NUOVO – Contratto di Servizio tra i Comuni dell’Ambito distrettuale di Cremona e l’Azienda Sociale del Cremonese | Azienda Sociale Cremona

NUOVO – CONTRATTO DI SERVIZIO TRA I COMUNI DELL’AMBITO DISTRETTUALE DI CREMONA E L’AZIENDA SOCIALE DEL CREMONESE

Cremona, 30.04.2012

L’Assemblea dei Comuni Soci dell’Azienda Sociale del Cremonese ha approvato, nella seduta del 26 aprile 2012, il Contratto di Servizio che disciplina i rapporti tra l’Azienda e i Comuni dell’Ambito distrettuale di Cremona, in qualità di proprietari dell’Ente medesimo.

Tale atto è la conseguenza dell’adozione del Piano di Zona 2012-2014 e dell’Accordo di Programma da parte dell’Assemblea dei Sindaci in data 29 marzo 2012. In tali documenti si riconosceva all’Azienda Sociale del Cremonese la funzione di capo-fila del Piano di Zona 2012-2014 e la funzione di gestore delle risorse del medesimo per l’attuazione delle priorità di intervento e dei servizi che ad essa sono stati trasferiti.

Per tale motivo,

si richiede ad ogni Comune dell’Ambito distrettuale di Cremona e all’Unione dei Comuni Lombarda dei Comuni di Corte de’ Frati e di Olmeneta di deliberare, con un atto di Giunta, l’adozione del Contratto.

E’ possibile scaricare:

  • schema di delibera di Giunta;
  • Contratto di Servizio approvato dall’Assemblea dei Soci in data 26 aprile 2012 (quale allegato alla delibera di Giunta).

 A disposizione per ogni ulteriori chiarimento, colgo l’occasione per porgere i migliori saluti

 IL PRESIDENTE

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

(Luigi prof. Amore)

Bozza contratto servizio Comune e Azienda 2012 – 2014.doc

da NUOVO – Contratto di Servizio tra i Comuni dell’Ambito distrettuale di Cremona e l’Azienda Sociale del Cremonese | Azienda Sociale Cremona.


Servizio sociale dei Comuni – Ambito distrettuale Basso Isontino. Albo dei soggetti accreditati a svolgere il servizio di assistenza domiciliare nei Comuni

Servizio sociale dei Comuni – Ambito distrettuale Basso Isontino.

Albo dei soggetti accreditati a svolgere il servizio di assistenza domiciliare nei Comuni …
<http://www.serviziosociale.bassoisontino.it/cm/ambienti/servizio_sociale/unica/allegati/struttura_portale/20124171413310.doc20120417142827.pdf>


“La cosa bella degli standard è che ce ne sono tanti da scegliere”, di Andrew Tanenbaum

Sostiene Andrew Tanenbaum

“La cosa bella degli standard è che ce ne sono tanti da scegliere”

Direi che è perfetto per il cosiddetto “modello lombardo -  Formigoni” e i fatti della clinica Santa Rita di Milano


L’innovazione istituzionale al tempo della crisi: la fondazione per le scuole dell’infanzia di Modena

Nei primi mesi del 2012 l’esternalizzazione delle scuole dell’infanzia si precisa e giunge più apertamente all’attenzione dell’opinione pubblica. L’idea che si fa strada è quella di approvare una delibera di Consiglio comunale in cui si prospetta di affidare all’esterno due scuole dell’infanzia mediante gara d’appalto e di chiedere per altre due la statalizzazione riservandosi, nel caso probabile in cui questa non sia ottenuta, di appaltare anche la gestione di queste scuole. 
L’amministrazione però si riserva di approfondire anche la possibilità di costituire una fondazione di partecipazione per le quattro scuole dell’infanzia, quale soluzione alternativa all’esternalizzazione. La fondazione, che gestirebbe le scuole, è un soggetto di diritto privato che opera senza fini di lucro. Esso potrebbe appaltare la gestione o invece esercitarla in forma diretta, assumendo personale dipendente. L’organo principale di governo della fondazione sarebbe rappresentato da un Consiglio di amministrazione, i cui membri sarebbero nominati dal Comune che, in questo modo, garantirebbe “controllo analogo” a quello garantito nella gestione diretta rispetto al servizio erogato dalla Fondazione

 

tutto l’articolo qui L’innovazione istituzionale al tempo della crisi: la fondazione per le scuole dell’infanzia di Modena.


Comuni: dalla gestione diretta a quella indiretta. Quadro istituzionale, di Stefano Neri, da http://www.secondowelfare.it

il quadro normativo sembra spingere i Comuni alla dismissione dei servizi in gestione diretta a favore dell’affidamento a soggetti terzi. Le norme principali che concorrono a favorire tale esito sono:

• l’art. 14, co. 9 della legge 122/2010 che converte con modifiche il decreto legge 78/2010. Tale norma stabilisce che si “possa procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite del 20% della spesa corrispondente alle cessazioni dell’anno precedente”. Ciò significa che ogni cinque dipendenti cessati dal servizio solo uno può essere assunto di ruolo;

• l’art. 36, co. 2 del decreto legislativo 165/2001, come modificato dall’art. 17, co. 26, della legge 102/2009, che stabilisce che le pubbliche amministrazioni possano “avvalersi delle forme contrattuali flessibili di assunzione e di impiego del personale” e quindi anche dei contratti a tempo determinato, solo “per rispondere ad esigenze temporanee ed eccezionali”. Recentemente la disposizione è stata emendata rafforzando la responsabilità dirigenziale e le sanzioni previste in caso di violazione della norma sull’impiego di contratti “atipici” o non standard;

• l’art. 4, co. 102, lett. b) della legge 183/2011, approvata in agosto, ha esteso agli enti locali le disposizioni contenute nel decreto legge 78/2010 (come si è detto, convertito con modifiche dalla legge 122/2010). Tali disposizioni avevano posto sulle amministrazioni statali un vincolo nella possibilità di “avvalersi di personale a tempo determinato o con convenzioni ovvero con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, nel limite del 50 per cento della spesa sostenuta per le stesse finalità nell’anno 2009”. Lo stesso limite vale per “la spesa per personale relativa a contratti di formazione lavoro, ad altri rapporti formativi, alla somministrazione di lavoro, nonché al lavoro accessorio”. La disposizione è stata prorogata fino a tutto il 2013.

Questo insieme di norme introduce forti vincoli alla possibilità degli enti locali di sostituire personale dipendente che cessa dal servizio, ponendo limiti molto stretti sia alle assunzioni a tempo indeterminato che alle assunzioni o ai rinnovi a tempo determinato o con altre forme contrattuali di tipo non standard. Ciò rende sempre più difficoltosa la gestione diretta dei servizi

Vai all’intera scheda:  L’innovazione istituzionale al tempo della crisi: la fondazione per le scuole dell’infanzia di Modena.


Regione Veneto, ULSS 21 di Legnago, REGOLAMENTO PER IL RILASCIO dell’autorizzazione e accreditamento delle strutture socio-sanitarie e sociali

Regione Veneto, ULSS 21 di Legnago, REGOLAMENTO PER IL RILASCIO dell’autorizzazione e accreditamento delle strutture socio-sanitarie e sociali


BANDO DI GARA PER LA GESTIONE DI SERVIZI RIVOLTI A MINORI – SERVIZIO DI SEGRETARIATO SOCIALE Comuni di Castellanza – Gorla Maggiore – Gorla Minore – Marnate – Olgiate Olona – Solbiate Olona – Fagnano Olona


la Regione Lombardia vara il “Fattore Famiglia”. Si tratta di un indicatore per le politiche sociali, che non solo tiene conto delle situazioni reddituali e patrimoniali, ma contempla anche a pieno titolo il numero di figli e i carichi di cura

la Lombardia vara il Fattore Famiglia. Si tratta di un indicatore per le politiche sociali, che non solo tiene conto delle situazioni reddituali e patrimoniali, ma contempla anche a pieno titolo il numero di figli e i carichi di cura, ad esempio la presenza nel nucleo familiare di anziani non autosufficienti o di disabili.

Il Fattore Famiglia sarà ora sperimentato per un anno in alcuni Comuni del territorio lombardo. A livello regionale ha già trovato applicazione per quanto riguarda la Dote scuola 2012-2013, misura che interessa un terzo degli studenti lombardi (circa 300.000) con uno stanziamento di 81 milioni e che, con i nuovi parametri applicati, darà diritto alla Dote a 8.000 famiglie in più dello scorso anno.

SPERIMENTAZIONE – Parte ora un periodo di sperimentazione su tutte le unità d’offerta sociali e socio sanitarie “che consenta di valutare – ha aggiunto Boscagli -, con grande attenzione, l’appropriatezza degli indicatori individuati, l’impatto sulle famiglie lombarde e la sua sostenibilità”. Solo dopo questa fase, i cui risultati saranno resi noti e valutati dal Consiglio regionale, la Giunta regionale sarà investita del compito di definire i criteri attuativi. “L’eredità del paradigma ‘tutto a tutti’ e in maniera indifferenziata – ha notato ancora Boscagli – ha consegnato una situazione divenuta insostenibile e profondamente iniqua. Molti cittadini in stato di bisogno sono oggi fuori dal sistema di assistenza e solo grazie al sistema di protezione familiare possono ricevere assistenza quotidiana senza gravare sulle risorse pubbliche”.

RISPETTO DEI LEA – La misura lombarda non tocca in nulla i Livelli essenziali di assistenza (Lea), che sono di competenza nazionale. In altri termini, il provvedimento lombardo non si colloca minimamente in contrasto con la disciplina nazionale dei Lea e la sua legittimità è supportata sia dalla giurisprudenza costituzionale sia dal recente parere della Corte dei Conti sul nostro sistema socio-sanitario. I principi cardine della legge regionale sul Fattore Famiglia si collocano, infatti, nel pieno rispetto dei Livelli essenziali di assistenza e sono volti a riconoscere un ruolo centrale alla famiglia, commisurando lo strumento di valutazione della situazione economica agli effettivi carichi di cura e sono diretti a garantire il rispetto del principio di uguaglianza sostanziale attraverso l’aumento dell’offerta dei servizi su base regionale.

CARICHI DI CURA – Il Fattore Famiglia lombardo, declinato nella scala di equivalenza con i correttivi riguardanti i carichi di cura, diventa quindi lo strumento attraverso cui Regione, Province e Comuni determineranno, ciascuno nel rispetto delle rispettive competenze, il valore dei voucher sociali e sociosanitari, gli altri benefici economici e la compartecipazione economica ai costi delle prestazioni sociosanitarie e sociali. Per esempio la retta di una casa di riposo potrà essere rimodulata e differenziata appunto in base al Fattore Famiglia, favorendo ulteriormente i nuclei con maggiori carichi.

da Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale :: Politiche sociali, debutta il fattore famiglia

Il ‘Fattore famiglia’ lombardo e’ diventato legge in nottata, ma il provvedimento licenziato dal Consiglio regionale parla di compartecipazione al costo delle prestazioni sociali e di quota a valenza sociale delle prestazioni sociosanitarie. Sparisce dunque il riferimento ai Lea (Livelli essenziali di assistenza). Il Consiglio regionale ha approvato il provvedimento che introduce modifiche alle normative regionali sulla Rete dei servizi alla persona al termine di una seduta fiume che si e’ conclusa con la votazione finale della legge 40 minuti dopo la mezzanotte, grazie alla proroga di un’ora decisa dal presidente del Consiglio regionale Davide Boni (Lega Nord). Una scelta che e’ stata contestata dai gruppi di minoranza che hanno abbandonato l’Aula ritenendo non valida la prosecuzione della seduta oltre il termine delle 24, riporta una nota della Regione.

La legge sul Fattore famiglia ha comunque incassato 42 voti a favore espressi dai consiglieri di Lega Nord e Pdl. L’approvazione non e’ stata senza polemiche. Il capogruppo del Pd Luca Gaffuri, a nome dell’intera opposizione, ha annunciato “l’intento di chiedere nelle sedi competenti l’impugnazione di questa legge”. Con l’introduzione del Fattore famiglia lombardo, per la prima volta nel calcolo delle tariffe dei servizi sociali viene preso in considerazione il carico familiare attraverso la definizione di ‘scale di equivalenza’ che garantiscono e tutelano le famiglie numerose, le famiglie con figli minori, la presenza di persone disabili o non autosufficienti.

Per il primo anno questo nuovo sistema sara’ applicato in via sperimentale in un numero limitato di Comuni. Nel testo del provvedimento si sottolinea che la quota di compartecipazione al costo delle prestazioni sociali e la quota a valenza sociale delle prestazioni sociosanitarie sono stabilite dai Comuni sulla base del reddito e del patrimonio del nucleo familiare. Tra i criteri considerati: la valutazione, nel nucleo familiare, della presenza di occupati sospesi, cassa integrati o disoccupati iscritti in liste di mobilita’ e la definizione di scale di equivalenza che tengano conto della presenza di figli (inclusi i nascituri e i minori in affido), di persone con disabilita’, di anziani non autosufficienti, di un solo genitore convivente.

Il testo, che modifica anche il calcolo dell’Isee, ha suscitato le critiche veementi delle opposizioni, che non lo hanno votato, nonché di Cgil e Anci.
Per quanto riguarda i servizi socio-sanitari, la modifica arriva con un emendamento che prevede che “nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza, la determinazione degli oneri per le prestazioni sociosanitarie, erogate dalle unità d’offerta sociosanitarie a carico del fondo sanitario, è stabilita per tipologia di unità d’offerta sulla base dello standard regionale di accreditamento, delle condizioni di salute della persona assistita e dei criteri di cui all’art. 8 comma 2”.
Ma secondo il gruppo consiliare del Pd, proprio il riferimento a questo comma dell’art. 8 vanifica di fatto il rispetto dei lea. Nel comma della nuova legge regionale in questione si stabilisce infatti che la quota di compartecipazione al costo delle prestazioni sociali e sociosanitarie sia stabilita in base ai criteri di valutazione del reddito e del patrimonio del nucleo familiare, del patrimonio mobiliare e immobiliare, oltre al carico familiare e il livello di assistenza richiesto. Il che significherebbe che, per la parte di prestazioni sanitarie erogate dall’area socio-assistenziale, dunque coperte dall’assessorato alla Famiglia, scatta la compartecipazione del cittadino in base al reddito, e non più solo in base alla gravità della sua situazione, come era previsto fino a oggi.
Duro il commento dell’opposizione. “Una regione che dichiara di avere i conti della sanità in pareggio chiede per prima nel Paese una compartecipazione delle famiglie e dei cittadini alla spesa sanitaria e proprio in un momento di crisi come questo – ha spiegato il consigliere Carlo Borghetti del Pd – di fatto si sancisce il principio che i lombardi pagheranno anche le prestazioni sanitarie che dovrebbero essere garantite universalmente con i lea. Un simile provvedimento regionale presenta diversi aspetti di illegittimità andando a interferire con competenze esclusive dello Stato”.
Di parere contrario l’assessore alla Famiglia, Giulio Boscagli, secondo cui “non vengono toccati i lea, che sono di competenza nazionale. Il provvedimento lombardo non si colloca minimamente in contrasto con la disciplina nazionale dei lea”. La legge prevede una sperimentazione di un anno su tutte le unità d’offerta sociali e socio sanitarie, “che sarà però attuata solo in 15 comuni lombardi – chiosa Borghetti – mentre per tutti gli altri 1500 comuni si dovrà attendere un anno prima dell’applicazione di nuovi criteri. E’ la prima volta che si approva una legge prima di conoscere gli esiti di una sperimentazione concepita per definirne i contenuti”.
Altra novità del provvedimento riguarda le Asp lombarde e la nomina dei loro vertici. Per le Asp di primo livello, quelle più grandi (7 su 13), tra cui anche il Pio Albergo Trivulzio, si prevede che il direttore generale, oggi nominato all’interno della struttura, sia invece indicato dalla Regione d’intesa con il Comune. Inoltre, spiega Gianantonio Girelli, responsabile Sanità Pd lombardo, “alla scadenza del mandato i cda saranno sostituiti da un consiglio di indirizzo, con poteri fortemente ridotti. Il potere gestionale passerà nelle mani del direttore generale e ci sarà un accentramento nelle mani della Regione di un patrimonio legato invece ai territori. Per le Asp di secondo livello rimane invece tutto invariato”.

Osservatorio/Laboratorio sul malessere lavorativo: sperimentazione di co-costruzione conoscitiva, Studio APS

Nella Giornata di Studio tenuta a Milano lo scorso novembre era stato proposto di avviare un “Osservatorio/Laboratorio sul malessere lavorativo”.

A seguito della segnalazione da parte di varie persone di un interesse positivo per una iniziativa di questo genere è stata messa a punto una proposta che viene illustrata in allegato.

Ne diamo comunicazione perché ci sembra una iniziativa particolarmente collegata alle vicende più generali che oggi attraversano le condizioni lavorative e perché costituisce una sperimentazione di co-costruzione conoscitiva piuttosto originale.

Chi fosse interessato a prendere parte al lavoro che viene prospettato è pregato di segnalarlo alla segreteria dello Studio.

Con i migliori saluti,

Franca Olivetti Manoukian e Achille Orsenigo


I servizi alla persona: le unità di offerta sociali e socio sanitarie in Lombardia, a cura del Servizio Studi e Valutazione Politiche regionali Ufficio Analisi Leggi e Politiche regionali, dicembre 2011

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La sequenza può essere fermata sulle singole tabelle che, comunque, sono riprese dal seguente file:

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Regione Umbria: Approvate le linee indirizzo dei servizi sociali

4 gli assi lungo i quali si muoverà la politica regionale: il rafforzamento della struttura regionale e della rete dei servizi territoriali, la programmazione territoriale e la gestione associata, le politiche e gli interventi prioritari per le persone e le famiglie, la regolazione del sistema. Indispensabile anche l’attivazione del Sistema Informativo Sociale (SISO) per rilevare i bisogni dei cittadini e, tramite la raccolta dei dati e la loro successiva elaborazione e condivisione, si permetterà a livello territoriale di programmare gli interventi in base ai bisogni dei cittadini, verificando che i servizi erogati siano adeguati alle richieste degli utenti.

Relativamente alla programmazione e alla qualificazione della spesa Casciari evidenzia che “con il Piano Sociale regionale si è messo in campo in Umbria uno strumento che consente alle 12 Zone sociali di avere un unico comune denominatore attraverso i rispettivi Piani di Zona. A livello territoriale il ‘PdZ’ è l’occasione per le comunità di analizzare, valutare e programmare alla luce dei bisogni dei cittadini, coniugando così la  programmazione regionale con quella locale”.

Le politiche per le persone e le famiglie affrontano come prioritarie alcune linee di intervento per le quali si provvederà ad emanare successivi atti di indirizzo relativi ad  azioni per le  persone disabili e anziani non autosufficienti, per l’infanzia e le giovani generazioni e misure e servizi a sostegno delle famiglie a forte disagio economico e sociale o a rischio di impoverimento.

Particolarmente delicata è la regolazione del sistema dei servizi e degli interventi sociali sia dal punto di vista della domanda che dell’offerta: “Si punta – ha detto Casciari – alla realizzazione di un modello che assegni al pubblico un ruolo fondamentale di responsabilità in cui l’ente locale operi come coordinatore, regolatore dei servizi esternalizzati ma che chiede al terzo settore la qualità del servizio, la ricerca di efficienza, la capacità di mantenere vive quelle reti tra gli utenti capaci di generare quel capitale sociale e relazionale che ha caratterizzato il tessuto sociale umbro”.

In proposito  la vicepresidente ha precisato: “L’appalto concorso, che rappresenta lo strumento principale nell’affidamento dei servizi, appare non sempre adeguato a coprire servizi legati all’assistenza alla persona. Per tale ragione, il Piano Sociale  introduce altri strumenti di affidamento dei servizi, salvaguardando i principi di trasparenza, concorrenza e uguaglianza nelle possibilità di accesso dei fornitori privati all’affidamento dei servizi, possibilità di scelta o di compartecipazione alla scelta da parte degli utenti e delle loro famiglie, dando spazio agli strumenti della concessione, nella particolare forma dell’accreditamento e della co-progettazione”.

vai a: Approvate le linee indirizzo dei servizi sociali – Regione Umbria.


BANDO PER ACCREDITAMENTO SOGGETTI DEL TERZO SETTORE, Comune di Marano (NA), Ambito territoriale

BANDO PER ACCREDITAMENTO SOGGETTI DEL TERZO …
Archivio Bandi e Gare arrow BANDO PER ACCREDITAMENTO SOGGETTI DEL TERZO
SETTORE AMBITO N 2 DEI SERVIZI SOCIALI, TERMINI RIAPERTI …
<http://www.comunemarano.na.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3133&Itemid=175>

PATTO DI ACCREDITAMENTO CASALE LITTA
documento “requisiti generali per l’accreditamento dei soggetti
produttori di servizi e prestazioni sociali”, approvato dalla Giunta
Comunale in data 30.11. 2011. …
<http://www.comune.casalelitta.va.it/cgi-bin/2011/documenti%20uffici%20online/sociale/PATTO%20DI%20ACCREDITAMENTO%20CASALE%20LITTA.pdf>

 

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Sistemi di accreditamento in ambito sociale di Wanda Pinna Nossai – in Sociale e Salute

 

L’istituto dell’accreditamento nel contesto sociale è stato introdotto con la legge quadro 328 del 2000 sulla falsariga di ciò che, alcuni anni prima, era stato disciplinato nel settore sanitario, ma con una regolamentazione assai più scarsa e carente. 
In campo sociale la normativa prevede sostanzialmente due momenti, l’autorizzazione al funzionamento e l’accreditamento, anche se nessuno dei due processi viene definito e dotato di obiettivi specifici, mentre il terzo momento, relativo alla stipula del contratto o dell’accordo, non viene esplicitato, a differenza di ciò che la normativa prevede in ambito sanitario. 
La suddetta legge attribuisce alle regioni il ruolo di programmazione e definizione dei criteri di rilascio dell’autorizzazione e dell’accreditamento e ai comuni principalmente quello di predisposizione e verifica dei requisiti minimi strutturali ed organizzativi di un servizio o struttura sociale pubblica o privata, non creando alcuna differenziazione tra i soggetti pubblici e privati, in quanto entrambi necessitano dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività comprese le stesse strutture comunali che al contempo rivestirebbero il duplice ruolo di autorizzanti e autorizzatori. 

Definire l’accreditamento secondo il disposto della Legge 328/2000, pertanto, risulta complesso e richiede uno sforzo di carattere interpretativo per arricchire ed eventualmente chiarire alcuni aspetti che non sono definiti dalla normativa nazionale.

….

segue qui:  Sistemi di accreditamento in ambito sociale – Sociale e Salute.


definizione dei criteri minimi di autorizzazione al funzionamento per i servizi sociali per la prima infanzia, preliminare alla richiesta di accreditamento, Distretto sociale est Milano/Pioltello, Rodano, Segrate, Vimodrone


Paolo Ferrario, RISORSE IN RETE: STRATEGIE DI COLLABORAZIONE ED ERRORI DA EVITARE, in MOVI Movimento di Volontariato Italiano – Fogli di informazione e coordinamento n. 1 gennaio – giugno 2011, p. 11-15

Paolo Ferrario, RISORSE IN RETE: STRATEGIE DI COLLABORAZIONE ED ERRORI DA EVITARE,

pubblicato in MOVI Movimento di Volontariato Italiano – Fogli di informazione e coordinamento n. 1 gennaio – giugno 2011, p. 11-15


A. LA SPINA, E. ESPA, Analisi e valutazione delle politiche pubbliche

A. LA SPINA, E. ESPA

Analisi e valutazione delle politiche pubbliche

Collana “Manuali”

pp. 360, DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE
978-88-15-23245-8
anno di pubblicazione 2011

in libreria dal 29/09/2011

Copertina 23245


Questo manuale innovativo tratta in modo integrato i due aspetti fondamentali delle politiche pubbliche: analisi e valutazione. A una prima parte dedicata all’analisi (nozioni costitutive, policy cycle, domanda e offerta di politiche, policy process) segue una seconda parte incentrata sui vari aspetti della valutazione (concetti essenziali, fasi, valutazione delle strutture e della dirigenza, policy evaluation in Europa e nei paesi extra-europei). Chiude il volume – che si segnala dunque per la sua esemplare completezza – un capitolo sulla progettazione istituzionale e la deontologia della valutazione.

Indice: Introduzione. – Parte prima: Analisi. – I. Le politiche pubbliche. – II. Il ciclo di una politica pubblica. – III. Domanda e offerta di politiche pubbliche. – IV. Strutture, costi ed esiti decisionali. – Parte seconda: Valutazione. – V. Concetti essenziali per la valutazione. – VI. Consultare per valutare. – VII. La valutazione “ex ante” nella formulazione delle politiche pubbliche. – VIII. La valutazione “in itinere”. – IX. La valutazione “ex post”. – X. La valutazione delle strutture amministrative e della dirigenza. – XI. Dati e statistiche per le politiche pubbliche. – XII. “Policy evaluation”: uno sguardo comparativo. – XIII. Progettazione istituzionale e deontologia. – Riferimenti bibliografici. – Indice analitico.

Antonio La Spina è professore ordinario di Sociologia nell’Università di Palermo e docente di Valutazione delle politiche pubbliche nell’Università Luiss “Guido Carli” di Roma. Fra le sue pubblicazioni con il Mulino: “Mafia, legalità debole e sviluppo del Mezzogiorno” (2005), “Le autorità indipendenti” (con S. Cavatorto, 2008), “I costi dell’illegalità. Mafia ed estorsioni in Sicilia” (2008), “I costi dell’illegalità. Camorra ed estorsioni in Campania” (2010).Efisio Espa, dirigente di ricerca Istat, è attualmente docente di Economia e analisi di impatto della regolamentazione nella Scuola superiore della Pubblica Amministrazione di Roma. Ha diretto il Dipartimento per gli affari economici (1998-2001) e il Dipartimento per il programma di governo (2006-2008) della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Volumi – A. LA SPINA, E. ESPA, Analisi e valutazione delle politiche pubbliche.


Appalti servizi e forniture: atti di gara aggiornati con Regolamento Tracciabilità Decreto sviluppo, Maggioli editore

III edizione aggiornata al:
› Regolamento contratti
pubblici
› Tracciabilità flussi
finanziari
› Decreto Sviluppo
IL NUOVO FORMULARIO DELL’AFFIDAMENTO SERVIZI E FORNITURE
140 formule compilabili
e stampabili liberamente
con il Cd-Rom allegato

(aggiornabili gratis on line
per tutto il 2011
in caso di future modifiche)
IL NUOVO FORMULARIO DELL’AFFIDAMENTO
SERVIZI E FORNITURE
• Procedura aperta • Procedura ristretta • Procedura negoziata

In una fase già particolarmente complessa e di acuta incertezza operativa dell’appaltistica pubblica, con l’entrata in vigore del Regolamento di esecuzione del Codice dei contratti pubblici, il legislatore ha emanato il cd. Decreto Sviluppo che apporta ulteriori modifiche al D.Lgs. 163/2006, a iniziare dai requisiti generali necessari per poter partecipare legittimamente alle gare di appalto e alle concessioni.

Testo-base fondamentale per far fronte all’incessante proliferare di disposizioni normative, questo Formulario consente di procedere sicuri nell’affidamento degli appalti di servizi e di forniture,offrendo all’Operatore criteri di condotta e linee guida da seguire – nel rispetto comunque di scelte e soluzioni autonome – nella predisposizione degli atti di gara. 

Con riferimento alle differenti procedure di gara (aperta, ristretta, negoziata), alle prescrizioni inerenti l’importo dell’appalto (inferiore e superiore alla soglia comunitaria) e alle modalità di scelta del contraente (prezzo più basso ed offerta economicamente più vantaggiosa), questo nuovo volume fornisce ai responsabili del procedimento schemi di bandi, disciplinari di gara, lettere di invito, domande, dichiarazioni e moduli a corredo dell’offerta.

Gli schemi - nel comodo formato A4 e replicati nel Cd-Rom allegato - sono corredati di note esplicative dirette a chiarire dubbi e questioni concrete: frutto dell’attenta analisi dei casi più controversi costituiscono regole guida nella corretta e razionale costruzione degli atti di gara. 

Realizzato da L. Tabarrini, Funzionario responsabile del settore appalti di primario comune, il Formulario - aggiornato e all’occorrenza aggiornabile gratis per tutto l’anno in corso - si presenta così efficacemente organizzato:

AFFIDAMENTO SERVIZI 

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PROCEDURA APERTA
1. Pubblicazione degli avvisi e dei bandi di gara.
2. Tempi da accordare per la presentazione delle offerte.
3. Ulteriori termini per la presentazione delle offerte dei capitolati d’oneri, documenti ed informazioni complementari.
Prezzo più basso - Appalto di importo pari o inferiore a 193.000 euro.
- Schema bando di gara procedura aperta.
- Disciplinare di gara.
- Domanda di ammissione e dichiarazione a corredo della domanda e dell’offerta.
- Modulo dell’offerta.
Prezzo più basso - Appalto di importo superiore a 193.000 euro.
- Schema bando di gara procedura aperta.
- Disciplinare di gara.
- Domanda di ammissione e dichiarazione a corredo della domanda e dell’offerta.
- Modulo dell’offerta.
Offerta economicamente più vantaggiosa - Appalto di importo pari o inferiore a 193.000 euro.
- Schema bando di gara procedura aperta.
- Disciplinare di gara.
- Domanda di ammissione e dichiarazione a corredo della domanda e dell’offerta.
- Modulo dell’offerta.
Offerta economicamente più vantaggiosa - Appalto di importo superiore a 193.000 euro.
- Schema bando di gara procedura aperta.
- Disciplinare di gara.
- Domanda di ammissione e dichiarazione a corredo della domanda e dell’offerta.
- Modulo dell’offerta.

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PROCEDURA RISTRETTA
1. Pubblicazione degli avvisi e dei bandi di gara.
2. Termini da concedere per la presentazione delle richieste di partecipazione.
3. Tempi da accordare per la presentazione delle offerte.
4. Ulteriori termini per la presentazione delle offerte dei capitolati d’oneri, documenti ed informazioni complementari.
Prezzo più basso - Appalto di importo pari o inferiore a 193.000 euro.
- Schema bando di gara procedura ristretta.
- Modello istanza di partecipazione alla gara.
- Schema lettera di invito procedura ristretta.
- Dichiarazione a corredo dell’offerta.
- Modulo dell’offerta.
Prezzo più basso - Appalto di importo superiore a 193.000 euro.
- Schema bando di gara procedura ristretta.
- Modello istanza di partecipazione alla gara.
- Schema lettera di invito procedura ristretta.
- Dichiarazione a corredo dell’offerta.
- Modulo dell’offerta.
Offerta economicamente più vantaggiosa - Appalto di importo pari o inferiore a 193.000 euro.
- Schema bando di gara procedura ristretta.
- Modello istanza di partecipazione alla gara.
- Schema lettera di invito procedura ristretta.
- Dichiarazione a corredo dell’offerta.
- Modulo dell’offerta.
Offerta economicamente più vantaggiosa - Appalto di importo superiore a 193.000 euro.
- Schema bando di gara procedura ristretta.
- Modello istanza di partecipazione alla gara.
- Schema lettera di invito procedura ristretta.
- Dichiarazione a corredo dell’offerta.
- Modulo dell’offerta.

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PROCEDURA NEGOZIATA
1. Pubblicazione degli avvisi e dei bandi di gara.
2. Termini da concedere per la presentazione delle richieste di partecipazione.
3. Termini per la presentazione delle offerte.
4. Ulteriori termini per la presentazione delle offerte dei capitolati d’oneri, documenti ed informazioni complementari.
Prezzo più basso - Appalto di importo pari o inferiore a 193.000 euro.
- Schema bando di gara procedura negoziata.
- Modello istanza di partecipazione alla gara.
- Schema lettera di invito procedura negoziata.
- Dichiarazione a corredo dell’offerta.
- Modulo dell’offerta.
Prezzo più basso - Appalto di importo superiore a 193.000 euro.
- Schema bando di gara procedura negoziata.
- Modello istanza di partecipazione alla gara.
- Schema lettera di invito procedura negoziata.
- Dichiarazione a corredo dell’offerta.
- Modulo dell’offerta.
Offerta economicamente più vantaggiosa - Appalto di importo pari o inferiore a 193.000 euro.
- Schema bando di gara procedura negoziata.
- Modello istanza di partecipazione alla gara.
- Schema lettera di invito procedura negoziata.
- Dichiarazione a corredo dell’offerta.
- Modulo dell’offerta.
Offerta economicamente più vantaggiosa - Appalto di importo superiore a 193.000 euro.
- Schema bando di gara procedura negoziata.
- Modello istanza di partecipazione alla gara.
- Schema lettera di invito procedura negoziata.
- Dichiarazione a corredo dell’offerta.
- Modulo dell’offerta.


AFFIDAMENTO FORNITURE

Strutturata esattamente come la prima parte di cui sopra, anche la seconda - riservata agli appalti di forniture - contiene tutta la modulistica necessaria a gestire gli atti di gara per:
 Procedura aperta.
 Procedura ristretta.
 Procedura negoziata. 


AGGIORNAMENTO FORMULARIO

Attraverso un apposito servizio internet, tutta la modulistica contenuta nel Cd-Rom allegato viene mantenuta costantemente aggiornata in base all’evoluzione normativa: fino al 31 dicembre 2011 i nuovi modelli sono disponibili gratuitamente, collegandosi on line all’indirizzo riportato nel volume. 


Per ricevere
IL NUOVO FORMULARIO DELL’AFFIDAMENTO
SERVIZI E FORNITURE

Maggioli Editore • III edizione luglio 2011 • con Cd-Rom
Pagine 1.160 • F.to cm. 21×29,7 • ISBN 6549.9 
• Euro 98,00

Arriva la ”Carta dei Servizi” per tre strutture di assistenza

Nell’ultima seduta di ieri, la Giunta comunale ha approvato le nuove carte dei servizi per tre strutture che forniscono assistenza ad anziani, disabili e minori. Si tratta del Complesso di ospitalità per disabili Santa Petronilla, della Comunità Alloggio per minori “Il Faro” e della struttura residenziale e semi residenziale per anziani “Villa Giardino Rubini Manenti”.

La carta servizi stabilisce i criteri per l’accesso ai servizi e le modalità con le quali vengono effettuati perché i cittadini possano utilizzarli più agevolmente.

Il Faro è una comunità educativa di tipo familiare che ospita fino a sei minori di ambo i sessi, in età compresa dai 6 ai 18 anni segnalati dai servizi sociali territoriali, dal Tribunale dei minorenni o da altra autorità giudiziaria. Per ricevere informazioni relative alle modalità di ammissione presso il centro di accoglienza per Minori “Il Faro” è possibile telefonare alla direzione “Servizi alla persona” del Comune di Siena (numero 0577 – 292243).

Il centro diurno “Villa Giardino Rubini Manenti”, invece ospita 36 anziani, di cui 18 non autosufficienti, che hanno compiuto 65 anni e adulti con patologie assimilabili a quelle della terza età, i cui bisogni assistenziali e sanitari siano compatibili con l’ambiente comunitario e con l’offerta specifica del servizio. La struttura adotta forme di assistenza orientate alla prevenzione, al recupero e al mantenimento delle capacità intellettive, comportamentali e fisiche. Il centro diurno aiuta per alcune ore le famiglie nel loro quotidiano “lavoro di cura”. Per informazioni è necessario rivolgersi sempre alla direzione “Servizi alla persona” chiamando però il numero telefonico 0577 – 292359.

Il Centro diurno per disabili del “Santa Petronilla” può ospitare 20 persone così come la “comunità alloggio protetta”. Le due strutture sono gestite in maniera integrata per garantire un utilizzo flessibile dei servizi da parte dei cittadini. L’inserimento avviene con modalità concordate caso per caso con gli operatori socio – sanitari, attraverso specifici incontri per definire un “progetto – quadro” che preveda come realizzare la frequenza al centro diurno oppure l’accoglienza nella “comunità alloggio protetta”. I cittadini interessati possono ricevere informazioni sempre chiamando il numero telefonico 0577 – 292359.

Arriva la ”Carta dei Servizi” per tre strutture di assistenza.


Nuovo formulario dei contratti degli Enti locali: 242 schemi negoziali aggiornati e pronti all’uso – Maggioli editore

Novità giugno 2011
242 schemi
pronti all’uso
e personalizzabili
FORMULARIO DEI CONTRATTI DEGLI ENTI LOCALI
Con servizio gratuito
di aggiornamento
on line
fino al 31/12/2011
FORMULARIO DEI CONTRATTI DEGLI ENTI LOCALI
Con foglio di calcolo dei diritti di segreteria e di rogito
Questa nuova Guida operativa al corretto svolgimento delle attività di elaborazione e redazione di testi contrattuali fornisce direttamente su Cd-Rom 242 modelli aggiornati degli atti negoziali di uso ricorrente negli Enti locali, tenendo conto di clausole speciali, prassi e orientamenti giurisprudenziali.

In particolare gli schemi contrattuali relativi ad appalti lavori, servizi e forniture, a incarichi, convenzioni e forme negoziali atipiche, presentano clausole in materia di:

› Tracciabilità dei flussi finanziari.
› Allineamento catastale.
› Utilizzo delle tecnologie telematiche nelle comunicazioni.
› Deroghe ai minimi tariffari.
› Riservatezza e premi di accelerazione.
› Utilizzo del lodo arbitrale.
› Partecipazione dei testimoni.
› Condizioni particolari di esecuzione contrattuale.
› Risparmio energetico.

Ordinati per materia, i modelli sono corredati di note esplicative e chiarimenti redazionali, sia formali che sostanziali, da seguire nel predisporre patti e condizioni, con individuazione per ogni tipologia di uno schema di riferimento generale e poi dei singoli atti personalizzati.

Aggiornato al Regolamento del Codice dei contratti pubblici, il Formulario è stato realizzato da M. Lucca, Direttore – Segretario generale in Amministrazioni locali, che l’ha strutturato in ventisette sezioni:

1.
Sponsorizzazioni (13 modelli).
2.
Contratti di fornitura (8 modelli).

3.
Contratti di gestione e servizi (17 modelli).

4.
Contratti di manutenzione (3 modelli).

5.
Brokeraggio e consulenza assicurativa (3 modelli).

6.
Contratti di locazione (15 modelli).

7.
Contratti di opere pubbliche (19 modelli).

8.
Incarichi professionali (20 modelli).

9.
Assunzione (7 modelli).

10.
Contratti di alienazione – Acquisizione beni (25 modelli).

11.
Contratto estimatorio (1 modello).

12.
Permute (4 modelli).

13.
Contratto di enfiteusi (1 modello).

14.
Diritto di superficie (2 modelli).

15.
Servitù (4 modelli).

16.
Comodato (5 modelli).

17.
Accordi e convenzioni (20 modelli).

18.
Atti d’obbligo e convenzioni urbanistiche (11 modelli).

19.
Transazioni (2 modelli).

20.
Donazioni (2 modelli).

21.
Concessione di beni demaniali (4 modelli).

22.
Fideiussioni (4 modelli).

23.
Mutui (3 modelli).

24.
Comunicazioni (6 modelli).

25.
Clausole speciali (26 modelli).

26.
Modulistica (12 modelli).

27.
Diritti di segreteria e rogito (8 modelli).


Ripensare alla programmazione sociale di Milena Cortigiani,2010

 

ISBN: 978-88-548-3489-7

Ripensare alla programmazione sociale

Milena Cortigiani  Angelo Mari

Anno pubblicazione: 2010

Formato: 17 x 24 cm

Numero pagine: 160 / Pagine scelte per te

Prezzo: 11,00 euro

Aggiungi al carrello

Richiedi saggio: Docente / Giornalista

Il testo si pone l’obiettivo di richiamare l’attenzione sul significato della programmazione sociale e di sollecitare, in specifico, gli operatori sociali a considerarla uno strumento essenziale per il proprio intervento, nel quadro normativo che definisce le responsabilità pubbliche ai vari livelli. Questa
sollecitazione scaturisce dalla valutazione che il lavoro sociale ha una sua validità se è parte di un sostanziale disegno di rinnovamento della società o di settori della stessa, o di specifici programmi di sviluppo. Il testo ricostruisce, in sintesi, il cammino politico e culturale per giungere alla prima programmazione nazionale e conseguentemente a porre in evidenza i suoi sviluppi con il decentramento

dei poteri a livello degli Enti locali. Sarà nelle nuove realtà territoriali che si riconoscerà essenziale lo strumento programmatorio per lo sviluppo delle politiche territoriali. A questo fine assumeranno significato: il territorio quale ambito definito amministrativamente; la funzione politica e la funzione tecnica; le fasi metodologiche per garantire scientificità alla programmazione stessa. Presentazione di Angelo Mari.

Aracne Editrice.


ADI, capitolato di appalto Comune di Baronissi (Salerno)

Capitolato Speciale ADI 2011
categoria di servizio – Servizi sociali – n. rif. CPC: 93). 

<http://albo.comune.montecorvinopugliano.gov.it/download.php?down=1&id_file=789&id_doc=30160553&sez=3&data1=30/05/2011&data2=15/06/2011&view=si>


TITOLI SOCIALI ANNO 2011 | Azienda Sociale Cremona

Il Piano di Zona 2009-2011 e il successivo Piano Operativo anno 2011 dell’Ambito distrettuale di Cremona, approvato in Assemblea dei Sindaci nella seduta del 27 aprile 2011, hanno delineato le linee e i criteri generali di utilizzo dei  Buoni Sociali Disabilità, Grandi Fragilità, Anziani e Voucher Minori.

L’Azienda Sociale del Cremonese, in qualità di ente capo-fila del Piano di Zona, in accordo con l’Ufficio di Piano di Ambito, ha definito un Fondo Unico titoli sociali, sulla base delle quote capitarie di sub ambito (abitanti al 31.12.2010), che sarà erogato direttamente dall’Azienda Sociale del Cremonese, a seguito della validazione dei progetti da parte della Commissione distrettuale.

Il Fondo contiene le risorse economiche disponibili nell’anno 2011 per l’attivazione di progetti presentati dal Servizio Sociale Territoriale per:

  • Buono Sociale Mirato Anziani
  • Voucher Sociale Mirato Minori
  • Buono Sociale Mirato Fragilità Sociali
  • Buono Sociale Mirato Disabilità

Per accedere ai Titoli Sociali è necessario definire un progetto sociale.

Tutti i progetti sociali  relativi ai titoli sociali per l’anno 2011 devono prevedere il seguente percorso:

segue qui:

TITOLI SOCIALI ANNO 2011 | Azienda Sociale Cremona.


CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO. PER L’ AFFIDAMENTO DEI SERVIZI DI ASSISTENZA DOMICILIARE E DI AIUTO ALLA PERSONA, Unione di Comuni dei Fenici

Unione di Comuni dei Fenici, Area Servizi Sociali. CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO. PER L’ AFFIDAMENTO DEI SERVIZI DI ASSISTENZA DOMICILIARE E DI AIUTO ALLA PERSONA …

http://www.unionecomunifenici.it/


M. Gioncada, F. Corradi, IL DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI DEI SERVIZI SOCIALI E SANITARI

Novità maggio 2011
› Questioni attuali
› Gestione
› Responsabilità
degli operatori

“Con 202 indirizzi recenti dei giudici ordinati
per casistica”

IL DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI DEI SERVIZI SOCIALI E SANITARI M. Gioncada, Funzionario pubblico, Formatore accreditato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine
degli Assistenti Sociali.

F. Corradi,
Avvocato amministrativista.
IL DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI DEI SERVIZI SOCIALI E SANITARI

Predisposta appositamente per gli operatori, i funzionari e gli avvocati coinvolti per ragioni professionali nella gestione del procedimento di accesso ai documenti amministrativi dei servizi socio-sanitari, questa nuova Guida legale fornisce risposte esaurienti e aggiornate ai dubbi che si prospettano numerosi nella casistica ricorrente, sia nell’ambito del procedimento in generale, sia, analiticamente, dei singoli accessi “speciali”.

Le indicazioni pratiche, gli espliciti richiami alla normativa vigente e alla giurisprudenza più attuale, guidano i suddetti destinatari all’interno del tortuoso percorso che, dalla presentazione dell’istanza all’eventuale giudizio di ottemperanza, si presenta caratterizzato tanto da interventi con margini di discrezionalità quanto da ipotesi di tassatività applicativa della legge.

Dalle specifiche esperienze degli autori presso pubbliche amministrazioni e aule di giustizia, scaturiscono le soluzioni per gestire legittimamente situazioni delicate e complesse, chiarite tutte nel dettaglio della seguente trattazione:

1.
FONTI LEGISLATIVE E NORMATIVA VIGENTE DI RIFERIMENTO.

2.
I SOGGETTI ISTITUZIONALI.

3.
CARATTERI E CONTENUTI DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO DI ACCESSO AI DOCUMENTI.

4.
I C.D. “ACCESSI SPECIALI”
› ai dati contenuti in cartelle cliniche,
› agli atti di diritto privato,
› agli atti endoprocedimentali – alle relazioni del Servizio sociale,
› agli atti inoppugnabili,
› agli esposti/segnalazioni/denunce,
› agli appunti/brogliacci,
› del consigliere comunale/provinciale,
› del legale della parte – ai documenti amministrativi e rapporto con le indagini difensive ex art. 391 c.p.p.,
› ai pareri legali,
› ai documenti inerenti una gara di appalto – ai segreti tecnici e/o commerciali – l’accesso dopo la c.d. “direttiva ricorsi”,
› a indagini/attività ispettive in corso,
› dei soggetti portatori di interessi collettivi,
› agli atti dei concorsi pubblici e delle selezioni per la concessione di contributi,
› alla documentazione ex L. 104/1992,
› altri casi di accesso particolari.

5.
IL PROCEDIMENTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI E LE RESPONSABILITA’ ANNESSE
› Considerazioni sulle responsabilità del responsabile del procedimento.
› Sulla configurabilità del c.d. danno da ritardo.
› La natura della responsabilità dell’amministrazione per la lesione del diritto alla riservatezza.
› Procedimento di accesso ai documenti amministrativi e responsabilità penale.
› Profili di responsabilità in caso di delega.

6.
TUTELA GIURISDIZIONALE IN TEMA DI ACCESSO
› Il processo amministrativo di primo grado.
› Il rito in materia di accesso ai documenti amministrativi.
› Il ricorso amministrativo (non giurisdizionale) ex art. 25, co. 4 della Legge 241/1990.
› Esecuzione dei provvedimenti del Giudice amministrativo, del Difensore civico e della Commissione per l’accesso: rimedi e giudizio di ottemperanza.

Oltre all’accurato indice analitico, completa il volume il Cd-Rom allegato contenente 202 recentissime sentenze di Tar e Consiglio di Stato, suddivise in 22 tipologie di accesso.


Comune di Torino – Settore Minori, Accreditamento sociale strutture residenziali e semiresidenziali per minori e interventi alternativi. Criteri per gli inserimenti. Aggiornamento rette e corrispettivi. Proroga accordi

Deliberazione della Giunta Comunale n° 02403/019 del 3 maggio 2011 formato pdf, 39 KB
Oggetto: Accreditamento sociale strutture residenziali e semiresidenziali per minori e interventi alternativi. Criteri per gli inserimenti. Aggiornamento rette e corrispettivi. Proroga accordi.


G. Rossi, L. Boccacin, RIFLETTERE E AGIRE RELAZIONALMENTE Terzo settore, partnership e buone pratiche nell’Italia che cambia

NOVITA’ APRILE
2011
RIFLETTERE E AGIRE RELAZIONALMENTE
Terzo settore, partnership
e buone pratiche nell’Italia
che cambia

RIFLETTERE E AGIRE
RELAZIONALMENTE

Nei contesti locali italiani sono attive collaborazioni tra enti pubblici, privati e di terzo settore finalizzate a realizzare servizi alle persone e azioni per il sociale in un quadro di relazioni sussidiarie: questo nuovo volume riporta un’indagine sociologica di tipo qualitativo su cinque casi studio riguardanti differenti processi collaborativi in partnership, commissionata dall’Agenzia per le Onlus Milano al Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia Università Cattolica.

I partenariati analizzati presentano un’elevata flessibilità progettuale, stretta vicinanza ai bisogni sociali, capacità di innovazione organizzativa e culturale, connotazioni di riproducibilità ed efficacia.

Emerge che l’attivazione di circuiti relazionali stabili e condivisi risulta essere fondamentale per produrre capitale sociale, elemento di connessione che consente di realizzare servizi di eccellenza e azioni adeguate anche in contesti rischiosi.

Questa la struttura dell’opera:

1.
Le categorie di analisi poste a fondamento dell’indagine
Il concetto di partnership sociale.
Il concetto di buona pratica.
Il concetto di capitale sociale.
Un modello per la valutazione della qualità dei servizi alla persona.

2.
La metodologia e gli strumenti di indagine.

3.
Il Progetto Disabilità
L’analisi della partnership.
L’analisi della pratica.

4.
Il Progetto Crais
L’analisi della partnership.
L’analisi della pratica.

5.
Il Consorzio Pan
L’analisi della partnership.
L’analisi della pratica.

6.
Il Progetto Genesi
L’analisi della partnership.
L’analisi della pratica.

7.
Il Progetto “Contro il pizzo cambia i consumi”
L’analisi della partnership.
L’analisi della pratica.

8.
Un’analisi trasversale dei cinque studi di caso
La differenziazione delle partnership.
L’outcome: pratiche reticolari e partecipate.
Il capitale sociale relazionale come risorsa latente.

9.
Osservazioni conclusive
I risultati dell’indagine e gli elementi di criticità.
Le indicazioni di policy per il terzo settore.
Le indicazioni di policy per le istituzioni pubbliche.

G. Rossi, Docente di Sociologia della Famiglia e Sociologia delle Politiche Sociali Università Cattolica Milano, direttore della rivista“Politiche sociali e Servizi”, autrice di numerose pubblicazioni sulla famiglia, sulle politiche sociali e sui servizi alla persona, sul terzo settore e le organizzazioni di volontariato.
L. Boccacin, Docente di Sociologia del Terzo Settore e Sociologia delle Relazioni Familiari e Comunitarie Università Cattolica Milano e Piacenza, autrice di volumi e saggi riguardanti il terzo settore e il volontariato, la famiglia, le politiche sociali, le forme di partnership sociale e i servizi alla persona.

Accreditamento. La proposta Agenas per una maggiore uniformità dei criteri di qualità



18 MAGLe Regioni danno il via libera (in sede tecnica) alla proposta Agenas (vedi testo pubblicato sul sito dell’Agenzia) per dare più uniformità ai criteri per l’accreditamento delle strutture sanitarie. Proposti 7 fattori/criteri per la qualità del servizio: gestione e organizzazione, valutazione delle performance, manutenzione, formazione del personale, partecipazione dei cittadini, efficacia, appropriatezza e sicurezza, ricerca e nuove teconologie.


L’AFFIDAMENTO DEI SERVIZI SOCIALI ALLA LUCE DEL NUOVO CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI (DLGS N. 163/2006)

SEMINARIO E VIDEOSEMINARIO SU:

L’AFFIDAMENTO DEI SERVIZI SOCIALI ALLA LUCE DEL NUOVO CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI

(DLGS N. 163/2006)

SEDI: *ANCONA *CAGLIARI *CENTO (FE) *MILANO *NAPOLI *OLBIA (OT)

*PORTO TORRES (SS) *ROMA *TARVISIO (UD) *TORINO *TRIESTE

14 giugno 2011 dalle ore 09,00-13,00 alle ore 14,00-16,00

ProgrammaIl problema dell’affidamento a terzi di servizi sociali è relativamente recente, ma sta diventando un argomento di primaria importanza per molti enti locali e pubblici. Da un lato, a motivo di fenomeni demografici (ad esempio l’invecchiamento della popolazione) e di una più diffusa sensibilità sociale, vi è un aumento della domanda di servizi pubblici. Dall’altro lato vi sono difficoltà finanziarie e di bilancio che, in molti casi, hanno indotto le Pubbliche Amministrazioni a sperimentare modalità più efficienti per fornire i servizi stessi. Il seminario, dal taglio operativo, si propone di fornire strumenti pratici di lavoro per l’acquisizione dei servizi sociali attraverso procedure di gara, illustrando nel contempo le opportunità di contatto con i soggetti del cosiddetto “terzo settore”.

Le ragioni di fondo e le problematiche;

La normativa europea;

La disciplina giuridica dei Servizi sociali e le relative modalità di gestione: in particolare le istituzioni e le fondazioni;

Gli affidamenti a terzi e il dlgs n. 163/2006: il criterio del miglior rapporto tra qualità/prezzo; l’oggetto complesso del servizio; la verifica del servizio;

Il coinvolgimento dei soggetti del terzo settore: in particolare le gare riservate alle cooperative sociali;

Le convenzioni con le organizzazioni di volontariato: legislazione nazionale e regionale;

I problemi applicativi e le soluzioni giurisprudenziali;

Analisi di bando, capitolato e documentazione di gara: in particolare, oggetto e durata dell’appalto; requisiti del personale impiegato; trattamento dei lavoratori; inadempienze e penalità nell’erogazione delle prestazioni e nel trattamento del personale

RELATORE:

Luca Pontiggia Esperto EE.LL.


MODALITA’ D’ISCRIZIONE

QUOTA DI PARTECIPAZIONE: 385,00 € Comprensiva di materiale didattico

INFORMAZIONI LOGISTICHE SEDI E PRENOTAZIONI:Segreteria Tel. – 081.5629323 – 06.95558095 fax 081.0608250 – cell. 348.8048974 – 329.9688554

Ulteriori informazioni e-mail:

iscea@iscea.infowww.iscea.infowww.treviformazione.it


Accreditamento sociale strutture residenziali e semiresidenziali per minori e interventi alternativi. Criteri per gli inserimenti. Aggiornamento rette e corrispettivi. Proroga accordi, a cura di Comune di Torino Divisione Servizi Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie – Settore Minori

Deliberazione della Giunta Comunale n° 02403/019 del 3 maggio 2011 formato pdf, 39 KB
Oggetto: Accreditamento sociale strutture residenziali e semiresidenziali per minori e interventi alternativi. Criteri per gli inserimenti. Aggiornamento rette e corrispettivi. Proroga accordi.

da: Divisione Servizi Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie – Settore Minori.


Prestazioni sociali? Il futuro è dei voucher – Affaritaliani.it

spero proprio di NO

Paolo Ferrario

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Le politiche sociali del futuro vedranno sempre di più l’impiego dei voucher (erogazioni economiche sotto forma di prestazioni di assistenza), con un trend di crescita esponenziale. Nei prossimi 10 anni, infatti, questa soluzione per l’assistenza alle persone fragili potrebbe arrivare a rappresentare circa il 20% della spesa sociale complessiva, toccando quota 1,6 miliardi di euro (ora è ferma all’1,9%). È questo lo scenario delineato da uno studio “Bain & Company” realizzato per la società EdenRed, leader in Italia nei buoni pasto e “player” di riferimento nei voucher sociali. L’indagine è stata commissionata con l’obiettivo di capire se davvero questo promettente strumento – che consente di accedere ad assistenza domiciliare, prestazioni di tipo complementare; accompagnamento, telesoccorso – possa rappresentare nel prossimo futuro un efficace “modus operandi”.

Dallo studio, presentato a Milano nel corso del V seminario di Redattore Sociale per i giornalisti (intitolato “Il tesoretto delle notizie”), emerge anche la maggior propensione dei comuni del Nord e delle regioni a statuto speciale ad adottare i voucher sociali (+3% rispetto al resto del paese). In queste stesse aree si evidenzia anche una maggiore spesa sociale e una più marcata tendenza a sperimentare forme di innovazione nei servizi di welfare.

Dati e previsioni. Lo studio riferisce, citando dati Istat, che la spesa sociale dei comuni italiani nel 2006 si è assestata sui 6 miliardi di euro, in larga parte (circa il 60%) destinati a rispondere alle esigenze delle famiglie, dei minori e degli anziani. Le proiezioni per il prossimo decennio riferiscono però di un continuo trend di crescita della spesa, con in media un +3-3,5% annuo: una percentuale di circa 1-2 punti percentuali superiore all’inflazione programmata a livello europeo.

Tornando al presente, i dati Istat riferiscono anche che la spesa destinata ai voucher nel 2006 è stata di 113 milioni di euro, cioè l’1,9% del totale. Questa spesa ha riguardato perlopiù l’assistenza domiciliare e una parte dei trasferimenti ai cittadini. Per il futuro, lo studio di “Bain & Company” lascia trasparire possibili margini ampi di miglioramento e questo per due motivi: da un lato per la maggior propensione di comuni e regioni ad adottare lo strumento, dall’altro per la regolamentazione chiara della materia da parte dello stato.

Le tendenze attuali. Le previsioni, quindi, sembrano attribuire al voucher il ruolo di alternativa ai trasferimenti monetari, che oggi sono la prima scelta delle amministrazioni pubbliche. L’attuale preferenza accordata alle erogazioni economiche è spiegata da tre ragioni: l’immediatezza della risposta, la libertà lasciata al beneficiario e il costo basso del servizio. Ma la vera potenzialità del voucher starebbe proprio nelle maggiori garanzie date agli enti erogatori poiché, al contrario dei trasferimenti monetari, sono in grado di garantire il corretto utilizzo delle risorse da parte del beneficiario e di ottenere una rendicontazione della spesa.

Abbattere i costi. A sfavore del voucher, tuttavia, sembrerebbe rimanere la questione relativa al costo. Uno svantaggio, però, facilmente colmabile dall’impiego della versione elettronica che, a differenza di quella cartacea, non richiede eccessivi costi gestionali e operativi. Le difficoltà di gestione possono essere eliminate anche grazie al ricorso a un soggetto terzo: questa soluzione secondo Monica Boni, direttrice Marketing di EdenRed, “permette alla pubblica amministrazione da un lato di focalizzarsi sulle scelte strategiche di definizione dei modelli di welfare, mantenendo il pieno controllo della rete di fornitori, e dall’altro di beneficiare dei servizi aggiuntivi erogati dall’appaltatore, come il monitoraggio e la rendicontazione della spesa, l’emissione e il rimborso dei voucher, l’accreditamento”.

Ad oggi, tuttavia, la strada scelta dagli enti locali è perlopiù quella della gestione interna, anche se i limiti del fai-da-te, secondo la ricerca, stanno già venendo a galla. Tra questi, i bassi livelli di sicurezza dei voucher emessi, la rendicontazione carente e la difficoltà dell’accreditamento. A favore dell’opzione alternativa, cioè dell’appalto a soggetti terzi, gioca ancora una volta la componente economica: oltre a semplificare la vita dell’amministrazione pubblica, l’affidamento esterno potrebbe avvenire a costo zero, o meglio a carico della rete di fornitori.

da: Prestazioni sociali? Il futuro è dei voucher – Affaritaliani.it.


CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO PER L’AFFIDAMENTO DI SERVIZI PER MINORI, Comune di Trezzo sull’Adda

tratto da: http://www.comune.trezzosulladda.mi.it/upload/Microsoft_Word_-_Capitolato_2011_servizi_per_minori.pdf>

CARTE DEI SERVIZI SOCIALI materiali di ricerca e documentazione a cura di Paolo Ferrario

CARTE DEI SERVIZI SOCIALI

materiali di ricerca e documentazione

Questa ricerca bibliografica è stata elaborata per i vari Laboratori formativi sulle CARTE DEI SERVIZI SOCIALI: POLITICHE ISTITUZIONALI E ORGANIZZATIVE, organizzati dalla Provincia di Milano – Unità operativa formazione e curati da Paolo Ferrario dal 2000


Vedi anche:

Bibliografia in: : CARTE DEI SERVIZI SOCIALI bibliografia


Carta dei servizi sociali Servizi sociali del Comune di Agrate Brianzamune di Agrate Brianza

via Carta dei servizi sociali Servizi sociali Aree Tematiche – Comune di Agrate Brianza.


Rapporto ISEE – Ministero del Lavoro e Politiche Sociali

E’ disponibile la quarta edizione del Rapporto ISEE, Indicatore della Situazione Economica Equivalente, lo strumento di misurazione della condizione economica delle famiglie per l’accesso alle prestazioni sociali.

Nel Rapporto, frutto di una collaborazione tra la Direzione generale per l’inclusione e i diritti sociali di questo Ministero e il CEr (Centro Europa Ricerche), si analizza in maniera puntuale la dinamica recente della diffusione dello strumento, sia dal punto di vista territoriale che delle prestazioni che lo adottano; si esaminano poi le caratteristiche socio-demografiche e occupazionali della popolazione ISEE, anche con riferimento alla popolazione nata all’estero, nonché le caratteristiche economiche, mediante l’analisi delle distribuzioni dell’indicatore ISEE nel suo complesso, ma anche nelle sue componenti reddituali e patrimoniali.
Come già nella passata edizione, sono presentate in appendice le principali statistiche con dettaglio provinciale. Si rimanda invece alle edizioni precedenti le considerazioni sulla selettività di alcune variabili e sulla dimensione longitudinale della popolazione.

Approfondimenti alla pagina;
http://www.lavoro.gov.it/Lavoro/md/AreaSociale/Inclusione/


S. Biancardi, Procedimento amministrativo e accesso agli atti: le novità e le soluzioni giudiziali di 37 casi-tipo

Novità marzo 2011
Aggiornato alle modifiche alla Legge 241/1990 apportate dal D.Lgs. 104/2010 e dalle Leggi 122/2010 e 163/2010 IL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO E IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI Con approfondimento giudiziale di 37 tipologie
di accesso a specifici
atti amministrativi
IL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
E IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI
A seguito dei numerosi interventi legislativi subiti, il testo vigente della Legge 241/1990 costituisce ormai un corpus normativo che disciplina non solo procedimenti, atti amministrativi e accessi ma anche le  responsabilità poste a carico della P.A. e dei dipendenti della medesima.

Il legislatore infatti non si è limitato ad imprimere un’accelerazione all’iter amministrativo mediante una più stringente revisione dei termini ma ha rafforzato pure l’impianto sanzionatorio mentre la giurisprudenza ha totalmente revisionato posizioni interpretative ritenute ormai consolidate in materia di accesso agli atti.

E’ pertanto indilazionabile per tutti gli Enti pubblici l’aggiornamento dei propri atti di autodeterminazione normativa in base all’attuale assetto giuridico imposto dalla legge e dalla giurisprudenza.

Supportato dalla modulistica necessaria, adattabile alle molteplici realtà organizzative della P.A. (replicabile con il Cd-Rom allegato), questo nuovo Manuale facilita la legittima attuazione dei vari istituti interessati e la loro puntuale gestione.

Propone inoltre 37 casi concreti tratti da pronunce giurisprudenziali riguardanti i vari ambiti operativi e fornisce indicazioni e suggerimenti utili per una corretta rettifica e gestione dei procedimenti amministrativi e delle istanze di accesso agli atti.

Organizzato in due parti e undici capitoli il volume, dotato di Cd-Rom, è così precisamente strutturato:

1.
Principi generali in materia di procedimento amministrativo.

2.
Gli istituti giuridici della motivazione del provvedimento e del responsabile del procedimento.

3.
Partecipazione al procedimento amministrativo.

4.
Rapporti di collaborazione tra amministrazione e cittadino. Concessione di vantaggi economici. Ambito di applicazione della disciplina contenuta nel Capo III della Legge 241/1990.

5.
Istituti di accelerazione e semplificazione dell’iter procedimentale.

6.
Pareri e valutazioni tecniche.

7.
Procedure semplificate.

8.
Le disposizioni sull’atto amministrativo contenute nella Legge 241/1990.

9.
Il diritto di accesso ai documenti amministrativi.

10.
Il regolamento per la disciplina delle modalità di esercizio e dei casi di esclusione del diritto di accesso (D.P.R. 184/2006).

11.
Specifici ambiti di approfondimento sul diritto di accesso:
› Accesso agli atti e controllo generalizzato sull’attività amministrativa.
› Accesso agli atti del consigliere e accesso del comune cittadino. Le principali differenze.
› Accesso ai pareri legali da parte del consigliere.
› Accesso del consigliere agli atti delle partecipate.
› Accesso del consigliere agli atti di concessione.
› Accesso ai pareri legali in genere.
› Accesso agli atti dei professionisti utili alla difesa in giudizio.
› Accesso ad atti privati della pubblica amministrazione.
› Accesso agli atti di soggetti privati che svolgono attività d’interesse pubblico.
› Accesso ad atti di gestione del personale.
› Accesso agli atti ed ostensione di atto diverso da quello richiesto.
› Accesso agli atti del procedimento tributario.
› Accesso al piano di governo del territorio senza diritto di copia.
› Accesso alle denunce e segnalazioni del vicino.
› Accesso del vicino ai titoli edilizi e agli atti urbanistici.
› Accesso delle organizzazioni sindacali.
› Accesso tra pubbliche amministrazioni.
› Accesso e tutela del know-how industriale.
› Accesso agli atti di gara di soggetto escluso.
› Accesso agli atti e mancanza di macchinari idonei.
› Accesso alla registrazione fonografica del Consiglio comunale.
› Accesso a seguito di gravi lesioni personali.
› Accesso agli atti della Polizia municipale.
› Accesso alla relazione del direttore dei lavori.
› Accesso e tutela della privacy.
› Accesso alle sentenze.
› Accesso nei pubblici concorsi.
› Accesso in materia ambientale.
› Accesso alle informazioni.
› Accesso a verbali e schede elettorali.
› Accesso ad atti propri. Accesso alle informazioni concernenti i propri dati.
› Accesso agli atti e trasparenza delle performance.
› Accesso e reiterazione dell’istanza per nuovi motivi.
› Accesso solo ad atti già formati.
› Accesso ed istanze generiche.
› Accesso e comunicazione dei motivi ostativi.
› Accesso agli atti: non è strumentale alla difesa in giudizio.

12.
MODULISTICA: Diciotto fac simile di comunicazioni, richieste, provvedimenti, regolamenti.


Nel Cd-Rom allegato: › Modelli di provvedimenti. › Regolamento sul procedimento amministrativo. › Regolamento sull’accesso agli atti.

S. Biancardi, Funzionario comunale.


IL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
E IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI
Maggioli Editore – II edizione marzo 2011 – con Cd-Rom
Pagine 346

Controllo di gestione nella pubblica amministrazione locale, Maggioli editore

Nel Cd-Rom allegato:
› Esperienze e casi
› Provvedimenti normativi
› Giurisprudenza
› Prassi amministrativa
› Linee guida ANCI
IL CONTROLLO DI GESTIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE LOCALE Esperienze e casi svolti
nel Cd-Rom:

1. Piani performance
2. Controllo società partecipate
3. Sistema programmazione
e controllo
4. Analisi gestionale
dei servizi
5. Pianificazione strategica
e rendicontazione sociale
6. Referto controllo
di gestione
IL CONTROLLO DI GESTIONE
NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE LOCALE
I presupposti e le tecniche operative per ridimensionare i costi e vincere le sfide imposte della crisi economica dopo le novità introdotte dal Decreto Brunetta ed in vista del federalismo fiscale:concentrato sugli aspetti pratici e realmente applicativi, questo nuovo Manuale illustra le motivazioni, le caratteristiche, gli aspetti economici e finanziari del controllo di gestione.

Tenuto poi conto che sono sempre più i Comuni e le Province impegnati a gestire le loro politiche anche attraverso le aziende controllate e collegate, il volume dedica un apposito capitolo alle problematiche gestionali delle società partecipate, aggiornato secondo le innovazioni del D.L. 78/2010.

Confrontarsi con questo Manuale – per chi deve scegliere come utilizzare risorse limitate - significa poter contare su criteri valutativi certi per fare le scelte più oculate, applicando modelli semplici e di pronta attuazione che consentono a tutti gli enti, anche quelli più piccoli, di procedere immediatamente alla fase operativa.

Poiché non esiste un “unico” schema di controllo gestionale ma “tanti” diversi gli uni dagli altri, per stabilire qual è quello meglio rispondente alle esigenze specifiche del proprio ente, è sufficiente seguire i percorsi guidati tracciati dagli esperti autori nel dettaglio della seguente trattazione:

Parte
prima

Perché il controllo gestionale
1. La “cultura della valutazione”: percorso normativo.
2. La “riforma Brunetta” e i sistemi di valutazione della performance.
3. Il federalismo fiscale.
4. Le implicazioni che derivano dall’appartenenza all’Unione economica e monetaria e dalla globalizzazione.

Parte
seconda
Tipologie di controllo, caratteristiche e possibili evoluzioni
5. Le diverse tipologie di controlli interni.
6. Le caratteristiche del controllo gestionale.
7. Analisi gestionali e balanced scorecard
.

Parte
terza
Il controllo di gestione nell’ente locale
8. L’ordinamento contabile e il controllo di gestione.
9. Le scritture patrimoniali.
10. Un modello operativo per il controllo gestionale.
11. Gli indicatori e il benchmarking.
12. Applicazioni nel campo finanziario.
13. Il controllo delle società partecipate degli enti locali.
14. Altri modelli impiegati per valutare i servizi.
15. Le analisi per le decisioni gestionali nell’evoluzione attuale della pubblica amministrazione.
16. Un nuovo ente locale a misura di cittadino.


P. Morigi, Segretario generale Camera di commercio, dottore commercialista e revisore contabile.
A. Scheda, Dirigente di controllo di gestione e controllo strategico di Ente locale.


IL CONTROLLO DI GESTIONE
NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE LOCALE
Maggioli Editore – IV edizione marzo 2011
Pagine 348 – F.to cm. 17×24 – ISBN 6550.2 –
Euro 48,00



Deliberazione di Consiglio comunale Città di Sesto San Giovanni, Accreditamento delle unità d’offerta sociali per la prima infanzia. Approvazione dei requisiti e delle procedure


Regione Lombardia: Le strutture, le associazioni e gli enti iscritti nei registri regionali

Le strutture, le associazioni e gli enti iscritti nei registri regionali

In questa sezione sono riportati gli elenchi delle strutture sociosanitariesociali accreditate, quelli degli enti e delle associazioni iscritte nei registri regionali della direzione generale famiglia e solidarietà sociale suddivisi per aree di intervento.

    [inizio pagina]

    Anziani

    [inizio pagina]

    Disabili

    [inizio pagina]

    Famiglia

    [inizio pagina]

    Dipendenze

    [inizio pagina]

    Minori

    [inizio pagina]

    Servizio Civile

    [inizio pagina]

    Terzo Settore

    da: Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale :: Le strutture, le associazioni e gli enti iscritti nei registri regionali.


    Comune di Milano, AVVISO PUBBLICO PER L’ACCREDITAMENTO DEI SOGGETTI EROGATORI DI SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI RIVOLTI ALLA PRIMA INFANZIA, febbraio 2011

     

    AVVISO PUBBLICO PER L’ACCREDITAMENTO DEI SOGGETTI EROGATORI DI SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI RIVOLTI ALLA PRIMA INFANZIA.Riapertura termini per la presentazione domande per soggetti che organizzano e gestiscono servizi educativi comunali in strutture messe a disposizione dall’Amministrazione o da questa indicate (elenco B).

    Famiglia, scuola e politiche sociali

    Bando di Avvisi


    - Pubblicato sul sito internet il
    21/02/2011
    - Inviato/Pubblicato alla/sulla Gazzetta Ufficiale il
    - Termine di consegna offerte il 16/03/2011

    Oggetto

    Avviso pubblico approvato con Determinazione dirigenziale del Settore Servizi all’Infanzia n. 92 del 18.02.2011 n. PG 128551/2011 in esecuzione della deliberazione di Giunta n.322 dell’11.02.2011.

    Il Comune di Milano intende promuovere una rete di offerta pubblico/privato, attraverso l’accreditamento di offerte multiple, per perseguire obiettivi di qualità ed efficienza negli interventi relativi ai servizi all’infanzia, che soddisfino i bisogni sociali della cittadinanza, creando al contempo un mercato sociale regolato, al quale i cittadini possano rivolgersi esercitando la propria libertà di scelta, con il riconoscimento della Pubblica Amministrazione.

    Oggetto dell’accreditamento
    Oggetto dell’accreditamentoè la formazione di un albo comunale degli operatori accreditati alla gestione di servizi socio-educativi rivolti alla prima infanzia, in particolare delle seguenti unità d’offerta: A – Nidi B – Micronidi C – Centri Prima Infanzia I gestori di unità d’offerta potranno accreditarsi nell’ELENCO Bnel quale figurano soggetti che organizzano e gestiscono servizi educativi comunali in strutture messe disposizione dall’Amministrazione Comunale o da questa indicate. Dette strutture sono raggruppate in macro aree cittadine in relazione alla loro collocazione territoriale. Le macro aree sono quelle indicate nell’Allegato 2 al presente avviso. Le macro aree potranno subire variazioni, nel numero complessivo e nell’entità di ciascuna, in relazioni a sopravvenute esigenze, senza comportare alcuna modifica alle condizioni previste nel presente avviso.

    Soggetti richiedenti l’ammissione agli elenchi sperimentali
    Possono richiedere l’ammissione all’Elenco B, purché in possesso dei requisiti previsti al successivo art. 4, i soggetti (profit e no profit) che operano nel campo socio-assistenziale ed educativo in forma singola o associata. Qualora il soggetto intenda partecipare in forma associata, non potrà presentare domanda di ammissione in più raggruppamenti, pena l’esclusione. E’ fatto divieto ai concorrenti di partecipare in più di un raggruppamento, ovvero di partecipare anche in forma individuale qualora abbia partecipato in altri raggruppamenti.

    Presentazione della documentazione
    Ciascun soggetto richiedente l’accreditamento dovrà presentare domanda scritta (utilizzando esclusivamente gli appositi moduli – Allegato 1 – di richiesta di inserimento nell’ elenco B, Per i soggetti già inseriti nell’Elenco B attualmente in vigore, avendo gli stessi già ottenuto l’accreditamento, viene richiesta esclusivamente la presentazione dell’allegato 1 – sub B, necessario ai fini della valutazione della proposta tecnica
    Gli atti e la modulistica di gara potranno essere ritirati gratuitamente presso INFOPOINT – L.go Treves, 1 – piano terreno – Milano, tel. 0288463000, orari 8.30 – 12 e 14 – 15 nonché visionati e scaricati all’indirizzo internet: www.comune.milano.it. – sezione “Avvisi”.
    Il plico contenente la documentazione/dichiarazioni richieste deve essere chiuso e sigillato, e pervenire all’Ufficio Protocollo della Direzione Centrale Famiglia, Scuola e Politiche Sociali – L.go Treves, 1 – Milano – piano terreno , tel. 0288453360, dalle ore 8,30 alle ore 12,00 e dalle ore 13,45 alle ore 15,15 di tutti i giorni lavorativi, con esclusione del sabato, entro le ore 12,00 del 16 marzo 2011, a mezzo di servizio postale, Agenzia di recapito autorizzata, oppure mediante consegna a mano.

    Informazioni
    Per informazioni usare il link presente a fondo pagina “Per chiarimenti sul bando clicca qui”. Sarà inoltre presente un Allegato “FAQ” al Bando, dove saranno pubblicate le risposte alle eventuali domande poste più rilevanti.
    Il presente Avviso è pubblicato sul sito del Comune di Milano www.comune.milano.it – sezione Bandi;sarà pubblicato sul BURL del 2 marzo 2011 con questi riferimenti: Bollettino n° 9 del 2/3 – serie Avvisi e Concorsi.
    Ai sensi e per gli effetti di cui all’art.4 della Legge n.241 del 7 agosto 1990 si informa che il responsabile del procedimento è il Direttore del Settore Servizi all’Infanzia

    .
    In allegato l’Avviso pubblico integrale:

    ALLEGATO 1 DE_ AVVISO PUBBLICO ACCREDITAMENTO ELENCO B_FEBBRAIO 2011.pdf

    Altri allegati:

    Allegato 2 – Elenco Macroaree cittadine

    ALLEGATO 2 DE_ALLEGATO 2 ELENCO MACROAREE CITTADINE_FEBBRAIO 2011.pdf

    Allegato 3 (in formato .doc e .pdf) – Domanda di accreditamento

    ALLEGATO 3 DE_ALLEGATO 1A DOMANDA DI ACCREDITAMENTO_FEBBRAIO 2011.doc

    ALLEGATO 3 DE_ALLEGATO 1A DOMANDA DI ACCREDITAMENTO_FEBBRAIO 2011.pdf

    Allegato 4 in formato .doc e .pdf – Schema requisiti

    ALLEGATO 4 DE_ALLEGATO 1B SCHEMA REQUISITI SOGGETTIVI PROPOSTA TECNICA_FEBBRAIO 2011.docALLEGATO 4 DE_ALLEGATO 1B SCHEMA REQUISITI SOGGETTIVI PROPOSTA TECNICA_FEBBRAIO 2011.pdf

    Allegato 5 in formato .doc e .pdf -Dichiarazione organizzazioni già accreditate

    ALLEGATO 5 DE_ALLEGATO 3 DICHIARAZIONE ORGANIZZAZIONE GIA' ACCREDITATE_FEBBRAIO 2011.doc

    ALLEGATO 5 DE_ALLEGATO 3 DICHIARAZIONE ORGANIZZAZIONE GIA' ACCREDITATE_FEBBRAIO 2011.pdf


     


    CONSITO M., Accreditamento e Terzo settore, Jovene, 2009., da absus – Laboratorio per la sussidiarietà –

    Accreditamento e Terzo settore
    sabato 05 febbraio 2011 | Emanuela Marcella Impoco
    Nel libro di Manuela M. Consito “Accreditamento e Terzo settore”, l’autrice definisce l’accreditamento istituzionale come l’attività di un’autorità o istituzione con la quale si riconosce il possesso da parte di un soggetto o di un organismo dei c.d. standard di qualificazione, ovvero di prescritti e specifici requisiti, e che si risolve in un’iscrizione in elenco da cui gli assistiti-utenti delle prestazioni possono attingere per l’utilizzazione.
    L’accreditamento qualitativo può essere ricondotto nel quadro di un’iniziativa sociale privata degli individui, singoli o associati, che confluiscono in quell’attività di interesse generale che la Repubblica italiana favorisce, ai sensi dell’art. 118, Cos

    L’accreditamento nasce in ambito ospedaliero come un processo metodologico il cui obiettivo consiste nell’uniformare le fasi di raccolta e valutazione dei dati, nonché quella di reporting.

    Il procedimento di accreditamento si articola nello svolgimento di verifiche preliminari in ordine alla capacità e potenzialità dell’accreditando, verifiche in corso di svolgimento dell’attività e verifiche successive, effettuate nel medio periodo.

    Tali valutazioni vanno poi a confluire in un protocollo allo scopo di diffondere presso gli istituti ospedalieri processi sia terapeutici che di assistenza che abbiano caratteri uniformi di qualità, sottoposti a verifica ad opera di istituzioni spesso non governative.

    Il soggetto accreditante e l’accreditamento qualitativo, dunque, “danno credito” al soggetto portatore del marchio di qualità presso i potenziali beneficiari delle prestazioni, contraddistinguendone l’attività come ottimale nel mercato dei concorrenti.

    E’ la pubblica amministrazione, spiega l’autrice, ad avere il potere di rilasciare il riconoscimento alle strutture autorizzate, pubbliche e private e ai professionisti che ne facciano richiesta, subordinatamente alla loro rispondenza a requisiti ulteriori di qualificazione, alla loro funzionalità rispetto agli indirizzi della programmazione regionale, locale o statale e alla verifica positiva dell’attività svolta e dei risultati raggiunti.

    La richiesta di accreditamento è molto spesso volontaria, ovvero rimessa a valutazioni in termini di opportunità o di potenziali vantaggi conseguiti proprie ed esclusive del richiedente. In tal senso, l’accreditamento qualitativo può essere ricondotto nel quadro di un’iniziativa economica privata, ai sensi dell’art. 41 Cost., ovvero di un’iniziativa sociale privata degli individui, singoli o associati, che confluiscono in quell’attività di interesse generale che la Repubblica italiana favorisce, ai sensi dell’art. 118, co. IV, Cost.

    L’accreditamento può essere configurato dall’ordinamento sia come concessione, cioè fonte istitutiva di diritti, sia come autorizzazione, cioè atto idoneo a liberare il titolare di un diritto dai vincoli ed obblighi previsti dall’ordinamento per svolgere una determinata attività. L’autorizzazione consente così la realizzazione di strutture e l’esercizio delle connesse attività, operando come rimozione di un limite al pieno esercizio di una facoltà giuridica in capo all’interessato. In virtù del principio di sussidiarietà, poi, le autonomie territoriali svolgono le loro funzioni anche attraverso le attività che possono essere adeguatamente esercitate dall’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, dal quale deriva un impegno delle istituzioni pubbliche di organizzarsi ed esercitare le funzioni di cui sono titolari in modo da favorire la partecipazione degli amministrati.

    La sussidiarietà, infatti, nella sua piena accezione, corrisponde alla riduzione del ruolo pubblico nei limiti in cui il servizio o l’attività possano essere assicurati dai soggetti privati in modo efficiente e secondo gli interessi di pubblica utilità prefissati dallo stesso potere pubblico. Per l’Autrice la sussidiarietà si esprime in un ruolo di preminenza dei cittadini, singoli e associati, cui deve conseguire un generalizzato arretramento dell’organizzazione pubblica. Allo Stato così spetta la funzione di sostenere le decisioni che riguardano gli interessi delle società autonome e non anche di imporle o consentirle. La sussidiarietà viene così intesa come ampliamento degli strumenti utilizzabili dalla Repubblica per la realizzazione dell’eguaglianza sostanziale.

    L’elemento di unione tra i cittadini e la pubblica amministrazione diviene l’interesse generale: interesse che può essere perseguito direttamente dai poteri pubblici oppure dai cittadini, ove dai primi sostenuti. In ciò, secondo l’autrice, si esprimerebbe il rapporto sussidiario nel senso più letterale del termine, poiché inteso come rapporto di reciproca collaborazione e aiuto per il raggiungimento di un obiettivo comune, da cui deriva la creazione di un sistema reticolare i cui componenti agiscono secondo un paradigma non più bipolare ma pluralista e paritario.

    Le autonome iniziative dei cittadini sono così intese come uno dei modi di adempimento del dovere inderogabile di solidarietà politica, economica e sociale e del dovere di svolgere un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società, da cui deriva il favore loro riconosciuto dalla Repubblica, in base all’art. 118 u.c. Cost., come l’altra faccia del principio di uguaglianza sostanziale.

    CONSITO M., Accreditamento e Terzo settore, Jovene, 2009.


    Il modello lombardo di welfare. Continuità, riassestamenti, prospettive, Autori e curatori: Giuliana Carabelli , Carla Facchini Contributi: Lavinia Bifulco, Paolo Bonetti, Maria Cacioppo, Anna Maria Campanini, Lidianna Degrassi, Paolo Ferrario, Enzo Mingione, Raffaele Mozzanica, Chiara Previdi, Paolo Rossi, Mara Tognetti, Sergio Tramma, Luca Vecchio, Tommaso Vitale

    Il modello lombardo di welfare. Continuità, riassestamenti, prospettive
    Autori e curatori: Giuliana Carabelli Carla Facchini
    Contributi: Lavinia Bifulco, Paolo Bonetti, Maria Cacioppo, Anna Maria Campanini, Lidianna Degrassi, Paolo Ferrario, Enzo Mingione, Raffaele Mozzanica, Chiara Previdi, Paolo Rossi, Mara Tognetti, Sergio Tramma, Luca Vecchio, Tommaso Vitale
    Collana: Transizioni e politiche pubbliche – Fondazione Bignaschi
    Argomenti: Politiche e servizi sociali
    Livello: Studi, ricerche
    Dati: pp. 256,     1a edizione  2011  (Cod.524.14)
    Il modello lombardo di welfare. Continuità, riassestamenti, prospettive
    Tipologia: Edizione a stampa
    Prezzo: € 30,00
    Disponibilità: Buona
    Codice ISBN 13: 9788856834055
    In breve Il volume, rivolto non solo a studiosi di politiche sociali, ma a decisori politici, responsabili dei servizi e professionisti del sociale, analizza la legge regionale lombarda n. 3/2008, che disciplina in modo organico i servizi sociali, unitariamente con i servizi socio-sanitari, in un’ottica di reciproca integrazione. L’analisi permette di ricostruire il modello lombardo di welfare nei suoi elementi costitutivi e nel suo contesto, e di interrogarsi sulla sua evoluzione, anche alla luce della prima fase di attuazione della legge.
    Presentazione
    del volume:
    Da tempo la Regione Lombardia ha elaborato un organico modello di politiche sociali, basato sui principi di sussidarietà e di quasi-mercato, che tende sempre più ad affermarsi anche come riferimento a livello nazionale. La legge regionale n. 3 del 2008 costituisce una tappa di rilievo, in quanto disciplina unitariamente i servizi sociali e quelli servizi socio-sanitari, in un’ottica di reciproca integrazione. Al centro di questo volume, rivolto non solo a studiosi di politiche sociali ma a decisori politici, responsabili dei servizi e professionisti del sociale, anche in formazione, è l’analisi della legge, svolta con un approccio multidisciplinare, in cui si affiancano la lettura giuridica e quella sociologica. Tale analisi permette di ricostruire il modello lombardo di welfare nei suoi elementi costitutivi e nel suo contesto, e di interrogarsi sulla sua evoluzione.
    Diversi i quesiti affrontati nel volume. Quali sono gli sviluppi o i riassestamenti ipotizzabili nel momento in cui tale impostazione si confronta con l’ambito dei servizi sociali? Come si modificano ruolo della società civile e modalità del suo coinvolgimento? L’integrazione è un obiettivo effettivamente perseguibile? Cosa comporta l’estensione all’ambito dei servizi sociali dell’accreditamento e della logica prestazionistica ad esso correlata? Che ruolo può assumere il segretariato sociale nella rete dei servizi? Che impatto ha la nuova normativa sulle professioni sociali, sulla loro collocazione e sulle loro competenze? In breve quali sono gli elementi di continuità e di discontinuità, quali i punti di forza e le criticità di questo modello nella sua concreta evoluzione?

    Giuliana Carabelli svolge attività di ricerca, consulenza e formazione sui temi dell’organizzazione dei servizi sociali. Da tempo collabora con l’Università di Milano Bicocca.
    Carla Facchini è professore ordinario di Sociologia della Famiglia alla Facoltà di Sociologia dell’Università di Milano Bicocca, dove coordina il corso di laurea in Servizio Sociale.

    Indice:
    Giuliana Carabelli, Carla Facchini, Introduzione
    Parte I.: La legge nel suo contesto
    Carla Facchini, Enzo Mingione, Il cambiamento della morfologia sociale come matrice di nuovi rischi. Il caso Lombardia
    Lavinia Bifulco, Quasi-mercato e sussidiarietà come pilastri del modello lombardo di welfare
    Lidianna Degrassi, Raffaele Mozzanica,La disciplina dei servizi sociali nella Regione Lombarda
    Paolo Bonetti, Profili costituzionali dell’accesso ai diritti sociali nella legge regionale lombarda 3/2008
    Parte II.: Attori e processi
    Tommaso Vitale, La partecipazione alle politiche sociali in Lombardia: arene deliberative e processi di coordinamento
    Paolo Ferrario, Governo della rete o governo delle reti? Il nodo irrisolto dell’integrazione
    Giuliana Carabelli, L’accreditamento dei servizi sociosanitari e sociali in Lombardia
    Chiara Previdi, Paolo Rossi,
    Il segretariato sociale tra organizzazione e professione
    Parte III.: Le professione sociali a confronto con la legge
    Anna Maria Campanini, L’assistenza sociale
    Sergio Tramma, L’educatore professionale
    Luca Vecchio, Lo psicologo
    Maria Cacioppo, Mara Tognetti, La dirigenza
    Appendice. I provvedimenti attuati della legge regionale n. 3/2008
    Bibliografia di riferimento
    Autori.

    da: Il modello lombardo di welfare. Continuità, riassestamenti, prospettive


    ACCREDITAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE (S.A.D.) ALLE PERSONE ANZIANE E DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE ALLE PERSONE CON DISABILITÀ (S.A.D.D.) MEDIANTE VOUCHER SOCIALE | Azienda Sociale Cremona

    Prot. n. 514/2011 Cremona, 31 gennaio 2011

     

    IL DIRETTORE GENERALE

    in esecuzione della deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 2011.II.13 del 26 gennaio 2011

    rende noto

    che è indetta procedura per l’accreditamento del Servizio di Assistenza Domiciliare (S.A.D.) alle persone anziane e del Servizio di Assistenza Domiciliare alle persone con Disabilità (S.A.D.D.).

    L’Azienda Sociale del Cremonese, Ente capofila per l’attuazione del Piano di Zona dell’Ambito Distrettuale di Cremona, con deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 2011.II.13 del 26 gennaio 2011,  ha disposto, in  attuazione dell’art. 6, lettera c) e dell’art. 11 della Legge 328/2000 recante “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” e del Piano Sociale di Zona 2009-2011, l’accreditamento del Servizio di Assistenza Domiciliare (S.A.D.) alle persone anziane e del Servizio di Assistenza Domiciliare alle persone con Disabilità (S.A.D.D.), finalizzato ad implementare un sistema di qualità sociale territoriale per i servizi a favore delle persone anziane e delle persone con disabilità e delle loro famiglie.

    Tale sistema di qualità sociale prevederà l’opportunità per ognuno dei Comuni componenti il Distretto di  erogare alle famiglie residenti nel territorio distrettuale  titoli sociali valevoli per l’acquisto dei servizi considerati.

    Contestualmente ha approvato i requisiti di qualità, efficacia, efficienza e flessibilità, rispondenti ai bisogni territoriali, come di seguito espressi.

     

    I soggetti erogatori faranno richiesta di accreditamento presso l’Azienda Sociale del Cremonese, quale Capofila dell’Ambito Distrettuale di Cremona.

    La procedura di accreditamento prende avvio dalla data di presentazione della domanda, redatta su apposito modulo e corredata dalla documentazione richiesta, e si conclude con il provvedimento di iscrizione all’Albo dei soggetti accreditati.

    I soggetti pubblici e privati, profit e non profit, in possesso dei requisiti richiesti, possono presentare domanda di accreditamento, a partire dal 31 gennaio 2011 e sino alle ore 12 del giorno 18 febbraio 2011 , indirizzandola in busta chiusa e in bollo, fatte salve le esenzioni di legge, a “Azienda Sociale del Cremonese” e presentandola presso il Protocollo dell’Azienda Sociale del Cremonese, a mezzo raccomandata postale o tramite consegna a mano (orari di apertura: dal lunedì al venerdì, dalle ore 8,30 alle ore 12.00), con l’indicazione a retro della organizzazione mittente, e recante ad oggetto “Istanza di accreditamento S.A.D.”,  secondo le modalità di seguito precisate.

    Il termine del 18 febbraio 2011 deve intendersi termine perentorio anche per le istanze che perverranno tramite posta.

     

    Si invita a scaricare tutti i documenti allegati alla presente comunicazione.

     

    IL DIRETTORE GENERALE

    Ettore Vittorio Uccellini


    da: ACCREDITAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE (S.A.D.) ALLE PERSONE ANZIANE E DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE ALLE PERSONE CON DISABILITÀ (S.A.D.D.) MEDIANTE VOUCHER SOCIALE | Azienda Sociale Cremona.


    Gli appalti pubblici dopo il Regolamento: il nuovo Codice, ora indispensabile in fase di transizione – Maggioli editore

    D. LGS. 163/2006
    › DPR 207/2010

    (G.U. 10 dicembre 2010,
    n. 288, s.o. n. 270)
    CODICE DEGLI APPALTI PUBBLICI E REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DPR 554/1999
    › DPR 34/2000
    › DM 145/2000 e tabelle
    di corrispondenza “vecchia/nuova disciplina”
    CODICE DEGLI APPALTI PUBBLICI
    E REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE


    Con il D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207 contenente il “Regolamento di esecuzione e attuazione del codice dei contratti pubblici”, è giunto a conclusione il processo di riforma della legislazione sugli appalti degli enti pubblici iniziato con il D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163.

    Applicare il nuovo sistema normativo risulta più semplice e sicuro con questo specifico strumento che accorpa in modo unitario il testo integrale del D.Lgs. 163/2006 – aggiornato con le molte modifiche intervenute fino al D.L. 29 dicembre 2010, n. 225 “Milleproroghe” – e del relativo Regolamento (D.P.R. 207/2010).

    Inoltre, poiché quest’ultimo entra a regime 180 giorni dopo la pubblicazione, il volume riporta anche la disciplina fondamentale vigente fino ad allora, vale a dire il D.P.R. 554/1999, il D.P.R. 34/2000 e il D.M. 145/2000, corredata dell’indispensabile supporto di tre tabelle di corrispondenza tra l’articolato del Regolamento e quello dei provvedimenti citati.

    La linearità della struttura ne fa un sussidio operativo particolarmente utile per la corretta applicazione delle norme sui contratti pubblici:
    un testo di immediato valore pratico quindi, completato da un accurato indice analitico che facilita il pronto reperimento dell’informazione desiderata.


    CODICE DEGLI APPALTI PUBBLICI
    E REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE
    Maggioli Editore • Novità gennaio 2011


    Le Aziende Speciali nel sociale in Lombardia: esperienze organizzative e competenze professionali, Convegno Mercoledì 2 Febbraio 2011, ore 9 – 13 Aula U6-4 (Aula Martini) – Edificio U6 Università di Milano Bicocca

    Università degli Studi di Milano-Bicocca

    Facoltà di Sociologia

    Corso di Laurea in Servizio Sociale

    Convegno

    Le Aziende Speciali nel sociale in Lombardia:

    esperienze organizzative e competenze professionali

    Mercoledì 2 Febbraio 2011, ore 9 – 13
    Aula U6-4 (Aula Martini) – Edificio U6
    Università di Milano Bicocca

    Convegno in occasione della presentazione del volume
    Esperienze di welfare locale.
    Le Aziende Speciali e la gestione dei servizi sociali nei Comuni lombardi

    a cura di Daniela Gatti e Paolo Rossi
    Maggioli (2010)


    PROGRAMMA

    9.00 Apertura dei lavori

    Carla Facchini (Università di Milano Bicocca)

    Dario Angelo Colombo (Azienda Speciale Consortile Consorzio Desio-Brianza)

    PRIMA PARTE: LE AZIENDE SPECIALI COME SOGGETTI DEL WELFARE

    9.20 Configurazioni e riconfigurazioni dei modelli di gestione dei servizi sociali: quale spazio

    per le Aziende Speciali?

    Paolo Rossi (Università di Milano Bicocca)

    9.40 Aziendalizzazione e regionalizzazione: uno sguardo al settore sanitario

    Mara Tognetti Bordogna (Università di Milano Bicocca)

    10.00 Le Aziende Speciali in Lombardia: un’analisi del network NeASS

    Daniela Gatti (PARES società cooperativa)

    SECONDA PARTE: VOCI DAL CAMPO

    10.20 Le Aziende Speciali e la gestione dell’Ufficio di Piano di Zona

    Claudia Sala (Azienda Speciale Consortile Retesalute, Merate)

    10.40 Organizzare tra due istituzioni territoriali: il caso di Offertasociale

    Giuseppe Milanese (Azienda Speciale Consortile Offertasociale, Vimercate)

    11.00 Competenze professionali vs. competenze organizzative? Il ruolo degli assistenti sociali

    nella gestione delle aziende speciali

    Elena Meroni (Azienda Speciale Consortile Comuni Insieme per lo Sviluppo Sociale, Bollate)

    11.20-11.40 Pausa

    TAVOLA ROTONDA: LE AZIENDE SPECIALI E I SOGGETTI ISTITUZIONALI DEL WELFARE LOMBARDO

    11.40 Presiede: Dario Angelo Colombo (Azienda Speciale Consortile Consorzio Desio-Brianza)

    Anna Roberti (Regione Lombardia, Direzione Generale Famiglia, Concilazione, Integrazione e Solidarietà Sociale)

    Le Aziende Speciali nel quadro del sistema di welfare lombardo

    Elena Poma (ANCI Lombardia, Vice Presidente Dipartimento Welfare e Sanità) Comuni e Aziende Speciali: dinamiche attuali e prospettive future

    Carmen Primerano (Provincia di Milano, Settore associazionismo e terzo settore)

    Tra competenze professionali e organizzative. L’offerta formativa della Provincia di Milano

    12.40 DIBATTITO E CONCLUSIONI


    Giuliana Carabelli, L’accreditamento dei servizi sociosanitari e sociali in Lombardia, in IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE Continuità, riassestamenti, prospettive A cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini Franco Angeli, 2010, p. 256

    L’accreditamento dei servizi sociosanitari e sociali in Lombardia

    di Giuliana Carabelli

    • Concetto di accreditamento: origini, contesto, trasmigrazioni
    • Introduzione e cammino dell’accreditamento in Italia
    • Accreditamento dei servizi sociosanitari in Lombardia
    • Accreditamento dei servizi sociali tra competizione e partnership

    in:

    IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE

    Continuità, riassestamenti, prospettive

    A cura di Giuliana CarabelliCarla Facchini

    Franco Angeli, 2010, p. 256

    da: IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE. Continuità, riassestamenti, prospettive, a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Franco Angeli, 2010 « Politica dei servizi sociali: ricerche in rete


    Gli appalti pubblici dopo il Regolamento: il nuovo Codice, ora indispensabile in fase di transizione

    Novità gennaio 2011
    › D. LGS. 163/2006
    › DPR 207/2010

    (G.U. 10 dicembre 2010,
    n. 288, s.o. n. 270)
    CODICE DEGLI APPALTI PUBBLICI E REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DPR 554/1999
    › DPR 34/2000
    › DM 145/2000 e tabelle
    di corrispondenza “vecchia/nuova disciplina”
    CODICE DEGLI APPALTI PUBBLICI
    E REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE


    Con il D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207 contenente il “Regolamento di esecuzione e attuazione del codice dei contratti pubblici”, è giunto a conclusione il processo di riforma della legislazione sugli appalti degli enti pubblici iniziato con il D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163.

    Applicare il nuovo sistema normativo risulta più semplice e sicuro con questo specifico strumento che accorpa in modo unitario il testo integrale del D.Lgs. 163/2006 – aggiornato con le molte modifiche intervenute fino al D.L. 29 dicembre 2010, n. 225 “Milleproroghe” – e del relativo Regolamento (D.P.R. 207/2010).

    Inoltre, poiché quest’ultimo entra a regime 180 giorni dopo la pubblicazione, il volume riporta anche la disciplina fondamentale vigente fino ad allora, vale a dire il D.P.R. 554/1999, il D.P.R. 34/2000 e il D.M. 145/2000, corredata dell’indispensabile supporto di tre tabelle di corrispondenza tra l’articolato del Regolamento e quello dei provvedimenti citati.

    La linearità della struttura ne fa un sussidio operativo particolarmente utile per la corretta applicazione delle norme sui contratti pubblici:
    un testo di immediato valore pratico quindi, completato da un accurato indice analitico che facilita il pronto reperimento dell’informazione desiderata.

    Per ricevere
    CODICE DEGLI APPALTI PUBBLICI
    E REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE
    Maggioli Editore • Novità gennaio 2011
    • Pagine 1.000

    Quale welfare nella Lombardia di domani? Valutare l’esperienza per disegnare il futuro Lombardia, diapositive dell’intervento di Cristiano Gori, da LombardiaSociale.it

    Convegno: Quale welfare nella Lombardia di domani? Valutare l’esperienza per disegnare il futuro

    Martedì 14 dicembre, 9.00-13.00 Milano – Palazzo delle Stelline, Corso Magenta 61

    Scarica il programma completo in PDF

    Scarica le diapositive dell’intervento di Cristiano Gori in PDF

    da: Incontri :: LombardiaSociale.it.


    Appalti di lavori, servizi, forniture: approfondita e chiarita la nuova disciplina dopo il DPR 207-2010

    Commento alla nuova disciplina degli appalti
    lavori, forniture, servizi
    REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI Manuale
    di approfondimento
    di pagine 1080
    REGOLAMENTO DI ESECUZIONE
    DEL CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI
    D.P.R. 5 OTTOBRE 2010, N. 207


    La puntuale analisi dei contenuti fortemente innovativi introdotti nell’ordinamento dal DPR 207/2010
    (G.U. 207 del 10 dicembre 2010, S.O. n. 270) che ha portato a compimento la complessa fase di riforma e sistemazione della disciplina della contrattualistica pubblica, avviata col recepimento delle direttive comunitarie di terza generazione mediante il D.Lgs. 163/2006.

    A. Massari, Avvocato, direttore di appaltiecontratti.itM. Greco, Direttore struttura complessa gestione risorse di ASL, A. Costantini, AvvocatoD. Albonetti, Funzionario amministrativo settore opere pubblicheillustrano le modalità attuative delle importanti modifiche introdotte dal Regolamento, in particolare, per quanto riguarda il comparto dei lavori pubblici, quelle relative:
    alla verifica e validazione dei progetti,
    alla rimodulazione dei requisiti e dei limiti di ribasso nelle gare di progettazione,
    alla qualificazione dei soggetti esecutori con l’introduzione di nuove categorie e classifiche e con il rafforzamento dei poteri sanzionatori nei confronti delle SOA e delle imprese,
    alla verifica delle offerte anomale,
    alla disciplina delle varianti,
    ai compiti e alle responsabilità dei RUP.

    Rilevanti le innovazioni anche nel settore servizi e forniture, per la prima volta assoggettato ad una normativa di dettaglio che copre tutto l’iter realizzativo della commessa: dalla fase procedimentale a quella esecutiva.

    In risalto, fra le altre modifiche, la nuova disciplina dell’asta e del mercato elettronico così come la puntuale regolamentazione delle procedure in economia e del cottimo fiduciario, sostitutiva del regime introdotto dal DPR 384/2001.

    Fondamentale per superare gli ampi spazi di incertezza interpretativa e applicativa aperti dal DPR 207/2010 nel sistema degli appalti pubblici, è il lavoro di approfondimento svolto con grande chiarezza dagli esperti autori di quest’opera, così strutturata:

    Parte
    prima
    PROFILI GENERALI DEL NUOVO REGOLAMENTO
    1.
    L’iter di approvazione del Regolamento.

    Parte
    seconda
    CONTRATTI PUBBLICI RELATIVI A LAVORI NEI SETTORI ORDINARI
    1.
    La progettazione dei lavori pubblici:
    » La progettazione in generale. » Il progetto preliminare. » Il progetto definitivo. » Il progetto esecutivo.
    2. La verifica del progetto:
    » Oggetto e finalità della verifica. » I soggetti preposti alle verifiche. » La selezione degli organismi privati cui affidare la verifica dei progetti.
    3. Le disposizioni innovative in materia di affidamento dei lavori pubblici.
    4. Esecuzione dei lavori:
    » La direzione lavori. » L’esecuzione dei lavori. » Lavori in economia.
    5. Contabilità dei lavori:
    » Scopo e forma della contabilità. » Contabilità dei lavori in economia. » Norme generali per la tenuta della contabilità.
    6. Collaudo dei lavori:
    » Disposizioni preliminari. » Visita e procedimento di collaudo.

    Parte
    terza

    CONTRATTI PUBBLICI RELATIVI A SERVIZI ATTINENTI ALL’ARCHITETTURA E ALL’INGEGNERIA NEI SETTORI ORDINARI
    1.
    Le disposizioni di carattere generale sui servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria.
    2. Le procedure per l’affidamento dei servizi di ingegneria.
    3. Le garanzie previste per i servizi di ingegneria.

    Parte
    quarta
    I CONTRATTI RELATIVI A SERVIZI E FORNITURE NEI SETTORI ORDINARI
    1.
    La disciplina regolamentare della fase di affidamento di servizi e forniture.
    2. L’esecuzione del contratto e la contabilità delle forniture e dei servizi.
    3. Verifica di conformità.

    Parte
    quinta
    CONTRATTI RELATIVI A LAVORI, SERVIZI E FORNITURE NEI SETTORI SPECIALI. DISPOSIZIONI TRANSITORIE E ABROGAZIONI
    1.
    La disciplina regolamentare per i settori speciali.
    2. Disciplina transitoria e abrogazioni.

    »
    APPENDICE NORMATIVA
    Regolamento di esecuzione del codice dei contratti pubblici

    Continuità e discontinuità nel welfare lombardo La l.r. 3/2008 e le ricadute sul Servizio sociale Venerdì 21 gennaio 2011, ore 9 – 13 Auditorium – U 12, via Vizzola 5, Milano, FACOLTÀ DI SOCIOLOGIA Corso di laurea in Servizio sociale

    Convegno in occasione della pubblicazione del volume

    Il modello lombardo di welfare. Continuità, riassestamenti e prospettive,

    a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Milano, FrancoAngeli, 2011

    vai alla scheda analitica del libro: http://polser.wordpress.com/2010/12/02/12575/

    UNIVERSITA’ DI MILANO BICOCCA

    Facoltà di sociologia

    corso di SERVIZIO SOCIALE


    Continuità e discontinuità nel welfare lombardo

    La l.r. 3/2008 e le ricadute sul Servizio sociale

    Venerdì 21 gennaio 2011, ore 9 – 13

    Auditorium – U 12, via Vizzola 5, Milano

    PROGRAMMA

    Ore 9 Apertura dei lavori

    Saluti del Preside Antonio de Lillo

    Introduce Carla Facchini

    Ore 9.20 Presiede Alberto Giasanti

    L. Bifulco, Il modello di welfare lombardo

    P. Ferrario, Integrazione o separazione delle reti?

    R. Mozzanica, Profili innovativi e linee di continuità nella l.r. 3/2008

    P. Bonetti, L’accesso ai diritti sociali nella legge regionale

    Ore 10.40 – 11.10 pausa caffè

    G. Carabelli, L’accreditamento dei servizi sociali

    C. Previdi, Il segretariato sociale

    M. Tognetti, La dirigenza: prospettive alla luce della legge regionale

    A. Campanini, Politiche neoliberistiche e servizio sociale

    Ore 12.20 Dibattito

    Conclude Carla Facchini

    Ore 13 Chiusura dei lavori


    Ø Sono stati richiesti 4 Crediti per la formazione continua obbligatoria all’Ordine degli assistenti Sociali della Regione Lombardia


    Comune di Rimini: accreditamento di servizi sociali

    Concessione dell’Accreditamento Transitorio ai sensi della Deliberazione di Giunta Regionale n. 514/2009 a favore dell’ASP Casa Valloni e della Cooperativa Sociale Elleuno S.C.S.  per  il  servizio Casa-Residenza per  anziani  non autosufficienti  da svolgersi presso la struttura Casa Valloni

    vai a: http://www.comune.rimini.it/binary/comune_rimini/accreditamento/DETERMINA_2041_2010Struttura1.1293788383.pdf