Istat, Rapporto annuale 2012 – La situazione del Paese
Pubblicato: 22 maggio 2012 Filed under: Famiglie, ISTAT, Popolazione Lascia un commento »Roberta Crialesi. Co-coordinatrice Rapporto annuale 2012
Rapporto annuale 2012 – La situazione del Paese
Quest’anno il Rapporto, il ventesimo della serie, sviluppa una riflessione documentata sulle trasformazioni che interessano economia e società italiana, integrando le informazioni prodotte dall’Istat e dal Sistema statistico nazionale.
Alle consuete analisi delle condizioni del nostro Paese e delle sue prospettive si affianca un intero capitolo dedicato all’evoluzione del sistema Italia dal 1992 al 2012, che analizza gli sviluppi socio-economici tra due momenti storici segnati da forti criticità e alcune analogie.
Fra i temi più rilevanti su cui si sofferma il Rapporto 2012 emergono quelli delle caratteristiche competitive del sistema economico italiano e delle disuguaglianze sociali e territoriali. altro
Rapporto annuale 2012 – La situazione del Paese – YouTube.
Istat, Più anziani e più stranieri. È il quadro che emerge dal report sul futuro demografico del Paese pubblicato dall’Istat
Pubblicato: 28 dicembre 2011 Filed under: ISTAT, migranti, Migrazioni, Politica delle migrazioni, Popolazione 2 Commenti »Più anziani e più stranieri. È il quadro che emerge dal report sul futuro demografico del Paese pubblicato dall’Istat. Il primo elemento di novità riguarda la popolazione straniera, destinata ad aumentare in modo considerevole nei prossimi anni: passerà dagli attuali 4,6 milioni a 14,1 milioni nel 2065, con una forbice compresa tra i 12,6 e i 15,5 milioni.
ETA’ MEDIA - Allo stesso tempo, l’età media della popolazione è destinata ad aumentare, dai 43,5 anni nel 2011 fino ad un massimo di 49,8 anni nel 2059. Dopo tale anno l’età media si dovrebbe stabilizzare sul valore di 49,7 anni, a indicare una presumibile conclusione del processo di invecchiamento della popolazione. Molto accentuato è anche l’aumento del numero di anziani: gli ultra 65enni, oggi pari al 20,3% del totale, nello scenario centrale aumentano fino al 2043, anno in cui oltrepasseranno il 32%.
CALO DELLA FORZA LAVORO - Diminuisce anche la popolazione in età lavorativa, tra i 15 e i 64 anni: passerà dall’attuale 65,7% al 62,8% nel 2026. Nel lungo termine la riduzione sarà ancora più accentuata, fino a un minimo del 54,3% nel 2056, anno dopo il quale l’indicatore si stabilizza a 54,7% nel 2065.
da Istat, triplicati gli immigrati entro il 2065 – Corriere della Sera.
ISTAT – Entrate e spese dei bilanci consuntivi (comuni, province e regioni)
Pubblicato: 15 novembre 2011 Filed under: Bilancio dello Stato, Comuni, Enti Locali, ISTAT, Province, REGIONI ITALIANE Lascia un commento »Tavola 1 – Entrate Comuni definitivi anno 2008
Tavola 2 – Spese Comuni definitivi anno 2008
Tavola 3a – Analisi spese correnti Comuni definitivi anno 2008
Tavola 3b – Analisi spese in conto capitale Comuni definitivi anno 2008
Tavola 4 – Entrate Province definitivi anno 2008
Tavola 5 – Spese Province definitivi anno 2008
Tavola 6a – Analisi spese correnti Province definitivi anno 2008
Tavola 6b – Analisi spese in conto capitale Province definitivi anno 2008
Tavola 7 – Entrate delle Regioni e province autonome anno 2008
Tavola 8 – Spese delle Regioni e province autonome anno 2008
ISTAT – Entrate e spese dei bilanci consuntivi (comuni, province e regioni)
Istat ‘La soddisfazione dei cittadini per le condizioni di vita nel 2011
Pubblicato: 15 novembre 2011 Filed under: consumi, Famiglie, ISTAT Lascia un commento »ISTAT Censimento Popolazione
Pubblicato: 19 ottobre 2011 Filed under: censimenti, ISTAT Lascia un commento »
Sono molte le novità del Censimento 2011 pensate per facilitare la partecipazione. Ad esempio:
- il questionario, indirizzato alla tua famiglia, ti arriverà per posta direttamente a casa. Questo è possibile perché l’Istat ha acquisito da tutti i Comuni italiani le liste anagrafiche, aggiornate al 31 dicembre 2010, che comprendono tutte le famiglie residenti nel territorio di ciascun comune a quella data;
- puoi compilare il questionario che hai ricevuto per posta e restituirlo presso qualsiasi ufficio postale o nei centri di raccolta istituiti nel tuo comune di residenza anagrafica. Ricorda che il Censimento serve a ‘contare’ la popolazione e a raccogliere informazioni che costituiscono il punto di partenza per individuare adeguate politiche e azioni di sviluppo, mettendo a confronto le diverse realtà territoriali del Paese.
Rispondere è un dovere, lo dice la legge, ma soprattutto è …
Scheda del sito:
http://www.freeonline.org/sitogratis/censimentopopolazione.html
Censimento ISTAT 2011 – Il questionario
Pubblicato: 12 ottobre 2011 Filed under: ISTAT Lascia un commento »Istat, il numero delle province italiane è passato da 107 a 110 e quello dei comuni è 8.092
Pubblicato: 5 ottobre 2011 Filed under: Comuni, Enti Locali, ISTAT, Province Lascia un commento »110 province e 8.092 comuni
(regioni.it) Dalla verifica generale Istat sulle variazioni amministrative risulta che nell’ultimo anno il numero delle province italiane è passato da 107 a 110 e quello dei comuni è 8.092.
L’Istat infatti, attraverso una verifica periodica presso le Regioni, acquisisce nel corso dell’anno tutte le variazioni territoriali ed amministrative verificatesi sul territorio nazionale.
L’Istat pone in evidenza gli ultimi importanti eventi in termini di variazioni amministrative:
- la istituzione di tre nuove province (Monza e della Brianza, Fermo e Barletta-Andria-Trani) che ha portato il numero complessivo delle province italiane a 110;
- la costituzione di tre nuovi comuni di Comano Terme, Ledro (entrambi in provincia di Trento) e Gravedona ed Uniti (in provincia di Como).
Dal 30 giugno 2011 il numero ufficiale dei comuni italiani è pari a 8.092 Unità amministrative.
In seguito all’adozione del “Regulation (EC) n. 1059/2003 of the European Parliament and of the Council of 26 May 2003 on the establishment of a common classification of territorial units for statistics (NUTS)”, anche l’Istat si è uniformato a tale classificazione. Pertanto è stato applicato l’uso della doppia dizione italiano/francese per la Regione e la provincia della Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste e il ricorso al simbolo separatore “/” per i comuni con la denominazione bilingue della provincia di Bolzano/Bozen.
Codici comuni, province e regioni
Pubblicate con riferimento al 1° ottobre 2011 tutte le variazioni territoriali ed amministrative verificatesi sul territorio nazionale
Classificazione, venerdì 30 settembre 2011
Elenco delle Amministrazioni PubblicheAggiornato l’elenco delle unità istituzionali che fanno parte del settore delle Amministrazioni Pubbliche Classificazione, lunedì 3 ottobre 2011
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l’Istat ha predisposto l’elenco delle unità istituzionali che fanno parte del settore delle Amministrazioni Pubbliche, i cui conti concorrono alla costruzione del Conto economico consolidato delle Amministrazioni Pubbliche
Pubblicato: 4 ottobre 2011 Filed under: Enti Locali, ISTAT, Ministeri, Pubblica Amministrazione, REGIONI ITALIANE Lascia un commento »In base al sistema europeo dei conti, l’Istat ha predisposto l’elenco delle unità istituzionali che fanno parte del settore delle Amministrazioni Pubbliche, i cui conti concorrono alla costruzione del Conto economico consolidato delle Amministrazioni Pubbliche.
L’Istat è tenuto ai sensi della legge di contabilità e di finanza pubblica n.196 del 31/12/2009 a pubblicare annualmente tale lista sulla Gazzetta Ufficiale. Elenco che infatti è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 228 del 30 settembre 2011 e le unità classificate nel Settore delle Amministrazioni Pubbliche sono:
a) gli organismi pubblici che gestiscono e finanziano un insieme di attività,
principalmente consistenti nel fornire alla collettività beni e servizi non destinabili
alla vendita;
b) le istituzioni senza scopo di lucro che agiscono da produttori di beni e servizi
non destinabili alla vendita, che sono controllate e finanziate in prevalenza da
amministrazioni pubbliche;
c) gli enti di previdenza.
Elenco delle Amministrazioni Pubbliche
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Istat,Trattamenti pensionistici e beneficiari al 31 dicembre 2009
Pubblicato: 1 luglio 2011 Filed under: ISTAT, Pensioni Lascia un commento »|
Nel 2009 l’importo complessivo annuo delle prestazioni pensionistiche previdenziali e assistenziali erogate in Italia è stato pari a 253.480 milioni di euro, un valore corrispondente al 16,68% del prodotto interno lordo (Pil). La spesa complessiva è aumentata del 5,1% rispetto al 2008, mentre la quota sul Pil è cresciuta di 1,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dalle rilevazioni annuali sui trattamenti pensionistici e sui loro beneficiari condotte dall’Istituto nazionale di statistica e dall’Istituto nazionale della previdenza sociale, a partire dai dati dell’archivio amministrativo – Casellario centrale dei pensionati – nel quale sono raccolte le informazioni sulle prestazioni pensionistiche erogate da tutti gli enti previdenziali italiani, pubblici e privati. |
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da Trattamenti pensionistici e beneficiari al 31 dicembre 2009.
Istat, I beneficiari delle prestazioni pensionistiche
Pubblicato: 1 luglio 2011 Filed under: ISTAT, Pensioni Lascia un commento »|
L’Istat diffonde le tavole di dati sui beneficiari dei trattamenti pensionistici rilevati in Italia al 31 dicembre 2008. Le informazioni statistiche sono state prodotte utilizzando l’archivio amministrativo Casellario centrale dei pensionati (gestito dall’Inps), la ricchezza ed il dettaglio analitico del quale hanno consentito di applicare alle statistiche sui beneficiari dei trattamenti pensionistici una doppia classificazione, per tipologia (quella utilizzata nelle tavole qui presentate) e per funzione economica, predisposta in accordo ai criteri stabiliti in ambito europeo (Sespros, Regolamento comunitario 458/2007) ed utilizzata per l’invio annuale ad Eurostat dei dati sui beneficiari di prestazioni pensionistiche. Ciò rende possibile la comparazione in ambito comunitario, e al contempo garantisce la possibilità di effettuare le tradizionali analisi del sistema pensionistico italiano, fondate sulla classificazione tipologica. Il numero dei beneficiari non coincide con quello delle pensioni, in quanto ogni pensionato può percepire più trattamenti pensionistici. Ad esempio, il titolare di una pensione di vecchiaia può avere diritto anche ad almeno una parte della pensione di vecchiaia del coniuge deceduto. Ogni soggetto, inoltre, può essere titolare di più pensioni appartenenti a diverse tipologie, come nel caso in cui si cumula una prestazione di tipo Ivs con una rendita indennitaria o una prestazione assistenziale. L’importo annuo di ciascuna pensione è fornito dal prodotto tra l’importo mensile della pensione pagata al 31 dicembre dell’anno e il numero di mensilità per cui è previsto il pagamento. La variabile spesa è dunque definita come spesa tendenziale (calcolata da un dato di stock) e può non coincidere con la corrispondente voce di bilancio (dato economico di bilancio). Le tavole sono accompagnate da una sintetica nota informativa e da un indice. |
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da I beneficiari delle prestazioni pensionistiche.
ISTAT Trattamenti pensionistici e beneficiari al 31 dicembre 2009 I beneficiari delle prestazioni pensionistiche
Pubblicato: 1 luglio 2011 Filed under: ISTAT, Pensioni Lascia un commento »
Istat, Compendio statistico italiano, 2010
Pubblicato: 22 giugno 2011 Filed under: ISTAT, Popolazione Lascia un commento »| Periodo di riferimento: Anno 2010 Diffuso il: 17 giugno 2011 Settori: Generale Con il Compendio statistico italiano, ogni anno l’Istituto nazionale di statistica si presenta al pubblico nazionale e internazionale in edizione bilingue per offrire un ampio e significativo quadro dell’informazione prodotta dalla statistica ufficiale italiana su temi di rilievo per la vita pubblica nazionale. I diciannove capitoli in cui è scandito, corredati di focus tematici e con testo a fronte italiano e inglese, rendono efficacemente la ricchezza del patrimonio informativo che la statistica pubblica mette quotidianamente a disposizione dei decisori pubblici e dei cittadini nel nostro Paese. Ai risultati di rilevazioni svolte direttamente dall’Istat, principale produttore di statistiche ufficiali nel Paese, si affiancano dati forniti da numerosi altri enti appartenenti al Sistema statistico nazionale, che nel complesso tracciano un ritratto a tutto tondo dell’Italia e della sua evoluzione economica e sociale. Nell’attuale sovrabbondanza di dati e fonti, non sempre corredate da adeguate garanzie di qualità, il Compendio statistico italiano rappresenta uno strumento affidabile, utile ai cittadini, agli amministratori, alle imprese e al mondo scientifico e all’utenza internazionale per comprendere meglio il nostro Paese e interpretarne correttamente l’evoluzione nel tempo. Come acquistare l’edizione cartacea Il volume può essere richiesto compilando l’apposito modulo di acquisto. È inoltre disponibile presso i centri di informazione statistica, presenti in ogni regione e provincia autonoma, e presso le librerie con cui l’Istat collabora. |
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da Compendio statistico italiano.
Istat, Il matrimonio in Italia
Pubblicato: 16 giugno 2011 Filed under: Famiglie, ISTAT Lascia un commento »Il matrimonio in Italia (Anno 2009 e dati provvisori 2010)
Statistiche in breve del: 18 maggio 2011
Istat, Rapporto annuale 2010
Pubblicato: 16 giugno 2011 Filed under: ISTAT Lascia un commento »Rapporto annuale 2010 (Anno 2010)
Note per la stampa del: 23 maggio 2011
Rapporto annuale 2010 (Anno 2010)
Volumi on line del: 23 maggio 2011
Istat: Rapporto annuale 2011
Pubblicato: 5 giugno 2011 Filed under: ISTAT 1 Commento »
Istat: Rapporto annuale 2011
E per salvaguardare i consumi, le famiglie hanno progressivamente eroso il risparmio, e la propensione all’accantonamento si e’ attestata al 9,1%, ai minimi dal 1990. Pesante l’impatto sull’occupazione: nel biennio 2009-2010 il numero di occupati e’ diminuito di 532 mila unita’, ed i piu’ colpiti sono stati 501 mila under 30. Secondo l’Istat, che registra un’ emorragia lavoro al sud, ma vede fortemente colpito anche il Nord, la recessione da un punto di vista tecnico e’ finita, ma restano le conseguenze sul sociale. E circa un quarto degli italiani sperimenta il rischio poverta’ o esclusione sociale.
Durante la crisi del 2009 Italia e Germania hanno subito la maggior caduta del prodotto tra i grandi paesi, ma mentre l’economia tedesca ha recuperato già gran parte del reddito perduto, l’Italia presenta ancora un forte divario rispetto ai livelli pre-crisi. Il confronto con le fasi cicliche precedenti conferma che l’episodio recessivo conclusosi nell’aprile del 2009 (secondo la cronologia definita in termini tecnici nel Rapporto) è di gran lunga il più grave dal secondo dopoguerra. La fase di espansione in atto risulta però di intensità minore rispetto a quelle osservate nel passato. Il ritmo di crescita congiunturale del Pil italiano si è marcatamente indebolito a partire dall’autunno 2010 (+0,1 per cento a trimestre). Nei primi quattro mesi del 2011 la fiducia delle imprese manifatturiere appare stabile, con un maggiore ottimismo tra i produttori di beni di consumo e prodotti intermedi rispetto a quelli di beni strumentali.
Nel settore delle costruzioni, dopo il miglioramento emerso nella seconda parte del 2010, si registra un deterioramento dei giudizi sugli ordini e sull’attività. Nel commercio al dettaglio, i giudizi delle imprese sono prudenti sia sull’andamento corrente dell’attività, sia sulle prospettive a breve termine. Infine, anche l’indicatore del clima di fiducia nei servizi mostra una scarsa dinamicità. D’altra parte, gli indicatori delle esportazioni, degli ordinativi e del fatturato industriale pubblicati di recente forniscono segnali fortemente positivi, soprattutto grazie all’aumento della domanda proveniente dai paesi non Ue.
C’ è una maggiore vulnerabilità delle persone e delle famiglie. Se la disoccupazione è cresciuta relativamente meno che negli altri paesi, con la recessione si sono perse quasi 900 mila unità di lavoro a tempo pieno ed è aumentata l’area dell’inattività. L’occupazione sta ora crescendo prevalentemente nei servizi a più basso contenuto professionale, a fronte della riduzione del numero delle posizioni più qualificate. Ciò implica, a parità di altre condizioni, un sottoutilizzo del capitale umano, guadagni più bassi, minori prospettive di sviluppo. I giovani e le donne hanno pagato in misura più elevata la crisi, con prospettive sempre più incerte di rientro sul mercato del lavoro, le quali ampliano ulteriormente il divario tra le loro aspirazioni, testimoniate da un più alto livello di istruzione, e le opportunità. Una quota sempre più alta di giovani scivola, non solo nel Mezzogiorno, verso l’inattività prolungata, vissuta il più delle volte nella famiglia di origine, e verso bassi livelli di integrazione sociale, soprattutto per quelli appartenenti alle classi sociali meno agiate. Oltre il 40 per cento dei giovani stranieri abbandona prematuramente la scuola, alimentando un’area di emarginazione i cui costi non tarderanno a diventare evidenti.
“Nonostante la sostanziale stabilita’ degli indicatori di deprivazione economica”, scrive l’Istat, “il 43% delle famiglie dichiara di aver visto peggiorare la situazione economica rispetto all’anno precedente”. Cosi’ il risparmio scende “per la prima volta al di sotto di quello delle altre economie dell’Eurozona”. Le fasce piu’ a rischio sono gli anziani soli e le famiglie numerose, soprattutto nel Mezzogiorno: “nelle regioni meridionali vive il 57% delle persone a rischio poverta’”. E’ sconfortante la condizione delle donne, vero “ammortizzatore sociale” con 2 miliardi d’ore spese in un anno a assistere e aiutare persone che non vivono nella stessa casa. Per le donne peggiora la qualita’ del lavoro e la busta paga e’ piu’ leggera del 20% di quella dei maschi. Circa 800.000 madri hanno dichiarato che nella loro vita lavorativa “sono state licenziate o messe in condizioni di dimettersi in occasione o a seguito di una gravidanza”.
Newsletter n. 1802 del lunedì 23 maggio 2011.
Istat: Rapporto annuale 2011
Pubblicato: 5 giugno 2011 Filed under: ISTAT Lascia un commento »
Istat: Rapporto annuale 2011
E per salvaguardare i consumi, le famiglie hanno progressivamente eroso il risparmio, e la propensione all’accantonamento si e’ attestata al 9,1%, ai minimi dal 1990. Pesante l’impatto sull’occupazione: nel biennio 2009-2010 il numero di occupati e’ diminuito di 532 mila unita’, ed i piu’ colpiti sono stati 501 mila under 30. Secondo l’Istat, che registra un’ emorragia lavoro al sud, ma vede fortemente colpito anche il Nord, la recessione da un punto di vista tecnico e’ finita, ma restano le conseguenze sul sociale. E circa un quarto degli italiani sperimenta il rischio poverta’ o esclusione sociale.
Durante la crisi del 2009 Italia e Germania hanno subito la maggior caduta del prodotto tra i grandi paesi, ma mentre l’economia tedesca ha recuperato già gran parte del reddito perduto, l’Italia presenta ancora un forte divario rispetto ai livelli pre-crisi. Il confronto con le fasi cicliche precedenti conferma che l’episodio recessivo conclusosi nell’aprile del 2009 (secondo la cronologia definita in termini tecnici nel Rapporto) è di gran lunga il più grave dal secondo dopoguerra. La fase di espansione in atto risulta però di intensità minore rispetto a quelle osservate nel passato. Il ritmo di crescita congiunturale del Pil italiano si è marcatamente indebolito a partire dall’autunno 2010 (+0,1 per cento a trimestre). Nei primi quattro mesi del 2011 la fiducia delle imprese manifatturiere appare stabile, con un maggiore ottimismo tra i produttori di beni di consumo e prodotti intermedi rispetto a quelli di beni strumentali.
Nel settore delle costruzioni, dopo il miglioramento emerso nella seconda parte del 2010, si registra un deterioramento dei giudizi sugli ordini e sull’attività. Nel commercio al dettaglio, i giudizi delle imprese sono prudenti sia sull’andamento corrente dell’attività, sia sulle prospettive a breve termine. Infine, anche l’indicatore del clima di fiducia nei servizi mostra una scarsa dinamicità. D’altra parte, gli indicatori delle esportazioni, degli ordinativi e del fatturato industriale pubblicati di recente forniscono segnali fortemente positivi, soprattutto grazie all’aumento della domanda proveniente dai paesi non Ue.
C’ è una maggiore vulnerabilità delle persone e delle famiglie. Se la disoccupazione è cresciuta relativamente meno che negli altri paesi, con la recessione si sono perse quasi 900 mila unità di lavoro a tempo pieno ed è aumentata l’area dell’inattività. L’occupazione sta ora crescendo prevalentemente nei servizi a più basso contenuto professionale, a fronte della riduzione del numero delle posizioni più qualificate. Ciò implica, a parità di altre condizioni, un sottoutilizzo del capitale umano, guadagni più bassi, minori prospettive di sviluppo. I giovani e le donne hanno pagato in misura più elevata la crisi, con prospettive sempre più incerte di rientro sul mercato del lavoro, le quali ampliano ulteriormente il divario tra le loro aspirazioni, testimoniate da un più alto livello di istruzione, e le opportunità. Una quota sempre più alta di giovani scivola, non solo nel Mezzogiorno, verso l’inattività prolungata, vissuta il più delle volte nella famiglia di origine, e verso bassi livelli di integrazione sociale, soprattutto per quelli appartenenti alle classi sociali meno agiate. Oltre il 40 per cento dei giovani stranieri abbandona prematuramente la scuola, alimentando un’area di emarginazione i cui costi non tarderanno a diventare evidenti.
“Nonostante la sostanziale stabilita’ degli indicatori di deprivazione economica”, scrive l’Istat, “il 43% delle famiglie dichiara di aver visto peggiorare la situazione economica rispetto all’anno precedente”. Cosi’ il risparmio scende “per la prima volta al di sotto di quello delle altre economie dell’Eurozona”. Le fasce piu’ a rischio sono gli anziani soli e le famiglie numerose, soprattutto nel Mezzogiorno: “nelle regioni meridionali vive il 57% delle persone a rischio poverta’”. E’ sconfortante la condizione delle donne, vero “ammortizzatore sociale” con 2 miliardi d’ore spese in un anno a assistere e aiutare persone che non vivono nella stessa casa. Per le donne peggiora la qualita’ del lavoro e la busta paga e’ piu’ leggera del 20% di quella dei maschi. Circa 800.000 madri hanno dichiarato che nella loro vita lavorativa “sono state licenziate o messe in condizioni di dimettersi in occasione o a seguito di una gravidanza”.
Newsletter n. 1802 del lunedì 23 maggio 2011.
Bilancio demografico nazionale
Pubblicato: 1 giugno 2011 Filed under: ISTAT, Popolazione Lascia un commento »|
Al 31 dicembre 2010 risiedevano in Italia 60.626.442 persone, con un incremento di 286.114 unità (+0,5%) dovuto esclusivamente alle migrazioni dall’estero. Più dei due terzi dell’incremento della popolazione si registra nelle regioni del Nord, mentre solo poco più di un decimo nel Mezzogiorno. Il movimento naturale della popolazione è negativo. In particolare, sono nati quasi 7 mila bambini in meno rispetto all’anno precedente (si tratta di una riduzione pari a quella già registrata nel corso del 2009). Il movimento migratorio con l’estero nel 2010 ha fatto registrare un saldo positivo pari a +380 mila unità. Ogni mese del 2010 si sono iscritti in anagrafe circa 38 mila nuovi residenti provenienti dall’estero. Il movimento migratorio, sia interno sia dall’estero, è indirizzato prevalentemente verso le regioni del Nord e del Centro. Le famiglie anagrafiche sono 25 milioni e 193 mila; il numero medio di componenti per famiglia è pari a 2,4 e stabile rispetto al 2009. Sul sito web http://demo.istat.it, alla voce “Bilancio demografico” sono disponibili i dati del bilancio demografico per ciascun comune italiano. Nota. Alle ore 13.20 del 24 maggio 2011 il testo integrale in download è stato sostituito perchè conteneva un errore nell’ultimo paragrafo di pagina 7. La modifica è evidenziata in grassetto. In conformità con i requisiti del programma SDDS del Fondo monetario internazionale, l’Istat pubblica i dati del presente comunicato sulla National Summary Data Page e diffonde uncalendario annuale dei comunicati stampa tramite il sito Internet dell’Istituto e il sito SDDS. |
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per informazioni
Struttura e dinamica demografica
Angela Silvestrini tel. 06 4673.7339 Sportello per i giornalisti Centro diffusione dati |
Bilancio demografico nazionale.
I bilanci consuntivi delle amministrazioni comunali
Pubblicato: 1 giugno 2011 Filed under: Bilancio dello Stato, Comuni, ISTAT Lascia un commento »|
Le tavole pubblicate sono il risultato di elaborazioni eseguite dall’Istat (Servizio delle statistiche sulle istituzioni pubbliche e private) sui dati finanziari relativi all’esercizio 2009 contenuti nei certificati del conto di bilancio che i Comuni hanno trasmesso al Ministero dell’interno. Tali elaborazioni si inseriscono nel quadro delle statistiche sulle amministrazioni pubbliche prodotte dall’Istat, in particolare, di quelle inerenti la finanza locale. Le stime, disaggregate per regione, rivestono carattere provvisorio in quanto elaborate sulla base dei dati di 7.404 comuni (quelli pervenuti e trasmessi all’Istat dal Ministero dell’interno nel mese di gennaio 2011) e sostituiscono quelle effettuate negli anni precedenti con la rilevazione rapida condotta su un campione di comuni. L’innovazione introdotta consente un miglior perseguimento dei tradizionali obiettivi di questa elaborazione: garantire un’informazione tempestiva sui conti consuntivi delle amministrazioni locali; migliorare le stime di contabilità nazionale per la produzione del conto consolidato della pubblica amministrazione; consentire la conoscenza e la valutazione dei flussi finanziari tra livelli di governo e rendere informazioni sull’evoluzione dei processi di decentramento fiscale ed amministrativo. I risultati sintetici delle elaborazioni, con una breve analisi dei principali aspetti delle gestioni economico-finanziarie delle amministrazioni comunali, sono stati già pubblicati nella collana Statistiche report e saranno sostituiti da elaborazioni definitive, che troveranno pubblicazione in apposite Tavole di dati non appena si renderanno disponibili i certificati del conto di bilancio della totalità dei comuni. |
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per informazioni
Statistiche sulle Pubbliche Amministrazioni
Roberta Di Stefano tel. 06 4673.6402 rodistef@istat.it Centro diffusione dati Sportello per i giornalisti |
I bilanci consuntivi delle amministrazioni comunali.
L’Istat nel bilancio demografico nazionale 2010 ha rilevato che al 31 dicembre 2010 risiedevano in Italia 60.626.442 persone, con un incremento di 286.114 unità (+0,5%) dovuto esclusivamente alle migrazioni dall’estero
Pubblicato: 24 maggio 2011 Filed under: ISTAT, Popolazione Lascia un commento »
Come già da diversi anni, l’incremento demografico del nostro Paese deriva da un saldo migratorio con l’estero positivo (6,3 per mille), mentre quello interno è pari a 0,2 per mille3. Considerando i dati a livello ripartizionale, la somma dei tassi migratori interno ed estero indica il Nord-ovest e il Centro come le aree più attrattive, con un tasso pari al 9,1 mille; segue il Nord-est (8,7 per mille). Il Sud acquista popolazione a causa delle migrazioni con l’estero, ma ne perde a causa delle migrazioni interne, con il risultato di un tasso migratorio appena superiore all’1 per mille. A livello regionale, l’Emilia-Romagna risulta essere la regione più attrattiva (11,5 per mille), seguita dalla Lombardia (10,3 per mille), dall’Umbria (9,7 per mille), dalla Toscana (9,6 per mille). Tra le regioni del Mezzogiorno solo l’Abruzzo si stacca nettamente dalle altre con un tasso pari a 5,6 per mille.
da: Newsletter n. 1803 del martedì 24 maggio 2011.
La situazione del Paese nel 2010: il rapporto annuale dell’Istat
Pubblicato: 24 maggio 2011 Filed under: Famiglie, ISTAT, Politica economica, Popolazione Lascia un commento »

In cinque capitoli il volume affronta le più recenti dinamiche in campo economico, tracciando la traiettoria di uscita dell’economia internazionale e di quella italiana dalla peggiore recessione dal secondo dopoguerra, documenta le condizioni del mercato del lavoro e delle famiglie italiane fino a proiettare lo sguardo sui prossimi anni, valutando lo stato del Paese alla luce di “Europa 2020” e del percorso tracciato dal Programma nazionale di riforma.
Istat, Le interrelazioni del settore agricolo con l’ambiente, scheda a cura della Cgil
Pubblicato: 29 aprile 2011 Filed under: agricoltura e alimentazione, ambiente, casa, ISTAT, Popolazione Lascia un commento »Istat, Reddito e risparmio delle famiglie
Pubblicato: 8 aprile 2011 Filed under: Famiglie, ISTAT, Redditi Lascia un commento »Nel 2010 la propensione al risparmio delle famiglie si è attestata al 12,1 per cento, registrando una diminuzione di 1,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente; in particolare, nel quarto trimestre la propensione al risparmio delle famiglie è stata pari al 12,4 per cento, superiore di 0,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, ma inferiore di 0,8 punti percentuali rispetto al corrispondente trimestre del 2009.
Sempre nell’ultimo trimestre del 2010 il potere di acquisto delle famiglie (cioè il reddito disponibile delle famiglie in termini reali) è aumentato dello 0,8 per cento rispetto al trimestre precedente, tornando sui livelli registrati alla fine del 2009. Ciononostante, nel complesso del 2010 le famiglie hanno subito una riduzione del loro potere d’acquisto dello 0,6 per cento; nel 2009 la perdita di potere d’acquisto era stata molto più elevata e pari al 3,1 per cento.
Nel 2010 il tasso di investimento delle famiglie si è attestato all’8,9 per cento, 0,2 punti percentuali in più rispetto al 2009, grazie alla crescita del 3,8 per cento degli investimenti. Nel quarto trimestre 2010 il tasso di investimento si è attestato all’8,9 per cento, 0,2 punti percentuali in meno rispetto al trimestre precedente, a causa della riduzione dello 0,4 per cento degli investimenti delle famiglie.
da: Reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società.
Istat, Suicidi e tentativi di suicidio
Pubblicato: 6 aprile 2011 Filed under: ISTAT, suicidi Lascia un commento »Periodo di riferimento: Anno 2009
Diffuso il: 01 aprile 2011
I dati statistici riportati nelle tavole allegate si riferiscono alla rilevazione condotta dall’Istat, sui suicidi e sui tentativi di suicidio relativi all’anno 2009.
Le tavole ripropongono il medesimo schema di presentazione editoriale che è stato adottato, in passato, per la pubblicazione cartacea “Annuario statistiche giudiziarie penali” al fine di rendere possibili anche confronti temporali sull’andamento del fenomeno. Per tale motivo è stata mantenuta la stessa numerazione adottata in precedenza per le corrispondenti tavole del suddetto volume. Inoltre, a partire dall’anno 2005 è stata aggiunta una nuova tavola relativa ai suicidi e tentativi di suicidio di nati all’estero per sesso e Paese.
La rilevazione statistica dei suicidi e dei tentativi di suicidio, della quale viene fornita una breve nota descrittiva, riguarda i dati accertati dalla Polizia di Stato, dall’Arma dei Carabinieri e dalla Guardia di Finanza in base alle notizie contenute nella scheda individuale di denuncia di suicidio o tentativo di suicidio trasmesso all’atto della comunicazione all’Autorità giudiziaria.
Ulteriori dati statistici sul fenomeno sono consultabili e scaricabili dal “Sistema informativo territoriale sulla giustizia”.
da: Suicidi e tentativi di suicidio.
Istat, Delitti denunciati dalle Forze di polizia all’Autorità giudiziaria: Nell’anno 2009 si sono registrati 2.629.831 delitti (4.369,0 per centomila abitanti), in leggera diminuzione (-3,0 per cento) rispetto all’anno precedente, dato che conferma l’andamento decrescente iniziato nel 2008
Pubblicato: 30 marzo 2011 Filed under: ISTAT, Vittime e crimini Lascia un commento »
La quantificazione dei delitti denunciati dalle Forze di polizia all’Autorità giudiziaria costituisce un importante strumento di misura della criminalità. Questo termine, in realtà, nella percezione comune è la sintesi di un concetto complesso e influenzato da più fattori. Tra questi ultimi, oltre ai risultati dell’azione di prevenzione e contrasto messa in opera dalle Forze di polizia, i principali sono la propensione dei cittadini a denunciare i reati di cui sono vittime, le politiche sulla sicurezza, le modifiche normative. Non è pertanto sempre agevole distinguere le tendenze destinate a consolidarsi nel tempo dagli eventi congiunturali.
I livelli di delittuosità, in ascesa fino al 1991, hanno avuto successivamente un andamento altalenante nel tempo, ma con livelli sostanzialmente stabili. Nell’anno 2009 si sono registrati 2.629.831 delitti (4.369,0 per centomila abitanti), in leggera diminuzione (-3,0 per cento) rispetto all’anno precedente, dato che conferma l’andamento decrescente iniziato nel 2008.
Il dettaglio territoriale proposto, che arriva fino al dettaglio comunale per i centri con una popolazione superiore ai 250.000 abitanti, consente all’utilizzatore analisi differenziate per le diverse realtà del Paese, con l’avvertenza che alcuni dei fattori predetti, in particolare la propensione a denunciare, possono variare notevolmente nei diversi contesti geografici.
Vengono inoltre proposti i dati relativi alle persone sospettate di aver commesso i reati denunciati, e tra queste, quelli dei minori di 18 anni.
La rilevazione, della quale viene fornita una breve nota descrittiva, riguarda la totalità dei delitti, di autore noto o ignoto, denunciati dalle Forze di polizia all’Autorità giudiziaria, sia derivanti da denunce di privati, sia autonomamente accertati nell’esercizio dell’attività di contrasto della criminalità.
da: Delitti denunciati dalle Forze di polizia all’Autorità giudiziaria.
Istat, Bilancio demografico mensile: Alla fine di novembre 2010 la popolazione residente in Italia ammonta a 60.605.053 abitanti
Pubblicato: 30 marzo 2011 Filed under: ISTAT, Popolazione Lascia un commento »L’Istat rende disponibili on line – su http://demo.istat.it – i dati mensili relativi al bilancio demografico e alla popolazione residente per sesso dei comuni italiani.
I dati, che derivano dalla rilevazione mensile effettuata dall’Istat presso tutti i comuni italiani, vanno considerati provvisori fino alla fine dell’anno di riferimento, e precisamente fino alla diffusione del comunicato stampa relativo al “Bilancio demografico nazionale”.
Alla fine di novembre 2010 la popolazione residente in Italia ammonta a 60.605.053 abitanti. Rispetto all’inizio del 2010 si è registrato un incremento dello 0,44 per cento, pari a +264.725 unità, che si è concentrato nelle regioni del Centro (+0,61 per cento), del Nord-ovest e del Nord-est (+0,59 per cento).
da:Bilancio demografico mensile.
L’Istat celebra i 150 anni dell’Unità nazionale
Pubblicato: 23 marzo 2011 Filed under: ISTAT, Storia d'Italia Lascia un commento »![]() |
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L’Istat celebra i 150 anni dell’Unità nazionale |
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L’Istat partecipa alle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia con un fitto programma per raccontare il cammino che il Paese ha percorso fino ad oggi. Si comincia, alla fine di marzo, con la collaborazione alla mostra “Regioni e Testimonianze D’ITALIA” al Vittoriano, per la quale l’Istat ha predisposto grafici statistici con visualizzazioni dinamiche consultabili anche da postazioni interattive. Si sta realizzando un’edizione speciale di Italia in cifre, che ogni anno fornisce una fotografia sintetica del Paese e che, nell’edizione 2011, presenta anche dati storici per comprendere le trasformazioni di questi 150 anni. È disponibile la biblioteca storica digitale e sono in elaborazione il Sommario di statistiche storiche dal 1861 al 2010 e il Data Warehouse di serie storiche. Si segnalano inoltre il recupero e riordino dell’Archivio storico dell’Istat; il dizionario biografico degli statistici; l’aggiornamento della bibliografia di storia della statistica italiana. Il 15 marzo sono stati pubblicati i bandi per due borse di studio per giovani ricercatori sul trattamento di dati in serie storica e sull’utilizzo di fonti documentarie di tipo statistico per la storia contemporanea. Sono in programma anche altre iniziative che consentiranno di analizzare il percorso effettuato fin qui da diverse Regioni del Paese, come il Nuovo sistema di diffusione delle statistiche regionali; il Sistat – Sistema informativo sulle trasformazioni amministrative e territoriali; i convegni regionali; il progetto di un volume su omogeneità/disomogeneità regionali. I prodotti presentati in occasione delle celebrazioni sono disponibili in quest’area web dedicata, accessibile anche dal sito www.italiaunita150.it curato dalla Presidenza del Consiglio |
da: L’Istat celebra i 150 anni dell’Unità nazionale.
L’ospedalizzazione di pazienti affetti da disturbi psichici, Istat
Pubblicato: 23 marzo 2011 Filed under: ISTAT, Salute mentale Lascia un commento »L’Istat, mediante l’elaborazione delle schede di dimissione ospedaliera rilevate dal Ministero della salute, diffonde i dati aggiornati al 2007 e 2008 relativi all’ospedalizzazione di pazienti affetti da disturbi psichici.
La prima pubblicazione su questo fenomeno per il periodo 1999-2002 è stata realizzata, in collaborazione con il Ministero della salute, nel 2006 con l’intento di ripristinare l’informazione relativa all’ospedalizzazione di pazienti affetti da disturbi psichici che si era interrotta nel 1998.
Nelle tavole in download sono presentati dati e indicatori in serie storica per gli anni 2005-2008 a livello nazionale; nei capitoli 2 e 3 il dettaglio territoriale è quello regionale rispettivamente per gli anni 2007 e 2008. Analogamente i capitoli 4 e 5 presentano i dati a livello provinciale per gli stessi anni. Le informazioni si riferiscono alla frequenza ed alla distribuzione dei casi nelle diverse strutture ospedaliere italiane, alle caratteristiche sociodemografiche dei pazienti, alle cause di ricovero ed alla mobilità ospedaliera
da: L’ospedalizzazione di pazienti affetti da disturbi psichici.
Bilancio demografico mensile
Pubblicato: 2 marzo 2011 Filed under: ISTAT, Popolazione Lascia un commento »L’Istat rende disponibili on line – su http://demo.istat.it – i dati mensili relativi al bilancio demografico e alla popolazione residente per sesso dei comuni italiani.
I dati, che derivano dalla rilevazione mensile effettuata dall’Istat presso tutti i comuni italiani, vanno considerati provvisori fino alla fine dell’anno di riferimento, e precisamente fino alla diffusione del comunicato stampa relativo al “Bilancio demografico nazionale”.
Alla fine di ottobre 2010 la popolazione residente in Italia ammonta a 60.574.609 abitanti. Rispetto all’inizio del 2010 si è registrato un incremento dello 0,39 per cento, pari a +234.281 unità, che si è concentrato nelle regioni del Centro (+0,56 per cento), del Nord-est (+0,53 per cento) e del Nord-ovest (+0,50 per cento).
DA: Bilancio demografico mensile.
Istat news, Newsletter del 01/03/2011
Pubblicato: 2 marzo 2011 Filed under: ISTAT Lascia un commento »
Newsletter di www.istat.it
Notizie pubblicate on line nella settimana 22 febbraio – 28 febbraio 2011
Famiglie stranieri: indicatori disagio economico (Anno 2009)
Statistiche in breve del: 28 febbraio 2011
Bilancio demografico mensile (Gennaio-Ottobre 2010)
Note per la stampa del: 28 febbraio 2011
Lavoro e retribuzioni nelle grandi imprese (Dicembre 2010)
Comunicati in calendario del: 25 febbraio 2011
Commercio al dettaglio (Dicembre 2010)
Comunicati in calendario del: 24 febbraio 2011
Indagine sulla fiducia delle imprese di servizi (Febbraio 2011)
Note per la stampa del: 24 febbraio 2011
Indagine sulla fiducia imprese manifatturiere (Febbraio 2011)
Note per la stampa del: 24 febbraio 2011
Indagine sulla fiducia imprese di costruzioni (Gennaio 2011)
Note per la stampa del: 24 febbraio 2011
Fiducia delle imprese del commercio al dettaglio (Febbraio 2011)
Note per la stampa del: 24 febbraio 2011
Prezzi al consumo (Gennaio 2011)
Comunicati in calendario del: 23 febbraio 2011
La spesa per la gestione dei rifiuti, delle acque (Anni 1997-2009)
Statistiche in breve del: 23 febbraio 2011
Indagine sulla fiducia dei consumatori (Febbraio 2011)
Note per la stampa del: 22 febbraio 2011
Uso dei fitosanitari nella coltivazione della vite (Annata agraria 2009-2010)
Statistiche in breve del: 22 febbraio 2011
Il reddito disponibile delle famiglie nelle regioni italiane
Pubblicato: 9 febbraio 2011 Filed under: Famiglie, ISTAT, Redditi Lascia un commento »| Statistiche in breve Periodo di riferimento: Anni 2006-2009 Diffuso il: 02 febbraio 2011 Nel periodo 2006-2009 il reddito disponibile delle Famiglie italiane si è concentrato, in media, per circa il 53 per cento nelle regioni del Nord, per il 26 per cento circa nel Mezzogiorno e per il restante 21 per cento nel Centro. Nel periodo considerato tale distribuzione ha mostrato alcune variazioni che hanno interessato principalmente il Nord-ovest, il quale ha visto diminuire la sua quota di 0,6 punti percentuali (dal 31,1 del 2006 al 30,5 per cento nel 2009) a favore di Centro e Mezzogiorno (+0,4 e +0,2 punti percentuali rispettivamente). La quota di reddito disponibile delle Famiglie del Nord-est è rimasta invariata al 22 per cento. Il periodo analizzato ha poi visto il progressivo ridursi del tasso di crescita del Reddito disponibile nazionale, che è passato da un incremento del 3,5 per cento del 2006 ad una flessione del 2,7 per cento nel 2009, la prima dal 1995. L’impatto è stato più forte nel settentrione (-4,1 per cento nel Nord-ovest e -3,4 per cento nel Nord-est) e più contenuto al Centro (-1,8 per cento) e nel Mezzogiorno (-1,2 per cento). In generale, tale diminuzione è essenzialmente da attribuire alla marcata contrazione dei redditi da capitale, anche se, in alcune regioni (in particolare Piemonte e Abruzzo), un importante contributo negativo è venuto dal rallentamento dei redditi da lavoro dipendente.
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da: Il reddito disponibile delle famiglie nelle regioni italiane.
Istat, Bilancio demografico mensile
Pubblicato: 9 febbraio 2011 Filed under: ISTAT, Popolazione Lascia un commento »
Bilancio demografico mensile |
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Note per la stampa Periodo di riferimento: Gennaio-Settembre 2010 Diffuso il: 07 febbraio 2011 L’Istat rende disponibili on line – su http://demo.istat.it – i dati mensili relativi al bilancio demografico e alla popolazione residente per sesso dei comuni italiani. I dati, che derivano dalla rilevazione mensile effettuata dall’Istat presso tutti i comuni italiani, vanno considerati provvisori fino alla fine dell’anno di riferimento, e precisamente fino alla diffusione del comunicato stampa relativo al “Bilancio demografico nazionale”. Alla fine di settembre 2010 la popolazione residente in Italia ammonta a 60.545.940 abitanti. Rispetto all’inizio del 2010 si è registrato un incremento dello 0,34 per cento, pari a +205.612 unità, che si è concentrato nelle regioni del Centro (+0,5 per cento), del Nord-est (+0,48 per cento) e del Nord-ovest (+0,43 per cento).
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Newsletter di www.istat.it del 08/02/2011
Pubblicato: 9 febbraio 2011 Filed under: ISTAT Lascia un commento »
Newsletter di www.istat.it
Notizie pubblicate on line nella settimana 01 febbraio – 07 febbraio 2011
Bilancio demografico mensile (Gennaio-Settembre 2010)
Note per la stampa del: 07 febbraio 2011
Paniere dei prezzi al consumo (Anno 2011)
Comunicati in calendario del: 04 febbraio 2011
Prezzi al consumo (provvisori) (Gennaio 2011)
Comunicati in calendario del: 04 febbraio 2011
Reddito disponibile delle famiglie (Anni 2006-2009)
Statistiche in breve del: 02 febbraio 2011
Occupati e disoccupati (provvisori) (Dicembre 2010)
Comunicati in calendario del: 01 febbraio 2011
ISTAT CENSIMENTI GENERALI 2010-2011
Pubblicato: 27 gennaio 2011 Filed under: ISTAT Lascia un commento »
Istat, L’integrazione degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di I grado, statali e non statali
Pubblicato: 27 gennaio 2011 Filed under: Disabilità e Handicap, ISTAT Lascia un commento »| Periodo di riferimento: anni scolastici 2008/2009 e 2009/2010 Diffuso il: 19 gennaio 2011 L’Istat diffonde i primi risultati dell’Indagine sugli alunni con disabilià nelle scuole primarie e secondarie di I grado, statali e non statali. L’indagine si pone l’obiettivo di rilevare le risorse, le attività e gli strumenti di cui si sono dotati i singoli plessi scolastici per favorire l’inserimento scolastico degli alunni con disabilità negli anni scolastici 2008/2009 e 2009/2010 rispettivamente. L’indagine si è svolta tra il 20 aprile e il 22 maggio del 2009 e tra il 26 aprile e il 30 maggio del 2010. Il tasso di risposta per l’indagine relativa all’anno scolastico 2008/2009 è stato del 77%, con 20.426 scuole che hanno compilato il questionario. Il tasso di risposta per l’indagine dell’anno successivo è stato dell’89%, con 23.451 scuole che hanno partecipato all’indagine. Nella scuola dell’obbligo, negli ultimi 20 anni, si è assistito a una crescita progressiva dellapresenza di alunni con disabilità. Nell’anno scolastico 2009/2010 sono poco più di 130 mila; di questi, circa 73 mila sono studenti della scuola primaria e circa 59 mila della scuola secondaria di I grado. |
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Istat, La vita quotidiana nel 2009
Pubblicato: 27 gennaio 2011 Filed under: Famiglie, ISTAT Lascia un commento »| Indagine multiscopo annuale sulle famiglie
Diffuso il: 21 gennaio 2011 Settori: Famiglia e società Il volume presenta i risultati dell’indagine multiscopo “Aspetti della vita quotidiana” condotta a febbraio 2009. Il Sistema di indagini sociali multiscopo è costituito da un’indagine annuale sugli “Aspetti della vita quotidiana”, un’indagine trimestrale su “Viaggi e vacanze” e cinque indagini tematiche che ruotano con cadenza quinquennale su “Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari”, “I cittadini e il tempo libero”, “Sicurezza dei cittadini”, “Famiglie e soggetti sociali”, “Uso del tempo”. Come acquistare l’edizione cartacea Il volume può essere richiesto compilando l’apposito modulo di prenotazione. Non appena disponibile, l’edizione cartacea potrà essere acquistata presso i centri di informazione statistica, presenti in ogni regione e provincia autonoma, e presso le librerie con cui l’Istat collabora. |
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da: La vita quotidiana nel 2009.
Istat, Indicatori demografici
Pubblicato: 27 gennaio 2011 Filed under: ISTAT, Popolazione Lascia un commento »
| Periodo di riferimento: Anno 2010 Diffuso il: 24 gennaio 2011 Prossimo comunicato: 01 gennaio 2012 Nel corso dell’ultimo anno la popolazione ha continuato a crescere superando i 60 milioni 600 mila residenti al 1° gennaio 2011, con un tasso d’incremento del 4,3 per mille. Rispetto all’anno precedente risultano in calo tanto le nascite quanto i decessi, le prime in misura maggiore dei secondi. Ne consegue una dinamica naturale di segno ancor più negativo (-0,5 per mille) rispetto all’anno precedente. La fecondità è in lieve calo (1,4 figli per donna) e sembra essersi conclusa, soprattutto da parte delle donne italiane, la fase di recupero cui si era assistito per ampia parte dello scorso decennio. La vita media compie ulteriori progressi: 79,1 anni per gli uomini, 84,3 anni per le donne con, rispettivamente, un guadagno di tre e due decimi di anno sul 2009. In conformità con i requisiti del programma SDDS del Fondo monetario internazionale, l’Istat diffonde un calendario annuale dei comunicati stampa tramite il sito Internet dell’Istituto e il sitoSDDS. |
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