sociologia della Famiglia alla Facoltà di Sociologia dell’Università di Milano Bicocca, dove coordina il corso di laurea in Servizio Sociale.

Indice:
Giuliana Carabelli, Carla Facchini, Introduzione
Parte I.: La legge nel suo contesto
Carla Facchini, Enzo Mingione, Il cambiamento della morfologia sociale come matrice di nuovi rischi. Il caso Lombardia
Lavinia Bifulco, Quasi-mercato e sussidiarietà come pilastri del modello lombardo di welfare
Lidianna Degrassi, Raffaele Mozzanica,La disciplina dei servizi sociali nella Regione Lombarda
Paolo Bonetti, Profili costituzionali dell’accesso ai diritti sociali nella legge regionale lombarda 3/2008
Parte II.: Attori e processi
Tommaso Vitale, La partecipazione alle politiche sociali in Lombardia: arene deliberative e processi di coordinamento
Paolo Ferrario, Governo della rete o governo delle reti? Il nodo irrisolto dell’integrazione
Giuliana Carabelli, L’accreditamento dei servizi sociosanitari e sociali in Lombardia
Chiara Previdi, Paolo Rossi,
Il segretariato sociale tra organizzazione e professione
Parte III.: Le professione sociali a confronto con la legge
Anna Maria Campanini, L’assistenza sociale
Sergio Tramma, L’educatore professionale
Luca Vecchio, Lo psicologo
Maria Cacioppo, Mara Tognetti, La dirigenza
Appendice. I provvedimenti attuati della legge regionale n. 3/2008
Bibliografia di riferimento
Autori.

da: Il modello lombardo di welfare. Continuità, riassestamenti, prospettive

Università di Milano – Bicocca, Facoltà di sociologia docenze a contratto di Paolo Ferrario


Università di Milano – Bicocca, Facoltà di sociologia

docenze a contratto di Paolo Ferrario

  • Corso di laurea in Servizio sociale: Laboratori di Politiche sociale (ottobre/dicembre 2010: gennaio/marzo 2011)

  • Corso di laurea Progest: Diritto amministrativo – Legislazione sociale e sanitaria (2001/2002; 2002/2003; 2003/2004; 2004/2005; 2006/2007)


Paolo Ferrario

2010/2011

2007/2008

7° ciclo del corso Diritto amministrativo – Legislazione sociale e sanitaria:

2006/2007

6° ciclo del Corso Diritto amministrativo – Legislazione sociale e sanitaria:

2005/2006

5° Ciclo del Corso Diritto amministrativo – Legislazione sociale e sanitaria:

2004/2005

4° ciclo del corso Diritto amministrativo – Legislazione sociale e sanitaria

2003/2004

3° ciclo del corso Diritto amministrativo – Legislazione sociale e sanitaria

2002/2003

2° ciclo del corso Diritto amministrativo – Legislazione sociale e sanitaria

2001/2002

1° ciclo del corso Diritto amministrativo – Legislazione sociale e sanitaria

Corsi analoghi in altre Università

da: Università di Milano-Progest: Diritto amministrativo-Legislazione sociale e sanitaria.

Paolo Ferrario, Le grandi riforme: la riforma costituzionale del 2001 e i suoi effetti sui servizi socioeducativi e sui servizi sanitari e sociosanitari, Audio lezioni per i corsi di Politica sociale alla Università di Milano Bicocca


Paolo Ferrario, Le grandi riforme: la riforma costituzionale del 2001 e i suoi effetti sui servizi socioeducativi e sui servizi sanitari e sociosanitari, Audio lezioni per i corsi di Politica sociale alla Università di Milano Bicocca

Le Aziende Speciali nel sociale in Lombardia: esperienze organizzative e competenze professionali, Convegno Mercoledì 2 Febbraio 2011, ore 9 – 13 Aula U6-4 (Aula Martini) – Edificio U6 Università di Milano Bicocca


Università degli Studi di Milano-Bicocca

Facoltà di Sociologia

Corso di Laurea in Servizio Sociale

Convegno

Le Aziende Speciali nel sociale in Lombardia:

esperienze organizzative e competenze professionali

Mercoledì 2 Febbraio 2011, ore 9 – 13
Aula U6-4 (Aula Martini) – Edificio U6
Università di Milano Bicocca

Convegno in occasione della presentazione del volume
Esperienze di welfare locale.
Le Aziende Speciali e la gestione dei servizi sociali nei Comuni lombardi

a cura di Daniela Gatti e Paolo Rossi
Maggioli (2010)


PROGRAMMA

9.00 Apertura dei lavori

Carla Facchini (Università di Milano Bicocca)

Dario Angelo Colombo (Azienda Speciale Consortile Consorzio Desio-Brianza)

PRIMA PARTE: LE AZIENDE SPECIALI COME SOGGETTI DEL WELFARE

9.20 Configurazioni e riconfigurazioni dei modelli di gestione dei servizi sociali: quale spazio

per le Aziende Speciali?

Paolo Rossi (Università di Milano Bicocca)

9.40 Aziendalizzazione e regionalizzazione: uno sguardo al settore sanitario

Mara Tognetti Bordogna (Università di Milano Bicocca)

10.00 Le Aziende Speciali in Lombardia: un’analisi del network NeASS

Daniela Gatti (PARES società cooperativa)

SECONDA PARTE: VOCI DAL CAMPO

10.20 Le Aziende Speciali e la gestione dell’Ufficio di Piano di Zona

Claudia Sala (Azienda Speciale Consortile Retesalute, Merate)

10.40 Organizzare tra due istituzioni territoriali: il caso di Offertasociale

Giuseppe Milanese (Azienda Speciale Consortile Offertasociale, Vimercate)

11.00 Competenze professionali vs. competenze organizzative? Il ruolo degli assistenti sociali

nella gestione delle aziende speciali

Elena Meroni (Azienda Speciale Consortile Comuni Insieme per lo Sviluppo Sociale, Bollate)

11.20-11.40 Pausa

TAVOLA ROTONDA: LE AZIENDE SPECIALI E I SOGGETTI ISTITUZIONALI DEL WELFARE LOMBARDO

11.40 Presiede: Dario Angelo Colombo (Azienda Speciale Consortile Consorzio Desio-Brianza)

Anna Roberti (Regione Lombardia, Direzione Generale Famiglia, Concilazione, Integrazione e Solidarietà Sociale)

Le Aziende Speciali nel quadro del sistema di welfare lombardo

Elena Poma (ANCI Lombardia, Vice Presidente Dipartimento Welfare e Sanità) Comuni e Aziende Speciali: dinamiche attuali e prospettive future

Carmen Primerano (Provincia di Milano, Settore associazionismo e terzo settore)

Tra competenze professionali e organizzative. L’offerta formativa della Provincia di Milano

12.40 DIBATTITO E CONCLUSIONI

Paolo Ferrario, Scaletta per l’intervento al Convegno: Continuità e discontinuità nel welfare lombardo La l.r. 3/2008 e le ricadute sul Servizio sociale Venerdì 21 gennaio 2011, ore 9 – 13 Auditorium – U 12, via Vizzola 5, Milano, FACOLTÀ DI SOCIOLOGIA Corso di laurea in Servizio sociale


Scaletta per l’intervento

P. Ferrario, Integrazione o separazione delle reti?

  • coincidenza temporale di tre libri in tema di “modello lombardo”: Il modello lombardo di welfare, a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Franco Angeli 2010, p. 254; Come cambia il welfare lombardo: valutazione delle politiche regionali, a cura di Cristiano Gori, Maggioli editore, p. 472; Esperienze di welfare locale: le aziende speciali e la gestione dei servizi sociali nei comuni lombardi, Maggioli editore, 2010 p.195


  • “continuità” nelle politiche nazionali riforme: la genesi della struttura del sistema italiano; sanità, servizi sociali, la distribuzione delle sfere di competenza fra stato, regioni, enti locali


  • “discontinuità” nelle politiche sociali della regione Lombardia: le macro Asl del 1997; il modello di politica amministrativa; la conferma nel 2008
  • “perchè” le “tre reti”
  • “come” le tre reti
  • conseguenze per l’attività formativa e il lavoro professionale

Convegno in occasione della pubblicazione del volume: Il modello lombardo di welfare. Continuità, riassestamenti e prospettive, a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Milano, FrancoAngeli, 2011

vai alla scheda analitica del libro: http://polser.wordpress.com/2010/12/02/12575/

UNIVERSITA’ DI MILANO BICOCCA, Facoltà di sociologia, corso di SERVIZIO SOCIALE

Continuità e discontinuità nel welfare lombardo: la l.r. 3/2008 e le ricadute sul Servizio sociale

Venerdì 21 gennaio 2011, ore 9 – 13

Auditorium – U 12, via Vizzola 5, Milano

PROGRAMMA

Ore 9 Apertura dei lavori

Saluti del Preside Antonio de Lillo

Introduce Carla Facchini

Ore 9.20 Presiede Alberto Giasanti

L. Bifulco, Il modello di welfare lombardo

P. Ferrario, Integrazione o separazione delle reti?

R. Mozzanica, Profili innovativi e linee di continuità nella l.r. 3/2008

P. Bonetti, L’accesso ai diritti sociali nella legge regionale

Ore 10.40 – 11.10 pausa caffè

G. Carabelli, L’accreditamento dei servizi sociali

C. Previdi, Il segretariato sociale

M. Tognetti, La dirigenza: prospettive alla luce della legge regionale

A. Campanini, Politiche neoliberistiche e servizio sociale

Ore 12.20 Dibattito

Conclude Carla Facchini

Ore 13 Chiusura dei lavori

Paolo Ferrario, POLITICHE SOCIALI E LEGISLAZIONE, Laboratorio di formazione


Università di Milano Bicocca, Corso di laurea in Servizio Sociale

POLITICHE SOCIALI E LEGISLAZIONE

Laboratorio di formazione: dott. Paolo Ferrario

Periodo: Gennaio/Marzo 2011

Date: 24, 31 Gennaio; 7, 14, 21, 28 Febbraio, 7, 14 Marzo 2011

Orario 13,30-16,30

1. Obiettivi

Il servizio sociale è strettamente connesso con gli orientamenti politici dei servizi sociali che vengono definiti sia a livello nazionale che locale ed è importante quindi cogliere le linee di tendenza che in ogni periodo emergono nell’ambito dei sistemi di welfare

Maria Dal Pra Ponticelli, Nuove prospettive per il servizio sociale, Carocci Faber, 2010, p. 15

A partire da questa argomentazione di Dal Pra Ponticelli, l’obiettivo didattico perseguito da questo Laboratorio sarà di analizzare il funzionamento delle politiche sociali che si connettono al sistema dei servizi sociali.

La base di riferimento sarà il manuale di Paolo Ferrario, Politica dei servizi sociali, Carocci Faber 2001 che verrà “aggiornato” in tempo reale, attraverso l’uso della documentazione elaborata durante gli incontri formativi

2. Programmazione delle unità didattiche

Il laboratorio si sviluppa attorno a due fuochi di attenzione:

  1. temi chiave della politica dei servizi sociali in relazione al servizio sociale:
    1. lista delle questioni rilevanti
    2. schemi di analisi e schedature di libri di particolare rilevanza formativa
    3. la distribuzione delle politiche sociali alla luce della legislazione degli anni ’90 e del primo decennio 2000
    4. implicazioni operative della “regionalizzazione” del sistema di offerta
  2. Applicazione attiva al sistema dei servizi della Regione Lombardia:
    1. Analisi dei periodi chiave del caso lombardo
    2. Analisi approfondita alla luce di alcuni recenti libri: Il modello lombardo di welfare, a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Franco Angeli 2010, p. 254; Come cambia il welfare lombardo: valutazione delle politiche regionali, a cura di Cristiano Gori, Maggioli editore, p. 472; Esperienze di welfare locale: le aziende speciali e la gestione dei servizi sociali nei comuni lombardi, Maggioli editore, 2010 p.195

Metodo di lavoro formativo

Verrà creata una Mailing List per tenere i contatti nel gruppo per tutta la durata del Laboratorio

A supporto del percorso didattico ci saranno tre strumenti web:

· L’“aula virtuale” del sito www.segnalo.it

· Il Blog http://aulevirt.wordpress.com/

· Il Blog http://polser.wordpress.com/

Tutto il percorso sarà documentato attraverso una serie di Dispense didattiche, nelle quali confluiranno anche i materiali prodotti dai partecipanti (schede, riassunti, parole chiave, documenti annotati). Se necessario il docente renderà disponibili Audio da ascoltare in connessione all’analisi delle dispense.

Valutazione

La valutazione (approvato/non approvato) avverrà attraverso la verifica delle presenze e la partecipazione attiva al Laboratorio

Paolo Ferrario

p.ferrario@tin.it


da: Università di Milano – Bicocca Laurea in Servizio Sociale Politiche legislative e servizi sociali.

Continuità e discontinuità nel welfare lombardo La l.r. 3/2008 e le ricadute sul Servizio sociale Venerdì 21 gennaio 2011, ore 9 – 13 Auditorium – U 12, via Vizzola 5, Milano, FACOLTÀ DI SOCIOLOGIA Corso di laurea in Servizio sociale


Convegno in occasione della pubblicazione del volume

Il modello lombardo di welfare. Continuità, riassestamenti e prospettive,

a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Milano, FrancoAngeli, 2011

vai alla scheda analitica del libro: http://polser.wordpress.com/2010/12/02/12575/

UNIVERSITA’ DI MILANO BICOCCA

Facoltà di sociologia

corso di SERVIZIO SOCIALE


Continuità e discontinuità nel welfare lombardo

La l.r. 3/2008 e le ricadute sul Servizio sociale

Venerdì 21 gennaio 2011, ore 9 – 13

Auditorium – U 12, via Vizzola 5, Milano

PROGRAMMA

Ore 9 Apertura dei lavori

Saluti del Preside Antonio de Lillo

Introduce Carla Facchini

Ore 9.20 Presiede Alberto Giasanti

L. Bifulco, Il modello di welfare lombardo

P. Ferrario, Integrazione o separazione delle reti?

R. Mozzanica, Profili innovativi e linee di continuità nella l.r. 3/2008

P. Bonetti, L’accesso ai diritti sociali nella legge regionale

Ore 10.40 – 11.10 pausa caffè

G. Carabelli, L’accreditamento dei servizi sociali

C. Previdi, Il segretariato sociale

M. Tognetti, La dirigenza: prospettive alla luce della legge regionale

A. Campanini, Politiche neoliberistiche e servizio sociale

Ore 12.20 Dibattito

Conclude Carla Facchini

Ore 13 Chiusura dei lavori


Ø Sono stati richiesti 4 Crediti per la formazione continua obbligatoria all’Ordine degli assistenti Sociali della Regione Lombardia

IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE. Continuità, riassestamenti, prospettive, a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Franco Angeli, 2010


IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE

Continuità, riassestamenti, prospettive

A cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini

Franco Angeli, 2010, p. 256

Introduzione, di Giuliana Carabelli e Carla Facchini

  • Il crescente rilievo delle politiche regionali
  • Specificità della Lombardia
  • Momenti della costruzione del modello lombardo
  • I diversi sguardi disciplinari
  • La struttura di contenuto del volume
  • I possibili effetti di questa ricerca sulla formazione universitaria

Parte prima: La legge nel suo contesto

1. Il cambiamento della morfologia sociale come matrice di nuovi rischi. Il caso Lombardia

di Carla Facchini e Enzo Mingione

  • le trasformazioni del sistema occupazionale: flessibilizzazione del lavoro e aumento dell’occupazione femminile
  • l’impatto dell’immigrazione dai paesi meno sviluppati
  • i mutamenti demografici e il processo di invecchiamento
  • le trasformazioni delle tipologie familiari e l’incremento degli anziani soli
  • la pluralizzazione dei contesti familiari e le ripercussioni sui minori

2.  Quasi-mercato e sussidiarietà come pilastri del modello lombardo di welfare

di Lavinia Bifulco

  • Cronistoria
  • I quasi-mercati
  • Sussidiarietà
  • Lavori in corso: a ridosso della riforma
  • Voucher: quale libertà?
  • La programmazione: quale integrazione?
  • Il modello di governante

3. La disciplina dei servizi  sociali nella Regione Lombardia

di Lidianna   Degrassi e Raffaele Mozzanica

  • Da una “legge regionale di sistema” (LR 1/86) a una “legge regionale di rete” (LR 3/2008)
  • Finalità e principi
  • Assetto istituzionale e organizzativo
  • Governo della rete: gli ambiti sociale e sociosanitario
  • Assetto finanziario

4. Profili costituzionali dell’accesso ai diritti sociali nella legge regionale lombarda 3/2008

    di Paolo Bonetti

    • Servizi sociosanitari e servizi sociali e principi costituzionali di solidarietà e di eguaglianza
    • Potestà legislativa regionale sui servizi sociali e potestà legislativa statale sui livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti sociali
    • Diverse nozioni di livelli essenziali delle prestazioni concernenti l’assistenza sociale
    • Organizzazione e svolgimento delle funzioni amministrative concernenti i servizi sociali: potestà regolamentare regionale e locale e sussidiarietà orizzontale
    • Rapporti tra la legge 328/2000 e la legge regionale 3/2008
    • Limiti derivanti dalle norme comunitarie e statali in materia di condizione giuridica degli stranieri
    • La LR 3/2008 di fronte allo statuto regionale della Lombardia e i provvedimenti attuativi della legge
    • Diritti delle “persone che accedono alla rete” delle unità di offerta sociali e sociosanitarie
    • Bisogni da soddisfare prioritariamente

    Parte seconda: Attori e processi

    5.  La partecipazione alle politiche sociali in Lombardia: arene deliberative e processi di coordinamento

    di Tommaso Vitale

    • Società civile e costruzione del consenso in un governo monocratico
    • Terzo settore e competenze critiche
    • Implementazione della legge fra partecipazione e conflitto
    • Debolezze delle arene deliberative a livello locale

    6. Governo della rete o governo delle reti? Il nodo irrisolto dell’integrazione

    di Paolo Ferrario

    • Integrazione e reti
    • Il sistema dell’integrazione sociosanitaria: processi istituzionali
    • Il “modello lombardo” dei servizi sanitari e sociosanitari
    • Il governo delle tre reti

    7.  L’accreditamento dei servizi sociosanitari e sociali in Lombardia

    di Giuliana Carabelli

    • Concetto di accreditamento: origini, contesto, trasmigrazioni
    • Introduzione e cammino dell’accreditamento in Italia
    • Accreditamento dei servizi sociosanitari in Lombardia
    • Accreditamento dei servizi sociali tra competizione e partnership

    8.  Il segretariato sociale tra organizzazione e professione

    di Chiara Previdi e Paolo Rossi

    • Segretariato sociale tra informazione e comunicazione
    • Evoluzione organizzativa e professionale
    • Segretariato sociale nel sistema dei servizi: ruolo e potenzialità
    • Dall’accesso alla presa in carico: tre livelli istituzionali
    • Implementazione interistituzionale del segretariato sociale come elemento di innovazione
    • Segretariato sociale, reti e inclusione sociale

    Parte terza: Le professioni sociali a confronto con la legge

    9. L’assistente sociale

    di Anna Maria Campanini

    10. L’educatore professionale

    di Sergio Tramma

    11. Lo psicologo

    di Luca Vecchio

    12. La dirigenza

    di Maria Cacioppo e Mara Tognetti

    Appendice.

    I provvedimenti   attuativi della legge regionale n. 3/2008

    Bibliografia di riferimento

    Autori

    Essere umani: prospettive per il futuro, Università di Milano Bicocca, 12-13 novembre 2010


    Essere umani: prospettive per il futuro

    Dal 12 al 13 novembre 2010

    sistemi viventi, e al culmine di essi gli esseri umani, sono materia attiva che trova al proprio interno l’origine del proprio movimento e la capacità di auto-organizzarsi e di dialogare con l’ambiente attraverso una molteplicità di sguardi possibili, nell’idea di una cornice comune.

    Queste tematiche verranno trattate da studiosi di diverse aree scientifiche: filosofi, sociologi, fisici, medici, osteopati, psicoterapeuti, ricercatori empirici ed esperti di relazioni interculturali.

    Venerdì 12 novembre 2010

    • 14.30 – Saluti iniziali
      Antonio de Lillo (Preside Facoltà di Sociologia, Università Milano-Bicocca),
      Andrea Stella (Preside Facoltà di Medicina, Università Milano-Bicocca)
      Introduce Luciano Marchino (psicologia clinica, Università Milano-Bicocca)
    • 15.00 – Masse in movimento: uno sguardo sociologico
      Alberto Giasanti (sociologia del diritto, Università Milano-Bicocca)
    • 15.30 – Costruire il paradigma quantistico nelle scienze sociali
      Milton Bennett (competenza interculturale, Università Milano-Bicocca)
    • 16.00 – La costruzione memetica della cultura
      Ida Castiglioni (comunicazione interculturale, Università Milano-Bicocca)
    • 16.30 – Intervallo
    • 16.45 – L’antica idea filosofica di natura ha qualcosa da dire alla destrutturazione del  soggetto postmoderno?
      Romano Madera (filosofia morale e pratiche filosofiche, Università Milano-Bicocca)
    • 17.00 – Suoni dell’anima. L’essenza nascosta della voce parte I
      Lorenzo Pierobon (musicoterapeuta)
    • 17.30 - L’auto-organizzazione degli organismi viventi alla luce della moderna teoria quantistica dei campi
      Emilio del Giudice (Istituto di Fisica Nucleare di Milano)

    Sabato 13 novembre 2010

    • 09.30 - La luce come stimolo e rilevatore della dinamica auto organizzativa del vivente: dialogo tra un fisico e  un’osservatrice empirica [documento 2]
      Emilio del Giudice (Istituto di Fisica Nucleare di Milano)
      Filomena Finelli (osservatrice empirica)
    • 10.00 - Acqua, informazione e dinamica coerente del vivente
      Alberto Tedeschi (White HB)
    • 10.30 – Colloquio col vuoto
      Enrico Chiappini (osteopata)
    • 11.00 – Intervallo
    • 11.15 – Suoni dell’anima. L’essenza nascosta della voce. parte II
      Lorenzo Pierobon (musicoterapeuta)
    • 11.30 – Fisico dell’evento biologico e biologia dell’evento fisico
      Mara Ramploud (medico)
    • 12.00 - Le dinamiche fisiche alla base della formazione e del funzionamento dei meridiani
      Larissa Brizhik (Bogolyubov Institute for Theoretical Physics, Kyiv, Ukraine)
    • 12.30 – pausa pranzo
    • 14.30 – Tra oriente e occidente un salto quantico
      Patrizia Stefanini (fisico e direttore didattico Istituto Europeo di Shiatsu)
    • 15.00 – Un’utopia: “la pace comincia dall’utero” e anche la salute
      Margherita Tosi (psicoterapeuta e docente del Centro Sudi Eva Reich)
    • 15.30 – Il corpo medita se la mente non lo impedisce
      Roberto Sassone (psicoterapeuta e docente della Società italiana di Analisi Reichiana)
    • 16.00 – Intervallo
    • 16.30 – Gestire l’imprevedibile: la clinica al tempo della complessità
      Maurizio Stupiggia (psicoterapeuta e direttore Società Italiana Biosistemica)
    • 17.00 – Campi morfici, fisica quantistica e vie di scampo
      Luciano Marchino (psicologia clinica, Università Milano-Bicocca)

    Il ruolo della formazione per la professionalità degli assistenti sociali, aula Martini U6-4 Università Milano Bicocca, 25 ottobre 2010, 9,30-12,30


    FACOLTA’ DI SOCIOLOGIA
    Corso di laurea in Servizio sociale

    Via Bicocca degli Arcimboldi, 8 – 20126 Milano

    con il patrocinio di

    Sezione di Politica Sociale

    Il ruolo della formazione per la professionalità degli assistenti sociali

    aula Martini U6-4

    Università Milano Bicocca,

    25 ottobre 2010

    Presiede i lavori: Alberto Merler

    h. 9.30 saluti del Preside della facoltà, Antonio de Lillo

    della Presidente dell’Ordine nazionale Assistenti Sociali, Franca Dente

    del Segretario dell’AIDOSS, Luigi Gui

    h.10,00 Valutazione della formazione ricevuta e del passaggio all’Università – Silvana Tonon Giraldo e Carla Facchini

    h. 10.30 Le sfide per la professione sociale – Fedele Ruggeri,

    11 pausa caffè

    11.20 La formazione rispetto alla sfida delle competenze - Walter Lorenz e Paolo Trivellato.

    11.50 La formazione permanente – Annamaria Campanini

    12,20 Conclusioni – Carla Facchini.

    Duccio Demetrio, L’interiorità maschile. Le solitudini degli uomini, Raffaello Cortina editore, 2010, p. 280. Scheda di presentazione e recensioni di Paolo Ferrario, Ada Ascari, Giorgio Macario, Gabriele De Ritis


    Indice

    Con sguardo preoccupato: Cronaca di un ‘idea

    1.  Maschi e uomini: Una specie interiore?

    2.  In un corpo di donna: Miti e storie

    3.  Figure d’uomo nel tempo: Quando Narciso è triste

    4.  La tragicità maschile: Nel labirinto, non si estingue l’eroe

    5.  In fuga da se stessi: L’epica della solitudine

    6.  Ritratti virili: Nobili d’animo e di silenzi

    7.  A scuola dalle donne: Esercizi per maschi affaticati

    8.  Un commiato incruento: Per dimenticare Giuditta

    Prima pagina/Esordio:

    Sembriamo non pensare: rivaleggiamo sempre

    Lo sguardo è il mio. Osservo le persone affluire in bi­blioteca. Mi hanno invitato a parlare di maturità e im­maturità. Le donne presenti sono una trentina, di età di­verse. Gli uomini due o tre. Oltre i quaranta, mi pare. So già, ci scommetto, che tra costoro qualcuno poi alzerà la mano. Mi farà una domanda, tra il provocatorio e il sac­cente. I maschi non ammettono volentieri di assomiglia­re a Peter Pan. Segretamente, sanno però coltivarne con cura il mito. Il copione che mi si prepara è il consueto. Se saranno gli uomini a prendere la parola, ciò accadrà per ammiccare alle signore presenti che le loro battute me­ritano un applauso. Non le tesi del relatore. Mormoro tra me e me, intuendo l’imminente rituale: “Non c’è scam­po, non cambieremo mai”   …..

    dalla scheda dell’editore Raffaello Cortina:
    In cosa consiste la vita interiore? Ed è davvero destituito di senso il luogo comune secondo cui gli uomini rifuggono ogni confronto con la propria interiorità? Che i maschi, nella grande maggioranza, siano poco disponibili alla riflessività, più protesi verso l’“esterno”, pare incontestabile. Evitano di porsi le domande più ineludibili, di confrontarsi con la sensibilità femminile, che include l’ascolto e la cura, temendo una crisi di immagine o di identità.
    L’importanza di riscoprire il valore antico della solitudine degli uomini, condizione senza la quale non si educa la propria interiorità, è il tema di questo libro, che suggerisce come perseguire una forma di virilità più problematica e profonda, e al tempo stesso più generosa ed eroica.Duccio Demetrio insegna Filosofia dell’educazione all’Università di Milano Bicocca. Nella collana Minima ha pubblicato, tra gli altri, Filosofia del camminare (2005), La vita schiva (2007) eL’educazione non è finita (2009

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    Commenti alla lettura del libro:

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    • Il libro letto da Paolo Ferrario:

    Riflessioni seguite alla lettura di: Duccio Demetrio, L’interiorità maschile. Le solitudini degli uomini, Raffaello Cortina, Milano 2010, p. 280

    La scrittura di Duccio Demetrio è “eccentrica”, nel senso che parte dal bordo delle onde determinate dal sasso gettato nello stagno e procede per gradazioni e continui riverberi a una serie di centri. Il suo è un linguaggio per certi versi affabulatorio, e anche piuttosto seduttivo, che arriva ai punti nodali attraverso processi leggeri di avvicinamento che partono dall’esterno.

    Qui si parla ancora di “maschile” in rapporto al “femminile”. Sappiamo che è un tema che ha una storia lunga, se la riferiamo a quella dell’umanità, ma recente se la riferiamo ai vissuti di tutti noi che siamo viventi del mondo contemporaneo, e in particolare dalla seconda metà del 900. Distinguo in questa storia una serie di fasi. La prima è quella collettiva, “estroversa” e movimentista del femminismo, anche con le sue ineluttabili traduzioni estremistiche, degli anni ‘70. C’è poi una fase “reattiva”, nella quale alcune psicologie (in Italia Claudio Risè) ripropongono un ritorno del maschile e ai suoi valori psichici, sia pure ridefiniti nel nuovo quadro culturale. Parte di questa ricerca proveniva da un letterato  americano (Robert Bly) che parlava della necessità umana di “recuperare le nostre zone d’Ombra”. C’è ora una fase riflessiva e “introversa” a cui questo libro fornisce  un contributo piuttosto importante e di solide fondamenta.

    Tre fasi quindi, tre momenti di accentuazione delle problematiche che si dipanano attorno allo sviluppo del maschile  e del femminile e quindi, inevitabilmente,  anche dei rapporti intersoggettivi tra queste due dimensioni dell’esistere. Dentro questa storia ciascuno estrae gli oggetti che più hanno influenzato la propria esperienza. La lettura di questo libro mi ha fatto andare allo scaffale della memoria per mettere di nuovo sotto la lampada un testo che è cruciale sia per la mia biografia che per i miei studi. Si tratta di La donna e la sua ombra, maschile e femminile nella donna d’oggi (Emme edizioni, 1980, poi ripubblicato da Liguori)  di Silvia Di Lorenzo, una grande psicanalista italiana. Da questo libro estraggo due citazioni di estrema attualità anche rispetto alla ricerca di Demetrio:

    Mi pare che il principale conflitto della donna di oggi consista nella sua esigenza di realizzare il proprio maschile interiore senza per questo perdere o svalutare il femminile nella sua vita cosciente” (p. 13)

    e poche righe dopo aggiunge:

    Il maschile e il femminile sono, da sempre, le due polarità dialettiche essenziali della vita sia all’esterno nel rapporto tra uomo e donna dalla cui fecondità dipende la conservazione della specie, che all’interno come tensione dinamica tra gli opposti, il Logos e l’Eros che determina lo sviluppo trasformativo della personalità attraverso la nascita di una sintesi nuova

    A me questi due passaggi sembrano piuttosto cruciali e di significato durevole. Quando la De Lorenzo parla del conflitto della donna si potrebbe dire in modo speculare, come in uno specchio, che “il principale conflitto dell’uomo di oggi consiste nel realizzare il proprio femminile interiore senza per questo perdere o svalutare il maschile della sua vita cosciente”.

    Mi sembra ci sia una simmetria tra la storia delle donne che in questi ultimi quaranta anni hanno sviluppato una propria strada sociale e psicologica talvolta a detrimento della propria funzione femminile, diventando in alcune professioni persone che si comportano “come uomini” nelle relazioni pubbliche, e quella degli uomini che sono diventati incerti e “morbidi” perdendo alcuni tratti di carattere maschili indispensabili anche per “stare bene” nella vita familiare e sociale. Il percorso da fare sta, forse, nella sintesi interpersonale tra queste due visioni: stare nel mondo con stili psicologici derivanti dalla elaborazione culturale dei due generi. E questo lo si fa costruendo giorno per giorno la relazione, facendola diventare sempre di più intersoggettiva.

    Ma quale è il contributo originale e fecondo che Demetrio suggerisce per queste situazioni problematiche?

    Il suo sguardo è quello di chi propone il compito di educare se stessi in tutte le fasi del ciclo di vita. Ed è piuttosto interessante il fatto che usa la stessa parola-chiave che Silvia De Lorenzo utilizzava nel 1980: “interiorità”.

    Questo è il concetto che sta al centro della sua riflessione e viene riproposto in moltissimi modi e con diverse strategie argomentative e testuali. Un esempio:

    Interiorità è pensare, custodire intimità è avere una memoria alla quale poniamo domande, è tutto quanto non può sfuggire alla coscienza” (p. 15)

    Qui l’interiorità viene connotata come capacità di guardarsi dentro e valorizzare il proprio ricordo, ossia il proprio tempo di essere vivente.

    In un altro punto il tema dell’interiorità è raccontato in questo modo:

    è l’infinito dentro di noi e per andare verso l’infinito si deve avere il mondo dentro di sé. Bisogna essere fatti di mondo per poter ispezionare con qualche successo e speranza il mondo” (p. 55/56)

    E queste parole Demetrio le dice in modo corale con il filosofo Giovanni Reale. Qui la prospettiva è quella di elaborare una interiorità che unisca la finitezza e l’infinito.

    Un altro elemento estremamente interessante e coinvolgente di questo libro è il percorso analitico attraverso cui arriva a costellare il tema dell’ educarsi alla interiorità. Mi riferisco alla parte in cui vengono esposte al lettore immagini pittoriche corredate da testi letterari e elaborazioni sotto traccia dello stesso Demetrio:  sono bambini, adolescenti, uomini adulti. Percorriamo qui una varietà di profili biografici: l’indocile, un bambino che si ribella all’educazione, il predestinato, l’innocente, la sentinella, lo scriba, il sognatore, il poeta dal colletto bianco, l’eremita, il pilota di alianti, il canonico libertino, il padre taciturno, il seduttore svogliato, il mendicante, lo schiavo d’amore, l’invitto. Sono figure rappresentative di modi di essere che per Demetrio diventano tipi di persone attraverso cui meditare e rafforzare con prove il suo ragionamento sul processo di coltivazione della propria interiorità. E la stessa operazione analitica viene effettuata con alcuni miti greci particolarmente pertinenti  per la sua proposta: Perseo, Orfeo, Chirone sono figure mitologiche rappresentative di modi diversi attraverso cui l’uomo perviene a curare, coltivare, elaborare una propria interiorità. Rappresentazioni pittoriche e personaggi mitici vanno a comporre sottili e raffinate tipologie umane e riverberano attorno a loro suggestioni e significati che portano Demetrio a sostenere con passione esistenziale la proposta educativa di concentrarsi sul tema dello sviluppo dell’interiorità come compito dell’uomo di oggi.

    Un elemento che mi sembra interessante sottolineare è che questa elaborazione Demetrio la sta facendo da più di 10 anni. Basta scorrere alcuni titoli dei suoi libri: L’educazione interiore del 2000, ancora prima L’elogio dell’immaturità del1998, La filosofia del camminare del 2005; La vita schiva del 2007; L’ascetismo metropolitano del 2009.  Può non colpire in un autore così prolifico questa coincidenza temporale? La collego al fatto che essendo tra l’altro noi quasi della stessa generazione, siamo entrambi entrati in quella fase del ciclo di vita che chiamo della prevecchiaia, ossia quella età  in cui si ha la possibilità di guardarsi indietro e si ha anche uno sguardo sul nostro presente più pacato, più sopito, più meticoloso nel vedere le zone inespresse della personalità , nell’autocriticare alcuni comportamenti in modo leggero. Trovo estremamente densa di potenzialità la prospettiva di guardarsi dentro per ritrovare tracce rimosse e continuare a crescere sotto il profilo psicologico e formativo.

    L’ altro elemento rilevante di questa ricerca è la distinzione che Demetrio fa tra il “maschio” e l’”uomo”: in questo scarto fra le due configurazioni esistenziali c’è un compito evolutivo da percorrere. Il maschio deve farsi uomo attraverso un percorso di interiorità, cioè di introversione, come direbbe Carl Gustav Jung: la strada è quella di un ritorno dentro di sé, pur senza perdere il contatto con il mondo esterno.

    Gli attributi caratteriali del maschio sono così rappresentati:

    maschi che si uccidono fra di loro, maschi che si misurano in base alla forza e alla debolezza, maschi che abbandonano chi un istante prima idolatravano, maschi che si vantano di imprese cruente, maschi che rinascono dalle proprie ceneri già in armi, maschi che usano il bene comune delle libertà per asservire e concedersi licenze, maschi che non possono stare senza sconfitti, vittime e clientele, maschi che non sanno cosa sia il senso di colpa (p.26)

    e così via tutta una serie di aspetti , connotazioni negative degli attributi del maschile.

    Viceversa il percorso verso la vita interiore, il passaggio dal maschio all’uomo è così rappresentato:

    Uomini che salgono e scendono le scale più impervie contandone i gradini in silenzio, uomini che a testa alta pongono a se stessi domande sensate, uomini che non cessano di riprodursi ogni volta in controcorrente, uomini che conoscono il sapore della libertà come segreta ricchezza, uomini che vogliono essere soli per sentirsi maschi diversi, uomini che non sono tentati dall’istinto di opprimere chicchessia (p. 45/46)

    Questi in sintesi mi sembrano essere i valori di questo libro: un forte punto di vista che parte dal paradigma educativo, cioè quello attraverso cui la persona modifica se stessa attraverso processi di apprendimento. Trovo che il paradigma educativo sia molto tangenziale con quello psicologico però occorre riconoscere che in quello educativo è molto presente un lavoro di apprendimento. Ed è per questi motivi che Demetrio propone alla fine del testo una serie di “esercizi autoeducativi” orientati alla ricerca di una propria personalissima “centratura” interiore per trovare le strade più adatte a definire meglio il proprio profilo esistenziale di essere uomini dentro questa modernità che ci mette al confronto con il mondo psicologico e relazionale delle donne.

    I percorsi suggeriti sono questi. Avvicinarsi al linguaggio poetico, facendosi  coinvolgere dalla musicalità delle parola e lasciandosi andare alla poesia come linguaggio autonomo capace esso stesso, attraverso la sola forza delle immagini, di creare nuovi effetti di senso, nuovi significati.

    Il secondo esercizio consiste in un lavorio di autocoscienza alla vita interiore dedicandosi agli interrogativi che costellano i dilemmi dell’esistere, la morale, la consapevolezza delle proprie azioni e le relative conseguenze. Il suggerimento è quello di usare il silenzio assieme al piacere della conversazione intersoggettiva.

    Giova a questa azione autoeducante praticare i gesti del camminare all’aria aperta (e questo è il terzo esercizio), ma con un taccuino ed una matita. La proposta è chiara e concreta: scrivere un diario, raccontarsi senza avere paura di raccontarsi.

    Sono suggerimenti che vengono da lontano. Vengono dalla riattualizzazione matura di quando eravamo bambini sognanti e desiderosi di crescere.

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    Gabriele De Ritis,  Ciò che sono diventato. Al di là e oltre ciò che credevo di essere.

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    opere esemplari a dire in breve di cosa io stia parlando. Mi limiterò, per brevità, ad elencarle: ad esse ho affidato la mia riflessione negli ultimi dieci anni. Grazie ad esse, ho potuto pensare la mia esperienza e verificare cosa io stessi diventando, ma soprattutto cosa sono stato, al di là di quello che credevo di essere:

    ROBERTA DE MONTICELLI, L’ordine del cuore. Etica e teoria del sentire, GARZANTI 2003

    ROBERTA DE MONTICELLI, La novità di ognuno. Persona e libertà, GARZANTI 2009

    VITO MANCUSO, La vita autentica, RAFFAELLO CORTINA EDITORE 2009

    DUCCIO DEMETRIO, L’interiorità maschile. Le solitudini maschili, RAFFAELLO CORTINA EDITORE 2010

    Soprattutto Duccio Demetrio mi porta a pensare di non essere mai diventato – e di non poter essere – un ‘maschio selvatico’: io credevo di esserlo, che lo sarei diventato, addirittura che al fondo della mia coscienza quello ero stato. In realtà, la mia invincibile timidezza mi ha portato a condurre una vita schiva, per cui i limiti e le debolezze proprie della timidezza si sono tradotte con il tempo in sentimenti e virtù riconducibili alla vita schiva.

    in: http://www.gabrielederitis.it/?p=8939

    La mediazione accoglie il disordine E’ un luogo in cui è possibile esprimere le nostre differenze e riconoscere quelle degli altri, Intervengono Enzo Mingione, Jacqueline Morineau Etienne LeRoy, Alberto Giasanti, Rosanna Virgili, Leonardo Lenzi, Incontro il 22 settembre 2010, ore 15-18 alla Università di Milano-Bicocca – Facoltà di Sociologia Aula tesi, Edificio U7, 2° piano. Nel corso dell’incontro verrà presentato il suo ultimo libro: Il mediatore dell’anima. La battaglia di una vita per la riconciliazione interiore, Servitium Editrice


    INCONTRO

    22 settembre 2010, ore 15-18

    Università di Milano-Bicocca – Facoltà di Sociologia

    Aula tesi, Edificio U7, 2° piano

    Via Bicocca degli Arcimboldi n.8,  Milano

    La mediazione accoglie il disordine

    E’ un luogo in cui è possibile esprimere le nostre differenze e riconoscere quelle degli altri

    Presenta

    Enzo Mingione

    Preside Facoltà di Sociologia (Università di Milano-Bicocca)

    Intervengono

    Jacqueline Morineau

    Etienne LeRoy

    Professore emerito di antropologia del diritto (Università Parigi 1-Sorbonne)

    Un approccio antropologico alla mediazione

    Alberto Giasanti

    Sociologo del diritto (Università di Milano-Bicocca)

    Un approccio sociologico alla mediazione

    Rosanna Virgili

    Teologa (Istituto Teologico Marchigiano)

    Un approccio teologico alla mediazione

    Coordina

    Leonardo Lenzi

    Docente di teologia (Università Cattolica di Milano)

    Dibattito

    Jacqueline Morineau, docente presso l’Università di Milano-Bicocca, ha fondato e diretto il Centro di mediazione e di formazione alla mediazione di Parigi. Nel corso degli anni ha elaborato un metodo originale, attingendo alla sua formazione classica con particolare attenzione alla tragedia greca..Ha pubblicato Lo spirito della mediazione per i tipi Franco Angeli editore.

    Nel corso dell’incontro verrà presentato il suo ultimo libro: Il mediatore dell’anima. La battaglia di una vita per la riconciliazione interiore, Servitium Editrice.

    Scienze pedagogiche – Università degli Studi di Milano-Bicocca


    Scienze pedagogiche
    Come immatricolarsi a questo corso
    • Procedura di iscrizione

      Per le lauree magistrali ad accesso libero verrà verificato il possesso di specifici requisiti curriculari e l’adeguatezza della preparazionepersonale. Per maggiori informazioni consultate il regolamento didattico e la procedura di iscrizione.

    Contatti
    • Sportello telefonico segreterie studenti
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      Edificio U6 piazza dell’Ateneo Nuovo, n 1 – 20126 Milano – Ed. U6 – IV piano
      Email corso di laurea: magistrale.scienzepedagogiche@unimib.it
    • Presidente del Consiglio di coordinamento didattico
      Prof.ssa Maria Grazia Riva
    • Altri docenti di riferimento
      prof. Paolo Mottana
      dott. Mario Vergani

    Scienze pedagogiche – Università degli Studi di Milano-Bicocca.

    “dare forma al lavoro educativo, formare al lavoro educativo”, Centro Studi Riccardo Massa, presso la Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus, in Via Capecelatro 66 a Milano, il giorno 16 giugno 2010 dalle ore 9:00 alle ore 13.30.


    Il Centro Studi Riccardo Massa vi invita alla presentazione del suo secondo lavoro di ricerca dare forma al lavoro educativo, formare al lavoro educativo”, uno studio sul dispositivo di formazione dell’educatore professionale alla luce delle trasformazioni storiche, sociali ed economiche degli ultimi anni.

    L’evento avrà luogo presso la Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus, in Via Capecelatro 66 a Milano, il giorno 16 giugno 2010 dalle ore 9:00 alle ore 13.30

    Il Centro Studi Riccardo Massa, nato per volontà di un gruppo di pedagogisti suoi allievi e collaboratori, della famiglia di Riccardo Massa, e con la partecipazione dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e dell’Università degli Studi di Milano, è un’Associazione di promozione culturale che si propone di contribuire al dibattito pedagogico sull’educazione e sui professionisti dell’educazione, mantenendo vivi in esso il pensiero e l’opera di Riccardo Massa come punto di riferimento e stimolo per la ricerca pedagogica e la  formazione.

    Il Centro Studi Riccardo Massa ha scelto di iniziare la sua attività con quattro percorsi di ricerca su temi rilevanti e attuali dell’educazione e della formazione. Gli esiti di queste ricerche, realizzate a partire dal diretto confronto con i luoghi dell’educare e con le realtà educative e formative del territorio (scuole, cooperative sociali, servizi educativi e sanitari, enti e protagonisti della formazione, figure professionali dell’educazione e della sanità) saranno presentati in una serie di incontri che avverranno nel corso di quest’anno.

    Vi inviamo perciò in allegato, oltre alla locandina dell’incontro del 16 giugno, un prospetto degli appuntamenti di quest’anno, di cui vi daremo precise indicazioni di data e sede nelle prossime comunicazioni.

    Ci auguriamo di avervi con noi a pensare e dibattere i temi proposti, nel secondo incontro del 16 giugno alla Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus e nei futuri incontri.

    Per il  Centro Studi Riccardo Massa

    Anna Rezzara

    (Per motivi organizzativi è molto importante dare conferma via mail della vostra partecipazione. Vi ringraziamo anticipatamente per la vostra collaborazione.)

    Segreteria Centro Studi Riccardo Massa:

    segreteria@centrostudiriccardomassa.it

    Tel. 345.175.33.40

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    I laureati e il mondo del lavoro, sesta indagine occupazionale STELLA, Università di Milano Bicocca, maggio 2008


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    La nuova barbarie e le responsabilità dell’educazione, CICLO DI INCONTRI (5, 12, 19, 26 maggio 2010) a cura di PAOLO MOTTANA, Casa della Cultura, Via Borgogna 3, Milano, MM1 San Babila


    Via Borgogna 3, Milano, MM1 San Babila

    CICLO DI INCONTRI

    La nuova barbarie e le responsabilità dell’educazione

    a cura di PAOLO MOTTANA

    Quattro riflessioni sul disagio del mondo contemporaneo e le risposte della cultura pedagogica

    Con PAOLO MOTTANA, Professore di Filosofia dell’educazione all’Università di Milano Bicocca

    ne parlano

    mercoledì  5 maggio 2010 ore 18.00

    RAFFAELE MANTEGAZZA, Professore di Pedagogia interculturale Università di Milano Bicocca

    “Debolezze, servilismi, complicità di una pedagogia da Basso Impero”

    mercoledì  12 maggio 2010 ore 18.00

    DUCCIO DEMETRIO, Professore di Filosofia dell’educazione Università di Milano Bicocca

    “Il soggetto tra barbarie dell’autocompiacimento e ricerca di senso”

    mercoledì  19 maggio 2010 ore 18.00

    FRANCO CAMBI, Professore di Pedagogia generale Università di Firenze

    “Tra ‘nichilismo’ e ‘vita autentica’: la doppia tensione della giovinezza anche attuale. Che fare?”

    mercoledì  26 maggio 2010 ore 18.00

    ANTONIO ERBETTA, Professore di Storia dell’educazione europea Università di Torino

    “Da Robinson Crusoe a Henry Ford. La tragedia del moderno tra pedagogia e ipnopedia”

    A fronte di un quadro allarmante, almeno stando alle cronache ufficiali, della condizione giovanile – di cui vengono denunciati il degrado culturale, le regressioni comportamentali, la dilagante superficialità -, la “ società educante”, in tutte le sue forme, appare fondamentalmente impotente.

    Come leggere il fallimento educativo, se fallimento è, e come affrontare allora con la dovuta apertura, radicalità e disinibizione le sfide che le trasformazioni ingenti e irreversibili, almeno all’oggi, del contesto sociale e culturale contemporaneo, portano con sé?

    Come evitare che la “liquefazione sociale” non si tramuti in una china di degrado e di disperazione?

    Quale pedagogia e quale educazione possono provare a confrontarsi con questa situazione?

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