Arriva la ”Carta dei Servizi” per tre strutture di assistenza
Pubblicato: 29 giugno 2011 Filed under: Carta dei servizi, Siena Lascia un commento »Nell’ultima seduta di ieri, la Giunta comunale ha approvato le nuove carte dei servizi per tre strutture che forniscono assistenza ad anziani, disabili e minori. Si tratta del Complesso di ospitalità per disabili Santa Petronilla, della Comunità Alloggio per minori “Il Faro” e della struttura residenziale e semi residenziale per anziani “Villa Giardino Rubini Manenti”.
La carta servizi stabilisce i criteri per l’accesso ai servizi e le modalità con le quali vengono effettuati perché i cittadini possano utilizzarli più agevolmente.
Il Faro è una comunità educativa di tipo familiare che ospita fino a sei minori di ambo i sessi, in età compresa dai 6 ai 18 anni segnalati dai servizi sociali territoriali, dal Tribunale dei minorenni o da altra autorità giudiziaria. Per ricevere informazioni relative alle modalità di ammissione presso il centro di accoglienza per Minori “Il Faro” è possibile telefonare alla direzione “Servizi alla persona” del Comune di Siena (numero 0577 – 292243).
Il centro diurno “Villa Giardino Rubini Manenti”, invece ospita 36 anziani, di cui 18 non autosufficienti, che hanno compiuto 65 anni e adulti con patologie assimilabili a quelle della terza età, i cui bisogni assistenziali e sanitari siano compatibili con l’ambiente comunitario e con l’offerta specifica del servizio. La struttura adotta forme di assistenza orientate alla prevenzione, al recupero e al mantenimento delle capacità intellettive, comportamentali e fisiche. Il centro diurno aiuta per alcune ore le famiglie nel loro quotidiano “lavoro di cura”. Per informazioni è necessario rivolgersi sempre alla direzione “Servizi alla persona” chiamando però il numero telefonico 0577 – 292359.
Il Centro diurno per disabili del “Santa Petronilla” può ospitare 20 persone così come la “comunità alloggio protetta”. Le due strutture sono gestite in maniera integrata per garantire un utilizzo flessibile dei servizi da parte dei cittadini. L’inserimento avviene con modalità concordate caso per caso con gli operatori socio – sanitari, attraverso specifici incontri per definire un “progetto – quadro” che preveda come realizzare la frequenza al centro diurno oppure l’accoglienza nella “comunità alloggio protetta”. I cittadini interessati possono ricevere informazioni sempre chiamando il numero telefonico 0577 – 292359.
Arriva la ”Carta dei Servizi” per tre strutture di assistenza.
CARTE DEI SERVIZI SOCIALI materiali di ricerca e documentazione a cura di Paolo Ferrario
Pubblicato: 20 aprile 2011 Filed under: Carta dei servizi Lascia un commento »CARTE DEI SERVIZI SOCIALI
materiali di ricerca e documentazione
Questa ricerca bibliografica è stata elaborata per i vari Laboratori formativi sulle CARTE DEI SERVIZI SOCIALI: POLITICHE ISTITUZIONALI E ORGANIZZATIVE, organizzati dalla Provincia di Milano – Unità operativa formazione e curati da Paolo Ferrario dal 2000
| Vedi anche: |
Bibliografia in: : CARTE DEI SERVIZI SOCIALI bibliografia
Carta dei servizi sociali Servizi sociali del Comune di Agrate Brianzamune di Agrate Brianza
Pubblicato: 20 aprile 2011 Filed under: Carta dei servizi Lascia un commento »- Carta dei Servizi sociali (309Kb)
via Carta dei servizi sociali Servizi sociali Aree Tematiche – Comune di Agrate Brianza.
Carte dei servizi, una questione di qualità
Pubblicato: 22 ottobre 2010 Filed under: Carta dei servizi, Ferrario Paolo, Muoversi Insieme Stannah, Saggi e Articoli 5 Commenti »| Muoversi Insieme la informa che è stato appena pubblicato un post su un tema di suo interesse: | |
| 22-10-2010 Carte dei servizi, una questione di qualità I diritti sono una delle più grandi conquiste sociali del secolo scorso. Tuttavia è n ecessario che ci siano strumenti validi e robusti per farli rispettare. Il nostro ordinamento giuridico ha da tempo previsto e diffuso sul territorio le Carte dei servizi che svolgono proprio questi compiti. Di che cosa si tratta? Per rispondere adeguatamente, occorre in primo luogo comprendere bene che cos’è un servizio.Charles Leadbeater, in una ricerca sulle “nuove economie”, sostiene che le forze che guidano le società moderne sono: la finanza globale, le conoscenze e il capitale sociale. >> |
|
| 22-10-2010 Carte dei servizi, una questione di qualità Una società evoluta si riconosce dall’attenzione del cittadino alla qualità dei servizi che utilizza. Chi li eroga dovrebbe tenerne conto adottando regole chiare e comprensibili per tutti. A questo scopo sono nate le Carte dei servizi, sulle quali si sofferma Paolo Ferrario nell’articolo che pubblichiamo oggi nell’area Magazine, settore Diritti dei consumatori. Il nostro esperto ricostruisce le origini sociali e legislative di questo importante strumento adottato in Italia dagli anni Novanta in poi da moltissime strutture pubbliche e private. >> |
Comune di Arezzo, Carta dei Servizi sociali ed educativi
Pubblicato: 19 ottobre 2010 Filed under: Carta dei servizi Lascia un commento »CARTA DEI SERVIZI della CASA RIPOSO COMUNALE “VILLA CITTERIO”, Lezzeno (Como)
Pubblicato: 9 agosto 2010 Filed under: Anziani, Carta dei servizi, RSA Lascia un commento »Carta dei servizi 2010, RSA Fondazione Bellaria
Pubblicato: 15 aprile 2010 Filed under: Anziani, Carta dei servizi, Como, RSA 3 Commenti »Vai a Sito Fondazione Bellaria, Appiano Gentile (Co)
Processi organizzativi e professionali della costruzione della Carta dei servizi della RSA Bellaria nel 2001
Comune di Osimo, Carta dei servizi sociali
Pubblicato: 24 aprile 2009 Filed under: Carta dei servizi Lascia un commento »Comune di Osimo, Carta dei servizi sociali
Consorzio Servizi Sociali comuni di Ravenna, Cervia, Russi e A.Usl – La Carta dei Servizi – Famiglia, Minori, Anziani, Disabilita’, Immigrazione, Adulti, Urp, Assistenza Economica
Pubblicato: 24 aprile 2009 Filed under: Carta dei servizi Lascia un commento »Servizi sociali associati di Faenza Brisighello e altri, Carta dei servizi sociali
Pubblicato: 24 aprile 2009 Filed under: Carta dei servizi Lascia un commento »Servizi sociali associati di Faenza Brisighello e altri, Carta dei servizi sociali
COMUNE DI AREZZO Assessorato alle Politiche sociali e del Sistema educativo e scolastico Carta dei Servizi sociali ed educativi
Pubblicato: 24 aprile 2009 Filed under: Carta dei servizi, Servizi educativi Lascia un commento »COMUNE DI AREZZO Assessorato alle Politiche sociali e del Sistema educativo e scolastico Carta dei Servizi sociali ed educativi
Carta dei servizi della Biblioteca | Centro Studi, Documentazione e Ricerche
Pubblicato: 9 marzo 2009 Filed under: Carta dei servizi Lascia un commento »Carta dei servizi della Biblioteca | Centro Studi, Documentazione e Ricerche
Patrizia Taccani: recensione di Paolo Ferrario, Marisa Bianchi, Luciana Quaia, La qualità nei servizi socio-sanitari. Processi di costruzione della Carta dei servizi in una RSA, Carocci editore, Roma 2002
Pubblicato: 3 ottobre 2002 Filed under: Anziani, Carta dei servizi, Quaia Luciana, RSA, Taccani Patrizia Lascia un commento »Recensione di Patrizia Taccani a:
Paolo Ferrario, Marisa Bianchi, Luciana Quaia, La qualità nei servizi socio-sanitari. Processi di costruzione della Carta dei servizi in una RSA, Carocci editore, Roma 2002
Il testo è diviso in tre parti strettamente collegate come possono esserlo tre tappe di un unico itinerario pensato e progettato insieme dai tre Autori, e successivamente ripercorso insieme. Nella prima parte siamo condotti lungo un iter storico-istituzionale che ci consente di capire l’intreccio sistemico tra le istanze e le pressioni in tema di qualità dei servizi da parte della società civile diversamente rappresentata e le iniziative legislative e amministrative in parte orientate a rispondere, in parte “costrette” a entrare in conflitto con la domanda stessa di qualità, nel momento in cui presentino come obiettivo centrale il contenimento della spesa economica. Già la proposta di leggere gli aspetti di possibile ambivalenza del dato giuridico-amministrativo rende il lettore avvertito degli aspetti di complessità del problema e lo preserva dall’assumere una visione troppo “romantica” dei percorsi per la qualità. Di particolare interesse l’approfondimento della valenza comunicativa della Carta dei servizi e, ancor più, il senso di una costruzione della Carta fatta dall’interno del contesto di servizio. Sono particolarmente illuminanti i due verbi usati “rispecchiarsi” e “affacciarsi alla finestra” (p.37) per definire gli obiettivi di tale strumento: la Carta come strumento per osservarsi, che significa anche la sua costruzione attraverso una forte partecipazione delle componenti professionali del servizio, e la Carta come strumento per farsi conoscere, per entrare in contatto con i soggetti esterni: utenti reali o potenziali, forze sociali, altri enti, associazioni. Accompagnati da questa immagine/metafora ci si può avviare lungo l’itinerario che conduce appunto dal quadro delle politiche sociali in tema di qualità e della legislazione sulle Carte dei servizi (Paolo Ferrario), per raggiungere e conoscere un luogo (RSA Bellaria di Appiano Gentile in provincia di Como) in cui si è attuata una sperimentazione di redazione della Carta unitamente a un progetto qualità, attraverso le parole di chi occupa un punto di osservazione di particolare rilievo, quello di direzione della residenza (Marisa Bianchi), sino alla rilettura del processo di miglioramento della qualità che mette il luce tutto il lavoro di cura necessario per poter passare dal “dover essere” in tema di qualità al “che cosa è possibile fare e si è fatto” per la qualità stessa (Luciana Quaia). Nella seconda parte dunque, il lettore conosce da vicino il contesto di una residenza sanitaria-assistenziale in cui si è realizzata la costruzione della Carta dei Servizi come punto di arrivo di un processo in parte quasi “inconsapevole”, a sua volta punto di partenza per una revisione dei processi di lavoro in aree specifiche : qui, oltre a vedere il luogo fisico, a incontrare i soggetti, a percepire i passaggi di clima e di stile di lavoro dal lontano 1864 anno in cui la casa fu fondata per accogliere otto ammalati di pellagra, sino all’oggi in cui la RSA Bellaria è dimora di centoventisette persone anziane quasi tutte gravemente disabili, si è chiamati a interrogarsi, insieme a chi scrive, sulle possibili contraddizioni tra l’aspirazione a migliorare la qualità del servizio e l’applicazione di metodologie di lavoro ad essa finalizzate che tuttavia richiedono tempi per l’elaborazione e la socializzazione più ampia, tempi per l’applicazione, tempi per la valutazione e si basano fondamentalmente sul coinvolgimento diretto degli operatori nei gruppi di lavoro: “il lavoro dal basso presenta vantaggi e svantaggi”. (p.119) Nella terza e ultima parte Luciana Quaia, psicologa consulente nella RSA, fornisce da subito al lettore le chiavi interpretative da tenere presenti nella rivisitazione del processo di miglioramento della qualità che andrà a descrivere e a valutare, sintetizzabili nei concetti di “pluralità e intreccio dei protagonisti della qualità” (anziani, familiari, operatori, ambiente) e di empowerment riferito a ciascuno di loro. Il processo viene ricostruito con precisione non disgiunta da partecipazione emotiva: come del resto sottolinea l’autrice, il processo di lavoro di gruppo ha visto intrecciarsi momenti di ricerca di strumenti e di metodologie finalizzati ad una traduzione squisitamente tecnica a momenti di creatività capaci di motivare, sostenere e “accendere” anche le fasi più faticose che dovevano portare a identificare i fattori di qualità, a trovarne gli indicatori, ad approcciarsi al concetto di standard. (p.160). E’ probabile che un metodo di lavoro di ricerca con queste caratteristiche abbia di gran lunga facilitato l’acquisizione della consapevolezza raggiunta dal gruppo al termine di una prima fase, che “molti degli obiettivi di miglioramento via via delineati dal gruppo erano inerenti alla sfera relazionale e implicavano un impegno personale che non poteva semplicemente essere esposto in “tabella”, quasi fosse un elemento quantizzabile o acquistabile…” (p.169). Come dire che il lavoro di ricerca si è caratterizzato dall’essere anche formativo e auto-formativo. Di notevole interesse il capitolo dieci che ci consegna i risultati di una valutazione della qualità da parte di un numero pur parziale di anziani (22% degli ospiti): ciò che è emerso viene definito come “una criticità poco obiettiva rispetto al tema indagato, ma più “rivendicativa” di esigenze personali non sempre compatibili con il luogo di residenza…” (p.177). Questi risultati di per sé certamente non gratificanti hanno tuttavia spinto gli operatori a superare il senso di impotenza generato dalla consapevolezza di non poter dare tutte le risposte adatte a tutte le persone residenti nella casa, e successivamente si è proceduto a raccogliere, ampliandole con interviste e osservazioni, le esigenze di tipo psico-sociale degli ospiti stessi. Diversamente raccolta (tramite focus group), la valutazione della qualità percepita dai familiari e in via di elaborazione, al momento della chiusura redazionale del testo, la verifica fatta con gli operatori: i risultati, anche provvisori, l’interpretazione che ne viene fatta, e le prime risposte istituzionali (ad esempio incontri di informazione/formazione per i familiari) danno conto del grande movimento in atto nella RSA Bellaria di Appiano Gentile rispetto al miglioramento della qualità di vita di chi vi dimora, di chi mantiene uno stretto legame con i residenti, di chi vi opera professionalmente. Credo sia anche per questo che in premessa gli autori invitano altri gruppi di lavoro a comunicare la propria esperienza in tema di qualità e a partecipare a un confronto non su teorie ma sulle concrete realizzazioni, pur in via di attuazione. (p.12) Come lettore dichiaro di avere sentito, al termine dell’itinerario, l’esigenza di un breve capitolo conclusivo “a tre voci” che, almeno in qualche misura, collocasse tutta l’esperienza in una prospettiva a medio termine. Da ultimo, guardando al testo nel suo complesso, mi sembra di avere colto una sorta di meta-messaggio lanciato dalle sue pagine: esso riguarda la necessità di una presa in carico culturale del problema della vecchiaia, in particolare dei vecchi ammalati, estremamente fragili e non autosufficienti che approdano alle strutture residenziali nell’ultima parte della loro vita. Ma non solo di essi, anche dei familiari che spesso con grande fatica e pena mantengono legami che lo sguardo sociale corrente decreterebbe interrotti con l’entrata dell’anziano in una struttura. Ciò che chiamo presa in carico culturale riguarda l’affermazione prima teorica, poi declinata nell’organizzazione, dell’importanza di un “prendersi cura” della vita e dei legami di questi cittadini, così come, con tutti i rischi evidenziati, ci si può prendere cura della crescita professionale degli operatori attraverso la loro partecipazione diretta ai processi di cambiamento. Difficile allora essere d’accordo con valutazioni politico-amministrative che dovessero considerare processi come quello realizzato e descritto come eccessivamente costosi in termini di risorse professionali, di tempo dedicato e, perché no? pericolosi in quanto capaci di risvegliare nuove o nuovissime esigenze nei fruitori del servizio. Il dissenso nasce pensando ai vecchi di oggi, pensando anche ai vecchi che saremo.







Lettera su Paolo Ferrario, Marisa Bianchi, Luciana Quaia, La qualità nei servizi socio-sanitari. Processi di costruzione della Carta dei servizi in una RSA, Carocci editore, Roma 2002
Pubblicato: 9 dicembre 2002 | Autore: PolSer | Filed under: Carta dei servizi, Ferrario Paolo, Lettere, Commenti, Conversazioni, Quaia Luciana | Lascia un commento »Caro Paolo, ti ringrazio molto per avermi mandato il vostro libro e per la bella lettera che mi hai scritto Ho avuto tutto con grande ritardo perché sono stata via diversi giorni e anche se avrei voluto risponderti subito ho lasciato passare del tempo perché sono sovraccarica e non riesco a tirar su la testa Il vostro testo è molto efficace e l’ho utilizzato a fatto girare perché è proprio esemplificativo di come sarebbe importante lavorare con i servizi e nei servizi per mettere a punto modi e strumenti di lavoro più pertinenti, più trasparenti, più idonei a esercitare controlli e verifiche. Complimenti al terzetto ! E ho anche capito di più che cosa fa Luciana … e Marisa Bianchi la ricordo bene in alcuni incontri alla … Io, nonostante il mio piede fratturato continuo a correre in questo mondo dei servizi che diventa sempre più contraddittorio, agitato, attraversato da iniziative di ogni genere Dal gennaio 2003 mi sono imposta una drastica riduzione di impegni, ma non è facile “tagliare” e per molti aspetti nello …. ti trovo ad avere un ruolo ascritto. In ogni caso mi è necessario, per ragioni di salute fisica e psichica, poter restare più tempo sul lago a rimettere insieme i pezzi e a ritrovare dei ritmi, a ritessere i fili interiori Mi è dispiaciuto non essere riuscita a venire a trovarvi a Nesso: ti abbiamo ricordato spesso riascoltando la “cassetta di pezzi” che ci hai regalato. Vedrai che un giorno o l’altro arriviamo. Tanti auguri natalizi e per l’anno che comincia. Con molto affetto F.