Paolo Ferrario, La radio e la memoria biografica dei post-sessantenni | in Muoversi Insieme, 6/1/2011


Qui parleremo della radio e delle sue trasformazioni e uso per le persone che stanno trascorrendo questo arco di vita. 

Il maggior tempo disponibile, la valorizzazione dei ricordi e la possibilità di stabilire nuove forme di relazione sono importanti risorse in questi anni. Fin dagli anni ’30 lo studioso di storia dell’arte Rudolf Arnheim nel suo classico libro “La radio l’arte dell’ascolto” osservava con spirito profetico, che a questo oggetto tecnologico non manca niente dal punto di vista della comunicazione, poiché la sua essenza consiste proprio nel fatto di servirsi solo dell’udito, come mezzo per offrire una rappresentazione compiuta di un ragionamento detto ed espresso con le parole. Inoltre, il fatto che sia del tutto azzerato il senso della vista determina la conseguenza chel’ascoltatore è tentato di completare con la sua fantasia quello che manca all’informazione trasmessa. E quindi l’arte dell’ascolto radiofonico favorisce anche una specie di addestramento lieve e piacevole delle funzioni attive del cervello.

segue qui   La radio e la memoria biografica dei post-sessantenni | Muoversi Insieme.

Una parola dello Zingarelli al giorno: RADIO


La parola di oggi è: radio / radioonda

La parola del giorno dello Zingarelli e la sua pronuncia sono disponibili all’indirizzo http://dizionari.zanichelli.it/parola-del-giorno/

ràdio (1) / ˈradjo/
[vc. dotta, lat. rădiu(m), di etim. incerta  sec. XIV]
s. m.
1 raggio
2 asticciola per misurare sulla balestriglia l’altezza degli astri


ràdio (2) / ˈradjo/
[lat. rădiu(m) ‘raggio’, di etim. incerta, per la forma  1598]
s. m. (pl. -i -ii)
 (anat.) una delle due ossa dell’avambraccio, dalla parte del pollice  ILL. corpo umano/2

ràdio (3) / ˈradjo/ ràdium
[lat. rădiu(m) ‘raggio’, perché emette radiazioni  1904]
s. m. solo sing.
 elemento chimico, metallo alcalino-terroso, presente nei minerali di uranio, fortemente radioattivo, chimicamente molto reattivo; si usa in medicina come antineoplastico e in vari settori scientifici SIMB. RaNUM. AT. 88


ràdio (4) / ˈradjo/
[da radio(fonia)  1918]
A s. f. inv.
1 accorc. di radiofoniaradiotelefoniaradiotelegrafianavi e aerei comunicano mediante radio | (est.)accorc. di radiotrasmissioneascoltare la radio
2 accorc. di radioricevitore; apparecchio radiofonico: accendere, spegnere la radiocomprare una radio portatile | (colloq.alzare, abbassare la radio, il volume della radio  ILL. radio
3 stazione, centro da cui vengono irradiate trasmissioni radiofoniche: radio Londra | radio fante, gavetta, il rapido trasmettersi delle notizie fra i soldati | radio carcere, il rapido trasmettersi delle notizie fra i detenuti |radio libera, negli anni intorno al 1970, denominazione delle prime emittenti private che iniziarono a trasmettere in regime non monopolistico
|| radiòla, dim. | radiolétta, dim. | radiolìna, dim. (V.)
B in funzione di agg. inv.
 (posposto al sost.) nella loc. onda radio, radioonda | (est.) di ciò che emette, riceve o comunque utilizza le radioonde: ponte radiocontatto radiocollegamento radio | stazione radio, centro di generazione, emissione e ricezione di radiosegnali | apparecchio radio, radioricevitore | giornale radio, notiziario periodico trasmesso per radio | via radio, per mezzo delle onde radio: collegarsi via radio  ILL. atmosfera e spazio/1


radioónda / radjoˈonda/
[comp. di radio- (3) onda  1930]
s. f.
 (fig.spec. al pl.) onda elettromagnetica usata per trasmissioni radio, radiotelegrafiche, televisive e sim. di lunghezza d’onda compresa fra i 10-1 cm e i 107 cm SIN. onda hertziana

La parola è tratta da:
lo Zingarelli 2013
Vocabolario della lingua italiana
di Nicola Zingarelli
Zanichelli editore

PODCAST: osservazione sul questionario di Rai Radio3


Ho appena risposto al questionario di Rai3 sui Podcast.

Mi fa un po’ impressione dover cliccare sulle fasce di età e vedere che posso ancora scegliere la penultima fascia.

Dopo c’è l’ultima

Per Rai3 l’età anziana è solo dai 65 in avanti. Cioè, in epoca di invecchiamento demografico, per loro esiste solo una indifferenziata  età che super quella dei 65.

Paolo Ferrario (1948-)

Stile Monti: i criteri per la nomina del Presidente della Rai, 8 giugno 2012


RAI: ANNA  MARIA TARANTOLA NUOVO PRESIDENTE

Il vice della Banca d’Italia al vertice della Rai. Poi Gubitosi direttore generale e Pinto nel Cda. «Gestione più efficiente»

http://www.corriere.it/economia/12_giugno_08/monti-nomine-rai_b41bae34-b186-11e1-ba93-c93b078addf8.shtml

Bibliomediateca della RAI


Con sede nello storico palazzo della Radio, la Bibliomediateca Rai Teche – Centro Documentazione “Dino Villani” offre un servizio di consultazione dell’archivio Rai tramite Catalogo Multimediale. Conserva, inoltre, un’ampia raccolta di volumi e periodici nazionali e internazionali sui temi della comunicazione di massa, della pubblicità, dello spettacolo e del giornalismo.

Dieci postazioni multimediali consentono l’accesso a programmi radiotelevisivi, foto di scenaspot pubblicitarimanifesti del “Fondo Villani” e a pubblicazioni storiche della Rai (RadiocorriereRadio Orario e annuari).

Un’agile consultazione dei libri è resa possibile dalla collocazione a scaffale aperto e dall’inserimento on-line del catalogo dei volumi (www.teche.rai.it). Il  prestito è concesso per il 90% dei testi.

Docenti, ricercatori, studenti, documentaristi e registi, professionisti del settore, ma anche privati possono usufruire dei servizi della Bibliomediateca gratuitamente.


I numeri

Bibliomediateca RAI TECHE      
10.000   libri
80 riviste nazionali e internazionali sulle comunicazioni di massa e sulla pubblicità

Catalogo Multimediale                 
750.000 ore di programmazione Tv
650.000 ore di programmazione radiofonica
40.000   fotografie
9.500     spot Tv
2.600     manifesti del “Fondo Villani”

Orari:
dal lunedì al venerdì 
9.30 – 17.00 

Informazioni e prenotazioni
011  810  4486/4440/4944
biblioto@rai.it

www.teche.rai.it/biblioteca.html

da Museo RTV – Bibliomediateca.

Mediasfera: ricerca e produzione nel campo della comunicazione, a cura di Peppino Ortoleva e Giovanni Cordoni


Che cosa vuol dire Mediasfera

Mediasfera è un’impresa di ricerca e di produzione nel campo della comunicazione. Già nel nome fa riferimento alla sfera in espansione degli strumenti del comunicare: che costituisce sia il tema delle sue ricerche sia l’ambiente della sua vita e la base della sua azione.
Fin dalle sue origini Mediasfera ha come oggetto di studio non solo alcuni singoli mezzi in particolare ma anche e soprattutto il sistema dei media, inteso come orizzonte delle scelte di comunicazione personali e collettive e come cornice di tutte le attività produttive nel campo della cultura e dello scambio d’informazioni.
I media d’altra parte sono per Mediasfera non solo tema di ricerca ma anche strumento di lavoro, per la diffusione del sapere prodotto e per l’elaborazione di progetti di comunicazione innovativi. Lo studio critico dei mezzi è essenziale per il loro utilizzo e viceversa la loro conoscenza dall’interno è alla base di un’analisi autenticamente riflessiva.

Dichiarazione di intenti (mission statement) di Mediasfera

  1. Mediasfera è un’impresa culturale a scopo di lucro. Agisce in cooperazione con altre imprese analoghe, con fondazioni e altre senza scopo di lucro, con enti pubblici, nella consapevolezza che tutti questi soggetti sono egualmente indispensabili per promuovere e sviluppare la cultura, intesa come sistema sociale complesso capace di produrre idee nuove.
  2. Ogni progetto di Mediasfera deve essere economicamente redditizio e culturalmente fecondo. Viene pertanto valutato sotto entrambi i profili sia all’atto della sua preparazione sia alla sua conclusione.
  3. Per Mediasfera il sapere è al tempo stesso la risorsa principale e il prodotto distintivo. La capacità di tesaurizzare e far fruttare il sapere già accumulato (presso di noi o presso altri soggetti che facciano parte della nostra rete di collaborazioni) è essenziale alla redditività dell’impresa. La capacità di fare evolvere il sapere attraverso progetti innovativi è essenziale alla sua ragion d’essere culturale.
  4. Nessun progetto di Mediasfera ha un solo autore; è sempre il frutto di un gruppo di lavoro che è culturale e professionale al tempo stesso: un gruppo che generalmente coinvolge non solo soci della srl e collaboratori fissi ma anche collaboratori esterni, incluse altre imprese culturali. La rete dei collaboratori, individui e imprese, è una delle principali risorse di Mediasfera, che dedica alla sua crescita e allo scambio con essa una parte rilevante delle sue energie.
  5. Poiché nell’attuale quadro istituzionale il valore culturale di un prodotto è generalmente connesso al riconoscimento di un’autorialità individuale, Mediasfera si impegna comunque a valorizzare sempre l’apporto autoriale dei suoi soci e collaboratori

da Perchè Mediasfera

a cura di:

Peppino Ortoleva (Napoli, 1948) è professore di Storia dei mezzi di comunicazione e Storia dell’immagine meccanica (Cinema, televisione, fotografia) all’università di Torino dal 2001. In precedenza ha insegnato nell’ Università di Siena. Ha svolto attività di ricerca e insegnamento presso il Politecnico di Sydney, il Centre de Recherches sur les Usages Sociaux des Télécommunications di Parigi, l’ISCTE di Lisbona.  E’ stato consigliere di amministrazione della Scuola Nazionale di Cinema-Centro Sperimentale di Cinematografia; è correspondent étranger per la rivista Le temps des Médias e membro di vari Comitati scientifici di istituzioni e riviste nazionali e internazionali.
Ha pubblicato oltre un centinaio di lavori scientifici su storia, società e media. Tra i suoi libri si ricordano Cinema e storia (Loescher, Torino, 1991), Un ventennio a colori (Giunti, Firenze, 1995), I movimenti del ’68 in Europa e in America (Editori Riuniti, Roma, 1998), Mediastoria (nuova edizione Il saggiatore, Milano, 2002), Luci del teleschermo. Televisione e cultura in Italia (con M.T. Di Marco), Electa, Milano, 2004. Ha inoltre curato, con F. Chiocci, G. Cordoni e G. Sibilla La grana dell’audio. La dimensione sonora della televisione, RAI-Nuova Eri, Torino, 2002; con V. Solari, Lavorare nei media, produrre cultura, Angeli, Milano, 2003; con Barbara Scaramucci, l’Enciclopedia della radio, Garzanti, Milano, 2003; con Giovanni Cordoni e Nicoletta Verna Le onde del futuro, Costa & Nolan, Milano, 2005; con gli stessi coautori ha curato Trent’anni di libertà d’antenna, Minerva, Bologna, 2005; con Barbara Scaramucci ha curato La memoria del suono, numero speciale di “Archivi e cultura”, 2006. Nella seconda metà degli anni Novanta ha diretto, con Chiara Ottaviano, la collana Mediamorfosi per UTET.
Dalla metà degli anni Ottanta ha svolto, parallelamente alla ricerca e all’insegnamento, un’impegnativa attività professionale, dapprima fondando e dirigendo la Cliomedia di Torino poi ha realizzato la cura di mostre e musei di storia e media, di volumi scientifici, di trasmissioni radiofoniche e televisive, di ipertesti multimediali.

Giovanni Cordoni (Ebingen, Germania, 1974), caporedattore dell’Enciclopedia della Radio (Garzanti, 2003), a cura di P. Ortoleva e B. Scaramucci, è autore di vari saggi sui mass media, da La grana dell’audio. La dimensione sonora della televisione (RAI-ERI, VQPT, 2002, insieme a F. Chiocci, P. Ortoleva e G. Sibilla) a Le onde del futuro. Presente e tendenze della radio in Italia (Costa & Nolan, 2006, con Ortoleva e N. Verna). Redattore e regista per Il Terzo Anello di RAI Radio 3, ha condotto insieme a Ortoleva la serie Torino. 50 anni di televisione e cultura su Raisat Premium. Curatore con Ortoleva, della mostra itinerante (e del relativo catalogo) Radio FM 1976-2006. Trent’anni di libertà d’antenna (2006-2007), è tra i curatori della mostra Anni Settanta (Triennale di Milano, 2007-2008) di Gianni Canova. Direttore delle ricerche per la mostra sui 50 anni della RAI TV, Luci del teleschermo (Torino, Palazzo Carignano, 2004-2005) e curatore (insieme a Verna) della seconda parte del relativo catalogo (Electa, 2004), si è occupato anche della sonorizzazione di varie mostre (ad esempio A ferro e a fuoco, Dalmine, 2006). Project manager di Mediasfera, ha seguito molti progetti e numerose ricerche, tra cui quelle per l’Osservatorio Culturale del Piemonte su industria discografica, radio e televisione (2006-2008). Musicista e organizzatore di festival e concerti, ha collaborato con Fabbrica Europa (Stazione Leopolda, Firenze) e vari operatori del settore per la realizzazione di spettacoli, musicali e non, in varie città italiane. Collaboratore di varie testate (da “Punto Com” a “Exibart”), si occupa della revisione della terza edizione dell’Enciclopedia del Cinema (Garzanti) a cura di G. Canova e firma per la Treccani del Terzo Millennio, in corso di pubblicazione, il saggio La radio nel mondo. Docente per l’Università Cattolica di Milano e per L’Università dell’Aquila presso vari master dedicati alla comunicazione, ai media e agli eventi culturali, ha partecipato in veste di relatore a vari convegni, soprattutto su radio e industria discografica.

MEDIA: STORIA E TEORIA, corso Peppino Ortoleva, Università di Torino, 2011/2012


Anno accademico 2011/2012

Peppino Ortoleva

[f005-c702] Laurea in Filosofia
[f005-c704] Laurea in Scienze della comunicazione
[f005-c705] Laurea in Culture e letterature del mondo moderno

Obiettivi del modulo

Fornire gli strumenti essenziali per la comprensione dei processi di lungo, medio e breve periodo che condizionano la comunicazione. Analizzare gli sviluppi che hanno sorretto l’evoluzione dei media nel corso degli ultimi cento-centoventi anni. Discutere il ruolo delle pratiche ludiche nello sviluppo della comunicazione moderna

Competenze attese

Capacità di orientarsi nel moderno universo della comunicazione. Capacità di riflettere sul ruolo dei media nella vita personale e collettiva. Attenzione critica alle pratiche ludiche, sia nella fase infantile sia nella fase più evoluta (incluso il videogame)

Strumenti didattici

Lezioni con possibilità di discussione.

Il docente chiarirà i concetti di medium e di sistema dei media nelle loro implicazioni teoriche; indicherà i principali motori del cambiamento nel campo della comunicazione; proporrà un’interpretazione sistematica del rapporto fra tali cambiamenti e gli altri grandi cambiamenti socio-culturali che hanno caratterizzato la società contemporanea nel XX secolo; analizzerà alcune delle maggiori teorie del gioco a partire dal testo di Roger Caillois e discuterà il ruolo del gioco nel sistema dei media attuale

Volumi obbligatori per tutti:

R. Caillois, I giochi e gli uomini, Bompiani, Milano

P. Ortoleva, Mediastoria, net, Milano

P. Ortoleva, Il secolo dei media. Il sistema della comunicazione e l’eredità del Novecento, Il Saggiatore, Milano

Un’antologia di testi sul gioco verrà fornita dal professore

Osservatorio di Pavia – Profilo


L’Osservatorio di Pavia è un istituto di ricerca e di analisi della comunicazione, fondato nel 1994 dalla C.A.R.E.S., Cooperativa di analisi e rilevazione economiche e sociali. L’attività delL’Osservatorio di Pavia è lo studio della comunicazione veicolata sia dai mezzi tradizionali (stampa, radio e televisione), sia da quelli legati alla sviluppo delle nuove tecnologie (internet).

Sin dalle origini, l’Osservatorio di Pavia lavora in stretta collaborazione con l’Università degli Studi di Pavia, grazie al cui apporto scientifico ha messo a punto varie metodologie di rilevazione e analisi. Frutto di questo sforzo metodologico è il lungo rapporto di collaborazione con la RAI, per la quale l’Osservatorio di Pavia svolge continuativamente sin dal 1994 l’aattività di monitoraggio del pluralismo politico, i cui risultati vengono utilizzati dalla Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI.

Tra le ricerche svolte abitualmente dall’Osservatorio di Pavia per committenti sia pubblici che privati sono da segnalare i profili di immagine di istituzioni, personaggi, brand e la rappresentazione di temi, eventi, situazioni di crisi, ecc.

Grazie all’esperienza maturata in ambito nazionale, l”Osservatorio di Pavia si è accreditato come centro di primo piano in tema di libertà di espressione, mass media e democrazia a livello internazionale, in particolare attraverso la collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri, l’ OSCE/ODIHR, l’Unione Europea, il Council of Europe (COE), l’Onu e con organizzazioni non governative italiane e straniere per cui ha svolto numerose attività di monitoraggio in paesi esteri.

da Osservatorio di Pavia – Profilo.

La radio e la memoria biografica dei post-sessantenni, di Paolo Ferrario


Gentile amico,
Muoversi Insieme la informa che è stato appena pubblicato un articolo su un tema di suo interesse:

06-10-2011
La radio e la memoria biografica dei post-sessantenni
In precedenti altri articoli il Magazine Muoversi Insieme di Stannah ha trattato il tema del creativo rapporto che si sta bilisce fra la prevecchiaia e le tecnologie che sono entrate a far parte della nostra quotidianità. Qui parleremo della radio e delle sue trasformazioni e uso per le persone che stanno trascorrendo questo arco di vita. Il maggior tempo disponibile, la valorizzazione dei ricordi e la possibilità di stabilire nuove forme di relazione sono importanti risorse in questi anni.Il maggior tempo disponibile, la valorizzazione dei ricordi e la possibilità di stabilire nuove forme di relazione sono importanti risorse in questi anni. Fin dagli anni ’30 lo studioso di storia dell’arte Rudolf Arnheim nel suo classico libro “La radio l’arte dell’ascolto” osservava con spirito profetico, che a questo oggetto tecnologico non manca niente…  >>


Le auguriamo una piacevole lettura!
Lo staff di Muoversinsieme.it

La radio e la memoria biografica dei post-sessantenni | Muoversi Insieme


Qui parleremo della radio e delle sue trasformazioni e uso per le persone che stanno trascorrendo questo arco di vita.

Il maggior tempo disponibile, la valorizzazione dei ricordi e la possibilità di stabilire nuove forme di relazione sono importanti risorse in questi anni. Fin dagli anni ’30 lo studioso di storia dell’arte Rudolf Arnheim nel suo classico libro “La radio l’arte dell’ascolto” osservava con spirito profetico, che a questo oggetto tecnologico non manca niente dal punto di vista della comunicazione, poiché la sua essenza consiste proprio nel fatto di servirsi solo dell’udito, come mezzo per offrire una rappresentazione compiuta di un ragionamento detto ed espresso con le parole. Inoltre, il fatto che sia del tutto azzerato il senso della vista determina la conseguenza chel’ascoltatore è tentato di completare con la sua fantasia quello che manca all’informazione trasmessa. E quindi l’arte dell’ascolto radiofonico favorisce anche una specie di addestramento lieve e piacevole delle funzioni attive del cervello.

 

… segue

vai all’intero articolo: La radio e la memoria biografica dei post-sessantenni | Muoversi Insieme.

Radio3, Cose nostre, 20 oggetti della vita italiana raccontati da Peppino Ortoleva da lunedì 26 settembre a venerdì 21 ottobre


20 oggetti della vita italiana

raccontati da Peppino Ortoleva

da lunedì 26 settembre a venerdì 21 ottobre

A partire dalla fine della seconda guerra mondiale, il programma esplora le nuove abitudini che, senza parere, si sono insediate nella vita quotidiana degli italiani e che sono ancora le nostre senza che sappiamo da dove vengano e senza chiederci il loro senso.

1. La gomma da masticare

 2. Le calze di nylon

 3. Il rasoio elettrico e le lamette da barba

 4. Tv in casa. Transistor in giro

 5. I jeans

 6. La lavatrice

 7. La vita sessuale nell’età della pillola

 8. Metamorfosi dei punti di vendita

 9. Barbie e i nuovi giocattoli

10. Usa e getta

11. La macchina duplicatrice

12. Ristoranti cinesi e gusto dell’esotico

13. Videogiochi, cartoni e figurine

14. Gli orologi come gadget

15. L’informatica nelle case

16. L’hamburger come alimento e come simbolo

17. Il telefonino

18. Dal videoregistratore all’home theatre

19. Numeri da ricordare, antifurti, ossessione per la sicurezza

20. Il vintage  

Vedi anche:

GrParlamento: palinsesto di ogni giornata


Palinsesto

Dalle 7.30 News + Rubriche di approfondimento giornalistico:

Lunedì Articolo 32
Martedì Clima
Mercoledì In nome della Legge
Giovedì Le regole del Gusto
Sabato L’Altro sport
Domenica Sinai

Dalle 8.00 alle 9.30 Edicola e News: La rassegna stampa ragionata e arricchita da notizie “fresche” di GR Parlamento

Dalle 9.30 dirette dei lavori parlamentari

Alle 13.00 (circa) ed alle 20.30 (circa) appuntamento con le News e con i collegamento da Camera e Senato per il punto sui lavori parlamentari.

Fine settimana:

Sabato “Radio 7″ rotocalco di approfondimento
Dmenica differita dei lavori parlamentari

Il Lunedì alle 09.30 “60 minuti” le interviste del Direttore Bruno Socillo ai protagonisti della politica

da: GrParlamento.

I mass media che hanno fatto l’Italia, da Voce Arancio


La radio, il telefono, la tv e da qualche anno anche internet: i mezzi di comunicazione ci hanno aiutato a diventare un popolo unito. E la qualità della nostra vita ringrazia

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NOVITA’ Domenica 3 gennaio 1954. Sono le 11 e nelle case degli italiani c’è una novità. Fulvia Colombo da Milano e Nicoletta Orsomando da Roma annunciano contemporaneamente l’avvio ufficiale delle trasmissioni televisive Rai. In tutto il Paese ci sono 15mila apparecchi, in pochi credono nella potenza del mezzo. Cinque anni dopo le tv sono un milione, gli spettatori venti milioni e quella scatola di metallo ha già iniziato a trasformare la vita degli italiani. Il telegiornale mostra loro che cosa accade in giro per la penisola, il maestro Alberto Manzi con il suo Non è mai troppo tardi aiuta gli analfabeti a recuperare, Mike Bongiorno con Lascia o raddoppia allieta le serate.

GLOBALI Nella seconda metà nelle case degli italiani, un po’ più tardi rispetto al resto del mondo, c’è un’altra novità, più potente della precedente. È la rete, è internet, che permette di superare ogni confine e ci trasforma sempre più in cittadini del mondo. E così, grazie alla posta elettronica, contattiamo in tempo reale chi si trova dall’altra parte del mondo, con Skype parliamo al telefono dallo schermo del pc con chi è lontano, con un click compriamo quello che ci piace in negozi reali o virtuali distanti migliaia di chilometri. Le opportunità che la rete ci ha messo a disposizione sono infinite e riguardano ogni aspetto della nostra vita, i risultati si muovono comunque tutti nella stessa direzione: se radio e tv ci hanno aiutati a diventare un popolo unito, internet ci sta trasformando in un popolo globalizzato.

Il wireless free nel nostro paese è attivo dal 1° gennaio di quest’annoMORALIZZAZIONE «Abbiamo a disposizione il mezzo più potente di cultura, di moralizzazione, di diletto che esista; mancheremmo in pieno alla nostra missione se non usassimo tutti i nostri sforzi per utilizzarlo nel modo migliore e più vasto» (Raoul Chiodelli, direttore dell’Eiar fino alla caduta del Fascismo parlando della radio).

RADIO La radio nel nostro Paese nasce nel 1910, con la legge 395 che riservava al governo lo stabilimento e l’esercizio degli impianti radiofonici. Nel 1924 vengono unificate le diverse compagnie radiofoniche e vi è la concessione in esclusiva all’Unione radiofonica italiana, che nel 1927 passa poi per 25 anni all’Eiar (Ente italiano per le audizioni radiofoniche, antesignano della Rai). Nel 1929, con il primo giornale radio, nasce la radio come la conosciamo.

DISTANZE Ma come la radio ha davvero cambiato la vita degli italiani e come è stata utile? La radio è stata il primo strumento che ha permesso ai cittadini della penisola di ascoltare le stesse cose, anche a centinaia di chilometri di distanza, e che ha raggiunto anche paesini e centri prima isolati. Ecco cosa si trovava scritto sul Giornale d’Italia nel dicembre del 1926: «Si pensi al valore che potrebbero avere la radio specie per gli abitanti dei piccoli villaggi che non possono usufruire neanche di un cinema. [...] Tutto questo significa una cosa sola: il sistema radiofonico deve venire esteso rapidamente, infatti esso contribuirà sensibilmente all’estendersi della cultura generale del popolo».

BROADCASTING L’Araldo telefonico, il primo esempio di broadcasting italiano: si avvaleva di un apparecchio telefonico e di una cuffia, un segnale acustico segnalava ai suoi abbonati l’ora esatta e indicava l’inizio del Un modello di radio anni Cinquantaradiogiornale, oltre a un palinsesto giornaliero di notizie e spettacoli. Del resto, inizialmente il telefono era al servizio degli italiani anche come fonte di svago: «Più che uno strumento di comunicazione interpersonale era un giocattolo musicale e d’intrattenimento, che permetteva a un pubblico riunito in una stanza di ascoltare la performance di un cantante che si trovava in un altro luogo» (Gabriele Balbi in La radio prima della radio, Bulzoni).

INVENZIONI Alcune celebri invenzioni tricolori nel campo delle comunicazioni e tecnologie che hanno cambiato la vita degli italiani (o almeno ci hanno provato): il telefono, inventato da Antonio Meucci nel 1871; il pantelegrafo, un antenato del fax, realizzato da Giovanni Caselli nel 1861; radio e telefonia senza fili, frutto dell’ingegno di Guglielmo Marconi nel 1895; nello stesso anno il kinetografo (macchina per la proiezione di immagini in movimento) di Filoteo Albertini; Programma 101 o Perottina, una sorta di personal computer alla portata di tutti di Pier Giorgio Perotto nel 1962; l’algoritmo di Google di Massimo Marchiori nel 1997 ecc.

INDENTITA’ Ci sono due cose che hanno contribuito, probabilmente più di altre, a creare e cementare un’identità italiana, soprattutto sotto il profilo linguistico: la leva obbligatoria, specie con le due guerre mondiali, e la televisione. Quando vengono trasmesse le prime trasmissioni televisive, nel 1954, solo un italiano su cinque parla correntemente italiano, il 12,9% è analfabeta. Quella della televisione è stata una crescita esponenziale: nel 1956 gli abbonati sono già 366.000, nel 1958 2,8 milioni, nel 1964 cinque milioni. Il secondo canale nasce nel 1961. Alla fine degli anni Ottanta il 96% delle famiglie italiane possiede un televisore. Il linguista Gian Luigi Beccaria sulla Stampa ha definito la televisione come «una delle scuole serali d’Italia».

CAROSELLO Nel 1957 arriva Carosello. Prima c’è la tv dei ragazzi, poi inizia la programmazione più specificatamente dedicata agli adulti. Riti e costumi di un’Italia davvero unita, tanto che l’espressione “a letto dopo Carosello” è rimasta nell’immaginario di molti. In più, una delle prime trasmissioni televisive è un programma di divulgazione letteraria: Il commesso di libreria presentata da Franco Antonicelli.

TV PRIVATE Un capitolo a parte meritano le televisioni private, che inizialmente non entrano in competizione con la tv pubblica, ma occupavano nicchie di mercato lasciate libere. Poi, dagli anni Settanta iniziano a trasmettere dall’estero sul territorio italiano emittenti locali come Firenze libera, Telemontecarlo, Tv Svizzera italiana, Tele Capodistria ecc. Nel 1975 esistevano già 68 emittenti locali, 244 nel 1977, 434 nel 1978, 600 nel 1981. Stava per nascere Mediaset, che ha cambiato gli italiani radicalmente, facendo diventare i bambini un po’ giapponesi attraverso i cartoni animati e i ragazzi più americani con le serie tv (Dallas, Happy Days, Hazar, e successivamente Baywatch e via dicendo).

DIGITALE Un’offerta televisiva che si è moltiplicata tantissimo in pochi anni, e che continua a farlo con le reti digitali e satellitari (come abbiamo raccontato in un precedente articolo). Un’abbondanza tale da creare dipendenza: «Per trattare di una società televisivo-dipendente il caso italiano si presta a meraviglia. […] Un’offerta così ricca ha creato nella gran parte degli italiani una dipendenza che nasceva dal poter trovare, ogni sera, almeno un programma capace di attrarre l’interesse di un vasto pubblico» (Marino Livolsi in La realtà televisiva, Laterza).

CELLULARI Nel 1990 i possessori di cellulari in Italia erano 200mila. Il servizio voce, l’unico attivo, costava 1.950 lire al minuto. Oggi siamo a quota cinquanta milioni di utenti.

TELEFONO I mezzi di comunicazione cambiano, si evolvono, vengono rimpiazzati da altri. Il telefono, per esempio, è sempre meno usato dagli italiani: nel 2005 passavamo quasi sette minuti al giorno sulla linea fissa di casa, adesso siamo scesi a quattro minuti e 41 secondi. E le conversazioni al cellulare non aumentano più in maniera esponenziale: nel 2009 cinque minuti e nove secondi al giorno, solo il 4,7% in più rispetto del 2008. Mentre, secondo i dati Nielsen, nel 2010 c’è stato un taglio del 10% a quota 29 euro al mese la spesa media per i cellulari – bisogna considerare anche che l’anno scorso è stato probabilmente quello del vero boom di Facebook, Skype e affini. Il trend è comune ad altri paesi: in dieci dei maggiori mercati di telefonia mondiali, dice la Ofcom, le telefonate sul cellulare sono in calo. Piena salute invece per gli sms: nel 2011 secondo Abi research dovrebbero arrivare a quota 7mila miliardi (l’800% in più del 2008) in tutto il mondo. Nel 2010 oltre 54 miliardi di minuti di chiamate internazionali (il 13% del totale) sono stati effettuati grazie a Skype.

SOCIAL NETWORK Sono soprattutto i più giovani i protagonisti di questa migrazione dal cellulare verso internet. Filippo Renga, direttore dell’osservatorio mobile alla School of management del Politecnico di Milano: «In molti l’hanno sostituito come mezzo di comunicazione con i social network». Il cellulare si usa meno per chiamare, ma ha nuovi usi. Ombretta Capodaglio di Nielsen Online: «La vecchia chiamata non è più il suo core business. Undici milioni di italiani lo usano per viaggiare in internet, il 31% in più del 2009, tre milioni entrano nei social network via telefonino». Gli smartphone, insomma, sono sempre più al servizio degli italiani, e stanno cambiando le abitudini e i modi di vivere.

Italiani che oggi utilizzano internet: poco più di 20 milioniPC E quindi per cosa usiamo il cellulare oggi in Italia? Per molte cose diverse. Il numero di dati scaricati dai cellulari in Italia è salito dai 7,5 milioni del primo trimestre 2009 agli 11 del terzo trimestre 2010. Ci ascoltiamo la radio, consultiamo mappe, scarichiamo videogiochi (+28% rispetto al 2010). Ancora Renga: «E siamo solo all’inizio. Il fenomeno è destinato a moltiplicarsi nei prossimi anni. Il meteo, per dire, si consulta oggi più via telefonino che dal pc». E poi c’è il rilevatore di frequenza cardiaca e di consumo calorico in palestra, lo si usa come GPS e molto altro.

WIRELESS FREE Internet, l’ultimo arrivato, ha accorciato le distanze e rese possibili le comunicazioni a basso costo tra gli italiani – oltre che con gli altri cittadini del mondo. Eppure la rete in Italia incontra ancora alcune difficoltà. La banda larga è relativamente poco diffusa: le persone che usano internet in Italia sono tra 20 e 23 milioni, meno della metà dell’intera popolazione. Mentre soltanto dal primo gennaio di quest’anno il wireless free è diventato una realtà: non è infatti più necessaria l’identificazione dell’utente per accedere ad un wireless in uno spazio pubblico.

INFORMAZIONE Oltre alla comunicazione, internet ha facilitato anche il moltiplicarsi delle informazioni online. Sia quelle che arrivano dal basso, attraverso blog (in Italia sono moltissimi, come vi abbiamo raccontato in questo articolo), social network, sia le notizie che si possono leggere sui quotidiani online, appendice di quelli cartacei ma anche creati specificatamente per la rete: nell’ultimo anno ne sono nati ben tre, Il Post, Lettera43 e l’ultimo arrivato Linkiesta. Anche in Italia l’informazione grazie a internet è sempre più orizzontale, le notizie viaggiano in modo nuovo e arrivano ai cittadini anche senza mediazioni: il modo di informarsi degli italiani sta cambiando e gli sviluppi sono imprevedibili.

da: VoceArancio » Blog Archive » I mass media che hanno fatto l’Italia.

Radio3, il nuovo palinsesto


Dall’11 gennaio 2010 con il nuovo palinsesto molte cose sono cambiate nella nostra Radio3. La programmazione è stata costruita avendo come riferimento la giornata di un uomo o una donna contemporanei, pieni di interessi e di curiosità, coinvolti nei problemi e nelle contraddizioni del nostro tempo, con il gusto per le cose belle e intelligenti della vita. Cambia il rapporto tra suoni e parole, nei singoli programmi e nell’intera giornata. Nuovi appuntamenti vi accompagnano fin dalle 6 con

  • Qui comincia.. che propone musiche e storie per cominciare una nuova giornata.
  • Dopo la ampliata rassegna stampa di Radio3 Mondo
  • e la popolare Prima pagina, dalle 9.00 alle 9.30 Pagina 3 offre la lettura delle pagine culturali a cura di scrittori, saggisti, poeti. La novità è l’interattività: le telefonate numerose, appassionate e competenti che raccoglie la linea diretta della storica trasmissione “Prima pagina” dettano infatti il tema della
  • nuova trasmissione delle 10.00. Il suo titolo Tutta la città ne parla ne spiega bene la natura: da una delle telefonate di “Prima pagina”, e dunque dal suggerimento e la passione degli ascoltatori, nasce la discussione a più voci cui il conduttore invita protagonisti, esperti e decision makers.
  • Nel frattempo il mattino di Radio3 ha anche ritrovato la musica: dalle 9.30 alle 10.00 Primo movimento presenta le novità più interessanti tanto della discografia quanto della musica dal vivo.
  • Dopo il Gr delle 10.45 un nuovo spazio, piccolo ma decisivo: Chiodo fisso, che in dieci minuti propone una storia e un brano musicale strettamente intrecciati su un tema che occuperà almeno un mese della nostra programmazione. Il primo, per tutto il mese di gennaio, è l’Africa: ogni giorno una voce e una musica che viene da lì, parte di un mosaico che ci aiuterà a non ignorare quel mondo.

Altra novità importante è la trasmissione che dalle 18.00 alle 18.45, condurrà per così dire a casa i nostri ascoltatori e li preparerà alla serata della grande musica e del grande spettacolo.

  • Si intitola, in onore all’orario e alla teoria cui si ispira, Sei gradi (di separazione) ed è un grande gioco sonoro: come passare, con la collaborazione degli ascoltatori e dei loro sms, da Bach ai Radiohead o da Caetano Veloso a Keith Jarrett in sei passaggi giustificati da qualche affinità. All’interno di questo ampio percorso musicale due collegamenti annunciano gli appuntamenti più importanti, quelli davvero irrinunciabili, della serata italiana o internazionale che saranno poi ripresi nel corso di Radio3 Suite.
  • Per quanto riguarda il fine settimana, va segnalato il ritorno in pianta stabile del Dottor Djembé, il programma musicale satirico di Stefano Bollani e David Riondino, ogni sabato e domenica alle ore 13.00,
  • e A3, nuovo spazio dedicato all’Arte ogni domenica alle 11.20, e la novità della domenica pomeriggio:
  • Zazà dalle 15.00 alle 16.45 in diretta da Napoli con ospiti e voci della scena napoletana e meridionale.
  • Ogni sabato alle 19 c’è poi Il cantiere di Radio3, spazio aperto alle nuove idee e collaborazioni.


Sempre nuova Radio3

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