ISTAT: pensionati e trattamenti pensionistici (anno 2011), da Newsletter disabilita’ n.124, aprile 2013


ISTAT: pensionati e trattamenti pensionistici (anno 2011)

Nel 2011 la spesa complessiva per prestazioni pensionistiche, pari a 265.963 milioni di euro, è aumentata del 2,9% rispetto all’anno precedente, mentre la sua incidenza sul Pil è cresciuta di 0,2 punti percentuali (16,85% contro il 16,66% del 2010).
Le pensioni di vecchiaia assorbono il 71,6% della spesa pensionistica totale, quelle ai superstiti il 14,7%, quelle di invalidità il 4,2%; le pensioni assistenziali pesano per il 7,9% e le indennitarie per l’1,7%.
Il 47,9% delle pensioni è erogato al Nord, il 20,5% al Centro e il restante 31,6% nel Mezzogiorno.
L’importo medio annuo delle pensioni è pari a 11.229 euro, 352 euro in più rispetto al 2010 (+3,2%).
I pensionati sono 16,7 milioni, circa 38 mila in meno rispetto al 2010; in media ognuno di essi percepisce (tenuto conto che, in alcuni casi, uno stesso pensionato può contare anche su più di una pensione) 15.957 euro all’anno, 486 euro in più del 2010.
Il 13,3% dei pensionati riceve meno di 500 euro al mese; il 30,8% tra i 500 e i 1.000 euro, il 23,1% tra i 1.000 e i 1.500 euro e il restante 32,8% percepisce un importo superiore ai 1.500 euro.
Le prestazioni legate all’invalidità civile (pensioni, assegni, indennità di accompagnamento) sono in tutto 3.173.000, mentre i percettori sono 2.613.000 (alcune persone percepiscono 2 pensioni, come ad esempio gli invalidi totali con accompagnamento che non superano determinati tetti di reddito)
Leggi tutto e scarica il report nel sito dell’ISTAT  
Approfondisci anche su superando.it
(fonte ISTAT)

Migliorano i conti pubblici. Lo rileva l’Istat nei dati relativi al quarto trimestre del 2012 – Regioni.it


Migliorano i conti pubblici. Lo rileva l’Istat nei dati relativi al quarto trimestre del 2012. Il deficit pubblico e’ migliorato, con un rapporto tra indebitamento netto e Pil pari all’1,4%, in calo di 1,2 punti percentuali su base annua.
Nel 2012, in termini di incidenza sul Pil, il saldo primario positivo e’ stato pari al 2,5%, in miglioramento di 1,3 punti percentuali rispetto al 2011.
E’ il livello più basso, in base a confronti annui, dal quarto trimestre 2000. Mentre la pressione fiscale raggiunge, nel quarto trimestre 2012, il 52,0%, con un aumento di 1,5 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.
Per quanto riguarda i conti pubblici, aumentano entrate del 2,5% nel 2012 e le uscite dello 0,7%.
Il saldo corrente nel quarto trimestre 2012 è stato di 8.177 milioni di euro (-3.234 milioni nel corrispondente trimestre dell’anno precedente), con un’incidenza positiva sul Pil del 2,0%.
Nel quarto trimestre 2012, le uscite totali sono aumentate, in termini tendenziali, dello 0,1%; la loro incidenza rispetto al Pil è del 57,7% (57,1% nel corrispondente trimestre dell’anno precedente). Le uscite correnti sono diminuite dello 0,9% e quelle in conto capitale sono aumentate del 16,8%. Al netto della spesa per interessi (salita del 5,2%) le uscite correnti sono diminuite dell’1,6%.
Le entrate totali sono cresciute, in termini tendenziali, del 2,4%; la loro incidenza sul Pil è stata del 56,3%, in significativo aumento dal 54,5% del corrispondente trimestre del 2011.
Nel complesso del 2012, le uscite totali sono aumentate dello 0,7% rispetto all’anno precedente, risultando pari al 50,6% del Pil (49,9% nel 2011); le entrate totali sono cresciute in misura maggiore rispetto alle uscite (+2,5%), con un’incidenza sul Pil del 47,7% (46,2% nel 2011). La pressione fiscale risulta pari nel 2012 al 44,0%, in aumento di 1,4 punti percentuali rispetto all’anno precedente.

Conto economico trimestrale delle Amministrazioni pubbliche – 04.04.2013

consumiconticonto APdisavanzoentrateesportazionifinanza pubblicaimportazioniindebitamento,investimentipilproduzionepubblica amministrazioneredditosaldo correntesaldo primariostatistica flash,valore aggiunto

Conti nazionaliPubblica amministrazione

Comunicato stampa

da newsletter – Regioni.it.

PIL e DISOCCUPATI IN ITALIA, Newsletter di Legautonomie n. 10 – 5 marzo 2013


PIL e DISOCCUPATI IN ITALIA
…diminuisce la produzione, aumenta la disoccupazione…

Noi Italia, 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo


Vai a:

 

STAT Conti economici trimestrali – II trim 2012 Prezzi dei prodotti agricoli – II trim. 2012 Occupati e disoccupati – II trim. 2012 Prezzi al consumo: dati provvisori – ag. 2012 Clima di fiducia delle imprese – ag. 2012, da Newsletter Legautonomie 33-37/2012


ISTAT

Istat.it – Finanza locale: entrate e spese dei bilanci consuntivi (comuni, province e regioni)


Le tavole pubblicate sono il risultato di elaborazioni eseguite dall’Istat sui dati finanziari definitivi relativi all’esercizio 2009.

Tali elaborazioni hanno riguardato i dati contenuti nei certificati del conto di bilancio che i comuni e le province hanno trasmesso al Ministero dell’interno e quelli raccolti con l’indagine Istat sui Bilanci consuntivi delle regioni e province autonome relativi all’esercizio 2009.

Per le amministrazioni comunali e provinciali sono analizzate le entrate accertate e riscosse per titolo, categoria, risorsa e gestione, e le spese impegnate e pagate per titolo, funzione, intervento e gestione.

Per le amministrazioni regionali sono riportate le previsioni finali di competenza; queste ultime integrano le analisi sulle entrate accertate e riscosse per titolo, categoria, risorsa e gestione, e le spese impegnate e pagate per titolo, intervento, gestione.

I dati riguardanti le entrate e le spese sono aggregati, per ciascun tipo di ente, sia a livello nazionale, sia per singola regione.

Istat.it – Finanza locale.

Istat, Presentazione del Rapporto annuale 2012


Rapporto annuale 2012 – La situazione del Paese

Presentazione
Roma, 22 maggio 2012
Ore 11.00
Palazzo Montecitorio
Sala della Lupa

Evento esclusivamente a inviti

Martedì 22 maggio, alle ore 11.00, presso la Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio, alla presenza del Presidente della Camera dei Deputati e di altre autorità, si tiene la presentazione del Rapporto annuale 2012 – La situazione del Paese.

Quest’anno il Rapporto, il ventesimo della serie, sviluppa una riflessione documentata sulle trasformazioni che interessano economia e società italiana, integrando le informazioni prodotte dall’Istat e dal Sistema statistico nazionale.

Alle consuete analisi delle condizioni del nostro Paese e delle sue prospettive si affianca un intero capitolo dedicato all’evoluzione del sistema Italia dal 1992 al 2012, che analizza gli sviluppi socio-economici tra due momenti storici segnati da forti criticità e alcune analogie.

Fra i temi più rilevanti su cui si sofferma il Rapporto 2012 emergono quelli delle caratteristiche competitive del sistema economico italiano e delle disuguaglianze sociali e territoriali.

Rapporto annuale 2012 – volume on line

DA Istat.it – Presentazione del Rapporto annuale 2012.

Istat, Rapporto annuale 2012 – La situazione del Paese


V4B (Video4Blind) – Descrizione del video per non vedenti.
Roberta Crialesi. Co-coordinatrice Rapporto annuale 2012
Rapporto annuale 2012 – La situazione del Paese
Quest’anno il Rapporto, il ventesimo della serie, sviluppa una riflessione documentata sulle trasformazioni che interessano economia e società italiana, integrando le informazioni prodotte dall’Istat e dal Sistema statistico nazionale.
Alle consuete analisi delle condizioni del nostro Paese e delle sue prospettive si affianca un intero capitolo dedicato all’evoluzione del sistema Italia dal 1992 al 2012, che analizza gli sviluppi socio-economici tra due momenti storici segnati da forti criticità e alcune analogie.
Fra i temi più rilevanti su cui si sofferma il Rapporto 2012 emergono quelli delle caratteristiche competitive del sistema economico italiano e delle disuguaglianze sociali e territoriali. altro

Rapporto annuale 2012 – La situazione del Paese – YouTube.

Istat, Più anziani e più stranieri. È il quadro che emerge dal report sul futuro demografico del Paese pubblicato dall’Istat


Più anziani e più stranieri. È il quadro che emerge dal report sul futuro demografico del Paese pubblicato dall’Istat. Il primo elemento di novità riguarda la popolazione straniera, destinata ad aumentare in modo considerevole nei prossimi anni: passerà dagli attuali 4,6 milioni a 14,1 milioni nel 2065, con una forbice compresa tra i 12,6 e i 15,5 milioni.

ETA’ MEDIA - Allo stesso tempo, l’età media della popolazione è destinata ad aumentare, dai 43,5 anni nel 2011 fino ad un massimo di 49,8 anni nel 2059. Dopo tale anno l’età media si dovrebbe stabilizzare sul valore di 49,7 anni, a indicare una presumibile conclusione del processo di invecchiamento della popolazione. Molto accentuato è anche l’aumento del numero di anziani: gli ultra 65enni, oggi pari al 20,3% del totale, nello scenario centrale aumentano fino al 2043, anno in cui oltrepasseranno il 32%.

CALO DELLA FORZA LAVORO - Diminuisce anche la popolazione in età lavorativa, tra i 15 e i 64 anni: passerà dall’attuale 65,7% al 62,8% nel 2026. Nel lungo termine la riduzione sarà ancora più accentuata, fino a un minimo del 54,3% nel 2056, anno dopo il quale l’indicatore si stabilizza a 54,7% nel 2065.

da Istat, triplicati gli immigrati entro il 2065 – Corriere della Sera.

L’Inps e l’Istat diffondono le tavole di dati sui trattamenti pensionistici rilevati in Italia al 31 dicembre 2009


L’Inps e l’Istat diffondono le tavole di dati sui trattamenti pensionistici rilevati in Italia al 31 dicembre 2009.

Le informazioni statistiche sono state prodotte dall’archivio statistico sui trattamenti pensionistici, gestito dall’Inps, la ricchezza ed il dettaglio analitico del quale consentono di analizzare i trattamenti pensionistici con una doppia classificazione, per tipologia e per funzione economica, quest’ultima in accordo ai criteri stabiliti in ambito europeo (Esspros, Regolamento comunitario 458/2007).

Ciò rende possibile la comparazione in ambito comunitario, e al contempo, garantisce la possibilità di effettuare le tradizionali analisi del sistema pensionistico italiano, fondate sulla classificazione tipologica.

L’importo annuo di ciascuna pensione è fornito dal prodotto tra l’importo mensile della pensione pagata al 31 dicembre dell’anno ed il numero di mensilità per cui è previsto il pagamento. La variabile spesa è dunque definita come spesa tendenziale (calcolata da un dato di stock) e può non coincidere con la corrispondente voce di bilancio (dato economico di bilancio).


Per informazioni

Statistiche sulla previdenza e assistenza – Istat
Corrado Peperoni
Tel. 06 4673.6452
peperoni@istat.it

Coordinamento generale statistica attuariale – Inps
Natalia Orrù
Tel. 06 59054685

Periodo dei dati:
Anno 2009
Data di pubblicazione:
venerdì 23 dicembre 2011
Allegati
Indice delle tavole
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Tavole
zip (13 MB)
Glossario
pdf (106 KB)
Nota informativa
pdf (216 KB)

da Istat.it – I trattamenti pensionistici.

ISTAT – Entrate e spese dei bilanci consuntivi (comuni, province e regioni)


ISTAT – Entrate e spese dei bilanci consuntivi (comuni, province e regioni)

ISTAT Censimento Popolazione



Sono molte le novità del Censimento 2011 pensate per facilitare la partecipazione. Ad esempio:
- il questionario, indirizzato alla tua famiglia, ti arriverà per posta direttamente a casa. Questo è possibile perché l’Istat ha acquisito da tutti i Comuni italiani le liste anagrafiche, aggiornate al 31 dicembre 2010, che comprendono tutte le famiglie residenti nel territorio di ciascun comune a quella data;
- puoi compilare il questionario che hai ricevuto per posta e restituirlo presso qualsiasi ufficio postale o nei centri di raccolta istituiti nel tuo comune di residenza anagrafica. Ricorda che il Censimento serve a ‘contare’ la popolazione e a raccogliere informazioni che costituiscono il punto di partenza per individuare adeguate politiche e azioni di sviluppo, mettendo a confronto le diverse realtà territoriali del Paese.
Rispondere è un dovere, lo dice la legge, ma soprattutto è 

Scheda del sito:
http://www.freeonline.org/sitogratis/censimentopopolazione.html

Istat, il numero delle province italiane è passato da 107 a 110 e quello dei comuni è 8.092


110 province e 8.092 comuni

(regioni.it) Dalla verifica generale Istat sulle variazioni amministrative risulta che nell’ultimo anno il numero delle province italiane è passato da 107 a 110 e quello dei comuni è  8.092.

L’Istat infatti, attraverso una verifica periodica presso le Regioni, acquisisce nel corso dell’anno tutte le variazioni territoriali ed amministrative verificatesi sul territorio nazionale.

L’Istat pone in evidenza gli ultimi importanti eventi in termini di variazioni amministrative:

  1. la istituzione di tre nuove province (Monza e della Brianza, Fermo e Barletta-Andria-Trani) che ha portato il numero complessivo delle province italiane a 110;
  2. la costituzione di tre nuovi comuni di Comano Terme, Ledro (entrambi in provincia di Trento) e Gravedona ed Uniti (in provincia di Como).

Dal 30 giugno 2011 il numero ufficiale dei comuni italiani è pari a 8.092 Unità amministrative.

In seguito all’adozione del “Regulation (EC) n. 1059/2003 of the European Parliament and of the Council of 26 May 2003 on the establishment of a common classification of territorial units for statistics (NUTS)”, anche l’Istat si è uniformato a tale classificazione. Pertanto è stato applicato l’uso della doppia dizione italiano/francese per la Regione e la provincia della Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste e il ricorso al simbolo separatore “/” per i comuni con la denominazione bilingue della provincia di Bolzano/Bozen.

Codici comuni, province e regioni

Pubblicate con riferimento al 1° ottobre 2011 tutte le variazioni territoriali ed amministrative verificatesi sul territorio nazionale
Classificazione, venerdì 30 settembre 2011

Elenco delle Amministrazioni PubblicheAggiornato l’elenco delle unità istituzionali che fanno parte del settore delle Amministrazioni Pubbliche Classificazione, lunedì 3 ottobre 2011

 

Tavola 1 – Variazioni territoriali e di nome dei comuni per tipo e regione dal 1° aprile 1991 al 1° ottobre 2011

REGIONI

 

 

Tipo di variazione

 

 

Totale

Cambio denominazione dei comuni

Cessioni di territorio

Acquisizioni di territorio Comuni costituiti

Comuni soppressi

Cambi di appartenenza di Regione e/o Provincia

Piemonte Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste Lombardia Liguria Trentino-Alto Adige/SüdtirolBolzano/Bozen TrentoVeneto Friuli-Venezia Giulia Emilia-Romagna ToscanaUmbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia SardegnaNord-ovest Nord-est Centro Mezzogiorno ITALIA

1 1 3 -6 2 4 –1 –1 1 -1 1 1 –1 25 7 2 6 20

5 -33 1 94 5 8 11 4 4 -1 2 2 –8 -2 2 839 32 7 22 100

5 -32 1 104 6 6 11 4 4 -1 2 2 –7 -2 2 638 31 7 19 95

2 -3 -2 -2 3 1 —-3 —1 —2 5 6 3 3 17

5 -6 -8 -84 2 —-1 ——–11 14 1 -26

160 -206 ––27 7 -40 —-10 -77 -123366 27 47 210 650

178 1 283 2 35 10 25 21 25 36 15 -43 9 4 1 1 27 -81 5 141464 117 67 260 908

Fonte:Variazioni territoriali, denominazione dei comuni, calcolo delle superfici comunali (E)

l’Istat ha predisposto l’elenco delle unità istituzionali che fanno parte del settore delle Amministrazioni Pubbliche, i cui conti concorrono alla costruzione del Conto economico consolidato delle Amministrazioni Pubbliche


In base al sistema europeo dei conti, l’Istat ha predisposto l’elenco delle unità istituzionali che fanno parte del settore delle Amministrazioni Pubbliche, i cui conti concorrono alla costruzione del Conto economico consolidato delle Amministrazioni Pubbliche.
L’Istat è tenuto ai sensi della legge di contabilità e di finanza pubblica n.196 del 31/12/2009 a pubblicare annualmente tale lista sulla Gazzetta Ufficiale. Elenco che infatti è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 228 del 30 settembre 2011 e le unità classificate nel Settore delle Amministrazioni Pubbliche sono:

a) gli organismi pubblici che gestiscono e finanziano un insieme di attività,

principalmente consistenti nel fornire alla collettività beni e servizi non destinabili

alla vendita;

b) le istituzioni senza scopo di lucro che agiscono da produttori di beni e servizi

non destinabili alla vendita, che sono controllate e finanziate in prevalenza da

amministrazioni pubbliche;

c) gli enti di previdenza.

 

Elenco delle Amministrazioni Pubbliche

pdf (42 KB)

da newsletter – Regioni.it.

L’Istat rende noti alcuni dati sulla disoccupazione nel nostro Paese. In particolare scende il tasso di disoccupazione ad agosto: 7,9% rispetto all’8,0% di luglio


L’Istat rende noti alcuni dati sulla disoccupazione nel nostro Paese. In particolare scende il tasso di disoccupazione ad agosto: 7,9% rispetto all’8,0% di luglio.
Nello stesso mese e’ anche cresciuto il numero degli occupati sia ripetto al mese che all’anno precedente, tornando a superare i 23 milioni, il valore più alto degli ultimi due anni.
Si rafforza pero’ la disoccupazione lunga, ossia coloro che cercano lavoro da oltre un anno. Nel secondo trimestre 2009 era al 52,9% del totale dei disoccupati, non era cosi’ da 18 anni.
Per la Commissione Ue ‘la capacita’ di creare lavoro restera’ debole per altro tempo’. E le manovre indeboliscono mercato e di conseguenza occupazione.
In Italia ”preoccupa soprattutto la disoccupazione giovanile e la precarieta’ sempre piu’ spinta”: e’ quanto rileva la Commissione Ue nell’ultimo rapporto sull’occupazione.
Secondo i dati di Eurostat la disoccupazione dei giovani in Italia ad agosto e’ aumentata da da 27,5% a 27,6%, contro una media Ue-17 di 20,4%. E aumenta il numero dei giovani che ne’ studiano ne’ lavorano: sono al 19,1% una media che ci porta secondi solo alla Bulgaria (21,8%).

http://epp.eurostat.ec.europa.eu/cache/ITY_PUBLIC/3-30092011-BP/EN/3-30092011-BP-EN.PDF

Occupati e disoccupati

Ad agosto gli occupati sono 23 milioni, in aumento dello 0,1% rispetto a luglio 
Comunicato stampa, venerdì 30 settembre 2011

Occupati e disoccupati

Nel II trimestre 2011 gli occupati sono 23,1 milioni, +0,4% in un anno
Comunicato stampa, venerdì 30 settembre 2011

da newsletter – Regioni.it.

Istat,Trattamenti pensionistici e beneficiari al 31 dicembre 2009


Nel 2009 l’importo complessivo annuo delle prestazioni pensionistiche previdenziali e assistenziali erogate in Italia è stato pari a 253.480 milioni di euro, un valore corrispondente al 16,68% del prodotto interno lordo (Pil). La spesa complessiva è aumentata del 5,1% rispetto al 2008, mentre la quota sul Pil è cresciuta di 1,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente.

È quanto emerge dalle rilevazioni annuali sui trattamenti pensionistici e sui loro beneficiari condotte dall’Istituto nazionale di statistica e dall’Istituto nazionale della previdenza sociale, a partire dai dati dell’archivio amministrativo – Casellario centrale dei pensionati – nel quale sono raccolte le informazioni sulle prestazioni pensionistiche erogate da tutti gli enti previdenziali italiani, pubblici e privati.

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da Trattamenti pensionistici e beneficiari al 31 dicembre 2009.

Istat, I beneficiari delle prestazioni pensionistiche


L’Istat diffonde le tavole di dati sui beneficiari dei trattamenti pensionistici rilevati in Italia al 31 dicembre 2008.

Le informazioni statistiche sono state prodotte utilizzando l’archivio amministrativo Casellario centrale dei pensionati (gestito dall’Inps), la ricchezza ed il dettaglio analitico del quale hanno consentito di applicare alle statistiche sui beneficiari dei trattamenti pensionistici una doppia classificazione, per tipologia (quella utilizzata nelle tavole qui presentate) e per funzione economica, predisposta in accordo ai criteri stabiliti in ambito europeo (Sespros, Regolamento comunitario 458/2007) ed utilizzata per l’invio annuale ad Eurostat dei dati sui beneficiari di prestazioni pensionistiche.

Ciò rende possibile la comparazione in ambito comunitario, e al contempo garantisce la possibilità di effettuare le tradizionali analisi del sistema pensionistico italiano, fondate sulla classificazione tipologica.

Il numero dei beneficiari non coincide con quello delle pensioni, in quanto ogni pensionato può percepire più trattamenti pensionistici. Ad esempio, il titolare di una pensione di vecchiaia può avere diritto anche ad almeno una parte della pensione di vecchiaia del coniuge deceduto.

Ogni soggetto, inoltre, può essere titolare di più pensioni appartenenti a diverse tipologie, come nel caso in cui si cumula una prestazione di tipo Ivs con una rendita indennitaria o una prestazione assistenziale.

L’importo annuo di ciascuna pensione è fornito dal prodotto tra l’importo mensile della pensione pagata al 31 dicembre dell’anno e il numero di mensilità per cui è previsto il pagamento. La variabile spesa è dunque definita come spesa tendenziale (calcolata da un dato di stock) e può non coincidere con la corrispondente voce di bilancio (dato economico di bilancio).

Le tavole sono accompagnate da una sintetica nota informativa e da un indice.

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frecciaIndice delle tavole
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frecciaTavole
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frecciaNota informativa
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frecciaGlossario
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da I beneficiari delle prestazioni pensionistiche.