Nell’ultimo numero (n. 257, anno 41) di Animazione Sociale
Intervista
Un Paese di disuguaglianze cerca il suo welfare
Riarticolare le funzioni del welfare in una prospettiva di contrasto alle crescenti disuguaglianze
Stiamo vivendo un periodo di vulnerabilità diffusa. A fronte dell’aumento delle disuguaglianze, lo Stato sociale in Italia continua a subire dei forti tagli, anche strutturali. Lo abbiamo visto con il Disegno di legge delega per la riforma fiscale e assistenziale dell’ex ministro Sacconi, ma anche le prime misure adottate dal Governo Monti sembrano andare in una direzione molto simile. In che modo il welfare può ripensarsi? Da dove ripartire? Lo abbiamo chiesto a Emanuele Ranci Ortigosa (pp. 3-13).
Studi
Le addiction: una malattia come le altre?
Storia di un concetto che dalla notte dei tempi non cessa di far discutere
I modelli di comprensione delle addiction vedono contrapporsi i sostenitori di approcci scientifici e medicalizzanti contro coloro per i quali la storia singolare di ogni soggetto resta invalicabile. In realtà, come spiega Marc Valleur, direttore del Marmottan, punto di riferimento nella cura delle dipendenze, ciò che spinse i primi medici a “patologizzare” il comportamento di dipendenza fu anzitutto la volontà di annullare la stigmatizzazione (pp. 14-25).
Prospettive
Osare una fase post-proibizionista
Alcune ragionevoli proposte in nome delle tante, troppe vittime in tutti questi anni
È ormai maturo il momento per ragionare intorno all’assunzione di un diverso paradigma per affrontare la questione “droga”, nella sua lunga filiera di interconnessioni che va dalla produzione al consumo. Secondo Leopoldo Grosso, autore dell’articolo, le politiche proibizioniste hanno infatti colpito soprattutto gli anelli deboli della catena: dal raspacin sudamericano al tossicodipendente europeo (pp. 26-35).
Inserto
Educarci alla cura insieme agli adolescenti
L’inserto del mese, a cura di Marco Ingrosso, parte dall’ipotesi che la cura sia fondamento e finalità dell’educazione, e invita a riscoprire il contenuto di una parola – a volte marginale nel discorso educativo, altre volte utilizzata in modo moralistico – attraverso una sorta di “viaggio” nella storia dell’umanità e dei diversi saperi, per poi mettere a fuoco il “mondo” della cura, le sue sfaccettature. Infine, l’articolo indica alcuni “campi esperienziali” attraverso cui le nuove generazioni possono sperimentarsi nell’aver cura, animate da adulti che pongono al centro dello stare con gli adolescenti un’attenzione generatrice (pp. 36-70).
Metodo
Per una riformulazione dell’appartenenza
Se giovani e adulti si interrogano insieme nel “progettare” il proprio territorio
Le modalità attraverso cui oggi i giovani esprimono l’appartenenza al proprio territorio appaiono profondamente mutate. Se per molto tempo l’appartenenza è stata vissuta in continuità con le tradizioni delle generazioni adulte, oggi i ragazzi crescono confrontandosi con condizioni socioculturali inedite. Quali processi è necessario attivare affinché i giovani e gli adulti possano abitare il territorio in maniera attiva e creativa? Ne discute Maurizio Colleoni (pp. 71-81).
Strumenti
La capacità di esplorarsi in nuovi ambienti
Note a partire dall’idroterapia sull’importanza di esporsi in ambienti educativi inediti
Per scoprire le risorse latenti e accrescere l’autonomia possibile delle persone con disabilità, il lavoro in acqua si è rivelato in questi anni uno strumento efficace. L’ipotesi degli autori dell’articolo (Pietro Ciaccio, Paolo De Martini, Gabriele Punta e Gabriele Bordoni) è che l’esplorazione di sé in un ambiente inedito permetta a persone in condizioni di svantaggio di mettere in campo, in modo costruttivo, energie che normalmente (nei contesti quotidiani, spesso vissuti come ostili e ostacolanti) non emergono (pp. 82-92).
Luoghi&professioni
Se il minore straniero diventa peer educator
Appunti sul lavoro di un’équipe allargata con gruppi informali di strada
Nel lavoro in strada con minori stranieri non accompagnati, a volte non è neanche sufficiente un intervento a bassa soglia per ridurre le distanze. Può essere utile – scrive Cristina Ragionieri – scommettere su un coinvolgimento degli adolescenti più disponibili in un percorso di peer education. Senza mai dimenticare che tali percorsi aprono possibilità inaspettate ma riservano anche punti critici (93-101).
Bazar
La sezione finale si apre con la poesia Tutto di Wislawa Szymborska, la cui illustrazione, eseguita da Desideria Guicciardini, anima anche la copertina. Seguono le soste di discussione (Mauro Magatti riprende la discussione sul ri-animare la politica), i diari degli operatori (i giovani di Filo Continuo parlano del lavoro di rete), i viaggi fra i libri (Alessandro Sicora scrive di storie di vite frantumate in cerca di ricomposizione) e le locande del sociale (Giorgio Sordelli ci porta al ristorante Orto de’ Pecci della Cooperativa La Proposta di Siena) (pp. 103-112).
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Un cordiale saluto e tanti auguri per un sereno 2012
dalla redazione di Animazione Sociale
