Animazione Sociale n. 263, 2012


copertina Animazione Sociale

L’ultimo numero di Animazione Sociale

Negli anni Settanta, le cooperative sociali hanno svolto una funzione di innovazione fondamentale nel settore delle politiche sociali in Italia, rispetto al modo di affrontare le problematiche sociali promuovendo una moderna idea di dignità umana. Sono le stesse cooperative che oggi stanno vivendo una fase di flessione. Nell’intervista La cooperazione dentro e oltre i nodi della crisi Luca Fazzi sviluppa un’analisi su rischi e prospettive per la cooperazione in Italia (pp. 3-14).

Nel proseguire la riflessione sul gruppo oggi, iniziata con gli articoli di Eugène Enriquez e di Franca Olivetti Manoukian nel precedente numero di rivista, Ugo Morelli sceglie una precisa ottica di ricerca alla luce dell’ipotesi che ogni gruppo nasca dalla tensione creativa alimentata dalla mancanza che ogni generazione sperimenta e tende a colmare (Il gruppo nasce nel vuoto creaturale, pp. 15-26).

Il patrimonio della cooperazione sociale, in termini di significati etico-culturali, di capacità di convocare i cittadini attorno ai problemi, di innovazione democratica nelle forme organizzative, è messo alla prova dalla crisi di oggi. Per non chiudersi in se stessi o limitarsi a un’indignazione sterile, Massimo Campedelli rimanda come via di uscita a un supplemento di pensiero perRiporre al centro il principio di cooperazione (pp. 27-39).

C’è una cosa di cui il lavoro sociale oggi ha bisogno. Imparare a raccontare. Perché non prendere parola è non esistere e soprattutto non fare esistere un’idea alternativa di convivenza sociale. Con tale consapevolezza, nell’autunno scorso la rivista ha promosso a Roma uno “stage residenziale per operatori interessati alla scrittura”, nella accogliente e stimolante cornice dell’Istituto centrale di formazione del Dipartimento per la giustizia minorile. L’inserto Raccontare oggi il lavoro sociale raccoglie le riflessioni che Francesco d’Angella, Roberto Camarlinghi, Franca Olivetti Manoukian, Paola Schiavi e Milena Magnani hanno prodotto durante l’esperienza dello stage (pp. 40-77).

Per gli operatori sociali scrivere contribuisce alla formazione di un pensiero sulle situazioni lavorative. Perché l’esperienza dello scrivere consente di fermare la realtà per ascoltare ciò che ha da dire. In questo senso – spiega Mario Schermi nell’articolo Perché l’operatore sociale non può non scrivere - scrivere permette di venire incontro a quel bisogno di riflessività spesso frustrato dalle urgenze e dalla gestione delle esigenze organizzative (pp. 78-87).

Per gli educatori che lavorano con preadolescenti, si rivelano utili attività laboratoriali, purché accompagnate da un’adeguata rielaborazione di pensiero. In Fare laboratorio per apprendere con i ragazzi Alessandra Augelli si interroga su come far sì che il mondo socio-educativo riconosca l’importanza della pratica e al contempo che i laboratori non siano solo luoghi del fare ma sappiano rendere davvero i ragazzi protagonisti consapevoli (pp. 88-97).

Il bazar si apre con la poesia Amico ti conosco di Gianni Rodari, vivacemente illustrata da Giulia Orecchia. Seguono le soste di discussione (Felice Scalvini rilegge conquiste e nodi critici della cooperazione sociale), i diari degli operatori (Simona d’Alò esprime sensazioni e pensieri di un primo incontro in una relazione di aiuto), i viaggi fra i libri (Cecco Bellosi percorre testi che tratteggiano rapporti e potere nel lavoro sociale) e le locande del sociale (Emiliano Proietto racconta la riuscita integrazione alla Locanda dei Girasoli) (pp. 98-112).

Leggi il sommario

da Gruppo Abele – L’ultimo numero di Animazione Sociale.

il n. 256/2011 di Animazione Sociale


Nell’ultimo numero (n. 256, anno 41) di Animazione Sociale

Intervista
L’apprendimento esperienziale è un bene comune

Quel “sapere profondo” che prende forma nell’apprendere dalla vita quotidiana
Le esperienze che facciamo raramente si trasformano in apprendimenti reali. Viviamo in una quotidianità dominata da piccole e grandi routine, da una chiusura all’interno dei propri schemi, oppure dal rifugio in esperienze inconsuete ed emozionanti, che rimangono vissuti individuali. Quando e come l’esperienza diventa luogo di apprendimento? Lo abbiamo chiesto a Piergiorgio Reggio (pp. 3-13).

Studi
Educare per il profitto o per la libertà?

Tre abilità di base per educare le nuove generazioni a libertà, democrazia, cittadinanza
Molti Paesi stanno infliggendo pesanti tagli agli studi umanistici e artistici, a favore di abilità tecniche e conoscenze pratico-scientifiche. Questa tendenza, evidente anche nel nostro Paese, sta portando a trascurare la coltivazione di abilità indispensabili a crescere cittadini responsabili. Il rischio – avverte Martha Nussbaum, una delle grandi voci del nostro tempo – è che le nostre società vengano private degli anticorpi necessari a prevenire degenerazioni totalitarie e diseguaglianze crescenti (pp. 14-24).

Prospettive
L’insostenibilità di un welfare troppo leggero 

Dieci (erronee) convinzioni rintracciabili nei tagli al welfare
Nel nostro Paese, pur in un momento di crescente impoverimento, non sembra esserci alcuna volontà di rendere più forte il welfare. Anzi, lo stato sociale è utilizzato come terreno per tagli indiscriminati, giustificati con ambigue retoriche sulla libertà e responsabilità dei singoli, sulla partecipazione delle famiglie, sulla beneficenza. Secondo Remo Siza, le scelte politiche fatte in questi ultimi tempi, oltre ad aggravare le ingiustizie sociali, hanno dimenticato che il welfare è motore indispensabile nel rigenerare il Paese (pp. 26- 33).

Inserto
Il partecipare riapre al futuro i mondi della vulnerabilità

Rianimare la politica/2
Privatizzare la povertà è impoverente per tutti. Ce lo siamo detti più volte sulla rivista prendendo atto dei problemi di chi non ce la fa ad arrivare a fine mese. La vulnerabilità chiede uno «spazio sociale» in cui emergere per essere condivisa e percepita come problema sociale prima che come incapacità o colpa soggettiva. Per attraversare la crisi può essere di aiuto, pertanto, avviare esperienze partecipative entro cui ritrovare fiducia, progettualità e responsabilità, soprattutto se si pongono in gioco le istituzioni locali e gli operatori sociali (Nicoletta Spadoni, Paola Scalari, Ennio Ripamonti, pp. 34-80)

Metodo
Esplorazioni sui territori dell’autoformazione

Esercitarsi al lavoro di gruppo/7: ipotesi per una formazione continua
Due scuole, due sguardi, due approcci caratterizzano la scuola francofona e quella anglofona. Autoformation da una parte e self-directed learning dall’altra non appaiono sovrapponibili, ma il desiderio personale di continuare ad apprendere rappresenta il filo rosso che avvicina le diverse prospettive e costituisce il nodo centrale di tutti i processi formativi (Claudio G. Cortese, Paola Gatti, pp. 81-90).

Luoghi&professioni
Quando precario è l’operatore sociale

Le conseguenze della precarietà lavorativa sulle professioni di aiuto
In questi anni si è detto e scritto molto sulla precarietà lavorativa e sulle sue conseguenze. Minore attenzione è stata invece riservata alla precarietà lavorativa quando questa coinvolge le professioni sociali. Cosa succede quando a esser precario è l’operatore? Quali conseguenze ha questa condizione lavorativa in professioni dove il primo strumento è la soggettività dell’operatore? Un assistente sociale, Davide Pizzi, riflette a partire dalla sua esperienza personale (pp. 91-99).

Bazar
La sezione finale si apre con la poesia Sguardi di Gina Traversina, la cui illustrazione, eseguita da Desideria Guicciardini, anima anche la copertina. Seguono le soste di discussione (Sergio Manghi riprende la discussione sul ri-animare la politica), i diari degli operatori (Teresa Mutalipassi sul lavoro di gruppo), i viaggi fra i libri (Matteo Secchi sulla figura educativa del padre) e le locande del sociale (Roberto Zanna ci porta alla Casa del Popolo di Asti) (pp. 103-112).

E’ uscito il n. 255 di Animazione Sociale, 2011


Nell’ultimo numero (n. 255, anno 41) di Animazione Sociale

Intervista
Le droghe, il desiderio, la libertà

L’idea di uomo per cui gli operatori della cura devono lavorare
Viviamo in una società che vive di consumo e lo incentiva in tutte le forme. Che stimola costantemente il desiderio e lo impiega come “risorsa energetica” per fare profitto. Che mette gli individui in una condizione di permanente sovraccarico e cronica sovreccitazione. A partire dalla consapevolezza di questo sfondo sociale, Salvatore Natoli riflette sul consumo di droghe e sul senso della cura (pp. 3-11).

Studi
L’empowerment oltre la moderna enfasi sul potere

Persone, organizzazioni e comunità in movimento nel vortice della crisi
Il lavoro degli operatori da una parte mira al riconoscimento e alla valorizzazione delle risorse non viste e inutilizzate sul territorio, dall’altra si assume un compito di potenziamento (empowerment) di individui, gruppi e comunità per resistere alle contraddizioni e tessere una progettualità. Come immaginare oggi il potenziamento delle risorse? Se lo domanda Sergio Manghi (pp. 12-22).

Prospettive
Ma il lavoro sociale che lavoro è?

Alcune ipotesi a margine del Laboratorio “Ci si può affezionare al lavoro sociale?”
Nel proseguire i ragionamenti emersi dal Laboratorio sull’affezione al lavoro sociale (a cui abbiamo dedicato gli inserti dei numeri 249 e 252), Franca Olivetti Manoukian sviluppa una rilettura del percorso che considera il lavoro nel sociale non un lavoro a parte con una qualche delega salvifica, ma un lavoro come gli altri, da valutare per la sua capacità di produrre beni materiali e immateriali di pubblica utilità (pp. 23- 35).

Inserto
Entrare nelle dinamiche dei consumi senza limiti

Dove nascono le nuove dipendenze/1
Come mai, in una società che propugna un’idea di uomo libero da confini e limiti, si diffondono nuovi e crescenti comportamenti di dipendenza? E come mai è sempre più difficile distinguere le dipendenze da sostanze da quelle senza sostanze? Leopoldo Grosso, Mauro Croce e Giulia Sissa focalizzano l’attenzione sulle nuove forme di consumo senza limite (gioco d’azzardo, internet, sostanze, ecc.), individuando le modalità di intervento (pp. 36-70).

Metodo
Fare leva su una normatività tollerabile

Talvolta è meglio limitarsi a segnalare il limite, senza imporlo
Lavorare a fianco di ragazzi che hanno importanti problemi relazionali pone una serie d’interrogativi relativi sia alla comunità come luogo con funzione protettiva, sia al mandato dell’educatore chiamato a confrontarsi tra il “giusto” e il “possibile” intervento educativo. Francesco Cerrato analizza quale struttura comunitaria e quale educatore possano offrire, al minore in difficoltà, possibilità di generare cambiamenti positivi (pp. 71-80).

Strumenti
Giocare a ricostruire una futura società

Un gioco per immaginare nuovi modi di essere, comunicare, relazionarsi
Uno sguardo è generativo di nuovi modi di essere, comunicare, relazionarsi, non se è figlio di un ottimismo a priori, ma se rifugge posizioni aprioristiche. Come giungere a uno sguardo critico-costruttivo, né ingenuo né catastrofico, alimentato da dati di realtà? Martino Doni, Alberto Ghidini e Stefano Tomelleri propongono il gioco “Il Crollo”, rivolto in particolare ai giovani e a chi lavoro con loro, per educare alla capacità di costruire legami tra diversi mondi e culture (pp. 81-91).

Luoghi&professioni
Saper vedere i gruppi al lavoro nei territori

Appunti per un’animazione sociale e culturale delle molteplici “agorà sociali”
Il diffuso malessere sociale si esprime in solitudini, chiusure, conflitti, adeguamenti passivi ai miti del tempo. Se lo sguardo degli operatori si fa permeare da questo malessere, non riesce a cogliere che sotto vi è in realtà una altrettanto diffusa, sofferta e confusa domanda di abitare i territori. Si può modificare sguardo o, almeno, arricchirlo di una pluralità di lenti nell’osservare? (Paolo Granetto, Michele Marmo, pp. 92-99).

Bazar
La sezione finale si apre con la poesia Interni clinica di Giovanni Raboni, la cui illustrazione, eseguita da Desideria Guicciardini, anima anche la copertina. Seguono le soste di discussione (Germana Corradini presenta l’esperienza dei tavoli di quartiere a Reggio Emilia), i diari degli operatori (Carlo Battaglia confida ciò che più lo appassiona nell’insegnamento ai futuri educatori professionali), i viaggi fra i libri (Giorgio Sordelli propone l’equilibrio e la ricchezza delle storie Zen) e le locande del sociale (Roberto Camarlinghi ci porta in un casale tra i boschi del Monte Rufeno) (pp. 103-112).



L’inserto e l’intervista di questo numero presentano l’elaborazione di alcune delle riflessioni emerse durante il convegnoDipendenze & Consumi, organizzato dal Gruppo Abele il 28-29 aprile scorsi a Torino, per fare il punto su come sono cambiate negli ultimi 35 anni le forme di consumo e dipendenza e per mettere a fuoco nuove strategie di orientamento.

Ricordiamo a chi desidera abbonarsi, regalare un abbonamento, ricevere questo o altri numeri della rivista, che puo’ trovare le indicazioni sul nostro sito www.animazionesociale.gruppoabele.org
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Un cordiale saluto,
la redazione di Animazione Sociale

 

Animazione Sociale
mensile per gli operatori sociali edito da Edizioni Gruppo Abele
corso Trapani, 91/b – 10141 Torino
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Nell’ultimo numero (nr. 252, anno 41) di Animazione Sociale…


Nell’ultimo numero (nr. 252, anno 41) di Animazione Sociale…

Intervista
Perche’ abbiamo bisogno di un welfare dei servizi

Come non arrendersi a un Paese che sembra non voler piu’ fare le politiche sociali
I tagli dei fondi statali di carattere sociale, decisi con la Finanziaria 2011, mettono fortemente in discussione il futuro dei servizi e degli interventi sociali. A preoccupare, oltre all’impatto dei tagli sulle vite delle persone piu’ fragili e sul futuro del lavoro sociale, e’ il silenzio in cui tutto questo avviene. Come rompere questo silenzio? Ne abbiamo parlato con Nerina Dirindin (pp. 3-11)

Studi
Che cosa ci vuole per essere creativi?

Un percorso verso la creativita’ in cui si intrecciano stupore, coraggio e (molta) fatica
Il tempo che viviamo ci sollecita come operatori sociali a fare appello all’immaginazione, a scommettere sulla creativita’. Animazione Sociale nei mesi scorsi ha promosso un Laboratorio con gli operatori sociali da cui e’ scaturito sia l’inserto di questo numero (rimandiamo al testo in basso) sia un percorso filosofico curato da Francesca Rigotti che individua nella creativita’ l’intreccio fra lo stupore, il coraggio e la fatica. (pp. 12-21)

Prospettive
Quale partecipazione e’ pubblica?

Domande aperte e riflessioni interdisciplinari
Partecipazione dal basso o partecipazione dall’alto promossa da pubbliche istituzioni sensibili? Volge al termine una stagione che ha visto il ruolo trainante di alcune istituzioni pubbliche. Quella attuale e’ in prevalenza una stagione di reti e movimenti dal basso, in cui si ondeggia tra particolarismo e coesione sociale. Si aprono nuove possibilita’, ma anche nuovi interrogativi. Ne discutono Federico Guiati e Francesco Maltese (pp. 22-33)

Inserto
Viversi nella polis per affezionarsi al lavoro sociale

Il legame con il proprio lavoro/2
Nell’inserto Mario Pollo, Mario Perini e Gianni Garena continuano la riflessione iniziata sul numero di gennaio sull’affezionarsi al lavoro sociale. Infatti, dopo un’analisi dei materiali del Laboratorio condotto sul tema, sono emersi alcuni “percorsi” per dare senso e corpo all’affezione come “legame triangolare” tra l’operatore con la sua soggettivita’, i servizi in cui prende forma l’organizzazione del lavoro sociale, il territorio come luogo in cui insorgono problemi ma si generano anche risorse. (pp. 34-69)

Metodo
Le famiglie da utenti a soci: solo uno slogan?

Forme di implicazione delle famiglie nella vita associativa
La riflessione sull’associazionismo sportivo (si vedano gli inserti di febbraio e marzo) incontra una domanda: possono le famiglie, che spesso si atteggiano o vengono avvicinate come utenti o clienti, divenire soci dentro le associazioni? Come possono le famiglie esercitarsi nella loro ricerca etica, educativa e democratica dentro le associazioni sportive? A queste domande ha provato a rispondere Giulio Caio. (pp. 70-78)

Strumenti
Decidere insieme tra ansieta’ e limiti cognitivi

Esercitarsi al lavoro di gruppo/6: imparare a decidere in gruppo
Prosegue la riflessione di Claudio G. Cortese, Pierluigi Garelli e Remigia Spagnolo sulle dinamiche relative al lavoro di gruppo. Prendere decisioni non e’ un compito semplice, in quanto comporta svariate attenzioni: l’analisi dei problemi sotto diversi punti di vista, la scelta delle priorita’, il rispetto di determinate tempistiche, la prontezza nel reagire agli imprevisti. La dimensione di gruppo complica tale processo. Gli autori provano a offrire alcune tracce per esercitarsi sui metodi che portano a decisioni comuni. (pp. 79-89)

Luoghi&professioni
Dove cercare il senso del lavoro sociale?

Perche’ e come fare laboratori di manutenzione per operatori sociali/1
Il lavoro dell’operatore sociale, sempre a rischio di logoramento, e’ costretto a una costante crescita e ridefinizione per non arrugginirsi. Emerge la necessita’ di vivere momenti di sosta e pratica riflessiva, per tutelare sia il benessere dell’operatore sia l’efficacia del suo intervento. Ne discute Roberto Latella. Seguiranno altri articoli sul tema nei prossimi numeri. (pp. 90-100)

Bazar
Nella sezione finale, spazio per la poesia Respiro d’ali di Alberto Melucci che ha ispirato il disegno di copertina della rivista di Desideria Guicciardini. A seguire le soste di discussione (Gian Piero Quaglino riflette sulla formazione degli operatori) e i diari degli operatori (Elena Dellavalle racconta gli stereotipi che ha incontrato nella sua esperienza in un Centro per richiedenti asilo), i viaggi fra i libri dell’educatore (a cura di Andrea Prandin) e le locande del sociale (Elena Balbo accompagna i lettori a Spazzi, la Locanda degli arrivanti, in borgo San Paolo a Torino). (pp. 101-112)

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Animazione sociale n. 249, 2010


Nell’ultimo numero

Copertina Animazione Sociale Gennaio 2011

intervista
Quei falsi discorsi sul welfare
Perché siamo diventati un Paese scoraggiato davanti alle diseguaglianze
Intervista a Chiara Saraceno a cura di Roberto Camarlinghi e Francesco d’Angella

studi
In nome di che cosa agire per l’altro?
Come la relazione d’aiuto si declina tra logica liberista e logica comunitaria
Michel Autès

prospettive
Con quali parole dire oggi educazione?
Appunti per una ricerca dell’«educarsi» tra generazioni
Franco Floris


Inchiesta del mese

Ci si può affezionare al lavoro sociale?
Il lavoro sociale tra affezioni e passioni
Diritti calpestati e organizzazioni auto-centrate
Il riconoscimento degli operatori nel lavoro
Quali legami tra personale e professionale?
Quale motore di speranza per il futuro?
A cura di Gianni Garena

metodo
Se il minore infrange l’ordine in comunità
Suggestioni per attraversare il «dramma sociale» generandosi al riconoscimento
David Passerini


luoghi&professioni
Luoghi vitali nelle città che cambiano
Nuovi modi per vivere e valorizzare i giardini pubblici
Loris Trevisiol

bazar
punto Guicciardini
discussione
Praticare la grammatica della fantasia Andrea Marchesi
diari Ho visto zingari felici Pino Di Leone
libri Il dialogo come scommessa di cambiamento Mariachiara Giorda
locande Se le strade del gusto portano nel Canavese Alessandro Forneris

La rivista Animazione Sociale e la Provincia di Torino invitano al convegno nazionale Ci si puo’ affezionare al lavoro sociale? Se gli operatori si fanno ricercatori dell’orizzonte del loro lavoro, in programma a Torino presso la Fabbrica delle “e” (corso Trapani 91/b) il 25 febbraio dalle 9.00 alle 17.00


Animazione sociale n. 246, Gruppo Abele


Nell’ultimo numero

intervista
Per non mancare l’appuntamento tra sé e il mondo
Come diventare giovani soggetti in una società complessa
Intervista a Salvatore Natoli a cura di Andrea Marchesi

studi
Partecipare alla vita comune
Una nuova immaginazione per generare democrazia e vita comune
Ivo Lizzola

prospettive
Per un welfare domiciliare sostenibile
Tracce per una discussione sull’assistenza familiare
in società sempre più anziane
Ebe Quintavalla

Inserto del mese
Accompagnare la ricerca/dialogo in gruppi fra genitori
Perché far gioco sulla parola?
Le possibilità e le ambivalenze dei gruppi genitori
I genitori apprendisti ricercatori
Ritrovare la funzione sociale della famiglia
A cura di Chiara Sità, Catherine Sellenet,
Anne-Marie Doucet-Dahlgren

metodo
Lavorare dando valore alle differenze
Tre nodi strategici nell’articolare convergenza e differenziazione
Antonella Morlini

luoghi&professioni
Quando si deve gestire la separazione
Le esperienze relazionali dell’«ultima volta»
Fabrizio Zucca

bazar
discussione
Un manifesto per una stagione di impegno sociale e politico
Francesco Marsico

Far crescere «piccole voci» contro le vulnerabilità
Riccardo Guidi

diari
Quando il camice è troppo stretto
Alessandro Forneris

libri
Narrare storie, scrivere autobiografie, fare storia
Marina Galati

locande
Allegre tovaglie nella terra di don Diana
Giovanna Del Giudice

Animazione sociale, Un gomitolo e un filo leggero per il 2011


e’ tempo di pensare al 2011, ai contenuti,  alle illustrazioni che ci accompagneranno nei prossimi 12 mesi. Desideriamo farti partecipe delle prime idee maturate in redazione, contando ancora una volta sulla tua disponibilita’ ad arricchirle e diffonderle.

Cominciamo dalle illustrazioni. Dopo i straordinari disegni di Lele Luzzati sulle copertine 2010, non era facile trovare un artista che disegnasse il 2011. Dopo lunghe ricerche ci siamo imbattuti nel talento di Desideria Guicciardini. Sua e’ l’immagine 2011: un gomitolo e un filo leggero lungo il quale prende forma la scritta “Il tuo nome e’ il mio nome…”. A suggerire che in un tempo di grovigli sociali, a prima vista inestricabili, rimane la speranza che le persone possano individuarsi riconoscendosi in un destino comune. In allegato il manifesto di Animazione Sociale 2011 da appendere nella tua organizzazione.

Attorno a quali grovigli e alla ricerca di quali fili ci muoveremo nel 2011? Abbiamo fatto un primo brainstorming in redazione, nell’intento di farci co/ricercatori con la comunita’ degli operatori sociali (educatori, assistenti sociali, responsabili delle cooperative sociali, animatori culturali, insegnanti, dirigenti dei servizi pubblici, amministratori locali, cittadini volontari). Scarica la mappa dei contenuti 2011 e arricchiscila se vuoi anche con i tuoi colleghi.

Sono i grovigli che oggi chiedono di investire in strumenti di cultura. In un tempo di crisi, non solo economica ma di idee e di valori, si tratta di mettere al lavoro le intelligenze e le immaginazioni di tutti. E dunque un caldo invito: abbonati, fai abbonare e, perche’ no?, regala un abbonamento per Natale.(Compila subito la cedola regalo, per pagare hai tempo un mese). Cosi’ i fili di ciascuno diventano rete, in un tempo che ha bisogno non di navigazioni solitarie, ma di scommesse condivise.

A te e a tutti i lettori, grazie. E buon 2011.

la redazione di Animazione Sociale


Animazione Sociale – mensile per gli operatori sociali
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Animazione sociale n. 246, 2010


Nell’ultimo numero

intervista
Per non mancare l’appuntamento tra sé e il mondo
Come diventare giovani soggetti in una società complessa
Intervista a Salvatore Natoli a cura di Andrea Marchesi

studi
Partecipare alla vita comune
Una nuova immaginazione per generare democrazia e vita comune
Ivo Lizzola

prospettive
Per un welfare domiciliare sostenibile
Tracce per una discussione sull’assistenza familiare
in società sempre più anziane
Ebe Quintavalla

Inserto del mese
Accompagnare la ricerca/dialogo in gruppi fra genitori
Perché far gioco sulla parola?
Le possibilità e le ambivalenze dei gruppi genitori
I genitori apprendisti ricercatori
Ritrovare la funzione sociale della famiglia
A cura di Chiara Sità, Catherine Sellenet,
Anne-Marie Doucet-Dahlgren

metodo
Lavorare dando valore alle differenze
Tre nodi strategici nell’articolare convergenza e differenziazione
Antonella Morlini

luoghi&professioni
Quando si deve gestire la separazione
Le esperienze relazionali dell’«ultima volta»
Fabrizio Zucca

bazar
discussione
Un manifesto per una stagione di impegno sociale e politico
Francesco Marsico

Far crescere «piccole voci» contro le vulnerabilità
Riccardo Guidi

diari
Quando il camice è troppo stretto
Alessandro Forneris

libri
Narrare storie, scrivere autobiografie, fare storia
Marina Galati

locande
Allegre tovaglie nella terra di don Diana
Giovanna Del Giudice

Gruppo Abele – Nell’ultimo numero.

Al Museo Luzzati per i 40 anni di Animazione Sociale – 16 novembre 2010


Era da tempo che desideravamo organizzare un momento di incontro per i 40 anni di Animazione Sociale. Il desiderio era di farlo nella citta’ dove ha vissuto Emanuele Luzzati e dove risiede ora il museo a lui dedicato. Ci siamo finalmente riusciti. Ci incontreremo tutti aGenova, al Porto antico, dentro le secolari mura di Porta Siberia, il 16 novembre dalle 17.30 alle 20.00. (Scarica la locandina in allegato con l’invito del fiabesco Pulcinella di Luzzati).

Con i disegni di Luzzati, che hanno illustrato le copertine del quarantesimo anno, la rivista ha voluto rilanciare l’immaginazione come dimensione vitale del lavoro sociale. Luzzati amava definirsi artigiano dell’immaginazione. Un artigiano che continuamente ricercava nei vincoli e nei limiti posti dal materiale a disposizione nuove possibilita’ creative e trasfigurative.
Oggi anche chi lavora nel sociale si chiede, di fronte a una realta’ che pone molti vincoli, come sia possibile vedere le cose che accadono con sguardi diversi. Ossia come poter scorgere una prospettiva dentro situazioni che paiono ingarbugliate, caotiche, spesso senza via d’uscita. Per riprendere una frase cara a Aldo Ellena, fondatore di Animazione Sociale, la sfida e’ quella di capire come insieme possiamo “vivere in situazione e in prospettiva, animare la situazione per far emergere la prospettiva“.

L’appuntamento a Genova vuol essere un momento di ritrovo e di apertura. Ci faremo accompagnare da Luigi Ciotti, Elio Carmi, Stefano Bigazzi, Sergio Noberini, persone che, con storie e competenze diverse, frequentano le strade dell’immaginazione sociale.

Per informazioni e iscrizioni visita il sito www.animazionesociale.gruppoabele.org

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Animazione sociale n. 245, agosto/settembre 2010


Nell’ultimo numero

3 intervista
Gente che passa il confine dal subire all’agire
L’emergere di forme inedite di azione sociale
Intervista a Miguel Benasayag a cura di Paolo Bianchini

12 studi
La costruzione di un’area a elevata instabilità sociale
Alcune chiavi di lettura dei fattori sociali in gioco nell’impoverimento
Remo Siza

20 prospettive
Quale futuro per l’inserimento lavorativo?
Per una discussione sul ruolo della cooperazione di inserimento lavorativo
Federsolidarietà Confcooperative

30 Inserto del mese
Ri-animare la politica/1
Articolare la partecipazione in tempi di esodo dalla cittadinanza
Per una nuova alleanza tra sociale e politico
Cittadini invisibili in esodo silente dalla cittadinanza
Arricchire l’intelaiatura della democrazia
Spunti per dare un setting alla speranza
A cura di Gino Mazzoli
68 metodo
«L’estate era alle porte e mia sorella alla finestra»
Invito all’umorismo e alla creatività nelle professioni d’aiuto
Alberto Panciroli, Vincenza Nastasi, Stefano Valaguzza

79 strumenti
Il gruppo sollecita l’impegno delle persone?
Esercitarsi al lavoro di gruppo/4: la deindividuazione
Claudio G. Cortese, Pierluigi Garelli, Remigia Spagnolo

93 luoghi&professioni
Famiglie a sostegno di nuclei in difficoltà
I passi da percorrere per un affidamento della coppia «genitore-bambino»
Giovanna Merighi, Patrizia Ferrantini

102 bazar
discussione
Quanto restituiamo all’altro potere e parola?
Andrea Pastò

diari
Raccogliere i fiori per la mamma
Maria Paola Melis, Adriana Bianco 

libri
Si può far pace con il proprio passato
Norma Perotto

locande
Cucinare semplice, in empatia con il bosco
Antonia De Vita

Gruppo Abele – Nell’ultimo numero.

Animazione sociale n. 244, giugno-luglio 2010


Nell’ultimo numero

intervista
La famiglia dalla solitudine all’agorà
La ricerca auto/biografica può ispirare l’educazione con la famiglia
Intervista a Linden West a cura di Laura Formenti

studi
Educazione è scegliere da che parte stare
L’ineludibilità di cinque questioni morali in gioco nell’educare
Duccio Demetrio

prospettive
Il tempo della sussidiarietà perduta
Interrogativi su governo locale e innovazione sociale a Milano
Emanuele Polizzi, Tommaso Vitale

Inserto del mese
Animare la partecipazione delle nuove generazioni
C’è ancora spazio di partecipazione per i cittadini?
È possibile animare la partecipazione sociale e politica?
Alla scoperta del proprio compito nel mondo
Con quali linguaggi immaginare oggi la partecipazione?
A cura di Mario Pollo

strumenti
Il ruolo attivo della minoranza
Esercitarsi al lavoro di gruppo/3: l’influenza sulla maggioranza
Claudio G. Cortese, Pierluigi Garelli, Remigia Spagnolo

animazionescuola
L’insegnante inevitabilmente interculturale
Come cambia l’educare nella società del pluralismo
Aluisi Tosolini

bazar
discussione
Se i diritti femminili si fermano al di qua della soglia del privato
Barbara Mapelli

Il dialogo può difendere il diritto alla libertà
Alain Goussot

diari
Gli imputati «saponetta colorata»
Elena Buccoliero

libri
La fortuna di trovare un vero maestro
Daniele Callini

locande
I sapori della legalità nell’antico circolo socialista
Francesca Rispoli

 

 

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Animazione sociale, gennaio 2010, Gruppo Abele, Torino


Data di nascita: 1971

Fondatore: Guglielmo Aldo Ellena

Le copertine del quarantesimo anno della rivista (2010) sono illustrate da Emanuele Luzzati. Si ringrazia il Museo Luzzati di Genova per la concessione delle immagini.

Per chi è interessato a conoscere Animazione Sociale,
il numero di gennaio 2010 della rivista, con la nuova veste grafica, è disponibile in pdf
cliccando qui


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Privati € 45 (Biennale € 81 • Triennale € 118)

Enti pubblici, associazioni e cooperative sociali € 60 (Biennale € 114 • Triennale € 163) • Studenti (timbro scuola) € 34 • Estero € 70

Animazione Sociale + Narcomafie: Privati € 68 • Enti pubblici, associazioni e cooperative sociali € 78 • Estero € 98

Il versamento può essere effettuato:

  • on-line (con carta di credito VISA E MASTERCARD) collegandosi al sito: https://vpos.bancaetica.com/gruppoabele?campagna=AS1. Per l’abbonamento cumulativo Animazione Sociale + Narcomafie invece clicca su: https://vpos.bancaetica.com/gruppoabele?campagna=NM2
  • c/c postale nr. 155101 – intestato a “Gruppo Abele Periodici – corso Trapani 95 – 10141 Torino” – Specificare la causale del versamento.
  • bonifico bancario sul conto Banca Popolare Etica – Iban: IT21 S050 1801 0000 0000 0001 803 - intestato a “Associazione Gruppo Abele” – Specificare nominativo, indirizzo e causale di versamento.

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Dal lunedì a venerdì, ore 9-13 e 14-16


Sono uscite due nuove pubblicazioni

Lavorare insieme
tra Operatori Sociali

I percorsi
dell’auto-aiuto

Gruppo Abele – Animazione Sociale

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Animazione sociale, gennaio 2010, Gruppo Abele


NELL’ULTIMO NUMERO…

 

GENNAIO 2010

 

 

Intervista
Imparare a navigare controvento
Uomini e donne che operano nella società con audacia e creatività
Intervista a Remo Bodei a cura di Animazione Sociale

Studi
Uscire dall’isolamento del privato
Cittadini alla ricerca dello «spazio comune»
Francesco Indovina

Prospettive
Quale formazione per lavorare nel sociale?
Ineludibile è riconoscere i miti che guidano le nostre menti
Franca Olivetti Manoukian

Inchiesta del mese
L’integrazione dei ragazzi stranieri alle superiori
Quale scuola per gli adolescenti stranieri?
Giorni di fatica nelle classi del biennio
Segnali di non integrazione a scuola
Alla ricerca di prospettive per l’azione
Una scuola per l’inclusione: dieci proposte
A cura di Roberto Camarlinghi, Francesco d’Angella, Graziella Favaro

Metodo
Il rischio di un eroismo senza virtù
Che fare del bisogno giovanile di essere eroi?
Giovanni Cappello

Strumenti
Pensare in sei modi diversi se non inusuali
Esercitarsi al lavoro in gruppo/1: il conformismo e il pensiero di gruppo
Claudio G. Cortese, Pierluigi Garelli, Remigia Spagnolo

Bazar
Discussione
Le domande che non arrivano ai servizi di salute mentale
Diego Abenante, Lorenzo Tomai
Se la psichiatria ha perduto la matrice sociale
Laura Molteni

Diari
Come su quel taxi di Gerusalemme
Paola Schiavi
Alle soglie del diciottesimo anno
Elena Buccoliero

Libri
Medea e i ragazzi che giocano con il fuoco
Claudio Renzetti

Locande
«Danzare la vita» in un agriturismo biologico
Salvatore Cacciola

 

COME ABBONARSI  Costo dell’abbonamento annuale ad Animazione Sociale (10 numeri):

• Studenti (timbro scuola): € 34,00

• Privati: € 45,00 • Enti pubblici, associazioni, cooperative sociali: € 60,00

• Estero: € 70,00

COME RICHIEDERE IL NUMERO SINGOLO Costo della singola copia di Animazione Sociale: € 6,20 più 1 € come contributo spese di spedizione.

È possibile effettuare il versamento tramite:

• C/C postale nr. 155101 intestato a Gruppo Abele Periodici – corso Trapani 95 – 10141 Torino specificando la causale del versamento (“abbonamento ad Animazione Sociale” o “numero/i del mese di…”)

• Carta di credito on-line (Visa – Mastercard) – collegandosi al sito: https://vpos.bancaetica.com/gruppoabele?campagna=AS1. Per l’abbonamento cumulativo Animazione Sociale + Narcomafie invece clicca su: https://vpos.bancaetica.com/gruppoabele?campagna=NM2

• Bonifico bancario sul conto sul Banca Popolare Etica – Filiale di Torino – nr. 000000001803 – intestato a “Associazione Gruppo Abele” – Cod. Paese: IT – Cin: S – Abi: 05018 – Cab: 01000  - Iban: IT21 S050 1801 0000 0000 0001 803 – Specificare nominativo e causale di versamento.

Gruppo Abele – Nell’ultimo numero

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Centro Studi, Documentazione e Ricerche Gruppo Abele, Newsletter n. 1/2010


Sul sito  (http://centrostudi.gruppoabele.org), è pubblicata e scaricabile la Newsletter n. 1/2010 (pdf 329 kb).
—————————————
Centro Studi, Documentazione e Ricerche
Gruppo Abele
corso Trapani 91/b – 95
I 10141 Torino
tel. +39 011 3841053
fax  +39 011 3841055
e-mail: docum.cs@gruppoabele.org
http://centrostudi.gruppoabele.org

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Animazione sociale per il 2010


A partire dal prossimo numero (gennaio 2010) Animazione Sociale farà un deciso passo in avanti nei suoi 40 anni di storia. Una nuova grafica, più leggera, a tratti colloquiale, anche se sempre impegnativa. Ancor prima, una riorganizzazione della formula editoriale, con l’ingresso di nuove rubriche, in particolare le «inchieste» che si alterneranno ai tradizionali «inserti». Inoltre un consolidamento della «rete» dei collaboratori con l’intento di intensificare lo scambio tra la redazione e quanti si mettono in gioco per pensare e fare la rivista. A seguire, una programmazione di seminari e convegni, di cui daremo notizia progressivamente, anche per «festeggiare» i 40 anni della rivista. Infine un forte impegno di diffusione della rivista, in modo da raggiungere altri possibili lettori.
Un passo che ha richiesto un periodo di intenso lavoro nella redazione, in quanto non è facile, come si dice, cambiare la macchina in corsa (anche il ritardo con cui esce questo numero ne è un segno).

Ai lettori chiediamo di accompagnarci nella costruzione della «nuova» Animazione Sociale. In primo luogo restituendoci dei feed-back, sollevando problemi su cui riflettere, inviandoci materiali in visione, concordando con la redazione degli articoli. In secondo luogo confermando la fiducia nei nostri confronti, non solo… rinnovando l’abbonamento, ma anche facendo conoscere Animazione Sociale dentro i diversi ambiti di lavoro, per continuare quel «passaparola» che è spesso la spinta decisiva per abbonarsi. Infine inviando in redazione indirizzi postali o elettronici a cui far pervenire materiale promozionale.

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Animazione sociale compie 40 anni


Cari lettori,
nel 2010 Animazione Sociale compie 40 anni. Un traguardo importante raggiunto grazie a tutti Voi.
La rivista lo festeggera’ rinnovandosi nell’immagine e nei contenuti. Le immagini di Emanuele Luzzati illustreranno le copertine del quarantesimo anno. Nuove rubriche renderanno la rivista piu’ vicina alle esigenze e curiosita’ dei lettori.
In allegato troverete una lettera dedicata a Voi. E una locandina che ci farebbe piacere se poteste appendere nella vostra Organizzazione.
Chi desideri sostenere la rivista puo’ richiedere in redazione volantini promozionali o numeri di rivista da diffondere in corsi o convegni. Siamo grati a chi vorra’ regalare per Natale ad amici o colleghi la nuova Animazione Sociale (clicca qui per compilare la cedola regalo).
A tutti i lettori, grazie e buon 2010.

La redazione di Animazione Sociale

ABBONATI ADESSO (clicca qui per scaricare e compilare la cedola abbonamento rapido, oppure invia un sms. Mentre tu provvedi a pagare, noi ti inviamo gia’ da subito il primo numero di rivista)

PREZZI ABBONAMENTO 2010
Animazione Sociale: Privati euro 45 (biennale euro 81, triennale euro 118) – Enti pubblici, associazioni e cooperative sociali euro 60 (biennale euro 114, triennale euro 163) – Studenti (timbro scuola) euro 34 – Estero euro 70.
Animazione Sociale + Narcomafie: Privati euro 68 – Enti pubblici, associazioni e cooperative sociali euro 78 – Estero euro 98.

MODALITA’ DI PAGAMENTO
- Carta di credito on-line (Visa e Mastercard) collegandosi al sito: https://vpos.bancaetica.com/gruppoabele?campagna=AS1
- Versamento postale su c/c numero 155101 – intestato a Gruppo Abele Periodici – corso Trapani 95 – 10141 Torino – Specificare la causale del versamento.
- Bonifico bancario sul conto Banca Popolare Etica – Iban: IT21 S050 1801 0000 0000 0001 803 – intestato a Associazione Gruppo Abele – Specificare nominativo, indirizzo e causale di versamento.

Animazione Sociale
Gruppo Abele Periodici
corso Trapani 95 – 10141 Torino
tel. 011 3841048 – animazionesociale@gruppoabele.org
http://animazionesociale.gruppoabele.org

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Animazione sociale, sommario novembre 2009



Intervista

Quale scuola per non perderne neppure uno?

Suggestioni per riaprire una pubblica discussione

Intervista a Marco Rossi Doria a cura di Erica Di Meo

 

Mentre cresce l’esigenza di una discussione sulla scuola, il rischio è che questa si incanali nelle tradizionali posizioni ideologiche, con quel che queste offrono di vie di fuga dai problemi. I problemi dei ragazzi innanzitutto, per i quali è facile smarrire il senso dell’andare a scuola (perché perdere tempo?). I problemi dei genitori, che faticano a tenere alto l’investimento sulla formazione dei figli, consapevoli che la scuola non è una pubblica priorità di investimento. Nel ricercare vie d’uscita, più che limitarsi a indicare colpevoli, occorre un confronto sulle questioni irrisolte nella scuola.


Studi

La trasmissione intergenerazionale non è finita

Perché è importante sostenere le competenze educative dei genitori

Jean-Pierre Pourtois e Huguette Desmet

 

È finita la trasmissione intergenerazionale? Lo pensano in tanti alla luce dei cambiamenti epocali che scuotono le rappresentazioni dell’educare come le relazioni genitori/figli. Ma è così? In realtà le ricerche dimostrano come le caratteristiche socioculturali della famiglia incidano pesantemente sul percorso scolastico e sul progetto di vita a lungo termine dei figli. Insomma, i bambini subiscono ancora la fatalità del destino a cui sono soggetti per nascita invece di essere autori della loro vita. Rompere il cerchio della riproduzione socioculturale richiede di sostenere le competenze educative dei genitori.


Prospettive


L’aiuto informale in un welfare di prossimità

Per una continuità tra servizi formali di cura e relazioni d’aiuto non professionali

Silvio Venuti

A fronte di una crisi di autorevolezza dei saperi classici sulla salute le persone sentono il bisogno di confrontarsi con saperi «altri» per lo più costruiti in modo partecipato. Saperi che fondano la loro autorevolezza sulla produzione di conoscenza a partire dall’esperienza, così come è nelle pratiche di auto-mutuo-aiuto e nel più vasto «movimento» che ad esso si ispira. Tali pratiche con i loro saperi possono offrire un contributo per un ripensamento dei servizi sociosanitari in modo che, in una costruttiva dialettica con il cittadino auto-organizzato in movimenti o gruppi, sviluppino un welfare «vicino» alle persone e alle loro storie.


Inserto

Voci del sociale


Per costruire insieme genitorialità

• Accompagnare i genitori oltre il muro dell’isolamento
• Legami, reti e parole di famiglie che si mettono in gioco

• Apprendere dagli interventi di sostegno alla genitorialità

A cura di Paola Milani e Sara Serbati

 

Da diversi anni, pur in modo disomogeneo a livello nazionale, i servizi sociosanitari e le organizzazioni del terzo settore, muovendosi dentro una diffusa domanda di lavoro sulla genitorialità, hanno avviato innumerevoli forme di attivazione delle famiglie. Ora, mentre si moltiplicano le sperimentazioni, diventa sempre più importante valutare criticamente percorsi che portano le famiglie a uscire di casa, ritrovarsi in climi di conviviale ricerca, rigenerarsi alla cura di sé e dei figli, costruire «beni comuni». In questa direzione l’inserto mette a fuoco un percorso per individuare alcuni criteri da utilizzare per «misurare» e riqualificare le progettualità.

 

Esperienze

“Tredici passi” verso il cambiamento

Un weekend di «tregua» tra «figli», «genitori» e operatori del Sert di Mirano (Ve)

Roberto Berton e Alessio Cazzin

 

Per chi vive difficoltà legate alla dipendenza la ricaduta è un problema ricorrente. Spesso essa è seguita da una rimotivazione al cambiamento, e poi di nuovo da una ricaduta, creando una sorta di «circolo vizioso» difficile da spezzare. Come arginare la «tentazione» di arrendersi? A volte non è sufficiente la pur necessaria terapia, mentre può essere utile ritessere la propria motivazione in tempi brevi ma intensi di «vita in comune», con quel che questa comporta di scambi tra vissuti, momenti ludici, turni di corvée, rilassamento e autocontrollo,

riposizionamento consapevole rispetto al percorso terapeutico.


Metodo

Le esigenze formative della cooperazione sociale

Guida alla formazione per cooperative sociali/1

Graziano Maino e Sergio Quaglia

L’esplorazione delle esigenze della cooperazione sociale porta a focalizzare la riflessione da una parte su questioni trasversali legate alle sfide che oggi le cooperative si trovano ad affrontare, dall’altra su questioni più specifiche che riguardano l’organizzazione, la costruzione e lo sviluppo di reti sociali, i processi di integrazione socio-lavorativa. Questioni tutte che non vanno affrontate in modo settoriale, ma dentro una politica complessiva di formazione. La formazione, a partire dalla progettazione e realizzazione di percorsi formativi, può infatti configurarsi come una possibilità per affrontare le questioni accennate.

 

Luoghi&Professioni

Politiche fragili per disabili deboli

Criticità nei percorsi di inserimento lavorativo

Raffaele Monteleone e Carlotta Mozzana

La centralità della persona disabile nei percorsi d’inserimento lavorativo sembra un dato acquisito a livello legislativo, sancito anche concettualmente dal passaggio terminologico da percorsi di «collocamento obbligatorio» a percorsi di «collocamento mirato», ossia attenti a promuovere le capacità della persona. Eppure, a fronte di tale chiarezza legislativa, le pratiche che traducono questi indirizzi collassano spesso nella logica spersonalizzante del «collocamento lavorativo». Aprire una riflessione critica sulle pratiche d’inserimento lavorativo è oggi necessario se si vuole in futuro rafforzare politiche e servizi capacitanti.

Walkie-Talkie

• Il rapporto tra strada e politica

Massimo Campedelli

• A cos’è servito il lavoro sociale di questi anni

Giovanni Zanolin

 

Diari

• «Scusa ma… te ne occupi tu?»

Manuela Cossiga

• Quando entrai in un bosco

Carlo Battaglia

• Quel che si sa del bullismo

Elena Buccoliero

 

COME ABBONARSI  Costo dell’abbonamento annuale ad Animazione Sociale (10 numeri):

• Studenti (timbro scuola): € 34,00

• Privati e associazioni: € 45,00 • Enti pubblici: € 60,00

• Estero: € 70,00

COME RICHIEDERE IL NUMERO SINGOLO Costo della singola copia di Animazione Sociale: € 6,20 più 1 € come contributo spese di spedizione.

È possibile effettuare il versamento tramite:

• C/C postale nr. 155101 intestato a Gruppo Abele Periodici – corso Trapani 95 – 10141 Torino specificando la causale del versamento (“abbonamento ad Animazione Sociale” o “numero/i del mese di…”)

• Carta di credito on-line (Visa – Mastercard) – collegandosi al sito: http://animazionesociale.gruppoabele.org e cliccare sull’apposito link

• Bonifico bancario sul conto sul Banca Popolare Etica – Filiale di Torino – nr. 000000001803 – intestato a “Associazione Gruppo Abele” – Cod. Paese: IT – Cin: S – Abi: 05018 – Cab: 01000  - Iban: IT21 S050 1801 0000 0000 0001 803 – Specificare nominativo e causale di versamento.

Per ulteriori informazioni consultare il sito http://animazionesociale.gruppoabele.org

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CARPINO R., TESTO UNICO DEGLI ENTI LOCALI COMMENTATO, MAGGIOLI EDITORE


NOVITA’ OTTOBRE 2009

I 275 articoli del TUEL
nel testo in vigore,
integrati da giurisprudenza e prassi, coordinati
con le leggi collegate

TESTO UNICO DEGLI ENTI LOCALI COMMENTATO

R. Carpino, Prefetto,
Capo di Gabinetto del Ministro per i Rapporti con le Regioni

TESTO UNICO DEGLI ENTI LOCALI
COMMENTATO

Nuovissima edizione aggiornata con le importanti modifiche apportate dalle Leggi 5 maggio 2009, n. 42 (Federalismo fiscale), 18 giugno 2009, n. 69 (Sviluppo economico), 15 luglio 2009, n. 94 (Sicurezza pubblica), 3 agosto 2009, n. 102 (Provvedimenti anticrisi) e dal D.L. 135/2009 di recepimento di obblighi comunitari in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica.

Ora alla ottava edizione, si conferma opera fondamentale per applicare in modo legittimo le norme che presiedono ad una corretta gestione istituzionale, finanziaria e contabile dell’Ente Locale.

In questo volume, il Direttore Generale, il Segretario, il Dirigente, trovano pronta risposta all’esigenza di avere da un lato il quadro completo e coordinato delle singole disposizioni vigenti e dall’altro di sapere quale applicazione ne è stata fatta in concreto.

Ogni norma del T.U.E.L. è infatti commentata con le pronunce più recenti dei tribunali amministrativi, civili, contabili e comunitari, con gli orientamenti del Ministero dell’Interno e con casi pratici risolti,
impaginati su due colonne per favorirne la leggibilità.

Inoltre in nota ai singoli articoli sono riportati i richiami alle altre norme del Testo Unico che è necessario tenere presenti nonchè a quelle “esterne” con le quali formano un sistema unitario.

Alla parte dell’opera dedicata all’analisi dei 275 articoli del D. Lgs. 267/2000 nell’attuale formulazione, fa seguito una ricca appendice normativa con le leggi di più ricorrente consultazione,
che è molto utile avere a portata di mano in uno stesso volume.

Facile e rapido consultare ogni argomento, anche il più particolare, grazie a un dettagliatissimo indice analitico che elenca in ordine alfabetico ben 174 voci principali e 869 sottovoci.

Il volume – di pagine 876 nel formato cm. 17×24 – si avvale di una confezione molto funzionale e resistente al continuo uso, con rilegatura a copertina rigida.

Per ricevere subito
TESTO UNICO DEGLI ENTI LOCALI COMMENTATO
Maggioli Editore – Novità ottobre 2009
Pagine 876 – F.to cm. 17×24 – ISBN 5298.2 – Euro 75,00

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