Paolo Ferrario, CONOSCENZE, PROFESSIONI SOCIALI E TECNOLOGIE DEL WEB:. Audio e Lucidi della comunicazione al Convegno di SOS Servizi sociali online, LA WEB COMMUNICATION E IL SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE, Roma 25 Maggio 2013


CONOSCENZE, PROFESSIONI SOCIALI E TECNOLOGIE DEL WEB:

Paolo Ferrario, GLI ASSISTENTI SOCIALI E LE POTENZIALITA’ DI INTERNET

comunicazione al Convegno LA WEB COMMUNICATION E IL SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE, Roma 25 Maggio 2013

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INFORMAZIONI COLLEGATE:

mi scrive un insegnante, cultore della lingua greca, latina ed italiana:
Ho ascoltato con attenzione e crescente interesse.
Ho imparato tante cose, anche se l’ambito delle professioni sociali non è propriamente il mio. D’altra parte l’intero tuo ragionamento può applicarsi anche ad altri contenuti: penso alla didattica, come alla storia della critica letteraria o della letteratura.
Bella la differenza fra il libro e la rete! Ritengo fortunati i ragazzi di oggi, che possono impostare il proprio archivio personale utilizzando la versatilità e la ricchezza della rete, senza perdere in rigore e profondità professionale e scientifica.
In questo momento della mia vita riesco a utilizzare la rete solo adattandola ai miei schemi, alle mie strutture mentali, alle mie conoscenze pregresse, al mio weltanschauung, alla ricerca di qualcosa che mi manca, più che di qualcosa da costruire o da aggiornare.
Certo i ragazzi di oggi possono padroneggiare e costruire una quantità di molto superiore alla mia di conoscenze e di stimoli. Vale la pena di crederci: in loro e nel futuro.
Di nuovo grazie.
***

rispondo

ciao ***

grazie tantissime per la tua riflessione
è una perfetta analisi che conferma la mia personale osservazione
noi della “generazione di libri” abbiamo schemi di apprendimento diversi da quelli degli attuali giovani e ancora di più degli attuali bambini
non ho idea di come saranno i modi di apprendimento fra 10 o 20 anni
una cosa è certa: sia io che tu siamo , per certi versi, più fortunati . perchè siamo “a cavallo di due epoche” e quindi partecipiamo ai due modi di apprendere: 1 il libro che contiene già la sua griglia argomentativa e 2 l’apprendimento attraverso i frammenti che arrivano dalla rete, che incrementa la responsabilità di farsi un  proprio personale modo di imparare ad organizzare le informazioni. 
c’è però una cosa che solo tu (e quelli come te) possiedi: ed è l’accesso alla lingua greca
e poichè la parola contiene in sè i significati hai qualche marcia in più
e infatti hai lo sguardo felice di chi sta positivamante nel mondo che cambia, come le tue parole conclusive dicono: “i ragazzi di oggi possono padroneggiare e costruire una quantità di molto superiore alla mia di conoscenze e di stimoli. Vale la pena di crederci: in loro e nel futuro

grazie ancora e arrivederci

Intervista a Simone Marzola, progettista della formazione al Centro Italiano Mappe dell’Apprendimento a cura di Manuela Stocco


Intervista a Simone Marzola, progettista della formazione al Centro Italiano Mappe dell’Apprendimento

a cura di Manuela Stocco

Nel mare magnum delle offerte formative indirizzate a studenti e professionisti, da qualche tempo a questa parte compaiono seminari e corsi di ogni durata e tipologia, ma che hanno come denominatore comune l’argomento trattato: le mappe mentali e i loro risvolti applicativi.

Per meglio comprendere natura e utilità di questa nuova strategia cognitiva, abbiamo intervistato il dott. Simone Marzola, attualmente uno degli esperti di mappe mentali più attivi di tutto il Nord Italia. Il Centro Italiano Mappe dell’Apprendimento (alias CIMA) di Battaglia Terme (PD), presso cui  il dott. Marzola progetta e realizza percorsi formativi, è stato il primo istituto in Italia a lanciarsi in questa audace sfida: non solo insegnare in che cosa consiste il nuovo metodo delle mappe, ma soprattutto applicare tale metodo alla preparazione tanto di tipo scolastico che professionale, rivoluzionando le tradizionali regole didattiche.

Buongiorno Dott. Marzola. Si sente molto parlare di mappe mentali e basta fare una ricerca sul web per trovare miriadi di definizioni. Ci può dare la sua definizione, da docente e mapper esperto?

Buongiorno a lei. Per definire le mappe uso di solito una metafora, in qualche modo legata anche al mio passato personale. Quand’ero bambino amavo giocare con i lego, che raccoglievo e mescolavo tutti insieme in una grande cesta. Perciò non costruivo mai la figura riportata sulla scatola, ma usavo i mattoncini in mio possesso per realizzare ciò che volevo. Se al posto della figura sulla scatola immaginiamo di avere un testo o qualsiasi altro materiale da apprendere, e se pensiamo che i mattoncini siano le singole informazioni che lo compongono, possiamo definire la mappa come un “collante” che ci aiuta a rimettere insieme i pezzi, una volta che abbiamo rotto la “figura” originaria. Più che a ricostruire, la mappa ci aiuta a trasformare la figura, a farne una creazione diversa, e  soprattutto scevra dei frammenti che non ci servono.

Quindi la mappa ha la funzione di favorire l’apprendimento?

Non solo. La mappa consente un “apprendimento significativo”, che è molto più utile e duraturo rispetto a quello “meccanico”. C’è molta differenza tra accumulare nozioni e imparare a memoria qualcosa ripetendola all’infinito e saper invece comprenderla e rielaborarla. In effetti il concetto di “apprendimento” è molto più complesso di quanto sembri e anche a scuola talvolta si fatica a distinguere tra conoscenza e informazione, tra sapere e nozionismo. Già Ausubel sosteneva ad esempio che l’apprendimento significativo si verifica quando riusciamo a integrare i nuovi dati con i concetti già assimilati. Le mappe, che noi abbiamo chiamato appunto “mappe dell’apprendimento”, sono uno strumento importantissimo per creare collegamenti tra le informazioni vecchie e quelle nuove.

Ha appena citato le “mappe dell’apprendimento”. Sono diverse dalle mappe mentali?

L’espressione “mappe dell’apprendimento” è stata coniata da noi e volutamente ripresa nel nome del nostro Centro, sia per sottolineare l’attenzione che desideriamo attribuire ad una interiorizzazione significativa delle informazioni acquisite, sia per indicare l’uso complementare nel nostro metodo di due tipi diversi di mappe: le mappe mentali teorizzate da Buzan e le mappe concettuali teorizzate da Novak. Le diverse modalità di costruzione delle mappe mentali e concettuali, così come le diverse basi teoriche su cui si fondano e le rispettive matrici cognitive di riferimento, costituiscono punti salienti degli ultimi workshop che abbiamo organizzato per insegnare questa tecnica alle tre macrocategorie degli insegnanti, degli studenti e dei professionisti.

In che cosa consistono esattamente questi “workshop”?

I workshop sono delle giornate di approfondimento sulla tecnica delle mappe, che vengono riproposte dal CIMA con cadenza mensile. Essi hanno dato finora buoni risultati, soprattutto perché personalizzati in base alla categoria professionale cui sono rivolti e perché composti sia da una parte seminariale teorica che da un laboratorio pratico. L’obiettivo dei workshop non è tanto quello di potenziare le abilità interpretative e deduttive dei partecipanti, ma piuttosto quello di portarli ad acquisire competenze di gestione delle informazioni, di ricostruzione e trasferimento della conoscenza, attraverso un esercizio di “riadattamento” personale del sapere. Particolarmente importante è la fase finale del laboratorio, dedicata alla composizione di una mappa di gruppo; costruire una mappa comune significa rielaborare insieme i diversi punti di vista e imparare a “trasferirsi” reciprocamente il sapere. La formula sembra essere vincente visto che abbiamo ottenuto accreditamenti dal MIUR del Veneto e dagli Ordini professionali degli Avvocati e dei Consulenti del Lavoro di Padova.

A quali altre iniziative o ambiti di studio ha applicato finora il metodo delle mappe?

Devo premettere che il CIMA è nato per dare continuità all’operato e agli innovativi intenti metodologici dell’Istituto Nazionale Telematico CSFO e in particolare della dott.ssa Antonietta Vettorato, che mi sento di dover ringraziare. Presso l’Istituto abbiamo sperimentato con successo l’uso delle mappe nell’ambito dei corsi di formazione per mediatori civili e commerciali, sia come efficace metodologia didattica, sia come tecnica operativa che il mediatore può utilizzare durante le sedute di mediazione. Un’altra iniziativa interessante che abbiamo svolto con il metodo delle mappe è stato un corso per addetti all’ufficio commercio, rivolto ai disoccupati e finanziato dalla Regione Veneto. Recentemente abbiamo invece esteso il metodo ai corsi obbligatori per alimentaristi sostitutivi del libretto sanitario, ottenendo dei feedback molto positivi. Abbiamo anche realizzato dei progetti per favorire tra i ragazzi lo studio dei maggiori autori della letteratura italiana, come ad esempio la pubblicazione di e-book interamente strutturati con le mappe, oppure l’organizzazione di seminari in collaborazione con le scuole, per presentare la materia in un modo originale e creativo, e per consentire il recupero, il ripasso e l’implementazione delle informazioni apprese in classe. Ma abbiamo soprattutto applicato la stessa strategia didattica a corsi in aula e videocorsi a distanza di ambito economico e giuridico, come quelli destinati alla formazione continua dei professionisti.

A proposito del suo percorso educativo e professionale, quali sono state le tappe più significative che l’hanno portata a specializzarsi in questa tecnica formativa?

La mia passione per le strategie di apprendimento è nata ai tempi dell’università: studiando giurisprudenza, ho cominciato ben presto a sperimentare da autodidatta dei metodi che facilitassero lo studio del diritto. Dopo la laurea ho conseguito un master in “Formazione e sviluppo delle risorse umane”, che mi ha avvicinato molto alle tematiche della psicologia cognitiva; se ho ottenuto il primo premio di studio è stato proprio grazie ad una tesi conclusiva sperimentale sulla tecnica delle mappe mentali. Per qualche anno ho poi insegnato diritto nelle scuole superiori, impiegando le mappe sia come metodologia didattica che come strumento di valutazione. In particolare usavo le mappe concettuali per rafforzare nei ragazzi il ragionamento logico-giuridico, ossia i collegamenti fra concetti e la loro applicazione ad una fattispecie concreta, mentre usavo le mappe mentali nel brainstorming, nei lavori di gruppo ed in tutti i compiti che richiedevano un approccio creativo e negoziato. In seguito ho iniziato a lavorare presso l’Istituto Nazionale Telematico CSFO come formatore di professionisti, orientatore e progettista della formazione. Fondamentale è comunque per me una continua attività di aggiornamento e approfondimento. Penso che un bravo formatore debba continuare a migliorarsi sempre e stare al passo con le continue evoluzioni sia teoriche che sociali. Del resto ogni corso che propongo non è mai identico al precedente e ogni volta mi annoto curiosità, reazioni e critiche dei discenti.

Per concludere, che consiglio darebbe a chi vuole frequentare il suo corso sulle mappe dell’apprendimento?

Non c’è apprendimento se non c’è cambiamento. Avete presente il quadrato di Mayer? Solo chi esce dai propri schemi mentali riesce a risolverlo, perché in realtà quel “quadrato” esiste solo nella nostra testa. Per apprendere è necessario allora un cambiamento di cornice e non dentro la cornice. Questo è il segreto.

 

Per approfondimenti: www.incima.org e www.istitutonazionaletelematico.it

 

Workshop sulle Mappe dell’Apprendimento (mappe mentali e concettuali) – 4 settembre 2012, a cura di Simone Marzola


martedì 4 settembre 2012 terrò presso la Sala Web-Conference dell’Istituto Nazionale Telematico-CIMA Centro Italiano Mappe dell’Apprendimento un Workshop (Seminario al mattino e Laboratorio nel pomeriggio) rivolto a quanti vogliono imparare una nuova tecnica didattica, utile soprattutto a migliorare le capacità cognitive di apprendimento, organizzazione personale, rielaborazione e comprensione delle informazioni. 
Affronteremo insieme l’affascinante tema delle Mappe dell’Apprendimento, sul quale ho condotto numerosi studi sperimentali e che abbiamo finora introdotto con soddisfazione a numerosi Manager, Insegnanti e Studenti. L’espressione “Mappe dell’Apprendimento” è stata coniata proprio da me, per indicare insieme le mappe concettuali di Novak e le mappe mentali di Buzan, strumenti entrambi efficaci seppur differenti. 
Ma l’espressione “Mappe dell’Apprendimento” pone anche l’accento su uno dei processi cognitivi fondamentali da cui dipendono la nostra vita e le nostre esperienze: l’apprendimento appunto. Apprendere è un’attività complessa, molto più di quanto comunemente si creda; la maggior parte delle persone sperimenta infatti fin dal periodo scolastico un solo tipo di apprendimento: quello meccanico. Si tratta di un apprendimento molto faticoso e per giunta poco duraturo, o addirittura fasullo. 
Oggi, proprio grazie alle Mappe dell’Apprendimento, possiamo sperimentare invece un apprendimento significativo, che ci permette di interiorizzare e rielaborare le informazioni acquisite, per appropriarcene e poterle quindi rievocare e riutilizzare facilmente in ogni ambito e in ogni momento. Infatti le mappe sono uno strumento insostituibile per stimolare il pensiero creativo, organizzare e integrare le informazioni, potenziare la memoria, pianificare la propria attività. 
La bontà del metodo è stata riconosciuta anche dal MIUR della Regione Veneto, dagli Ordini professionali degli Avvocati e dei Consulenti del Lavoro, che hanno accreditato il Workshop. 
Ti comunico anche con piacere che l’area tecnica del nostro Istituto si occuperà del collegamento in Webconference; in questo modo potrai seguire comodamente il Workshop da casa o dall’ufficio, nella stessa data e orario. 
Alla fine del Workshop la nostra Segreteria didattica Ti rilascerà un Attestato di partecipazione. 
Per conoscere il programma dettagliato del Workshop e procedere all’iscrizione, Ti invito a visitare questa pagina: http://www.incima.org/corsi/workshop-sulle-mappe-dellapprendimento/ 
Nell’attesa di conoscerTi di persona e di poter confrontarci sulle nostre personali esperienze, Ti auguro una buona giornata. 
Simone Marzola

Simone Marzola, MAPPE MENTALI: “martedì 22 maggio e martedì 12 giugno 2012 terrò presso l’Istituto Nazionale Telematico di Battaglia Terme (PD) un Workshop rivolto a tutti i Manager e i Professionisti”Mind Mapping Workshop


martedì 22 maggio e martedì 12 giugno 2012 terrò presso l’Istituto Nazionale Telematico di Battaglia Terme (PD) un Workshop rivolto a tutti i Manager e i Professionisti.

Sicuramente avrai già sentito parlare delle mappe mentali e concettuali: attualmente sono uno dei mezzi più potenti di cui possono disporre non soltanto gli studenti, ma soprattutto quei Professionisti che giorno dopo giorno devono affrontare riunioni, presentazioni, project management, brainstorming, orientamento agli obiettivi, sensemaking, memorizzazione di dati e informazioni utili.

La mappa è infatti uno strumento infallibile per sviluppare le capacità di pensiero, progettazione, pianificazione, risoluzione dei problemi. Per questo il nostro Istituto è stato tra i primi in Italia a specializzarsi in un’attività didattica e formativa basata proprio sul mind mapping. Questo metodo ci consente infatti di perseguire e mantenere fede a uno dei capisaldi della nostra mission: crediamo che la valorizzazione dell’individuo, attraverso il miglioramento e il perfezionamento delle competenze professionali, non può che arrecare un valore aggiunto al vivere comune.

Ti comunico anche con piacere che l’area tecnica del nostro Istituto si occuperà del collegamento in Webconference; in questo modo potrai seguire comodamente il workshop da casa o dall’ufficio, nelle stesse date e orari.
Alla fine del Workshop la nostra segreteria didattica Ti rilascerà un Attestato di partecipazione. Attualmente il nostro workshop permette di acquisire crediti formativi ai Consulenti del Lavoro dell’Ordine di Padova ed è accreditato dal MIUR della Regione Veneto.

Per conoscere il programma dettagliato del workshop Ti invito a visitare il linkhttp://www.incima.org/corsi/professional/.

Nell’attesa di conoscerTi di persona e di poter scambiare le nostre esperienze professionali, Ti auguro una buona giornata.

Simone Marzola

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Scopri il tuo potenziale, mappa i tuoi obiettivi, Corso interattivo sulla tecnica delle mappe mentali, Sabato 11 febbraio 2012 dalle ore 9.00 presso la sede del CIMA a Battaglia Terme (PD), Via Manzoni n. 19


Sabato 11 febbraio 2012
dalle ore 9.00 presso la sede del CIMA  
a Battaglia Terme (PD), Via Manzoni n. 19

 

“Scopri il tuo potenziale, mappa i tuoi obiettivi”

 

Corso interattivo sulla tecnica delle mappe mentali accreditato presso il MIUR del Veneto e presso l’Ordine dei Consulenti del Lavoro.

 

A Battaglia Terme un’occasione per imparare a liberare le proprie abilità innate e incrementare il proprio brain power

Sabato 11 febbraio 2012 dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14:00 alle 17:00 presso la sede dell’Istituto Nazionale Telematico a Battaglia Terme (PD)  il dott. Simone Marzola, formatore specializzato in strategie di apprendimento e sviluppo della creatività, e la dott.ssa Donatella Bolzon psicologa esperta in processi cognitivi, guideranno i corsisti attraverso le sorprendenti potenzialità della nostra mente e sveleranno i segreti di una tecnica intuitiva, divertente, ma soprattutto funzionale.

Il mapping è un metodo efficace e flessibile, con cui ciascuno può rappresentare (e visualizzare) il proprio sapere, le proprie emozioni, i propri obiettivi. Nello studio, nel lavoro e nella vita quotidiana la mappa aiuta ad assimilare, organizzare e comunicare l’informazione con tutta la rapidità e l’elasticità che la società odierna richiede. Tutto ciò grazie alla combinazione di stimoli visivi elaborati da entrambe le sfere cerebrali e grazie a una struttura ramificata che rispecchia l’impulso sinaptico.

Un corso per prendere coscienza delle proprie risorse cognitive, quindi, e apprendere una tecnica necessaria per stare al passo coi tempi. Ma anche un’opportunità per sperimentare all’istante i vantaggi delle mind maps. Partendo da un semplice foglio bianco e da alcuni lapis colorati, ogni corsista potrà creare la mappa dei suoi obiettivi, immaginare il business plan di un cliente, gestire riunioni, definire quel che ha appreso per iniziare subito ad applicarlo, in ogni campo e in ogni momento.

Raccomandato agli insegnanti per migliorare le tecniche di apprendimento dei propri allievi.

Perché visualizzare è il primo passo per ottenere.

Vai alla locandina del Programma scopri il tuo potenziale mappa i tuoi obiettivi

COME SI LEGGE UNA MAPPA MENTALE | da CIMA


COME SI LEGGE UNA MAPPA  MENTALE

  • Si legge prima il tema indicato nel centro della mappa;
  • si passa al primo ramo principale in alto a destra, poi ai rami secondari (se ci sono);
  • si continua leggendo i rami successivi in senso orario.

 

da: Chi siamo | CIMA.

Simone Marzola, Una mappa per pensare, una mappa per sapere, una mappa per mediare, www.sapermediare.it, www.simonemarzola.it



Guardando una mappa mentale, guardiamo il nostro cervello. Anzi, le nostre sinapsi.

Come le sinapsi generano pensiero, così il pensiero genera il linguaggio della mappa, che procede da un nucleo alla struttura radiale circostante. Ma se la mappa non potrebbe esistere senza la comunicazione di concetti preesistenti,  è altrettanto vero che la mappa ritorna al pensiero per svilupparlo e arricchirlo.

La tecnica del mind mapping ® rappresenta quindi un potente strumento metacognitivo. Le parole chiave che compongono la mappa, significanti di concetti riportabili alla sfera razionale del cervello, sono interconnesse con colori e immagini, afferenti invece alla sfera creativa. Dunque  un metodo che rispecchia il naturale procedere delle nostre abilità di sintesi e associazione neuronale. E, pertanto, un metodo di apprendimento e di organizzazione delle informazioni non sterile, non statico, mai uguale a stesso.

Una mappa mentale, con la sua struttura circolare ma ramificata, è sempre incompiuta. Si può sempre aggiungerle o toglierle qualcosa, inventare nuove relazioni tra gli elementi. In quanto mezzo operativo che non si limita a riassumere, fissare e ordinare i concetti, ma che ambisce a fluidificare la capacità ideativa individuale e di gruppo, la mappa diventa fondamentale in tutte quelle professioni in cui occorre saper trovare soluzioni condivise, anzi, la migliore soluzione possibile condivisa.

A chi, se non al mediatore (il facilitatore neutrale per eccellenza, colui che deve far emergere dagli altri emozioni e bisogni personali), può essere utile il mind mapping ®? Non solo per pianificare e memorizzare, ma soprattutto per gestire, attraverso il problem solving, una negoziazione di tipo cooperativo tra le parti in conflitto. Un accordo soddisfacente per entrambe le parti, stabile e duraturo nel tempo, si fonda spesso su soluzioni alternative, che esulino, per esempio, dal mero dato economico, tenendo invece conto del contatto relazionale e dei sentimenti  tra le persone.

La mappa mentale rappresenta quindi una risorsa per il mediatore che tenti di arrivare al cuore del conflitto, di inserirlo nel quadro biografico ed emozionale delle parti che ha di fronte. Saper mediare è, in fin dei conti, dare la giusta rilevanza ai giusti concetti (mediante le parole chiave) e far cogliere il collegamento migliore tra essi, ossia il collegamento che rimette insieme tutti i pezzi, senza trascurare i desideri di alcuno.

Il rispetto dell’etica della mediazione, imperniata sul dialogo propositivo, sulla partecipazione attiva e su un approccio di tipo integrativo, è pertanto il punto di forza del mind mapping ®: più brainstorming significa più idee, e più idee significano maggiori possibilità di autodeterminazione.

Ecco perché oggi esiste in Italia un corso di formazione per mediatori altamente innovativo ed originale, basato sul metodo didattico delle mappe mentali. L’Istituto Nazionale Telematico di Battaglia Terme (Padova), mentre forma efficacemente i nuovi professionisti, offre loro un indispensabile alleato, estremamente vantaggioso e funzionale, tanto nel lavoro che nella vita privata.

Dott. Simone Marzola

docente-formatore

Responsabile progetti formativi



Istituto Nazionale Telematico
per la Formazione e la Certificazione delle Competenze
CSFO s.r.l.

Via Manzoni, 19  35041 – Battaglia Terme (PD)
mobile 347 5783679

tel. 049 9101545 
fax 049 9114000

CmapTools: un software opensource per creare mappe concettuali


 

CmapTools è un software realizzato dall’Institute for Human and Machine Cognition (IHMC) con il quale il Prof. J.Novak, docente della Cornell University e ideatore delle mappe concettuali, collabora attivamente. Questo strumento ha un’interfaccia molto semplice e sobria e presenta potenti funzioni sia per il disegno che per la collaborazione a distanza attraverso le mappe

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Mappe concettuali: cosa, come, perchè, differenze dalle mappe mentali


una mappa concettuale è composta da tre tipologie di elementi

  • nodi concettuali: sagome che descrivono i principali concetti presenti nel dominio di conoscenza della mappa, all’interno delle quali viene riportata una descrizione testuale più o meno sintetica
    Nodi concettuali
  • relazioni associative: archi di collegamento, in alcuni casi orientati, che rappresentano graficamente i legami tra i nodi della mappa
    Relazioni associative
  • etichette: descrizioni che possono essere introdotte per precisare il significato delle relazioni
    Etichette descrittive

Nel complesso, le mappe concettuali appaiono come reticoli di nodi collegati

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Mappe mentali: cosa, come, perchè, differenze dalle mappe concettuali – brainstorming, creatività, apprendimento rapido, memoria, orientamento


A differenza delle mappe concettuali, il modello di riferimento per la realizzazione di una mappa mentale è associazionista: la sua costruzione procede con la libera associazione mentale, iniziando dall’elemento centrale, agganciando progressivamente nuovi elementi verso l’esterno della struttura oppure ristrutturando dinamicamente quelli già inseriti.

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