Sergio Zavoli presenta il libro dell’anno Mirella Delfini tra Papa Giovanni XXIII, De Gaulle, Fanfani, Mattei, Nenni, Moro, Pasolini, Buzzati, Fellini, Montanelli, Moravia, De Sica.
“Divertente, scanzonata, a volte commovente”, scrive Sergio Zavoli, oggi autorevole voce della RAI presentando il romanzo di Mirella Delfini. L’autrice è nota giornalista che parte dal fascismo per giungere a nostri giorni, raccontando di vicende, incontri, scontri, interviste e molto altro ancora tra Giovanni Papa XXIII, Pasolini, Montanelli, Moravia, Vittorio De Sica e tanti altri. “La vicenda di Mirella Delfini – ha scritto Zavoli – ,una giornalista d’assalto, si snoda lungo un secolo pieno di avvenimenti e di lampi tempestosi. Non è soltanto un’autobiografia, è anche una strada da percorrere per scoprire luoghi impensati e incontrare personaggi eccezionali come Papa Giovanni XXIII, il Pandit Nehru, Charles De Gaulle, Amintore Fanfani, Enrico Mattei, Pietro Nenni, Aldo Moro, Pier Paolo Pasolini, Dino Buzzati, Federico Fellini, Indro Montanelli, Alberto Moravia, Vittorio de Sica e molti altri.” Il libro è stato pubblicato da AbelBooks una casa editrice che pubblica ebook distribuendoli e vendendoli in tutto il mondo. Si possono infatti trovare i titoli del ricercato catalogo, suddiviso tra narrativa e saggistica, su Amazon, in Applestore, Bol, Rizzoli, Internet Bookshop e le più importanti librerie online della rete. Sergio Zavoli, giornalista RAI e scrittore, parla del lavoro di Mirella Delfini, non solo come una auto-biografia, ma come un viaggio di incontri e interviste interessanti a personaggi eccezionali che hanno fatto la nostra storia. E prima di terminare la sua presentazione Zavoli ha voluto sottolineare che “ci sono anche fatti che solo oggi è possibile raccontare; per esempio la vera storia di come Papa Giovanni XXIII – durante la crisi per i missili a Cuba – sia riuscito con il suo carisma a riconciliare ‘le due K’, Kennedy e Krusciov, scongiurando il pericolo di una terza guerra mondiale. E’ una vicenda che pochi sanno, infatti il mondo crede ancora che il merito sia tutto di Kennedy. Storia, politica cultura, sorprese e rischi, tutto si mescola e si ricompone in un vasto arazzo sul quale ci si avventura senza un momento di respiro e di noia.”
ANDRA’ TUTTO BENE di Mirella Delfini Abelbooks editore Euro 4,99
Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari
Dati
pp. 176, 1a edizione 2008 (Cod.1900.1.10)
Tipologia: Edizione a stampa Prezzo: € 18,00 Disponibilità: Buona
Codice ISBN: 9788856802801
In breve
Attraverso un’accurata ricostruzione delle dimensioni della ricerca valutativa e un esame dei cambiamenti avvenuti negli ultimi anni nel welfare, il volume spiega come e perché valutare i servizi e le politiche sociali. Tre, in particolare, sono le parole chiave utilizzate per leggere il contributo della ricerca valutativa nel campo dei servizi e delle politiche sociali: partecipazione, metodo e qualità.
Presentazione del volume
Come valutare i servizi e le politiche sociali? Quali approcci e quali metodi impiegare? Cosa significa valutazione partecipata? Come coinvolgere gli attori sociali? È possibile giungere a risultati oggettivi? Che cos’è la qualità in ambito sociale? A che cosa serve valutare i servizi e le politiche sociali?
Il volume risponde a queste domande attraverso un’accurata ricostruzione delle dimensioni della ricerca valutativa e un esame dei cambiamenti avvenuti negli ultimi anni nel welfare. L’attenzione è posta sul ruolo chiave che può giocare la valutazione affiancando la decisione per l’individuazione di bisogni rilevanti e per la costruzione e l’implementazione di interventi adeguati.
Tre sono le parole chiave utilizzate nel libro per leggere il contributo della ricerca valutativa nel campo dei servizi e delle politiche sociali: partecipazione, metodo e qualità. La partecipazione alla ricerca degli attori sociali (decisori, attuatori, beneficiari) è la strategia attraverso la quale è possibile costruire, raccogliere e restituire informazioni utili alla sfera decisionale. Il metodo rinvia ai presupposti teorici e pratici della ricerca e agli aspetti da considerare per orientarsi in contesti articolati e multistakeholder. La qualità, infine, può essere definita integrando la conformità a standard e procedure (tipica della certificazione e dell’accreditamento) con l’attenzione ai risultati e alle varie dimensioni dell’intervento sociale (come propone la valutazione) per considerarne la complessità.
Il testo è arricchito dall’illustrazione di alcune ricerche che esemplificano il ruolo e le finalità della valutazione in campo sociale, le modalità e le tecniche di coinvolgimento degli attori sociali, il rapporto con i committenti, l’impiego di metodi misti.
Filippo Ciucci è dottore di ricerca in Metodologia della ricerca nelle scienze umane e professore a contratto presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Genova. Svolge attività di consulenza e di ricerca per enti pubblici e privati nel settore delle politiche sociali, formative e del lavoro.
Indice
Introduzione
Percorsi della valutazione
(Definizioni di valutazione; La valutazione: finalità e procedure; Valutazione, ricerca e politiche sociali)
Valutazione e partecipazione
(Valutazione, partecipazione e ricerca sociale; Valutazione partecipata nelle politiche sociali; Caratteristiche della valutazione partecipata; Pregi e limiti della partecipazione)
Problemi di metodo
(Per una comprensione dell’agire sociale; Qualità e quantità: ricerca e partecipazione; Implicazioni di un approccio partecipato; Ricercatore e attore sociale; Il mito dell’oggettività: verità oggettiva o intersoggettiva?; La valutazione: perché e per chi)
Welfare, politiche e valutazione
(Il welfare in Italia e i suoi cambiamenti; Politiche e welfare in Europa e in Italia; Politiche e servizi sociali; La legislazione italiana in materia di politiche sociali; Valutazione e assicurazione della qualità nel settore sociosanitario)
Valutazione, qualità e servizi alla persona
(La valutazione dei servizi alla persona; Valutazione e qualità)
Conclusioni
Bibliografia di riferimento
Tipologia: Edizione a stampa Prezzo: € 27,00 Disponibilità: Buona
Codice ISBN: 9788856816129
In breve
Nella gestione di progetti e programmi, nelle grandi organizzazioni, non c’è ormai contesto amministrativo o decisionale in cui non sia richiesto di fornire dati e progettare indicatori. Il volume, nato da una giornata di studio tenutasi a Roma fra sociologi ed economisti, metodologi e valutatori, vuole offrire un sistema di indicatori efficace, chiaramente collegato all’oggetto da monitorare o valutare, adeguatamente argomentato e non improvvisato.
Presentazione del volume
Indicatori sociali, indicatori di impatto, indicatori di qualità della vita, di contesto, economici… gli indicatori godono di una diffusione superiore al numero di testi a essi dedicati. Nella gestione di progetti e programmi, nelle grandi organizzazioni, non c’è ormai contesto amministrativo o decisionale in cui non sia richiesto di fornire dati e progettare indicatori, sovente mal compresi e scarsamente utili.
Il problema fondamentale è la grande distanza che si registra fra i pochi testi specialistici che inquadrano l’argomento e la grande diffusione pratica, non solo valutativa, che negli anni pare avere imboccato la deriva della produzione massiccia di indicatori sterili, trascurando la riflessione sul loro significato, la loro corretta costruzione e il loro uso efficace.
In seguito a una giornata di studio tenutasi a Roma fra sociologi ed economisti, metodologi e valutatori, è nato questo volume che accosta il sofisticato ragionamento teorico all’indicazione procedurale; il confronto fra modelli epistemologici alla ricchezza di casi empirici; il riferimento ai sistemi di monitoraggio e il loro collegamento alla valutazione.
Il volume è destinato a un pubblico di ricercatori sociali, pianificatori o progettisti, valutatori, manager pubblici e operatori (sanitari, scolastici, delle politiche formative e sociali, ecc.) che ritengono necessario un sistema di indicatori ma lo desiderano efficace, chiaramente collegato all’oggetto da monitorare o valutare, adeguatamente argomentato, non improvvisato.
Claudio Bezzi, consulente valutatore, è fra i fondatori dell’Associazione Italiana di Valutazione. Fondatore della “Rassegna Italiana di Valutazione”, ha scritto fra l’altro Il disegno della ricerca valutativa, Nuova edizione rivista e aggiornata, FrancoAngeli, Milano 2003. www.valutazione.it; bezzi@valutazione.it Leonardo Cannavò, sociologo della scienza e metodologo della ricerca, è professore ordinario di Metodologia e tecnica della ricerca sociale nella Facoltà di Sociologia, “Sapienza” Università di Roma. Ha condotto studi teorici ed empirici sulla valutazione dei sistemi e processi scientifico-tecnologici e progettato scale di valutazione degli atteggiamenti. Il suo lavoro più sistematico èRicerca sociale, Carocci, Roma 2007 (3 volumi, a cura di, con L. Frudà). leonardo.cannavo@uniroma1.it Mauro Palumbo, valutatore e metodologo della ricerca, è professore ordinario di Sociologia presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Genova. Fra i fondatori dell’Associazione Italiana di Valutazione, concentra da tempo i suoi interessi sull’utilizzo della valutazione nei processi decisionali pubblici. Ha pubblicato recentemente con FrancoAngeli La partecipazione fra ricerca e valutazione (2009, a cura di, con C. Torrigiani). mauro.palumbo@unige.it
Indice
Claudio Bezzi, Introduzione Parte I. La costruzione degli indicatori sociali e valutativi Mauro Palumbo, Definizioni, approcci e usi degli indicatori nella ricerca e nella valutazione
(Definizioni; Indicatori sociali; Approccio statistico e sociologico agli indicatori; Indicatori valutativi; Indicatori nella ricerca e nella valutazione: una stessa famiglia?; Claudio Torrigiani, Appendice. Gli indicatori valutativi) Agnese Vardanega, Costruire indicatori per la valutazione. Costruzionismo e principio di realtà
(Costruire cosa? Indicatori, conoscenza e valutazione; La selezione degli indicatori, in pratica; Come fanno gli indicatori ad indicare?; Validità: interpretazione e principio di realtà) Eleonora Venneri, L’indicatore riflessivo: logica argomentativi ed ermeneutica nei processi di costruzione
(Premessa; Definizione dell’evaluando e costruzione degli indicatori: un’attività in progress; L’indicatore ragionevole: il ruolo dell’argomentazione) Parte II. Apprendere la natura e l’uso degli indicatori a partire da casi concreti Claudio Bezzi, Indicatori senza pensiero
(Tu come chiami l’indicatore?; Un mondo irreale. Ovvero: indicatori senza pensiero; Il livello istituzionale: Gog e Maggog dell’indicazione; Ritualità dell’indicatori e scotomizzazione del senso) Mita Marra, Come e perché gli indicatori co-evolvono con gli obiettivi e gli strumenti delle politiche pubbliche
(Come gli indicatori co-evolvono: l’economia politica della programmazione e della valutazione; Perché gli indicatori co-evolvono: la complessità delle teorie dei programmi; La dimensione normativa: indicatori come standard; Conclusioni) Isabella Mingo, Dal pensiero agli indicatori: misurare “l’esclusione sociale”. La complessa definizione operativa di un concetto multidimensionale
(Introduzione; Il “pensiero”: che cos’è l’esclusione sociale?; Dal concetto agli indicatori di Laeken; Le basi empiriche degli indicatori di Laeken; Note conclusive) Maria Stella Agnoli, La sfida dei ‘descrittori di Dublino’ alla progettazione dell’offerta formativa universitaria e alla valutazione dei suoi risultati
(Una breve premessa sulla scelta del tema; I descrittori di Dublino; Gli usi valutativi dei descrittori di Dublino; Il ciclone del programma; Se e come sia possibile tradurre i descrittori dei risultati dell’apprendimento (learning outocomes) universitario nel linguaggio degli indicatori valutativi; La valutazione dell’università anche a partire dai descrittori di Dublino) Daniela Oliva, L’infausto successo degli indicatori
(Premessa; Il primo incontro; Un settore di successo; Gli indicatori tra monitoraggio e valutazione; La capacità rappresentativa degli indicatori; Le condizioni migliori per l’utilizzo degli indicatori; Indicatori sì, indicatori no?) Marco Lombardi, Processo della policy e indicatori di monitoraggio
(Una riflessione preliminare sugli obiettivi del monitoraggio; Il contesto; Partire dai processi; Dalla ricostruzione dei processi alle dimensioni; Dimensioni, contesti e costruzione degli indicatori; Monitoraggio e indicatori per la valutazione delle politiche; Conclusioni) Parte III. Post-funzioni Mita Marra, Note sulla causalità. Gli indicatori tra micro e macro analisi
(La causalità basata sui meccanismi: implicazioni per l’utilizzo degli indicatori; Le dimensioni micro e macro: relazioni causali e costitutive e indicatori; Conclusioni) Leonardo Cannavò, Dall’incertezza e della complessità: gli indicatori tra ricerca e valutazione
(Valutazione, ricerca valutativa, ricerca investigativa, valutazione sociale; Asimmetrie della e nella valutazione: contesti, livelli, matrici disciplinari; Il senso degli indicatori fra complesso e semplice, latente e manifesto; Gli indicatori nella e per la valutazione: che fare?)
Gli autori.
I servizi per gli anziani richiedono sistematiche valutazioni e continui adeguamenti a livello quantitativo e qualitativo. In questa prospettiva l’AUSL di Bologna ha sviluppato uno specifico percorso di miglioramento della qualità dei servizi per gli anziani, che ha coinvolto diverse aree: la dimissione protetta dall’ospedale, l’assistenza domiciliare, l’assistenza presso strutture protette e lungodegenze, i servizi per le demenze. Il testo riporta gli atti di un workshop su queste tematiche.
Presentazione del volume
Il sistema di welfare italiano deve affrontare una sfida di particolare rilievo: la necessità di un adattamento continuo dei servizi per rispondere a nuovi bisogni, a una crescente domanda di personalizzazione e qualità degli interventi. Nell’area dei servizi per gli anziani, l’invecchiamento della popolazione fa emergere con forza tale sfida e richiede al sistema di welfare di attrezzarsi per garantire un miglioramento continuo della qualità dei servizi e un monitoraggio sistematico delle attività.
Il libro presenta un insieme organico di esperienze di valutazione e miglioramento della qualità, esposte nell’ambito del Workshop per operatori socio-sanitari e dei servizi convenzionati “Il percorso di miglioramento della qualità nei servizi per anziani dell’Azienda USL di Bologna”, tenutosi nel 2009 a Bologna. Il percorso è stato fortemente condiviso tra tutti gli attori in grado di promuovere qualità – ASL, Enti Locali, ASP, organizzazioni profit e no profit, professionisti, volontari, Comitati Consultivi Misti, famiglie ed anziani – e mirato, in una prospettiva di innovazione sociale partecipata, al miglioramento della cura e della qualità della vita degli anziani. Gli elementi teorici, gli strumenti metodologici e le esemplificazioni concrete, contenuti nel testo, rappresentano una “cassetta degli attrezzi” utilizzabile da chi opera nei servizi socio-sanitari per gli anziani.
Il volume si rivolge quindi ad amministratori, operatori socio-sanitari, responsabili di organizzazioni profit, no profit e volontari per consolidare un’alleanza con le famiglie e gli anziani, per la qualità della vita e dei servizi.
Monica Minelli, sociologo e assistente sociale, è direttore del Dipartimento delle Attività Socio-Sanitarie dell’Azienda USL di Bologna. Walther Orsi, sociologo, docente di Programmazione, organizzazione e gestione dei servizi sociali presso l’Università di Bologna, è direttore del Programma ‘Salute Anziani’ dell’Azienda USL di Bologna. Per i nostri tipi ha pubblicato Progettare insieme la qualità della vita (2003) e Qualità della vita e innovazione sociale (2009). Rosa Angela Ciarrocchi, sociologo sanitario, si occupa di sistemi informativi, valutazione e ricerca nell’ambito delle organizzazioni no profit ed è consulente presso l’Azienda USL di Bologna. Gerardo Lupi, sociologo sanitario, si occupa di formazione e consulenza organizzativa
nell’ambito dei servizi socio-sanitari e del terzo settore e collabora con il Programma ‘Salute Anziani’ dell’Azienda USL di Bologna.
Indice
Giuliano Barigazzi, Presentazione Francesco Ripa Di Meana, Introduzione Anna Del Mugnaio, Programmazione, governance e qualità dei servizi sociosanitari
Qualità e valutazione: metodi e ricadute
(Massimo Annicchiarico, Introduzione; Laura Biagetti, Valutare la qualità nei servizi alla persona;Walther Orsi, Costruire qualità: il metodo di lavoro partecipato; Carlo Hanau, Sonia Cavallin, Il Comitato Consultivo Misto come strumento di partecipazione dei cittadini e delle associazioni;Raffaele Tomba, La qualità nell’accesso ai servizi: l’avvio dello sportello sociale nel Comune di Bologna; Anna Maria Nasi, L’integrazione socio-sanitaria nell’ADI; Simonetta Puglioli, La qualità dei servizi socio-sanitari per anziani: esperienze e prospettive)
Qualità e assistenza domiciliare
(Gabriele Cavazza, Introduzione; Lucia La Rovere, Garanzie di qualità nell’assistenza domiciliare;Rosanna Giordani, La cartella ADI; Chiara Petrucci, La valutazione della soddisfazione degli utenti ADI)
Qualità e assistenza nelle strutture residenziali e nelle lungodegente
(Luca Barbieri, Introduzione; Marco Domenicali, Gerardo Lupi, Maria Cristina Pirazzini, Marco Sinoppi, L’esperienza dell’Azienda USL di Bologna: valutazione della qualità e monitoraggio dei servizi alla persona nelle strutture protette; Clelia D’Anastasio, Rosa Angela Ciarrocchi, Il progetto demenze: percorsi di miglioramento e qualità percepita; Aldina Gardellini, Relazione clinico-organizzativa fra Ospedale e Strutture Residenziali per anziani; Mauria Rambaldi, Il controllo di qualità nelle lungodegente private accreditate a Bologna: un percorso di miglioramento; Giovanni Agrestini, Indicatori di qualità, miglioramento continuo, ruolo della direzione; Lucio Tondi, Il contributo del medico al miglioramento della qualità erogata agli anziani non autosufficienti istituzionalizzati; Lauretta Fagioli, Il servizio infermieristico nelle strutture residenziali: strategie per la qualità; Monica Gamberoni, La riabilitazione estesa: un lavoro di equipe a garanzia della qualità del servizio; Paola Burnelli, L’apporto professionale del Coordinatore di Nucleo per il miglioramento della vita dell’anziano in un servizio residenziale)
Qualità delle relazioni nelle strutture residenziali
(Maura Guerzoni, Stefania Moscardelli, Introduzione; Fabio Cavicchi, PAI e programmazione dell’assistenza. Qualità delle relazioni nelle strutture residenziali; Luca Boschiero, Carta dei Servizi come strumento di informazione e comunicazione; Stefano Canova, Animazione. Tra attimi “esterni” e “tenuta” di programmi; Rosa Angela Ciarrocchi, Gerardo Lupi, Il miglioramento della qualità della vita nelle strutture) Monica Minelli, Conclusioni
Riferimenti bibliografici
Textbook, strumenti didattici. Testi per psicologi clinici, psicoterapeuti
Dati
pp. 336, 1a ristampa 2011, 1a edizione 2009 (Cod.1240.339)
Tipologia: Edizione a stampa Prezzo: € 32,00 Disponibilità: Discreta
Codice ISBN: 9788856804812
In breve
Il tema della genitorialità alla luce della più recente e autorevole letteratura scientifica internazionale. Il volume delinea la funzione genitoriale con particolare riferimento alla personalità e ai compiti dei genitori e agli obiettivi evolutivi del figlio, individua i più significativi nodi problematici e gli aspetti disfunzionali della genitorialità, propone criteri di valutazione della “capacità genitoriale”, applicabili in sede clinica e in ambito forense.
Presentazione del volume
Questo volume affronta il tema della genitorialità alla luce della più recente ed autorevole letteratura scientifica internazionale.
Innanzitutto, viene delineata la funzione genitoriale come scaturisce dall’integrazione delle dimensioni evoluzionistiche e transculturali, con particolare risalto ai sistemi di accudimento e attaccamento.
Dopo aver illustrato le variabili della personalità e le abilità e competenze richieste ai genitori per favorire il raggiungimento degli obiettivi evolutivi dei figli, vengono tracciati quattro profili di genitore.
Ampio spazio è dedicato alla discussione critica dei nodi problematici in grado di determinare condizioni di disfunzione genitoriale, con particolare riferimento alle molteplici tipologie di abuso, dalle situazioni di trascuratezza e maltrattamento fino al caso estremo del figlicidio.
Per ogni condizione problematica sono illustrate la prevalenza, l’eziologia, la dinamica, le conseguenze per genitori e figli e le strategie di prevenzione e trattamento più efficaci.
Infine, vengono proposti dei criteri di valutazione della “capacità genitoriale”.
Il materiale contenuto nel volume trova utile applicazione in sede clinica e in ambito forense e costituisce il punto di partenza per interventi di tipo preventivo e terapeutico.
Oronzo Greco, neuropsichiatra, è professore ordinario di Criminologia presso l’Università del Salento, dove insegna anche Psichiatria e Neuropsichiatria Infantile e dirige il Master in “Criminologia clinica e Psicopatologia forense”. È autore di articoli e monografie in ambito criminologico, psicopatologico e medico-legale. Roberto Maniglio, psicologo, psicoterapeuta, è dottorando in Criminologia, devianza e mutamento sociale. È autore di pubblicazioni su riviste e monografie a livello nazionale e internazionale in ambito criminologico, psicologico e psicopatologico.
Indice
Introduzione
La genitorialità tra natura e cultura
(Radici naturali; Radici culturali)
La funzione genitoriale
(Origine e percorso della genitorialità; Aspetti psicologici; Variabili psicologici)
Nodi problematici
(Infertilità, procreazione assistita e adozione; Genitori con disabilità fisiche; Genitori con disturbi mentali; Genitori antisociali; Genitori che fanno uso di alcol o droghe; Nuclei monogenitoriali; Maternità adolescenziale; Orientamento sessuale del genitore; Separazione e divorzio; Conflittualità e violenza coniugale; Svantaggio sociale ed economico; Genitori di bambini nati prematuramente o sottopeso; Genitori di bambini disabili; Genitori di bambini con comportamenti problematici)
La disfunzione genitoriale
Famiglie multiproblematiche; Abuso e trascuratezza; Figlicidio; Il genitore “non risolto, inerme e spaventante”; Strategie di intervento)
La capacità genitoriale
(Verso una definizione ideale e normativa di genitore; Valutazione della capacità genitoriale)
Il volume si interroga sulla valutazione degli interventi e dei servizi sociali in una società complessa e democratica, e propone un ampio ventaglio di tecniche di ricerca sociale e valutativa, in un’ottica di integrazione metodologica, con un’approfondita disamina dell’uso e abuso dei questionari, un’attenzione alle prassi dell’osservazione e della narrazione, un rilievo specifico alle tecniche di gruppo in quanto particolarmente coerenti con un’ottica partecipativa.
Presentazione del volume
Che cosa significa valutare gli interventi e i servizi sociali (sanitari, assistenziali, formativi, ecc.) in una società complessa e democratica? La valutazione è materia riservata a esperti, decisori e management oppure possono (e devono) entrare in gioco altri attori sociali (operatori e cittadini in primis)? La partecipazione può essere ridotta alla mera somministrazione di questionari di soddisfazione ai “clienti”? E questi “clienti” sono davvero “al centro”, come recita la vulgata corrente?
Il volume risponde in modo approfondito a questi interrogativi sulla base dell’esperienza di molti anni di studi, ricerche, consulenze, corsi e saggi. Sottopone ad analisi critica tutta una serie di assiomi diffusamente utilizzati ma dalle deboli fondamenta. La valutazione, per essere all’altezza delle problematiche attuali, non può che proporsi sia come ricerca scientifica sia come negoziazione fra più attori. E la partecipazione dei cittadini necessita di solide fondamenta teoriche, di riflessione sulle sperimentazioni attuate, di analisi delle sue dimensioni e dei suoi contenuti.
Il testo propone quindi un ampio ventaglio di tecniche di ricerca sociale e valutativa, in un’ottica di integrazione metodologica, con un’approfondita disamina critica dell’uso e dell’abuso dei questionari, un’attenzione alle prassi dell’osservazione e della narrazione, un rilievo specifico alle tecniche di gruppo in quanto particolarmente coerenti con un’ottica partecipativa. Interrogandosi anche sulle nuove opportunità offerte alla ricerca dall’informatica e dal web.
Leonardo Altieri, professore associato presso il Dipartimento di Sociologia dell’Università di Bologna, insegna Metodologia e tecnica della ricerca sociale, Valutazione dei servizi e delle politiche sociali, Metodologia della ricerca valutativa nelle Facoltà di Scienze Politiche di Bologna e Forlì. Si occupa di valutazione fin dalla prima metà degli anni ottanta, ha condotto studi e consulenze presso enti vari, fra cui l’Agenzia Sanitaria dell’Emilia-Romgna. È stato fra i promotori dell’Associazione Italiana di Valutazione. Ha fatto parte per sei anni del Nucleo di Valutazione dell’Università di Bologna dopo essere stato per due mandati consigliere di amministrazione nonché componente della giunta dello stesso ateneo. Fa parte della direzione scientifica della rivista Salute e Società.
Indice
Prefazione (autobiografia) Parte I. Valutazione Verso una valutazione comprendente, integrata, multidimensionale
(Scopi, sviluppi e primi criteri della valutazione dei programmi sociali e sanitari; Valutazione come attività complessa; Le componenti del percorso valutativo)
Nodi sociologici della valutazione
(Premessa: alcuni nodi per un approccio sociologico; Valutazione e welfare state; Spendibilità della valutazione fra sociologia e politica sociale; Etica e valutazione in sistemi complessi; Partecipazione o autoreferenzialità?; La valutazione dei programmi socio-sanitari oltre la crisi del modello programmatorio-partecipativo)
Programmazione e articolazione della valutazione
(Quale rapporto fra programmazione e valutazione?; Quale articolazione della valutazione?; Quali condizioni e quali abusi per la valutazione?) Parte II. Partecipazione La partecipazione nei servizi sociali e sanitari
(Complessità della partecipazione; Quattro dimensioni della partecipazione; L’evoluzione dei modelli di partecipazione in sanità (dopo la riforma del 1978); Gli attori della partecipazione: pazienti, utenti, clienti, stakeholder, cittadini)
Problemi e risposte della partecipazione sperimentata
(Partecipazione e neo-liberismo nell’esperienza inglese; I Comitati Consulti Misti (CCM) in Emilia Romagna; L’esperienza dei Piani per la Salute (PpS) in Emilia Romagna; Partecipazione, ricerca sociale, valutazione)
Temi della partecipazione: equità e diritti
(Una qualità, due qualità? Una complessa questione di qualità!; Qualità versus equità?; Equità e letture dei bisogni; Il peso delle disuguaglianze sociali; Un ciclo disegualitario in forme tradizionali e nuove; Le disuguaglianze sociali in Italia; Diritti dei cittadini (e temi di valutazione); Riconoscimento dei diritti: URP e Carte dei Servizi; Partecipazione per equità e diritti. Due direttrici della qualità) Parte III. Metodologia Per una metodologia integrata e partecipativa
(Tre generazioni di valutatori; Problemi di metodologia e problemi di valore; Aprire nuove strade alla valutazione; Acquisizioni epistemologiche e metodologiche; Verso un approccio integrato, negoziale e multidimensionale; La necessità di un approccio critico alla valutazione; Alcune scelte metodologiche; Costuire tipologie di tecniche valutative?)
Tecniche di misurazione, di sperimentazione, di monitoraggio e di analisi
(Tecniche cost-analitiche; Tecniche di monitoring; Disegni sperimentali, quasi-sperimentali, non sperimentali, presperimentali; Costruzione di sistemi di indicatori; L’uso di fonti documentarie e di segnali dell’ambiente)
L’uso del sondaggio nella valutazione
(La diffusione dei “sondaggi di soddisfazione”; Vantaggi e meriti dei sondaggi in valutazione; Limiti e difficoltà dei sondaggi in valutazione; Le due gambe di un buon sondaggio: il campione e il questionario; Condizioni e modalità di somministrazione dei questionari; Questionari di valutazione via internet; I contenuti dei questionari sulla qualità percepita; Domande esperienziali o impressionistiche?; Un bilancio sull’affidabilità dei questionari nella valutazione)
Tecniche di gruppo e giudizi di esperti
(Tecniche di gruppo per partecipare e valutare; Le tecniche di gruppo vere e proprie; Le tecniche di gruppo per il giudizio di esperti)
Tecniche dell’osservazione, dell’intervista, della narrazione
(L’osservazione sul campo; Le interviste non strutturate e le storie biografiche)
Textbook, strumenti didattici. Testi advanced per professional
Dati
pp. 288, 1a edizione 2011 (Cod.364.184)
Tipologia: Edizione a stampa Prezzo: € 31,00 Disponibilità: Buona
Codice ISBN: 9788856839418
In breve
Il volume, adatto non solo per gli studenti, ma anche per i responsabili della qualità di enti pubblici e imprese che operano nel settore dei servizi, affronta la valutazione della qualità dei servizi, analizzando le ragioni per le quali il monitoraggio della qualità rappresenta un elemento chiave nella prospettiva gestionale delle aziende che operano nel settore dei servizi.
Presentazione del volume
Il volume affronta la valutazione della qualità dei servizi ponendo attenzione alle ragioni per le quali il monitoraggio della qualità rappresenta un elemento chiave nella prospettiva gestionale delle aziende (pubbliche e private) che operano nel settore dei servizi e agli strumenti che consentono di operarne la valutazione in termini quantitativi. Il tentativo è di trattare la materia in forma organica evitando, da un lato, di concentrarsi sul ruolo della qualità nei processi di erogazione dei servizi, trascurando i procedimenti operativi con cui questa può essere rilevata, e, dall’altro, di focalizzarsi sui metodi statistici di valutazione, non tenendo sufficientemente conto del contesto teorico cui essi fanno riferimento. Per questa ragione il volume si propone di abbinare la trattazione teorica del tema, la formalizzazione dei metodi statistici, lo sviluppo di un’applicazione concreta e la presenza di esempi relativi al calcolo di indicatori di efficacia, efficienza e customer satisfaction .
La trattazione è organizzata in tre parti distinte. La prima affronta gli aspetti teorici della materia passando in rassegna concetti, criteri e indicatori che sono alla base della definizione e del monitoraggio della qualità dei servizi. La seconda ha come oggetto i principali metodi di statistica descrittiva e inferenziale che possono essere applicati nella valutazione della qualità dei servizi e che vengono chiariti attraverso esemplificazioni inerenti la materia. La terza presenta numerosi esempi che fanno esplicito riferimento a problemi di valutazione della qualità dei servizi pubblici e privati.
Il testo si rivolge in modo particolare agli studenti dei corsi di laurea nel campo delle scienze sociali. Tuttavia, grazie alla sua impostazione, può essere utilizzato dai responsabili della qualità di enti pubblici e imprese che operano nel settore dei servizi per affrontare i loro compiti con una maggiore consapevolezza della loro funzione strategica all’interno dell’organizzazione e con un più ampio e rigoroso bagaglio di strumenti di analisi.
Silvio Franco , ricercatore universitario presso il Dipartimento di Economia e Impresa (DEIM) dell’Università della Tuscia, è docente di Strategie e marketing d’impresa e di Metodi quantitativi per la valutazione della qualità e coordinatore del gruppo di ricerca Noise.
Indice
Alessandro Ruggieri, Presentazione
Introduzione Parte I. Qualità dei servizi: dai principi alla valutazione Fondamenti della qualità
(Storia e definizione della qualità; I principi della qualità; Un modello per il miglioramento continuo)
Criteri per la valutazione della qualità nei servizi
(Alcune considerazioni preliminari; Parametri di valutazione: definizione e quantificazione)
Indicatori per la valutazione della qualità nei servizi
(Indicatori di efficacia ed efficienza; Misura della customer satisfaction; Il metodo SERVQUAL) Parte II. Metodi statistici per la valutazione della qualità dei servizi Concetti introduttivi
Rilevazione dei dati
(Tecniche di raccolta; Le interviste personali; Il questionario; Il campionamento)
Statistica descrittiva
(Riepilogo e presentazione dei dati qualitativi; Riepilogo dei dati quantitativi; Distribuzioni di frequenze)
Relazioni fra variabili quantitative
(Analisi di regressione; Analisi di correlazione)
Elementi di probabilità
(Probabilità semplice e complessa; Distribuzioni di probabilità discrete; Distribuzione normale)
Stima dei parametri
(Stima della media della popolazione; Stima della frequenza relativa nella popolazione; Determinazione della dimensione campionaria)
Decisioni statistiche
(Il procedimento di test delle ipotesi; Significatività delle decisioni statistiche; Confronto fra popolazioni: variabili quantitative; Confronto fra popolazioni: verbali qualitative) Parte III. Casi di studio, applicazioni ed esempi Valutazione della qualità della didattica universitaria
(Il problema generale; Caratteristiche del campione; Applicazione del metodo SERVPERF; Elaborazione e discussione dei risultati; Una proposta di riformulazione del questionario)
Applicazioni ed esercizi
(Valutazione di efficacia ed efficienza dei servizi; Rilevazione e monitoraggio della customer satisfaction; Applicazione del metodo SERVQUAL/SERVPERF)
Riferimenti bibliografici
Giovanni Bertin, Laura M. Carpenter, Wendy Christiaens, Adele E. Clarke, Rossella Ghigi, Paolo P. Guzzo, Allan V. Horwitz, Donald W. Light, Lia Lombardi, Linda Lombi, Marco Marzano, Andy Miah, Luca Mori, Joshua Murray, Janet K. Shim, Stefano Tomelleri, Edwin van Teijlingen, Jerome C. Wakefield
pp. 320, 2a ristampa 2011, 1a edizione 2009 (Cod.1341.28)
Tipologia: Edizione a stampa Prezzo: € 24,50 Disponibilità: Buona
Codice ISBN: 9788856813166
In breve
In molti Paesi ricchi si assiste a una crescente medicalizzazione della vita quotidiana. Alcune condizioni umane, una volta assunte come normali, sono ora considerate patologiche. Inoltre, si registra un incredibile aumento dei disturbi mentali (ansia sociale, ADHD, depressione, disturbo bipolare) che induce sospetti circa i criteri diagnostici adottati. Il volume cerca di rispondere, in termini sociologici, ai principali interrogativi che emergono da questa crescente medicalizzazione della vita.
Utili Link
Natural Style Sei falsi mali da non curare (di Luisa Taliento)… Leggi tutto
Presentazione del volume
Un bambino molto vivace e rumoroso è un bambino malato? Sentirsi un po’ in imbarazzo quando si conoscono persone nuove è sintomo di depressione? Alternare giorni gioiosi ad altri nei quali si è più riflessivi significa essere bipolari? Il seno piccolo deve essere “curato”? A settanta anni si dovrebbe avere la sessualità di un ventenne? Per concentrarci meglio dovremmo comprarci delle amfetamine?
In molti paesi ricchi, in special modo gli Stati Uniti, si assiste ad una crescente medicalizzazione della vita quotidiana. Alcune condizioni umane, una volta assunte come normali, ora sono considerate patologiche. Inoltre, in molti Paesi occidentali, si registra un incredibile aumento dei disturbi mentali (quali l’ansia sociale, l’ADHD, la depressione, il disturbo bipolare) che induce sospetti circa i criteri diagnostici adottati. Ci sono anche le malattie “oggettive”: i livelli al di sopra dei quali le persone vengono diagnosticate a rischio di ipertensione e colesterolo sono stati abbassati. Per questo, aumentano i “pre-malati” (medicalizzazione della prevenzione). Va inoltre menzionato come parte del complesso biomedico abbia spostato la propria attenzione dalla cura all’ottimizzazione. La possibilità di intervenire a livello genetico, inoltre, contribuisce ad offuscare i confini tra normale e patologico.
Questo volume vuole rispondere, in termini sociologici, ai principali interrogativi che emergono dalla crescente medicalizzazione della vita.
Antonio Maturo, ricercatore, insegna Sociologia della salute presso la Facoltà di Scienze Politiche “Roberto Ruffilli” dell’Università di Bologna. Per i nostri tipi ha recentemente pubblicato Sociologia della malattia (2007) e (con C. Cipolla, a cura di ) Scienze sociali e salute nel XXI secolo (2008). È stato titolare dell’insegnamento di Medical Sociology presso la Brown University e Visiting Scientist presso Harvard e New York University. Ha tenuto conferenze presso Boston University, Umeå Universiteit, Katholieke Universiteit Leuven e altre. Peter Conrad è Harry Coplan, Professor of Social Sciences alla Brandeis University. È stato direttore del Dipartimento di Sociologia per nove anni ed è attualmente il direttore del progetto interdisciplinare “Health: Science, Society and Policy”. Autore di oltre cento articoli scientifici e nove libri, tra cui il premiato Deviance and Medicalization: From Badness to Sickness (conJoseph W. Schneider), e il più recente The Medicalization of Society (2007) – entrambi editi da Johns Hopkins.U.P.
Indice
Donald W. Light, Editoriale Antonio Maturo, Peter Conrad, Introduzione Saggi Antonio Maturo, I mutevoli confini della medicalizzazione: prospettive e dilemmi del miglioramento umano Peter Conrad, Le mutevoli spinte della medicalizzazione Allan V. Horwitz, Jerome C. Wakefield, La medicalizzazione della tristezza: come la psichiatria ha trasformato una semplice emozione in un disturbo mentale Rossella Ghigi, La medicalizzazione della bruttezza Luca Mori, Al centro della vita. La medicalizzazione della società secondo Michel Foucault Confronti Antonio Maturo, Medicalizzazione, moltiplicazione delle malattie e miglioramento umano Esperienze Wendy Christiaens, Edwin van Teijlingen, Quattro significati della medicalizzazione: il caso del parto Laura M. Carpenter, Demedicalizzazione e rimedicalizzazione della circoncisione maschile in Gran Bretagna e Stati Uniti Lia Lombardi, La medicalizzazione della riproduzione umana: il corpo e il genere Joshua Murray, La pubblicità per i farmaci con obbligo di prescrizione in un contesto globale: un confronto tra la Nuova Zelanda e gli Stati Uniti Prospettive internazionali Adele E. Clarke, Janet K. Shim, Medicalizzazione e biomedicalizzazione rivisitate: tecno-scienze e trasformazioni di salute, malattia e biomedicine Commenti Marco Marzano, Vecchi concetti e nuovi paradigmi: la biomedicalizzazione in Italia Andy Miah, Medicalizzazione, biomedicalizzazione oppure biotecnolocizzazione? Capitale bioculturale e nuovo ordine sociale Adele E. Clarke, Janet K. Shim, Una replica a Marco Marzano e Andy Miah Note Linda Lombi, I giovani e le droghe nelle ricerche Eurobarometro: un’inversione di rotta? P. Paolo Guzzo, La giuri-medicalizzazione come inter-mentalité in Tarde
Giovanni Bertin, Il cambiamento dei sistemi di welfare nella società post moderna.
Questo testo costituisce la prima traduzione italiana integrale del capolavoro di Gilbert Simondon (1924-1989): la tesi di dottorato principale. In questo saggio fondamentale, l’Autore promuove una puntuale critica alle classiche concezioni filosofiche delle nozioni di individuo e soggetto, ripensandone le definizioni a partire dal processo che sottende alla loro costituzione ed elaborazione. A tale scopo, Simondon sviluppa alcune significative suggestioni provenienti dalla tradizione della fenomenologia francese, dalla Gestaltpsychologie, dalla Teoria dell’Informazione e dalla Fisica quantistica, articolando, al contempo, una riflessione autonoma e sistematica, atta a ripensare l’individualità alla luce dei contributi delle più recenti teorie scientifiche. Il primo volume di quest’opera consta della traduzione italiana del monumentale saggio simondoniano, con Prefazione di Jacques Garelli; questa edizione ripresenta nella sua unitarietà complessiva l’opera simondoniana. Il secondo volume raccoglie l’Introduzione, le note, l’apparato al testo e il commento storico-critico-analitico di Giovanni Carrozzini, curatore della presente edizione italiana.
Gilbert Simondon (Saint-Étienne, 1924-Palaiseau, 1989) è il massimo filosofo della tecnologia del ‘900. Nella sua opera, ha articolato un’originale interpretazione filosofica del processo ontogenetico che sottende alla costituzione dell’individualità, sviluppando un interesse scientificamente documentato per la dimensione culturale delle tecniche e delle tecnologie. Docente di Psychologie générale alla Sorbona dal 1964 al 1984, fondatore e direttore del Laboratoire de Psychologie générale et Technologie, è autore, oltre che de L’individuation à la lumière des notions de forme et d’information, del saggio Du mode d’existence des objets techniques(Aubier, 1958).
Giovanni Carrozzini (Lecce, 1981), Dottore di ricerca in discipline storico-filosofiche all’Università del Salento, è uno dei maggiori studiosi del pensiero simondoniano. Si occupa di epistemologia e di storia e filosofia delle scienze e delle tecniche. Oltre ai volumi Gilbert Simondon: per un’assiomatica dei saperi. Dall’“ontologia dell’individuo” alla filosofia della tecnologia (2006) e Gilbert Simondon filosofo della mentalité technique (Mimesis, 2011), ha curato un numero monografico della rivista «Il Protagora» (di cui è segretario di redazione), Gilbert Simondon filosofo delle tecniche (2008). È collaboratore scientifico del Centro Internazionale Insubrico “Carlo Cattaneo” e “Giulio Preti”.
TecaLibri memo : febbraio 2012
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In prima pagina di www.tecalibri.it :
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- Amato, Cannocchiale e grandangolo
- Bennett, Due storie sporche
- Buscher, Assenze asiatiche
- Castán, Bestiario universale del Professor Revillod
- Cavazzoni, Guida agli animali fantastici
- Celati, Conversazioni del vento volatore
- Cibrario, Lo scurnuso
- Cortázar, Diario di Andrés Fava
- Deliolanes, Come la Grecia
- De Pascalis, Pinocchio. Graphic novel
- Ferrajoli, Poteri selvaggi
- Gorokhova, Una montagna di briciole
- Hussein, Un altro albero di gulmohar
- Kapuscinski, Cristo con il fucile in spalla
- Labbucci, Camminare, una rivoluzione
- Lanza, Le cartoline di foquita
- La Porta, Tu chiamale se vuoi coincidenze
- Latouche, Per un’abbondanza frugale
- Least Heat-Moon, Le strade per quoz
- Maathai, La sfida dell’Africa
- Minghini, Febbre
- Nothomb, Una forma di vita
- Novello, Qualcosa anziché il nulla
- Pardini, Il viaggio dell’orsa
- The Paris Review, INTERVISTE, III
- Petroski, Gli errori degli ingegneri
- Petta, Roghi fatui
- Roccasalva, È notte anche per me
- Russo – Santoni, Ingegni minuti
- Saramago, Il più grande fiore del mondo
- Scheer, Imperativo energetico. 100% rinnovabile ora!
- Shields, L’amore è una repubblica
- Vauro, Farabutto
- Wright, Tony & Susan
- Zauli, Capire il linguaggio della musica
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Cecilia Edelstein, Le trasformazioni dei servizi sociali nell’era dei flussi migratori, Carocci, 2011
Edelstein presenta una ricerca nata allo scopo di capire come i Servizi sociali stiano evolvendo di fronte al mutamento dell’utenza dovuto al progressivo aumento del flusso migratorio che sempre piu’ sta trasformando la societa’ italiana in una societa’ multietnica. L’Area Minori (Servizi sociali territoriali e Servizio Migrazioni del comune di Bergamo) sono stati i servizi analizzati nel corso del triennio di lavoro, mentre l’utenza e’ composta da famiglie con almeno un figlio minore a carico che si rivolgono ai servizi in maniera volontaria o in modalita’ coatta con procedimento del Tribunale dei minori.
Lunedì 6 febbraio Duccio Demetrio è stato ospita nella trasmissione Fahrenheit di Rai Radio 3.
Argomento dell’intervista la presentazione del libro “Perché amiamo scrivere”
La scrittura sa sfuggire alle leggi dell’utilità immediata, degli obblighi e dei rituali sociali più superficiali. Ci appartiene intimamente. Non siamo sempre e soltanto, grazie a lei, i rivenditori di quel che abbiamo imparato a fare, a pensare, a dire. I vantaggi che può offrirci sono di altro genere, non hanno prezzo. In solitudine, incuranti degli altri, nostri giudici e lettori, li abbiamo scoperti dosandoli a nostra misura secondo l’estro, le esigenze del momento, lo stato d’animo. È la sua umile e tenace vocazione.
Rivedo proprio su quel divano mia moglie che si spoglia, il neonato sulle ginocchia, infagottato dentro una piccola coperta di lana. Il bambino si agita, vuole liberarsi ma non riesce. Le gambe, il corpo, sono avvolti nell’involucro troppo stretto. Lei sfila il maglione, sbottona la camicetta e sgancia il reggiseno. La sua magrezza è impressionante, ha raggiunto il traguardo dei quarantadue chili. Tre mesi dopo il parto, anche se i seni rattrappiscono, si ostina ad allattare. Si ostina a somministrargli il proprio latte anche se per questo si disidrata e si sgonfia. È straziante assistere alla sua inutile determinazione. Il seno è minuto, cascante e grinzoso. La pelle attorno ai capezzoli sembra secca. Isabel avvicina nostro figlio alla mammella e lui inizia a succhiare. Succhia solo per alcuni secondi, poi agita la testa e boccheggia come un pesce gettato sull’erba. Si attacca e si stacca ripetutamente, con movimenti nervosi del capo. Scatta sul capezzolo con la bocca spalancata, succhia e poi si allontana di nuovo, deluso. Non capisce perché da quel seno non esca niente, non capisce dove sbaglia. Ma ha fame e subito si riattacca e cerca di succhiare con tutte le forze. Si innervosisce. Inizia un gridolino di smarrimento che mi mette i brividi e che vorrei interrompere subito, in qualunque modo. Riprova a succhiare, si stacca ancora, osserva il bersaglio del capezzolo e riprende. Potrebbe andare avanti per ore. Tutto inutile. – Vedi, – dice Isabel. – Vedi che non ha fame? Io non dico niente.
Massimiliano Verga, 42 anni, insegna Sociologia del diritto all’Università di Milano Bicocca. Ha tre figli, Jacopo, Cosimo e Moreno, nato sano e diventato gravemente disabile nel giro di pochi giorni. Moreno ha buona parte del cervello compromessa: è cresciuto cieco, incapace di capire, articolare parole e muoversi in maniera normale. Nel suo futuro i medici non vedono nessuna possibilità di miglioramento. Massimiliano Verga ha raccontato la sua storia con Moreno in “Zigulì. La mia vita dolceamara con un figlio disabile” (Mondadori Strade Blu, 2012, 192 pagine, 16,50 euro).
Alessandra Augelli, giovane pedagogista lombarda, vince la prima edizione del Premio Riccardo Massa. Il saggio, Erranze. Attraversare la preadolescenza, affronta il tema della preadolescenza con uno sguardo fenomenologico-esistenziale.
Stamattina, alla presenza, tra gli altri, della preside della Facoltà di Scienze della Formazione, Silvia Kanizsa, del direttore del Dipartimento di Scienze Umane, Mario Barenghi, del prorettore Susanna Mantovani e dei pedagogisti Duccio Demetrio,Mariangela Giusti, Anna Rezzara, Stefania Ulivieri e Franco Cambi, si è tenuta la cerimonia di premiazione.
«Augelli unisce un ottimo rigore scientifico a una trattazione accattivante che rinnova temi conosciuti in letteratura con la freschezza delle parole degli stessi preadolescenti incontrati durante vari laboratori – si legge nelle motivazioni del Premio -. Il periodo preadolescenziale è paragonato a un viaggio di cui il viaggiatore conosce la meta (l’età adulta) ma non il percorso; non sa a quali cambiamenti andrà incontro, quali prove dovrà affrontare per arrivarci, non sa quale sarà il risultato finale. Un altro elemento d’interesse è costituito dall’analisi di come il preadolescente vive questo periodo della vita emotiva e sociale e del confronto coi pari, nel quale è importante avere amicizie, ma anche scandagliare, analizzare, riflettere su aspetti della vita per prendere decisioni e affermare se stessi. Da qui la necessità di avere spazi e tempi che gli permettano di riflettere su di sé (oltre che con gli amici anche in solitudine) e la richiesta non sempre esplicitata, ma presente, di confrontarsi con figure adulte. Il testo termina con un capitolo denso sulla figura dell’adulto che è stimolato a porsi in ascolto e in cammino insieme al giovane così da poterlo sorreggere e aiutare nei momenti di difficoltà. Un’opera che si distingue per originalità e chiarezza e che si colloca a pieno titolo, per altro, nella scia delle ricerche di Riccardo Massa sulla condizione adolescenziale e giovanile».
Alessandra Augelli, docente di Laboratorio “Lavoro di rete” e cultore di Pedagogia generale, Pedagogia sociale e Pedagogia della Famiglia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Sede di Piacenza, svolge attività di formazione sui temi dell’affettività e della relazionalità, privilegiando le metodologie narrative ed autobiografiche.
Serpelloni G.; Diana M.; Gomma M.; Rimondo C.
20 Gennaio 2011
Aspetti tossicologici, neuropsichici, medici, sociali e linee di indirizzo per la prevenzione e il trattamento.
Estratto della Presentazione
Con questa pubblicazione si è voluto mettere a fuoco una serie di informazioni scientifiche sugli effetti della cannabis e dei suoi derivati da poter offrire a tutti gli operatori del settore e a quelle persone che vogliono rendersi conto di quanto una sostanza di questo genere possa essere pericolosa per la salute.
Nello svolgimento della pubblicazione si sono approfonditi aspetti legati alla disciplina delle neuroscienze ma anche alla psicologia del comportamento e della sociologia. Si è potuto così approfondire una serie di conoscenze strutturandole in una sequenza di articoli che rappresentano un’aggiornata e ricca bibliografia e sitografia per chi volesse ulteriormente approfondire la materia.
Dott. Giovanni Serpelloni
Capo Dipartimento Politiche Antidroga
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Codice di autoregolamentazione
Indicazioni per lo svolgimento dei programmi radiotelevisivi che trattano il tema dell’uso di droghe e dell’abuso di alcol, con particolare riferimento alla tutela delle persone minori
Esce oggi l’ultimo saggio di Ilvo Diamanti “Gramsci, Manzoni, e mia suocera”. Il libro è dedicato agli errori dei politologi e all’incapacità di comprendere quel che succede nella società
di ILVO DIAMANTI
La copertina dell’ultimo libro di Ilvo Diamanti
LA DISSONANZA fra pre-visioni e realtà, la stessa difficoltà a rilevarla e a riconoscerla, non possono non sollevare dubbi sull’adeguatezza degli strumenti teorici e metodologici adottati. Ho il sospetto, cioè, che gli approcci prevalenti negli studi e tra gli specialisti politici stentino a comprendere i cambiamenti, ma anche gli avvenimenti e i fenomeni più importanti dei nostri tempi. Perché concentrano la loro attenzione - spesso in modo esclusivo - sulle istituzioni e sugli attori politici a livello “macro” mentre sottovalutano, in particolare, quel che si muove nella società. Non solo, ma si disinteressano delle percezioni che si formano e prevalgono nelle relazioni interpersonali e locali. Ambiti ritenuti poco rilevanti, dal punto di vista euristico ma, prima ancora, epistemologico. Variabili socio-centriche inadatte, in quanto tali, a spiegare i fenomeni politici.
Tuttavia, è difficile considerare “dipendenti” le variabili che attengono ai fenomeni locali e micro-sociali - perché e in quanto tali. Il “clima d’opinione”, in particolare, non può essere considerato “solo” il prodotto della comunicazione progettata e dispiegata dalle istituzioni, dai poteri, dai media a livello centrale. I messaggi che definiscono l’Opinione Pubblica, oggi ancor più di ieri, sono infatti mediati dai “micro-climi d’opinione”. Intendo sottolineare, in questo modo, come il “clima d’opinione generale” debba fare i conti con le “mediazioni” locali e micro-sociali. Con mentalità e leader d’opinione che reinterpretano i messaggi generali. Li traducono e li trasmettono attraverso le reti sociali e personali che costellano il territorio, attribuendo loro un significato diverso e, talora, opposto rispetto alle intenzioni di chi li ha lanciati. Secondo un’eterogenesi dei fini che genera effetti non previsti e non desiderati dai protagonisti. (…)
Oggi stesso, d’altronde, nelle aree a forte presenza elettorale leghista, e quindi nelle province del Nord, gli elettori e i simpatizzanti del Carroccio sembrano convinti che la Lega, nonostante sia alleata di Berlusconi e al governo insieme a lui da un decennio (con la breve parentesi del governo Prodi), in effetti stia all’opposizione. La percepiscono come un Sindacato del Nord, impegnato a Roma a difendere gli interessi padani. A “portare a casa” il federalismo. Contro tutti. A ogni costo.
Per cui ogni responsabilità dei problemi economici e sociali che, in questa fase, preoccupano il Paese, ogni mancata riforma, ogni spiacevole conseguenza delle politiche pubbliche, da molti settori della popolazione del Nord (e non solo), viene spiegata rivolgendo gli occhi altrove. Anche quando i motivi di insoddisfazione coinvolgono il governo, gli elettori leghisti non si sentono coinvolti. Preferiscono spostare all’esterno la loro frustrazione. E talora ciò avviene anche tra gli elettori del centrodestra, in generale.
Racconto, a titolo di esempio “pop”, un fatto capitato qualche tempo fa, che mi è stato raccontato da una testimone privilegiata, ai miei occhi credibile e attendibile. Mia suocera. Recatasi al supermercato vicino a casa nostra, in fila davanti alle casse si trovò accanto a una “vecchina” (così la definì mia suocera, che, peraltro, ha ottant’anni). Intenta a guardare il carrello, quasi vuoto, l’anziana signora si lamentava. Perché il carrello ogni mese era sempre più vuoto, visto che la pensione le permetteva un potere d’acquisto sempre più ridotto. Ce l’aveva con i politici, responsabili della sua condizione. Ce l’aveva soprattutto con il governo, per definizione primo e diretto “colpevole” dei suoi problemi personali di bilancio. E inveiva apertamente, neppure in modo troppo silenzioso. Tanto che al colmo della rabbia esplose in un’invettiva contro quel “p… di Prodi”. Il principale colpevole. Sempre lui. Anche se da anni governava Berlusconi. E Prodi, ormai, non faceva (e non fa) più politica attiva. Ma il “senso comune” le impediva di accettare e riconoscere la realtà. Di mettere in discussione le sue convinzioni, le sue certezze. Più e prima che “politiche”: “personali”. Incardinate nella sua visione del mondo e della vita. Condivise con la sua cerchia di relazioni quotidiane. (…)
È dunque difficile capire quel che succede nella politica senza tenere conto della vita quotidiana, del senso comune, del territorio. Senza esplorare in profondità i luoghi dove i partiti, le istituzioni, la democrazia trovano le basi della loro legittimazione e del loro consenso. Assecondando la convinzione - superstizione? - che la comunicazione mediatica e in particolare la televisione risolvano tutto. Che i media, gli attori politici, in tempi di campagna permanente, possano manipolare ad arte e a loro piacimento il “consenso” dei cittadini. Al più, possono contribuire a cogliere e a plasmare il “senso comune”, come suggerisce la teoria della “spirale del silenzio” di Elisabeth Noelle-Neumann. Secondo cui gli individui cercano approvazione e conferma da parte degli altri, nei loro luoghi di vita. In quanto temono, soprattutto, di essere stigmatizzati se si pongono in contrasto con le opinioni che ritengono prevalenti. Per usare una categoria già richiamata in precedenza (e formulata proprio dalla Noelle-Neumann), esiste un esteso conformismo sociale, condizionato dal “clima d’opinione” dominante, che induce al silenzio coloro che si percepiscano minoranza. Ciò riguarda soprattutto (ma non solo) gli elettori “marginali”, definiti così perché stanno ai margini della scena politica e non hanno convinzioni forti. Temono, tuttavia, di sentirsi isolati e “perdenti” e, per questo, cercano di cogliere il pensiero della maggioranza.
Dispongono, a questo fine, di una “competenza quasi- statistica” (come la chiama ancora la Noelle-Neumann) che esercitano nel rapporto con l’ambiente sociale ma, soprattutto, attraverso l’esposizione ai media. I quali diventano doppiamente influenti nel formare il “clima d’opinione”. Da una parte, perché gli individui-spettatori attingono da essi informazioni e giudizi che vengono poi dati per scontati, diventano “reali” proprio perché legittimati dai media. Dall’altra parte, perché i media (soprattutto la televisione) condizionano le opinioni dell’ambiente sociale, dei gruppi e delle reti di relazioni in cui gli individui sono inseriti. E a cui gli individui chiedono conferma e rassicurazione. Da ciò il “silenzio” di quanti, per non sentirsi esclusi, preferiscono non sfidare il “senso comune”.
In fondo, qualcosa di simile l’aveva (de) scritto, qualche tempo fa, Antonio Gramsci. Il quale distingueva tra “buon senso” e “senso comune”. E citava, a questo fine, Alessandro Manzoni. Il quale nei Promessi sposi annotava che al tempo della peste “c’era pur qualcuno che non credeva agli untori, ma non poteva sostenere la sua opinione, contro l’opinione volgare diffusa”. Perché, aggiungeva Manzoni, “il buon senso c’era ma se ne stava nascosto per paura del senso comune”. Un ragionamento che, senza voler apparire irriguardosi, potremmo applicare anche a noi stessi. Alla comunità scientifica di cui facciamo parte. Il “buon senso”, cioè, ci spingerebbe a interrogarci maggiormente su quel che avviene a livello locale e micro-sociale, nella sfera personale e interpersonale. A esplorare altre teorie e altri orientamenti metodologici. Ma il “senso comune” della comunità scientifica e degli specialisti, che con Kuhn potremmo definire “paradigma dominante” (in tempi di “scienza normale”), ci induce a far finta di nulla. A negare la realtà per non cambiare gli occhiali con cui la osserviamo. Dall’alto e di lontano.
La Rete sta cambiando il modo di insegnare, studiare, fare ricerca. I rigidi confini a cui eravamo abituati in ambito universitario diventano sempre più sbiaditi e anche l’editoria accademica, nelle sue diverse forme e con il suo bagaglio di specificità, si sta trasformando. Nicola Cavalli ci guida tra scenari conosciuti e nuovi fenomeni. Dalle particolarità (e le contraddizioni) del circuito della comunicazione scientifica, ai modelli di pubblicazione ad accesso aperto (Open Acess); dalle nuove modalità di consultazione digitale dei testi, alle sfide per le biblioteche alle prese con digital lending e DRM; dall’Open Peer Review alDistributed Publishing, guardando al futuro delle case editrici accademiche. Una guida per imparare a leggere le tendenze generali, prendere spunto dalle esperienze più innovative, interrogarsi sulle questioni aperte.
Contenuti in breve
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Biblioteche digitali
Alcuni possibili futuri
In una frase
Il punto è che il sistema si sta riorganizzando attorno a nuove percezioni di valore. Dunque, più che decretarne frettolosamente la morte, mi pare necessario capire come gli attuali protagonisti debbano evolvere per continuare ad avere un senso, per provare ad aggiungere valore, anche e soprattutto in un contesto accademico.
- Andrea Angiolini
L’autore
Dottore di Ricerca in Qualità della Vita nella Società dell’Informazione, socio e amministratore di Ledi International Bookseller, socio e direttore editoriale di Ledizioni, senior member dell’Osservatorio sui Nuovi Media dell’Università di Milano Bicocca, Nicola Cavalli svolge attività di consulenza e formazione nel settore editoriale e delle nuove tecnologie applicate all’apprendimento.
TecaLibri memo : gennaio 2012
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In prima pagina di www.tecalibri.it :
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- Adler, Un viaggio
- Amato, Cannocchiale e grandangolo
- Beatrice, Molaro
- Bennett, Due storie sporche
- Buscher, Assenze asiatiche
- Camporeale, Gli Etruschi
- Celati, Conversazioni del vento volatore
- Celli, Nuovo bestiario postmoderno
- Cibrario, Lo scurnuso
- Cortázar, Diario di Andrés Fava
- Cvetaeva, Le notti fiorentine
- d’Humières, I figli dell’ultimo banco
- Djian, Vendette
- Fernández-Armesto, 1492
- Hussein, Un altro albero di gulmohar
- Labbucci, Camminare, una rivoluzione
- Least Heat-Moon, Le strade per quoz
- Massarutto, Assoli di china
- Minghini, Febbre
- Nesbo, Il leopardo
- Nothomb, Una forma di vita
- Novello, Qualcosa anziché il nulla
- Paronuzzi, Fratelli a quattro zampe
- Petersen, Dacci oggi le nostre medicine quotidiane
- Petroski, Gli errori degli ingegneri
- Petta, Roghi fatui
- Prosperi, Il seme dell’intolleranza
- Roccasalva, È notte anche per me
- Russo – Santoni, Ingegni minuti
- Saramago, Il più grande fiore del mondo
- Scheer, Imperativo energetico. 100% rinnovabile ora!
- Shields, L’amore è una repubblica
- Simenon, Il gatto
- Valles, Ortobimbo
- Zauli, Capire il linguaggio della musica
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“Che cosa c’era davvero in quel film sotto la patina dello scandalo? Quale Italia promettente e deludente raccontava? E che cosa ci è successo? L’Italia della Dolce Vita - sembra il titolo di un ‘progetto per il passato’, mentre la favola raccontata ai nostri figli riserva un incipit un po’ inquietante: c’era una volta il futuro…”.
L’Italia che nel 1961 celebra i cent’anni dall’unità è un paese giovane, in preda a un’incontenibile voglia di crescita. Uscito sconfitto e immiserito dalla seconda guerra mondiale, si lancia in un vorticoso sviluppo industriale e dei consumi che mette in soffitta le memorie della sua identità contadina. Tra il 1959 e il 1963, la stagione del boom coincide con la cosiddetta “Dolce Vita”. Simbolo del vitalismo disordinato ed euforico dell’Italia del miracolo economico, il capolavoro di Fellini è un repertorio dei tic, delle contraddizioni, delle zone d’ombra di quell’esplosiva fame di futuro. Ma i grandi temi che attraversano il film -l’informazione, la cultura, la fede, la famiglia, l’eros – ci parlano a ben vedere della realtà di oggi, di un’Italia grottescamente più felliniana di Fellini, e soprattutto avvitata nella cupa sensazione di avere “un grande futuro dietro le spalle”.
Oscar Iarussi, critico cinematografico, è giornalista della “Gazzetta del Mezzogiorno”. Insegna Storia del cinema americano nell’Università di Bari. Tra i suoi libri: “Lettera aperta. Sud, Nord e altre storie” (Manni, 2003), “L’infanzia e il sogno. Il cinema di Fellini” (Ente dello Spettacolo, 2009); ha curato inoltre “Viva l’Italia. Undici racconti per un paese da non dividere” (Fandango Libri, 2004) e il catalogo “Frontiere. La prima volta” (Laterza, 2011).
Prima o poi dobbiamo morire tutti e se, pur nelle sue varie modalità, la morte ha le stesse conseguenze per tutti, diverso è invece la maniera in cui ognuno di noi, personalmente e culturalmente, si rapporta alla propria morte e a quella dei propri cari. Diverse sono le forme di elaborazione del lutto e diversa è la relazione con ciò che resta del corpo. La giornalista inglese Sarah Murray ha scritto un libro che si occupa di questo aspetto: Making an Exit. From the Magnificent to the Macabre. How we Dignify the Dead (Uscire di scena. Dal magnifico al macabro. Come diamo dignità ai morti).
Il saggio di Sarah Murray è un ibrido azzeccato tra il genere del travelogue e quello dell’autobiografia. Lo spunto iniziale, infatti, è una riflessione sulla morte del padre che, pur parlando di ciò che sarebbe rimasto di lui come di “materia organica” e niente di più, ha invece predisposto con precisione, quando ha saputo di essere malato terminale e ha sentito la fine avvicinarsi, la dispersione delle proprie ceneri sulle colline del Dorset. Questo episodio suscita una serie di ricordi famigliari che spingono l’autrice a riflettere sulla propria mortalità e su come vorrebbe essere “trattata” e ricordata quando non ci sarà più.
Sarah Murray, però, ha anche la passione dei viaggi e durante la sua vita ha vissuto in varie località del mondo: dalla Cina all’India, fino a stabilirsi a New York. La morte del padre la spinge quindi a viaggiare nelle località più disparate, per scoprire in che modo le diverse culture e società affrontano la fine della vita e si comportano con le spoglie dei morti.
Il titolo del libro del fisico ed epistemologo Ignazio Licata Complessità, un’introduzione semplice esprime un apparente paradosso, e chiarisce che complesso non è l’opposto di semplice e che bisogna distinguere complesso da complicato.
L’idea di complessità, infatti, da un punto di vista cognitivo ed epistemologico, può essere ricondotta, piuttosto, all’impossibilità di ridurre un sistema ad un’unica formula, ed alla necessità di prendere in considerazione descrizioni diverse dello stesso sistema senza poterle ricondurre ad un singolo schema concettuale.
Usando una terminologia accessibile al lettore che non abbia compiuto studi specifici, l’autore sviluppa in tutto il volumetto un parallelo fra le idee che possiamo avere di scienza e le analoghe concezioni dimanagement, con l’obiettivo di mostrare come sia necessario superare alcuni luoghi comuni che rischiano di dare una visione limitata e limitante sia della fisica che della gestione di un’impresa.
Gli autori: “Presto esploderà la bomba della previdenza. Nessuno fa niente”
PAOLO BARONI
Il nostro futuro sarà «Senza pensioni»? Probabile, molto probabile: basta pensare ai giovani di oggi ed ai loro lavori precari e malpagati, oppure – per tutti gli altri – basta scorrere le tabelle, suddivise categoria per categoria, relativi a mestieri e professioni, impieghi pubblici e contratti privati. Molti, anche quelli che si sono più tutelati, una volta arrivati al dunque, ovvero al momento della quiescenza, non avranno di che vivere: appena il 17-19% dell’ultimo stipendio un consulente del lavoro che oggi ha 50 anni e lavora da venti, 20-25% un ragioniere, 13% un biologo, l’11% il farmacista e l’infermiere, il 30-33% il medico. Se la cavano meglio il giornalista (80%) e l’avvocato (64%). Idem dipendenti statali e privati, più o meno allo stesso livello. A brindare davvero sono solamente i notai che spuntano il 110-130% del loro ultimo reddito professionale.
Sono calcoli brutali, per certi versi, quelli contenuti nel saggio di Walter Passerini e Ignazio Marino. Il primo giornalista specializzato in economia, ideatore del primo «Corriere lavoro» ed oggi curatore dell’inserto «Tuttolavoro» de «la Stampa». Il secondo giornalista di «Italia Oggi» ed esperto di previdenza. «Senza Pensione», ovvero «tutto quello che dovete sapere sul vostro futuro e che nessuno osa raccontarvi» (Chiarelettere, 171 pagine, 13,90 euro), è un vero e proprio cazzotto in faccia a giovani e meno giovani. E anche, o forse è meglio dire soprattutto, alla classe politica (e sindacale) che in tutti questi anni non ha voluto o saputo affrontare il nodo-pensioni. «Siamo giunti al capolinea di una situazione che è il prodotto dell’incoscienza e dell’irresponsabilità. Siamo alla vigilia dello scoppio della bomba previdenziale e nessuno fa niente», scrivono gli autori. Ed il problema, come segnala Tito Boeri nell’introduzione, non sta tanto nelle differenze tra generazioni diverse ma nelle iniquità presenti nei trattamenti riservati ai lavoratori della stessa classe d’età. «Un sistema squilibrato in partenza» annota Boeri, su cui si deve intervenire «di cesello, non certo con l’accetta».
Indignarsi, di fronte a questa situazione, sostengono Passerini e Marino, «non basta». Di qui l’idea di ragionare, di documentare, la situazione della nostra previdenza, «per cambiare lo stato delle cose». Nessun intento scandalistico, nessuna demagogia. «La questione è più complessa». Il volume diventa così una bussola per orientarsi, utilissime le 50 pagine di appendice finale con le tabelle curate da Giuseppe Cirioli, che mettono ognuno di noi di fronte al proprio futuro. In molti casi di miseria. La stessa miseria, allo stato, a cui sono predestinati oggi tanti giovani. Le nuove generazioni – non è una novità ma è bene ribadirlo per predisporre per tempo le contromisure – sono «naturalmente» i più penalizzati. Bene che vada chi è nato nel 1980 andrà infatti in pensione con il 50% dell’ultimo salario. Si tratta di «una generazione di esclusi e sprecati che si vede offrire solo lavori temporanei e sottopagati con la prospettiva certa di una pensione minima».
Non tacere, intervenire dunque. Come? «Prima che scoppi uno scontro generazionale e sociale – scrivono Passerini e Marino – bisogna investire sui giovani facendoli entrare molto prima nel mercato del lavoro e occorre eliminare le iniquità tra lavoratori dipendenti e le molte categorie di autonomi». Ma bisogna fare in fretta, perché il conto alla rovescia è già iniziato e la bomba sta per esplodere.
Autore: Walter Passerini Titolo: Senza pensioni, Ignazio Marino Edizioni: Chiarelettere Pagine: 171
Dieci grandi riforme a costo zero. Le hanno individuate di Tito Boeri e Pietro Garibaldi nel libro “Le riforme a costo zero” edito da Chiarelettere, di cui pubblichiamo alcuni stralci dell’introduzione. Da una nuova politica dell’immigrazione al salario minimo, al voto ai sedicenni, alla selezione della classe politica: sono questi gli investimenti che possono cambiare il funzionamento della nostra economia. Per far ripartire l’Italia anche in piena crisi del debito pubblico. Perché il paese è ingessato e vecchio nello spirito riformatore ancor più che nella demografia.
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Nonostante l’Italia cresca meno dell’Europa da oltre un decennio e la necessità di riforme sia sentita da tutti gli italiani e conclamata da tutti i politici, le riforme non si fanno. Quale che sia il colore politico dei governi, quale che sia la congiuntura.
Non si fanno quando l’economia mondiale è al galoppo e neppure nei momenti di crisi quando, forse, sarebbe più facile trovare il consenso invocando le condizioni di emergenza.
NON CI SONO SOLDI
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Esistono moltissime e importantissime riforme che si possono fare «senza aumentare di un solo euro il debito pubblico». Sono le cosiddette «riforme a costo zero», il tema alla base di questo libro. In quasi tutti i campi cruciali dell’economia, è possibile cambiare le cose senza chiedere il conto a «Pantalone»: perché è vero che di soldi ce ne sono davvero pochi, ma è anche vero che si possono fare riforme decisive senza incidere sul bilancio pubblico. Alcune addirittura possono portare una riduzione della spesa pubblica proprio mentre aumenta il tasso di crescita potenziale della nostra economia.
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Abbiamo individuato dieci grandi riforme a costo zero, che non esauriscono certo il campo delle riforme possibili e desiderabili, ma vogliono innanzitutto essere esempi di come si può riformare anche in piena crisi del debito pubblico, di come addirittura questa crisi di credibilità possa servire a creare il consenso per portarle avanti.
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DALLA PARTE DEI GIOVANI
Diversi studi documentano che chi inizia la propria carriera con un periodo di disoccupazione (e chi non inizia del tutto pur cercando attivamente un lavoro) ha una vita lavorativa caratterizzata da frequenti periodi senza lavoro e con salari più bassi, al contrario di chi non vive questa esperienza (inizialmente i salari sono fino al 20 per cento più bassi, poi il divario si riduce al 5 per cento, ma solo nel caso in cui non si perda nuovamente il lavoro).
È, quindi, una condanna che ci si porta dietro per tutta la vita, fatta di salari più bassi, rischi maggiori di perdere il posto di lavoro e anche peggiori condizioni di salute rispetto a chi il lavoro non l’ha mai perso. A questi danni bisogna poi aggiungere quello di ricevere una pensione molto più bassa al termine della propria vita lavorativa, perché chi entra oggi nel mercato del lavoro avrà una pensione dettata dalle regole del sistema contributivo, quindi legata ai salari che ha ricevuto durante l’intero arco della vita lavorativa.
Per questo oggi è fondamentale fare riforme dalla parte dei giovani. È una questione di equità, ma anche di efficacia.
Perché saranno loro a darci il nuovo motore di cui abbiamo bisogno per far ripartire l’economia.
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Liberando il lavoro potremmo attenderci effetti molto più importanti che in passato sui tassi di partecipazione, sulla percentuale di italiani che lavora, genera reddito e paga le tasse. Il fatto che gli italiani praticamente abbiano già pagato una patrimoniale con questa crisi ci dice che ci potrebbero essere effetti virtuosi anche sulla domanda di beni da politiche che liberano il lavoro. Sono, infatti, proprio i consumi di chi ha visto decurtare le proprie ricchezze a essere calati di più nella crisi.
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Sia ben chiaro, i «costi zero» delle riforme riguardano soltanto il bilancio dello Stato e il deficit della pubblica amministrazione. Per alcune persone ci saranno dei costi.
Pensiamo semplicemente alla proposta di riduzione del numero dei parlamentari e all’impossibilità di cumulare i compensi da parlamentare con quelli di attività extraparlamentari.
Per i parlamentari coinvolti, si tratterà certamente di una riforma con dei costi! Inoltre, si tratta di costi netti.
Alcune delle riforme proposte comportano cambiamenti nella composizione delle entrate o della spesa, a saldo zero o positivo. Tutte, nel corso del tempo, dovrebbero portare a benefici netti rilevanti in termini di crescita del Prodotto interno lordo e delle entrate fiscali.
LE DIECI PROPOSTE
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Ci limiteremo in questa introduzione a fornirvi i titoli delle riforme.
La prima riforma riguarda il governo dell’immigrazione, sin qui solo subita dal nostro paese. Il capitale umano che arriva da noi attraverso l’immigrazione è una risorsa troppo importante per essere gestita in questo modo. Occorre investire nell’integrazione degli immigrati riducendo al contempo i costi per chi li accoglie.
La seconda riforma affronta la transizione tra scuola e lavoro, cerca di prosciugare il bacino immenso di giovani che oggi in Italia non sono né al lavoro né impegnati in un corso di studi e si basa su due cardini fondamentali: il contratto unico a tutele progressive e l’apprendistato universitario.
La terza riforma riguarda la contrattazione salariale e l’introduzione di un salario minimo. Può servire anch’essa a migliorare l’utilizzo del capitale umano e a evitare forti emorragie occupazionali durante le recessioni. Nel riformare la contrattazione è fondamentale affrontare il problema delle rappresentanze sindacali. Si può fare molto a partire dall’accordo raggiunto a fine giugno 2011 da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria. Servirà a migliorare la produttività, ad aumentare il lavoro nel Mezzogiorno e ad attrarre più investitori verso il nostro paese.
La quarta riforma riguarda la macchina dello Stato e gli incentivi dei dipendenti pubblici. Si tratta di installare un nuovo motore per la macchina dello Stato incentivando comportamenti virtuosi nel pubblico impiego, premiando le amministrazioni (piuttosto che i singoli), anziché introdurre nuove regole cervellotiche quanto inutili come fatto sin qui.
La quinta riforma guarda al lavoro autonomo e, in particolare, agli ordini professionali. Si tratta di avere professionisti più liberi e ordini trasparenti: sono tanti piccoli cambiamenti di regole che, in sé, possono apparire insignificanti e di scarso impatto sulla crescita, ma che in realtà, nel loro insieme, possono essere dirompenti contro il conservatorismo di chi ha in mano le leve del potere ai vari livelli e raccoglie una fetta consistente del nostro capitale umano.
La sesta riforma serve a incoraggiare il lavoro di più persone nella stessa famiglia, rendendole meno vulnerabili a eventi avversi e attivando il capitale umano oggi largamente inutilizzato delle donne. È una miniriforma fiscale che trasforma le detrazioni per coniugi e gli altri familiari a carico in sussidi condizionati all’impiego. Servirà anche a rafforzare il potere contrattuale delle donne nelle scelte di suddivisione delle responsabilità familiari.
La settima riforma si rivolge al sistema pensionistico e prevede l’estensione a tutti delle regole del metodo contributivo nel determinare l’età di pensionamento, nonché le riduzioni e gli incrementi delle pensioni associati a un ritiro dalla vita lavorativa prima o dopo aver raggiunto i 65 anni di età. Aumenterà il lavoro di giovani e anziani e darà alle famiglie maggiori opportunità di ricostruire, prolungando la vita lavorativa, i patrimoni intaccati dalla crisi. Completando la transizione al sistema contributivo potremo finalmente scrivere la parola fine sulle microriforme delle pensioni che continuano a turbare i sonni degli italiani.
L’ottava riforma si colloca all’intersezione fra mercato del lavoro e mercati finanziari. Riguarda l’accesso al credito per chi vuole crescere, per le imprese che vogliono diventare più grandi, e richiede di procedere su piani diversi: la riforma della legge sull’usura, il superamento delle interconnessioni presenti a vari livelli nel nostro sistema di corporate governance, una authority per le fondazioni e la separazione fra banche e società di gestione del risparmio.
Le riforme sin qui elencate avranno effetti sulla crescita nel corso del tempo, cambiando gli incentivi di chi lavora e produce.
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È fondamentale accompagnare queste riforme con misure che guardano alla qualità delle istituzioni e che creano consenso attorno alle politiche della crescita, rendendo il mutamento irreversibile. Questo è il significato delle ultime due riforme che proponiamo.
La nona riforma guarda proprio alla selezione della classe politica. Proponiamo di avere meno politici sia a livello nazionale, sia locale, per sceglierli meglio. Riteniamo utile anche impedire ai politici di cumulare i compensi da parlamentari con quelli di altre attività e di modificare le regole di determinazione dei loro compensi indicizzandoli alla crescita del reddito pro capite degli italiani.
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La decima riforma, infine, vuole costruire una costituency, un partito a favore delle riforme. Lo fa allargando il voto ai sedicenni e cambiando i criteri di calcolo delle quiescenze in modo tale da incentivare la fascia più consistente del nostro elettorato, i pensionati, a sostenere politiche per la crescita.
Se tutte le riforme indicate in precedenza fossero messe in atto, noi pensiamo che l’Italia sarebbe certamente sulla buona strada per ritrovare lo «spirito della crescita».
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Per tornare a crescere è necessario investire. Questo non significa solo trovare i soldi per costruire ponti, autostrade e ferrovie. Significa soprattutto investire in riforme che cambino il funzionamento della nostra economia. L’Italia è un paese ingessato anche e soprattutto perché è un paese «vecchio», nello spirito riformatore ancor più che nella demografia.
Per usare un’espressione di kennediana memoria, ciascun italiano «dovrebbe chiedersi non tanto cosa il governo può fare per tornare a crescere, ma anche e soprattutto cosa ciascuno di noi può fare per tornare a crescere»
Quando il cambiamento diventa realtà quotidiana e tocca ogni ambito della vita di una persona o di un’organizzazione spesso entrano in gioco altri elementi, a volte né voluti né cercati: l’incertezza, la confusione, lo smarrimento. Alla sensazione che un ciclo, un pezzo di storia, si stia chiudendo, non corrisponde tuttavia in molti casi, la consapevolezza di ciò che sta per accadere e delle giuste scelte da fare. È in questi momenti che forse la capacità di tornare all’essenziale e di ascoltare nel profondo questa incertezza e il suo bagaglio di contraddizioni può far nascere idee e soluzioni, riflessioni e speranze. Momenti in cui, sia nel mondo del lavoro, sia in ogni altro ambito, talvolta non è più la grande storia a farla da padrone, ma quella che ciascuno mette in gioco nella propria vita quotidiana, attraverso le situazioni e con le persone che rendono ogni esistenza unica e insostituibile.
Le storie che fanno da sfondo ai racconti del libro vogliono provare a narrare come sia possibile, da soli e assieme, nel lavoro così come nella vita privata, ritrovare speranze e progetti, pur dentro a una realtà all’apparenza così confusa e dura. E vogliono essere segno, piccolo ma certo, di come proprio nelle difficoltà sia possibile rintracciare il filo rosso che lega ciascun uomo a se stesso, a chi gli sta accanto e a tutto ciò che rende pieno di senso il proprio tempo.
Una ricerca che si nutre di equilibrio e ha come fine il bene comune; una risposta ardua ma possibile alle istanze di cambiamento che ogni giorno questo momento storico solleva.
MASSIMO FOLADOR è socio e amministratore di Askesis srl (www.askesis.eu), società che si occupa di consulenza e formazione al fianco di alcune tra le più importanti realtà imprenditoriali italiane. È inoltre direttore dell’Unità di Studi sull’Etica presso al LIUC (Libera Università Carlo Cattaneo) di castellana e presidente dell’Associazione culturale “verso il cenobio” (www.versoilcenobio.it). Per le nostre edizioni ha pubblicato L’organizzazione perfetta e Il lavoro e la regola, dedicati al legame tra la storia del manicheismo benedettino e il mondo del lavoro. Su questo tema e su quelli relativi all’etica in economia è relatore in numerosi convegni e seminari e autore di articoli e pubblicazioni.
pp. 192, 2a ristampa 2011, 1a edizione 2006 (Cod.1529.2.92)
Tipologia: Edizione a stampa Prezzo: € 19,00 Disponibilità: Buona
Codice ISBN: 9788846480361
In breve
Un’introduzione alla psicologia della comunicazione. Sono illustrate le varie teorie dello sviluppo linguistico, approfondendo l’approccio proposto dalla scuola di Palo Alto e quello strategico. Sono analizzati alcuni ambiti applicativi, quali la comunicazione scritta nel bambino e la Lingua Italiana dei Segni (LIS). Sono esposte diverse modalità comunicative, quali la comunicazione non-verbale e quella persuasiva, in particolare nella sua applicazione nella comunicazione commerciale e in quella politica. Dopo uno sguardo “macrosociale” sul complesso rapporto tra comunicazione e informazione, il volume si chiude con un quadro della comunicazione prosociale nel settore non profit, con particolare riferimento alla Pubblicità Progresso di stampo nazionale e all’Advertising Council di tipo statunitense. Valeria Verrastro, psicologa e psicoterapeuta, collabora alla cattedra di Psicologia generale dell’Università di Cassino.
Presentazione del volume
I processi di cambiamento in atto, che interessano il mondo del lavoro, i percorsi di vita delle persone e la società in generale, richiedono l’affinamento continuo di chiavi di lettura e strumenti di analisi. In tale prospettiva la sociologia dell’organizzazione ha offerto da tempo un insostituibile contributo. A partire da questa proposta interpretativa, il testo chiarisce innanzitutto (Organizzazione e programmazione: la prospettiva sociologica) le peculiarità della riflessione sociologica sull’organizzazione rispetto alle scienze sociali più in generale, proponendo gli approcci fondanti la disciplina ed una chiave di lettura per definirne ed interpretarne le caratteristiche fondamentali; in tale prospettiva sono approfonditi alcuni importanti strumenti di analisi delle organizzazioni, che ne evidenziano le variabili basilari, le dinamiche interne e quelle riferite al contesto di appartenenza, oltre alle modalità di cambiamento. In conclusione è avanzata la prospettiva del modello a rete oggi emergente, nonché quella programmatoria tuttora più che mai rilevante.
Il testo nella sua prima parte si propone, dunque, come un vero e proprio ‘manuale di sociologia dell’organizzazione’. Nella seconda parte (Organizzazione, programmazione e servizi) quanto in precedenza esposto è specificatamente riferito all’area dei servizi sociali e sanitari; sono dunque proposti gli elementi fondamentali del percorso di sviluppo dei servizi sociali e sanitari in Italia e la relazione che intercorre in essi fra organizzazione, programmazione e integrazione, individuando nel territorio il contesto di costruzione delle relazioni organizzative.Giorgio Gosetti è ricercatore in Sociologia dei processi economici e del lavoro presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Verona, dove insegna Organizzazione dei servizi; fa parte del C.I.Do.S.Pe.L. Michele La Rosa, ordinario di Sociologia del lavoro e dell’industria presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bologna, è direttore del C.I.Do.S.Pe.L. (Centro Internazionale di Documentazione e Studi sui Problemi del Lavoro) del Dipartimento di sociologia di Bologna e del trimestrale “Sociologia del lavoro” edito da FrancoAngeli.
Indice
Michele La Rosa, Giorgio Gosetti, Introduzione Parte I. Organizzazione e programmazione: la prospettiva sociologica Sociologia e analisi organizzativa
(Scienze sociali, sociologia e analisi organizzativa. La peculiarità dell’analisi sociologica e della sociologia dell’organizzazione; Teorie sociologiche e sociologia dell’organizzazione)
L’analisi delle organizzazioni
(Il concetto di organizzazione; Le specificità dell’organizzazione pubblica; I modelli organizzativi; La lettura dell’organizzazione e le sue variabili; La struttura e la cultura organizzativa; La tecnologia come variabile organizzativa; Meccanismi operativi e processi organizzativi; Il potere: autorità e legittimazione; Il cambiamento organizzativo)
Verso una possibile ricomposizione della dicotomia fra soggetto e struttura
(La sociologia alle prese con la contrapposizione fra individuo e società; Un contributo alla ricomposizione della dicotomia fra soggetto e struttura; Considerazioni conclusive)
Dalla gerarchia alla rete
(Il passaggio dalla gerarchia alla rete; Verso un’organizzazione a rete; Parole chiave per interpretare l’organizzazione a rete)
La relazione fra l’organizzazione e l’ambiente
(Ambienti e organizzazioni; Le interpretazioni delle relazioni fra organizzazione e ambiente; Alla ricerca dei confini dell’organizzazione; Il territorio come variabile organizzativa)
La prospettiva della programmazione ed il percorso programmatorio
(Il problema dello ‘sviluppo’ e il ‘ruolo’ della programmazione: una premessa; Piano e programma: elementi definitori; Il percorso programmatorio; Programmazione, coordinamento e controllo: quale ruolo per il ‘pubblico’ oggi; Verso un modello partecipato e integrato) Parte II. Organizzazione, programmazione e servizi Il nuovo contesto societario dei servizi
(I cambiamenti nel mondo del lavoro; Le trasformazioni societarie fondamentali)
Organizzazione dei servizi e modelli di welfare
(Trasformazioni della società e modelli di welfare; I nuovi orizzonti del welfare: welfare ‘mix’ e/o welfare society; Il contributo di Polanyi: una proposta)
Elementi per un percorso interpretativo dell’organizzazione dei servizi in Italia
(I cambiamenti in atto nel sistema dei servizi sociali e sanitari: verso un modello a rete; Affrontare la complessità: governance e pianificazione strategica; I servizi sanitari; I servizi sociali)
Programmazione e integrazione dei servizi
(L’integrazione: significati e dimensioni; Piani e integrazione; Il Programma delle attività territoriali; Il Piano di zona; Per concludere: il territorio come contesto dell’integrazione)
Franco Prina (a cura di) CONSUMO DI DROGHE E SANZIONI AMMINISTRATIVE Un bilancio sull’applicazione dell’art. 75 del DPR 309/90
pp. 320, Euro 35,00; E-book Euro 28,00, Cod. 1525.45, Collana: Sociologia del diritto – fondata da R. Treves
Massimo M. Greco (a cura di) LETTERE DAL SILENZIO Storie di accoglienza e assistenza sanitaria di donne che hanno subito violenza
pp. 208, Euro 20,00; E-book Euro 16,00, Cod. 1049.7, Collana: Laboratorio sociologico – diretta da C. Cipolla
Forum Ania Consumatori, Censis GLI SCENARI DEL WELFARE Tra nuovi bisogni e voglia di futuro
pp. 240, Euro 25,00; E-book Euro 20,00, Cod. 2000.1342, Collana: Varie
Il libro affronta la tematica della disabilità adulta prendendo in esame la letteratura internazionale e la legislazione italiana, soffermandosi, in modo particolare, sul ruolo dell’educatore nel processo finalizzato al recupero dell’autonomia del disabile e alla sua inclusione sociale.
Presentazione del volume
Ogni anno centinaia di persone cambiano il proprio modo di vivere e di essere a causa del sopraggiungere di malattie e/o incidenti che modificano sostanzialmente il proprio grado di autonomia. Alla sofferenza fisica si sommano molteplici difficoltà legate all’accettazione della disabilità, ai rapporti interpersonali e familiari, all’impossibilità di svolgere le stesse mansioni lavorative. L’ International Classification of Functioning, Disability and Health (ICF) dell’OMS ha messo in evidenza che una determinata condizione di salute diventa disabilità in un contesto ambientale sfavorevole. La disabilità, per queste ragioni, non può essere considerata una realtà di pochi, che va compresa e tollerata da una maggioranza di “sani”, ma una condizione che può interessare tutti e che, quando si verifica, richiede interventi di supporto educativi oltre che medici.
Il libro affronta nella prima parte la tematica della disabilità adulta, prendendo in esame la letteratura internazionale e la legislazione italiana e soffermandosi in modo particolare sul ruolo dell’educatore nel processo finalizzato al recupero dell’autonomia del disabile e alla sua inclusione sociale.
Nella seconda parte si presentano i risultati di una ricerca che ha comparato le storie di vita di persone vittima di incidenti o malattie in età adulta, consentendo al lettore di analizzare le difficoltà che esse hanno incontrato all’inizio (paura, depressione, rabbia, disperazione) e i processi di riattivazione e riorganizzazione ( coping e di resilienza) che hanno messo in atto per far fronte all’evento traumatico. Analizzando le storie personali è possibile individuare specifiche competenze dell’educatore che può diventare un sostegno, una guida, un supporto importante per il disabile che, soprattutto nella fase immediatamente successiva al trauma, si sente talvolta confuso, inadeguato, inutile.
Filippo Dettori insegna Pedagogia speciale presso il Corso di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione dell’Università degli studi di Sassari. Ha già pubblicato nel 2010 per FrancoAngeliGiustizia minorile e integrazione sociale .
Indice
Andrea Canevaro , Prefazione
Introduzione
L’accompagnamento educativo del disabile
(La disabilità in età adulta; La disabilità per l’Organizzazione Mondiale della Sanità; La legge quadro numero 104 del 1992; La legge numero 162 del 1998; Il piano educativo personalizzato; L’educatore professionale; Il rapporto di fiducia fra educatore e disabile; Le esperienze positive rafforzano il senso di autoefficacia)
L’educazione è un processo che dura tutta la vita
(Affrontare la disabilità pervenuta in età adulta; Imparare per tutta la vita; Educazione ed emozioni; Il coping per superare lo stress; Resilienza e disabilità; Raccontare e condividere aiuta ad elaborare il trauma)
Fare ricerca con le storie di vita
(La ricerca qualitativa; Dare senso alle parole dell’altro; L’intervista qualitativa; L’intervista qualitativa semistrutturatta; Il focus group; L’analisi del contenuto)
Storie di vita di disabili adulti
(La ricerca; La professoressa non vedente; Dalla motocicletta alla carrozzina; La devota impiegata postale; La disabilità fra virgolette; La gioia di aiutare gli altri; La campionessa in carrozzina; Il cuoco cieco; L’artista non vedente; La dottoressa in carrozzina)
Riflessioni pedagogiche sulle storie di vita
(Ragionando sulle storie di vita; La prima fase: la disperazione e la rabbia; La fase dell’accettazione; La fase della riorganizzazione; La disabilità può rendere migliori; Gli adolescenti incontrano la disabilità; Riflessioni conclusive)Riferimenti bibliografici.daPerdersi e ritrovarsi. Una lettura pedagogica della disabilità in età adulta
Il matrimonio tra web 2.0, social media e medicina aveva tutti i presupposti per avvenire. Una indagine condotta negli Stati Uniti e pubblicata all’inizio del 2011 dimostra come Internet sia la prima fonte di informazione per i cittadini americani, il 59% dei quali cerca informazioni sanitarie online. “Medicine 2.0” e “Health 2.0”, termini utilizzati per indicare l’applicazione delle nuove tecnologie offerte dal web 2.0 all’ambito medico e a quello sanitario, sono ormai di uso comune, e sono sempre più numerosi gli studi che valutano l’impatto del web sull’assistenza sanitaria e sulla formazione e l’aggiornamento di medici e pazienti. A tre anni dalla pubblicazione della prima edizione, la diffusione dei social media e il continuo fiorire di applicazioni, servizi e strumenti basati sul web hanno reso indispensabile una seconda edizione del testo, completamente aggiornata.
Tutto quello che avresti voluto sapere sulla politica italiana ma che nessuno ti ha mai raccontato
Dagli scandali di Tangentopoli a quelli che hanno fatto crollare la Seconda Repubblica
C’è un filo rosso che, da Craxi a Berlusconi, collega le classi dirigenti della Prima e della Seconda Repubblica: la mala-politica. Sono cambiate le sigle dei partiti ma tutto è come prima, anzi, peggio di prima. Tangentopoli ha ceduto il passo a una nuova epoca di corruzione. Il Parlamento che negli anni Novanta fu ripulito dalle indagini del pool di Milano oggi è popolato da condannati. (segue)
Il volume affronta, in un’ottica interdisciplinare, la valutazione dell’efficacia formativa universitaria in scienze del servizio sociale, finalizzata all’avvio delle procedure di accreditamento dei corsi di laurea e al loro miglioramento. L’indagine ha raggiunto assistenti sociali in servizio, registrando la valutazione del loro percorso formativo di base. Inoltre con il contributo dei professionisti è stato predisposto uno strumento utile alla registrazione dell’autoefficacia professionale percepita.
Presentazione del volume
Il volume affronta, in un’ottica interdisciplinare, la valutazione dell’efficacia formativa universitaria in Scienze del servizio sociale, finalizzata all’avvio delle procedure di accreditamento dei corsi di laurea e al loro miglioramento.
L’indagine ha coinvolto gli assistenti sociali in servizio, registrando la valutazione del loro percorso formativo di base. Inoltre, grazie il contributo dei professionisti, è stato predisposto uno strumento utile alla registrazione dell’autoefficacia professionale percepita e sono state analizzate variabili di tipo soggettivo tipicamente volte a sostenere i processi di costruzione e di gestione della relazione interpersonale professionale.
È emerso un quadro interessante ed attuale di come l’assistente sociale nel servizio di base valuta le proprie capacità di affrontare quelli che attualmente considera i momenti critici della professione: particolare interesse ci sembra abbia riscosso l’autovalutazione della capacità relazionale del professionista sia in rapporto all’utenza che in relazione a quella rete di esperti nella quale l’assistente sociale deve spesso assumere un ruolo centrale e di riferimento.
Nel volume il professionista può trovare autovalutazioni e profili nei quali riconoscersi e quindi contribuire alla promozione di percorsi di formazione permanente e continua adeguati ai propri bisogni.
Franco Bressan , professore ordinario di Statistica sociale, insegna Metodi statistici per le scienze sociali alla laurea triennale e a quella specialistica in Scienze del servizio sociale dell’Università di Verona. Dal 1992 al 2009 è stato presidente delle varie strutture che hanno formato gli assistenti sociali a Verona. Monica Pedrazza , professore associato di Psicologia sociale, insegna alla laurea in Servizio sociale dell’Università di Verona. Ha collaborato con Elisa Bianchi, approfondendo aspetti della regolazione socio-cognitiva nell’assessment dell’assistente sociale; ha inoltre contribuito a recuperare alcuni fondamenti della storia e dell’epistemologia del servizio sociale in Italia con il volume Psicologia e servizio sociale (Angeli, Milano, 2004). Elisabetta Neve , insegna discipline di servizio sociale presso le Università di Verona e di Padova. Si occupa di ricerca, studi e formazione continua di professionisti sociali e sanitari, anche a livello internazionale e in collaborazione con la Fondazione E. Zancan di Padova. È autrice di varie pubblicazioni relative ai servizi sociosanitari e al lavoro professionale.
Indice
Patrizia Lonardi, Presentazione Silvana Giraldo, Introduzione Franco Bressan, Premessa Parte I. Il bisogno di conoscenza Elisabetta Neve, Formazione e ricerca. Le sfide attuali per il servizio sociale professionale. La dimensione psicologica della formazione
(Premessa; La natura disciplinare e professionale del servizio sociale; Il rapporto teoria-pratica; Le ricadute sulla formazione degli assistenti sociali; Il caso italiano; Contesto e prospettive internazionali sulla formazione professionale; Servizio sociale, formazione e ricerca; Una riflessione conclusiva) Roberto Dalla Chiara, La relazione professionale nel processo di aiuto
(L’ambito di intervento dell’assistente sociale come area di relazioni; La capacità relazionale richiesta all’assistente sociale; La natura e la finalità della relazione di aiuto nel servizio sociale; Una relazione “con” l’utente; Coinvolgersi nella relazione con l’utente; Una relazione per il cambiamento; La relazione verso altre relazioni e altre risorse; Le coordinate della relazione professionale; Alla ricerca di alcune tracce per una buona relazione) Parte II. Strumenti per l’evoluzione strategica dell’efficacia formativa Franco Bressan, Claudio Capiluppi, Progettazione e andamento dell’indagine sugli assistenti sociali del Veneto
(Disegno della ricerca, Fase preliminare, Andamento della ricerca) Parte III. La formazione iniziale e continua degli assistenti sociali Daniele Loro , La formazione pedagogica degli assistenti sociali
(Presentazione e commento dei dati relativi alle domande sulla formazione permanente universitaria; Aggiornamento, formazione permanente e rapporto tra formazione teorica e pratica professionale; Le ragioni per una maggiore preparazione pedagogica degli assistenti sociali) Daniele Venturini, Assistente sociale oggi: uno sguardo all’autopercezione della professione
(Premessa; Descrizione del campione; Occupazione professionale; Percezioni degli assistenti sociali; Conclusioni) Franco Bressan, Approfondimenti su alcune domande a risposta multipla
(Premessa; Aree disciplinari più significative; Punteggi relativi alle determinanti dell’attuale capacità lavorativa; Ambiti lavorativi) Parte IV. Una risorsa per il benessere nel lavoro sociale: l’autoefficacia Monica Pedrazza, Sabrina Berlanda, L’autovalutazione di efficacia
(La formazione dei professionisti; L’Autoefficacia Professionale; Attaccamento e relazione; Attaccamento: benessere o disagio professionale?; Alcune ipotesi; Le analisi dei dati) Monica Pedrazza, Sabrina Berlanda, Benessere e disagio nella relazione professionale
(Premessa; L’autoefficacia professionale; Lo stile d’attaccamento; Il burnout; L’assertività; L’autoefficacia nella gestione delle emozioni negative; Il commitment; L’empatia e reattività personale; La desiderabilità sociale; Il pregiudizio transculturale; Le differenze all’interno del campione) Parte V. L’autoefficacia professionale degli assistenti sociali Monica Pedrazza, Sabrina Berlanda, L’autoefficacia dell’assistente sociale ed il modello relazionale nell’aiuto
(Autoefficacia e competenze relazionali; L’Autoefficacia nel modello relazionale) Silvia Golia, Misura oggettiva dell’autoefficacia percepita tramite il Modello di Rasch
(Introduzione; Il modello di Rasch; Misurare l’autoefficacia professionale percepita; Conclusioni) Clarissa Ferrari, Marco Minozzo, Analisi dell’autoefficacia professionale con un modello fattoriale per dati binomiali
(Introduzione; Il modello fattoriale lineare; Il modello fattoriale gerarchico per dati binomiali; Identificazione dei costrutti relativi all’autoefficacia; Confronto tra il modello fattoriale lineare ed il modello fattoriale gerarchico per dati binomiali) Parte VI. La dimensione soggettiva nella professionale degli assistenti sociali Monica Pedrazza, Sabrina Berlanda, Attaccamento e relazione
(La distribuzione del campione; Sicurezza, insicurezza e sofferenza) Sabrina Berlanda, Monica Pedrazza, La complessità del fare relazione
(Il benessere organizzativo; Gli autocedenti del burnout; Gli autocedenti del personal distress; Burnout e relazione con l’utente; Personal distress e relazione con l’utente) Daniele Venturini, Assistenti sociali “tra le righe”. Analisi testuale dei dati con software N-vivo 8
(Introduzione; I dati: “quantitativi” o “qualitativi”?; Descrizione del sottogruppo del campione di ricerca; Analisi del corpus testuale; Conclusione) Allegato Questionario dell’indagine sugli assistenti sociali del Veneto: sezioni A, B e C
Il Rapporto analizza in tutti i suoi aspetti (lavoro, sanità, istruzione, ecc.) il fenomeno dell’immigrazione, alla luce degli eventi che hanno caratterizzato il 2011, anno della “Primavera araba”, che ha causato nuove migrazioni dal Nord Africa verso l’Italia e l’Europa, e anno in cui la crisi economica ha colpito soprattutto le fasce deboli della popolazione, tra cui gli immigrati.
Presentazione del volume
Gli stranieri presenti nel nostro paese all’inizio del 2011 sono cinque milioni e quattrocento mila. Una realtà che da diciassette anni il Rapporto analizza in tutti i suoi aspetti.
In questa sede il fenomeno dell’immigrazione è approfondito tenendo conto degli eventi che hanno caratterizzato il 2011, anno della “Primavera araba” che ha causato nuove migrazioni dal Nord Africa verso l’Italia e l’Europa. Il 2011 è però anche l’anno in cui la crisi economica, ancora in corso, colpisce soprattutto le fasce deboli della popolazione, tra cui gli immigrati.
Come di consueto sono presi in considerazione alcuni ambiti di particolare rilievo come il lavoro, la sanità, la situazione abitativa, gli orientamenti degli italiani verso l’immigrazione, la scuola, dove gli alunni di cittadinanza non italiana continuano ad aumentare. Il Rapporto presenta inoltre utili approfondimenti su altri temi: l’accesso degli stranieri al credito, la devianza, la conoscenza della lingua, il contratto di integrazione in Italia e in alcuni paesi europei.
Il libro è strutturato in quattro sezioni: “Il quadro generale”, le “Aree di attenzione”, gli “Approfondimenti” e “Lo scenario internazionale”.
Indice
Migrazioni 2011: uno sguardo d’insieme Parte I. Il quadro generale Il linguaggio dei numeri
L’Italia nello spazio migratorio europeo
Gli aspetti normativi
Gli orientamenti comunitari Parte II. Aree di attenzione Il lavoro
La scuola
La salute
Abitare e insediarsi
Gli italiani e l’immigrazione
Criminalità e devianza degli immigrati Parte III. Approfondimenti Immigrazione e credito
La conoscenza della lingua del paese di destinazione: uno strumento di integrazione
Il decreto flussi 2010-2011
Immigrazione, opinione pubblica e sistema politico italiano Parte IV. Lo scenario internazionale Immigrazione dal Nord Africa: la Primavera del 2011
Multiculturalismo, politiche d’integrazione e big society nel Regno Unito
Impatti delle nuove politiche di integrazione in Germania: il ruolo della conoscenza della lingua
Integrare senza un modello: l’integrazione degli stranieri in Spagna
Documenti di viaggio e dinamiche di movimento nella regione asiatica
Il contratto d’integrazione in Francia: un’esperienza quinquennale
Riferimenti bibliografici
Allegato. La cronaca del 2011.
Rodolfo de Bernart, Ignazio Senatore CINEMA E TERAPIA FAMILIARE Il ciclo di vita della famiglia attraverso la cinepresa. Con le schede dei film più significativi
“Abbiamo insistito tanto, e con pieno fondamento, su quel che l’Italia e gli italiani hanno mostrato di essere in periodi cruciali del loro passato, e sulle grandi riserve di risorse umane e morali, d’intelligenza e di lavoro di cui disponiamo, perché le sfide e le prove che abbiamo davanti sono più che mai ardue, profonde e di esito incerto.”
Le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia hanno visto una partecipazione popolare al di là di ogni aspettativa: iniziative promosse da istituzioni, scuole, piccoli e grandi comuni, associazioni locali, un’esplosione mai vista di bandiere tricolori. Si è così mostrata la profondità delle radici del nostro stare insieme come nazione, come Italia unita. Le parole scolpite nella Costituzione per definire la Repubblica – “una e indivisibile” – hanno trovato un riscontro autentico in milioni di italiani. Secondo la Carta costituzionale, il Presidente della Repubblica “rappresenta l’unità nazionale”. Giorgio Napolitano ha colto ogni occasione – nella difficile fase attraversata dal nostro Paese e dall’Europa intera – per dare risalto alle ragioni di dignità e di orgoglio nazionale che ci offre la storia del movimento di unificazione. Questo libro, nei diversi testi che lo compongono, tocca gli aspetti salienti di quel processo: la sapiente architettura ideata da Cavour, lo slancio eroico suscitato da Garibaldi, la partecipazione attiva della società meridionale alla costruzione dell’Italia unita, i profondi legami del movimento per l’unità nazionale con le esperienze europee, l’azione unificante della lingua e della cultura. Napolitano non nasconde le zone d’ombra e le promesse non mantenute, in particolare lo squilibrio tra Nord e Sud e l’attuazione lenta e parziale di quell’autonomismo, fino al federalismo, ben presente nelle visioni risorgimentali e infine nel dettato della Costituzione repubblicana. Ma proprio la consapevolezza delle durissime prove che l’Italia è stata costretta a superare per diventare un grande, moderno Paese europeo deve darci quella fiducia indispensabile per superare le ardue sfide che ci attendono.
MAGGIOLI EDITORE
Novità dicembre 2011
in offerta speciale on line
Le risposte alle questioni “legali” più critiche e delicate affrontate sul campo dall’esperto autore
Massimiliano Gioncada,Funzionario provinciale
e cultore universitario
della materia
nonché formatore per amministrazioni pubbliche
DIRITTO DEI SERVIZI SOCIALI per assistenti sociali, psicologi, educatori, avvocati
Importanti le modifiche – sia nell’organizzazione del testo sia nei contenuti – che caratterizzano la seconda edizione di questo apprezzatissimo Manuale giuridico dei servizi sociali.
Un lavoro ora organico e completo,
arricchito da una sistematizzazione delle fattispecie di responsabilità: della Pubblica Amministrazione, dell’Operatore, di educatori, genitori e tutori.
Contiene inoltre un nuovo capitolo dedicato alla responsabilità giuridica in sede d’erogazione/gestione del servizio di trasporto scolastico, valido analogamente anche per trasporti ad esso affini (ad esempio da e verso i Centri diurni).
Approfondisce inoltre temi particolarmente “sentiti”
come l’affidamento del minore all’Ente locale, la ripartizione tra Comune e famiglia delle spese inerenti la retta per il ricovero in struttura, il reato di stalking, il c.d. danno da ritardo, previsto in una recente novella della legge sul procedimento amministrativo, e l’accesso ai documenti amministrativi.“Diritto dei servizi sociali” fornisce un quadro sistematico, aggiornato e coerente degli aspetti operativi del servizio sociale aventi contenuto giuridico, chiarendo le questioni “legali” più critiche e delicate da gestire nell’esercizio dell’attività professionale, com’è verificabile dal dettaglio degli argomenti trattati che traducono in maniera facilmente comprensibile le rigorose disposizioni normative:
PARTE PRIMA
RESPONSABILITA’ 1.La responsabilità del dipendente della P.A. La responsabilità penale. La responsabilità amministrativa. La responsabilità disciplinare. La responsabilità e l’assicurazione dell’operatore sociale. 2. Alcune particolari fattispecie di responsabilità. 3. I reati dell’operatore sociale. 4. Il segreto professionale, il segreto d’ufficio e i rapporti con l’obbligo di denuncia e di rendere testimonianza. 5. L’operatore sociale e la polizia giudiziaria. L’operatore sociale e l’avvocato che operano in sede d’indagini difensive. 6. Le responsabilità giuridiche degli educatori, genitori, tutori. 7. Responsabilità e trasporto scolastico.
PARTE SECONDA
DIRITTO CIVILE 1.Le misure di protezione delle persone prive in tutto o in parte di autonomia: amministrazione di sostegno, interdizione e inabilitazione. 2. Le responsabilità del tutore, del curatore e dell’amministratore di sostegno.
PARTE TERZA
DIRITTO MINORILE 1. La tutela del minore tra diritto internazionale e ordinamento interno. 2. I soggetti. 3. La potestà dei genitori: la reazione alla condotta pregiudizievole dei genitori nei confronti dei figli. 4. La potestà dei genitori: l’allontanamento dalla casa familiare e gli ordini di protezione contro gli abusi familiari. 5. La potestà dei genitori: la tutela. 6. L’affidamento del minore. 7. Le segnalazioni e le denunce all’autorità giudiziaria. 8. Il minore e il diritto alla salute. 9. Il minore straniero (non accompagnato) in Italia. 10. Concetti essenziali di diritto penale minorile. 11. Il processo penale minorile. 12. La libertà personale nel processo minorile. 13. I servizi sociali e il procedimento penale minorile.
PARTE
QUARTA
DIRITTO AMMINISTRATIVO 1.La compartecipazione dell’utenza al costo dei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari: un quadro sintetico. L’utilizzo dell’indicatore ISEE e la compartecipazione dell’utenza. 2. Le associazioni non profit. 3. Il danno da ritardo nella L. 241/1990 e le conseguenze risarcitorie in capo alla P.A. 4. Il procedimento di accesso ai documenti amministrativi dei servizi sociali.
PARTE
QUINTA
DIRITTO PENALE 1.L’affidamento dei minori all’Ente locale e il delitto di mancata esecuzione dolosa dei provvedimenti del Giudice.. 2. I servizi sociali e il reato di stalking
I delitti più celebri e i crimini più atroci commessi da famiglie, clan e dinastie
Avide, cruente e spietate, le famiglie raccontate in questo libro incarnano l’essenza del male.
Madri e padri, figli e figlie, fratelli e sorelle uniti da un doppio legame di sangue: genetico e criminale. Dalla dinastia giulio-claudia ai Borgia, dai Romanov ai Kim, dagli Hussein ai clan mafiosi, la storia di ieri e di oggi è disseminata di vicende oscure che hanno come protagonisti personaggi disumani, guidati da una lucida follia o pronti a tutto per conservare il proprio potere. (segue)
Francesco Stoppa presenta “La restituzione” In occasione di SpazioEventi il 02/12/2011 alle ore 18:30 presso Spaziopensiero – Via Calatafimi, 10 a Milano.
Francesco Stoppa (Ferrara, 1955) lavora presso il Dipartimento di salute mentale di Pordenone, città dove coordina il progetto di comunità “Genius loci: prove di dialogo intergenerazionale”. È analista membro della Scuola di Psicoanalisi dei Forum del Campo lacaniano e docente dell’istituto ICLeS per la formazione degli psicoterapeuti. Ha pubblicato L’offerta al dio oscuro. Il secolo dell’olocausto e la psicoanalisi (Franco Angeli, 2002) e La prima curva dopo il Paradiso. Per una poetica del lavoro nelle istituzioni (Borla, 2006).
Gli adulti di oggi accusano i giovani di mancanza di ideali e valori, di indifferenza e volubilità. I padri sembrano aver miseramente fallito il passaggio di testimone alla generazione dei figli. Ma il patto tra generazioni guarda lontano, a chi verrà dopo: potrà la nuova generazione restituire ciò che non ha ricevuto o che le è stato trasmesso in forma ambigua, svogliata, saccente?
La crisi in cui l’Occidente ha cominciato a scivolare durante l’estate del 2007 e nella quale è definitivamente precipitato nel settembre 2008 non solo non si è ancora risolta, ma se ne deve constatare l’estensione dall’economia alla società, alla politica, ai grandi equilibri politico-strategici internazionali.
Il baricentro del pianeta continua a spostarsi verso est, la «primavera araba» ha rimesso in discussione consolidati equilibri, le istituzioni che reggono l’ordine internazionale – dall’ONU all’FMI alla WTO - appaiono sempre più inadeguate al compito.
L’Europa - e con essa, l’Italia in pole position - è al centro della crisi. La debolezza della finanza si mescola alla debolezza delle istituzioni, mentre la speranza che potessero bastare poche misure tecniche di stabilizzazione dei mercati ha ormai ceduto il passo al convincimento che la crisi sia complessa e multidimensionale: non si potrà tornare a uno sviluppo stabile, senza rimedi innovativi e regole nuove.
MARIO DEAGLIO insegna Economia internazionale presso l’Università di Torino ed è editorialista economico de La Stampa.
GIORGIO ARFARAS è opinionista di economia e finanza e dal 2009 è direttore della Lettera Economica del Centro Einaudi.
ANNA CAFFARENA insegna Relazioni internazionali presso l’Università di Torino; è presidente di T.wai (Torino World Affairs Institute).
GIORGIO S. FRANKEL, giornalista professionista, si occupa di Medio Oriente, petrolio e industria aerospaziale. Collabora a Il Sole 24 Ore.
GABRIELE GUGGIOLA è docente presso l’Università dell’Insubria, dove si occupa di economia pubblica.
PIER GIUSEPPE MONATERI insegna Diritto civile presso l’Università di Torino; dirige Biblioteca della libertà, la rivista del Centro Einaudi.
GIUSEPPE RUSSO, economista professionista, ha fondato e dirige STEP Ricerche, società di studi economici applicati.
E’ vero che sono le rivoluzioni tecnologiche a cambiare il mondo, ma nella società contemporanea altrettanto importante è stata la rivoluzione dei comportamenti femminili. Che tuttavia resta incompiuta, non solo e non tanto perché gli uomini sono restii a cambiare in pari misura, e le discriminazioni lungi dall’essere cancellate, quanto perché l’uguaglianza di genere ha fatto più strada tra i ceti più ricchi e istruiti, in cui la maggiore presenza di coppie a doppio (e alto) reddito consente anche un maggiore investimento a favore dei figli. Proprio perché incompiuta, l’emancipazione femminile rischia così, paradossalmente, di diventare un rinnovato fattore di disuguaglianza sociale.
Gøsta Esping-Andersen è professore di Sociologia nell’Università Pompeu Fabra di Barcellona. Tra le sue pubblicazioni “I fondamenti sociali delle economie postindustriali” (Il Mulino, 2000) e “Oltre lo stato assistenziale. Per un nuovo patto tra generazioni” (Garzanti, 2010).
“Secolarizzazione e voglia di sacro, crisi delle vocazioni e volontariato, bricolage religioso e potenza del carisma, fede dubbiosa e atei devoti, protagonismo della Chiesa e cattolicesimo su misura. Gli italiani tra religiosità tradizionale e ricerca di nuove spiritualità”.
Da sempre nazione cattolica per antonomasia, in tempi recenti l’Italia ha distillato un cocktail religioso in cui agli ingredienti risaputi del passato si mescolano quelli insoliti del presente: una chiesa sempre (più) attiva nell’arena pubblica, che dà battaglia sui temi della vita, della famiglia e della bioetica, ma anche molte persone che si definiscono cattoliche pur vivendo in modo del tutto secolarizzato; l’emergere di individualismi religiosi e spiritualità alternative, accanto a una fede tradizionale riscoperta grazie agli immigrati musulmani; un sentimento religioso più diffuso e una maggior presenza ai riti rispetto ad altri paesi europei, ma anche la prevalenza di una fede dubbiosa su quella certa; una nuova voglia di sacro e di figure religiose carismatiche, insieme alla crescita di un’”appartenenza senza credenza”.
Franco Garelli insegna Sociologia dei processi culturali e Sociologia della religione nell’Università di Torino. Tra i volumi pubblicati con il Mulino: “Forza della religione e debolezza della fede” (1996), “Sfide per la chiesa del nuovo secolo” (2003), “L’Italia cattolica nell’epoca del pluralismo” (2006) e “La Chiesa in Italia” (2007)