Paolo Ferrario, Le Green Economics come scelta di vita e contro la crisi | pubblicato in Muoversi Insieme di Stannah


le Green Economics, ossia quell’insieme di modi di inventare, produrre e vendere merci con criteri di rispetto dell’ambiente e con finalità di miglioramento della qualità della vita.
Il tema va al cuore del rapporto fra le generazioni: i padri e i nonni delle società moderne, quelli che hanno attraversato il secondo Novecento, hanno conquistato discreti (e talvolta esagerati) livelli di benessere anche tramite un’aggressione dell’ambiente che è diventato più impoverito e meno bello. Non dimentichiamoci mai che l’Italia, alla fine degli anni ’40, era ancora un paese a economia rurale e che solo nel 1961 il Censimento registrò l’inversione di tendenza, quando gli addetti all’industria superarono di gran lunga quelli dell’agricoltura. 

Il rischio (anzi: senza azioni deterrenti, la certezza) è di consegnare ai figli e nipoti di questi padri e nonni un habitat più difficile, più ostile, più incapace di soddisfare i bisogni di sopravvivenza.

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Paolo Ferrario, Cinema e biografie: come funziona una buona storia? | in Muoversi Insieme


Viene spontaneo domandarsi: perché così tante persone – giovani, adulti, anziani – sono attratte dall’espressione artistica rappresentata nel film? Credo che una possibile spiegazione sia da cercare nel fatto che, come si diceva in un articolo precedente, ci piace partecipare alle storie, ai racconti di vita. Probabilmente questo avviene perché non ci basta la nostra concreta, unica e personalissima biografia. Abbiamo bisogno, per sentirci parte del mondo, di entrare in contatto con altre vite. Come se queste storie, che appartengono ad altri, in realtà siano anche un po’ la nostra storia.
E’ su questo filo interpretativo che vorrei intrattenere l’attenzione del lettore.

La questione di fondo mi sembra la seguente: 

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Paolo Ferrario, I sessantenni e il lavoro: dall’infanzia agricola all’economia “green” | in Muoversi Insieme


I sessantenni di oggi hanno assistito in diretta ai grandi cambiamenti della società italiana: nati in Paese ancora contadino, oggi vivono in mezzo a veloci innovazioni tecnologiche che hanno fortemente modificato anche il loro modo di lavorare
Non si tratta di un cambiamento neutro. Nella vita di una persona il lavoro risponde infatti a una pluralità di funzioni: oltre a dargli il pane, è anche un’importantissima fonte di identità. Lo si può osservare anche nella vita quotidiana, quando chiediamo a qualcuno “che lavoro fai?” o quando un ragazzino alle scuole elementari racconta quale lavoro fa suo padre o sua madre. 

E’ per queste ragioni che la crisi economica ha colpito a fondo e in certi casi ha determinato tragedie personali molto dolorose. 

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Paolo Ferrario, Festival di Sanremo: Chi l’ha detto che “sono solo canzonette”? | in Muoversi Insieme


Chi l’ha detto che “sono solo canzonette”?
La domanda si riproporrà anche quest’anno, in occasione del Festival di Sanremo. Eppure Marcel Proust aveva già provato ad avvertirci: “Non disprezzate la cattiva musica. Il suo posto è nullo nella storia dell’arte, ma immenso nella storia sentimentale della società”. E, qualche tempo dopo, anche Enzo Jannacci sosteneva un’altra tesi: “Questa è la canzone intelligente che farà cantar tutta la gente, questa è la canzone intelligente che farà ballar che farà ballar …”.

Il festival di Sanremo, nonostante i suoi 60 anni, continua a rimanere un pezzo della cultura italiana ed è quasi un rito popolare. 

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Paolo Ferrario, Il cinema e la vita, la vita e il cinema | in Muoversi Insieme


Il cinema e i film accompagnano le nostre esistenze da più di un secolo, ormai. Il fatto è che ci piace ascoltare delle storie: piace ai bambini, che si addormentano solo se sentono ripetere per l’ennesima volta la loro fiaba della sicurezza, perché li aiuta a risolvere conflitti e paure. Piace agli adulti, che comprendono attraverso di esse come le loro personalissime vicende siano universali. Piace ai “pre-vecchi”, che sul crinale fra il tempo passato e quello che resta diventano più saggi contemplando gli altrui destini e confrontandoli con il proprio.

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Paolo Ferrario, Dall’arte della motocicletta alla manutenzione di se stessi | in Muoversi Insieme


Sono due i motivi per riproporre l’attenzione su“Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”, un libro di 35 anni fa. 
Il primo è biografico e riguarda la mia professione. Occuparsi di formazione con persone adulte impegnate nei servizi sociali vuol dire non solo trasferire conoscenze, ma soprattutto elaborare metodi ed atteggiamenti per vedere in modo diverso il proprio lavoro e la sua relazione con il mondo esterno.
Il secondo motivo è attuale e può anche interessare i nostri lettori.

In Miserabili, io e Margaret Thatcher l’attore Marco Paolini esortava il suo pubblico a “fare manutenzione”, ossia ad occuparsi umilmente di cambiare qualcosa nella propria concreta vita attuale, invece che fantasticare su grandi cambiamenti generali e, quindi, inevitabilmente astratti ed esterni alla più immediata esperienza personale. 

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Luciana Quaia, Vicino a chi muore | Muoversi Insieme


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La malattia, quando diagnosticata come infausta, porta alla luce nel familiare che assiste non solo la difficoltà di gestire il proprio tormento, ma anche la necessità di ridefinire ruoli, funzioni, modalità relazionali e comunicative con il congiunto da assistere e con il resto della famiglia.
Si può rilevare inoltre che tale drammatico evento diventa circostanza per evidenziare il complesso intreccio di relazioni sviluppate nel corso del tempo tra malato e suoi familiari (che sicuramente condizionano le capacità di fronteggiare la nuova condizione) nonché la maturità nel pensare al proprio processo di preparazione ed elaborazione del morire. E’ assai raro, infatti, che all’interno della cerchia familiare tale tema venga affrontato ed è quindi inevitabile che ognuno di noi vi giunga impreparato.

Le reazioni difensive attraversate dal familiare nella terminalità del proprio caro non si discostano molto, se non per gradi di intensità, da quelle attivate dallo stesso malato. Troviamo perciò una prima fase legata al rifiuto della consapevolezza dell’imminenza della fine; una seconda che può essere caratterizzata da un’iperattività finalizzata a spostare l’angoscia percepita; una terza in cui si possono manifestare depressione e sensi di colpa e infine una quarta connotata da una più o meno rassegnata resa alla realtà di morte. 

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Paolo Ferrario, La vita lunga, le età e la prevecchiaia | in Muoversi Insieme


La vita lunga, le età e la prevecchiaia

Nel mondo occidentale la maggiore durata della vita media è un imponente processo demografico che attraversa l’epoca moderna a partire dalla seconda metà del secolo scorso.

Le cifre sono note e l’evento riguarda quasi tutti. Basta guardarsi attorno, fra i familiari, i vicini di casa, i colleghi di lavoro. Dando dunque per conosciute queste tendenze, vorrei vedere la questione da un particolare punto di vista: cosa vuol dire per la biografia di ciascuna vita personale questa trasformazione storica?

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Giovanni Del Zanna, Design e Disabilità | in Muoversi Insieme di Stannah


Nell’esperienza comune – così comune che ormai non ci facciamo più caso – troviamo oggetti (specie quelli “per” disabili) che benché utili e funzionali, sono brutti, poco progettati, spesso connotati da un’immagine “sanitarizzata” che ci porta a rifiutare e non ad accettare l’oggetto. 
Esiste una distinzione possibile tra oggetti “speciali” per disabili (che devono essere repulsivi) e oggetti d’uso? Esiste una distinzione tra persone umane con limitazioni intrinseche e persone con qualche difficoltà in più? Ovvero, ponendo la domanda in altro modo: chi di noi non usa lo schiaccianoci per rompere il guscio delle noci? e in tal caso lo consideriamo unausilio o un utensile prodotto di design?
Se da un lato il diffondersi dei principi del “Design for All” spinge alla realizzazione di prodotti comuni – dal design accattivante – sempre più fruibili da parte di un’utenza ampliata, dall’altro ci si può domandare perché gli “ausili” (gli oggetti che in modo specifico servono alle persone con disabilità, siano essi giovani o anziani) siano ancora oggi piuttosto “brutti” e poco progettati.

Eppure da tempo si vedono – a volte cercandoli con molta cura, perché non appaiono molto – prodotti/ausili che presentano un design più curato. 

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Design e Disabilità | Muoversi Insieme.

Luciana Quaia e l’Alzheimer, strategie “intime” per superare il dolore Intervista di Alessandra Cicalini in occasione della 19° giornata mondiale Alzheimer, da Muoversi Insieme di Stannah, 20 settembre 2012


La vita è spesso attraversata dal dolore, ma non per forza deve farsene sopraffare. A dirlo, con parole assai più intense e poetiche, è Luciana Quaia nel suo Intime erranze, sottotitolo Il familiare curante, l’Alzheimer, la resilienza autobiografica, il volume che ha dato alle stampe per l’editore Nodo Libri.

In prossimità dei festeggiamenti per i trentacinque anni del Centro donatori del tempo di Como, l’associazione di volontariato fondata da pionieristici personaggi come Carla Bignami e gli altri dalla medesima descritta nell’intervista a Muoversi Insieme di due anni fa, in analogo periodo. Il prossimo 21 settembre ricorre infatti la diciannovesima Giornata mondiale dell’Alzheimer, di un anno più giovane rispetto al Gruppo di Reciproco Aiuto per la Malattia di Alzheimer (che in sigla suona come “il leggendario sacro calice Graal, capace di curare tutte le malattie”, scrive l’autrice in altra pubblicazione), dedicato alla malattia che ruba la memoria dall’importante organizzazione comasca.

Tre anniversari in uno, in sostanza, andavano adeguatamente ricordati, a beneficio soprattutto di quelle famiglie colpite dall’improvviso ingresso della sofferenza nella propria quotidianità.

Il fine ultimo della sua opera e dei percorsi terapeutici di gruppo che l’autrice propone a chi frequenta il Centro comasco è maturare la consapevolezza che il dolore ci può sì piegare, ma non spezzare. In una parola, stando a contatto con Luciana, dal vivo, a voce – per mezzo del Filo diretto telefonico dalla medesima animato – e a questo punto anche per iscritto, si scopre che cos’è la resilienza e come metterla in pratica dentro di sé. Una necessità che alla fine riguarda un po’ tutti, persino la stessa autrice, come ha considerato a un certo punto nell’intervista che segue.

leggi l’intera intervista qui: Intervista a Luciana Quaia di Alessandra Cicalini

Riabilitazione e malattia di Alzheimer: cercare nuove normalità | di Luciana Quaia in Muoversi Insieme


I dati statistici riferiti alla diffusione della demenza continuano a restare impressionanti e la prospettiva non migliora se si considera che l’incidenza della malattia aumenta con l’età. Natura e causa sono ancora oscure e a tutt’oggi non esistono prevenzione e cure efficaci per debellare questa temibile patologia che porta alla progressiva compromissione della memoria, dell’orientamento spazio-temporale, del linguaggio, del pensiero fino a rendere la persona totalmente dipendente dalle cure altrui.
Altresì diffuso resta lo stereotipo che, a fronte di una medicina che non ha ancora scoperto cause e rimedi, anche sul piano comportamentale e relazionale non resti molto da fare, se non concentrarsi sul come risolvere le alterazioni del funzionamento psichico a livello farmacologico.
Non è così: un malato inguaribile non è una persona incurabile e molte sono le cose che si possono fare per prendersi cura di chi riceve una diagnosi così infausta, anche in un’ottica riabilitativa.

Se verifichiamo il significato del termine riabilitare, scopriremo, infatti, che  …..

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Design e Disabilità | di Giovanni del Zanna in Muoversi Insieme di Stannah


Design e Disabilità

Design e Disabilità… due parole che iniziano entrambe con la “D” eppure ci sembrano così distanti. Cosa centra il Design con la Disabilità? Le due parole evocano, di primo acchito, due mondi all’apparenza molto lontani tra loro.Nel nostro immaginario, più spesso costruito su sensazioni superficiali che non su riflessioni fondate, la parola “disabilità” fa emergere nella mente l’immagine del simbolo internazionale (omino stilizzato in carrozzina), della persona con disabilità motoria, di situazioni comunque “fuori dal normale”, qualcosa di “venuto male”. Sull’altro versante la parola “design” evoca mondi effimeri, legati prodotti innovativi dalla forma accattivante, bella e coinvolgente, a volte un po’ “strampalati”: dimensione del lusso e della moda, oggetti più da vedere che da usare.  >>

da Design e Disabilità | Muoversi Insieme.

Italia e Germania divise dallo spread? I coltivatori per hobby le riuniscono! | intervista a Giorgio Blandino e Gottfried Pollak, di Alessandra Cicalini in Muoversi Insieme


Italia e Germania saranno anche divise dallo spread e da altre differenze socio-culturali. E tuttavia, a guardare meglio, c’è almeno un campo (la parola è detta non a caso) in cui non sono poi così diverse. Che si tratti di pomodori o di verze, infatti, “il contadino per caso” nato in terra patria oppure Oltralpe, pur sempre dovrà tenere conto degli effetti della luna calante o crescente sulla semina e la raccolta e in maniera del tutto simile gronderà soddisfazione davanti ai frutti abbondanti cresciuti grazie alle proprie amorevoli cure. Del resto, le storie di Giorgio Blandino, insegnante di lettere, e di Gottfried Pollak, ingegnere, entrambi in pensione da qualche anno, parlano proprio di passione, quella per la terra, davanti alla quale non c’è sentimento anti-europeista o di altra natura che tenga. Anzi, stando alle risposte che molto gentilmente i due coltivatori per hobby al di qua e al di là del confine nazionale hanno dato aMuoversi Insieme nell’intervista che segue, si può proprio dire che Italia e Germania stavolta sia finita… 

leggi tutta l’intervista qui: Italia e Germania divise dallo spread? I coltivatori per hobby le riuniscono! | Muoversi Insieme.

Leggi anche: L’orto in città, di Luciana Quaia in Muoversi Insieme

L’orto in città per amare la terra e la vita: il Manifesto di Orto diffuso | di Luciana Quaia in Muoversi Insieme


perché fare un orto in città? Il Manifesto di Orto Diffuso recita: “L’orto non è una resa alla nostra condizione di abitanti delle aree urbane, ma è semmai una reazione, una presa di possesso, una riappropriazione della città secondo un modello lontano da quello della speculazione commerciale e edilizia… ristabilisce il legame tra natura, campagna e città, aprendo i confini dell’area urbana … non è una resa all’ambiente inquinato in cui viviamo, ma un’azione diretta che contribuisce alla sua trasformazione … e permette di sperimentare anche forme integrate di autonomia economica”. Vantaggi quindi ecologici ed economici, ma non solo.

Dedicarsi alla cura di un orto, sia  pur minimale, significa anche recuperare le proprie radici, sperimentarsi nella cura, amare la vita. Probabilmente tutti abbiamo avuto esperienza educativa già nella prima infanzia, quando sui banchi della scuola elementare,

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Leggi anche: Italia e Germania divise dallo spread? I coltivatori per hobby le riuniscono! | di Alessandra Cicalini in Muoversi Insieme

L’accessibilità dei trasporti pubblici alla luce della poco conosciuta legge antidiscriminatoria, in MuoversiInsieme: Aggiornamento del 17-07-2012


L’accessibilità dei trasporti pubblici alla luce della poco conosciuta legge antidiscriminatoria
Quanti di voi si sono trovati a non poter salire su un autobus, su un tram o a non poter accedere ad una stazione della metropolitana perché non accessibili? Quante volte abbiamo dovuto rinunciare ad utilizzare un mezzo di trasporto pubblico o privato in quanto privo degli accorgimenti necessari per poter essere usufruito anche da persone con difficoltà motorie? Sicuramente sono numerose le persone anziane, le persone con disabilità, le donne in gravidanza, le mamme con i passeggini ed in generale chiunque non sia in grado di muoversi facilmente che si sono trovate in grossa difficoltà con i mezzi di trasporto.Non tutti sanno però che nel nostro paese da qualche anno è stata introdotta una nuova normativa..