Prendersi cura della relazione di cura: corso di formazione per operatori socio sanitari a Novara, a cura del Centro Maderna


La Provincia di Novara in collaborazione con il Centro Maderna organizza un percorso formativo gratuito rivolto agli operatori dei Servizi socio-sanitari.
Nell’ambito del lavoro quotidiano di cura e assistenza svolto nei servizi socio-sanitari si crea, inevitabilmente, un rapporto di circolarità e di reciprocità tra il disagio degli utenti e quello degli operatori. In seguito alle attività laboratoriali realizzate con i coordinatori di Servizi nell’ambito del Progetto “Ridisegnare la relazione di cura con i pazienti affetti da demenza e Alzheimer”, realizzata nel 2011 insieme alla Provincia di Novara, sono emerse alcune proposte relative ai possibili contenuti della formazione, indirizzate a superare la percezione di “logoramento” alla quale gli operatori della cura sono esposti.
Il presente percorso formativo è stato pensato per cercare di dare risposta al bisogno di confronto degli operatori e alla necessità di sviluppare consapevolezza in merito alle complesse dinamiche che si instaurano tra operatori, utenti e familiari nel contesto dei servizi. Intende, inoltre, focalizzare l’attenzione su alcune strategie utili a costruire relazioni umane dotate di senso e di significato in un’ottica di miglioramento dell’assistenza offerta alla persona malata e della vita nei servizi. Mira, infine, a sviluppare abilità di coping e a promuoverne l’utilizzo nell’ambito dei contesti lavorativi, nell’ottica di prevenire il disagio e il burn out degli operatori.
Il corso “Prendersi cura della relazione di cura“, articolato in cinque incontri, si svolgerà presso l’Istituto Omar di Novara con inizio l’11 Aprile 2012 dalle ore 9.30 alle ore 13.30.
Per iscrizioni scaricare la scheda dedicata al corso (nella sezione “note” del corso scelto), compilarla e inviarla a formazione@centromaderna.it.
Si accettano fino a 25 iscrizioni per ogni corso. Verrà data precedenza alle persone che operano sul territorio novarese.

 

Per maggiori approfondimenti:http://www.centromaderna.it/formazione_calendario.php

File allegato: Prendersi cura della relazione di cura Novara.pdf

da Centro Maderna 08-03-2012 “Prendersi cura della relazione di cura”: corso di formazione per operatori socio sanitari a Novara.

Centro Maderna – Newsletter (05-01-11)


Newsletter del 05-01-11
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Toscana: una ricerca sui grandi anziani (Centro Maderna)
I ricercatori dell’IRCCS S. Maria agli Ulivi della Fondazione Don Gnocchi, l’Università degli Studi di Firenze e la Società della Salute del Mugello stanno conducendo il progetto di ricerca: Malattia e disturbi dell’apparato cardiocircolatorio. The Mugello Study: a lesson from older persons aged 90 years and over. Lo studio prende in esame per un biennio le persone con più di 90 anni che vivono nella valle del Mugello. Gli anziani che aderiscono vengono sottoposti a Valutazione Multidimensionale Geriatrica e prelievo di sangue. Obiettivo della ricerca è di valutare le differenze tra invecchiamento “normale” (non associato a malattie) e invecchiamento “comune” (associato a malattie) anche in relazione all’autonomia e all’abilità motoria.

(Missione Uomo, 14, 1, 2010)

(News del 04 /01/2011)

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Novità per gli anziani che abitano nelle case popolari(Centro Maderna)
L’Aler (Azienda lombarda di edilizia residenziale) ha deciso di aprire le guardiole degli alloggi popolari per trasformarle in sportelli assistenziali. L’azienda ha infatti avviato a Milano un corso di formazione per riconvertire la figura del portiere tradizionale, con l’obiettivo di farne un operatore sociale in grado di svolgere, oltre alle mansioni ordinarie, anche tre nuovi compiti: raccogliere in loco le informazioni sul disagio delle fasce più deboli; promuovere i rapporti sociali tra gli inquilini; collaborare con il custode sociale. Il portiere sociale si occupa quindi di rilevare i bisogni per passarli poi al custode sociale (un operatore del terzo settore) che provvederà a realizzare le prestazioni. I destinatari dei corsi formativi sono i dipendenti dell’Aler che già operano da tre anni come portieri sociali.

(Vita, 2010, n. 47)

(News del 04 /01/2011)

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Istat: Rapporto sulla coesione sociale(Centro Maderna)
L’Istat ha diffuso il Rapporto sulla coesione sociale (periodo di riferimento: 2009-2010). Nella prima sezione sono presenti tre quadri informativi di scenario sui contesti socio-demografico, economico e del mercato del lavoro. Nella seconda sezione si rappresentano alcuni fenomeni rilevanti come il capitale umano, la conciliazione tempo di lavoro e cura della famiglia, la povertà. Nell’ultima sezione sono raccolti i dati sulla spesa e sugli interventi per la coesione sociale, sulla spesa delle amministrazioni pubbliche, distinta per funzione e per livello istituzionale, comprese le spese sostenute in ambito locale per la erogazione di servizi sociali e di cura dell’infanzia, sul sostegno del reddito dei pensionati e delle famiglie, nonché sui beneficiari delle politiche attive del lavoro.

(Istat, 20 dicembre 2010)

(News del 22 /12/2010)

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Auser: crescono i volontari anziani(Centro Maderna)
L’associazione di volontariato Auser ha illustrato le sue attività nel Rapporto di Missione 2009, presentato a Roma in occasione della sua Assemblea Nazionale. Crescono gli iscritti; crescono i volontari; crescono le donne. I soci arrivano a sfiorare i 300 mila; rispetto al 2007 sono aumentati del 9,2%. I volontari arrivano a circa 46 mila (+ 20% rispetto al 2007) con un incremento dell’indice di propensione al volontariato: più 15,4%. Sono 1400 le strutture ed associazioni affiliate. Le donne iscritte sono 152.902; dei quasi 46 mila volontari le donne costituiscono il 47,3% con un tasso d’incremento rispetto alla precedente rilevazione del 25%. I volontari Auser si prendono cura del verde cittadino; sono impegnati nelle stazioni ecologiche di raccolta differenziata; nella vigi lanza davanti alle scuole; sugli scuolabus; nella sorveglianza in musei, mostre, biblioteche. Il Rapporto di Missione 2009 registra infine la crescita della tradizionale attività di “nonni vigili”, mentre fa la sua comparsa il nuovo servizio di accompagnamento a piedi dei bambini:”piedibus”.

(www.auser.it)

(News del 21 /12/2010)

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Anziani dopo i 75 anni(Centro Maderna)
Secondo un’indagine presentata alla London School of Economics, condotta su oltre 12mila over 65 in diversi Paesi, due ultrasessantacinquenni italiani su tre dichiarano di non sentirsi per nulla “anziani”. Quattro su dieci pensano che la vecchiaia inizi davvero solo dopo gli ottant’anni. Allora, quando inizia davvero la vecchiaia? Forse, spostare la data di inizio vecchiaia dopo gli 80 anni è troppo ottimistico, ma senza dubbio nel corso del tempo si è guadagnato una decina d’anni: la “vera” terza età inizia a 75 anni. Marco Trabucchi, presidente della Società italiana di psicogeriatria, pensa infatti che considerare anziano un 65enne attualmente sia anacronistico. A questa età moltissime persone stanno fisicamente e psicologicamente bene e si trovano nelle condizioni in cui poteva trovarsi un cinquantacinquenne una qua rantina d’anni fa.

(Corriere della Sera, 19 dicembre 2010)

(News del 21 /12/201

Newsletter (15-12-10) Centro Maderna


Newsletter del 15-12-10
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Newsletter (10-11-10) Centro Maderna


Newsletter del 10-11-10
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risultati finali del progetto “Vecchi e nuovi scenari del welfare: voglia di futuro”, commissionato al Censis dal Forum ANIA – Consumatori, da Centro Maderna


L’evoluzione dei bisogni: quale welfare per il futuro?(Centro Maderna)
Il Rapporto Censis  “Gli scenari del welfare. Tra nuovi bisogni e voglia di futuro”, 2010, presenta i risultati finali del progetto “Vecchi e nuovi scenari del welfare: voglia di futuro”, commissionato al Censis dal Forum ANIA – Consumatori.

Il documento si articola in tre parti, che corrispondono alle fasi principali in cui si è snodato il percorso di ricerca. Per ricostruire quali siano gli attuali scenari del welfare e per capire come questi possano evolvere sono stati studiati i tre soggetti principali del welfare: le persone, le imprese e gli enti che erogano servizi socio sanitari e i Comuni, che costituiscono la prima linea del versante pubblico nel rapporto con la grande utenza sociale.

L’Università Cattolica del Sacro Cuore, Facoltà di Medicina e Chirurgia “A.Gemelli” – Dipartimento di Scienze Gerontologiche, Geriatriche e Fisiatriche – organizza, nell’ambito del progetto Europeo “RING – Supports for Caregivers”, il convegno nazionale: Il malato di Alzheimer e il suo caregiver – La sinergia ottimizza la cura


Convegno nazionale: Il malato di Alzheimer e il suo caregiver
L’Università Cattolica del Sacro Cuore, Facoltà di Medicina e Chirurgia “A.Gemelli” – Dipartimento di Scienze Gerontologiche, Geriatriche e Fisiatriche – organizza, nell’ambito del progetto Europeo “RING – Supports for Caregivers”, il convegno nazionale: Il malato di Alzheimer e il suo caregiver – La sinergia ottimizza la cura

15 ottobre 2010, Sala delle Colonne – Palazzo Marini – Roma

Il convegno vuole diffondere e promuovere l’importanza del lavoro svolto dai caregiver, che si trova a svolgere un compito difficile e faticoso, tanto che l’impegno di cura richiesto è stato definito come “un giorno di 36 ore”.

L’obiettivo assistenziale, pertanto, dovrebbe soddisfare le diverse dimensioni della qualità di vita sia della persona assistita, che di chi assiste. Ne consegue l’importanza fondamentale di progetti formativi rivolti sia ai familiari, che agli operatori, nella prospettiva di costituire una “sinergia terapeutica”. A tal fine, il caregiver, formale e informale, deve acquisire competenze specifiche sugli aspetti di cura e condividere strategie mirate al “prendersi cura” di tutte le dimensioni della persona.

Il Centro Maderna, in qualità di partner del progetto, sarà presente al convegno con una relazione su: “La rete in comunicazione”, tenuta dalla Dott.ssa Anna Maria Melloni, direttore del Centro Maderna.

E’ possibile scaricare il programma completo dalla nostra sezione “Agenda-eventi”

Il malato di Alzheimer e il suo caregiver – La sinergia ottimizza la cura 15 ottobre 2010, Sala delle Colonne – Palazzo Marini – Roma


L’Università Cattolica del Sacro Cuore, Facoltà di Medicina e Chirurgia “A.Gemelli” – Dipartimento di Scienze Gerontologiche, Geriatriche e Fisiatriche – organizza, nell’ambito del progetto Europeo “RING – Supports for Caregivers”,QQQ il convegno nazionale: Il malato di Alzheimer e il suo caregiver – La sinergia ottimizza la cura

15 ottobre 2010, Sala delle Colonne – Palazzo Marini – Roma

Il convegno vuole diffondere e promuovere l’importanza del lavoro svolto dai caregiver, che si trova a svolgere un compito difficile e faticoso, tanto che l’impegno di cura richiesto è stato definito come “un giorno di 36 ore”.

L’obiettivo assistenziale, pertanto, dovrebbe soddisfare le diverse dimensioni della qualità di vita sia della persona assistita, che di chi assiste. Ne consegue l’importanza fondamentale di progetti formativi rivolti sia ai familiari, che agli operatori, nella prospettiva di costituire una “sinergia terapeutica”. A tal fine, il caregiver, formale e informale, deve acquisire competenze specifiche sugli aspetti di cura e condividere strategie mirate al “prendersi cura” di tutte le dimensioni della persona.

Il Centro Maderna, in qualità di partner del progetto, sarà presente al convegno con una relazione su: “La rete in comunicazione”, tenuta dalla Dott.ssa Anna Maria Melloni, direttore del Centro Maderna.

2012 come “Anno Europeo per l’Invecchiamento Attivo”, in Newsletter (14-09-10) Centro Maderna – pamalteo@gmail.com – Gmail


In un momento di grande preoccupazione per il rapido e crescente invecchiamento della popolazione in Europa dove il numero di ultrasessantenni aumenta di circa 2 milioni ogni anno, e di forte impegno per cercare di risolvere le problematiche relative ai servizi e alle finanze pubbliche che questo fenomeno implicherà, la Commissione Europea ha lanciato ieri la proposta di designare il 2012 come “Anno Europeo per l’Invecchiamento Attivo”. L’iniziativa, che dovrebbe ricevere l’avvallo del Consiglio e del Parlamento Europei entro l’inizio del prossimo anno, è volta a promuovere, anche a livello politico, l’idea dell’invecchiamento attivo inteso come maggiori opportunità per gli anziani di continuare a lavorare, mantenersi in salute più a lungo e rivestire un ruolo attivo nella società, per esempio tramite attività di volontariato. Verra nno dunque organizzati eventi, conferenze e ricerche con l’obiettivo di diffondere la consapevolezza che l’invecchiamento della popolazione non è solo una sfida per le finanze pubbliche e i sistemi sanitari nazionali dei paesi membri, ma anche e soprattutto un’ opportunità, grazie al contributo che le schiere dei baby-boomer potranno apportare alla società.

(Commissione Europea, 7 settembre 2010)

Clicca qui per accedere al testo della proposta (in lingua inglese)

Alessandra Cicalini, il “Centro” amico degli anziani | Muoversi Insieme


Maderna, il “centro” amico degli anziani

Sarah Colombo ha ancora qualche scampolo di permesso per maternità, ma appena può sembra ben felice di tornare al suo lavoro al Centro Maderna, la cooperativa sociale di Stresa (in provincia di Verbania) che gestisce l’unico centro di documentazione nazionale sul mondo degli anziani. Del resto, la coordinatrice dell’area formazione ha cominciato la sua carriera professionale come animatrice della terza età, confluendo molto presto nella struttura. Delle origini di questo luogo e delle attività che lo caratterizzano ha parlato conMuoversi Insieme nell’intervista che trovate nell’area apposita in basso a sinistra sull’homepage. Buona lettura!

Sarah Colombo e il “Centro” amico degli anziani | Muoversi Insieme.

“Caring for a person with Alzheimer disease” (ovvero “Prendersi cura di una persona affetta dalla malattia di Alzheimer”), segnbalato dal Centro Maderna


Nuova pubblicazione USA su come prendersi cura dei malati di Alzheimer

Si chiama “Caring for a person with Alzheimer disease” (ovvero “Prendersi cura di una persona affetta dalla malattia di Alzheimer”) la nuova pubblicazione dell’Istituto Nazionale per l’Invecchiamento degli Stati Uniti disponibile gratuitamente e scaricabile anche on line (in lingua inglese), che si rivolge principalmente ai caregiver informali e cioè in modo particolare a tutte quelle persone che si trovano a doversi occupare di un famigliare, parente o amico ammalato di Alzheimer. Tra le tante pubblicazioni analoghe diffuse un po’ in tutto il mondo, questa si distingue per l’estrema semplicità nel linguaggio e l’accuratezza e la completezza delle tematiche trattate. Il volume infatti è composto da ben 146 pagine, che coprono gli argomenti più vari, dalle differenze tra le diverse fasi della malattia, all’alimentazione più corret ta, fino a tematiche più complesse come il wandering, problema molto sentito negli Stati Uniti (vedi nostra news del 5/05/2010) o più delicate, spesso considerate tabù e quindi pudicamente evitate, come i cambiamenti nelle abitudini sessuali e i problemi di ipersessualità, senza tralasciare alcuni consigli per il benessere del caregiver stesso e altri piccoli suggerimenti pratici su cosa fare, ad esempio, quando la persona affetta da Alzheimer si ammala di malattie “comuni” quali l’influenza o la diarrea.

(The New York Times, 14 giugno 2010)

Clicca qui per accedere alla pubblicazione (in lingua inglese)

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Benessere e Abilità Cognitive – Strumenti di valutazione(Centro Maderna)




Questo è il titolo del seminario organizzato dal Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università degli Studi di Padova in collaborazione con SIPI, Società Italiana di Psicologia dell’Invecchiamento, e in programma per il 12 e 13 febbraio 2010. Il corso, principalmente rivolto a medici e psicologi (anche specializzandi), presenterà il portfolio di Benessere e Abilità Cognitive (BAC) che, tramite una serie di prove, mira ad offrire una valutazione multidimensionale delle potenzialità dell’individuo, centrata tanto su componenti cognitive che emotive. Verranno analizzati i tre componenti fondamentali del BAC, e cioè la batteria di Accertamento della Memoria negli Adulti (AMA) per la valutazione della memoria, le prove di Comprensione del Testo nell’Invecchiamento (COMP) per la valutazione delle abilità di comprensione di testi, e il Questionario sul Ben-essere e l’Invecchiamento (BEN) per la determinazione del benessere percepito. Il seminario fa parte di un percorso di formazione sul Portfolio Cornaro che prevede altri due incontri che si terranno nei mesi successivi, uno intitolato “Potenziamento della memoria nell’invecchiamento” e un altro “Ben-essere e invecchiamento:risorse e potenzialità”. 

(Università degli Studi di Padova – Dipartimento di Psicologia Generale) 

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Uno studio sulla comunicazione con i malati di Alzheimer in ambito familiare, Centro Maderna


Grazie ai fondi per la ricerca stanziati dall’Università americana del Wisconsin-Milwaukee e dall’Alzheimer’s Association, Marie Savundranayagam, assistente alla cattedra di Studi sui Servizi Sociali dell’Università di del Wisconsin-Milwaukee, e J.B. Orange, professore associato e direttore della School of Communication Sciences & Disorders presso l’Università del Western Ontario, stanno conducendo uno studio sulle strategie di comunicazione utilizzate dai caregiver familiari per superare il “communication breakdown” ovvero la difficoltà e a volte l’impossibilità di comunicazione con le persone affette da Alzheimer. La ricerca in particolare si concentra sulle persone che si prendono cura del proprio coniuge, che assistono quotidianamente al declino che la malattia comporta diventando caregiver a tempo pieno e rimandando il più possibile l’eventuale istituzionalizzazione dell’ammalato. Nel corso della ricerca è emerso che i problemi comportamentali delle persone affette da demenza, quali ad esempio aggressività e agitazione, possono dipendere dallo stress dei caregiver, frustrati dall’impossibilità di continuare a comunicare con il proprio coniuge così come facevano in precedenza. Sono stati analizzati questionari e riprese video che mostravano scene di vita quotidiana tra il caregiver e la persona affetta da Alzheimer e si è notato che spesso, per cercare di risolvere questi problemi comunicativi, vengono adottate tecniche di comunicazione che non sempre si rivelano quelle giuste: per fare capire meglio il proprio messaggio, per esempio, in alcuni casi il caregiver tende a parlare più lentamente, ma in questo modo la persona malata tende a dimenticare la prima parte della frase prima che il discorso sia completato. Lo studio mira dunque ad identificare le tecniche comunicative adottate in questi contesti familiari per poi analizzarne l’efficacia ed individuare il loro ruolo nei comportamenti della persona affetta dalla malattia.

(Medical News Today)
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Essere anziani in Italia: pubblicato un dizionario sociosanitario(Centro Maderna)



Gli anziani e coloro che li accudiscono si trovano spesso ad affrontare tre classi di problemi. Anzitutto, queste persone sono in genere poco informate sulla reale ampiezza dei servizi disponibili nelle diverse situazioni di bisogno che si possono loro presentare. In secondo luogo, la rete dei servizi sociosanitari costituisce un complesso arcipelago, in cui non è sempre facile orientarsi.
Infine, la terminologia utilizzata nel settore è spesso di difficile comprensione per i non addetti ai lavori.
Questo manuale aiuta a superare questi problemi di vita ordinaria e fornisce elementi alla valutazione delle possibili scelte. I suo primi destinatari sono pertanto gli anziani, i loro famigliari e i badanti. Esso però è stato pensato anche per tutte le categorie di soggetti che, a vario titolo, intervengono nell’organizzazione ed erogazione dei servizi sociali e sociosanitari: operatori; medici e infermieri; aderenti alle associazioni di ascolto, tutela e volontariato; funzionari della Pubblica Amministrazione; gestori e direttori di servizi per anziani; rappresentanti sindacali, assessori, ecc.
(Dalla quarta di copertina)

Antonio Monteleone, “Essere anziani in Italia. Dizionario sociosanitario essenziale di situazioni & parole”, Edizioni Ares, Milano, 2009, pp. 448, euro 28

Leggi il primo capitolo con l’elenco delle voci trattate nel dizionario

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Promuovere un’assistenza di qualità agli anziani (scheda a cura del Centro Maderna) Quality care for quality aging: European indicators for Home Health Care


Promuovere un’assistenza di qualità agli anziani (Centro Maderna)    Quality care for quality aging: European indicators for Home Health Care è il nome del progetto transnazionale di ricerca selezionato per essere finanziato sulla linea di programmazione europea PROGRESS – Promoting quality of social services of general interest.
Il progetto è stato presentato dalla Regione del Veneto in partenariato con Regione Basilicata Dipartimento Salute, Sicurezza e Solidarietà Sociale, Servizi alla Persona e alla Comunità (Italy), Centro di Iniziativa Europea (Italy), Centre Public d’Action Sociale (CPAS) de la Ville de Bruxelles (Belgium), City of Helsinki – Social Services Departmental (Finland), National Union of Social Action Community Centres (France), Technologie-Netzwerk Berlin e. V. (Germany), Municipality of Halandri (Greece), Institut Municipal de Salut i Benestar Social – Municipality of Terrassa (Spain), Fundación Comunidad Valenciana – Región Europea (Spain).
Il progetto si focalizza sui servizi di assistenza domiciliare e domiciliare integrata, con l’obiettivo di realizzare un’analisi sociodemografica comparativa dei trend evolutivi connessi alle condizioni di salute della popolazione anziana in ogni singolo Paese partner di progetto, un’analisi della legislazione europea, nazionale e regionale sulle politiche di long term care, in particolare per quanto riguarda i servizi di assistenza domiciliare, un album transnazionale delle buone pratiche e delle linee guida per il monitoraggio e la valutazione nei servizi di assistenza domiciliare, un set di indicatori di efficacia ed efficienza per il monitoraggio della qualità nei servizi di assistenza domiciliare.

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La qualità nelle residenze per anziani non autosufficienti (scheda a cura del Centro Maderna)


La qualità nelle residenze per anziani non autosufficienti (Centro Maderna)   
Il manuale illustra le caratteristiche richieste dalla Norma ISO e quelle tecnico-professionali inerenti a un accreditamento di eccellenza. Il modello proposto, finalizzato al miglioramento e alla promozione della qualità, costituisce uno strumento base per guidare le organizzazioni e gli operatori dell’assistenza a valutare la propria realtà, individuare le opportunità di crescita, definire obiettivi e percorsi, misurare i risultati.
Il volume è articolato in sei sezioni:
1. Politica e obiettivi.
2. Strutture, risorse umane e tecnologiche.
3. Organizzazione, procedure e gestione.
4. Umanizzazione e tutela dei diritti.
5. Strumenti di miglioramento continuo della qualità.
6. Gestione documentazione e dati.
(Dal sito dell’editore)

Guala A., Gallia B., Cazzulino L., Garbella P., “Sistema di gestione per la qualità delle residenze per aziani non autosufficienti. Manuale di autovalutazione”, Maggioli Editore, 2009, pp. 120.

(News del 29-04-2009)

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Testamento biologico: quale quadro normativo? (Centro Maderna)


Testamento biologico: quale quadro normativo? (Centro Maderna)   

Per fornire un contributo di chiarezza nell’attuale fase di discussione di nuove norme sulle disposizioni di fine vita, DoRS (Centro di Documentazione per la Promozione della Salute), della Regione Piemonte, propone sul suo sito un approfondimento riguardante il contesto normativo oggi in vigore, al quale si sono riferiti i giudici chiamati a decidere su casi concreti e dal quale anche le nuove norme non potranno prescindere.

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Anziani affetti da demenza e maltrattamenti


(Centro Maderna) L’assistenza in famiglia delle persone affette da demenza sembra avere due facce: da un lato l’amore e la maggiore attenzione verso il parente in difficoltà, dall’altro il maltrattamento e l’abuso. Lo rivela una ricerca pubblicata su British Medical Journal. “I malati di demenza – rivelano i ricercatori dell’University College di Londra, nella ricerca coordinata da Claudia Cooper – subiscono continuamente abusi da parte dei familiari che li accudiscono. Abusi che spesso si manifestano in urla e imprecazioni”. Le aggressioni verbali sembrano le più frequenti: “Un terzo dei caregiver familiari – svela l’indagine condotta su 220 famiglie di differenti status economici e sociali – ammette di insultare, urlare e intimidire chi deve accudire molto spesso. La metà abbastanza frequentemente”. Un fenomeno, a detta degli scienziati britannici, “largamente sommerso e sottovalutato”. Anche alla luce dei numeri e delle loro delle proiezioni statistiche. Oggi nel mondo vivono 24 milioni di persone con gravi deficit di memoria, per forme di demenza e Alzheimer. Ma entro il 2040 la cifra sarebbe destinata a raddoppiare. “A questo quadro aggiungiamo anche i crescenti costi dell’assistenza sanitaria e domiciliare che inevitabilmente indurrà le famiglie con minori disponibilità a farsi carico dei loro parenti malati”, concludono gli autori.

Leggi l’articolo originale su British Medical Journal

Anziani affetti da demenza e maltrattamenti

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