i metodi stalinisti della deturpazione morale da parte del Pd e la risposta di Giulia Ichino


Uno dei metodi dello stalinismo storico era la deturpazione morale.
Bisognava distruggere l’immagine del “nemico”, prima ancora che le sue ragioni e motivazioni
Il vizio stalinista è molto radicato nella cultura di sinistra.
Pietro Ichino è abbandonato il Pd. E allora occorre distruggerlo anche attraverso sua figlia. Tipico anche dei loro nipotini delle brigate rosse. Gli stessi che vogliono fare la pelle a Pietro Ichino, dopo Enzo Biagi e Massimo D?Antona
Paolo Ferrario
Dal Blog di Pietro Ichino:
La notizia dell’Agenzia Adnkronos e il post di mia figlia Giulia su Facebook, 7 febbraio 2013, dopo la sconcertante accusa mossale da Chiara Di Domenico durante un incontro pubblico promosso a Roma dal Pd - Per parte mia posso solo aggiungere che non ho maispeso una sola parola per favorire in alcun modo l’assunzione di una persona da parte di un’impresa o di un ente pubblico; men che meno lo avrei fatto per mia figlia o per qualsiasi altro mio parente, per quanto stretto
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Giulia Ichino è in pratica costretta a racconatre come e effettivamente andata la sua vicenda lavorativa
Mia breve storia lavorativa, non perché pensi che possa appassionare qualcuno ma giusto per fare chiarezza.
Sono nata nell’aprile del 1978, quindi di anni oggi ne ho quasi 35.
Quando ne avevo 21, all’inizio del 2000, ho inviato il mio curriculum in Mondadori, mi hanno fatto fare una prova di correzione di bozze da casa. Ho lavorato come esterna, in ritenuta d’acconto, per un anno e nel 2001 mi è stato proposto di fare la sostituzione di una redattrice nel periodo del suo congedo di maternità: è stato allora che ho iniziato ad andare quotidianamente a Segrate, ed è stato un anno di lavoro con un contratto da co.co.co..
Al termine di quell’anno, anche a seguito del pensionamento di una collega che aveva improvvisamente lasciato scoperto un posto, mi è stata proposta l’assunzione: era il 2002 e mi è sembrata una proposta da accettare al volo. Avevo un inquadramento da impiegata, ho fatto la redattrice a lungo, poi sono diventata capo redattore di una collana e solo dopo qualche anno mi hanno proposto di fare la “junior editor” di Antonio Franchini. Dall’ottobre 2010 sono editor senior della narrativa italiana.
Sono fiera di aver fatto tutta la “gavetta” redazionale perché l’importanza della cura del testo, anche nei suoi aspetti più minuti, è uno dei cardini dell’editoria di qualità. Sotto la guida di Renata Colorni, Elisabetta Risari e Antonio Franchini, oltre che di tanti altri colleghi, ho imparato moltissimo prima di poter muovere, in anni più recenti, i primi passi autonomi nel lavoro di scelta e di publishing dei libri.
Ho lavorato al fianco di decine di scrittori, da Giuseppe Pontiggia e Carlo Fruttero a Margaret Mazzantini, Andrea Camilleri, Roberto Saviano, Francesco Guccini, Niccolò Ammaniti, Alessandro Piperno, Carmine Abate, Mauro Corona, Antonio Pennacchi, Chiara Gamberale, Daria Bignardi, Valerio Massimo Manfredi, Mario Desiati, Pietrangelo Buttafuoco, Paola Calvetti, Giuseppina Torregrossa, Fabio Genovesi e tanti tanti altri.
So bene di essere molto fortunata, e che la mia è una storia eccezionalmente felice per la generazione a cui appartengo. Ma se avessi voluto avere un percorso professionale agevolato da mio padre avrei studiato legge, e invece ho scelto un settore completamente diverso da quello in cui lui opera da sempre.
La mia è una storia positiva, che testimonia che qualche volta accade perfino nel nostro Paese che il merito e i giovani vengano valorizzati.
Spero che tutti noi italiani abbiamo l’intelligenza, il coraggio e lo slancio necessari a cambiare nel profondo il nostro mercato del lavoro, per redistribuire tra tutti i diritti e le tutele e porre fine al gravissimo, intollerabile apartheid che priva ogni giorno di dignità tanti lavoratori e famiglie. (g.i.)
IL COMMENTO DI PIETRO CITATI (Corriere della Sera del 9 febbraio 2013):
PORTARE UN COGNOME IMPORTANTE NON SIGNIFICA ESSERE RACCOMANDATI
Detesto il sistema di raccomandazioni che, dall’industria privata ai ministeri alla televisione alle banche ai giornali, ha riempito l’Italia di mediocrissimi funzionari, che hanno come solo merito quello di essere figli o nipoti o cugini o cognati di personaggi illustri. Ma forse i giornalisti dovrebbero stare attenti. Non è possibile confondere una redattrice editoriale straordinaria come Giulia Ichino con una raccomandata, solo perché è figlia di Pietro Ichino. Il Corriere della Sera (pagina 9) e la Repubblica (pagina 12) di ieri 8 febbraio 2013 informano che nei giorni scorsi c’è stata, a Roma, l’assemblea del Partito democratico. Durante l’assemblea Chiara Di Domenico, precaria di 36 anni, collaboratrice di diverse case editrici, ha detto: «Sono stanca di vedere assunti i figli di o le mogli di. Faccio i nomi: Giulia Ichino, assunta a 24 anni alla Mondadori». Riferimento che non può passare inosservato – scrive Alessandro Trocino sul Corriere – «perché il padre Pietro Ichino è un notissimo giuslavorista e perché ha da poco lasciato il Partito democratico per candidarsi con Monti». Il discorso ha entusiasmato la platea che ha applaudito freneticamente la Di Domenico, per otto minuti, e commosso Pier Luigi Bersani, che ha lasciato il suo posto per andare a abbracciarla.
Non so nulla di Chiara Di Domenico, ma credo che Bersani dovrebbe essere meglio informato prima di abbracciare i delegati del suo partito. Ho scritto una ventina di libri ho conosciuto alcuni redattori di case editrici che si sono occupati di questi libri. Due fra di essi sono stati curati, alla Mondadori, da Giulia Ichino, che era allora molto giovane. Non ho mai conosciuto un redattore più intelligente, sottile, colto, preparato, che possedesse così bene la lingua italiana e quelle straniere. Per me, è stata una fortuna lavorare con lei. Poi Giulia Ichino è diventata editrice e ha curato (consigliando, correggendo, riscrivendo) libri che hanno venduto milioni di copie. Mi pare giustissimo che oggi abbia un posto di rilievo alla Mondadori: lo avrebbe in qualsiasi casa editrice, qualsiasi posto occupasse.

La comunicazione non verbale nelle relazioni di aiuto, di Luciana Quaia, in MuoversiInsieme: Aggiornamento del Mese di Aprile 2012



Viviamo in un mondo dominato dalla comunicazione virtuale: televisione, radio, telefono cellulare, applicazioni informatiche, Internet…, ne siamo talmente immersi e circondati  da correre il rischio di dimenticare che noi stessi siamo comunicazione, strumento privilegiato di scambio che ci permette di entrare in contatto con l’altro, crescere e costruire senso di identità.
In questo articolo prenderemo in considerazione alcune forme della comunicazione non verbale, che è possibile riscontrare nei reali rapporti faccia a faccia fra gli individui..
Noi siamo “persone” perché siamo sopra tutto “relazione” e questo essere relazione diventa particolarmente cruciale in situazioni di difficoltà, quando il soggetto con cui siamo in contatto è in determinate condizioni di malattia che rendono auspicabili, se non obbligatori, atteggiamenti di cura.
Il termine aiutare trova la sua matrice etimologica nel latino ….

tutto l’articolo qui: La comunicazione non verbale nelle relazioni di aiuto


Gli assiomi della comunicazione secondo Paul Watzlawick


GLI ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE

Gli assiomi della comunicazione furono definiti da Paul Watzlawick e altri studiosi della Scuola di Palo Alto (California),  allo scopo di identificare alcune proprietà della comunicazione,  ed utilizzarle per diagnosticare alcune  patologie. Ne definì cinque: l’impossibilità di non comunicare; i livelli comunicativi di contenuto e relazione; la punteggiatura della sequenza di eventi; la comunicazione numerica e analogica; l’interazione complementare e simmetrica.

Il primo assioma  dice che è impossibile  non comunicare: qualsiasi interazione umana è una forma di comunicazione. Qualunque atteggiamento assunto da un individuo,  diventa immediatamente portatore di significato per gli altri.

Il secondo stabilisce un rapporto tra  il  contenuto e la relazione che c’è fra i comunicanti: secondo gli studiosi di Palo Alto  il contenuto  classifica la relazione. Ogni comunicazione comporta  un aspetto di metacomunicazione che determina la relazione tra i comunicanti. Ad esempio, la mamma che ordina al bambino di andare a fare il bagno esprime, oltre al contenuto (la volontà che il bambino si lavi), anche la relazione che intercorre tra chi comunica e chi è oggetto della comunicazione, nel caso particolare quella di superiore/subordinato.

Il terzo assioma evidenzia la connessione tra la punteggiatura della sequenza di comunicazione e la relazione che intercorre tra i comunicanti: il modo di interpretare la comunicazione è in funzione della relazione tra i comunicanti. Poiché la comunicazione è un continuo alternarsi di flussi comunicativi da una direzione all’altra e le variazioni di direzione del flusso comunicativo sono scandite dalla punteggiatura, il modo di leggerla sarà determinato dal tipo di relazione che lega i comunicanti. Ad esempio, se una scimmietta potesse stabilire la punteggiatura delle comunicazioni,  potrebbe affermare di avere ben addestrato il proprio padrone, in quanto ogni volta che si mette a ballare  questi è subito pronto a  suonare il proprio organetto.

Il quarto assioma attribuisce agli esseri umani la capacità di comunicare sia analogicamente sia digitalmente. Quando gli esseri umani comunicano per immagini, ad esempio disegnando, la comunicazione è analogica. La comunicazione analogica si basa sulla somiglianza tra gli strumenti di supporto e le grandezze rappresentate: mantiene quindi un rapporto di analogia con i fenomeni e gli oggetti che designa e trasmette. Esempi di mezzi di comunicazione analogici sono: il termometro a mercurio,  l’orologio a lancette. Quando si comunica usando le parole, la comunicazione segue il modulo digitale. Questo perché le parole sono segni arbitrari che permettono una manipolazione secondo le regole della sintassi logica che li organizza. La comunicazione digitale si basa sull’uso di segnali discreti per rappresentare in forma numerica i fenomeni e gli oggetti che intende designare. Esempi di mezzi di comunicazione digitali sono: il fax, il compact disc, l’orologio a cristalli liquidi (in cui l’indicazione dell’ora e delle sue frazioni è visualizzata con scatti di cifre).

Infine, per il quinto assioma, tutti gli scambi comunicativi si fondano o sull’uguaglianza o sulla differenza e quindi  possono essere simmetrici o complementari. Si dicono complementari gli scambi comunicativi in cui i comunicanti non sono sullo stesso piano ( mamma/bambino, dipendente/datore di lavoro). Sono simmetrici gli scambi in cui gli interlocutori si considerano sullo stesso piano: è questo il caso di comunicazioni tra pari grado.(marito/moglie, compagni di classe, fratelli, amici)

da Gli assiomi della comunicazione.

Comunicazione tramite Deturpazione morale

Ribloggato da Segni di Paolo del 1948:

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C'è un metodo inaugurato prima da Lenin per sconfiggere con la politica i suoi avversari, poi da Stalin per eliminare prima politicamente e poi concretamente i suoi avversari e poi ancora da Togliatti per ritornare ad eliminare politicamente i suoi avversari.
Si fa così. Prima si dipinge in modo negativo il proprio avversario (l'argomento principe era quello di dire che era un  "traditore")  poi, una volta ottenuto il risultato di far apparire un certo "volto" di questa persona, si passa a demolire le sue opinioni opportunamente selezionate per far apparire quel volto in precedenza dipinto, infine si fa una proposta e si incita ad una azione (sberleffo, insulto, espulsione o, in extremis, eliminazione fisica)

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C’è un metodo inaugurato prima da Lenin per sconfiggere con la politica i suoi avversari, poi da Stalin per eliminare prima politicamente e poi concretamente i suoi avversari e poi ancora da Togliatti per ritornare ad eliminare politicamente i suoi avversari. Si fa così. Prima si dipinge in modo negativo il proprio avversario (l’argomento principe era quello di dire che era un “traditore”) poi, una volta ottenuto il risultato di far apparire un certo “volto” di questa persona, si passa a demolire le sue opinioni opportunamente selezionate per far apparire quel volto in precedenza dipinto, infine si fa una proposta e si incita ad una azione (sberleffo, insulto, espulsione o, in extremis, eliminazione fisica) In tal modo la strada è spianata e l’argomentazione può anche fare a meno di mettere in campo TUTTE le strategie argomentative che, tenendo conto della solida e duratura scaletta della retorica classica, dovrebbero essere : INVENTIO: inventario di tutte le questioni che sono in campo DISPOSITIO: loro disposizione in un discorso coerente ACTIO: dire le parole, formularle in espressione orale o scritta ELOCUTIO: usare tutta la propria arte oratoria (fra cui anche l’invettiva, che è la via semplice quando non si hanno argomenti plausibili) In teoria della comunicazione questo metodo si chiama: Comunicazione tramite Deturpazione morale. Si offre una immagine di comodo dell’interlocutore, si evita di entrare nel merito delle sue informazioni e dei suoi argomenti, si cerca una alleanza collusiva con il resto dell’uditorio (gruppo o lettori che siano), si conclude con una critica demolitoria.

Catone, … Guardali, gli uomini, come vivono, mentre biasimano gli altri: nessuno è senza colpa …


“Si vitam inspicias hominum, si denique mores, cum culpam alios, nemo sine crimine vivit”:

Guardali, gli uomini, come vivono, mentre biasimano gli altri: nessuno è senza colpa.

Catone, Distici

nella traduzione di Giancarlo Pontiggia

comunicazione personale e pubblica: regolette sistemiche per la buona conversazione, scheda di Paolo Ferrario elaborata sulla base dei libri di Paul Watzlawick


alcune regolette (purtroppo  da me non sempre praticate) che ho appreso nei miei studi di Watzalawick (impossibile perfino copiarlo questo nome!) e amici sistemici:
1. mettersi d’accordo sull’oggetto della controversia
2. porre qualche limite all’oggetto della controversia
3. non interrompere colui che sta accusando (entro limiti ragionevoli di tempo direi: se il dilagamento è eccessivo occorre chiudere la falla)
4. evitare massimamente di ritorcere un accusa diversa contro di lui (esempio nella comunicazione coniugale: MG “la devi smettere di far tardi al bar”, MR “e tu la devi smettere di parlare per ore al telefono con le amiche”)
5. concordare luogo e tempo dove la “converszione conflittuale” deve avvenire. Ogni operazione di circoscrivere le zone del conflitto è salvatrice
6. tenere le opportune distanze. Siamo esseri territoriali e l’invadenza dello spazio soggettivo porta a schiaffi, calci, unghiate (reali e virtuali). Io per esempio sono stato brutalizzato su blog altrui: non solo venivo offeso (sono piuttosto permaloso, purtroppo) ma venivo azzannato dai commentatori che a loro volta venivano blanditi in modo collusivo da altri blogger presenti alla discussione. Ho anche notato che sono particolarmente tollerante se vengo “offeso” (rimando a tutta la discussione sulle tipologie dell’offesa) nel mio spazio. mi imbelvisco se vengo “offeso” in campo altrui. dunque se si impara dall’esperienza si può evitare di cadere nelle trappole
7. non superare la soglia della vulnerabilità dell’altro. colpire sul tallone di achille porta alla morte dell’eroe
8. considerare un conflitto come il risultato di comportamenti comunicativi reciproci e non come una esclusiva “colpa” dell’altro

è una lista che forse potrebbe arrivare al magico numero di dieci (anche cambiando l’ordine dei punti e qualche punto stesso)

per la serie CATTIVI (loro) MAESTRI: Giorgio Bocca


Giorgio Bocca

“Oggi è un antifascista d’acciaio, ma prima di fare il partigiano è stato un fascista scaldato e anche un razzista antisemita. Oggi è tra i più aspri nemici di Silvio Berlusconi, ma ha lavorato per la televisione del Cavaliere e con ottimi contratti: ‘L’ho fatto per i soldi’, ha spiegato in un’intervista a Oreste Pivetta per ‘l’Unità’ del 14 marzo 2006. Oggi è antileghista, ma ha tifato per la Lega di Umberto Bossi: li chiamava i nuovi partigiani. Oggi difende i post-comunisti, ma è stato un loro avversario molto polemico. E sempre con lo stesso stile umano. Nei tanti mutamenti, l’Uomo di Cuneo ha sempre conservato intatto un connotato, quello iniziale, di quando era un giovane fascista: il carattere arrogante, del tipo pronto a manganellare con le parole chi non la pensa come lui o lo disturba con articoli e libri che lui non è in grado di scrivere. Con il passare degli anni, è diventato un vecchio signore che vuole sempre azzannare e farsi temere. L’Uomo di Cuneo è l’esatto contrario del tipo generoso. Per lui, gli altri contano meno di nulla. Il suo mondo professionale ha sempre avuto un solo abitante con diritto di parola: lui stesso.”

Giampaolo Pansa in La grande bugia

Giampaolo Pansa


Comunicazione tramite Deturpazione morale (“Character Assassination” per gli americani), scheda di Paolo Ferrario


C’è un metodo inaugurato prima da Lenin per sconfiggere con la politica i suoi avversari, poi da Stalin per eliminare prima politicamente e poi concretamente i suoi avversari e poi ancora da Togliatti per ritornare ad eliminare politicamente i suoi avversari.
Si fa così.

Prima si dipinge in modo negativo il proprio avversario (l’argomento principe era quello di dire che era un  “traditore”).

Poi, una volta ottenuto il risultato di far apparire un certo “volto” di questa persona, si passa a demolire le sue opinioni opportunamente selezionate per far apparire quel volto in precedenza dipinto, infine si fa una proposta e si incita ad una azione (sberleffo, insulto, espulsione o, in extremis, eliminazione fisica)

In tal modo la strada è spianata e l’argomentazione può anche fare a meno di mettere in campo TUTTE le strategie argomentative che, tenendo conto della solida e duratura scaletta della retorica classica, dovrebbero essere :

INVENTIO: inventario di tutte le questioni che sono in campo
DISPOSITIO: loro disposizione in un discorso coerente
ACTIO: dire le parole, formularle in espressione orale o scritta
ELOCUTIO: usare tutta la propria arte oratoria (fra cui anche l’invettiva, che è la via semplice quando non si hanno argomenti plausibili)

In teoria della comunicazione questo metodo si chiama: Comunicazione tramite Deturpazione morale. Gli americani usano una locuzione estremamente efficace per questo stile interpersonale: Character Assassination.

Si offre una immagine di comodo dell’interlocutore, si evita di entrare nel merito delle sue informazioni e dei suoi argomenti, si cerca una alleanza collusiva con il resto dell’uditorio (gruppo o lettori che siano), si conclude con una critica demolitoria.

Nella politica italiana gli specialisti di questa modalità comunicativa sono gli esponenti della Lega Nord, che hanno imparato da Berlusconi (Qui una mia ricostruzione storica della degradazione linguistica promossa da quest’ultimo)

Paolo Ferrario

GLI AUDIOLIBRI: libri da ascoltare, di Paolo Ferrario | in Muoversi Insieme


In questo intervento prenderemo in considerazione gli audiolibri.
Ci sono differenze sostanziali fra i processi cognitivi del leggere e quelli dell’ascoltare, tuttavia entrambi hanno in comune quell’enorme piacere di accrescere la conoscenza che è possibile elaborare negli anni della prevecchiaia e della vecchiaia, dove il tempo maggiormente si dilata.
Leggere ad alta voce è una esperienza che ha fatto parte dei vissuti quotidiani tipici delle diverse fasi della vita: pensiamo all’ascolto delle fiabe dei bambini o a quello di un testo letto dai compagni di classe, o alla lettura di romanzi ad alta voce realizzata da Radio Tre.

Per chi ascolta direttamente un testo letto, diventa possibile

l’intero articolo è qui: GLI AUDIOLIBRI: libri da ascoltare | Muoversi Insieme.

Rai 5 – Programma – TED Talks


Dal 24 settembre i TED Talks arrivano in TV, in esclusiva su Rai 5,con un format di mezz’ora che andrà in onda ogni sabato alle 17.00.

TED è l’acronimo di “Technology Entertainment Design“, ma cos’è esattamente il TED?

Il claim degli eventi TED è “Ideas Worth Spreading“, ovvero le idee diffondono valore. I TED sono conferenze che hanno come obbiettivo l’incontro tra le menti e le idee più stupefacenti e innovative del pensiero globale.

Astronomi, scrittori, architetti, designer, politici, scienziati, medici, ingegneri, musicisti, ognuno espone il proprio pensiero per poi renderlo patrimonio globale in presentazioni e performance della durata di circa 18 minuti.

Giusto per fare alcuni esempi, hanno fatto il loro storico intervento al TED personaggi come Bill Clinton, Al Gore, Jane Goodall, Bill Gates, Isabelle Allende, Jeff Bezos (mr. Amazon), Bono Vox, il co-fondatore di Wikipedia Jimmy Wales e i co-fondatori di Google, Sergey Brin e Larry Page. Ma anche personaggi meno noti e altrettanto innovatori, quali Iqbal Quadir che dirige il Programma per l’imprenditoria nei Paesi in via di sviluppo al MIT, oppure Martin Rees, astronomo, che si interroga sulla fine del mondo!

Grazie alla collaborazione con European Broadcasting Union (EBU), RAI è tra le prime 10 emittenti al mondoa sottoscrivere il progetto “TED Open TV“.

TED Talks sono stati tradotti grazie al programma “TED Open Translation” in più di 80 lingue tra cui anche l’Italiano. Ogni Talk su TED.com è quindi disponibile in lingua originale e sottotitolata; 973 di questi, anche in lingua Italiana.

I Talks fino ad oggi hanno trovato la loro naturale visibilità su web, ma con la volontà di fare quanto possibile perché le idee, le menti e la  “filosofia” dei TED possano avvicinarsi ad un pubblico sempre più vasto, Rai 5 ha scelto di proporre una selezione di TED Talks, trasmessi con una traduzione simultanea in Italiano.

La selezione dei Ted Talks che verranno proposti nei prossimi mesi rappresenta una vasta gamma di argomenti, a volte tecnologici, altre emozionanti ed al contempo illuminanti; insomma ognuno potrà trovare nei TED il suo Talk preferito.

 

 

Le voci italiane dei TED TALKS sono: LIVIO BESHIR – EMANUELA FARAGLIA

da Rai 5 – Programma – TED Talks.

Francis Bacon: Diffama sempre il tuo nemico. Vedrai che qualcosa resta nella memoria della gente.


Diffama sempre il tuo nemico. Vedrai che qualcosa resta nella memoria della gente.
Francis Bacon
(riportata in quanto connessa alla comunicazione tramite deturpazione morale)

3mila euro al giorno, pari a 600 euro a minuto per un totale di 1 milione e mezzo di euro: è la somma che intascherà il direttore del quotidiano “Il Foglio”, Giuliano Ferrara, per la nuova trasmissione


per la serie SCHIFEZZE DA NAUSEA e i comunisti non si smentiscono mai:

Ben 3mila euro al giorno, pari a 600 euro a minuto per un totale di 1 milione e mezzo di euro: è la somma che intascherà il direttore del quotidiano “Il Foglio”, Giuliano Ferrara, per la nuova trasmissione che condurrà a partire dal prossimo 14 marzo su Rai1 dal titolo “Radio Londra”. Le cifre sono state rivelate nel numero uscito ieri del “Fatto quotidiano”, definite esorbitanti per uno show di approfondimento della durata di appena 5 minuti.

l’ennesimo vertiginoso stipendio pagato da casa Rai non sorprende più di tanto vista la retribuzione di Bruno Vespa (1,2 milioni più extra) o di Michele Santoro (800mila euro).

da: Rai, polemiche per il compenso di Ferrara: pagato 600 euro al minuto | Il quotidiano italiano.

Alessandro Bergonzoni parla di comunicazione, vita, morte, stati limite, etica …, da La7 Niente di personale, 28 novembre 2010


Un messaggio di alto valore morale, personale, professionale.

Da meditare con profondità per riflettere sui nostri comportamenti.

Vai all’audio di:

Testo del ddl sulle intercettazioni votato al Senato | Libertà e Giustizia


Il governo ha ottenuto la fiducia al Senato sul maxiemendamento che sostituisce, del tutto, il ddl intercettazioni. Un articolato che, presentato a Palazzo Madama nella seduta del 9 giugno, racchiude il testo base uscito dalla commissione Giustizia, i 12 emendamenti presentati la settimana scorsa dal governo, dal relatore Roberto Centaro e dal capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri, e i 12 presentati solo da Centaro.

Cosa cambia:

  • Si potranno pubblicare almeno “per riassunto” gli atti di un processo non più segreti. Divieto, invece, per i testi delle intercettazioni. Di cui non si potrà più né scrivere né parlare, né per riassunto, né nel contenuto, fino al termine delle indagini preliminari. Resteranno top secret fino al dibattimento. Vietata la pubblicazione di tutto quello che riguarda “fatti e persone” estranee alle indagini. Vietata la pubblicazione degli atti e delle intercettazioni destinate ad essere distrutte. Chi pubblicherà un brogliaccio, a prescindere da cosa contenga, sarà punito con un mese di carcere e la multa fino a 10mila euro. Gli editori rischieranno fino a 450mila euro. Carcere fino a tre anni per chi pubblica intercettazioni destinate a essere distrutte. Oltre all’indagine penale, si potrà incorrere nella sospensione cautelare fino a tre mesi. Se si tratta di impiegati dello Stato si tratterà di una sospensione dal servizio, se si tratta di giornalisti la sospensione sarà dalla professione.
  • Terminato il periodo di durata massima delle intercettazioni telefoniche (75 giorni), il pm potra’ chiedere una proroga di tre giorni in tre giorni se dovesse avvertire il rischio che si stia per compiere un nuovo reato o se si tratti di una prova fondamentale.
  • Se un pm rilascia dichiarazioni sul processo o viene indagato per violazione del segreto, potrà essere sostituito, anche se non automaticamente. Vietate la pubblicazione dei nomi e delle foto dei magistrati per quanto riguarda i provvedimenti che gli sono affidati.
  • Per chiedere un’intercettazione telefonica o visiva e i tabulati serviranno “sufficienti indizi di reato” per i delitti di mafia e di terrorismo o “gravi indizi di reato” per tutti gli altri crimini. Le utenze devono appartenere ai soggetti indagati o dimostrare per gli altri che “sono a conoscenza dei fatti per cui si procede”. Ad autorizzare il pm, per ogni richiesta o proroga, che dovrà far sottoscrivere dal procuratore capo, sarà il tribunale collegiale del capoluogo di distretto cui dovrà inviare ogni volta tutte le carte.
  • E’ prevista una pena da sei mesi fino a quattro anni di carcere per chi “fraudolentemente effettua riprese o registrazioni di conversazioni a cui partecipa o comunque effettuate in sua presenza”. C’è una clausola di salvaguardia per gli 007. Esclusi, dopo molto insistenze, i giornalisti (pubblicisti compresi).
  • La legge non si applicherà ai processi in corso nei quali siano già state richieste e autorizzate delle intercettazioni. Come verrà esplicitamente scritto, tutti gli atti compiuti fino al momento della sua entrata in vigore, ascolti compresi, saranno salvi.
  • Se un sacerdote viene sottoposto ad indagini o arrestato, il pm dovrà avvertire il vescovo della diocesi da cui il prete dipende. Nel caso di un vescovo o un abate verrà avvosata la segreteria di Stato vaticana.

LEGGI TUTTO IL TESTO DEL DDL

Ecco il testo del ddl sulle intercettazioni votato al Senato | Libertà e Giustizia

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Ugo Albano, Parlare al cuore, in http://digilander.libero.it/ugo.albano/


[...]

Il linguaggio convenzionale ci aiuta certamente a sopravvivere, ma per vivere, quindi per comunicare passioni e sentimenti, è importante padroneggiare il “proprio” (ed altrui) linguaggio personale, che è spesso quello imparato nell’infanzia, in famiglia e nei primi contesti di vita. Possiamo quindi scrivere in italiano un libro o una sentenza, ma quando la relazione riguarda quella orale, se vogliamo essere efficaci davvero (cioè “parlare al cuore”), non possiamo non padroneggiare la lingua del destinatario. D’altra parte non tutti viviamo in metropoli (stessa lingua, stessa cultura, stesso stile di vita), in maggioranza viviamo in provincia, luoghi in cui il “particolare” (pure linguistico) è il canale-principe tramite il quale i soggetti interagiscono tra di loro. La provincia risente ancora -grazie a Dio!- del mantenimento della lingua locale la quale, per l’esterno, rappresenta sì un ostacolo, ma pure un’identità da capire. L’identità va sempre rispettata: è solo attraverso questo rispetto che si riesce a parlare al cuore della gente.

 

Parlare al cuore significa parlare ai sentimenti e alle passioni dell’uomo, al suo stesso senso di esistere
[...]

l’intero articolo è qui:
Ugo Albano

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Luciana Quaia, Invecchiamento e memoria: allenare la mente (Parte seconda), in Muoversi Insieme di Stannah


Si scriveva nella precedente puntata che spesso nella terza età i disturbi della memoria sono causati da carenza di attenzione dovuti a mancanza di interessi o motivazione.
L’attenzione e la concentrazione sono praticamente la linea di partenza del processo di memorizzazione, pertanto per avere una buona capacità di ricordare occorre intervenire su queste due funzioni. Come?
Eccovi alcune avvertenze per migliorare la tenuta dell’attenzione durante l’organizzazione della vostra giornata o per affrontare un certo impegno intellettivo (lettura di un libro, ascolto di un dibattito, visione di un film): —> segue

SEGUE QUI: Una palestra per la memoria | Muoversi Insiemedi Stannah

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Segre Cesare, Così degrada la nostra lingua L’italiano e i registri violati – Corriere della Sera


Ha avuto giusta risonanza il documento diffuso dalle accademie della Crusca e dei Lincei sull’insegnamento della lingua italiana, che i giovani conoscono malissimo. Ma uno dei fatti che denunciano la crisi mi pare la mancanza di selettività riguardo ai cosiddetti registri. Questa parola, che i linguisti moderni hanno tratto dalla terminologia musicale, indica tutte le varietà di una lingua, impiegate a seconda del livello culturale e sociale dell’interlocutore e del tipo di situazione.

vai a:
Così degrada la nostra lingua L’italiano e i registri violati – Corriere della Sera

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rapporto Censis sulla comunicazione



Il rapporto Censis sulla comunicazione

Il 19 novembre 2009 il Censis ha presentato l’8a edizione del Rapporto sulla comunicazione che prosegue il monitoraggio dell’evoluzione dei consumi mediatici, misurati nell’arco di un decennio. Ecco alcuni dati.

  • Tra il 2001 e il 2009 è in crescita la diffusione di tutti i mezzi di comunicazione.
  • Aumentano gli utenti di Internet (+26,9%) e dei telefoni cellulari (+12,2%), la radio fa un grande balzo in avanti (+12,4%), crescono i lettori di libri (+2,5%) e di giornali (+3,6%), e la televisione raggiunge praticamente la quasi totalità degli italiani (+2%).
  • Gli utenti della Tv arrivano a quota 97,8% della popolazione, il cellulare sale all’85%, la radio all’81,2%, i giornali al 64,2%, i libri al 56,5%, Internet al 47%.
  • Cresce l’uso del cellulare nelle sue funzioni di base (dal 48,3% al 70%), mentre quelle più sofisticate e costose (come lo smartphone e il videofonino sono diminuite)
  • Quanto alle nuove forme di Televisione: l’utenza della Tv satellitare passa dal 27,3% al 35,4% della popolazione e il digitale terrestre raddoppia il suo pubblico (dal 13,4% al 28%), benché la chiusura del segnale analogico abbia interessato finora solo alcune zone del territorio nazionale.
  • La Tv via Internet triplica la sua utenza, passando dal 4,6% al 15,2%, e la mobile Tv interessa già l’1,7% della popolazione.
  • Si rinuncia, invece, alla carta stampata: negli ultimi due anni la lettura dei quotidiani a pagamento passa al 67% al 54,8%, dato non compensato dalla diffusione della “stampa libera” (free press).
  • La lettura, anche occasionale, dei settimanali coinvolge il 26,1% degli italiani (-14,2% rispetto al 2007) e quella dei mensili il 18,6% (-8,1%). In leggera flessione anche la lettura dei libri, che raggiungeva il 59,4% della popolazione nel 2007, per scendere al 56,5% nel 2009.
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Scrittori “over age” in un libro “tardivo” – Blog di Stannah | Muoversi Insieme, recensione di Alessandra Cicalini


la casa editrice “Transeuropa” che ha da poco pubblicato “Over-age”, ossia la raccolta di racconti di undici scrittori esordienti over 65.

Partito due anni fa, il progetto si rivolgeva a tutti gli amanti della penna che non avessero potuto, per le ragioni più svariate, dedicarsi prima alle proprie velleità letterarie. La scelta degli autori non è stata facile, come racconta il curatore Giulio Milani. Tra i rischi c’era di ospitare “solo” memorie personali, della guerra o della giovinezza perduta. E invece “Over-age” è davvero sorprendente per la varietà dei contenuti e degli stili utilizzati.Tra tutti spicca la scrittura di Roberto Pusiol, inventore del neologismo “gerontolescente”

ieggi la recensione qui:

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Presentazione del libro: TERRA DI SILENZI di Mirella Bolondi, Zephyro edizioni, 14 giovedì 23 ottobre ore 21, Milano in via Hermada, al CENTRO CULTURALE della Società Edificatrice di Niguarda


14  giovedì 23 ottobre ore 21

A Milano in via Hermada

 Il CENTRO CULTURALE  della Società Edificatrice di Niguarda  presenta il libro

TERRA DI SILENZI  di Mirella Bolondi,  Zephyro edizioni, 2009

romanzo che affronta, tra i tanti temi e sebbene in forma letteraria, il problema della comunicazione, la formazione del linguaggio, quale quello dei segni usato tra persone non udenti, e il tema della diversità.

Narra di uomo, ospite di una casa di riposo, che improvvisamente si trova proiettato in un corpo giovane e in un paese abitato da persone senza orecchie, che non conoscono il suono e comunicano con la lingua dei segni.

Gli straordinari incontri con questo strano popolo, l’amicizia speciale con un bambino, l’amore conteso per la bellissima Foglia-che-danza-nel-vento, il mistero per la scomparsa dell’amico, sono solo alcune delle tante avventure che il protagonista dovrà affrontare per ritrovare la strada di casa.

Un modo per raccontare, seppur in chiave fantastica, il mondo dei non udenti, che ben conosco perché entrambi i miei genitori sono sordi dalla prima infanzia; ma anche per esplorare l’animo umano, i tormenti e le gioie che ci accompagnano nella scoperta del significato della vita e di quella sottile trama che ci lega gli uni agli altri, uguali e diversi al contempo. 
 

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Festival della Mente 2009: disponibili gli interventi in podcast e in video « Repertorio di risorse web a cura della Biblioteca di Filosofia e storia dell’Università di Pisa


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Lexipedia



Lexipedia

Lexipedia è un interessante applicazione web che permette di trovare sinonimi e contrari dei termini in lingua italiana ed in altre lingue. Lexipedia si caratterizza per il modo di fornire i risultati. L’approccio ed il funzionamento è tipico dei motori di ricerca: basta inserire una parola, selezionare la lingua corrispondente da un menù a tendina, e cliccare submit. Lexipedia fornisce una rappresentazione ‘visuale’ dei risultati esponendo in un diagramma le relazioni tra i termini trovati. Più semplice da utilizzare che da spiegare, Lexipedia è un servizio gratuito, molto utile a chi scrive testi.

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